Allegato A
Seduta n. 569 del 15/7/1999


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(Sezione 2 - Istituzione di un'agenzia per la formazione e l'istituzione professionale)

B)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che:
attualmente l'Isfol, come si desume dal suo piano di attività del 1999, è la struttura di supporto della Unione europea per la promozione e la realizzazione del programma «Leonardo da Vinci», ed è la struttura nazionale di sostegno per le iniziative comunitarie «Occupazione» ed «Adapt»;
l'Isfol supporta il ministero del lavoro, con cui ha un rapporto istituzionalmente privilegiato, nella elaborazione della nuova programmazione del Fondo sociale europeo 2000-2006, nella valutazione dei programmi di attività cofinanziati dal Fondo sociale europeo in tutti gli obiettivi strutturali della Unione europea, nella sperimentazione del nuovo apprendistato, nella valutazione di un sistema nazionale per la rilevazione dei fabbisogni formativi, nella messa a punto di un sistema nazionale di standard di qualifiche professionali, nella definizione e sperimentazione di un sistema di formazione a distanza, nelle analisi strutturali e congiunturali del mercato del lavoro, nel monitoraggio e valutazione delle politiche attive del lavoro;
l'Isfol collabora con il ministero della pubblica istruzione (in materia di istruzione tecnica superiore, di educazione degli adulti, dell'obbligo formativo, in un'ottica d'integrazione dei sistemi istruzione-formazione professionale) con il ministero dell'ambiente, con il ministero del tesoro, bilancio e programmazione economica (per il monitoraggio fisico nazionale del Fse), con il ministero degli affari sociali, degli affari esteri e con il Comitato delle pari opportunità;
l'Isfol ha rapporti costanti e organici con tutte le regioni fornendo consulenza e supporto metodologico organizzativo per le funzioni regionali di pianificazione, programmazione, gestione, controllo e valutazione per quanto attiene la formazione professionale ed effettuando valutazioni dei provvedimenti in materia di lavoro e supporta l'allestimento dei nuovi servizi per l'impiego;
la collocazione della formazione professionale all'interno del nuovo «ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali» rappresenta una risposta istituzionale dissonante rispetto alle acquisizioni sul ruolo della formazione professionale maturate in sede comunitaria e nazionale, (confrontare a tale proposito, tra l'altro, il «Patto per il Lavoro» del 1996 e il «Patto per lo sviluppo e l'occupazione» del 1998 e i recenti regolamenti U.E. per il Fondo sociale europeo);
in tali ambiti la formazione professionale viene considerata, in un'ottica promozionale e «preventiva», come risorsa personale (in quanto favorisce la occupabilità


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e la mobilità dei singoli) e del sistema produttivo (in quanto sostiene una strategia di qualità e facilita la competitività delle aziende);
l'attuale collocazione, invece, accanto a politiche e servizi per la salute e l'assistenza, inevitabilmente finisce per screditarne l'immagine e sottolinearne l'aspetto «assistenziale» «curativo». Da una visione di politica attiva del lavoro si ritorna ad una visione solo di politica assistenziale della disoccupazione o dell'occupazione critica;
l'istituzione, mediante l'articolo 83 dello schema di decreto legislativo (articoli 11 comma 1 lettera a) e 12 della legge n. 59 del 1997), di un'Agenzia per la formazione e l'istruzione professionale rappresenta una duplicazione istituzionale dell'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale) che, infatti, a norma del decreto del Presidente della Repubblica n. 478 del 1973 svolge quelle stesse attività di «studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, informazione e assistenza tecnica nel settore della formazione professionale» che l'articolo 83 intende attribuire all'Agenzia;
particolarmente incomprensibile risulta questa duplicazione se si considera che l'Isfol in questa sua doppia linea operativa in cui trasferisce i risultati della sua attività di ricerca (finalizzata alla conoscenza dei fenomeni relativi al mercato del lavoro e alla elaborazione e sperimentazione di modelli operativi) nell'assistenza tecnica e nella consulenza a ministeri e regioni, ha acquisito apprezzamenti costanti e generalizzati -:
quali siano le motivazioni che hanno portato il Ministro del lavoro ad istituire un'Agenzia per la formazione e l'istruzione professionale, mediante l'articolo 83 dello schema di decreto legislativo (articoli 11 comma 1 lettera a) e 12 della legge n. 59 del 1997), dal momento che il quadro operativo dell'Isfol satura tutte lo spettro operativo della istituenda Agenzia;
se non ritenga, stante l'insostenibilità della duplicazione lamentata, che l'articolo 83 vada soppresso e che i compiti in esso previsti siano svolti dall'Isfol;
quale ruolo istituzionale ritenga andrà ad assumere l'Isfol dopo l'eventuale istituzione dell'agenzia per la formazione e l'istruzione professionale.
(2-01884)
«Selva, Polizzi».
(13 luglio 1999).