Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 569 del 15/7/1999
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(Candidatura della città di Padova come sede dell'autorità per il terzo settore)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Ruzzante n. 2-01785 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
L'onorevole Ruzzante ha facoltà di illustrarla.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, l'oggetto di questa interpellanza urgente, sottoscritta, tengo a sottolinearlo, da colleghi appartenenti a tutti i gruppi parlamentari sia di maggioranza sia di opposizione, ha per tema la prevista istituzione dell'authority del terzo settore.
Le nuove norme che regolano il terzo settore prevedono, per l'appunto, l'istituzione di un'authority quale organo di controllo deputato a garantire l'uniforme applicazione della normativa degli enti non commerciali e delle ONLUS, e ad evitarne possibili abusi.
Dopo l'emanazione del decreto legislativo n. 460 del 1997, l'authority diventa il riferimento necessario per orientare il monitoraggio, indirizzare la gestione del contenzioso e favorire il coordinamento delle diverse materie legislative in una realtà così complessa e frastagliata, di vitale importanza per il nostro paese. Non è un caso, penso, che nello stesso messaggio rivolto alle Camere, all'atto del suo insediamento, anche il Presidente della Repubblica abbia voluto ricordare il volontariato come elemento fondamentale e vitale per il nostro paese, fondante per il vivere civile e la qualità della vita dei soggetti più deboli.
L'authority potrà garantire da un lato quella tutela e quel sostegno al non profit, dall'altro quel controllo e quella trasparenza fondamentali per evitare eccessi di burocratizzazione nei controlli, ma anche atti a volte discrezionali.
L'authority verrà istituita, come previsto, tramite un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei ministri delle finanze, del lavoro e della previdenza sociale e per la solidarietà sociale. Valutazioni di ordine logistico-organizzativo portano a ritenere che, come avvenuto per altri organismi di controllo, possano prevalere le scelte di una localizzazione decentrata rispetto a Roma. Voglio inoltre ricordare come durante l'esame dell'atto Camera n. 5858, relativo alle disposizioni in materia di perequazione e razionalizzazione e federalismo fiscale, sia stato accolto dal Governo un ordine del giorno a firma dell'onorevole Giovanni Saonara, che nella premessa ricordava come il descritto organismo di controllo (si riferiva all'authority per il terzo settore) si inserisca di fatto all'interno del complesso quadro normativo che regola la composizione e i compiti degli organismi, peraltro variamente denominati, che svolgono funzioni di regolazione e di controllo di aree settoriali nonché funzioni di indirizzo organizzativo e operativo.
Nel dispositivo dell'ordine del giorno vi è l'impegno per il Governo a considerare attentamente, per analogia di funzioni,


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quanto già disposto come normativa di carattere generale dall'articolo 2 della legge 14 novembre 1985 (la legge che istituisce le authority), in particolare laddove si prescrive che, al fine di consentire una equilibrata distribuzione sul territorio italiano degli organismi pubblici che svolgono funzioni di carattere nazionale, più autorità per i servizi pubblici non possono avere sede nella medesima città.
Detto questo, mi sento di avanzare una proposta, tenendo presente che il consiglio comunale della mia città (Padova), il 25 maggio 1998, ha approvato all'unanimità, quindi con un coinvolgimento anche delle forze di opposizione, un ordine del giorno in cui la città di Padova si candida ad ospitare la sede nazionale dell'authority. Di recente, il sindaco di Padova ha lanciato la proposta di palazzo Angeli (ex sede del comando dei vigili del fuoco) in Prato della Valle, quale possibile ed elegante edificio ad accoglierla.
Anche il consiglio regionale del Veneto ha approvato all'unanimità una mozione che candida il Veneto e Padova ad ospitare questa prestigiosa sede evidenziando come questa regione e questa città costituiscano un modello a livello nazionale in materia di volontariato, con gli oltre 300 mila volontari, i 7 centri di servizi già istituiti ed operativi, le 302 cooperative sociali e le circa 1.000 associazioni iscritte agli appositi registri nazionali.
Tutti i parlamentari veneti ma anche molti deputati e senatori particolarmente impegnati sul cosiddetto tavolo del terzo settore hanno non solo sottoscritto questa interpellanza ma hanno anche condiviso e fatte proprie le proposte delle istituzioni venete.
In questi anni Padova si è qualificata sia per la sua ricchezza di esperienza in tema di volontariato, di associazionismo, di cooperazione e impresa sociale, sia per il fatto di essere sede e laboratorio di iniziative e progetti innovativi quali la prima banca etica che ha aperto proprio in questi giorni il suo primo sportello, e la Civitas, la fiera del terzo settore, dell'economia sociale e civile, che è ormai giunta alla sua terza edizione, con una costante crescita sia in termini di attenzione che di partecipazione.
Voglio infine ricordare come anche importanti realtà associazionistiche nazionali, quali il MOVI, le ACLI, la FICT, l'Agenzia mediterranea, il Forum per il terzo settore del Veneto, abbiano già manifestato la necessità di individuare Padova quale sede dell'authority.
Due sono le richieste contenute in questa interpellanza urgente che ci sentiamo di rivolgere al Governo: da un lato - è una considerazione di carattere generale - se intenda accelerare la procedura istitutiva dell'organismo di controllo, in modo che possa accompagnare fin dall'inizio la fase attuativa del decreto legislativo n. 460 del 1997 e rappresentare l'impegno diretto in questo campo della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero delle finanze, del Ministero della solidarietà sociale e del Ministero del lavoro; dall'altro, pur in un'ovvia logica di autonomia decisionale da parte del Governo, se non ritenga di raccogliere la proposta avanzata dal consiglio regionale veneto e dal consiglio comunale di Padova, oltre che da parlamentari della maggioranza e dell'opposizione, di candidare o di considerare come tale la città di Padova sulla base delle motivazioni sopra esposte quale possibile sede dell'authority del terzo settore.

PRESIDENTE. Il ministro per la solidarietà sociale ha facoltà di rispondere.

LIVIA TURCO, Ministro per la solidarietà sociale. L'articolo 14 della legge n. 133 prevede l'organismo di controllo degli enti non commerciali delle ONLUS. Questa normativa è stata approvata il 13 maggio 1999, ossia due mesi fa.
Sulla base del decreto legislativo n. 460 era stato predisposto da parte dell'allora Presidente del Consiglio Prodi un decreto istitutivo dell'authority che non fu licenziato perché, sottoposto all'attenzione del forum del terzo settore, fu giudicato non sufficiente per quanto attiene ai poteri e alle funzioni previsti nel decreto legislativo


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n. 460. Quindi, sulla base di una funzione di ascolto che è stata propria sia del Governo Prodi sia del Governo D'Alema nei confronti del forum del terzo settore, recependone le istanze, si è convenuto di modificare la configurazione dell'authority stessa e di prevedere più risorse per il suo funzionamento.
Per questo è stato necessario un intervento legislativo accolto nel disegno di legge ordinamentale sul federalismo fiscale approvato il 13 maggio 1999. Faccio questa cronistoria perché non siamo di fronte ad un ritardo del Governo, semmai siamo di fronte ad un Governo che ha recepito le istanze avanzate nel forum del terzo settore.
Per quanto riguarda lo stato dei lavori, la prossima settimana vi sarà un incontro coordinato dal Vicepresidente Mattarella, e da me stessa sollecitato, per fare il punto sui lavori di una commissione che è stata già istituita al fine di accelerarne al massimo i tempi perché - convengo ampiamente con quanto sottolineato dall'onorevole Ruzzante - questa authority deve trovare una sua definizione. In quella sede sarà anche individuata la città. Non posso anticipare una scelta che non è stata ancora fatta, pur riconoscendo che la candidatura della città di Padova appare assolutamente opportuna. Condivido, infatti, quanto ha detto l'onorevole Ruzzante circa il credito e l'autorevolezza di questa città, sede di un'authority del volontariato, con una significativa esperienza in quella realtà.
Credo che la città e la regione Veneto abbiano dimostrato un grande senso di responsabilità, anche in considerazione del radicamento del volontariato e del non profit in quei territori. Resta, però, il problema di scegliere tra le città che si sono candidate in ordine di tempo: Bologna, Milano, Padova e Torino. Posso accogliere i criteri indicati dall'onorevole Ruzzante che suggeriscono di considerare l'autorevolezza delle città dal punto di vista della presenza del volontariato e del non profit, il criterio della distribuzione territoriale nelle sedi di rilevanza nazionale, tenendo conto che non vi può essere analoga concentrazione di sedi in città diverse. Posso solo aggiungere che la prossima settimana, quando - come dicevo - faremo il punto sui lavori della Commissione per accelerarne lo svolgimento, è nostra intenzione individuare la città perché credo che ciò rappresenti, comunque, un punto di certezza.
Vorrei inoltre ricordare che è all'attenzione del Governo, ed è in fase di ultimazione, il provvedimento applicativo dell'articolo 74 del collegato alla finanziaria 1999 che estende al non profit gli incentivi riconosciuti alla piccola e media impresa. Si tratta di un lavoro che è stato svolto congiuntamente dal Ministero dell'industria e dal Ministero della solidarietà sociale, così come presso il Ministero del lavoro è stato istituito un gruppo che ha il compito di elaborare un documento relativo al piano nazionale di occupazione nell'area del terzo settore; infine, presso il mio Ministero e presso il Ministero di grazia e giustizia è stato istituito un gruppo di lavoro che intende colmare il vuoto del nostro ordinamento e dare una fisionomia giuridica alla fattispecie dell'impresa sociale, rivedendo il libro primo del titolo II del codice civile, proprio perché credo che la definizione del non profit sia fondamentale per valorizzarne fino in fondo l'attività.
Le posso assicurare, onorevole Ruzzante, che trasmetterò al Vicepresidente del Consiglio ed agli altri ministri competenti le considerazioni che lei ha svolto in questa sede a nome di altri colleghi per quanto riguarda sia la sollecitazione alla costituzione dell'authority, sia la candidatura della città di Padova.

PRESIDENTE. L'onorevole Ruzzante ha facoltà di replicare.

PIERO RUZZANTE. Mi dichiaro pienamente soddisfatto della risposta del ministro Turco. Ovviamente, non speravo che oggi si potesse fornire una risposta risolutiva alle indicazioni contenute nella mia interpellanza urgente. Condivido anche le considerazioni svolte dal ministro Turco sul fatto che non siamo di fronte ad


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un ritardo perché, effettivamente, il decreto legislativo n. 133 è stato approvato solo nel mese di maggio, ma condivido soprattutto la necessità, manifestata dal ministro, che l'istituzione dell'authority vada avanti contestualmente al contenuto di quel decreto legislativo. Ciò è fondamentale proprio perché non intercorra un lasso di tempo che non consenta di dare le risposte che invece sono necessarie per l'applicazione sia del decreto legislativo n. 133 sia, in particolar modo, dei contenuti del decreto legislativo n. 460.
Riconosco a questo Governo - non solo per quanto riguarda la questione dell'authority e del terzo settore, ma più in generale - una capacità di dialogo e di ascolto nei confronti del forum del terzo settore. Ciò - lo ripeto - per quel che concerne non solo i contenuti dell'authority, gli aspetti relativi ai maggiori poteri ed alle maggiori risorse che sono necessari alla stessa authority per svolgere appieno la sua funzione, ma anche per quanto riguarda le altre considerazioni che il ministro ha fatto relativamente all'estensione degli incentivi previsti per la piccola e media azienda alle imprese sociali, nonché la definizione certa - aspetto questo molto difficile, riconosco che ha una sua complessità - di ciò che è impresa sociale, non profit, terzo settore.
Per quanto riguarda l'indicazione delle sedi, credo che tutte le città da lei nominate, ministro, abbiano i titoli e le carte in regola per potersi proporre come sede di un'authority. Vorrei solo sottolineare che una delle città citate, Milano, è già sede di un'authority - mi sembra quella sull'energia (quindi, anche molto importante) - e ritengo che ciò non sia in linea con i contenuti della legge istitutiva delle authority, che prevede appunto che esse non possano avere più sedi nella stessa città.
L'ultima considerazione che voglio esporre è di carattere politico, di questo me ne rendo perfettamente conto. Mi auguro che nelle scelte si tengano presenti non solo i titoli che in qualche modo ho voluto indicare, attraverso un'interpellanza urgente, nei confronti della città di Padova, ma si consideri anche un aspetto che ritengo abbia la sua importanza e che riguarda non tanto Padova quanto l'area nella quale questa città è inserita, quella del nord-est. Troppo spesso tale area è stata presentata sullo scenario politico nazionale come espressione essenzialmente della protesta fiscale o di altre forme di protesta, del settore della piccola e media impresa. Ebbene, credo sia importante presentare anche agli occhi del paese quest'area per quello che è nella sua realtà, cioè un'area che ha un valore estremamente positivo nel campo dell'attenzione alle tematiche del sociale, del terzo settore e dell'associazionismo. Credo anche che riconoscere all'interno di questa area la presenza di un'authority del terzo settore possa consentirci - penso di parlare anche a nome di tutti i colleghi che hanno firmato l'interpellanza - di dare al paese un contributo da parte di quell'area del nord-est di valori e di ideali estremamente positivo per una ricucitura del tessuto sociale nazionale.

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