XIX Legislatura

VII Commissione

Resoconto stenografico



Seduta n. 11 di Mercoledì 14 gennaio 2026

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Mollicone Federico , Presidente ... 3 

Audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale GEDI (ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati) :
Mollicone Federico , Presidente ... 3 
Barachini Alberto , Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ... 3 
Mollicone Federico , Presidente ... 5 
Amorese Alessandro (FDI)  ... 6 
Appendino Chiara (M5S)  ... 6 
Manzi Irene (PD-IDP)  ... 7 
Tassinari Rosaria (FI-PPE)  ... 8 
Caso Antonio (M5S)  ... 8 
Piccolotti Elisabetta , intervento in videoconferenza ... 9 
Mollicone Federico , Presidente ... 9 
Barachini Alberto , Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ... 9 
Mollicone Federico , Presidente ... 12

Sigle dei gruppi parlamentari:
Fratelli d'Italia: FdI;
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista: PD-IDP;
Lega - Salvini Premier: Lega;
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE: FI-PPE;
MoVimento 5 Stelle: M5S;
Alleanza Verdi e Sinistra: AVS;
Azione - Popolari europeisti riformatori - Renew Europe: AZ-PER-RE;
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro) - MAIE - Centro Popolare: NM(N-C-U-I)M-CP;
Italia Viva - il Centro - Renew Europe: IV-C-RE;
Misto: Misto;
Misto-Minoranze Linguistiche: Misto-Min.Ling.;
Misto-+Europa: Misto-+Europa.

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE
FEDERICO MOLLICONE

  La seduta comincia alle 12.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

  PRESIDENTE. Avverto che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche attraverso la resocontazione stenografica e la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale GEDI.

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione, ai sensi dell'articolo 143, comma 2, del Regolamento della Camera dei deputati, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'informazione e all'editoria, Alberto Barachini, sulle problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale GEDI.
  Ricordo che i deputati possono partecipare all'audizione in videoconferenza, secondo le modalità stabilite dalla Giunta per il Regolamento.
  Ringrazio il Sottosegretario Barachini per aver accettato l'invito della Commissione e gli cedo la parola per lo svolgimento del suo intervento.

  ALBERTO BARACHINI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Gentile presidente, onorevoli deputati, vi ringrazio per l'opportunità di esprimere alcune considerazioni preliminari sulla vicenda relativa alla possibile vendita del gruppo editoriale GEDI.
  Come è ben noto a tutti voi, più volte in passato si è parlato, sui giornali e anche in altre dichiarazioni, di una possibile vendita del gruppo, nel suo insieme o esclusivamente di alcuni dei suoi asset; si tratta però di rumors, sempre smentiti dall'azienda, fino a questo dicembre. Tali notizie, infatti, non erano mai state confermate, fino al pomeriggio del 10 dicembre 2025, quando alle ore 16.08 l'agenzia Radiocor de Il sole 24 ore ha pubblicato la notizia, ricostruita dalla stessa agenzia, in base alla quale i vertici GEDI «hanno firmato un'intesa con l'armatore greco Theodore Kyriakou per prolungare di altri due mesi la trattativa in esclusiva, con l'obiettivo di cedere gli asset editoriali dell'ex gruppo Espresso. Il precedente periodo di esclusiva con Antenna Group di Kyriakou – si legge nel take – era terminato a inizio dicembre» ma GEDI «insieme all'azionista di controllo Exor, ha deciso di continuare il negoziato formalizzando una nuova fase di esclusiva per definire i dettagli dell'operazione».
  Infatti, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno i comitati di redazione de La Stampa e La Repubblica incontravano i vertici del gruppo GEDI e in quella occasione veniva confermata, per la prima volta, dagli stessi vertici sia l'intenzione di cedere tutte le attività editoriali che fanno capo ad Exor tramite GEDI sia la trattativa in corso con il gruppo greco Antenna Uno.
  A seguito di tale notizia, ho deciso di convocare formalmente e con urgenza i vertici del gruppo GEDI e i comitati di redazione de La Stampa e La Repubblica per il giorno 12 dicembre 2025 e successivamente anche tutti gli altri comitati di redazione del gruppo per il giorno 15 dicembre 2025.Pag. 4
  Infine, il 19 dicembre 2025 ho incontrato i sindacati del gruppo, nonché la segreteria generale della Federazione nazionale della stampa italiana e il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti. Nell'incontro avuto con il presidente del gruppo editoriale, Paolo Ceretti, e con l'amministratore delegato del gruppo, Gabriele Comuzzo, ho chiesto, anzitutto, elementi informativi in merito a eventuali accordi di cessione. A seguito della conferma ricevuta delle trattative in corso per la vendita di tutti gli asset del gruppo, ho rappresentato immediatamente la necessità da parte dell'azienda di impegnarsi a inserire in tali accordi la tutela dei livelli occupazionali e la garanzia dell'indipendenza editoriale di testate storiche, che rappresentano un importante e strategico asset dell'ecosistema informativo pluralistico nazionale. Ho, quindi, sollecitato il gruppo alla massima trasparenza, in tutte le fasi della trattativa, e in particolare ho chiesto di essere aggiornato tempestivamente rispetto ad ogni evoluzione e ad eventuali partecipazioni extraeuropee del veicolo societario interessato all'acquisto.
  Nella stessa giornata ho incontrato i comitati di redazione de La Stampa e de La Repubblica, ascoltando le loro preoccupazioni. In particolare, il comitato di redazione de La Stampa ha espresso una specifica apprensione per aver rilevato dai colloqui un eventuale minore interesse da parte del gruppo greco verso la loro testata. Entrambi i comitati hanno, infine, richiesto garanzie sui temi dell'occupazione e della libertà editoriale.
  Da parte mia, in linea con quanto già espresso ai vertici del gruppo, ho rappresentato ai comitati di redazione la volontà di seguire con la massima attenzione l'intera vicenda, avendo già condiviso con il presidente e l'amministratore delegato del gruppo GEDI le garanzie da loro richieste.
  Inoltre, mi sono impegnato a chiedere anche al potenziale acquirente il rispetto della tutela dei livelli occupazionali e della garanzia dell'indipendenza editoriale di testate storiche, che, come ho già detto, rappresentano un importante asset dell'ecosistema informativo pluralistico della nostra nazione, del nostro Paese, cosa che poi ho fatto, come vi illustrerò in seguito.
  Infine, mi sono reso disponibile, sin da subito e anche durante la pausa natalizia, a riferire anche in Parlamento sugli elementi di competenza del Governo, con la consapevolezza del peso industriale del gruppo e del valore informativo e multimediale delle testate.
  Il 15 dicembre 2025 ho incontrato tutti gli altri comitati di redazione del gruppo editoriale, in particolare GEDI Visual, Radio Capital, Huffington Post, La Sentinella del Canavese, ascoltando tutte le preoccupazioni espresse e ribadendo la condivisione delle garanzie richieste ai vertici del gruppo nonché, di nuovo, la mia disponibilità a incontrare il potenziale acquirente per chiedere un impegno serio sul fronte dei livelli occupazionali e della garanzia dell'indipendenza editoriale.
  Il 19 dicembre 2025 ho ricevuto presso il Dipartimento per l'informazione e l'editoria – come già detto – i sindacati del gruppo, in particolare CGIL, CISL, UILCOM, la segreteria generale della Federazione nazionale della stampa e il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti, ribadendo, anche a loro, il mio impegno a riferire per la tutela dell'occupazione, dell'indipendenza editoriale, della garanzia di trasparenza su eventuali partecipazioni extraeuropee al veicolo societario interessato all'acquisto e assicurando, di nuovo e infine, un aggiornamento e un ascolto costanti e continui.
  Proprio in merito al concretizzarsi di un interesse all'acquisizione delle testate, il 22 dicembre 2025 ho incontrato in teleconferenza il presidente di Antenna Group, Theodore Kyriakou, in relazione all'ipotesi di acquisto degli asset del gruppo GEDI. Durante il colloquio ho posto subito l'accento sulle questioni fondamentali per il Governo: come detto, tutela dei livelli occupazionali e indipendenza editoriale. Dall'altra parte, il presidente di Antenna Group ha sottolineato la strategicità del suo possibile impegno imprenditoriale in Italia, con l'obiettivo di sviluppare le potenzialità internazionali del suo gruppo, attivo da anni, con continuità, nel mondo editoriale, Pag. 5evidenziando da parte sua, in particolare, una forte attenzione all'indipendenza delle testate e al pluralismo informativo.
  Inoltre, nello stesso incontro Kyriakou ha manifestato la volontà sia di valorizzare le risorse del gruppo GEDI, tutte le risorse del gruppo GEDI, con l'obiettivo di un consistente investimento finanziario volto allo sviluppo e alla crescita degli asset, con una visione strategica per il futuro, sia di affidare la gestione di eventuali asset a un management italiano, nel rispetto delle competenze presenti sul mercato nazionale.
  Infine, nel corso del colloquio è stato espressamente manifestato l'interesse del presidente di Antenna Group a rilevare l'intero gruppo editoriale, compresa La Stampa, lasciando però intendere che, nel caso su questa testata vi fossero manifestazioni di interesse relativamente al possesso de La Stampa, queste ultime sarebbero state prese in seria considerazione.
  Il valore dei singoli asset editoriali del gruppo GEDI è, peraltro, confermato anche dal fatto che ancora prima della definizione della vendita o della possibile vendita dell'intero gruppo i vertici dello stesso mi hanno informato, il 23 dicembre 2025, della sottoscrizione di un accordo preliminare per la cessione di una piccola, ma prestigiosa testata, La Sentinella del Canavese, alla società LEDI Srl, diffondendo contestualmente una nota stampa in cui veniva specificato che la società in questione, detenuta al 100 per cento dalla Fondazione Donata Carella, svolge l'attività editoriale attraverso la pubblicazione nella testata quotidiana L'Edicola e che il perfezionamento della cessione è previsto entro il mese di gennaio, con efficacia dal 1° febbraio 2026. Infine, nella stessa nota è stato sottolineato che la cessione è subordinata all'espletamento delle usuali procedure sindacali, nonché alla stipula del conseguente atto notarile definitivo.
  Da ultimo, vi è un aspetto finale da considerare relativo all'eventuale esercizio da parte del Governo dello strumento del cosiddetto golden power. Sul punto ricordo, però, che l'esercizio dei poteri speciali è disciplinato, come è noto, da una normativa con tecnicalità puntuali e specifiche. In assenza di una formale notifica e di conoscere l'eventuale composizione del veicolo societario proponente, che consentirebbero di valutare il reale perimetro dell'operazione, non è possibile fornire al momento alcuna considerazione in merito. Peraltro, l'eventuale notifica dovrà essere oggetto di valutazioni preliminari da parte di uno specifico gruppo di coordinamento tecnico, a cui sono demandate, per legge, tutte le attività propedeutiche all'esercizio o all'eventuale esercizio dei poteri speciali da parte del Governo.
  Ad oggi, come verificato anche nell'imminenza di questa audizione, non vi sono ulteriori informazioni ufficiali sulla vicenda. Ribadisco, in ogni caso, anche in questa sede, l'impegno, già manifestato a tutte le parti che ho incontrato, a riferire su ogni eventuale aggiornamento in merito, nella piena consapevolezza di quanto l'esito di tale operazione sia importante anche per garantire la piena tutela del pluralismo e della libertà di informazione, che fin dall'inizio della nostra attività di Governo ha rappresentato e rappresenta un'assoluta priorità.

  PRESIDENTE. Prima di dare la parola ai colleghi, Sottosegretario, nel ringraziarla per la relazione, che mi sembra abbia toccato i punti nevralgici, come presidente ho una domanda da porle.
  Rispettando l'ultima indicazione - cioè che sta aspettando dal gruppo editoriale ulteriori approfondimenti -, vorrei sapere se è intenzione della presidenza continuare il rapporto con i Comitati di redazione (Cdr) delle varie testate del gruppo GEDI interessate – ovviamente quando ci saranno novità – per mantenere un rapporto e una vigilanza sulla tutela dei livelli occupazionali e sulla dismissione perché il rischio è anche quello, dal punto di vista industriale, dello «spezzatino». Vi è questo gruppo greco, ma potrebbe essere uno qualunque, questo lo decide il mercato. Se l'approccio è quello di prendere un gruppo editoriale, acquistarlo, smembrarlo, dividerlo per testate e valorizzarlo, anche se sono testate diverse, si può rischiare un impatto sull'aspetto occupazionale dei giornalisti e dei dipendenti. Rispetto a questo, Pag. 6che lei ha già citato e che ha già dimostrato, come Governo, penso di esprimere un sentimento comune, da parte della maggioranza quantomeno, sulla tempestività con cui questo è stato fatto, quindi è anche un riconoscimento, la domanda è se c'è una sorta di vigilanza, osservanza che vale adesso per il gruppo GEDI, ma varrà in futuro anche per altri, sul tipo di acquisto e gestione. La preoccupazione sta anche nella gestione della compravendita e della successiva rivendita.
  Le domando se su questo sia stata pensata una strategia operativa della presidenza, vista l'importanza del gruppo editoriale, o se si aspetta l'esito del confronto imprenditoriale per poi intervenire.
  Do la parola ai deputati che intendono intervenire per formulare quesiti e osservazioni.

  ALESSANDRO AMORESE. Grazie, presidente, grazie Sottosegretario. Ci sembra che la sua illustrazione sia stata esaustiva, ma soprattutto che le prime azioni del Governo siano state solide, serie e tempestive. Come Fratelli d'Italia, siamo davanti a un doppio binario: l'interesse, che pare solido, del gruppo greco verso La Repubblica, le radio e quant'altro, e il disinteresse, che pare molto chiaro, del gruppo greco nei confronti de La Stampa. La prima domanda è quali saranno le priorità che il Governo intende portare avanti in merito a questa vicenda.
  Visto che parliamo spesso di quotidiani o magazine che hanno anche risvolti locali, e sappiamo tutti quanto sia fondamentale il pluralismo anche per quanto riguarda l'informazione locale, che non è localistica, ormai, ma è di interesse spesso nazionale, la seconda domanda è quali informazioni ha lei su questo, quali sono le iniziative del Governo per garantire questo pluralismo, che è fondamentale in questo momento.
  Visto che ieri abbiamo letto di un'apertura da parte del gruppo GEDI per quanto riguarda La Stampa sull'interesse di NEM, e il rifiuto riguardo a un altro player, vorrei sapere se sono stati individuati i criteri che GEDI sta portando avanti nell'aumentare l'interesse verso un gruppo rispetto a un altro.

  CHIARA APPENDINO. Grazie, presidente.
  Ringrazio il Sottosegretario e lei, presidente, che si è adoperato per avviare un ciclo di audizioni, che credo sia fondamentale sia per i soggetti che audiremo sia perché ci permette di seguire questo processo, su cui io, francamente, ho fortissime preoccupazioni, non ho alcuna delle certezze che ho sentito invece adesso dal collega. Parliamo della proprietà attuale, brevemente. La proprietà attuale – lo sappiamo bene – ha usato le testate per anni come paravento, e mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo, per silenziare, io credo, alcune operazioni industriali, che non condivido, che hanno visto crisi e licenziamenti; è intervenuta disgregando un gruppo, perdendo anche professionalità e posti di lavoro, che sono stati neutralizzati in questi anni. Oggi, dopo averla spolpata, evidentemente non le serve più, quindi deve liberarsene.
  Credo che questo atteggiamento non ci aiuti a tutelare quello che, invece, è un patrimonio. Lo dico da torinese, nello specifico, che evidentemente, come tutti voi, è fortemente legata a quello che è stato un presidio storico e che deve continuare a essere un presidio dell'informazione.
  Non parliamo del passato, parliamo del presente, però dobbiamo avere in mente con chi abbiamo a che fare. Se vendita deve essere – e francamente oggi non vedo altri scenari – servono evidentemente delle garanzie precise. Lei, Sottosegretario, giustamente le ha elencate, però non vedo passi in avanti rispetto a un mese fa. Le garanzie, e su questo sono certa che lei continuerà nelle prossime settimane a vigilare, che chiedono i lavoratori, che chiedono tutti coloro che lei ha sentito, sono sostanzialmente tre.
  La prima è la garanzia sull'affidabilità. Mi permetta, lo dico al collega: io non mi fido per niente del gruppo greco, non mi fido per niente della solidità del gruppo greco. Non ho capito da chi è composto, qual è la compagine societaria, che interesse hanno. Io credo che abbiamo il dovere morale e politico di monitorare e capire, chiedendo – come lei giustamente Pag. 7diceva – trasparenza rispetto all'eventuale soggetto e alla sua affidabilità.
  La seconda è la garanzia, come diceva lei, e lo confermo anch'io, dell'indipendenza della linea editoriale. Un giornale, lo sappiamo benissimo, senza autonomia editoriale diventa semplicemente uno strumento di propaganda, non sappiamo di chi, ma sicuramente diventa quello, oltre al rischio di perdere un presidio di democrazia.
  La terza garanzia, non per importanza, ma perché forse è più semplice a parole ma forse più difficile nei fatti, è quella occupazionale, che non riguarda solo il posto di lavoro, e lei lo sa meglio di me perché conosce questo settore, ma anche la professionalità maturata in quel settore, in quello specifico ambito, che dipende, poi, da quello che vuole fare chi compra. Io non vorrei trovarmi di fronte all'ennesima operazione, stile Elkann, per essere molto netta, in cui compro, smonto, licenzio e via, mi sono tolto il problema.
  Aggiungo una considerazione, e questo lo chiedo, tramite il presidente, a lei, Sottosegretario. Noi avevamo letto che si era interessato un gruppo italiano, LMDV, con un'offerta – se non è stata smentita la notizia – di 140 milioni di euro, che era alla pari, tra l'altro, dal punto di vista economico. Io non penso stia a noi decidere, anche perché non potremmo, chi deve comprare, però il fatto che il gruppo, se così è, la proprietà, abbia detto no subito, senza neanche entrare nel merito e mettere al pari di altre offerte, essendo un soggetto italiano, con cui si poteva avere un'interlocuzione, a me non ha destato serenità.
  Io mi pongo una domanda: so che, in riferimento al golden power, oggi non possiamo dire sì o no, è prematuro un qualsiasi intervento specifico, però le chiedo e chiedo alla Commissione, lo capiremo anche nelle prossime settimane, nelle audizioni, visto che stiamo parlando di un settore fortemente in crisi, visto che stiamo parlando di un settore che ha bisogno di innovare, visto che stiamo parlando di una vendita che probabilmente avverrà, può essere anche lo strumento per ragionare e innovare un modello, ed è evidente che chi compra fa la differenza, l'affidabilità economico-finanziaria, il progetto editoriale. Non laviamocene le mani. Non sto dicendo che lei lo fa, ma la esorto a far sentire la pressione politica, l'interesse che c'è sull'informazione, l'interesse che c'è sui posti di lavoro. Anche perché - e chiudo davvero - vorrei che questa volta, con tutte le fatiche che abbiamo fatto, lo dico a lei, presidente, l'ingegnere Elkann ci mettesse la faccia. So che è stata chiesta l'audizione. Non so se verrà o non verrà, io mi auguro che venga. Lo abbiamo visto qualche giorno fa con la fiamma olimpica con i pochi lavoratori che sono rimasti a Mirafiori. Bene, ma venga anche qui e ci metta la faccia di fronte a quei lavoratori che aspettano una risposta.
  Io so che lei, presidente, lo chiederà. Facciamo pressione. Non è stato semplice, lo dico per esperienza, in Commissione Attività produttive averli. Credo che tutta la politica debba richiedere questo e so che questo avverrà, ma facciamo sentire la nostra voce e non abbandoniamo questi lavoratori.

  IRENE MANZI. Grazie, presidente. Ringrazio il Sottosegretario per aver accolto l'invito della Commissione e anche il presidente per averlo promosso. Era una richiesta, questa, di seguire attentamente le vicende legate alla cessione dei quotidiani del gruppo GEDI, che ci sta molto a cuore. Anche in Assemblea è stato ribadito più volte.
  Come colgo anche dalle dichiarazioni rese dal Sottosegretario, oltre alle audizioni che sono già programmate, ci si dovrebbe coordinare e convocare in permanenza rispetto alle novità che potrebbero emergere nelle prossime settimane. Oggi, tra l'altro, cade tristemente un anniversario importante, quello dei cinquant'anni dalla fondazione del quotidiano La Repubblica. È molto triste doverlo ricordare in queste condizioni, in questo momento.
  Non possiamo fare a meno di stigmatizzare – lei, Sottosegretario, ha giustamente ricordato la tempistica, a partire dal 10 dicembre 2025 – la scarsa chiarezza, come più volte evidenziato, del gruppo, che nei mesi passati ha negato anche ai ComitatiPag. 8 di redazione (CdR), alle rappresentanze sindacali la volontà di dismettere settori importanti, come quello editoriale. Di fronte a un'offerta emersa, concorrente rispetto a quella del gruppo greco, chiaramente è stata costretta a uscire e a confermare che quelle trattative erano in corso. Questo è un atteggiamento profondamente scorretto, a partire dai tanti lavoratori che sono coinvolti, rispetto alle garanzie che lei stesso ha richiamato e che noi riteniamo essenziali e fondamentali.
  Penso alla garanzia della trasparenza di tutto il processo che è in corso e che si è aperto, della trasparenza anche della compagine sociale del gruppo greco coinvolto, anche rispetto a eventuali partecipazioni extraeuropee. L'elemento che noi riteniamo indispensabile, il presupposto da cui deve partire ogni tipo di trattativa è quello della garanzia delle clausole sociali di salvaguardia dei lavoratori, dei lavoratori giornalisti, ma non solo: dei poligrafici, dei tecnici che lavorano all'interno del gruppo. Vorremmo avere da lei anche garanzie su come si proseguirà per far sì che questo sia l'elemento imprescindibile da cui far partire ogni tipo di negoziazione e trattativa.
  Tutto questo è unito a un altro elemento: a tale proposito, le rivolgo una domanda, sulla base degli elementi che lei ha a disposizione. In questo momento, al di là delle dichiarazioni pubbliche, anche nell'incontro che lei ha richiamato, che il gruppo greco ha evidenziato, notiamo con preoccupazione la mancanza di un piano editoriale, la possibilità di conoscere il piano editoriale. Anche noi siamo preoccupati rispetto a possibili spacchettamenti del gruppo, delle varie testate e di quelle che possono essere le conseguenze in termini di pluralismo, a livello nazionale come a livello locale poiché il gruppo GEDI detiene anche una serie importante di testate locali.
  Noi chiediamo elementi, informazioni ulteriori, se sono a sua disposizione avendo incontrato il gruppo offerente, rispetto ai possibili elementi chiave di un piano editoriale, perché non è indifferente, non si tratta di una transazione economica paragonabile ad altre. Si tratta di uno dei più grandi gruppi dell'informazione, cartacea e non solo, più importanti a livello nazionale.
  Ovviamente, quindi, non può lasciarci indifferenti l'avere o meno un piano editoriale che garantisca quei presìdi di occupazione imprescindibile, ma anche di pluralismo, di trasparenza e di indipendenza dell'informazione.

  ROSARIA TASSINARI. Grazie, presidente. Ringrazio anzitutto il Sottosegretario Barachini per essere qui oggi a illustrarci una situazione così complessa e comunque importante a livello nazionale e, soprattutto, per aver seguito la situazione in maniera assolutamente tempestiva e attenta, attraverso il contatto con tutti i soggetti interessati, e anche per aver manifestato una grande sensibilità nella tutela dell'occupazione, che in questo caso ha un rilievo importantissimo.
  Vorrei chiedere al Sottosegretario quali sono le misure che ritiene importanti, visto il suo settore di operatività, per la tutela dell'editoria in generale, visto che il gruppo GEDI si inserisce in un contesto molto più ampio, che in questo momento vive una condizione fondamentalmente di sofferenza.

  ANTONIO CASO. Grazie, presidente, grazie, Sottosegretario Barachini, per essere qui. Apprendiamo e riconosciamo il lavoro che ci ha illustrato, ma notiamo la necessità, così come ha anche detto la collega Manzi, di avviare una fase di aggiornamenti anche per questa Commissione.
  È chiaro che, rispetto a quello che ci ha illustrato, passi avanti che ci facciano capire dove si andrà a finire non è che ce ne siano stati. Lei ci ha riferito i vari incontri, del 12, 15 e del 19 dicembre, indubbiamente ne farà altri e continuerà a interessarsi al tema. Chiedo, anzitutto al presidente, nell'ambito di queste audizioni, di riconvocarci anche con lei per avere aggiornamenti man mano che si va avanti.
  Ribadisco tutte le nostre perplessità, come Movimento 5 Stelle, sul gruppo greco. Non siamo affatto tranquillizzati. Più approfondiamo la conoscenza del gruppo più siamo preoccupati, ad esempio, per quanto Pag. 9riguarda la presenza dei fondi sauditi all'interno del gruppo greco.
  Detto ciò, l'obiettivo – e ce lo stiamo dicendo tutti – da parte nostra e speriamo, ma ci sembra di capire anche da parte del Governo, è quello di avere, per quanto possibile, tutte le garanzie sul lato occupazionale, ma anche sull'indipendenza editoriale e politica delle testate.
  C'è stato un comunicato sindacale da parte dei giornalisti de La Repubblica in cui sono state avanzate alcune proposte proprio per garantire l'indipendenza politica ed editoriale. Basandosi su esperienze internazionali, come The Guardian, The Economist, Le Monde, le chiedo se immagina la creazione di un'associazione-fondazione che, insieme al gruppo editoriale che acquista la testata, garantisca un'indipendenza della testata e se immagina che questa possa essere una delle soluzioni in grado di portare a quello che stiamo dicendo tutti: che il Governo possa – ripeto, per quanto possibile, per quanto le prerogative lo consentano – spingere anche verso questa soluzione. Grazie.

  ELISABETTA PICCOLOTTI, intervento in videoconferenza. Grazie, presidente. Anche noi di Alleanza Verdi e Sinistra ringraziamo il Sottosegretario Barachini e ci uniamo alla richiesta di avere aggiornamenti dopo gli incontri che il Sottosegretario ha illustrato.
  Abbiamo espresso la nostra preoccupazione, perché questa vendita impatta su uno dei più grandi gruppi editoriali del Paese, quindi può avere conseguenze in termini occupazionali - questo lo abbiamo detto tutti e credo debba essere la priorità assoluta del dibattito che stiamo svolgendo -, ma può avere conseguenze anche sul pluralismo nel dibattito del Paese, quindi anche sulla linea editoriale e la libertà editoriale dei giornalisti e delle redazioni che lavorano nel gruppo.
  Vorrei chiedere al Sottosegretario di approfondire questo aspetto della linea editoriale, per quello che lui può aver compreso e per gli strumenti che ha a disposizione, per fare in modo che in tutto questo processo che riguarda la vendita ci siano alcuni paletti molto chiari e molto definiti a tutela, per l'appunto, della libertà del lavoro giornalistico, di redazioni che sono molto strutturate e molto qualificate, che hanno una grande eco anche nel dibattito pubblico del Paese, in virtù della qualità del lavoro che svolgono. È bene che questa qualità possa essere anche in futuro, da tutti i punti di vista, tutelata.
  La nostra preoccupazione è che un attore come il gruppo greco, che si è fatto avanti per l'acquisto, esterno al dibattito del Paese, esterno anche un po' alla tradizione della nostra libertà di informazione, dell'assetto che il pluralismo del dibattito ha nel nostro Paese possa ignorare anche la storia del giornale e, quindi, anche il portato che questa storia manifesta nella ricchezza delle pagine quotidiane di quelle testate. Vorrei, quindi, che venisse approfondito questo aspetto, ribadendo che abbiamo bisogno di aggiornarci dopo gli incontri e dopo le altre audizioni che faremo.

  PRESIDENTE. Non essendovi ulteriori richieste di intervento da parte dei colleghi, do la parola al Sottosegretario Barachini per la replica.

  ALBERTO BARACHINI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Grazie.
  Cerco di andare in ordine rispetto alle domande, partendo da quelle poste dal presidente, che ringrazio nuovamente per questa opportunità.
  È chiaro che l'ascolto e il confronto sono e saranno costanti, come ho avuto modo di assicurare ai comitati di redazione dei giornali. Ho chiesto di essere informato, da parte dei vertici del gruppo editoriale GEDI, costantemente sulle notizie. Chiaramente ci muoviamo anche su notizie ufficiali e non possiamo sollecitare incontri o confronti, considerato che la situazione è estremamente delicata e deve essere seguita con grande serietà e grande sobrietà comunicativa, rispetto ad articoli di giornali che, invece, ogni giorno indicano potenziali cordate interessate ad alcuni asset. Le notizie ufficiali sono quelle di una volontà ferma e ferrea di tutelare i livelli occupazionali con tutti gli strumenti che Pag. 10sono in nostro possesso. Ovviamente, in questo momento il Governo è in una fase di vigilanza e ascolto, come ha detto chiaramente il Presidente Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno. L'intenzione è quella di tutelare i livelli occupazionali, abbiamo a disposizione alcuni strumenti quali, come molti di voi sanno, gli articoli 30, 31 e 32 del contratto nazionale di lavoro giornalistico, che tutelano i diritti degli occupati in caso di trasferimenti di proprietà o testata.
  Un tema centrale è quello di eventuali cessioni di ramo d'azienda, come chiedeva il presidente, e in questo momento il gruppo editoriale greco, in una fase preliminare, come ho prima citato, ha assicurato l'intenzione di rilevare l'intero gruppo GEDI, compresa la testata de La Stampa, facendo capire che alcuni asset sono ritenuti strategici all'internalizzazione del gruppo, altri sono ritenuti potenzialmente di interesse anche di eventuali successive manifestazioni di interesse.
  Questo è il punto in cui ci troviamo. Chiaramente la valutazione di piani industriali e, in seguito, la valutazione di piani editoriali possono essere soltanto successive alla presentazione finale di un'offerta.
  Per quanto riguarda la domanda dell'onorevole Amorese, è chiaro che ci troviamo in un momento di grande difficoltà del settore. Lo sappiamo tutti. Non a caso, la legge di bilancio per il 2026, nonostante i margini ridotti, ha stanziato un incremento di 60 milioni di euro per il settore editoriale. Però, devo dire che in questi anni siamo riusciti a portare a termine alcuni strumenti a difesa proprio del pluralismo informativo. Faccio un esempio su tutti: la fine del cosiddetto décalage Crimi. C'era una norma, che tutti voi conoscete, che prevedeva l'azzeramento dei contributi per le testate edite da fondazioni o da cooperative, che sono uno strumento principale del pluralismo territoriale. Quella norma è stata sorpassata da interventi del nostro Governo.
  Per quanto riguarda le notizie, che lei giustamente citava, di manifestazione di interesse per la testata de La Stampa, ho verificato poche ore prima di questa audizione per correttezza nei vostri confronti – e da questo punto di vista confermo la mia totale disponibilità nei confronti del presidente della Commissione a tenervi informati non appena dovessi ricevere aggiornamenti rispetto a questa situazione – che non ci fossero ulteriori passi in avanti. È del tutto evidente che siamo di fronte a una valutazione da parte del gruppo GEDI e da parte del potenziale acquirente di manifestazioni di interesse che riguardino, ad esempio, La Stampa.
  Ci sono due valutazioni da fare da questo punto di vista: la solidità dell'offerta che si andrà eventualmente a ricevere e la territorialità dell'offerta. Del resto, mi pare di capire che due delle potenziali manifestazioni di interesse riguardino, da una parte, un gruppo già attivo nel settore editoriale, che però ha una regionalità diversa, e, dall'altra, un gruppo che potrebbe interessare asset territoriali piemontesi. Credo che anche questa sia una valutazione di opportunità che in questo momento stanno facendo i vertici di GEDI e su questo attendo di avere informazioni il più presto possibile.
  Ho l'impressione – lo ribadisco, la mia è un'impressione, ricavata dalle audizioni che ho avuto sia con il gruppo GEDI che con l'editore greco Kyriakou – che l'intenzione sia quella di cedere comunque tutto il gruppo all'editore greco e di verificare le manifestazioni di interesse su parti di questo gruppo successivamente, il che prevederebbe due piani industriali diversi, vale a dire la presentazione di un piano industriale per l'intero gruppo e poi, eventualmente, di un piano per parti del gruppo. Voi sapete che questo è decisivo per la tutela dei livelli occupazionali, perché sia gli articoli 30, 31 e 32 del contratto nazionale di lavoro giornalistico, sia tutta la disciplina, sulla quale ovviamente vigileremo, verificando tutte le garanzie legali e prescrizioni di legge per il trasferimento di proprietà e testate, sottolineano la necessità della presentazione di un piano industriale per poterne valutare l'impatto.
  Aggiungo, per quanto riguarda la domanda dell'onorevole Appendino, che devo con amarezza constatare che le voci su un Pag. 11potenziale interesse del gruppo alla vendita soprattutto de La Repubblica tutti noi le abbiamo sentite negli ultimi due, tre anni di questa recente storia. Non ho però mai assistito a una proposta di un editore italiano rispetto a un asset che comprende così tanti giornalisti e un asset storico. L'unica proposta che sembra essere arrivata, però in una fase di trattativa probabilmente avanzata, è quella che lei citava, che è stata considerata - così almeno mi è stato riferito dai vertici di GEDI - non solida quanto l'offerta dell'editore greco. Queste sono le notizie ufficiali e a queste mi devo attenere.
  Per quanto riguarda eventuali presenze nel veicolo societario, è chiaro che il veicolo societario dell'editore greco dovrà essere chiarito, perché non sappiamo con quale veicolo societario eventualmente formulerà la proposta di acquisto. Anche questo è molto strategico per comprendere la successiva valutazione, come dicevo, peraltro, in relazione.
  L'onorevole Manzi mi chiedeva delle clausole di salvaguardia. In caso di trasferimento per intero di un asset editoriale tutto il personale passa al nuovo proprietario, invece in caso di cessione di ramo d'azienda o eventuali piani industriali che comportino una diversa composizione del personale in quel caso si apre un tavolo e si può intervenire con delle clausole di salvaguardia. Bisogna capire in quale di queste situazioni ci troveremo.
  Sono interlocuzioni preliminari, ma l'editore greco sostiene di voler investire in una visione di sviluppo di 2-3 anni, ossia il tempo necessario, a suo giudizio, per recuperare le attuali perdite del gruppo, che si aggirano intorno ai 32-34 milioni di euro all'anno, di cui un 60-70 per cento su La Repubblica e un 30 per cento su La Stampa. Questo è l'arco temporale che ha indicato per ripianare queste perdite. A domanda precisa, l'editore greco mi ha detto due cose, e la prima è che un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese non arriva per licenziare. Badate, io mi limito a riferire quanto è emerso dalla conversazione. Vi assicuro che tutte le domande sono state fatte, però vi devo trasferire le risposte con trasparenza.
  L'onorevole Tassinari mi chiedeva che momento in generale vive oggi l'editoria. Siamo in presenza di una fortissima aggressione dei grandi over the top e siamo in presenza di una problematica enorme, che è quella della sintesi dell'intelligenza artificiale, che sta depauperando gli introiti delle aree digitali dei giornali di circa il 50 per cento. Gli ultimi dati della Federazione italiana editori giornali certificano che con le sintesi di intelligenza artificiale il 50 per cento degli utenti non consulta più neanche i siti internet. Non solo non compra più il giornale, ma non consulta nemmeno più i siti degli editori.
  Le misure che abbiamo messo in campo e delle quali abbiamo parlato sono certamente importanti ma non sono sufficienti. L'anno passato abbiamo sostenuto la distribuzione delle copie, abbiamo sostenuto addirittura il sistema delle edicole, che è in grande difficoltà, perché rappresentano comunque un presidio, abbiamo sostenuto l'assunzione di giovani professionisti, abbiamo sostenuto l'innovazione delle testate, come sosteniamo, insieme al Ministero delle imprese e del made in Italy, il sistema delle tv e radio locali. È una protezione di un sistema che è strategica perché, se non difendiamo un asset nazionale e un racconto nazionale dell'editoria, a breve termine ci troveremo a essere raccontati da realtà internazionali, che hanno interessi commerciali ben diversi da quelli pluralistici del nostro Paese.
  L'onorevole Caso mi chiedeva della tutela dell'indipendenza. Su questo ho molto insistito anche nel dialogo, durato circa due ore, con l'editore greco. Ho studiato la composizione editoriale del gruppo Antenna Uno e mi sembra una composizione vasta, larga, che non ha una propensione a schiacciare il pluralismo informativo. Però, sono informazioni che è difficile avere anche da un Paese diverso. Nella compagine grande esiste una componente del fondo, quindi bisogna vedere con quale operazione lui vorrà concludere, se lo concluderà, l'accordo con le testate GEDI. Chiaramente quello è anche un tema di interventoPag. 12 di golden power, come è del tutto evidente. Si tratta, però, di un editore greco, quindi europeo, che ha molto presente anche il valore di mercato. Tutti sappiamo che nell'editoria, se si schiaccia una realtà editoriale su una vocazione politica, difficilmente quella realtà avrà un grande futuro editoriale, soprattutto se è un asset così importante. Quindi, c'è la speranza che la valutazione di mercato lo porti ad avere un equilibrio nella realtà editoriale. Ma ogni piano editoriale può avvenire soltanto dopo la presentazione di un piano industriale.
  Questo è ciò che mi sento di rispondere anche all'onorevole Piccolotti, che ringrazio per l'apprezzamento che ha manifestato rispetto a quello che abbiamo fatto. Ma abbiamo fatto soltanto una piccolissima parte del nostro dovere. Continueremo a fare gli incontri, l'abbiamo assicurato anche ai comitati di redazione, approfondiremo e difenderemo, ovviamente, l'indipendenza delle testate, per quelle che sono le nostre competenze, cercando soprattutto di capire qual è la visione dell'investimento in Italia di questo editore. Del resto, in un momento in cui molte persone lasciano il mondo dell'editoria l'impegno di qualcuno a investire una cifra molto importante – si parla di circa 140 milioni di euro – per testate che, come dicevo, hanno una perdita di almeno 32-34 milioni di euro l'anno, con una componente giornalistica che sfiora i 450 dipendenti, rappresenta un atto di un certo coraggio. Adesso bisogna capire quali sono i reali interessi, se sono soltanto editoriali o se sono connessi ad altre potenziali operazioni.
  Mi pare di aver risposto a tutto, presidente.

  PRESIDENTE. Grazie, Sottosegretario Barachini, la sua audizione mi dà modo di ricordare ai colleghi, che ovviamente lo sanno, ma soprattutto a chi ci ascolta, a tutta la platea dell'informazione, che la VII Commissione ha tra i suoi ambiti di competenza anche l'editoria, per cui seguiremo con la massima attenzione quanto sta accadendo; in tale mondo, al di là del gruppo GEDI su cui siamo intervenuti, come riconosciuto anche dai colleghi dell'opposizione, tempestivamente e in sequenza con il lavoro svolto dal Sottosegretario Barachini, che è vero, che è dovuto per ruolo e che però sui tempi è stato davvero solerte. Quindi, la ringrazio per questa audizione.
  La Commissione seguirà la vicenda da vicino e proseguirà le audizioni con i sindacati e, a fine mese, con i comitati di redazione dei giornali, per loro stessa richiesta. Ovviamente, qualora ci dovessero essere novità concrete, come la stipula dell'accordo o la presentazione prima del piano industriale definitivo e poi del piano editoriale, come da disponibilità del sottosegretario, richiameremo il Sottosegretario Barachini in audizione.
  Nel rinnovare il nostro ringraziamento al Sottosegretario, dichiaro conclusa l'audizione.

  La seduta termina alle 12.55.