TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 559 di Martedì 4 novembre 2025

 
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INTERROGAZIONE

A)

   D'ORSO, MORFINO e PERANTONI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   la situazione degli istituti penitenziari della Regione Siciliana desta crescente preoccupazione sotto il profilo della sicurezza, della tutela del personale di polizia penitenziaria e della tenuta complessiva del sistema carcerario;

   secondo recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa da Gioacchino Veneziano, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria Sicilia, la regione presenta un evidente squilibrio nella dotazione organica del personale di polizia penitenziaria rispetto ad altre regioni italiane con analoghe o inferiori necessità;

   in particolare, pur avendo più detenuti (6.438) e più istituti penitenziari (23) rispetto, ad esempio, alla Lombardia (che conta 6.148 detenuti distribuiti in 18 istituti), la Sicilia risulta sottodimensionata per quanto riguarda la presenza di ispettori, sovrintendenti e agenti di polizia penitenziaria;

   i dati riportati evidenziano che in Lombardia vi sono 404 ispettori, 588 sovrintendenti e 3.548 agenti, mentre in Sicilia le previsioni sono di sole 310 unità per gli ispettori (-94), 395 per i sovrintendenti (-193) e 3.522 per gli agenti (-26), a fronte di una popolazione carceraria superiore e più diffusa sul territorio;

   il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) avrebbe previsto un'integrazione di 306 unità in Sicilia, ma secondo le stime sindacali quasi 200 agenti andranno in pensione entro breve termine e altri 70 sono attualmente impiegati in servizi esterni come le scorte e i nuclei investigativi, rendendo di fatto l'integrazione inefficace;

   questa cronica carenza di organico comporta un grave sovraccarico di lavoro, espone gli agenti a condizioni lavorative insostenibili, riduce l'efficacia delle attività trattamentali e riabilitative e aggrava il rischio di eventi critici all'interno delle carceri siciliane –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza della grave carenza di organico della polizia penitenziaria negli istituti penitenziari della Regione Siciliana e quali iniziative urgenti intenda adottare per colmare tale squilibrio rispetto ad altre regioni;

   quali misure intenda mettere in campo per garantire condizioni di lavoro dignitose e sostenibili per il personale di polizia penitenziaria in Sicilia, partendo da una non più procrastinabile revisione in aumento delle piante organiche, anche alla luce dei prossimi pensionamenti e delle unità già impiegate in servizi esterni.
(3-02291)

(3 novembre 2025)

(ex 5-04364 del 9 settembre 2025)

MOZIONE CONCERNENTE INIZIATIVE DI COMPETENZA VOLTE A RISTABILIRE CONDIZIONI DI EQUILIBRIO TARIFFARIO NEL MERCATO DELLE ASSICURAZIONI PER LA RESPONSABILITÀ CIVILE AUTO, NONCHÉ A GARANTIRE LA TRASPARENZA DEI PREZZI E DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI

   La Camera,

   premesso che:

    1) il mercato delle assicurazioni Rc auto, dalla sua obbligatorietà, istituita con la legge n. 990 del 1969, è stato, e continua ad essere, uno dei temi sul quale si sono sviluppati interessi, criticità, e provvedimenti di riforma orientati a equità e sostenibilità;

    2) dal passaggio da un mercato rigido, dove i premi della polizza Rc auto erano fissati dal Cipe (Comitato interministeriale programmazione economica), ad un regime di libera concorrenza nel quale le tariffe vengono stabilite in autonomia dalle imprese che operano sul territorio nazionale, si osserva un costante e vertiginoso aumento delle tariffe che ha finito col penalizzare, principalmente, gli assicurati più giovani e i residenti delle aree di maggiore sinistralità;

    3) secondo i dati pubblicati dall'Ivass nel 2023 e 2024 gli incrementi sono stati rispettivamente del 6,1 per cento e del 5 per cento. Gli aumenti, come si evince dal rapporto dell'Ivass, sono stati eterogenei in funzione delle caratteristiche degli assicurati come età, provincia di residenza, classe di bonus-malus, oltre che i dati sui veicoli;

    4) allo stato, il sistema bonus-malus – secondo cui dovrebbe essere premiato, con l'applicazione di tariffe più contenute, chi non commette sinistri stradali con una responsabilità superiore al 50 per cento, e penalizzato, con progressivi rincari, chi, invece, li provoca – si è rivelato inidoneo nel differenziare in maniera efficace gli utenti virtuosi da quelli che provocano sinistri;

    5) tale inefficacia deriva dalla compresenza di ulteriori elementi di rischio, diversi ed autonomi rispetto alla classe di merito individuale, che incidono in maniera significativa sulla definizione delle politiche tariffarie, tra i quali assumono particolare rilievo la provincia di residenza, ulteriormente frazionata per singoli codici di avviamento postale, e la cosiddetta Rca familiare;

    6) in base al parametro della residenza del proprietario del veicolo, gli automobilisti con la medesima condotta di guida sono soggetti a premi assicurativi diversi in ragione del potenziale di rischiosità del territorio di residenza. Questa argomentazione è tesa a giustificare premi più elevati nelle province con maggiore sinistralità. Tuttavia, coloro che pur nel contesto di maggiore rischio risultano indenni da sinistri, evidentemente attuano una condotta di guida particolarmente attenta e rispettosa delle regole. Chi da oltre 10 anni guida in una città del meridione, come Napoli, e nel tempo non ha provocato alcun sinistro, non dovrebbe essere sottoposto al parametro di rischio legato alla propria residenza;

    7) i dati pubblicati dall'Ivass nel novembre del 2024 confermano le profonde differenze su base provinciale, con Napoli che detiene il premio medio più alto, pari a 600 euro, ed Enna che vanta quello più basso a 293 euro. L'aumento è maggiore per il Centro Italia (+15,5 per cento) seguito dal Nord (+14 per cento). Mentre la variazione è minore al Sud (+11 per cento), dove i premi erano, però, già in partenza più elevati. Secondo gli ultimi dati di novembre 2024 ci sono diverse province con una spesa per il premio Rc auto superiore a 500 euro (Firenze e Massa Carrara 507 euro, Pistoia 518 euro, Caserta 537 euro, Prato 586 euro), mentre a Milano si spendono in media 404 euro e a Roma 487 euro;

    8) anche nel secondo trimestre del 2025 secondo i dati pubblicati nell'ultimo report di Ivass, si assiste ad un aumento del prezzo medio nazionale e delle disparità territoriali. Il prezzo medio della garanzia Rc auto è, infatti, pari a 415 euro, in aumento su base annua del 3,7 per cento in termini nominali. In termini reali, tenendo conto dell'inflazione, l'aumento è del +2,0 per cento. Le variazioni annue del premio medio nelle singole province si collocano tra il +1,4 per cento e il +5,6 per cento, con gli aumenti più consistenti ad Aosta (+5,6 per cento), Roma (+5,6 per cento) e Viterbo (+5,5 per cento). Oltre un terzo delle province presenta un incremento del premio medio superiore al dato nazionale. Permane il divario territoriale: a Napoli si pagano in media 264 euro in più rispetto ad Aosta;

    9) quanto esposto mette in luce la significativa anomalia derivante dalla disparità di trattamento economico tra assicurati che presentano un analogo livello di virtuosità nella condotta di guida, disparità resa ancor più evidente dal fatto che nella provincia di Napoli il premio medio Rca nel IV trimestre 2024 è risultato pari a 576 euro per la prima classe di merito – la più virtuosa – risultando superiore al premio medio Rca, registrato nella provincia di Milano per coloro che si collocano su classi di merito ben più elevate. Ivass rileva che gli automobilisti milanesi che si collocano tra la 4a e la 10a classe di merito hanno pagato nel IV trimestre 2024 un premio di 543,60 euro. Mentre il premio medio risulta inferiore i conducenti più virtuosi collocati nella classe di merito 1a, hanno pagato un premio medio di 355,90 euro;

    10) ma il premio medio, preso nella sua interezza delle componenti non è sufficiente a illustrare la disparità tra le diverse province del Paese. Sempre prendendo ad esempio le province di Milano e Napoli, si osserva che nella provincia di Napoli ben il 46,6 per cento delle assicurazioni delle autovetture ha aderito all'installazione sul veicolo della scatola nera rivelatrice dell'uso del veicolo. Nella provincia di Milano nello stesso periodo, al IV trimestre 2024, ad aver provveduto a stipulare un contratto con scatola nera è risultato solo il 14,2 per cento. Pertanto, all'automobilista di Napoli che ha goduto dello sconto previsto dal Codice delle assicurazioni per aver aderito all'installazione della scatola nera (46,6 per cento), con medesimo livello di virtuosità dell'omologo milanese (in classe di merito 1), il premio risulta mediamente superiore di oltre il 60 per cento;

    11) le compagnie assicuratrici, al fine di giustificare le politiche tariffarie divergenti, fanno ricorso al parametro definito «unità di rischio» ovvero un indicatore percentuale che rapporta il numero di sinistri dichiarati alle compagnie assicurative con il numero di veicoli assicurati e fornisce indicazioni sulla frequenza dei sinistri. Ma questo dato non è sufficiente a giustificare la differenza dei premi tra le diverse province. Ad esempio: Nel 2023 Il loss ratio, che è l'indicatore principale di economicità della gestione tecnica dell'assicurazione, rappresentato dal rapporto tra i sinistri avvenuti e i premi incassati nello stesso esercizio, esprimeva i seguenti valori: provincia di Milano 84,90 per cento e provincia di Napoli 69,70 per cento (loss ratio al lordo della stima per sinistri tardivi – anno 2023). Un rapporto redatto dalla Commissione di studio Rca del Sindacato nazionale agenti (Sna) fornisce dati interessanti in riferimento al rapporto fra sinistri-premi, da cui emergono evidenti divari economici fra le province non sempre allineati al concreto fabbisogno delle compagnie. A titolo esemplificativo, nella provincia di Belluno le assicurazioni nel corso del 2023 sono aumentate mediamente dell'8,6 per cento, a fronte del valore loss ratio parti al 63,4 per cento dunque, con buon margine di profitto (15,3 per cento), in favore delle compagnie assicuratrici, considerando, tra l'altro, i costi di gestione registrati a livello nazionale del 21,3 per cento;

    12) a livello nazionale, gli ultimi dati certificati, attinenti all'anno 2024, affermano che la frequenza media è stata pari a 5 sinistri ogni 100 veicoli assicurati ed equivale statisticamente ad 1 sinistro ogni 20 anni per assicurato. Tale dato trova conferma nella rilevazione statistica: alla migliore classe di bonus, la prima classe, appartiene l'87 per cento degli assicurati;

    13) altro elemento che altera ulteriormente l'attuale sistema bonus/malus è costituto dalla cosiddetta Rca familiare (articolo 134 comma 4-bis del Codice delle assicurazioni) che consente, anche ad un nuovo assicurato, di entrare direttamente nella migliore classe di merito maturata da un familiare o convivente. Ne consegue che, nelle classi caratterizzate da tariffe tendenzialmente più basse, confluiscono non soltanto i soggetti maggiormente virtuosi, ma anche i nuovi assicurati, con l'effetto di destabilizzare il mercato e di indurre le compagnie ad adottare politiche tariffarie al rialzo, meno premiali rispetto alle diverse classi di merito. Lo strumento legislativo introdotto a suo tempo è stato adottato per fronteggiare le tariffe assicurative della classe d'ingresso (bonus/malus classe 14) ma non ha prodotto i risultati sperati. Infatti, coloro che non hanno la possibilità di assumere la classe di merito «familiare» si trovano di fronte a premi assicurativi esageratamente elevati, fino anche a oltre 10 mila euro per assicurare un'autovettura. Una ricerca del Sindacato nazionale agenti (Sna) sui premi assicurativi delle imprese italiane su diversi profili di rischio nelle principali città italiane ovvero Milano, Roma e Napoli ha svelato dati preoccupanti sulle richieste economiche delle compagnie assicuratrici. La media dei premi assicurativi delle prime 10 compagnie di assicurazione per assicurare una Fiat grande Punto 1.2 di una casalinga trentacinquenne è pari a 1.864 euro se residente a Milano, 2.450 se residente a Roma, 3.136 se residente a Napoli. Un freno all'eccessiva tariffazione dei rischi in confronto con i premi puri è assolutamente necessario, anche al fine di evitare ogni potenziale tentativo di elusione all'obbligo a contrarre che emerge nella casistica dei premi massimi richiesti da alcune compagnie assicuratrici;

    14) negli ultimi trent'anni, nessun intervento legislativo è riuscito a riequilibrare in modo efficace il rapporto contrattuale tra imprese assicuratrici e utenti. Questi ultimi, infatti, sono obbligati per legge – in virtù della finalità pubblicistica di garantire la risarcibilità in caso di incidente stradale – a sottoscrivere una polizza assicurativa per poter circolare con un veicolo a motore. Tuttavia, le tariffe applicate dalle compagnie risultano, spesso, incoerenti rispetto al premio puro e all'unità di rischio nonché in contrasto con l'interesse sociale che dovrebbe caratterizzare l'assicurazione obbligatoria;

    15) i premi medi, a prescindere dalla diversificazione tra le varie aree del Paese, risultano, comunque, superiori rispetto alla media dell'Unione europea. Ciò può essere determinato dal diverso valore dei risarcimenti. L'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) già nel 2014 proponeva la riduzione delle tariffe attraverso la riduzione del valore dei sinistri esaminati dalle imprese, in quanto queste ultime pagano il doppio rispetto alla Francia. La stessa Ania evidenziava, come, anche la forte presenza di frodi nonché l'evasione assicurativa contribuivano ad innalzare le tariffe. Nel merito delle truffe, l'elevata adesione all'installazione della scatola nera nelle autovetture degli automobilisti della provincia di Napoli (46,6 per cento dei contratti) mette in evidenza un dato inconfutabile;

    16) altra problematica riguarda l'evasione assicurativa, che rappresenta una piaga sociale e determina, oltre al «danno» allo Stato derivante dai mancati introiti per gli oneri fiscali, che si stimano pari a 1,2 miliardi di euro, e parafiscali, un aumento degli oneri a carico del «fondo vittime della strada» che grava su tutti gli assicurati nella misura del 2,50 per cento del costo della polizza. Secondo le stime riportate da Ania, l'evasione dell'Rc auto in Italia riguarda oltre il 6,1 per cento dei veicoli del totale circolante (in aumento del 12,8 per cento rispetto al 2022), e in alcune regioni tale percentuale assume livelli di vero allarme sociale. Nella provincia di Napoli, ad esempio, addirittura il 14,1 per cento del parco circolante risulterebbe sprovvisto di copertura assicurativa;

    17) un ulteriore fattore di alterazione del mercato è rappresentato dalla circolazione stabile, sul territorio nazionale, di veicoli con targa estera guidati da soggetti residenti in Italia, con conseguenti criticità non solo per chi subisce un sinistro, ma anche per lo Stato, che in tal modo non incassa le relative imposte;

    18) è necessario intervenire su questo segmento di mercato per garantire tariffe più eque, in conformità alla funzione sociale dell'obbligo assicurativo, e rivedere l'attuale sistema bonus/malus che, di fatto, finisce per trasferire i costi dei sinistri proprio sugli assicurati più virtuosi. È altresì cogente promuovere una efficace e continua azione volta a perseguire le frodi e gli evasori che contribuiscono ad innalzare le tariffe,

impegna il Governo:

1) ad adottare iniziative normative di competenza necessarie a ristabilire condizioni di equilibrio tariffario nel mercato delle assicurazioni, in conformità al principio sociale dell'obbligo assicurativo, nonché volte a stabilire l'obbligo, in capo alle imprese assicuratrici, di riconoscere al momento della stipula o del rinnovo del contratto l'applicazione del premio medio nazionale rilevato da ciascuna impresa per la corrispondente classe universale di merito, a beneficio di tutti gli assicurati che, negli ultimi dieci anni, non abbiano denunciato sinistri stradali con responsabilità superiore al 50 per cento;

2) ad adottare iniziative di competenza, anche normative, volte a favorire un'azione continua ed efficace finalizzata a perseguire le frodi e l'evasione assicurativa mediante il confronto sistematico delle banche dati a disposizione dell'Ivass, del Pra e della motorizzazione civile e la promozione dell'utilizzo di dispositivi elettronici che consentono di rilevare le infrazioni da remoto;

3) ad esercitare, al fine di impedire la pratica della esterovestizione dei veicoli, la delega prevista dall'articolo 35, comma 3, lettera dd) della legge delega n. 177 del 2024, per la determinazione del termine temporale minimo di permanenza nel territorio italiano dei veicoli immatricolati all'estero decorso il quale il proprietario del veicolo deve provvedere a stipulare un contratto di assicurazione adeguato in conformità all'ordinamento nazionale;

4) ad adottare iniziative normative di competenza dirette alla integrazione dell'articolo 131 del decreto legislativo n. 209 del 2005 sulla trasparenza dei premi e delle condizioni di contratto, prevedendo che le imprese di assicurazione siano impegnate a mettere a disposizione del pubblico, nei propri siti internet e negli altri canali comunicativi, tutti gli elementi di tariffazione e rispettivi coefficienti per la formazione e il calcolo pubblico del premio di tariffa, nonché esplicitino nelle tariffe e nel contratto i coefficienti di premio attribuiti ad ogni classe di merito universale bonus/malus, al fine di assicurare la trasparente applicazione dell'evoluzione del premio in ragione della classe di merito universale maturata.
(1-00512) (Nuova formulazione) «Borrelli, Alifano, Mari, Zanella, Bonelli, Fratoianni, Dori, Ghirra, Grimaldi, Piccolotti, Zaratti, Raffa, Gubitosa».

(20 ottobre 2025)