Relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei - aggiornata al 30 giugno 2026 - Doc. CCXXXIII, n. 3 13 luglio 2026 |
PremessaLo scorso 2 luglio il Governo ha trasmesso alle Camere, ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge n. 161 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2024, la terza Relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2026 (Doc. CCXXXIII, n. 3).
La normativa richiamata stabilisce, infatti, che entro il 30 giugno di ciascun anno, il Governo trasmetta alle Camere la relazione sullo stato di attuazione del Piano, approvata dalla Cabina di regia. La relazione deve altresì indicare le misure volte a migliorare l'attuazione del Piano e ad accrescere l'efficacia dei relativi interventi rispetto agli obiettivi perseguiti.
In esterma sintesi, con il
Presupposti normativi
decreto-legge n. 161 del 2023
il Governo ha adottato misure urgenti per definire
la governance del cosiddetto "Piano Mattei", ovvero, come si legge nel preambolo del decreto legge, "un piano che persegua la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati del Continente africano, volto a promuovere uno sviluppo comune, sostenibile e duraturo, nella dimensione politica, economica, sociale, culturale e di sicurezza e che favorisca la condivisione e la partecipazione degli Stati africani interessati all'individuazione, alla definizione e all'attuazione degli interventi previsti dal piano, nonché l'impegno compartecipato alla stabilità e alla sicurezza regionali e globali".
Per un approfondimento si rinvia al seguente
dossier
In particolare, il citato decreto legge ha previsto che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo
parere delle Commissioni parlamentari competenti, venga adottato un
documento programmatico-strategico denominato "Piano Mattei", finalizzato a rafforzare la collaborazione tra l'Italia e Stati del continente africano (art 1, comma 1).
Lo schema di tale DPCM è stato trasmesso alle Camere il
17 luglio 2024 ai fini dell'espressione del prescritto parere parlamentare (cfr.
A.G. 179, ora Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 ottobre 2024).
Su tale atto lo scorso 5 agosto 2024 le Commissioni Affari esteri della Camera e Affari esteri e difesa del Senato hanno espresso un parere favorevole.
Qui il parere della III Commissione Affari esteri della Camera.
Qui il parere della III Commissione Affari esteri e Difesa del Senato.
La relazione in esame si differenzia sotto vari aspetti da quella dello scorso anno. La relazione 2025 descriveva infatti una fase ancora iniziale della costruzione del Piano con una governance appena definita, e dava ampio conto della definizione degli strumenti operativi e finanziari, delle trattative con i governi africani e dell'avvio dei progetti. La relazione 2026 si colloca in una fase diversa, che si potrebbe definire di "consolidamento", almeno nella valutazione del Governo. In quest'ottica, nella relazione, il Piano Mattei viene indicato come uno strumento "operativo e funzionante" con "risultati reali e misurabili" e in grado di rappresentare un "paradigma che ha anticipato i tempi".
La relazione dà conto del significativo Ampliamento geograficoampliamento geografico del raggio d'azione del Piano: dai 9 Paesi "pilota" del 2024, si è passati ai 14 del 2025 e ai 18 Paesi attuali, (grazie all'ampliamento a Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia).
Il Piano segna una crescita anche in termini finanziari. L'aumento più significativo riguarda la leva finanziaria mobilitata attraverso SACE, che raddoppia da circa 2 miliardi a oltre 4. I finanziamenti a valere sul Fondo per il clima passano da 265 milioni a 1,2 miliardi (come importo deliberato), mentre la conversione del debito già avviata, raggiunge la cifra di 269 milioni.
Anche per quanto riguarda la dimensione internazionale, la relazione in esame presenta il Piano Mattei come uno strumento ormai affermato, che rappresenta un modello nelle relazioni Europa-Africa, ed è imitato dai principali Paesi europei.
Per quanto riguarda I settori di interventoi settori di intervento, le direttrici restano quelle individuate nel DPCM del 7 ottobre 2024, cioè Acqua, Agricoltura e pesca, Energia, Infrastrutture fisiche e digitali; Istruzione, formazione e cultura; Salute. L'acqua diventa la principale priorità tematica del 2026, in linea con l'agenda dell'Unione Africana.
La relazione contiene anche una descrizione dei vari progetti, che attengono alle diverse direttrici e basati su elementi informativi spesso disomogenei. Schede dettagliate sono presenti solo per i progetti finanziati dal Fondo per il clima e per quelli a valere sulle risorse del Rome Process- Mattei Plan Financing Facility, come si può vedere più avanti. Il valore finanziario dei progetti non è sempre indicato. |
Capitoli 1, 2 e 3Nell'introduzione il Governo sottolinea che, a due anni e mezzo dal suo lancio (gennaio 2024), il Piano Mattei è "un sistema operativo e funzionante". La strategia si è progressivamente ampliata, arrivando a coinvolgere 18 Paesi africani e ha consolidato una rete di collaborazioni con istituzioni internazionali come la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo, UNDP, FAO e IFAD.
Secondo il Governo, il Piano rappresenta un modello di cooperazione basato su Partenariato, interesse reciproco e co-progettazionepartenariato, interesse reciproco e co-progettazione, superando logiche assistenzialistiche tradizionali.
Il Governo rivendica altresì due ulteriori importanti risultati conseguiti nella prima metà del 2026:
Il secondo capitolo della relazione dà conto del contesto africano e del ruolo internazionale del Piano.
Il documento descrive un'Africa in forte trasformazione, con una crescita economica intorno al 4% nel 2025; una popolazione che ha ormai superato il miliardo e mezzo (con un'età media di 19,5 anni); una forte crescita demografica e urbanizzazione; e il progressivo sfruttamento di importanti risorse minerarie strategiche. Permangono invece importanti criticità in materia di istruzione, sicurezza alimentare, accesso all'acqua e servizi sanitari.
Il Governo sostiene che il Piano Mattei abbia anticipato un nuovo paradigma nelle relazioni Europa-Africa, fondato su "basi radicalmente diverse da quelle del passato, abbandonando la pura logica del dono e dell'assistenza per costruire partenariati fondati su interesse reciproco, co-progettazione e rispetto dell'autonomia delle controparti". In questo senso esso avrebbe influenzato anche le strategie adottate successivamente da altri Paesi europei (Germania, Francia, Spagna e Regno Unito).
L'Italia – ricorda ancora la relazione - ha anche promosso un sempre maggiore coinvolgimento del continente africano in seno ai più recenti vertici G7, a cominciare da quello, sotto presidenza italiana, del giugno 2024.
Nella stessa ottica va vista la marcata sinergia del Piano con le banche e le istituzioni finanziarie di sviluppo e il raccordo esplicito e formalizzato con il Global Gateway dell'Unione Europea, sancito nel vertice del 20 giugno 2025 a Roma, co-presieduto dalle Presidenti Meloni e von der Leyen. La relazione evidenzia come tale raccordo consenta di integrare i progetti del Piano in un più ampio quadro europeo di finanziamenti, garanzie e standard comuni, valorizzando al contempo la presenza diplomatica e la rete di relazioni sviluppate dall'Italia nel continente africano.
Il terzo capitolo riporta le principali attività svolte nel periodo di riferimento e i principali risultati nelle sei direttrici strategichesei direttrici strategiche.
Il miglioramento della gestione e dell'accesso alle risorse idriche – come detto- è stato individuato dalla Cabina di regia come priorità tematica del 2026, sulla base dell'analoga valutazione dell'Unione Africana. Ampie aree del continente continuano infatti come noto a registrare livelli insufficienti di accesso all'acqua potabile e ai servizi di base, con particolari difficoltà nelle zone rurali e con una crescente esposizione agli effetti dei cambiamenti climatici.
Le principali iniziative in questo Acquasettore sono:
Qui l'obiettivo è rafforzare la sicurezza alimentare e favorire la modernizzazione delle filiere agricole. La relazione, citando una Rapporto FAO del 2024, sottolinea che oltre 280 milioni di persone in Africa soffrono di sottoalimentazione cronica e oltre il 95% dell'agricoltura dipende ancora dalle precipitazioni stagionali, rendendo il settore estremamente vulnerabile a siccità, alluvioni e cambiamenti climatici. Ulteriori fattori critici sono la degradazione del suolo, l'accesso limitato a fertilizzanti, meccanizzazione e credito agricolo, le infrastrutture carenti. Gli interventi proposti mirano a favorire il passaggio a modelli produttivi più efficienti e sostenibili, con la diffusione di tecniche innovative e la maggiore formazione degli operatori.
Gli interventi principali in questo settore sono:
A livello continentale, la relazione richiama il programma AREA Africa e le iniziative sviluppate in collaborazione con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO), finalizzate al rafforzamento delle filiere agroalimentari, in particolare nel settore del caffè. Ulteriore rilievo assume il programma TERRA, promosso da Cassa Depositi e Prestiti, Unione europea e FAO, che sostiene l'accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese agroalimentari, attraverso strumenti finanziari dedicati e il coinvolgimento degli istituti di credito locali (21 milioni di crediti già concessi).
3. Energia
Questa direttrice è finalizzata ad ampliare l'accesso all'energia, promuovere lo sviluppo delle fonti rinnovabili e sostenere la diffusione di tecnologie innovative, contribuendo così agli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici. Il contesto africano – ricorda la relazione – è ancora caratterizzato da significativi deficit di accesso all'elettricità, particolarmente diffusi nell'Africa subsahariana, dove persistono carenze infrastrutturali e limitate capacità di investimento nel settore.
Un ruolo centrale è attribuito alla partecipazione italiana al programma Mission 300, promosso dalla Banca Mondiale e dalla Banca Africana di Sviluppo con l'obiettivo di garantire l'accesso all'elettricità a 300 milioni di persone entro il 2030. L'Italia partecipa al progetto intervenendo sull'elettrificazione delle aree rurali inEnergia Costa d'Avorio (con 150 milioni del Fondo per il clima).
La relazione evidenzia altri interventi a sostegno dell'elettrificazione rurale e delle energie rinnovabili in Mozambico e nella Repubblica del Congo (nell'ambito di progetti della Banca Mondiale), e per a programmi di transizione energetica e resilienza climatica in Kenya, Ruanda e Sudafrica.
Completano il quadro degli interventi le attività promosse dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nell'ambito di programmi multilaterali per il rafforzamento dei sistemi elettrici e la diffusione di soluzioni energetiche sostenibili, nonché il sostegno al progetto di interconnessione elettrica ELMED tra Italia e Tunisia.
4. Infrastrutture fisiche e digitali
Questa direttrice è individuata come un asse trasversale del Piano Mattei, in quanto il miglioramento della connettività materiale e digitale è considerato un presupposto per l'efficacia degli interventi negli altri settori.
Nel settore delle infrastrutture fisiche, il principale intervento richiamato dalla relazione è il Infrastrutture fisiche e digitaliCorridoio di Lobito, iniziativa volta a rafforzare i collegamenti logistici e commerciali tra Angola, Zambia e Repubblica Democratica del Congo. Tra le iniziative collegate figurano l'accordo tra Cassa Depositi e Prestiti, SACE e Africa Finance Corporation per il finanziamento (per 250 milioni) di infrastrutture strategiche nei settori dell'energia, dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'industria. Il Fondo per il clima partecipa con 35 milioni al fondo ICRF (Infrastructure Climate Resilient Fund) per le connessioni ferroviarie associate al corridoio.
La relazione richiama inoltre il contributo italiano a diversi strumenti multilaterali promossi dalla Banca Africana di Sviluppo, tra cui (per 137 milioni) lo Special Fund nell'ambito della Rome Process Financing Facility e l'iniziativa Alliance for Green Infrastructure in Africa, finalizzati a sostenere la progettazione e la realizzazione di infrastrutture sostenibili, con particolare attenzione alle fasi iniziali di sviluppo dei progetti e alla mobilitazione di investimenti privati.
Sul versante delle infrastrutture digitali e dell'innovazione tecnologica, un ruolo centrale è attribuito all'AI Hub for Sustainable Development, iniziativa lanciata nell'ambito della Presidenza italiana del G7, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), per sostenere la crescita dell'ecosistema africano dell'intelligenza artificiale attraverso programmi di formazione, accesso a capacità computazionali, supporto all'innovazione e creazione di partenariati tra imprese, università e investitori. Un ulteriore strumento di cooperazione è rappresentato dal programma Digital Flagship, sviluppato con il supporto di UNDP e rivolto a Ghana, Mozambico, Senegal e Costa d'Avorio, per il rafforzamento delle infrastrutture e dei servizi digitali e la loro applicazione all'agricoltura, alla gestione delle risorse naturali e all'adattamento ai cambiamenti climatici.
5 . Istruzione, formazione e cultura
L'obiettivo di questa direttrice è investire nel capitale umano africano e favorire la formazione tecnica, professionale, manageriali e scientifica. Anche questa è una priorità del Piano per il 2026.
Tra le iniziative di maggiore rilievo:
La relazione segnala inoltre interventi per il rafforzamento dell'insegnamento della lingua italiana in diversi Paesi africani e programmi di cooperazione scientifica con Algeria, Tunisia e Marocco. Viene ricordato anche il programma di formazione realizzato dalla Scuola Nazionale dell'Amministrazione, per i funzionari pubblici di Costa d'Avorio, Kenya, Etiopia e Tunisia e, nel settore spaziale, il rilancio del Centro Luigi Broglio in Kenya quale possibile polo di formazione. Per quanto riguarda la cooperazione culturale, la relazione ricorda i programmi di gemellaggio tra siti archeologici italiani e africani, i progetti di formazione nel restauro e nella valorizzazione del patrimonio culturale in Tunisia e le collaborazioni avviate con Algeria ed Egitto.
6. Salute
L'obiettivo di questa direttrice è il rafforzamento dei sistemi sanitari dei Paesi africani partner, migliorando l'accesso ai servizi, potenziando la formazione del personale e promuovendo l'utilizzo della telemedicina. Sulla base delle priorità individuate dai Paesi coinvolti, sono previste iniziative specifiche di salute materno-infantile, contrasto delle malattie infettive e croniche e rafforzamento delle capacità di prevenzione e risposta a emergenze sanitarie e disastri naturali.
Tra gliSalute interventi di maggiore rilievo:
La Relazione evidenzia il carattere trasversale della dimensione sanitaria all'interno del Piano Mattei. Obiettivi di miglioramento dell'accesso ai servizi sanitari sono infatti presenti anche in altri programmi, tra cui il progetto ASCENT in Mozambico, che prevede l'elettrificazione di strutture sanitarie rurali mediante impianti fotovoltaici, le iniziative di contrasto alla desertificazione in Ghana e Senegal e il programma 3DEN, che comprende interventi per l'efficienza energetica di ospedali e strutture sanitarie. |
Capitoli 4, 5, 6 e 7 |
L'AZIONE DEL "SISTEMA ITALIA": LA CABINA DI REGIA E IL COORDINAMENTO ISTITUZIONALELa Relazione ricorda che il Il Piano Mattei è un'operazione di sistema di interesse nazionalePiano Mattei è concepito come un'operazione di sistema di interesse nazionale, capace di mobilitare l'insieme delle risorse - pubbliche e private, istituzionali e di mercato - del «Sistema Italia». Tale principio si è concretamente tradotto nel lavoro della Cabina di regia e del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI) e nel coordinamento dei principali attori del «Sistema Italia» sotto la regia della Struttura di Missione. Le riunioni della Cabina di regiaDalla sua istituzione la Cabina di regia ha tenuto sei Le riunioni della Cabina di regiariunioni. Nella prima (15 marzo 2024) ha sancito l'avvio operativo del Piano e definito i settori di intervento e le nove Nazioni pilota; nella seconda (24 aprile 2024) ha esaminato i primi cantieri progettuali e gli strumenti finanziari; nella terza (10 ottobre 2024) ha adottato la Prima Relazione annuale trasmessa al Parlamento e formalizzato la sinergia operativa con il Global Gateway europeo; nella quarta (19 maggio 2025) ha illustrato la bozza della Seconda Relazione e l'ampliamento del Piano a cinque nuove Nazioni (Angola, Ghana, Mauritania, Senegal, Tanzania); nella quinta (10 marzo 2026) ha fatto il punto sul secondo Vertice Italia-Africa di Addis Abeba del 13 febbraio 2026, ratificato l'ingresso nel Piano di Gabon, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda e Zambia - portando i Paesi partner a diciotto - e approfondito i temi della gestione delle risorse idriche (che l'Unione africana ha designato come priorità continentale per il 2026) e di istruzione e formazione professionale; nella sesta (26 giugno 2026) ha infine illustrato la presente terza relazione annuale. La composizione della Cabina rispecchia l'ampiezza del «Sistema Italia», includendo, accanto ai Ministeri competenti, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI), rappresentanti delle principali società a partecipazione pubblica e associazioni di categoria, del mondo universitario, del terzo settore e degli enti della cooperazione nonché una rappresentanza della diaspora africana. Il raccordo con il MAECI e l'AICSLa Relazione riporta che, dal punto di vista operativo, la Collaborazione fra Struttura di Missione, MAECI e AICScollaborazione fra Struttura di missione, MAECI e Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) si è tradotta in un ampio portafoglio di interventi di cooperazione allo sviluppo: in Costa d'Avorio un piano integrato di sostegno a istruzione e sanità per oltre 64 milioni di euro (ultimi progetti REUSSIR e CASA avviati rispettivamente a giugno e settembre 2025); in Etiopia l'iniziativa nel settore sanitario nella regione del Tigray e il programma di sostegno ambientale centrato sul lago Boye e sulla città di Jimma (25 milioni, cui si aggiunge un ampliamento da 17,5 milioni); in Mozambico il Polo Agroalimentare nella provincia di Manica (38 milioni). A questi interventi si affiancano i programmi continentali Digital Flagship - in collaborazione con UNDP in Ghana, Mozambico, Senegal e Costa d'Avorio - e AREA Africa, il partenariato pubblico-privato che ha come obiettivo quello di rafforzare le filiere agroalimentari in Senegal, Ghana e Repubblica del Congo. Sul versante della diplomazia economica, la rete diplomatica e le missioni di sistema hanno favorito i contatti con le controparti locali e l'individuazione di priorità di intervento condivise. L'Inviato Speciale per il Piano Mattei nominato dal MAECI è divenuto principale punto di contatto con le Autorità locali, al fine di valorizzare il modello di partenariato paritario nell'ambito della revisione periodica OCSE-DAC e della terza Conferenza Nazionale della Cooperazione (Roma, maggio 2026), avviando altresì l'iniziativa di conversione del debito annunciata in occasione del Vertice Piano Mattei-Global Gateway del 20 giugno 2025. Le sinergie con i MinisteriLa Relazione sottolinea come analoga collaborazione si sia instaurata fra la Struttura di Missione e gli altri Ministeri che contribuiscono all'attuazione del Piano Mattei. Sulla base di quanto riportato nel documento: Il Ministero dell'economia e delle finanze (MEFMEF) ha consolidato l'architettura finanziaria multilaterale del Piano attraverso: l'accordo quadro con la Banca Mondiale (aprile 2025); l'incremento del rifinanziamento dell'International Development Association (IDA); la Task Force per la realizzazione dei progetti cofinanziati da Italia e Banca Mondiale; il fondo Mattei Plan – Rome Process Financial Facility (RPFF); il programma europeo Technical Support Instrument (TSI) sull'interconnessione energetica mediterranea; l'iniziativa Resilient and Inclusive Supply-chain Enhancement (RISE) per rafforzare la resilienza delle catene del valore globali per la transizione energetica; l'incremento di circa il 25 per cento del contributo al Fondo africano di sviluppo, nell'ambito della diciassettesima ricostituzione (ADF17); il finanziamento di borse di studio per funzionari pubblici di alcune Nazioni africane partner; l'iniziativa di conversione del debito, sostenendo l'introduzione di clausole di sospensione del debito per le Nazioni colpite da calamità naturali. Il Ministero delle imprese e del made in Italy (MIMITMIMIT) ha operato in stretto coordinamento con la Struttura di Missione per rafforzare la dimensione commerciale, industriale e digitale del Piano attraverso: l'AI Hub for Sustainable Development; il Nairobi AI Forum 2026 (febbraio 2026), con l'obiettivo di accelerare le partnership transfrontaliere e infrastrutture di intelligenza artificiale sostenibili e sovrane; il partenariato strategico trilaterale Italia-India-Kenya, formalizzato nel febbraio 2026 per diffondere su larga scala soluzioni di intelligenza artificiale adattate ai contesti africani, con particolare attenzione agli ambienti con scarsa connettività, alle lingue locali e alla titolarità dei dati. Il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAFMASAF) ha operato sull'asse della sicurezza alimentare e dello sviluppo rurale, in particolare con il Centro Enrico Mattei in Algeria - polo di riferimento per la formazione professionale avanzata, la ricerca applicata e l'innovazione agroalimentare per il continente africano - e attraverso lo sviluppo di collaborazioni bilaterali nel settore agricolo e agroalimentare. In tale ambito, si segnalano le partecipazioni: al Salone Internazionale dell'Agricoltura di Meknes (Marocco, aprile 2025); al "Food System Summit +4" di Addis Abeba, con la contestuale sottoscrizione del MoU di collaborazione bilaterale in campo agricolo con l'Etiopia (luglio 2025); al Forum africano sui sistemi alimentari a Dakar (settembre 2025); al business forum italo-mozambicano di Maputo (settembre 2025); nonché la missione a livello politico compiuta in Eritrea (luglio 2025) e l'organizzazione del primo business forum agroalimentare italo-sudafricano a Città del Capo (giugno 2026). Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASEMASE) è il partner istituzionale più direttamente coinvolto nella dimensione finanziaria e programmatica del Piano, in quanto titolare della gestione del Fondo Italiano per il Clima - al quale la Struttura di Missione partecipa attraverso il Comitato Tecnico - e referente dei principali accordi bilaterali sulla transizione energetica conclusi con le Nazioni africane partner. In particolare, il MASE ha sviluppato la Platform for Investment Support and Technical Assistance (PISTA, 32,3 milioni) - strumento di pianificazione integrata degli interventi di finanza climatica nelle Nazioni del Piano - e ulteriori strumenti di finanza climatica (ESMAP, E4G, 3DEN, G7 Adaptation Accelerator Hub), nonché promosso accordi bilaterali sulla transizione energetica - tra cui i Protocolli d'Intesa sullo sviluppo sostenibile con Ruanda e Zambia, il Protocollo di Intesa sulla transizione energetica con il Kenya su geotermia e biocarburanti, gli accordi sulla transizione energetica con Tunisia ed Egitto e il sostegno al corridoio ELMED per l'interconnessione elettrica mediterranea - con l'acqua designata quale asse tematico del 2026. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali (MPLSMPLS) ha promosso la formazione professionale e la mobilità lavorativa regolare verso l'Italia tramite la Global Skill Partnerships (sperimentata in Tunisia ed Etiopia), un modello elaborato in collaborazione con la Banca Mondiale e il MEF, basato sull'analisi del mercato del lavoro del Paese di origine e di quello di destinazione dei flussi migratori e sull'individuazione delle competenze maggiormente richieste, per progettare interventi di formazione mirati e favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, con attenzione alla prevenzione del fenomeno della fuga dei cervelli. Il Ministero del lavoro è inoltre attivamente coinvolto nelle iniziative di formazione professionale e civico-linguistica ai sensi dell'art. 23 del decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo Unico sull'immigrazione).
Il Ministero dell'istruzione e del MIMmerito (MIM) ha curato prevalentemente (finanziamento complessivo di 5,5 milioni) l'internazionalizzazione degli Istituti tecnici superiori (ITS Academy) e l'attuazione dei Memorandum d'intesa sottoscritti con Etiopia (dicembre 2023, cooperazione nel settore dell'istruzione tecnica), Egitto (marzo 2024, miglioramento della qualità dell'insegnamento della lingua italiana e cooperazione in materia di istruzione tecnica e professionale), Tunisia (aprile 2024, diffusione della lingua italiana e cooperazione ITS) e Algeria (dicembre 2024, istruzione generale e formazione tecnica professionale). Il Ministero dell'università e della ricerca (MURMUR) ha sostenuto la componente di formazione di alto livello e di cooperazione scientifica del Piano attraverso: bandi per il co-finanziamento di progetti scientifici congiunti con Algeria (1,5 milioni di euro) e Tunisia (1 milione di euro); accordi su alta formazione e ricerca con Tunisia, Algeria e Marocco; la firma di accordi per 4,5 milioni di euro a sostegno della riforma dell'Università di Addis Abeba e dell'avvio di un hub di formazione spaziale presso il Centro Luigi Broglio in Kenya; il sostegno alla creazione, attraverso il DL n. 25 del marzo 2025, di una Scuola superiore a ordinamento speciale non statale per la formazione di figure professionali in ambito agronomico, digitale e di sostenibilità, operativa dall'anno accademico 2026/2027; la partecipazione del MUR, a fianco di fondazioni, istituzioni accademiche ed enti di ricerca, per la realizzazione di percorsi formativi specializzati in transizione energetica; l'iniziativa Research Capacity with Africa (RCA), lanciata in seno al G7 Scienza e Tecnologia 2024, con un bando da 1 milione di euro per progetti congiunti tra università italiane, africane e partner G7 e un roadshow nelle Nazioni target del Piano (con tappe in Marocco a giugno 2024 ed Etiopia a gennaio 2025); nell'ambito del PNRR, Iniziative Educative Transnazionali (TNE) e di internazionalizzazione dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) che coinvolgono complessivamente istituzioni di 36 Nazioni africane per oltre 46 milioni di euro; iniziative di mobilità di ricercatori kenyoti presso infrastrutture di ricerca e centri nazionali finanziati dal PNRR (500mila euro). Il Ministero della cultura (MICMIC) si è impegnato nella valorizzazione della presenza culturale italiana in Africa come elemento di soft power e di costruzione di relazioni di lungo periodo, con progetti quali: il gemellaggio tra il Parco Archeologico del Colosseo e l'anfiteatro di El Jem in Tunisia e il programma di formazione per la conservazione dei siti di Kerkouane, Pupput e Neapolis, con la creazione di «itinerari archeologici» a vocazione turistica; il negoziato per la conclusione di un memorandum per il gemellaggio tra il Parco Archeologico di Pompei e la città antica di Timgad in Algeria; il programma World Heritage in Africa: Processes and Strategies (WHAPS), per rafforzare le competenze locali nel settore del patrimonio culturale. IlMin Salute Ministero della Salute ha operato sulla direttrice sanitaria del Piano, puntando a migliorare i sistemi sanitari locali, la formazione del personale medico-sanitario e l'accesso alle cure nelle Nazioni partner, nonché a promuovere iniziative di telemedicina e di cooperazione tra reti ospedaliere italiane e africane. In questo quadro, le missioni a livello politico a Brazzaville (febbraio 2026) e a Nouakchott (aprile 2026) hanno permesso di visitare le principali strutture sanitarie congolesi e mauritane. Il Ministro per lo sport e i giovaniMinistro per lo sport e i giovani ha sostenuto lo sport e le politiche giovanili come leve di cooperazione e di costruzione di relazioni tra comunità e territori, anche attraverso: l'evento "Enrico Mattei: cooperazione internazionale, Africa e nuove generazioni", svoltosi il 28 aprile 2026 in occasione del 120° anniversario della nascita di Enrico Mattei, volto a sottolineare il ruolo delle nuove generazioni e del terzo settore nell'attuazione del Piano; l'evento "YOUTH4HERITAGE - Rising voices from Naples", tenutosi durante la II edizione della UNESCO Naples Conference on Cultural Heritage in the 21st Century (4 - 6 giugno 2025), che ha visto la partecipazione di giovani da Ghana, Uganda, Libia, Egitto e Algeria; la valorizzazione della possibilità di svolgere il servizio civile universale nelle Nazioni del continente africano (più di 80 progetti in corso di realizzazione o in fase di avvio). Il Ministro per le Ministro per le disabilitàdisabilità partecipa al Piano Mattei con un intervento specifico in Kenya del valore complessivo di 250.000 euro, avviato a marzo 2026, in coincidenza con le celebrazioni dell'ottavo centenario della morte di San Francesco. Il progetto, denominato "Laboratorio dei talenti", è realizzato in partenariato con AICS sede di Nairobi e il Cottolengo Mission Hospital di Chaaria, struttura di riferimento nel territorio della Contea di Meru per l'assistenza e l'inclusione delle persone con disabilità. L'iniziativa mira a promuovere l'inclusione sociale e lavorativa di persone con disabilità intellettive e relazionali attraverso la creazione di due laboratori professionali di falegnameria e sartoria, che offriranno formazione tecnica, inserimento lavorativo protetto e opportunità di produzione artigianale con ricadute sulla sostenibilità economica del progetto. Le sinergie con il Sistema ItaliaSul fronte delle sinergie con il Sistema Italia, la Relazione evidenzia come la Banca d'ItaliaBanca d'Italia abbia promosso il dialogo con le istituzioni finanziarie internazionali attraverso alcuni eventi, fra cui la conferenza Africa Growth and Opportunity: Research in Action (AGORA, tenutasi a Palermo a nell'autunno 2025) e, più recentemente, il convegno internazionale Laying the Groundwork for Jobs in Africa: Core Infrastructure & Business Environments (marzo 2026). Accanto a Cassa Depositi e Prestiti, perno della struttura finanziaria e gestore del Fondo Italiano per il Clima, SACESACE ha operato su tre versanti: 1) garanzie all'export e all'internazionalizzazione delle aziende italiane per oltre 4 miliardi di euro, a supporto di investimenti nelle Nazioni africane coinvolte nel Piano; 2) la formazione attraverso l'Africa Champion Program, che nella prima edizione ha coinvolto 250 referenti aziendali di 230 imprese italiane in tre moduli formativi sulle Nazioni e su alcuni settori chiave del Piano (energia, infrastrutture, agroalimentare) e in una fase di business matching con controparti africane, mentre nella seconda edizione, conclusasi nella primavera 2026, ha introdotto due nuovi moduli su collaborazioni multilaterali e materie prime critiche; 3) sul versante della promozione commerciale, nell'ambito della Push Strategy, con diversi eventi di business matching tra aziende italiane e controparti africane, tra cui in Costa d'Avorio (luglio 2025) e Senegal (settembre 2025), nonché un'iniziativa congiunta con Africa Finance Corporation e CDP (novembre 2025) dedicata a progetti lungo il Corridoio di Lobito. Come riportato nella Relazione, mentre SIMESTSIMEST ha attivato la «Misura Africa» a sostegno delle imprese italiane operanti nelle Nazioni del Piano (200 milioni, con 148 operazioni deliberate per un ammontare di 116 milioni di euro), l'Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) ha rafforzato la propria presenza nel continente - attraverso una rete composta da dodici uffici, punti di corrispondenza e desk per l'assistenza - per affiancare le imprese italiane, in particolare le PMI, nell'accesso ai mercati africani, svolgendo al contempo attività di capacity building a favore delle controparti imprenditoriali locali. Accanto alla partecipazione alle principali manifestazioni fieristiche, le attività hanno incluso workshop, missioni imprenditoriali, studi di fattibilità e corsi di formazione su tematiche settoriali. L'Agenzia ha inoltre invitato circa 1.200 operatori provenienti da 25 mercati africani a partecipare a fiere e manifestazioni specializzate in Italia. Uno degli strumenti di maggiore continuità nell'azione di ICE in Africa è il programma Lab Innova for Africa, intitolato alla memoria dell'Ambasciatore Luca Attanasio, finalizzato alla formazione tecnico-manageriale delle imprese africane per operare con efficacia nel mercato italiano ed europeo in settori quali l'agroindustria, l'ICT, la moda, l'avicoltura, l'economia circolare e i trasporti (con il coinvolgimento di oltre 700 aziende africane). Nel 2026, Lab Innova si è rivolto a imprese e start-up in Ghana, Angola, Kenya, Marocco, Nigeria, Tunisia, Uganda. La Relazione rileva poi che contributi importanti all'attuazione del Piano Mattei provengono dalla Altri entiScuola Nazionale dell'Amministrazione nella dimensione del capacity building istituzionale: attraverso il progetto «Rafforzamento delle capacità degli alti funzionari pubblici in 4 Paesi pilota» - finanziato dalla cooperazione allo sviluppo per 6,5 milioni di euro e formalizzato con MoU firmati con Tunisia, Kenya, Etiopia e Costa d'Avorio - sono stati avviati percorsi formativi rivolti a 1.360 beneficiari, di cui 240 formatori e 1.120 alti funzionari delle amministrazioni pubbliche partner. Ancora, altri enti partecipano all'attuazione del Piano, fra cui: l'Agenzia Spaziale Italiana, impegnata a costruire un solido partenariato nel settore dello spazio con il continente africano, attraverso iniziative su più livelli (formazione, ricerca congiunta e diplomazia multilaterale); Leonardo (fornitura di tecnologie digitali e soluzioni per rafforzare lo sviluppo agricolo e tecnologico del continente africano); la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e l'ANCI, che favoriscono la mobilitazione del sistema delle amministrazioni locali come vettore di partenariato con i territori africani, sulla base di una cooperazione decentrata già attiva fra comuni italiani e africani; Confindustria, soprattutto nella progettazione e realizzazione dei percorsi di formazione professionale e di alta formazione nelle Nazioni coinvolte nel Piano Mattei; la Fondazione MedOr, principalmente nei settori di intervento ad alto contenuto tecnologico-innovativo. La collaborazione con il terzo settore e la diaspora africanaLa Relazione ricorda che il Piano Mattei riconosce un ruolo Terzo settore e diaspora africanastrutturale al terzo settore e alla diaspora africana. Considerato che le organizzazioni della società civile sono portatrici di una presenza radicata nei territori, di relazioni fiduciarie consolidate con le comunità beneficiarie e di qualificate competenze settoriali, la Cabina di regia del Piano include le tre principali reti della società civile italiana - AOI, CINI e Link 2007, nonché una rappresentanza della diaspora africana in Italia, valorizzata come ponte culturale, economico e relazionale con l'Africa. Sul piano operativo la Relazione segnala interventi nel settore della sanità (CUAMM-Medici con l'Africa in Costa d'Avorio ed Etiopia), dell'istruzione (REUSSIR, per ridurre la dispersione scolastica e la povertà educativa di bambini e ragazzi a rischio attraverso alleanze educative locali), dell'agricoltura (FOCSIV e CARITAS in Etiopia per lo sviluppo sostenibile di catene del valore per cereali e legumi), del rafforzamento della Pubblica Amministrazione (Sant'Egidio in Costa d'Avorio); i Salesiani e l'Istituto Don Bosco operano come partner educativi di lungo corso. |
IL CONSOLIDAMENTO DELL'ARCHITETTURA FINANZIARIALa Relazione sottolinea che uno dei principali risultati del periodo considerato è rappresentato dal Consolidamento dell'architettura finanziaria del Piano Matteiconsolidamento dell'architettura finanziaria del Piano Mattei, attraverso la piena operatività degli strumenti già previsti e la loro integrazione in un sistema coerente. Tale evoluzione è stata riconosciuta dalla Peer Review DAC-OCSE del maggio 2026, che ha evidenziato il carattere innovativo degli strumenti finanziari adottati, inclusa la conversione del debito per finalità di sviluppo e il sostegno alle banche multilaterali di sviluppo per potenziare la loro capacità di prestito. La collaborazione con le istituzioni internazionaliLa Relazione rimarca che l'architettura finanziaria del Piano ha assunto particolare rilievo nel raccordo con le principali istituzioni finanziarie internazionali, con effetto moltiplicatore dell'impatto della dotazione bilaterale italiana. In sintesi: È stata rafforzata la partnership strategica tra il Piano e la Banca MondialeBanca Mondiale, con una discussione focalizzata sui meccanismi di co-finanziamento e di finanza mista a sostegno dei progetti africani e la formalizzazione ad aprile 2025 di un accordo quadro di co-finanziamento, che ha previsto una task force permanente a Roma per la co-pianificazione e il co-finanziamento di progetti in Africa. Tra i risultati tangibili della collaborazione con il Gruppo Banca Mondiale figura l'apertura, nel corso del 2025, di un ufficio dell'International Finance Corporation (IFC) del Gruppo Banca Mondiale a Roma, espressamente orientato a sostenere le iniziative del Piano Mattei e a facilitare la strutturazione di operazioni di project finance in Africa con la partecipazione di investitori italiani. L'Italia e la Banca africana di sviluppoBanca Africana di Sviluppo (AfDB) hanno istituito un fondo multilaterale nell'ambito del Mattei Plan-Rome Process Financing Facility (RPFF), con una dotazione di 137 milioni di euro da fondi italiani, 25 milioni di dollari dagli Emirati Arabi Uniti e oltre 10 milioni di euro dalla Danimarca. In questa cornice, l'AfDB si è impegnata a co-investire almeno un euro per ogni euro conferito dai Paesi partecipanti. Il UNDPProgramma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) è tra i principali partner multilaterali del Piano, in particolare nei settori dello sviluppo, dell'innovazione digitale e della finanza climatica. La collaborazione comprende iniziative - come la Platform for Investment Support and Technical Assistance (PISTA), il programma Energy for Growth in Africa (E4G), il Programma Digital Flagship e l'AI Hub for Sustainable Development - finalizzate a rendere bancabili progetti di energia pulita, ridurre il divario digitale, sostenere start-up africane e rafforzare le competenze locali in settori strategici. È stata approfondita la collaborazione con Africa Finance Corporationl'Africa Finance Corporation (AFC), principale istituto di finanziamento delle infrastrutture africane. La cooperazione rafforza in particolare il coinvolgimento italiano nel Corridoio di Lobito e nelle piattaforme di co-investimento infrastrutturale nel continente africano. Nel settore agroalimentare, la collaborazione con il IFAD e FAOFondo internazionale per lo sviluppo agricolo (IFAD) e con l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) ha consentito di strutturare interventi integrati per il rafforzamento delle filiere locali (ad esempio il programma TERRA). Gli strumenti dell'architettura finanziariaLa Relazione fa presente che, nel biennio 2024-2025, l'architettura finanziaria del Piano si è arricchita di strumenti innovativi, concepiti per rispondere alle specificità dei mercati africani e attrarre capitali privati in modo strutturato. In sintesi: La RPFFMattei Plan and Rome Process Financing Facility (RPFF) - istituita presso la Banca Africana di Sviluppo con la partecipazione iniziale di Italia, Emirati Arabi Uniti e Danimarca - finanzia progetti strategici nei settori prioritari del Piano, con particolare riferimento a infrastrutture, energia e acqua. Il meccanismo prevede il co-investimento dell'AfDB in misura almeno pari alle risorse conferite, generando un significativo effetto leva. La componente italiana ammonta a 90 milioni di euro per ciascun progetto in finanziamenti concessionali, integrati da 47 milioni di euro per contributi a fondo perduto. La piattaforma GRAFGrowth and Resilience Platform for Africa (GRAF), gestita da CDP, è dedicata al rafforzamento del settore privato africano. Mira a sostenere investimenti produttivi, crescita del tessuto imprenditoriale locale e occupazione, con particolare attenzione ai giovani, attraverso strumenti finanziari innovativi e partnership con istituzioni multilaterali e operatori privati, facilitando l'accesso al credito e al capitale per le imprese africane. Il Plafond AfricaPlafond Africa è lo strumento che consente a Cassa Depositi e Prestiti di impegnare fino a 500 milioni di euro di risorse proprie a favore di imprese stabilmente operative in Africa, con garanzia statale all'80% (art. 10 del decreto-legge n. 89 del 2024). Nel 2025 CDP ha deliberato due operazioni per complessivi 160 milioni di euro: la prima da 110 milioni di euro (novembre 2025) per la realizzazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo in Egitto; la seconda da 50 milioni di euro (dicembre 2025) per investimenti nella filiera agricola in undici Paesi africani fra cui Egitto, Angola, Ghana, Tanzania e Senegal, nell'ambito di un più ampio prestito da 419 milioni di dollari con istituzioni finanziarie internazionali. La disponibilità residua del Plafond al 30 giugno 2026 è di circa 320 milioni di euro. Altro elemento centrale del Piano è rappresentato dagli Strumenti di finanza mista e attrazione del capitale privatostrumenti di finanza mista e attrazione del capitale privato, combinando risorse pubbliche e capitali privati per ridurre il rischio degli investimenti in contesti caratterizzati da maggiore complessità operativa, accrescere l'attrattività dei progetti e massimizzare l'effetto leva delle risorse pubbliche. Tra gli strumenti impiegati figurano contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie e partecipazioni al capitale. La controgaranzia dello Stato rafforza poi ulteriormente la capacità di mobilitare investimenti privati. La conversione del debitoNel 2025 è stata avviata la Conversione del debitoconversione di circa 269 milioni di euro di crediti bilaterali italiani verso Paesi africani a basso o medio reddito in progetti di sviluppo concordati con i Paesi partner. L'iniziativa prevede nei prossimi dieci anni la conversione dell'intero debito dei Paesi meno sviluppati e una riduzione del 50% del debito per i Paesi a reddito medio-basso, in un contesto in cui almeno 22 Paesi africani risultano in situazione di stress debitorio o ad alto rischio e il debito estero del continente supera i 1.000 miliardi di dollari. |
PROMOZIONE DEL PIANO MATTEI E DELLE OPPORTUNITA' PER IL SISTEMA ITALIALa Relazione ricorda che la Struttura di Missione come punto di raccordoStruttura di Missione opera come punto di raccordo tra il tessuto imprenditoriale italiano, le istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e gli operatori privati (CDP, SACE, SIMEST e le principali banche multilaterali di sviluppo attive nei Paesi partner), promuovendo altresì la conoscenza del Piano Mattei, dei suoi strumenti operativi e delle opportunità che esso offre alle imprese italiane attraverso eventi internazionali, missioni istituzionali e forum economici. La Relazione sottolinea anche l'impegno della Struttura di Missione nella costruzione di Collaborazioni triangolaricollaborazioni triangolari con ulteriori partner internazionali in Africa, come dimostrato dalla missione istituzionale e imprenditoriale svoltasi a Luanda nel gennaio 2026, con la partecipazione di imprese italiane ed emiratine e focus sui settori di energia, infrastrutture, digitale e acqua. Sul piano nazionale, la Relazione evidenzia poi come, nel periodo di riferimento, Linee di intervento di CDPCDP, in qualità di gestore del Fondo Italiano per il Clima, ha portato avanti un'intensa attività di promozione degli strumenti finanziari disponibili nel Piano per sostenere gli investimenti del settore privato italiano nei Paesi partner, seguendo tre principali linee di intervento: i) incontri bilaterali con grandi imprese italiane capo-filiera, sia con riferimento al continente africano sia con riguardo ad aree geografiche extra-africane; ii) un ciclo di workshop informativi settoriali rivolti alle imprese - promosso in raccordo con la Struttura di Missione e in collaborazione con Confindustria, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e le principali associazioni di categoria – dedicati alle filiere dell'energia, delle infrastrutture e del ciclo idrico, della meccanica, dell'ICT e del digitale, dell'agroindustria e dell'agribusiness, con ulteriori appuntamenti previsti per i comparti farmaceutico, biomedicale e geotermia; iii) iniziative di matchmaking finalizzati a favorire l'incontro diretto tra imprese italiane, operatori economici e istituzioni finanziarie dei Paesi partner, anche attraverso sessioni business-to-business sulla piattaforma digitale di CDP. La Relazione fa inoltre presente che un indicatore rilevante della centralità assunta dall'Italia nel sistema della cooperazione finanziaria internazionale, anche grazie al Piano Mattei, è rappresentato dalla crescente attenzione delle principali istituzioni finanziarie multilaterali verso il nostro Paese, che sempre più spesso individuano Roma sede privilegiata di dialogo con il sistema produttivo e istituzionale italianoRoma come sede privilegiata di dialogo con il sistema produttivo e istituzionale italiano. In tale contesto, il 4 marzo 2026 il Presidente del Gruppo della Banca Africana di Sviluppo ha incontrato a Roma, in formato ristretto, rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano, in un confronto dedicato alla cooperazione industriale, ai corridoi infrastrutturali, alla transizione energetica ed agli investimenti sostenibili. Nella medesima prospettiva si colloca l'incontro del 6 ottobre 2025 tra il Direttore Globale per la gestione delle risorse idriche della Banca Mondiale e gli operatori italiani del settore idrico, per una presentazione della strategia dell'istituzione e della pipeline di progetti e sessioni operative dedicate. |
LA QUOTA PIANO MATTEI DEL FONDO ITALIANO PER IL CLIMA:INTERVENTI DELIBERATI AL 30 GIUGNO 2026La Relazione evidenzia la piena operatività nel 2025 della Piena operatività della Quota Piano Mattei del Fondo Italiano per il ClimaQuota Piano Mattei del Fondo Italiano per il Clima. I DPCM del 30 luglio 2024 e del 30 ottobre 2024 hanno definito le competenze del Comitato Tecnico - attualmente composto da rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del MAECI, del MEF e del MASE – che è l'organismo incaricato di valutare e deliberare i progetti in Africa finanziati con le risorse del Fondo Italiano per il Clima. La gestione delle risorse della quota del Fondo Clima destinata al Piano Mattei, analogamente a quanto previsto per la quota rivolta ai Paesi extra-africani, è affidata a Cassa Depositi e Prestiti. Fin dal suo insediamento, avvenuto il 29 novembre 2024, il Comitato ha operato per dare attuazione al quadro normativo previsto dalla legge istitutiva del Fondo Italiano per il Clima. In particolare, ha contribuito all'adozione del Decreto interministeriale su criteri, modalità e condizioni della garanzia sulle obbligazioni del Fondodecreto interministeriale relativo ai criteri, alle modalità e alle condizioni della garanzia statale di ultima istanza, volta a a coprire le obbligazioni assunte dal Fondo in relazione alle garanzie che esso può concedere a favore di prestiti erogati ai destinatari finali da finanziatori terzi. Tale attività ha consentito al Comitato di deliberare progetti e interventi già nei primi mesi successivi alla sua costituzione. Nel periodo considerato, la Relazione sottolinea che il Comitato Tecnico si è riunito 19 volte e ha ricevuto, esaminato e approvato 15 interventi in Africa, per un importo deliberato Comitato Tecnicocomplessivo pari a circa 1,2 miliardi di euro, di cui 936,7 milioni nel solo anno preso in esame dal documento (1° luglio 2025 – 30 giugno 2026). La Relazione rileva inoltre che l'evoluzione legislativa e operativa della governance del Fondo è stata Valutazione della Corte dei Conti sulla governance del Fondovalutata positivamente dalla Corte dei conti, come attestato dalla deliberazione n. 45/2026/G, adottata il 4 maggio 2026 dalla Sezione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato. Tale deliberazione è intervenuta all'esito dell'indagine avviata sul Fondo Italiano per il Clima, che ha coinvolto la Struttura di Missione del Piano Mattei, il MASE, il MEF, il MAECI e CDP, prendendo in esame l'assetto normativo, la governance, i meccanismi operativi e lo stato di attuazione del Fondo. In particolare, la Corte ha espresso una valutazione favorevole sul ruolo svolto dalla Struttura di Missione del Piano Mattei nel supportare l'attività di individuazione dei progetti da parte di CDP, rilevando come tale attività abbia favorito lo sviluppo di "relazioni privilegiate con partner internazionali attivi nel continente africano (Stati terzi, organizzazioni internazionali, banche multilaterali, ecc), con risultati evidenti già nel 2025". La Corte ha inoltre apprezzato l'azione di promozione condotta a livello istituzionale nei principali consessi multilaterali, tra cui COP, Assemblea Generale delle Nazioni Unite e G7, nonché il coordinamento operativo realizzato dal MAECI, attraverso la rete diplomatica e consolare, per l'individuazione di progettualità coerenti con il Piano. In tale quadro "l'azione del MAECI ha contribuito in maniera significativa all'ampliamento della pipeline di progetti per il 2026". |
Interventi deliberati dal Comitato tecnico a partire dal 29 novembre 2024Di seguito la tabella, riportata nella Relazione, che sintetizza gli interventi deliberati dal Comitato Tecnico per la Quota Piano Mattei del Fondo Italiano per il Clima a partire del 29 novembre 2024, che rappresentano il nucleo operativo del sostegno del Fondo al Piano:
Fonte: Relazione, pag 33
|
Interventi deliberati prima della costituzione del Comitato tecnicoDi seguito la tabella, riportata nella Relazione, che sintetizza gli interventi deliberati prima della costituzione del Comitato Tecnico:
Fonte: Relazione, pag 34
|
Il razionale climatico degli interventiLa valutazione della performance ambientale e Valutazione della performance ambientale e climaticaclimatica di ciascun intervento a valere su risorse del Fondo Italiano per il Clima è condotta da Cassa Depositi e Prestiti, nell'ambito di un processo istruttorio integrato che affianca l'analisi climatica a quella finanziaria, economica, tecnica e di rischio-Paese. In particolare, CDP verifica la coerenza degli obiettivi climatici con gli impegni internazionali assunti dall'Italia, applica l'indicatore Rio Marker per la classificazione degli interventi rispetto agli obiettivi di mitigazione e/o adattamento, e stima - ove possibile su base quantitativa – le emissioni di gas serra evitate, la nuova capacità rinnovabile installata e i beneficiari diretti e indiretti delle misure di adattamento. Tale valutazione è effettuata in modo complementare e integrato rispetto alle analisi di solidità finanziaria delle controparti, di bancabilità dei progetti, di compliance normativa e di gestione dei rischi ESG. In caso di co-finanziamento con altre istituzioni finanziarie internazionali, le valutazioni svolte da Banca mondiale, IFAD e Banca Africana di Sviluppo si affiancano a tale attività.
Seguono tre tabelle, contenute nella Relazione, elaborate sulla base dell'analisi dei dati comunicati dal MASE e recepiti dall'OCSE e dalla Commissione europea, che sintetizzano il razionale climatico degli interventi deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima a partire dal 29 novembre 2024, nonché degli interventi approvati in precedenza e di quelli a valere sulle risorse del Rome Process - Mattei Plan Financing Facility, al fine di evidenziare come i contributi erogati attraverso il Fondo contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi internazionali di finanza per il clima. In particolare, per gli interventi deliberati dal Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima a partire dal 29 novembre 2024:
Fonte: Relazione, pag 35
Per gli
interventi deliberati prima della costituzione del Comitato Tecnico del Fondo Italiano per il Clima:
Fonte: Relazione, pag 40
Per gli
interventi a valere sulle risorse del Rome Process - Mattei Plan Financing Facility (RPFF):
Fonte: Relazione, pag 41
La Relazione esplicita che i dati e le stime riportati nelle colonne "Obiettivo climatico" e "Stima impatti/Output" sono tratti dalle relazioni istruttorie dei progetti presentati al Comitato Tecnico del FIC e, per gli interventi a valere sul
Rome Process - Mattei Plan Financing Facility, dalle relative relazioni istruttorie del RPFF. Le stime quantitative - che si basano tra gli altri sui dati elaborati dalle principali Organizzazioni internazionali, tra cui Banca Mondiale - sono da intendersi come valori indicativi alla data dell'approvazione di ciascun intervento e potranno essere oggetto di revisione nel corso della vita del progetto sulla base del monitoraggio degli indicatori di performance climatica.
|