![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Selva 2-01884 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
ROSARIO POLIZZI. Rinuncio ad illustrarla, signor Presidente, e mi riservo di intervenire in sede di replica.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
RAFFAELE MORESE, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, condivido tutte le motivazioni che hanno indotto i colleghi a presentare l'interpellanza in oggetto perché l'Isfol è un istituto che in questi anni ha consentito di dare credibilità ed autorevolezza all'iniziativa sulla formazione professionale, la cui situazione è
ben nota a tutti, ed è stato il «braccio armato» del Ministero del lavoro per migliorare gli standard di qualità della formazione professionale stessa.
PRESIDENTE. L'onorevole Polizzi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.
ROSARIO POLIZZI. Ringrazio il sottosegretario della risposta, che mi lascia perplesso perché in campo di formazione professionale, ancora una volta, si fanno una serie di dichiarazioni che poi vengono ritirate e successivamente ritrattate. Vale la pena di ricordare che si tratta di un settore molto importante al quale sono particolarmente sensibile poiché ne sono stato per un certo periodo responsabile nella mia regione.
L'onorevole Polizzi, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.
Non lo dico per spirito di corpo ma perché l'Unione europea certifica l'Isfol come istituto fra i più accreditati a livello europeo.
La richiesta presentata si inserisce nella discussione sulla riforma dei Ministeri che attualmente è oggetto di discussione presso la Commissione parlamentare di merito che in questi giorni sta procedendo ad una serie di consultazioni. Proprio ieri il ministro Salvi ha manifestato le proprie opinioni al riguardo, opinioni che faccio mie perché sono una sintesi della visione del Ministero del lavoro su questo problema, dato che l'interpellanza chiede che senso abbia creare un'agenzia per la formazione professionale avendo già a disposizione l'Isfol.
Così il ministro Salvi si è espresso in Commissione: «Relativamente alla questione della formazione professionale sottolinea che si tratta di materia al confine tra la competenza del Ministero del lavoro e la competenza del Ministero della pubblica istruzione. L'esigenza di trovare un punto di equilibrio ha portato alla previsione dell'agenzia per la formazione e l'istruzione professionale, di cui all'articolo 83.
«Premesso che la formazione professionale costituisce un elemento fondamentale per le politiche dell'occupazione e del lavoro e che esiste un fondo sociale europeo per tale finalità, la soluzione dell'agenzia sembra rappresentare una complicazione.
«Considerando che l'agenzia ha compiti operativi, fa presente la necessità di un centro di responsabilità politica difficilmente ravvisabile in una struttura sottoposta alla vigilanza di due ministri nel quadro degli indirizzi definiti dal Presidente del Consiglio dei ministri.
«La formazione professionale rappresenta un aspetto fondamentale per le politiche attive del lavoro. Occorre pertanto condurre al Ministero del lavoro la competenza sulla politica di formazione professionale come al Ministero della pubblica istruzione è affidata la politica in materia di istruzione professionale.
«Occorre creare un unico centro di imputazione politica in materia di formazione professionale, necessario sia in relazione ai finanziamenti provenienti dal fondo sociale europeo sia in relazione alle funzioni di indirizzo e di coordinamento da esercitare nei confronti delle regioni, alle quali sono state trasferite alcune funzioni in materia.
«Invita a valutare l'opportunità di prevedere una forma di coordinamento del ministro del lavoro e del ministro della pubblica istruzione che possa sostituire l'agenzia, di cui all'articolo 83, che appare in ogni caso anomala rispetto alla struttura generale delle agenzie».
Ovviamente, se sussiste l'agenzia, l'Isfol confluirà in essa ma il ministro del lavoro auspica che vi sia un ravvedimento su questo punto con l'assunzione di definite responsabilità politiche ed operative.
Il coordinamento del rapporto tra il Ministero del lavoro, quello della pubblica istruzione e la formazione professionale, lo abbiamo sempre inteso nei seguenti termini: le due forze - il Ministero del lavoro e il Ministero della pubblica istruzione - debbono tracciare una risultante, congiungendosi nella formazione professionale. Il coordinamento è necessario; tuttavia, sino ad ora abbiamo assistito ad un tentativo di prevaricazione da parte del Ministero della pubblica istruzione sui compiti del Ministero del lavoro.
Questo fatto ci allarma moltissimo. Chi, come me, è stato responsabile di un settore in un territorio di una certa vastità e rilevanza - la regione Puglia -, un territorio sofferente dal punto di vista della strutturazione della formazione professionale, è particolarmente sensibile a tale questione e alle problematiche dell'organizzazione.
Invito, pertanto, il sottosegretario - e tramite lui il ministro - a porre particolare attenzione a questo problema e a rendersi operativo e concreto; soprattutto, chiedo che siano evitate, in maniera assoluta, strutture ed espressioni quali quella che si riferisce all'agenzia: vi assicuro, infatti, che un'espressione del genere crea il panico tra tutti gli assessori regionali.
Per ragioni di correttezza scientifica, chiedo al Governo di smetterla di affrontare i problemi in questa maniera; di esempi, purtroppo, possono farsene molti, non soltanto sulla questione della formazione professionale, ma anche per altri settori.
In conclusione, nel ringraziare il sottosegretario per la risposta che mi ha fornito, esprimo la mia insoddisfazione per il fatto di dover leggere, su provvedimenti di iniziativa del Governo, espressioni che nella realtà operativa non è possibile realizzare.


