Sulla pubblicità dei lavori:
Bicchielli Pino , Presidente ... 2
Audizione di Claudia Pecoraro, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità:
Bicchielli Pino , Presidente ... 2
Pecoraro Claudia , Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità ... 3
Bicchielli Pino , Presidente ... 12
Santillo Agostino (M5S) ... 14
Borrelli Francesco Emilio (AVS) ... 16
Bicchielli Pino , Presidente ... 16
Borrelli Francesco Emilio (AVS) ... 16
Iaria Antonino (M5S) ... 17
Colombo Beatriz (FDI) ... 18
Bicchielli Pino , Presidente ... 19
Pecoraro Claudia , Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità ... 19
Colombo Beatriz (FDI) ... 19
Pecoraro Claudia , Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità ... 19
Bicchielli Pino , Presidente ... 24
Pecoraro Claudia , Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità ... 24
Bicchielli Pino , Presidente ... 25
Pecoraro Claudia , Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità ... 25
Bicchielli Pino , Presidente ... 25
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
PINO BICCHIELLI
La seduta comincia alle 13.05.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna, se non vi sono obiezioni, sarà assicurata anche tramite l'impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione in diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
(Così rimane stabilito)
Audizione di Claudia Pecoraro, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'audizione della dottoressa Claudia Pecoraro, assessore nella Giunta della regione Campania con delega all'ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità, che saluto e ringrazio per la sua disponibilità.
Ricordo che l'assessore Pecoraro è stata convocata per essere ascoltata in merito alla situazione dei comuni di Scafati, San Marzano sul Sarno, Angri e Sarno in relazione a quanto è stato segnalato nelle audizioni svolte dalla Commissione il 16 dicembre 2025 dai sindaci di questi comuni.
Ricordo all'assessore che la seduta è pubblica. Se lei ritenesse di dover passare in seduta secretata, toglieremo il collegamento e faremo uscire i consulenti.
Do la parola all'assessore Pecoraro, rinnovando il ringraziamento per il suo contributo.
CLAUDIA PECORARO, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità. Grazie, presidente. Buongiorno a tutte e a tutti. Si può assolutamente procedere in seduta pubblica, per quanto mi riguarda.
Ringrazio innanzitutto la Commissione per l'attenzione al tema e anche per il grande garbo istituzionale dimostrato nei confronti della regione Campania e della presente assessora.
Vado a inquadrare preliminarmente il tema oggi all'attenzione, poi a illustrare le peculiarità, gli interventi programmati e a rispondere, spero con soddisfazione della Commissione, alle criticità emerse dall'audizione dei sindaci.
Innanzitutto mi preme sottolineare che il bacino del fiume Sarno occupa una superficie complessiva di 600 chilometri quadrati e interessa 38 comuni, per una popolazione complessiva di 720 mila abitanti. Il fiume nasce alla base del Monte Sarno, a quota intorno ai 30 metri sul livello del mare. L'asta principale del fiume Sarno, lunga 24 chilometri, riceve lungo il suo sviluppo gli apporti dei due sottobacini montani dei torrenti Solofrana e Cavaiola.
La Giunta della regione Campania, con delibera di Giunta regionale n. 124 del 20 marzo 2012, ha programmato nell'ambito del FESR della Campania 2007-2013, per un importo complessivo pari a 217.472.302,30 euro, il grande progetto di completamento della riqualificazione e recupero del fiume Sarno, che si poneva come precipuo obiettivo quello della mitigazione del rischio idraulico del bacino idrografico, con particolare riferimento al fiume Sarno e ai suoi affluenti principali e secondari, escludendo, tuttavia, in quella prima programmazione ampie porzioni di territorio del bacino e non prevedendo alcun intervento di carattere fognario-depurativo Pag. 4finalizzato al risanamento ambientale del bacino idrografico del fiume.
Nel 2018, con la delibera di Giunta regionale n. 462 del 17 luglio, veniva superata tale programmazione, disponendo di programmare un importo corrispondente al fabbisogno complessivo del programma degli interventi di mitigazione del rischio idraulico di interesse regionale afferente il bacino idrografico del fiume Sarno pari a 401.720.417,56 euro e di avviare – questo attraverso il gestore di distretto, che attualmente e anche all'epoca era la Gori Spa, attraverso l'EIC, l'ente d'ambito della regione Campania – la ricognizione degli interventi finalizzati ad assicurare il completamento del sistema fognario e depurativo.
Il programma veniva ridefinito, già nel 2018, in due macro-settori di intervento: la mitigazione del rischio idraulico e il risanamento ambientale. In riferimento al settore di mitigazione del rischio idraulico, il bacino veniva scomposto in tre ambiti territoriali: Ambito 1, fiume Sarno da foce a sorgenti e Alveo Comune Nocerino, fino a vasca Cicalesi; Ambito 2, Alveo Comune Nocerino a monte di vasca Cicalesi, torrenti Solofrana e Cavaiola; Ambito 3, vasche vesuviane e Canale Conte Sarno. Si distingueva, altresì, la tipologia di interventi per il ripristino della funzionalità idraulica con due stralci (stralcio 1 e stralcio 2) e con gli interventi di completamento (fase 3).
Con riferimento, invece, al risanamento ambientale, anche qui vi erano tre tipologie di intervento: l'adeguamento degli impianti di depurazione, il completamento dei collettori comprensoriali e il completamento delle reti fognarie.
Nel 2018 veniva stipulato con il Dipartimento di ingegneria dell'università di Napoli Federico II e con l'Ufficio speciale centrali acquisti, uno studio finalizzato alla risoluzione delle problematiche relative al Canale Conte Sarno, che nel 2019 – Pag. 5precisamente il 2 aprile – dava l'avvio a una conferenza di servizi istruttoria, ampiamente partecipata, con tutte le amministrazioni comunali interessate dagli interventi, che terminava in data 1° agosto 2019 con un iter positivo.
Con decreto n. 75 del 2019 e il successivo decreto n. 26 del 2024 la Direzione generale ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, valutazioni e autorizzazioni ambientali prorogava la valutazione di impatto ambientale, che era già stata rilasciata per il relativo progetto del grande completamento, riqualificazione e recupero del fiume Sarno.
Con la delibera di Giunta regionale del 30 dicembre 2019 veniva costituita, per il risanamento ambientale del bacino idrografico del fiume Sarno e per questa grande opera, un'unità speciale all'interno della regione Campania, presso l'Ufficio speciale grandi opere, un'apposita UOD con competenze specifiche di definizione e attuazione a titolarità o a regia del piano degli interventi di rilevanza regionale di mitigazione del rischio idraulico e idrico-geografico e di completamento e adeguamento del sistema fognario depurativo, questo perché la regione Campania immediatamente si è accorta della necessità di individuare un ufficio deputato esclusivamente alla gestione di questo progetto, proprio per l'importanza strategica che questo progetto ha per il risanamento, la tutela e la difesa del suolo all'interno della regione stessa.
Nel 2020 – precisamente il 19 maggio – venivano riprogrammati alcuni importi per la programmazione e la progettazione. Al fine della realizzazione degli interventi finalizzati al risanamento ambientale, di cui stiamo parlando, la delibera di Giunta regionale n. 385 del 23 luglio 2020 approvava lo schema di protocollo d'intesa denominato «completamento degli interventi fognari e depurativi del bacino idrografico del fiume Sarno ricadenti nell'ambito distrettuale Sarnese Vesuviano, di Pag. 6cui alla legge regionale n. 15/2015», con il relativo elenco delle opere da farsi, da stipularsi tra la regione Campania, l'Ente Idrico Campano, l'attuale gestore del distretto Sarnese Vesuviano, la Gori Spa, destinato ad accelerare la realizzazione degli interventi di completamento e adeguamento del sistema fognario e depurativo del bacino idrografico del fiume Sarno, ricomprendendo il completamento delle reti fognarie dei seguenti enti locali (comune di Nocera Inferiore, comune di Poggiomarino, comune di San Valentino Torio, comune di Gragnano, comune di Angri, comune di Ottaviano, comune di Torre Annunziata, comune di Pagani, comune di Sarno, comune di Striano, comune di Terzigno), il completamento dei collettori comprensoriali sub-2 e sub-3 e litoraneo, adeguamento degli impianti di depurazione di foce Sarno, Scafati, Angri e Nocera Superiore.
Nel corso dell'anno 2020 venivano, quindi, stipulati gli accordi quadro tra l'Ufficio speciale grandi opere della regione Campania e i relativi raggruppamenti di società di ingegneria, aventi ad oggetto per ciascun lotto la modellazione idrogeologica e idraulica e la conseguente progettazione delle opere. I lotti sono tre: lotto 1, dal fiume Sarno alle sorgenti della foce; lotto 2, dall'Alveo Comune Nocerino a Solofrana e Cavaiola; lotto 3, versante orientale del Vesuvio e Canale Conte Sarno.
Sempre nel 2020 veniva completata la manutenzione straordinaria del Canale Bottaro e del Canale Casadodici, nell'ambito del centro urbano del comune di Scafati, per comprensivi 988.665,14 euro, avente ad oggetto la rimozione di sedimenti e rifiuti dei canali per 1,2 chilometri di lunghezza e volumetria di circa 10.200 metri cubi.
Il primo obiettivo del nuovo programma sul piano progettuale è stato quello di individuare, attraverso la modellazione idrologico-idraulica dei tre lotti, le soluzioni più efficaci per tendere alla massima riduzione delle aree soggette all'allagamento,Pag. 7 soluzioni che venivano, poi, individuate per ciascun lotto nel corso del 2021, dopo diversi mesi di intensa attività, arrivando a definire localizzazione, tipologia e dimensionamento delle opere di mitigazione del rischio idraulico.
Sempre nel 2021, mentre procedevano le attività di progettazione, che sono tuttora in corso per alcune situazioni, si procedeva alla realizzazione dei seguenti interventi, in particolare: ripristino della funzionalità idraulica dell'alto corso del Rio Sguazzatorio, per un importo complessivo di 952.756,20 euro, avente ad oggetto la rimozione di sedimenti e rifiuti del Rio per due chilometri di lunghezza e volumetria di circa 15.600 metri cubi; ripristino della funzionalità idraulica della vasca di assorbimento Valesana, in località Campomanfoli, comune di Castel San Giorgio; lavori di messa in sicurezza di via Zara del comune di Scafati; ripristino delle condizioni di libero deflusso dell'Alveo Comune Nocerino in corrispondenza del ponte di via Marconi in comune San Marzano sul Sarno, per un importo complessivo di 260 mila euro; demolizione del ponte in cemento armato per 180 metri cubi e drenaggio di 320 metri cubi di sedimenti, nell'anno 2023; realizzazione barriera galleggiante del sito provvisorio a monte dello sfioro dell'Alveo Comune Nocerino, del Rio Sguazzatorio, per un importo complessivo di circa 134 mila euro, avente ad oggetto l'installazione di una barriera d'acciaio della lunghezza di circa 25 metri per l'intercettazione dei rifiuti galleggianti, questo nell'anno 2023; ripristino della funzionalità idraulica del fiume Sarno, primo stralcio di pulizia tratto dalla foce del fiume alla traversa di Scafati, per un importo complessivo di 1.590.676,64, avente ad oggetto il decespugliamento di circa 75.800 metri quadri, propedeutico all'esecuzione delle indagini, questo nel 2024; ripristino della funzionalità idraulica del fiume Sarno, primo stralcio pulizia tratto dalla traversa di Scafati alla confluenza Pag. 8dell'Alveo Comune Nocerino del fiume Sarno, per un importo complessivo di 1.150.262,59, avente ad oggetto il decespugliamento di 45.600 metri quadri, propedeutico all'esecuzione delle indagini, per l'anno 2024; manutenzione straordinaria delle vasche pedemontane del Vesuvio, Pianillo e Fornillo, primo stralcio di pulizia, per un importo complessivo di 873 mila euro circa.
Allo stato il programma risulta costituito ancora da 51 interventi, che impegnano circa 550 milioni di euro dell'asse 2 PO-FESR 2021-2027, di cui 17 finalizzati al risanamento ambientale e gli altri destinati alla mitigazione del rischio idraulico.
Gli interventi in fase di realizzazione si inseriscono in un impianto strategico che coniuga la memoria storica del fiume con metodologie innovative orientate alla sostenibilità, il cui obiettivo globale è quello di contrastare le principali problematiche del bacino idrografico connesse all'inquinamento delle acque e alle esondazioni ricorrenti degli alvei principali e secondari, intervenendo sull'inefficienza e sull'insufficienza delle infrastrutture idrauliche e fognarie.
Tuttavia, attesa la loro natura strutturale, a valenza sui fondi FESR, questi interventi non sono e non possono essere sostitutivi dell'attività di manutenzione, che è demandata, nelle more della loro realizzazione, agli enti preposti, tra i quali figura il Consorzio di bonifica.
Il Rio Sguazzatorio si presenta oggi con una struttura in forma scatolare, di cemento armato, lunga circa 6 chilometri, larga circa 6 metri e profonda circa 6 metri. I lavori di ristrutturazione e adeguamento effettuati sul canale dal Genio civile all'inizio degli anni Settanta, tra cui la realizzazione dello sfioratore lungo l'argine sinistro dell'Alveo Comune Nocerino, hanno di fatto trasformato il corso d'acqua da semplice controfossoPag. 9 del comune Sarno a un vero e proprio deviatore delle portate di piena in eccesso transitanti nell'Alveo Comune Nocerino.
L'assenza di una costante attività di manutenzione dell'Alveo Comune Nocerino Sarnese del fiume Sarno e dello stesso Rio Sguazzatorio, da cui è corrisposto il deposito di importanti quantità di sedimi lungo i corsi d'acqua, ha determinato, ormai da anni, che la sua funzione di sfioratore, attivata sempre più frequentemente, non è più svolta secondo le iniziali portate di progetto.
In considerazione del fatto che la realizzazione dell'intervento di drenaggio totale del Rio Sguazzatorio è condizionata dalla necessità di un primo drenaggio del Basso Sarno, nel 2024 si è verificata la possibilità di iniziare comunque il suo drenaggio, tenuto conto delle attuali condizioni del Basso Sarno. Tale verifica rende oggi possibile la realizzazione dell'integrale drenaggio del Rio Sguazzatorio in due diversi momenti di seguito programmati: il primo, il ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio basso corso, il cui valore economico è pari a circa 8.444.427,79; ripristino della funzionalità idraulica Rio Sguazzatorio, completamento, il cui valore economico è pari a 17 milioni circa. Il primo intervento in corso di esecuzione riguarderà il drenaggio del basso corso del canale alla sua confluenza con il fiume Sarno, risalendo verso il monte per 1.4 chilometri, fino al superamento del centro abitato di Scafati, in zona Piazza Garibaldi, dove le condizioni critiche della funzionalità del canale determinano frequenti allagamenti.
Il progetto prevede in particolare il drenaggio di sedimenti per un quantitativo pari a circa 15 mila tonnellate, la cui rimozione e gestione risulta in corso di esecuzione, nel pieno rispetto delle indicazioni del Testo unico ambientale, decreto Pag. 10legislativo n. 152 del 2006. In particolare, il capitolato speciale d'appalto del progetto esecutivo in base a cui sono affidati i lavori, all'articolo 63, comma 6, prevede, infatti, che l'appaltatore dovrà eseguire a proprie cure e spese le indagini di caratterizzazione ambientale sui sedimenti da rimuovere. Il citato campionamento dovrà essere effettuato alla presenza di personale ARPAC, con il quale ente dovrà essere stipulata apposita convenzione.
A tal fine, con nota protocollo n. 71037 dell'11 febbraio 2025, la Giunta regionale della Campania, Ufficio speciale grandi opere, ha espresso la volontà di stipulare con ARPAC apposita convenzione per regolare queste attività di controllo. In data 14 aprile 2025 è stato acquisito il verbale di consegna dei lavori in via d'urgenza, redatto dal direttore dei lavori, in contraddittorio con l'impresa, nelle more della stipula del contratto d'appalto in fase di perfezionamento. In tale verbale il direttore dei lavori ha avviato, tra l'altro, le attività di rilievo e le indagini previste in progetto propedeutiche all'effettivo inizio dei lavori, da stabilire con successivo documento da cui far decorrere i termini.
In data 16 maggio 2025, nota successivamente integrata in data 10 giugno 2025, la Giunta regionale della Campania, Ufficio speciale grandi opere, ha trasmesso il piano delle attività e i relativi allegati tecnici per la realizzazione della campagna di indagini analitica, prevedendo l'esecuzione da parte dell'ARPAC di controanalisi pari al 20 per cento del totale dei campioni da prelevare.
Attualmente l'Ufficio siti contaminati e bonifiche della direzione tecnica e l'area territoriale del dipartimento provinciale di Salerno, visto il piano delle attività, hanno elaborato la scheda di progetto con la valutazione preventiva dei costi presuntivi delle attività da svolgere, parte integrante e sostanzialePag. 11 della presente convenzione, che ammontano in via presuntiva e complessiva a 10 mila euro e hanno proceduto alla prima campagna di controanalisi.
In data 12 settembre 2025 il direttore dei lavori in uno al RP dell'intervento e al dirigente dell'unità dell'ufficio operativo speciale della Giunta regionale, con ordine di servizio assunto in pari data, valutata la proposta volta a migliorare principalmente le condizioni di sicurezza, oltre che in maniera marginale anche i tempi e i costi di esecuzione, acquisita la validazione da parte dell'ARPAC con nota dell'8 settembre 2025 riferita ai campionamenti e alle analisi di laboratorio dei sedimenti da rimuovere, ha autorizzato l'esecuzione dei lavori.
A seguito delle verifiche dell'ARPAC i lavori si sono, pertanto, avviati con la realizzazione delle opere provvisionali e il sistema di ture previste dal progetto, che dovranno assicurare la corretta esecuzione del dragaggio, la cui installazione è stata più volte interrotta dai frequenti eventi alluvionali che hanno caratterizzato il periodo settembre 2025-febbraio 2026. La conclusione di tale fase è attualmente prevista per il 31 marzo 2026 e, in conseguenza di ciò, l'inizio effettivo del dragaggio è previsto per il 1° aprile 2026, con conclusione dell'intervento approssimativamente entro il 31 luglio 2026. Concluso il dragaggio del basso corso, il completamento delle attività di ripristino della funzionalità idraulica del Rio Sguazzatorio sarà avviato a seguito dell'avvio dell'iter di ripristino della funzionalità idraulica del fiume Sarno, secondo stralcio, lotto 1, dragaggio tratto dalla foce del fiume Sarno alla traversa di Scafati, il cui avvio è previsto per la fine del corrente anno, dunque presumibilmente per l'inizio del 2027.
Una ulteriore precisazione. Al netto dei dati che ho fornito, che sono trasfusi in una relazione che lascio agli atti della Commissione, insieme ai relativi allegati, da cui si vede la Pag. 12programmazione degli interventi da farsi, già effettuati e in esecuzione, specifico che, per quanto riguarda la competenza su Rio Sguazzatorio, è intervenuta la legge regionale n. 7 del 2025, entrata in vigore nel luglio 2025 (Norme in materia di bonifica integrale e di riordino dei consorzi), che ha riperimetrato i comprensori dei Consorzi di bonifica, ivi incluso quello del Sarno. L'articolo 6 (Opere e interventi pubblici di bonifica e irrigazione e difesa del suolo), al comma 2, lettera b) e lettera c), contiene l'elenco delle tipologie di opere pubbliche di difesa del suolo di competenza regionale ricadenti nei comprensori dei Consorzi di bonifica.
C'è un allegato, l'allegato B, che non include tra quelli che ad oggi, cioè da luglio 2025, appartengono al Consorzio di bonifica, ossia Rio Sguazzatorio: vuol dire che fino a luglio 2025 la competenza della manutenzione su Rio Sguazzatorio era del Consorzio di bonifica in termini di legge, nazionale e regionale. La regione Campania si rende conto di un problema manutentivo su Rio Sguazzatorio e avoca a sé la competenza sulla manutenzione, sottraendolo alla competenza del Consorzio di bonifica a luglio 2025 e avviando i lavori, di cui alla relazione in parola, per ripristinare, attraverso il dragaggio, la funzionalità idraulica del Rio stesso.
Ad oggi, questo è lo stato dell'arte. I lavori per il ripristino, quindi per la mitigazione di questo grande progetto di risanamento del fiume Sarno, hanno come termine ultimo quello dell'anno 2031, per la programmazione, che si allega alla relazione.
PRESIDENTE. Grazie, assessore, per la relazione dettagliata. Gli allegati che vengono lasciati saranno utilizzati per la relazione.
Più di quello che sarà fatto, adesso stiamo tentando di capire quello che è stato fatto. Nonostante questa grande mole di Pag. 13interventi che lei ha dettagliato, la situazione in quei territori rimane complicata. Effettivamente, a fronte di piogge di non grande intensità abbiamo avuto allagamenti che hanno colpito quelle popolazioni.
Adesso le faremo alcune domande. Se ci sono domande che richiedono approfondimenti tecnici, lei si può tranquillamente riservare di farci pervenire successivamente in forma scritta le sue osservazioni.
Da quello che capisco, sul Rio Sguazzatorio avremo un inizio il 1° aprile e termine il 31 luglio, se ho inteso bene, come interventi. La domanda che le vorrei rivolgere non riguarda la sua gestione, ovviamente, perché lei si è insediata successivamente. Nelle audizioni che abbiamo svolto dei sindaci c'era stata una discrepanza tra gli interventi annunciati e le attività realmente eseguite. Tra l'altro, ricordo che uno dei sindaci – se non erro, il sindaco di Scafati – ci aveva detto che durante questa audizione in Prefettura, che poi è stato l'elemento scatenante di questa audizione, gli avrebbero detto che era quasi più una manovra politica: abbiamo annunciato che facevamo il dragaggio, poi il dragaggio in realtà non è stato eseguito. Volevo capire alla regione cosa risulta, se c'era un dirigente che aveva questa responsabilità su Rio Sguazzatorio e se effettivamente c'è stato un cronoprogramma per quella vicenda, se abbiamo una distinzione tra le attività annunciate, le attività avviate e soprattutto quelle che sono state materialmente eseguite.
Un'altra osservazione. Vorrei capire se la regione, visto che adesso c'è un tavolo in Prefettura a Salerno, ha intenzione di aprire un tavolo permanente con tutti questi sindaci per tentare di tenere a sistema questa problematicità, che non riguarda lei, ma il sistema che stiamo andando ad affrontare, dell'eccessiva frammentazione e anche della duplicazione di competenze. Lei Pag. 14stessa ci ha detto che ci sono competenze che sembrerebbero della regione, ma che non sono più della regione: entrano i Consorzi, entrano i comuni, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria. Con tutte queste modalità che vanno a intrecciarsi non abbiamo ben chiara la situazione. Se c'è, quindi, da parte della regione la volontà di aprire un tavolo permanente su questa vicenda.
Un'ultima domanda. Vorrei sapere se come regione avete percezione del contenzioso. A seguito di queste alluvioni quale contenzioso si apre con la regione e quanto costa questo contenzioso? Queste, come si rende conto, sono tutte risorse che, invece, potremmo dedicare soprattutto alla prevenzione.
Per il momento ho finito. Chiedo se ci sono colleghi che vogliono intervenire.
AGOSTINO SANTILLO. Grazie, presidente. Parto dalla sua ultima osservazione, che potremmo inviare come domanda scritta a tutte le regioni per capire che contenziosi hanno. Mi ha fatto venire questa idea, perché potremmo renderci conto effettivamente di quale potrebbe essere il calcolo economico nazionale, per individuare le somme che avremmo potuto dedicare alla prevenzione, come linea di pensiero.
Ringrazio l'assessora, che da poco si è insediata in una delle regioni capofila, a livello nazionale, purtroppo, per fragilità del territorio dal punto di vista idrogeologico. Il Sarno è un problema nei problemi: al di là della parte relativa al vettore di acqua, ha in sé un problema ambientale. Tutti sanno che è uno dei fiumi, se non il fiume più inquinato in assoluto in Europa.
È evidente che bisogna superare questa politica dello scaricabarile, alla quale abbiamo assistito anche all'interno delle audizioni in questa Commissione. Uno deve dire le cose come stanno. Qua si tratta di un canale che ha una pressione antropica senza precedenti. Quando cadono le acque la colpa è Pag. 15sempre di qualcun altro, non è mai di chi quel territorio avrebbe dovuto governarlo. Io, che abito quelle aree, effettivamente mi rendo conto che è una unicità a livello nazionale. Ognuno, quindi, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Al Consorzio chiesi, ma non ebbi risposta, quali opere erano sotto la loro competenza e quali sotto la competenza regionale. Oggi apprendo, e mi fa molto piacere, che fino a luglio 2025 questa manutenzione era in carico al Consorzio e che da quel momento in poi, invece, non lo è stata più. Mi sembra di capire che abbiamo una data certa, quindi sappiamo con chi andarcela a prendere se la manutenzione non c'è. Questa è un'osservazione generale.
Leggo, però, e mi fa piacere, una sorta di continuità nel cercare di completare gli interventi in quell'area. Se gli interventi non vengono completati – questo lo chiedo all'assessore – è possibile che questi interventi di manutenzione straordinaria non basteranno, perché non abbiamo una capacità di convogliamento di quel reticolo definitivamente completata, volta a recapitare l'acqua in mare anche in occasione di eventi meteorici. Devo dire che il periodo di ritorno di cento anni dovrebbe almeno consentire agli abitanti di dire che, una volta completato, mediamente un allagamento dovrebbe riaccadere ogni cento anni. Sarebbe, quindi, da curare questa fase temporale, fino al 2031, che sono sette anni, augurandoci, assessore, che ci si impegni a rispettare questa data.
La domanda, oltre a questa, è la seguente. Vedo un fabbisogno economico piuttosto importante: le chiedo se sa o se ci può far sapere fino ad oggi quanto è già coperto e quanto dovremmo cercare di coprire economicamente, al di là della regione o dello Stato, quindi quale sarebbe la parte economica rimanente.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (intervento in videoconferenza). Grazie, presidente.
Ringrazio l'assessore per la relazione. Non voglio entrare nelle questioni delle varie responsabilità, perché lo spirito con cui stiamo portando avanti questa Commissione è assolutamente propositivo, e ringrazio il presidente per aver mantenuto sempre una posizione di equilibrio e correttezza. Io lancio, più che altro, una provocazione. Quando ero consigliere regionale ho più volte posto il problema dell'utilità o meno dei Consorzi di bonifica e sono stato rimandato al tavolo nazionale. Vorrei aprire una riflessione con questa Commissione se non sia giunto il tempo di operare una modifica, in un modo o in un altro (io penso più «in un altro», ritengo che una parte consistente, oramai, di questi fondi che vengono dati ai Consorzi di bonifica, per paludi o altre cose del genere, siano soldi in parte buttati), se non sia il caso di cambiare la norma [...].
PRESIDENTE. Onorevole, l'abbiamo persa, però la domanda l'abbiamo intesa.
FRANCESCO EMILIO BORRELLI (intervento in videoconferenza). [...] Onestamente, io mi sono trovato in più di un'occasione in cui è stato veramente difficile capire cosa fanno e quando fanno qualcosa, in alcuni casi, è fatto in modo molto discutibile. Mi riferisco, ad esempio, a una denuncia che [...] dei Regi Lagni, che ha preso tutti i materiali presenti nei Regi Lagni, che ostruivano e creavano disagio, e li ha semplicemente spostati in un'altra zona, senza fare alcun smaltimento secondo legge, motivo per cui vi è stato addirittura un sequestro [...] commissario per la Terra dei fuochi. Ovviamente, la mia domanda è anche legata alla possibilità di mettere mano per rendere più agevoli gli interventi in queste zone.
Infine, sulla questione del Sarno – lo vorrei domandare all'assessore, se ha queste notizie – a me risulta ci siano stati Pag. 17dei progressi rispetto alla questione della bonifica, almeno in alcune zone, che sul fiume Sarno l'attività di bonifica e di riqualificazione stia andando avanti. Vorrei sapere se per caso è in grado di darci, ovviamente a latere della Commissione, perché non verte direttamente su questo, qualche notizia.
ANTONINO IARIA. Grazie, presidente.
Grazie, assessora. Lei oggi ha un ruolo complesso, visto che si è appena insediata, quindi eredita un sistema di gestione di questa problematica, che per adesso può solo analizzare.
Più che parlare del passato, partirei proprio dalle indicazioni e da quello che lei ha detto sulla situazione attuale per pensare a una prospettiva di gestione di questi fenomeni nel futuro. Sono chiare due cose, innanzitutto che la dotazione finanziaria – e questa non è solo regionale, ma anche a livello nazionale, e qui faccio la prima domanda, se avete già fatto le analisi – è sicuramente insufficiente. È insufficiente anche perché quando sono stati pensati questi tipi di progetti e progettazione si pensava, e faccio un esempio banale, ai tempi di ritorno di questi eventi in cento anni. È chiaro, però, che con i cambiamenti climatici questo valore è sicuramente diminuito. Quindi, i tempi di ritorno possono essere molto più brevi che i cento anni per fenomeni così forti e anche dannosi.
Abbiamo anche un tema di programmazione e di gestione di questi interventi, dal punto di vista della progettazione. Il collega Borrelli diceva che i Consorzi di bonifica servono o non servono, le competenze troppo frammentate servono o non servono. Vi chiedo se state pensando a un futuro di ridisegno delle competenze in modo da essere efficienti, perché il tema sbagliato, secondo me, e non solo in Campania, ma in tutte le regioni, è quello di ragionare come se gli ambiti di queste problematiche finiscano nei limiti comunali, nei limiti provinciali, nei limiti regionali. Questa sovrapposizione di limiti tra Pag. 18competenze dei limiti dei Consorzi di bacino, competenze delle Autorità per esempio del Piemonte, quella del fiume Po, eccetera, competenze dei comuni, competenze delle regioni creano queste problematiche in cui è difficile fare una progettazione univoca. Forse si potrebbe partire da una sperimentazione di gestione di questi eventi in cui effettivamente i soggetti e i dati confluiscono in un unico contenitore proprio per poter dare delle risoluzioni del problema e dare anche una capacità di quantificare i progetti e la dotazione finanziaria di cui questi progetti abbisognano.
Grazie.
BEATRIZ COLOMBO. Grazie, presidente. La mia domanda riguarda la parte inerente agli incendi. Assessore, grazie per essere qui.
Faccio una breve premessa su alcune segnalazioni. Nell'audizione del sindaco di Sarno è emerso con chiarezza che gli eventi che si sono verificati dal 2019 al 2025 sono stati più volte associati ad incendi boschivi, sui rilievi sovrastanti l'abitato, con perdita di copertura vegetale, aumento del trasporto solido, aggravamento della risposta idrologica del territorio. Io ero in viaggio, quindi non so se lei ha accennato a questo nel suo dossier, ma non mi sembra di averlo sentito. Nella stessa seduta è inoltre emerso che il piano di gestione forestale del territorio non era mai esistito fino alla fase di approvazione allora richiamata. Poi c'è anche un piano normativo che riguarda l'articolo 10 della legge n. 353 del 2000 che non configura un divieto assoluto di intervento nelle aree percorse dal fuoco, ma anzi consente specifiche deroghe tra l'altro in presenza di documentate situazioni di dissesto idrogeologico.
Il codice della Protezione civile richiede che la prevenzione sia impostata in forma integrata e raccordata con la pianificazione territoriale. La domanda è questa. Secondo lei, consideratoPag. 19 anche l'ordinamento che non esclude, ma anzi consente specifici interventi anche nelle aree percorse dal fuoco quando ricorrono condizioni di dissesto idrogeologico, la regione può dire alla Commissione se il caso di Sarno sia stato affrontato con una vera logica monte e valle nella quale i boschi, i versanti, gli alvei, gli abitati siano governati come parte dello stesso problema? Se ciò non è ancora avvenuto, quali sono le ragioni per cui strumenti che sono già previsti dalla legge non hanno trovato finora piena traduzione operativa?
Grazie, assessore.
PRESIDENTE. Grazie. Non ho altri colleghi iscritti a parlare.
Chiederei all'assessore Pecoraro di rispondere. Ovviamente, lei si può riservare, nel caso in cui non abbia le notizie tecniche che le venissero richieste, di farcele pervenire.
CLAUDIA PECORARO, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità. Grazie, presidente. Ringrazio gli onorevoli intervenuti che mi danno la possibilità di fare delle puntualizzazioni. Parto dalla fine, cioè da quello che poi non è precipuamente ambito della mia delega e cioè la Protezione civile e la forestazione che non afferisce alla delega che mi è affidata, però le posso dare sommariamente un'informazione, perché so come Giunta quello che stiamo facendo in questo momento, quello che mancava. C'era sicuramente una mancanza di piani di Protezione civile...
BEATRIZ COLOMBO. Io intendevo come regione, assessore.
CLAUDIA PECORARO, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, Pag. 20alle politiche abitative e alle pari opportunità. Non è la mia delega e noi siamo insediati da due mesi.
Sicuramente mancavano i piani di Protezione civile, ma sono in riaggiornamento in questo momento. Dalle carte che ho visto del progetto di risanamento ambientale e idrografico del fiume Sarno era preso in considerazione lo studio di tutto quanto l'impatto sulla popolazione, sull'abitare. Quando parliamo di difesa del suolo non parliamo soltanto dei bacini idrici o dei corpi idrici superficiali, ma parliamo di tutto. Oltre ovviamente a riservarmi per la risposta tecnica e puntuale alle sue domande, perché chiederò contezza all'Ufficio di Protezione civile e quindi alla Direzione generale di Protezione civile e all'Ufficio foreste e riforestazione per quanto concerne anche la prevenzione degli incendi boschivi, per dare puntuale risposta a questa Commissione, mi ricollego sul tema dell'impermeabilizzazione e anche un po' a quello che diceva lei, presidente.
Ad oggi noi abbiamo un problema molto serio su quel territorio, che è l'assoluta impermeabilizzazione del suolo avvenuta ad opera delle amministrazioni locali con paesi come San Marzano sul Sarno che ha case i cui muri perimetrali sono i muri di contenimento del fiume. L'impermeabilizzazione eccessiva e selvaggia da un punto di vista delle amministrazioni, quindi dei territori, del suolo ha fatto sì che ovviamente nessun tipo di evento alluvionale o anche una semplice pioggia potesse causare alluvioni e quindi esondazioni del fiume Sarno.
Noi non possiamo non parametrare, perché stiamo parlando da un punto di vista nazionale e quindi il paragone lo dobbiamo portare, altrimenti non facciamo bene il nostro lavoro di amministratori e di amministratrici. Io guardo Firenze e guardo Verona, guardo delle città che sono nate con dei centri storici trecenteschi, quattrocenteschi di prossimità al fiume che si trovano in una condizione di impermeabilizzazione. Quando Pag. 21accadono gli eventi di esondazione, e penso a Firenze, a tutti i locali che affacciano proprio sul fiume sotto il Ponte Vecchio, la cittadinanza ha consapevolezza del problema dell'impermeabilizzazione e i sindaci hanno una consapevolezza rispetto al tema della fragilità del terreno e quindi intervengono anche in sinergia tra le istituzioni. Ad oggi c'è la necessità di attivare una sinergia interistituzionale più forte. Io ho già iniziato le interlocuzioni con i sindaci come neo assessore all'ambiente. A breve avrò anche un'interlocuzione con il sindaco di Sarno. Credo che assolutamente sia da attivare lo strumento del tavolo permanente o una cabina di regia per quanto riguarda l'attivazione del progetto con a capo l'assessore all'ambiente e quindi l'Assessorato che tenga dentro l'Ufficio speciale che sta gestendo il progetto. La necessità e la consapevolezza della fragilità di quel territorio e dell'importanza strategica del fiume Sarno all'interno di questo territorio è una cosa che la regione Campania ha ben evidente tanto da aver dedicato un Ufficio speciale per la gestione di questo progetto, che nasce attraverso degli studi multi settore che tengono dentro tutte quante le evidenze.
C'è un tema di mancanza di manutenzione ordinaria atavica, perché il Rio Sguazzatorio è stato oggetto nel 2021, come vi ho già relazionato e troverete tutto in relazione, di un intervento per il dragaggio, il disboscamento, il decespugliamento e la pulizia. Anche se in quel momento era nelle competenze del Consorzio, il Consorzio non provvedeva alla manutenzione ordinaria. Su questo ci sono anche le foto satellitari che ci aiutano per capire qual è lo stato dal 2021 ad oggi del Rio Sguazzatorio. Dopo il 2021 non è stata fatta alcun tipo di manutenzione ordinaria.
Passo ai tempi rispetto al disallineamento, presidente, che lei riferiva, tra la progettualità iniziale e oggi. Poi mi soffermo un attimo sullo stato del Sarno ad oggi. C'è un disallineamento in Pag. 22termini di dragaggio perché è dettato dall'insistenza all'interno del fiume Sarno di piloni di due linee delle Ferrovie dello Stato. Sopra il fiume Sarno passano due linee ferroviarie di RFI. Hanno i piloni dei ponti che cadono dentro il letto del fiume. Per potere operare il dragaggio la regione Campania ha dovuto avviare una serie di richieste di autorizzazione e una interlocuzione con RFI. Attualmente stiamo chiedendo a RFI delle soluzioni di traslazione dei piloni, perché noi non possiamo neanche dragare nelle profondità che vorremmo in questo momento perché se draghiamo troppo in basso rischiamo di incidere in maniera negativa nella tenuta strutturale dell'infrastruttura ferroviaria.
In questo momento i metri che sono previsti di dragaggio non possono essere effettuati. Attualmente dragheremo di 30-40 centimetri dalla foce a salire, perché più di quello strutturalmente non possiamo scendere, se RFI non interviene spostando. Questo è stato uno dei problemi di disallineamento temporale che ovviamente io ho immediatamente attenzionato all'Ufficio e ho immediatamente avviato le interlocuzioni anche chiedendo un'interlocuzione con RFI per cercare di trovare delle soluzioni.
Per quanto concerne la parte economica, attualmente noi abbiamo copertura degli interventi, nel senso che le risorse a valere sono risorse che sono sul FESR, sono programmate, rispettano i target e le linee del FESR, i fondi in dotazione della regione Campania ci sono, quindi tecnicamente in questo momento non abbiamo il tema della riprogrammazione.
Rispondo all'onorevole Borrelli. In alcune zone la bonifica è andata avanti. Per quanto riguarda la seconda linea, quella dei collettori fognari e depurativi, siamo intervenuti su tutte le vasche di laminazione sul tema della depurazione, quindi della chiusura della fognatura, dei nuovi collettori fognari, della Pag. 23creazione di nuove vasche che potessero ospitare dei reflui più importanti. Sulla seconda linea di intervento, che è quella poi della riqualificazione ambientale vera e propria, già è in corso la realizzazione di tutti gli interventi e attualmente sono in programmazione gli ulteriori.
Vengo all'efficientamento e quindi alla valutazione integrata degli assetti. Sicuramente da un lato ci può aiutare il tavolo permanente con gli amministratori locali, coinvolgendo eventualmente anche la Prefettura. Con il prefetto di Salerno ho immediatamente attivato un'ottima interlocuzione istituzionale perché io ritengo che sia fondamentale che le Istituzioni dialoghino tra di loro in maniera trasversale, in maniera univoca e cercando di raggiungere insieme lo stesso obiettivo, anche perché avevo già avuto modo di avviare un'ottima interlocuzione con il prefetto di Salerno quando ero amministratrice a Salerno, quindi a livello comunale. Sicuramente noi abbiamo uno strumento importante di valutazione del dato integrato che è Carditello.
La centrale di Carditello è un progetto sperimentale della regione Campania che in questo momento è in fase embrionale. Io l'ho trovato in bozza. Lo stiamo spingendo molto. È uno strumento in cui attraverso una banca dati tutte le varie agenzie e gli enti coinvolti all'interno del settore ambiente della regione Campania, dall'ARPAC, agli enti locali, alle ASL, alle Direzioni generali della regione, alle Direzioni provinciali prendono i dati e li integrano tra di loro all'interno di un'interfaccia univoca per renderli trasparenti all'esterno. Questo che cosa ci consente di fare? Mettendo sulla stessa linea l'integrazione del dato, quindi il metodo di lettura del dato univoco, lo posso integrare e posso avere un quadro omogeneo che mi aiuti a una programmazione o a una riprogrammazione che sia più puntuale. Tra l'altro, come regione Campania abbiamo allo stato lo studio dell'impattoPag. 24 del cambiamento climatico sulla nostra regione fino al 2030 proprio perché noi abbiamo la necessità di capire gli scenari della regione Campania nel 2030, per poter strutturare all'interno del comparto dell'ambiente tutti gli strumenti istituzionali utili per poter andare incontro ai grandi cambiamenti climatici e alla necessità di andare verso un'indipendenza e un'autonomia energetica, idrica e delle risorse primarie più spiccata.
Mi taccio. Non so se ho saltato qualcosa.
PRESIDENTE. Il contenzioso.
CLAUDIA PECORARO, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità. Presidente, mi perdoni. Da avvocata la prima cosa che ho chiesto quando mi sono insediata è quanto paghiamo. Effettivamente, noi abbiamo un contenzioso spaventoso per quanto riguarda i danni da alluvione non soltanto per quanto riguarda il cittadino o la cittadina comune e quindi l'abitazione, ma per le colture. Molto spesso l'alluvione crea un problema serissimo alle colture. Questo pezzo è stato risolto in parte attraverso i collettamenti fognari, perché attraverso la resilienza del sistema fognario, con il progetto di riqualificazione ambientale, noi evitiamo che durante la tracimazione del fiume ci sia anche un problema legato alle acque fognarie, perché abbiamo avuto anche questo tipo di problematiche.
Il conteggio allo stato è ancora in itinere, atteso che è un contenzioso davvero molto importante. La linea politica che attualmente si intende seguire in maniera chiara è quella che bisogna decongestionare il contenzioso e per abbattere il contenzioso bisogna investire più risorse sulla difesa del suolo. Occorre investire laddove sulla tutela delle coste, sulla difesa del Pag. 25suolo, si è fatto per interventi straordinari. Quello che era straordinario noi lo dobbiamo rendere ordinario.
PRESIDENTE. Questo è l'obiettivo che ci siamo posti noi dal primo momento, proprio per spostare le risorse dall'emergenza alla prevenzione. C'è un'idea di massima di valore del contenzioso che deve affrontare la regione Campania? È una domanda – concordo con l'onorevole Santillo – che andremo a ripetere a tutti gli assessori che ascolteremo.
CLAUDIA PECORARO, Assessore nella Giunta della Regione Campania con deleghe all'Ambiente, al ciclo integrato delle acque, alle politiche abitative e alle pari opportunità. Qualche decina di milioni di euro, sotto i 100 milioni, più o meno, annui.
PRESIDENTE. Va bene. Se non so se ci sono altri colleghi che vogliono intervenire – tra l'altro, purtroppo per noi, sta iniziando l'Aula – ringrazio l'assessore Pecoraro per la sua disponibilità e dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 14.