XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere

Resoconto stenografico



Seduta n. 134 di Martedì 13 gennaio 2026
Bozza non corretta

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Semenzato Martina , Presidente ... 2 

Audizione di rappresentanti dell'associazione Univendita – Unione italiana vendita diretta, con riferimento al filone di inchiesta sulla violenza economica:
Semenzato Martina , Presidente ... 2 
Sinatra Ciro , presidente di Univendita ... 3 
Semenzato Martina , Presidente ... 4 
Gamba Marta , segretaria generale di Univendita ... 4 
Semenzato Martina , Presidente ... 7 
Margarito Francesca , consigliera di Univendita ... 7 
Semenzato Martina , Presidente ... 11 
Zanella Luana (AVS)  ... 13 
Ferrari Sara (PD-IDP)  ... 14 
Semenzato Martina , Presidente ... 15 
Margarito Francesca , consigliera di Univendita ... 15 
Ferrari Sara (PD-IDP)  ... 15 
Margarito Francesca , consigliera di Univendita ... 15 
Semenzato Martina , Presidente ... 16 
Sinatra Ciro , presidente di Univendita ... 16 
Semenzato Martina , Presidente ... 19 
Sinatra Ciro , presidente di Univendita ... 19 
Semenzato Martina , Presidente ... 20 
Margarito Francesca , consigliera di Univendita ... 20 
Semenzato Martina , Presidente ... 20 
Ferrari Sara (PD-IDP)  ... 20 
Semenzato Martina , Presidente ... 21 
Ferrari Sara (PD-IDP)  ... 21 
Sinatra Ciro , presidente di Univendita ... 21 
Semenzato Martina , Presidente ... 21

Testo del resoconto stenografico
Pag. 2

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
MARTINA SEMENZATO

  La seduta comincia alle 11.05.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.
  Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione.
  Ricordo, inoltre, che i lavori potranno proseguire in forma segreta, sia a richiesta degli auditi, che dei commissari, sospendendosi in tal caso la partecipazione da remoto e la trasmissione sulla web-tv.

Audizione di rappresentanti dell'associazione Univendita – Unione italiana vendita diretta, con riferimento al filone di inchiesta sulla violenza economica.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'audizione di rappresentanti dell'associazione Univendita – Unione italiana vendita diretta, con riferimento al filone di inchiesta sulla violenza economica.
  A nome di tutte le commissarie e di tutti i commissari, do il benvenuto al presidente di Univendita, dottor Ciro Sinatra, ringraziandolo per la disponibilità dell'associazione da lui rappresentata a contribuire in presenza ai lavori della Commissione.
  Saluto, altresì, la dottoressa Marta Gamba, segretaria generale di Univendita, e la dottoressa Francesca Margarito, consiglieraPag. 3 di Univendita, che sono accompagnate dalla responsabile delle relazioni istituzionali e della comunicazione di Univendita, dottoressa Rosa Valletta.
  Univendita rappresenta e tutela gli interessi delle imprese attive nel settore della vendita diretta, anche mediante la promozione e lo svolgimento di attività e iniziative volte a contribuire alla crescita economica e morale del settore.
  Secondo un sondaggio condotto da Ipsos a livello europeo nel 2023, l'85 per cento dei venditori diretti sono donne. Sarà, quindi, di sicuro interesse approfondire le condizioni del lavoro femminile in questo settore.
  Do, quindi, la parola ai nostri ospiti, rinnovando il ringraziamento per il loro contributo.

  CIRO SINATRA, presidente di Univendita. Grazie, presidente, per questo invito e per averci accolto qui.
  Un saluto agli onorevoli deputati, agli onorevoli senatori, anche a chi è collegato da remoto. Grazie davvero perché ci date l'opportunità di presentare una realtà che non è tanto conosciuta, sebbene in Italia tantissime aziende di vendita diretta operino e tantissime persone si occupino di vendita diretta.
  Per noi questa è un'occasione importante perché possiamo raccontare – lo racconteranno le colleghe – che cosa concretamente si fa all'interno del mondo della vendita diretta e nelle aziende di vendita diretta per favorire, intanto, lo sviluppo professionale delle donne e il tentativo di raggiungere, il prima e meglio possibile, una reale parità di genere, non come qualcosa di formale, di fittizio, ma con attività concrete e specifiche indirizzate a questo fine.
  Per noi la parità di genere non è uno slogan: è un dovere, un'opportunità, una necessità, perché le aziende vivono proprio grazie alla collaborazione delle persone. Il 90 per cento del Pag. 4personale che si occupa di vendita in Italia è rappresentato da donne. Quindi, per noi è veramente importante che l'universo femminile sia valorizzato nella giusta maniera.
  Per parlare di questo lascio la parola alla collega dottoressa Marta Gamba, segretario generale dell'associazione. Successivamente parlerà l'avvocato Francesca Margarito, consigliera dell'associazione.
  Grazie ancora.

  PRESIDENTE. Grazie, presidente.
  Prego, dottoressa Gamba.

  MARTA GAMBA, segretaria generale di Univendita. Grazie nuovamente, Presidente, per l'invito.
  Ha già anticipato lei due parole su Univendita, Unione italiana vendita diretta, ma vi do qualche informazione in più. L'associazione nasce nel 2010 e ad oggi conta 14 tra le maggiori aziende di vendita diretta. Parliamo di aziende come Vorwerk Italia, con i brand Folletto e Bimby, che sicuramente conoscete tutti, aziende come Avon Cosmetics o Just nel mondo della cosmetica, CartOrange nel mondo dei viaggi su misura, Bofrost per i cibi surgelati oppure Nims-Lavazza, leader nel settore del caffè in cialda.
  L'azienda oggi – le aziende associate – rappresenta circa il 60 per cento dell'intero comparto della vendita diretta e nel primo semestre del 2025 ha avuto un fatturato pari a 730,5 milioni di euro, con circa 126 mila addetti incaricati alla vendita diretta e 3 mila agenti. Considerate che l'intero comparto fattura circa 3 miliardi di euro all'anno.
  L'associazione è stata fortemente voluta dalle aziende, accomunate prettamente da obiettivi di innovazione, formazione continua ed elevati standard etici. Infatti, come ha già anticipato lei, l'obiettivo primario è quello di far crescere il settore Pag. 5dal punto di vista economico, fornendo gli strumenti idonei ed etici alle aziende per poter agire nel modo corretto, attraverso promozioni e attività, proprio per crescere dal punto di vista economico, ma anche per migliorare la reputation e la visibilità del settore.
  Proprio perché l'associazione ha a cuore sia i clienti che anche gli incaricati alla vendita diretta, esiste un codice etico, perché si vuole agire nella maniera più etica possibile, rifacendosi ai princìpi della Carta dei valori, che sono la centralità della persona, la sostenibilità, l'eticità, dove la centralità della persona è presente, ma sempre in maniera etica, con un «fil rouge» continuo tra azienda, cliente e incaricato alla vendita diretta.
  Lei ha anticipato già che a livello europeo, l'85 per cento degli incaricati alla vendita diretta sono donne. Vi fornisco il dato italiano: in Italia circa il 91-92 per cento di incaricati alla vendita diretta sono donne, secondo quanto è stato analizzato, dal punto di vista dell'Europa, dalla DSE (Direct Selling Europe), che tra l'altro è l'associazione europea di vendita diretta di cui facciamo parte. Univendita è anche una consociata di Confcommercio Italia.
  Vorremmo soffermarci su queste percentuali, dell'85 per cento in Europa e del 90 e oltre in Italia, perché la vendita diretta è concretamente un'opportunità di empowerment per le donne, nonché una forma di contrasto alla violenza economica. La vendita diretta permette a tutti una flessibilità incredibile. Le donne che decidono di approcciarsi a questo business sono donne che fanno della loro quotidianità e del proprio lavoro di incaricato alla vendita diretta un lavoro estremamente flessibile, sono in grado di organizzare in maniera autonoma e flessibile la propria agenda, soprattutto permettendo quel famoso work balance tra la vita professionale e la vita privata.Pag. 6
  Come target di donne all'interno delle aziende di Univendita, troviamo situazioni a 360 gradi: abbiamo studentesse che vogliono diventare autonome, perché non vogliono incombere sul bilancio familiare durante il periodo di studi, casalinghe che non hanno mai lavorato e che, attraverso l'attività di incaricato alla vendita diretta, vogliono ottenere una loro autonomia, donne che hanno un lavoro part-time e che attraverso questa attività riescono ad arrotondare, donne che avevano un lavoro full-time, ma che, purtroppo, non riuscivano a bilanciare la vita professionale con quella privata, e quindi sono effettivamente riuscite a trovare attraverso l'attività di incaricato alla vendita questa famosa flessibilità che in altri contesti lavorativi non hanno potuto avere.
  Consideriamo che la vendita diretta è un modello di business in cui anche i guadagni sono proporzionati all'impegno che ogni donna mette, a seconda delle proprie esigenze, delle proprie disponibilità di tempo, delle proprie disponibilità lavorative.
  Non dimentichiamo che è un'attività totalmente inclusiva: non è richiesta alcuna istruzione specifica, non conta la provenienza sociale, l'istruzione, la razza, il sesso, la religione. È totalmente inclusiva, per le donne e, naturalmente, per chiunque decide di approcciarsi a questa attività. È una tipologia di lavoro che garantisce una formazione continua e anche uno sviluppo di competenze. Le aziende associate di Univendita forniscono alle proprie incaricate corsi di public speaking, comunicazione, gestione del cliente, tecnica di vendita, educazione finanziaria.
  Naturalmente, come dicevo prima, c'è modo e modo di approcciare alla vendita diretta. Ci sono donne che diventano vere e proprie imprenditrici di se stesse, quindi anche la gestione finanziaria è importante. Le aziende offrono questi Pag. 7corsi di formazione continua a 360 gradi, e danno emancipazione alle donne anche in questo senso.
  Come ultima cosa, ma non secondaria, è un'attività che effettivamente garantisce una reale parità salariale, nel senso che le provvigioni sono uguali per tutti, donne e uomini, e tutti quanti hanno le medesime opportunità di carriera. Proprio per questo motivo volevamo segnalarvi tutte queste caratteristiche della vendita diretta. Magari quando si pensa alle aziende che ho citato prima, non si pensa alla percentuale alta di donne che ci lavorano e a tutti i vantaggi che questa attività può effettivamente dare loro.
  Lascio la parola alla dottoressa Margarito per un focus e per un case study proprio su Vorwerk Italia.

  PRESIDENTE. Dottoressa, se vuole, siccome lei è inquadrata dalla web-tv, può rimanere anche lì. Come volete. Se volete potete scambiarvi di posto come preferite voi. Rimane comunque inquadrata.
  Prego, dottoressa Margarito.

  FRANCESCA MARGARITO, consigliera di Univendita. Grazie, presidente, anche da parte mia per l'invito oggi qui. È un piacere essere con voi.
  Io sono Francesca Margarito, componente del consiglio direttivo dell'associazione Univendita, ma sono anche legal and public affairs manager di Vorwerk Italia, una delle aziende associate a Univendita, che commercializza i noti prodotti Folletto e Bimby. Immagino che un po' tutti conosciate questi prodotti, presenti in pressoché quasi tutte le case degli italiani. Spesso e volentieri non si sa cosa ci sia dietro la vendita di questi iconici prodotti.
  Vorwerk è un'azienda tedesca, presente in Italia dal 1938, con i due prodotti Bimby e Folletto. Si avvale, come modello di Pag. 8business, della vendita diretta a domicilio, di cui ha parlato ora la dottoressa Gamba, e vanta una rete, tra incaricati e agenti di commercio, veramente molto ampia: circa 4 mila tra incaricati e agenti di commercio nella divisione Folletto e oltre 19 mila tra incaricati e agenti di commercio nella divisione Bimby.
  Vorwerk è un'azienda che condivide i valori di Univendita. Io sono qui oggi per portare l'esempio positivo di una delle aziende associate. La nostra azienda si è sempre molto preoccupata dell'attenzione alle politiche di genere. Ne è testimonianza il fatto che la leadership della nostra azienda è affidata a una presidente donna, non soltanto per la forza vendita, ma anche per i dipendenti. Sono messe in campo una serie di iniziative per far sì che venga raggiunta una maggiore consapevolezza sul problema della discriminazione di genere sul posto di lavoro.
  Abbiamo avuto collaborazioni con la Fondazione Libellula, prevedendo l'organizzazione di corsi specifici, proprio per sensibilizzare soprattutto i dipendenti uomini, ma anche le donne, su questo tema, su come alcuni comportamenti, alcune espressioni, alcuni modi di dire che fanno parte del nostro quotidiano, possano essere in realtà fortemente discriminatori e possano arrecare un disagio alle lavoratrici.
  Si presta anche molta attenzione a far sì che ci sia una reale equiparazione anche dal punto di vista economico. Abbiamo avviato, infatti, in azienda un percorso di certificazione di parità di genere, affinché possa essere garantita non solo la parità salariale, ma anche una parità nell'individuazione dei talenti e delle prospettive di carriera, indipendentemente dall'essere uomo o donna. Ancora oggi – lo sappiamo – esiste una differenza. Credo che in Europa ci sia un divario salariale tra uomo e donna di circa il 16 per cento. Quello che cerchiamo di fare è portare questo esempio positivo per far sì che non ci siano più differenze in tal senso.Pag. 9
  Come vi dicevo prima, diamo particolare attenzione alla parità di genere anche per quanto riguarda la nostra forza vendita. Nella divisione Bimby, come vi accennavo, ci sono più di 19 mila persone e quasi il 90 per cento della forza vendita è donna.
  Ci tengo a dire una cosa. Molte persone, molte donne, si avvicinano alla professione di incaricate di vendita del Bimby inizialmente perché desiderano avere il prodotto. Cosa succede? Quando si inizia l'attività in Bimby, le persone hanno la possibilità di riscattare, dopo un po' di vendite, il prodotto. Molte donne, quindi, sono allettate dalla possibilità di avere un robot Bimby senza dover chiedere al marito o al compagno di acquistarlo per loro. Anche questa piccola cosa per noi è positiva, perché consente alle donne un'autonomia nell'acquisto di un prodotto che desiderano.
  Nella maggior parte dei casi, però, approcciarsi all'attività di vendita del Bimby si trasforma in una vera passione per la professione. Queste donne capiscono di avere attitudini che non pensavano di avere. Come vi ha detto prima la dottoressa Gamba, nelle aziende di vendita diretta, non ci sono barriere per l'ingresso nella forza vendita, non ci sono problematiche riguardanti l'età, né il possesso di un titolo di studio particolare.
  Bisogna sicuramente avere tanta voglia di fare, un'attitudine alla vendita, una passione per il prodotto.
  Abbiamo esempi positivi in azienda. Chi adesso ricopre ruoli di importanza cruciale per la rete vendita è partito dal basso: si tratta di incaricate che hanno fatto carriera grazie alla loro determinazione, alla loro professionalità, e che adesso ricoprono ruoli chiave nella nostra organizzazione commerciale. Ci sono due direttrici vendita che hanno iniziato la carriera come incaricate, questo grazie alla loro determinazione, alla loro Pag. 10professionalità, ma anche agli strumenti che sono forniti dall'azienda.
  Io parlo di Vorwerk, ma anche tutte le aziende di vendita diretta – come vi ha accennato prima la dottoressa Gamba – offrono una formazione continua e gratuita. Questo per noi è un elemento fondamentale per l'emancipazione di queste donne, non soltanto perché vengono forniti strumenti tecnici per affrontare la professione, ma perché sono accompagnate in un percorso di leadership, di crescita, che potranno utilizzare nella vita. Magari alcune di loro non lavoreranno più per la vendita del Bimby, o non lavoreranno più per aziende di vendita diretta, ma acquisiranno informazioni e una consapevolezza che potranno renderle libere di autodeterminarsi nella vita, potendo quindi scegliere liberamente che tipo di professione svolgere.
  Inoltre, un elemento importantissimo, dal mio punto di vista, non solo in Vorkwer, ma anche in tutte le aziende di vendita diretta, è la rete di relazioni. Queste donne entrano a far parte di una rete, anche di supporto reciproco, tra di loro c'è uno scambio di esperienze, una comunione di intenti, una comune voglia di emanciparsi, di trovare il proprio posto nel mondo del lavoro. Non è sempre semplice per una donna poter accedere al mondo del lavoro liberamente. Noi pensiamo che le aziende di vendita diretta possano in qualche modo offrire questa opportunità e consentire a queste donne di partecipare in modo attivo al mondo del lavoro.
  Forse abbiamo omesso di dirvi una cosa. Noi abbiamo parlato di incaricate alla vendita diretta e di agenti di commercio, perché la rete vendita delle aziende di vendita diretta è composta pressoché da lavoratrici e lavoratori autonomi. Gli incaricati alla vendita diretta sono disciplinati dalla legge n. 173 del 2005 e hanno la possibilità, attraverso l'autonomia, di avere una maggiore flessibilità, quindi di svolgere la loro professione Pag. 11riuscendo a conciliare benissimo la vita privata con la vita professionale.
  Esiste una rete di relazioni anche con realtà esterne all'azienda, come Komen Italia, un'associazione che si occupa della prevenzione del tumore al seno. L'azienda per due anni ha partecipato a Race for the cure, una maratona organizzata in tutta Italia. Bimby ha partecipato con la sua rete di incaricate. È stata un'occasione per rafforzare i rapporti, le relazioni e anche per mettere in contatto persone che stanno vivendo un'esperienza forte dal punto di vista della propria salute, avendo la possibilità di condividerla con altre persone.
  Non da meno c'è l'aspetto, che ha già citato la dottoressa Gamba, della meritocrazia. Anche nel settore di vendita del Bimby, come nelle altre aziende di vendita diretta, l'impegno e il tempo dedicato a questa attività fanno sì che le persone possano liberamente decidere quanto guadagnare. Non c'è alcuna differenza tra uomo e donna per quanto riguarda le provvigioni e i guadagni.
  Tra l'altro, attraverso il lavoro come incaricate alla vendita diretta, le persone hanno la possibilità di partecipare, grazie all'azienda, a viaggi premio, quindi hanno anche la possibilità di viaggiare. Ci sono donne che non erano mai uscite dal loro paese di origine e che grazie all'attività in azienda hanno avuto la possibilità di viaggiare e di vedere diversi posti nel mondo. Questa per noi è una grande opportunità, ne andiamo fieri. Speriamo in futuro di poter continuare a lavorare in questo modo, perché crediamo veramente che la vendita diretta possa essere un'opportunità importante per il contrasto al fenomeno della violenza economica.
  Grazie.

  PRESIDENTE. Ringrazio i miei auditi.Pag. 12
  Chiedo ai colleghi e alle colleghe se ci sono domande. Intanto ne faccio alcune io, decidete voi chi deve rispondere.
  È un dato significativo che in Italia l'85-90 per cento – come ci ha detto la dottoressa – degli addetti alla vendita siano donne. Di questo 85 per cento, quale percentuale arriva ad avere ruoli apicali all'interno delle relative aziende? Potete rispondere anche in un secondo momento, naturalmente, e farci avere dei dati più precisi.
  Abbiamo svolto tantissime audizioni sul tema della violenza economica e questa sarà una delle ultime, perché l'inchiesta ormai è in dirittura d'arrivo, quindi già la prossima settimana la relazione conclusiva sarà inviata alle colleghe e ai colleghi Abbiamo audito tantissime aziende che svolgono campagne di sensibilizzazione sia sul tema della violenza specificatamente economica, sia sul tema dell'educazione finanziaria e dell'empowerment femminile. Vorrei sapere se la vostra associazione preveda progetti ad hoc per i propri associati. Ricordiamo che i vostri numeri sono importanti. Voi siete un'associazione che raccoglie aziende, le aziende raccolgono clienti, raccolgono fornitori, e ovviamente i numeri di ricaduta possono essere veramente altissimi.
  Vorrei rivolgere una domanda particolare. Effettivamente voi entrate nelle case, nelle famiglie. Vorrei sapere – voi siete anche «sentinelle» – se nella vostra esperienza siete mai venute in contatto, attraverso questa attività di lavoro, con situazioni di disagio, se vi siete accorte che in alcune famiglie c'erano situazioni di difficoltà e come eventualmente le avete affrontate. Voi entrate effettivamente nelle case, nelle situazioni familiari, quindi, nei fatti, siete anche delle «sentinelle» non solo della violenza di genere, ma anche di altre realtà.
  Raccogliamo anche le domande delle colleghe.

Pag. 13

  LUANA ZANELLA. Grazie, presidente. In parte le domande che volevo fare sono state assorbite dalle sue.
  Vorrei fare un'osservazione, però. Dalla descrizione che viene fatta delle donne che accedono, come fosse un grande privilegio, a questo settore, chiamiamolo così, lavorativo, sembra si tratti di donne assolutamente deprivate e che hanno in questa possibilità quasi octroyer, l'occasione per una sorta di emancipazione.
  Essendo io una cliente sia del Bimby che del Folletto, conosco bene alcune di queste donne. Non mi sembrano assolutamente, almeno nel mio territorio, appartenere a questa categoria. Vorrei che venisse posta attenzione su questo aspetto. Per pari opportunità si intende, a mio giudizio, nel 2025, qualcosa di un po' più forte, dal punto di vista delle relazioni tra imprese e lavoratrici e lavoratori, che abbia più a che fare con una vera opportunità di autonomia finanziaria, che non sia quella di questo tipo di lavoro sul quale io, invece, avrei molte cose da dire, ma non è questo il contesto.
  Prima di tutto vorrei sapere, alla fine della fiera, in cosa consistano le pari opportunità, dal momento che in certi settori della vendita a domicilio ci sono quasi esclusivamente donne. Con che cosa viene fatto il confronto? Esistano dei minimi oppure è tutto in proporzione alle vendite? Esiste anche la possibilità di godere, in proporzione all'attività erogata, di ferie e di tutti i salari accessori, che consentirebbero un domani di avere dei contributi che possono confluire nella carriera lavorativa? Poi vorrei sapere cosa fanno di concreto rispetto al contrasto alla violenza economica. Capite bene che tra un po' si assimila al contrasto alla violenza qualsiasi attività che rientra in quello che è previsto dal diritto minimale che rientra nel diritto del lavoro. Vorrei che ci soffermassimo un attimo su questo aspetto.Pag. 14
  Grazie.

  SARA FERRARI. Buongiorno. Premetto delle scuse perché mentre camminavo ho perso alcuni pezzi del vostro intervento, quindi potrei fare delle domande che non sono coerenti con quello che avete detto. Mi scuserete.
  La mia domanda in parte è stata riassorbita dalla domanda della presidente, però specifico meglio. Intanto sarei curiosa di sapere chi paga l'acquisto di questi prodotti. Immagino che i vostri interlocutori siano per lo più delle interlocutrici. Le acquirenti, immagino, e questo lo chiedo a voi, sono soprattutto donne. Voi avete detto, se non sbaglio, che sono il 90 per cento delle addette alle vendite. È così? Sono donne per il 90 per cento. Intanto le chiamerei «addette» alle vendite. Mi piacerebbe sentirle chiamare «addette» alle vendite e «incaricate» alle vendite. Invece ho sentito sempre il maschile, a fronte di un 90 per cento di presenza femminile che mi state confermando. Lo dico perché, anche attraverso il linguaggio – lo stavate dicendo anche voi – si veicolano dei messaggi.
  Non mi permetto di dirvi cosa dovete fare, ma a me piacerebbe che le chiamassimo così e che per una volta adottassimo il 10 per cento al 90 e non il contrario.
  Chi è la persona che effettivamente paga quei prodotti? A me interessa sapere quanta autonomia economica c'è all'interno delle realtà che voi andate a intercettare, se le utilizzatrici sono donne, ma colui che paga quel prodotto, che è di alta gamma e richiede una alta disponibilità economica, è un uomo.
  Mi farebbe piacere avere questo riscontro, che mi sembra un dato interessante, almeno per me.
  Poi c'è il tema della formazione alle vostre addette, perché sono sicuramente soggetti di un proprio empowerment, l'avete detto prima, ma possono essere anche agenti dell'empowerment delle persone con cui entrano in contatto, perché nel ragionamentoPag. 15 che viene fatto per vendere il prodotto c'è anche il tema della ottimizzazione del tempo delle donne, grazie a questi oggetti. Vorrei sapere se le vostre venditrici hanno una formazione che consenta loro di svolgere questa azione educativo-culturale, che ci serve per aumentare il livello di consapevolezza degli adulti rispetto al tema della violenza e della discriminazione di genere, tema che difficilmente riusciamo ad individuare attraverso canali standard, perché spesso raggiungono sempre lo stesso target di persone. Invece, nel vostro caso, probabilmente, possono raggiungere un target molto più diversificato e quindi la ritengo un'occasione preziosa da non perdere.
  Grazie.

  PRESIDENTE. Se non ci sono altre domande, passo la parola ai nostri ospiti per le repliche. Avendo chiesto ulteriori dati, potete riservarvi di farci avere una memoria.

  FRANCESCA MARGARITO, consigliera di Univendita. Prima di dare la parola al presidente e alla collega Gamba, volevo soltanto fare una precisazione.
  Ho utilizzato tantissimo io il termine «incaricati alla vendita diretta». Lo faccio anche solo per deformazione professionale perché è il termine tecnico che viene utilizzato. Essendo gli incaricati alla vendita diretta in generale uomini e donne, disciplinati dalla legge n. 173 del 2005, questo è il termine tecnico che viene utilizzato. Volevo soltanto fare questa piccolissima precisazione.
  Lascio la parola ai colleghi.

  SARA FERRARI. Si possono fare i... (fuori microfono)

  FRANCESCA MARGARITO, consigliera di Univendita. Sicuramente. Noi adesso abbiamo utilizzato il termine legale. Le Pag. 16nostre venditrici vengono chiamate anche «venditrici», anche «consulenti». Sono vari i modi con cui possono essere definite.

  PRESIDENTE. Vengono chiamate al femminile.

  CIRO SINATRA, presidente di Univendita. Noi siamo lo specchio della società italiana. Noi viviamo immersi nella realtà della società italiana. Purtroppo ci sono delle situazioni, anche all'interno delle aziende, dove al di là dell'impegno per la parità che le nostre aziende associate perseguono per raggiungere una situazione soddisfacente in termini di equilibrio tra donne e uomini, ovviamente lavorando nelle società italiane ed essendo parte integrante della nostra società, ci sono situazioni nelle quali questa parità e l'equiparazione tra uomini e donne ancora non c'è.
  Però, e lo diciamo con un po' di orgoglio, noi ci riteniamo veramente avanti rispetto alla media, intanto per il numero di persone, di donne, che fanno parte della nostra forza vendita e poi perché nell'attività della vendita diretta quell'attenzione alle persone, quella sensibilità nei confronti dell'interlocutore esterno, che può diventare o meno cliente, è un elemento di particolare importanza, e su questo tema le donne possiedono maggiori attitudini e capacità. È un settore nel quale le attitudini femminili riescono ad esprimersi pienamente.
  Tutto questo si trasferisce anche nel linguaggio, nel rapporto tra le persone, nell'attenzione nei confronti di chi lavora all'interno delle aziende come forza vendita o alle persone all'interno delle strutture aziendali.
  Rispondo alle altre domande. Come giustamente lei diceva, presidente, noi siamo delle sentinelle. Entriamo in milioni di case degli italiani ogni giorno, quindi abbiamo casi di armonia fantastica tra uomini e donne e ci rendiamo conto anche di situazioni delicate. Tante volte non vogliamo vendere perché ci Pag. 17rendiamo conto che ci sono situazioni di conflitto o di violenza latente. Le nostre persone sono addestrate sia per sensibilità personale sia per indicazioni da parte delle aziende a fare un passo indietro quando vedono che proporre un acquisto potrebbe essere problematico. Non abbiamo statistiche su questo, però per noi è estremamente importante. Ci siamo resi conto di situazioni problematiche e le abbiamo segnalate.
  Purtroppo, lo scorso anno, una nostra venditrice è stata vittima di femminicidio. Questo ha creato uno shock enorme. Avendo 120.000 incaricate alla vendita diretta, purtroppo la statistica ci dice che sarebbe potuto accadere prima e invece è successo solamente lo scorso anno. È un fenomeno gravissimo, nei confronti del quale le incaricate e gli incaricati alla vendita diretta possono registrare delle problematiche e fare le sentinelle, però esistono anche altri strumenti. Esiste il Telefono Rosso ed esistono una serie di strumenti che possono e devono aiutare nel contenere e nell'eliminare, se è possibile, un fenomeno di questo genere.
  Rispondo alla domanda sui diritti delle persone. La vendita diretta gode di una cattiva fama, fatemelo dire. Tante volte l'idea della vendita diretta è collegata all'idea di persone prive di reddito, senza arte né parte, che devono sbarcare il lunario, quelli che suonano a casa per vendere i fazzoletti. Non è così, per fortuna, perché nelle aziende associate nella vendita diretta, queste rispettano dei rigorosissimi codici etici, delle carte di valori. Non sono parole vuote. Per esempio, si parlava di formazione. La formazione per noi è un dovere, è gratuita e deve essere somministrata a tutte le persone che lavorano sul campo, quindi a tutte le venditrici e ai venditori. Ripeto, è gratuita. Nel momento in cui un'azienda chiedesse un contributo per la formazione già si inizia ad essere al di fuori dei Pag. 18parametri di un corretto rapporto tra azienda e venditrice o venditore.
  Poi ci sono ulteriori elementi. La carta dei valori impone alle venditrici e ai venditori di interrompere le attività nel momento in cui c'è anche il primo segnale di insofferenza da parte del cliente. Noi non possiamo dimenticare che entriamo in casa dei clienti. La casa è quanto di più prezioso ha una persona, è il patrimonio principale di ciascuno. Quindi, chi ci riceve in casa, chi riceve in casa una venditrice o un venditore ha il dovere sacrosanto di potere interrompere l'incontro in qualunque momento manifesti il minimo dubbio e la minima perplessità rispetto alla proposta commerciale.
  Gli elementi sono tanti. Le nostre venditrici e i nostri venditori hanno tutti sottoscritto un contratto previsto dalla legge n. 173 del 2005, legge che abbiamo contribuito, con ovviamente l'aiuto alle forze parlamentari, a scrivere e a preparare. È stata approvata ed è stato un grandissimo passo avanti, perché siamo tra i pochi Paesi in Europa ad avere delle normative specifiche riguardo la vendita diretta a domicilio. Questo è un elemento estremamente importante per noi ed estremamente qualificante.
  È una legge che ha vent'anni, ha compiuto vent'anni da poco, quindi qualche modifica si potrà fare. Speriamo anche di poter interloquire con le forze parlamentari per poter apportare quei miglioramenti che l'esperienza ci insegna rispetto alla gestione di un'attività di questo genere.
  Aggiungo ulteriori elementi. Un'azienda associata – unico caso in Italia – di cui posso anche fare il nome, Folletto Vorwerk Bimby, stipula accordi sindacali aziendali integrativi per i lavoratori autonomi da oltre 44 anni. In Italia non ci sono, e questo lo sappiamo per certo, aziende di vendita o aziende che utilizzano agenti di commercio con contratti integrativi aziendaliPag. 19 stipulati ininterrottamente con i rappresentanti dei sindacati nazionali CGIL, CISL e UIL da 44 anni.
  Noi siamo degli interlocutori seri, affidabili rispettati e rispettosi delle norme e quindi ci teniamo a poter dare alle istituzioni, alle forze politiche presenti in questa sala un segnale, il segnale dei valori che noi seguiamo con attenzione e con convinzione.

  PRESIDENTE. L'onorevole Ferrari ha chiesto chi ha il potere d'acquisto effettivo. Abbiamo capito che le venditrici sono donne e molto probabilmente quelle con cui si relazionano sono donne, ma alla fine sono le donne a comprare? I soldi li mettono le donne o nella maggior parte dei casi l'interlocutore finale rimane un maschio?

  CIRO SINATRA, presidente di Univendita. Non esistono delle statistiche precise perché sarebbe un'intrusione nella vita privata delle famiglie, però noi viviamo in questo Paese tutti sappiamo che in Italia ci sono credo ormai il 40 per cento di famiglie mononucleari. Acquistano sia uomini che donne. Ci sono casi, fortunatamente tantissimi, di famiglie in cui l'armonia tra uomo e donna e la presenza di un doppio reddito donne e uomini facilita il pagamento. Noi non sappiamo se la responsabilità viene da una parte o dall'altra. Possiamo dire, però, che l'esperienza empirica – non abbiamo una statistica su questi argomenti – ci dice che le donne hanno un ruolo molto importante nel decidere l'acquisto, non perché sono prodotti che nella «vulgata» vengono considerati prodotti femminili.
  È importante sottolineare questo aspetto, perché abbiamo tantissimi clienti uomini che acquistano il Folletto, tantissimi uomini e clienti che acquistano prodotti cosmetici come possono essere Avon o Just, tantissimi uomini che acquistano prodotti surgelati. Non c'è veramente una suddivisione, una Pag. 20«clusterizzazione». Per noi è un buon segnale perché se noi vendessimo prodotti solamente agli uomini e non alle donne saremmo molto preoccupati dello sviluppo di questa società.

  PRESIDENTE. Magari, presidente, sollecitiamo anche qualche bella ricerca interna con qualche indirizzo. Può essere uno stimolo. Siccome moltissimi dei nostri interlocutori poi ci portano dei report di analisi, magari sarebbe interessante, perché i numeri aiutano sempre un po' a capire il fenomeno.

  FRANCESCA MARGARITO, consigliera di Univendita. Quello che possiamo fare sicuramente è verificare l'intestazione delle proposte d'ordine. Noi non abbiamo, come diceva il dottor Sinatra, la possibilità di verificare chi effettivamente paga. La maggior parte dei nostri prodotti vengono acquistati ratealmente, non abbiamo poi la possibilità di vedere chi materialmente paga queste rate. Quello che abbiamo la possibilità di verificare sicuramente è a chi è intestata la proposta d'ordine. Questo, ovviamente, non ci dà la certezza che quel prodotto sia stato acquistato da una donna o da un uomo, però magari può darci un quadro un po' più completo.

  PRESIDENTE. L'onorevole Ferrari voleva fare una battuta finale.

  SARA FERRARI. Abbiamo acquisito in questa Commissione l'informazione che il 60 per cento delle donne italiane non ha il proprio conto corrente. Per noi è stato un dato gravemente significativo. Volevo capire se voi avevate la possibilità di avere questo dato. Capisco che, in realtà, voi avete solo l'intestatario del contratto di acquisto, che non è necessariamente sovrapponibile.
  L'altro elemento che volevo capire era se sia possibile sapere chi poi utilizza effettivamente quel bene strumentale, sapere se Pag. 21voi avete un quadro più preciso della divisione del lavoro di cura.

  PRESIDENTE. Penso sia un po' difficile... (fuori microfono)

  SARA FERRARI. Nell'interlocuzione immagino che si capisca se il prodotto lo vuole lei o lo vuole lui o lo vogliono entrambi, al di là delle famiglie monogenitoriali.

  CIRO SINATRA, presidente di Univendita. Noi abbiamo milioni di clienti l'anno all'interno delle aziende associate. Quando ci incontriamo tra responsabili delle aziende ci raccontiamo aneddoti, ma sono frequenti i casi di uomini che vogliono acquistare cosmetici, donne che vogliono acquistare prodotti che sono più tipicamente maschili.
  Fortunatamente questa suddivisione va man mano sparendo. Percepiamo sempre meno la suddivisione dei ruoli tra uomini e donne, fortunatamente, ma è l'evoluzione della società italiana. Noi spingiamo su questo. A noi farebbe piacere poter raggiungere un'inclusione e una parità reale in tempi brevi, noi cerchiamo di indirizzare un po' il comportamento dei nostri concittadini. Il nostro Paese è il nostro Paese, e noi ne siamo parte in pieno.

  PRESIDENTE. Ringrazio i nostri auditi. Ringrazio l'associazione Univendita rappresentata dal suo presidente, ma anche tutte le interlocutrici. Grazie per essere stati di stimolo a questa Commissione e per aver contribuito, senza ombra di dubbio, a implementare i lavori della nostra relazione sulla violenza economica.
  Dichiaro chiusa l'audizione.

  La seduta termina alle 11.50.