Onorevoli Colleghi! - Le rivelazioni di alcuni ex militari di leva impegnati durante la missione di pace in Somalia nel 1993 hanno portato alla luce fatti di una gravità inaudita che gettano dubbi sull'operato delle Forze armate italiane impegnate nella missione.
I fatti avvenuti in Somalia aprono pesanti interrogativi a cui occorre dare risposte chiare e fanno risorgere questioni irrisolte di un recente passato, verso il quale nessuno ha mai voluto indagare.
Le gravi accuse di brutalità, violenze e torture sulla popolazione civile somala mosse ai paracadutisti della Folgore, corpo d'élite delle Forze armate italiane, non possono essere minimizzate. Occorre fare al più presto chiarezza, per definire i reali contorni della vicenda.
Da qui, la presentazione di una proposta legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta con il compito di fare piena luce su tali vicende ed accertare la verità dei fatti denunciati e le gravi responsabilità ad ogni livello del personale militare coinvolto.
È necessario, infatti, accertare se vi fossero direttive diffuse da ufficiali delle Forze armate che autorizzassero e rendessero leciti comportamenti gravemente lesivi dei codici militari di guerra e della convenzione di Ginevra.
Compito della Commissione è anche quello di verificare se le azioni di violenza alla popolazione somala, nonchè i traffici illeciti di armi che permisero le lotte intestine in quella parte dell'Africa, possano essere relazionate in qualche modo all'uccisione della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore televisivo Miran Hrovatin.
Riguardo a questa vicenda, non è da escludere l'ipotesi che l'assassinio della giornalista Ilaria Alpi sia stato commissionato da qualcuno che avesse interesse ad eliminare un testimone «scomodo» delle atrocità commesse dalle nostre truppe. Come pure l'ipotesi di una rappresaglia somala al comportamento efferato dei militari italiani.
La necessità di una commissione parlamentare di inchiesta nasce anche e soprattutto dall'esigenza di coinvolgere il Parlamento in una vicenda che pone seri e preoccupanti dubbi, che mettono ancora più in discussione la credibilità delle istituzioni.
Il Parlamento, più che il Governo, ha il dovere di fare luce sui fatti e fornire un giudizio equilibrato ed imparziale, soprattutto tenuto conto che il Governo, anche quando sollecitato, non ha voluto indagare e non è intervenuto per appurare in tempo la verità dei fatti.
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