Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 569 del 15/7/1999
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Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Calderoli; Bertinotti ed altri; Malavenda ed altri; Piscitello ed altri; Gardiol; Stanisci ed altri; Schmid ed altri; Scrivani ed altri; Scalia; Panetta; Manzione; Colucci ed altri; Colucci; Gaetano Veneto: Norme sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull'efficacia dei contratti collettivi di lavoro (136-2052-3147-3707-3831-3849-3850-3866-3896-4032-4064-4065-4066-4451) (ore 10,30).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge d'iniziativa dei deputati Calderoli; Bertinotti ed altri; Malavenda ed altri; Piscitello ed altri; Gardiol; Stanisci ed altri; Schmid ed altri; Scrivani ed altri; Scalia; Panetta; Manzione; Colucci ed altri; Colucci; Gaetano Veneto: Norme sulle rappresentanze sindacali unitarie nei luoghi di lavoro, sulla rappresentatività sindacale e sull'efficacia dei contratti collettivi di lavoro.
Ricordo che nella seduta di ieri è proseguito l'esame degli articoli e sono stati approvati gli articoli 1 e 2.

(Esame dell'articolo 3 - A.C. 136)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 136 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

PIETRO GASPERONI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, esprimo parere contrario sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Alemanno. Il parere è ancora contrario sugli emendamenti Malavenda 3.5, Cangemi 3.15, sugli identici emendamenti Peretti 3.3, Prestigiacomo 3.4 e Polizzi 3.16, nonché sugli emendamenti Malavenda 3.6 e Fratta Pasini 3.7.
Il parere è invece favorevole sugli identici emendamenti Acierno 3.60 e Lombardi 3.9, a condizione che vengano riformulati nel senso di sostituire le parole: «del diritto di elettorato passivo dei lavoratori a tempo determinato» con le seguenti: «dell'elettorato passivo da parte dei lavoratori a tempo determinato secondo specifiche modalità».

PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori accolgono la riformulazione indicata dal relatore.

PIETRO GASPERONI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Alemanno 3.23, Malavenda 3.11, 3.12, 3.13, 3.24, 3.25, Paolo Colombo 3.18, Malavenda 3.30. Il parere della Commissione sugli identici emendamenti Peretti 3.53, Acierno 3.61, Prestigiacomo 3.10, Polizzi 3.70 e Strambi 3.73 è favorevole.
La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Cordoni 3.71 qualora venga riformulato, sopprimendo


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le parole: «dopo 18 mesi dalla precedente elezione» e aggiungendo, in fine, le seguenti parole: «al voto».

PRESIDENTE. Il testo dell'emendamento sarebbe quindi del seguente tenore: «(...) qualora ne faccia richiesta almeno il 51 per cento dei lavoratori aventi diritto al voto».
Onorevole Cordoni, accoglie questa riformulazione?

ELENA EMMA CORDONI. Sì, Presidente.

PIETRO GASPERONI, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Fratta Pasini 3.27 e favorevole sugli identici emendamenti Peretti 3.26, Acierno 3.62, Polizzi 3.72 e Gardiol 3.74. Il parere è contrario sull'emendamento Malavenda 3.33 e favorevole sull'emendamento Strambi 3.75.
La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Malavenda 3.36 ed invita l'onorevole Acierno a ritirare il suo emendamento 3.63; esprime ancora parere contrario sull'emendamento Malavenda 3.41.
Il parere è ovviamente favorevole sull'emendamento 3.80 della Commissione, mentre è contrario sull'emendamento Malavenda 3.42.

PRESIDENTE. Il Governo?

LUIGI VIVIANI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore ed anche con le riformulazioni proposte.

PRESIDENTE. Avverto che il gruppo di forza Italia ha chiesto la votazione nominale. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Alemanno, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 379
Votanti 344
Astenuti 35
Maggioranza 173
Hanno votato sì 134
Hanno votato no 210).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 360
Votanti 328
Astenuti 32
Maggioranza 165
Hanno votato sì 30
Hanno votato no 298).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Cangemi 3.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.

LUCA CANGEMI. Signor Presidente, intervengo molto rapidamente per chiedere il voto favorevole sul nostro emendamento 3.15, il quale prevede che le regole che disciplinano l'elezione dei rappresentanti dei lavoratori siano stabilite dalla legge e non dalla contrattazione. Un diritto è tale quando è certo e incondizionato e quando le modalità del suo esercizio sono fissate dalla legge, in modo non derogabile. In questo caso, invece, il diritto è condizionato attraverso il rinvio ad un atto che, oltre tutto, non è neppure esclusivo della parte che esercita il diritto stesso, dipendendo, nell'ambito di un rapporto contrattuale, anche da una parte che non è direttamente interessata a tale


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processo elettorale; crediamo si tratti di un principio democratico da affermare assolutamente.
A tale principio, che vogliamo inserire nel testo del provvedimento, alleghiamo anche un regolamento che dovrebbe fare parte integrante del provvedimento medesimo; in esso sono contenute norme, che riteniamo importanti, di garanzia democratica. Ne voglio sottolineare una sola, ossia quella in ordine alla rappresentanza di genere, che consentirebbe un'autonoma espressione alle lavoratrici del nostro paese.
Per questo complesso di ragioni, chiediamo all'Assemblea l'approvazione del nostro emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cangemi 3.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 367
Votanti 328
Astenuti 39
Maggioranza 165
Hanno votato sì 15
Hanno votato no 313).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 3.3, Prestigiacomo 3.4 e Polizzi 3.16, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 383
Votanti 376
Astenuti 7
Maggioranza 189
Hanno votato sì 164
Hanno votato no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 379
Votanti 342
Astenuti 37
Maggioranza 172
Hanno votato sì 17
Hanno votato no 325).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Fratta Pasini 3.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fratta Pasini. Ne ha facoltà.

PIERALFONSO FRATTA PASINI. Signor Presidente, come spesso avviene in questo provvedimento, nell'articolo 3 compaiono clausole limitative che a noi sembra abbiano un unico scopo, forse non dichiarato e neppure intenzionale, quello di difendere l'esistente, cioè un sistema di rappresentanza sindacale legato soprattutto ai sindacati confederali, sistema sempre meno rappresentativo del mondo del lavoro e sempre più caratterizzato da una prevalenza di pensionati e non di lavoratori attivi. Testimonia tale tendenza conservativa, per esempio, l'inutile richiamo all'articolo 8 contenuto nel primo comma dell'articolo 3, richiamo del quale chiediamo l'abolizione con il nostro emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fratta Pasini 3.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 386
Votanti 382
Astenuti 4
Maggioranza 192
Hanno votato sì 174
Hanno votato no 208).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Acierno 3.60 e Lombardi 3.9, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 382
Votanti 380
Astenuti 2
Maggioranza 191
Hanno votato sì 323
Hanno votato no 57).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Alemanno 3.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alemanno. Ne ha facoltà.

GIOVANNI ALEMANNO. Signor Presidente, il nostro emendamento fa riferimento ad un passo importante del provvedimento in esame; sostanzialmente, con tale emendamento si introduce il cosiddetto voto di lista, scindendo la votazione per la rappresentatività generale dei sindacati da quella per l'elezione della rappresentanza sindacale nelle aziende.
Il problema è che in moltissime aziende possono esservi difficoltà da parte dei sindacati per la presentazione di liste specifiche; non partecipando alla votazione per le RSU in tali aziende, i sindacati non partecipano neppure al computo complessivo per la rappresentanza sindacale a livello nazionale. Tale situazione colpisce il criterio della rappresentanza proporzionale e la logica della rappresentatività sindacale; oltre tutto, in molte aziende essa appesantisce l'elezione delle RSU, con la presentazione di liste il cui solo scopo è raccogliere voti a livello nazionale. Quindi, abbiamo presentato questo emendamento poiché riteniamo necessario effettuare un voto scisso, essendo nello spirito migliore della rappresentanza sindacale la verifica del consenso all'interno delle imprese e di quello complessivo a livello nazionale. Nel momento in cui i lavoratori voteranno troveranno due schede: una scheda per votare le RSU, quindi per votare la rappresentanza interna nella singola impresa, e una scheda per dare l'indicazione della rappresentatività a carattere nazionale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Alemanno 3.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 379
Votanti 373
Astenuti 6
Maggioranza 187
Hanno votato sì 166
Hanno votato no 207).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 358
Votanti 355
Astenuti 3
Maggioranza 178
Hanno votato sì 15
Hanno votato no 340).

GIUSEPPE ALEFFI. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ALEFFI. Signor Presidente, ho espresso un voto favorevole, mentre intendevo esprimere un voto contrario.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Malavenda 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.

MARA MALAVENDA. Signor Presidente, volevo intervenire sull'emendamento precedente, comunque la logica è la stessa. Intendevo, infatti, sottolineare l'importante elemento della simultaneità che purtroppo viene mortificato nella legge.
In effetti, noi sappiamo per esperienza che le elezioni, o ciò che viene discusso e poi votato all'interno dei luoghi di lavoro, è demandato alle organizzazioni sindacali che organizzano, controllano e infine proclamano i risultati finali.
In questi giorni abbiamo sotto gli occhi le modalità di svolgimento dei referendum sul contratto nazionale dei metalmeccanici. Si tace sul numero dei lavoratori presenti all'interno delle aziende, si dà per scontato solo il voto dei soli iscritti al sindacato e, conseguentemente, in una fabbrica di 7 mila lavoratori, decidono 1.500 lavoratori che sono gli addetti sindacalisti di mestiere che poi producono brogli ed altro.
Quindi, è molto importante sottolineare la necessità che le votazioni e gli scrutini avvengano in simultaneità e che vi sia un controllo. Questo testo di legge, invece, dai successivi emendamenti risulta peggiorativo anche rispetto al testo del Comitato ristretto poiché sparisce completamente anche il minimo controllo ministeriale. Praticamente il tutto è demandato alle organizzazioni CGIL-CISL-UIL che indicono e controllano le votazioni e ne proclamano i risultati.
Dunque, è facile immaginare quanto questi risultati siano compromessi da tutti i brogli che questi sindacati avranno il tempo di perpetrare.
I miei emendamenti, soprattutto quelli che si riferiscono all'articolo 3, restringono al massimo i tempi affinché i lavoratori possano avere la possibilità di controllare che non si verifichino i soliti brogli.

PRESIDENTE. Vorrei dire all'onorevole Malavenda che ha ancora sette minuti a disposizione complessivamente per i suoi interventi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 363
Votanti 358
Astenuti 5
Maggioranza 180
Hanno votato sì 13
Hanno votato no 345).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 349
Votanti 333
Astenuti 16
Maggioranza 167
Hanno votato sì 4
Hanno votato no 329).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 348
Votanti 335
Astenuti 13
Maggioranza 168
Hanno votato sì 4
Hanno votato no 331).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Malavenda 3.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malavenda. Ne ha facoltà.

MARA MALAVENDA. Chiediamo la soppressione della lettera i) sull'equa rappresentanza. A me sembra paradossale che in una legge si pensi all'equa rappresentanza e voglio far riflettere su un solo esempio. Facciamo il caso di un'azienda tessile, dove solitamente la presenza femminile è maggioritaria e supponiamo che ci sia magari un solo maschio, che, guarda caso, fa il capo reparto: in quel caso, che facciamo? Per legge, quel signore va a rappresentare i lavoratori? Quindi mi dichiaro ovviamente contraria e chiedo che sia soppressa questa lettera.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 352
Votanti 319
Astenuti 33
Maggioranza 160
Hanno votato sì 5
Hanno votato no 314).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Paolo Colombo 3.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paolo Colombo. Ne ha facoltà.

PAOLO COLOMBO. Presidente, siamo di fronte a un assurdo: questa legge, se rimane scritta così, vuole disciplinare chi dovrà essere eletto, condizionando cioè il risultato delle elezioni. Ci sarebbe già stato da discutere, come ha fatto l'onorevole Malavenda nell'intervento precedente, sulla composizione delle liste, che anche per le elezioni amministrative ha già dato luogo ad un dibattito e a controversie; ma definire per legge l'equa rappresentanza tra gli eletti, lavoratori e lavoratrici, mi sembra assurdo. Di fatto, si vuole già stabilire per legge il risultato delle elezioni e non mi sembra una cosa che una legge possa prevedere.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Paolo Colombo 3.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 358
Votanti 352
Astenuti 6
Maggioranza 177
Hanno votato sì 111
Hanno votato no 241).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 361
Votanti 324
Astenuti 37
Maggioranza 163
Hanno votato sì 12
Hanno votato no 312).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Peretti 3.53, Acierno 3.61, Prestigiacomo 3.10, Polizi 3.70 e Strambi 3.73.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alemanno. Ne ha facoltà.

GIOVANNI ALEMANNO. Questi emendamenti sono conseguenza della battaglia che abbiamo condotto sull'articolo 1 per lasciare le imprese con meno di quindici dipendenti libere di decidere, con la contrattazione nazionale, se avere o meno rappresentanze sindacali unitarie. Pertanto, la lettera m), che stabilisce tra gli obblighi della contrattazione le modalità di votazione, è la ripetizione del criterio dirigista che nel primo comma impone, appunto, con intervento ministeriale, alle imprese con meno di quindici dipendenti di avere una rappresentanza sindacale unitaria.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 3.53, Acierno 3.61, Prestigiacomo 3.10, Polizzi 3.70 e Strambi 3.73, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti 349
Votanti 343
Astenuti 6
Maggioranza 172
Hanno votato sì 321
Hanno votato no 22).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cordoni 3.71, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 348
Votanti 341
Astenuti 7
Maggioranza 171
Hanno votato sì 259
Hanno votato no 82).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Fratta Pasini 3.27.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fratta Pasini. Ne ha facoltà.

PIERALFONSO FRATTA PASINI. Questo emendamento è diretto a consentire alle organizzazioni sindacali che dichiarino di aderire a un contratto collettivo di lavoro applicato ad un'unità produttiva o amministrativa di acquisire i diritti ed i doveri riconosciuti alle organizzazioni sindacali stipulanti i contratti stessi. In altre parole, poniamo il problema di quei sindacati che, non essendo fra i sottoscrittori di un contratto, dichiarino di aderirvi: dovrebbero, a nostro giudizio, disporre degli stessi diritti e doveri delle altre associazioni sindacali. Se così non fosse, d'altronde, sarebbe estremamente facile per chiunque, anche per la controparte padronale, colpire alcuni sindacati evitando


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il loro coinvolgimento all'atto della stipula dei contratti collettivi. Un sistema di relazioni sindacali nel quale sia la controparte, o una realtà astratta di tipo legislativo, ad escludere dall'attività sindacale una componente magari rappresentativa è, a nostro avviso, un sistema malato: eppure, proprio il criterio che vincola la stipula dei contratti può portare, sia pure in casi limite, proprio a questo tipo di paradossi. Invitiamo pertanto l'Assemblea a votare a favore dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fratta Pasini 3.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 344
Votanti 341
Astenuti 3
Maggioranza 171
Hanno votato sì 147
Hanno votato no 194).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Peretti 3.26, Acierno 3.62, Polizzi 3.72 e Gardiol 3.74.

GIORGIO GARDIOL. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 3.74, poiché è stato modificato l'articolo 2.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Gardiol
Onorevole relatore per la maggioranza, ciò comporta qualche mutamento?

PIETRO GASPERONI, Relatore per la maggioranza. No, signor Presidente, la Commissione conferma il parere favorevole sui rimanenti identici emendamenti.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Peretti 3.26, Acierno 3.62 e Polizzi 3.72, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti 342
Votanti 340
Astenuti 2
Maggioranza 171
Hanno votato sì 327
Hanno votato no 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.33, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 338
Votanti 324
Astenuti 14
Maggioranza 163
Hanno votato sì 15
Hanno votato no 309).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Strambi 3.75, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 338
Votanti 334
Astenuti 4
Maggioranza 168
Hanno votato sì 328
Hanno votato no 6).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.36, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti 337
Votanti 326
Astenuti 11
Maggioranza 164
Hanno votato sì 12
Hanno votato no 314).

Passiamo all'emendamento Acierno 3.63.

ALBERTO ACIERNO. Signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Acierno.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Malavenda 3.41, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti 334
Votanti 309
Astenuti 25
Maggioranza 155
Hanno votato sì 5
Hanno votato no 304).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.80 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 338
Votanti 334
Astenuti 4
Maggioranza 168
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 122).

Avverto che l'emendamento Malavenda 3.42 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti 329
Votanti 301
Astenuti 28
Maggioranza 151
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 102).

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