XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico del territorio italiano, sull'attuazione delle norme di prevenzione e sicurezza e sugli interventi di emergenza e di ricostruzione a seguito degli eventi calamitosi verificatisi dall'anno 2019

Resoconto stenografico



Seduta n. 35 di Mercoledì 8 aprile 2026
Bozza non corretta

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Bicchielli Pino , Presidente ... 2 

Audizione, in videoconferenza, del Sindaco di Melito di Porto Salvo Annunziato Nastasi:
Nastasi Annunziato , Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza) ... 3 
Bicchielli Pino , Presidente ... 7 
Nastasi Annunziato , Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza) ... 8 
Bicchielli Pino , Presidente ... 10 
Romeo Nadia (PD-IDP)  ... 10 
Nastasi Annunziato , Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza) ... 10 
Romeo Nadia (PD-IDP)  ... 10 
Colombo Beatriz (FDI)  ... 11 
Bicchielli Pino , Presidente ... 12 
Nastasi Annunziato , Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza) ... 13 
Bicchielli Pino , Presidente ... 15

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
PINO BICCHIELLI

  La seduta comincia alle 14.05.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna, se non vi sono obiezioni, sarà assicurata anche tramite l'impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione in diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

  (Così rimane stabilito)

Audizione, in videoconferenza, del Sindaco di Melito di Porto Salvo Annunziato Nastasi

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'audizione, in videoconferenza, del sindaco di Melito di Porto Salvo, dottor Annunziato Nastasi, che saluto e ringrazio per la disponibilità.
  Ricordo che la seduta odierna si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione. Avverto il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico. Segnalo altresì che, poiché l'audizione odierna si svolgerà in videoconferenza, non sarà possibile sottoporla a regime di segretezza, in quanto tale regime implicherebbe la sospensione di tutti i collegamenti da remoto, oltre a chiudere la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Pertanto, se il nostro ospite dovesse ritenere opportuno essere audito in seduta segreta, la Commissione potrà valutare tempistiche e modalità di prosecuzione dei lavori compatibili con la segretezza della seduta.Pag. 3
  La presente audizione è stata richiesta a seguito dell'evento meteo-marino straordinario che si è abbattuto sul litorale del comune di Melito di Porto Salvo e che ha provocato danni gravi e concreti, determinando una situazione di reale pericolo per la pubblica incolumità.
  Fatta questa brevissima introduzione, signor sindaco, lascio a lei la parola perché ci riferisca sui fatti.

  ANNUNZIATO NASTASI, Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza). Grazie, presidente.
  Buongiorno e grazie per la convocazione. I fatti si riferiscono al 20 gennaio 2026, quando per diversi giorni, almeno tre, siamo stati attraversati dal ciclone Harry, un evento – come sappiamo – eccezionale, dalla portata distruttiva, soprattutto per quanto riguarda la fascia costiera jonica, in particolar modo il mio paese.
  Questo evento ha comportato gravissime ripercussioni alla città di Melito di Porto Salvo dal punto di vista strutturale: sia il lungomare stesso di Melito, per più di 200 metri, che le strutture che insistevano sulla spiaggia, strutture che lavoravano sia in estate che in inverno, sono state spazzate via dal mare. Il lungomare, per più di 200 metri, è stato portato via, ma non solo: anche la strada attigua al lungomare, tutta la carreggiata nord è stata in buona parte portata via. Nel contempo, anche i sottoservizi che insistevano – mi riferisco alla rete idrica, alla rete fognaria, anche ai quadri elettrici, pali della luce e non solo – sono stati distrutti.
  L'evento eccezionale ci ha colti impreparati dal punto di vista della tutela della costa, in questo caso dell'area marina, del lungomare, e non ha portato conseguenze per quanto riguarda le vite umane, anche perché – debbo dire – ci siamo preparati in tempo, anche grazie al supporto della Protezione civile regionale, che vorrei nuovamente ringraziare, in particolar Pag. 4modo il dottor Costarella della regione Calabria, che ha coordinato, ci ha supportato e si è recato sul posto insieme al presidente della regione Calabria, l'onorevole Occhiuto. Questo ha evitato ulteriori ripercussioni.
  Abbiamo avuto danni sul lungomare, ma non solo: sullo stesso lungomare, oltre alla strada, sono andati via i sottoservizi e buona parte della strada che ci consentiva di transitare il lungomare. Abbiamo avuto anche danni all'interno del paese. I sottoservizi che hanno subìto tutto ciò hanno provocato uno sfasamento completo della rete elettrica: sono saltati quadri elettrici, perché la pioggia è stata intensissima, e sono saltate le fognature. Tutto questo ha causato danni enormi.
  In quei giorni abbiamo cercato di tutelarci in tutti i modi, però capiamo bene che la conformità dell'opera che avevamo risaliva agli inizi degli anni Ottanta ed era stata fatta in funzione di quel periodo e soprattutto delle prospettive che il paese allora richiedeva.
  Tecnici e geologi nei giorni a seguire ci hanno evidenziato che anche la conformazione dell'opera ha subìto questi danni perché non prevedeva tutele in mare, con barriere frangiflutti, e questo ha provocato, purtroppo, un disastro eccezionale, che ancora stiamo pagando.
  In tutto ciò, la spiaggia è andata dispersa: ormai c'è solo cemento per buoni tratti della via marina, perché il mare è stato talmente forte che l'erosione ha portato via anche la spiaggia. Ci ritroviamo in questa situazione: abbiamo affrontato e stiamo affrontando ancora le somme urgenze, quelle che riguardano il ripristino dei servizi e della massicciata del lungomare, ma ad oggi non abbiamo spiaggia sul lungomare di Melito di Porto Salvo.
  Ci siamo subito prodigati e, debbo dire, ho riscontrato massima disponibilità sia da parte della regione Calabria che Pag. 5del Governo. Io ho avuto diverse interlocuzioni: addirittura a Melito sono intervenuti il Ministro Musumeci, oltre al presidente Occhiuto, il Ministro Salvini e altri politici, sia del Governo centrale che della regione Calabria. Stiamo cercando di ovviare al ripristino dello stato dell'arte per quanto riguarda sottoservizi e messa in sicurezza. Ad oggi siamo fermi così, abbiamo mandato tutte le schede alla regione Calabria, sia per la prima fase delle somme urgenze che per il rischio residuo, la cui scadenza – se non ricordo male – era il 3 aprile. Comunque, abbiamo grossi punti interrogativi per quanto riguarda il ripristino dello stato dell'arte per poter consentire anche alle attività produttive che insistevano su tutto il litorale di riprendere normalmente a pianificare e a programmare le attività che svolgevano, ripeto, molte in estate, ma alcune anche in inverno.
  Stiamo aspettando e ho chiesto alla regione Calabria la possibilità di andare in deroga per l'allocazione degli stabilimenti balneari. Nel momento in cui io non ho più spiaggia questi stabilimenti rischiano di non aprire. Gli stessi imprenditori hanno fatto un investimento importante e vivono di queste attività, quindi mi auguro che ci possa essere una deroga, intanto, al piano spiaggia, per poter riallocare questi stabilimenti.
  Mi auguro, altresì, che si proceda con quello che si è detto, ovvero la possibilità di ritornare allo stato iniziale dell'arte, al ripascimento delle spiagge e alla tutela di una fascia costiera che, da questo punto di vista, è fragilissima: se non arginiamo a mare con le barriere frangiflutti saremo sempre in emergenza. Purtroppo, le correnti che cambiano continuamente, ma anche il dissesto idrogeologico nei nostri paesi, quelli che sono più esposti sia dal mare, ma anche dalla montagna, con dissesto idrogeologico, ci portano ad avere criticità periodiche.Pag. 6
  Noi vogliamo definire completamente le nostre opere, vogliamo metterle in sicurezza, vogliamo tutelare le economie produttive dei nostri paesi, però per farlo abbiamo bisogno di risorse, abbiamo bisogno di supporto da parte della regione Calabria e del Governo centrale, altrimenti alla prossima mareggiata, al prossimo ciclone non potremo che cercare di attutire i danni, evitare tragedie, ma subiremo sempre delle perdite, che ci porteranno a una fase successiva di ricostruzioni, lungaggini e quant'altro.
  Quello che chiedo, quindi, è che veramente ci sia una determinazione per cercare di tutelare i paesi, in questo caso il mio paese che insiste sulla fascia costiera jonica, e soprattutto fare opere definitive, altrimenti il rischio è quello che vi ho detto poc'anzi, ma anche un rischio sull'economia produttiva, rischiamo l'inoccupazione. Rendetevi conto che su una fascia costiera di più di 3 chilometri, soprattutto in estate, c'era tantissima gente che ci lavorava, perché gli stabilimenti balneari assumevano stagionalmente tantissime persone: queste persone oggi vivono in una situazione tale per cui non sanno se possono rimanere a lavorare, se devono trovare un lavoro, se possono continuare a svolgere le proprie attività, mi riferisco agli imprenditori. Siamo veramente con un grosso punto interrogativo.
  Ad oggi, per quanto riguarda tutti gli interventi che abbiamo fatto, non abbiamo ricevuto ristori, né noi né i privati, la cui soglia iniziale era quella di un ristoro di 20 mila euro a rendicontazione. Lo stato dell'arte è di grossa incertezza. Aspettiamo da un giorno all'altro che ci siano delle determinazioni, delle linee guida per poterci proiettare ormai al periodo estivo, che è imminente.
  Questo è, in estrema sintesi, quello che mi sento di dire. I danni che abbiamo quantificato sono ingenti e per milioni di euro, tutte le schede sono in regione Calabria. Noi cerchiamo di Pag. 7ovviare, anche con le nostre forze lavoro, alle problematiche, tante indotte da quello che si è verificato. I quadri elettrici non hanno danneggiato solo quella parte di paese: poi è saltato tutto, le illuminazioni, la rete idrica stessa, i pozzi, una serie di criticità consequenziali a quello che è successo, che comportano un dispendio di energie e un dispendio importante di risorse economiche.
  Quello che mi aspetto è che ci sia celerità nelle determinazioni, che ci siano immediatamente, subito, i ristori: sono passati due mesi e mezzo e ancora, purtroppo, non abbiamo visto nulla dal punto di vista economico. Soprattutto, quello che mi aspetto è una pianificazione che vada nella direzione che ho detto poc'anzi, di progettare e di portare avanti delle idee e delle pianificazioni che guardino a delle opere definitive, che comunque siano opere sicure qualora accadano questi eventi.
  L'esposizione della città di Melito a questi eventi – credetemi – è di ogni due, tre, quattro anni. Quando si verifica più di una mareggiata noi perdiamo un pezzo di lungomare o perdiamo un pezzo di spiaggia. Io voglio essere supportato affinché questo non avvenga. Vivendo buona parte dell'anno la nostra economia produttiva su queste attività, ci troviamo veramente in grossa difficoltà.

  PRESIDENTE. Grazie, signor sindaco, per il suo intervento. Abbiamo anche una relazione che alleghiamo agli atti dell'audizione.
  Le vorrei rivolgere due domande. Ho visto le immagini quella mattina in cui eravamo insieme in trasmissione: erano immagini davvero drammatiche. In quelle stesse giornate di gennaio erano stati colpiti anche altri territori della Calabria e della Sicilia. La relazione comunale descrive la distruzione di circa 300 metri del Lungomare dei Mille e il cedimento di opere e urbanizzazioni, però l'Autorità di bacino documenta che Pag. 8Melito era già interessata da significative aree di pericolosità e rischio di erosione costiera. Lei, signor sindaco, alla luce del quadro di rischio già noto, ritiene che il danno sia stato determinato solo dalla eccezionalità dell'evento oppure anche da una vulnerabilità strutturale preesistente del fronte costiero e del lungomare? Esistevano studi, segnalazioni o fabbisogni manutentivi già formalizzati prima del gennaio del 2026?
  Approfitto della sua esperienza diretta sul campo. Noi stiamo lavorando su una norma quadro, come Commissione, proprio per aiutare soprattutto i sindaci, i cittadini, chi deve intervenire quando succedono questi disastri, soprattutto per provare a evitare i danni. Il vostro è un caso che mette insieme erosione costiera, danno alle infrastrutture comunali, rischio residuo, opere di difesa, pianificazioni di protezione civile e interazioni con il sistema di bacino. Se lei ci dovesse indicare, vista la sua esperienza, alcune modifiche normative o procedurali immediate, proprio per evitare che altri comuni costieri classificati a rischio restino esposti allo stesso modo di Melito, quali suggerimenti indicherebbe prioritariamente alla nostra Commissione?
  Le do la parola per le risposte.

  ANNUNZIATO NASTASI, Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza). Intervengo intanto sui suoi quesiti. L'evento è stato eccezionale. Come mi è stato detto anche dalle persone più anziane – Melito è un paese costiero che viveva anche di pesca, quindi i pescatori se lo ricordano – quelle onde non le ricorda nessuno. Io ho 50 anni e non le ricordo. Quindi, possiamo parlare di eccezionalità dell'evento.
  Debbo dire, come ho anticipato, che l'infrastruttura stessa, per come è stata formulata, e stiamo parlando di più di 40-45 anni fa, forse ha delle lacune, non tanto strutturali, ma di posizionamento e di approccio a quello che deve essere il moto Pag. 9ondoso della spiaggia, perché è rialzata: c'era un muro alto quasi 6-7 metri, che è stato abbattuto.
  Per risolvere definitivamente un problema come questo credo servano studi ad hoc. In questi mesi mi sono fatto anche una cultura a tal proposito, dialogando tantissimo con ingegneri e geologi, e tutti mi dicono la stessa cosa. Intanto i lungomari devono essere quasi a livello del mare, a livello della spiaggia, perché il moto ondoso sale, ripasce la spiaggia e non danneggia le protezioni, però la cosa più importante, prioritaria a detta di tutti è la tutela dentro il mare, cioè le barriere frangiflutti.
  Ho omesso di dirvi un particolare: noi siamo vicini al porto di Saline Joniche. I più sostengono che anche il porto ha inficiato tantissimo sullo spostamento del moto ondoso e delle correnti, e questo ha provocato un frontale verso la fascia costiera del mare. In pratica, per tre giorni ha battuto tantissimo e ha portato via tutto quello che c'era da portare via: ha portato via la spiaggia, e noi abbiamo cemento, ha portato via il muro di contenimento, ha portato via la strada, ha portato via i servizi. Bisogna decidere, e anche in fretta, come rimodulare le opere, tenendo conto di un aspetto: la natura non la ferma nessuno. Alla fine, se la natura si deve riprendere quello che ha lasciato se lo riprende, però, per tutelare il tutto, bisogna ripensare i lungomari come vengono fatti, bisogna attenzionare immediatamente anche le fiumare, perché portano detriti al mare, portano la qualunque, ma soprattutto un dissesto idrogeologico che poi paghiamo all'interno delle città, dei paesi. Io ho avuto danni ingenti sulla fascia costiera, ma ho avuto tantissimi altri danni dentro la città: quando saltano i quadri elettrici salta tutto, quando salta la rete idrica salta tutto, implode, penso agli scarichi fognari.
  Bisogna investire non sull'emergenza, ma su una programmazione, una pianificazione che vada nella direzione di fare Pag. 10opere che durino nel tempo. Questo chiedo, perché io posso rifare il lungomare per com'era, però, ripeto, al prossimo evento quel lungomare se ne va via nuovamente e quindi perdiamo risorse economiche e soprattutto compromettiamo quello che effettivamente è lo sviluppo dei paesi.
  Il mio obiettivo, comunque, nel breve periodo è affrontare l'estate. Da questo punto di vista chiedo delle deroghe al Piano spiaggia, chiedo delle risorse economiche e poi subito dopo condividere e cercare di programmare un'opera che guardi comunque a tutti gli aspetti dei fenomeni meteorologici e che sia un'opera duratura nel tempo. Questo è il mio obiettivo.

  PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  NADIA ROMEO. Buongiorno, sindaco. Come dice anche il mio cognome, le mie origini sono calabresi e tra l'altro proprio di quella parte ionica che è stata fortemente penalizzata dal ciclone Harry. Io ho casa a Ferruzzano Marina, quindi molto vicino.

  ANNUNZIATO NASTASI, Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza). Io la conosco perché con il dottor Sculli, che è di Ferruzzano, abbiamo parlato di lei.

  NADIA ROMEO. Ecco. Oggi parliamo sicuramente di Melito di Porto Salvo, ma tutta la parte della costa ionica va fortemente supportata, perché la conformità del territorio, l'arretratezza infrastrutturale, la parte del lungomare, per come è stata studiata, non è al passo con i tempi. Già il rischio idrogeologico del territorio comporta dei seri problemi. Gli investimenti sono da fare in quell'area. Io ho onde che non si sono mai viste, da sette metri. Hanno spazzato via intere spiagge, intere attività produttive che sarà difficile da far Pag. 11riaprire. Quella parte ionica vive soprattutto di quello d'estate. La conosco bene. Chi lavora fuori rientra in quei paesi e c'è una forte presenza turistica che vive sul mare. Anche la parte della montagna so che è stata fortemente penalizzata. Il rischio anche lì è molto forte.
  L'emergenza si è avuta sempre di più in questi anni. Il ciclone Harry forse è stato un ultimo tassello, ma gli investimenti da fare in quell'area sono davvero investimenti infrastrutturali importanti. C'è un'emergenza, che è quella di far ripartire quel territorio per l'estate, per la stagione estiva, altrimenti davvero le difficoltà di quei territori saranno enormi dal punto di vista economico, sociale, oltre che ambientale. Davvero in quell'area va rivista una pianificazione del territorio. I frangiflutti sono, secondo me, una delle prime cose da mettere in agenda, anche per come sono rivisti. I lungomari sono stati costruiti senza un'attenta pianificazione del territorio. Anche lì, quindi, dobbiamo provare a mettere delle risorse, ma soprattutto aiutare tutti i comuni di quella fascia a pianificare nuovamente un sistema che tuteli per il futuro, perché questi eventi non sono più eventi sporadici, sono eventi sempre più frequenti. Oggi si chiama ciclone Harry, domani non sappiamo.
  Credo che insieme alla regione, ma insieme a tutta quella parte della provincia di Reggio Calabria che è della parte ionica, dovremo trovare delle soluzioni che possano essere nell'immediato per la stagione estiva, ma soprattutto per pianificare un bellissimo territorio che, però, è davvero abbandonato dal punto di vista della sicurezza idrogeologica.

  BEATRIZ COLOMBO. Grazie. Buongiorno, sindaco. Io vengo dalla provincia di Rimini, quindi so bene cosa voglia dire far parte di un territorio sul mare a sfondo turistico. Allo stesso tempo, in questo periodo di audizioni abbiamo avuto modo di verificare, al di là della richiesta economica che giustamente da Pag. 12sindaco lei fa, sennò non avrebbe neanche senso più di tanto l'audizione, vari aspetti.
  Io mi soffermerei sulla parte della sicurezza dei cittadini su cui, secondo me, i sindaci hanno anche delle belle responsabilità in quanto capita sempre più spesso, soprattutto per città affacciate sul mare, che durante le allerte rosse sempre più, soprattutto ragazzi e gente giovane, la gente si avvicina per fare il selfie sugli scogli, per fare il selfie all'onda che sta per arrivare.
  Da questo punto di vista, magari si potrebbe anche prevedere nelle scuole la possibilità di fare formazione sulla importanza dell'allagamento da mare, delle mareggiate e della loro pericolosità. Magari, anche con la Protezione civile locale, si potrebbe verificare all'interno delle scuole comunali la possibilità di mettere in sicurezza soprattutto i ragazzi per quello che riguarda la pericolosità delle mareggiate. Sembra che non ci sia il senso del pericolo.
  In merito alle barriere, lì c'è un mare diverso rispetto a quello che abbiamo noi a Rimini. Non so quanto – anche noi abbiamo studiato il discorso delle barriere soffolte per l'erosione – una barriera possa veramente arginare quel tratto di mare. Questa è una cosa che si potrebbe verificare.
  Lì va fatto un ragionamento, secondo me, proprio dal punto di vista urbanistico, perché va rivista, anche alla luce delle nuove emergenze, tutta quella che può essere una ricostruzione, anche immaginando un nuovo lungomare. Se la prima linea, come ce l'abbiamo anche da noi a Rimini, è molto esposta, adesso si possono immaginare e trovare delle soluzioni alternative dal punto di vista urbanistico.
  Questa è una cosa che sicuramente si può verificare, ma anche voi come sindaci potete verificarla con la vostra stessa regione. Grazie.

  PRESIDENTE. Do la parola al sindaco.

Pag. 13

  ANNUNZIATO NASTASI, Sindaco di Melito di Porto Salvo (intervento in videoconferenza). In merito all'intervento dell'onorevole Romeo condivido appieno. Voglio condividere un dato. Nel 2000 da fotogrammi fatti avevamo una spiaggia nella mia città di quasi 100-120 metri, una spiaggia amplissima che si protraeva per lunghi tratti. Oggi ci ritroviamo ad avere un tratto di fascia costiera, e lo si evince chiaramente sempre dai fotogrammi tracciati dal drone, di non oltre 30 metri. Ma soprattutto ormai è rimasto solo cemento. Una fascia costiera bellissima, una fascia costiera dove oggi, 8 aprile, ci sono 22-23 gradi, quindi le persone già si sbracciano e iniziano ad andare in spiaggia, a portare il cane, a prendere il sole, dove effettivamente non si ha più la spiaggia.
  Riprendo l'intervento ultimo dell'onorevole. Le barriere frangiflutti forse non completamente risolvono il problema. Lo risolve forse un'idea di lungomare diversa, una pianificazione diversa e condivido anche questo.
  Dal punto di vista urbanistico i nostri paesi negli anni purtroppo sono stati costruiti male e sono stati costruiti proprio sul litorale. Anche per ripensare un lungomare, e lo si può fare avendo le risorse, bisogna cercare di mettere in campo un'idea che comunque non infici sulle abitazioni, perché ci sono le abitazioni a 5-10 metri dal mare, almeno nella mia città.
  Bisogna fare un ragionamento strutturato e il ragionamento strutturato, vado oltre, secondo la mia visione, non deve essere fatto a compartimenti stagni, perché il litorale, tutto, da Montebello fino a Ferruzzano e ad Africo, è una linea continua che va ripensata, va tutelata. Altrimenti risolviamo il problema in un paese, e io potrei essere anche egoista e pensare al mio paese, però il problema che risolvo nel mio paese rischia di compromettere il paese vicino, il paese accanto.Pag. 14
  Il ciclone Harry, che si è abbattuto su tutta la fascia jonica, alla fine ha colpito in modo preponderante tre paesi: Melito di Porto Salvo, San Lorenzo, che è un paese attaccato a Melito di Porto Salvo, e Bova Marina. Questi paesi tutti e tre hanno una caratteristica in comune: il lungomare che, a detta di tutti, è stato costruito male, ma soprattutto è esposto perché è più alto rispetto al livello del mare e non tutelato con le barriere frangiflutti.
  Suppongo che voi abbiate anche le schede del comune di San Lorenzo e del comune di Bova Marina. I danni importanti su una fascia abbastanza ampia sono in questi paesi. Poi si va a 70-80 chilometri e mi riferisco alle città di Siderno, Caulonia e così via.
  Tutto il resto alla fine non ha subito grossi danni e non li ha subiti proprio perché, forse, il moto ondoso è stato provocato nel porto di Saline Joniche, ma soprattutto perché forse la tutela a mare con le barriere frangiflutti ha attenuato e attutito il moto ondoso.
  Adesso comunque bisogna capire, e ritengo anche in tempi veloci, come procedere. È necessario lavorare su due step. Il primo è capire come affrontare l'estate, perché per noi è sviluppo, è economia produttiva, sono posti di lavoro, è futuro oltre ad essere una prospettiva per i nostri paesi. Il secondo step è quello della ricostruzione con una visione scientifica che guardi all'opera definitiva e guardi soprattutto a non sperperare risorse economiche ogni due, tre, quattro o cinque anni, perché questi fenomeni, purtroppo, ormai ciclicamente si verificano.
  Su questi due step io, da sindaco e da responsabile di una comunità importante, e soprattutto da capofila di un territorio importante come l'Area Grecanica, che consta 40.000-50.000 abitanti, vorrei capire come posso muovermi in sinergia con gli enti sovraordinati, con la regione Calabria e con il Governo Pag. 15centrale, perché sennò è un'emergenza continua, è un'emergenza perenne che non ci consente neanche di lavorare su altri fronti. Mi ritroverò a maggio, e non a luglio o ad agosto, tantissimi giovani senza lavoro, che dovranno andare fuori in contesti che, come ben sapete, sono già contesti particolari, dove il lavoro scarseggia e dove il lavoro che proveniva da queste attività produttive rischia di essere compromesso definitivamente. Uno stabilimento che chiude oggi non riapre più, un'attività, un bar che c'è sul lungomare, se chiude oggi, non riapre più. Tutti questi imprenditori sono esposti anche economicamente, perché hanno fatto degli investimenti importanti.
  Soprattutto la ricettività che dovrebbe arrivare dai turisti, da chi deve prenotare già adesso, già da quest'inverno, rischia di venire meno perché se non c'è spiaggia, se non c'è la possibilità di avere le strutture balneari, se non c'è il ristorante, se non c'è il bar io a Melito di Porto Salvo che ci vado a fare? Serve anche una tutela mediatica dove, con dati di fatto, io dico che si può venire nella mia città perché comunque i servizi sono garantiti, ci sono gli stabilimenti al mare, c'è l'attività produttiva, c'è il bar e l'economia può continuare, altrimenti si rischia veramente il dramma sociale.

  PRESIDENTE. Grazie, signor sindaco.
  Non essendoci altre domande da parte dei colleghi, ringrazio il sindaco Nastasi e dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 14.45.