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PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Delbono n. 3-03597 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 4).
EMILIO DELBONO. Signor ministro, intendo sottoporre all'attenzione sua e del Governo un tema che interessa già oggi migliaia di persone che nel corso della loro vita cambiano attività lavorativa diventando lavoratori dipendenti da professionisti o viceversa.
indicando di fatto la possibilità di un cumulo che possiamo definire tecnicamente totalizzazione.
PRESIDENTE. Il ministro del lavoro e della previdenza sociale ha facoltà di rispondere.
ANTONIO BASSOLINO, Ministro del lavoro e della previdenza sociale. La questione sollevata dall'onorevole Delbono è all'attenzione del Governo ed in particolare dell'amministrazione che rappresento. Stiamo vagliando le diverse ipotesi idonee a dare attuazione alle indicazioni contenute nella pronuncia della Corte costituzionale, che è recentissima. Si tratta ora di individuare la soluzione maggiormente idonea a contemperare l'esigenza di soddisfare le giuste e legittime aspettative dei lavoratori interessati dagli effetti della sentenza della Corte con i meccanismi di onerosità, la cui quantificazione e copertura viene a costituire, naturalmente, un adempimento preliminare o almeno contemporaneo a qualunque iniziativa legislativa.
PRESIDENTE. L'onorevole Delbono ha facoltà di replicare.
EMILIO DELBONO. L'intervento del ministro, che è inevitabilmente interlocutorio, mi vede tuttavia soddisfatto, anche perché lo interpreto come un impegno da parte del Governo a rispondere alla sentenza della Corte costituzionale. Si tenga conto del fatto che gli oneri che inevitabilmente graveranno sia sugli enti gestori pubblici, sia sulle casse professionali privatizzate, sono una risposta inevitabile. Se infatti quello che sta per concludersi è stato definito il secolo del lavoro e quello che si apre il secolo dei lavori, migliaia di cittadini cambieranno attività lavorativa e questo tema diventerà sempre più di attualità.
L'onorevole Delbono ha facoltà di illustrarla.
Questi soggetti, pur avendo versato spezzoni contributivi a più enti previdenziali, non riescono a maturare il diritto alla pensione se non attraverso un meccanismo, che viene definito tecnicamente ricongiunzione, che è assai oneroso e, in quanto tale, scarsamente praticato.
La Corte costituzionale è intervenuta recentemente, esattamente il 5 marzo di quest'anno, chiedendo un intervento legislativo che permetta di avvalersi dei periodi assicurativi pregressi per coloro che non maturano il diritto alla pensione,
Si chiede al Governo se intenda assumere un'iniziativa legislativa perché questa situazione riceva immediatamente una risposta che permetta di sanare questa palese ingiustizia che è anche una grave violazione dei princìpi costituzionali.
In questa direzione stiamo già effettuando una ricognizione completa delle posizioni assicurative interessate, in modo da valutare concretamente gli effettivi oneri che ne scaturiranno. Subito dopo si effettuerà l'intervento legislativo, che è legittimo e del tutto giusto.


