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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Taradash n. 3-02779 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 7).
MARETTA SCOCA, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, il detenuto Luigi Doria è stato effettivamente trasferito, con provvedimento in data 13 maggio 1998, dalla casa circondariale di Rebibbia all'istituto di Castrovillari, come premesso dall'interrogante. Il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha precisato al riguardo che il trasferimento è stato disposto a causa dell'affollamento in quel periodo degli istituti penitenziari romani; situazione, quest'ultima, che si verifica frequentemente e che impone, a volte, il trasferimento di detenuti in altri istituti al fine di assicurare a tutti un trattamento penitenziario dignitoso e conforme a quanto previsto dall'ordinamento penitenziario.
periodo verrà ritradotto all'istituto penitenziario di assegnazione e cioè alla casa circondariale di Castrovillari.
PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.
MARCO TARADASH. Signor sottosegretario, ero già a conoscenza dei fatti esposti nella sua risposta, tant'è che vi ho fatto riferimento nella mia interrogazione. Non è questo quello che chiedevo. Io chiedevo quali provvedimenti intendesse adottare il Governo per assicurare al signor Doria l'opportunità di incontrare i propri familiari con il trasferimento presso un altro carcere.
Il sottosegretario di Stato per la giustizia ha facoltà di rispondere.
La capacità recettiva degli istituti penitenziari è del resto diversa nelle varie regioni e ciò rende inevitabile, talvolta, l'assegnazione in istituti ubicati in luoghi che non coincidono con la residenza dei detenuti stessi. L'amministrazione penitenziaria cerca comunque di limitare al massimo che ciò si verifichi, proprio per facilitare i contatti tra i detenuti e i loro familiari, nel rispetto delle finalità perseguite dall'ordinamento.
Il signor Doria, dall'11 marzo 1999, è ristretto nella casa circondariale di Napoli per motivi di giustizia; al termine del
Per quanto concerne l'istanza di trasferimento, si comunica che il signor Doria ha recentemente richiesto di poter essere trasferito, per motivi di lavoro, in uno dei seguenti istituti penitenziari: Santa Maria Capua Vetere, Secondigliano, Carinola e Gorgona.
Non si è potuto allo stato accogliere la richiesta, ostandovi esigenze di sovraffollamento negli istituti penitenziari campani; invece, per quanto concerne la sede di Gorgona, tale istituto, attese le peculiari caratteristiche dei programmi lavorativi cui attualmente è improntata l'impostazione della struttura, non offriva concrete possibilità di impiego per il signor Doria.
Lei, signor sottosegretario, mi ha risposto che ciò non è possibile perché le carceri sono sovraffollate. Lo so, tuttavia, questa è una situazione difficile. Il signor Doria deve rimanere alcuni anni in carcere e vorrebbe mantenere un rapporto con la propria famiglia, com'è suo diritto.
Il signor Doria era stato destinato al carcere romano di Rebibbia e la moglie si era trasferita presso la sorella dello stesso, per poter rimanere vicina al marito e vederlo di tanto in tanto.
Il signor Doria chiedeva di essere trasferito in un carcere vicino alla città di Napoli, luogo della sua residenza, oppure, in un carcere più lontano - lei, signor sottosegretario, propone addirittura l'isola di Gorgona - per poter lavorare ed uscire dal carcere con qualche soldo in tasca e non dover necessariamente commettere altri delitti.
Se uno dei compiti dell'istituzione carceraria è quello di rieducare e di fornire opportunità di reinserimento nella società, allora dobbiamo riconoscere, in questo caso, il fallimento assoluto dell'istituzione stessa: di fronte ad un detenuto che non ha subito alcuna sanzione disciplinare e chiede soltanto di poter espiare la propria pena in condizioni tali da non dover rientrare in carcere il giorno dopo che ne è uscito, nonché di uscirne non prostrato psicologicamente per la lontananza dai propri familiari, l'unica risposta che viene data è che, purtroppo, le carceri sono sovraffollate.
Sono, pertanto, assolutamente insoddisfatto. L'impotenza manifestata dal Governo - che non accenna neppure una risposta all'interrogazione, ma si limita semplicemente a riferire quanto era scritto nell'interrogazione stessa - è particolarmente deludente.


