ALLEGATO 1
DL 96/2025: Disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport. C. 2488 Governo.
PARERE APPROVATO
La VIII Commissione,
esaminato, per i profili di competenza, il disegno di legge C. 2488, di conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, recante «Disposizioni urgenti per l'organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi, nonché ulteriori disposizioni urgenti in materia di sport»;
considerato che il comma 2 dell'articolo 2 autorizza il Ministero dell'Interno ad operare con le deroghe alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, di cui all'articolo 4, comma 3, del decreto-legge 18 aprile 2019, n. 32, per la realizzazione degli interventi finalizzati ad assicurare le esigenze tecnico-logistiche del personale impiegato nei servizi di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, di prevenzione del terrorismo, nonché del soccorso pubblico per far fronte alle straordinarie esigenze connesse allo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali «Milano-Cortina 2026»;
evidenziato che l'articolo 5 prevede la nomina di un Commissario straordinario quale soggetto responsabile del processo di indirizzo, coordinamento e attuazione delle attività e degli interventi necessari all'organizzazione e allo svolgimento dei XIV Giochi paralimpici invernali «Milano-Cortina 2026»;
valutate le disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell'articolo 7 concernenti l'approvazione delle variazioni programmatiche degli interventi infrastrutturali prioritari e necessari, nel sito di interesse nazionale (SIN) di Bagnoli-Coroglio, e la valutazione degli eventuali impatti ambientali delle opere in vista dello svolgimento della trentottesima edizione della «America's Cup – Napoli 2027»,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
ALLEGATO 2
5-04248 Mazzetti: Elementi in merito all'adozione di un meccanismo nazionale di certificazione del risparmio idrico.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto, l'invito a definire le attività utili all'efficientamento idrico, da destinare agli attori di grandi dimensioni quali distributori e imprese a forte consumo idrico, è da considerare pienamente condivisibile. Nel caso di specie, indicato nella proposta dell'Interrogante, si tratterebbe di creare strumenti fondati su meccanismi di mercato anziché su obblighi di legge, strutturando perciò tali incentivi su un modello senza oneri. Tale modello è da considerare ancor più rilevante, in considerazione della scarsità di risorse di cui spesso le società multiservizi dispongono.
A tal proposito, si rappresenta che presso la competente struttura del Ministero sono attualmente in corso valutazioni sulla possibilità di implementare un meccanismo analogo a quello dei certificati bianchi, ma per il settore idrico, ossia i cosiddetti certificati blu.
In merito, occorre opportunamente evidenziare la necessità di tener conto delle differenze del settore idrico rispetto a quello energetico, per cui un sistema del tutto analogo a quello dei certificati bianchi potrebbe non essere applicabile in modo pedissequo.
Il riferimento è, ad esempio, alla strutturazione del sistema tariffario e al costo unitario del bene – di gran lunga inferiore rispetto a quello dell'energia – che potrebbero avere ripercussioni sulla definizione del prezzo dei certificati e sul funzionamento del relativo mercato. Non si possono neppure trascurare le difficoltà tecniche di trasferimento della risorsa, soprattutto su grande scala, nonché l'incidenza che le differenze geografiche e climatiche produrrebbero sul valore del risparmio. Si rammentano inoltre le criticità legate alla persistenza di un sistema idrico particolarmente articolato, con una molteplicità di soggetti coinvolti, che rende complessa la gestione dei dati sulle acque. Si ritiene, infatti, che la creazione di un meccanismo di certificazione richieda un robusto sistema di monitoraggio e verifica, per assicurare che i risparmi idrici siano reali e misurabili.
È altresì rilevante la necessità di individuare i soggetti coinvolti. Vi sarebbe infatti da un lato il regolatore, che avrebbe il compito di definire l'obiettivo ambientale a livello sistemico, e dall'altro i soggetti obbligati, che sarebbero chiamati a realizzare l'efficientamento richiesto e a sostenerne i costi. Ad essi, si aggiungerebbero le eventuali Water Saving Services Companies (WSSCo), che assumerebbero un ruolo equiparabile a quello delle Energy Service Companies (ESCo) nel campo dell'efficienza energetica, e che avrebbero il compito di indirizzare verso i migliori interventi realizzabili dal punto di vista tecnico, commerciale e finanziario.
Si segnala ad ogni buon conto che il 19 dicembre 2024 è stata presentata alla Camera la proposta di legge n. 2178, relativa alle disposizioni per la gestione e l'utilizzazione sostenibili delle risorse idriche, di iniziativa di alcuni deputati. All'articolo 2 della suddetta proposta, si prevede l'incentivazione del risparmio idrico nei settori produttivi attraverso l'istituzione del sistema dei cosiddetti certificati blu. Inoltre, alcuni emendamenti sono stati proposti all'atto della conversione in legge del decreto-legge 31 dicembre 2024, n. 208 o della conversione in legge del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95. A tal riguardo, si sottolinea l'importanza dello sviluppo di un Pag. 127quadro normativo di riferimento che sia quanto più possibile chiaro e dettagliato, al fine di regolare il funzionamento del meccanismo in questione e di garantire trasparenza ed equità.
Pertanto, nel concordare sull'opportunità e sui benefici del risparmio idrico e sull'eventualità dell'implementazione di una fase sperimentale su scala ridotta, si ritiene fondamentale un attento approfondimento dell'argomento, al fine di valutarne l'attuazione a livello nazionale e nei vari settori, soprattutto in quello agricolo e quello industriale.
ALLEGATO 3
5-04249 L'Abbate: Iniziative volte a promuovere la riconversione degli impianti di refrigerazione commerciale.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto si rappresenta quanto segue. Come noto, con l'entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/573 che pone degli obiettivi ben precisi al 2050 ossia di eliminazione progressiva degli idrofluorocarburi (HFC), il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, nella sua qualità di Autorità nazionale competente in materia, ha avviato da tempo interlocuzioni costanti con le Associazioni di categoria del settore della refrigerazione. È in corso un confronto continuo con gli stakeholder, al fine di allineare gli obblighi del Governo italiano alle esigenze dell'industria nazionale.
In tale occasione è stato evidenziato come l'Italia sia già oggi un riferimento a livello internazionale per quanto riguarda le tecnologie alternative agli attuali gas refrigeranti, soprattutto nei settori della refrigerazione industriale e commerciale. In questi ambiti, la percentuale di utilizzo di gas alternativi agli F-Gas risulta tra le più elevate in Europa e a livello globale.
Attualmente, il Ministero è impegnato nella fase di implementazione del Regolamento europeo al quale sono seguiti numerosi Atti esecutivi della Commissione europea. In particolare, lo scorso mese di giugno sono state avviate le consultazioni con gli Organismi di Certificazione e con le Associazioni di categoria, per l'aggiornamento degli schemi di accreditamento degli organismi di valutazione della conformità per il rilascio delle certificazioni agli operatori che svolgono le attività di cui ai Regolamenti di esecuzione (UE) 2024/2215, 2025/625, 2025/627 e 2025/623.
Si tratta di un passaggio cruciale per garantire che il personale operi in condizioni di sicurezza e sia adeguatamente formato all'uso di refrigeranti alternativi come CO2 e propano, che presentano specifici rischi.
La bozza degli schemi è già stata condivisa con gli operatori e si è in attesa di ricevere osservazioni utili anche per un'eventuale semplificazione dei processi.
È in corso, inoltre, l'elaborazione di una proposta di modifica del Decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2018 per adeguarlo al nuovo impianto normativo europeo. Allo scopo si stima di condividere con gli operatori le nuove modifiche già a partire da settembre prossimo, avviando una fase ufficiale di consultazione.
Il Ministero è ben consapevole delle sfide poste dalla transizione verso refrigeranti a basso impatto climatico così come è consapevole che molto è stato fatto anche rispetto ad altri Paesi europei. Tuttavia, occorre ancora sostenere l'adeguamento del sistema produttivo, che in molti casi continua a fare uso di gas ad elevato potenziale climalterante, per il raggiungimento degli obiettivi introdotti con il Regolamento (UE) 2024/573.
In questa direzione, il Governo ritiene essenziale definire un quadro normativo chiaro, semplice ed efficace, che possa anche valutare l'introduzione di strumenti di accompagnamento per facilitare il processo di riconversione tecnologica. Ogni eventuale incentivo dovrà però tener conto delle esperienze maturate in passato, così da evitare distorsioni del mercato e possibili abusi.
Ampia attenzione verrà dedicata anche alla formazione e all'informazione, sia per i cittadini che per gli operatori del settore, affinché le scelte ambientali siano sempre più consapevoli e diffuse.
Infine, con riferimento al possibile mercato illegale dei gas refrigeranti, il MinisteroPag. 129 ha posto in essere le opportune attività di vigilanza e repressione per contrastare le pratiche illecite, a tutela delle imprese virtuose e dei consumatori, con il coordinamento delle autorità competenti – quali Agenzia delle Dogane, Carabinieri del NIPAAF e del NOE nonché la Guardia di Finanza.
ALLEGATO 4
5-04250 Simiani: Chiarimenti in ordine alla pubblicazione degli avvisi di avvio delle procedure di nomina dei presidenti degli enti parco nazionali.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto, così come indicato dall'interrogante, ai sensi dell'articolo 9, comma 3, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica, d'intesa con i presidenti delle regioni sentite le Commissioni parlamentari competenti per materia, scegliendo tra i nomi compresi in una terna. L'avvio della procedura di nomina è reso noto nel sito internet istituzionale del MASE, nonché dell'ente parco interessato, sessanta giorni prima della scadenza del Presidente in carica.
Al riguardo, si evidenzia che l'individuazione e la selezione di soggetti idonei a garantire una corretta e funzionale gestione d'indirizzo dell'organo di vertice dell'Ente Parco prevede l'adozione di procedimenti amministrativi articolati e complessi. Infatti, si rendono necessari tempi tecnici non eludibili, anche in considerazione del coinvolgimento di altri soggetti istituzionali primari, quali le Regioni e gli Enti locali interessati, oltre ai due rami del Parlamento, per concludersi infine con l'emanazione di un provvedimento a firma del Ministro.
Pertanto, consultando la pagina del sito istituzionale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica relativo agli avvisi sulle procedure di nomina, è possibile verificare l'elenco delle procedure di nomina dei Presidenti di Parco nazionale in corso con la data dell'ultimo aggiornamento della pagina.
A tale proposito, è doveroso rappresentare che il sito web del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica è costantemente aggiornato nel rispetto delle Linee Guida di design per i siti internet e i servizi digitali della Pubblica Amministrazione, emanate dall'Agenzia per l'Italia Digitale (AgID).
Tali linee guida assicurano coerenza, accessibilità, usabilità e trasparenza dei servizi digitali offerti, a beneficio di tutti i cittadini garantendo una navigazione chiara, sicura e inclusiva, conforme agli standard tecnici e normativi previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD).
In conclusione, il costante aggiornamento delle pertinenti pagine del sito internet, confermato dall'indicazione della data dell'ultimo aggiornamento effettuato in calce al contenuto principale consente agli utenti di verificare facilmente la tempestività e l'attualità delle informazioni pubblicate in conformità con le Linee Guida AgID.
ALLEGATO 5
5-04251 Zinzi: Elementi in merito all'istituzione definitiva del Parco nazionale di Portofino.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto, è necessario premettere che la sentenza n. 642 del 7/10/2024 del Tar Liguria è stata di seguito impugnata dalla regione Liguria presso il Consiglio di Stato ed è immediatamente esecutiva per l'Amministrazione, non essendo stata proposta istanza di sospensione dell'efficacia della sentenza.
Alla luce della predetta sentenza, a perimetrazione provvisoria vigente, la competente Direzione Generale del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sta procedendo ad ottemperare alla sentenza 7694 del 2021 del Tar Lazio, che ha ordinato al Ministero di provvedere alla delimitazione provvisoria del Parco Nazionale di Portofino, nonché all'adozione delle misure di salvaguardia necessarie a garantire la conservazione dello stato dei luoghi.
La Direzione sta altresì ottemperando alla diffida dell'Associazione Amici di Portofino, sottoponendo nuovamente le misure di salvaguardia a regione e comuni. Successivamente, avvalendosi di Ispra per la valutazione tecnica di competenza, si procederà al riscontro delle osservazioni che dovessero pervenire da parte degli enti locali interessati in merito alle misure di salvaguardia. Una volta riscontrate le osservazioni, il Ministero adotterà, con decreto, le misure di salvaguardia, dando adeguata motivazione in ordine alle determinazioni assunte e, nel medesimo decreto, ricomporrà il Comitato di gestione. Tale iter procedimentale discende direttamente dagli obblighi derivanti dalla sentenza del Tar Lazio e dalla decisione del Tar Liguria di annullare zonizzazione, misure di salvaguardia e costituzione del Comitato di gestione provvisoria.
Con riferimento al diverso e parallelo iter procedimentale di istituzione definitiva del Parco Nazionale di Portofino, il Ministero ha preso atto che, con nota del 10 marzo scorso, la regione Liguria ha confermato la ferma contrarietà all'ipotesi del Parco allargato a 11 comuni. Peraltro, già nel gennaio 2025 la regione ha ribadito al Ministero l'interesse a perseguire l'intesa per l'istituzione definitiva del Parco Nazionale comprendente i tre comuni, e, in caso negativo, mostrando l'interesse al mantenimento dell'assetto dell'attuale Parco Naturale Regionale.
La regione Liguria ha altresì espresso le perplessità circa una configurazione del Parco «a corridoio» da essa considerata artificiosa, poiché prevede di includere porzioni di comuni non adiacenti al nucleo originario del Parco, costituito dal Promontorio di Portofino. Secondo la regione, sarebbe invece preferibile connettere ecologicamente tali territori, anche in maniera più estesa, individuando un sistema di Aree contigue, già previste dalla norma nazionale.
Alla luce di quanto su esposto, la Direzione Generale competente ha dato avvio al procedimento di istituzione definitiva del Parco di Portofino, chiedendo ad Ispra, con nota 23 maggio scorso, di provvedere alla zonizzazione del Parco assestandosi sui confini attuali del Parco Regionale. Ricevuto il riscontro da Ispra lo scorso 30 maggio, la Direzione sta procedendo a predisporre il testo di decreto del Presidente della Repubblica con le misure di disciplina da sottoporre alla Regione Liguria per acquisirne l'intesa.
ALLEGATO 6
5-04252 Bonelli: Iniziative di competenza finalizzate alla realizzazione degli interventi di bonifica del sito orfano di Santa Apollonia nel comune di Aprilia.
TESTO DELLA RISPOSTA
In merito al quesito posto, è necessario rammentare che il PNRR (misura M2C4, investimento 3.4) ha previsto 500 milioni da destinare alla bonifica dei siti cosiddetti orfani, per i quali non è possibile individuare i responsabili della contaminazione. Per tale casistica, le procedure di bonifica restano perciò in carico alla pubblica amministrazione. Il PNRR prevede altresì l'adozione di un Piano d'azione che individui i siti orfani di tutte le regioni e le province autonome e gli specifici interventi da intraprendere, con l'obiettivo di riqualificare almeno il 70 per cento della loro superficie, al fine di ridurre l'estensione e migliorare il risanamento urbano.
La vigente normativa attribuisce a regioni e province autonome la competenza ad effettuare il censimento e predisporre l'anagrafe dei siti contaminati, in vista della predisposizione del suddetto Piano d'azione. Per il sito di Aprilia-Sant'Apollonia, uno tra i quattro individuati dalla regione Lazio con superficie pari a circa 21 ettari, il Piano d'azione ha assegnato all'amministrazione regionale 14 milioni. Il trasferimento delle risorse previste dalla misura è comunque subordinato alla sottoscrizione di un apposito accordo con il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica, che nel caso in esame è stato siglato nel mese di gennaio 2024; la regione Lazio ha perciò assunto il ruolo di soggetto attuatore, avvalendosi del comune di Aprilia quale soggetto attuatore esterno.
L'intervento consiste nella messa in sicurezza di emergenza tramite rimozione del corpo rifiuti, nell'esecuzione del Piano di Caratterizzazione e dell'Analisi di Rischio Sito Specifica e, in base agli esiti, l'eventuale Bonifica o Messa in sicurezza permanente del suolo. La conclusione di tali attività era prevista per il primo trimestre del 2026, termine ultimo per la conclusione degli interventi finanziati con le risorse della misura M2C4.
Secondo quanto indicato dalla regione Lazio, l'area di ubicazione della ex discarica e quelle di accesso sono di proprietà di due distinte società, con cui il comune di Aprilia ha avviato un dialogo per addivenire alla sottoscrizione di un accordo. Tuttavia, i soggetti proprietari non hanno mai acconsentito all'accesso alle aree.
Nella sua funzione di supporto alla realizzazione operativa del progetto, e preso atto della problematica emersa, la regione Lazio afferma di aver agevolato le interlocuzioni utili ad accelerare l'avvio del procedimento di bonifica, in particolare tra comune di Aprilia e Sogesid S.p.A. I colloqui erano infatti finalizzati ad individuare gli strumenti necessari al superamento del diniego di accesso, con particolare riferimento alla procedura per l'occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio, di cui all'articolo 49 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 2001 in materia di espropriazione per pubblica utilità
Lo scorso mese di febbraio, il comune di Aprilia, e per esso il Commissario prefettizio, ha segnalato ulteriori criticità legate alle tempistiche ormai ristrette per l'attuazione dell'intervento e ai conseguenti effetti di carattere economico in considerazione dell'eventuale riduzione o revoca del finanziamento, con conseguente restituzione delle somme già corrisposte nel caso di mancata o tardiva realizzazione.
Alla luce delle problematicità su esposte, la regione Lazio ha espresso la volontà di subentrare nell'attuazione dell'intervento, in sostituzione del comune di Aprilia,Pag. 133 impegnandosi ad avviare con la massima celerità tutte le procedure necessarie per superare le attuali difficoltà e garantire l'avvio e la conclusione del progetto nei tempi previsti, o comunque nel minor tempo possibile.
Tale intendimento è stato formalizzato con nota trasmessa al Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica lo scorso 4 marzo, con contestuale richiesta di informazioni circa la procedura amministrativa da seguire. In risposta, il Ministero ha tuttavia rilevato l'incoerenza delle tempistiche proposte per la realizzazione dell'intervento con le modalità di finanziamento previste dal PNRR.
Risulta agli atti del Ministero, sulla base del contributo fornito per l'interrogazione in esame, che la regione Lazio abbia avviato la procedura necessaria ai fini della verifica dell'eventuale coerenza dell'intervento di bonifica in argomento con i criteri di selezione, gli obiettivi e il cronoprogramma di rendicontazione delle spese previsti per il PR Lazio FESR 2021-2027 – Azione 2.7.2, a titolarità regionale. Al termine, e in caso affermativo, sarà perciò possibile valutare l'inserimento del progetto nel suddetto Piano per un importo pari a 14 milioni. Ad oggi tuttavia, il progetto risulta finanziato con risorse PNRR, dei quali è stata emessa un'anticipazione pari a 1,4 milioni.
In conclusione, si conferma che il Ministero continuerà a monitorare il prosieguo delle attività indirizzate alla conclusione della bonifica del sito di Sant'Apollonia, nel rispetto delle diverse competenze. Difatti, qualunque siano le risorse cui sarà opportuno avvalersi, si tratta di un'area non ricadente in un Sito di Interesse Nazionale, e come già evidenziato la responsabilità in merito all'attuazione rimane in capo alla regione.