Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento Giustizia
Titolo: Documento programmatico di finanza pubblica 2026 - Profili di competenza della Commissione Giustizia
Serie: Documentazione di Finanza Pubblica   Numero: 20/II/0
Data: 07/10/2026
Organi della Camera: II Giustizia


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Documento programmatico di finanza pubblica 2026 - Profili di competenza della Commissione Giustizia

7 ottobre 2026


Indice

Introduzione|Profili di interesse per la Commissione giustizia|


Introduzione

A seguito dell'entrata in vigore nel 2024 della riforma della governance economica europea, la programmazione della politica di bilancio e delle politiche economiche è stata definita nell'ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine (PSBMT), approvato con la Raccomandazione del Consiglio del 21 gennaio 2025 che ha approvato altresì il relativo percorso di aggiustamento di bilancio. Il Piano stabilisce il quadro di riferimento programmatico della finanza pubblica, individua il livello massimo del tasso di crescita della spesa netta in un orizzonte pluriennale e definisce una serie di riforme e di investimenti, da conseguire secondo una tempistica predefinita.

Nelle more della revisione della disciplina nazionale in materia di contabilità e finanza pubblica, sono stati approvati degli atti di indirizzo parlamentare volti a impegnare il Governo a trasmettere il Documento programmatico di finanza pubblica 2026, in luogo della Nota di Aggiornamento del DEF (NADEF), specificandone i contenuti. Il 2 ottobre 2026 il Governo ha trasmesso alle Camere il Documento programmatico di finanza pubblica 2026, in attuazione degli impegni previsti dalla risoluzione n. 7-00043 approvata all'unanimità dalla 5ª Commissione (Programmazione economica, bilancio) del Senato della Repubblica il 30 settembre 2026 e dalla risoluzione n. 7-00414 approvata all'unanimità dalla V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) della Camera dei deputati il 1° ottobre 2026. Il DPFP 2026 reca dati sulla congiuntura economica internazionale, sulle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica, sul quadro macroeconomico programmatico e sul piano di riforme e investimenti, in vista della presentazione del Documento programmatico di bilancio (DPB) 2027, che sarà inviato alla Commissione europea entro il 15 ottobre, e della trasmissione al Parlamento del disegno di legge di bilancio per il 2027.

Per lo svolgimento dell'esame parlamentare del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, si applicheranno le procedure attualmente previste per l'esame del DEF, in attuazione dell'articolo 118-bis del Regolamento della Camera dei deputati e dell'articolo 125-bis del Regolamento del Senato della Repubblica. Il Documento è stato assegnato alle Commissioni Bilancio dei due rami del Parlamento in sede referente, nonché a tutte le altre Commissioni permanenti e alla Commissione parlamentare per le questioni regionali in sede consultiva. Le due Commissioni Bilancio possono quindi procedere, anche congiuntamente, all'acquisizione dei necessari elementi conoscitivi sui contenuti del Documento nell'ambito di un programma di audizioni. A seguito dell'espressione dei pareri delle altre Commissioni, le Commissioni Bilancio procedono all'approvazione della relazione da presentare all'Assemblea. In tale fase è possibile anche la presentazione di eventuali relazioni di minoranza. La deliberazione sul Documento da parte delle Assemblee dei due rami del Parlamento ha luogo con l'approvazione di risoluzioni.

Contestualmente alla presentazione del DPFP 2026, il Governo ha trasmesso alle Camere la Relazione ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, per chiedere l'autorizzazione parlamentare allo scostamento dagli obiettivi programmatici di spesa a seguito della richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia nazionale (National Escape Clause) per le maggiori spese per la difesa e per la sicurezza energetica, presentata alla Commissione europea il 10 settembre 2026. Sotto il profilo procedurale, si evidenzia che la Commissione europea dovrebbe formulare una proposta di raccomandazione al Consiglio per l'attivazione della clausola e che le Camere dovranno esprimersi sulla citata richiesta.

Si ricorda, a riguardo, che il 5 agosto 2026 le Camere hanno approvato identiche risoluzioni n. 6-00287 (Camera dei deputati) e n. 6-00233 (Senato della Repubblica) con cui il Governo è stato autorizzato ad avviare la procedura di attivazione della clausola per entrambe le finalità, fissando un limite cumulato, nel periodo di riferimento, pari allo 0,6 per cento del PIL per le misure di sostegno connesse all'energia e allo 0,9 per cento del PIL per quelle in materia di difesa.

La congiuntura economica globale

La presentazione del Documento programmatico di finanza pubblica 2026 si colloca in una fase in cui l'economia globale ha mostrato resilienza nella prima metà del 2026, nonostante l'elevata incertezza riconducibile ai fronti delle crisi geopolitiche in atto e alle frequenti tensioni commerciali. La crescita è stata sostenuta dalla domanda interna delle principali economie avanzate, dagli investimenti nell'intelligenza artificiale e dall'anticipazione degli acquisti di beni e prodotti energetici esposti al possibile calo dell'offerta, anche in relazione al forte aumento dei prezzi delle materie prime e delle fonti energetiche.

I principali fattori di rischio restano connessi al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alle incognite che riguardano la navigabilità attraverso lo stretto di Hormuz. L'evoluzione, ancora incerta, della crisi in quel quadrante geopolitico si è ulteriormente complicata dopo l'avvio delle azioni militari che hanno riguardato lo Yemen, in prossimità dello stretto di Bab el-Mandeb. Tale incertezza ha avuto degli effetti anche in termini di rialzo dei prezzi energetici. Sul mercato del gas, nel terzo trimestre dell'anno, si è registrata una quotazione media pari a 63 euro per MWh sull'indice Title Transfer Facility (TTF) olandese, corrispondente al 48 per cento in più rispetto alla media del primo semestre. Al contempo, il prezzo medio del Brent è salito a 91 dollari al barile, registrando un incremento pari al 3,5 per cento.

Sul fronte delle politiche commerciali, a seguito della pronuncia della Corte Suprema degli Stati Uniti d'America, che ha dichiarato illegittimi i dazi reciproci introdotti dal Governo statunitense il 2 aprile 2025, dall'inizio del 2026 sono in vigore dei dazi settoriali, tra cui aliquote fino al 50 per cento sui prodotti in acciaio, alluminio e rame. Nel primo semestre del 2026 gli scambi internazionali hanno registrato dei segni di miglioramento in alcuni ambiti dell'economia globale, pur persistendo le pressioni sulle catene del valore. Secondo le rilevazioni di UN-Comtrade, nel 2025 le esportazioni mondiali in dollari sono aumentate del 7,0 per cento, per quasi il 68 per cento grazie ai settori dell'elettronica e della metallurgia, e nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni dei principali Paesi esportatori sono cresciute del 15,0 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025.

Secondo le più recenti stime dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la crescita del PIL mondiale dovrebbe attestarsi al 2,9 per cento nel 2026 e al 3,0 per cento nel 2027; il Fondo monetario internazionale (FMI) stima una crescita globale del 3,0 per cento nel 2026 e del 3,4 per cento nel 2027. Rispetto al dato per il 2025 si registrerebbe quindi un rallentamento della crescita mondiale, mentre per il 2027 è previsto un miglioramento. Nell'area dell'euro, si prevede una crescita del PIL dell'1,0 per cento sia nel 2026 sia nel 2027, secondo l'OCSE. L'FMI prevede invece una crescita per l'eurozona pari allo 0,9% nel 2026 e dell'1,2% nel 2027. Entrambe le previsioni tengono conto sia dei fattori che potrebbero pesare sulla crescita economica, come la volatilità dei prezzi energetici e i tassi d'interesse elevati, sia delle aspettative collegate all'impatto degli investimenti nella difesa. I rischi per le prospettive di crescita restano orientati al ribasso e sono riconducibili in larga misura al perdurare delle tensioni geopolitiche: un aggravamento dei conflitti potrebbe tradursi in nuove interruzioni delle catene di approvvigionamento e delle rotte commerciali, accentuando la volatilità dei prezzi delle materie prime, con possibili ripercussioni sulle condizioni finanziarie.

Il quadro macroeconomico nazionale

Il Documento programmatico di finanza pubblica presenta due scenari di previsioni macroeconomiche, uno tendenziale e l'altro programmatico.

Il quadro macroeconomico tendenziale è stato validato dall'Ufficio parlamentare di bilancio con nota del 29 settembre 2026. Relativamente ai recenti andamenti dell'economia nazionale, il DPFP evidenzia come nella prima metà del 2026 l'economia italiana abbia mostrato una tenuta superiore alle attese, sostenuta dalla domanda interna, dal buon andamento del mercato del lavoro, con il numero di occupati al massimo storico di 24,4 milioni nel secondo trimestre, e dal recupero del credito bancario, con particolare riguardo al settore dei prestiti alle imprese. Conseguentemente all'aggiornamento dei Conti economici nazionali pubblicato dall'ISTAT lo scorso 22 settembre, è stata rivista a rialzo la crescita del PIL reale, sia per il 2024, pari all'1,1 per cento, sia per il 2025, pari allo 0,6 per cento. La crescita del PIL reale per il 2026 è al momento stimata allo 0,8 per cento in termini corretti per i giorni lavorati, attestandosi a due decimi di punto in più rispetto alla previsione del Documento di finanza pubblica del 2026. Nello scenario tendenziale, la previsione di crescita del PIL reale per il 2026 dovrebbe raggiungere l'1,0 per cento (0,9 per cento sulla media dei dati trimestrali corretti per i giorni lavorati), in rialzo rispetto alle precedenti previsioni ufficiali. La crescita dell'economia nazionale dipende prevalentemente: dall'andamento della domanda interna al netto delle scorte, pari a +1,4 punti percentuali; dai consumi delle famiglie in aumento dell'1,2 per cento e dagli investimenti in crescita del 2,8 per cento. Si rifletterebbe negativamente invece sulla crescita economica la domanda estera netta, in quanto la crescita delle importazioni (+3,9 per cento) è risultata superiore alla crescita delle esportazioni (+3,2 per cento). In tale contesto, il tasso di disoccupazione nel 2026 dovrebbe raggiungere il 5,7 per cento, riducendosi rispetto al 6,1 per cento del 2025, mentre l'inflazione, misurata dal deflatore dei consumi, salirebbe al 3,0 per cento. Per il triennio successivo, il quadro tendenziale prevede una crescita del PIL reale dello 0,6 per cento nel 2027 e dello 0,8 per cento nel 2028 e nel 2029; il PIL nominale crescerebbe del 2,9 per cento nel 2027, del 2,7 per cento nel 2028 e del 2,6 per cento nel 2029. L'inflazione decelererebbe al 2,3 per cento nel 2027 e all'1,6 per cento nel 2028, per poi risalire all'1,8 per cento nel 2029, mentre il tasso di disoccupazione si collocherebbe al 5,6 per cento nel 2027 e nel 2028 e al 5,5 per cento nel 2029.

Lo scenario programmatico incorpora l'impatto sull'economia delle maggiori risorse che si prevede saranno stanziate nell'ambito della prossima legge di bilancio e del ricorso agli spazi di flessibilità derivanti dalle maggiori spese consentite dall'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Secondo quanto affermato nel Documento, tale impostazione programmatica consente di sostenere il rafforzamento delle spese per la difesa e la sicurezza energetica, garantendo al contempo il rispetto delle regole di bilancio europee. Secondo le linee programmatiche del Documento, il quadro macroeconomico programmatico tiene conto sia degli effetti delle maggiori risorse destinate alla difesa e alla sicurezza energetica, sia delle risorse mobilitate per finanziare le misure della legge di bilancio per il 2027. Rispetto al quadro tendenziale, la crescita del PIL reale salirebbe allo 0,8 per cento nel 2027 (+0,2 punti percentuali) e allo 0,9 per cento nel 2028 (+0,1 punti percentuali), per attestarsi allo 0,8 per cento nel 2029, in linea con lo scenario tendenziale. Il PIL nominale crescerebbe del 3,2 per cento nel 2027, del 3,0 per cento nel 2028 e del 2,6 per cento nel 2029.

Il quadro di finanza pubblica

In relazione agli andamenti della finanza pubblica, i dati di consuntivo diffusi dall'ISTAT il 22 settembre 2026 hanno confermato un indebitamento netto della Pubblica amministrazione pari al 3,4 per cento del PIL nel 2024 e al 3,1 per cento nel 2025, con un avanzo primario che si attesta allo 0,8 per cento del PIL per lo scorso anno. La revisione al rialzo del PIL nominale ha spinto a ribasso il rapporto debito/PIL rispetto ai valori stimati ad aprile. Il rapporto debito/PIL è stato rivisto al 134,2 per cento nel 2024, rispetto all'iniziale valore del 134,7 e al 136,7 per cento nel 2025, dal 137,1 delle ultime stime. Secondo il Documento, lo scostamento del deficit 2025 rispetto alla previsione di un anno fa è dovuto all'emersione di nuovi crediti edilizi legittimati dalla previgente disciplina del Superbonus. Secondo quanto riportato nel Documento, si osserva l'impatto di cassa dei crediti di imposta connessi ai bonus edilizi, che si prevede che raggiungerà il massimo quest'anno. Nel DPFP si ricorda inoltre che gli interventi adottati nel corso del 2026 per mitigare gli effetti dello shock energetico su famiglie e imprese sono stati integralmente finanziati mediante una rimodulazione delle risorse all'interno del bilancio e rispondono alle prescrizioni della Raccomandazione specifica per Paese del Consiglio dell'UE.

Nel quadro tendenziale a legislazione vigente, l'indebitamento netto scenderebbe al 2,9 per cento del PIL nel 2026, confermando il rientro sotto la soglia del 3 per cento, per collocarsi al 2,9 per cento nel 2027, al 2,7 per cento nel 2028 e al 2,2 per cento nel 2029, mentre il saldo primario migliorerebbe progressivamente dall'1,2 per cento del 2026 al 2,5 per cento del 2029. Il rapporto debito/PIL aumenterebbe al 138,1 per cento nel 2026 e al 138,4 per cento nel 2027, per effetto dell'aggiustamento stock-flussi legato all'impatto di cassa dei crediti edilizi maturati nel periodo 2020-2024, per poi avviarsi su un sentiero di decisa discesa a partire dal 2028.

In relazione all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per finanziare gli incrementi di spesa per la difesa e gli interventi in campo energetico, gli effetti di tali misure sono esposti nel quadro programmatico, che tiene conto di un impatto pari allo 0,3 per cento del PIL per ciascuna delle due finalità, sia nel 2027 sia nel 2028. Nel Documento si fa presente che l'utilizzo complessivo della clausola, fino a 0,6 punti percentuali di PIL per ciascuno dei due anni, si manterrebbe ampiamente entro il limite dell'1,5 per cento del PIL annuo. Rispetto al quadro tendenziale, il rapporto deficit/PIL aumenterebbe di 0,5 punti percentuali nel 2027 e nel 2028 e di un decimo di punto nel 2029, portandosi rispettivamente al 3,4 per cento, al 3,2 per cento e al 2,3 per cento, mentre il rapporto debito/PIL si collocherebbe al 138,5 per cento nel 2027, al 137,9 per cento nel 2028 e al 136,6 per cento nel 2029. Il saldo primario si attesterebbe allo 0,9 per cento del PIL nel 2027, all'1,4 per cento nel 2028 e al 2,4 per cento nel 2029. Secondo quanto riportato nel Documento, escludendo l'impatto derivante dall'attivazione della clausola, il rapporto deficit/PIL si manterrebbe stabilmente al di sotto della soglia del 3 per cento lungo tutto l'orizzonte di previsione, mantenendosi su un profilo decrescente. In tale prospettiva, l'espansione della spesa determinerebbe un tasso di crescita del PIL reale più elevato di circa 0,2 punti percentuali nel 2027 e di 0,1 punti percentuali nel 2028, rispetto allo scenario tendenziale. L'effetto sulla crescita economica consentirebbe al contempo di attenuare l'impatto sui saldi e sul rapporto debito/PIL.

Il sentiero della spesa netta e la procedura per disavanzi eccessivi

Con riferimento all'andamento della spesa netta, nel 2025 la crescita dell'indicatore è risultata lievemente superiore ai limiti annuali raccomandati (1,5 per cento a fronte dell'1,3 per cento), determinando saldi a debito nel conto di controllo di entità limitata, anche in considerazione dell'andamento dell'indicatore nel 2024. Si tratta di livelli di spesa ampiamente inferiori sia alla soglia annua dello 0,3 per cento del PIL sia a quella cumulata dello 0,6 per cento. La stima per il 2025 risulta peraltro inferiore all'1,9 per cento indicato nel DFP del 2026. Inoltre, secondo il quadro previsivo aggiornato, nel 2026 la crescita della spesa netta dovrebbe attestarsi all'1,6 per cento, rispettando il limite annuale raccomandato dal Consiglio ai fini della procedura PDE.

Nello scenario tendenziale, la crescita della spesa netta sarebbe pari al 2,1 per cento nel 2027, superiore al limite dell'1,9 per cento, e all'1,3 e all'1,1 per cento nel 2028 e nel 2029, al di sotto dei limiti raccomandati, pari rispettivamente all'1,7 e 1,5 per cento. Il lieve sforamento del 2027 sarebbe interamente assorbito dall'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Difatti, escludendo gli aumenti della spesa per la difesa, la crescita della spesa netta si collocherebbe all'1,9 per cento nel 2027, all'1,4 per cento nel 2028 e all'1,3 per cento nel 2029.

Nello scenario programmatico, la crescita della spesa netta sarebbe pari al 3,3 per cento nel 2027, all'1,7 per cento nel 2028 e allo 0,2 per cento nel 2029. Secondo i dati esposti nel Documento, escludendo gli incrementi di spesa finanziati con la clausola, la crescita della spesa netta risulterebbe pari all'1,9 per cento nel 2027, all'1,7 per cento nel 2028 e all'1,5 per cento nel 2029, in linea con i limiti raccomandati e il saldo del conto di controllo rimarrebbe all'interno delle soglie di tolleranza. La quota del saldo cumulato imputabile alla clausola, pari nel 2027 allo 0,6 per cento del PIL, verrebbe scomputata dal calcolo della deviazione attraverso un apposito control account augmented, volto a monitorare in modo specifico gli effetti finanziari prodotti sulla spesa netta dall'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale. Dal confronto con lo scenario tendenziale corretto per l'impatto della clausola, secondo quanto illustrato nel Documento, non sarebbe necessaria una correzione di bilancio per il 2027 e nei due esercizi finanziari successivi si renderebbero disponibili spazi per una manovra moderatamente espansiva. Il Governo precisa, inoltre, che il tasso di crescita della spesa netta programmato per il 2027 sarà oggetto di una valutazione ex ante da parte della Commissione nell'ambito del parere sul Documento programmatico di bilancio 2027.

Quanto alla procedura per disavanzi eccessivi, nel DPFP il Governo conferma il rientro del rapporto deficit/PIL al di sotto del 3 per cento nell'anno in corso. Ove tali andamenti fossero confermati dalle Previsioni di primavera 2027 della Commissione europea, potrebbero sussistere le condizioni affinché il Consiglio deliberi l'abrogazione della procedura nei confronti dell'Italia sulla base dei dati di consuntivo del 2026.

Il piano di riforme e investimenti

Il Documento programmatico di finanza pubblica monitora lo stato di attuazione delle riforme e degli investimenti. Negli ultimi mesi l'azione di riforma si è concentrata sul completamento del PNRR e sull'attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine, i cui impegni si pongono in continuità con il Piano in sei ambiti prioritari: l'efficienza del sistema giudiziario e dei procedimenti fallimentari; l'adempimento fiscale e l'efficienza del sistema fiscale; l'innovazione, la concorrenza e l'accessibilità degli incentivi per il sistema produttivo; il miglioramento della gestione e del monitoraggio della spesa pubblica; l'ampliamento dei servizi di cura per la prima infanzia e la valorizzazione della performance nella Pubblica Amministrazione; la razionalizzazione delle imprese a partecipazione pubblica.

Secondo le informazioni esposte nel Documento, a seguito del conseguimento degli ultimi 156 traguardi e obiettivi, il PNRR può ritenersi completato. Con riferimento alle sei aree prioritarie del Piano strutturale di bilancio, invece, nel Documento si segnala in materia di ambiente imprenditoriale, la prosecuzione dell'attuazione della legge Capitali per l'accesso delle PMI ai mercati dei capitali, l'assegnazione dei fondi per la ricerca e l'autonomia strategica in tecnologie critiche, la proroga delle misure volte a mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dei carburanti e le misure per la destagionalizzazione e la transizione ecologica e digitale del comparto turistico. Tra gli impegni del Piano strutturale di bilancio figurano inoltre la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, il cui disegno di legge, approvato dal Consiglio dei ministri, è all'esame della Camera dei deputati (A.C. 3120), e il riordino delle misure di incentivazione statali in armonia con il Codice degli incentivi. In materia di fiscalità, nel Documento si dà conto del completamento del processo di riforma avviato nel 2023 e della prosecuzione della mappatura degli immobili non registrati in catasto. In relazione al sistema giudiziario, si segnala che la riduzione dei tempi dei procedimenti civili e penali ha registrato un miglioramento superiore alle aspettative, accompagnato da interventi sull'organizzazione della giustizia tributaria.

Per quanto riguarda l'area delle riforme nel settore della Pubblica amministrazione, gli interventi più recenti sono volti a valorizzare il merito e l'esperienza professionale nel reclutamento e nelle carriere, anche attraverso l'operatività del toolkit HRM Minerva e la sua interoperabilità con il portale InPA, con la piattaforma Syllabus e con la piattaforma digitale PIAO. Quanto alla programmazione della spesa, i Piani di analisi e valutazione della spesa 2026 riguardano un ammontare di spesa complessivo di circa 9,15 miliardi di euro mentre prosegue la razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche.

Secondo le stime sull'impatto macroeconomico delle riforme e degli investimenti, si considera che le riforme del PNRR già attuate contribuirebbero a un aumento del livello del PIL pari al 3,9 per cento nel 2031 rispetto a uno scenario senza PNRR, mentre le nuove riforme previste per l'estensione del periodo di aggiustamento del Piano strutturale di bilancio produrrebbero effetti a partire dal 2028, con un incremento ulteriore di 0,5 punti percentuali entro il 2031. Sul fronte degli effetti sul PIL prodotti dagli investimenti, quelli già realizzati avrebbero un impatto pari all'1,4 per cento al 2031, cui si aggiungerebbero ulteriori 0,8 punti percentuali per effetto degli investimenti programmati. In definitiva, gli interventi ancora da realizzare determinerebbero un incremento del PIL dell'1,3 per cento al 2031.

Si segnala, infine, che a completamento della manovra di bilancio 2027-2029 il Governo ha confermato quali collegati i disegni di legge già indicati nel Documento di finanza pubblica del 2026.


Profili di interesse per la Commissione giustizia

Azioni previste in materia di giustizia

 

La giustizia rappresenta una delle aree di riforma (le altre sono istruzione e ricerca, politiche attive del mercato del lavoro, pubblica amministrazione, concorrenza e appalti) le cui misure hanno consentito l'estensione del periodo di aggiustamento di bilancio previsto dal Piano strutturale da 4 a 7 anni (art. 14 del Reg. UE 1263/2024).

Gli interventi hanno interessato principalmente quegli ambiti in cui erano concentrati gli obiettivi del PNRR da conseguire entro il 30 giugno 2026, ultimo trimestre di vigenza del Piano; non sono tuttavia mancate misure in altri settori, come la giustizia tributaria (la cui riforma era peraltro ricompresa in precedenti target del PNRR) e l'implementazione del Patto migrazione e asilo.

Il PSBMT come prosecuzione e consolidamento del PNRR

 

Il 30 giugno 2026 è stato portato a termine il programma di riforme e investimenti inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Gli obiettivi raggiunti, tutti conseguiti entro il secondo trimestre dell'anno corrente e utili ai fini del pagamento della decima rata, possono essere raggruppati in tre filoni:

  1. efficientamento della giustizia civile e penale, con un importante abbattimento dell'arretrato civile e una sensibile diminuzione del disposition time tanto nel settore civile quanto in quello penale;
  2. digitalizzazione del comparto giustizia, con la digitalizzazione degli archivi giudiziari e la creazione di un data lake articolato in sei diversi sistemi di conoscenza.
  3. riqualificazione, non solo in chiave di efficientamento energetico, degli edifici giudiziari.

 

Il Documento programmatico di finanza pubblica evidenzia come i risultati ottenuti siano stati superiori agli obiettivi prefissati, in particolare per quanto riguarda i parametri relativi alla giustizia civile e penale: a giugno 2026, la riduzione delle cause pendenti è stata pari al 91,3% presso i tribunali e al 93,5% presso le corti d'appello, a fronte dell'obiettivo del 90%, mentre la riduzione del disposition time è stata pari al 50,2% in ambito civile e al 38,8 % in ambito penale, a fronte, rispettivamente, del 40% e del 25% richiesti.

 

A parere del Governo, è stato possibile conseguire tali risultati soprattutto grazie ad una serie di misure mirate, in particolare quelle contenute nel decreto-legge n. 19 del 2026, tra cui vengono citate, come particolarmente efficaci, quelle relative all'applicazione a distanza dei magistrati e la revisione di alcune fasi procedurali del processo civile.

Si ricorda che l'applicazione di 500 magistrati da remoto su base volontaria per la definizione di procedimenti civili è stata disposta per la prima volta dal decreto-legge 117/2025; il d.l. 19/2026 è intervenuto consentendo ai magistrati che avevano definito i primi 50 procedimenti assegnati di richiedere l'assegnazione di ulteriori 50 procedimenti e ai magistrati ordinari in pensione che non hanno compiuto i settantacinque anni di età di partecipare al programma di smaltimento dei procedimenti civili arretrati, in numero di 200 unità.

  • Riduzione arretrato civile al 31.12.2019 Tribunali e Corti di Appello - Target raggiunto il 31-12-2024:

Periodo

Tribunali

Variazione %

Corti di Appello

Variazione %

Baseline 2019

337.740

 

98.371

 

2020

222.672

-34,1%

57.635

-41,4%

2021

137.006

-59,4%

27.348

-72,2%

2022

82.603

-75,5%

10.385

-89,4%

2023

50.657

-85%

2.877

-97,1%

2024

23.129

-93,2%

610

-99,4%

    • Riduzione pendenze civili al 31.12.2022 Tribunali e Corti di Appello - Target da conseguire il 30-06-2026:

    Periodo

    Tribunali

    Variazione %

    Corti di Appello

    Variazione %

    Baseline 2022

    1.197.786

     

    179.306

     

    2023

    597.574

    -50,1%

    101.410

    -43,4%

    2024

    319.982

    -73,3%

    52.981

    -70,5%

    2025

    165.965

    -86,1%

    23.911

    -86,7%

    I semestre 2026

    103.665

    -91,3%

    11.715

    -93,5%

          • Tempi di trattazione (disposition time) Civile e Penale - Target da conseguire il 30-06-2026:

          Periodo

          Civile (gg)

          Variazione % Civile

          Penale (gg)

          Variazione % Penale

          Baseline 2019

          2.512

           

          1.392

           

          2020

          3.080

          +22,6%

          1.942

          +39,5%

          2021

          2.233

          -11,1%

          1.504

          +8,0%

          2022

          2.215

          -11,8%

          1.253

          -10,0%

          2023

          2.075

          -17,4%

          1.045

          -25,0%

          2024

          2.008

          -20,1%

          1.003

          -28,0%

          2025

          1.789

          -28,8%

          958

          -31,2%

          I semestre 2026

          1.251

          -50,2%

          856

          -38,8%

          Fonte: Relazione sull'attuazione degli interventi del Ministero della giustizia del 31 agosto 2026

            

          Anche per gli altri due filoni, sono stati comunque raggiunti risultati superiori agli obiettivi: la digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli giudiziari è stata realizzata in anticipo rispetto alle tempistiche fissate (31 dicembre 2025 anziché 30 giugno 2026) e sono stati eseguiti interventi di riqualificazione di edifici giudiziari per una superficie pari a 550.000 mq, rispetto ai 289.000 previsti.

           

          Gli impegni presi dal Governo nell'ambito del PSBP costituiscono una prosecuzione degli obiettivi contemplati nel PNRR, di cui mirano a consolidare i risultati, in particolare in materia di efficienza della giustizia civile e gestione del personale assunto tramite le procedure straordinarie di cui al decreto-legge n. 80 del 2021, ora in via di stabilizzazione.

          Il DPFP dà infatti conto dell'avvenuta stabilizzazione di 9.174 unità di personale assunto temporaneamente con il PNRR, di cui 6.857 addetti agli uffici per il processo e 2.317 unità di personale tecnico-amministrativo.

          TAVOLA III.2.1: OBIETTIVI DEL PNRR RENDICONTATI E IMPEGNI DEL PSBMT IN MATERIA DI GIUSTIZIA

           

          PNRR

          PSBMT

           

          Ambito di riferimento

          Obiettivo

          Risultato rendicontato

          Ambito di riferimento

          Obiettivo

          Riduzione delle cause civili pendenti

          Cause pendenti al 31 dicembre 2022 iscritte nei Tribunali Ordinari Civili tra il 2017 e il 2022

          -90%
          (giugno 2026)

          -91,3%

          Cause pendenti al 31 dicembre 2025 iscritte nei Tribunali Ordinari Civili tra il 2023 e il 2025

          -90%
          (2028)

          Cause pendenti al 31 dicembre 2022 iscritte nelle Corti d'Appello tra il 2018 e il 2022

          -90%
          (giugno 2026)

          -93,5%

          Cause pendenti al 31 dicembre 2025, iscritte nelle Corti di Appello civili tra il 2023 e il 2025

          -90%
          (2028)

          Riduzione della durata dei procedimenti civili

          Durata dei tempi di trattazione delle cause civili rispetto al 2019

          -40%
          (giugno 2026)

          -50,2%

          Durata dei tempi di trattazione delle cause civili rispetto al 2026

          -12%
          (2028)

          Gestione delle risorse umane

          Assunzione o proroga dei contratti del personale PNRR

          10.000
          (giugno 2024)

          In servizio
          (giugno 2026)

          8.980 UPP 3.019 tecnici
          (giugno 2024)

          6.857 UPP e 2.317 tecnici
          (giugno 2026)

          Mantenere unità di personale con compiti equivalenti agli Addetti all'UPP

          6.000
          (ogni anno dal 2026 al 2029)

            Fonte: Documento programmatico di finanza pubblica 2026

           

          Ulteriori settori di intervento

           

          Altri settori principali di intervento indicati nel DPFP concernono:

          • la giustizia tributaria;
          • il Patto migrazione e asilo.

           

          Per quanto riguarda la giustizia tributaria, il decreto legislativo n. 149 del 2026 ha introdotto disposizioni in materia di ordinamento della giurisdizione tributaria, che regolano: le procedure di reclutamento dei magistrati tributari tramite concorso, il ruolo unico nazionale, lo stato giuridico e il trattamento economico dei magistrati tributari, gli illeciti disciplinari e le relative sanzioni.

          Ulteriori misure sono recate dal già citato decreto-legge n. 19 del 2026 che ha disposto, sul piano processuale, l'innalzamento da 5.000 a 10.000 euro della soglia di valore delle liti fiscali da devolvere alla competenza del giudice monocratico, sul piano procedurale la semplificazione del sistema e degli adempimenti per i contribuenti nonché il potenziamento dei servizi, anche digitali, della giustizia tributaria (in genere e del processo tributario telematico in particolare) e infine, sul piano organizzativo, l'istituzione di tre direzioni territoriali del Dipartimento della giustizia tributaria del Ministero dell'economia e delle finanze (Milano, Roma e Napoli).

           

          L'attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l'asilo è stata affidata ad una serie di norme contenute, in particolare, nel decreto-legge n. 100 del 2026. Tramite i citati decreti è stata recepita la direttiva sull'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e adeguato l'ordinamento nazionale ai nuovi regolamenti europei in materia di procedure di asilo, screening, Eurodac e gestione dei rimpatri alle frontiere. Sono state in particolare regolamentate le procedure per l'esame delle domande di protezione internazionale e per l'impugnazione delle relative decisioni. Dal punto di vista organizzativo, sono stati istituiti gli uffici del processo stralcio presso le sezioni specializzate in materia di immigrazione dei tribunali ordinari con l'obiettivo di smaltire il contenzioso pendente e l'arretrato accumulato in materia, cui è stato destinato, con compiti di supporto, il personale assunto nell'ambito del PNRR non stabilizzato alla data del 1° luglio 2026.

           

          Il DPFP segnala inoltre che l'azione del Governo si è incentrata anche su ulteriori aspetti, quali la responsabilità notarile, la semplificazione per l'accesso alla professione forense, la digitalizzazione dei procedimenti, il regime delle intercettazioni, l'organizzazione degli uffici giudiziari.

          Disegni di legge collegati

          Il Documento in esame non reca l'elenco dei disegni di legge collegati alla manovra di bilancio, il Governo, infatti, a completamento della manovra di bilancio 2027-2029, conferma i disegni di legge collegati indicati nel Documento di finanza pubblica 2026 (DFP), presentato il 22 aprile 2026, (Doc. CCXL, n. 2). Si fa presente, tuttavia che neppure nel DFP 2026 è presente l'elenco dei disegni di legge collegati alla manovra di bilancio 2027-2029. In tale Documento, tuttavia, il Governo ha confermato, a completamento della manovra di bilancio 2027-2029 i disegni di legge collegati già indicati nel Documento programmatico di finanza pubblica 2025, presentato il 2 ottobre 2025 (Doc. CCXLIV, n. 1). Per i profili di competenza si tratta dei disegni di legge, in corso di esame parlamentare, recanti:

          • Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie (2646)
          • Delega al Governo per la riforma della disciplina dell'ordinamento della professione di dottore commercialista e di esperto contabile (AS 2045, già approvato dalla Camera dei deputati in prima lettura)

          Si segnala, inoltre, che in occasione dell'approvazione della risoluzione da parte di Camera e Senato, rispettivamente risoluzione n. 6-00205 e risoluzione n. 6-00178 , sul Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre 2025, è stato impegnato il Governo a considerare collegato alla manovra di finanza pubblica 2026-2028 la Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali (A.C. 3068, già approvato dal Senato).