XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari

Resoconto stenografico



Seduta n. 102 di Mercoledì 21 gennaio 2026
Bozza non corretta

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Morrone Jacopo , Presidente ... 3 

Audizione del direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana, Arturo Vallone:
Morrone Jacopo , Presidente ... 3 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 5 
Morrone Jacopo , Presidente ... 5 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 5 
Morrone Jacopo , Presidente ... 11 
Lorefice Pietro  ... 11 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 11 
Lorefice Pietro  ... 12 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 13 
Lorefice Pietro  ... 13 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 14 
Lorefice Pietro  ... 14 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 14 
Lorefice Pietro  ... 14 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 14 
Lorefice Pietro  ... 15 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 15 
Lorefice Pietro  ... 15 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 15 
Lorefice Pietro  ... 15 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 15 
Lorefice Pietro  ... 15 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 15 
Lorefice Pietro  ... 15 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 16 
Lorefice Pietro  ... 16 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 16 
Lorefice Pietro  ... 16 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 16 
Lorefice Pietro  ... 17 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 17 
Lorefice Pietro  ... 17 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 17 
Lorefice Pietro  ... 17 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 17 
Lorefice Pietro  ... 17 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 18 
Lorefice Pietro  ... 18 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 18 
Lorefice Pietro  ... 18 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 19 
Lorefice Pietro  ... 19 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 19 
Lorefice Pietro  ... 19 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 19 
Lorefice Pietro  ... 19 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 20 
Lorefice Pietro  ... 20 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 20 
Lorefice Pietro  ... 20 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 20 
Morrone Jacopo , Presidente ... 20 
Lorefice Pietro  ... 21 
Morrone Jacopo , Presidente ... 21 
Longi Eliana (FDI)  ... 21 
Marino Maria Stefania (PD-IDP)  ... 21 
Vallone Arturo , direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana ... 22 
Morrone Jacopo , Presidente ... 22  ... 22 

(La seduta, sospesa alle 9.20, è ripresa alle 9.30) ... 23 

Sulla pubblicità dei lavori:
Morrone Jacopo , Presidente ... 23 

Comunicazioni del presidente:
Morrone Jacopo , Presidente ... 23

Testo del resoconto stenografico
Pag. 3

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
JACOPO MORRONE

  La seduta comincia alle 8.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso.

Audizione del direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana, Arturo Vallone.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana, Arturo Vallone, che saluto e ringrazio della presenza. Ricordo che la seduta odierna si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione.
  Avverto, inoltre, il nostro ospite che della presente audizione sarà redatto un resoconto stenografico e che, se lo riterrà opportuno, consentendo la Commissione, i lavori potranno proseguire in seduta segreta.
  Segnalo che in tal caso, per la parte di seduta sottoposta a regime di segretezza, saranno sospesi tutti i collegamenti da remoto e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati, che saranno tempestivamente riattivati alla ripresa della seduta libera.
  Al fine di assicurare il miglior svolgimento dei lavori, invito inoltre il nostro ospite a destinare, se è possibile, l'illustrazione di eventuali contenuti riservati alla parte finale della seduta.
  Ricordo che l'audizione odierna rientra nell'ambito del filone d'inchiesta riguardante il sistema di smaltimento dei Pag. 4rifiuti in Sicilia, nonché il monitoraggio degli appalti relativi alla gestione dei rifiuti solidi urbani e delle conseguenze di incendi e accadimenti di natura criminale della medesima regione, già avviato per decisione dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi. In tal caso, la Commissione, facendo seguito all'utile scambio di informazioni già avvenuto per iscritto, ha ritenuto di procedere ad una sua audizione in qualità di direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana e del commissario delegato per lo stato di crisi e di emergenza della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea ove una delegazione della Commissione si è recata in missione nel luglio 2024.
  L'audizione odierna costituisce, quindi, l'occasione per discutere non solo in merito allo stato degli interventi svolti o programmati in relazione alla grave situazione della discarica di Mazzarrà Sant'Andrea, ma anche, in senso più ampio, in merito alla gestione dei rifiuti e del sistema di impiantistica della Sicilia, in particolare delle isole minori, in merito allo stato attuale dell'impianto gestito dalla ditta Omnia a Licata, in provincia di Agrigento, ove pure una delegazione della Commissione si è recata in missione, nonché, infine, in merito ad altri siti di discariche di interesse: Contrada Timpazzo, Contrada Martino, Contrada Cava di Modicani.
  Nel dare la parola al nostro ospite, lo pregherei di contenere lo svolgimento della sua relazione introduttiva entro il termine di venti minuti complessivi, in modo da lasciare spazio a eventuali domande e richieste di chiarimento da parte dei commissari al termine della sua disamina, dal momento che intorno alle 9,30 dovrebbero iniziare i lavori dell'Aula della Camera e dovremmo quindi concludere l'audizione.
  Lascio a lei la parola.

Pag. 5

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Buongiorno a tutti. Mi sono permesso, grazie alla collaborazione del dottor Cirillo, di trasmettere già ieri sera la relazione che avevo preparato. Se volete, la posso leggere visto che è di poche pagine perché cercavo di farlo in 20 minuti. Non so se volete passare subito alle domande o la illustro brevemente.

  PRESIDENTE. La illustri brevemente.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Va bene.
  La relazione si basa sulle domande fatte dalla convocazione del presidente, ovvero delle discariche e poi dei servizi. Io mi sono insediato il 1° luglio 2024 al Dipartimento Acqua e Rifiuti. Non sono interno alla Regione, ma vengo da una selezione esterna. Appena mi sono insediato proprio una delle problematiche oggetto della convocazione, ovvero la discarica di Mazzarrà, qualche giorno prima aveva subìto un incendio. La discarica era stata affidata e faceva parte dei siti orfani riconosciuti dal Ministero dell'ambiente. Questi siti orfani avevano ricevuto, grazie a un lavoro fatto dal Dipartimento prima della mia presenza, dei finanziamenti per circa 60 milioni di euro.
  Alla luce dell'incendio, l'assessore dell'epoca, attivandosi tramite il ministero e parlando con il ministro, ha ottenuto la modifica sempre sul lavoro del quadro economico della discarica di Mazzarrà, perché era prevista per 11 milioni. Il lavoro di riqualificazione, di messa in sicurezza e di bonifica totale dopo l'incendio è lievitato notevolmente.
  Nel sito orfano c'era come soggetto attuatore e beneficiario di tutto la SRR Messina Provincia. Quindi, come primo atto, dopo aver avuto il nulla osta o il benestare da parte del ministero, abbiamo proceduto ad avocare a noi come Regione Pag. 6tutto l'intervento. Abbiamo sostituito la SRR Messina Provincia e l'abbiamo fatta noi. Abbiamo individuato il RUP nel Capo del Genio civile di Messina, l'ingegnere Trovato. Abbiamo proceduto con estrema celerità a rifare il quadro economico entro il 29 novembre del 2024. Il ministero a gennaio ci ha trasmesso l'APQ. A febbraio abbiamo firmato l'APQ. Nel mese di giugno, come d'accordo con il ministero, abbiamo trasmesso il progetto definitivo. Il progetto nel mese di luglio ha la verifica da parte dei nostri verificatori. Nel mese di novembre abbiamo ottenuto il parere da parte dell'Ispettorato delle opere pubbliche Sicilia e Calabria. A fine novembre avevamo chiuso tutto e il progetto poteva andare in gara.
  Mi reco direttamente al ministero, parlo con il funzionario dell'unità di missione PNRR e chiedo se queste somme potevano essere ancora investite e utilizzate dal PNRR, vista la scadenza entro giugno e i lavori da cronoprogramma di Mazzarrà sono 900 giorni, quindi, materialmente non si riusciva a finire entro le scadenze del PNRR. Il ministero mi ha spiegato che il target per i siti orfani e per le bonifiche non è la fine lavori, ma è la bonifica dei siti. Siccome la Regione Siciliana ha bonificato più del 70 per cento del suolo, noi abbiamo raggiunto il target. Quindi, queste somme saranno garantite anche dopo il 30 marzo. Questo ha fatto sì che subito, nel mese di dicembre, il RUP, sempre supportato dalla mia firma...
  Ho tralasciato una cosa che è scritta nella relazione. Nel mese di novembre del 2024 sono stato nominato Commissario delegato per la discarica di Mazzarrà. Nel mese di dicembre il RUP e io scriviamo a Invitalia. Invitalia ci ha risposto, ci ha fatto il quadro economico delle spese di gara. Lunedì mattina abbiamo sottoscritto e approvato il quadro economico con Invitalia. Aspettiamo solamente di trasmettere la documentazione che sarà fatta a giorni per andare a gara.Pag. 7
  Quindi, da un punto di chiusura definitiva di Mazzarrà Sant'Andrea siamo non dico sulla buona strada, ma a giorni ci sarà la pubblicazione del bando tramite Invitalia. Nel frattempo, il Governo regionale negli anni ha fatto sì che tutta la problematica di gestione in corso della discarica, ovvero prelievo di percolato e tutto il resto, fosse gestita e ha erogato oltre 8,5 milioni di euro. L'ultimo intervento è stato fatto l'anno scorso. Dalle spese delle somme residue del bilancio 2024 del comune si sono utilizzati 600 mila euro per il prelievo del percolato. Ad oggi, non sono arrivate altre richieste. È molto probabile che il comune o il curatore fallimentare della Tirreno Ambiente, viste le piogge che ci sono state in questi giorni, ci faccia avere a giorni qualche richiesta di utilizzo di altre somme in sostituzione del servizio.
  Questo è in linea di massima a Mazzarrà Sant'Andrea quello che si è fatto. Le altre discariche le vado a leggere brevemente perché sono più piccole e non le ho seguite direttamente come Mazzarrà.
  Una riguarda la ditta Omnia nel comune di Licata. Ha avuto un incendio nel gennaio del 2024. La ditta e il comune hanno avviato le procedure ai sensi dell'articolo 242, però non abbiamo ricevuto riscontro. L'ARPA ha rilevato la presenza di superamenti di vanadio in un campione di suolo esterno al sito. Il procedimento si è successivamente chiuso il 4 marzo a seguito di altre analisi che hanno dimostrato che non vi era nessuna contaminazione.
  La vicenda, purtroppo, è caratterizzata da una sostanziale inerzia del soggetto responsabile del comune. Su proposta dell'Assessorato, la Giunta regionale, con deliberazione n. 453 del 27 dicembre 2024, ha stanziato 70 mila euro per un intervento sostitutivo.Pag. 8
  Tuttavia, la pubblicazione tardiva della delibera non ha consentito l'impegno delle somme per l'esercizio finanziario 2024. L'autorizzazione delle ditte, che era del 2018, era stata sospesa per gravi difformità gestionali nel 2022. Poi, è subentrato, sempre nel 2022, un provvedimento della Procura della Repubblica di Agrigento che autorizzava la rimozione temporanea dei sigilli – era già posto sotto sequestro – al solo fine di consentire la bonifica.
  Con DDG del 19 luglio 2022, il Dipartimento che oggi dirigo annullava il DDG n. 214 e all'articolo 2 autorizzava a svolgere l'attività nei limiti imposti dal provvedimento di sequestro. Ogni attività posta in essere al di fuori di questo perimetro e dal 2022 in poi è avvenuta in assenza di qualsivoglia autorizzazione e a totale sconoscenza del Dipartimento.
  Per quanto riguarda le discariche di Timpazzo, comune di Gela, che riguardano, come nella richiesta, le vasche A, B, C e D, nel mese di maggio o giugno vi è stata una sentenza del consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana che ha obbligato l'ATO CL2 a trasferire le vasche al comune di Gela. È di questi giorni il trasferimento, da parte della SRR CL2, in liquidazione, delle vasche al comune e il comune all'ente d'ambito SRR ATO 4 Caltanissetta sud (non l'ho scritto nella relazione perché l'ho chiusa proprio lunedì). Quindi, adesso è compito del dipartimento fare le verifiche sul terreno per la voltura delle autorizzazioni. C'è anche copertura finanziaria con le fideiussioni, quindi è una voltura a tempi materiali. Noi crediamo che da qui a due mesi massimo possa essere data la voltura al nuovo gestore.
  Serradifalco ha il problema dell'ATO in liquidazione e ha presentato, nel 2020, un progetto di chiusura definitiva, per circa 3,5 milioni di euro, ma non ci sono risorse, non ci sono finanziamenti. La criticità maggiore che si riscontra in queste Pag. 9discariche, che sono nate dopo il decreto legislativo n. 36 del 2003 è il mancato accantonamento dei fondi previsti del post mortem e della gestione post-operativa. Non si comprende come i gestori (ATO, ATO in liquidazione e tutti gli altri) non abbiano accantonato queste somme, perché per legge dovevano essere accantonati in fondi vincolati e non pignorabili. È inspiegabile questa cosa. Contestualmente, cercano soldi alla regione o provano a trovarli tramite finanziamenti, che possono essere POC, FSC, PR FESR, cosa che è abbastanza delicata, perché la politica deve affrontare un problema serio ambientale, ma da un punto di vista amministrativo e contabile potrebbe avere dei riscontri negativi. Stessa cosa vale per la discarica di Cava dei Modicani, che si sta cercando, anche qui, di portare avanti, perché anche loro hanno problemi da un punto di vista finanziario.
  Passando al servizio di raccolta e trasporto rifiuti, questo servizio è regolato dalla legge n. 9, che ricopiava in linea di massima il decreto legislativo n. 152 del 2006, ma nel 2013 una legge ha modificato il sistema di appalti dei servizi, il che ha fatto sì che gli ambiti territoriali da nove sono passati a diciotto e sono le diciotto SRR. Ma la cosa peggiore non sono state le diciotto SRR, che possono avere anche un significato. Penso a quella delle isole Eolie, che è piccola, ma le isole hanno una peculiarità e una particolarità. All'interno sempre di questa legge è stato concesso ai comuni di costituirsi in ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), ma gli ARO non hanno nessuna personalità giuridica e non hanno nessun potere singolo, perché l'appalto è sempre in capo al comune. Questo ha fatto sì che le SRR non hanno potuto svolgere il servizio come dovevano per legge. Dovevano essere costituite nel 2013, sono state costituite sulla carta nel 2013, ma hanno avviato i loro servizi non prima del 2018, quindi con ritardi notevoli. Pertanto, mancando in Pag. 10capo agli ARO la competenza delle SRR, è mancata la programmazione sul territorio delle singole SRR. Questo ha causato la carenza di impianti sul territorio. Su 391 comuni in Sicilia vi erano circa 200 ARO e questo ha fatto sì che la regione non può controllare più di 200 appalti o più di 200 situazioni abbastanza strane. Quindi, ha messo il dipartimento nella condizione di non verificare e non controllare. La stessa cosa è avvenuta alle SRR, perché si sono trovate gare e appalti già avviati senza sapere quello che è successo.
  Con l'entrata in vigore delle delibere ARERA e con l'entrata in vigore, adesso, del decreto n. 201 ormai di due anni fa la situazione si sta riorganizzando in maniera diversa, in maniera più consona al dettato del decreto legislativo n. 152. Nel mese di dicembre la Corte dei conti, sezione di controllo per la Regione Siciliana, ha stigmatizzato la frammentazione del servizio di raccolta, ha stigmatizzato le 18 SRR, che sono troppe, e ha stigmatizzato gli ARO e il sistema di appalti degli ARO. Io, con lettera del 7 gennaio, ho invitato tutte le SRR a espletare le gare e a cercare di espletarle in maniera unitaria o, comunque, per gruppi omogenei di comuni, perché ci sono province siciliane con 18 comuni, ma ci sono province con 108 comuni, con difficoltà che vanno dai comuni di mare ai comuni sopra i mille metri di altezza, quindi con difficoltà oggettive. Questo abbiamo cercato di farlo. Certo, ci sono delle criticità. Le criticità più eclatanti sono quelle della città di Catania, la seconda città della Sicilia, che ha il territorio diviso in tre aziende. Quindi, all'interno di uno stesso ambito vi sono tre soggetti. Ci sono anche delle indagini in corso da parte della procura che sono uscite sui giornali e purtroppo ci sono delle persone sono coinvolte. Stessa cosa vale per Licata, che ha fatto operazioni di acquisto azioni di una società parapubblica o pubblica (non abbiamo capito bene) ma l'Autorità garante della Pag. 11concorrenza e del mercato l'ha già sanzionato e ha fatto ricorso presso il tribunale e noi come regione siamo chiamati in giudizio.
  Quindi, il servizio è abbastanza complicato – lo dico in maniera tranquilla – sulla terraferma. Poi abbiamo le difficoltà delle isole minori. Non me ne vogliate, le isole minori le chiamo in questo modo perché è così. Sono della provincia di Messina e, quindi, le isole Eolie per me sono isole minori. Queste isole hanno la difficoltà del trasporto fuori, in quanto non hanno discariche. In Sicilia dal 2002 siamo passati da 290 discariche a poco meno di 20 e nel piano bonifiche abbiamo quasi 500 siti da bonificare. Paradossalmente, è stata fatta una pulizia sul territorio e stiamo monitorando questi aspetti. Quindi, le isole minori, a parte il problema del trasporto, non hanno grosse problematiche nel servizio. La domanda riguardava le modalità di svolgimento del servizio nelle isole minori. Le isole Eolie hanno una SRR e, quindi, un'autorità d'ambito di loro competenza, mentre le altre fanno parte delle autorità d'ambito di Trapani, le isole Egadi, o di Palermo, o di Agrigento, le isole di Pantelleria e Lampedusa.
  Ho concluso la mia relazione. Spero di essere stato nei tempi.

  PRESIDENTE. Grazie, direttore. È stato perfettamente nei tempi.
  Do ora la parola ai colleghi parlamentari che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

  PIETRO LOREFICE. Ringrazio il direttore. Le domande sono talmente tante che non so se riuscirà a rispondere a tutte.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Se vuole, posso ritornare, senatore.

Pag. 12

  PIETRO LOREFICE. Con grande piacere. Sono contento della sua disponibilità.
  Cerco di andare in maniera sistematica. Lei ha fatto dei riferimenti e chiaramente con una relazione molto stringata non poteva entrare nei dettagli, però c'è un aspetto che non emerge dalla sua relazione, che, invece, emerge con chiarezza dalla relazione della Corte dei conti, molto corposa, aspetto che a noi servirebbe e di cui io, in qualità di correlatore dell'inchiesta Sicilia, avrei necessità, ma penso anche gli uffici. Vorrei che lei ci fornisse maggiori dettagli sulla gestione degli ex ATO in liquidazione, qui non ne vedo traccia. D'altronde, una cosa sono i nuovi ambiti legati alle SRR con la riforma, altra cosa sono gli ex ATO in liquidazione (non so se ancora sussiste questa fattispecie), che vanno anche in esercizio ordinario. Negli anni passati ci sono stati ambiti, come quello di Gela in liquidazione, dove c'era il commissario che gestiva un impianto di compostaggio e in parte anche le vasche. Le chiedo, pertanto, se lei ci può fornire una fotografia. Capisco che dovrà far lavorare i suoi uffici e tanto, per farci comprendere a che punto è la liquidazione e come mai questa liquidazione si sta dilatando oltremodo, ma questa è una mia valutazione, chiaramente. Se ci può fornire elementi, magari misurabili, per capire dove stanno le responsabilità. Perché gli ATO in liquidazione continuano a far cosa? Perché non provvedono a chiudere i contenziosi?
  Come ha detto bene lei, in alcuni casi gli ex ATO, assieme ai comuni, devono gestire quel grande problema legato al post mortem, agli accantonamenti delle risorse. Tutte queste fattispecie sono intimamente legate. Pertanto, le chiedo di fornirci, tramite i suoi uffici, maggiori dettagli e capire ATO per ATO in liquidazione cosa hanno fatto e cosa non hanno fatto. In caso di inerzia, che il tema dell'inerzia l'ho letto per l'Omnia, ma la Pag. 13grande inerzia degli ex ATO e di alcune SRR, di soggetti pubblici, secondo il mio punto di vista, è molto più grave e andrebbe fatta emergere. Lei, in qualità di commissario, o il presidente Schifani, in qualità di commissario, se state affrontando questa problematica o ci ritroveremo tra «n» anni nuovamente – magari nella prossima legislatura – a riaprire il filone Sicilia con temi già conosciuti, atavici?
  Non si può continuare sine die. Capisco che in alcuni casi la politica, come l'ha definita lei, o i decisori politici hanno difficoltà a tirar fuori i numeri perché portano in dissesto gli enti locali, però se qualcuno non ha accantonato dobbiamo capire il perché ora sono operative le ex province. Per ciò, i liberi consorzi comunali hanno ancora, in Sicilia, una responsabilità precisa. Ora sono operativi, o meglio, sulla carta sono state fatte le elezioni di secondo livello. State coinvolgendo i liberi consorzi comunali? Se sì, dopo essere stati spogliati di personale e risorse, in che modo rientrano nella nuova governance prevista anche nel nuovo Piano regionale dei rifiuti? Le ex province avevano una responsabilità e una peculiarità sui controlli ambientali, specialmente nel rilascio di pareri per alcune fattispecie puntuali di impiantistica secondaria, con un numero di tonnellate trattabili che rientravano nel loro perimetro. Anche su quello vorremmo capire se con i liberi consorzi avete aperto interlocuzioni. Siamo fermi a sei mesi.
  Vado su Mazzarrà Sant'Andrea. Ho visto che lei ha fatto una relazione più dettagliata rispetto ad altri ambiti. Incendio fine giugno 2024 e siamo a gennaio 2026. Non ricordo se era 26 o 27 giugno...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. 25 giugno.

  PIETRO LOREFICE. 25 giugno, comunque fine giugno 2024. Dal 2024 i vari soggetti che dovevano intervenire, anche con la Pag. 14messa in sicurezza d'emergenza, per quale motivo non l'hanno fatto? Lei sa meglio di me che quell'incendio ha provocato il danneggiamento del capping. Di conseguenza, con il capping danneggiato, ogni volta che piove il percolato aumenta a dismisura.
  Pertanto, rispetto alla mancata azione con una messa in sicurezza di emergenza (non sto parlando di messa in sicurezza operativa, non so se risulta ancora in gestione, potrebbe anche essere una messa in sicurezza operativa), perché non si è fatta la messa in sicurezza di emergenza dopo oltre un anno e mezzo? Ho avuto anche la possibilità di scaricare dal sito del comune le attività legate allo smaltimento del percolato: determine sistematiche di 4.500-5.000 euro, ripetute e reiterate «n» volte, pertanto parcellizzazione nella gestione del percolato. In che modo state vigilando sulla gestione di questi aspetti? Se lasciamo alla libera iniziativa dall'ente locale, del comune di riferimento ... Anche su quello ci sono stati input al livello regionale, dove hanno ridato in parte operatività al comune. Il soggetto che gestisce la curatela, la liquidazione giustamente si chiede: senza risorse, dove prendo i soldi? Questo è quello che ci dice il liquidatore. Se lei ha elementi...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Non è un liquidatore.

  PIETRO LOREFICE. Chi è?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. È un curatore fallimentare, che è cosa diversa giuridicamente.

  PIETRO LOREFICE. Un curatore fallimentare.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Un curatore fallimentare non può dire che non trova soldi.

Pag. 15

  PIETRO LOREFICE. Non può dire se non li ha...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. No. Il curatore fallimentare va da un giudice e presenta un piano di riparto: se li ha approvati, deve trovare i soldi. Il liquidatore fa una cosa diversa. Sono due figure giuridiche totalmente diverse.

  PIETRO LOREFICE. Perfetto, grazie per la puntualizzazione anche su questo.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Mi perdoni. È facile che un curatore nominato dalla Procura vada a bussare alle casse pubbliche e non chieda i soldi a chi li dovrebbe dare. Uno non fallisce solo per mala gestione, perché mi metto d'accordo con qualcuno. Va in fallimento perché qualcuno non paga. Ha chiesto i soldi nel riparto approvato dal giudice delegato a chi dovrebbe darli?

  PIETRO LOREFICE. Grazie per la sottolineatura.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Questa è la domanda...

  PIETRO LOREFICE. Con questa sottolineatura favorisce noi e gli uffici per chiamare...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. È facile dire che la politica, la regione piuttosto che lo Stato non dà i soldi. Mi sembra...

  PIETRO LOREFICE. Direttore, io vengo da una pubblica amministrazione e so che a volte sono molto farraginose le procedure interne, però dietro le pieghe della farraginosità a Pag. 16volte si nasconde anche altro. Noi, essendo una Commissione d'inchiesta, dobbiamo valutare ogni aspetto; dobbiamo andare oltre la normale attività di un parlamentare, perché la nostra è una Commissione d'inchiesta, con poteri della magistratura, pertanto non ci possiamo limitare a fare il semplice compitino da parlamentare. O meglio: un conto è l'attività legislativa, altra cosa è l'attività in seno a questa Commissione.
  Lei ha fatto riferimento a somme garantite legate al PNRR, in quanto la Regione Siciliana, avendo superato il 70 per cento, può andare anche oltre il giugno 2026, però non ha specificato fino a quando. Quanti anni si può andare oltre con quel tipo di risorse? Ho visto che alcuni progetti hanno necessità per la messa a terra di 900 giorni.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. L'ho scritto io, 900 giorni.

  PIETRO LOREFICE. Pertanto, le hanno detto che si potrà andare almeno per altri tre anni oltre la scadenza del 2026?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Sì.

  PIETRO LOREFICE. Perfetto, questa è una notizia confortante.
  Omnia Srl. Nella sua relazione ha citato la sostanziale inerzia di due soggetti, che immagino siano il soggetto responsabile, che sarà il titolare della Omnia Srl, e il comune. Pertanto, sia l'uno che l'altro sono stati totalmente inerti? La regione si è attivata con azioni sostitutive?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Nella relazione l'ho scritto Pag. 17e dico che tutto questo, l'incendio, avviene nel 2024 ma che già avevamo tolto l'autorizzazione nel 2022.

  PIETRO LOREFICE. Ho letto, direttore.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Il controllo sul territorio non ce l'ha la regione. Quando siamo stati interessati dell'incendio e l'ARPA della regione ha fatto le analisi, abbiamo presentato l'istanza al nostro assessore, addirittura prima del mio insediamento. La delibera di giunta è del 27 dicembre. È chiaro che, fatta la delibera il 27 dicembre, abbiamo difficoltà oggettive a impegnare le somme entro il 31 dicembre. Quindi, queste somme, purtroppo, non le abbiamo potuto erogare. Questo è un aspetto tecnico. Come ha detto lei, a volte ci scontriamo con la burocrazia.

  PIETRO LOREFICE. Direttore, quelle somme sono nel bilancio corrente perciò possono essere...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Le somme devono essere rimesse.

  PIETRO LOREFICE. Va bene. Era per capire se...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Io ho fatto il passaggio il 27 dicembre. Tra pubblicazione e imputazione...

  PIETRO LOREFICE. Sappiamo che quelle somme non sono disponibili, perciò vanno reimputate. Pertanto, se ci può far sapere o capire qual è la tempistica e da chi dipende la riallocazione delle risorse.Pag. 18
  Per quanto riguarda le discariche pubbliche, tra cui Timpazzo, anche in questo caso andiamo nella fattispecie di cui parlavo prima: ATO in liquidazione, in parte le discariche in fase di saturazione sono state gestite dal liquidatore e ora hanno messo a terra un progetto di bonifica, che risulta essere stato approvato. Pertanto, chiedo se su quello possiamo avere anche una tempistica. Sarà sempre l'ATO a gestire o si pensa, anche per la gestione post mortem, di passarla alla SRR?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Nella relazione non c'è scritto perché è venuto lunedì o martedì, o ieri. Vi è una sentenza, mi pare del CGA siciliano, che ordinava all'ATO in liquidazione di dare le vasche al comune di Gela che è legittimo proprietario e il comune di Gela le darebbe alla SRR. Da lettere che ho visto c'è un verbale a quattro: ATO in liquidazione, comune di Gela, SRR, SRR Impianti che gestisce le nuove vasche, in cui c'è questo passaggio da ATO in liquidazione a SRR Impianti, passando per comune e SRR. Dobbiamo fare la voltura.

  PIETRO LOREFICE. Sì, ho letto da notizie giornalistiche, però è giusto avere informazioni puntuali dagli uffici.
  Altra cosa. Le risulta che l'ATO Ambiente CL2 ha anche un impianto di compostaggio che è all'interno della zona industriale di Gela?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Sì.

  PIETRO LOREFICE. Anche questo impianto dovrebbe passare, o meglio, il liquidatore dice che se non c'è qualcuno che paga lui non lo cede, perché lui fa il liquidatore. Ha bisogno di risorse per capire se avete verificato un impianto che sulla carta Pag. 19è a posto con le autorizzazioni, ma che negli anni passati ha creato seri problemi a tutta l'area industriale per molestie olfattive, perché sia la tipologia impiantistica (le cosiddette «coccinelle») vecchia di trent'anni, venticinque di sicuro...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. È un metodo di trattamento dell'umido. Ci sta pure oggi. Poi, a qualcuno piace, a qualcun altro non piace. Sono scelte, ma c'è, funziona a tutt'oggi. In Italia ce ne sono.

  PIETRO LOREFICE. Direttore, perciò le chiedo se sia possibile avere informazioni dal punto di vista dell'autorizzazione di quell'impianto e poi se è trasferito...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Non è trasferito. È stato fatto un decreto lo scorso anno (a novembre o dicembre 2024) e nel decreto c'era scritto che si autorizzava a condizione che ci indicasse chi fosse il gestore, perché gli ATO non possono gestire, né in liquidazione né quelle che oggi si chiamano SRR. In Italia si chiamano EGATO, in Sicilia si chiamano SRR, non possono gestire perché lo dice il decreto legislativo n. 201/2022, articolo 6.

  PIETRO LOREFICE. Perfetto. Allora su quello dobbiamo fare solo che cosa? Chiedere direttamente all'ATO?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Aspettare.

  PIETRO LOREFICE. I tempi tecnici per i trasferimenti. Siccome – ribadisco – c'è stato un intervento nell'ultima gestione da parte dei NOE dei Carabinieri, che hanno sequestratoPag. 20 gli impianti, solo dopo aver rimosso tutti i rifiuti chiaramente non c'erano più le molestie olfattive, ma ci sono evidenze che quella tipologia o per cattiva gestione (questo non lo sappiamo)...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Dove ci sono le indagini io non entro. Se fanno le indagini, le fanno loro, se c'è la mala gestio, problemi di chi l'ha fatta.

  PIETRO LOREFICE. Perciò lei ci fornirà solo informazioni legate alle autorizzazioni?

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Io vi trasmetto il decreto e vi posso informare su a che punto è la cessione del bene.

  PIETRO LOREFICE. Perfetto. È per capire se anche questo ATO in liquidazione...

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Se il presidente mi permette, io le do una comunicazione sugli ATO in liquidazione, anche se sono di parte, perché vengo proprio da un ATO in liquidazione, per quanto da anni non sono più dipendente di quell'ATO in liquidazione.
  In primo luogo, la liquidazione è stata fatta in maniera...
  Posso chiedere la riservatezza su questo?

  PRESIDENTE. Se decidiamo per la riservatezza vuol dire che facciamo uscire tutti. Quindi, io farei prima la parte pubblica e la terminerei, anche perché non abbiamo più tanto tempo, dal momento che io fra dieci minuti chiudo la seduta perché dobbiamo andare in Aula.

Pag. 21

  PIETRO LOREFICE. Presidente, solo per chiudere, una notizia puntuale. Lei ha fatto riferimento a 200 ARO in Sicilia e ha affermato che, siccome sono senza personalità giuridica, voi non avete potere di controllo. Le chiedo se può farci avere un capitoletto sugli ARO.

  PRESIDENTE. Io direi che tante di queste domande tecniche se le facciamo per iscritto poi il dottore avrà modo e tempo per risponderci per iscritto. Se non è sufficiente la risposta, potremo provvedere a riconvocarlo, se ne abbiamo necessità. Però io direi che se riusciamo a rivolgerle per iscritto, stringiamo i tempi, anche perché abbiamo le tempistiche per la presentazione della relazione.
  Do la parola ai colleghi che intendono intervenire.

  ELIANA LONGI. Grazie, presidente. Forse anche questa è una domanda da appuntare, perché magari servirà tempo per rispondere. Da notizie di stampa siamo venuti a conoscenza di una vicenda che riguarda la progettazione del TMB di Melilli, dove, sempre da articoli di stampa, sembra che sia stata aperta un'indagine da parte della procura. Credo che questo impianto debba essere finanziato con dei fondi pubblici. Noi ad oggi non abbiamo ancora aperto un filone su questo impianto, però vorremmo capire effettivamente la regione che notizie ha al riguardo, se questi fondi sono recuperabili e tutto ciò che è relativo a questa vicenda poco trasparente di Melilli che, pare, riguarda anche l'amministrazione comunale locale. Grazie.

  MARIA STEFANIA MARINO. Grazie, presidente. Ringrazio il commissario Vallone e anche il senatore Lorefice che ha anticipato molte delle domande che volevo porre.
  Volevo però capire un aspetto. Noi sappiamo bene che su questa discarica, a seguito dell'incendio di giugno 2024, almeno Pag. 22da quello che ci è stato detto, c'erano dei problemi sanitari. Credo che anche la sua nomina sia stata dettata dall'urgenza di mettere subito in sicurezza questa discarica e quindi accelerare tutte le procedure burocratiche e amministrative affinché si potesse procedere in brevissimo tempo, considerato anche il problema di sanità pubblica e di ambiente, alla bonifica. Come mai, a distanza di un anno e mezzo, questa gente vive ancora con le falde acquifere che sicuramente saranno inquinate e diossina a 400 metri dai centri abitati? Abbiamo controlli dell'ARPA che smentiscano questi dati, che purtroppo qualcuno mi dice essere veri?
  Nella relazione non ne parla. Io credo che anche in questi casi i controlli dell'ARPA dovrebbero essere continui e monitorati perché, le ripeto, qui stiamo parlando di salute e sanità pubblica e di ambiente inquinato. Quindi, vorrei capire se nel suo ruolo lei avrebbe potuto incidere oppure le responsabilità ovviamente sono di altri.

  ARTURO VALLONE, direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti della Regione Siciliana. Su queste ultime due domande chiedo la segretezza, perché è in corso un'indagine della procura di Messina e ci sono 27 o 28 persone rinviate a giudizio.
  Non le abbiamo divulgate proprio per questo motivo.

  PRESIDENTE. Propongo, se non vi sono obiezioni, di passare in seduta segreta.

  (La Commissione concorda. I lavori proseguono in seduta segreta indi riprendono in seduta pubblica).

  PRESIDENTE. Ringrazio il nostro ospite per la sua presenza e per la sua relazione. Avremo modo di confrontarci con Pag. 23eventuali domande per iscritto o richieste di documenti che valuteremo con il magistrato.
  Dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta, sospesa alle 9.20, è ripresa alle 9.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso.

Comunicazioni del presidente.

  PRESIDENTE. Comunico che l'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha convenuto che una delegazione della Commissione si rechi in missione negli Emirati Arabi Uniti dal 25 al 29 gennaio prossimi.
  Comunico altresì che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha deliberato che la Commissione si possa avvalere delle seguenti collaborazioni a tempo parziale e a titolo gratuito: dottor Domenico Giuseppe Crispo, agronomo; dottor Emiliano Occhi, geologo; dottor Ottavio Sai, economista esperto in gestione ambientale; dottor Claudio Tedeschi, esperto in materia di trattamento e recupero di rifiuti tecnologici.
  La Presidenza avvierà per queste collaborazioni, ove necessario, la procedura prevista per l'autorizzazione da parte delle amministrazioni di appartenenza, ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge istitutiva.
  Se non vi sono interventi, dichiaro concluse le comunicazioni in titolo.

  La seduta termina alle 9.35.