Sulla pubblicità dei lavori:
Colosimo Chiara , Presidente ... 3
Esame della proposta di relazione dal titolo «Relazione sulle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali. Applicazione degli istituti di cui all'articolo 143 e seguenti del T.U.E.L.»:
Colosimo Chiara , Presidente ... 3
Verini Walter ... 3
Colosimo Chiara , Presidente ... 4
Russo Raoul ... 5
Colosimo Chiara , Presidente ... 5
Cantalamessa Gianluca ... 5
Colosimo Chiara , Presidente ... 5
Piccolotti Elisabetta (AVS) ... 5
Paita Raffaella ... 6
Colosimo Chiara , Presidente ... 6
Nave Luigi ... 6
Colosimo Chiara , Presidente ... 6
Sallemi Salvatore ... 6
Colosimo Chiara , Presidente ... 7
Paita Raffaella ... 7
Colosimo Chiara , Presidente ... 7
Verini Walter ... 7
Colosimo Chiara , Presidente ... 8
Verini Walter ... 8
Colosimo Chiara , Presidente ... 9
Russo Raoul ... 9
Colosimo Chiara , Presidente ... 9
Nave Luigi ... 9
Colosimo Chiara , Presidente ... 9
Sallemi Salvatore ... 9
Colosimo Chiara , Presidente ... 12
Verini Walter ... 12
Colosimo Chiara , Presidente ... 13
Nave Luigi ... 13
Colosimo Chiara , Presidente ... 13
Russo Raoul ... 13
Colosimo Chiara , Presidente ... 13
Pittalis Pietro (FI-PPE) ... 13
Colosimo Chiara , Presidente ... 13
Cantalamessa Gianluca ... 13
Colosimo Chiara , Presidente ... 14
Sulla pubblicità dei lavori:
Colosimo Chiara , Presidente ... 14
Esame della proposta di relazione dal titolo «La rete invisibile della mafia: dalle criptovalute alle comunicazioni cifrate»:
Colosimo Chiara , Presidente ... 14
D'Attis Mauro (FI-PPE) ... 15
Colosimo Chiara , Presidente ... 20
Piccolotti Elisabetta (AVS) ... 20
Colosimo Chiara , Presidente ... 22
Pittalis Pietro (FI-PPE) ... 22
Colosimo Chiara , Presidente ... 22
Russo Raoul ... 22
Colosimo Chiara , Presidente ... 22
Cantalamessa Gianluca ... 23
Colosimo Chiara , Presidente ... 23
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
CHIARA COLOSIMO
La seduta comincia alle 14.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Esame della proposta di relazione dal titolo «Relazione sulle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali. Applicazione degli istituti di cui all'articolo 143 e seguenti del T.U.E.L.».
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della proposta di relazione dal titolo «Relazione sulle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali. Applicazione degli istituti di cui all'articolo 143 e seguenti del T.U.E.L.», elaborata in seno al III Comitato Infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali, sulla quale l'ufficio di presidenza ha convenuto all'unanimità. La bozza di relazione è stata inviata il 24 giugno scorso a tutti i componenti della Commissione. Il testo è in distribuzione. Avverto che non sono state presentate proposte di modifica al testo.
Invito il relatore, senatore Sallemi, ad illustrare la proposta di relazione. Prima, sull'ordine dei lavori, il senatore Verini.
WALTER VERINI. Nulla osta ovviamente al fatto che il coordinatore del Comitato Sallemi illustri la sua relazione. Aggiungo, come ho già avuto modo di dire a lui stesso per le vie brevi, che come gruppo, per responsabilità nostra, non abbiamo avuto ancora modo di esaminare con la dovuta attenzione e Pag. 4approfondimento una relazione importante che certamente conterrà moltissimi punti condivisibili. Esclusivamente per questo motivo, che dipende – ripeto – da noi, perché è stata consegnata in tempo congruo ma, per una serie di motivi che non sto adesso a illustrare, non abbiamo avuto modo di esaminarla con la dovuta attenzione, chiederemmo lo slittamento di qualche giorno, perché poi la voteremo magari tutti insieme. Se è possibile.
PRESIDENTE. Senatore Verini, il problema è che non ci sono giorni disponibili, glielo dico chiaramente. Peraltro in ufficio di presidenza avevo detto che avremmo votato il 7 luglio, siamo al 15 luglio. Apprezzo quindi la sua ammissione, però al momento, calcolando che abbiamo accolto anche la richiesta del Partito Democratico di andare a Latina la settimana prossima in missione e che la settimana dopo ancora la Commissione sarà in missione a Gioia Tauro e abbiamo l'audizione del procuratore De Lucia non lo so. Credo che una relazione che è stata approvata all'unanimità in Comitato e che ha avuto quasi 20 giorni per eventuali modifiche, possa essere discussa oggi. Dopodiché, ovviamente, i gruppi sono tutti legittimati a dire la loro, perché non voglio creare una spaccatura. Però, senatore, almeno mi ascolti mentre parlo.
Non voglio aprire spaccature su un tema che ci deve vedere tutti uniti, che ieri ha visto l'ennesimo comune, quello di Castellammare, sciolto per infiltrazioni mafiose, però segnalo che sono passati 20 giorni, è passata all'unanimità e doveva essere votata il 7 luglio. Il 21 siamo in missione a Latina su richiesta del PD e il 30 siamo a Gioia Tauro. Nel mentre abbiamo l'audizione del procuratore De Lucia. Sinceramente alzo le mani sulla possibilità di rimandare. Quindi ditemi un po' voi come Gruppi. E poi: questo problema c'è soltanto su questa, non sull'altra di relazione?
RAOUL RUSSO. Per noi, come il Presidente ha detto e come ha ammesso lo stesso senatore Verini, è stato assicurato un tempo congruo per le osservazioni. Nel frattempo abbiamo definito un calendario che è già stato ricordato dal Presidente. In più, penso che ci saranno anche altri Comitati che dovranno portare a breve le loro relazioni a compimento, quindi, oggettivamente, con tutta la buona volontà, i tempi erano noti e sono stati anche ulteriormente dilatati. Per quanto riguarda il gruppo Fratelli d'Italia, noi vorremmo proseguire.
PRESIDENTE. Altri? Prego, senatore Cantalamessa.
GIANLUCA CANTALAMESSA. Grazie, presidente. Semplicemente per dire che capisco la richiesta del collega Verini, però il fatto che non ci siano più date e soprattutto che sia stata già votata all'unanimità in Commissione, credo che consenta di poter votare oggi. Ripeto, solo perché non ci sono più date. Tutto qui. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Piccolotti.
ELISABETTA PICCOLOTTI. Grazie, presidente. Anche io volevo sollevare lo stesso problema del collega Verini, del PD, perché ho guardato con più attenzione l'altra relazione, ma non quella sugli enti locali, che è una relazione molto importante, molto delicata, che va guardata nei dettagli e abbiamo bisogno anche di farla vedere a persone ed esperti che collaborano con noi e che possano in qualche modo darci anche delle indicazioni sui minimi dettagli. Per questo le chiedevo se magari fosse possibile, anche prima di un'audizione, in un tempo molto breve, la settimana prossima, rimandare esclusivamente il momento del voto, facendolo subito prima o subito dopo l'audizione. Grazie
Pag. 6RAFFAELLA PAITA. Vorrei dire che è una richiesta fatta con tutto il garbo di chi capisce, di chi ha anche la responsabilità, di non aver potuto approfondire prima le questioni. Ma perché è stata fatta? Perché una relazione sugli enti locali è chiaramente interesse di tutti che sia il più possibile condivisa e verificata. Per cui mi aggiungo alla richiesta dei colleghi, di rinviare, se fosse possibile anche nella primissima fase della prossima settimana. C'è massima disponibilità a votarla.
PRESIDENTE. Prego, senatore Nave.
LUIGI NAVE. Mi aggiungo anch'io per quanto riguarda questa relazione, perché mi dispiace, ma mi trovo nelle stesse condizioni.
PRESIDENTE. Scusate, ma i membri del Comitato no. Nel senso che voi l'avete ricevuta il 24 giugno, il Comitato ci ha lavorato per tutta la legislatura e comunque il Comitato l'ha deliberata all'unanimità e se non ci è andato nessuno ... Prego, senatore Sallemi.
SALVATORE SALLEMI. Presidente, solo per chiarezza e per riflettere anche sulla richiesta, visto che il collega Verini mi aveva rappresentato, per le vie brevi, questa esigenza. Però mi colpisce da presidente del Comitato che tutti i gruppi di opposizione non abbiano avuto il tempo di vederla questa relazione, perché, collega Verini, finché è una questione che riguarda il PD posso anche capire, posso arrivare anche a condividere la richiesta. Ma che tutti i gruppi di opposizione che hanno i rappresentanti in III Comitato non abbiano avuto la possibilità di vederla per tempo... A me sembra che ci sia una volontà diversa rispetto a quella della semplice contingenza del momento. Questo lo dico per rispetto.Pag. 7
Che tutti i componenti che fanno parte del III Comitato, dei gruppi che sono oggi presenti e rappresentano l'opposizione, non hanno avuto il tempo di leggerla, io onestamente non ci credo. È stata mandata per tempo.
PRESIDENTE. Mi devo attenere anche alle forme.
RAFFAELLA PAITA. Fate come ritenete, tanto voglio dire ... A me non sembra di essere una collega che ha mai fatto dell'ostruzionismo qua dentro. Magari posso avere anche qualche titolo in più perché – lo condividevo anche con la collega Piccolotti – è vero, noi non siamo così puntuali, precisissimi; d'altro canto sono una e trina. E lo stesso vale per la collega e può succedere che magari una cosa non si riesca a seguire. Guardate, credetemi, colleghi, per limiti materiali, perché voi avete la fortuna, perché avete preso più voti, di essere in tanti in questa Commissione. Io che ne ho presi molto meno, sono sola.
PRESIDENTE. Glielo riconosciamo, però almeno non lo chiediamo in plenaria. Si poteva telefonare stamattina al presidente, come vengo chiamata per altre cose, senatore Verini, oppure bastava ieri, quando è arrivato il messaggio, rendersi conto che c'era un voto e chiedere di posticiparlo.
Allora, oggettivamente si tratta di una relazione approvata all'unanimità dal Comitato e approvata all'unanimità dall'ufficio di presidenza. Adesso arrivammo e diciamo no. Io sinceramente non me la sento, ve lo dico chiaramente, di rimandare questo voto, banalmente perché non so quando metterlo. Questa è la verità, non ho spazio da qui a settembre. Prego, senatore.
WALTER VERINI. Intanto voglio essere veramente in buonafede, credo lo siamo tutti: personalmente, ho letto i titoli di Pag. 8questa relazione e devo dire che l'impressione del sottoscritto è che sia una buona relazione e penso di poter anticipare, lo dico qui pubblicamente in seduta, che al 99 per cento anche noi voteremo a favore di questa relazione.
Questo significa che non c'è nessuna pregiudiziale. I gruppi di opposizione che hanno appoggiato questa richiesta, argomentando, lo hanno fatto – e io li ringrazio essenzialmente per aver sostenuto questa nostra richiesta – non perché c'è un complotto delle forze oscure che vogliono boicottarla. Ne sono iper convinto. Semplicemente, come ha detto – mi pare – l'onorevole Piccolotti, chiediamo se al primo punto della prossima riunione potessimo limitarci ad alzare le mani in modo da poter esprimere un voto motivato. Mantenendo oggi la relazione, se qualcuno vuole discutere, noi siamo qui. È solo un fatto veramente di opportunità tecnica, perché non c'è la minima volontà di ostacolare questo provvedimento.
L'unica cosa, presidente, e chiudo, è che non metterei in contrapposizione missioni richieste dal PD e non richieste dal PD, perché se vogliamo metterla come richiesta dal PD allora dobbiamo dire che ci abbiamo messo un anno per andare a Latina, perché l'ho chiesto un anno fa come PD.
PRESIDENTE. Se è per questo, ci sono diverse missioni chieste da tempo che non siamo ancora riusciti a programmare.
WALTER VERINI. Ma certo, presidente. Solo per dire che né lei né noi siamo – lei un po'più di noi in quanto presidente – votati a tempo pieno a occuparci esclusivamente di questa Commissione. E so bene quanto è complicato anche dal punto di vista logistico, però rispetto al fatto che le missioni che chiediamo, per vari motivi, si fanno un anno dopo le richieste, se chiediamo sei giorni, cinque giorni, tre giorni, quello che sarà, per poter votare questa relazione non ci pare che sia un boicottaggio ai lavori.
Pag. 9PRESIDENTE. Prego, senatore Russo.
RAOUL RUSSO. Si tratta di un problema metodologico. Noi abbiamo seguito un percorso chiaro e preciso: approvazione in Comitato e approvazione in ufficio di presidenza. Entrambi i passaggi all'unanimità. La relazione è poi arrivata sulla posta elettronica di tutti i componenti della Commissione antimafia con un termine preciso per osservazioni e analisi. Ora, oggettivamente, se noi questi termini dobbiamo sempre considerarli elastici, non arriviamo più al voto. Quindi è anche un problema di metodo e di mancanza di tempo, come indicato dal presidente. Io non penso, per carità, che ci possa essere un complotto ordito, però oggettivamente c'è un problema di metodo. Tutti siamo stati in condizione di poter avere le carte nel tempo giusto. Gli altri colleghi delle opposizioni che ora supportano la richiesta del collega Verini – e mi dispiace – suppongo abbiano visto il testo, perché tutti abbiamo avuto a disposizione gli stessi mezzi, le stesse carte, le stesse scadenze, quindi con tutto il rispetto, io insisto nella nostra richiesta di procedere al voto.
PRESIDENTE. Prego, senatore Nave.
LUIGI NAVE. Giusto per un chiarimento. Quando lei dice che è stato votato all'unanimità anche in ufficio di presidenza, si riferisce a un ufficio di presidenza diverso dall'ufficio di presidenza allargato ai rappresentanti dei gruppi.
PRESIDENTE. Convenuto. In ufficio di presidenza non si vota. Se nessuno alza la mano, è convenuto all'unanimità. Tutti gli Uffici di presidenza funzionano così, non è una prerogativa della Commissione antimafia.
Prego senatore Sallemi, può illustrare la relazione.
SALVATORE SALLEMI. Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, porto oggi all'attenzione della Commissione la relazione Pag. 10conclusiva dei lavori del III Comitato dedicato al tema dell'infiltrazione della criminalità organizzata negli enti locali, che ho avuto l'onore di coordinare. Il documento è il risultato di oltre due anni di lavoro iniziato nel marzo 2024 attraverso un ampio ciclo di audizioni che ha visto coinvolti prefetti, magistrati, accademici, rappresentanti delle istituzioni e di associazioni di categoria ed ex amministratori locali.
L'obiettivo è stato quello di valutare, a quarant'anni dalla sua introduzione, l'efficacia dell'articolo 143 del Testo unico degli enti locali (T.U.E.L.) che disciplina lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose. Parliamo di uno strumento che ha rappresentato e continua a rappresentare un presidio fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata.
Dal 1991 ad oggi sono stati sciolti 291 Comuni. Negli ultimi anni il fenomeno ha interessato non solo il Mezzogiorno, ma anche numerosi enti del centro e del nord Italia. Tuttavia, il mutato contesto normativo e l'evoluzione delle modalità di infiltrazione mafiosa impongono oggi un aggiornamento dell'istituto per renderlo ancora più efficace e, al tempo stesso, maggiormente coerente con i principi dello Stato di diritto.
La relazione individua alcune criticità e formula proposte concrete di riforma. Anzitutto si propone una maggiore chiarezza dei presupposti che consentono lo scioglimento degli enti, così da ridurre margini di incertezza interpretativa e garantire uniformità di applicazione.
Un secondo punto riguarda l'introduzione del contraddittorio procedimentale. Consentire agli amministratori interessati di partecipare al procedimento, prevedendo un obbligo di motivazione rafforzata per l'autorità procedente significa migliorare la qualità dell'istruttoria, tutelare i diritti fondamentali e rafforzare la solidità dei provvedimenti adottati.Pag. 11
Si propone inoltre di qualificare maggiormente le commissioni di accesso, prevedendo la presenza di esperti in diritto amministrativo e gestione degli enti locali affinché le valutazioni siano sempre supportate da competenze adeguate. Grande attenzione è stata dedicata anche alla responsabilità dei dirigenti e dei dipendenti pubblici quando emergono elementi concreti di collegamento con la criminalità organizzata. La relazione suggerisce che la loro sospensione non sia più una semplice facoltà, ma un obbligo a tutela del buon andamento della pubblica amministrazione.
Tra le novità più significative vi è la possibilità di prevedere, nei casi in cui coinvolgimento riguarda un singolo amministratore, la decadenza individuale del Consigliere responsabile, evitando quando possibile, lo scioglimento dell'intero Consiglio comunale, salvaguardando così la rappresentanza democratica.
La relazione propone inoltre di reintrodurre uno strumento intermedio di intervento nel rispetto dei principi affermati dalla Corte costituzionale, introducendo il nuovo istituto del pre-accesso con finalità preventive: un percorso di collaborazione tra prefettura ed ente locale per affrontare tempestivamente le criticità prima che rendano necessario il ricorso allo scioglimento.
Un altro tema affrontato riguarda l'incandidabilità: si evidenzia, presidente, la necessità di coordinare la disciplina vigente con il decreto legislativo n. 235 del 2012, eliminando evidenti incongruenze che oggi consentono a soggetti dichiarati incandidabili di poter comunque ricoprire importanti incarichi di governo locale e nazionale.
Infine, la relazione propone di rafforzare il ruolo delle commissioni straordinarie che amministrano gli enti sciolti, attribuendo loro maggiori risorse e poteri e di potenziare i Pag. 12sistemi di controllo interno attraverso strutture dedicate alla prevenzione del rischio di infiltrazione mafiosa.
In conclusione, la relazione non mette in discussione la legittimità dello scioglimento dei comuni per mafia. Al contrario, nel ribadisce il valore strategico, proponendo però strumenti più moderni, più efficaci e più equilibrati. Il dato delle recidive, che interessa oltre un comune su quattro tra quelli già sciolti, dimostra infatti che il solo commissariamento non è sempre sufficiente e che occorre accompagnarlo con misure capaci di prevenire nuove infiltrazioni e rafforzare stabilmente la capacità amministrativa degli enti. Con questo spirito consegniamo alla Commissione un insieme di proposte concrete, maturato attraverso un lavoro di ascolto, approfondimento e confronto, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente la capacità dello Stato di difendere le istituzioni locali dalla criminalità organizzata.
Desidero infine, presidente, ringraziare tutti i componenti del Terzo Comitato per il prezioso contributo offerto. Il lavoro svolto rappresenta un importante passo avanti nella costruzione di strumenti sempre più efficaci a tutela della legalità delle istituzioni e dei cittadini. Un particolare ringraziamento mi consenta, presidente, va da parte mia ai consulenti che hanno collaborato ai lavori e hanno reso possibile completare questa relazione. Ringrazio, pertanto, la dottoressa Fabiola Furnari, sostituto procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione, il colonnello della Guardia di finanza, dottor Tommaso Solazzo e l'avvocato e dottore di ricerca Andrea Nicosia. Li ringrazio veramente di cuore. Grazie, presidente.
PRESIDENTE. Grazie senatore. Chiedo ai colleghi se intendono intervenire in sede di dichiarazione di voto.
WALTER VERINI. A conferma del fatto che non abbiamo niente di pregiudiziale, anzi rispettiamo e per certi aspetti – Pag. 13penso di poter dire – apprezziamo il lavoro del coordinatore, ci asteniamo.
Avremmo voluto votare a favore fra cinque giorni, ma siamo costretti semplicemente ad astenerci.
PRESIDENTE. Prego, senatore Nave.
LUIGI NAVE. Grazie, presidente. Anche nel nostro caso, nel mio caso, pur avendo ascoltato intendimenti su situazioni che già da parecchi anni dovrebbero essere messi all'attenzione del Parlamento e del Governo, per le ragioni già anticipate dal collega Verini, ci troveremo a dare il voto di astensione del Movimento 5 Stelle. Ciò, pur verificando le buone attività svolte in questa relazione, quindi ringraziando anche i consulenti per il lavoro svolto. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, senatore Russo.
RAOUL RUSSO. In sede di dichiarazione di voto, vorrei assicurare il voto favorevole del gruppo Fratelli d'Italia. Mi dolgo delle astensioni degli altri gruppi, visto che la relazione era stata approvata in Comitato all'unanimità.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.
PIETRO PITTALIS. Sì, grazie, presidente. Anche per il gruppo di Forza Italia preannuncio il voto favorevole, ringraziando il coordinatore del Comitato, il senatore Sallemi, per il lavoro. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, senatore Cantalamessa.
GIANLUCA CANTALAMESSA. Grazie, presidente. Intervengo solo per lasciare agli atti anche il voto favorevole del Pag. 14gruppo Lega, il ringraziamento al coordinatore del Comitato e a tutti i consulenti. Grazie.
PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, procediamo con il voto. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
La relazione è approvata con quattro voti di astensione.
Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si riserva di procedere al coordinamento formale del testo approvato. Il testo sarà stampato come DOC XXIII, numero 24.
Avverto, infine, che, in base alla legge istitutiva, la relazione approvata dalla Commissione sarà trasmessa alla Presidenza delle Camere.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Avverto che, se non vi sono obiezioni, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche tramite impianto audiovisivo a circuito chiuso.
Esame della proposta di relazione dal titolo «La rete invisibile della mafia: dalle criptovalute alle comunicazioni cifrate».
PRESIDENTE. Il secondo punto all'ordine del giorno reca l'esame e la votazione della proposta di relazione dal titolo «La rete invisibile della mafia: dalle criptovalute alle comunicazioni cifrate» elaborata in seno al X Comitato Mafia e nuove tecnologie, sulla quale l'ufficio di presidenza ha convenuto all'unanimità. La bozza di relazione è stata inviata il 24 giugno scorso a tutti i componenti della Commissione. Il testo è in distribuzione. Avverto che non sono state proposte modifiche al testo.
Invito il relatore, onorevole D'Attis, ad illustrare la proposta di relazione.
MAURO D'ATTIS. Grazie, presidente. La relazione riassume il lavoro svolto dal X Comitato a partire dalla data della sua istituzione, agli inizi del 2024, con la prima audizione che si è tenuta il 12 marzo 2024.
È una relazione che è organizzata in parti che consentono di approcciare al tema con gradualità. Intanto vi è un'analisi del contesto nel quale nasce l'idea con la presidente Colosimo di istituire il Comitato Mafia e nuove tecnologie, volto ad approfondire il tema del rapporto tra le mafie e le tecnologie che altre Commissioni parlamentari prima non avevano introdotto.
Dalla legge istitutiva della Commissione fino all'istituzione del Comitato stesso quindi, cui segue la verifica dell'esistenza di questa mafia che viene definita qui 4.0, ma, come sapete, le tecnologie vanno talmente avanti che i numeri possono aumentare anche più velocemente mentre noi ne parliamo.
E poi la definizione del tema delle nuove tecnologie e dei limiti investigativi, l'uso illecito della crittografia e poi la parte che io ritengo politicamente più importante: le conclusioni di questa attività istruttoria e soprattutto le prospettive di riforma del sistema normativo. Vi sono alcuni spunti che possono essere tramutati già da subito in norme nei vari provvedimenti, che possono essere sia di natura squisitamente giuridica, giurisdizionale, e insomma della giustizia, ma anche altri di natura economica.
Partendo dalla istituzione, la Commissione ha svolto tante audizioni di soggetti pubblici e privati in maniera diversa coinvolti nel processo di analisi e di lotta anche alle attività illecite commesse usando le tecnologie. Si verifica, in maniera evidente ormai, che a fronte dell'uso della intimidazione da parte delle mafie, quella tradizionale, vi è un quadro di evoluzione delle mafie, che è ormai consolidato e che fa uso sistematico delle più avanzate tecnologie ed esprime, attraverso Pag. 16queste tecnologie, la sua migliore performance affaristico-imprenditoriale e quindi anche criminale, muovendosi come vere e proprie holding nel cyberspazio. Ormai grazie alle tecnologie – un po' come è accaduto per noi quando è scoppiato il Covid che abbiamo scoperto Zoom piuttosto che Teams piuttosto che Amazon – le mafie nazionali riescono a collaborare tra di loro e a trovare una più facile cooperazione, perché hanno appunto lo spazio per poterlo fare. Ed è qui che poi la relazione racconta i tratti somatici della mafia 4.0, raccogliendo anche dati statistici su che tipo di attività vengono svolte attraverso queste tecnologie e mettendo a nudo l'enorme potenziale negativo, in questo caso, delle criptovalute e delle blockchain per occultare e riciclare i proventi delle attività illecite.
Da subito, proprio nella prima parte della relazione, emergono già delle criticità nel sistema normativo.
A pagina 15, per esempio, il punto 4.2 riguarda lo strascico del vuoto normativo ed è un paragrafo che vale la pena approfondire, perché ci dimostra che non c'è una normativa performante in grado di concorrere con le potenzialità che le mafie avrebbero o hanno, che le pongono nella posizione di essere più veloci e di disporre di capitali immediatamente disponibili, a differenza del tema affrontato dalle norme, quindi dall'apparato statale, che deve confrontarsi con tempi più lunghi e magari anche disponibilità finanziarie limitate.
Manca una disciplina processual-penalistica adeguata a contrastare i crimini connessi alle cripto-attività. Non si dispone di una disciplina adatta per sequestrare e confiscare le cripto valute.
Inoltre, la stessa direttiva 1260 del 2024 dell'Unione europea si limita a una descrizione generale e soprattutto a una manifestazione di intenti.Pag. 17
Tutti questi argomenti sono contenuti in tutte le parti che precedono la parte finale, che è quella delle conclusioni e delle prospettive di riforma, sulle quali vorrei velocemente concentrarmi, perché è quello che era il nostro intento, cioè lavorare per fare un'analisi, non solamente audizioni, da sottoporre anche alla Commissione plenaria e poi successivamente al Parlamento e a tutti coloro che saranno investiti di questa nostra informazione, anche delle proposte per superare quello che abbiamo analizzato essere una un fattore critico. Allora, proprio nella parte terza è contenuta una serie di proposte di intervento, di modifica del codice di procedura penale, con l'intento di tipizzare presupposti, oggetto e forme del sequestro, tenendo conto della necessità di assumere il controllo esclusivo della chiave privata; definire procedure tecniche standardizzate per il tracciamento e il sequestro delle cripto valute; istituire un wallet centralizzato – quale sezione dedicata del FUG; codificare la cosiddetta catena di custodia relativa all'acquisizione e al trasferimento delle criptovalute al wallet centralizzato, oppure a quello creato dagli organi di polizia giudiziaria; regolare la custodia e l'amministrazione degli asset sequestrati e coordinare questi profili con la possibile futura confisca.
Sono tutti argomenti che conosciamo, li abbiamo approfonditi, ma che ancora non hanno trovato una parlamentarizzazione convinta. L'obiettivo del Comitato – e mi auguro anche della Commissione – è quello di trasferire da qui all'Aula del Senato e all'Aula della Camera lo stimolo ad affrontare, anche velocemente, questo tema. Il quadro politico nel quale – credo – noi dobbiamo operare è la consapevolezza che, siccome le mafie hanno, come ho detto all'inizio, maggiori risorse immediatamente disponibili e sono anche più veloci, dobbiamo consegnare alle future generazioni una normativa su questo aspetto, che deve essere quanto più flessibile possibile.Pag. 18
Non si può immaginare di affrontare questo tema con il classico approccio di una normativa che resta articolo del codice penale tale e quale per decenni, perché già da un mese all'altro quella norma può non valere nulla. Quindi serve una normativa flessibile che dia agli organi dello Stato che sono competenti, una immediata disponibilità di intervento.
È ovvio che accanto a questo c'è bisogno di rafforzare la formazione professionale, con nuovi strumenti e risorse tecnologiche; riorganizzare anche internamente la polizia giudiziaria; oltre ai vari protocolli di collaborazione tra le agenzie, sollecitare in Europa la modifica del regolamento MiCAR, introducendo anche cripto-attività che non sono previste, quali NFT, la finanza decentralizzata e il metaverso.
Bisogna, inoltre, estendere – questo è un altro aspetto importante – agli OTT l'applicabilità delle disposizioni contenute negli articoli 11 e 57 del Codice delle comunicazioni elettroniche. Abbiamo infatti trovato questa difficoltà: abbiamo incontrato le aziende che sono titolari delle reti, cioè praticamente i proprietari delle autostrade della comunicazione che potrebbero collaborare. Ma chi gestisce i contenuti che viaggiano su quelle autostrade? Per la gran parte sono tutelati dalla possibilità di non comunicare i dati e quindi praticamente abbiamo delle autostrade su cui possono circolare comunicazioni illecite, ma nessuno ci può mettere mano. Per questo ci sono gli OTT. Viene però previsto un intervento sugli OTT, anche nell'ottica di armonizzazione con la normativa europea.
Sono inoltre previsti interventi che superino i problemi legati alla utilizzabilità del materiale probatorio raccolto all'estero, dal momento che queste attività sono spesso di interconnessione tra Paesi diversi.
Viene proposta anche la istituzione di un Centro nazionale a composizione mista che serva alla ricerca della vulnerabilità Pag. 19dei principali sistemi operativi. E, infine, una cosa non irrilevante: estendere la disciplina del cosiddetto undercover informatico al reato di associazione mafiosa, perché questi reati ormai sono reati mafiosi veri e propri, non sono reati connessi, non sono reati spia, ma fanno parte ormai dell'attività quasi principale delle mafie.
Finisce così, infatti, la relazione: consentire l'infiltrazione nelle reti di distribuzione di dispositivi e servizi di comunicazione criptata utilizzati dalla criminalità organizzata mafiosa.
Mi auguro che dopo averla trattata, magari approvata e magari trasmessa, noi si riesca anche velocemente a prendere dei pezzi di questa relazione, insieme a ulteriori spunti che verranno, e trasformarli, non in testi unici della legge antimafia sulle nuove tecnologie, ma basterebbe concentrarsi su quattro o cinque emendamenti di sostanza che vanno al cuore del problema e danno allo Stato la possibilità di correre più velocemente di quanto già prova ad andare rispetto alla lotta alle mafie che utilizzano le nuove tecnologie.
Voglio ringraziare, a parte gli uffici, come al solito, la presidente, che mi ha delegato – insieme ai colleghi che lo hanno voluto – coordinatore di questo intergruppo. Voglio ringraziare i colleghi che hanno partecipato nonostante le difficoltà dell'organizzazione dei lavori dei Comitati. Voglio ringraziare, infine, il dottor Milto Stefano De Nozza, sostituto procuratore della DDA di Lecce, oggi procuratore aggiunto a Bari, che ha praticamente coordinato il lavoro dello staff tecnico, la dottoressa Silvia Franzè, Carmine Tordiglione, Tommaso Solazzo e Angela Pepe, che sono tutti ufficiali di collegamento, e la dottoressa Del Giudice dell'Università del Salento.
Spero che avremo la possibilità, come è avvenuto per le altre relazioni, magari alla ripresa dalla pausa estiva, di poter presentare, presidente, i risultati di questa relazione in maniera Pag. 20pubblica, investendo anche tutti i soggetti e gli stakeholders che sono stati interessati, ma anche e soprattutto gli altri organi dello Stato che possono insieme a noi contribuire a migliorare la lotta alla mafia. Come abbiamo condiviso con la presidente Colosimo, il nostro Paese ha insegnato e insegna – ce ne accorgiamo anche dalle audizioni che facciamo con rappresentanti di altri Paesi – la lotta alla mafia. Con uomini come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, noi abbiamo anticipato i tempi della lotta alla mafia e adesso il nostro codice viene spesso «copiato» da altri Paesi.
Ecco, si tratta di convincersi che la nuova frontiera della lotta alla mafia è questa e non è una nuova frontiera futuribile, anche perché – non l'ho voluta toccare, ma è presente nella relazione – vi è il tema dell'intelligenza artificiale. Se vale per noi, che possiamo utilizzare ChatGPT per chiedere: «Dimmi tutto di Chiara Colosimo», immagino che i mafiosi lo abbiano già non solo pensato, ma lo abbiano già attuato prima che noi lo stessimo pensando.
PRESIDENTE. Grazie mille, vicepresidente. Chiedo ai colleghi se intendano intervenire in sede di dichiarazione di voto. Prego, onorevole Piccolotti.
ELISABETTA PICCOLOTTI. Grazie, presidente. Vorrei ringraziare il coordinatore del Comitato, onorevole D'Attis e tutti i componenti del Comitato che hanno lavorato a questa relazione. Anche tutti i consulenti.
La relazione affronta un tema di straordinaria importanza e credo che sia davvero giusto averlo affrontato con una relazione, perché credo che qua dentro siamo tutti concordi nel ritenere che le nuove tecnologie siano uno strumento molto potente di implementazione delle attività criminali e criminogene, in particolare delle mafie e in particolare per quanto Pag. 21riguarda tutte le attività connesse al passaggio di denaro, al riciclaggio, ai pagamenti delle partite di droga. Quindi, affrontare questi temi è molto difficile dal punto di vista tecnico però politicamente una scelta molto importante. La relazione contiene sicuramente molte proposte su cui noi possiamo concordare. Ma il mio gruppo si asterrà perché noi abbiamo bisogno di inquadrarla in un contesto più largo e in particolare per quanto riguarda il grande tema delle criptovalute, che è un tema anche di discussione di natura geopolitica e al centro di una discussione molto importante in Banca d'Italia, nella Banca centrale europea. Per quanto riguarda AVS, noi stiamo preparando un grande convegno per ottobre per affrontare questi temi, perché vogliamo comprendere bene quale posizionamento in termini strutturali, quindi non solo relativamente ai sequestri delle criptovalute, ma a singoli aspetti tecnici, tenere di fronte a un processo che potremmo definire di privatizzazione della moneta.
Questa privatizzazione della moneta porta con sé anche la possibilità che, essendo garantita la privacy, come forse in nessun altro metodo di pagamento, dentro lo spazio della privacy garantita si possono infilare le organizzazioni criminali. E una forza come la nostra, che, come sapete, ha fatto della lotta all'evasione, della tracciabilità di ogni pagamento, un elemento politico di fondo, non vorrebbe avere un atteggiamento «due pesi e due misure», ovverosia un atteggiamento molto stringente sulla valuta con valore legale e, invece, un atteggiamento più permissivo su una valuta di natura privata e completamente incontrollabile. Quindi, per queste ragioni di merito, il nostro voto sarà di astensione. Però appunto ribadendo che ci pare importante che questa relazione sia stata fatta e che molte delle indicazioni contenute ci sembrano condivisibili.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Pittalis.
PIETRO PITTALIS. Intervengo per preannunciare il voto favorevole del gruppo di Forza Italia, ringraziando il presidente del Comitato, l'onorevole D'Attis, e tutti coloro che hanno lavorato a questa relazione che dà conto del salto di qualità che hanno fatto le organizzazioni criminali mafiose, le quali ormai si indirizzano sempre più verso sistemi sofisticati per entrare a gamba tesa nella economia legale e quindi con la utilizzazione di quegli strumenti che la moderna tecnologia mette a disposizione. Ho visto che sono state recepite anche tutte le osservazioni e alcuni suggerimenti che sono venuti da autorevoli magistrati che abbiamo audito, anche con riferimento alla questione relativa alla difficoltà di operare su strumenti di comunicazione che sono ormai «bypassati» da parte delle organizzazioni criminali e quindi all'esigenza di adottare un sistema di prevenzione e di difesa quale è quello che mi pare già con alcuni provvedimenti legislativi importanti – penso alla cybersicurezza, ma anche ad altre norme che sono state opportunamente varate in questa legislatura. Utili sono anche gli spunti per un adeguamento sia per quanto riguarda il codice di rito sia per quanto riguarda alcune norme specifiche che possono essere di grande utilità nel rafforzamento degli strumenti di contrasto contro le organizzazioni criminali. Quindi, per queste ragioni che ho voluto sintetizzare per economia di tempo, preannuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE. Prego, senatore Russo.
RAOUL RUSSO. Per lasciare agli atti anche il voto a favore del gruppo Fratelli d'Italia. Grazie.
PRESIDENTE. Prego, senatore Cantalamessa.
Pag. 23GIANLUCA CANTALAMESSA. Lo stesso. Per lasciare agli atti il voto favorevole del gruppo Lega. Grazie.
PRESIDENTE. Se non vi sono altri interventi, pongo ora in votazione, per alzata di mano, la proposta di relazione dal titolo «La rete invisibile della mafia, dalle criptovalute alle comunicazioni cifrate».
Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?
La relazione è approvata con tre astenuti.
Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si riserva di procedere al coordinamento formale del testo approvato. Il testo sarà stampato come DOC XXIII, numero 25.
Avverto, infine, che, in base alla legge istitutiva, la relazione approvata dalla Commissione sarà trasmessa alle presidenze delle Camere.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle 14.50.