XIX LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 684 di mercoledì 1° luglio 2026

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIORGIO MULE'

La seduta comincia alle 9,30.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato Segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

BENEDETTO DELLA VEDOVA, Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla seduta odierna sono complessivamente 103, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 9,37).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di 5 e 10 minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, la deputata Ghio. Ne ha facoltà.

VALENTINA GHIO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere che il Ministro degli Affari esteri Tajani venga a riferire con urgenza in Aula sulla gravissima vicenda che coinvolge la cittadina italiana Nessy Guerra e la sua bambina, trattenute in Egitto. Come abbiamo già evidenziato in diverse interrogazioni parlamentari, la signora Guerra è stata condannata a sei mesi di reclusione, peraltro, per un reato che non costituisce fattispecie di reato nel nostro ordinamento.

La donna ha più volte denunciato di essere stata vittima di violenze e abusi da parte dell'ex marito, che è soggetto ad altre pendenze per questa tipologia di reato in Italia in altre condizioni, e da mesi vive in una condizione di estrema vulnerabilità insieme alla figlia.

Nelle ultime ore, secondo le informazioni che ci sono state riferite, la situazione avrebbe subito un drammatico aggravamento. Nella notte agenti della polizia egiziana si sarebbero presentati nel luogo in cui si trovava la nostra connazionale, che ora si trova presso una stazione di polizia con la figlia. Il prossimo passo potrebbe essere l'esecuzione del provvedimento della procura che la obbligherebbe ad incontrare l'ex marito per consentirgli di vedere la figlia. Vi è il fondato timore che in tale circostanza possa essere data esecuzione anche alla sentenza di condanna e che Nessy Guerra venga immediatamente arrestata. Risulta presente anche il nostro ambasciatore, a dimostrare la gravità della situazione.

Quindi, di fronte a un rischio così concreto e imminente per la libertà personale e per la tutela della sicurezza di una nostra cittadina e della sua bambina, chiediamo al Ministro Tajani di attivarsi immediatamente, di non perdere nemmeno un istante e di riferire immediatamente al Parlamento quello che sta accadendo, cercando di scongiurare l'esecuzione della pena e consentire il rientro in sicurezza in Italia di Nessy e della sua bambina.

Data la gravità della situazione, noi rivolgiamo un appello anche alla Presidente Meloni perché segua personalmente questa vicenda e perché promuova ogni iniziativa politica e diplomatica ai massimi livelli istituzionali.

Presidente, è una questione che riguarda la protezione di una donna e della sua bambina in una situazione gravissima e di evidente pericolo. Riteniamo che debba rappresentare la priorità assoluta per il Governo (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Dori. Ne ha facoltà.

DEVIS DORI (AVS). Grazie, Presidente. Anche noi, come AVS, ci associamo alla richiesta di un'informativa urgente al Ministro Tajani, ma formuliamo anche una richiesta di impegno personale da parte della Presidente del Consiglio per questa vicenda molto grave, per la quale abbiamo già anche depositato varie interrogazioni parlamentari, e, in risposta alle stesse, abbiamo avuto anche risposte da parte del Ministero degli Affari esteri di impegno rispetto a questa grave situazione in Egitto di Nessy Guerra e della figlia Aisha.

Parliamo di reati come stalking, violenza privata, maltrattamenti, truffa, percosse e lesioni. Ecco, questi sono i reati gravi per i quali in Italia l'ex marito Tamer Hamouda è stato condannato in via definitiva. Tuttavia la situazione davvero si è aggravata nelle ultime ore, perché la notte scorsa la Polizia, su ordine della procura, è andata a prelevare Nessy Guerra, che davvero da tempo è in una situazione di pericolo con sua figlia e in questo momento si trova in una stazione di Polizia. Questo è ulteriormente aggravato per il rischio - a fronte dell'ex marito che è stato condannato, ribadisco, in Italia per questi reati gravissimi nei suoi confronti e che è solito anche esprimersi con frasi deliranti, quasi a identificarsi come il nuovo messia - che possa essere data esecuzione a una sentenza di condanna per adulterio. Già questo è incredibile pensarlo nel 2026, chiaramente, che possa esserci una condanna per adulterio, oltretutto in un contesto come quello di situazioni di aggressioni, anche verbali, da parte dell'ex marito.

Quindi la richiesta è davvero che, nell'interesse non solo di Nessy Guerra, ma in particolare della piccola Aisha, si possa intervenire in maniera risolutiva con un intervento non più di natura giuridica, perché purtroppo abbiamo visto che le autorità egiziane non ascoltano l'intervento anche della nostra ambasciata, che comunque si sta veramente impegnando su questa vicenda, ma con un intervento di natura politica. Non è possibile davvero che in questo momento una nostra concittadina, anzi, due nostre concittadine si trovino in Egitto in una situazione di pericolo, con il rischio che, dando esecuzione a questa sentenza assurda di condanna, la figlia possa tornare con il padre, a seguito anche di una situazione di condanna in Italia per questi gravi reati.

Per cui, davvero, la richiesta è non solo al Ministro Tajani di venire qui e riferire l'impegno del Governo italiano, ma anche un impegno personale, di natura anche diplomatica, non solo delle ambasciate, ma anche della Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Alifano. Ne ha facoltà.

ENRICA ALIFANO (M5S). Grazie, Presidente. Anche noi ci associamo a questa richiesta di informativa volta al Ministro degli Affari esteri, ma chiediamo, come già è stato chiesto nell'intervento che mi ha preceduto, un impegno personale da parte anche della Presidenza del Consiglio. È una nostra concittadina, che attualmente si trova fermata presso un posto di Polizia.

Io rammento - non è stato detto e voglio ricordarlo a quest'Aula - che c'è stato qualche settimana fa un evento qui, alla Camera, per iniziativa della collega Stefania Ascari. E abbiamo sentito, tra l'altro, in videocollegamento, proprio le dichiarazioni di Nessy Guerra, della sua paura di perdere la custodia della bambina, di Aisha, una bambina di 3 anni che ha bisogno ovviamente di stare con la mamma, e di tutte le sue vicende giudiziarie. E adesso il fatto che si ritrovi fermata, tra l'altro con un'accusa, che lei dice infondata, di adulterio - e siamo nel 2026, in Egitto c'è una legislazione diversa dalla nostra -, ebbene, questo ancora di più dovrebbe muovere il nostro Governo a prendere una posizione decisa.

Sappiamo dalle ultime agenzie che già l'ambasciatore o il console è presso il posto di Polizia, insieme ovviamente a un legale che assiste la nostra concittadina, e speriamo che questa vertenza possa giungere a buon fine.

In ogni caso insistiamo perché il Ministro venga a darci notizie (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Gadda. Ne ha facoltà.

MARIA CHIARA GADDA (IV-CR). Grazie, Presidente. Anche noi, come gruppo di Italia Viva, chiediamo di far arrivare forte la voce del Parlamento al Ministro Tajani e alla Presidente del Consiglio Meloni, perché Nessy Guerra e la sua bambina devono ritornare in Italia.

Stiamo vivendo con apprensione la notizia del prelievo da parte delle Forze di polizia di Nessy Guerra, che ha peraltro subito una ulteriore violenza rispetto alle violenze perpetrate dall'ex marito. Un ex marito che è già stato accusato e condannato in via definitiva per reati gravi alla persona, maltrattamento, stalking, lesioni e truffa, e, in un modo che ci lascia attoniti, la cittadina italiana Nessy Guerra è stata accusata in Egitto di adulterio.

Quindi noi chiediamo veramente un intervento. Ringraziamo il nostro ambasciatore e la console, che sono vicini in Egitto a Nessy Guerra in queste ore difficili, ma, a questo punto, oggi è veramente necessario, visto che anche Italia Viva ha fatto interrogazioni e abbiamo comunque discusso di questo tema ampiamente, non soltanto oggi, ma anche nelle scorse settimane, un intervento più incisivo dal punto di vista diplomatico, perché non possiamo far sì che una cittadina italiana subisca un torto di questo tipo e che lo subisca anche la sua bambina di 3 anni.

Quindi, il gruppo di Italia Viva si unisce alle richieste degli altri gruppi, ma soprattutto ci uniamo alla richiesta di far tornare Nessy Guerra in Italia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO BENZONI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Ci uniamo agli inviti già arrivati da altri gruppi per una comunicazione urgente del Ministro.

Noi abbiamo presentato più interrogazioni e abbiamo già portato in quest'Aula la situazione di Nessy Guerra. Peraltro oggi avremo, anche in occasione del question time, la possibilità di portare la questione, ma credo che quello che sta avvenendo in queste ore sia un'aggravante non da poco.

Quindi, il prelievo di Nessy Guerra e della sua bambina e quello che sta accadendo, purtroppo, in queste ore in Egitto, aggrava notevolmente la situazione e richiede un intervento unanime e molto secco da parte della politica italiana, di tutte le forze politiche, ma soprattutto del Governo: che si stringano all'ambasciatore e al console in Egitto per una risposta chiara e per portare al più presto Nessy Guerra e la sua bambina in Italia (Applausi del deputato D'Alessio).

PRESIDENTE. Prendo atto delle vostre richieste.

Seguito della discussione delle mozioni Boschi ed altri n. 1-00572, Benzoni ed altri n. 1-00579, Bonelli ed altri n. 1-00589 e Pavanelli ed altri n. 1-00590 in materia di riduzione del costo dell'energia e politiche a sostegno della crescita (ore 9,48).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione delle mozioni Boschi ed altri n. 1-00572, Benzoni ed altri n. 1-00579, Bonelli ed altri n. 1-00589 e Pavanelli ed altri n. 1-00590 in materia di riduzione del costo dell'energia e politiche a sostegno della crescita (Vedi l'allegato A).

Ricordo che la discussione sulle linee generali ha avuto luogo nella seduta di lunedì 18 maggio 2026 e che, dopo la sua conclusione, sono state presentate le mozioni Benzoni ed altri n. 1-00579, Bonelli ed altri n. 1-00589 e Pavanelli ed altri n. 1-00590.

Avverto che è stata presentata la mozione Pandolfo ed altri n. 1-00591 (Vedi l'allegato A). Il relativo testo, che è giunto stamattina, è in distribuzione.

(Intervento e parere del Governo)

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di intervenire, esprimendo altresì il parere sulle mozioni presentate. Prego, Sottosegretario Barbaro.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Sì, grazie, Presidente. Io sono pronto per le prime due mozioni, che erano state calendarizzate per stamattina, alle quali si sono aggiunte la terza e la quarta di Bonelli e Pavanelli; le prime due sono di Boschi e Benzoni. Le mozioni Bonelli e Pavanelli sono in corso di perfezionamento e spero di avere a breve i pareri. Mentre, invece, mi riservo di poter esprimere una valutazione su quella presentata stamattina dal PD, che andremo a lavorare quanto prima con gli uffici.

PRESIDENTE. Intanto facciamo così, acquisiamo i suoi pareri e poi io parlo con l'Aula per capire se possiamo andare avanti. Prego.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Allora, iniziamo da quella presentata dall'onorevole Boschi, la mozione Boschi ed altri n. 1-00572. Vado a leggere tutti i pareri espressi.

La premessa 1) è accoglibile, la premessa 2) è accoglibile, la premessa 3) è accoglibile con riformulazione, la premessa 4) non è accoglibile, la premessa 5) non è accoglibile, la premessa 6) è accoglibile, la premessa 7) è accoglibile con riformulazione, la premessa 8) non è accoglibile...

PRESIDENTE. Allora, scusi, Sottosegretario. Per ordine d'Aula, quando mi dà un parere favorevole o contrario riformulato, dovrebbe contestualmente leggermi la riformulazione del punto. Grazie.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Ok, allora ricominciamo.

La premessa 1) è accoglibile, la premessa 2) è accoglibile, la premessa 3) è accoglibile con la seguente riformulazione: “la crisi geopolitica nello Stretto di Hormuz sta determinando un critico ‘effetto imbuto' sui flussi commerciali globali, che si traduce in una brusca frenata degli investimenti industriali in Italia a causa dell'incertezza sulla regolarità degli approvvigionamenti. Tale scenario sta paralizzando intere filiere tecnologiche per la carenza di materie prime critiche, come l'elio proveniente dal Qatar, e componenti essenziali quali i semiconduttori, mettendo a rischio la competitività strutturale di settori chiave come la chimica, la farmaceutica, l'acciaio e la moda. In tale contesto l'azione intrapresa dal Governo, articolata su più livelli e orientata al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle rotte e alla resilienza delle filiere, contribuisce, infatti, a contenere gli effetti delle tensioni internazionali e a preservare la continuità produttiva. Parallelamente, sono incentivati investimenti in tecnologia di sostituzione, riciclo e innovazione, nonché accelerati i programmi di transizione digitale e sostenibile. Tali interventi sono finalizzati a salvaguardare la competitività dei settori maggiormente esposti, evitando effetti di blocco (Il deputato Del Barba: “Scusi, Presidente, non è possibile!- La deputata Gadda: “Ma che riformulazione è?)”…

PRESIDENTE. No, allora aspettate… Colleghi, un attimo. Facciamolo finire, dopodiché io ovviamente prendo atto e do seguito (Il deputato Del Barba: “È una presa in giro!”), ma non è che possiamo interromperlo, onorevole Del Barba! Facciamolo finire la prima, lunga, estesa riformulazione sulle premesse (Commenti della deputata Gadda)… Facciamolo finire un attimo, Onorevole Ghio...

Prego.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. …ripeto: “evitando effetti di blocco generalizzato e sostenendo il posizionamento del made in Italy sui mercati internazionali”.

La premessa 4) non è accoglibile; la premessa 5) è accoglibile; la premessa 6) è accoglibile; la premessa 7) è accoglibile con riformulazione: “il Documento di finanza pubblica (Dfp) 2026 evidenzia una crescita del PIL stimato appena allo 0,6 per cento per l'anno in corso”; la premessa 8) non è accoglibile; la premessa 9) non è accoglibile; la premessa 10) non è accoglibile; la premessa 11) non è accoglibile; la premessa 12) non è accoglibile; la premessa 13) è accoglibile; la premessa 14) è accoglibile con la seguente riformulazione: “la Commissione europea ha aperto, con il Middle East Crisis Temporary State Aid Framework, alla possibilità di concedere aiuti di Stato fino al 70 per cento dei costi extra sostenuti da un beneficiario a causa della crisi energetica nei settori più colpiti, quali trasporto terrestre e marittimo a corto raggio intra-UE, agricoltura e pesca, fino al termine del 2026”; la premessa 13) non è accoglibile; la premessa 14) non accoglibile…

PRESIDENTE. Era arrivato alla premessa 14) riformulata.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Allora, la premessa 13) non è accoglibile; la premessa 14) non è accoglibile…

PRESIDENTE. L'ha riformulata. Ha appena letto le riformulazioni. Andiamo alla premessa 15).

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. …c'è un attimo… giusto, sono da modificare i numeri. Della premessa 14) ho letto la riformulazione.

La premessa 15) non è accoglibile; la premessa 16) non è accoglibile; la premessa 17) non è accoglibile; la premessa 18) non è accoglibile; la premessa 19) è accoglibile con la seguente riformulazione: “i settori strategici del made in Italy, come il manifatturiero avanzato, ma anche l'automotive e l'agroalimentare, stanno affrontando crescenti pressioni derivanti dalla concorrenza globale e dalla necessità di adattarsi alla transizione ecologica e digitale, oltre che essere soggetti al rischio gli ulteriori criticità connesse all'annuncio di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump. Secondo il Rapporto Industria 2025 del Centro Studi Confindustria, la manifattura italiana rappresenta ancora oggi la seconda manifattura d'Europa e l'ottava a livello mondiale, generando circa il 15 per cento del PIL nazionale, il 35 per cento degli investimenti complessivi e il 50 per cento della spesa privata in ricerca e sviluppo”.

La premessa 20) è accoglibile con la seguente riformulazione: “i più recenti dati Istat confermano il permanere di una fase di forte fragilità del comparto industriale nazionale: la produzione industriale italiana ha registrato nel 2025 una contrazione complessiva dello 0,2 per cento, segnando il terzo anno consecutivo di difficoltà produttiva, con particolare sofferenza nei settori della chimica, del tessile-abbigliamento e dell'automotive, comparti strategici del made in Italy maggiormente esposti all'aumento dei costi energetici e alla concorrenza internazionale. In tale quadro, il Governo è impegnato nel rafforzamento delle filiere e dei distretti produttivi, attraverso il sostegno a investimenti, aggregazioni e patrimonializzazione delle imprese, con l'obiettivo di consolidare la capacità produttiva nazionale e accompagnare i settori più esposti. Gli incentivi, nel comparto tessile e moda, sono finalizzati in particolare a garantire continuità agli investimenti e a favorire il rilancio del settore”.

La premessa 21) non è accoglibile; la premessa 22) è accoglibile; la premessa 23) è accoglibile con la seguente riformulazione: “occorre inoltre continuare negli interventi volti a favorire la semplificazione dell'installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo destinati all'autoconsumo industriale, anche su superfici a terra già nella disponibilità di imprese produttive, al fine di ridurre strutturalmente il costo dell'energia per il sistema manifatturiero nazionale e sostenere la competitività delle imprese italiane. L'energia eccedente prodotta potrebbe inoltre alimentare la progressiva elettrificazione delle flotte aziendali e della logistica industriale”.

PRESIDENTE. Mi scusi: l'ha riletta pari pari, esattamente come (Commenti del deputato Del Barba)… Onorevole Del Barba, mi faccia lavorare un attimo. Mi dà la riformulazione? Lei mi ha appena letto la premessa 23) esattamente com'è.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. E allora su questa mi devo confrontare un attimo con gli uffici per capire come…

PRESIDENTE. Allora, facciamo così, Sottosegretario Barbaro...

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. …è successo questo…

PRESIDENTE. No, facciamo così…

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. L'accantoniamo un attimo, se lei è d'accordo (Commenti dei deputati Del Barba e Gadda)

PRESIDENTE. Un attimo solo. Vi ho visto. onorevole Del Barba, non sono cieco... Facciamo così anche per il prosieguo, dato che adesso sospenderemo la seduta. Per il prosieguo, laddove ci sono riformulazioni che, di fatto, ricalcano totalmente o quasi totalmente il testo, al rientro mi dia soltanto lettura delle parti che vengono aggiunte e delle interposizioni che vengono applicate dal Governo, perché viceversa, se si legge tutto, si dà anche l'impressione di volere totalmente riscrivere la mozione e diciamo che non aiuta il clima in Aula.

Quindi, intanto, sospendiamo (Il deputato Del Barba: “Sull'ordine dei lavori!”)… Ho capito! Non è che deve urlare, basta adesso! Basta (Il deputato Del Barba: “Mi dia la parola!”)! Sto parlando, onorevole Del Barba (Il deputato Del Barba: “Faccia parlare anche me!”)! Quando sarà il suo turno, parlerà. È chiaro?

Dunque, Sottosegretario Barbaro, tra breve sospenderemo la seduta e, per favore, al rientro portiamo insieme tutti i pareri nell'ordine che le ho detto.

Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Del Barba, prego.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. La ringrazio per la cortesia di averci dato la parola…

PRESIDENTE. È dovere, non è cortesia. Prego, la cortesia è quella di aspettare il Presidente che finisca di parlare e non aggredirlo da lontano così. E non ci tornerei più, onorevole Del Barba, la prego.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). La ringrazio per il dovere di averci dato la parola. Siamo abbastanza perplessi, per non dire anche preoccupati, di questa deriva del Governo nell'affrontare le mozioni con questa pignoleria che mortifica il contenuto politico del nostro dibattito, oltre a farci perdere del gran tempo, ma che oggi ha superato ogni limite nel momento in cui sulle premesse vengono fatte delle riformulazioni che mantengono le premesse integre, senza modificare una sola parola, aggiungendo, però, una sorta di compiacimento verso il Governo. Io credo che nemmeno nelle autocrazie questo accada. Nemmeno Putin (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista) sente il bisogno di chiedere alle sue opposizioni, quando fanno un'analisi della situazione, di aggiungere che, però, il sovrano sta facendo bene.

Abbiamo superato ogni limite, mortificato il dibattito parlamentare e mi scuso con lei, Presidente, se ho insistito per chiedere la parola, ma a un certo punto abbiamo avuto l'impressione che lei volesse sorvolare su questo fatto grave, senza precedenti, e che chiediamo che non si ripeta più, che non abbia bisogno del nostro intervento, ma che venga censurato dalla Presidenza (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Del Barba. Io e lei ci conosciamo troppo bene per non rispettarci, quindi non c'è nessun problema. Era soltanto perché, nella foga ovviamente - non è che io non voglio dare la parola, ci mancherebbe -, finiva un discorso e poi… Guardi, non è la prima volta che affrontiamo questo argomento, è già successo e ho avuto modo anche di dire la mia, a nome della Presidenza, ricordando che, purtroppo - aggiungo io l'avverbio -, il nuovo regolamento entrerà in vigore nella prossima legislatura e finirà il problema di rimettere mano alle premesse, però siamo in questa fase.

Prego, onorevole Grimaldi. Chi c'era (Commenti della deputata Pavanelli)? No, io avevo prima Grimaldi, poi Pavanelli e poi Benzoni (Commenti della deputata Pavanelli)… Scusi, onorevole Pavanelli, c'è chi alza la mano prima. L'onorevole Grimaldi (La deputata Pavanelli: “Ho alzato anche io la mano!”)… No, non l'ha alzata lei prima, glielo assicuro. Onorevole Grimaldi, ha problemi se parla prima l'onorevole Pavanelli? Ha un problema?

MARCO GRIMALDI (AVS). Ma ci mancherebbe.

PRESIDENTE. Onorevole Pavanelli, prego. Mamma mia, stamattina avete un po' di nervi, prego. Sarà il caldo, prego.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Nella realtà, per essere specifica, ho alzato la mano contemporaneamente al collega, perché mi sembrava opportuno…

PRESIDENTE. Onorevole Pavanelli, mi scusi, lei sa che l'onorevole Grimaldi ha tanti pregi, ma, tra le tante cose che la natura gli ha donato, non è che sia dotato di chissà quale altezza. Quindi, se io lo vedo da qua, è perché ha alzato la mano qua, mi consenta, no? Lei lo vede l'onorevole Grimaldi? Quando alza la mano, lo vedo io, ma giusto io lo posso vedere. Prego.

EMMA PAVANELLI (M5S). Presidente, andiamo avanti, sì. Io trovo abbastanza sconcertante il fatto che, per l'ennesima volta, il Governo arriva del tutto impreparato. Non solo non ha tutti i pareri, in base alle dichiarazioni fatte dal Sottosegretario, ed è abbastanza stupefacente, visto che sono le 10; l'Aula era convocata mezz'ora fa e credo che un Governo serio dovrebbe arrivare quantomeno preparato in Aula, esattamente come noi parlamentari.

Detto questo, purtroppo non è la prima volta che assistiamo a queste riformulazioni di intere mozioni, non solo dei soliti emendamenti, ma proprio di intere mozioni, sconvolgendo completamente il senso di quello che, in questo caso, Italia Viva voleva esprimere. E suppongo che succederà, successivamente, se arriverà il parere, anche sulla mozione del MoVimento 5 Stelle a mia prima firma.

Questa situazione la obbliga, tra l'altro, Presidente, a dover sospendere i lavori. Ed è veramente sconcertante; non so se si pensa che veniamo qui per passare del tempo o per lavorare su temi importanti. Oggi si parla di mozioni che riguardano il tema energetico. Stiamo parlando di un tema che riguarda il futuro del nostro Paese, le nostre imprese, i cittadini e i lavoratori; direi, più che altro, che l'energia oggi rappresenta veramente un tema di massima strategia per il Paese.

E, allora, chiedo a lei, Presidente, di fare sì che il Governo, d'ora in poi, per il tempo che ci è rimasto in quest'Aula, si attivi meglio e prima, affinché, da una parte, non si vadano a sconvolgere tutti gli atti che depositiamo e, dall'altra, magari venga anche preparato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi. La prego, so che avrà apprezzato l'accostamento, che non aveva nulla, se non esaltare ciò che lei… tutti i doni che madre natura invece le ha fatto.

MARCO GRIMALDI (AVS). Guardi, le giuro che sono in piedi, anche se non può vedermi (Commenti). No, ma sono abituato a ben altro body shaming, quindi non è…

PRESIDENTE. No, ci mancherebbe. Prego.

MARCO GRIMALDI (AVS). Ho il baricentro basso e quindi è difficile abbattermi.

Presidente, volevo solo farle notare che, comunque, queste dichiarazioni di voto non possono iniziare finché il Governo non presenterà, su tutte le mozioni, il parere. E lo dico perché, mentre alcuni colleghi possono anche decidere se far andare avanti queste dichiarazioni, perché hanno presentato in ritardo le mozioni - quindi spesso possiamo dare il via libera -, ci tengo a lasciare a verbale che Alleanza Verdi e Sinistra, invece, le ha presentate alle 10 di ieri mattina. La scadenza del termine era le ore 13. Quindi, non siamo disponibili a riaprire questa discussione, finché il Governo non presenterà su tutte le mozioni i pareri, compresi i nostri. Ovviamente, se ci sono stati ritardi su quelli dei colleghi, valuteranno loro se intervenire o no, ma questo non sta nelle nostre prerogative.

Nell'aspettare i minuti in cui verrà riaperta la seduta, gradiremmo che il Governo abbia anche il nostro parere, altrimenti non saremmo disponibili ad andare avanti (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, prendo atto della sua richiesta, a cui poi daremo seguito.

Preciso solo che, in realtà, la mozione del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista non è stata presentata fuori dai termini, perché è stata presentata quasi all'inizio della seduta, ma nei termini.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO BENZONI (AZ-PER-RE). Presidente, senza fare polemica, perché tanto non cambia nulla, penso di aver alzato la mano per primo, avendo semplicemente chiesto…

PRESIDENTE. Pure lei, onorevole? Pure lei?

FABRIZIO BENZONI (AZ-PER-RE). …che potesse parlare prima il gruppo di Italia Viva-Casa Riformista, visto che si stava parlando della loro mozione. Dopo di che, magari la prossima volta, mi abbasserò, così magari mi vede meglio.

Detto ciò, proprio perché lei ha detto che è una cosa che sta succedendo con regolarità, io credo che sia assurdo. È assurdo che la maggioranza non presenti una mozione e utilizzi le correzioni e le riformulazioni di quelle altrui per fare la propria mozione. Questo non è ammissibile.

Io cerco di aiutare anche il Governo: per quanto riguarda noi, sulla mozione a mia prima firma, vi chiediamo un parere favorevole o contrario e, se ci sono le riformulazioni, sono riformulazioni correttive, come abbiamo sempre fatto. Ma se la riformulazione deve essere il completo stravolgimento degli impegni e delle premesse che abbiamo scritto, ciò è totalmente irrispettoso nei confronti del lavoro che abbiamo svolto. Piuttosto, chiediamo al Governo di darci semplicemente un parere negativo, che è molto più gradito di una riformulazione che dice quanto è bravo il Governo e che poteva essere tranquillamente scritta in una mozione della maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Fornaro. Ne ha facoltà.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Io ho alzato la mano per ultimo…

PRESIDENTE. Ed era pure seduto! Prego.

FEDERICO FORNARO (PD-IDP). …però, rispettosamente nei confronti del Governo, credo sia necessario un intervento del Ministro per i Rapporti con il Parlamento. Infatti, non è la prima volta che capita questo; non è la prima volta che, giustamente, esprimo la solidarietà ai colleghi di Italia Viva, perché ci sono queste riformulazioni sulle premesse che sono politicamente inaccettabili.

Come lei ha ricordato, con la riforma del Regolamento, dalla prossima legislatura non sarà più possibile per il Governo fare quello che sta facendo in questa, nel senso che dovrà dire se sia d'accordo oppure no - questo è, ovviamente, un suo diritto - nei confronti delle premesse. Però, da qui alla prossima legislatura, ci può essere un ponte. Bisogna che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento segnali ai Ministri competenti, ovvero agli uffici legislativi, di limitare al massimo gli interventi sulle premesse, proprio per le ragioni che per economia dei lavori non le ripeterò e che ha giustamente sottolineato il collega Del Barba.

Credo che questo sia possibile. La invito quindi formalmente, signor Presidente, a far sì che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento si adoperi in questo senso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ricciardi. Onorevole, ha già parlato la deputata Pavanelli.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Intervengo sul caso che ha sollevato il collega Fornaro.

PRESIDENTE. Prego.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Io penso che ci siano un tema regolamentare e un tema politico e di buon senso. Se la Giunta per il Regolamento ha portato avanti questa “riformulazione del Regolamento sulle riformulazioni”, evidentemente c'è una condivisione politica tra maggioranza e opposizione che questa sia una strada da seguire. E anche se, in base a un accordo che è stato trovato, questa modifica entrerà in vigore dalla prossima legislatura, il dato politico e di buon senso è che, evidentemente, tutti concordiamo che questa pratica sia molto spiacevole, per usare un eufemismo.

Dunque, non si capisce perché nella Giunta per il Regolamento si è dato l'avvallo per seguire questa strada e, nella pratica, si continua a far finta di niente, a fare come se niente fosse rispetto a questa cosa. Infatti, diventa davvero mortificante avere così pochi spazi parlamentari e, nel momento in cui abbiamo gli spazi parlamentari, vederseli riformulati in questa maniera. Quindi, anche noi chiediamo al Ministro per i Rapporti con il Parlamento, per il suo tramite, che almeno in quest'ultimo lasso di tempo di legislatura - non so quanto sarà - si eviti questa pratica davvero spiacevole.

PRESIDENTE. Per rispondere anche agli altri colleghi, dall'onorevole Fornaro agli altri: avete ragione, nel senso che il Regolamento parla chiaro e, essendo stato approvato all'unanimità, esso è frutto di una posizione comune che ha assunto il Parlamento rispetto al tema di come devono essere, lasciatemi dire, “manovrate” le mozioni e le riformulazioni. In questo momento non c'è una norma transitoria, c'è un invito alla ragionevolezza; un invito alla ragionevolezza che faccio proprio e trasferisco al Presidente della Camera, facendone poi un momento di riflessione con il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, perché - lo ripeto e lo sapete - il primo a dolermi di ciò sono stato io, in altre occasioni, insieme a voi. E quindi, oggi, non posso che ribadire questa doglianza invitando il Governo, alla ripresa dei lavori dell'Aula, a darci di nuovo i pareri.

Sottosegretario Barbaro, per fare tutto ben benino con le cornicette quando riusciamo a rivederci?

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Io credo che venti minuti o mezz'ora siano più che sufficienti.

PRESIDENTE. La ringrazio, Sottosegretario Barbaro. Allora sospendo la seduta, che ricomincerà alle 10,30. La seduta è sospesa.

La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,35.

PRESIDENTE. Colleghi, per fare ordine io ricomincerei con i pareri dalla prima mozione che abbiamo esaminato, così abbiamo tutti le idee più chiare. Quindi, Sottosegretario, sostanzialmente partiamo dalla mozione Boschi ed altri n. 1-00572, va bene?

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Grazie Presidente. Allora, per quanto riguarda le premesse della mozione Boschi ed altri n. 1-00572: 1) accoglibile; 2) accoglibile; 3) accoglibile con la seguente riformulazione: dopo le parole “l'acciaio e la moda”, inserire: “In tale contesto l'azione intrapresa dal Governo, articolata su più livelli e orientata al rafforzamento della sicurezza degli approvvigionamenti, alla diversificazione delle rotte e alla resilienza delle filiere, contribuisce infatti a contenere gli effetti delle tensioni internazionali e a preservare la continuità produttiva. Parallelamente, sono incentivati investimenti in tecnologie di sostituzione, riciclo e innovazione, nonché accelerati i programmi di transizione digitale e sostenibile. Tali interventi sono finalizzati a salvaguardare la competitività dei settori maggiormente esposti, evitando effetti di blocco generalizzato e sostenendo il posizionamento del made in Italy sui mercati internazionali”; 4) non accoglibile; 5) accoglibile; 6) accoglibile; 7) accoglibile con la seguente riformulazione: “Il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026 evidenzia una crescita del PIL stimata appena allo 0,6 per cento per l'anno in corso”; 8) non accoglibile; 9) non accoglibile); 10) non accoglibile; 11) non accoglibile; 12) non accoglibile; 13) accoglibile; 14) accoglibile con la seguente riformulazione: “La Commissione europea ha aperto, con il Middle East Crisis Temporary State Aid Framework, alla possibilità di concedere aiuti di Stato fino al 70 per cento dei costi extra sostenuti da un beneficiario a causa della crisi energetica per i settori più colpiti, quali trasporto terrestre e marittimo a corto raggio intra-Unione europea, agricoltura e pesca, fino al termine del 2026”; 15) non accoglibile; 16) non accoglibile; 17) non accoglibile; 18) non accoglibile; 19) accoglibile con la seguente riformulazione: “I settori strategici del made in Italy, come il manifatturiero avanzato, ma anche l'automotive e l'agroalimentare stanno affrontando crescenti pressioni derivanti dalla concorrenza globale e dalla necessità di adattarsi alla transizione ecologica e digitale, oltre che essere soggetti al rischio di ulteriori criticità connesse all'annuncio di nuovi dazi da parte dell'amministrazione Trump. Secondo il Rapporto Industria 2025 del Centro Studi Confindustria, la manifattura italiana rappresenta ancora oggi la seconda manifattura d'Europa e l'ottava a livello mondiale, generando circa il 15 per cento del PIL nazionale, il 35 per cento degli investimenti complessivi e il 50 per cento della spesa privata in ricerca e sviluppo”; 20) accoglibile con la seguente riformulazione: al termine della premessa, e quindi dopo le parole “concorrenza internazionale”, aggiungere: “In tale quadro, il Governo è impegnato nel rafforzamento delle filiere e dei distretti produttivi, attraverso il sostegno a investimenti, aggregazioni e patrimonializzazione delle imprese, con l'obiettivo di consolidare la capacità produttiva nazionale e accompagnare i settori più esposti. Gli incentivi nel comparto tessile-moda sono finalizzati, in particolare, a garantire continuità agli investimenti e a favorire il rilancio del settore”; 21) non accoglibile; 22) accoglibile; 23) dopo la parola “inoltre” vengono aggiunte le parole: “continuare negli interventi volti a” e il resto rimane tutto uguale; 21) non accoglibile…

PRESIDENTE. Siamo alla premessa 24) mi pare.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Sì, giusto, mi perdoni. Premessa 24) non accoglibile; 25) accoglibile con la seguente riformulazione: dopo le parole: “investimenti massicci in”, sostituire la parola “tecnologie” con la parola: “azioni” di adattamento, per il resto rimane invariata; 26) non accoglibile; 27) non accoglibile; 28) non accoglibile; 29) non accoglibile; 30) accoglibile; 31) accoglibile con la seguente riformulazione: dopo le parole: “le imprese italiane. In tale contesto,” vanno aggiunte le parole: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica”, il resto rimane invariato; 32) non accoglibile; 33) non accoglibile; 34) accoglibile; 35) accoglibile; 36) accoglibile; 37) non accoglibile; 38) non accoglibile; 39) non accoglibile; 40) accoglibile; 41) accoglibile. Passiamo…

PRESIDENTE. Comunque sono 40, non sono 41.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Premessa 40) accoglibile, 41) accoglibile… Passiamo agli impegni. Al primo impegno va aggiunta…

PRESIDENTE. Va bene, non c'è la premessa 41). Andiamo agli impegni.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Abbiamo contato male, mi perdoni.

PRESIDENTE. Andiamo agli impegni.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Allora, all'1) impegno le parole “a proseguire” vanno a sostituire le parole: “ad adottare con urgenza”. Il resto rimane invariato.

L'impegno 2) è accoglibile; l'impegno 3) è accoglibile con la seguente riformulazione: “ad adottare ogni iniziativa utile a garantire il pieno impiego ed utilizzo delle risorse stanziate per la diversificazione delle fonti, anche nell'ambito del PNRR, assicurando, al contempo, piena stabilità ai regimi di incentivazione, accelerando anche l'entrata in esercizio degli impianti da fonti rinnovabili già autorizzati, attraverso la tempestiva attivazione delle aste FER-X e FER-Z e le eventuali ulteriori semplificazioni delle procedure amministrative”. Qui, vado un attimo a correggermi perché, di fatto, avrei dovuto citare soltanto la correzione della riformulazione dell'impegno, perché si inseriscono le parole: “le eventuali ulteriori semplificazioni” in sostituzione delle parole “la semplificazione”; di fatto, viene variata soltanto quella parte.

L'impegno 4) è accoglibile con riformulazione: “a sostenere con forza la creazione di un «Fondo sovrano europeo per l'energia» per finanziare infrastrutture strategiche di interconnessione e diversificazione delle rotte commerciali, superando l'attuale stato diplomatico”.

L'impegno 5) è accoglibile con la seguente riformulazione: “a promuovere gli interventi di «disaccoppiamento» del prezzo dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili da quello del gas, e che riducano il rischio di speculazione sui mercati”.

L'impegno 6) è accoglibile con riformulazione: “a promuovere il potenziamento delle infrastrutture di distribuzione energetica, al fine di garantire minore impatto degli oneri di sistema nelle bollette”.

L'impegno 7) è accoglibile con riformulazione: “a insistere, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, nella politica di incentivazione già utilmente sperimentata nella legge di bilancio per il 2026, che ha previsto la maggiorazione del costo fiscalmente rilevante dei beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, nonché dei beni materiali strumentali finalizzati all'autoproduzione e all'autoconsumo di energia da fonti rinnovabili”.

L'impegno 8) non è accoglibile.

L'impegno 9) è accoglibile con riformulazione: le parole “a promuovere” vanno a sostituire le parole “ad adottare un Piano nazionale straordinario per”. Per il resto, rimane tutto invariato.

L'impegno 10) non è accoglibile.

L'impegno 11) è accoglibile con riformulazione: “a proseguire la strategia di politica industriale già messa in campo nei settori strategici, garantendo la sinergia tra istituzioni e imprese in un dialogo costante con il mondo produttivo, accademico e sindacale”.

Gli impegni 12) e 13) non sono accoglibili.

L'impegno 14) è accoglibile con riformulazione: dopo le parole: “volto a mitigare,” aggiungere le seguenti: “compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica,”. Il resto rimane invariato.

L'impegno 15) è accoglibile con la seguente riformulazione: “ad assumere iniziative in sede europea per promuovere interventi mirati e tecnicamente fondati, orientati a contenere gli impatti dell'ETS sui settori maggiormente esposti, come ad esempio, l'aggiornamento dei benchmark, così da allinearli a condizioni tecnologiche realistiche, il rafforzamento della prevedibilità regolatoria e la riduzione della volatilità del mercato delle quote”.

L'impegno 16) è accoglibile con la seguente riformulazione: “ad accrescere l'investimento nel capitale umano attraverso un ulteriore piano di azioni” e così via.

L'impegno 17) è accoglibile con riformulazione: “a insistere, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, nella politica di incentivazione già utilmente sperimentata nella legge di bilancio per il 2026, che ha previsto la maggiorazione del costo fiscalmente rilevante dei beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale”.

Impegno 18) accoglibile; impegno 19) non accoglibile.

L'impegno 20) è accoglibile previa riformulazione: “a continuare, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica, nella politica di incentivazione già perseguita attraverso le misure a favore delle imprese (quali ad esempio, la maggiorazione del 20 per cento della deduzione del costo del lavoro per le assunzioni a tempo indeterminato, maggiorata del 30 per cento per l'assunzione di particolari categorie, l'iperammortamento, la c.d. Ires premiale) e le misure in materia di lavoro dipendente (tra cui la detassazione dei premi di risultato portando l'aliquota dal 10 all'1 per cento fino a 5.000 euro e dei rinnovi contrattuali con un'imposta sostitutiva del 5 per cento, l'incremento dell'esenzione per i fringe benefit fino a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico e la riduzione del cuneo fiscale per i soggetti con reddito fino a 40.000 euro e la riduzione degli scaglioni e delle aliquote Irpef”.

L'impegno 21) è accoglibile con riformulazione: “a farsi promotore, in Europa, di iniziative volte a sviluppare una strategia europea coordinata per il rilancio del settore automotive, superando la frammentazione attuale e integrando le filiere produttive, e accelerando i processi di innovazione tecnologica”.

L'impegno 22) è accoglibile con riformulazione: “a promuovere una strategia integrata per la gestione e la protezione del settore agroalimentare in linea con le priorità e le azioni faro sulla resilienza idrica indicate dalla Commissione europea per il settore agricolo ( COM(2025) 280 final), attraverso investimenti diretti e indiretti, rafforzando le infrastrutture idriche anche con interventi volti alla riduzione delle perdite, alla sostituzione delle tecniche di irrigazione obsolete, all'introduzione di pratiche agricole resilienti, allo sviluppo di sistemi di digitalizzazione, al riuso dell'acqua, alla riduzione dei consumi idrici e dei carichi dei contaminanti, migliorando la resilienza delle aziende agricole e incentivando la collaborazione tra settore pubblico, bancario e assicurativo per una gestione sostenibile dei rischi climatici”.

L'impegno 23) è accoglibile con riformulazione: “proseguire nella promozione di iniziative in sede europea volte a ottenere una sospensione temporanea delle regole del Patto di stabilità, per far fronte alle conseguenze derivate dalla crisi energetica”.

Vado avanti con le altre mozioni, Presidente?

PRESIDENTE. Solo per chiarezza del verbale. Se restiamo sulla mozione Boschi e altri n. 1-00572 e torniamo alle premesse, se per favore torniamo alle premesse dalla 37) alla 40), per fare in modo che ci sia chiarezza anche nel verbale. Quindi 37), 38), 39) e 40), le ultime quattro delle premesse.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. La premessa 37) non è accoglibile, la premessa 38) non è accoglibile, la premessa 39) non è accoglibile e la premessa 40) è accoglibile.

PRESIDENTE. Bene, questo era per quanto riguarda la mozione Boschi e altri n. 1-00572.

Andiamo avanti. Abbiamo la mozione Benzoni n. 1-00579.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Le premesse 1) e 2) sono accoglibili.

Le premesse 3) e 4) non sono accoglibili.

La premessa 5) è accoglibile.

La premessa 6) è accoglibile con la seguente riformulazione: “una decarbonizzazione elettrica affidata quasi esclusivamente a eolico e solare non garantirebbe insieme sicurezza, continuità e bassi costi di sistema, trattandosi di fonti intermittenti e non programmabili”.

La premessa 7) è accoglibile con la seguente riformulazione: “il nucleare è invece una fonte stabile, programmabile, con le emissioni in assoluto più basse, che, opportunamente integrata con solare ed eolico, è in grado di ridurre i costi complessivi del sistema, che poi sono quelli che tutti i consumatori pagano in bolletta”.

La premessa 8) non è accoglibile.

La premessa 9) è accoglibile con la seguente riformulazione: “il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica, quello che si determina in borsa, in Italia resta tra i più alti d'Europa: nel 2025, 113 €/MWh, contro 90 in Germania, 65 in Spagna, 61 in Francia. In realtà, in Paesi a elevata penetrazione di fonti variabili come solare ed eolico, il prezzo in borsa dà indicazioni solo parziali, poiché nelle ore a prezzo di borsa basso (al limite nullo o negativo), i produttori tendono comunque ad essere remunerati al costo con altre voci della bolletta (come per l'ASOS in Italia) e sempre in bolletta ricadono i costi di integrazione delle fonti variabili (sempre più alti via via che aumenta il loro contributo); senza trascurare l'aumento dei costi di redispacciamento dovuti ad una penetrazione delle rinnovabili troppo rapida per essere gestita in sicurezza, raggiungendo, ad esempio in Spagna, anche valori dell'ordine dei 20 €/MWh (con connesso elevato taglio della produzione FER). Per esempio, in Spagna, secondo Eurostat, nel secondo semestre 2025, il prezzo dell'energia per i consumatori domestici è stato appena l'8% inferiore a quello italiano, e in Germania addirittura il 30% più alto che in Italia. A riprova che installare enormi quantità di solare ed eolico (in Germania 200 GW in tutto) non necessariamente abbassa i prezzi in bolletta; e che in Spagna il vantaggio, in termini di valori contenuti dei prezzi Spot, è in realtà anche dovuto dalla quota del 20% nucleare”.

La premessa 10) è accoglibile.

La premessa 11) non è accoglibile.

La premessa 12) è accoglibile con la seguente riformulazione: “da valutare compatibilmente con gli impegni assunti in sede europea, il tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche e geotermiche, attraverso il ricorso a schemi che prevedano l'utilizzo di contratti per differenza, gli stessi che oggi si usano per remunerare i grandi impianti solari ed eolici”.

Le premesse 13) e 14) non sono accoglibili.

Le premesse 15) e 16) sono accoglibili.

Passiamo gli impegni.

All'impegno 1), dopo le parole “al fine”, vanno aggiunte le parole: “di proseguire a dare risposte”; il resto rimane invariato.

L'impegno 2) è accoglibile con la riformulazione della lettera a): “a favorire, la rapida emanazione dei relativi decreti…

PRESIDENTE. Sì, è sempre il primo impegno, che poi va sulle lettere a), b), c) e d).

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Impegno 1), lettera a), accoglibile con riformulazione: “a favorire la rapida emanazione dei decreti attuativi relativi alla legge delega sul nucleare, una volta concluso l'iter di approvazione, al fine di autorizzare la costruzione e l'esercizio di centrali nucleari della più avanzata tecnologia commercialmente disponibile e sostenibile a norma della tassonomia verde europea e in futuro di quelle attualmente in fase di sviluppo, quando ne sarà assicurata la disponibilità commerciale”. Di fatto, qui sono state cambiate soltanto le parole iniziali che ho letto in apertura e che vado a rileggere per ulteriore comprensione. Sono stati aggiunti i termini: “relativi alla legge delega sul nucleare, una volta concluso l'iter di approvazione”, dopo la parola “attuativi”.

L'impegno 1), lettera b), è accoglibile con la seguente riformulazione: “a valutare, compatibilmente con gli impegni assunti a livello europeo, una nuova disciplina per l'assegnazione e il rinnovo delle concessioni per impianti idroelettrici e geotermici, con la possibilità di ricorso ai contratti per differenza”.

Gli impegni 1), lettere c) e d), non sono accoglibili, mentre l'impegno 1, lettera f), è accoglibile.

L'impegno 1), lettera g), è accoglibile con la seguente riformulazione: “promuovere una riforma complessiva del sistema ETS che consenta di prevenire effetti distorsivi sulla competitività, sull'occupazione e sulla stabilità delle filiere produttive strategiche, garantendo che la revisione del sistema sia supportata da una valutazione d'impatto solida e da misure idonee a preservare la capacità delle imprese europee di mantenere la propria competitività nei mercati globali…”

PRESIDENTE. Mi scusi, Sottosegretario Barbaro. Io nella mozione arrivo alla lettera f), lei mi sta dando lettura di una lettera g), che però io non ho.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Ho sbagliato, mi perdoni: d), e) ed f). Questa è la lettera f). Ho sbagliato io.

PRESIDENTE. Quindi, adesso rileggiamo la riformulazione della lettera f). Prego.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Perfetto: “promuovere una riforma complessiva del sistema ETS che consenta di prevenire effetti distorsivi sulla competitività, sull'occupazione e sulla stabilità delle filiere produttive strategiche, garantendo che la revisione del sistema sia supportata da una valutazione d'impatto solida e da misure idonee a preservare la capacità delle imprese europee di mantenere la propria competitività nei mercati globali lungo l'intero percorso di transizione”.

PRESIDENTE. Passiamo alla mozione Bonelli ed altri n. 1-00589.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. Le premesse non sono accoglibili analogamente agli impegni, eccezione fatta per l'impegno 5), che è accoglibile con la seguente riformulazione: “a promuovere gli interventi di “disaccoppiamento” (decoupling) del prezzo dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili da quello del gas, e che riducano il rischio di speculazione sui mercati”, e l'impegno 8), accoglibile con la seguente riformulazione: “a proseguire con le iniziative anche di carattere normativo per il rafforzamento e la semplificazione della disciplina delle comunità energetiche rinnovabili e della generazione distribuita”.

Con riferimento alla mozione Pavanelli ed altri n. 1-00590, le premesse non sono accoglibili analogamente agli impegni, eccezione fatta per l'impegno 16), accoglibile con la seguente riformulazione: “a proseguire con il rafforzamento del quadro nazionale di contrasto alla povertà energetica, in coerenza con l'attuazione del Piano sociale per il clima in vista della piena operatività dell'ETS2, anche mediante l'interoperabilità dei dati e l'aggiornamento periodico dei criteri di accesso”.

L'impegno 17), lettera b), è accoglibile con la seguente riformulazione: “a promuovere gli interventi di “disaccoppiamento” (decoupling) del prezzo dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili da quello del gas, e che riducano il rischio di speculazione sui mercati”.

L'impegno 18) è accoglibile con la seguente riformulazione: “ad adoperarsi nelle competenti sedi europee affinché, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e degli eventuali nuovi strumenti europei di sostegno agli investimenti, sia rafforzato il supporto finanziario destinato ai sistemi di interconnessione elettrici con allineamento dei prezzi dell'Italia con quelli europei”.

Non ho ancora il testo della mozione del Partito Democratico, ma credo si tratti di pochi minuti, Presidente. È arrivato?

PRESIDENTE. Aspetti un secondo che forse le sta arrivando, perfetto.

CLAUDIO BARBARO, Sottosegretario di Stato per l'Ambiente e la sicurezza energetica. È arrivato in questo momento. Con riferimento alla mozione Pandolfo ed altri n. 1-00591, le premesse non sono accoglibili analogamente agli impegni, eccetto l'impegno 10), accoglibile con la seguente riformulazione: “a proseguire con le iniziative anche di carattere normativo per il rafforzamento e la semplificazione della disciplina delle comunità energetiche rinnovabili e della generazione distribuita”.

L'impegno 11) è accoglibile con la seguente riformulazione: “ad adoperarsi nelle competenti sedi europee affinché, nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e degli eventuali nuovi strumenti europei di sostegno agli investimenti, sia rafforzato il supporto finanziario destinato ai sistemi di interconnessione elettrici con allineamento dei prezzi dell'Italia con quelli europei”.

L'impegno 12) è accoglibile con la seguente riformulazione: “a promuovere interventi di “disaccoppiamento” (decoupling) del prezzo dell'elettricità prodotta da fonti rinnovabili da quello del gas, e che riducano il rischio di speculazione sui mercati”.

PRESIDENTE. Bene. Grazie, Sottosegretario Barbaro. Colleghi, adesso diamo in distribuzione tutte le riformulazioni ovviamente, così avete modo di prendere contezza di ciò che è stato fatto.

Ci tenevo, visto gli interventi che abbiamo fatto in apertura della seduta, a comunicarvi ciò che leggo da agenzie, cioè che Nessy Guerra è stata rilasciata in Egitto dopo l'intervento del Ministro Tajani (Applausi). Così ha assicurato anche il nostro ambasciatore, che ha riportato la signora Guerra a casa. Poi ovviamente vedremo tutto il resto. Intanto, prendiamo atto di una buona notizia.

(Dichiarazioni di voto)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto.

Ha chiesto di parlare il deputato Bergamini. Ne ha facoltà.

DAVIDE BERGAMINI (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, oggi siamo qui a valutare un argomento che è sicuramente importantissimo per il nostro Paese, per le nostre aziende e per le nostre famiglie.

Noi abbiamo esaminato le mozioni che sono state presentate dai colleghi del centrosinistra e dobbiamo dire che sicuramente non troviamo un riscontro positivo in una mozione in particolare, perché troviamo forti contraddizioni tra quello che è stato scritto e le politiche portate avanti sia in ambito nazionale da alcuni gruppi che hanno presentato la mozione, sia in ambito europeo. Quindi, quando vediamo che in alcune mozioni si parla di politiche legate all'automotive, voglio ricordare a quei gruppi come Azione e Italia Viva, che comunque in Europa hanno sostenuto le politiche della von der Leyen, che purtroppo, entro il 2035, andranno fortemente a penalizzare il nostro settore automotive. Quindi, oggi, cercare di mettere una pezza a quello che si è votato in Europa diventa per noi insostenibile.

Abbiamo poi visto che, rispetto all'argomento, ci sono politiche che non possiamo condividere, perché comunque si parla di punti che, come ho detto prima, sono contraddittori, ma che sono continuamente sudditi alle volontà europee. Quindi, si continua a delegare all'Europa la nostra politica energetica nazionale. Noi come Futuro Nazionale l'abbiamo sempre detto, l'abbiamo detto anche sui decreti Bollette che sono stati votati all'interno di quest'Aula, presentando emendamenti che chiedevano di andare a favore delle famiglie, delle nostre imprese e di dare la possibilità all'Italia di decidere sulle politiche energetiche nazionali.

Oggi, invece, continuiamo a vedere, all'interno della maggior parte di queste mozioni, la continua sudditanza all'Europa, la continua delega a nuovi fondi, a un nuovo indebitamento per far fronte a quella che è stata invece l'incapacità, la visione sbagliata dell'Europa nel portare avanti una politica energetica che si è dimostrata oggi fallimentare. Se non fosse fallimentare, infatti, oggi non avremmo il problema delle bollette delle nostre famiglie che sono aumentate in modo molto pesante a causa sicuramente dei conflitti - abbiamo il conflitto russo-ucraino, abbiamo la chiusura dello Stretto di Hormuz - e su questo non ho visto particolari passaggi. Noi, in più di un'occasione, abbiamo detto che dobbiamo avere la possibilità di acquistare energia dove costa meno. Quindi, Futuro Nazionale è sempre stato molto chiaro: prima di tutto mettiamo l'interesse nazionale, poi vediamo se possiamo rispettare le regole europee (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Vorrei fare un passaggio anche sulle politiche del Green Deal, portate avanti soprattutto dall'estrema sinistra di quest'Aula, che si sono dimostrate in questi anni fortemente fallimentari, perché non possiamo pensare di riempire il Paese di campi fotovoltaici, di pale eoliche (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) che stanno deturpando la bellezza dell'Italia. Abbiamo già visto che questa non è la soluzione, anzi spesso è diventato il problema, perché quel problema nasce anche dagli oneri di sistema che sono portati nelle nostre bollette.

Noi qui l'abbiamo detto più di una volta: oggi togliere gli oneri di sistema dalla bolletta delle famiglie e fiscalizzarli andrebbe già a ridurre di oltre un 10 per cento il costo dell'energia nelle bollette delle famiglie. Quindi, su questo non c'è una volontà forte e dimostra che, anche in questo caso, con riferimento alla politica energetica legata al fotovoltaico e agli incentivi dati alle famiglie e alle imprese, che sono state spinte a installare impianti fotovoltaici, è successo che questi sono stati pagati da tutti; anche quella famiglia italiana che non ha avuto la possibilità di installare gli impianti fotovoltaici, paga una parte di quel conto del fotovoltaico. Crediamo che questo sia fortemente sbagliato ed è la dimostrazione plastica che questo sistema non funziona. Sul costo energetico per le aziende, abbiamo visto che anche molte associazioni di categoria si sono pronunciate in questo senso, ossia rivedere totalmente gli oneri di sistema.

Nelle mozioni non abbiamo visto, invece, l'assunzione di vera e propria presa di posizione per adottare un sistema di centrali nucleari pulite. C'è stato qualcuno che ha accennato a questo, ma crediamo che ci debba essere sicuramente la volontà e la spinta di andare in quella direzione, ma non solo in quella. Non possiamo parlare di decarbonizzazione, lasciando che le nostre imprese e le nostre famiglie siano esclusivamente penalizzate dai forti costi. Dobbiamo accompagnare la transizione energetica con tutti i mezzi, valutando di mantenere le centrali a gas e acquistando il gas dove costa meno. Su questo l'abbiamo detto anche nei nostri precedenti emendamenti presentati all'interno dei decreti Bollette. Dobbiamo avere la possibilità di continuare a produrre energia nel modo più conveniente possibile.

Per questi aspetti non possiamo trovare, all'interno delle mozioni presentate oggi, una mozione che possa rappresentare l'interesse nazionale. Infatti, non dimentichiamoci che, senza le nostre imprese, non vi è l'interesse nazionale, ma perdiamo sicuramente anche la possibilità di mantenere un sistema sociale ed economico che per l'Italia ha rappresentato, invece, uno dei parametri che ci ha portato in Europa come Paese protagonista (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Del Barba. Ne ha facoltà.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, signori del Governo, anzitutto mi consenta di condividere la sua affermazione circa la nostra lunga conoscenza e il fatto che è fuori discussione il senso del dovere e la cortesia reciproca.

Per quanto riguarda il Governo, 22 minuti sono il tempo di lettura delle riformulazioni della nostra mozione. Probabilmente siete in ritardo per l'esame di maturità e avete scambiato questo luogo come luogo della prova scritta. Va bene, ci dispiace. Ci dispiace e speriamo che vogliate ascoltare quello che abbiamo da dirvi, perché lo scenario internazionale incide sui costi dell'energia e ci piacerebbe, più che fare questo esame scritto, discutere su quello che il Governo sta facendo o non sta facendo.

Premetto una cosa: noi non siamo tra coloro che, considerando i fatti esogeni, dicono: “Piove, Governo ladro!”. Siamo pronti a fare un'analisi di quello che succede, valutando le responsabilità. Però, se piove e qualcuno mi ha fregato l'ombrello e quel qualcuno probabilmente è il Governo, allora il sillogismo si chiude nella maniera in cui si chiudeva precedentemente. E vado a spiegarvi il perché.

Oggi la congiuntura economica è quella di estrema fragilità. L'instabilità geopolitica, rispetto alla quale ci sono le responsabilità del Governo Meloni e della Presidente del Consiglio, ma non le vogliamo ritoccare in questo frangente, rappresenta un fattore esterno e una minaccia diretta alla nostra tenuta industriale. Le persistenti tensioni in Medio Oriente - speriamo che si siano risolte o che vadano a risolversi, anche se rimane nelle mani dell'Iran, dopo l'azione di Trump, l'aver appreso questa arma di ricatto verso il mondo - cosa hanno determinato? Hanno determinato una salita del prezzo del petrolio e del gas naturale liquefatto; hanno generato un pericoloso effetto imbuto che sta paralizzando le filiere produttive e alimentando una nuova stagione di shock; stanno riducendo la crescita del prodotto interno lordo e la stima per il 2026 (si stima un modesto 0,6 per cento); stanno facendo salire la stima dell'inflazione.

Chiaramente tutto questo si ripercuote in particolare sul tema dei costi dell'energia, perché nel 2025 noi partiamo già da una situazione deficitaria. Il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica nel nostro Paese si è attestato sui 116 euro per megawattora contro una media UE di 85 euro per megawattora. Quindi, partiamo dall'avere un divario del 30 per cento. Non è un accadimento che vi coglie all'improvviso, ma è qualche cosa su cui il Governo si sarebbe dovuto preparare e muovere.

Allora, l'analisi e il motivo della riflessione odierna è proprio quello di valutare come il Governo si sia mosso. Per questo siamo particolarmente infastiditi che anche sulle premesse, laddove sono state mantenute integre, il Governo abbia voluto aggiungere quelle frasi di compiacimento che, francamente, nemmeno nei Paesi più autoritari e autocrati, nemmeno questi leader considerano utili. Io non so chi pensate di avere attorno o che tipo di stampa pensate ci sia in questo Paese, ma il compiacimento sulle analisi mi sembra davvero troppo. Ma andiamo avanti.

Esistono delle leve chiare e degli interventi di sistema che potrebbero invertire questa rotta. Quindi, la domanda è: voi le state azionando queste leve? Risulta indifferibile una riforma del mercato che porti al disaccoppiamento - il decoupling, come dicono quelli bravi - del prezzo dell'energia elettrica da quello del gas. Ne parlate, ne parlate quando venite qui, ma non agite. Bisognerebbe oltretutto avere un piano industriale di lungo periodo, che non si limiti alla gestione delle emergenze, ma che punti con decisione sul potenziamento delle reti intelligenti, sui sistemi di accumulo, sull'accelerazione delle installazioni di fonti rinnovabili. Vi siete venuti a vantare del fatto che siamo arrivati al picco più alto di installazioni, ma ci mancherebbe! Il tema è che voi non state procedendo adeguatamente nell'installazione di fonti rinnovabili, tant'è che avete creato dei colli di bottiglia burocratici che oggi tengono in ostaggio decine di gigawatt già autorizzati. La sfida della transizione non può essere affrontata in solitudine dai singoli bilanci nazionali.

Qui emergono anche i vostri deficit politici. Occorre promuovere con forza una capacità fiscale comune europea. Occorre mettere soldi europei, alimentati dal debito comune, per finanziare le infrastrutture strategiche e mettere al riparo il sistema produttivo dalla frammentazione degli aiuti di Stato.

A fronte di queste necessità, l'attuale azione del Governo appare segnata da un'evidente assenza di visione strutturale. Le iniziative intraprese finora si sono ridotte a una successione di misure una tantum e bonus propagandistici, peraltro inefficaci, che non incidono minimamente sulle cause profonde della crisi energetica e dei costi dell'energia in Italia. La riduzione temporanea delle accise e i contributi limitati per determinate soglie ISEE si sono rivelati semplici palliativi, incapaci di proteggere il ceto medio e di offrire certezze a chi deve investire nell'innovazione tecnologica.

Potrei continuare, ma voglio andare a toccare alcuni temi specifici per non apparire vago di fronte a un tema rispetto al quale, invece, voi siete assenti, colpevolmente assenti. Vogliamo parlare delle comunità energetiche rinnovabili? Parliamone. Rappresentano un pilastro fondamentale per l'autonomia energetica e la transizione dal basso, con un obiettivo nazionale ambizioso fissato in 5 gigawatt. Tuttavia, ci troviamo di fronte a una situazione cronica. Ad oggi risultano attivi soltanto 224 megawatt a causa di barriere burocratiche, legislative e territoriali che scoraggiano l'iniziativa dei cittadini e delle piccole imprese, impedendo una reale condivisione dell'energia autoprodotta.

Si può fare qualcosa? Ma certo che si può fare qualcosa, dovreste fare qualcosa per sbloccare questo potenziale. Le proposte attuali insistono sulla semplificazione radicale delle procedure, su strumenti di garanzia per l'accesso al credito delle PMI e sulla piena attuazione dello scorporo in bolletta dell'energia virtualmente scambiata, affinché i benefici siano tangibili. In questo quadro, peraltro, vorrei sottolineare che il Governo ha approvato per ben due volte - l'ultima volta l'8 aprile del 2026 - un mio ordine del giorno in cui si chiede di riconoscere che le CER in Italia possano costituirsi sotto forma di società benefit. Questo, badate bene, darebbe impulso e soluzione a molti di quei problemi che vi abbiamo appena segnalato. Avete approvato l'ordine del giorno e avete detto che avreste studiato. Ma cosa state studiando? Siete qui a fare l'esame di maturità, ma non studiate i veri problemi del Paese.

Altro tema che vorrei ricordarvi, prima di chiudere, è quello del rinnovo degli oneri concessori. Anche in quell'occasione un mio emendamento bocciato, poi una mia interrogazione a cui non è stata data risposta e un ordine del giorno bocciato vi dicevano: guardate che, chiedendo di pagare degli oneri per la proroga delle concessioni di distribuzione, voi state gravando in bolletta. Avete fatto orecchi da mercante, l'ARERA ve lo ha segnalato nella sua relazione e ne hanno parlato i giornali, ma siete fermi. Allora la domanda è: siete fermi perché vi siete finalmente ricreduti o aspettate le vacanze d'agosto per mettere un ennesimo balzello, creato da voi e non dalla situazione internazionale, sulle bollette dei contribuenti?

Dopodiché, per quanto riguarda il tema dell'energia, visto che siamo in questa bomba di calore, la povertà energetica è un tema che riguardava già 9 milioni di italiani e diventa particolarmente sensibile per quanto riguarda il raffrescamento. Chi è in povertà energetica non può accendere i condizionatori, forse non li può nemmeno installare, ma ne parleremo con la mozione per il clima. Però vi chiediamo, intanto, di garantire la massima trasparenza nell'attuazione del Piano sociale per il clima.

Infine il nucleare. Basta parlare del nucleare quando si parla di costi dell'energia. Voi ne avete fatto una bandiera per dire agli italiani che state affrontando il tema, che, se proprio verrà risolto, verrà risolto tra 10 anni, ma non ha nulla a che vedere con i costi, tant'è che non ci mettete i soldi, non ci credete neppure voi e non indicate nel vostro disegno di legge debolissimo alcuna strada concreta. Questo va detto con chiarezza: per voi il nucleare è solo una bandierina, anzi, una foglia di fico.

Concludo allora, Presidente, dicendo che tra le proposte ce n'è una che riguarda ENI. Mi sta molto a cuore, perché mi sono sempre sentito vicino a chi ha voluto ENI - il Ministro Ezio Vanoni di Morbegno e Mattei, che per l'ENI ha perso la vita. ENI è una grande azienda di Stato, che allora venne pensata addirittura con la partecipazione dei lavoratori nel consiglio. Quindi è un'azienda che può avere anche scopi sociali, però non possiamo immaginare interventi troppo frettolosi.

Infine, sull'ETS, siete venuti a sbandierare, come avete fatto in Confindustria, la soluzione del problema ETS. Vi chiediamo di risolverla davvero, perché non possiamo rinunciare alla decarbonizzazione e, nello stesso tempo, abbiamo messo in piedi uno strumento che penalizza proprio le industrie italiane (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Zaratti. Ne ha facoltà.

FILIBERTO ZARATTI (AVS). Grazie, signor Presidente. Credo che la situazione sia sotto l'occhio di tutti. Ormai non sono più le opinioni ad essere al centro della nostra discussione, ma sono i fatti, sono i numeri, che ci indicano quali sono le criticità del nostro sistema energetico e quali sono le soluzioni possibili.

C'è poco da inventarsi, se vogliamo leggere quello che sta accadendo. L'ultimo rapporto della Commissione dice che il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia è di 116 euro a megawattora, il più alto in Europa; la media europea è di 85 euro. L'aumento del prezzo del gas per le famiglie è arrivato a 0,124 euro a kilowattora, quarto in Europa. I prezzi al dettaglio dell'elettricità per i consumatori industriali a 203 euro a megawattora, quando la media europea è 164 euro. Ora, le motivazioni sono del tutto evidenti: è l'eccessiva dipendenza dalle fonti fossili, che noi siamo costretti, ovviamente, a importare. Le fonti fossili rappresentano il 52,3 per cento della produzione complessiva di energia elettrica.

Del resto, che questo sia un elemento di grandissima difficoltà lo testimonia anche il vostro Documento di finanza pubblica, dove si dice esplicitamente che il sistema è vulnerabile, oltretutto aggravato dalla questione della guerra in Iran. Intanto questo è un punto che andrebbe chiarito. La vulnerabilità aumenta con il conflitto in Iran, ma certo che ci siano grandi conflitti rispetto alla gestione delle risorse petrolifere, delle risorse di gas e dei combustibili fossili era facile da prevedere. E quindi è del tutto evidente che, in un quadro di programmazione, la possibilità del ripetersi di crisi come questa sia un elemento che va assolutamente previsto. A seguito di tutto ciò, noi abbiamo una crescita ferma.

La crisi geopolitica ha determinato, peraltro, un'altra grandissima stagione degli extraprofitti per le grandi compagnie petrolifere, come se non fosse bastata quella all'inizio e durante il conflitto tra Russia e Ucraina. Un report recente di Oxfam ci dice che le sei maggiori compagnie petrolifere chiuderanno il 2026 con utili superiori all'80 per cento di quanto previsto prima della crisi in Iran; circa 152 miliardi di extraprofitti. Ora, è del tutto evidente che la richiesta di tassare gli extraprofitti delle grandi compagnie e dei grandi patrimoni dovrebbe essere all'ordine del giorno di qualunque Governo equo, perché non possiamo continuare a regalare centinaia di miliardi di euro alle grandi compagnie petrolifere e alle grandi compagnie energetiche che speculano sostanzialmente sulla pelle dei cittadini e dei Paesi con grandi difficoltà dal punto di vista energetico. Gli extraprofitti devono essere tassati (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra), perché è del tutto evidente che non ci troviamo di fronte a profitti legittimamente incassati attraverso un'abile gestione manageriale, ma piuttosto utilizzando le difficoltà che arrivano da un mercato reso fragile, appunto, dalla guerra in corso. Quindi io penso che questo sia un punto fondamentale.

Da questo punto di vista è del tutto evidente che la critica forte al Governo attuale deve essere messa in campo, perché sulla questione della dipendenza dai fossili il Governo ha fatto la sua politica energetica. Si diceva, fino a qualche mese fa, che bisognava trasformare l'Italia nel grande hub della distribuzione del gas. Si diceva che la soluzione ai nostri problemi stava lì, quindi aumentando ancora di più la dipendenza dal gas. I fatti stanno dimostrando il contrario, e cioè che più si aumenta la dipendenza da gas e da combustibili fossili, più il nostro sistema economico va in crisi. Tant'è vero che in questo momento in Italia un megawattora di energia è pagato 116 euro, in Germania 89 e 65 in Spagna.

Qualcuno si dovrebbe fare una domanda e si dovrebbe dare una risposta. Perché c'è questa differenza dei prezzi? Perché fondamentalmente l'Italia è il Paese con una maggiore dipendenza dai combustibili fossili. I Paesi che hanno fatto altre scelte, in modo particolare indirizzate verso uno sviluppo forte delle energie rinnovabili, in questo momento pagano l'energia la metà di quanto paghiamo noi. E guardate che questo incide sulla vita delle famiglie, incide sulla vita economica del Paese. I cittadini e le cittadine durante l'inverno non accendono più i riscaldamenti, perché non possono pagare più le bollette. Noi lo dobbiamo ricordare.

In questo periodo di caldo, i cittadini che hanno il condizionatore - e sono pochi perché, purtroppo, molti non se lo possono permettere, per certi versi - non lo accendono neanche, perché non possono aumentare in questo modo i costi dell'energia e quindi non hanno la possibilità economica di utilizzare questo strumento. Anche se poi un Paese normale, un Paese saggio dovrebbe invece mettere in moto meccanismi per la mitigazione del caldo, per esempio, la piantumazione di alberi nelle grandi città, che assicura un abbassamento della temperatura, piuttosto che andare in questa direzione.

Ma l'altro elemento fondamentale è che noi abbiamo un sistema produttivo che per l'80 per cento è fatto da piccole e medie imprese. Queste piccole e medie imprese hanno pagato l'energia il doppio dei loro concorrenti in Europa e nel mondo. Addirittura, secondo Confartigianato, nel novembre del 2025, le piccole imprese con meno di nove addetti hanno sostenuto un costo dell'energia pari a 184 euro per megawattora: una cifra esorbitante, il triplo di quello che pagano i loro concorrenti. Come pensiamo che il nostro sistema produttivo possa reggere con un'energia a un costo così alto? Questo è il frutto delle scelte del vostro Governo, di quello che avete fatto in questi quattro anni.

Del resto sappiamo bene, secondo fonti di stampa autorevoli, che presso la Presidenza del Consiglio, al DICA, ci sono richieste che hanno esaurito l'iter autorizzativo e sono ferme in attesa di autorizzazione. Decine di gigawatt di energia, che potrebbero essere prodotte tramite fotovoltaico ed eolico, sono ferme lì, all'interno degli uffici della Presidenza del Consiglio. È evidente che ci sono responsabilità politiche.

Tempo fa, un vecchio proverbio, che è stato citato anche qui, diceva: “Piove, Governo ladro”, adesso noi potremmo dire: “Fa caldo, Governo ladro”, nel senso che non si affrontano i problemi del cambiamento climatico, non si affrontano i problemi relativi alla salute, dovuti alle ondate di calore, non si fa niente di tutto questo; e quando c'è una strada possibile, che è appunto quella di incrementare fortissimamente l'utilizzo di energie rinnovabili, è una scelta che questo Paese non fa. Un Paese come la Spagna, che l'ha fatta, paga l'energia 65 euro a megawattora, cioè pagano esattamente la metà di quello che pagano gli stessi concorrenti economici italiani in Italia.

Del resto, nel nostro Paese, secondo i dati di Legambiente, vi è un solo impianto eolico offshore a Taranto, di 30 megawatt. Voglio ricordare che il Politecnico di Torino in Italia ha stabilito che l'eolico galleggiante avrebbe una potenzialità per superare i 200 gigawatt, con una produzione che sarebbe uguale a 1,7 volte il fabbisogno elettrico nazionale del 2022. Tutto questo è fermo nei cassetti, è necessario, signor rappresentante del Governo, che la maggioranza abbia una svolta. Prima di tutto una svolta politico-culturale: quella di capire che nelle energie rinnovabili è il nostro futuro.

Questo Paese non ha depositi o giacimenti di uranio, non ha depositi o giacimenti di petrolio, di gas o di carbone. L'unica energia nazionale disponibile è quella del sole e quella del vento. Su questo dobbiamo puntare e su questo possiamo costruire la nostra autonomia nazionale energetica, non continuando le politiche di acquistare gas liquido dagli Stati Uniti d'America o dal Golfo che, fondamentalmente, sostituisce il gas che arrivava via tubo dalla Russia con quello che arriva via nave dagli Stati Uniti d'America.

Io credo che sia necessario uscire dalla politica dei fossili e del gas, credo che sia necessario tassare gli extraprofitti…

PRESIDENTE. Concluda

FILIBERTO ZARATTI (AVS). …e vado a chiudere, rafforzare i sistemi di accumulo, snellire le procedure autorizzative per gli impianti eolici e fotovoltaici, lavorare per il disaccoppiamento tra gas ed energia elettrica; e che si incentivino nuovamente le regioni e le comunità locali a mettere in atto politiche di sostegno alle comunità energetiche.

Infine, penso che sia necessaria ormai una tariffa sociale per le famiglie in condizioni di vulnerabilità economica. Queste sono le cose da fare, le emergenze del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Benzoni. Ne ha facoltà.

FABRIZIO BENZONI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Mi conceda una battuta rispetto a quanto è successo, se possiamo, come gruppo, avere un faldone per le riformulazioni, per poterle contenere.

La seconda è che ovviamente annuncio che non accetteremo nessuno…

PRESIDENTE. …non lo manderemo via fax per evitare …

FABRIZIO BENZONI (AZ-PER-RE). …perché se paghiamo a pagina sarà un lungo costo per la Camera.

Non accetteremo le riformulazioni, perché accettandole sarebbe come avere una mozione di maggioranza e dovremmo avere un voto della maggioranza che non vogliamo su questo, quindi non le accetteremo.

Arrivo invece al tema: se siamo per l'ennesima volta in quest'Aula a parlare di energia, è perché penso, ma in tanti lo pensano… tutti sappiamo che oggi una delle principali emergenze di questo Paese è il costo energetico. È il gap vero che ci differenzia non dal resto del mondo, ma dal resto dell'Europa; è il gap vero che si abbatte sulle nostre imprese e sulle nostre famiglie. E quando si va alle assemblee dei datori di lavoro, di Confindustria e non solo, se la prima richiesta che si fa è quella di intervenire sul costo dell'energia, credo che l'emergenza che oggi stiamo affrontando sia quella vera.

E non dipende tutto da questo Governo, dobbiamo dirlo. In questi anni sono successe cose indipendenti dalle scelte di chi governa: la guerra in Ucraina, le sanzioni alla Russia, quello che sta accadendo oggi ad Hormuz sono alcune delle cose che sono contenute nelle premesse della nostra mozione, perché vanno riconosciute e creano un contesto internazionale nel quale dobbiamo orientarci, ma è evidente che, indipendentemente da quello che sta accadendo nel resto del mondo, oggi abbiamo un mix energetico che non ci consente di avere un prezzo competitivo dell'energia. E questo dipende dalle scelte del passato, ma anche e soprattutto dalle scelte che non stiamo facendo in questo momento.

E, allora, se le mozioni e gli atti di indirizzo hanno ancora un senso in questo Parlamento, il senso è quello di dare un impulso a decisioni che evidentemente ci vedono divisi, perché se tutti vorremmo avere il prezzo dell'energia più basso, in realtà le ricette che si sentono in quest'Aula sono molto, molto differenti: da chi appunto parla di extraprofitti, a chi è contro il nucleare, a chi ci spiega ricette che sono un po' lontane dalla realtà.

I temi sono due. Il primo: noi siamo contentissimi che si proceda finalmente, attraverso il vostro disegno di legge, verso il nucleare, ma questa è la strategia di lungo periodo. Speriamo anche che approviate dei decreti attuativi nel più breve tempo possibile e speriamo che si dia un vero impulso. Speriamo che si possa partire con il nucleare della tecnologia esistente, attuale, più disponibile sul mercato. Il tema è che sicuramente questo ci aiuterà a risolvere il problema fra dieci anni, ma le nostre aziende devono arrivarci fra dieci anni, devono sopravvivere a un contesto internazionale sempre più in difficoltà.

E allora forse, nel breve e nel medio periodo, le azioni da fare sono molto diverse e assolutamente da mettere in campo. Potete farlo e non avete fatto nulla su questo. Infatti, soprattutto le aziende energivore, cioè quelle che hanno un costo dell'energia che incide sul costo finale dell'azienda in modo molto elevato, oggi hanno una necessità di risposta subito. È una necessità che dipende anche dal mantenimento del gas, dal gas release. Noi continuiamo a dire che dobbiamo sganciarci dal gas, ma per fortuna - per fortuna - siamo riusciti, soprattutto con il Governo Draghi, a modificare le fonti di approvvigionamento del gas nel nostro Paese.

Oggi disponiamo di gas e solo grazie a questo stiamo in qualche modo contenendo il fabbisogno energetico del nostro Paese. Lo stiamo vedendo anche in questi giorni, lo vediamo in una continua elettrificazione del Paese, che chiederà sempre più energia elettrica: il che mette in difficoltà il nostro sistema. Senza il gas, purtroppo, oggi, non andremmo avanti.

E allora, benissimo, perché qui continua la guerra tra chi è a favore delle fonti rinnovabili e chi è a favore del nucleare. Ma non c'è nessuna guerra: il mix energetico prevede entrambe le fonti. Benissimo che si continui a investire sull'eolico e sul solare, ma sappiamo benissimo che non c'è alcun Paese che può andare avanti a solare ed eolico, perché sono fonti intermittenti e questo mix energetico va unito a qualcosa di continuativo che è solo il nucleare.

Andiamo avanti: quali sono i problemi di queste fonti?

Il primo: non c'è un piano di mappatura delle fonti rinnovabili, continuiamo a costruire impianti laddove non serve l'energia, e non li stiamo costruendo laddove serve.

Secondo: appunto per questo, gli investimenti sulla rete. Abbiamo una rete oggi che non supporta l'energia che riusciamo a produrre e quindi stiamo pagando per produrre energia pulita, energia che non stiamo utilizzando.

Terzo: raccontiamo questa favola delle batterie. Ma non è una favola, è che sono molto costose. E quando, nelle mozioni degli altri partiti, leggiamo “abbattere gli oneri di sistema”, il costo delle batterie va esattamente ad incidere sugli oneri di sistema del futuro. Stiamo dicendo di fare degli investimenti - che peraltro sono quelli più remunerati oggi da ARERA - e si andrà semplicemente ad alzare ulteriormente il costo dell'energia, non in quella parte di costo energetico puro, ma nella parte degli oneri di sistema di trasmissione di rete che arrivano nelle nostre bollette.

Quarto: la coerenza politica. Perché qui continuiamo a dire di investire sui parchi fotovoltaici, sui parchi eolici, sull'eolico offshore, e ovunque accade che i medesimi partiti locali di coloro che oggi spingono su questo bloccano qualsiasi investimento sui parchi fotovoltaici, sui parchi eolici e sull'eolico offshore. Bisogna mettersi d'accordo ed essere coerenti con se stessi. Non da ultimo, quello che sta accadendo a Orvieto, dove c'è la rivolta popolare per un parco fotovoltaico; benissimo, è governata da tutte quelle forze che chiedevano il fotovoltaico.

Credo che allora, di fronte a questo, bisogna fare un po' di chiarezza.

C'è invece un altro tema: ci sono anche delle fonti rinnovabili continuative: il geotermico e l'idroelettrico. È vero, incidono molto meno, e si può investire molto meno nell'aumento del mix energetico, ma oggi contano qualcosa: contano quasi il 16 per cento di quello che viene prodotto in termini di energia elettrica. Su questo si può fare molto, si può fare un nuovo sistema di assegnazione delle concessioni. Oggi, chi produce idroelettrico lo sta vendendo a un prezzo molto più alto di quello di qualche anno fa e pure ha i medesimi costi di produzione. Su questo noi possiamo intervenire. E, se tanti sono contrari alle gare per il semplice principio della reciprocità - e sarebbe anche un giusto presupposto, perché sarebbe assurdo che le altre aziende europee potessero partecipare alle gare italiane e gli italiani non potessero partecipare alle gare europee, perché oggi così non accade -, benissimo. Allora, non mettiamo a gara e andiamo in proroga, ma con dei sistemi che prevedono un prezzo calmierato che consenta di avere un ribasso in caso di gara, oppure un prezzo fissato per le aziende energivore.

C'è un altro tema, che è quello che dicevamo prima. Quando un italiano riceve la bolletta, che sia un imprenditore o un cittadino, dentro ha un costo energetico che già di per sé oggi è alto - e su cui abbiamo cercato di spiegare che cosa si potrebbe fare -, ma il resto si chiama costo di trasmissione e di distribuzione e oneri di sistema. Ed è una fetta importantissima di quella bolletta. Bene, noi chiediamo di mettere a gara pubblica anche le concessioni di distribuzione e di trasmissione. Le aziende che oggi si occupano di quello fanno utili enormi e sono remunerati da un ente pubblico che è ARERA.

Allora, il ribasso attraverso meccanismi di mercato è l'unico strumento per intervenire su questo. E la rivalutazione dei meccanismi di remunerazione si fa guardando sì, in quel caso, a cosa accade sugli investimenti e sui costi che vengono remunerati dai colleghi francesi, tedeschi e spagnoli, che sono quelli che guardiamo sempre quando parliamo di costo energetico - senza dire, però, che in tutti e tre i Paesi c'è un mix nucleare molto importante -, perché quando guardiamo a quei Paesi, loro ci battono soprattutto sul costo di trasmissione e sul costo regolatorio.

Allora, adeguare i parametri regolatori, adeguare la remunerazione del capitale, adeguare i costi operativi che noi riconosciamo a queste aziende dovrebbe e potrebbe essere non la soluzione di medio periodo, ma la soluzione di brevissimo periodo.

Da ultimo - e chiudo - il sistema degli ETS. È un sistema che è stato immaginato molti anni fa, in un contesto geopolitico completamente differente. Allora, immaginare oggi un ripensamento di questo sistema che sta ottenendo l'effetto opposto, cioè quello di abbattersi sulle aziende italiane e sulla competitività delle nostre aziende – e non solo italiane ma anche europee -, credo che sia un obiettivo che abbiamo tutti.

Chiudo dicendo semplicemente che sono a disposizione dell'onorevole Bergamini per spiegare le posizioni di Azione rispetto al Green Deal, vista la coerenza dei voti di Carlo Calenda al Parlamento europeo e delle posizioni che Azione ha sempre preso in questo Parlamento. Forse era disattento quando era in altri gruppi parlamentari. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Pavanelli. Ne ha facoltà.

EMMA PAVANELLI (M5S). Grazie, Presidente. Oggi siamo qui a discutere una mozione che, nel nostro caso, nel caso del MoVimento 5 Stelle, è stata costruita con responsabilità e con uno sguardo rivolto al futuro di questo Paese. Una mozione che nasce dall'ascolto del Paese reale: imprese, lavoratori e famiglie, che ogni giorno vivono le difficoltà legate all'aumento del costo della vita e, in particolar modo, del costo dell'energia. Un costo che pesa come un macigno sui bilanci domestici e aziendali, compromettendo la competitività del sistema Paese.

Davanti a quella che, indubbiamente, rappresenta una delle più complesse sfide epocali del nostro tempo, il Governo italiano è assente. Il contesto in cui ci troviamo a operare è drammaticamente chiaro.

Il Documento di finanza pubblica del 2026 ha certificato che l'Italia sarà agli ultimi posti tra le economie europee. La produzione industriale italiana è in contrazione dal 2023, mentre i dati Istat parlano di un comparto manufatturiero in affanno, con le imprese che chiudono e i lavoratori lasciati per strada.

E di fronte a questo scenario apocalittico, sapete qual è stata la risposta del Governo Meloni in quattro anni di Governo? Il nulla.

Ecco, vorrei che questo concetto fosse ben chiaro: oggi non stiamo criticando decisioni sbagliate, stiamo denunciando l'assenza stessa di decisioni. Stiamo denunciando il vuoto. Stiamo denunciando che questo Governo, che si riempie la bocca di sovranità, di orgoglio nazionale e di difesa degli interessi degli italiani, in realtà ha lasciato il nostro sistema produttivo completamente esposto, indifeso, in balia degli eventi geopolitici globali.

Perché vedete, colleghi, noi come classe politica, come sapete, siamo soggetti a un'unica forma di responsabilità: quella politica.

È la stessa che dovrebbe guidare le nostre azioni e consentirci di prendere decisioni nell'interesse del Paese. È quella che, invece, in questa legislatura è stata completamente ignorata da questa maggioranza.

Mi piacerebbe poter essere qui a criticare delle politiche di questo Governo sul merito e dire che sono state decisioni sbagliate, ma purtroppo è impossibile, perché in quattro anni non c'è nulla da commentare (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Politica industriale non pervenuta, politica energetica non pervenuta, misure economiche di sostegno alle imprese zero, politiche di crescita e di sostegno agli investimenti zero.

Questo è il Governo dello zero assoluto. Come le prospettive di crescita del nostro Paese, come la capacità di intervenire su un costo dell'energia che, sebbene in calo rispetto ai picchi del 2022 e del 2023, rimane strutturalmente più alto rispetto ai nostri competitor internazionali. Un costo che rappresenta ormai da anni la voce fissa più elevata e incomprimibile per le nostre imprese, un cappio al collo che si stringe sempre di più. E la colpa? Ovviamente è sempre degli altri. Ma la verità, colleghi, è che siete voi che state seduti in quelle poltrone da quattro anni e non siete neanche capaci di assumervi un briciolo di responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Guardate cosa sta succedendo. Le tensioni geopolitiche incidono sui costi logistici, sui tempi di trasporto, sulla regolarità degli approvvigionamenti di materie critiche. E noi? Noi siamo lì, dipendenti dalle forniture estere, senza una politica industriale che, in prospettiva, possa renderci autonomi e indipendenti. La dipendenza dalle fonti fossili continua a rappresentare un elemento di vulnerabilità energetica, e la scelta governativa di mantenere la centralità del gas, senza una chiara strategia di progressiva riduzione della dipendenza, rischia di rallentare gli investimenti nelle rinnovabili.

Ma non solo, rischia di condannare il nostro sistema produttivo a un eterno inseguimento di forniture estere e a una subalternità energetica, che è la negazione stessa di qualsiasi idea di sovranità. E parliamo del Patto di stabilità: l'attuale struttura, avallata da questo Governo, rischia di trasformarsi in una gabbia contabile che limita la capacità di intervento pubblico. E nel frattempo abbiamo crisi industriali importanti, penso a Natuzzi, Stellantis, Beko, e potrei fare una lista infinita di grandi gruppi manufatturieri che chiudono o riducono la produzione in Italia.

Una desertificazione produttiva che avviene nel silenzio di un Governo che non ha una strategia, che non ha un piano, che non ha nemmeno la decenza di intervenire per salvare posti di lavoro e capacità produttiva. Signor Presidente, questa mozione che presentiamo oggi è un atto di responsabilità. Non è un pezzo di carta, non è un esercizio retorico; è un programma, è un impegno, è un'alternativa concreta al nulla che questo Governo ha costruito in quattro anni. Chiediamo un piano straordinario di rilancio della produzione industriale e della domanda interna.

Chiediamo politiche per la crescita e l'allineamento dei redditi medi italiani a quelli europei. Chiediamo lo sviluppo delle reti di impresa e dei processi di aggregazione. Chiediamo un sistema di incentivi efficace, con condizionalità sociali e criteri premiali. Chiediamo di accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili, di rimuovere le barriere che ostacolano le comunità energetiche, di riformare la disciplina degli oneri generali, traslandoli sulla fiscalità generale.

Chiediamo di passare da un prezzo unico nazionale ad un prezzo zonale, che rifletta le dinamiche territoriali della domanda e dell'offerta. Chiediamo di rafforzare i Power Purchase Agreement, di estendere l'accesso anche ai soggetti di minori dimensioni attraverso modelli aggregati. Chiediamo di ridefinire l'assetto proprietario di ENI, rafforzando la partecipazione pubblica e orientando gli investimenti verso il graduale abbandono delle fonti fossili. Siamo fermamente contrari al nucleare da fissione, caratterizzato da costi di investimento e tempi di realizzazione significativamente superiori rispetto alle rinnovabili.

E vorrei aggiungere, Presidente, che questa nostra affermazione viene oggi confermata anche da un'indagine conoscitiva bipartisan del Parlamento australiano, che conferma questa nostra teoria sui costi e sui tempi. Diciamo “sì” a un piano di finanziamento pubblico per la ricerca in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili e sistemi di accumulo; diciamo “sì” a un piano nazionale straordinario per l'ammodernamento della rete elettrica.

Chiediamo di contrastare la povertà energetica, perché oggi, con questo grande caldo, viene confermato che ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), con misure coordinate e integrate tra politiche energetiche, sociali e abitative. Chiediamo la piena operatività del sistema ETS per revisionare il meccanismo di formazione dei prezzi del gas, basato sul TTF, per rafforzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione. Questa è la nostra proposta, questa è la nostra visione, questo è il nostro impegno.

E tra pochi minuti, colleghi, avrete la possibilità di votare una mozione insieme a noi. Potrete votare “sì” e mandare finalmente un messaggio chiaro al Governo, oppure potrete votare “no” e confermare che l'inerzia, l'assenza, il nulla sono la vostra scelta consapevole. Ma sappiate che votare “no” significa votare contro le imprese italiane, votare contro i lavoratori che perdono il lavoro, contro le famiglie che non arrivano a fine mese. Significa votare contro il futuro di questo Paese (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Squeri. Ne ha facoltà.

LUCA SQUERI (FI-PPE). Grazie, Presidente. Oggi siamo qui, in Aula, per parlare di un argomento che è di attualità, non negli ultimi tempi, ma ormai, ahimè, è d'attualità da diversi anni. Diciamo che, se andassimo a vedere la curva, la linea dei costi dell'energia, vedremmo che dagli inizi del 2000 fino al 2021 ci sarebbe una linea orizzontale. Poi cosa succede? Ancora prima della guerra russo-ucraina succede che c'è il COVID, che finisce nell'autunno del 2021. Nel 2021 c'è la ripresa economica mondiale ed ecco che comincia la crisi dei prezzi dell'energia.

Qui ho un grafico: si vede che, fino al 2021, il costo del gas era 20 euro al megawattora. Tenete conto che, come sapete, gran parte dei motivi per cui il costo dell'energia elettrica è così alto è perché noi la produciamo prevalentemente con il gas. Per cui, quando si parla di energia elettrica, che in realtà non è un'energia, ma un vettore, poi dobbiamo andare a parlare nel dettaglio di come produciamo questa energia elettrica. Dunque, dicevo, nel 2021 siamo a 20 euro al megawattora; ripresa economica, si sale a 50, 60 euro al megawattora, per arrivare poi, dopo quello che succede in Ucraina con la Russia, a 122 euro al megawattora.

Se voi vedeste il grafico che ho, proprio si vede una linea orizzontale, sale nel 2021, per arrivare poi al vertice nel 2022 e poi scendere all'attuale, adesso siamo sui 50 euro al megawattora. E questo perché? Cosa ci dice questo? Ci dice che noi, purtroppo, in Italia, siamo il Paese europeo più dipendente dal gas. Abbiamo un mix energetico che, a livello complessivo, ci rende dipendenti per l'80 per cento dal fossile.

Se poi si parla di corrente elettrica, arriviamo al 60 per cento dal fossile, per cui una quantità enorme nel mix energetico di cui poi ne paghiamo le conseguenze. Per cui qual è il tema che dobbiamo affrontare? È il mix energetico, cioè il costo dell'energia dipende, Paese per Paese, dal mix energetico. Parto dall'esempio che ripetutamente sentiamo dire: la Spagna, dobbiamo fare come la Spagna. Va bene, facciamo come la Spagna, fermo restando - l'ho detto, lo ribadisco - che la Spagna ha 200.000 chilometri quadrati in più di territorio, vuol dire nove volte in più la Lombardia, con 10 milioni di abitanti in meno, per cui grandi spazi; con questi spazi, grande è la rilevanza di presenza quasi desertica, per cui la possibilità di utilizzare il suolo, di consumare il suolo con l'installazione di fonti rinnovabili. Detto ciò, la Spagna ha una potenza installata di fotovoltaico inferiore all'Italia, primo dato. Ne produce di più in percentuale perché? Intanto perché ha più sole e poi perché incide di più nel mix energetico. Ha tanto eolico, ha il vento dell'oceano, noi di eolico purtroppo ne abbiamo molto meno da utilizzare. Ma la vera differenza che noi abbiamo rispetto alla Spagna è il nucleare, per cui ci tornerò sull'argomento in questi dieci minuti. Quando si dice “prendiamo come esempio la Spagna”, senza tener conto della vera differenza, cioè che lei nel mix energetico ha il 20 per cento di energia elettrica prodotta dal nucleare… eh non so, ditemi voi che coerenza c'è nel dibattito?

Io devo dire che mi ha fatto anche un po' di tenerezza il collega Zaratti quando ha detto: noi dobbiamo puntare all'autonomia in Italia, perché abbiamo il sole e il vento e con questo dobbiamo renderci autonomi. Se non si è in malafede, veramente bisogna essere teneri con questa considerazione. Perché va bene il sole, il vento, il sole 1.200 ore all'anno, il vento 1.700-1.800 ore all'anno; e le altre 6.000-7.000 ore cosa facciamo? Spegniamo la luce? Accendiamo le candele? Per cui siamo seri sulla risposta che bisogna dare al mix energetico. E, quando sento dire che questa maggioranza, questo Governo non hanno visione, è veramente strumentale; ma non perché voi fate il ruolo dell'opposizione e io faccio il ruolo della maggioranza, perché sono i numeri a dirlo.

Questo Governo ha battuto il record, negli ultimi due anni, 2024 e 2025, di installazione di potenza rinnovabile, oltrepassando in entrambi gli anni i 7 gigawatt, cosa mai successa nei Governi precedenti. Per cui il primo dato: non è vero che questo Governo è contro le rinnovabili. E poi, scusate, ma voi questa mozione, dove ripetutamente accusate il Governo di essere ostile alle rinnovabili, l'avete fatta alla giunta della Sardegna, della Puglia, dell'Emilia-Romagna, dell'Umbria, della Toscana, dove lì gli enti locali fanno di tutto, adesso, per ostacolare la realizzazione di impianti rinnovabili? Non perché si divertano, anzi, dimostrano in realtà una profonda incoerenza, no? Vengono qui a Roma, “rinnovabile!”. E poi, quando governano gli enti locali: “no, blocchiamo tutto”. Perché? Perché anche con le rinnovabili abbiamo dei problemi di accettabilità sociale, problemi grossi che bisogna risolvere.

E questo Governo si è impegnato in tal senso, cercando di mettere in atto regole che potessero chiarire come gli operatori possano districarsi nella difficoltà di avere autorizzazioni per cominciare i lavori di realizzazione. E poi, davvero, io non riesco a capire come si possa essere contrari alla vera risposta strutturale, di grande novità, che questa maggioranza ha introdotto, cioè il voler davvero emanciparsi dal gas, che adesso è impossibile. Chi dice che da domani possiamo fare a meno del gas e del petrolio lo dica, però lo vada a dire al bar, non qui dove dobbiamo decidere le strategie del nostro Paese.

Noi, per i prossimi decenni, avremo ancora bisogno di gas e di petrolio e nei prossimi decenni avremo bisogno di implementare le fonti rinnovabili, ma l'unico modo per emanciparci comunque in un cammino che non può essere immediato, ma che deve cominciare adesso, è quello di introdurre il nucleare, perché solamente con il nucleare ci si emancipa dal gas. Solamente abbinando alle fonti rinnovabili questa energia costante ci si può emancipare dal gas, perché altrimenti sono tutte chiacchiere, perché altrimenti avremo il gas che continuerà a essere determinante. Tra l'altro, poi, anche per introdurre elementi che un po' sdrammatizzino un problema rilevante - ovviamente, se lo negassi sarei io un fazioso -, però quando si parla di bolletta elettrica poi bisogna parlare anche di quello che l'Italia ha di buono. Se io vado a prendere la bolletta elettrica media dei domestici degli italiani - altro discorso le aziende energivore, altro discorso le piccole e medie imprese -, però concentriamoci sulla bolletta media di 2 megawattora all'anno: se io vado a vedere i dati Eurostat - per cui non sono dati di Forza Italia - la bolletta media è di 59 euro, ok? In Spagna la bolletta è di 54 euro mensile: 5 euro in meno, dunque non è una cosa fantasmagorica. Addirittura la Germania ha 74 euro, paga più di noi. E perché questo? Perché noi abbiamo, sì, il costo della materia prima superiore, ma abbiamo fortunatamente una rete efficiente che incide per la metà rispetto a quanto incide negli altri Paesi.

Per cui concludendo, Presidente, queste mozioni hanno parti che sono state accolte dal Governo perché sono basate sul raziocinio e su proposte serie. Tante, ahimè, sono inaccoglibili perché o sono strumentali o sono irrealizzabili, fatemi dire qualcuna anche - vorrei usare il termine malafede ma non lo uso, anche se l'ho usato, ahimè -, ma noi abbiamo, a mio avviso, la visione seria, pragmatica e coerente. Noi vogliamo decarbonizzare il sistema energetico italiano per far sì che i costi diminuiscano, che ci sia energia pulita implementando, come stiamo facendo, le fonti rinnovabili e abbinando a queste l'energia nucleare (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Gusmeroli. Ne ha facoltà.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, come uso fare quando devo fare un intervento in Aula, ascolto e prendo appunti di tutti quelli che sono stati gli interventi e le affermazioni, le mozioni che sono state presentate… leggerle e, in qualche modo, affrontarle, capirle e cercare anche di capire la voce della minoranza. Però io credo che ci sia un tema di fondo: c'è un tema di autorevolezza. E l'autorevolezza della politica - anche di un partito, anche di un movimento - si guadagna non dicendo: tutto quello che è stato fatto non vale nulla, non è stato fatto nulla, è completamente sbagliato. L'autorevolezza si guadagna anche riconoscendo le cose buone che sono state fatte. Allora, in tutti gli interventi io ho sentito critiche, in certi casi, elevatissime, dove si è intervenuti: non c'è nulla da commentare, perché in quattro anni sull'energia il Governo non ha fatto nulla.

E allora io ho preso tutto quello che è stato fatto in quattro anni. Beh, sostegno diretto in bolletta: la prima manovra di bilancio del Governo di centrodestra è stato un aiuto poderosissimo di alcuni miliardi di euro - alcuni miliardi di euro - proprio in manovra di bilancio sull'aiuto in bolletta per famiglie e imprese.

Il bonus sociale elettrico e gas per famiglie a basso ISEE; il bonus straordinario di 200 euro nel 2025 a circa 8 milioni di famiglie; il contributo di 115 euro nel 2026; l'alleggerimento di oneri dell'IVA; l'IVA sul gas ridotta al 5 per cento; l'autoconsumo e il reddito energetico; le comunità energetiche, prima si è criticato, ma le comunità energetiche sono state assolutamente aiutate, spinte e pubblicizzate; il conto termico; il bonus elettrodomestici; il servizio a tutele graduali.

Questo solo per le famiglie, ma poi c'è tutto ciò che riguarda le imprese: i crediti d'imposta sui costi energetici, 10 miliardi solo nella legge di bilancio del 2023; l'anticipo delle compensazioni ETS; la Transizione 5.0; adesso l'iperammortamento; l'incentivo per mettere il fotovoltaico, il 40 per cento per chi partecipa alle comunità energetiche scadeva il 30 novembre del 2025. Cioè, si è fatto veramente di tutto. Non ultimi, cinque decreti: in una situazione in cui abbiamo due guerre e una situazione geopolitica difficilissima, questo Governo è intervenuto cinque volte per cercare di calmierare il costo dei carburanti, che adesso fortunatamente è abbondantemente sotto i 2 euro, e questo credo che faccia piacere a tutti.

Dire “non si è fatto niente” vuol dire avere dei preconcetti e basta, non vuol dire fare il bene del Paese. Perché? Perché si guadagna autorevolezza anche riconoscendo pregi e difetti di chi governa (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier) in una situazione difficilissima, perché dobbiamo dircelo. Ma non c'è solo il lavoro del Governo, c'è il lavoro anche del Parlamento. E sul tema dell'energia il Parlamento è stato assolutamente centrale, in particolare la Commissione attività produttive.

Quando è cessato il mercato tutelato, la Commissione attività produttive ha convocato tre volte ARERA per far sì che si pubblicizzasse che la cessazione del mercato tutelato poteva permettere a milioni di famiglie di finire in un mercato che si chiama sistema a tutele graduali, con risparmi che in questo momento arrivano fino al 50 per cento della bolletta. Questo ha fatto la Commissione attività produttive. Ma non solo, la Commissione attività produttive, e in particolare la Lega, ha fatto approvare un emendamento successivamente che permetteva proprio ai vulnerabili che sono citati nella mozione Boschi di finire anch'essi nel sistema a tutele graduali.

E questo Parlamento… la Commissione ha messo in tutela e in garanzia di prezzo 3 milioni di famiglie italiane. Però le mozioni che avete presentato chiedono di aiutare le famiglie a basso reddito. Ma quando c'era da votare quegli emendamenti, voi avete votato contro (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier). Io ho l'onore di fare anche il sindaco della mia città, Arona, sul Lago Maggiore. Ebbene, il 10 per cento delle famiglie della mia città le ho tutelate nel sistema a tutele graduali, dove, fino a marzo 2027, risparmieranno fino al 50 per cento del costo dell'energia elettrica.

Ma questa cosa qui, che poteva riguardare in Italia 14 milioni di famiglie in più, non è stata pubblicizzata da nessuna di voi minoranze, nessuna di voi minoranze. Avete votato contro in Parlamento, non avete fatto nessuna pubblicità: siete i primi che non avete tutelato le famiglie. E perché non le avete tutelate? Perché avete un approccio per cui, se c'è una cosa positiva che fa la maggioranza, non la voto e non la pubblicizzo (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), anche se è per il bene di milioni di famiglie.

Questa non è buona politica. La Commissione attività produttive ha affrontato il tema del nucleare con estrema serietà, e lo ha affrontato con estrema serietà perché? Perché ci sono stati due referendum. Quindi, con il massimo rispetto di due referendum, ha fatto un'indagine conoscitiva per sei mesi che è stata utile al Governo per fare il disegno di legge delega sul nucleare, ma poi non si è fermata, è andata a vedere anche dove i piccoli reattori vengono costruiti - in questo caso in Canada - per far sì che le società industriali e le imprese industriali che consumano tantissima energia possano in futuro risparmiare.

Questo è un sistema di approccio serio da parte sia dei membri della Commissione, sia da parte del Parlamento, non preconcetto. Allora, prima ho ascoltato e si diceva: “beh, ci avete messo 4 anni per rifar ripartire nucleare”. Sì, ma c'erano due referendum, bisognava avere anche il rispetto di quel voto e affrontarlo con la giusta attenzione, ma alla fine abbiamo votato a favore e, se le nostre future generazioni potranno affrontare temi non solo come la fissione, ma come gli SMR o come la fusione, sarà grazie a qualcuno qua dentro che ci ha creduto e ci ha messo il coraggio.

Allora, importante quando si parla di energia è pensare sempre al bene del Paese. Prima si è parlato dell'eolico e del solare, ma esistono anche l'idroelettrico e il geotermico. Siamo un Paese dove il geotermico può essere una delle fonti molto importanti di questo Paese come produzione di energia. Allora, bisogna pensare a un mix energetico che comprenda tutto, l'eolico, il solare, il geotermico, l'idroelettrico. Ma non a gara, come diceva l'onorevole Benzoni. Perché? Perché l'energia non è solo un tema di prezzo, ma è anche un problema di sicurezza del Paese, e quindi cedere l'idroelettrico a società estere vuol dire avere problemi in futuro, anche dal punto di vista della sicurezza.

PRESIDENTE. Concluda.

ALBERTO LUIGI GUSMEROLI (LEGA). Questo Governo e questo Parlamento hanno lavorato fortemente su tutti i temi dell'energia. Ecco perché, per esempio, e torno all'autorevolezza, voi non riconoscete nessun lavoro da parte del Governo e del Parlamento. Noi, in alcuni brani delle mozioni, riconosciamo la valenza dei vostri interventi. Non tutto, ma vedrete che il Governo ha dato parere favorevole ad alcuni temi. Questa è la differenza che fa la politica, che fa l'autorevolezza: è una politica che non guarda alle future elezioni, ma guarda al futuro delle future generazioni (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier), i nostri giovani di cui bisogna ricordarsi un po' più spesso quando si prendono delle decisioni, qui e fuori dal Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Prima di andare avanti, soltanto un aggiornamento, ancora, su quanto detto questa mattina a proposito della vicenda della signora Nessy Guerra, che sarà peraltro oggetto, oggi pomeriggio, di question time. Il Ministro Tajani ha confermato che è stata rilasciata e ha già fatto rientro a casa insieme alla figlia, aggiungendo che si continua a lavorare per riportare in Italia, il più presto possibile, Nessy Guerra e sua figlia.

Detto questo, vorrei salutare, dando il benvenuto alla Camera dei deputati, la rappresentanza che arriva dall'Università di Leiden. Siamo a L'Aia, nei Paesi Bassi. Assistono ai nostri lavori dalla tribuna e li salutiamo cordialmente (Applausi).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Alberto Pandolfo. Ne ha facoltà.

ALBERTO PANDOLFO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Colleghe, colleghi, Sottosegretario. Il Documento di economia e finanza ha ridotto le previsioni di crescita del prodotto interno lordo reale allo 0,6 per cento per il 2026 e per il 2027 e allo 0,8 per cento per il 2028.

Poi ci sono le valutazioni del Fondo monetario internazionale. Questa traiettoria pone l'Italia tra gli Stati con performance di crescita più deludente dell'intera Unione europea. Si tratta, tra l'altro, di una stima ottimistica rispetto alle valutazioni più recenti dei principali organismi internazionali alla luce di uno scenario segnato dall'incertezza geopolitica, dalle ripercussioni del conflitto in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz, dal riacutizzarsi del protezionismo legato ai dazi imposti dagli Stati Uniti, dalla decelerazione dell'economia mondiale. Questo deterioramento non è soltanto importato dall'estero.

La deindustrializzazione del Paese, in atto sin dal 2022, non si è arrestata; nel 2025, l'industria in senso stretto ha registrato un incremento del valore aggiunto dello 0,3 per cento appena; la produzione industriale è in contrazione da 37 mesi su 42. Insomma, è la stagnazione della produttività, è l'affievolirsi della domanda interna, è la scarsa partecipazione al mercato del lavoro di giovani e donne, è il ridimensionamento degli investimenti privati nei comparti a maggiore valore aggiunto.

In tutto ciò, il Governo Meloni non ha varato alcun intervento strutturale credibile per rilanciare la produttività, l'innovazione, la competitività del tessuto produttivo e ha lasciato che questi fenomeni, anzi, si aggravassero.

Su questo quadro macro-economico già fragile, si è abbattuta la crisi energetica i cui numeri sono ancora più eloquenti. Il costo dell'energia oggi è la variabile di svantaggio competitivo principale del sistema produttivo nazionale. Nel primo semestre del 2025, le imprese italiane hanno sostenuto un prezzo dell'elettricità pari a 278 euro per megawattora: un differenziale superiore al 30 per cento rispetto alla media dell'Unione europea. Sul fronte delle bollette domestiche, tragicamente, la situazione non è migliore: la spesa annua per l'utente vulnerabile tipo resta superiore di circa il 13 per cento rispetto all'anno precedente. Parliamo di famiglie, parliamo di 2,4 milioni di persone che vivono in povertà energetica. A questo, drammaticamente, si è aggiunta l'instabilità dello Stretto di Hormuz; il blocco del traffico navale, infatti, ha fatto crollare l'esportazione attraverso lo Stretto di circa il 99 per cento nel mese di marzo rispetto a quello di febbraio.

La tregua dell'8 aprile scorso non ha cancellato le tensioni che si sono trasmesse chiaramente ai mercati energetici, mentre l'aumento delle tariffe del trasporto marittimo nel Golfo e il prezzo dei carburanti hanno ulteriormente compresso i margini per le imprese. Questo è il quadro che dobbiamo affrontare, oggi, nel Paese: una crescita tra le più deboli in Europa, una deindustrializzazione, un costo dell'energia che è il principale fattore di svantaggio. Il Governo, di fronte a questo, ha scelto l'emergenzialismo permanente ed è questo l'elemento più grave: decreti Bollette, annunciati per mesi e presentati senza riforme strutturali del mercato elettrico, un Fondo automotive pesantemente ridimensionato in legge di bilancio. Insomma, la prospettiva che abbiamo ogni giorno ci dimostra la distanza enorme tra quello che servirebbe e quello che il Governo, invece, ha scelto di fare. La causa strutturale è che il prezzo dell'elettricità italiana è agganciato al prezzo marginale del gas: ogni giorno che passa, questo meccanismo che cosa fa? Erode la competitività delle nostre imprese, mette a rischio posti di lavoro e scoraggia nuovi investimenti. Questo non può essere il destino dell'Italia, Presidente. È il risultato di scelte politiche che si devono cambiare e, allora, cominciamo dal punto più urgente, le rinnovabili. L'Italia ha già autorizzato una quantità di capacità rinnovabile, ma che non entra nella rete per ritardi burocratici. Davanti a questa incapacità, credo che si sarebbe dovuto agire in modo energico e tempestivo. Parallelamente, nel 2025, le nuove installazioni si sono attestate a 6,2 gigawatt, in calo dell'8,2 per cento rispetto al 2024.

Siamo, poi, distanti dagli obiettivi del PNIEC che richiede 47,5 gigawatt aggiuntivi entro il 2030. Le comunità energetiche rinnovabili, nonostante le affermazioni del collega Gusmeroli poco fa, che dovrebbero rappresentare uno strumento di democratizzazione dell'energia, hanno attivato appena 324 megawatt su un obiettivo di 5 gigawatt. Ecco, il paradosso è questo: le tecnologie più economiche ci sono, gli investimenti ci sarebbero, le autorizzazioni anche, ma spesso l'energia non entra in rete. Ecco, questo è il paradosso che abbiamo davanti, ma che, di fatto, è un fallimento di tipo politico, non tecnologico. Per questo chiediamo di accelerare e di semplificare. Avete proposto poi una legge delega sul nucleare che sembrava la panacea, però è drammaticamente una delega in bianco che soprattutto non avrà alcun effetto immediato sui costi energetici, perché non definisce le condizioni economiche e finanziarie del quadro, non dice una parola sulla gestione dei rifiuti radioattivi, che è un problema irrisolto da decenni, e soprattutto non indica un euro di risorse per la ricerca e lo sviluppo.

Nel frattempo, il Governo che cosa fa? Rallenta le rinnovabili. È la scelta che, di fatto, pagano oggi le famiglie in bolletta e le imprese sui mercati internazionali. Per questo abbiamo chiesto: trasparenza, calmierazione attraverso l'Acquirente unico e la riforma degli oneri di sistema, eliminando le voci obsolete. C'è poi un punto sul quale voglio soffermarmi che riguarda il rischio reale che incombe sulle bollette, cioè le concessioni per la distribuzione elettrica. Vogliamo escludere, con il testo che abbiamo presentato, che il Governo si impegni a qualsiasi disposizione che ribalti sulle bollette di cittadini e imprese gli oneri connessi a eventuali proroghe delle concessioni, perché gli eventuali canoni straordinari, che devono invece essere impiegati per la riduzione dei costi per gli utenti, non possono diventare l'ennesimo onere scaricato su chi già paga troppo. Questo deve essere, di fatto, un principio inviolabile.

Sul sistema degli ETS e sulla dimensione europea, solo il 9 per cento dei proventi delle aste è destinato a misure per il clima. È quello che è avvenuto in questa legislatura. Chiediamo che quei soldi vengano vincolati integralmente agli obiettivi previsti dalla norma europea e chiediamo che l'Italia sostenga in sede europea il passaggio da strumenti di mera flessibilità di bilancio, come la clausola di salvaguardia del 3 giugno scorso, che vale circa 14 miliardi nel triennio, a una vera capacità di investimento finanziata con debito dell'Unione sul modello del Next Generation EU.

Veniamo al nodo di fondo: la politica industriale. Su questo tema chiediamo un piano ispirato al modello Transizione 4.0, che guardi a incentivi mirati all'innovazione, alla riconversione tecnologica e alla qualificazione dei lavoratori. Serve una strategia organica anche per la filiera dell'acciaio in attesa di un piano industriale che purtroppo non arriva. Ci sono imprese che non riescono a pianificare gli investimenti, perché non sanno come cambierà Transizione 5.0 il prossimo anno; ci sono lavoratori che chiedono certezze e ricevono proroghe. Ecco, questa non può essere la condizione alla quale sottoponiamo imprese e lavoratori. Ci sono poi alcune contraddizioni che avete reso evidenti. Mi avvio alla conclusione. Si sono assunti impegni sulla competitività energetica, sul PNIEC, sulle rinnovabili, ma l'Esecutivo non ha cambiato passo. Oggi la situazione è ancora più grave rispetto allo scenario che ho evidenziato. Gli impegni che propone il Partito Democratico contengono la risposta che il Governo avrebbe dovuto dare da anni e in questo senso non possiamo accogliere le riformulazioni proposte, a partire proprio dal tema del disaccoppiamento del prezzo dell'elettricità dal gas. Poi ci sono le altre nostre proposte rispetto alle aste per le rinnovabili, alla semplificazione per le comunità energetiche, alla protezione dei vulnerabili attraverso l'Acquirente Unico, la riforma degli oneri di sistema e la posizione italiana in Europa sul debito comune per l'energia. Non accetteremo che si possano rinviare queste decisioni che sono decisioni politiche e continueremo ad analizzare nel profondo la situazione dei costi dell'energia che non sono un costo di gestione in emergenza, ma sono l'infrastruttura per la competitività, sono un fattore di coesione territoriale e sono una leva per la reindustrializzazione del nostro Paese…

PRESIDENTE. Concluda.

ALBERTO PANDOLFO (PD-IDP). …perché le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, le imprese che perdono commesse e i lavoratori che rischiano il posto, signor Presidente, meritano un Governo con una strategia e con risposte concrete e continuative che fino ad oggi non abbiamo visto (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Filini. Ne ha facoltà.

FRANCESCO FILINI (FDI). Grazie, Presidente. Non le nascondo un po' di delusione per la discussione che c'è stata oggi su queste mozioni presentate dalle opposizioni perché la materia è abbastanza importante. Qui non si tratta di discutere di cosette, si tratta di discutere del futuro della nostra Nazione. Quindi, quando parliamo di energia, pensiamo sicuramente al futuro, pensiamo a tutto ciò che deve andare avanti in questo Paese come le imprese, le aziende, le scuole, gli ospedali, tutti i sistemi critici e soprattutto le sfide del futuro; un futuro fatto esclusivamente di data center, di intelligenza artificiale, che vedrà l'aumento della domanda dell'energia anche del 100 per cento rispetto all'attuale.

Quindi, è un tema veramente molto, molto importante e mi sarei aspettato dalle opposizioni un discorso un po' più serio. Invece, purtroppo, come sempre accade su questi temi, abbiamo sentito parlare solo ed esclusivamente di ideologia e con l'ideologia non si va avanti.

Oggi abbiamo sentito le opposizioni sostanzialmente chiedere al Governo di fare quello che loro non hanno mai fatto in tutti questi anni, negli anni in cui hanno governato, pur non vincendo mai le elezioni, questo va sempre ricordato; hanno governato con vari Governi e non sono riusciti a mettere in campo tutto ciò che oggi vanno a predicare. Ma è una sinistra che si caratterizza esclusivamente per lo slogan “no a tutto”, perché non va bene il gas, non va bene il petrolio. Il petrolio, anzi, è pure da tassare perché, ricordiamolo, nei programmi della sinistra è prevista sempre l'abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi che, in poche parole, significa aumentare il costo della benzina, aumentare il costo del diesel perché nella visione della sinistra ideologica sono fonti energetiche inquinanti e, come tali, vanno tassate e vanno ovviamente stangate.

Se la sinistra avesse vinto le elezioni, oggi avremmo assistito altro che a un'impennata sui prezzi dell'energia; probabilmente la benzina sarebbe arrivata minimo a 2,50 euro, se non a 3 euro. Quindi, non va bene il petrolio, non va bene il gas e ovviamente non va bene nemmeno il nucleare. Figuriamoci se una fonte di energia che garantirebbe comunque la sovranità energetica italiana e anche europea dovesse andar bene per questa sinistra.

Ma qual è, quindi, la formula che ci propongono? La formula è sempre quella del mondo fantastico che viene descritto dalla sinistra. Lo conosciamo bene quel mondo in cui puoi stare tranquillamente a casa senza lavorare perché tanto c'è lo Stato che ti dà la paghetta, puoi lavorare anche meno giorni a settimana - questa è l'altra grande genialata - senza che ti venga toccato lo stipendio perché chi se ne frega della produzione, va tutto bene; è quel mondo stupendo che ti permette anche di ristrutturarti casa gratuitamente. Quindi, è un mondo veramente molto bello e dal punto di vista della produzione energetica toccano il picco quando ci dicono che tutto si risolve grazie, magicamente, alle rinnovabili.

Con questi slogan fricchettoni “sole, cuore, amore” purtroppo non si va avanti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). È una narrazione che magari fa comodo raccontare e qualche mente debole ci può anche credere, ma la realtà dei fatti è che con le sole rinnovabili non possiamo andare avanti. E non ci venite poi a raccontare che quella è una fonte di energia assolutamente pulita perché anche qui si nasconde una grandissima ipocrisia da parte della sinistra. Infatti, nessuno si chiede come vengono fabbricati i pannelli solari, le pale eoliche (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e tutto ciò che permette a questa transizione ecologica di andare avanti perché poco si parla di metalli e terre rare, che sono quegli elementi che servono a fabbricare tutte le tecnologie rinnovabili.

Ecco, non so se a sinistra sanno che tra le terre rare ci sono, ad esempio, il litio e il cobalto; quali sono i processi di estrazione del cobalto, come funziona l'estrazione del cobalto. Il cobalto viene per lo più estratto soprattutto in Africa, sempre sfruttata dal grande capitale cinese. Ecco, come funziona: ci vanno i bambini, anche di dieci anni, a infilarsi nei cunicoli. In quei cunicoli si infilano i bambini, anche di dieci anni e stanno lì a lavorare anche 12 ore al giorno e con le manine grattano quel cobalto che serve, per l'appunto, anche a realizzare i pannelli fotovoltaici.

Ovviamente non sentiamo mai parlare dalla sinistra dello sfruttamento che c'è dietro queste tecnologie e dell'impatto ambientale che hanno perché, quando non utilizzano i bambini che vanno nei cunicoli a scavare questo elemento, si utilizzano tecniche estrattive veramente molto impattanti che avvelenano quelle terre. Quindi, hanno un impatto ambientale davvero molto importante ma questo ovviamente non lo sentiremo mai dire dalla sinistra, perché sono molto impegnati a raccontare la loro propaganda ideologica attorno al loro mondo stupendo che, però, poi non esiste e che nessuno ha mai realizzato perché probabilmente è irrealizzabile (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Non esiste Paese sviluppato al mondo che utilizzi esclusivamente le rinnovabili per alimentare tutti i suoi sistemi energetici. Ecco perché, di fronte a questa ideologia, la strategia del Governo italiano in questi anni è stata quella del mix energetico, che è la cosa più ovvia che perseguono tutte le Nazioni, almeno quelle più sviluppate, che consiste nel non scartare alcuna fonte energetica perché un mix energetico significa avere un equilibrio e una produzione energetica sempre più indipendente.

Quindi, non va bene nemmeno contrapporre… perché anche qui c'è il giochino che fanno le opposizioni: da una parte, le rinnovabili: “noi siamo belli, puliti, solari, ventosi e tutto quello che volete metterci” e, dall'altra, ci sono gli inquinatori del Governo Meloni, che pensano all'energia nucleare - guai a loro! -, che, tra l'altro, è anche un'energia rinnovabile, e alle energie fossili. Vi do una notizia: anche sulle rinnovabili questo Governo ha fatto molto, molto di più rispetto…

PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Filini. Un attimo solo, collega Filini. Allora, chi vuole parlare di politica, di sport o dei fatti suoi può uscire dall'Aula. Se sta in Aula, non dà le spalle alla Presidenza - vale per la destra e vale per la sinistra - e non fa capannelli per rispetto a chi sta intervenendo, come sempre viene chiesto giustamente da tutti i gruppi. Quindi, si stia al posto e si ascolti l'onorevole Filini. Quattro minuti da adesso. Prego.

FRANCESCO FILINI (FDI). Grazie, Presidente. Dicevo che anche quando la sinistra ci racconta del fatto che loro hanno come modello le energie pulite e questo mondo pulito, che è inesistente, purtroppo, nella realtà dei fatti, e lo contrappone come se il Governo non avesse a cuore le sorti dell'ambiente e come se non avesse a cuore tutte le fonti energetiche possibili e immaginabili, i fatti anche qui gli danno una sonora smentita. Perché questo? Perché, se andiamo a vedere che cosa ha fatto questo Governo e come è aumentata la produzione energetica delle rinnovabili, viene inchiodata inequivocabilmente tutta la propaganda sterile della sinistra perché dal 2022 al 2026 siamo passati da circa 62 gigawatt di produzione da rinnovabili a 86 gigawatt di produzione da rinnovabili; il che significa che è il più 39 per cento della produzione da rinnovabili che è riuscito a mettere in campo questo Governo, che equivale a tre volte tanto quello che non hanno fatto i Governi passati; cioè abbiamo fatto tre volte più di voi sulle rinnovabili, proprio sul vostro fiore all'occhiello (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Questo Governo è riuscito a fare molto, molto più di voi.

E poi perché continuate ad agitare questa bandiera delle rinnovabili quando poi, alla prova dei fatti, non le mettete in campo? Perché segnalo che questo Governo ha autorizzato già 55 gigawatt di progetti delle rinnovabili che puntualmente vengono fermati dalle regioni. E quali sono le regioni “maglia nera” che non fanno le rinnovabili? Sicuramente c'è la Puglia, prima in classifica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Poi abbiamo la Campania, poi la Sardegna: due regioni governate dai “rinnovabilissimi” 5 Stelle; poi ci sono la Toscana e l'Emilia-Romagna.

Ecco, non venite a raccontare a noi quanto sono belle le rinnovabili perché poi, alla prova dei fatti, voi le rinnovabili non le fate perché riscontrate ovviamente le resistenze dei territori che scoprono che l'eolico offshore, ad esempio, deturpa il paesaggio e crea anche tanti problemi di impatto ambientale.

Io credo che bisogna avere più serietà, Presidente, quando si parla di questi argomenti. E credo che questa legislatura, tra le altre cose - perché il Governo ha fatto tantissime cose e, a proposito di produzione industriale, ricordiamo sempre che 1,2 milioni di persone che oggi lavorano e che ieri stavano a casa le ha portate avanti questo Governo, le ha ottenute questo Governo -, sarà ricordata, magari nei decenni futuri, per la svolta energetica che hanno impresso questo Governo e questa maggioranza, ovvero quella del ritorno al nucleare, al nucleare pulito e al nucleare sostenibile, che proietterà l'Italia nel futuro. Anche se non vi piace, fatevene una ragione, sarà questo il futuro dell'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ecco, da una parte, abbiamo le ricette sterili della sinistra ideologica, dall'altra, ci sono le ricette concrete e pragmatiche della destra italiana e del centrodestra nazionale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto.

(Votazioni)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Colleghi, vi prego di prendere posto.

Come da prassi, le mozioni saranno poste in votazione per le parti non assorbite e non precluse dalle votazioni precedenti.

Per quanto riguarda le votazioni per parti separate, faccio presente che i presentatori delle mozioni - ove necessario - hanno prestato il consenso previsto.

Avverto che nessuno dei firmatari delle mozioni presentate ha accettato le riformulazioni proposte dal Governo.

Passiamo alla votazione della mozione Boschi ed altri n. 1-00572.

Avverto che, non avendo chiesto i presentatori la votazione per parti separate, il parere deve intendersi contrario alla mozione nella sua interezza.

Avverto, altresì, che il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto una votazione per parti separate.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Boschi ed altri n. 1-00572 nella sua interezza, ad eccezione del 15° capoverso del dispositivo, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul 15° capoverso del dispositivo della mozione Boschi ed altri n. 1-00572, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo alla votazione della mozione Benzoni ed altri n. 1-00579.

Avverto che, non avendo chiesto i presentatori la votazione per parti separate, il parere deve intendersi contrario alla mozione nella sua interezza.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Benzoni ed altri n. 1-00579, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Passiamo alla votazione della mozione Bonelli ed altri n. 1-00589.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Bonelli ed altri n. 1-00589, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).

Passiamo alla votazione della mozione Pavanelli ed altri n. 1-00590.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Pavanelli ed altri n. 1-00590, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Passiamo alla votazione della mozione Pandolfo ed altri n. 1-00591.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla mozione Pandolfo ed altri n. 1-00591, con il parere contrario del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Secondo le intese intercorse tra i gruppi, passiamo ora direttamente al punto n. 4 all'ordine del giorno della seduta odierna, recante il seguito dell'esame della proposta di legge recante misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata.

Secondo le medesime intese, il seguito dell'esame dei successivi argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta odierna si intende rinviato ad altra seduta. Conseguentemente, nella giornata di domani, l'Assemblea non terrà seduta.

Seguito della discussione della proposta di legge: Colosimo ed altri: Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata («Liberi di scegliere») (A.C. 2696-A​) (ore 12,30).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione della proposta di legge n. 2696-A​: Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata («Liberi di scegliere»).

Avverto che il nuovo schema recante la ripartizione dei tempi per il seguito della discussione è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori dell'Assemblea (Vedi calendario).

Ricordo che nella seduta del 26 maggio si è conclusa la discussione generale e la relatrice e il rappresentante del Governo hanno rinunciato ad intervenire in sede di replica.

(Esame degli articoli - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli articoli della proposta di legge e delle proposte emendative presentate (Vedi l'allegato A).

Le Commissioni I (Affari costituzionali) e V (Bilancio) hanno espresso i prescritti pareri (Vedi l'allegato A), che sono in distribuzione.

In particolare, il parere della V Commissione (Bilancio) reca due condizioni volte a garantire il rispetto dell'articolo 81 - colleghi, facciamo a chi grida di più? - della Costituzione, che sono pubblicate nel fascicolo degli emendamenti e che saranno poste in votazione ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

Se nessuno chiede di intervenire sul complesso delle proposte emendative - e così è -, invito la relatrice e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere sugli emendamenti e sugli articoli aggiuntivi riferiti agli articoli della proposta di legge. Onorevole Varchi, prego.

MARIA CAROLINA VARCHI, Relatrice. Grazie, Presidente. Seguiamo l'ordine…

PRESIDENTE. …però seguiamo l'ordine, se c'ordine. Se c'è disordine…

MARIA CAROLINA VARCHI, Relatrice. Presidente, siamo nelle sue mani.

PRESIDENTE. No, non dica così per favore, perché c'è gente che si è fatta male. Prego. Colleghi, se non sentite i pareri, poi come votate verde, rosso o bianco? Aspetti, onorevole Varchi… ci deve essere silenzio, sennò non va bene. Io perché devo faticare ad ascoltarla? Perché?

MARIA CAROLINA VARCHI, Relatrice. Non pensavo fosse così faticoso, Presidente, ascoltarmi…

PRESIDENTE. No, per me è una delizia, ma se non la sento proprio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)… Quando fate silenzio, cominciamo. Prego.

MARIA CAROLINA VARCHI, Relatrice. Grazie, Presidente. Sull'emendamento 1.10 D'Orso, invito al ritiro o parere contrario, così come sugli identici emendamenti 1.3 Ascari e 1.4 Gianassi, invito al ritiro o parere contrario.

Sull'emendamento 2.1000 D'Orso, parere favorevole qualora i presentatori accettassero la seguente riformulazione: al comma 1, lettera b), aggiungere, in fine, le parole seguenti: “che abbiano manifestato la volontà di allontanarsi dai predetti contesti criminali”.

Sull'emendamento 2.1 Gianassi, parere favorevole qualora i firmatari accettassero la seguente riformulazione: al comma 2, lettera a), sostituire le parole: “minori di anni 25”, con la seguente: “infra-venticinquenni”.

Sui successivi emendamenti 3.1000 D'Orso, 4.8 Gianassi, 4.6 D'Orso, 4.9 Giannasi, 4.7 D'Orso, 4.3 Ascari, 5.1000 D'Orso, 7.1001 Cafiero De Raho, 7.1000 D'Orso, 8.1000 Cafiero De Raho, 9.2 Ascari, 10.2 D'Orso, invito al ritiro o parere contrario.

Sui successivi articoli aggiuntivi 12.01 D'Orso e 12.02 Gianassi, invito al ritiro o parere contrario, così come sull'emendamento 14.1 D'Orso, invito al ritiro o parere contrario.

Sull'emendamento 14.300 il parere è favorevole essendo una condizione della Commissione bilancio, ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

Sull'emendamento 14.1000 D'Orso, invito al ritiro o parere contrario.

Sull'emendamento 14.301 anche qui un parere favorevole essendo una condizione del parere della Commissione bilancio.

PRESIDENTE. Signor Vice Ministro Sisto, qual è il parere del Governo?

FRANCESCO PAOLO SISTO, Vice Ministro della Giustizia. Pareri in perfetta identità con il relatore.

(Articolo 1 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 1.10 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 1.10 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

Passiamo agli identici emendamenti 1.3 Ascari e 1.4 Gianassi. Se nessuno chiede di intervenire, li pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti identici 1.3 Ascari e 1.4 Gianassi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Passiamo all'articolo 1. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 9).

(Articolo 2 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.1000 D'Orso, su cui il parere è favorevole previa riformulazione. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Accettiamo la riformulazione; ringrazio la relatrice e il Governo per aver colto una preoccupazione che con questo emendamento intendevamo sollevare. Questo provvedimento, infatti, con riferimento all'articolo 2, declina la platea di soggetti che potranno beneficiare di queste misure speciali per la protezione e l'assistenza. Sono soggetti minorenni, lo evidenziamo, però alla lettera b), su cui intendiamo intervenire, lo posso dire, unanimemente, andiamo a ricomprendere anche soggetti minorenni che sono indagati, imputati o condannati per i delitti di cui agli articoli 416-bis del codice penale e 74 del testo unico sullo spaccio di stupefacenti ovvero per i delitti aggravati dal metodo mafioso.

Ora, ci è sembrato opportuno in questi casi, quindi quando ci troviamo davanti a soggetti che, ancorché minorenni comunque siano condannati per reati gravi quali il 416-bis perché inseriti appunto in un contesto criminale, aggiungere e precisare che debbano essere soggetti che abbiano manifestato, secondo la nuova riformulazione, quantomeno la loro la volontà di allontanarsi da quei contesti criminali; perché ripeto, andiamo a comprendere nella platea anche i soggetti che sono indagati, imputati ma persino condannati ai sensi dell'articolo 416-bis o comunque risultati organici alle associazioni criminali, di cui stiamo parlando.

È quindi molto opportuno che ci sia una manifestazione di volontà di allontanarsi da quei contesti. Che poi è il presupposto anche di volontà, volitivo, potremmo dire così, di disponibilità, per poi accedere a questi speciali programmi che prevedono queste misure di protezione e assistenza speciali proprio per liberare dal giogo del contesto criminale e della mentalità mafiosa che questi minorenni hanno acquisito, anche loro malgrado, potremmo dire per consanguineità, rispetto a genitori che sono radicati ed esponenti stessi di quei contesti.

Quindi, ringrazio per aver colto e anche condiviso questa sensibilità rispetto al fatto che sarebbe opportuno puntellare questa disposizione con questo inciso, che non è un inciso ridondante perché non è ripreso in altre parti della proposta di legge; quindi era opportuno che venisse calato esclusivamente e dettagliatamente in questo punto del testo. Quindi, spero che troverà l'accoglimento unanime di tutta l'Assemblea, è opportuno in questo senso.

PRESIDENTE. L'onorevole Aiello sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.1000 D'Orso, come riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 10).

Passiamo all'emendamento 2.1 Gianassi. Ha chiesto di parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Grazie, Presidente. Accettiamo la riformulazione proposta perché in linea con l'emendamento 2.1. Ovviamente, la circostanza per cui si estende la previsione per coloro che hanno fino a 25 anni di età è dovuta al fatto che spesso sono processi lunghi che comportano allontanamenti e spostamenti risposto al nucleo originario e che l'uscita da certi contesti non avviene sempre in tempi veloci. Quindi, come dire, è stato colto lo spirito dei presentatori.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.1 Gianassi, come riformulato, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 11).

Passiamo alla votazione dell'articolo 2. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 12).

(Articolo 3 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 3.1000 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1000 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione…

Revoco l'indizione della votazione.

Ha chiesto di parlare l'onorevole De Raho. Revoco la votazione. Prego, onorevole De Raho.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO (M5S). Questo emendamento vorrebbe semplicemente ricollocare nell'articolo 3 una lettera che già esisteva nella proposta di legge. Perché l'articolo 3, per l'appunto, prevedeva le misure di protezione personale e, alla lettera a), era previsto il trasferimento immediato in luoghi protetti. Appare evidente di cosa parliamo: di soggetti che si sottraggono a contesti di 'ndrangheta, di mafia e di camorra, che vengono ricercati nei contesti dai quali fuggono per non essere costretti a seguire quelle regole, nella speranza di trovare una vita migliore.

Quindi vengono portati in luoghi diversi. Ma cosa fanno quelle organizzazioni criminali? Si danno immediatamente alla ricerca di coloro che sono spariti, perché li vogliono riportare negli stessi contesti. Perché violare quelle regole o consentire che quelle regole vengano violate va a incrinare uno dei principi fondamentali delle organizzazioni criminali 'ndrangheta, camorra e mafia.

Chi esce dalla famiglia di 'ndrangheta, lo fa violando una regola. Bisogna restare in essa e seguire quelle regole e rispettarle. Chi non rispetta le regole viene ricercato e riportato indietro e chi è responsabile di averlo accompagnato altrove, come le mamme, viene ucciso. E abbiamo esempi di questo tipo. Ecco perché alla lettera b) era previsto l'adozione di misure urgenti di protezione; che era una cosa fondamentale. Vieni portato altrove? Così come vieni portato altrove, così vengono adottate le misure urgenti di protezione. Altrimenti chi ti protegge in quel luogo fino a quando la prefettura non ha disposto le misure urgenti?

C'è un lasso di tempo in cui si resta scoperti; mentre, se l'adozione di misure urgenti la si collega direttamente e immediatamente al provvedimento giudiziario, è evidente che fin da quel momento il soggetto verrà protetto. Ed è ciò che la legge avrebbe dovuto prevedere.

E poi, quali sono gli altri due punti? L'eventuale utilizzazione di documenti di copertura e, infine, il cambiamento delle generalità. I quattro punti fondamentali su cui poggia la legge sono proprio questi: trasferimento in luoghi protetti diversi, adozione di misure urgenti di protezione, eventuale copertura con documenti di identità e, infine, cambiamento delle generalità.

È ciò che è stato fatto in modo artigianale, attraverso il protocollo con Libera e con il procuratore della Repubblica - e quando ero io procuratore della Repubblica così avveniva -, per cui venivano portati segretamente in un altro luogo e lì venivano inseriti nelle famiglie che accoglievano costoro che arrivavano dai luoghi di ‘ndrangheta. Quelle famiglie erano le famiglie di Libera, erano le famiglie delle vittime di mafia, erano coloro che conoscevano esattamente quale sforzo enorme si stava facendo allontanandosi dai luoghi di mafia, di ‘ndrangheta e di camorra, andando a separarsi totalmente da quella vita per un avvenire diverso.

Consentire questo significa cambiare il corso del contrasto alle mafie, ed è ciò che bisogna fare, ma non si può fare se manca il momento di copertura, dal trasferimento in altro luogo all'intervento delle misure urgenti. Ecco perché, con questo emendamento, avevamo chiesto che l'adozione di misure urgenti fosse inserita fin dall'inizio. Non lo si è voluto fare, lo faremo noi con la nostra legge quando saremo al Governo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Colosimo. Ne ha facoltà.

CHIARA COLOSIMO (FDI). Grazie, signor Presidente. Intervengo solo per specificare che tutti i punti citati dall'onorevole De Raho sono punti oggettivamente importanti, ma il motivo per cui sono stati espunti dalla legge, dopo un confronto con il Ministero dell'Interno, è che ricade nelle prerogative proprie del prefetto stabilire, a prescindere, le eventuali misure di protezione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. L'onorevole Carotenuto sottoscrive. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.1000 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 14).

(Articolo 4 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 4.8 Gianassi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.8 Gianassi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Passiamo all'emendamento 4.6 D'Orso. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Allora, a noi un po' dispiace che questo emendamento, che andava a implementare le misure di assistenza dei minori che vengono strappati ai contesti criminali, venga cassato. E deduciamo anche che la ragione principale, probabilmente, è quella per cui le risorse appostate per coprire il provvedimento non sono sufficienti per poter incrementare le misure; misure che sarebbero state, però, più chirurgiche, ma anche più graduali rispetto a quelle più estreme e radicali di cui abbiamo parlato fino adesso, e che prevedono, oltre che l'allontanamento dalla famiglia, anche la collocazione, magari, in località protetta, il cambio di generalità e quant'altro.

Dall'audizione dei magistrati che si occupano da tempo di questi percorsi, di questo protocollo - parliamo del dottor Di Bella, parliamo della dottoressa Caramanna, procuratrice presso il tribunale dei minori di Palermo -, era venuto fuori il suggerimento di prevedere anche delle misure graduali, perché a volte sono quelle che vengono applicate e danno comunque buona prova. E allora parliamo, ad esempio, della partecipazione ad attività sportive e culturali, di percorsi di educazione alla legalità in favore del minore e anche dei familiari di riferimento, che accompagnano il minore in questi programmi, dell'accesso a percorsi universitari mediante erogazione di borse di studio, di un tutoraggio individuale.

Erano delle misure ulteriori di accompagnamento che a noi sembravano opportune, ma non per un capriccio del MoVimento 5 Stelle o del PD, che aveva un analogo emendamento, dobbiamo dirlo, ma perché erano il frutto dei suggerimenti di chi lavora da anni sul campo e, da ben prima di ricevere questa opportuna e doverosa copertura legislativa di carattere nazionale, queste misure le ha già messe a terra. Quindi, essere addirittura quasi privato della possibilità di fare quello che finora è stato fatto, o comunque non trovare una copertura legislativa che legittimi, giustifichi e recepisca quanto è stato finora fatto in relazione a queste misure più soft, potremmo dire, ma non per questo meno importanti per liberare davvero i minori da una cultura, anzi, da una subcultura, perché non è cultura sicuramente, ma quindi da questi contesti, per noi era un punto qualificante, che andava ad aggiungere, chiaramente, non a togliere nulla.

Ripeto, dispiace, anche perché probabilmente la ragione per cui non vengono recepite è quella di una scarsa copertura economica, che era il nostro primo pensiero fin dall'inizio. Perché ricordo a me stessa che questo provvedimento arrivava al nostro esame privo di copertura economica e davvero ci chiedevamo come potesse reggere al vaglio e andare a conclusione senza una copertura economica. Adesso la copertura economica è stata trovata, e di questo siamo lieti, però evidentemente, anche dal parere dato a questo emendamento, vuol dire che è stata trovata una copertura che non è sufficiente rispetto a tutti i bisogni che questo provvedimento intendeva andare a coprire, insomma a cui intendeva dare risposta (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Varchi, la relatrice. Ne ha facoltà.

MARIA CAROLINA VARCHI, Relatrice. Grazie, Presidente. Soltanto per completezza di questo esame del provvedimento, visto che si è svolto tutto in un clima di grande collaborazione tra le forze parlamentari, io credo che sia ingiusto parlare di copertura non sufficiente per questo provvedimento, come rivelano le tabelle allegate alla relazione tecnica. Nel caso di specie, quindi sull'emendamento in questione, io credo che il nostro sistema scolastico preveda già degli strumenti di accompagnamento personalizzato al fine di prevenire quelle situazioni di particolare vulnerabilità sociale che possono portare alla dispersione scolastica o di cui la dispersione scolastica è spia per l'intervento dello Stato. Quindi, considerato che questa legge introduce anche un sistema di monitoraggio, io credo che dovremmo, nell'applicazione di questa legge, affidarci intanto a quello che già il nostro ordinamento prevede e, magari, in fase di monitoraggio, capire se sia il caso di introdurre delle misure specifiche.

Però mi permetto di dire che questo emendamento, che dà un contributo molto positivo a questo dibattito, potrebbe già essere contenuto in strumenti di cui il nostro ordinamento scolastico è munito. Ecco perché c'è un parere contrario (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.6 D'Orso, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo all'emendamento 4.9 Gianassi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.9 Gianassi, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo all'emendamento 4.7 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.7 D'Orso, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

Passiamo all'emendamento 4.3 Ascari. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 4.3 Ascari, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Passiamo all'articolo 4. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 4.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 20).

(Articolo 5 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 5.1000 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 5.1000 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Passiamo all'articolo 5. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 22).

(Articolo 6 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 6. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 23).

(Articolo 7 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 7.1001 Cafiero De Raho.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Cafiero De Raho. Ne ha facoltà.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO (M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento vuole semplicemente sottolineare come la documentazione che attiene a soggetti che sono presi in considerazione dai provvedimenti giudiziari, ricorrendo le condizioni di cui alla legge, sia di grande importanza. Sono documenti che rivelano, sostanzialmente, che questi soggetti si stanno allontanando dal contesto di 'ndrangheta, di mafia o di camorra, da cui fuggono, sostanzialmente.

Ebbene, cosa dice l'articolo 7? Dice che, in caso di applicazione delle misure di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a), e delle misure di assistenza di cui all'articolo 4, il tribunale per i minorenni trasmette il provvedimento agli uffici di servizio sociale per i minorenni, per la loro attuazione. Cioè, trasmette questa nota ai servizi sociali. Ma chi sono i servizi sociali? Sono i servizi sociali di quale comune? Sono i servizi sociali di territori nei quali 'ndrangheta, camorra e mafia hanno possibilità di accesso, hanno possibilità di assumere notizie?

È evidente che non si comprende quale sia la forza delle mafie in relazione anche alla possibilità di acquisire informazioni dagli uffici pubblici attraverso riferimenti indiretti. Le conoscenze che possono avere - proprio per l'illegale capacità di infiltrazione nei territori e anche negli enti pubblici, o comunque, di condizionamento o, comunque, di accesso attraverso rapporti anche indiretti - consentirebbero, con la trasmissione degli atti ai servizi sociali, di conoscere in modo abbastanza agevole dove si trovano questi ragazzi, dove si trovano questi giovani, dove si trovano queste mamme. Tutto questo è grave.

Questi atti dovrebbero essere sempre coperti da segreto e dovrebbero arrivare a questi uffici attraverso modalità che assicurano la totale segretezza. Ciò non avviene, invece, attraverso una trasmissione ai servizi sociali. Non si dice come devono arrivare ai servizi sociali, ma, soprattutto, bisognerebbe trovare dei meccanismi simili a quelli propri dei collaboratori di giustizia, laddove gli uffici che vengono interessati non hanno diretta contezza, ma l'hanno attraverso meccanismi di protezione e di tutela che assicurano la riservatezza e la segretezza. Ed è ciò che si chiedeva attraverso l'inserimento di questo emendamento, laddove si diceva semplicemente: “salvo che sussistano motivi di segretezza, determinati da esigenze di protezione”. Quindi era un inciso finalizzato, peraltro, a verificare se vi fossero condizioni di questo tipo; è solo su questo che lo si chiedeva. Io credo che non accogliere questo emendamento esponga al rischio che le informazioni che vengono passate ai servizi sociali finiscano per essere informazioni e notizie cui possono attingere anche le mafie, da cui questi giovani o le loro mamme sono fuggiti (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.1001 Cafiero De Raho, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Passiamo all'emendamento 7.1000 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.1000 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Passiamo all'articolo 7. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 26).

(Articolo 8 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 8.1000 Cafiero De Raho. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 8.1000 Cafiero De Raho, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Passiamo all'articolo 8. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 28).

(Articolo 9 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 9.2 Ascari.

Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Orso. Ne ha facoltà.

VALENTINA D'ORSO (M5S). Grazie, Presidente. Questo è un emendamento dall'impatto pratico molto rilevante. Perché? Perché incide sull'articolo 9, che riguarda la durata delle misure di assistenza sociale ed economica. L'articolo 9, nel testo originato anche dalla fase emendativa, in questo momento dispone che: “La durata delle misure di assistenza sociale ed economica non può essere superiore a due anni, prorogabile per un anno, su istanza del beneficiario, previa valutazione dell'autorità giudiziaria circa la persistenza delle condizioni che ne legittimano la concessione”.

Ebbene, con questo emendamento a prima firma della collega Ascari, noi, in realtà, vorremmo ancorare la durata dell'applicazione delle misure di assistenza e di protezione nei riguardi dei soggetti minorenni - fintantoché siano minorenni, perché di questo stiamo parlando, di questa platea - all'esito del percorso di studi, ovvero del percorso di formazione, di riqualificazione professionale e di inserimento o reinserimento lavorativo. Cosa vogliamo suggerire? Vogliamo suggerire che inserire una durata massima fissa e improrogabile rispetto all'adozione di queste misure di assistenza e protezione può essere, in qualche modo, un boomerang, perché potrebbe ben capitare - è frequente, anzi - che l'arco temporale per cui queste misure devono essere adottate e applicate, per non lasciare in un limbo o - potremmo dire così - senza rete di protezione il soggetto beneficiario, sia necessariamente più lungo. Perché? Perché dipende dalla conclusione, ad esempio, di un percorso di studi o di riqualificazione professionale che possa permettere al soggetto, effettivamente, di divenire autonomo sotto il profilo abitativo, sotto il profilo lavorativo, e possa camminare con le proprie gambe.

Quindi si vuole ancorare in modo rigido la durata di queste misure a una tempistica che, il più delle volte, non risulta congrua né coerente rispetto al raggiungimento dell'autonomia da parte del soggetto beneficiario, che è un soggetto minorenne, che può essere anche molto giovane, quindi possiamo parlare anche di ragazzini di 11 anni, 12 anni. Prima di arrivare all'autonomia abitativa e all'autonomia lavorativa, prima di poter essere del tutto indipendenti da qualsiasi forma di protezione sociale e di assistenza economica, ci vuole un arco temporale ben più ampio di tre anni massimo.

Per cui io, in qualche modo, sono dispiaciuta che questo rilievo non sia stato accolto. Questo lo dobbiamo dire perché ci dispiacerebbe lasciare poi senza protezione dei soggetti che ancora non hanno l'indipendenza per poter far fronte a tutte le esigenze di vita, anche quelle primarie.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.2 Ascari, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio) ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Passiamo all'articolo 9. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 30).

(Articolo 10 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 10.2 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 10.2 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Passiamo all'articolo 10. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 10.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 32).

(Articolo 11 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 11. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 11.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 33).

(Articolo 12 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 12. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 12.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 34).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 12.01 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 12.01 D'Orso, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 35).

Passiamo all'articolo aggiuntivo 12.02 Gianassi. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 12.02 Gianassi, con il parere contrario della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 36).

(Articolo 13 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 13. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 13.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva all'unanimità (Vedi votazione n. 37).

(Articolo 14 - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 14.1 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.1 D'Orso, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio), ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 38).

Passiamo all'emendamento 14.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento.

Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.300, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 39).

Passiamo all'emendamento 14.1000 D'Orso. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.1000 D'Orso, con il parere contrario della Commissione, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 40).

Ha chiesto di parlare per un richiamo al Regolamento l'onorevole Giachetti.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Mi scusi se prendo la parola proprio prima dell'ultimo emendamento, ma vorrei riferirmi all'articolo 8 del Regolamento nella parte in cui lei sovraintende, a tal fine, al funzionamento attribuito ai questori della Camera. Io le devo dire, signor Presidente, che sono particolarmente preoccupato perché in questi anni, anche grazie alle battaglie che sono state fatte dal MoVimento 5 Stelle e anche da tanti di noi per cercare di ridurre i privilegi dei parlamentari, il fatto che i questori abbiano palesemente deciso di inserire, in quest'Aula, il privilegio di poter fare la sauna, è qualcosa che, a mio avviso, ci crea dei grandi problemi.

Quindi, vorrei pregarla, attraverso l'Ufficio di Presidenza, di fare una mozione nei confronti dei questori per fare in modo che, dentro quest'Aula, non ci sia questo privilegio, che ormai ci accompagna da settimane, di riuscire a fare la sauna. Non è giusto (Applausi).

PRESIDENTE. Pensi quando arriviamo ad agosto, onorevole Giachetti. Va bene, prendo atto del suo richiamo e lo riporteremo.

Passiamo all'emendamento 14.301, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 14.301, da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del Regolamento, con il parere favorevole della Commissione e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 41).

Passiamo alla votazione dell'articolo 14. Se nessuno chiede di intervenire, lo pongo in votazione.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 14, nel testo emendato.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva (Vedi votazione n. 42).

(Esame di un ordine del giorno - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'unico ordine del giorno presentato, il n. 9/2696-A/1 D'Orso (Vedi l'allegato A). State seduti, perché è solo un ordine del giorno. Invito il rappresentante del Governo ad esprimere il parere.

FRANCESCO PAOLO SISTO, Vice Ministro della Giustizia. Parere favorevole come raccomandazione.

PRESIDENTE. No: o è favorevole o è raccomandazione.

FRANCESCO PAOLO SISTO, Vice Ministro della Giustizia. Accolto come raccomandazione.

PRESIDENTE. Onorevole, D'Orso, accetta la raccomandazione? Sì.

È così esaurito l'esame dell'unico ordine del giorno presentato.

Dovremmo ora passare alle dichiarazioni di voto finale; tuttavia, non essendo possibile concludere lo svolgimento entro le ore 13,30, sospendiamo l'esame del provvedimento, che riprenderà nella parte pomeridiana della seduta, dopo la commemorazione dell'agente della Polizia locale Francesco Imprezzabile, prevista per le ore 16,15, per lo svolgimento delle dichiarazioni di voto finale e la votazione finale. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

La seduta, sospesa alle 13,13, è ripresa alle 15.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il Ministro della Difesa, il Ministro dell'Università e della ricerca e il Ministro per la Pubblica amministrazione.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.

(Intendimenti in merito alla posizione dell'Italia nell'ambito del rafforzamento del cosiddetto pilastro europeo dell'Alleanza Atlantica - n. 3-02753)

PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Della Vedova n. 3-02753 (Vedi l'allegato A).

Chiedo al deputato Della Vedova se intenda illustrare la sua interrogazione o se si riservi di intervenire in sede di replica.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA). Grazie, Presidente. Ministro, la settimana prossima, in Turchia, ad Ankara, ci sarà un vertice NATO molto importante e delicato. L'Italia ci arriva, mi consenta di dirlo, nel peggiore dei modi. Sul piano internazionale e sul piano della difesa Meloni ha scommesso su Trump per un anno e mezzo, è stata riluttante in Europa e oggi si trova senza troppe carte in mano. C'è un punto che riguarda la difesa europea: è una discussione che io, mi auguro, i Paesi europei facciano insieme prima del vertice e che riguarda l'utilizzo dei fondi SAFE. Sono fondi generati da eurobond, da un debito pubblico comune, che potrebbe mettere a disposizione dell'Italia 15 miliardi aggiuntivi per investimenti, di varia natura, sul settore della difesa. È in corso un balletto, non vorrei dire uno scontro…

PRESIDENTE. Concluda.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA). …all'interno del Governo e vorrei sapere dal Ministro Tajani quali sono le reali intenzioni, e quindi cosa porterete al vertice della settimana prossima.

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Grazie, Presidente. La collocazione internazionale del Governo è salda e inequivocabile. Europeismo e atlantismo sono le stelle polari della nostra politica estera, senza oscillazioni o ripensamenti. L'appartenenza all'Unione europea, la partecipazione all'Alleanza atlantica, il rapporto di amicizia con Washington sono il fondamento delle nostre scelte strategiche. Solo un Occidente unito può rispondere alle sfide di questa fase storica particolarmente complessa.

L'Alleanza atlantica è e resterà il fondamento della nostra sicurezza comune, ma, al suo interno, l'Europa deve poter contare di più e assumersi pienamente le proprie responsabilità. Serve un salto di qualità per realizzare il pilastro europeo dell'Alleanza e, in prospettiva, una difesa europea integrata, che era il sogno di De Gasperi e Berlusconi. In questo quadro, SAFE è uno degli strumenti a disposizione. A Bruxelles abbiamo lavorato per fare in modo che SAFE fosse aperto anche ai partner extraeuropei. Come per ogni iniziativa, specie sul tema prioritario della difesa, quello che è importante non sono solo le risorse, quanto, piuttosto, il raggiungimento degli obiettivi capacitivi.

L'Italia vuole essere protagonista del percorso di rafforzamento del pilastro europeo della difesa per posizione geografica, competenze industriali e impegno costante a favore della pace e della sicurezza nelle aree strategiche che ci riguardano da vicino, dall'Africa subsahariana al Corno d'Africa, dai Balcani al Libano, fino al Mar Rosso. Per questo, al vertice di Ankara confermeremo il nostro impegno sulla spesa militare. Un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini.

La cooperazione transatlantica è solida e concreta in tutti i principali quadranti strategici. Dall'Ucraina al Medio Oriente lavoriamo, infatti, in stretto coordinamento con i partner europei e con l'Amministrazione americana per raggiungere la pace e la stabilità di lungo periodo. Lavoriamo insieme agli Stati Uniti su questioni centrali come la libertà di navigazione, l'energia e la sicurezza delle catene di approvvigionamento, a partire dalle materie prime critiche, su cui stiamo definendo un memorandum di intesa.

Penso anche al tema dell'intelligenza artificiale, su cui, lo scorso 25 giugno, abbiamo firmato un'importante dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti e tanti altri partner chiave. Questa è la nostra linea. Abbiamo sempre posto al centro della nostra azione l'unità europea e transatlantica, forti di una convinzione: l'Europa non può fare a meno degli Stati Uniti, ma anche agli Stati Uniti non possono fare a meno dell'Europa. Continueremo a lavorare per questo obiettivo, che rimane cruciale per la difesa dei nostri valori e dei nostri interessi nazionali (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il deputato Della Vedova ha facoltà di replicare.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (MISTO-+EUROPA). Vedo che i colleghi applaudono, ma, Ministro, io sono totalmente deluso dalla sua risposta. Non perché non condivida, in parte, le cose che ha detto, ma perché, se uno fa una domanda, si aspetta una risposta. Io le ho chiesto se l'Italia ha intenzione di prendere i fondi SAFE, con quali modalità, in che quantità e per farne cosa. Lo stanno facendo gli altri Paesi. Lo sta facendo la Francia, che ha firmato per chiedere 15 miliardi per avere risorse aggiuntive per far fronte all'incremento delle spese per la difesa; non lo fa la Germania, perché ha spazio nel suo bilancio per fare gli investimenti senza dover ricorrere ai fondi e agli eurobond europei.

Lei non mi ha detto nulla. Quindi, l'unica cosa che resta è che voi andrete al vertice della NATO dicendo genericamente che volete soddisfare i requisiti e gli impegni presi l'anno scorso, ma senza chiarire al Parlamento se volete usare oppure no, e perché non lo volete usare, uno strumento che è lì per quello e che è - perché lei, Ministro Tajani, lo sa benissimo - un primo passo insufficiente, ma è un primo passo verso la difesa comune, perché implica che almeno due Paesi si mettano insieme per spendere quei fondi. In realtà, voi non avete una linea di politica estera e di difesa unitaria.

Il Presidente Meloni se la prende con le opposizioni, che sono al plurale per il momento e che fanno un altro mestiere, ma voi siete lì bloccati dalla lite tra il Ministro della Difesa, Crosetto, e il Ministro dell'Economia, Giorgetti, e non date alcuna risposta. Sarete lì, afasici, senza saper dire agli alleati europei, innanzitutto, e poi anche agli altri Paesi della NATO, cosa e come l'Italia intende fare per dare una sponda europea a quella che lei ha chiamato centrale alleanza transatlantica.

(Iniziative urgenti a favore della cittadina italiana Nessy Guerra e di sua figlia, al fine di garantirne l'incolumità e il rientro in Italia - n. 3-02754)

PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02754 (Vedi l'allegato A). Di Nessy Guerra ce ne siamo occupati stamattina, annunciando che era stata liberata proprio con l'intervento del Ministro che oggi è qui. Dunque, ascoltiamo l'interrogazione dalla viva voce della deputata Onori.

FEDERICA ONORI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Colleghi e colleghe, Ministro, Nessy Guerra è una cittadina italiana di 26 anni che da quasi 3 anni vive come una latitante, con sua figlia piccola di 3 anni, in Egitto. Perché? Perché il suo ex marito, una persona dal profilo caratteriale manipolatorio e probabilmente non sano di mente, è riuscito ad incastrarla attraverso una denuncia per adulterio, che si è trasformata in una condanna diventata esecutiva.

La nostra connazionale rischia 6 mesi di lavori forzati e di carcere qualora le Forze di polizia egiziane dovessero recuperarla e trovarla. Per questo motivo vive nascondendosi insieme a sua figlia. Vorremmo sapere come si sta muovendo il Governo per riuscire finalmente a liberarla.

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. La ringrazio, signor Presidente. Vorrei innanzitutto confermare a quest'Aula che Nessy Guerra è stata liberata e già questa mattina, come sapete, ha potuto far ritorno a casa insieme alla sua bambina (Applausi). Sin dalle prime ore di oggi è stata assistita dall'ambasciatore Palese: su mia istruzione, l'ambasciatore si è recato subito presso la stazione di Polizia al Cairo, dove era stata trasferita, dopo essere stata prelevata questa notte dalla Polizia egiziana insieme ai genitori, ed è rimasto sempre con lei fino alla sua liberazione, e così ha fatto la nostra console.

Non appena ho appreso la notizia, sono stato in contatto con il Ministro degli Esteri egiziano, Abdelatty, intervenendo per sollecitare il rilascio della connazionale. Con l'occasione ho voluto ribadire con forza, ancora una volta, la richiesta di piena collaborazione da parte egiziana per garantire l'assoluta tutela e sicurezza della signora Guerra e di sua figlia, ricevendo assicurazioni sulla disponibilità del suo Governo a collaborare per raggiungere una soluzione rapida e positiva della vicenda.

Secondo la Polizia egiziana il fermo sarebbe stato originato da un ordine esecutivo della magistratura emesso per consentire al padre della bambina, Tamer Hamouda, di esercitare il suo diritto di visita. La vicenda, come sapete, è molto, molto complessa, come confermato dagli sviluppi di questa mattina, tanto sul piano dell'incolumità delle nostre connazionali quanto su quello legale. Dopo il recente rilascio su cauzione del signor Hamouda, abbiamo prontamente chiesto alle autorità egiziane di garantire la massima protezione della nostra connazionale e della piccola, soprattutto per evitare nuovi episodi di violenza o intimidazioni da parte dell'ex marito.

Ciò alla luce dell'atteggiamento aggressivo e minaccioso tenuto dal signor Hamouda anche nei confronti del personale dell'ambasciata e delle autorità italiane, comprese le massime cariche dello Stato. L'incolumità delle nostre connazionali è per noi una priorità assoluta sulla quale continueremo a vigilare con la massima attenzione e in contatto costante con le autorità egiziane. La vicenda resta ancora complessa anche sul piano giudiziario. È stata confermata in appello la condanna a 6 mesi di detenzione per adulterio; nelle scorse settimane il legale egiziano della connazionale ha depositato, però, ricorso in Cassazione. Inoltre, è ancora aperto il giudizio sull'affidamento della bambina per la quale permane il divieto di espatrio.

A seguito della sentenza d'appello, l'ambasciatore a Il Cairo ha intensificato i contatti con la signora Guerra per esprimerle la massima vicinanza e soprattutto per ribadirle la piena disponibilità a continuare a fornirle ogni forma di assistenza, anche a livello legale.

La connazionale ha recentemente deciso di conferire mandato a due nuovi legali, rispettivamente per il giudizio in Cassazione e per un procedimento volto alla revoca del divieto di espatrio di Aisha.

In relazione alla condanna per adulterio, la nostra ambasciata ha, inoltre, formalmente consegnato alle autorità egiziane una richiesta di grazia presidenziale. La nostra sede diplomatica al Cairo sta, infine, collaborando con le autorità giudiziarie italiane nell'ambito delle richieste di estradizione del signor Hamouda.

La tutela degli italiani all'estero - lo ripeto - è una priorità dell'azione di Governo e del Ministero che dirigo e lo è ancora di più quando sono coinvolti minori e quando è in gioco la libertà di una nostra concittadina. Nessy Guerra e la piccola Aisha non saranno lasciate sole: continueremo a lavorare con determinazione e riservatezza per tutelare la dignità e i diritti delle nostre due connazionali e per riportarle in Italia il più presto possibile (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. La deputata Onori ha facoltà di replicare.

FEDERICA ONORI (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro. Anche da parte nostra, i più sinceri ringraziamenti all'ambasciatore Palese e alla console De Nardis per tutto il lavoro di supporto che stanno prestando alla nostra connazionale e a tutta l'ambasciata d'Italia a Il Cairo per quello che ha fatto, sta facendo e farà.

Siamo molto contenti, chiaramente, che il fermo di polizia, che era stato attivato alle 3 di notte, attraverso un'irruzione presso il domicilio di Nessy Guerra, in cui la signora Nessy Guerra è stata prelevata con la sua bambina di 3 anni e portata alla stazione di Polizia con la bambina che piangeva sul divanetto. Siamo molto contenti che questo fermo sia stato fermato e che Nessy Guerra e la sua bambina abbiano potuto stamattina rientrare in casa. Però, Ministro, qual è stata la condizione? Nessy Guerra ha dovuto firmare una dichiarazione, come lei ben sa, in cui si impegna a non lasciare quel domicilio che ha indicato nella dichiarazione fino alla fine del processo.

Questo vuol dire che Nessy Guerra, che finora ha dovuto cambiare domicilio per proteggersi e proteggere la sua bambina dalle minacce di Tamer Hamouda, che è ancora a piede libero in Egitto, perché, nonostante le dichiarazioni e le promesse di protezione che le autorità egiziane hanno fatto a voi, al nostro Governo, la verità è che questo personaggio è ancora a piede libero e continua a minacciare. Lei ha menzionato le recenti minacce al nostro vice console onorario a Hurghada: se non mi date i soldi, ti sparo sulle gambe. Questo è il livello a cui dobbiamo assistere. Bene. Nessy Guerra ha dichiarato, ha dovuto sottoscrivere per essere rilasciata questa notte, questa mattina, che non cambierà domicilio. Quindi, la domanda è: come riuscirà l'ambasciata adesso a proteggere la nostra connazionale visto che ora le Forze di polizia, e molto probabilmente sarà semplice anche per Tamer, conosceranno e conoscerà il domicilio della nostra connazionale.

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICA ONORI (AZ-PER-RE). Non è sufficiente quello che stiamo ascoltando. Ministro, mi lasci chiederle: avete accolto con gli onori e i tappeti rossi chi era condannato per omicidio mentre a questa connazionale, a questa ragazza, non siete riusciti neanche a fare una telefonata. Per favore, trovate due minuti, chiamate Nessy Guerra e ditele che almeno per la parte umana il Governo italiano è con lei (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

(Chiarimenti in merito alla posizione internazionale dell'Italia in relazione all'operazione militare Epic Fury - n. 3-02755)

PRESIDENTE. Il deputato Riccardo Ricciardi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02755 (Vedi l'allegato A).

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Ministro Tajani, noi rivolgiamo a lei questa domanda perché non vogliamo che vi nascondiate dietro trattati, oltretutto segreti, con l'elenco, più o meno, fumoso di mezzi messi a disposizione e di basi messe a disposizione per mezzi che andavano a bombardare l'Iran. Noi vorremmo capire da lei qual è la politica estera di questo Paese in merito a quello che è accaduto, perché non basta semplicemente dire “ma Rutte si è sbagliato, ha detto che sono partiti 500 aerei, ma ha esagerato”. Questo è il Segretario generale della NATO e ha detto che noi abbiamo compartecipato alla missione in Iran. Non possiamo uscirne con un “forse ha esagerato, ha già smentito”. Quindi, vorremmo da parte sua un chiarimento in più (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. La ringrazio, signor Presidente. Lo abbiamo ripetuto in più occasioni e lo ribadisco con chiarezza anche oggi in quest'Aula: l'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare contro l'Iran, né ha mai autorizzato l'utilizzo delle proprie basi per azioni di guerra contro Teheran. Il Governo ha sempre agito nel rispetto più rigoroso della Costituzione, del diritto e dei trattati internazionali, a partire dagli accordi bilaterali con gli Stati Uniti risalenti al 1954 e sempre rispettati da Governi di ogni colore politico e da tutti i principali partner europei. L'ho ribadito la settimana scorsa al Ministro degli Esteri iraniano Araghchi, a cui ho confermato la volontà del Governo italiano di mantenere con Teheran un dialogo franco e aperto. È in questo spirito che lo scorso 19 giugno ho disposto la riapertura della nostra ambasciata e dell'ufficio ICE nella capitale iraniana.

Fin dall'inizio della crisi abbiamo lavorato per il dialogo. Insieme ai partner europei del G7 e della regione abbiamo sostenuto con convinzione la via negoziale che ha portato alla conclusione del memorandum di intesa tra Iran e Stati Uniti. È indispensabile evitare ogni escalation che possa compromettere il processo di pace. Penso in particolare ai recenti attacchi iraniani contro il Bahrein e il Kuwait, azioni gravi e inaccettabili che il Governo italiano ha condannato con la massima fermezza, confermando piena solidarietà ai due Paesi colpiti.

Le tensioni degli ultimi giorni dimostrano l'importanza di intensificare l'azione diplomatica per arrivare a un'intesa complessiva e duratura capace di affrontare tutti i nodi ancora irrisolti. Occorre scongiurare definitivamente la prospettiva di un Iran dotato dell'arma nucleare e garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Una priorità strategica per il nostro Paese, per la nostra economia e per la sicurezza delle catene di approvvigionamento globali. Il nostro impegno si estende all'intera regione, a partire dal Libano che resta un fronte particolarmente dedicato. L'intesa raggiunta nei giorni scorsi tra Beirut e Tel Aviv, con la mediazione degli Stati Uniti, è un'occasione che non va sprecata. È essenziale che la tregua si consolidi e che la violenza cessi definitivamente. Restano indispensabili il disarmo di Hezbollah, la fine dei bombardamenti e il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese.

Guardiamo anche al dopo UNIFIL. Con la Francia, in occasione del recente vertice intergovernativo, abbiamo concordato di lavorare insieme per continuare ad assicurare una presenza internazionale nel quadro di una futura missione multilaterale. Questo è l'impegno del Governo in Medio Oriente, come in tutti i quadranti di crisi: costruire canali di dialogo, senza mai derogare ai nostri valori, perseguendo con costanza la strada della diplomazia, l'unica in grado di garantire risultati duraturi. Qualsiasi operazione militare che si è svolta in Iran, anche da parte americana, non era un'operazione nell'ambito della NATO, quindi è difficile che il Segretario generale Rutte potesse sapere cosa è accaduto in Italia, perché le sue dichiarazioni sono state non soltanto improvvide, ma anche non rispondenti al vero (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il deputato Riccardo Ricciardi ha facoltà di replicare.

RICCARDO RICCIARDI (M5S). Grazie, Presidente. Purtroppo, siamo abituati al nulla misto al niente, con un pizzichino di vigliaccheria, nelle risposte del Ministro Tajani e di questo Governo nella politica estera. Ministro, lei, di fronte agli attacchi dell'Iran, condanna giustamente. Di fronte all'Epic Fury e a Trump e Netanyahu che dicono di voler cancellare una civiltà, la Presidente Meloni non ha né condannato né condiviso. Volete ingannarci con questo discorso della logistica e del bombardamento, come se la logistica non facesse parte della preparazione di un piano di guerra, come se fossero slegate le due cose, come se portare la benzina per gli aerei che poi bombardano fossero due cose diverse.

Noi non abbiamo bombardato, ma abbiamo semplicemente permesso di rifornirsi a quegli aerei che poi hanno bombardato. È la stessa logica con cui rispondevate dopo il 7 ottobre, quando vi chiedevamo dei contratti delle armi a Israele: no, ma noi vigileremo che quelle armi non sparino nei confronti dei civili. È la stessa identica logica. In un momento in cui c'erano movimentazioni incredibili sul nostro territorio, che preparavano a questa guerra, lei era al Board of Peace, la Presidente Meloni candidava Trump al Nobel per la pace e il Ministro Crosetto era nel Golfo. Questa era la politica estera del Governo Meloni e di quella che è stata una complicità vigliacca a una guerra che è stata dannosa. Ci ha salvato la Costituzione perché, se non ci fosse stata la Costituzione che vieta espressamente l'esplicita collaborazione con missioni di questo tipo, noi saremmo sicuri che sareste andati dietro alla coalizione Epstein di Trump e di Netanyahu (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

(Elementi in ordine ai risultati conseguiti dal Piano Mattei per l'Africa - n. 3-02756)

PRESIDENTE. La deputata Carfagna ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lupi ed altri n. 3-02756 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

MARIA ROSARIA CARFAGNA (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Signor Ministro, parliamo del Piano Mattei, perché sappiamo che con il Piano Mattei il Governo italiano ha inaugurato un nuovo modello di cooperazione e di relazioni con il continente africano basate non più su un approccio predatorio, ma su un rapporto paritetico. Sappiamo che i Paesi coinvolti nel Piano sono raddoppiati e sappiamo che gli investimenti del Piano sono pienamente integrati in quelli comunitari. Riteniamo che sia utile spiegare ai cittadini italiani nel concreto i risultati raggiunti dal Piano, anche alla luce del tema che ha ispirato l'intervento, che è quello, cioè, di garantire la necessità di affrancamento dalla dipendenza energetica del nostro Paese alla luce degli shock mondiali che stiamo fronteggiando, dalla guerra in Ucraina alla fine delle forniture russe fino alla crisi attuale in Medio Oriente.

PRESIDENTE. Il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha facoltà di rispondere.

ANTONIO TAJANI, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. La ringrazio, signor Presidente. L'Africa è una priorità strategica della politica estera italiana. Il Governo l'ha messa al centro della propria azione con il nuovo approccio incentrato su partenariati paritari e crescita condivisa. Il Piano Mattei è la strategia con cui traduciamo questa visione in azione concreta. Vogliamo continuare ad essere sempre più un interlocutore privilegiato e un ponte tra l'Africa e l'Europa. È un impegno che il Presidente del Consiglio Meloni ha rilanciato in occasione del secondo vertice Italia-Africa svoltosi per la prima volta sul suolo africano ad Addis Abeba a febbraio scorso.

La terza relazione annuale sull'attuazione del Piano, trasmessa proprio oggi al Parlamento, dimostra che i risultati sono concreti e misurabili. I Paesi partner sono raddoppiati, passando da 9 a 18, e abbiamo realizzato 76 progetti. La scorsa settimana ho presieduto la cabina di regia che coinvolge amministrazioni pubbliche, imprese, Terzo settore e oggi anche la rappresentanza della diaspora africana in Italia. Stiamo portando sempre di più la diplomazia della crescita in Africa. In questi mesi ho guidato missioni e promosso forum economici con i principali Paesi partner dal Kenya al Senegal, fino alla Tunisia, dove ho recentemente presieduto, insieme al Primo Ministro tunisino, un incontro imprenditoriale con centinaia di aziende. È il primo mercato in Africa, infatti, per il nostro export.

L'interesse verso i partenariati con l'Italia è infatti fortissimo. Le nostre aziende sono protagoniste nei settori strategici. Per accompagnarle ho voluto attivare strumenti specifici dedicati al continente africano. La “Misura Africa” di SIMEST ha già sostenuto 145 finanziamenti per quasi 115 milioni di euro. Sono state approvate 45 iniziative che sostengono commesse per oltre 870 milioni di euro. SACE, con una “Task Force Africa” dedicata, ha già mobilitato oltre 4 miliardi di garanzie. Un ruolo centrale è svolto anche dalla cooperazione allo sviluppo. Quest'anno oltre il 60 per cento degli interventi sarà rivolto al continente africano, con progetti nei settori dell'energia, dell'agricoltura e dello sviluppo sostenibile. In tutti questi ambiti mettiamo a disposizione il saper fare di eccellenza delle nostre imprese.

Sul fronte energetico, richiamato dall'interrogazione, il Piano ha permesso all'Italia di partecipare direttamente ai grandi programmi continentali: “Mission 300” di Banca mondiale e Banca africana di sviluppo, l'Alleanza per le infrastrutture verdi e i progetti d'accesso all'elettricità in Costa d'Avorio, Mozambico e Repubblica del Congo. Resta inoltre strategico l'impegno sul cavo Elmed tra Italia e Tunisia che rafforza il nostro ruolo come snodo energetico tra Europa e Africa. A Tunisi ho annunciato che il progetto è entrato ora nella sua fase operativa.

Anche la salute resta al centro del Piano. Finanziamo con oltre 90 milioni di euro l'Alleanza per i vaccini Gavi e il Fondo globale per la lotta contro l'Aids, la tubercolosi e la malaria. Siamo intervenuti con tempestività anche contro l'Ebola in Congo. Abbiamo consolidato l'architettura finanziaria del Piano Mattei rafforzando le collaborazioni con la Banca mondiale e la Banca africana di sviluppo, dando un nuovo impulso all'iniziativa di conversione del debito. A questo si affiancano i 15 interventi già deliberati dal Fondo italiano per il clima per circa 1,2 miliardi.

La sinergia tra il Piano Mattei e il Global Gateway, che stiamo appoggiando, conferma che la nostra visione è sempre più un punto di riferimento per l'Europa e per gli altri partner internazionali. Oggi il Piano è molto più di un insieme di progetti, è uno strumento di politica estera che unisce diplomazia, cooperazione, investimenti e imprese. È la dimostrazione che l'Italia può contribuire alla crescita dell'Africa costruendo partenariati solidi, duraturi e di reciproco beneficio. Su questa strada continueremo a lavorare con determinazione, insieme ai nostri partner africani.

PRESIDENTE. L'onorevole Carfagna ha facoltà di replicare.

MARIA ROSARIA CARFAGNA (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Grazie, signor Ministro, per i dati e le informazioni che ha dato al Parlamento, che confermano una verità difficile da negare, cioè che il Piano Mattei ha dato corpo a una visione a lungo discussa ma mai realizzata, quella di rendere l'Italia un hub energetico e commerciale al centro del Mediterraneo. È una visione quanto mai attuale e, soprattutto oggi, quanto mai necessaria. È una visione che il Governo ha avuto la lungimiranza di costruire per tempo e che rappresenterà, anche dal punto di vista energetico, un'alternativa solida, capace di restituirci il controllo dei nostri interessi e dei nostri approvvigionamenti e penso che sia la migliore risposta a chi, anche in queste ore, vagheggia un ritorno agli acquisti di gas e di petrolio dalla Russia.

Una nota personale. Condivido pienamente questa strategia e mi piace pensare di averla in qualche modo anticipata quando nel 2022 ho voluto organizzare il primo Forum internazionale “Verso Sud”, proprio allo scopo di riposizionare il nostro Mezzogiorno al centro del Mediterraneo come hub energetico, commerciale, geopolitico ed economico. Già allora la presenza di manager pubblici e di autorità politiche di Paesi come l'Arabia Saudita, il Kuwait, l'Algeria, la Tunisia e la Libia, oltre che dell'OPEC, della Spagna, della Grecia e della Francia, chiarì le potenzialità che si aprivano in quella direzione. Va ad onore del Governo aver esplorato quelle potenzialità, averle realizzate e averle messe a terra con un approccio e uno spirito nuovo. Una cooperazione paritetica, come lei ricordava, che punta a una partnership di lungo periodo basata sul reciproco vantaggio e questa penso che sia una verità inconfutabile, difficile da negare anche da parte dei detrattori più accaniti.

(Chiarimenti in merito al tipo di carico trasportato dagli aerei statunitensi diretti in Iran che hanno utilizzato le basi italiane - n. 3-02757)

PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02757 (Vedi l'allegato A).

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, signor Presidente. Signor Ministro, come lei ben sa, il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, alcuni giorni fa ha dichiarato che 500 aerei militari USA sono decollati dalle basi americane in Italia a supporto della guerra in Iran.

Io so qual è stata la sua risposta e quella del Ministero della Difesa. Potremmo convenire in quest'Aula - e non è un'offesa - che il Segretario generale della NATO Mark Rutte è un bugiardo. Detto questo, però, io voglio prendere per buone quelle dichiarazioni che lei ha fatto e, quindi, qui in Parlamento le chiedo formalmente se lei può consegnare al Parlamento italiano l'elenco degli aerei USA che sono decollati dagli aeroporti militari in Italia, la tipologia e il carico. Però, signor Ministro, con una premessa: che il verbale del piano di volo non sia la generica frase free flight. Cioè, vogliamo sapere effettivamente il tipo di carico perché, vede, c'è una bella differenza se un aereo...

PRESIDENTE. Concluda.

ANGELO BONELLI (AVS). ...trasporta caramelle, trasporta armi o trasporta benzina per alimentare gli aerei che poi vanno a bombardare l'Iran (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.

GUIDO CROSETTO, Ministro della Difesa. Grazie, Presidente. Presidente, onorevoli deputati, il testo della sua interrogazione, onorevole Bonelli, sembra muovere da un presupposto che sarebbe molto grave, cioè che la documentazione ufficiale prodotta in un Paese amico e alleato, che si fa carico di oltre il 50 per cento della difesa del continente europeo, possa mentire al fine di occultare attività diverse da quelle dichiarate.

È un'ipotesi che io devo respingere con nettezza, perché è distante dalla qualità e dalla solidità delle relazioni che l'Italia intrattiene da decenni con gli Stati Uniti e con tutti gli alleati in ambito NATO. Peraltro, anche a voler avanzare per mero esercizio un'ipotesi di questo genere, il recentissimo passato dimostra esattamente il contrario. Quando gli Stati Uniti hanno previsto attività diverse da quelle riconducibili al perimetro degli accordi bilaterali vigenti, lo hanno chiaramente comunicato, e questo Governo - com'è noto - non ha concesso l'autorizzazione. Un diniego che ha anche generato un forte disappunto da parte dell'Amministrazione americana, come si è visto e si può vedere. È, quindi, evidente che l'ipotesi sottesa all'interrogazione non ha alcun fondamento.

Quanto a eventuali voli decollati dalle nostre basi per attività cinetiche contro il territorio iraniano, la risposta mia è altrettanto chiara: non ve ne sono stati. Non si offenderà l'onorevole Bignami se le do un dettaglio, che ripeterò anche dopo, nella risposta alla sua interrogazione (Dai banchi del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra: “Bonelli!”). No, no, non si offenderà l'onorevole Bignami, che ha presentato un'altra interrogazione…

PRESIDENTE. Che viene dopo…

GUIDO CROSETTO, Ministro della Difesa. … se io darò dei dati che ripeterò anche dopo. I voli passati nel periodo 28 febbraio-23 giugno sono stati 518, più di 500. Nel 2019 - altro Governo -, nello stesso periodo, sono stati 722; nel 2020, 450; nel 2021, 457; nel 2022, 560. In questi periodi, in questo tempo, è il numero di voli che passa normalmente in quelle basi, non c'è stata alcuna diversità questa volta rispetto alle altre. Se vuole, la Difesa può darle il contenuto e cosa portavano tutti i voli dal 2019 ad oggi. Ci vorrà un po' di tempo, reperiremo le informazioni su tutti i voli, perché non è che la Difesa tiene per sé dei dati, la Difesa lavora per il Governo italiano, lavora per lo Stato italiano, e quello che può essere dato pubblicamente... Se non può essere dato pubblicamente, si può trovare una Commissione come il Copasir o un'altra Commissione dove darli. La Difesa darà tutto quello che deve dare, non c'è nulla da nascondere, soltanto dare applicazione dei trattati in modo serio e tecnico. Non è una scelta politica l'applicazione dei trattati. Lo ribadisco, quando c'è una scelta politica è perché si va fuori. A quel punto, i tecnici della Difesa non parlano, passano la palla su e - come è successo nel caso di Sigonella - il Governo o il Ministro decide cosa fare. Quando c'è stato il caso, abbiamo negato l'autorizzazione (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il deputato Bonelli ha facoltà di replicare.

ANGELO BONELLI (AVS). Grazie, Presidente. Signor Ministro, io non mi sarei mai aspettato una risposta di questo tipo, così imbarazzata, perché di fatto è imbarazzata: per rispondere a me, risponde a Bignami. Però le voglio dire che è già accaduto - e mi dispiace che lei, a questo punto, abbia commesso un errore - che gli americani abbiano mentito (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). È accaduto con il Cermis: 20 italiani morti, un piano di volo errato, sbagliato, con dati falsi. È già accaduto, ma non lo dico io. Vede, il generale Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, ha già avuto modo di dire che gli americani usano questi piani di volo così generici e lo fanno in maniera discrezionale, come se fossero un po' a casa loro.

Quindi glielo ribadisco: signor Ministro, non se io voglio, glielo abbiamo chiesto (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Noi le chiediamo di avere l'elenco di questi voli, la tipologia e il carico. Perché bisogna uscire fuori da questa ipocrisia: attività cinetica, non cinetica. Ecco, io mi rivolgo agli italiani che ci stanno vedendo in questo momento: cos'è l'attività cinetica? E quella non cinetica? Ma possiamo dire, ad esempio, che un aeroplano che trasporta benzina e che in aria rifornisce di carburante i caccia che poi vanno a bombardare non partecipa a una guerra (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra) che Giorgia Meloni, l'8 marzo 2026, ha detto che non condannava e non condivideva? Non è passato tanto tempo da quando questo pseudo-amore si è rotto tra Giorgia Meloni e Trump. Era l'8 marzo del 2026, non l'8 marzo del 2019, 2020 o 2022. Pochi mesi fa, chiaro? E allora, siccome le abbiamo chiesto una cosa, ci dica, e noi aspettavamo: ce li dà o non ce li dà questi dati? Li conferisce al Parlamento?

PRESIDENTE. Concluda.

ANGELO BONELLI (AVS). Se non ci sono segreti, ce li dia (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)... Ma no, lei è venuto qui, risponde a Bignami, ma dovrebbe rispondere a me. Non rida, signor Ministro.

PRESIDENTE. No, no. Concluda, la prego.

ANGELO BONELLI (AVS). Ci deve dare questi elenchi. Vogliamo avere gli elenchi, la tipologia (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)... E siccome mi parlano sopra, signor Presidente, mi faccia anche recuperare qualche secondo.

PRESIDENTE. Prego, prego. Sì, già siamo oltre i dieci. Prego.

ANGELO BONELLI (AVS). Quindi la replica è molto chiara. Signor Ministro, lei non ha risposto e, quindi, io sono costretto a richiederglielo: vogliamo questi elenchi, con la tipologia di carico e non la tipologia generica, perché dell'autocertificazione degli Stati Uniti non ce ne facciamo nulla (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

(Chiarimenti in ordine al numero di voli americani partiti dalle basi italiane NATO nel corso dell'operazione Epic Fury - n. 3-02758)

PRESIDENTE. La deputata Gardini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Bignami ed altri n. 3-02758 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

ELISABETTA GARDINI (FDI). La ringrazio, Presidente. Signor Ministro, sono felice di poterle rivolgere nuovamente queste parole, perché penso che qualcuno, in quest'Aula, abbia problemi con l'italiano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e, quindi, mai come in questo caso, repetita iuvant. Ha parlato quattro minuti e noi abbiamo soltanto espresso la nostra preoccupazione per non avere il tempo di terminare tutte le interrogazioni.

Parole di Mark Rutte il 26 giugno, questi 500 aeroplani che sarebbero decollati dalle basi NATO italiane per sostenere l'operazione militare in Iran: una polemica che vediamo che ancora non si placa - e dico, è pretestuosa -, nonostante l'immediata e puntuale smentita del Governo italiano, nonostante lo stesso Segretario generale Mark Rutte abbia, poi, precisato le sue dichiarazioni e nonostante, io dico, proprio lei, signor Ministro, in quest'Aula, il 7 aprile, avesse detto quello che oggi ha anche ribadito, ossia che ci sono state soltanto attività logistiche e non cinetiche e non è stata autorizzata nessuna attività che andasse fuori dal perimetro degli accordi vigenti.

Allora, per smentire definitivamente quelle dichiarazioni, chiudere una polemica strumentale e riaffermare che l'Italia si è mossa assolutamente nel rispetto della Costituzione - forse non sono abituati a questo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) -, può rendere noto il numero esatto dei voli americani partiti dalle basi NATO italiane durante l'operazione Epic Fury, confrontandolo con i dati degli anni precedenti? E speriamo che la ripetizione entri nei loro cervelli (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.

GUIDO CROSETTO, Ministro della Difesa. Grazie, Presidente. Grazie per l'interrogazione. Ripeterò per l'ennesima volta, anche dopo le comunicazioni rese il 5 marzo, il 7 aprile, cosa fa il Governo italiano, come si comporta la Difesa, anche se non servirà a nulla perché, come lei sa, serve per trasmettere a casa non la verità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), ma per recitare una parte. Lo ripeto a lei, perché senta anche l'onorevole Bonelli, questa volta inverto: il Governo italiano, la Difesa non hanno alcun problema a dire i dati di tutti i voli, partendo… le ho detto, non solo quelli di quest'anno, ma anche dal 2019. Non solo quelli del periodo di Epic Fury, tutto ciò che può essere relazionato al Parlamento - ripeto, se non in seduta comune, magari in una Commissione parlamentare, visto quei dati - sarà relazionato. Non c'è nulla di cui il Governo debba vergognarsi, semmai deve vergognarsi chi ha strumentalizzato questi 513 voli (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra) ed è alleato con chi ne ha autorizzati 790, allora, in quel periodo, di cui parleremo. L'alleato è lo stesso, il modo di comunicare i voli è lo stesso, le informazioni che danno sono le stesse. Per cui, fare finta di darsi una verginità, dimenticandosi del passato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra) e dimenticandosi che gli Stati si comportano sempre allo stesso modo è una cosa difficilmente - onorevole Bignami - tollerabile, per chi pensa che la politica debba avere una dignità, che si stia alla maggioranza o all'opposizione. Io personalmente dico le stesse cose, qualunque sia la maggioranza in cui sto.

Lo ripeto, il numero dei voli è stato 513, dal 29 febbraio al 23 giugno… 518. A titolo di confronto, nello stesso periodo di riferimento, nel 2019 sono stati 722, nel 2020 sono stati 450 (Il deputato Grimaldi: “C'era il COVID!” – Dai banchi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia: “Presidente!”), nel 2021 sono stati 457, nel 2022 sono stati 560, nel 2023 sono stati 485, nel 2024 sono stati 469, nel 2025 sono 493. Cioè, a stessi periodi corrisponde, più o meno, lo stesso numero di voli, perché sono basi che vengono utilizzate principalmente per motivi logistici e vengono utilizzate, con la stessa intensità, tutti gli anni e tutto l'anno, per cui è pretestuosa la polemica. Ma, siccome non c'è nulla da nascondere, siccome, ripeto, il fatto che dimostra meglio di tutti come si comporta il Governo è stata la negazione di uno di quei voli - di alcuni quei voli, non solo di uno di quei voli -, siccome il Governo ha negato l'autorizzazione proprio per rispettare il principio, non c'è alcun problema, e questa negazione ha anche avuto una reazione dall'altra parte talmente evidente che far finta di non vederla non ha nulla a che fare con la politica (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Il deputato Salvatore Caiata, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie Ministro, per questa replica che ci soddisfa ampiamente e sgombra definitivamente il campo da qualsiasi dubbio, chiarendo tre cose importanti. In primo luogo, il Segretario generale della NATO, Rutte, è stato approssimativo, nella migliore delle ipotesi, consigliato male, nella peggiore, dicendo che l'Italia ha partecipato a Epic Fury, come lui stesso ha dovuto poi smentire. Quindi bene ha fatto lei, Ministro, a specificare che Epic Fury è un'operazione che non coinvolge la NATO. Pertanto Rutte si è espresso, su fattispecie e dati, che ha potuto solo intuire e dedurre, per informazioni indiretta.

In secondo luogo, il Governo italiano ha tenuto un atteggiamento impeccabile, ha agito nel pieno rispetto della Costituzione, dei Trattati internazionali, degli indirizzi del Parlamento, nonché degli accordi che regolano l'utilizzo delle basi NATO, e quindi ora è chiaro a tutti, che le nostre basi sono state esclusivamente utilizzate per fini logistici. Nessuna aereo per fini cinetici - che voglio specificare, per chi ci segue da casa, vuol dire per fini militari - è partito dai nostri aeroporti, tant'è vero che, quando ci è stato chiesto l'uso delle basi per altri fini, questo Governo ha negato il consenso con le conseguenze che conosciamo tutti, compresa l'irritazione del Presidente degli Stati Uniti, che non ha accettato di buon grado che l'Italia negasse l'autorizzazione delle basi per fini bellici, a dimostrazione del fatto che questo Governo e questo Presidente del Consiglio, questo Ministro della Difesa, rispettano gli impegni con tutti e i Trattati, ma non sono subalterni a nessuno. Non si mettono le ginocchiere (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), non si mettono in ginocchio e quindi, bene ha fatto lei Ministro, a ricordare che il numero dei voli è perfettamente in linea con quello precedente.

In terzo luogo, l'opposizione non perde occasione per gridare “al lupo, al lupo” e alla prova dei fatti, come oggi, continua a fare brutte figure. Noi non siamo come voi, non come il Governo D'Alema che, nel 1999, autorizzò l'uso delle basi militari italiane per i bombardamenti della NATO contro la Jugoslavia senza, senza la preventiva autorizzazione da parte del Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Ma no, noi non siamo come voi, mettetevi l'anima in pace (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

(Iniziative di competenza volte all'apertura al traffico passeggeri e merci dell'aeroporto militare di Grazzanise, anche in relazione allo svolgimento dell'America's Cup nella città di Napoli - n. 3-02759)

PRESIDENTE. Il deputato Zinzi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02759 (Vedi l'allegato A).

GIANPIERO ZINZI (LEGA). Grazie, Presidente, signor Ministro. Io non la farò arrabbiare, perché l'aeroporto di Grazzanise è una straordinaria opportunità per la Campania e per l'intero Mezzogiorno. Le parlo di questo. Le parlo di quanto, il Parlamento e il Governo, si siano impegnati in questi ultimi anni e in questa legislatura per creare le condizioni per cui l'aeroporto di Grazzanise fosse inserito nel Piano nazionale degli aeroporti e da aeroporto militare, si trasformi in un aeroporto con un doppio uso: militare e civile. E allora, siamo qui ad interrogarla, perché teniamo tanto a questo progetto, con la consapevolezza che ci sia un indirizzo politico chiaro. Vogliamo sapere, atteso le difficoltà dell'aeroporto di Capodichino a raccogliere tutta l'utenza in entrata e atteso l'arrivo dell'America's Cup il prossimo anno, cosa intende fare il Ministero della Difesa per accelerare i tempi (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha facoltà di rispondere.

GUIDO CROSETTO, Ministro della Difesa. Grazie. L'attenzione posta dagli interroganti su ogni possibile sviluppo della rete nazionale di trasporto è condivisa dal Governo. Questo vale anche per gli approfondimenti che riguardano l'aeroporto di Grazzanise. Il decreto-ministeriale del 19 marzo 2025 contempla Grazzanise tra gli aeroporti militari nei quali l'attività a traffico civile può essere prevista, laddove risultasse compatibile con le esigenze operative e addestrative dei reparti militari presenti sul sedime.

Esattamente questo il perimetro entro cui si collocano anche gli indirizzi espressi dal Parlamento attraverso vari ordini del giorno. Tali atti non potevano prevedere, e non prevedono, l'automatico avvio di una trasformazione dello scalo in aeroporto civile, né ipotizzare una immediata riperimetrazione del sedime aeroportuale, ipotesi che è soggetta a puntuale analisi di compatibilità operativa.

Gli ordini del giorno, infatti, impegnavano il Governo ad avviare le più proficue interlocuzioni con gli attori istituzionali coinvolti, finalizzate a prospettare, coerentemente con i vincoli operativi imposti dal complesso quadro securitario, le azioni eventualmente necessarie per rendere l'aeroporto di Grazzanise un'alternativa di alleggerimento del traffico di Capodichino. In concreto, si tratta di comprendere quali siano i margini dell'ipotesi avanzata rispetto ai vincoli operativi connessi.

Negli ultimi trent'anni all'Aeronautica militare è stato chiesto di ridurre progressivamente il numero degli aeroporti attivi sul suolo nazionale e Grazzanise, insieme a Grosseto, copre il fianco tirrenico del Paese. Resta quindi un aeroporto militare di interesse strategico per la difesa. In particolare, sullo scalo opera il 9° stormo “Francesco Baracca” con compiti di supporto alle operazioni speciali di recupero del personale in teatri operativi, e il 2° NATO Signal Battalion, unità multinazionale della NATO dedicata alle comunicazioni. Appare intuibile quindi come il rischio di pregiudicare tali capacità, frutto di investimenti tutt'altro che trascurabili, abbia imposto approfondimenti e valutazioni serie e importanti. E questo non significa chiudere alla valorizzazione dello scalo, ma scongiurare decisioni avventate. Il decreto del marzo 2025 ha creato il presupposto per valutare limiti e vincoli di eventuali possibilità. Quindi confermo la disponibilità a proseguire le interlocuzioni istituzionali utili ed esaminare ogni proposta concreta. Quindi, non vi è alcun ritardo rispetto agli indirizzi del Parlamento. Vi è invece un percorso - ahimè, purtroppo non così facile, ma tecnico-istituzionale - che deve essere sviluppato con responsabilità e realismo, affinché le valorizzazioni dello scalo possono essere avanzate senza compromettere le capacità strategiche per la Difesa e per l'Italia.

PRESIDENTE. Il deputato Zinzi ha facoltà di replicare. Prego.

GIANPIERO ZINZI (LEGA). Grazie, Ministro. Alla luce di quanto detto, noi auspichiamo che si apra finalmente un tavolo tecnico tra il Ministero della Difesa ed ENAC per la riperimetrazione. Lo auspichiamo perché i tempi stringono poiché, come dicevamo, l'aeroporto di Capodichino è prossimo alla saturazione e l'America's Cup incombe. E allora, questi sono due obiettivi e due ragioni che ci portano a ritenere che l'aeroporto sia quanto mai strategico; e per farlo serve un impegno comune.

Io lo dico ringraziandola, perché se non fosse stato per l'intuizione del Ministero della Difesa non sarebbe stato autorizzato il doppio uso; e se non fosse stato per l'intuizione del Ministro Salvini oggi l'aeroporto di Grazzanise non sarebbe nel Piano nazionale aeroporti.

Nel ringraziare il Governo ho la consapevolezza che i tempi siano importanti; ed è quello che auspichiamo che il Governo faccia propri. Perché, vede, il tema di Grazzanise non serve solo a decongestionare Capodichino, serve a creare occupazione, serve ad attrarre investimenti, serve, chiaramente, a dar vita ad un nuovo polo logistico che sia alle porte del Mezzogiorno. Perché? Perché l'aeroporto di Grazzanise non sarà soltanto una ripetizione, e non è una battaglia semplicemente territoriale, ma è qualcosa di più importante per noi. E lo è alla luce del fatto che, se saremo bravi, sarà di fatto l'ingresso della Campania sul futuro dei nostri figli (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

(Iniziative urgenti per garantire la trasparenza sui progetti finanziari, l'applicazione di canoni sostenibili e una corretta distribuzione sul territorio nazionale in relazione ai progetti di realizzazione di posti letto per studenti universitari nell'ambito del PNRR - n. 3-02760)

PRESIDENTE. La deputata Scarpa ha facoltà di illustrare l'interrogazione Manzi ed altri n. 3-02760 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

RACHELE SCARPA (PD-IDP). Grazie, Presidente. Ministro, il PNRR, Missione 4, portava con sé una grande opportunità: quella di colmare la grande carenza, nel nostro Paese, di posti letto in studentato per gli oltre 600.000 studenti universitari fuori sede.

Dopo una serie di peripezie, il Governo si era impegnato a incrementare l'offerta di posti letto, anche coinvolgendo i privati. Perché, dunque, oggi siamo qui? Siamo qui perché da un'inchiesta di Will Media e di Chora emerge che, in 17 regioni su 19, quei posti letto convenzionati arrivano a costare addirittura di più dei già carissimi prezzi sul mercato degli affitti - 500, 600, 800 euro a stanza - forse anche indicando che c'è stato un problema, ad esempio, nello stilare i criteri con cui questi prezzi venivano stabiliti; che ci sono criticità nella distribuzione territoriale, e un esempio su tutti è il fatto che Cassino, con 8.000 studenti universitari, ha tanti posti letto disponibili quanti Bologna, con 90.000 studenti universitari.

E c'è il rischio che…

PRESIDENTE. Concluda.

RACHELE SCARPA (PD-IDP). …tra 12 anni, quando cesserà il vincolo di utilizzo, i privati trasformeranno questi studentati di lusso in hotel di lusso. Allora, la domanda che le vogliamo fare è: cosa intende fare il Governo non solo per garantire trasparenza ma anche per rimediare a quella che evidentemente è un'urgenza non risolta.

PRESIDENTE. Il Ministro dell'Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, ha facoltà di rispondere.

ANNA MARIA BERNINI, Ministro dell'Università e della ricerca. Siamo passati da “i posti letto non ci sono” e “non farete mai gli studentati PNRR” a “gli studentati sono troppi”, “si sono fatti ma costano troppo”. Un cambio di registro per cui ringrazio la collega Scarpa e anche la collega Manzi, firmataria, che certificano così il successo del Ministero e del Governo.

Rispondo subito alla vostra domanda: le stanze negli studentati costano di più rispetto al mercato libero? No. Il confronto con i dati di Immobiliare.it non è perfetto: non lo dico io, ma lo stesso autore dell'inchiesta giornalistica. Io aggiungo: non solo non è perfetto, è sbagliatissimo. Tre gli errori clamorosi.

Il primo. Si confronta il prezzo di un affitto sul mercato libero, a cui bisogna aggiungere bollette, spese condominiali, manutenzione, eccetera, con il costo di uno studentato che comprende servizi come le utenze di luce, acqua, gas, Wi-Fi, riscaldamento e, in molti casi, anche la mensa.

Secondo errore. Si confrontano i prezzi delle città dove sono concentrati gli atenei, che sono notoriamente più alti, con quelli dell'intera regione, che risultano inferiori perché includono anche i paesi dove la pressione abitativa è molto più bassa rispetto ai principali centri urbani.

Terzo errore. I costi per posto letto realizzati con il PNRR sono definiti sulla base di contratti di locazione depositati all'Agenzia delle entrate e certificati, comune per comune, strada per strada. Per ogni progetto finanziario sono a disposizione decine di pagine pubblicate sul sito del MUR. Quindi, fonti certificate e massimo della trasparenza. Come e da chi sono certificate le fonti dei dati di Immobiliare.it che voi citate, che solo il mese scorso evidenziava il boom degli affitti nelle città universitarie? Quando si parla di studenti, le opposizioni riescono sempre a schierarsi dalla parte sbagliata. Vi schierate dalla parte di chi sostiene che i prezzi sul mercato privato siano più vantaggiosi per gli studenti, magari affittando monolocali di 8 metri quadri da 600 euro, come è accaduto a Bologna. Fonte: QN-Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino.

A breve, cari colleghi, inizierà la campagna elettorale nelle grandi città. Penso a Milano, dove gli studenti sono tanti e il tema del caro affitti è particolarmente sentito. Non fate propaganda sulle spalle dei ragazzi e delle loro famiglie: meritano risposte, non inganni. L'impegno del Governo per 60.000 posti letto è una realtà certificata dall'Agenzia delle entrate e dal sito del MUR, come sono reali e certificati gli affitti ridotti sulla base del bando del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tutto il resto è e rimane propaganda (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. La deputata Manzi ha facoltà di replicare.

IRENE MANZI (PD-IDP). Mi dispiace deluderla, signora Ministra, ma le opposizioni, e il Partito Democratico in particolar modo, ogni volta si schiereranno dalla parte di chi ha più bisogno. In questo caso sono gli studenti ad avere più bisogno di servizi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista) e, in particolar modo, di una risposta concreta rispetto al tema del diritto allo studio, che quella soluzione del PNRR, tenuto conto anche delle indicazioni che lei ha dato, non ha in alcun modo soddisfatto, perché sono stati calmierati i prezzi. Non si è risolto il problema alla radice. Il problema alla radice è che per quegli obiettivi di PNRR - e voglio ricordare che, al momento, l'obiettivo riguarda quasi la metà di quei 60.000 posti - si è dovuto intervenire con commissari straordinari, con l'intervento di Cassa depositi e prestiti per raggiungere, per rincorrere affannosamente un obiettivo che, purtroppo, non è stato ancora centrato.

E non è stato centrato rispetto in particolar modo ai servizi appunto, a quel Movimento delle tende, a quei ragazzi che già nel 2023 erano scesi in piazza chiedendo il sostegno di tutte le istituzioni, nessuno escluso, per rispondere a un'esigenza fondamentale di richiesta di diritto allo studio e di veder riconosciuto il loro diritto allo studio. Pochi giorni fa, in una lettera sul Corriere della Sera, i rettori delle Università di Pavia, Milano Statale e Milano-Bicocca evidenziavano un aspetto importantissimo: come il numero di laureati nel nostro Paese sia drammaticamente inferiore, di quasi 12 punti, a quella che è la media europea. E una delle cause che producevano questo gap era proprio determinata dalla difficoltà, dalla situazione di disagio e dalla mancanza di un sistema reale ed efficace per garantire il diritto allo studio. E questo è un tema essenziale.

Come è un tema essenziale il fallimento del PNRR che voi, come Governo, in questo momento avete sulle vostre spalle. E non lo dico rispetto solo agli studentati. Lo dico rispetto al contratto di ricerca che avete smantellato e che era uno degli obiettivi di PNRR. Lo dico rispetto ai tagli, su cui in questi anni ci siamo spesso confrontati. Lo dico rispetto alla riforma del reclutamento universitario, che nelle prossime settimane arriverà in quest'Aula e che ha aperto, di fatto, a un sistema fondato sul baronato locale a scapito, invece, di un sistema di valutazione nazionale. Lo dico rispetto alla gestione della questione ANVUR, alla trasformazione di un organo indipendente di valutazione in uno strumento di spartizione politica e partitica.

Noi vogliamo che vi assumiate questo tipo di responsabilità e vogliamo, in particolar modo, che rispetto a questo tema non vi nascondiate dietro a cifre o altro. Vogliamo che riconosciate che qualcosa non ha funzionato. Avete dovuto nominare un commissario straordinario per gestire una situazione che non eravate in grado di gestire e quei dati, a cui la collega Scarpa faceva riferimento poco fa…

PRESIDENTE. Concluda.

IRENE MANZI (PD-IDP). …sono dati impietosi, rispetto ai quali continueremo a sollecitarvi e continueremo a chiedere conto e ragione, perché l'interesse, davvero, non è quello della propaganda…

PRESIDENTE. Grazie.

IRENE MANZI (PD-IDP). …ma è la risposta ai bisogni degli studenti (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

(Chiarimenti e iniziative in merito alle modalità di assegnazione dei finanziamenti e ai criteri nella determinazione delle tariffe in relazione ai progetti di realizzazione di posti letto per studenti universitari nell'ambito del PNRR - n. 3-02761)

PRESIDENTE. Il deputato Giachetti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Boschi ed altri n. 3-02761 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmatario.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Grazie, Presidente. Signora Ministra, le do una notizia: lei si trova in un'Aula parlamentare, dismetta i panni della maestrina con la quale attribuisce giustezza o non giustezza a quello che dicono (Il Presidente richiama il deputato Giachetti con la campanella)

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Signor Presidente, sto semplicemente dicendo che…

PRESIDENTE. Sì, ho capito.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …deve dismettere i panni della maestrina…

PRESIDENTE. …se vuole, allora...

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …è un giudizio politico, sul quale la pregherei, visto che ho un minuto…

PRESIDENTE. No, no, invece…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …di farmi intervenire senza interrompermi.

PRESIDENTE. E invece no, nel senso che lei illustra l'interrogazione e poi dice quello che vuole sulla replica.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io sto dicendo che la Ministra ha un atteggiamento da maestrina, non è un insulto…

PRESIDENTE. E ho capito, ma c'entra con la sua interrogazione? No.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …non è un insulto e io ho diritto…

PRESIDENTE. Può urlare quanto vuole, onorevole Giachetti…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Signor Presidente, lei non mi può interrompere…

PRESIDENTE. No, io la interrompo, perché se lei…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può interrompere…

PRESIDENTE. No…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …perché io sono libero in quest'Aula…

PRESIDENTE. Ma non dica sciocchezze, onorevole Giachetti.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …di dire quello che voglio…

PRESIDENTE. Lei dice quello che vuole a casa sua…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io non sto insultando…

PRESIDENTE. …qui dice quello che vuole all'interno del Regolamento.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …lei non mi può impedire la libertà…

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, io la richiamo all'ordine.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …lei non mi può impedire la libertà di dire quello che voglio.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, io la richiamo all'ordine…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Nessuno le attribuisce il potere…

PRESIDENTE. …e la invito anche alla calma. Allora…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Nessuno le attribuisce il potere di interrompermi.

PRESIDENTE. Allora, adesso si stacca il microfono, così…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). No, lei non mi stacca il microfono!

PRESIDENTE. No, il microfono si stacca da solo. Allora…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Siamo in un'Aula parlamentare…

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, siamo in un'Aula parlamentare che, come lei sa, è regolata da un Regolamento…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei mi sta impedendo una libertà!

PRESIDENTE. No, se lei ha l'educazione…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei mi sta impedendo una libertà!

PRESIDENTE. Guardi che così si sente male…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei mi sta impedendo una libertà!

PRESIDENTE. No, se lei mi fa parlare…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei mi sta impedendo una libertà! Non mi può interrompere!

PRESIDENTE. Allora…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Questo è un question time in diretta televisiva!

PRESIDENTE. Esatto e non stiamo facendo una bella scena, allora…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Ho il diritto di parlare e lei non mi può togliere la parola!

PRESIDENTE. No, se lei mi fa parlare (Proteste del deputato Giachetti)… onorevole Giachetti, così non andiamo. Allora (Proteste del deputato Giachetti)… onorevole Giachetti, lei può intervenire su ciò che vuole e può dire ciò che vuole se sta all'interno (Commenti del deputato Giachetti)… così, però, guardi che non va bene, eh.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io ho il diritto di parlare!

PRESIDENTE. Sì, se lei sta all'interno di un recinto, rispetto a ciò (Proteste del deputato Giachetti)… no, vabbè, no allora, onorevole Giachetti, non si permetta di rivolgersi così alla Presidenza (Proteste del deputato Giachetti). Onorevole Giachetti, la richiamo all'ordine per la seconda volta.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io non le consento di interrompermi, lei non mi può interrompere!

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, non la sto interrompendo, la sto soltanto pregando di stare nel recinto della sua interrogazione (Proteste del deputato Giachetti)… no, vabbè…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può interrompere e lei non ha il diritto di interrompermi!

PRESIDENTE. Articolo 8 e seguenti, come le piace spesso dire. Bene…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non ha il diritto di interrompermi!

PRESIDENTE. Allora, se lei continua…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non ha il diritto di interrompermi!

PRESIDENTE. Vabbè, mi costringe a fare ciò che non voglio fare, onorevole Giachetti, la prego.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei sta facendo violenza!

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, l'unico che sta facendo violenza è lei, perché continua a urlare, senza ascoltare.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei mi ha tolto il microfono!

PRESIDENTE. Non le ho tolto il microfono, il microfono si spegne dopo un minuto.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può togliere la libertà di parlare! Deve riattivare il microfono!

PRESIDENTE. Posso…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io ho diritto di parlare un minuto!

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può togliere la parola!

PRESIDENTE. Allora…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può togliere la parola!

PRESIDENTE. Onorevole…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei non mi può togliere la parola!

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, scusi, tra persone normali e civili che hanno rispetto l'uno per l'altra, io non le tolgo la parola. Io ho detto, se lei mi sta ad ascoltare davvero per venti secondi… li concede a me, bene.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io l'ho ascoltata.

PRESIDENTE. No, non mi ha ascoltato: mi ha urlato, mi ha sbraitato, mi ha ricoperto di urla. Dopodiché, con molta calma, io ho solo detto che, essendo stato chiamato a illustrare l'interrogazione, la pregavo di stare nell'illustrazione, non facendo commenti sull'atteggiamento da maestrina - quello che è - del Ministro, che poi lei può fare quando il Ministro le risponde, ma non rifacendosi a un commento di un altro collega. Ha capito (Proteste del deputato Giachetti)?

Allora, onorevole Giachetti, vada avanti per il suo minuto. Prego (Proteste del deputato Giachetti). No, adesso è inutile che urla, non è che deve fare spettacolo! Vada avanti un minuto (Proteste del deputato Giachetti). Vada avanti… guardi, non passa nulla (Proteste del deputato Giachetti). Dategli un minuto. Se preme il microfono e la finiamo con questa scenata, lei parla per un minuto. Prego.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lo ha staccato lei!

PRESIDENTE. Non l'ho staccato io, è partito il minuto.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Io sono un uomo libero!

PRESIDENTE. Ma io più libero di lei! Vada avanti, vada avanti. Io molto più libero!

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). No, lei non è più libero! Lei sta facendo una violenza e questo è un minuto che noi abbiamo in diretta televisiva…

PRESIDENTE. Lei lo faccia…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …e lei me lo sta distruggendo, senza consentirmi di entrare nel merito. Questo è quello che sta facendo lei. Questo ormai fate: non ci lasciate neanche più la possibilità di parlare qui dentro, perché vi dà fastidio anche soltanto che diciamo che una Ministra, invece di rispondere, viene qua a fare la maestrina, a dire se quello che dico io è giusto o no. È chiaro?

E per concludere, la domanda è semplice: signora Ministra, è accettabile che un investimento pubblico, destinato a sostenere gli studenti, finisca per produrre alloggi che costano più del mercato? E come concilia tutto questo con la finalità sociale di questo intervento?

Lei, Presidente, mi ha distrutto questo intervento, mi sta rendendo impossibile forse anche la replica. Se lo tenga bene a mente questo.

PRESIDENTE. Guardi, onorevole Giachetti, io evito di risponderle, io evito di rispondere…

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Lei deve stare zitto!

PRESIDENTE. E non mi dica più di stare zitto, non me lo dica mai più, va bene? Io faccio il mio lavoro rispettando tutti, va bene? Lei ha usato violenza, urlando in quest'Aula e facendo questo show indegno in quest'Aula (Commenti di deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

Il Ministro dell'Università e della ricerca (Proteste del deputato Giachetti) - urli, urli -, Anna Maria Bernini, ha facoltà di rispondere.

ANNA MARIA BERNINI, Ministro dell'Università e della ricerca. Il target PNRR sui posti letto non è stato ridotto. Onorevole Giachetti, quello che lei ha detto semplicemente non è giusto. Sono e rimangono 60.000: 30.000 realizzati con il bando housing universitario e altri 30.000 con lo strumento finanziario introdotto dall'ultima legge di bilancio su espressa domanda dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, con cui abbiamo fatto un accordo di collaborazione, con il presidente Manfredi, e dei soggetti pubblici che ci hanno chiesto di avere più tempo. Quindi, non esistono soggetti privati che hanno avuto dei vantaggi indebiti.

Quanto ai canoni, gli studentati pubblici al mercato privato semplicemente non sono comparabili, perché il mercato privato per gli studenti semplicemente non esiste. Il prezzo delle stanze PNRR comprende servizi essenziali e servizi extra. Gli studentati PNRR si trovano nelle principali città italiane sedi di università, dove le tariffe per il diritto allo studio, riservate al 30 per cento degli studenti che vi accedono, devono essere applicate dal gestore pubblico o privato, anche nel caso in cui l'ente per il diritto allo studio non sia in grado di collocare un numero corrispondente di studenti attraverso proprie graduatorie. In tal caso, il gestore pubblico o privato deve formare autonomamente la propria graduatoria alle stesse condizioni previste dall'ente per il diritto allo studio, con tariffe, onorevole Giachetti, inferiori al valore di mercato, che vanno dai 150 ai 300 euro, cioè non esattamente una tariffa di lusso. Questi sono dati certificati. Non ho il piacere di conoscere la fonte dei suoi dati.

Con il nuovo housing universitario abbiamo usato le risorse pubbliche per attrarre investimenti privati e pubblici e recuperare immobili inutilizzati. Nel rispetto del principio costituzionale di sussidiarietà, il privato è subentrato solo dove il pubblico non ha potuto o voluto far fronte alla domanda di alloggi universitari. I gestori pubblici e privati sono stati selezionati con procedure pubbliche trasparenti, con selezione da parte di una pubblica commissione di valutazione e i soggetti gestori, pubblici o privati, hanno ricevuto un contributo per erogare un servizio pubblico: una quota pari al 30 per cento per gli studenti privi di mezzi, una quota pari al 70 per cento per consentire l'applicazione della tariffa media, sempre e comunque ridotta.

Queste, onorevole Giachetti, sono azioni concrete e certificate. Il resto è polemica politica che non sarà sufficiente a sminuire o ad oscurare la più grande operazione di housing sociale per gli studenti fatta nel nostro Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Questo Governo ha trovato le tende e lascia gli studentati, anche se questo vi può disturbare (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il deputato Roberto Giachetti ha facoltà di replicare.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Signora Ministra, lei non so come fa a dire quali sono i dati che le do io, visto che ancora non gliel'ho dati (Commenti della Ministra Bernini). Quindi adesso glieli darò oppure, guardi, faccia una cosa: li chieda direttamente agli studenti…

Questo è normale, Presidente, secondo lei, che la Ministra si mette ad agitare? Questo, invece, per lei, è normale? Lei non riesce a vedere bene. Si faccia aiutare, così forse un intervento di un minuto riesco a farlo.

PRESIDENTE. Onorevole Giachetti, vada avanti.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Magari, io vado avanti se mi è consentito…

PRESIDENTE. Vada avanti, le è consentito tutto. Prego.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). …e se non c'è una Ministra che sventola i fogli. Si può fare questo? Glielo posso chiedere, signor Presidente? Pensa che rientra nei suoi compiti? La ringrazio.

Stavo dicendo che i numeri, signora Ministra, glieli daranno gli studenti, quelli che rimangono fuori, perché i prezzi che saranno messi in campo sono dei prezzi praticamente inaccessibili e, per essere chiari, il punto non è se nei canoni siano comprese le utenze o altri servizi. Il punto è che stiamo parlando di alloggi costruiti grazie a un contributo pubblico di circa 20.000 euro per posto letto e quei finanziamenti erano destinati a ridurre il costo dell'abitare per gli studenti, non a consentire modelli tariffari che in molte realtà - i dati certificati o non certificati li vada a vedere - sono più alti del mercato. Ma chi gliel'ha detto che lo studente vuole la mensa? Lei dice che il prezzo non si può paragonare perché c'è la mensa. E se quello vuole mangiare un panino, signora Ministra? E se vuole spendere di meno, che offerta gli date?

Concludo, Presidente. C'è un secondo elemento che deve essere chiarito: i bandi consentono, nei periodi di sospensione dell'attività didattica, l'utilizzo delle strutture per finalità turistico-ricettive a prezzi di libero mercato. È una scelta che rischia di snaturare la funzione di un investimento finanziato con risorse pubbliche e pensato per garantire il diritto allo studio.

Per questo, signora Ministra, mentre sventola e fa la maestrina, le abbiamo chiesto di darci delle informazioni chiare per intervenire e correggere quello che avete sbagliato e che non paga lei, con i suoi proclami, ma pagano gli studenti, esattamente come abbiamo detto fino adesso (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

(Risultati conseguiti nell'attuazione delle misure del PNRR dedicate al rafforzamento delle competenze dei dipendenti pubblici - n. 3-02762)

PRESIDENTE. Il deputato Andrea Gentile ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02762 (Vedi l'allegato A).

ANDREA GENTILE (FI-PPE). Grazie, Presidente. Signor Ministro, il Piano nazionale di ripresa e resilienza individua, nel rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni, uno degli elementi essenziali per l'attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dal Piano.

In particolare, tra le misure previste figurano specifici interventi finalizzati all'accrescimento delle competenze del personale pubblico attraverso programmi di formazione continua. La valorizzazione del capitale umano rappresenta, poi, una condizione indispensabile per migliorare l'efficienza dei servizi pubblici resi e per guidare il processo di innovazione tecnologica delle pubbliche amministrazioni.

Tanto premesso, signor Ministro, le chiedo, a fronte degli obiettivi programmati nell'ambito della formazione, di conoscere i risultati conseguiti nell'attuazione delle misure del PNRR dedicate, appunto, al rafforzamento delle competenze dei dipendenti pubblici.

PRESIDENTE. Il Ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha facoltà di rispondere.

PAOLO ZANGRILLO, Ministro per la Pubblica amministrazione. Grazie, Presidente. Ringrazio gli onorevoli interroganti per l'opportunità che mi viene offerta di illustrare i passi che abbiamo compiuto sul fronte del rafforzamento delle competenze dei dipendenti pubblici, un asset strategico per erogare servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese.

Ieri, il 30 giugno, com'è noto si è chiuso il termine per il raggiungimento degli obiettivi PNRR e, per quel che riguarda la pubblica amministrazione, la notizia è che tutte le milestone e i target di competenza sono stati conseguiti. Nello specifico, sul fronte della formazione la milestone M1C1-66 prevede il raggiungimento di almeno 442.000 certificati di frequenza riferiti a singoli dipendenti pubblici. Dal 2023 ad oggi ne abbiamo complessivamente certificati 2.900.000, quindi quattro volte l'obiettivo assegnato.

Per raggiungere tale obiettivo è stata realizzata la piattaforma Syllabus, che eroga corsi di formazione online gratuiti, alla quale hanno aderito più di 10.000 amministrazioni pubbliche, con 1.220.000 persone coinvolte in attività di formazione. Con riferimento specifico alla transizione digitale, segnalo che sul portale sono presenti 9 programmi con focus diversi, dalla cybersicurezza alla gestione dei dati, dall'intelligenza artificiale fino all'impiego del Building information modeling. Da ultimo, dal 15 giugno scorso, abbiamo lanciato il programma “Lavorare con l'Intelligenza Artificiale nella PA: nuovi modi per ricercare e gestire le informazioni”.

Segnalo che, oltre a “Syllabus”, abbiamo avviato specifici percorsi di sviluppo di competenze trasversali e manageriali come “Leadership e Performance” e “Essere PA”. Sono interventi formativi finalizzati a completare le capacità, il pensiero critico e il lavoro di squadra dei nostri dirigenti, tutte capacità necessarie nell'epoca in cui viviamo. Inoltre, aggiungo che per essere sempre più vicini alle singole amministrazioni, abbiamo avviato il programma “PerForma PA” con il quale finanziamo specifici progetti, definiti dalle amministrazioni, secondo le proprie esigenze e abbiamo raggiunto, in tal modo, quasi 19.000 dipendenti.

Nel più ampio contesto del rafforzamento delle competenze dei dipendenti pubblici, stiamo costruendo, su tutto il territorio nazionale, i poli formativi territoriali. Sono hub formativi, sono luoghi fisici dove è consentito costruire percorsi legati alle specificità dei territori. Siamo presenti, oggi, in otto regioni, coprendo moltissime tematiche, solo per citarne alcune: l'intelligenza artificiale nel Polo di Santena in Piemonte, la gestione delle emergenze in Abruzzo, l'immigrazione in Calabria e la sanità in Lombardia. I progetti che abbiamo messo in atto ci hanno permesso di passare - questo è un dato importante al quale tengo particolarmente - da 6 ore medie all'anno di formazione, nel 2022, quando questo Governo è entrato in funzione, alle 40 ore, raggiungendo, in questo modo, l'obiettivo che io stesso avevo prefissato…

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLO ZANGRILLO, Ministro per la Pubblica amministrazione. …nella direttiva del gennaio 2025 che ha introdotto anche la formazione onboarding e la necessità di rafforzare competenze sul tema dell'intelligenza artificiale.

Concludendo, segnalo che, oltre alla formazione, il Dipartimento della funzione pubblica ha raggiunto gli obiettivi delle milestone M1C1-59, con riguardo alla gestione strategica delle risorse umane, e M1C1-63 sulla semplificazione delle procedure amministrative. Abbiamo avviato un vero e proprio cambiamento culturale che vede le nostre persone al centro per offrire servizi sempre più vicini alle attese dei nostri utenti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Il deputato Andrea Gentile ha facoltà di replicare.

ANDREA GENTILE (FI-PPE). Grazie, Presidente. Ministro, la ringrazio per la risposta, che ritengo puntuale ed esaustiva e conferma come il rafforzamento del capitale umano rappresenti uno dei pilastri della modernizzazione della pubblica amministrazione e una delle condizioni imprescindibili per il pieno conseguimento degli obiettivi posti dal PNRR.

Forza Italia accoglie con favore il percorso avviato al Governo ed esprime apprezzamento per i risultati conseguiti e il perseguimento degli obiettivi di competenza del suo Dicastero, poiché investire nella formazione significa investire nella qualità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese.

Ritengo il passaggio, da 6 a 40 ore - che lei ha correttamente e giustamente citato -, dedicato alla formazione, un passaggio fondamentale che va nella direzione espressa. Riteniamo, tuttavia, fondamentale che tale percorso sia accompagnato da un costante monitoraggio della qualità e dell'efficacia degli interventi e che, nello specifico, questo percorso non si esaurisca nel raggiungimento dei target previsti dal PNRR. Proprio perché oggi la pubblica amministrazione è chiamata ad affrontare sempre nuove sfide più complesse, occorre, a nostro avviso, consolidare un modello strutturale e permanente di aggiornamento professionale capace di coinvolgere tutte le amministrazioni, comprese quelle di minori dimensioni che, spesso, dispongono di minori risorse organizzative, ma svolgono un ruolo altrettanto essenziale nel territorio. La formazione dunque deve diventare uno strumento concreto di valorizzazione del merito, di crescita professionale e di miglioramento dell'efficienza amministrativa.

Per queste ragioni, continueremo a seguire con attenzione l'attuazione di queste misure, confermando il pieno sostegno di Forza Italia al percorso di modernizzazione della pubblica amministrazione, all'azione del suo Dicastero, nella convinzione che investire sulle persone significhi investire sulla libertà degli individui, sul futuro dello Stato e sulla competitività del Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,30.

La seduta, sospesa alle 16,15, è ripresa alle 16,35.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta sono complessivamente 104, come risulta dall'elenco consultabile presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto stenografico della seduta in corso.

Commemorazione dell'agente della Polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile.

PRESIDENTE. (Si leva in piedi e con lui l'intera Assemblea). Colleghe e colleghi, siamo oggi in quest'Aula per commemorare l'agente della Polizia locale di Milano, Francesco Imprezzabile, che lo scorso 22 giugno ha perso la vita nell'espletamento del suo dovere. Un fedele servitore dello Stato, che non ha esitato a lanciarsi all'inseguimento a sirene spiegate di un SUV che aveva forzato un posto di blocco nel quartiere milanese di Ponte Lambro. Dopo essere riuscito ad affiancarsi al mezzo in fuga, Francesco Imprezzabile ha perso il controllo della moto d'ordinanza e ogni soccorso si è rivelato purtroppo inutile. Le Forze dell'ordine sono riuscite con tempestività a rintracciare a Monza il conducente del SUV, che è stato arrestato e accusato di omicidio stradale.

Francesco Imprezzabile avrebbe compiuto 40 anni ad agosto e da quattro era entrato a far parte della Polizia locale di Milano, un lavoro che svolgeva con grande dedizione, passione e impegno. Un lavoro che aveva sempre sognato di svolgere e che considerava, secondo quanto ebbe modo di dire, una vera e propria vocazione. Un servitore dello Stato, della divisa e della sua città, Milano, il cui sindaco ha indetto il lutto cittadino. Il sacrificio dell'agente Francesco Imprezzabile ci ricorda come ogni giorno vi sia chi pone la sua vita al servizio dei cittadini, con professionalità e onore e merita - naturalmente non soltanto in questa triste occasione - la nostra consapevole riconoscenza e il nostro sostegno.

I rappresentanti di tutte le istituzioni hanno manifestato il profondo cordoglio ai familiari e agli amici di Francesco, che voglio oggi esprimere anche a nome dell'Assemblea della Camera e mio personale.

Invito l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio (L'Assemblea osserva un minuto di silenzio - Applausi).

Ha chiesto di parlare il deputato De Corato. Ne ha facoltà.

RICCARDO DE CORATO (FDI). Signor Presidente, colleghi, intervengo a nome del gruppo di Fratelli d'Italia per ricordare Francesco Imprezzabile, agente della Polizia locale di Milano, morto mentre svolgeva il proprio dovere al servizio della città.

Francesco era un figlio di Milano, indossava una divisa, serviva i cittadini. È caduto mentre faceva ciò che ogni giorno fanno migliaia di uomini e donne delle Forze dell'ordine e della Polizia locale, garantendo sicurezza, presidio del territorio e interventi dove altri arretrano.

Alla sua famiglia, ai suoi genitori, a sua sorella e ai colleghi della Polizia locale di Milano va il cordoglio più sincero di Fratelli d'Italia e mio personale. Ma, accanto al cordoglio, serve una parola chiara: lo Stato deve stare dalla parte delle divise sempre. È esattamente ciò che il Governo Meloni sta facendo.

Milano è una delle città nelle quali questa azione è più necessaria, il Governo lo sa bene e sta intervenendo con iniziative mirate, controlli rafforzati e un maggior coordinamento tra Forze dell'ordine, prefettura e istituzioni competenti. Questa è la strada giusta: più Stato, più legalità e più presenza delle divise sul territorio.

Il problema è che per troppi anni Milano è stata raccontata dalla sinistra come una città senza emergenze; si è preferito parlare del modello Milano, della vetrina internazionale e della città attrattiva, mentre interi quartieri venivano lasciati soli. Ponte Lambro, Corvetto, San Siro, Rogoredo, la stazione centrale e il Giambellino sono luoghi che conoscono bene cosa significa convivere quotidianamente con degrado, insicurezza e illegalità.

Dobbiamo parlare con chiarezza anche di quanto è avvenuto dopo l'arresto di questa persona, che non si è fermata all'alt. La procura ha modificato la richiesta iniziale di custodia in carcere e il giudice per le indagini preliminari, dopo aver convalidato l'arresto, ha disposto per il conducente gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Le contestazioni riportate sono quelle di fuga pericolosa e morte come conseguenza di altro reato.

Le decisioni dell'autorità giudiziaria si rispettano. L'autonomia della magistratura qui non è in discussione, ma questo non significa che la politica debba rinunciare ad esprimere una valutazione su queste decisioni. Io considero sbagliata e troppo debole la scelta dei domiciliari davanti alla gravità di quanto accaduto. Come ho già affermato, una magistratura percepita come troppo morbida con chi delinque rischia di trasmettere un messaggio devastante: si può infrangere la legge, si può fuggire davanti agli agenti, si può mettere in pericolo la vita degli altri, perché, alla fine, le conseguenze saranno leggere. Non può essere così: chi commette reati deve affrontare tutte le conseguenze.

Il Governo Meloni è intervenuto per rafforzare gli strumenti di contrasto e inasprire le pene, ma le norme non possono rimanere solo sulla carta: le pene devono essere applicate. Lo dobbiamo ai cittadini onesti, lo dobbiamo alle Forze dell'ordine e lo dobbiamo a Francesco Imprezzabile. Il Governo sta cambiando passo e va sostenuto con forza per continuare sulla linea già intrapresa. Milano ha bisogno di questo, non di passerelle, non di slogan, non di una sinistra che si commuove dopo le tragedie e, poi, torna alla solita indulgenza verso il degrado e l'illegalità.

In questo quadro, considero grave e dolorosa anche la vicenda di questo vigile, Francesco Imprezzabile. Non intendo attribuire responsabilità circa la questione anche del funerale, a cui parteciperò domani: funerale che doveva essere tenuto in Duomo, con la possibilità di celebrarlo nella cattedrale, poi esclusa per ragioni definite organizzative. Non intendo - ripeto - attribuire responsabilità personali a nessuno, ma il risultato politico e simbolico resta incomprensibile e - ahimè - doloroso: un agente caduto, mentre serviva Milano, meritava il massimo onore della città (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Il Duomo rappresenta il cuore di Milano, il luogo per il quale la comunità si raccoglie nei momenti più solenni. Per questo ho manifestato il mio sdegno per la decisione di celebrare il funerale in una chiesa di periferia e ho posto una domanda che non può essere liquidata come una semplice polemica. Così questa giunta tratta i suoi eroi?

Per questo oggi - concludo, Presidente - dico che il Governo deve andare avanti sulla strada intrapresa.

Milano ha bisogno del Governo, i cittadini milanesi hanno bisogno di sicurezza, gli agenti hanno bisogno di sapere che le istituzioni sono al loro fianco. Francesco Imprezzabile non sia ricordato soltanto per il dolore di queste ore. Deve essere ricordato attraverso decisioni concrete: con una Milano più sicura, con maggiore rispetto per la Polizia locale, con più Stato nei quartieri, con una giustizia…

PRESIDENTE. Concluda.

RICCARDO DE CORATO (FDI). …rigorosa, con una politica che smetta di giustificare e inizi finalmente a proteggere.

Noi staremo da questa parte, dalla parte di Francesco, dalla parte della sua famiglia, dalla parte delle divise, dalla parte dei cittadini perbene e dalla parte del Governo che sta riportando sicurezza e legalità dove, per troppo tempo, sono mancate (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Matteo Mauri. Ne ha facoltà.

MATTEO MAURI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Vorrei, se lei me lo permette, iniziare con una dichiarazione. La mia dichiarazione è che non ho alcuna intenzione di trasformare una commemorazione di un uomo morto, di un servitore dello Stato, in propaganda politica (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e Italia Viva-Casa Riformista).

Se qui vogliamo discutere di sicurezza, abbiamo tutte le occasioni - e noi l'abbiamo fatto sempre in maniera molto determinata -, ma mi faccia dire: strumentalizzare la morte di un uomo per provare a fare, anche qui, campagna elettorale lo trovo sinceramente vergognoso (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).

Noi siamo qui, in questo momento, perché riteniamo un nostro dovere stare vicino a chi gli ha voluto bene, alla famiglia, ai colleghi, alla fidanzata e a tutta la comunità che Francesco ha provato a difendere e a rappresentare in tutti questi anni, perché noi non dobbiamo, oggi, solo fare la commemorazione di un uomo, pensando a ciò che è accaduto in quella sera fatale. Noi dobbiamo farlo provando, invece, a ricordare le azioni e le intenzioni di un uomo che si è sempre messo a disposizione della propria città, a disposizione della propria comunità. E lo ha fatto con grandissima passione e con grandissimo amore, quell'amore che non l'ha mai fatto tirare indietro, non gli ha fatto mai tirare indietro la gamba anche nei momenti più complicati, più difficili e più pericolosi. Ed è quello che ha deciso di fare quella sera, e cioè onorare il proprio lavoro fino in fondo.

Francesco aveva un grande rispetto della divisa che portava ed era molto consapevole del fatto che quella non rappresentasse solo il suo ruolo, la sua funzione, ma che per lui quella rappresentasse proprio una missione: quella della difesa della propria comunità. Ed è verso di lui e verso tanti, tantissimi e tantissime che, come lui, svolgono quelle funzioni o funzioni simili in Italia tutti i giorni, tutto il giorno, che da parte nostra va il plauso, il riconoscimento e il ringraziamento. L'esempio che Francesco ha dato è un esempio che rappresenta tutti.

E quello che Francesco ha fatto, il lavoro che ha interpretato fino in fondo è un lavoro che è fatto di dedizione, ma anche di pericoli che si corrono. È un lavoro gravoso, è un lavoro usurante e, in questo modo, dovrebbe essere sempre riconosciuto a tutti i livelli, soprattutto da parte di chi ha il potere di farlo e oggi usa troppe parole per provare a raccogliere qualche voto in più e qualche parola in meno, invece, per ricordare la figura di Francesco e per stare vicino, come noi vorremmo fare come gruppo del PD, a tutte le persone che gli hanno voluto bene e che lui guardava negli occhi, per raccontargli che quello che stava facendo era per lui una cosa importante, per sé e per gli altri.

Ha dimostrato di essere assolutamente degno interprete della divisa che portava e noi gli siamo vicini (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati dei gruppi MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Simona Bordonali. Ne ha facoltà.

SIMONA BORDONALI (LEGA). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, desidero rivolgere un pensiero commosso alla memoria dell'agente della Polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile, che ha perso la vita mentre svolgeva il proprio servizio, adempiendo al dovere che aveva scelto di assumersi nei confronti della comunità.

Francesco aveva appena 39 anni. Dietro quella divisa c'era un uomo, un figlio, un familiare, un collega che aveva fatto del proprio lavoro una vocazione. Nei suoi messaggi scriveva che indossare quella divisa significava responsabilità, sacrificio, onore e senso del dovere. Oggi quelle parole assumono un significato ancora più profondo.

Su questa vicenda la magistratura farà piena luce e sarà chiamata ad accertare ogni responsabilità - è giusto che sia così -, ma alcuni fatti appaiono già oggi drammaticamente evidenti. L'agente Imprezzabile è morto durante un inseguimento resosi necessario, perché il conducente del SUV aveva deciso di non fermarsi all'alt intimato dagli agenti: anziché arrestare la marcia, ha scelto la fuga, trasformando un normale controllo di Polizia in una corsa ad altissima velocità, un inseguimento nel quale sono stati raggiunti 180 chilometri orari. In questi giorni è emerso anche il profilo del conducente del SUV: Genti Berisha. Il pregiudicato ventisettenne nato a Tirana era ai domiciliari, dopo essere stato arrestato in Albania ed estradato in Italia il 3 giugno 2025 per traffico internazionale di stupefacenti. La procura aveva richiesto una condanna severa.

Come rappresentanti delle istituzioni abbiamo anche il dovere di porci una domanda: se nei confronti di soggetti ritenuti dagli inquirenti inseriti in circuiti di criminalità così gravi fosse necessaria una risposta giudiziaria più rigorosa, quante tragedie potrebbero essere evitate? È una riflessione che richiama tutti gli organi dello Stato, ciascuno per le proprie competenze, alla responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini e di chi ogni giorno indossa una divisa.

Francesco Imprezzabile stava facendo il proprio dovere: cercava di fermare chi aveva deliberatamente deciso di sottrarsi a un controllo delle Forze dell'ordine, mettendo in pericolo non solo gli agenti che lo inseguivano, ma anche tutti gli altri utenti della strada. Per questo, mentre attendiamo con rispetto le conclusioni della magistratura, è doveroso affermare un principio: chi sceglie di fuggire da un controllo delle Forze dell'ordine compie un gesto gravissimo.

Questa tragedia ci ricorda anche quanto sia cambiato il lavoro della Polizia locale, sempre più impegnata in attività ad alto rischio. È anche per questa ragione che la riforma della Polizia locale, approvata dalla Camera, rappresenta un passaggio importante. Abbiamo voluto riconoscere il ruolo che questi uomini e queste donne svolgono quotidianamente, rafforzandone le tutele e adeguando gli strumenti a disposizione a una realtà profondamente cambiata. Onorare oggi Francesco Imprezzabile significa ricordare il suo sacrificio, ma significa anche rinnovare il nostro sostegno a tutti gli appartenenti alla Polizia locale e a tutte le donne e agli uomini in uniforme, perché ogni volta che un servitore dello Stato cade, nell'adempimento del proprio dovere, non perde la vita soltanto una persona, è l'intera comunità che viene ferita.

Presidente, desidero esprimere un sentimento di rammarico. Senza voler entrare nel merito delle decisioni assunte dalle autorità competenti, dispiace che Francesco non abbia potuto ricevere l'omaggio di un funerale solenne nel Duomo di Milano, come inizialmente era stato ipotizzato e come molti cittadini, colleghi e appartenenti alla Polizia locale avrebbero ritenuto un giusto riconoscimento per un uomo caduto nell'adempimento del proprio dovere. Al di là del luogo, ciò che conta è che la sua memoria sia onorata con dignità e la riconoscenza che spettano a chi ha sacrificato la propria vita al servizio della collettività.

Alla memoria di Francesco Imprezzabile rivolgo il nostro più profondo rispetto, la nostra gratitudine e il nostro commosso ricordo. Alla sua famiglia, ai suoi amici e ai colleghi della Polizia locale di Milano desidero esprimere la più sincera vicinanza e il cordoglio del gruppo della Lega-Salvini Premier (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier e del deputato Alessandro Colucci).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Fabrizio Sala. Ne ha facoltà.

FABRIZIO SALA (FI-PPE). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono parole che dopo una tragedia acquistano un significato ancora più profondo. Francesco Imprezzabile aveva scritto: indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità. Credo che in questa frase sia racchiuso il senso della sua vita e del suo servizio: responsabilità verso i cittadini, responsabilità verso i colleghi, responsabilità verso lo Stato. Non considerava la divisa un semplice impiego, ma un impegno, non un privilegio, ma un dovere. E quel dovere lo ha onorato fino all'estremo sacrificio.

Per questo oggi il nostro pensiero va anzitutto ai suoi familiari, alle persone che gli hanno voluto bene, ai colleghi della Polizia locale di Milano, agli amici e a tutti coloro che condividono il dolore per una perdita così improvvisa. Quella stessa parola “responsabilità” interpella anche noi, perché se un servitore dello Stato si assume fino in fondo la responsabilità di proteggere la collettività, allora anche lo Stato ha una responsabilità a cui non può venire meno, ossia quella di non lasciare soli coloro che restano, di non lasciare soli i familiari di chi ha sacrificato la propria vita nell'adempimento del dovere, non lasciare soli i colleghi che ogni giorno continuano a svolgere lo stesso servizio con dedizione e coraggio, non lasciare solo chi sceglie di servire le istituzioni spesso lontano dai riflettori, ma sempre vicino ai bisogni dei cittadini.

Il modo migliore per onorare Francesco Imprezzabile non è soltanto ricordarne il nome, ma fare in modo che il suo esempio continui a vivere nelle nostre scelte, perché la gratitudine di uno Stato non può esaurirsi nelle parole di una commemorazione, ma deve tradursi in vicinanza, tutela e sostegno concreto. A nome del gruppo di Forza Italia, esprimiamo la più sincera vicinanza ai suoi familiari, ai suoi colleghi della Polizia locale di Milano e a tutti coloro che gli hanno voluto bene.

Il suo esempio ci ricorda che la sicurezza delle nostre città poggia ogni giorno sul lavoro silenzioso di donne e uomini che spesso chiedono poco e danno tutto. Alla sua memoria va il nostro rispetto, alla sua famiglia il nostro abbraccio e a noi il dovere di essere all'altezza di quella parola che Francesco aveva scelto per definire il proprio lavoro: responsabilità (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Penza. Ne ha facoltà.

PASQUALINO PENZA (M5S). Grazie, Presidente. Oggi prendo la parola con profonda commozione per ricordare il collega Francesco Imprezzabile, agente della Polizia locale di Milano, che ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere.

Presidente, lo dico da subito: prendiamo le distanze da chi, anche in questo momento, cerca di fare campagna elettorale. In momenti come questo, le istituzioni hanno il dovere di fermarsi, di mettere da parte le divisioni e le polemiche e lasciare spazio al rispetto, al dolore e alla riconoscenza. Francesco non era soltanto un uomo in divisa, era un servitore della sua comunità e una persona che ogni giorno sceglieva di esserci, in strada e tra i cittadini, là dove la sicurezza è presenza concreta e dove responsabilità e sacrificio sono l'essenziale.

Chi ha indossato una divisa sa bene cosa significa uscire di casa, sapendo che ogni servizio può portare con sé un rischio, un imprevisto, una responsabilità più grande. Sa cosa significa salutare la propria famiglia e tornare ancora una volta a fare il proprio dovere. La sua morte ci ricorda una verità semplice, ma troppo spesso dimenticata: dietro ogni uniforme c'è una vita, ci sono affetti, sogni, colleghi, amici e una famiglia che oggi piange un vuoto che nessuna parola potrà mai colmare. Alla famiglia di Francesco e ai suoi cari, ai colleghi della Polizia locale di Milano e alla città che ha servito fino all'ultimo va il nostro più sincero pensiero.

Non è questo il momento delle polemiche, sarà compito di chi è preposto ad accertare i fatti, ma è certamente compito di quest'Aula riconoscere il valore di chi ha perso la vita nell'adempimento del proprio dovere. È anche nostro dovere ricordare che la Polizia locale è sempre più spesso in prima linea nel controllo del territorio, nella sicurezza urbana, nella gestione delle emergenze e nel presidio quotidiano delle nostre città. Le donne e gli uomini meritano rispetto, tutela, formazione, mezzi adeguati e riconoscimento concreto. Onorare Francesco Imprezzabile significa non fermarsi alle parole, ma trasformare il cordoglio in responsabilità e impegno. La sicurezza non si costruisce con gli slogan, ma rispettando chi la garantisce ogni giorno spesso lontano dai riflettori e sempre a servizio degli altri.

A nome mio e del MoVimento 5 Stelle esprimo il più profondo cordoglio alla famiglia di Francesco Imprezzabile, ai suoi colleghi, alla Polizia locale di Milano e a tutta la comunità milanese. Che il suo nome non venga dimenticato, che il suo esempio resti legato al senso più alto del servizio pubblico: esserci con dignità e coraggio, anche quando esserci significa rischiare tutto (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Pastorella. Ne ha facoltà.

GIULIA PASTORELLA (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. A nome di Azione, desidero esprimere anche il nostro cordoglio per la morte di Francesco Imprezzabile, agente della Polizia locale di Milano, che ha perso la vita a 39 anni mentre era in servizio. Alla sua famiglia, ai suoi cari, ai colleghi e a tutto il Corpo della Polizia locale va la nostra vicinanza più sincera. In momenti come questo, le parole rischiano sempre di sembrare insufficienti o peggio dannose quando usano una tragedia per campagna elettorale o per chiedere conto di decisioni della curia o della magistratura.

Invece, è giusto che quest'Aula si fermi per ricordare una persona che ha perso la vita facendo il proprio lavoro al servizio della città e dei cittadini. È giusto e doveroso che Milano abbia dichiarato una giornata di lutto cittadino, perché oggi rendiamo onore a lui e, insieme a lui, a tutti gli agenti che ogni giorno lavorano nelle nostre strade. È un lavoro che spesso non si vede, ma che tiene insieme pezzi importanti della sicurezza e della convivenza delle nostre comunità.

A tal proposito, permettetemi in questa sede di rivolgere un pensiero anche alla giovane agente di Polizia locale di Rho che si è tolta la vita a 29 anni lo scorso 2 giugno. È una vicenda diversa, ma che ci ricorda quanto sia importante che le istituzioni siano vicine a chi svolge questo difficile lavoro. Una vicinanza che dovrebbe andare oltre le sole parole di cordoglio. Una vicinanza che deve tradursi nella volontà di mettere chi indossa una divisa nelle condizioni di lavorare con maggiore sicurezza. Una vicinanza che deve, quindi, concretizzarsi in iniziative tangibili, come l'adeguamento degli organici che sono sempre in sofferenza, un maggior riconoscimento economico delle pesanti responsabilità di chi garantisce l'ordine pubblico e anche dotare la Polizia e la Polizia locale di strumenti di tutela e di prevenzione come, per esempio, abbiamo fatto proprio a Milano approvando, anche con le forze che siedono in maggioranza, una delibera per dotare la Polizia locale del taser. Un passo concreto per fornire uno strumento in più per la sicurezza degli operatori.

Concludo con un appello, colleghi, a non dimenticare gli agenti che continuano ogni giorno a servire le nostre città: non ricordiamoci di loro solo quando accade una tragedia (Applausi dei deputati dei gruppi Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e Italia Viva-Casa Riformista e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Borrelli. Ne ha facoltà.

FRANCESCO EMILIO BORRELLI (AVS). Grazie, Presidente. Non ci accodiamo all'intervento che è stato fatto, di bassissimo livello e di speculazione politica, sulla vicenda della morte di questo agente.

La cosa migliore che si può insegnare a chi, anche in occasioni di questo tipo, non rispetta né la divisa, né il Paese è quella di leggere le parole dello stesso agente. Ho trovato sulla sua pagina Facebook cosa intendeva forse lo stesso Francesco Imprezzabile che avrebbe preso le distanze da certi interventi di così basso livello. Ecco cosa diceva quest'uomo in un post del 23 maggio: “Indossare questa divisa non è solo un lavoro, è una responsabilità. Non è un mestiere qualunque, è vocazione, passione e senso del dovere. Solo quando fai questo con il cuore puoi dare sempre il meglio di te stesso. Dietro ogni giornata ci sono sacrifici, rinunce, fatica e tante cose che nessuno vede. Ma quando fai tutto con onestà, rispetto e onore, allora sai di essere sulla strada giusta. Non bisogna mai mollare, anche quando tutto sembra più difficile, perché i risultati ottenuti con sacrificio parlano da soli. La gente parlerà sempre, giudicherà senza conoscere davvero ciò che vivi. Ma la cosa più importante è essere in pace con sé stessi, guardarsi allo specchio e sapere di aver dato tutto con dignità”. Ecco, questo diceva questo agente.

E ancora, voglio leggere un'altra parte: “In quella divisa vive una persona. Una persona che si ferma, che ascolta, che sceglie ogni giorno di esserci. Perché a volte il suo compito non è inseguire, ma rallentare. Non è punire, ma tendere una mano. È in un gesto semplice che si racconta davvero: ad esempio, nel passo paziente accanto a una signora anziana, in quello sguardo attento che diventa protezione, in quel silenzio che sa di rispetto e di cura. Lì, lontano dal rumore delle sirene, si vede ciò che spesso sfugge: un cuore che batte sotto la divisa. Un agente è anche questo. Presenza. Vicinanza. Umanità” (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra).

Ecco, Presidente, l'umanità che è mancata, il rispetto che è mancato, noi, invece, glieli vogliamo dare, perché questo agente non è solo ciò che è apparso, cioè un uomo dedito al suo lavoro e fino in fondo servitore dello Stato, ma è anche un uomo pieno di umanità, che non avrebbe mai speculato su una vicenda del genere. Dobbiamo imparare questo in quest'Aula: che quando c'è una ferita di questo tipo, si lasciano fuori le polemiche politiche, si lasciano fuori il rancore, l'odio, la disumanità, la peggiore speculazione politica, e si riconosce onore e merito a chi ha lavorato per tutti quanti noi, indipendentemente dall'appartenenza politica.

Questo è il ricordo che vuole fare AVS, che rende onore a questo agente, a quello che ha fatto e al sacrificio che ha fatto per il nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Alessandro Colucci. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO COLUCCI (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, siamo raccolti nel ricordo dell'agente di Polizia locale di Milano, Francesco Imprezzabile, che il 22 giugno scorso ha perso la vita nello svolgere il proprio dovere. Una morte che ci colpisce profondamente e che richiama tutti noi al rispetto e alla riconoscenza verso chi ogni giorno indossa una divisa con disciplina, con responsabilità, con passione, con senso del dovere e con spirito di servizio.

Quando un servitore dello Stato cade nell'adempimento del proprio compito, non è soltanto una famiglia ad essere colpita, è l'intera comunità nazionale, che perde un presidio di legalità, ma perde un uomo che aveva scelto di mettere il bene comune davanti alla propria sicurezza personale. Dietro ogni uniforme c'è una persona, c'è una famiglia, ci sono affetti, progetti e speranze, ma vi è anche una scelta di vita che richiede coraggio, equilibrio, sacrificio e una quotidiana assunzione di responsabilità. È una scelta che troppo spesso diamo per scontata, fino a quando una tragedia ci ricorda il prezzo che può comportare.

Questa commemorazione non deve essere soltanto un momento di dolore, deve rappresentare anche un'occasione di riflessione sul valore della legalità, sul rispetto dovuto a coloro che la difendono e sul tema della sicurezza e della collaborazione, che sono questioni concrete e reali soprattutto nella città di Milano, ancora di più quando la causa del decesso è un pregiudicato a cui è stata data la possibilità di circolare liberamente.

Le donne e gli uomini delle Forze dell'ordine e della Polizia locale costituiscono un presidio essenziale della convivenza civile. Garantiscono sicurezza, intervengono nelle emergenze, affrontano situazioni di rischio spesso imprevedibili, con competenza e senso dello Stato, e noi abbiamo il dovere di supportarli e di proteggerli. La morte di Francesco Imprezzabile non può ridursi a una liturgia del cordoglio. Ogni volta che cade un uomo o una donna in divisa, il Paese si stringe, le istituzioni esprimono vicinanza, i media danno spazio alla notizia e poi tutto, troppo spesso, torna come prima. Questo non è più tollerabile.

La Polizia locale svolge ogni giorno un lavoro fondamentale per la sicurezza urbana, spesso in condizioni di rischio reale. È già all'esame del Parlamento una proposta di riforma che intende rafforzare il riconoscimento istituzionale e le garanzie operative. È necessario che quell'iter si compia con la massima velocità, con lo spirito giusto e senza esitazioni. Occorre, al tempo stesso, riflettere sul tema della fuga dai controlli delle Forze dell'ordine. Chi si sottrae a un posto di blocco non commette una semplice infrazione, mette in pericolo la vita degli operatori e delle intere collettività. La legge deve rispecchiare questa gravità: le conseguenze penali di chi scappa provocando la morte di un agente devono essere proporzionate al disvalore di quell'atto. Il senso dello Stato si misura anche nella capacità di dare risposte chiare a chi sfida l'autorità e, poi, chiede scusa a tragedia consumata.

Francesco Imprezzabile avrebbe compiuto 40 anni il prossimo agosto; non li compirà. È caduto sulla strada giusta, la strada dell'onestà, del rispetto e dell'onore. Quella è la strada che questo Parlamento ha il compito di tenere sicura.

A nome del gruppo di Noi Moderati, desidero esprimere il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza ai familiari di Francesco Imprezzabile, ai suoi colleghi della Polizia locale di Milano e a tutti gli appartenenti ai Corpi di polizia locale del nostro Paese, che ogni giorno operano con professionalità e dedizione nelle nostre città.

L'esempio di Francesco Imprezzabile ci ricorda che il servizio pubblico non è un concetto astratto, ma una realtà fatta di persone che ogni giorno scelgono di esserci, anche quando ciò comporta esporsi al pericolo. È un patrimonio morale che le istituzioni hanno il dovere di onorare non soltanto con il ricordo, ma anche assicurando il massimo sostegno a chi continua a svolgere questo delicato compito.

Nel rispetto della sua memoria, rivolgiamo un pensiero commosso ai suoi cari. Condividiamo il loro dolore, con la gratitudine di un Paese che non dimentica chi ha servito le istituzioni fino all'estremo sacrificio (Applausi della deputata Carfagna e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Del Barba. Ne ha facoltà.

MAURO DEL BARBA (IV-CR). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, prendiamo la parola in quest'Aula per onorare la memoria di Francesco Imprezzabile, agente della Polizia locale di Milano, la cui tragica scomparsa avvenuta in servizio impone a questa istituzione una riflessione profonda, che superi il mero dato di cronaca.

L'agente Imprezzabile è caduto mentre adempiva il proprio dovere, impegnato nell'inseguimento di un veicolo che non si era fermato a un posto di controllo nella zona di Ponte Lambro. Quella fuga, nata da un rifiuto di un ordine legittimo, ha trasformato un accertamento ordinario in una situazione dinamica ad alto rischio, culminata nel tragico incidente a Peschiera Borromeo. Al di là degli sviluppi giudiziari, che oggi vedono il conducente indagato per morte come conseguenza di altro reato, resta la gravità istituzionale di un fatto inoppugnabile: un operatore della legge ha sacrificato la propria vita per difendere l'autorità dello Stato sulla strada.

A questo punto, anche noi siamo colpiti da come una commemorazione possa e non debba essere trasformata in un momento strumentale e politico. Per questo motivo riteniamo che, forse, un modo per onorare l'agente Imprezzabile sia fare una riflessione che ci accomuna tutti e magari non una riflessione sterile, ma addirittura una riflessione che possa anche richiedere un impegno. Perché il sacrificio di Francesco Imprezzabile squarcia il velo su una contraddizione che non possiamo più ignorare: la distanza tra la rappresentazione formale della Polizia locale e la sua realtà operativa e quotidiana. Troppo spesso, infatti, l'ordinamento continua a descrivere questi Corpi attraverso una lente puramente amministrativa, riducendoli alla gestione del traffico o di illeciti minori. La realtà, tuttavia, ci consegna un'immagine ben diversa: quella di donne e uomini impegnati nella sicurezza urbana integrata, che operano in contesti segnati da devianza, illegalità diffusa e rischi fisici immediati, in tutta Italia, aggiungerei.

La Polizia locale non è Corpo accessorio o marginale, è la presenza immediata dell'autorità pubblica nelle nostre città, chiamata a gestire scenari complessi, dove la decisione di pochi secondi può avere conseguenze irreversibili. Non è più accettabile chiedere a questi operatori di concorrere alla sicurezza dei cittadini senza garantire loro una piena dignità professionale e una cornice di tutele, formazione e dotazioni coerente con la responsabilità effettivamente esercitata. La morte di un agente durante un inseguimento non è solo una questione tecnica o sindacale, ma un fatto politico e istituzionale che ci interroga direttamente. La fuga da un “alt” rappresenta una rottura dell'autorità pubblica che mette a rischio l'intera collettività. È nostro dovere fare in modo che il rischio affrontato quotidianamente da chi indossa questa divisa non sia aggravato da una zona legislativa grigia.

Nel rivolgere il nostro pensiero commosso alla famiglia di Francesco Imprezzabile e a tutto il Corpo della polizia locale di Milano, dobbiamo assumere un impegno solenne: trasformare questo momento di dolore in un atto di giustizia ordinamentale. È tempo che il legislatore riconosca pienamente il ruolo di chi, come Francesco, presidia il territorio e garantisce la legalità a costo della propria vita.

Che il suo esempio di dedizione rimanga un monito per quest'Aula, affinché la sicurezza urbana non resti una formula da convegno, ma diventi una pratica quotidiana sostenuta da diritti e tutele reali (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Sasso. Ne ha facoltà.

ROSSANO SASSO (MISTO-FNV-F). Grazie, Presidente. Oggi quest'Aula piange la morte di un figlio della Nazione caduto nell'adempimento del dovere. Oggi quest'Aula piange la morte di Francesco, deceduto a causa delle gravi ferite, riportate durante l'inseguimento di un delinquente.

Francesco Imprezzabile era un agente di Polizia locale di Milano, che amava il suo lavoro e che indossava con orgoglio la divisa di un corpo di Polizia spesso ignorato, sottovalutato se non proprio penalizzato. Eppure gli agenti di polizia locale affrontano delinquenti, spacciatori, aggressioni, inseguimenti e ogni volta che uno di loro è ferito o perde la vita è solo allora che l'opinione pubblica si accorge di loro - e ce ne accorgiamo anche noi qui dentro - e si rende conto che la garanzia dei cittadini è garantita anche dalla Polizia locale. Purtroppo, il loro ruolo non è tutelato, è poco riconosciuto dall'ordinamento.

Francesco ha perso la vita perché un'ignobile delinquente, con numerosi precedenti penali, ha deciso di superare un posto di blocco e Francesco, da servitore dello Stato, non ci ha pensato due volte: si è lanciato all'inseguimento. Lo ha fatto, perché era il suo dovere, lo ha fatto pensando alla sicurezza dei cittadini. Ecco, lo sfondamento, il superamento, la fuga da un posto di blocco rappresentano simbolicamente la rottura, lo scontro tra l'ordine e l'anarchia, lo scontro tra lo Stato e il crimine, tra il bene e il male.

E un poliziotto sa che, quando interviene, deve decidere in pochi secondi quello che avvocati e giudici dovranno poi analizzare in mesi e mesi di indagini. Un poliziotto sa che, in pochi secondi, decide di rischiare la vita, di rischiare un processo, di rischiare il posto di lavoro. Si parla sempre di più della paura di intervenire da parte delle Forze dell'ordine, ma non per mancanza di coraggio: per mancanza di tutele che noi non siamo in grado di offrire loro (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Oggi, chi non rispetta un posto di blocco sa che non gli succederà nulla, anche se provoca la morte di un poliziotto. Chi ha causato la morte di Francesco oggi non è nemmeno in galera, è agli arresti domiciliari. Oggi se un poliziotto insegue un criminale e malauguratamente il criminale muore, perché la vita di tutti è sacra, il poliziotto finisce sotto processo: giudiziario e mediatico. Io non dimentico, Presidente, quando opinionisti e intellettuali da ZTL - e anche, purtroppo, qualche collega qui dentro - hanno attaccato le Forze dell'ordine per il caso Ramy, delegittimandole e sfilando insieme a centri sociali e a delinquenti.

È ora di rivedere i criteri di proporzionalità della legittima difesa e anche l'uso legittimo delle armi. Una persona perbene non ha niente da temere da un posto di blocco. Un cittadino onesto si ferma, dà i documenti, saluta, ringrazia e se ne va (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free). Il delinquente dovrebbe avere la consapevolezza che, se supera un posto di blocco, invece, lo fa a suo rischio e pericolo. Così dovrebbe essere, ma purtroppo così oggi non è, perché mancano le leggi. Hai voglia qui dentro a parlare di tutele!

Mancano le leggi e allora facciamole queste leggi, in maniera trasversale, colleghi, oltre alla revisione della legittima difesa, perché il bene non può essere equiparato al male. Prevediamo, ad esempio, che un poliziotto abbia il diritto allo speronamento; prevediamo che chi è lì per difenderci non soccomba dietro la rabbia di un delinquente. Allarghiamo anche l'uso legittimo delle armi! Allarghiamolo questo perimetro, prevediamo la possibilità che chi supera un posto di blocco si possa beccare anche una pallottola, perché rappresenta il male (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free) e noi dobbiamo essere con il bene.

La vita umana è sacra, Presidente. Ma chi decide di delinquere è il primo a profanarla. E il sacrificio dell'agente di Polizia locale - e concludo Presidente -, Francesco Imprezzabile, non si esaurisca soltanto nell'espressione di umano cordoglio e solidarietà alla famiglia, che giungono anche da noi di Futuro Nazionale. Vede, Presidente, domani noi vedremo l'ennesimo tricolore avvolgere una bara: non vogliamo vederne più, Presidente!

Che il Governo e il Parlamento tutto tutelino chi indossa una divisa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Futuro Nazionale Vannacci-Free).

Si riprende la discussione della proposta di legge n. 2696-A(ore 17,18).

PRESIDENTE. Riprendiamo a questo punto il seguito della discussione della proposta di legge 2696-A: Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata (“Liberi di scegliere”).

Ricordo che nella parte antimeridiana della seduta si è concluso l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno.

(Dichiarazioni di voto finale - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo alle dichiarazioni di voto finale.

Ha chiesto di parlare il deputato Roberto Giachetti. Ne ha facoltà.

ROBERTO GIACHETTI (IV-CR). Grazie, signor Presidente. Il testo che ci accingiamo ad approvare nasce da una proposta di legge a prima firma della presidente della Commissione antimafia Colosimo, ma che ha trovato - credo - l'accordo sostanzialmente di tutte le forze politiche.

Mi sia consentito però preliminarmente ricordare e sottolineare come questa legge nasce anche da un primo tentativo che avviammo con il Governo Renzi, prendendo spunto da un'esperienza maturata dall'allora presidente del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, il presidente Di Bella, insieme all'allora procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Cafiero De Raho. Furono loro a sottoporre la questione al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l'onorevole Boschi, di quell'epoca ovviamente, evidenziando la situazione di questi giovani che, come vediamo anche in tutte le dichiarazioni, ma anche come si percepisce nel testo della proposta di legge da cui nasce questa iniziativa, si trovano in una condizione per certi versi ibrida: non potevano beneficiare delle tutele previste per i collaboratori di giustizia, ma sentivano comunque l'esigenza di allontanarsi da un contesto familiare, legato alla criminalità organizzata. Erano ragazzi che manifestavano chiaramente la volontà di intraprendere un nuovo percorso di vita, ma avevano bisogno di strumenti concreti, di supporto e soprattutto di sostegno.

Da quella riflessione nacque, al termine di un lungo lavoro, un primo Protocollo d'intesa, che poi fu negli anni replicato, che fu firmato, oltre che ovviamente dal Governo, anche dal dottor Cafiero De Raho che, nel frattempo, era divenuto procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, ma anche con la partecipazione della Conferenza episcopale italiana e, in particolare, del segretario generale Monsignor Nunzio Galantino. In quella prima fase di carattere sperimentale, la CEI aderì al protocollo, offrendo un contributo determinante sia in termini di risorse, sia sul piano organizzativo.

Dobbiamo sottolineare - e vivaddio, è bello riuscire a farlo ogni tanto in quest'Aula - che ci sono provvedimenti che dividono e provvedimenti che uniscono. Questa proposta di legge appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Nasce da una convinzione semplice e cioè che nessun ragazzo deve essere condannato ad ereditare il destino criminale dell'ambiente in cui è nato e che la Repubblica non può limitarsi a reprimere reati ma deve creare le condizioni perché chi cresce in contesti dominati dalla mafia possa scegliere una strada diversa. Per questo la lotta alle mafie non si esaurisce nelle indagini e nei processi: si gioca anche molto sul terreno dell'educazione, della formazione e della libertà delle nuove generazioni.

Le organizzazioni criminali si rafforzano attraverso la trasmissione familiare e culturale dei propri valori. Proteggere i minori significa interrompere questo meccanismo. Questa legge riconosce che ogni bambino e ogni adolescente è una persona distinta dalla storia criminale degli adulti che lo circondano. Lo Stato ha, quindi, il dovere di offrire una protezione, un sostegno educativo, un accompagnamento psicologico e soprattutto è importantissimo offrire concrete possibilità di crescita. Il provvedimento costruisce una rete fatta di tutela, percorsi scolastici e formativi e strumenti di reinserimento sociale, con particolare attenzione anche alle ragazze che vivono in contesti segnati dalla cultura mafiosa e però anche patriarcale, affinché possano conquistare piena autonomia e libertà.

È inoltre una legge che, come hanno ricordato anche i colleghi che sono intervenuti, è nata dall'ascolto di magistrati, Forze dell'ordine, operatori sociali e anche di associazioni che ogni giorno affrontano questi problemi sul territorio. Signor Presidente, colleghi, questa proposta dimostra che, al di là delle differenze politiche, il Parlamento sa ritrovarsi unito quando è in gioco la tutela dei minori e quindi il futuro del Paese. Nessuna legge risolverà da sola un fenomeno così radicato, ma oggi compiamo un passo davvero importante. Se anche un solo giovane riuscirà, grazie a questi strumenti, a sottrarsi a un destino già scritto, avremmo assolto, fino in fondo, almeno a una piccola parte del nostro dovere.

Per queste ragioni, esprimo convintamente il voto favorevole mio personale e del gruppo di Italia Viva-Casa Riformista a questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-Casa Riformista e della deputata Chiara Colosimo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Maria Rosaria Carfagna. Ne ha facoltà.

MARIA ROSARIA CARFAGNA (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Per chi, come noi, crede che la tutela dei più fragili sia un preciso dovere della politica, delle istituzioni e del Parlamento, in particolare il voto sul provvedimento oggi all'esame dell'Aula non può che essere convintamente a favore. La legge che ci apprestiamo a votare, a prima firma della collega Colosimo - che ringrazio - è una legge giusta, necessaria e di assoluto buonsenso, come dimostra anche il larghissimo consenso trasversale che l'ha accompagnata fin dall'inizio del suo iter.

È un testo che affronta alcune delle sfide più complesse che uno Stato democratico può trovarsi di fronte: quella di restituire libertà a chi la libertà, di fatto, non l'ha mai conosciuta, e quella di offrire protezione, assistenza e sostegno a chi, con coraggio, decide di ribellarsi al potere mafioso. Ci sono bambini che vengono al mondo in famiglie per le quali la mafia e la camorra non sono organizzazioni criminali astratte, di cui si legge sulle cronache quotidiane, ma rappresentano un destino già scritto. Sono bambini ai quali vengono imposti, fin dall'infanzia, il linguaggio dell'omertà, il culto della violenza, il culto dell'obbedienza al clan, l'idea che la forza debba e possa prevalere sulla giustizia e sulla legalità. Questi bambini e questi ragazzi non è che scelgono il male, nascono nel male e crescono nel male. Sono vittime di un condizionamento familiare e ambientale che una delibera del Consiglio superiore della magistratura ha ben definito come tipico delle famiglie maltrattanti, che agiscono in spregio ai doveri di educazione e di sorveglianza sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

Spezzare questa catena significa affermare il principio che nessun bambino può e deve pagare per le colpe degli adulti. Significa affermare il principio sacrosanto che nessuno può essere privato del diritto di scegliere il proprio futuro soltanto perché nasce in un contesto familiare sbagliato. Questo è il significato più profondo della legge che ci apprestiamo a votare oggi.

Questa legge traduce in norma un'esperienza concreta, quella del progetto “Liberi di scegliere”, divenuto un modello riconosciuto di contrasto alle mafie attraverso la tutela dei minori, nato da una lungimirante prassi del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e poi esteso ad altri uffici giudiziari, con l'adesione di Ministeri, procure distrettuali antimafia, Forze di Polizia, servizi sociali, mondo della scuola, dell'università e del Terzo settore, dalla Conferenza episcopale italiana a Libera, dai Salesiani per il sociale alla Fondazione di Comunità San Gennaro, da Cometa a ELIS. Questa iniziativa ha dimostrato sul campo che è possibile offrire un'alternativa al potere mafioso, una via, un'alternativa, che non è soltanto allontanamento coatto, ma costruzione di un percorso personalizzato di emancipazione che prevede protezione, supporto psicologico, educativo, scolastico-formativo, lavorativo ed economico.

L'esperienza “Liberi di scegliere” ha dimostrato come la lotta alla criminalità organizzata non può esaurirsi nella repressione penale, ma richiede anche la capacità dello Stato di offrire un'alternativa credibile e una speranza concreta a chi rifiuta la logica mafiosa. Noi Moderati sostiene convintamente questa impostazione, perché la sicurezza non è soltanto arrestare i criminali, ma anche impedire che nuovi criminali si formino. La vera vittoria dello Stato si realizza quando un ragazzo può scegliere la scuola invece del clan, il lavoro invece dell'illegalità, la cittadinanza invece dell'appartenenza mafiosa.

Il testo costruisce finalmente un quadro normativo stabile, prevede misure di protezione personale, trasferimenti in luoghi sicuri, strumenti per garantire l'identità protetta quando necessario, ma soprattutto mette in campo un sistema articolato di assistenza sociale ed economica: sostegno psicologico, continuità scolastica, percorsi di formazione professionale, inserimento lavorativo, supporto abitativo, tutela sanitaria e patrocinio a spese dello Stato. Non si limita, dunque, ad allontanare una persona dal pericolo, ma la accompagna nella costruzione di una vita nuova.

Particolarmente importante è l'estensione delle tutele non soltanto ai minori, ma anche ai giovani adulti che intendano confermare il proprio distacco dal contesto criminale e ai genitori che scelgono di sottrarre sé stessi e i propri figli dalla cultura mafiosa. Lo Stato riconosce che il cambiamento è possibile e decide di sostenerlo e accompagnarlo con strumenti concreti.

Questa legge rappresenta anche un significativo esempio di collaborazione istituzionale: magistratura minorile, autorità giudiziaria, Ministero dell'Interno, servizi sociali, scuola, sistema educativo e Terzo settore vengono chiamati ad agire in modo coordinato, superando frammentazioni che spesso hanno limitato l'efficacia degli interventi. Lasciatemi dire che questa è una impostazione e una visione che condividiamo, perché di fronte alla forza delle organizzazioni criminali lo Stato non può che mostrarsi e dimostrarsi unito, coeso, autorevole e capace di fare squadra.

Come Noi Moderati abbiamo sempre sostenuto che la lotta alle mafie debba fondarsi su tre pilastri: la certezza della pena, l'aggressione ai patrimoni mafiosi e la prevenzione educativa e questa legge rafforza proprio quest'ultimo pilastro. Le mafie sopravvivono quando riescono a trasmettere valori, modelli e senso di appartenenza da una generazione all'altra. Interrompere questa catena significa colpire il cuore stesso della loro capacità di rigenerarsi. In questa prospettiva, il Parlamento oggi compie una scelta che guarda lontano, una scelta che afferma con forza che lo Stato non abbandona chi decide di rompere con la criminalità organizzata: offre sostegno e mostra che fuori dal contesto criminale esiste libertà di scegliere.

Per tutte queste ragioni, il gruppo di Noi Moderati esprime con convinzione il suo voto favorevole a questo provvedimento (Applausi del deputato Alessandro Colucci e del deputato Gabellone).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Devis Dori. Ne ha facoltà.

DEVIS DORI (AVS). Grazie, Presidente. Alleanza Verdi e Sinistra appoggia questa proposta di legge e le sue finalità, perché l'obiettivo è quello di sottrarre linfa alle organizzazioni criminali che, come sappiamo, molto spesso continuano ad alimentarsi con l'ereditarietà del ruolo all'interno dell'organizzazione criminale. Quindi, diventa fondamentale tagliare questo legame, soprattutto laddove, in realtà, c'è la volontà di staccarsi da quel contesto ma non ci sono gli strumenti, strumenti che oggi, con questa proposta di legge invece ci saranno. Da questo punto di vista è fondamentale, proprio perché lo Stato si deve far carico e sostenere questo tipo di percorso e, quindi, attraverso questa proposta di legge si prevedono strumenti efficaci.

La proposta di legge prende le mosse da una prassi giudiziaria che era stata promossa anzitutto dal tribunale per i minorenni di Reggio Calabria e a cui poi hanno aderito anche altri tribunali, prassi che poi è stata anche oggetto di approfondimento da parte del CSM. Questo progetto era già partito nel 2013 con il presidente del tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, con il procuratore per i minori, Giuseppina Latella, e anche con il collega Cafiero De Raho, nonché grazie all'importante ruolo dell'associazione Libera con don Luigi Ciotti, proprio per approfondire anzitutto il tema dei ragazzi di 'ndrangheta.

Erano ragazzi che potevano uscire da quel contesto 'ndranghetista, ma avevano comunque l'esigenza di essere sostenuti in quel percorso, anche a livello normativo, dallo Stato. Si tratta, purtroppo, di ragazzi e di bambini, a dire il vero, che già dai 10, 11, 12 anni vengono accompagnati nelle riunioni di 'ndrangheta. Quindi, vengono indottrinati con quelle regole, diventando per loro, di fatto, la vita a tutti gli effetti. Quindi, donne, bambini e ragazzi che oggi possono invece aspirare a un futuro diverso, proprio perché, purtroppo, attraverso la famiglia, invece, quel radicamento compromette la loro esistenza e il loro futuro.

Quindi questo progetto, attraverso un piccolo protocollo del 2013, è diventato da subito attuazione, invece, di straordinari orizzonti, con mamme che venivano accolte, assieme ai figli, in luoghi protetti. Un protocollo al quale, anche nel 2017, si sono aggiunti la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell'Istruzione, il Ministero dell'Università e dell'Interno e il Ministero della Giustizia. Un protocollo che più e più volte è stato rinnovato e integrato, da ultimo nel 2024, col coinvolgimento di numerose realtà istituzionali e anche del Terzo settore in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata.

Vorrei ricordare altresì che questo tema non è nuovo almeno a livello di proposte di legge, perché - è giusto ricordarlo -, già nella scorsa legislatura, con l'Atto Camera 2072, a prima firma dell'ex deputata Nesci e a mia seconda firma, il tema del protocollo “Liberi di scegliere” era già diventato una proposta di legge che però, purtroppo, non aveva potuto iniziare e concludere il suo iter. Però quel lavoro, che ricordo era iniziato nel 2019 proprio nell'ufficio dell'ex Vicepresidente della Camera Spadoni, su sollecitazione del dottor Di Bella, oggi finalmente può trovare compimento attraverso questa proposta di legge.

L'obiettivo è proprio quello di colpire direttamente, in modo decisivo, sul contesto familiare, dove purtroppo la cultura mafiosa si trasmette e si consolida. È un tema, quello del contrasto alle mafie, che si inserisce anche nella migliore tradizione legislativa e normativa del nostro Paese, che porta il nostro Paese ad essere un riferimento mondiale su questi temi, come già avvenuto con altre norme, quali quelle relative all'aggressione dei patrimoni illeciti, l'utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie e l'istituzione della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

Un solco che, purtroppo, è costato la vita a tanti servitori dello Stato e delle istituzioni. Fra pochi giorni ricorderemo - perché ricorrerà il 34° anniversario - la strage di via D'Amelio. Finalmente, con questa proposta di legge la direzione è quella corretta, perché dobbiamo riconoscere che le prime vittime della cultura mafiosa sono proprio quei bambini e quelle bambine che nascono in quel contesto, perché la cultura, la anticultura mafiosa è quella del possesso, del dominio, dell'obbedienza assoluta che si riverbera all'interno della famiglia stessa. Figli cresciuti dentro un addestramento feroce, alle regole dei clan; figli puniti anche con la morte, quando si ribellano a quei codici; madri condannate molto spesso a svolgere anche un ruolo di cinghia di trasmissione tra passato e futuro, chiamate a mettere al mondo e a crescere nuove leve della criminalità. La famiglia mafiosa è proprio il primo luogo di esercizio di quel potere mafioso che lo Stato fortemente deve contrastare. Da questo punto di vista, questa proposta intende colpire alla radice quel potere.

Finalmente - lo devo anche ammettere - è una proposta che ha un approccio diverso rispetto a quasi tutti i provvedimenti di iniziativa di questa maggioranza di Governo, dove invece si incide sempre nella fase successiva, non quella della prevenzione, ma quella del mero contrasto con norme di natura penalistica. Qui, invece, l'obiettivo di questo provvedimento, condiviso forse solo dalla legge n. 70 del 2024, che era stata approvata qui all'unanimità nel 2024, la legge anti-bullismo, è di incidere in un'ottica assolutamente preventiva, proprio perché lo Stato deve avere a cuore le sorti dei più giovani.

Per questo motivo, Presidente, ribadisco convintamente il voto favorevole di Alleanza Verdi e Sinistra (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e della deputata Colosimo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Antonio D'Alessio. Ne ha facoltà.

ANTONIO D'ALESSIO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Sarò molto rapido, per manifestare entusiasmo e condivisione con il progetto e con il voto su un provvedimento secondo noi molto importante. Si parte dal fatto che occorre prendere atto del ruolo condizionante, purtroppo molto forte, delle famiglie nei contesti criminali di tipo mafioso. Con questo provvedimento si prova a costruire un percorso di fuoriuscita, con un supporto legale e psicologico, abitativo, lavorativo.

L'idea è di liberare il nucleo familiare e di salvare i destinatari del provvedimento, senza recidere il percorso di vita del ragazzo. Quindi è una proposta sostanzialmente molto virtuosa. Dobbiamo immaginare i minori che già hanno un percorso di vita molto accidentato, per usare un eufemismo, drammaticamente inseriti in un contesto che sostanzialmente non lascia loro scampo, con traumi aggiuntivi rispetto a una situazione già gravemente compromessa, piena di sofferenza, dove a volte vengono soltanto decontestualizzati. Oggi, con questo provvedimento, questa decontestualizzazione è stata ritenuta assolutamente insufficiente, perché finalmente c'è la possibilità di costruire per loro un percorso su un binario sano che sostanzialmente inverte una logica, cioè togliere il minore dal contesto mafioso, ma senza che la società lo abbandoni. Quindi l'obiettivo è evitare che il minore cresca con l'etichetta dell'isolamento che segue all'allontanamento forzato, senza un accompagnamento.

Da oggi, si cambia pagina e ovviamente - come è stato rimarcato anche dai colleghi che mi hanno preceduto - c'è l'esigenza di spezzare quella catena fortissima che si è verificata nel corso delle generazioni, quando i ragazzini sono stati assoldati dalla mafia, così come si può costruire una cantera - la chiamano in Spagna -, cioè il settore giovanile, gli allievi giovanissimi, la primavera, che vengono assunti e integrati nella prima squadra. È proprio così: la mafia ha agito proprio come una squadra di calcio che cresceva, che cresce, che continua a farlo, purtroppo i ragazzi, e quelli più bravi vengono messi in prima linea. Oggi, con questo provvedimento, dobbiamo contribuire a spezzare in maniera forte questa catena terribilmente drammatica per il nostro Stato. Si marca, con questo provvedimento, la presenza dello Stato, così, sì, si contrasta realmente il fenomeno mafioso.

Ovviamente, al centro di tutto il progetto c'è il superiore interesse del minore. Non c'è più una logica solo punitiva di un intervento drastico che non fa altro che prendere il minore - finora, ripeto - e decontestualizzarlo. Oggi, invece, c'è la protezione con il reinserimento, la strada per una scelta, una scelta diversa. Occorrono naturalmente strumenti efficaci che sono stati finalmente previsti.

Ci sarà necessità di un monitoraggio stretto. C'è ovviamente - ma non è con questo provvedimento che abbiamo risolto il problema - un rischio sicurezza che va monitorato. Se il minore resta affidato alla madre, c'è da vedere se la madre sia ancora legata o meno, perché in quel caso il bambino resta esposto. C'è un rischio strumentalizzazione, perché è chiaro che molti utilizzeranno o tenteranno di utilizzare la normativa per opportunità, strumentalmente, quindi bisognerà fare molta attenzione e avere grande professionalità. Occorrono équipe specializzate, non assistenti generici, ma il modo con cui si è lavorato lascia ben sperare.

È un lavoro all'unanimità di quest'Aula e il voto che, naturalmente - le premesse ci sono tutte - si avrà all'unanimità è una pagina bella, perché questo è un provvedimento meritevole, perché mette il minore al centro, prova a spezzare il reclutamento mafioso e diventa efficace, perché lo Stato ha accettato il costo politico ed economico di tutelare davvero chi vuole scegliere un'altra vita rispetto al contesto mafioso.

Oggi, forse - ma sarà il tempo a dirlo - scriviamo una pagina di buona politica tutti insieme (Applausi dei deputati del gruppo Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Federico Cafiero De Raho. Ne ha facoltà.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO (M5S). Grazie, Presidente. Il nostro voto, per questa legge, è naturalmente favorevole. Il MoVimento 5 Stelle ha sempre creduto nel protocollo “Liberi di scegliere” tanto da aver presentato una proposta di legge fin dall'ottobre 2022.

Questa legge è importante, perché risponde a una sensibilità che si era già manifestata dal 2012, nel distretto di Reggio Calabria, quando il presidente del tribunale per i minorenni, Roberto Di Bella, inizia a propugnare l'indifferibile esigenza di dare ai giovani, provenienti da contesti mafiosi, delle alternative nuove e diverse. Si formò, a questo scopo, una rete attiva e dinamica formata dal presidente Di Bella, dal presidente di Libera, Luigi Ciotti, dal vicepresidente di Libera, Enza Rando, dal procuratore per i minori, con me, che ero procuratore distrettuale e, insieme, abbiamo varato il primo progetto “Liberi di scegliere”, per contrastare le realtà criminali della ‘ndrangheta e dare ai giovani la possibilità di un avvenire diverso, sereno e radioso. Una rete capace di promuovere meccanismi adeguati per accompagnare i ragazzi, nati in contesti di 'ndrangheta, al di fuori da quei contesti che, in mancanza di aiuti esterni, avrebbero condizionato il loro avvenire, costringendoli alla piena integrazione nel tessuto del crimine organizzato.

Vi è un'ereditarietà nell'ambito della 'ndrangheta e questa ereditarietà va spezzata. Nei contesti delinquenziali di tipo ‘ndranghetistico, la famiglia criminale coincide con quella biologica e l'indottrinamento malavitoso dei minorenni è radicata consuetudine necessaria per garantire continuità generazionale e il mantenimento del potere sul territorio. A volte, alcuni minorenni, provenienti da quella realtà criminale, nel corso del trattamento, all'epoca, manifestavano disponibilità a lasciare il proprio territorio di origine e questo anche con la propria mamma, a volte, per cambiare vita. Vi erano delle mamme che, avendo consapevolezza della predestinazione - il termine è usato in senso più ampio, naturalmente - dei loro figli ad una vita di 'ndrangheta per le ferree regole familiari e l'indottrinamento mafioso avvicinavano il giudice, il presidente Di Bella, in pieno segreto, per dire che avrebbero voluto lasciare il territorio e sottrarre i figli all'educazione e formazione mafiosa per dare loro un avvenire migliore, ma avevano bisogno di aiuto.

All'epoca, da procuratore di Reggio Calabria, nel corso delle indagini, rilevavo come bambini in tenera età, 10-11 anni, partecipassero al maneggio delle armi insieme al padre o, addirittura, intervenissero in riunioni dove vi erano altri ‘ndranghetisti. Di queste situazioni, con carteggi riservati, veniva data informazione al procuratore per i minorenni, per concordare insieme un'attività che potesse, poi, sottrarre quei bambini a quelle famiglie e consentire loro un percorso diverso. Quei bambini, altrimenti, sarebbero stati indottrinati a quelle idee e a quelle regole che costituivano le basi, le radici della 'ndrangheta.

Come sradicare questa partecipazione? Solo in un modo: aiutando questi giovani ad allontanarsi dal territorio. Laddove vi erano mamme così coraggiose, come in tante occasioni ve ne sono state e ve ne sono, bisognava attivare un circuito che consentisse loro di portare via i bambini, di portarli lontano e, così, con Di Bella si creò quella rete necessaria ad assicurare una concreta alternativa di vita ai minorenni che dimostravano di rifiutare le logiche criminali, aspirando ad una vita diversa. I minorenni e i familiari che facevano questa coraggiosa scelta di vita dovevano essere accompagnati e sostenuti ed ecco, allora, il sostegno dell'area giudiziaria, mio e del procuratore del tribunale per i minorenni, e quello determinante, di Luigi Ciotti, che, con Libera, si prodigò per dare accoglienza a quei ragazzi e a quelle mamme.

A Libera aderiscono migliaia di famiglie e Libera poteva offrire luoghi di accoglienza e protezione alle donne che fuggivano, con i loro figli, per sottrarsi alle ricerche della 'ndrangheta. Libera, con quelle famiglie, ha garantito e garantisce, ancora oggi, a chi è fuggito e a chi fugge dai territori di ‘ndrangheta, un'accoglienza affettuosa, una nuova grande famiglia, che ha dato sempre sostegno psicologico, etico, culturale, insostituibile per evitare l'isolamento di costoro che, fuggendo dai contesti di ‘ndrangheta, di mafia, di camorra, restano soli e restano isolati se non vi sono famiglie che li accolgono.

L'importanza di questa legge è dare ai giovani la possibilità di un futuro diverso. Ci sarà un momento in cui le famiglie che vivono nella ‘ndrangheta si accorgeranno che stare fuori da essa significa vivere meglio perché proprio, anche attraverso questa legge, si riuscirà a dare dei percorsi diversi. E quando si accorgeranno che vivere serenamente insieme ad amici, ridere, scherzare e muoversi apertamente, senza essere costretti alla latitanza, rappresenta un bene che non si può perdere, quando tanti saranno coloro che parteciperanno a questo meccanismo di scelta libera, a questo progetto che sta diventando legge, allora, forse solo allora, la ‘ndrangheta come la mafia, come la camorra, cominceranno ad essere scardinate in quelle radici che costituiscono la base della loro esistenza e della loro permanenza.

Il progetto, nato come dicevo nel 2013, attraverso un piccolo protocollo, è poi diventato un protocollo nazionale al quale hanno aderito: il Dipartimento delle pari opportunità della Presidenza del Consiglio, il Ministro della Giustizia, dell'Interno, dell'Università e della ricerca, vari Ministri. Questi protocolli hanno dato orizzonti sempre più ampi. A questo progetto ha sempre partecipato la CEI, la Conferenza episcopale italiana, che ha sempre condiviso, con Libera e con Luigi Ciotti, questo impegno, sostenendolo anche dal punto di vista economico e dal punto di vista dell'accoglienza e dell'accompagnamento sociale.

Le risorse in questo progetto culturale sono indispensabili. Sono indispensabili per accogliere i giovani, le mamme, coloro che, dissociandosi, vogliono portare via i figli dai territori di origine. Per questo, proprio noi del MoVimento 5 Stelle, abbiamo impedito che la Commissione giustizia arrivasse in Aula senza che fosse stanziata una copertura finanziaria. In questo, siamo stati ascoltati. Senza risorse non è possibile attuare questo progetto. Fino ad oggi, attraverso un protocollo e l'impegno di Libera, della CEI e della magistratura per i minorenni si è data accoglienza e supporto psicologico e culturale alle mamme e ai figli.

Da domani, avremo una legge e questa legge farà, sicuramente, passi in avanti. Stanzia risorse per il trasferimento in luoghi protetti, lontani da quelli di origine. Prevede, inoltre - e questo è un passo in avanti di grandissima importanza -, l'eventuale utilizzazione di documenti di copertura e, questi, sono fondamentali, soprattutto per quei bambini e le mamme che vengono dai contesti di ‘ndrangheta dove vengono ricercati e seguiti, qualunque loro traccia viene individuata. È anche previsto il cambiamento delle generalità proprio per coloro che si trovano in questa condizione e che, quindi, devono scomparire dall'anagrafe nazionale e devono assumere nuove generalità. Questi sono tutti punti di grandissima importanza, così come assicura l'istruzione obbligatoria, percorsi di formazione e riqualificazione professionale, inserimento sociale, l'integrazione e l'inclusione del minore e del familiare di riferimento nella nuova realtà sociale. Con questa legge, si istituzionalizza il coordinamento giudiziario: era ciò che veniva attuato nei progetti e, oggi, è legge. Questo è un altro passo in avanti: il procuratore distrettuale e il procuratore per i minorenni hanno un canale diretto.

Cosa abbiamo, qui, come punto negativo? L'ampliamento esagerato della legge alle associazioni per delinquere che non hanno le stesse caratteristiche dell'associazione mafiosa, 'ndranghetista, camorristica, che, invece, insegue i propri appartenenti e li ricerca. Non tutte le associazioni, però, fanno questo.

E, inoltre, l'altro punto: l'adozione di misure urgenti, che esisteva nell'ambito della legge ed è stato cancellato e non si capisce perché. Oggi, ci hanno detto: “ma rientra nelle prerogative del prefetto”. Ma che c'entra? Una cosa è la prerogativa del prefetto che può anche non adottarla in tempo, mentre questa è cosa diversa.

Infine, il riconoscimento delle associazioni, Presidente, e chiudo: Libera è stata indispensabile, perché essa ha fornito centinaia di famiglie a coloro che arrivavano da fuori, e questo è stato indispensabile non solo per proteggere, ma anche per togliere l'isolamento, togliere la solitudine.

PRESIDENTE. Concluda.

FEDERICO CAFIERO DE RAHO (M5S). La legge è importante e noi colmeremo le lacune che sono rimaste (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle e della deputata Varchi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Pittalis. Ne ha facoltà.

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghe e colleghi, Forza Italia annuncia con convinzione il proprio voto favorevole su questo provvedimento nella piena consapevolezza che esso rappresenta un passaggio non ordinario dell'attività parlamentare.

È un testo che nasce da una felice intuizione, come è stato già ricordato, del presidente Di Bella, dalla ferma determinazione della presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo, che ringrazio, e da un lavoro serio, approfondito e condiviso in Commissione antimafia, sottratto alle logiche dell'emergenza e della contingenza mediatica e costruito, invece, attraverso un confronto ampio, rigoroso e responsabile. È un provvedimento che sceglie di non limitarsi ad inseguire il crimine quando si manifesta, ma che assume fino in fondo la responsabilità di prevenirlo, intervenendo laddove il rischio si forma e si consolida, cioè nei contesti familiari e sociali più esposti all'influenza delle organizzazioni mafiose.

Per troppo tempo il nostro ordinamento ha guardato ai figli di soggetti appartenenti alla criminalità organizzata come a una semplice condizione anagrafica, senza riconoscere fino in fondo la loro natura di vittime. È mancato un intervento normativo organico, capace di qualificare quella condizione per ciò che è realmente, cioè una situazione di vulnerabilità profonda in cui la libertà di scelta è compromessa sin dall'origine. La giurisprudenza ha cercato di colmare questo vuoto con coraggio e intelligenza, ma non poteva certo sostituirsi al legislatore. Oggi, finalmente, il Parlamento si assume questa responsabilità e lo fa con una norma chiara, equilibrata e strutturata.

Questo provvedimento introduce un cambio di paradigma: afferma che il minore inserito in un contesto mafioso non è un soggetto neutro, ma è esposto a un rischio concreto di cooptazione, di condizionamento e, in ultima analisi, di perdita della propria libertà. Ed è proprio su questo punto che si misura la qualità di uno Stato liberale, cioè sulla capacità di intervenire non per comprimere diritti, ma per renderli effettivi. La libertà, infatti, non è tale se resta solo formale, se non è accompagnata da condizioni materiali e sociali che la rendano praticabile. La finalità della norma è, dunque, chiaramente ancorata ai principi costituzionali: protezione dell'infanzia, sostegno alla crescita, promozione della persona. Non si tratta di dichiarazioni astratte, ma di un impianto operativo che traduce quei principi in strumenti concreti.

I destinatari sono individuati con precisione e rigore, includendo non solo i figli di soggetti coinvolti in reati di criminalità organizzata, ma anche minorenni che si trovano direttamente esposti a quei contesti e - elemento particolarmente qualificante - i giovani adulti che, pur avendo raggiunto la maggiore età, necessitano di un accompagnamento per consolidare un percorso di emancipazione, e anche quei genitori, spesso madri, che vogliono allontanarsi dal contesto della criminalità organizzata. È una scelta che riflette una visione moderna e responsabile dello Stato che non abbandona, ma accompagna, che non assiste passivamente, ma investe sulla capacità delle persone di costruire il proprio futuro.

La rete di protezione prevista dal provvedimento è ampia, articolata e concreta: si va dal trasferimento in luoghi sicuri alla protezione dell'identità, dal sostegno economico all'accesso ai servizi fino a misure volte a favorire l'inclusione abitativa e lavorativa. Non si tratta di strumenti assistenziali fini a sé stessi, ma di condizioni indispensabili per rendere effettiva la libertà di scelta, perché non si può chiedere a un giovane di sottrarsi a un contesto mafioso, se non gli si offre una reale alternativa. Allora, la domanda è semplice: può uno Stato liberale considerare tutto questo come neutro? La risposta è “no”.

Uno Stato liberale non è uno Stato che si gira dall'altra parte, non è uno Stato che si rifugia nella neutralità quando la neutralità rischia di diventare complicità. È uno Stato che interviene, ma interviene nel modo giusto, non per sostituirsi alle persone, non per comprimere i diritti, ma per renderli possibili. Questo è il punto politico centrale di questo provvedimento: qui non c'è uno Stato che invade, c'è uno Stato che libera, che libera offrendo alternative, creando condizioni e rendendo concreta quella libertà che, altrimenti, resterebbe solo formale, perché la libertà - diciamolo con chiarezza - non esiste se non hai la possibilità di esercitarla. Se non puoi scegliere dove vivere, con chi crescere e quale futuro immaginare, allora, la libertà è solo una parola, e uno Stato liberale non può accontentarsi delle parole. Questa legge rompe una rassegnazione, rompe l'idea che la mafia si trasmetta inevitabilmente di padre in figlio, rompe la catena della continuità.

Particolarmente significativi sono, ad esempio, l'attenzione alla tempestività e all'efficacia del procedimento, la possibilità di attivazione da parte dei servizi territoriali, il ruolo proattivo della procura minorile, il coordinamento con la procura distrettuale antimafia, la decisione del tribunale, anche in via d'urgenza. Tutto concorre a costruire un sistema che non lascia spazio a inerzie o ritardi. E, soprattutto la previsione di un programma individuale di protezione, definito in tempi certi, rappresenta un elemento di forte innovazione, perché introduce una logica di intervento personalizzato, capace di adattarsi alla specificità di ogni situazione.

Vi è, poi, un aspetto che merita di essere sottolineato con particolare forza, quello dell'esecuzione delle misure. Per anni abbiamo assistito a una frammentazione operativa che ha spesso reso difficile, se non impossibile, dare piena attuazione ai provvedimenti dell'autorità giudiziaria, soprattutto nei contesti territoriali più complessi. Questo testo interviene in modo deciso, rafforzando la capacità dello Stato di operare in modo coordinato ed efficace, superando solitudini e debolezze che non sono più accettabili quando sono in gioco diritti fondamentali.

Ecco, Forza Italia legge questo provvedimento anche alla luce di una visione più ampia dell'azione pubblica, che tiene insieme sicurezza e libertà, rigore e garanzie, prevenzione e responsabilità individuale. È la cifra di una cultura liberale che non si accontenta di affermazioni di principio, ma che si misura con la realtà e, soprattutto, con la complessità dei fenomeni. La lotta alla mafia non può essere ridotta ad una dimensione solo ed esclusivamente repressiva, pur necessaria, ma deve includere una strategia - e qui sono d'accordo con la Presidente Colosimo quando parla di una terza via alla lotta alla mafia - capace di incidere sulle cause profonde, sui contesti sociali e sulle dinamiche educative.

In questo senso, il provvedimento si colloca in una linea di continuità con altri interventi normativi che hanno cercato di affrontare il tema del disagio giovanile e della criminalità minorile con un approccio integrato. Si tratta di un percorso che va nella direzione giusta, perché riconosce che la sicurezza non è solo controllo, ma anche opportunità, non è solo sanzione, ma anche prevenzione. Ed è proprio questa integrazione che consente di rafforzare l'efficacia complessiva dell'azione pubblica.

C'è poi un profilo che, pur nella sua delicatezza, non può essere taciuto, quello delle giovani donne cresciute in contesti mafiosi: ragazze alle quali troppo spesso viene negata la possibilità di scegliere il proprio destino, costrette in ruoli predeterminati, in relazioni imposte, in modelli culturali che comprimono la libertà personale. Offrire a queste giovani una via d'uscita significa affermare un principio fondamentale della nostra convivenza civile: la libertà non è negoziabile, non può essere sacrificata in nome di appartenenze o tradizioni. È proprio qui che la lotta alla mafia incontra la difesa dei diritti, in una prospettiva che è pienamente coerente con i valori di una società aperta e liberale.

Questo provvedimento, dunque, non è solo una risposta ad un problema giuridico, ma è anche un messaggio culturale e politico. Afferma che lo Stato non è indifferente, che non accetta che il destino di un bambino o di una donna sia segnato dal contesto in cui nasce, che non considera inevitabile la trasmissione intergenerazionale della cultura mafiosa. Afferma, in altre parole, che la libertà è un diritto che deve essere reso effettivo, soprattutto per chi parte da condizioni di svantaggio. È un principio semplice e potente, che la libertà non può dipendere dal luogo in cui nasci, che la libertà non può essere un privilegio, che la libertà deve essere garantita a tutti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e della deputata Colosimo).

Per queste ragioni, il voto favorevole di Forza Italia è un voto convinto e coerente. È il voto di chi crede in uno Stato che sappia essere forte senza essere invasivo…

PRESIDENTE. Concluda.

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). …che sappia intervenire quando necessario senza rinunciare al rispetto delle garanzie, che sappia coniugare legalità e libertà senza mettere in contrapposizione questi due valori. È il voto di chi ritiene che la tutela dei minori sia un banco di prova decisivo per la credibilità delle istituzioni.

La lotta alla mafia si gioca anche sul terreno del futuro e il futuro si costruisce offrendo alternative reali, percorsi credibili, opportunità concrete. Non basta sottrarre, occorre anche costruire. Non basta impedire, occorre anche accompagnare ed è esattamente ciò che questo provvedimento si propone di fare, con strumenti adeguati e con una visione chiara.

Questo è un testo che rafforza la nostra democrazia, perché interviene dove la libertà è più fragile. È un testo che dà attuazione concreta ai principi costituzionali, senza cedere a semplificazioni o a scorciatoie…

PRESIDENTE. La ringrazio.

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). …è un testo… Presidente, ma il tempo mi pare che ci sia ancora.

PRESIDENTE. No, non c'è ancora. L'ha superato abbondantemente e io la sto facendo comunque concludere per non interromperla, però è andato molto oltre…

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). No, Presidente, non mi sono reso conto che ero giunto al termine.

PRESIDENTE. …altrimenti non è costume della Presidenza interrompere e dare fastidio agli oratori.

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). La ringrazio, Presidente. Non mi sono reso conto che il tempo stava volgendo al termine.

PRESIDENTE. Non si preoccupi, concluda il suo pensiero.

PIETRO PITTALIS (FI-PPE). Concludo, Presidente. Per tutte queste ragioni e con questo spirito Forza Italia esprime il proprio voto favorevole perché, ripeto, sottrarre i bambini alla mafia significa restituire loro il diritto di scegliere e, quindi, il diritto di essere pienamente liberi e uno Stato liberale si misura esattamente da questo, dalla capacità di trasformare la libertà da enunciazione in realtà. Per questo, con convinzione, votiamo “sì” ringraziando, ancora una volta, la presidente Colosimo per l'egregio lavoro fatto in Commissione antimafia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e di deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Simonetta Matone. Ne ha facoltà.

SIMONETTA MATONE (LEGA). Buonasera a tutti. Mai titolo di una legge fu più bello e rispondente allo spirito di coloro che l'hanno redatta, studiata e modificata. Mai titolo ha colto la vera essenza di un provvedimento, perché mai nessuno si era soffermato finora sulla ineluttabilità di certi destini, di esistenze segnate dal contesto in cui vivi, dall'aria che respiri, da chi ti fa nascere, ti mantiene, ti educa e in fondo ti ama.

Lavorare in contesti criminali, combattendoli, pone dubbi esistenziali profondi sull'esistenza del libero arbitrio, sulla facoltà di autodeterminarsi, sulla possibilità di scegliere il proprio destino. Se è vero che l'ambiente di provenienza è il punto da cui partiamo e ci segna nel nostro cammino di cittadini, nel bene e nel male, altrettanto determinante è ciò che noi vogliamo essere. Questo, però, non vale per tutti. Ci sono contesti criminali dove questa possibilità di scelta non c'è, dove i valori che vengono trasmessi sono quelli della violenza e della sopraffazione, dove candidamente - e lo dico per esperienza personale - si risponde al pubblico ministero o al giudice che ti sta interrogando, perché arrestato in flagranza di reato, se minorenne, “stavo lavorando”. Ovviamente non dirò a quale gruppo appartenevano coloro che mi rispondevano così, per evitare i soliti schiamazzi che si scatenano in quest'Aula ogni volta che sfioro questo tema, quindi con accuse di razzismo e quant'altro e non di concretezza, ma la risposta che questi ragazzi davano era “stavo lavorando”. Alla domanda perché non vai a scuola, la risposta era: perché devo lavorare. Lavorare vuol dire rubare, perché gli è stato insegnato quello e soltanto quello.

Ora noi dobbiamo dire grazie al tribunale per i minorenni di Reggio Calabria che, in anni lontani, avendo a che fare con i figli della ‘ndrangheta, si lanciò in questa avventura. Questo accadeva tantissimi anni fa. Io ricordo un importante convegno a Reggio Calabria sul tema, dove fui invitata come esperta in limitazioni della responsabilità genitoriale per bambini e ragazzi obbligati dal contesto criminale rom, bambini e ragazzi con decine e decine di precedenti per furti in appartamento e furti con destrezza. Non occorrevano indagini particolari per capire che non erano liberi di scegliere, ma condannati dai genitori e dai modelli di riferimento a una scelta obbligata. Quella volta confrontammo il tipo di interventi e il nucleo centrale era quello che all'epoca si chiamava potestà genitoriale e che dal 2014 fortunatamente si chiama responsabilità genitoriale. Una volta tanto un cambio di definizione non orrendo e cacofonico, non una “a” al posto di una “o”, ma un cambio sostanziale: dalla potestà, cioè dal potere e dal possesso, alla responsabilità e ai doveri nell'interesse del figlio (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

I modelli educativi criminali sono diversi a seconda delle organizzazioni, ma al fondo hanno un unico comune denominatore: non hai scelta. Io a questo proposito vorrei ricordare il suicidio di Rita Atria, che il 26 luglio 1992 si è lanciata dal settimo piano di un palazzo, una settimana dopo l'attentato di via D'Amelio contro Paolo Borsellino. Rita era nata in un contesto mafioso e a soli 17 anni, da minorenne, decise di collaborare con la giustizia. Ripudiata dalla madre, dalla sua famiglia e dalla comunità, viveva a Roma sotto falso nome. Sopraffatta dal dolore per la perdita di chi la chiamava 'a picciridda, dalla solitudine e dall'angoscia, si è uccisa, lasciando un diario che si conclude con: “la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarci”.

Vorrei ricordare Lea Garofalo, testimone di giustizia calabrese, rapita a Milano il 24 novembre 2009, torturata e uccisa. Il suo corpo venne poi bruciato. Divenne testimone di giustizia per garantire un futuro diverso a Denise e fu attirata in una trappola proprio perché la ingannarono, dicendo che le avrebbero parlato della bambina, permettendole di rivederla. Rita e Lea scelsero destini diversi e pagarono con la vita.

Con questa legge, invece, siamo noi Stato che scegliamo per loro. Qual è la filosofia di intervento? Censurare i modelli educativi mafiosi in senso lato, come si censurano le condotte dei genitori maltrattanti, intervenendo con misure civili di decadenza e limitazione della responsabilità genitoriale e con provvedimenti emessi caso per caso e per periodi determinati. Il range d'intervento è molto ampio: si tratta di minorenni o giovani adulti che versano in una situazione di grave e concreto pregiudizio per la loro integrità psicofisica, in quanto vittime di organizzazioni criminali o a causa del contesto familiare in cui sono inseriti, perché non si è soltanto vittime in senso proprio, si è anche vittime in quanto spettatori passivi oppure educati in una maniera non consona. In particolare, ci riferiamo a contesti di criminalità organizzata di tipo mafioso o dedita al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope o nell'ambito di associazioni criminali che pongono in essere, nei confronti di questi soggetti minorenni, condotte di istigazione a commettere reati o sfruttamento dei relativi proventi.

Il punto di partenza è il ruolo condizionante delle famiglie in contesti criminali strutturati e organizzati gerarchicamente. Tali contesti possono essere tranquillamente, in senso tecnico, definiti maltrattanti, perché portatori di un imprinting antisociale che viene inoculato e imposto come stile di vita fin da piccoli. Il concetto di vittima di un'associazione criminale è stato giustamente esteso ai modelli educativi, lo dicevo prima, e vi sono forme subdole di obbligo, quali il considerare normali scelte criminali. Ricordo per tutti l'assoluta normalità dei figli di boss famosissimi, che si sono offerti alle telecamere per essere intervistati, o la corrispondenza di Matteo Messina Denaro con le donne della sua vita, che gli erano rimaste accanto, ma facevano addirittura le maestre elementari, insegnando ai bambini.

Vi è quindi un doppio binario in questa legge per i figli nati e cresciuti in questi contesti criminali e in favore dei quali siano stati emessi dai magistrati provvedimenti ai sensi degli articoli 330 e 333 del codice civile, cioè di decadenza e sospensione della responsabilità genitoriale, nonché dell'articolo 25 e seguenti del regio decreto-legge n. 1404 del 1934, istitutivo del tribunale per i minorenni.

Qui voglio fare una breve digressione, perché fu l'istituzione del tribunale per i minorenni, voluta in epoca, tra virgolette, fascista - perché storicamente era così -, a creare la figura dei minori irregolari per condotta e per carattere, che sono quei soggetti nei confronti dei quali tu non puoi imporre la sanzione penale - perché non c'è un reato - e non puoi censurare i genitori, ma che hanno comunque condotte dissonanti. Quest'articolo è stato addirittura rinvigorito dalle scelte legislative successive e fortunatamente non è stato mai abrogato.

E questa proposta di legge si riferisce anche a soggetti infraventicinquenni, che possono essere stati già oggetto di provvedimenti di decadenza oppure di provvedimenti di natura amministrativa, come quella che vi ho spiegato, e che manifestino volontariamente la volontà di allontanarsi insieme al minorenne. Ora, ometto l'analisi delle misure di protezione, perché sono assolutamente descritte. Le misure sono molto simili a quelle per i collaboratori di giustizia, ma non si sovrappongono, e centrale qui - è un'altra cosa importante - diventa il ruolo del procuratore della Repubblica per i minorenni, che ascolta i soggetti, istruisce la pratica, formula la richiesta e la manda a un comitato istituito presso il Dipartimento di giustizia minorile.

Concludo dicendo che la mafia, la camorra, la 'ndrangheta e le organizzazioni criminali si combattono in tanti modi. Finalmente la combattiamo anche togliendo la linfa vitale alle famiglie: i figli, che, educati male e cresciuti peggio, saranno finalmente e veramente liberi di scegliere (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Barbagallo. Ne ha facoltà.

ANTHONY EMANUELE BARBAGALLO (PD-IDP). Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentanti del Governo, oggi trattiamo una proposta di legge che affronta uno degli aspetti più profondi del fenomeno mafioso: la trasmissione della cultura criminale alle nuove generazioni. Quando parliamo di mafie, siamo spesso portati a concentrarci sulle organizzazioni, sui patrimoni illeciti, sulle attività criminali, sulle indagini e sulle condanne.

Tutto questo è indispensabile, ma sappiamo bene che le mafie sopravvivono nel tempo, perché riescono a riprodurre sé stesse, a trasmettere comportamenti e modelli di vita ai propri figli e ai propri giovani. La forza delle organizzazioni mafiose non risiede soltanto nella disponibilità di risorse economiche o nella capacità di intimidazione, ma risiede anche nella famiglia e nella costruzione di un sistema culturale che dall'infanzia educa all'omertà, alla sopraffazione e alla violenza come strumento di affermazione sociale e come strumento volto al disprezzo delle regole democratiche.

Per questo, la proposta di legge che stiamo esaminando oggi assume un significato particolare. Nasce da una delle più importanti esperienze maturate nel nostro Paese nel contrasto alle mafie, il progetto “Liberi di scegliere”, ideato e sviluppato da un magistrato siciliano, Roberto Di Bella, che oggi è il presidente del tribunale dei minorenni della mia città, Catania. È stata un'esperienza costruita in via amministrativa, un'esperienza che ha avuto il merito di porre una domanda semplice, ma rivoluzionaria: cosa può fare lo Stato, quando comprende che un minore sta crescendo in un contesto familiare dominato dalla cultura mafiosa? È sufficiente intervenire quando il ragazzo ha già intrapreso una carriera criminale oppure è necessario agire prima, offrendo alternative concrete e percorsi di emancipazione?

La risposta offerta dal progetto e dalla prassi in questi anni è stata chiara: occorre intervenire prima, occorre proteggere quei ragazzi e quelle ragazze, che rischiano di essere destinati a una vita già scritta da altri. I risultati ottenuti in questi anni, dimostrano la validità di questa intuizione. Decine e decine di minori hanno potuto intraprendere percorsi diversi. In base ai dati del Partito Democratico, sono oltre 200 i minori che hanno potuto usufruire di questo progetto “Liberi di scegliere”. Molte donne hanno trovato il coraggio di allontanarsi da contesti criminali, alcune sono diventate collaboratrici o testimoni di giustizia. La fascia prevalente - in base ai nostri dati - è quella dei ragazzi tra i 10 e i 15 anni. Persino soggetti appartenenti ai vertici delle organizzazioni mafiose hanno scelto di sottrarre i propri figli a quel destino.

Sono numeri che raccontano qualcosa di più, qualcosa di più profondo, delle semplici statistiche. Raccontano che esiste una domanda di libertà, una domanda di speranza, anche dentro i contesti più difficili. Raccontano che, quando lo Stato offre una possibilità concreta, quella possibilità può essere raccolta. Ed è proprio da questa esperienza che nasce il provvedimento oggi alle battute finali, qui alla Camera.

È un provvedimento che porta, tra le altre, anche la mia firma e quella dei colleghi del Partito Democratico. È frutto dell'impegno professionale e politico di Enza Rando, che oggi voglio ringraziare da questi banchi. Fino a oggi, il progetto “Liberi di scegliere”, si è fondato soprattutto sull'impegno di singoli uffici giudiziari, sulla collaborazione tra magistratura, servizi sociali, associazioni del Terzo settore e società civile. Una rete preziosa ma, inevitabilmente limitata. Ecco, oggi facciamo un passo avanti, con la legge si compie un salto di qualità, si definiscono procedure uniformi, responsabilità istituzionali chiare, strumenti di coordinamento e percorsi di accompagnamento, che potranno essere applicati sull'intero territorio nazionale.

Particolarmente significativa è la scelta di individuare, come destinatari delle misure, non soltanto i minorenni appartenenti a famiglie mafiose, ma anche i giovani fino a 25 anni di età, che abbiano già intrapreso percorsi di allontanamento e necessitano di un accompagnamento ulteriore, per consolidare la propria autonomia. È una previsione decisiva e perentoria, perché sappiamo che l'uscita da questi contesti, non si realizza in pochi mesi: si tratta di percorsi complessi, spesso dolorosi, che richiedono tempo, sostegno e soprattutto continuità.

Apprezziamo, inoltre, la previsione di strumenti concreti, strumenti di protezione e assistenza, come il trasferimento in luoghi sicuri, il supporto psicologico, l'accompagnamento educativo, il sostegno economico e l'accesso alla formazione e al lavoro. Perché, veda signor Presidente, la libertà non può essere soltanto dichiarata, ma deve essere resa concretamente praticabile (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Chi decide di rompere con il contesto mafioso affronta, spesso, enormi difficoltà: perde i riferimenti familiari, perde amicizie, perde protezioni economiche e perde protezioni sociali. Lo Stato ha il dovere di accompagnare questa scelta attraverso strumenti adeguati, ma, proprio partendo da questa convinzione, abbiamo ritenuto necessario rafforzare ulteriormente il testo, attraverso una serie di proposte emendative. La nostra idea è semplice: la tutela non può esaurirsi nell'allontanamento fisico dal contesto criminale, ma occorre costruire un vero percorso di emancipazione personale, un vero percorso di emancipazione educativa e sociale. Per questo, abbiamo proposto di estendere il supporto psicologico e pedagogico anche ai familiari di riferimento, che scelgono di intraprendere, insieme ai minori, un percorso di cambiamento.

L'esperienza maturata in questi anni ci insegna, infatti, che spesso sono proprio le madri a rappresentare il primo e più importante fattore di rottura rispetto alla cultura mafiosa. E noi oggi lo vogliamo ricordare nella dichiarazione di voto, vogliamo ricordare le donne, che hanno trovato, nel progetto “Liberi di scegliere”, l'opportunità di costruire una vita diversa, per sé e per i propri figli (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Sostenere le donne, sostenere queste scelte significa indebolire uno dei pilastri fondamentali del sistema mafioso: la riproduzione familiare della cultura criminale.

Abbiamo, inoltre, proposto di rafforzare gli strumenti di inclusione sociale: l'educazione alla legalità, la pratica sportiva, le attività culturali, il tutoraggio individuale, le borse di studio universitarie, la formazione professionale e l'accompagnamento al lavoro non rappresentano elementi accessori, ma sono il cuore pulsante di una strategia di prevenzione efficace. Infatti un ragazzo che studia, un ragazzo che lavora, che costruisce relazioni positive e che vede riconosciuti i propri talenti, è un ragazzo meno esposto, a nostro giudizio, al richiamo delle organizzazioni criminali.

Abbiamo, poi, valorizzato il ruolo dell'Ufficio di servizio sociale per i minorenni e dei servizi territoriali. La protezione è certamente necessaria, ma non può essere l'unica risposta. Occorre una presa in carico complessiva della persona, capace di accompagnarne la crescita e l'autonomia. Per questo abbiamo sostenuto un modello meno centrato sugli aspetti esclusivamente securitari e maggiormente orientato al reinserimento sociale ed educativo.

Un altro punto qualificante riguarda il rafforzamento del coordinamento fra giustizia penale e giustizia minorile. Intervenire tempestivamente spesso significa evitare che una situazione di rischio si trasformi, ahimè, in un destino segnato. La circolazione delle informazioni e le comunicazioni tra autorità competenti rappresentano un salto di qualità e uno strumento essenziale di prevenzione.

Crediamo, quindi, che questa proposta di legge contenga un messaggio molto forte per il Paese, che oggi vogliamo ribadire: un messaggio che afferma che la lotta alle mafie non riguarda soltanto l'arresto dei criminali o la confisca dei patrimoni illeciti, riguarda soprattutto la capacità dello Stato di offrire opportunità, diritti e prospettive. Riguarda la costruzione di una società nella quale nessun bambino debba sentirsi condannato dal luogo in cui è nato o dalla famiglia nella quale è cresciuto. Riguarda la convinzione che ogni ragazzo abbia il diritto di scegliere il proprio futuro. È questo il significato più profondo del titolo della legge: essere davvero liberi di scegliere. Liberi di scegliere la scuola, invece che la strada; liberi di scegliere il lavoro, invece che l'illegalità; liberi di scegliere la cittadinanza, invece che l'omertà; liberi di scegliere la speranza, invece che la rassegnazione.

Ecco, una democrazia forte non si limita a reprimere il crimine, una democrazia forte, signor Presidente, crea le condizioni affinché le persone possano vivere libere dal crimine. Con questo spirito, esprimiamo il voto favorevole del Partito Democratico (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e di deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Colosimo. Ne ha facoltà.

CHIARA COLOSIMO (FDI). Grazie, Presidente. Grazie a tutti, onorevoli colleghi, grazie per il clima che si respira in quest'Aula. Grazie alla relatrice, l'onorevole Varchi, grazie all'onorevole Lucaselli per il lavoro in Commissione bilancio, grazie al Ministero della Giustizia, grazie al Ministero dell'Interno, grazie a tutti coloro i quali hanno permesso questo passaggio di oggi.

Io vi devo dire, in principio, che sono particolarmente felice di essere qui a discutere questa legge oggi, perché innanzitutto questa legge dà di nuovo alla Commissione parlamentare antimafia uno di quegli aspetti che si era andato perdendo negli ultimi periodi: la Commissione parlamentare antimafia, con tutti i suoi commissari - che ringrazio per il lavoro svolto - si riappropria di quello che la legge istitutiva gli dà, cioè dell'impulso legislativo, per cui devo e voglio ringraziare gli uffici della Commissione parlamentare antimafia, cito la dottoressa Catania per tutti, ma cito anche i nostri magistrati, i nostri ufficiali di collegamento delle Forze di polizia e tutti i consulenti.

Vedete, questa legge - e lo dico con orgoglio - nasce in seno a un'idea mai avvenuta prima: quella di istituire il comitato “Cultura della legalità e protezione dei minori”, che ho consapevolmente e volutamente messo in mano alla senatrice Enza Rando. Perché? Perché questo percorso ci ha permesso l'unanimità. Ci ha permesso anche - e lo dico per chi non è in Commissione antimafia - gli occhi lucidi durante alcune audizioni, all'unanimità. Perché noi, in questa occasione, non stiamo soltanto mettendo a terra una legge, stiamo influenzando in positivo la vita delle persone.

Ora io - brevemente, perché è stato detto molto - farò dei passaggi su cosa contiene questo testo, perché è giusto che resti agli atti. Innanzitutto stabilisce l'ambito di applicazione: l'ambito di applicazione prioritario e principale, ma non l'unico, sono i figli dei mafiosi, i figli di indagati, imputati, condannati per l'articolo 416-bis o per l'articolo 74; poi ci sono le vittime di violenza e di intimidazione della criminalità organizzata, poi ci sono i minorenni o gli infraventicinquenni che sono anche loro indagati, imputati o, magari, condannati per reati simili a quelli di cui abbiamo parlato. Ma, unitamente a queste persone, ci sono i genitori che scelgono di affrancarsi dal coniuge per accompagnare i propri figli in un percorso di libertà.

Tutto questo, però, è possibile farlo soltanto attraverso le misure di protezione personale, quelle misure di protezione personale che - sono state ricordate - vengono utilizzate, sì, per i collaboratori di giustizia, ma per fortuna, con la legge successiva, anche per i testimoni di giustizia. E prevedono il trasferimento in località protetta, laddove sia necessario, prevedono i documenti di copertura e, nei casi più gravi, prevedono anche la possibilità del cambio di generalità: un altro nome per un'altra vita.

Ecco, a questo noi abbiamo scelto di affiancare delle misure di assistenza sociale ed economica, perché non è detto che si debba giungere alle misure più estreme. Ci sarebbe… forse in alcune occasioni c'è bisogno di altro, c'è bisogno di un supporto sociale, pedagogico e un supporto psicologico; c'è bisogno di ristabilire l'obbligatorietà dell'istruzione; c'è bisogno di lavoro, c'è bisogno di formazione, c'è bisogno del reinserimento. Tutte cose che questa legge va a fare nel concreto, con misure economiche: lo fa con un assegno periodico, lo fa garantendo l'alloggio, lo fa garantendo le spese relative a quell'alloggio, il trasferimento, le spese sanitarie; lo fa garantendo mutui agevolati e anche l'ammissione al patrocinio di Stato. Ovviamente quello a cui tengo di più è sottolineare come abbiamo scelto di fare in modo che l'adozione delle misure sia una scelta unicamente dell'autorità giudiziaria, e quindi una competenza unica del procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minorenni, perché, in casi così, non ci devono essere automatismi e perché, in casi così, ci vuole la garanzia della giustizia.

Abbiamo istituito un comitato tecnico-scientifico, perché le associazioni che più si sono distinte, come “Libera”, possano sedersi e dare il proprio contributo. Abbiamo immaginato una serie di attuazioni delle misure e abbiamo scritto che la segretezza dei procedimenti è di competenza dell'autorità giudiziaria, che, più di tutti, conosce le necessità di chi incontra. Abbiamo ovviamente deciso la durata, la modifica, la sospensione e la revoca, perché così è giusto che sia, e abbiamo dovuto fare delle modifiche al codice di procedura penale, perché tutto questo fosse possibile.

Ma c'è una cosa che è poco raccontata e a cui io tengo particolarmente, ed è l'obbligo di comunicazione circolare tra gli organi inquirenti e procedenti. Perché? Perché è di fatto quello che avevano immaginato con il pool antimafia durante il maxiprocesso. La circolarità delle informazioni fa la differenza sulla velocità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Faremo una relazione annuale, faranno una relazione annuale, ma soprattutto, colleghi, stanziamo, nel primo anno, oltre 10 milioni di euro e, negli anni successivi, fino a 13 milioni di euro per fare tutto questo. Quindi, diciamo ad alta voce a tutti coloro i quali guardano o guarderanno a quello che stiamo facendo: facciamo sul serio, lo Stato vi aiuta davvero (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

Sì, ho detto e sostengo che questa sia la terza via della lotta alla mafia, e vi spiego perché. Noi con i dati del protocollo “Liberi di scegliere” - per cui devo ringraziare chi allora se lo inventò e chi allora lo mise in campo, tra tutti, ovviamente, il giudice Di Bella - abbiamo fatto una stima e la stima, signori, dice che noi, in un anno, possiamo sottrarre alla criminalità organizzata a 400 tra bambini e ragazzi, 400 all'anno. Ecco, questo numero racconta di come noi possiamo togliere potenziale manovalanza alla mafia e rendere quei ragazzi all'abbraccio amorevole dello Stato.

È qui, se mi permettete, che ogni piccolo uomo e ogni piccola donna, per non parlare dei bambini, ma di questo parliamo, usciranno dalla mafia, infligge la sconfitta più profonda alla criminalità organizzata perché è quella culturale; perché è quella che mette in moto quel meccanismo che distrugge l'idea che la mafia sia nelle possibilità di ripetersi all'infinito. Ecco, non è così. Questa pretesa si infrange: non è più di generazione in generazione, non è più di padre in figlio, perché, ogni figlio che sceglie di essere libero, smentisce la presunta invincibilità della criminalità organizzata (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Però, vedete, io ci tengo a dire che questa non è la legge Colosimo, non è la legge «Liberi di scegliere». Questa legge, colleghi, porta il nome di coloro i quali, con lungimiranza e con tante difficoltà, hanno immaginato e provato questo progetto sulla propria pelle, ancora prima e senza le garanzie che oggi gli stiamo dando. Ecco, questo porta, soprattutto, il nome di Vincenzo e di Luce, due nomi di fantasia che, però, hanno storie che non sono di fantasia e che io intendo condividere oggi con quest'Aula e con il Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché credo che parlino più e meglio di me.

Vincenzo è considerato da tutti il più piccolo collaboratore di giustizia, ma purtroppo non è altro che una vittima, una vittima, colleghi, di nove anni. Vincenzo è nato e cresciuto, fino ai suoi nove anni, a San Ferdinando, in Calabria, ed è cresciuto con un padre che gli dice, costantemente - ed è riportato in diverse intercettazioni, tra cui una agghiacciante nella macchina: “tu devi imparare a tagliare a' pulveri”. Questo è l'insegnamento di un boss a suo figlio di nove anni.

Cresce, Vincenzo, in questi nove anni, chiedendo al padre - e, anche questo, purtroppo, è trascritto nelle intercettazioni: “voglio sparare ancora, papà”. Cresce, Vincenzo, conoscendo esattamente l'organigramma della cosca Bellocco. Cresce, Vincenzo, sapendo come si trasporta, nel motore, la droga da un lato all'altro, alle volte, anche fino a Napoli. Cresce, Vincenzo, riconoscendo i modelli delle armi. Cresce, Vincenzo, pensando che la scuola sia un accessorio e che leggere non sia importante.

Purtroppo, queste non sono storie di fantasia, ma sono storie riportate negli atti giudiziari, ma Vincenzo, suo fratello e sua sorella, sono nati ‘ndranghetisti, ma oggi, con questa legge …

PRESIDENTE. Aspetti, aspetti, le ridò la parola per la conclusione. Non ha preso il prolungamento del tempo. Prego, prosegua. Aspetti che si riaccenda il microfono. Spinga, però, il pulsante; ci dia una mano. Ecco.

CHIARA COLOSIMO (FDI). …ma oggi, con questa legge e il coraggio straordinario della madre, cresceranno liberi.

Poi c'è Luce. Vado velocissima, Presidente. Luce si sposa giovane; non sa chi è suo marito; diventa mamma molto presto; conosce l'arretratezza della camorra; non può uscire; non può leggere; non può scegliere cosa mangiare. A un certo punto, si accorge che suo figlio ha un problema banale di apprendimento e suo marito le dice che no, non può farlo curare, perché è una vergogna che abbia questo problema per lui. A quel punto, Luce si ribella e decide di scappare dalla situazione in cui si trova. Luce va in una caserma e chiede aiuto.

Oggi Luce ha portato via i suoi figli e deve scappare di città in città, ma, con questa legge, potrà smettere di scappare, potrà iscrivere i suoi figli a scuola, potrà trovarsi un lavoro e, nel frattempo, però, colleghi, Luce brilla di luce propria, mentre suo marito è al buio del 41-bis (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Ecco, colleghi, e concludo…

PRESIDENTE. Concluda.

CHIARA COLOSIMO (FDI). …alle donne che si ribellano e ai figli di tutti noi, è dedicata questa legge, una legge che riporta l'antimafia al passo coi tempi, che introduce una nuova misura di prevenzione e che promette alla mafia di annientarla (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare).

PRESIDENTE. Sono così esaurite le dichiarazioni di voto finale.

(Coordinamento formale - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, la Presidenza si intende autorizzata al coordinamento formale del testo approvato.

(Così rimane stabilito).

(Votazione finale ed approvazione - A.C. 2696-A​)

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.

Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sulla proposta di legge n. 2696-A​: "Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata («Liberi di scegliere»)".

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera approva all'unanimità (Vedi votazione n. 43) (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier, Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE e Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE-Centro Popolare e di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, Azione-Popolari Europeisti Riformatori-Renew Europe e Italia Viva-Casa Riformista).

Sui lavori dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Avverto che, con lettera in data odierna, il presidente della Commissione giustizia ha rappresentato l'esigenza - sulla quale ha convenuto all'unanimità l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi della Commissione medesima - di posticipare ad altra data l'avvio dell'esame in Assemblea, attualmente previsto per la seduta di venerdì 3 luglio, del disegno di legge n. 2628​ e abbinata, recante delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile.

Conseguentemente, secondo le intese intercorse tra i gruppi, tale provvedimento non sarà iscritto all'ordine del giorno delle sedute del corrente calendario dei lavori.

Calendario dei lavori dell'Assemblea per il mese di luglio 2026. Organizzazione dei tempi di esame degli argomenti iscritti in calendario e conseguente aggiornamento del programma dei lavori.

PRESIDENTE. Comunico che, nell'odierna riunione della Conferenza dei presidenti di Gruppo, è stato convenuto il calendario dei lavori per il mese di luglio 2026, che è pubblicato in calce al resoconto stenografico della seduta odierna e in distribuzione in Aula.

Sono altresì pubblicati in calce al resoconto stenografico della seduta odierna l'organizzazione dei tempi per la discussione degli argomenti iscritti nel calendario, conclusi in sede referente, e delle mozioni presentate, nonché il programma dei lavori conseguentemente aggiornato.

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta.

Ha chiesto di parlare il deputato Ettore Rosato. Ne ha facoltà.

ETTORE ROSATO (AZ-PER-RE). Grazie, Presidente. Volevo richiamare l'attenzione dell'Aula su…

PRESIDENTE. Aspetti, aspetti. Porti pazienza qualche secondo.

Colleghi, stiamo lavorando. Non si fanno foto in Aula.

Le persone che non sono interessate a partecipare a questa parte finale dei lavori d'Aula sono pregate di allontanarsi e di non disturbare i colleghi. Peraltro, ci sono due importanti interventi di fine seduta che, a maggior ragione, richiedono concentrazione e silenzio.

Prego, deputato Rosato.

ETTORE ROSATO (AZ-PER-RE). La ringrazio molto, Presidente. Volevo ricordare che il 2 luglio del 1993, a Mogadiscio, è successa una delle più grandi tragedie che ha coinvolto i nostri militari in una missione di pace, ricordata come il Checkpoint Pasta, dove gli italiani, impegnati in una missione di stabilizzazione e assistenza alla popolazione, sotto l'egida delle Nazioni Unite, erano presenti con i loro militari.

In quell'occasione ci furono tre morti: il sottotenente Andrea Millevoi, il sergente maggiore Stefano Paolicchi e il militare di leva Pasquale Baccaro. Tre medaglie d'oro al valor militare per le loro capacità, il loro sacrificio; persone che sono morte non per imprudenza, ma per senso del dovere fino all'estremo. E con loro ci furono oltre 30 feriti, tra cui voglio ricordare Gianfranco Paglia, anche lui giovane ufficiale, anche lui insignito di medaglia d'oro al valor militare per il gesto di grande coraggio che compì - come gli altri tre colleghi suoi, morti - non perché era in fuga, ma perché corse ad assistere i suoi colleghi e, in quell'occasione, fu gravemente ferito.

Io credo sia importante che in quest'Aula ricordiamo il loro gesto di servizio al nostro Paese, il servizio alla Patria, e che ricordiamo anche il sacrificio che tutti i nostri militari all'estero, tutti i giorni, ancora impegnati nelle missioni, compiono, consapevoli dei rischi che corrono (Applausi).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, la deputata Paola Maria Chiesa. Ne ha facoltà.

PAOLA MARIA CHIESA (FDI). Grazie, Presidente. Domani, 2 luglio, il cuore della Patria sarà in Somalia. Domani, 2 luglio, chineremo tutti i volti nel ricordo.

Sono passati 33 anni, ma l'Italia non ha mai dimenticato chi, nel nome del sacro dovere, nel nome del giuramento prestato, ha sacrificato il bene più prezioso: la vita. Sono passati 33 anni dalla battaglia del checkpoint Pasta ed era doveroso ricordare i nostri caduti in quest'Aula: il sottotenente Andrea Millevoi, il sergente maggiore Stefano Paolicchi e il caporale Pasquale Baccaro.

Presidente, poche settimane fa mi sono recata in quella terra che sa d'Italia. Mi sono recata a Mogadiscio e, appena atterrata, appena arrivata in aeroporto, ho subito depositato, insieme al generale di brigata Elio Manes, una corona d'alloro al monumento dedicato a tutti i caduti in Somalia. E quindi il monumento è dedicato anche a questi tre caduti: uomini coraggiosi, uomini che non hanno esitato a fare il loro dovere, uomini che sono stati e sono un privilegio per la nostra Nazione, uomini che sono esempio.

Ma non posso non ricordare, non posso dimenticare in quest'Aula anche tutti i reduci che sono tornati, sì, 33 anni fa, ma forse non completamente, tutti quei reduci che portano ancora oggi nel fisico, nella mente e nel cuore ferite indelebili, come il tenente colonnello Gianfranco Paglia, medaglia d'oro al valor militare. E domani sarò con lui, al suo fianco, a Siena, in occasione delle celebrazioni ufficiali.

È un dovere non dimenticare, è un dovere tramandare questo ricordo alle nuove generazioni e, Presidente, fino a quando qualcuno risponderà “presente” dopo questi nomi, il loro sacrificio non sarà vano (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La Presidenza si associa a questi due ricordi.

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Venerdì 3 luglio 2026 - Ore 9,30:

1. Svolgimento di interpellanze urgenti.

La seduta termina alle 18,47.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nella votazione n. 5 la deputata Lancellotta ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 13 il deputato Maullu ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 8, 24 e 25 il deputato Zoffili ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 21 la deputata Deborah Bergamini ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 28 la deputata Patriarca ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole;

nella votazione n. 35 il deputato Maschio ha segnalato che ha erroneamente espresso voto favorevole mentre avrebbe voluto esprimere voto contrario;

nella votazione n. 41 la deputata Matera ha segnalato che ha erroneamente espresso voto contrario mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole.

CALENDARIO DEI LAVORI DELL'ASSEMBLEA
(LUGLIO 2026)
N. 41

Predisposto ai sensi dell'articolo 24, comma 2, del Regolamento

(Conferenza dei presidenti di gruppo del 1 luglio 2026)

Martedì 7 luglio (ore 11)

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni

Martedì 7 luglio (ore 12,30)

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2788​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025   

Martedì 7 (ore 16-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24), mercoledì 8 (ore 9,30-13,30 e 16,15-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e giovedì 9 luglio (ore 9,30-13,30 e 15-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24 e nella giornata di venerdì 10 luglio)

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2735​ - Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario (collegato alla manovra di finanza pubblica - approvato dal Senato)   

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2825​ - Disposizioni in materia di giovani servizio civile universale deleghe al Governo per il riordino della materia (collegato alla manovra di finanza pubblica)   

Seguito dell'esame della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 concernente iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane  

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2788​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025   

Mercoledì 8 luglio, alle ore 9,30, sarà iscritta quale primo argomento all'ordine del giorno la dichiarazione di urgenza della proposta di legge n. 2124​ - Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza

Mercoledì 8 luglio, alle ore 13,30, avrà luogo la commemorazione delle vittime del disastro ferroviario di Andria, in occasione del decimo anniversario

Mercoledì 8 luglio (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Venerdì 10 luglio (ore 9,30)

Svolgimento di interpellanze urgenti

Martedì 14 luglio (ore 11)

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni

Martedì 14 (ore 14-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24), mercoledì 15 (ore 9,30-13,30 e 16,15-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e giovedì 16 luglio (ore 9,30-13,30 e 15-20, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24 e nella giornata di venerdì 17 luglio)

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 2822​ e abbinate - Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (previo esame e votazione delle questioni pregiudiziali presentate)      

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 441 - Istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari   

Mercoledì 15 luglio (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Venerdì 17 luglio (ore 9,30)

Svolgimento di interpellanze urgenti

Lunedì 20 luglio (a.m. e p.m.)

Discussione sulle linee generali della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 1 e 2)   

Discussione sulle linee generali della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 3 e 4)   

 Discussione sulle linee generali della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 5 e 6)   

Discussione sulle linee generali della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 7 e 8)   

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2988​ - Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l'efficacia del documento di identità (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026) (Governo)

Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 1254 - Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento   

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2670 - Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (collegato alla manovra di finanza pubblica)   

Martedì 21 luglio (ore 11)

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni

Martedì 21 (ore 14-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24), mercoledì 22 (ore 9,30-13,30 e 16,15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e giovedì 23 luglio (ore 9,30-13,30 e 15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24)

Seguito dell'esame della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 1 e 2)   

Seguito dell'esame della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 3 e 4)   

Seguito dell'esame della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 5 e 6)   

Seguito dell'esame della Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 7 e 8)   

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2988 - Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l'efficacia del documento di identità (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026)   

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi

Seguito dell'esame delle mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea   

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 1254- Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento   

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2670 - Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (collegato alla manovra di finanza pubblica)   

Mercoledì 22 luglio (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Venerdì 24 luglio (ore 9,30)

Svolgimento di interpellanze urgenti

Discussione sulle linee generali del disegno di legge S. 1939 - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026)   

Discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 2360​ e abbinate - Disposizioni in materia di cinema   

Lunedì 27 luglio (a.m.)

Discussione congiunta del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026 (il termine per la presentazione degli ordini del giorno è fissato alle ore 10 di lunedì 27 luglio)

Lunedì 27 (ore 14-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e martedì 28 luglio (ore 14-20)

Seguito dell'esame del disegno di legge S. 1939 - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026)

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 2360​ e abbinate - Disposizioni in materia di cinema   

Martedì 28 luglio (ore 11)

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni

Martedì 28 luglio (al termine delle votazioni, con eventuale prosecuzione notturna dalle 21 alle 24)

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2987- Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026)   

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2961- Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti (approvato dal Senato)    

Mercoledì 29 (ore 9,30-13,30 e 16,15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24) e giovedì 30 luglio (ore 9,30-13,30 e 15-20, con prosecuzione notturna dalle 21 alle 24 ed eventualmente nella giornata di venerdì 31 luglio)

Eventuale seguito dell'esame del disegno di legge S. 1939 - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2987- Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nelle giornate di lunedì 27 e martedì 28 luglio e non conclusi

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2961 - Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti (approvato dal Senato)    

Mercoledì 29 luglio (ore 15)

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata

Nella giornata di giovedì 30 luglio, in un orario da stabilire sulla base dell'andamento dei lavori, avrà luogo il seguito dell'esame del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026

Venerdì 31 luglio (ore 9,30)

Svolgimento di interpellanze urgenti

A partire da lunedì 3 agosto 

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nella settimana precedente e non conclusi

Nel corso del mese di luglio potrà essere calendarizzato l'esame del disegno di legge recante rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e del disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 (ove presentati dal Governo).

Il Presidente si riserva di inserire nel calendario dei lavori l'esame di ulteriori progetti di legge di ratifica deliberati dalle Commissioni e di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.

ORGANIZZAZIONE DEI TEMPI PER L'ESAME DEGLI ARGOMENTI ISCRITTI NEL CALENDARIO

Ddl di ratifica n. 2788

Tempo complessivo: 2 ore.

Relatore 5 minuti
Governo 5 minuti
Richiami al regolamento 5 minuti
Tempi tecnici 5 minuti
Interventi a titolo personale

19 minuti

(con il limite massimo di 2 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 1 ora e 21 minuti
Fratelli d'Italia 12 minuti
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista 15 minuti
Lega - Salvini Premier 8 minuti
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE 8 minuti
MoVimento 5 Stelle 11 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra  6 minuti
Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe 6 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 4 minuti
Italia Viva – Casa riformista 5 minuti
Misto: 6 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 2 minuti
Minoranze Linguistiche 2 minuti
+Europa 2 minuti

Ddl n. 2735 - Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario

Seguito dell'esame: 9 ore e 40 minuti.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 45 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora e 13 minuti

(con il limite massimo di 13 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 6 ore e 52 minuti
Fratelli d'Italia 59 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 1 ora e 6 minuti
Lega – Salvini premier 42 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 40 minuti
MoVimento 5 Stelle 53 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 32 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 32 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE 26 minuti
Italia Viva – Casa riformista 30 minuti
Misto: 32 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 16 minuti
Minoranze Linguistiche 10 minuti
+Europa 6 minuti

Ddl n. 2825 - Disposizioni in materia di giovani e servizio civile universale e deleghe al Governo per il riordino della materia

Seguito dell'esame: 9 ore e 40 minuti.

Relatore 20 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 45 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora e 13 minuti

(con il limite massimo di 13 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 6 ore e 52 minuti
Fratelli d'Italia 59 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 1 ora e 6 minuti
Lega – Salvini premier 42 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 40 minuti
MoVimento 5 Stelle 53 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 32 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 32 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE 26 minuti
Italia Viva – Casa riformista 30 minuti
Misto: 32 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 17 minuti
Minoranze Linguistiche 9 minuti
+Europa 6 minuti

Mozione n. 1-00574 - Iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora

(con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 4 ore e 10 minuti
Fratelli d'Italia 48 minuti
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista 34 minuti
Lega - Salvini Premier 31 minuti
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE 30 minuti
MoVimento 5 Stelle 28 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra  16 minuti
Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe 16 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 16 minuti
Italia Viva - Casa riformista 15 minuti
Misto: 16 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 6 minuti
Minoranze Linguistiche 6 minuti
+Europa 4 minuti

 (*) I tempi indicati sono stati in parte utilizzati nella seduta del 15 giugno 2026. 

Mozione n. 1-00582 e abb. - In materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea

Tempo complessivo, comprese le dichiarazioni di voto: 6 ore (*).

Governo 25 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale

1 ora

(con il limite massimo di 7 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 4 ore e 10 minuti
Fratelli d'Italia 48 minuti
Partito Democratico - Italia Democratica e Progressista 34 minuti
Lega - Salvini Premier 31 minuti
Forza Italia - Berlusconi Presidente - PPE 30 minuti
MoVimento 5 Stelle 28 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra  16 minuti
Azione-Popolari europeisti riformatori-Renew Europe 16 minuti
Noi Moderati (Noi con l'Italia, Coraggio Italia, UDC e Italia al Centro)-MAIE- Centro popolare 16 minuti
Italia Viva - Casa riformista 15 minuti
Misto: 16 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 6 minuti
Minoranze Linguistiche 6 minuti
+Europa 4 minuti

 (*) I tempi indicati sono stati in parte utilizzati nella seduta del 15 giugno 2026.

Pdl n. 2822 e abb. – Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

Seguito dell'esame: 22 ore.

Relatori per la maggioranza

40 minuti

(complessivamente)

Relatore di minoranza 10 minuti
Governo 20 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti
Tempi tecnici 2 ore
Interventi a titolo personale

3 ore e 33 minuti

(con il limite massimo di 20 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 15 ore e 7 minuti
Fratelli d'Italia 3 ore e 31 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 2 ore e 17 minuti
Lega – Salvini premier 1 ore e 58 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 1 ora e 50 minuti
MoVimento 5 Stelle 1 ora e 44 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 45 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 45 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE- Centro popolare 42 minuti
Italia Viva – Casa riformista 41 minuti
Misto: 54 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 29 minuti
Minoranze Linguistiche 14 minuti
+Europa 11 minuti

Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026

Tempo complessivo: 16 ore, di cui:

  • discussione sulle linee generali: 8 ore;
  • seguito dell'esame: 8 ore.
Discussione generale Seguito dell'esame
Deputati Questori 1 ora 30 minuti
Richiami al regolamento 10 minuti 10 minuti
Tempi tecnici 15 minuti
Interventi a titolo personale 1 ora e 16 minuti

1 ora e 20 minuti

(con il limite massimo di 10 minuti per il complesso degli interventi di ciascun deputato)

Gruppi 5 ore e 34 minuti 5 ore e 45 minuti
Fratelli d'Italia 39 minuti 1 ora e 9 minuti
Partito Democratico – Italia democratica e progressista 36 minuti 47 minuti
Lega – Salvini premier 35 minuti 42 minuti
Forza Italia – Berlusconi presidente - PPE 35 minuti 40 minuti
MoVimento 5 Stelle 34 minuti 38 minuti
Alleanza Verdi e Sinistra 31 minuti 22 minuti
Azione – Popolari Europeisti Riformatori – Renew Europe 31 minuti 22 minuti
Noi Moderati (Noi Con L'Italia, Coraggio Italia, Udc e Italia al Centro) - MAIE- Centro popolare 31 minuti 21 minuti
Italia Viva – Casa riformista 31 minuti 21 minuti
Misto: 31 minuti 23 minuti
Futuro Nazionale Vannacci - Free 17 minuti 12 minuti
Minoranze Linguistiche 8 minuti 6 minuti
+Europa 6 minuti 5 minuti

PROGRAMMA DEI LAVORI DELL'ASSEMBLEA
(GIUGNO-AGOSTO 2026)
N. 14-bis

Predisposto ai sensi dell'articolo 23, comma 6, terzo periodo, del Regolamento

(Conferenza dei presidenti di gruppo del 27 maggio 2026) e

aggiornato ai sensi dell'articolo 23, commi 6, primo periodo, e 9 del Regolamento

(Conferenza dei presidenti di gruppo del 1 luglio 2026)
Giugno

Mozione Merola ed altri n. 1-00570 concernente iniziative nell'ambito del settore dei giochi pubblici     (esame concluso)

Disegno di legge n. 2865​ - Proroga di termini per l'esercizio di deleghe legislative di competenza del Ministero dell'interno (approvato dal Senato)  (esame concluso)

Doc. IV-ter, n. 15-A - Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento civile nei confronti di Vittorio Sgarbi (deputato all'epoca dei fatti) (esame concluso)

Doc. IV-ter, n. 19-A - Relazione della Giunta per le autorizzazioni sulla richiesta di deliberazione in materia di insindacabilità, ai sensi dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito di un procedimento penale nei confronti di Vittorio Sgarbi (deputato all'epoca dei fatti) (esame concluso)

Doc. IV-quater, n. 2 - Relazione della Giunta per le autorizzazioni sull'applicabilità dell'articolo 68, primo comma, della Costituzione, nell'ambito del procedimento penale nei confronti di Flavio Tosi (deputato all'epoca dei fatti) (esame concluso)

Seguito dell'esame della mozione Scerra ed altri n. 1-00569 e Comaroli, Lucaselli, Pella, Romano ed altri n. 1-00575 concernenti la revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e gli investimenti europei e nazionali in armamenti  (esame concluso)

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2669​ e abbinata - Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile (previo esame e votazione delle questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate)  (esame concluso)

Disegno di legge n. 2700​ - Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie (collegato alla manovra di finanza pubblica)  (argomento non esaminato)

Disegno di legge n. 2911​ - Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale (da inviare al Senato – scadenza: 29 giugno 2026)  (esame concluso)

Seguito dell'esame della mozione Boschi ed altri n. 1-00572 in materia di riduzione del costo dell'energia e politiche a sostegno della crescita  (esame concluso)

Comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno 2026 (comunicazioni rese)

Disegno di legge n. 2947​ - Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2026, n. 55, recante disposizioni urgenti in materia di rimpatri volontari assistiti (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 23 giugno 2026) (esame concluso)

Mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea   (discussione generale svolta)

Mozione Zanella ed altri n. 1-00574 concernenti iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dell'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane    (discussione generale svolta)

Disegno di legge S. 2962 - Conversione in legge del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 63, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della crisi dei mercati internazionali (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 29 giugno 2026) (esame concluso)

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 2696​ - Misure per la protezione e l'assistenza dei minorenni e degli adulti di riferimento nei contesti di criminalità organizzata (“Liberi di scegliere”)      (esame concluso)

Disegno di legge n. 2735​ - Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario (collegato alla manovra di finanza pubblica - approvato dal Senato)  (discussione generale svolta)

Disegno di legge n. 2920​ - Conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66, recante disposizioni urgenti per il Piano Casa (da inviare al Senato – scadenza: 6 luglio 2026) (esame concluso)

Proposte di legge n. 2822​ e abbinate - Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica        (discussione generale svolta)

Proposta di legge n. 2360​ e abbinate – Disposizioni in materia di cinema  (argomento non esaminato)

Proposta di legge n. 1254​ e abbinata - Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento  (argomento non esaminato)

Disegno di legge n. 2825​ - Delega al Governo in materia di politiche per i giovani e Servizio civile universale (collegato alla manovra di finanza pubblica)  (discussione generale svolta)

Proposta di legge n. 2374​ – Modifiche all'articolo 1 del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, concernenti l'ampliamento dell'ambito di applicazione del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura   (argomento non esaminato)

Comunicazioni del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulla sicurezza sul lavoro, ai sensi dell'articolo 14-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (comunicazioni rese)

Discussione sulle linee generali del disegno di legge n. 2628​ - Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista ed esperto contabile (collegato alla manovra di finanza pubblica)  (argomento non esaminato)

Deliberazione in merito alla proposta di elevazione di un conflitto di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, nonché del Giudice per le indagini preliminari presso il medesimo Tribunale  (esame concluso)

 

 

 

Luglio

Disegno di legge n. 2788​ - Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025   

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2735​ - Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario (collegato alla manovra di finanza pubblica - approvato dal Senato)  

Seguito dell'esame del disegno di legge n. 2825​ - Disposizioni in materia di giovani servizio civile universale deleghe al Governo per il riordino della materia (collegato alla manovra di finanza pubblica)  

Seguito dell'esame della mozione Zanella, Malavasi, Ilaria Fontana ed altri n. 1-00574 concernente iniziative per la prevenzione degli effetti sulla salute derivanti dall'innalzamento delle temperature e per il contrasto al cambiamento climatico, con particolare riferimento alle aree urbane  

Dichiarazione di urgenza della proposta di legge n. 2124​ - Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza   

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 2822​ e abbinate - Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica (previo esame e votazione delle questioni pregiudiziali presentate)     

Seguito dell'esame della proposta di legge n. 441- Istituzione della Giornata nazionale “Enzo Tortora” in memoria delle vittime di errori giudiziari  

Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Liguria per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 1 e 2)  

Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Lombardia per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 3 e 4)  

Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Piemonte per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 5 e 6)  

Relazione della I Commissione (Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo della Repubblica italiana e la Regione Veneto per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie «protezione civile», «professioni» e «previdenza complementare e integrativa» e nelle materie «tutela della salute» e «coordinamento della finanza pubblica» (Doc. CCXLVII, nn. 7 e 8)  

Disegno di legge n. 2988- Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, recante disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l'efficacia del documento di identità (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026)

Proposta di legge n. 1254- Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l'erogazione rateale del medesimo trattamento  

Disegno di legge n. 2670​ - Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo (collegato alla manovra di finanza pubblica)  

Seguito dell'esame delle mozioni Richetti ed altri n. 1-00582 e Della Vedova ed altri n. 1-00585 in materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle istituzioni dell'Unione europea  

Disegno di legge S. 1939 - Conversione in legge del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, recante misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo del 14 maggio 2024 (ove trasmesso dal Senato – scadenza: 11 agosto 2026

Proposta di legge n. 2360​ e abbinate - Disposizioni in materia di cinema  

Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2025 e Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2026

Disegno di legge n. 2987 - Conversione in legge del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per interventi infrastrutturali e per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), nonché ulteriori disposizioni finanziarie urgenti (da inviare al Senato – scadenza: 25 agosto 2026)

Disegno di legge n. 2961 - Disposizioni in materia di detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti (approvato dal Senato)    

Nel corso del mese di luglio potrà essere calendarizzato l'esame del disegno di legge recante rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 e del disegno di legge recante disposizioni per l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 (ove presentati dal Governo)

Agosto

Eventuale seguito dell'esame degli argomenti previsti nel calendario di luglio e non conclusi

Nell'ambito del programma è altresì previsto lo svolgimento di atti di sindacato ispettivo e potranno essere inseriti ulteriori progetti di legge di ratifica deliberati dalle Commissioni e documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale MOZ 1-572 NO CPV 15 DISP 282 279 3 140 80 199 73 Resp.
2 Nominale MOZ 1-572 CPV 15 DISP 285 224 61 113 17 207 72 Resp.
3 Nominale MOZ 1-579 284 280 4 141 14 266 72 Resp.
4 Nominale MOZ 1-589 284 279 5 140 106 173 72 Resp.
5 Nominale MOZ 1-590 282 278 4 140 100 178 72 Resp.
6 Nominale MOZ 1-591 285 278 7 140 112 166 72 Resp.
7 Nominale PDL 2696-A - EM 1.10 281 276 5 139 114 162 70 Resp.
8 Nominale EM 1.3, 1.4 278 273 5 137 113 160 70 Resp.
9 Nominale ARTICOLO 1 283 282 1 142 280 2 70 Appr.
10 Nominale EM 2.1000 RIF 282 282 0 142 278 4 70 Appr.
11 Nominale EM 2.1 RIF 280 280 0 141 279 1 70 Appr.
12 Nominale ARTICOLO 2 280 280 0 141 280 0 70 Appr.
13 Nominale EM 3.1000 282 278 4 140 120 158 70 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale ARTICOLO 3 284 247 37 124 244 3 70 Appr.
15 Nominale EM 4.8 284 279 5 140 116 163 70 Resp.
16 Nominale EM 4.6 275 270 5 136 113 157 70 Resp.
17 Nominale EM 4.9 272 267 5 134 108 159 70 Resp.
18 Nominale EM 4.7 275 270 5 136 109 161 70 Resp.
19 Nominale EM 4.3 275 270 5 136 110 160 70 Resp.
20 Nominale ARTICOLO 4 280 280 0 141 278 2 70 Appr.
21 Nominale EM 5.1000 278 273 5 137 116 157 70 Resp.
22 Nominale ARTICOLO 5 281 281 0 141 281 0 70 Appr.
23 Nominale ARTICOLO 6 278 278 0 140 278 0 70 Appr.
24 Nominale EM 7.1001 273 268 5 135 112 156 70 Resp.
25 Nominale EM 7.1000 273 268 5 135 110 158 70 Resp.
26 Nominale ARTICOLO 7 276 276 0 139 268 8 70 Appr.


INDICE ELENCO N. 3 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 39)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale EM 8.1000 275 270 5 136 113 157 70 Resp.
28 Nominale ARTICOLO 8 275 275 0 138 270 5 70 Appr.
29 Nominale EM 9.2 274 270 4 136 112 158 70 Resp.
30 Nominale ARTICOLO 9 274 272 2 137 268 4 70 Appr.
31 Nominale EM 10.2 275 271 4 136 114 157 70 Resp.
32 Nominale ARTICOLO 10 274 274 0 138 273 1 70 Appr.
33 Nominale ARTICOLO 11 275 275 0 138 275 0 70 Appr.
34 Nominale ARTICOLO 12 274 274 0 138 274 0 70 Appr.
35 Nominale ART AGG 12.01 274 270 4 136 116 154 70 Resp.
36 Nominale ART AGG 12.02 275 270 5 136 112 158 70 Resp.
37 Nominale ARTICOLO 13 274 274 0 138 274 0 70 Appr.
38 Nominale EM 14.1 275 271 4 136 112 159 70 Resp.
39 Nominale EM 14.300 275 275 0 138 274 1 70 Appr.


INDICE ELENCO N. 4 DI 4 (VOTAZIONI DAL N. 40 AL N. 43)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
40 Nominale EM 14.1000 271 267 4 134 111 156 70 Resp.
41 Nominale EM 14.301 270 270 0 136 267 3 70 Appr.
42 Nominale ARTICOLO 14 269 268 1 135 266 2 70 Appr.
43 Nominale PDL 2696-A - VOTO FINALE 209 209 0 105 209 0 78 Appr.