Sulla pubblicità dei lavori:
Semenzato Martina , Presidente ... 3
Esame della proposta di relazione «La violenza economica di genere» (relatori: on. Semenzato sen. Leonardi, sen. D'Elia):
Semenzato Martina , Presidente ... 3
Leonardi Elena ... 4
Semenzato Martina , Presidente ... 5
D'Elia Cecilia ... 5
Semenzato Martina , Presidente ... 6
Bonetti Elena (AZ-PER-RE) ... 6
Semenzato Martina , Presidente ... 6
Testor Elena ... 6
Semenzato Martina , Presidente ... 7
Lancellotta Elisabetta Christiana (FDI) ... 7
Semenzato Martina , Presidente ... 7
Ferrari Sara (PD-IDP) ... 7
Semenzato Martina , Presidente ... 7
Morfino Daniela (M5S) ... 7
Semenzato Martina , Presidente ... 7
Patriarca Annarita (FI-PPE) ... 8
Semenzato Martina , Presidente ... 8
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
MARTINA SEMENZATO
La seduta comincia alle 8.10.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Avverto che, se non ci sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione di impianti audiovisivi a circuito chiuso.
Esame della proposta di relazione «La violenza economica di genere» (relatori: on. Semenzato sen. Leonardi, sen. D'Elia).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della proposta di relazione «La violenza economica di genere», ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettere a) e b), della legge 9 febbraio 2023, n. 12. Ricordo che, essendo previste votazioni, non è prevista la possibilità di partecipazione da remoto.
La proposta di relazione è stata trasmessa a tutta la Commissione per il tramite delle colleghe capogruppo ed è disponibile su Geocamera.
Io ci tengo sempre a dire che per me le relazioni non sono scheletri immobili, sono corpi vivi e quindi poi, anche nel corso di quello che andremo avanti a fare, certo potrebbero essere anche integrate alla fine del lavoro di questa Commissione. Però è importante a un certo punto mettere dei punti fermi e concentrarsi. Voi sapete anche che la relazione sulla violenza economica è una relazione a cui io tengo particolarmente. Penso che abbiamo fatto un lavoro straordinario come Commissione.
Abbiamo fatto novantatré audizioni, che è un numero incredibile, abbiamo portato in questa Commissione soggetti che, forse, non avevano mai avuto occasione e quindi l'opera di sensibilizzazione e di inserimento di nuove voci è fondamentale: penso a quelle dell'impresa, penso al mondo delle grandi associazioni, penso al mondo della finanza. Per noi è fondamentale questa Commissione perché ogni presidenza ha dato una linea narrativa e quindi io ritengo che non si toglie niente alla lotta alla violenza di genere, ma si aggiunge.
Io ho qui le nostre due relatrici che sono anche le vicepresidenti di questa Commissione, perché ci tenevamo che la rappresentazione su questo tema fosse proprio di maggioranza e di opposizione.
Io ringrazio ovviamente tutte le commissarie e ringrazio i commissari, anche la componente maschile di questa Commissione, per il contributo reso sia in presenza nelle audizioni che da remoto. Voglio rivelare che sul tema di questa inchiesta col senatore Ancorotti mi sono sentita, affrontando il grande tema dell'imprenditoria nel mondo della cosmesi e abbiamo fatto una grande riflessione sui ricambi generazionali e sul fatto che oggi nel mondo della cosmesi ci sono più donne che dirigono, con la parte estetica invece più lasciata al mondo maschile. Ci tenevo a dirlo perché le voci maschili ci sono in questa Commissione, sempre troppo poche, che però contiamo di aumentare nel prossimo futuro, ma le nostre sono di assoluto valore e fanno parte integrante dei lavori di questa Commissione.
È una relazione complessa, per cui devo ringraziare i consulenti. Sapete che noi per ogni relazione ci affidiamo alle voci di tutti i consulenti, perché questo è un metodo molto democratico, come mi affido alle Pag. 4voci di tutti i commissari e di tutte le commissarie. Poi ci sono i consulenti che lavorano sulla specificità dell'inchiesta. Quindi un ringraziamento assoluto va sicuramente al dottor De Gioia, che segue tutte le nostre inchieste. Un ringraziamento per questa inchiesta e per tutta l'operatività va alla consulente Martina Parisse (che a ore sta diventando mamma, il che è esemplificativo del modus operandi di questa Commissione) e sicuramente un grande ringraziamento va a Linda Laura Sabbadini, con cui abbiamo condiviso interi pomeriggi di revisione di questa relazione per apportare anche tutto quell'aspetto statistico di numeri che in un'inchiesta sulla violenza economica è fondamentale.
Io lascerei ora la parola ai due correlatori. Prego, vicepresidente Leonardi.
ELENA LEONARDI. Grazie, presidente. Io mi sento di aggiungere ai tuoi ringraziamenti che ovviamente condivido e sottoscrivo – sia il contributo che ogni membro della Commissione ha dato a questo lavoro importante, sia il contributo di tutti i soggetti auditi e dei nostri consulenti – un ringraziamento anche a te presidente, perché questa è fondamentalmente una tua proposta, una tua battaglia che ha messo in luce quella che è una forma di violenza fino ad oggi, purtroppo, spesso più nascosta e subdola rispetto ad altre e per questo, forse, fino a oggi meno indagata rispetto a una violenza fisica o a una violenza psicologica, ma che ormai sappiamo bene come accompagni fondamentalmente queste altre forme di violenza, con il denominatore comune che è quello del controllo.
Un controllo che si esercita, in questo caso, privando realmente di una libertà la donna, attraverso l'impossibilità di gestire le proprie risorse, di dipendere per questo dal marito, dal compagno, arrivando addirittura ad abbandonare, quando si ha, un lavoro e magari una propria autonomia e quindi a diventare totalmente dipendenti. E, lo abbiamo visto, quando ci sono dei figli in campo, questi possono diventare ulteriore ragione di pressione – anche qualora la donna prendesse coscienza e volontà di uscire da questa situazione – per restare all'interno della relazione malata di violenza, per paura di quelle che sono le prospettive che può dare non solo a se stessa ma, appunto, anche ai propri figli.
Questa inchiesta – che, come diceva molto bene la presidente, ha avuto un'ampia fase di audizioni, con novantatré soggetti (si tratta sicuramente di un numero molto importante) che hanno fornito uno spaccato concreto, reale e ampio del fenomeno – l'abbiamo potuta declinare in quattro diversi ambiti: quello domestico, quello del mercato del lavoro, quello sociale e quello dell'imprenditoria femminile, facendo all'interno dello stesso dei focus che consentono una lettura ulteriore anche in ambiti chiave della nostra società.
Ciò su cui mi vorrei soffermare sono gli obiettivi ai quali tende questo nostro lavoro e che, ovviamente, mettiamo a disposizione – tutti noi siamo legislatori – del patrimonio di chi poi potrà ulteriormente intervenire utilizzando ciò che questa Commissione ha prodotto ed elaborato in questi anni e che – mi sento di dire – ovviamente non si arresterà, come lavoro, a questa relazione, ma proseguirà certamente fino alla fine del nostro mandato e poi potrà proseguire in una lotta che, lo sappiamo, non si ferma a quelli che sono i tempi delle tornate elettorali, ma prosegue non solo sulle gambe di ognuno di noi ma soprattutto su una coscienza collettiva che questa relazione cerca anche di sollecitare.
Un punto cardine credo che sia quello di intervenire sul tema della prevenzione e quindi l'ambito scolastico. La scuola è sicuramente un ambito privilegiato per far nascere la consapevolezza di quanto sia importante raggiungere e mantenere una propria autonomia finanziaria, saper gestire il proprio stipendio e le proprie risorse e anche quegli investimenti che oggi siamo tutti in qualche modo chiamati a poter fare. Quindi, puntare sull'educazione e sulla formazione all'autonomia finanziaria di genere è sicuramente un processo virtuoso, perché contribuirà a creare quegli anticorpi che alle bambine di oggi consentirà di essere delle donne più libere e autonome domani.
Credo, inoltre, che sia importante – ed è emerso anche nelle audizioni – fornire Pag. 5alle donne che si trovano in questa condizione – e che possono voler trovare la forza e il coraggio di uscirne – un quadro di quelle che sono oggi le opportunità che le donne hanno, anche di avere dei sostegni economici. Quindi attraverso la predisposizione, ad esempio, di un opuscolo informativo, in formato digitale – quindi raggiungibile attraverso i nostri smartphone, da tutti, anche da chi ha paura a uscire a chiedere aiuto – su tutto ciò che può essere già oggi messo in campo per le donne che hanno bisogno e che prendono consapevolezza di trovarsi in una situazione da cui devono uscire, sapendo di non essere sole. Si tratta di misure come il reddito di libertà, l'assegno di inclusione, gli strumenti per l'autoimprenditoria femminile.
Un ulteriore passaggio importante è quello relativo al quadro normativo. Sappiamo di avere una legislazione all'avanguardia in Italia, siamo sicuramente una nazione molto avanti in questo senso. Si potrebbe però ulteriormente intervenire inserendo nel codice penale, fra i maltrattamenti in famiglia, il concetto di violenza economica, proprio per dare una copertura ulteriore a livello normativo per l'individuazione di questo tipo di violenza. Un altro strumento per supportare le donne è l'estensione del gratuito patrocinio, dando l'opportunità di accedere a questo beneficio anche per le vittime dei reati di cui agli articoli 570 e 570-bis del codice penale (violazione degli obblighi di assistenza familiare).
Sono tante le misure che con questa relazione vogliamo offrire per uno sguardo al futuro. Non le elenco tutte perché sono molte, ma mi sono focalizzata sui temi che credo centrali: quello della prevenzione e quello degli strumenti ulteriori che in questa legislatura possiamo suggerire e portare avanti, consapevoli che questa è una battaglia nella quale è bello anche trovarsi in maniera trasversale e comune.
PRESIDENTE. Ringrazio la vicepresidente Leonardi e lascio la parola alla vicepresidente D'Elia, prego.
CECILIA D'ELIA. Grazie, presidente. La collega Leonardi ha illustrato sia l'architettura della relazione, quindi i quattro ambiti su cui ci si è focalizzati, sia in parte le proposte finali della relazione, il che mi consente anche di essere veloce. Sono cose che abbiamo condiviso in questo lavoro importante che abbiamo fatto.
Voglio sottolineare due cose. Innanzitutto il percorso fatto, perché novantatré audizioni sono tante. Come giustamente rivendica la presidente, ogni presidenza ha una sua linea narrativa, questa è la linea narrativa di questa presidente. Si tratta però di una linea narrativa importante perché era una linea narrativa poco affrontata. E novantatré audizioni sono un grande lavoro e voglio anche ringraziare la dottoressa Piazza, perché coordinare le agende di tutte noi e di tutte le persone che abbiamo audito non è una cosa semplice. Voglio ringraziare quindi tutti gli uffici e il dottor De Gioia, perché fino a ieri sera alle 21.18 ha ascoltato le mie osservazioni. Quindi ci tengo a dire che la postura della presidenza era quella di fare una relazione quanto più possibile condivisa.
La relazione lavora sulla definizione e sulla consapevolezza della violenza economica, citata nella Convenzione di Istanbul, sulla base della quale noi abbiamo potuto avere – come ci ha spiegato la giudice Di Nicola nella sua audizione – una giurisprudenza di legittimità che, facendo riferimento agli ordinamenti sovranazionali e alla Convenzione di Istanbul è andata a definire anche la violenza economica. Si tratta però di un aspetto poco indagato e poco definito, non a caso tra le proposte c'è anche l'ipotesi di introdurre una fattispecie ad hoc. Il focus è appunto quello del dominio, il potere asimmetrico del controllo, il potere asimmetrico all'interno del nucleo familiare e non solo. Il nucleo familiare, in particolare, nella sentenza della Cassazione del 2025, è molto importante per la definizione della violenza economica.
Poi questa relazione fotografa una situazione che è l'altra faccia della violenza – lo abbiamo sempre detto quando parliamo di tutte le violenze – e cioè la fragilità economica, la scarsa consapevolezza, la dipendenza economica e quindi tutte quelle situazioni che si creano anche nei Pag. 6processi di separazione nelle famiglie, la paura di perdere i figli, il fatto che tante donne non hanno il conto in banca. Io qui non ripeto i dati ma – e non è un caso che la presidente abbia citato Linda Laura Sabbadini – questa relazione ha anche dei dati importanti che ognuna di noi potrà usare per il suo lavoro politico sulla violenza di genere.
La relazione lavora sulla prevenzione (e quindi sulla necessità di fare più formazione), ma lavora anche – come ha detto la collega Leonardi – sulle misure e sulle proposte. Qui voglio solo sottolineare che abbiamo una misura il – reddito di libertà –, che viene fotografata in questa relazione (da chi è stato utilizzato e come viene utilizzato), su cui noi pensiamo che si possa lavorare per una semplificazione nell'utilizzo di questo strumento. Nelle conclusioni noi chiediamo soprattutto l'estensione del congedo retribuito per le vittime di violenza e quindi chiediamo il rafforzamento di alcune misure che ci sono a partire dall'esperienza fatta, per esempio la possibilità di accedere allo smart working, al fine di facilitare il mantenimento del lavoro per le donne che hanno subìto violenza. L'altra cosa su cui abbiamo lavorato, oltre alla necessità di rendere più facile la conoscenza di quali sono gli strumenti – quindi una facilità di lettura che già la collega Leonardi ricordava – è questa misura relativa all'ISEE, che abbiamo inserito da poco nell'ultimo bilancio approvato e che aspetta ancora i decreti attuativi, perché consentirebbe alle donne che hanno subìto violenza e che fuoriescono da percorsi di violenza di accedere più agevolmente a quei servizi per cui oggi è previsto un ISEE, che è una cosa che in condizioni di difficoltà è molto importante riconoscere.
L'altra cosa che voglio sottolineare è che noi chiediamo che la retribuzione di una donna venga data in un conto corrente intestato solo a lei. Può sembrare una piccola cosa, ma si tratta di una forma di tutela della sua autonomia davvero molto significativa.
Quindi, quello che voglio dire è che stiamo facendo una cosa insieme – probabilmente se fossi io maggioranza l'avrei fatta diversamente, ma non fa niente – e in questa cosa che facciamo insieme ci sono delle indicazioni di lavoro importanti su cui possiamo possibilmente lavorare insieme anche in questa legislatura, perché poi è il compito della Commissione dare degli indirizzi di lavoro ai decisori politici e a chi ha il potere di fare le leggi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, vicepresidente D'Elia. Ringrazio di nuovo i consulenti e mi permetto di unirmi ai ringraziamenti delle nostre vicepresidenti alla segreteria, in particolar modo alla dottoressa Piazza. Ricordo a tutti che pianificare novantatré audizioni è un grande impegno, perché quando si chiama una persona non è che ti risponde in automatico dicendo «vengo il giorno dopo», si tratta spesso di fare telefonate su telefonate. Abbiamo visto che tramite la collaborazione tra i gruppi, tutta la maggioranza e l'opposizione, è stato possibile pervenire alla stesura di un testo che recepisce tutti i contributi pervenuti e che ben rappresenta le diverse sensibilità.
Chiedo se ci sono interventi in sede di discussione generale. Non essendovi richieste di intervento in sede di discussione generale, chiedo se ci sono interventi in sede di dichiarazione di voto. Prego, onorevole Bonetti.
ELENA BONETTI. Grazie, presidente. Intervengo solo per mettere a verbale una piena condivisione delle parole che sono già state espresse e anticipate nell'apprezzamento del lavoro, sia da parte di chi ci ha lavorato direttamente, come è stato citato, ma anche del lavoro congiunto della Commissione. Penso che data l'importanza della votazione era bene dare conto a verbale di una piena unanimità, non solo formale. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Bonetti. Prego, senatrice Testor.
ELENA TESTOR. Grazie, presidente. Anche io, a nome del gruppo Lega, voglio associarmi ai ringraziamenti alla presidenza, ai consulenti, in particolare al dottorPag. 7 De Gioia, per il grande lavoro che è stato fatto. Io credo che sia davvero importante aver fatto una relazione su questo tema perché, come è stato sottolineato anche all'interno della relazione, si tratta di un tema che fino adesso è stato molto sottovalutato o, secondo me, non preso in considerazione con la giusta attenzione. Il tema della violenza economica è il fulcro da cui parte la violenza verso le donne e quindi credo che questi approfondimenti, il fatto di aver audito novantatré associazioni, contribuiscono a iniziare a parlarne. Perché la cosa importante, oltre agli strumenti che noi come parlamentari possiamo mettere in campo, è anche il fatto di sensibilizzare e valorizzare questo tema in maniera che inizi a essere discusso all'interno sia delle istituzioni che all'interno anche delle associazioni. Perché è un punto fondamentale da cui purtroppo parte – e questo è anche scritto bene nella relazione – il controllo che poi confluisce in violenza. Quindi ringrazio per aver affrontato questo tema. È un tema che porterà noi parlamentari a lavorare sui punti che sono stati sollevati e su ulteriori punti che magari possono combattere quella che è questa violenza economica. È importante la trasversalità del lavoro che è stato fatto da tutti insieme. Quindi ringrazio nuovamente la presidenza, i consulenti e tutti gli uffici che hanno lavorato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, senatrice Testor. Prego, onorevole Lancellotta.
ELISABETTA CHRISTIANA LANCELLOTTA. Grazie, presidente. Grazie per questo lavoro che sappiamo essere a Lei tanto caro, il filone d'inchiesta sulla violenza economica. E grazie alle due relatrici, la vicepresidente Leonardi e la vicepresidente D'Elia, per questo lavoro, che è stato un lavoro fondamentale per la nostra Commissione, un lavoro corale, un lavoro trasversale come è stato detto poc'anzi. Ovviamente come gruppo di Fratelli d'Italia sottolineo quanto per noi è una priorità il contrasto alla violenza economica. Mi voglio riallacciare alle parole della vicepresidente Leonardi: noi, con la conclusione di questo filone d'inchiesta, poniamo un grande tassello affinché le bimbe e le ragazze di oggi possano avere un futuro meraviglioso domani. Perché, vedete, non è scontato avere un conto corrente. Per noi magari può sembrare un qualcosa di normale, ma purtroppo per tante donne non è così. Quindi è fondamentale che questa educazione sia promossa all'interno delle scuole, come dice la relazione, proprio per promuovere il contrasto alla violenza economica e l'indipendenza. Quindi grazie. Grazie di nuovo e buona continuazione dei lavori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lancellotta. Prego, onorevole Ferrari.
SARA FERRARI. Grazie, presidente. Anch'io intervengo per unirmi ai ringraziamenti per il lavoro che ci hanno aiutato a fare gli uffici, i funzionari e le funzionarie, i nostri collaboratori, i consulenti, in particolare il dottor De Gioia, e per esprimere un auspicio che la coralità con cui oggi condividiamo questo testo possa portarci anche in questo scorcio di legislatura a essere corali magari nel portare avanti, per una volta, un documento che sia condiviso dentro le aule parlamentari, che possa dare ragione e anche valore al lavoro condiviso che è stato fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ferrari. Onorevole Morfino, prego.
DANIELA MORFINO. Grazie, presidente. Anche il Movimento 5 Stelle si associa ai ringraziamenti alla Commissione per il lavoro svolto. Sono state accolte gran parte delle nostre osservazioni puntuali al testo, ma manca – e questo lo devo dire – la grande assente, che è l'introduzione dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole di ogni ordine e grado. Questo dobbiamo dirlo ma, come sempre nello spirito della piena collaborazione, ribadendo anche l'importanza di questa mancanza, il Movimento 5 Stelle non poteva che non votare in modo favorevole.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Morfino. Abbiamo fatto una grande sensibilizzazionePag. 8 sul tema dell'educazione economica finanziaria che ha un perimetro e una specificità legata proprio a questa inchiesta, come è giusto che sia e che fa parte integrante del nostro percorso di crescita come donne. Prego, onorevole Patriarca.
ANNARITA PATRIARCA. Grazie, presidente. Mi unisco ai ringraziamenti, prima di tutto a Lei e a tutte le colleghe e i colleghi che hanno collaborato alla stesura di questo testo, a tutti quelli che ci hanno aiutato, il prezioso staff di questa Commissione. La violenza economica è quella più subdola, contemporaneamente quella più pervasiva, è quella che produce danni in sé ma è la premessa per esercitare e per far subire alle donne altri tipi di violenza. La donna che è economicamente indipendente è in grado di denunciare. Quindi mettere l'attenzione, accendere una luce su questo aspetto importante, spesso trascurato, è un aiuto concreto, non è soltanto un parlarci o un parlare tra di noi, ma è mettere nero su bianco, evidenziare e provare a trovare soluzioni a una delle problematiche più drammatiche che riguardano le donne. Il passo ulteriore – concordo con la collega Ferrari – è portare in Aula altri provvedimenti, oltre ai tanti fatti in questi anni, perché la violenza non si ferma, nonostante l'impegno di tutti noi, nonostante l'impegno di tutti, il nostro compito è un compito in itinere, un compito che parte dalle conclusioni di oggi e continua nell'impegno costante nella diffusione di tutto quello che facciamo e che stiamo facendo: sensibilizzazione, denunce e modifica della normativa ogni volta che serve è lasciare un segno e continuare a farlo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Patriarca.
Indìco ora la votazione sulla proposta di relazione «La violenza economica di genere».
Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
La Commissione approva all'unanimità.
Se non vi sono obiezioni, mi riservo di procedere al coordinamento formale del testo approvato, che sarà pubblicato come Doc. XXIII, n. 17.
Facendo seguito alle intese tra i Gruppi, avverto che l'esame delle ulteriori proposte di relazione, previste all'ordine del giorno, è rinviato alle prossime sedute, che si terranno il mercoledì alle ore 8: nella seduta di mercoledì prossimo 22 aprile, alle ore 8, verrà esaminata la proposta di relazione «La dimensione digitale della violenza contro le donne»; poi, la settimana dopo, verrà esaminata la relazione «I braccialetti elettronici» e quella dopo ancora la relazione «Analisi comparata degli strumenti di contrasto al femminicidio e alla violenza di genere da parte dei Paesi membri dell'Unione europea».
In assenza di richieste di intervento, vi ringrazio ancora e dichiaro conclusa la seduta.
La seduta termina alle 8.40.