Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 559 dell'1/7/1999
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(Esenzione dall'imposta di bollo e di registro per le istanze al pretore riguardanti la proroga degli sfratti)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Giordano n. 2-01853 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 4).
L'onorevole De Cesaris, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di illustrarla.

WALTER DE CESARIS. Signor Presidente, mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.

FRANCO CORLEONE, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, credo che questa risposta otterrà maggiore consenso, perché la questione è stata risolta nel senso auspicato dagli interpellanti - sull'argomento era stata presentata anche un'interpellanza dell'onorevole Grimaldi - e la risposta sarà anche molto breve.
In merito all'atto ispettivo in discussione, la direzione generale degli affari civili del Ministero di grazia e giustizia il 28 giugno scorso ha diramato un'apposita circolare, che lascio a disposizione degli interpellanti, con la quale è stato rappresentato agli uffici interessati che - leggo testualmente - «ragioni di ordine logico e sistematico sul piano interpretativo portano a concludere che l'esenzione dall'imposta di bollo e di registro prevista dall'articolo 19, comma 1, della legge 13 maggio 1999, n. 133, che richiama le disposizioni dell'articolo 57 della legge 27 luglio 1978, n. 392, riguarda tutti gli atti dei procedimenti che si instaurano in base alle istanze di fissazione delle esecuzioni, presentate dai conduttori ai sensi dell'articolo 6, commi 3 e 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e alle eventuali opposizioni, senza tenere conto del limite di lire 600 mila richiamato nell'ambito originario del citato articolo 57 della legge n. 392 del 1978».
Debbo solo aggiungere, infine, che appare opportuno sottolineare che il citato articolo 57 non fa alcun riferimento ai diritti di cancelleria cui accenna l'interpellanza dell'onorevole Giordano. Tali diritti restano, quindi, regolati dall'attuale normativa.

PRESIDENTE. L'onorevole De Cesaris, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

WALTER DE CESARIS. Signor Presidente, ringrazio il sottosegretario per la risposta, dando volentieri atto - naturalmente, dichiarandomi soddisfatto - dell'intervento attuato dal Governo in modo tempestivo rispetto al problema che era stato segnalato. Quindi, non vi è nessuna difficoltà da parte nostra a dare volentieri atto al Governo di aver agito con tempestività, fornendo una risposta adeguata al problema che era stato posto.
Vorrei cogliere l'occasione di poter interloquire con il rappresentante del


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Ministero di grazia e giustizia per porre un problema relativo al medesimo argomento. Il problema è il seguente: a nostro avviso, sulla base delle informazioni che abbiamo acquisito direttamente, si sono determinate e si stanno determinando incongruenze di carattere tecnico che suggerirebbero la necessità di procedere ad un differimento dei termini previsti per la presentazione delle domande.
Infatti, nei primi giorni, naturalmente, si è determinato un certo caos nelle cancellerie, derivante appunto da una diversa interpretazione della norma, che ora è in via di chiarimento, ma che comunque inizialmente ha determinato alcuni problemi.
Voglio anche ricordare che la domanda deve essere presentata da tutte le persone e le famiglie nei cui confronti è stato adottato un provvedimento esecutivo di rilascio, quindi non soltanto da quelli per cui è previsto l'intervento della forza pubblica, ma da tutti coloro che hanno avuto un provvedimento di sfratto. Il problema riguarda un numero molto grande di cittadini, cioè alcune centinaia di migliaia di persone nel nostro paese.
In secondo luogo, vorrei sottolineare un aspetto di natura tecnica: la riforma delle locazioni prevede ulteriori adempimenti burocratici perché entro cinque giorni deve essere notificato il provvedimento al proprietario, il quale dispone di altri dieci giorni di tempo per fare le proprie controdeduzioni. Se al periodo che va dal 28 giugno al 27 luglio si aggiungono ulteriori quindici giorni necessari per gli adempimenti burocratici, si arriva ad una data successiva al 10 agosto, cioè in un periodo feriale, per cui si pone un problema di operatività da non sottovalutare.
Vi è un punto sul quale è sorto un equivoco, come si evince leggendo il resoconto stenografico relativo allo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata di ieri. Questo problema non ha alcuna attinenza con la questione dell'eventuale proroga della sospensione degli sfratti. È un problema, quest'ultimo, del tutto diverso e rispetto al quale avanziamo una critica al Governo. Qui noi parliamo di un fatto tecnico, poiché la proroga scadrebbe comunque, sia che le domande vengano presentate entro il 27 luglio sia che - come sarebbe più opportuno - vengano presentate entro il 30 settembre. Comunque resta in mano al pretore la fissazione della data di esecuzione dello sfratto, senza la possibilità di alcuna proroga. La questione che noi poniamo, insieme alle organizzazioni sindacali degli inquilini e ad altre forze sociali, di provvedere ad un differimento del termine in cui va presentata la domanda non va confusa con la questione dell'eventuale proroga dei termini di sospensione degli sfratti per finita locazione. Sono due problemi diversi e distinti che non vanno sovrapposti fra loro.
Sottoponiamo all'attenzione del Governo la necessità di provvedere a tale riguardo, mentre per quanto concerne l'ulteriore proroga della sospensione degli sfratti per finita locazione riteniamo che si tratti di un atto giusto perché la legge sulle locazioni ancora non è applicata in tutte le sue parti (per esempio, non è stato ancora pubblicato il decreto che prevede il contributo affitto, non sono state ancora definite in molte delle grandi città italiane le condizioni del canone agevolato) e quindi sarebbe un atto dovuto, oltre che di buon senso, provvedere ad una ulteriore breve proroga della sospensione degli sfratti. Si tratta comunque di un altro argomento che non va confuso. Per questo chiediamo che il Governo manifesti la stessa disponibilità avuta rispetto all'interpellanza oggi in discussione e consideri con la dovuta attenzione anche la necessità di provvedere ad un differimento della data in cui va presentata la domanda, per evitare il verificarsi di talune incongruenze. La data di approvazione della legge sulle locazioni non era prevedibile. Poiché è stata approvata nel dicembre 1998, conseguentemente il termine della domanda cade nel periodo feriale ed è per questo che si rende necessario un intervento tecnico da parte del Governo.

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