Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 581 del 14/9/1999
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(Inchiesta sulle irregolarità nell'acquisto di automezzi da parte dell'ANM - Azienda napoletana mobilità)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Volonté n. 3-03914 (Vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 3).
Il sottosegretario di Stato per le finanze ha facoltà di rispondere.

FERDINANDO DE FRANCISCIS, Sottosegretario di Stato per le finanze. Con l'interrogazione alla quale si risponde, a firma dell'onorevole Volonté, si sollecita l'adozione di più incisivi controlli nel ricorso, da parte degli enti locali, ai prestiti obbligazionari, al fine di garantire l'effettivo perseguimento delle finalità sociali che lo stesso si prefigge, essendo un nuovo strumento di finanziamento degli investimenti locali.
Al riguardo, va osservato che la legge n. 724 del 1994 (articoli 35 e 37), recante misure di razionalizzazione della finanza pubblica, ed il relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del ministro del tesoro 5 luglio 1996, n. 420, da un lato, perseguono l'obiettivo dell'utilità sociale che caratterizza tale strumento finanziario e, dall'altro, tendono a garantire il rimborso del prestito ai sottoscrittori.
Giova precisare, peraltro, che è possibile ricorrere a tale tipo di finanziamento in presenza di particolari requisiti: l'ente non deve essere stato in dissesto o in una situazione strutturalmente deficitaria, ai sensi dell'articolo 45 del decreto legislativo n. 504 del 1992, e tale limite viene meno solo in presenza delle due specifiche condizioni indicate dall'articolo 37 della legge n. 724 del 1994; l'emissione del prestito è possibile esclusivamente a fronte di un investimento ben individuato, il cui ricavo netto (depurato dalle spese di


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collocamento) deve essere pari alla somma prevista nel quadro economico del progetto o, qualora intervengano altre forme di finanziamento, alla quota non coperta, escludendosi categoricamente la finanziabilità di spese di parte corrente; redazione ed approvazione, nel caso in cui l'intervento riguardi servizi a rilevanza imprenditoriale, del piano economico-finanziario, di cui all'articolo 46 del decreto legislativo n. 504 del 1992, al fine di determinare una tariffa in grado di assicurare l'equilibrio economico e finanziario dell'investimento; il benestare della Banca d'Italia per emissioni di importi superiori a 10 miliardi di lire; il rendimento del prestito non superiore al rendimento lordo dei titoli di Stato di pari durata, maggiorato di un punto; l'incameramento dell'imposta sostitutiva sugli interessi dei titoli obbligazionari, di cui all'articolo 1 del decreto legislativo n. 239 del 1996; la sottoscrizione del prestito obbligazionario per l'intero ammontare, affinché l'operazione possa avere corso; l'assicurazione del rimborso del prestito ai sottoscrittori mediante il rilascio delle delegazioni di pagamento e l'impignorabilità, ai sensi dell'articolo 113 del decreto legislativo n. 77 del 1995, delle somme destinate al pagamento delle rate dei prestiti; solidità della situazione economico-finanziaria degli enti emittenti e rispondenza dell'investimento a finalità sociali, cui è strettamente correlata la misura del tasso di interesse.
Va inoltre precisato che è in fase di predisposizione presso questa amministrazione un disegno di legge in materia di indebitamento degli enti locali, diretto a rafforzare ulteriormente il controllo sul ricorso a tale strumento finanziario, che deve essere il più possibile rispondente alle finalità di utilità sociale per le quali è stato previsto.
Tale provvedimento, infatti, oltre a recare disposizioni per il controllo dell'andamento del debito degli enti territoriali, ha lo scopo di liberalizzare e razionalizzare in maniera più incisiva il mercato dell'indebitamento dei suddetti enti attraverso misure tese a garantire l'efficacia e la flessibilità degli strumenti finanziari, ai quali è subordinata la riduzione nella misura massima del costo del debito, nonché a fissare limiti operativi atti ad agevolare il confronto tra alternative di finanziamento e a contenere l'esposizione ai rischi finanziari.

PRESIDENTE. L'onorevole Volontè ha facoltà di replicare.

LUCA VOLONTÈ. Signor Presidente, sono venuto con uno spirito di ripresa e, dopo cinquanta giorni di vacanze per tutti, avendo chiesto ai ministri del tesoro, del bilancio e programmazione economica e di grazia e giustizia una risposta ad una interrogazione, non pensavo di trovare lo stimabilissimo sottosegretario (persona a cui mi lega anche una certa amicizia) a rispondere a questa interrogazione.
Non sono assolutamente soddisfatto perché noi avevamo chiesto alcune cose precise facendo riferimento ad un caso specifico: quello del comune di Napoli che ha acquistato degli autobus; di una società intermediaria alla quale non si sa come mai sia stata pagata una provvigione di venti miliardi; di quale sia lo stato del procedimento penale in esame che sembrerebbe allargarsi anche al Cotral di Roma. Noi chiedevamo ciò e invece il sottosegretario, dal suo punto di vista, giustamente per le sue competenze, ha fatto alcune osservazioni sul provvedimento che consente ai comuni, ai sindaci e alle giunte comunali di chiedere i BOC.
Proporrei alla Presidenza di fare finta di niente: poiché questa interrogazione non ha avuto alcuna risposta si potrebbe ricominciare da capo, proprio perché non è stata data risposta ai quesiti da noi posti. Anche il termine «insoddisfatto» mi sembra inadeguato per la situazione paradossale in cui ci troviamo, senza voler togliere nulla alla competenza del sottosegretario. Preferirei non commentare ulteriormente; per me questa risposta è come se non ci fosse stata perché nessun argomento tra quelli trattati dal sottosegretario ha una qualche attinenza, se non puramente teorica, con l'interrogazione.


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Non mi sembra un buon modo per iniziare questo nuovo scorcio di legislatura.
La mia interrogazione è stata presentata a giugno di quest'anno; quindi vi era tutto il tempo per centrare almeno uno degli argomenti che erano stati sottoposti al Governo. Probabilmente non c'è stata convenienza ad affrontare con chiarezza due temi scottanti che riguardano due sindaci che sono stati protagonisti nelle formazioni politiche che sostengono questo Governo, uno dei quali è stato anche ministro del lavoro.
Negare i fatti è la cosa peggiore perché prima o poi, come già si vede in alcuni articoli di giornale, questi fatti arriveranno all'opinione pubblica e forse sarebbe stato più responsabile da parte del Governo venire a rispondere ad una interrogazione di questo tipo dopo sei mesi quanto meno tentando di dare una risposta seppure farraginosa e molto generica ai temi che noi sottoponiamo all'attenzione non solo della Camera ma anche dei cittadini.

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