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<title>Camera dei deputati - Attività parlamentare nella XIX Legislatura</title>
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<description>Temi dell'attività parlamentare </description> 
<copyright>Copyright 2010 - Camera dei deputati </copyright> <language>it </language> 

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			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/disposizioni-urgenti-in-materia-di-prezzi-petroliferi-connessi-alle-crisi-dei-mercati-internazionali</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[D.L. 33/2026 - Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali]]></title>
	<description><![CDATA[ll disegno di legge di conversione del decreto-legge n.33 del 18 marzo 2026, A.C. 2890, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali (cosiddetto decreto carburanti), composto di sei articoli, è stato assegnato in prima lettura al Senato, che ne ha concluso l'esame, dopo l'approvazione di alcuni emendamenti, in data 22 aprile 2026.]]></description> 
	
	<pubDate>Mon, 11 May 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
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			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_irpef</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[Tassazione delle persone fisiche]]></title>
	<description><![CDATA[Nel seguente tema si dà conto degli interventi normativi che disciplinano le caratteristiche fondamentali della tassazione in Italia delle persone fisiche, escluse quelle che esercitano attività di arte e professioni.
Con riferimento alla tassazione dei redditi d'impresa e da lavoro autonomo, si rinvia allo specifico tema concernente la tassazione del settore produttivo.
Nel corso della XIX legislatura sono stati adottati dal legislatore numerosi interventi normativi in materia di tassazione delle persone fisiche. In particolare sono stati ridisegnati i lineamenti fondamentali dell'Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), sia attraverso interventi sulle aliquote e sugli scaglioni, sia mediante la riorganizzazione e l'armonizzazione delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati, da lavoro autonomo e da pensione.
L'IRPEF, disciplinata dal testo unico delle imposte sui redditi (TUIR - D.P.R. n. 917 del 1986), si applica sui redditi che rientrano in alcune categorie individuate dalla legge (redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi diversi) ed è una imposta progressiva in quanto colpisce il reddito, con aliquote che dipendono dagli scaglioni di reddito stesso.
L'imponibile e l'imposta da versare sono determinati, rispettivamente, al netto degli oneri deducibili e delle detrazioni per oneri.

Il decreto legislativo n. 216  del 2023, in attuazione della legge n. 111 del 2023 "Delega al Governo per la riforma fiscale", ha realizzato una revisione del sistema di imposizione del reddito delle persone fisiche e la graduale riduzione della relativa imposta. In particolare, l'articolo 1 del decreto indica le nuove aliquote per scaglioni di reddito da impiegare, per l'anno 2024, per il calcolo dell'imposta lorda sul reddito delle persone fisiche, in luogo delle aliquote previste dall'articolo 11, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR - D.P.R. n. 917 del 1986). L'articolo 1, comma 2, della legge n. 207 del 2024 (legge di bilancio 2025), modificando l'articolo 11, comma 1, del TUIR, ha reso strutturale la suddetta riduzione da quattro a tre aliquote IRPEF, inizialmente prevista per il solo anno 2024. Successivamente la legge di bilancio 2026 (legge n.199 del 2025) è intervenuta per ridurre di due punti la seconda aliquota IRPEF. A seguito delle modifiche sopra ricordate l'attuale assetto delle aliquote IRPEF è il seguente:

fino a 28 mila euro: 23 per cento;
oltre 28 mila euro e fino a 50 mila euro: 33 per cento;
oltre 50 mila euro: 43 per cento.

All'interno della più vasta riforma dell'Irpef è stata altresì prevista la misura che istituisce l'assegno unico e universale per i figli a carico.

Dal Bollettino delle entrate tributarie del MEF-Dipartimento delle finanze risulta che il gettito IRPEF nel periodo gennaio-dicembre 2025 si è attestato a 231.301 milioni di euro (-4.479 milioni di euro, pari a -1,9 per cento rispetto al medesimo periodo del 2024). Tale gettito riflette l'andamento delle seguenti componenti: 96.745 milioni di euro per ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato (-2,4%); 93.723 milioni di euro per ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico  (-0,5%); 14.992 milioni di euro per ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (+5,1%); 4.035 milioni di euro per ritenute a titolo di acconto applicate ai bonifici per detrazioni (+2,2%); 21.806 milioni di euro per versamenti in autoliquidazione (-10,1%).

Sempre con riferimento al gettito IRPEF, il Bollettino delle entrate tributarie del MEF - Dipartimento delle finanze del mese di maggio 2026 evidenzia che per il periodo gennaio-marzo 2026 il gettito si è attestato a 63.225 milioni di euro (+10 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente). Esso riflette l'andamento delle seguenti componenti: 28.377 milioni di euro per ritenute effettuate sui redditi dei dipendenti del settore privato (-1,2%); 28.715 milioni di euro per ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+4,2%); 4.211 milioni di euro per ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (+1,8%); 1.018 milioni di euro per ritenute a titolo di acconto applicate ai bonifici per detrazioni (-32,9%);  904 milioni di euro per versamenti in autoliquidazione (-28,8%).
Per comprendere le dimensioni reali del gettito della tassazione del reddito delle persone fisiche in Italia, si segnala che secondo l'ISTAT la pressione fiscale si attesta al 43,1 per cento del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,4 del 2024. Al riguardo, la Banca d'Italia nella sua Relazione annuale 2024 (31 maggio 2025, pag. 136) ha riportato i dati concernenti la pressione fiscale negli anni 2022 (41,7 per cento del PIL), 2021 (42,3 per cento del PIL), 2020 (42,7 per cento del PIL) e 2019 (42,3 per cento del PIL).
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	<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_accise</link>
		 
	
	<idRecord>1355254</idRecord>
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	<title><![CDATA[Accise e dogane]]></title>
	<description><![CDATA[Il presente tema, dopo un inquadramento generale della disciplina delle accise, tratta nello specifico la disciplina delle principali accise nazionali: sui carburanti, sul gas, sui prodotti da fumo e sugli alcolici.
Nel corso della XIX legislatura, in attuazione della legge delega n. 111 del 2023, il Governo ha emanato il decreto legislativo n. 43 del 2025 il quale contiene la revisione delle disposizioni in materia di accise. Tra gli interventi più rilevanti si segnalano la riforma dell'accisa sul gas naturale, con il superamento della distinzione fra usi civili e industriali; l'avvicinamento graduale fra l'accisa sui gasoli e sulla benzina; nonché il riordino e la semplificazione delle norme relative all'accisa sull'energia elettrica.
Si segnala, inoltre, che  la VI Commissione (Finanze) sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulla fiscalità e sul regime concessorio per la vendita al dettaglio dei prodotti del tabacco e dei prodotti da fumo di nuova generazione e ha concluso un'altra indagine conoscitiva sui fenomeni di evasione dell'IVA e delle accise nel settore della distribuzione dei carburanti.]]></description> 
	
	<pubDate>Mon, 04 May 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/gli-interventi-di-adeguamento-alle-disposizioni-europee-nel-corso-della-xix-legislatura</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[Gli interventi di adeguamento alle disposizioni europee per il settore fiscale, bancario e finanziario]]></title>
	<description><![CDATA[Nel corso della XIX legislatura si è proceduto ad allineare il nostro ordinamento alle disposizioni normative dell'Unione europea attraverso il recepimento di direttive e l'adeguamento della normativa nazionale a regolamenti unionali. 
In attuazione della legge di delegazione europea 2021 (legge n. 127 del 2022), approvata nella parte conclusiva della XVIII legislatura, il Governo è stato delegato al recepimento di 4 direttive, nonché per l'adeguamento della normativa nazionale a 22 regolamenti europei e il recepimento di una raccomandazione.
Successivamente, la legge n. 15 del 2024, Legge di delegazione europea 2022-2023, ha conferito delega al Governo per il recepimento, secondo i termini e le procedure, i princìpi e criteri direttivi di cui alla legge n. 234 del 2012, nonché quelli specifici stabiliti dalla legge stessa, degli atti europei ivi richiamati. In particolare, la delega prevede l'adozione da parte del Governo degli atti necessari al recepimento di 20 direttive e all'adeguamento dell'ordinamento nazionale a 9 regolamenti europei. 
La legge di delegazione europea 2024 (legge 13 giugno 2025, n. 91) ha delegato il Governo al recepimento di 20 direttive e all'adeguamento della normativa nazionale a 21 regolamenti.
La legge di delegazione europea 2025 (legge 17 marzo 2026, n. 36) delega il Governo al recepimento di 24 direttive e all'adeguamento della normativa nazionale a 12 regolamenti.
Si riportano di seguito le disposizioni di adeguamento dell'ordinamento nazionale relativamente al settore fiscale, bancario e finanziario, introdotte nella XIX legislatura, nonché le disposizioni europee in attesa di recepimento o attuazione.]]></description> 
	
	<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_gli_immobili_pubblici</link>
		 
	
	<idRecord>1355267</idRecord>
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	<title><![CDATA[Immobili pubblici e concessioni demaniali]]></title>
	<description><![CDATA[Nel corso della XIX legislatura sono stati introdotte diverse disposizioni volte a rafforzare il ruolo dell'Agenzia del demanio nella gestione attiva del patrimonio immobiliare pubblico, anche al fine di favorire l'attuazione del PNRR. Per elementi informativi in merito alla consistenza e all'uso e al valore dei beni del patrimonio pubblico si veda il Rapporto annuale dell'Agenzia del demanio (anno 2025).
]]></description> 
	
	<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/la-fiscalit-degli-enti-territoriali</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[La fiscalità degli enti territoriali]]></title>
	<description><![CDATA[Il sistema delle entrate degli enti territoriali presenta un quadro articolato in particolare per quanto concerne la fiscalità comunale.
Nel presente tema si dà conto dei principali tributi degli enti territoriali, con particolare riferimento agli interventi effettuati nel corso della XIX legislatura; si rammenta che la fiscalità costituisce una parte delle entrate complessivamente attribuite agli enti territoriali, in parte finanziati da trasferimenti statali.

Come risulta dal Bollettino delle entrate tributarie pubblicato dal MEF-Dipartimento delle finanze, le entrate derivanti dagli enti territoriali del periodo gennaio-dicembre 2024 sono pari a 72.509 milioni di euro, in aumento di 4.784 milioni di euro (+7,1 per cento) rispetto al medesimo periodo del 2023.
In particolare, le entrate derivanti da:

addizionale regionale all'IRPEF sono pari a 15.133 milioni di euro (+1.204 milioni di euro, pari a +8,6 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023);
addizionale comunale all'IRPEF sono pari a 6.087 milioni di euro (+466 milioni di euro, pari a +8,3 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023);
IRAP risultano pari a 33.142 milioni di euro (+3.089 milioni di euro, pari a +10,3 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023);
IMU (comprensive anche degli importi derivanti dall'IMIS, imposta immobiliare semplice, applicabile nei comuni della provincia autonoma di Trento) con riferimento alla quota spettante ai comuni, sono pari a 18.103 milioni di euro (+39 milioni di euro, pari a +0,2 per cento rispetto al medesimo periodo del 2023).







Inoltre, dal Bollettino delle entrate tributarie del MEF-Dipartimento delle finanze di ottobre 2025 emerge che le entrate derivanti dagli enti territoriali per il periodo gennaio-ottobre 2025 sono pari a 50.004 milioni di euro, in aumento di 375 milioni di euro (+0,8%) rispetto al medesimo periodo del 2024.
Nello specifico, le entrate derivanti da:

addizionale regionale all'IRPEF sono pari a 13.341 milioni di euro (+753 milioni di euro, pari a +6,0% rispetto al medesimo periodo del 2024);


addizionale comunale all'IRPEF sono pari a 5.305 milioni di euro (+288 milioni di euro, pari a +5,7% rispetto al medesimo periodo del 2024);
IRAP risultano pari a 21.398 milioni di euro (-677 milioni di euro, pari a -3,1% rispetto al medesimo periodo del 2024);
IMU (comprensive anche degli importi derivanti dall'IMIS, imposta immobiliare semplice, applicabile nei comuni della provincia autonoma di Trento) con riferimento alla quota spettante ai comuni, sono pari a 9.940 milioni di euro (+27 milioni di euro, pari a +0,3%) rispetto al medesimo periodo del 2024).

]]></description> 
	
	<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_giochi</link>
		 
	
	<idRecord>1355164</idRecord>
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	<title><![CDATA[Giochi]]></title>
	<description><![CDATA[  In Italia il quadro normativo che disciplina il settore dei giochi legali risulta assai complesso in assenza di un testo unico che raccolga le numerose norme che nel tempo sono state adottate in materia. Nel seguente tema si dà conto sia degli interventi che il legislatore ha adottato ai fini del gettito fiscale derivante dai giochi (indicando anche i dati aggiornati delle entrate nei vari periodi di riferimento), sia delle misure volte al contrasto del fenomeno del gioco d'azzardo, nonché della gestione del gioco legale.]]></description> 
	
	<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_accertamento_e_riscossione</link>
		 
	
	<idRecord>1355194</idRecord>
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	<title><![CDATA[Lotta all'evasione fiscale e attività di riscossione]]></title>
	<description><![CDATA[Nel tema sono indicati i principali interventi normativi volti a far emergere la base imponibile, ad aumentare l'adesione spontanea agli obblighi contributivi e, più in generale, a potenziare il contrasto all'evasione fiscale. Il legislatore ha recentemente individuato nuovi strumenti per cercare di facilitare l'attività di riscossione e di ridurre il divario tra le imposte che vengono effettivamente incassate dalle amministrazioni fiscali e quelle che si incasserebbero in un regime di perfetto adempimento spontaneo alla legislazione esistente (cd. tax gap).
Secondo le indicazioni normative contenute in più provvedimenti, sono in corso di attuazione attività di analisi del rischio di evasione da parte dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, a cui viene riconosciuta la possibilità di avvalersi delle tecnologie, delle elaborazioni e delle interconnessioni con tutte le banche dati di cui dispongono. Sono in corso di attuazione, altresì, delle modifiche alla governance del Servizio nazionale della riscossione volte a realizzare una sempre maggiore integrazione tra l'Agenzia delle entrate e l'Agenzia delle entrate-Riscossione.
In materia di riscossione si segnala che è stato emanato il decreto legislativo 29 luglio 2024, n. 110 recante disposizioni in materia di riordino del sistema nazionale della riscossione, in attuazione della legge n. 111 del 2023 (delega per la riforma del sistema fiscale italiano). Il provvedimento contiene la disciplina delle attività che l'agente della riscossione deve effettuare per il recupero delle somme affidategli e del discarico di tali somme, dei controlli sull'attività dell'agente della riscossione e della responsabilità dello stesso agente, nonché dell'integrazione logistica dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle entrate-Riscossione. Inoltre, interviene sulla rateazione delle somme affidate all'agente della riscossione, sulla concentrazione della riscossione nell'accertamento, nonché sulla riscossione nei confronti dei coobbligati solidali e sulla compensazione tra rimborsi d'imposta e importi iscritti a ruolo (per un approfondimento si consulti il tema web: La riforma fiscale).
Nel tema sono inoltre indicati i dati quantitativi aggiornati che caratterizzano il fenomeno dell'evasione fiscale in Italia, nonché quelli inerenti all'attività di accertamento e riscossione svolte dalle Agenzie fiscali.
L'Agenzia delle entrate ha presentato il 18 febbraio 2025 i risultati raggiunti nel 2024 nella lotta all'evasione. Dall'analisi emerge che nel 2024 sono stati recuperati 26,3 miliardi, 1,6 miliardi in più rispetto al 2023 (+6,5%). È la somma più alta di sempre. Nel dettaglio, 22,8 miliardi derivano dalle ordinarie attività di controllo svolte dal Fisco e 3,5 miliardi da misure straordinarie, come la "rottamazione" delle cartelle, la definizione delle liti pendenti e la "pace fiscale".
Nella Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva del 2025, presentata dal Ministero dell'Economia e delle finanze, emerge che  il tax gap, in termini assoluti, nel 2021 risulta essere compreso fra circa 98,1 e 102,5 miliardi di euro. Il Ministero rileva che "in un'ottica di medio-lungo periodo – applicabile per il momento solo al citato sottoinsieme di entrate tributarie – la riduzione della propensione all'evasione appare marcata e persistente e pari ad un terzo circa del valore osservato in occasione del picco del 2004 (38,3%) nonché interamente concentrata nella fattispecie della omessa o infedele dichiarazione (risultando relativamente stabile la fattispecie dell'omesso versamento)".
In materia di attività di accertamento e riscossione numerose misure volte a razionalizzare e semplificare le norme in materia di adempimenti tributari sono state introdotte dal decreto legislativo  30 dicembre 2023, n. 219, recante modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente.
A marzo 2026 il Ministro dell'economia e delle finanze ha emanato l'Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l'obiettivo di riduzione strutturale dell'evasione fiscale, da un lato, attraverso l'adozione di un approccio più collaborativo tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall'altro, mediante l'introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l'attività di contrasto all'evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.
Per un'analisi dell'evasione a livello europeo si segnala il Rapporto Mind the gap pubblicato dalla Commissione europea nel dicembre 2025 il quale illustra le strategie adottate nei diversi Stati membri, mettendo in luce punti di forza e aree che richiedono interventi. Il rapporto contiene inoltre due approfondimenti tecnici che documentano le perdite significative di gettito fiscale dovute alla non conformità nell'imposta sul valore aggiunto (IVA) e nell'imposta sul reddito delle società in tutta l'UE.
A marzo 2026 il Ministro dell'economia e delle finanze ha emanato l'Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l'obiettivo di riduzione strutturale dell'evasione fiscale, da un lato, attraverso l'adozione di un approccio più collaborativo tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall'altro, mediante l'introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l'attività di contrasto all'evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.A marzo 2026 il Ministro dell'economia e delle finanze ha emanato l'Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2026-2028. Nel documento si afferma che nei prossimi anni sarà perseguito l'obiettivo di riduzione strutturale dell'evasione fiscale, da un lato, attraverso l'adozione di un approccio più collaborativo tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti e, dall'altro, mediante l'introduzione di strategie di controllo ancora più efficaci e sanzioni tempestive. In tale prospettiva, sono individuate tre direttrici prioritarie: i) proseguire nel processo di attuazione della legge di delega di riforma fiscale; ii) promuovere la tax compliance, al fine di aumentare il gettito derivante da attività di prevenzione e contestualmente rafforzare l'attività di contrasto all'evasione; iii) provvedere al completamento della riforma di efficientamento del sistema della riscossione.
Per quanto attiene ai dati della riscossione, presentati nel Bollettino delle entrate tributarie 2025, pubblicato nel mese di marzo 2025, nell'anno 2025 (periodo gennaio-dicembre), le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 622.132 milioni di euro, con un aumento di 17.851 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+3,0%). L'aumento è stato trainato prevalentemente dalle imposte indirette, che crescono di 11.361 milioni di euro (+4,4%), mentre le imposte dirette registrano un incremento più contenuto, pari a 6.491 milioni di euro (+1,9%). Il gettito IRPEF si è attestato a 231.301 milioni di euro (-4.479 milioni di euro, -1,9%). L'IRES è risultata pari a 60.085 milioni di euro (+2.503 milioni di euro, pari a +4,3%). L'andamento delle entrate nel 2025 risente anche dell'attuazione progressiva della delega fiscale. In particolare, il D.Lgs. n. 216 del 2023 e le successive disposizioni di stabilizzazione contenute nella legge di bilancio per il 2025 hanno dato attuazione al primo modulo di riforma dell'IRPEF, riducendo il numero degli scaglioni, ampliando la no-tax area per i redditi da lavoro dipendente e trasformando il taglio temporaneo del cuneo contributivo in misure di natura fiscale. Tali interventi hanno determinato una riduzione strutturale delle ritenute IRPEF e del gettito in autoliquidazione, incidendo in modo permanente sulle imposte dirette nel confronto tendenziale. Di converso, la base imponibile IRES si è ampliata per effetto delle disposizioni della legge di bilancio per il 2025 che hanno introdotto modifiche rilevanti in materia di deduzioni e di imposte anticipate (DTA), in particolare attraverso il differimento della deducibilità di svalutazioni, crediti, avviamento e dei componenti negativi emersi in sede di prima adozione del principio contabile IFRS9, soprattutto per banche e intermediari finanziari.]]></description> 
	
	<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/19_tl18_ires_irap_d</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[Le misure fiscali di sostegno al settore produttivo]]></title>
	<description><![CDATA[Il legislatore fiscale negli anni ha ritoccato la tassazione del settore produttivo - fermi restando i lineamenti fondamentali delle imposte dirette - con l'introduzione di numerose agevolazioni sotto forma di deduzioni, detrazioni, modifiche riguardanti la contabilizzazione di alcuni valori aziendali a fini fiscali (ad esempi con riferimento alle percentuali di ammortamento di determinati beni ovvero all'aggiornamento del valore effettivo a bilancio di immobilizzazioni materiali o immateriali) e soprattutto di crediti di imposta. 
Tale sistema di agevolazioni è stato diretto ad alleggerire da un lato il carico fiscale sulle imprese e, con interventi mirati in specifici settori, a sostenere la crescita economica.
Nel presente tema si dà conto degli interventi che consentono, con misure che derogano rispetto all'ordinario regime giuridico, di abbattere il livello di tassazione per il sistema produttivo. 
Si rinvia  al tema "da industria 4.0 a transizione 4.0" per le misure di agevolazione fiscale individuate per il conseguimento degli obiettivi di politica industriale indicati nei suddetti piani.]]></description> 
	
	<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
	</item>

	<item>
	
		
		
			<link>https://temi.camera.it/leg19/temi/il-settore-bancario-e-assicurativo</link>
		 
	
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	<title><![CDATA[Il settore bancario e assicurativo]]></title>
	<description><![CDATA[L'art. 10, comma 1 del Testo Unico Bancario (TUB) detta la definizione di attività bancaria, che si sostanzia nella raccolta del risparmio tra il pubblico e nell'esercizio del credito. Le banche, inoltre, prestano ogni altra attività finanziaria (incluse l'emissione di moneta elettronica, la prestazione di servizi di pagamento e di servizi di investimento) secondo la disciplina propria di ciascuna, nonché le attività connesse o strumentali. Sono salve le riserve di attività previste dalla legge (art. 10, comma 2, TUB).
Nel presente tema oltre all'attività bancaria, vengono descritti gli interventi normativi concernenti gli intermediari non bancari e le modifiche normative  intervenute nel settore assicurativo nel corso della presente legislatura.

Sulla materia si ricorda che la legge di bilancio 2026, con una norma di interpretazione autentica del comma 2 dell'articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, ha previsto che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d'Italia, come iscritte nel proprio bilancio, appartengono al Popolo italiano, ferma restando la disciplina dei Trattati europeiOk.

Si riporta il link del rapporto sulla stabilità finanziaria pubblicato dalla Banca d'Italia.]]></description> 
	
	<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 12:00:00 GMT </pubDate> 
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