CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 30 ottobre 2024
393.
XIX LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Trasporti, poste e telecomunicazioni (IX)
ALLEGATO
Pag. 86

ALLEGATO 1

5-03029 Iaria: Attuazione del piano di investimenti per
la digitalizzazione nel Sud Italia previsto dal PNRR.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Riporto gli aggiornamenti forniti dal Sottosegretario all'innovazione tecnologica e transizione digitale Alessio Butti, che ha una competenza diretta sui profili relativi alla connettività, alle competenze digitali, nonché agli altri interventi a titolarità del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri.
  Con riferimento ai profili relativi alla connettività, si richiama in primo luogo l'investimento relativo alla Missione 1, Competenza 2, Investimento 3 del PNRR «Reti Ultraveloci: banda ultra-larga e 5G», nell'ambito del quale si stanno realizzando i Piani Italia a 1 Giga e Italia 5G, i Piani «Scuole connesse» e «Sanità Connessa» e il Piano «Collegamento Isole Minori».
  Ebbene, relativamente ai Piani menzionati e ai rispettivi obiettivi da conseguire, il Dipartimento per la trasformazione digitale segnala che gli interventi ivi previsti vantano un elevato tasso di realizzazione, di cui circa il 50 per cento coinvolge gli interventi previsti per i territori del Mezzogiorno.
  Con riferimento ai profili relativi alle competenze digitali, si richiama la misura 1.7.2 «Rete dei Servizi di Facilitazione Digitale» che prevede l'apertura di 3.000 Punti Digitale Facile. Sul punto, sono stati aperti oltre 2.300 punti di facilitazione digitale, coinvolgendo quasi 300.000 cittadini. Le risorse necessarie all'implementazione del piano e gli obiettivi ivi previsti sono stati ripartiti tenendo conto del vincolo del 40 per cento relativo alle aree del Sud Italia. Inoltre, si rappresenta che le aperture dei diversi punti di facilitazione digitale avvengono su base regionale e ciò comporta la presenza di divergenze in termini di implementazione, con Regioni più avanti rispetto ad altre, in tutta la Penisola.
  Con riferimento, infine, allo stato di avanzamento degli altri interventi a titolarità del Dipartimento per la trasformazione digitale, si sottolinea che, nell'ambito della Misura 1 – Componente 1, sono stati già conseguiti con successo tutti e 37 i target entro le milestone previste.
  Grazie all'adozione di una gestione amministrativa «a misura semplificata», operata tramite la piattaforma PA digitale 2026, ad oggi si riscontra una partecipazione del 99 per cento dei comuni italiani, percentuale valida anche nei territori del Mezzogiorno. Un alto grado di partecipazione si evidenzia anche per le altre Pubbliche amministrazioni locali, quali ad esempio le scuole (88 per cento). Nel Sud Italia in particolare, si contano ad oggi quasi 21.000 progetti attivi, 10.700 dei quali sono stati completati.
  Guardando ai target futuri, grazie alle opportune azioni di programmazione e monitoraggio fin ora svolte, gli indicatori previsionali non evidenziano criticità relative al completamento dei restanti progetti nei tempi previsti dal PNRR.
  Per quello che attiene, invece, alla diretta competenza del Ministero delle imprese e del made in Italy, si rappresenta che, nell'ambito dell'investimento 2.3 della Missione 4, Componente 2 «Potenziamento ed estensione tematica dei centri di trasferimento tecnologico», il Ministero sta finanziando iniziative per accompagnare le imprese nei processi di transizione digitale, attraverso l'erogazione di una serie di servizi, quali formazione, orientamento e test before invest.
  La strategia del Ministero delle imprese e del made in Italy è volta a potenziarePag. 87 la presenza di competence center in tutte le Regioni, con una particolare attenzione al Mezzogiorno, dove il ritardo di digitalizzazione, soprattutto in alcuni settori economici, risulta essere maggiore. La capillarità sul territorio nazionale è, dunque, un cardine della strategia di investimento. Attualmente, sono 12 gli HUB con focus regionale operanti nelle Regioni del Sud.

Pag. 88

ALLEGATO 2

5-03030 Casu: Conseguenze dell'eventuale ingresso di Starlink nel sistema nazionale delle telecomunicazioni sull'attuazione del Piano Italia a 1 Giga.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Con riferimento all'interrogazione riguardante l'ingresso di Starlink nel sistema nazionale delle telecomunicazioni e le possibili ripercussioni sul Piano Italia a 1 Giga, desidero innanzitutto sottolineare l'importanza cruciale di questo Piano.
  Non si tratta solo di un intervento infrastrutturale, ma di un pilastro fondamentale della Strategia per la Banda Ultra Larga, inserito nel contesto del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
  Con un investimento di circa 3,8 miliardi di euro, il Piano mira a garantire connettività a banda larga in tutte le aree del Paese, contribuendo a colmare il digital divide e a promuovere la crescita economica.
  Sentito il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, competente in materia, sul tema della connettività si conferma il massimo impegno nel perseguimento dei target PNRR e si informa che il Governo sta esplorando ogni opzione idonea a garantire nell'immediato connettività a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, soprattutto in quelle aree del Paese che potrebbero rimanere scoperte.
  Nello specifico, si sta valutando attentamente l'integrazione della tecnologia satellitare come complemento alle infrastrutture esistenti, per assicurare che nessuna zona del Paese venga lasciata indietro nel percorso verso la completa digitalizzazione.
  Tali valutazioni, naturalmente, prescindono dagli operatori potenzialmente interessati, che potrebbero essere coinvolti solo all'esito di procedure ad evidenza pubblica secondo le norme vigenti in materia.
  Tuttavia, sottolineo che i servizi a banda ultralarga non potranno essere erogati esclusivamente sulla base delle prestazioni di operatori privati. È infatti importante garantire il perseguimento degli obiettivi dell'Unione europea in materia e coordinare tale operazione con le altre iniziative europee già messe in campo.
  Per quanto riguarda le preoccupazioni legate ai ritardi e alle difficoltà tecniche, il Governo continuerà a lavorare in sinergia con gli operatori e gli enti locali per superare le criticità relative ai permessi e garantire che il Piano prosegua secondo le tempistiche previste.

Pag. 89

ALLEGATO 3

5-03031 Dara: Misure a sostegno della concorrenza e a supporto
degli investimenti nel settore delle comunicazioni elettroniche.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Il Governo ha piena consapevolezza del ruolo strategico delle telecomunicazioni nel processo di innovazione tecnologica. Infatti, le reti di comunicazione elettronica costituiscono un asset fondamentale per lo sviluppo di tecnologie abilitanti come l'intelligenza artificiale, la sicurezza informatica e il cloud computing.
  Per funzionare in modo efficace, queste tecnologie dipendono fortemente da reti robuste e interconnesse. Per questo motivo, stiamo lavorando in più direzioni per sostenere gli operatori TLC e dare efficacia al processo di innovazione tecnologica.
  In primo luogo, stiamo lavorando per tutelare il ruolo degli operatori TLC. Essi devono valorizzare la propria presenza locale, fornendo servizi cloud, avvantaggiandosi di una maggiore vicinanza ai clienti.
  La seconda direttrice è finalizzata a favorire la condivisione delle infrastrutture da parte degli operatori, con particolare riferimento al pieno sviluppo delle reti mobili 5G.
  Infine, si sta lavorando per favorire gli investimenti per l'edge computing da parte degli operatori TLC, piuttosto che da parte dei grandi fornitori di cloud d'oltreoceano. Obiettivo del Ministero, infatti, è che gli operatori TLC restino centrali nella fornitura di servizi sul territorio.
  Tengo a precisare inoltre, che il Governo segue con estrema attenzione i temi dello sviluppo delle reti di nuova generazione e della diffusione delle connettività ultra-broadband in conformità agli obiettivi 2030 del Decennio digitale europeo, anche al fine di promuovere azioni ulteriori rispetto al quadro normativo esistente, la cui revisione è prevista già dal 2025.
  La situazione del settore delle telecomunicazioni deve tener conto della complessità dell'ecosistema digitale, in cui si trovano imprese con differenti modelli di business, operanti in rapporti sia di concorrenza che di complementarità, e che affrontano processi di evoluzione tecnologica, in particolare di virtualizzazione e convergenza delle infrastrutture, il cui impatto ed effetti sono tuttora all'esame delle competenti autorità di regolazione.
  Tutto ciò avviene nell'ambito di un quadro legislativo composito ed interconnesso che abbraccia reti, servizi, consumatori e politica della concorrenza.
  Ogni potenziale misura dovrà, pertanto, essere attentamente esaminata nei suoi presupposti e adottata tenendo conto della cornice europea di riferimento, come anche raccomandato nel citato Rapporto sulla competitività elaborato da Mario Draghi.
  Il Sottosegretario all'innovazione tecnologica e transizione digitale Alessio Butti, interpellato sul punto, rappresenta che indicazioni in tal senso, politicamente vincolanti per il Governo italiano, scaturiranno anche dalle Conclusioni della Presidenza europea sul Libro Bianco, che saranno adottate in forma definitiva il prossimo 6 dicembre a Bruxelles. La necessità di un quadro europeo condiviso è dettata anche dal fatto che una iniziativa nazionale isolata potrebbe causare una distorsione degli investimenti e della concorrenza a favore di mercati esteri.
  Il Governo ha pertanto avviato una ricognizione presso gli stakeholder interessati, al fine di acquisire elementi e informazioni utili, nonché per conoscere le opinioni degli stessi circa l'approccio da tenere per stimolare investimenti ed innovazione nel settore italiano delle telecomunicazioni e nell'ecosistema digitale nel suo complesso.
  La nuova sfida è quella di costruire infrastrutture distribuite che garantiscano le prestazioni necessarie per i nuovi servizi evoluti che andranno a caratterizzare la futura economia.

Pag. 90

ALLEGATO 4

Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante conferimento di incarichi di Commissario straordinario per interventi concernenti infrastrutture ferroviarie. Atto n. 216.

PARERE APPROVATO

  La IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni),

   esaminato lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante conferimento di incarichi di Commissario straordinario per interventi concernenti infrastrutture ferroviarie (Atto n. 216);

   ricordato che la dottoressa Vera Fiorani, in qualità di amministratore delegato e direttore generale della Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. (RFI), era stata nominata Commissario straordinario per 9 interventi di realizzazione di infrastrutture ferroviarie, con tre distinti decreti del Presidente del Consiglio dei ministri adottati negli anni 2021 e 2022, in attuazione della procedura prevista dal cosiddetto decreto «sblocca-cantieri» (decreto-legge n. 32 del 2019, articolo 4);

   considerato che, in seguito all'intervenuta scadenza del mandato presso RFI S.p.a., la dottoressa Vera Fiorani ha rassegnato le dimissioni dagli incarichi conferiti con i suddetti decreti, rendendo necessario procedere alla sua sostituzione;

   rilevato che lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in esame procede alla nomina dei nuovi Commissari straordinari, individuandoli nell'amministratore delegato e direttore generale di RFI S.p.a. e in quattro dirigenti della medesima società;

   preso atto della valutazione favorevole della Commissione Bilancio espressa in data 23 ottobre 2024,

  esprime

PARERE FAVOREVOLE.