Sulla pubblicità dei lavori:
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 3
INDAGINE CONOSCITIVA SULLA CAPACITÀ COMPETITIVA DEL SISTEMA ITALIA, SULLE DINAMICHE DEL PIL NEL PERIODO 1992-2025 IN RAPPORTO ALLA MEDIA UE E SULLE LEVE DI INTERVENTO SUI SETTORI PRODUTTIVI PER SOSTENERE LA CRESCITA ECONOMICA
Audizione di rappresentanti di Federterme.
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 3
Iorio Renzo , presidente di Federterme ... 3
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 5
Audizione di rappresentanti di Coldiretti:
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 6
Leporati Stefano , capo servizio politiche economiche di Coldiretti ... 6
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 9
Audizione di rappresentanti di Legacoop:
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 9
Granero Gianluigi , direttore di Legacoop ... 9
Gusmeroli Alberto Luigi , Presidente ... 12
ALLEGATO: Documentazione depositata dai rappresentanti di Federterme ... 13
Sigle dei gruppi parlamentari:
Fratelli d'Italia: FdI;
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista: PD-IDP;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE: FI-PPE;
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Alleanza Verdi e Sinistra: AVS;
Azione - Popolari europeisti riformatori - Renew Europe: AZ-PER-RE;
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro) - MAIE - Centro Popolare: NM(N-C-U-I)M-CP;
Italia Viva - il Centro - Renew Europe: IV-C-RE;
Misto: Misto;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-+Europa: Misto-+E.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
ALBERTO LUIGI GUSMEROLI
La seduta comincia alle 14.40.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
Audizione di rappresentanti di Federterme.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, ai sensi dell'articolo 144, comma 1, del Regolamento, l'audizione di rappresentanti di rappresentanti di Federterme, nell'ambito dello svolgimento dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992-2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica.
Do la parola a Renzo Iorio, presidente di Federterme, ricordando che il tempo complessivo a disposizione per l'intervento è di cinque minuti circa, pregandolo altresì di voler sintetizzare e non dare lettura al documento eventualmente trasmesso alla Commissione, focalizzandosi sull'oggetto dell'indagine come definito dal programma inviato per e-mail.
RENZO IORIO, presidente di Federterme. Presidente e onorevoli, grazie per l'attenzione.
Il settore termale italiano rappresenta circa 300 realtà con oltre 60 mila dipendenti e ha oggi un volume di attività, diretta e indotta, di oltre 5 miliardi di euro. È certamente uno dei settori di elevato potenziale di crescita, perché si rivolge a una clientela nazionale e internazionale che sta segnando con il Pag. 4turismo flussi sempre più importanti; rappresenta un elemento importante anche all'interno di tutte le attività sanitarie e di welfare e soprattutto è importante nella misura in cui le terme insistono normalmente su aree interne, in cui la potenzialità di crescita è decisamente maggiore rispetto ad altre realtà.
Inoltre, bisogna considerare che il cosiddetto «turista termale» ha anche una propensione alla spesa circa due volte più elevata di quella del turista ordinario, secondo una recentissima analisi svolta dall'ISNART (Istituto nazionale ricerche turistiche) in merito.
Ci sono alcuni aspetti che riteniamo importante segnalare, al di là di quelli che già caratterizzano in qualche modo le piste di crescita del settore del turismo in generale, che riguardano in particolare la capacità di aggregazione, quindi tutti gli interventi che possono aiutare una crescita dimensionale delle imprese oggi particolarmente polverizzate sul territorio, in una dimensione che difficilmente permette loro di essere particolarmente visibili e competitive sul mercato internazionale.
Segnaliamo in questo ambito un'iniziativa che Federterme ha sviluppato con il sostegno del Ministero del turismo, ossia la piattaforma Italcares, che riunisce tutta l'offerta italiana del settore della sanità, prevenzione e recupero post-sanitario, rivolta ai mercati terzi, proprio per fare in modo che sia visibile, aggregata e meglio sfruttabile da parte di una clientela di lungo raggio.
Oltre alle leve che citavo, credo che un aspetto importante sia anche quello collegato alle tematiche più ampie, che riguardano l'invecchiamento medio della popolazione, quindi l'apertura di interesse verso soluzioni cosiddette di «senior housing» o comunque nuovi modelli di aggregazione e di sostegno alla terza età. Crediamo che, sia per quanto riguarda i cosiddetti «seniores» sia per quanto riguarda i lavoratori cosiddetti «nomadiPag. 5 digitali», sia di particolare interesse ragionare sui poli termali, soprattutto su quelli che avevano sviluppato una grande capacità ricettiva nel periodo del cosiddetto «termalismo sociale» degli anni Sessanta e Settanta e che oggi hanno criticità di utilizzo di queste strutture, in modo da poter riconvertire, magari con progetti pilota, queste realtà attraverso iniziative pubblico-private che favoriscano la creazione di senior housing intorno a un polo di struttura sanitaria, di attrattività del territorio, in quanto sono tutti territori, evidentemente, che hanno patrimoni culturali, enogastronomici, quindi che hanno una profonda ragione per far sì che si possano aggregare e realizzare iniziative di interesse in grado anche di attirare clientela internazionale.
A questo riguardo, in particolare, suggeriremmo che quelle iniziative in corso per la ripopolazione dei piccoli comuni, quindi le leve fiscali, le incentivazioni fiscali per gli stranieri che scelgono di risiedere in piccoli comuni, possano essere estese proprio ai comuni termali: sarebbe una leva molto importante per riuscire a rivitalizzare queste destinazioni, ma soprattutto a creare un fatturato, una realtà e un PIL aggiuntivo rispetto a quello che già naturalmente insita nelle potenzialità del settore oggi in Italia.
Naturalmente, lasciamo a vostra disposizione la relazione.
PRESIDENTE. Non essendovi richieste di intervento da parte dei colleghi, ringrazio l'audito per la partecipazione e per il contributo offerto. Autorizzo la pubblicazione in allegato al resoconto stenografico della seduta odierna della documentazione da lui depositata (vedi allegato) e dichiaro conclusa l'audizione.
Pag. 6Audizione di rappresentanti di Coldiretti.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, ai sensi dell'articolo 144, comma 1, del Regolamento, l'audizione di rappresentanti di Coldiretti, nell'ambito dello svolgimento dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992-2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica.
Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
Do la parola a Stefano Leporati, capo servizio politiche economiche di Coldiretti, ricordando che il tempo complessivo a disposizione per l'intervento è di cinque minuti circa, pregandolo altresì di voler sintetizzare e non dare lettura al documento eventualmente trasmesso alla Commissione, focalizzandosi sull'oggetto dell'indagine come definito dal programma inviato per e-mail.
STEFANO LEPORATI, capo servizio politiche economiche di Coldiretti. Grazie, presidente.
Vi porto subito i saluti del nostro presidente, Ettore Prandini, e del segretario nazionale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo.
Prima di entrare nel tema di analisi strutturali, vorrei ricordare – anche per i presenti – l'effetto che sta avendo, da un punto di vista congiunturale, l'attuale crisi con il settore agricolo, che sta pagando caramente questa guerra, con il prezzo del gasolio agricolo passato da 0,85 a 1,51 euro e con il prezzo dei fertilizzanti passato da 585 a 835 euro, il che vuol dire 200 euro in più a ettaro per gli agricoltori. Sono, dunque, importanti tutti i sostegni in questo momento.
Passando all'attività di analisi strutturale, vorrei ricordare come il settore agricolo, analizzato anche nella dimensione di Pag. 7filiera, ricomprendendo la fase industriale, la fase di distribuzione, la fase «dal campo alla tavola», rappresenti il 15 per cento del prodotto interno lordo, 707 miliardi, con una crescita negli ultimi undici anni del 34 per cento: rappresenta più di 4 milioni di occupati, sono 700 mila le imprese agricole che lavorano, per un milione di occupati, che sono aumentati nell'ultimo decennio del 2,9 per cento, a differenza del contesto europeo, dove sono diminuiti del 17 per cento.
Su questo punto va detto che il settore agricolo presenta una dinamica parzialmente distinta rispetto al complesso dell'economia, con contrazioni nelle fasi di crisi più intense e una buona capacità di recupero nelle fasi successive. Abbiamo una serie di primati come agricoltura dal punto di vista strutturale: siamo il primo Paese per valore aggiunto in Europa, 44 miliardi, mentre il prodotto interno lordo è di 70 miliardi. Abbiamo un valore aggiunto a ettaro molto elevato, il più elevato in Europa, anche perché è un'agricoltura di qualità: il doppio rispetto al valore aggiunto della Francia e due terzi in più rispetto a quello dei tedeschi.
Siamo leadership sui prodotti di qualità, con 900 DOP registrate, 84 mila imprese nel biologico (anche questo un primato che si è strutturato nel tempo) e soprattutto abbiamo un vastissimo sistema di vendita diretta con i mercati di Campagna Amica, che molti di voi conoscono e frequentano.
Dal punto di vista del censimento bisogna subito precisare che negli ultimi vent'anni sono diminuiti in Italia 2,7 milioni di ettari, passando da 18,8 milioni a 16,1 milioni, una modifica strutturale del contesto del territorio dovuta soprattutto al consumo di suolo agricolo, come viene rappresentato ogni anno dal rapporto ISPRA. Nel 2024 si sono persi 84 chilometri quadrati di terra agricola, terra fertile, soprattutto per elementi di cementificazione, ma anche per consumo di suolo, a volte per Pag. 8il fotovoltaico a terra. Per questo reputiamo importante l'intervento del Decreto Agricoltura di aver vietato per i terreni agricoli il fotovoltaico a terra con consumo di suolo agricolo, diverso rispetto a quello dove si può coltivare.
Per quanto riguarda l'export, valutiamo in 73 miliardi l'export del settore agroalimentare, con un aumento del 5 per cento rispetto all'anno precedente. Questa crisi di Hormuz potrebbe costare 2 miliardi al sistema agroalimentare. Lo stiamo già pagando sul sistema statunitense, l'anno scorso abbiamo perso il 5 per cento di export negli USA. Uno dei più colpiti è il settore vitivinicolo: abbiamo celebrato il Vinitaly in questi giorni, che ha perso il 9 per cento, ma speriamo di arrivare almeno a 100 miliardi di euro di export nel 2030; dal punto di vista della logistica, pesa 9 miliardi, soprattutto nel settore dell'ortofrutta.
Quali sono stati i driver di cambiamento in questo periodo 1992-2025? Sicuramente la legge di orientamento del 2001, che ha dato la possibilità agli agricoltori della multifunzionalità di vendere e ha cambiato il volto dell'agricoltura italiana, aumentando anche il fatturato delle attività connesse. Ha cambiato il volto anche la partenza nel 2002 dell'obbligo dell'etichettatura: si è partiti con la crisi della mucca pazza con l'etichettatura dei bovini e man mano è stata estesa a tutti i settori produttivi. Alcuni mancano, ma questo ha cambiato e ha dato trasparenza a tutte le filiere. Ora anche l'Europa si sta aprendo a un'etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti.
La prossima battaglia sarà quella della modifica del codice doganale: occorre superare la regola dell'ultima trasformazione.
Dal punto di vista delle tecnologie – e mi avvio alla conclusione – è importante l'introduzione delle TEA. Tra le criticità rilevanti riportiamo gli accordi di libero scambio, là dove non c'è reciprocità, i controlli, la volatilità dei mercati (lo sta Pag. 9pagando a caro prezzo in questi ultimi mesi anche il settore del latte) e soprattutto i cambiamenti climatici, che portano 20 miliardi di euro di danni ogni anno.
È importante ciò che abbiamo fatto anche grazie al supporto del Governo e alle battaglie di Coldiretti in Europa, ossia il recupero di 10 miliardi di fondi della PAC per i prossimi sette anni di programmazione, per poter modernizzare il settore agricolo.
PRESIDENTE. Non essendovi richieste di intervento da parte dei colleghi, ringrazio l'audito per la partecipazione e per il contributo offerto e dichiaro conclusa l'audizione.
Audizione di rappresentanti di Legacoop.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, ai sensi dell'articolo 144, comma 1, del Regolamento, l'audizione di rappresentanti di Legacoop, nell'ambito dello svolgimento dell'indagine conoscitiva sulle dinamiche del PIL nel periodo 1992-2025 in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica.
Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
Do la parola Gianluigi Granero, direttore di Legacoop, ricordando che il tempo complessivo a disposizione per l'intervento è di cinque minuti circa, pregandolo altresì di voler sintetizzare e non dare lettura al documento eventualmente trasmesso alla Commissione, focalizzandosi sull'oggetto dell'indagine come definito dal programma inviato per e-mail.
GIANLUIGI GRANERO, direttore di Legacoop. Grazie, presidente.Pag. 10
Se siete d'accordo, immaginando che l'autorevolezza di questa Commissione renda superfluo soffermarsi sui dati macroeconomici, sugli andamenti, cerco di soffermarmi su alcuni elementi che riguardano specificatamente il contesto cooperativo e poi su alcune proposte, ovviamente per titoli.
Insieme a Prometeia e al nostro centro studi, tutti gli anni facciamo un rapporto – che è uscito da pochissimo – che analizza nel dettaglio 4.800 bilanci delle nostre cooperative associate. Essendo poco più di 10 mila le associate a Legacoop, è del tutto evidente che si tratta di un rapporto che rappresenta assai ampiamente gli andamenti complessivi.
Il fatturato aggregato delle aderenti a Legacoop è di poco superiore ai 90 miliardi, le cooperative coinvolte in questo lavoro hanno un fatturato aggregato di 65 miliardi. Vi comunico il risultato rispetto agli andamenti, che credo sia di interesse per la Commissione. Le cooperative di Legacoop nell'ultimo triennio manifestano un andamento positivo, con una crescita costante del valore della produzione di circa il 3 per cento su base annua, concentrato prevalentemente tra le grandissime cooperative (noi classifichiamo come «grandissime» le cooperative che hanno un valore della produzione che supera i 300 milioni) e le grandi cooperative (che classifichiamo tra i 50 e i 300 milioni).
È significativo il fatto che, oltre a questo aumento del valore della produzione, che – come lei potrebbe insegnarmi – è un valore solo relativamente indicativo, possiamo anche verificare un aumento importante della marginalità operativa e un rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle nostre associate. Nel 2024 gli utili aggregati di questo campione superano gli 850 milioni. Quindi, complessivamente andamenti positivi, che sono migliori rispetto agli andamenti della media Pag. 11del sistema delle imprese italiane, se facciamo una comparazione.
Sempre per rimanere nell'impresa cooperativa, se da un lato segniamo questi dati negativi, come già ho avuto modo di ricordare ieri in un'audizione diversa sempre in questa sede, registriamo dati significativamente negativi sulla natalità di nuove imprese cooperative, con un saldo nel 2024 di oltre meno 1300 imprese.
Andando per titoli, per cercare di essere sintetico, nel sistema produttivo italiano segnalo solo alcuni aspetti che a me sembrano importanti: intanto, il pervasivo nanismo del nostro sistema produttivo, gli importantissimi costi dell'energia e soprattutto, mi preme sottolinearlo, l'impatto davvero epocale del trend demografico, che avrà un inevitabile impatto, durissimo, sul mercato del lavoro, ma anche sul sistema del welfare.
Provo a concentrarmi su alcune possibili linee di intervento, innanzitutto sulla prima che ho citato, cioè sul lavoro, sulla crescita dimensionale delle imprese, sapendo che, insieme ai consorzi e alle reti d'impresa, il modello cooperativo può essere uno degli strumenti per consentire al sistema delle piccole e medie imprese italiane di costruire economie di scala senza perdere la propria specificità, come già avviene in molti settori.
Pensiamo sia assolutamente necessario lavorare al rafforzamento patrimoniale del sistema imprenditoriale italiano con la reintroduzione dell'ACE e, per quanto riguarda il sistema cooperativo, recuperando l'esenzione totale della riserva obbligatoria indivisibile, che va a patrimonializzare le imprese.
Ovviamente è importante, ma ve lo avranno già detto in molti, lavorare sull'innovazione. Da questo punto di vista, pensiamo che su Industria 5.0 sia assolutamente necessario riuscire a lavorare a una stabilità e a una certezza del quadro normativo e regolatorio, che – se vogliamo – è una regola Pag. 12generale. Il continuo cambiamento del quadro regolatorio certamente non aiuta il sistema delle imprese italiane. Da questo punto di vista, c'è anche un tema più culturale: le imprese italiane avrebbero bisogno di una pubblica amministrazione capace di essere amica del sistema delle imprese e non, come spesso capita, un ostacolo allo sviluppo.
Mi avvio alla conclusione, perché il mio tempo è terminato, citando solo un tema, che oggi è un'emergenza: il tema del caro-energia, non solo – come le avranno detto altri – con il disaccoppiamento dal prezzo del gas, ma è necessario oggi assolutamente, anche se non è il tema della discussione di oggi, prevedere misure a breve termine per coprire l'emergenza del caro-carburanti e del caro-energia in generale.
È, inoltre, assolutamente necessario promuovere riforme strutturali, dentro le quali è necessario far crescere la quota di produzione da fonti rinnovabili dell'energia italiana. Noi oggi abbiamo una produzione da fonti rinnovabili che è in crescita, ma è minore alla media europea e assai minore rispetto ai Paesi leader. Pensiamo che con normative più semplici, un approccio semplificato alle autorizzazioni e un sostegno alla produzione decentralizzata, come quella delle comunità energetiche rinnovabili, si possa davvero dare un grande contributo al sistema Paese.
PRESIDENTE. Non essendovi richieste di intervento da parte dei colleghi, ringrazio l'audito per la partecipazione e per il contributo offerto e dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 15.05.
Pag. 13ALLEGATO