XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie

Resoconto stenografico



Seduta n. 94 di Martedì 14 aprile 2026

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Battilocchio Alessandro , Presidente ... 3 

Audizione del Ministro della salute, Orazio Schillaci
Battilocchio Alessandro , Presidente ... 3 
Schillaci Orazio , Ministro della salute ... 3 
Battilocchio Alessandro , Presidente ... 13 
Iaria Antonino (M5S)  ... 14 
Ciani Paolo (PD-IDP)  ... 14 
De Palma Vito (FI-PPE)  ... 14 
Battilocchio Alessandro , Presidente ... 15 
Schillaci Orazio , Ministro della salute ... 15 
Battilocchio Alessandro , Presidente ... 16

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ALESSANDRO BATTILOCCHIO

  La seduta comincia alle 12.05.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Comunico che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite l'impianto audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione in diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del Ministro della salute, Orazio Schillaci.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del Ministro della salute, dottor Orazio Schillaci.
  Ricordo che la seduta odierna è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione.
  Ci tengo a ringraziare il Ministro Schillaci per la sua disponibilità. Questa Commissione sta interagendo in maniera continua con il Governo: ad oggi abbiamo avuto in audizione undici ministri, un viceministro e un sottosegretario, perché il tema delle periferie e di tutto ciò che ruota attorno a questo ambito è un tema che sta al centro del dibattito e dell'azione del Governo e, più in generale, della politica. Quindi, ministro, è importante approfondire ciò che nel vostro dicastero è stato messo in campo in questa materia.
  Cedo, quindi, la parola al Ministro Schillaci per lo svolgimento della sua relazione.

  ORAZIO SCHILLACI, Ministro della salute. Grazie, presidente Battilocchio e onorevoli deputati. Vi ringrazio perché questa audizione mi dà l'occasione di illustrare le iniziative che, in collaborazione con gli attori istituzionali del Servizio sanitario nazionale, il Ministero della salute ha messo in campo per ampliare i servizi di welfare e potenziare le misure di contrasto alla povertà e alle diseguaglianze nelle città e nelle periferie.
  Prioritariamente ritengo doveroso richiamare quanto previsto dal decreto ministeriale n. 77 del 2022, che reca «Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale». L'articolo 2 di questo decreto dispone il monitoraggio semestrale degli standard previsti dal regolamento, che deve essere fatto dal Ministero della salute, tramite l'AgeNaS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). Inoltre, tra i servizi obbligatori per le Case di comunità, sia hub che spoke, questo decreto ministeriale prevede la partecipazione della comunità alla valorizzazione della coproduzione, che si traduce nella presenza delle associazioni del terzo settore, di professionisti e di realtà del quartiere, nella progettazione ed erogazione di attività e servizi con le Case stesse, rafforzando la connessione della struttura con il tessuto sociale.
  A questo riguardo, riferisco quanto riscontrato con il monitoraggio del DM relativo al semestre di analisi disponibile (secondo semestre 2025, quindi i dati sono al 31 dicembre 2025): fra le strutture assimilabili alle Case di comunità, considerando sia la programmazione legata al PNRR che quella corrispondente ad altre forme di finanziamento, si contavano 781 strutture con almeno un servizio attivo e, fra queste, 544 con la partecipazione della comunità e la valorizzazione della coproduzione operativa.Pag. 4
  Nel dettaglio, analizzando la distribuzione del servizio in esame nelle diverse aree geografiche italiane, si registra una maggiore partecipazione della comunità alla valorizzazione della coproduzione nelle regioni del nord-est (197 Case di comunità) e del nord-ovest (178 Case di comunità) mentre nelle regioni del centro si registrano 143 Case di comunità, 7 nelle regioni del sud e 19 nelle isole.
  In quattordici regioni e province autonome su ventuno sono state definite le linee-guida per coinvolgere cittadini e realtà locali nelle Case di comunità. In queste zone la collaborazione avviene con iniziative di informazione, consultazione, partecipazione attiva ed empowerment, consentendo, peraltro, una partecipazione attiva nella gestione della salute locale.
  In apertura, vorrei anche riferire che è in corso di adozione un apposito decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, attualmente all'attenzione proprio del MEF, per attivare programmi operativi sperimentali nelle città metropolitane, programmi finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi di presa in carico delle persone senza fissa dimora. Questo decreto adotta un documento tecnico denominato «Linee di indirizzo per il programma sperimentale, da attuare nelle Città metropolitane, per assicurare progressivamente il diritto all'assistenza sanitaria alle persone senza dimora, prive della residenza anagrafica nel territorio nazionale o all'estero» e stabilisce l'ammontare delle risorse disponibili per i programmi operativi e la ripartizione delle stesse tra le varie città metropolitane. Con le linee di indirizzo si attuano gli articoli 1, 2 e 3 della legge 18 novembre 2024, n. 176, che prevede l'attivazione di azioni programmatiche finalizzate alla sperimentazione di modelli innovativi per la presa in carico delle persone senza fissa dimora. Queste linee guida forniscono criteri e modalità di attivazione di programmi operativi finalizzati a realizzare un sistema innovativo di rete integrata tra aziende sanitarie territoriali, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, servizi sociali, terzo settore senza scopo di lucro, istituzioni di volontari e società civile per favorire l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale di quella parte di popolazione che, per barriere burocratiche, sociali, culturali ed economiche, vi ha rinunciato.
  Le sperimentazioni sono altresì finalizzate a realizzare modelli trasferibili in altre realtà regionali o nazionali e intendono principalmente attivare azioni preventive, curative e sociali che raggiungano fisicamente le persone ad alto rischio di vulnerabilità, con una condivisione congiunta del Servizio sanitario nazionale e i diversi portatori di interesse presenti sul territorio che operano senza scopo di lucro.
  Per rendere compatibili le risorse assegnate con gli interventi previsti dalla norma, le linee di indirizzo definiscono i criteri di accesso delle persone senza dimora e i programmi operativi, limitandoli a coloro che versano in un grave stato di salute, di marginalità e/o di vulnerabilità e viene data priorità ai bambini in età scolare.
  Le linee di indirizzo stabiliscono i criteri e le modalità di trasmissione dei programmi operativi, nonché le procedure alle quali le città metropolitane dovranno attenersi per la descrizione dei risultati raggiunti, e questo deve essere poi riportato nelle schede di rendicontazione.
  Le linee di indirizzo hanno la finalità di garantire a livello nazionale omogeneità ed efficacia della presa in carico delle persone senza dimora che, non avendo la residenza anagrafica, sono escluse dall'assistenza sanitaria di base e non accedono alle prestazioni incluse nei livelli essenziali di assistenza.
  Le città metropolitane interessate alla realizzazione di questi programmi operativi sono Roma Capitale, Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Venezia, Reggio Calabria, Cagliari, Sassari, Palermo, Catania e Messina. Le quote spettanti a ciascuna città metropolitana saranno erogate dal Ministero dell'economia e delle finanze, subordinatamente all'acquisizione dell'intesa da parte della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.Pag. 5
  Il Ministero della salute provvederà a redigere per ciascun anno, rendicontato dalle città metropolitane, una relazione tecnica di sintesi sui risultati raggiunti. La relazione sarà comprensiva del numero di persone senza fissa dimora iscritte negli elenchi delle aziende sanitarie locali di ciascuna regione, del numero e della tipologia delle prestazioni erogate in favore di queste persone, delle criticità che sono eventualmente state riscontrate in attuazione dei programmi operativi e dei costi che sono stati effettivamente sostenuti. La relazione sarà trasmessa al Governo a supporto della presentazione che lo stesso farà alle Camere.
  Passo a illustrare la situazione dei consultori familiari, che credo sia opportuno richiamare nell'ambito delle strutture sociosanitarie. Questi consultori, che sono stati istituiti con la legge 29 luglio 1975, n. 405, sono parte della rete dei servizi territoriali di base, in grado di assicurare l'accesso diretto a persone singole o a gruppi, garantendo l'erogazione di prestazioni gratuite in favore di minori, di donne, delle coppie e delle famiglie residenti e non residenti sul territorio italiano, nonché delle fasce di popolazione socialmente più svantaggiate e più difficili da raggiungere.
  A partire dal 2024, con l'istituzione del Sistema informativo per il monitoraggio delle attività erogate dai consultori familiari (SICOF), il Ministero della salute raccoglie i dati, che sono conferiti da regioni e province autonome, relativi ad accessi singoli o di gruppo e alle prestazioni effettuate. Il 90 per cento delle strutture, a livello territoriale, ha fornito i dati.
  Numero di strutture e distribuzione territoriale: nel 2024 risultavano in Italia attive 1.784 sedi di consultorio familiare, di queste il 61 per cento sono sedi principali e il 39 per cento sono sedi secondarie. Secondo la normativa vigente (decreto ministeriale 24 aprile 2000), lo standard previsto per i consultori familiari è di un consultorio ogni 20.000 abitanti. Tuttavia, questa proporzione è rispettata solo da alcune regioni. In termini assoluti, il numero maggiore di consultori per abitante si concentra nelle regioni Emilia-Romagna e Lombardia.
  Utenza: nel 2024 hanno usufruito dei consultori familiari 1.234.358 soggetti, di questi 65 mila minori, che rappresentano il 5 per cento del totale. Principalmente accedono al consultorio le donne, il 94 per cento, per un totale di 1.162.139 accessi. I cittadini stranieri sono stati 212.673, circa il 17 per cento dei soggetti che hanno usufruito dei servizi in totale. Si sono recati ai consultori familiari circa 65 mila disoccupati, il 5 per cento dei soggetti, e 4.773 soggetti in cerca di prima occupazione, lo 0,4 per cento del totale. Gli utenti minorenni sono principalmente nella fascia di età tra i quindici e i diciassette anni, circa 30 mila soggetti, mentre 16 mila sono gli utenti tra zero e tre anni. Tra gli utenti dei consultori familiari ci sono stati 4.655.188 accessi, di cui il 7 per cento hanno riguardato i minorenni.
  Prestazioni. Gli ambiti per i quali i consultori familiari hanno erogato maggiori prestazioni sono la salute sessuale, la salute riproduttiva, la prevenzione e la promozione della salute. Del totale di queste 1.234.358 persone, il 35 per cento ha fruito di prestazioni erogate nell'area della salute sessuale (colloquio, counseling, visita medica, visita ginecologica erogata dal consultorio senza prescrizione, accoglienza, colloquio informativo), il 30 per cento ha fruito di prestazioni erogate nell'area della salute riproduttiva (colloquio, counseling, accoglienza, colloquio informativo, visita ostetrica seguita dall'ostetrica, bilancio di salute ostetrico, esecuzione di ecografia in gravidanza) e il 25 per cento ha fruito di prestazioni erogate nell'ambito dell'area prevenzione e promozione della salute (colloquio, counseling, accoglienza, colloquio informativo, prelievo per pap-test nell'ambito di programmi di screening, test per l'HPV nell'ambito di programmi di screening, pap-test HPV su richiesta spontanea o per indicazioni cliniche).
  Vorrei ora richiamare l'importanza dell'azione dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (INMP). Per gli istituti che si occupanoPag. 6 di migrazione e povertà segnalo l'importanza del ruolo svolto dall'INMP, che ha un rapporto diretto ed è vigilato dal Ministero della salute. L'INMP è un ente pubblico e oggi è centro di riferimento della rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo sociosanitario legate alle popolazioni migranti e alla povertà, nonché centro nazionale per la mediazione transculturale in ambito sanitario. Dal 2019 l'INMP è anche Centro collaboratore dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l'evidenza scientifica e il capacity building relativamente alla salute dei migranti.
  L'impegno dell'Istituto è quello di fronteggiare, all'interno del Servizio sanitario nazionale, le sfide sanitarie delle popolazioni più vulnerabili con un approccio transculturale e olistico, orientato alla persona. L'obiettivo strategico è quello di sviluppare sistemi innovativi per contrastare le diseguaglianze nell'ambito della salute in Italia, rendere più agevole l'accesso al Servizio sanitario nazionale per i gruppi sociali più svantaggiati, assicurare un alto livello di qualità delle prestazioni fornite. Questo obiettivo viene perseguito quotidianamente attraverso: assistenza sociosanitaria rivolta a tutti i cittadini, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili; ricerca sulla promozione della salute per le popolazioni fragili e migranti e per il contrasto delle malattie della povertà, anche con progetti clinici e con studio di modelli sperimentali per la gestione dei servizi sanitari dedicati; realizzazione di programmi di formazione e di educazione sanitaria; promozione e gestione di un network di stakeholder italiani e internazionali.
  L'INMP, in virtù della propria missione istituzionale, si configura come uno dei principali promotori a livello nazionale di interventi sociosanitari innovativi e sostenibili rivolti a popolazioni in condizioni di deprivazione economica e di marginalità sociale. In questo ambito, rivestono un ruolo di particolare rilievo le attività di outreach che l'Istituto realizza e coordina a livello locale e nazionale con l'adozione di un modello di intervento basato sull'impiego di motorhome sanitari. All'interno di queste unità mobili operano in modo integrato diverse professionalità sociosanitarie, secondo un approccio marcatamente multidisciplinare. Il modello di intervento promosso dall'INMP è oggetto di un processo costante di studio e di implementazione, processo finalizzato a massimizzarne l'efficacia e ad assicurarne l'adattamento ai contesti specifici di intervento.
  L'azione dell'Istituto non si limita, quindi, a una risposta puntuale ai bisogni socioassistenziali emergenti, ma si estende alla promozione e alla diffusione di buone pratiche, in collaborazione con le strutture sanitarie competenti, con l'obiettivo di individuare e consolidare modelli assistenziali innovativi, sostenibili e scalabili. Di seguito elenco alcune delle progettualità specifiche per illustrare le diverse declinazioni del modello di assistenza di outreach e anche un breve focus sulle progettualità per il 2026.
  Comune di Roma, progetto «La ASL in Camper». Le attività di medicina di prossimità realizzate dall'INMP, nel 2025, nell'ambito del progetto «La ASL in Camper» rappresentano un'applicazione concreta di un modello integrato di sanità territoriale orientato alle popolazioni vulnerabili, fondato sull'outreach attivo, sulla multidisciplinarietà, sull'integrazione con i servizi sanitari e sociosanitari legati alla rete locale. Con uscite programmate in spazi pubblici e contesti di vita ad alta marginalità, il modello ha consentito di intercettare i bisogni sanitari inespressi, di superare barriere linguistiche, amministrative, culturali ed economiche, che limitano l'accesso ai servizi formali anche per le persone che sono iscritte al Servizio sanitario nazionale. Questo progetto, che è promosso dall'ASL Roma 1 all'interno del proprio territorio, vede la partecipazione e la collaborazione alla progettualità proprio dell'INMP nell'identificare bisogni socioassistenziali specifici di popolazioni che vivono in aree di degrado urbano e nelle periferie della nostra Capitale.
  L'obiettivo principale del progetto è quello di avvicinare i servizi sanitari e socioassistenziali del territorio con interventi specificatamente strutturati per raggiungere Pag. 7popolazioni «hard to reach». L'azione congiunta di medici specialisti, infermieri, assistenti sociali, psicologi e mediatori transculturali ha permesso di offrire, in questo stesso setting, prestazioni cliniche, orientamento sociosanitario, alfabetizzazione alla salute e attivazione di percorsi di cura e ha permesso di rafforzare l'alleanza terapeutica e soprattutto la continuità assistenziale. I risultati conseguiti nel 2025: 284 persone raggiunte e 329 visite erogate in quindici uscite, con una produttività oraria in linea con gli standard del nostro Servizio sanitario nazionale, dimostrano la sostenibilità operativa e la scalabilità del modello e ne confermano il valore come strumento strutturato di contrasto alle diseguaglianze di accesso alle cure.
  Comune di Roma, distretto 13, quartiere Bastogi: progetto «La Salute a Casa». Gli interventi di medicina di prossimità realizzati nel 2025, nel quartiere Bastogi, nell'ambito del progetto «La Salute a Casa», in raccordo con il distretto 13 sempre dell'ASL Roma 1, costituiscono una declinazione territoriale del modello dell'INMP di presa in carico multidisciplinare, orientata alla vulnerabilità, applicata in un contesto urbano caratterizzato da fragilità socio-abitative e ridotta accessibilità ai servizi sanitari. L'operatività in un quartiere stabilmente abitato ha permesso di integrare l'offerta clinica di varie specialità mediche, per esempio consulenze ginecologiche, visite dermatologiche, visite di medicina generale, con un'intensa attività di orientamento sociosanitario e referral verso i servizi ambulatoriali, e ha rafforzato – aspetto molto importante, che richiamavo in precedenza – la continuità della presa in carico dei pazienti.
  È un modello di prossimità adattato al contesto di una comunità locale, il che ha favorito il radicamento istituzionale proprio dell'INMP nel territorio e ha consolidato il lavoro di rete con i servizi distrettuali e con tutti gli attori della comunità. In questo quadro, la medicina di prossimità si configura non solo come uno strumento di accesso alle cure, ma anche come un dispositivo di integrazione sociosanitaria e di costruzione di fiducia capace di rendere sostenibili e strutturabili percorsi di salute in aree urbane ad alta deprivazione.
  Provincia di Biella: progetto «Cure primarie e territorio: l'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC)». È un progetto di medicina di prossimità che è stato realizzato nella provincia di Biella con l'attivazione di un motorhome sanitario mobile, in collaborazione con l'ASL di Biella, ed è una piena e concreta applicazione del modello dell'INMP di assistenza territoriale integrata, mirato a garantire un'equità di accesso alle cure e una presa in carico delle popolazioni in condizioni di vulnerabilità sociosanitaria. In un contesto caratterizzato da bassa densità abitativa e da dispersione territoriale, dovuta a una complessa morfologia territoriale, il progetto ha consentito di potenziare le cure primarie direttamente nei vari comuni della provincia, valorizzando il ruolo degli infermieri di famiglia e di comunità, questo in coerenza con la medicina di prossimità promossa dal decreto ministeriale n. 77 del 2022, citato in apertura di intervento.
  Nel periodo di avvio di questo progetto sono stati raggiunti pienamente gli obiettivi, con oltre 50 uscite effettuate in tutti i territori programmati, 667 accessi complessivi e 2.774 interventi sanitari e di educazione alla salute erogati alla popolazione, che comprendono monitoraggio di pazienti cronici, prevenzione, supporto all'autogestione della terapia, orientamento ai servizi aziendali. L'elevato numero di accessi e, soprattutto, i 25 pazienti intercettati e reclutati per la prima volta a varie forme di assistenza domiciliare integrata, dimostrano la funzionalità e l'efficacia di questo modello proprio in contesti periferici.
  Macerata: progetto «Attuazione di interventi integrati di assistenza sanitaria e sociosanitaria per il contrasto delle diseguaglianze di salute» nel territorio dell'AST (Azienda sanitaria territoriale) di Macerata. Questo progetto ha rappresentato una sperimentazione completa ed efficace di medicina di prossimità nelle aree interne e più isolate della provincia, caratterizzate da invecchiamento della popolazione, dispersione abitativa, difficoltà strutturali di accesso ai servizi sanitari. Il modello assistenzialePag. 8 in outreach promosso dall'INMP ha previsto, anche in questo caso, l'utilizzo di un motorhome odontoiatrico finalizzato a effettuare uno screening della popolazione locale e, quindi, identificare i pazienti per l'invio presso gli ambulatori statici nel comune di Pieve Torina. Il modello dell'INMP è stato applicato in modo capillare su tutti i comuni target individuati, inclusi quelli con i più alti indici di deprivazione e maggiore impatto del recente sisma. L'integrazione tra ambulatori fissi e attività di outreach ha consentito di intercettare la domanda di cura anche nei contesti più isolati, ha garantito continuità assistenziale, referral appropriato ai servizi dell'AST, riduzione delle diseguaglianze di accesso. L'esperienza dell'AST di Macerata ha dimostrato come un dispositivo flessibile basato su unità mobili, competenze specialistiche e integrazione sociosanitaria possa rafforzare in modo strutturale l'assistenza territoriale anche in contesti complessi e con alta vulnerabilità.
  Provincia di Chieti: progetto «Intervento sociosanitario per il contrasto delle diseguaglianze di salute nel territorio dell'ASL Lanciano-Vasto-Chieti, con focus sulla prevenzione e sulla salute orale». È un'applicazione strutturata del modello di presa in carico multidisciplinare e di medicina sociale, orientato all'individuazione precoce delle vulnerabilità e al superamento delle barriere economiche all'accesso delle cure odontoiatriche. A partire dai risultati dello screening odontoiatrico realizzato nel 2024, che avevano evidenziato una quota superiore al 20 per cento di soggetti in condizioni di vulnerabilità con necessità di protesi mobili, questo progetto ha consentito di stabilizzare e potenziare l'offerta pubblica di odontoiatria sociale, attraverso l'integrazione tra INMP e ASL, con l'attivazione del servizio presso l'ambulatorio odontostomatologico dell'ospedale «Floraspe Renzetti» di Lanciano, e il rafforzamento delle sedi territoriali, inclusa Villa Santa Maria, precedentemente priva di servizio odontoiatrico.
  Nel corso dell'attuazione sono stati raggiunti tutti gli obiettivi, sia in termini di screening, individuazione dei beneficiari e presa in carico, sia nella fornitura gratuita di protesi odontoiatriche mobili, totali e parziali, consentendo il ripristino della funzione masticatoria e anche un miglioramento sostanziale della qualità di vita dei soggetti più fragili. Parallelamente, l'integrazione con le attività di informazione e sensibilizzazione sulla salute orale ha rafforzato la dimensione preventiva e l'alfabetizzazione sanitaria della popolazione target. L'esperienza dell'ASL Lanciano-Vasto-Chieti conferma la sostenibilità e l'efficacia del modello di medicina di prossimità di odontoiatria sociale, capace di integrare screening, presa in carico clinica, fornitura di ausili protesici e coordinamento multidisciplinare in un unico percorso. Questo progetto, pertanto, costituisce una pratica clinica replicabile, utile per il contrasto alle diseguaglianze di salute in territori che abbiano al proprio interno elevata vulnerabilità socioeconomica e limitato accesso alle prestazioni sanitarie di tipo specialistico.
  Il modello di prossimità sviluppato in medicina dall'INMP si configura, oggi, come un dispositivo maturo, flessibile e trasferibile. Guardiamo, dunque, a quelli che possono essere i prossimi sviluppi. È un modello che può adattarsi a contesti territoriali molto diversi e mantenere inalterata la propria efficacia, che è quella di raggiungere e prendere in carico le popolazioni in condizioni di vulnerabilità socioeconomica. Pertanto, l'Istituto sta definendo interventi specifici in collaborazione con l'ASL Roma/2, l'ASL Roma/6 e l'ASL di Viterbo. L'attivazione della collaborazione con l'ASL RM/2, che è stata formalizzata il 19 marzo dello scorso anno, e la successiva finalizzazione dell'accordo operativo per interventi nel territorio aziendale, inclusa l'area del Quarticciolo, rappresentano un naturale sviluppo di un modello già sperimentato con successo in altri ambiti urbani e metropolitani: si basa sull'integrazione sanitaria e sociosanitaria, sull'uso di motorhome, spazi dedicati per portare i servizi nei luoghi di vita delle persone, in parallelo all'estensione del modello nel territorio della ASL RM/6, caratterizzati da dispersione abitativa, carenza di presìdi, forte invecchiamentoPag. 9 della popolazione, che conferma la capacità del modello a rispondere efficacemente anche a barriere geografiche e infrastrutturali, grazie a unità mobili e percorsi di screening oculistico e odontoiatrico, orientati alle persone più vulnerabili.
  Un'ulteriore dimostrazione della robustezza e polivalenza di questo modello è la sua declinazione nel territorio della ASL di Viterbo, dove la collaborazione tra INMP, servizi territoriali ed enti del terzo settore integra outreach, alfabetizzazione sanitaria, facilitazione dell'accesso ai servizi e ricerca sui bisogni di salute delle popolazioni hard to reach, con l'obiettivo esplicito di comprovare la validità di modelli assistenziali innovativi, rivolti proprio ai soggetti più vulnerabili.
  Nel loro insieme, queste traiettorie di implementazione mostrano come la medicina di prossimità non sia un insieme di interventi solo episodici, ma un modello strutturato per rafforzare l'assistenza territoriale, che va progressivamente esteso e adattato a contesti urbani, periurbani e provinciali, sempre con lo stesso obiettivo strategico: ridurre le diseguaglianze di salute e garantire equità nell'accesso alle cure per le popolazioni più fragili, come recita l'articolo 32 della nostra Costituzione.
  Il Programma nazionale equità nella salute 2021-2027, sostenuto dal Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), per un finanziamento complessivo di 625 milioni di euro, destinato alle sette regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) è un piano nazionale di equità in salute con le progettualità che – vorrei ricordare – sono state avviate dalle aziende sanitarie nel territorio. Proprio per la gestione dell'Area del contrastare la povertà sanitaria del Programma, l'INMP in queste regioni è stato individuato quale Organismo intermedio, per il trasferimento alle 38 aziende sanitarie del Mezzogiorno dell'esperienza maturata nelle azioni introdotte nel ruolo istituzionale di enti di riferimento nazionale per presa in carico di persone con fragilità socioeconomiche.
  Il lavoro realizzato dall'attuazione del programma ha consentito, fino ad oggi, la presa in carico di oltre 20 mila utenti in 146 ambulatori di prossimità, nei quali vengono erogate prestazioni a bassa intensità di cura e in molte realtà sono anche attivi i servizi di odontoiatria sociale.
  Il costante supporto dell'Istituto, anche nella capacità amministrativa, ha consentito alle aziende beneficiarie di avviare le procedure necessarie per il potenziamento delle équipe multidisciplinari che sono attive presso gli ambulatori.
  Passiamo adesso a esaminare le progettualità dell'INMP avviate in collaborazione con aziende sanitarie locali o altri stakeholder sul territorio, al fine di potenziare l'assistenza sempre in popolazioni vulnerabili. Partiamo dal progetto Ro.S.E. (Rosarno salute equità), nel comune di Rosarno, promosso dall'INMP con l'ASP di Reggio Calabria, la regione Calabria e il comune di Rosarno. Questa progettualità nasce con l'obiettivo di contrastare la povertà sanitaria con un approccio di medicina sociale. L'intervento ha potenziato l'offerta sanitaria del poliambulatorio di Rosarno, concentrandosi su servizi odontoiatrici, oculistici e di supporto al diabete, con particolare attenzione sempre alle persone con una condizione di vulnerabilità socioeconomica.
  L'INMP ha finanziato l'allestimento delle strutture e ha fornito professionisti specializzati, tra i quali un igienista dentale, un ortottista, un dietista e un assistente alla poltrona, che operano in affiancamento al personale locale. L'iniziativa, rivolta all'intera popolazione, ha garantito anche la fornitura gratuita di protesi odontoiatriche e oculistiche ai beneficiari che sono stati individuati in base a criteri clinici ed economici (ISEE).
  Parallelamente, il progetto ha promosso un'ampia azione di educazione alla salute nelle scuole di Rosarno, coinvolgendo studenti, famiglie e associazioni locali in percorsi di prevenzione e sensibilizzazione su alimentazione, attività motorie, igiene orale, igiene visiva, con l'obiettivo di creare una rete comunitaria attenta al benessere e ai corretti stili di vita.Pag. 10
  Riporto alcuni dei risultati dei servizi attivati.
  Odontoiatria: da settembre 2022 a dicembre 2024 sono stati presi in carico 103 pazienti, di cui oltre il 90 per cento in condizioni di vulnerabilità, principalmente con esenzione E05; le protesi sono state consegnate nel 90 per cento dei casi entro 12 mesi dalla prima visita; nel servizio di igiene dentale sono stati trattati 337 pazienti, dei quali il 69 per cento circa vulnerabili.
  Oculistica: nello stesso periodo, il servizio ha effettuato 1.789 visite e 782 visite ortottiche, prendendo in carico 196 pazienti vulnerabili, soprattutto donne e adulti giovani; l'86,2 per cento dei pazienti vulnerabili ha completato il percorso ricevendo le protesi oculistiche e solo il 6,6 per cento ha interrotto l'iter.
  Dietistica: il servizio ha seguito 1.508 pazienti, prendendo in carico 114 pazienti vulnerabili, in gran parte donne tra i 41 e i 69 anni, nella quasi totalità dei casi con ISEE inferiore a 10 mila euro.
  Educazione alla salute: le attività educative hanno coinvolto gli istituti scolastici «ISS R. Piria», «Scopelliti-Green» e «Marvasi Vizzone», con percorsi formativi sviluppati insieme a dirigenti e insegnanti. Gli incontri hanno rafforzato l'impatto delle azioni educative. Nel complesso, il progetto «Ro.S.E.» rappresenta un modello di integrazione sociosanitaria di prossimità, che ha la capacità di mettere insieme e coniugare assistenza clinica, prevenzione ed educazione alla salute, e ha contribuito in modo significativo a migliorare l'accesso ai servizi sanitari, a ridurre le diseguaglianze e a rafforzare il senso di comunità e partecipazione nel territorio di Rosarno.
  Vediamo adesso un'attività intrapresa nel comune di Taverna, nella provincia di Catanzaro. Nel mese di dicembre si sono svolte in modo continuativo attività operative previste nell'ambito dell'accordo di collaborazione tra INMP, ASP di Catanzaro e il supporto della regione Calabria presso il distretto sanitario di Taverna. Queste azioni hanno rappresentato una concreta attuazione degli obiettivi di rafforzamento dell'assistenza sociosanitaria rivolta alle fasce di popolazione più fragile, in condizioni di maggiore vulnerabilità. Nello specifico, tre giorni a settimana medici internisti e medici della nutrizione hanno garantito attività di controllo clinico, presa in carico e gestione integrata delle persone con diabete, hanno favorito un approccio multidisciplinare orientato alla continuità delle cure e al miglioramento dell'aderenza terapeutica.
  Parallelamente, psicologi dedicati hanno assicurato l'attivazione e il consolidamento di un servizio di psicologia clinica, hanno offerto interventi di counseling e di supporto psicologico a favore dei pazienti e delle loro famiglie. Le attività hanno, poi, incluso iniziative di educazione terapeutica e sanitaria finalizzate a promuovere la consapevolezza, l'autonomia nella gestione della malattia e il benessere psicofisico complessivo. L'intervento ha contribuito in modo significativo a migliorare l'accessibilità ai servizi di cura sul territorio, valorizzando le risorse strutturali esistenti e rafforzando l'equità di accesso alle prestazioni sanitarie.
  L'accordo si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento dell'assistenza territoriale e conferma l'impegno congiunto delle istituzioni coinvolte nel contrastare le diseguaglianze di salute e nel promuovere un approccio inclusivo, equo e orientato alla presa in carico della fragilità.
  Per quanto riguarda il comune di Statte, in provincia di Taranto, il progetto «Primary-EyeCare», avviato presso il poliambulatorio di via Albinoni nel comune di Statte, è attualmente in fase operativa e sta già producendo i primi concreti risultati. L'intervento, promosso dall'INMP con l'ASL di Taranto e gli enti territoriali, vuole ridurre le diseguaglianze di salute visiva nelle fasce di popolazione in condizioni di vulnerabilità socioeconomica, con visite oculistiche gratuite, presa in carico integrata, fornitura di ausili ottici. Sono stati selezionati, fino ad oggi, e presi in carico 40 pazienti, confermando la capacità del modello di intercettare efficacemente i bisogni della popolazione target e l'adeguatezza dell'organizzazione avviata. L'andamento dell'attività, coerente con gli obiettivi progettuali, indica un buon livello di funzionamento e risposta del servizio nella fase iniziale di implementazione.Pag. 11
  Passiamo al comune di Caivano. A settembre 2024 ha preso avvio il progetto «Attività di promozione della salute presso il centro sportivo Pino Daniele di Caivano». È un progetto di durata biennale, con l'obiettivo di promuovere salute e corretti stili di vita mediante attività sportive, educazione sanitaria, prestazioni sociosanitarie gratuite rivolte a soggetti in condizioni di vulnerabilità sociale ed economica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra INMP, Sport e Salute Spa, ASL Napoli 2 Nord, comune di Caivano e i Gruppi sportivi della Polizia di Stato «Fiamme Oro». L'INMP ha predisposto presso il centro sportivo un ambulatorio medico con accesso gratuito per tutti gli iscritti alle differenti discipline sportive. L'obiettivo è promuovere l'educazione sanitaria e stili di vita sani, con incontri informativi e formativi su alimentazione, attività fisica, prevenzione delle malattie, salute sessuale e relazionale. Il progetto ha preso avvio il 22 settembre 2024, l'inizio delle attività è stato inaugurato con una giornata di open day per la prevenzione della salute orale, con offerta gratuita a tutti i cittadini di Caivano di screening odontoiatrici. L'ambulatorio realizzato presso il centro sportivo ha cominciato l'attività strutturata a ottobre 2025 e fornisce oggi consulenze in ambito di certificazione sportiva, consulenza ginecologica, counselling nutrizionale, programmi alimentari, supporto psicologico per adolescenti, screening cardiologico. La risposta è stata ampia, con 205 visite nel periodo ottobre-dicembre 2025.
  Passiamo all'isola di Lampedusa. Negli ultimi anni proprio a Lampedusa l'INMP ha realizzato una serie di interventi sanitari e sociosanitari che hanno come fine quello di rafforzare l'assistenza in un contesto territoriale caratterizzato – come sapete – da un'elevata pressione migratoria e da criticità legate all'insularità. Le attività, sviluppate in collaborazione con la Regione Siciliana, l'ASP di Palermo e le istituzioni locali, hanno come obiettivo migliorare l'accesso alle cure per le popolazioni vulnerabili e supportare il servizio sanitario locale.
  In particolare, nel 2024 l'Istituto ha siglato un accordo di collaborazione con l'ASP di Palermo per realizzare interventi sanitari e sociosanitari, per contrastare le diseguaglianze di salute nel territorio dell'ASP di Palermo, con un focus su Lampedusa, volto a promuovere il benessere delle persone in condizioni di vulnerabilità sociosanitaria attraverso l'equità nell'accesso alle cure, con riferimento ai principali bisogni rilevabili. Per questo l'INMP ha proposto un intervento di medicina sociale di contrasto alla povertà sanitaria e un potenziamento dell'offerta sanitaria territoriale del poliambulatorio di Lampedusa in ambito odontoiatrico e oculistico, con l'erogazione di prestazioni e presìdi extra LEA e anche un potenziamento dell'allestimento dell'ambulatorio odontoiatrico e del personale.
  Nell'ambito dello stesso accordo, sulla base della positiva sperimentazione coordinata dall'INMP in occasione del progetto «FAMI PROG-3928», l'Istituto ha dotato il poliambulatorio di Lampedusa di apparecchiatura e reagenti per la diagnosi rapida molecolare di tubercolosi attiva e supporto all'esecuzione del test diagnostico.
  In parallelo, l'INMP ha siglato anche un protocollo d'intesa con il Ministero dell'interno, la Regione Siciliana, il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia costiera e il comune di Lampedusa e Linosa per finanziare e definire modalità operative di attivazione e di esercizio di una postazione di 118 medicalizzata presso l'isola di Lampedusa, questo per garantire tempestività ed efficacia negli interventi di emergenza-urgenza, per tutelare la salute degli abitanti dell'isola e dei migranti, potenziando in modo strutturale il sistema di emergenza-urgenza.
  Mi preme sottolineare che il costo dell'esercizio di questa postazione è interamente sostenuto dall'INMP. L'Istituto ha collaborato con l'ASP di Palermo e con la Croce Rossa Italiana per ideare e sperimentare una procedura di triage ostetrico-ginecologico per le donne migranti gravide giunte a Lampedusa. L'obiettivo è tutelare la salute delle donne migranti in stato di gravidanza e migliorare l'appropriatezza delle prestazioni ginecologiche e dell'eventuale trasferimento in urgenza – con elisoccorso – dal poliambulatorio di Lampedusa alle strutture sanitarie siciliane delle migranti gravide. Tale esigenza è sorta in seguito all'aumento della presenza Pag. 12di donne in stato di gravidanza, anche avanzato, sperimentato nei recenti flussi migratori sull'isola.
  I dati disponibili evidenziano come la procedura, unitamente al potenziamento del servizio di ginecologia e ostetricia nel poliambulatorio di Lampedusa da parte dell'ASP di Palermo, a beneficio anche della popolazione insulare, e al posizionamento di un «camper ginecologico-ostetrico» in prossimità del punto di crisi di Lampedusa, effettuato nel 2024, consenta una valutazione ostetrico-ginecologica approfondita delle donne migranti in stato di gravidanza e anche un miglioramento dell'appropriatezza dei trasferimenti sanitari via elicottero dall'isola di Lampedusa.
  A completamento degli interventi è stato, poi, avviato il Servizio oncologico decentrato, che consente la somministrazione di terapie oncologiche direttamente a Lampedusa, garantisce continuità assistenziale, riduce la necessità di trasferimenti da Lampedusa verso la terraferma. Questo progetto di servizio oncologico decentrato è stato avviato proprio per garantire equità di accesso alle cure oncologiche alla popolazione residente nelle Isole Pelagie e superare le criticità legate all'isolamento geografico e la necessità di continui trasferimenti verso i centri di riferimento della Sicilia.
  Grazie alla collaborazione tra INMP, comune di Lampedusa e Linosa, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico «Paolo Giaccone» di Palermo, regione Siciliana, il poliambulatorio di Lampedusa è stato già allestito e reso operativo per l'erogazione di terapie infusionali orali, monitoraggio clinico, continuità assistenziale, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei caregiver. L'intervento rappresenta una sperimentazione strategica per migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici dell'isola e per definire un modello di presa in carico replicabile in altri territori che hanno come caratteristica la difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
  Grazie a questa esperienza maturata presso l'isola di Lampedusa sono in fase di progettazione altri due interventi volti a supportare l'assistenza sanitaria. Per l'isola di Linosa l'obiettivo sarà la protezione cardiovascolare attraverso la formazione BLSD (Basic Life Support – Defibrillation) della popolazione residente. Per l'isola di Pantelleria lo scopo sarà potenziare l'assistenza territoriale proprio sul modello base che è stato istituito a Lampedusa.
  Ricordo il progetto «Intervento sociosanitario per il contrasto delle diseguaglianze di salute nel territorio di Cosenza»: anche questa è un'applicazione strutturale del modello INMP, con una medicina di prossimità e presa in carico multidisciplinare, finalizzata a migliorare l'accesso alle cure oculistiche alle persone in condizioni di vulnerabilità socioeconomica nel distretto di Cosenza-Savuto.
  L'intervento, realizzato presso l'ambulatorio di via Popilia, in collaborazione con l'ASP di Cosenza, ha consentito di integrare l'offerta oculistica territoriale con percorsi dedicati di accoglienza, valutazione clinica, orientamento e fornitura gratuita di ausili ottici. Fino a oggi il progetto ha raggiunto 355 pazienti, intercettati con criteri condivisi di vulnerabilità e inseriti in percorsi assistenziali personalizzati: di questi, 171 hanno già ricevuto occhiali con lenti correttive, con un impatto diretto sul ripristino delle funzioni visive e sul miglioramento della qualità di vita.
  I risultati conseguiti confermano, quindi, la piena efficacia di questo modello, capace di rispondere ai bisogni sanitari extra LEA in un contesto ad alta deprivazione socioeconomica, riducendo concretamente le barriere economiche all'accesso alle cure oculistiche. Il progetto, che sarà attivo fino a luglio e va inserito in una prospettiva di continuità e sostenibilità, prevede il passaggio e l'integrazione delle attività nel PNES (Programma nazionale equità nella salute), nell'ambito delle azioni di contrasto alla povertà sanitaria.
  Questa transizione, quindi, rappresenta un ulteriore riconoscimento della solidità, trasferibilità e valore sistemico del modello di medicina di prossimità dell'INMP, per rafforzare l'assistenza territoriale e la tutela delle popolazioni più fragili.
  Concludo con un progetto nel comune di Rieti «Attuazione di interventi in materia di assistenza sanitaria e sociosanitaria per il Pag. 13contrasto alle diseguaglianze nella salute», avviato nell'ultimo trimestre dello scorso anno. Ci sono già le prime attività operative per rafforzare l'offerta di assistenza odontoiatrica per le fasce di popolazione in condizioni di particolare vulnerabilità socioeconomica. Questo intervento, realizzato in collaborazione con l'ASL di Rieti, ha consentito l'attivazione di agende dedicate presso il Presidio ospedaliero «San Camillo de Lellis», con il coinvolgimento di personale odontoiatrico dell'INMP e il supporto organizzativo del Case Manager aziendale. Tra ottobre e dicembre 2025 sono state complessivamente erogate 31 prestazioni odontostomatologiche, 30 prime visite e una di controllo, tutte in regime con il Servizio sanitario nazionale e a favore di utenti in condizioni di fragilità. In particolare, nel mese di ottobre sono state effettuate 20 prestazioni. Le attività cliniche si sono svolte per un totale di oltre 42 ore di lavoro specialistico, ed è stata garantita continuità assistenziale e l'accesso programmato alle cure.
  Parallelamente all'erogazione delle prestazioni ambulatoriali, è stato definito e condiviso un percorso strutturato per la presa in carico di pazienti con bisogni complessi, pazienti che possono avere bisogno di procedure odontoiatriche in sedazione, in integrazione con l'Unità operativa complessa di medicina interna e i servizi di anestesiologia, per porre le basi per interventi successivi.
  Questi risultati della fase iniziale evidenziano l'efficacia del modello, confermano la capacità di intercettare il bisogno sanitario sommerso, di migliorare l'equità di accesso alle cure in un territorio con criticità geografiche e socio-demografiche.
  In coerenza con i risultati positivi nella fase iniziale del progetto e con l'obiettivo di estendere il modello di intervento a contesti territoriali con analoghe criticità, sono in fase di finalizzazione accordi di collaborazione con altre regioni (cito la regione Emilia-Romagna e la regione Umbria). Questi accordi hanno come fine la messa in campo di azioni integrate condivise per rafforzare l'equità di accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, per contrastare le diseguaglianze di salute nei territori maggiormente svantaggiati, con il trasferimento di buone pratiche, il coordinamento interistituzionale e il potenziamento delle reti assistenziali. Grazie.

  PRESIDENTE. Ministro, grazie per questa relazione, ricca di informazioni e di numeri preziosi per il nostro lavoro di analisi e di approfondimento sul tema delle città e delle loro periferie. C'è una serie di spunti che magari avremo modo di approfondire.
  Ho alcuni elementi di riflessione, ma invito i colleghi, nel caso, a chiedermi la parola. Innanzitutto, sulle Case di comunità, lei ci ha parlato di 781 attive, 544 con la partecipazione positiva e collaborativa della comunità locale. Questo mi sembra un percorso virtuoso – io ho avuto modo di visitarne molte – sul quale credo che anche in prospettiva si voglia andare avanti. Lei ci ha parlato di questa differenza territoriale che un po' esiste fra alcune regioni ed altre. Magari sarà importante, soprattutto nelle regioni che faticano di più, aumentare l'attenzione per fare in modo che si riduca questo gap. Mi sembra anche molto interessante, ed è un tema che noi affrontiamo anche nel corso delle nostre missioni esterne, questo decreto ministeriale di cui lei ci ha parlato, in fase di impostazione, in sinergia con il Ministero dell'economia, per la presa in carico delle persone senza fissa dimora. Su questo le chiediamo di continuare a interagire, perché sono dati utili per il nostro lavoro che si occupa, in particolare nelle città, di tutte quelle situazioni di marginalità e di difficoltà.
  Grazie anche per tutti i casi che ci ha riportato. È importante sottolineare il fatto che c'è una cornice complessiva che vede la medicina di prossimità come un modello strutturato ed efficace per rafforzare l'assistenza territoriale. Lei ci ha parlato di una serie di casi e di situazioni. Il nostro compito, come Commissione, lo stiamo facendo in vari ambiti, è anche quello di valorizzare e raccontare le buone pratiche che pure abbondano, anche da quello che lei ci ha riportato. Pure su questo aspetto credo che potremmo continuare a lavorare insieme.
  Per quanto riguarda il centro di Caivano, noi abbiamo visitato quella struttura che sta diventando sempre di più un centro di riferimento per la comunità locale. Sono tutti temi che credo potremo sviluppare insieme anchePag. 14 per vedere i passi successivi che verranno fatti rispetto alla programmazione e per fare poi un monitoraggio, un'analisi dei risultati rispetto alle varie iniziative che vengono portate avanti.
  Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  ANTONINO IARIA (intervento in videoconferenza). Buongiorno, presidente. Buongiorno, ministro. Scusatemi, ma sono a Bruxelles per una missione con la Commissione Trasporti. Ho sentito tutta la sua relazione, molto interessante se non fosse che il vostro Governo per la sanità ha ridotto la quantità di denaro, ha ridotto anche gli investimenti. Tutto quello che ci ha raccontato, per fortuna, è molto legato al PNRR.
  Volevo chiedere al ministro, visto che la sanità è uno dei problemi legati anche al problema delle divisioni delle classi sociali, al problema del degrado delle periferie, se questo Governo ha intenzione di fare qualcosa di più, perché i temi che lei ha trattato nella sua relazione sono delle attività che partiranno grazie ai fondi PNRR, molti, ma che poi se non sono adeguatamente sostanziate da un investimento continuo potrebbero finire in breve tempo, potrebbero essere molto depotenziate. Il tema della gestione del PNRR è un tema fondamentale. Il fatto che voi avete abbassato gli investimenti in sanità ancora di più rispetto al Governo Draghi e rispetto ai Governi precedenti non aiuta.
  L'aspetto della sanità nelle periferie è un aspetto che dobbiamo considerare proprio per parlare degli ultimi, che molte volte sono considerati più che altro un costo, invece di vedere una possibilità di poterli recuperare o farli vivere in maniera dignitosa. Da questo punto di vista, mi sembra che il suo Governo abbia abbandonato anche le cose che erano state fatte dal nostro Governo, tipo «INPS per tutti», che dava la possibilità di riuscire a intercettare le persone in difficoltà. Anche da questo punto di vista volevo chiedere se c'è qualcosa di analogo all'attività che facevamo nell'intercettare la povertà e il disagio per dare un aiuto concreto rispetto alle vostre politiche di Governo che dureranno un anno, ma magari sarebbe interessante discutere in quest'anno cosa avete fatto e cosa vorreste fare in futuro. Grazie mille.

  PAOLO CIANI. Grazie, presidente. Buongiorno, ministro. Grazie per questa relazione che, presidente, chiederei di acquisire, perché il ministro ci ha dato molte informazioni con molta velocità e, quindi, sarà meglio poi rileggerle e approfondire.
  Ministro, volevo chiederle due piccoli approfondimenti, uno sul tema della legge per la presa in carico dei senza dimora (legge n. 176 del 2024), perché è una legge approvata in questa legislatura, quindi è una novità. È una legge che nasce perché, purtroppo, non tutte le città si sono dotate di un indirizzo di residenza virtuale e quindi dà la possibilità ai senza dimora di accedere alla residenza e quindi al sistema sanitario nazionale. Purtroppo, però, ha il limite che è rivolta soltanto ai cittadini italiani, mentre chiaramente alcuni cittadini senza dimora sono stranieri. Chiedo se già avete visto nell'applicazione, nel ragionamento come poter sviluppare questa cosa.
  Inoltre questa Commissione si occupa di periferie, ma noi abbiamo approfondito nel corso del tempo che esistono periferie non solo geografiche, ma anche umane e tra queste sicuramente ci sono gli anziani soli. Un'altra legge di questa legislatura, molto importante, è la legge n. 33 del 2023, la legge quadro sulla presa in carico degli anziani. Sono iniziate alcune sperimentazioni, ma volevo chiedere a che punto sono le deleghe ancora da applicare, perché ritengo che sia una legge che deve andare presto in attuazione e raggiungere tanti anziani che spesso sono anche isolati. Mi ha incuriosito quel progetto che lei ha citato delle aree interne, perché è uno degli aspetti che abbiamo anche curato. Spesso gli anziani sono anche isolati fisicamente nelle periferie urbane. È una tema che interessa questa Commissione sotto vari punti di vista. Grazie.

  VITO DE PALMA. Grazie, presidente. Buongiorno, signor ministro.
  Ho preso atto della sua relazione abbastanza completa, ma soprattutto nutrita di dati e oggettivamente anche di operatività sul territorio. Il Programma nazionale equità Pag. 15nella salute ha interessato la povertà sanitaria e glielo posso testimoniare da deputato di un territorio abbastanza fragile qual è quello della provincia di Taranto. Lei ha citato l'intervento sull'apertura dell'ambulatorio sociale a Statte. Da quello che mi riferiscono anche gli enti locali, quindi i sindaci, i vicesindaci, i consiglieri comunali che sono presenti sul territorio, sta funzionando molto bene. È un modello sicuramente da implementare. Approfitto – l'occasione è ghiotta, per quanto mi riguarda – per chiederle se vi sia la possibilità di implementare la presenza sul territorio, mi riferisco in particolar modo a quello di Taranto, un territorio abbastanza fragile dal punto di vista sanitario per tutte le questioni che conosciamo.
  Le do atto e la ringrazio per questa attenzione particolare del Ministro della salute, attenzione per la quale anch'io voglio ribadire che, nonostante i tempi contingentati che abbiamo, ci sarebbe da discutere molto su un tema che è stato trattato dal collega in precedenza, l'implementazione delle risorse.
  Do atto a questo Governo di aver incrementato da 122 miliardi di euro a 140 miliardi, attualmente, le risorse a disposizione per il sistema sanitario. Siamo passati da 122 miliardi in un momento particolare quale quello del Covid, quindi siamo andati notevolmente oltre rispetto a questo. Mi preme precisare che il problema non è sempre la quantità di risorse, ma come vengono spese. Qui una riflessione va fatta anche con le regioni, perché un po' di sprechi ci sono ancora. Su questo dovremmo attenzionare sempre di più. Grazie.

  PRESIDENTE. Do la parola al ministro per la replica, il quale, se ritiene, su qualche tema può anche mandarci i dati successivamente.

  ORAZIO SCHILLACI, Ministro della salute. Il tema delle risorse, citato anche all'inizio dal collega, è sempre un tema molto dibattuto in sanità. Sono reduce da un incontro che ho avuto venerdì pomeriggio in Sardegna con la presidente della regione Alessandra Todde, che ha detto quello che sta dicendo lei adesso, che non è solo un problema di quanto, ma è un problema di come le risorse vengono investite. Ripeto sempre che noi siamo diventati e siamo la seconda nazione più longeva al mondo. Purtroppo, non siamo la seconda nazione dal punto di vista economico. Spendiamo quello che possiamo spendere. In questi anni sicuramente abbiamo messo più soldi nel Fondo sanitario nazionale, ma il come spenderli è cruciale. Soprattutto dobbiamo avere modelli innovativi.
  Oggi il Ministero della salute si occupa di curare i cittadini italiani che non stanno bene. Vorrei che da subito il Ministero della salute si occupasse soprattutto di fare prevenzione e di evitare che le persone si ammalino. Dobbiamo essere seri, dobbiamo capire che la demografia è cambiata. Le risorse, ripeto, sono quelle che abbiamo. Ne abbiamo messe molte in questi anni per il Servizio sanitario nazionale, ma dobbiamo avere un nuovo modello, un nuovo modello che metta insieme le innovazioni della ricerca – che permettono oggi di curare malattie che, fino a pochi anni fa, non erano curabili – con il fatto che avendo una popolazione anziana che aumenta, questa popolazione spesso è affetta da malattie cronico-metaboliche, quindi dobbiamo puntare decisamente sulla prevenzione.
  Per quanto riguarda il discorso del PNRR, degli stanziamenti, vorrei ricordare che gli stanziamenti sono stati fatti per le infrastrutture. Questo è un Governo che ha messo, nel 2024, 250 milioni di euro e, nel 2025, 350 milioni di euro per le assunzioni, perché nessuno evidentemente aveva pensato che poi le Case di comunità, oltre a essere costruite, dovevano essere popolate da team multidisciplinari che si occupassero della salute dei cittadini.
  Per quanto riguarda il collega Ciani, credo che la legge sui senza dimora sia una legge importante, di grande civiltà, che spero produca risultati concreti proprio per le popolazioni più vulnerabili. Approfitto per dire che, in questi anni al Ministero, sono rimasto colpito e stupito della grande qualità dell'Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà (INMP), di chi ci lavora, di chi lo dirige. È uno strumento fondamentale proprio rivolto alle personePag. 16 più disagiate, più povere. È un Istituto che fa un grande lavoro. Sono stato a Caivano, sono stato a Lampedusa e devo dire che, grazie all'INMP e a questa regia nazionale, in tanti posti dove c'è bisogno sono state fatte delle cose utili.
  Sugli anziani con la legge delega bisogna andare avanti. Anche questa è una legge credo votata al futuro, di grande civiltà. Ci sono sempre più articoli anche scientifici che dimostrano che gli anziani non sono un carico, ma devono diventare una ricchezza per una società come la nostra. Laddove è possibile, è giusto curarli in casa e fare diventare la casa la prima sede di cura, anche per avere una migliore presa in carico. Si ricordava la configurazione geografica dell'Italia. È una cosa che anch'io dico sempre. La nostra è una nazione bella, ma anche particolare, con tante aree interne che non hanno le stesse possibilità di chi magari ha la fortuna di vivere in una grande città come Roma. Dico sempre, dal primo giorno che sono ministro, che questa non è una nazione nella quale l'accessibilità alle cure può dipendere dal CAP di residenza o dal titolo di studio, come testimoniato peraltro dall'ISTAT da almeno 15 anni: il titolo di studio sapete meglio di me che significa quanto si guadagna. Credo che la telemedicina possa essere una risposta anche per chi magari non ha la possibilità di avere a portata di mano grandi centri urbani con ospedali. Credo che andare insieme sulla medicina territoriale, l'innovazione in telemedicina possa dare un supporto importante.
  Onorevole De Palma, credo che il PNES sia stato importante. Ci sono aree, e ve ne ho citate alcune, in cui la collaborazione tra le istituzioni locali e l'INMP ha dato dei frutti importanti. Avete visto quante volte ho messo al centro l'odontoiatria e l'odontostomatologia. Siccome questo è un Paese nel quale si fa una grande discussione sull'out of pocket, sulla percentuale che viene spesa dalle famiglie, vorrei ricordare che gran parte dell'out of pocket – su molta di questa spesa tutti parlano, ma spesso non vengono citati i dati; i dati vanno studiati e vanno citati con cognizione – finisce negli integratori, e di quella parte non voglio commentare. Ma una parte sostanziale riguarda proprio l'odontoiatria. Quindi, cercare di mettere a terra dei progetti di odontoiatria sociale, come stiamo facendo, è fondamentale, perché l'odontoiatria rappresenta un vero cambio della qualità della vita, rappresenta un vero cambio della possibilità di socializzare per le persone. Come avete visto, gran parte di questi progetti sono stati impegnati proprio sulla odontoiatria, sulla odontoiatria sociale. Grazie.

  PRESIDENTE. Grazie, ministro, per la sua relazione, che acquisiamo agli atti. Grazie soprattutto per questo ulteriore momento di confronto. Ci diamo appuntamento magari ad altre occasioni, per vedere lo stato di avanzamento di alcune delle idee e dei percorsi di cui abbiamo parlato.
  Ringrazio ancora il Ministro Schillaci e dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 13.10.