TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 546 di Venerdì 10 ottobre 2025

 
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INTERPELLANZA URGENTE

A)

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

   come riportato da un articolo de Il Fatto Quotidiano, con delibera del direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma l'edificio 28 dello stesso Policlinico è stato concesso per quasi 12 anni a un raggruppamento di imprese private guidato da Althea Italia S.p.A./Beoncare S.r.l., unico partecipante alla gara pubblica;

   il gruppo investirà circa 12 milioni di euro per ristrutturare l'edificio – attualmente inutilizzato – e attivare una struttura polispecialistica dotata di apparecchiature diagnostiche (risonanze magnetiche, mammografi, ecografi), 18 ambulatori, sale per piccoli interventi e servizi di telemedicina;

   il canone di concessione è pari a circa 17,4 milioni di euro, ma tutta la gestione della struttura sarà in mano al privato, che incasserà la quota prevalente dei ricavi: il 51,12 per cento per le risonanze, il 36,52 per cento per ecografie e mammografie, il 21,91 per cento per piccoli interventi e il 13,14 per cento per visite specialistiche e telemedicina;

   le attività saranno svolte esclusivamente in regime di libera professione intramoenia, ossia da medici pubblici operanti fuori dall'orario di lavoro istituzionale, con prestazioni a pagamento;

   al termine della concessione, le apparecchiature – il cui valore è stimato in 4,5 milioni di euro – entreranno nel patrimonio pubblico, ma verosimilmente saranno ormai obsolete;

   il progetto si inserisce in un contesto in cui le stesse prestazioni, se richieste tramite il Servizio sanitario nazionale, prevedono liste d'attesa di mesi o anni, per mancanza di risorse, macchinari e personale;

   tale operazione si rivela particolarmente preoccupante dal momento che si inserisce in un quadro in cui i tempi di attesa sulla piattaforma nazionale delle liste di attesa sono stati calcolati tenendo conto della sommatoria delle prestazioni erogate in regime istituzionale e di quelle erogate in regime libero professionale intramoenia, con conseguente distorsione dei dati riportati che li rendono non solo inservibili ma assolutamente lontani dalla realtà vissuta dai pazienti;

   permettere un sistema in cui le strutture pubbliche sono via via svuotate delle loro funzioni originarie e aperte alla gestione privata, mentre i cittadini restano intrappolati in liste d'attesa incompatibili con il diritto alla salute, consolida un modello di privatizzazione progressiva e strutturale della sanità pubblica, che rischia di compromettere l'universalità e l'equità del Servizio sanitario nazionale;

   la privatizzazione della sanità come concepita da questo Governo sta seguendo un percorso sui generis, che il caso del Policlinico Umberto I rende in maniera abbastanza chiara ed emblematica, e che, a parere degli interpellanti, non si identifica con un mero rafforzamento del privato e basta, ma passa attraverso la redistribuzione della gestione politica della sanità, cedendo sempre più ai privati il ruolo di amministratori pubblici del Servizio sanitario nazionale. I fondi e i beni pubblici vanno ai privati: questo percorso è naturalmente più pervasivo perché in sostanza, secondo gli interpellanti, distrugge progressivamente la funzione tipica dello Stato: non si delega semplicemente al privato ma si chiama il privato ad agire al posto del pubblico, come sistema per migliorare efficienza e qualità e riqualificare uno Stato in affanno; in questa logica rientra a pieno titolo il cosiddetto partenariato tra pubblico e privato, la gestione di beni e servizi pubblici (e delle liste di attesa) da parte di soggetti privati con ruoli via via sempre più confusi;

   i fatti citati in premessa, unitamente ai diversi interventi finalizzati a finanziare in maniera esponenziale la sanità privata quale strategia risolutiva delle problematiche del Servizio sanitario nazionale pubblico, vanno nella direzione, più volte denunciata, di rafforzare la sanità privata a danno del Servizio sanitario nazionale pubblico e universalistico –:

   se il Ministro interpellato sia a conoscenza di quanto riportato, se abbia avviato le verifiche di competenza e se ritenga, in raccordo con la regione Lazio, che ci siano gli elementi per percorrere strade alternative;

   se ritenga compatibile con i princìpi del Servizio sanitario nazionale un modello in cui strutture pubbliche siano date in gestione a gruppi privati per finalità di profitto;

   se il Ministro interpellato intenda attivare un monitoraggio nazionale sulle concessioni di beni pubblici ospedalieri a soggetti privati, per evitare che la sanità pubblica venga progressivamente esautorata delle sue funzioni fondamentali;

   quali iniziative intenda assumere al fine di contenere questa contrazione del Servizio sanitario nazionale pubblico a vantaggio della sanità privata.
(2-00688) «Marianna Ricciardi, Quartini, Sportiello, Di Lauro, Alfonso Colucci, Francesco Silvestri, Auriemma, Baldino, Penza, Carmina, Donno, Dell'Olio, Torto, Ascari, Cafiero De Raho, D'Orso, Giuliano, Fede, Iaria, Traversi, Cherchi».

(7 ottobre 2025)