Cessione a titolo gratuito di Nave Libra con i relativi materiali iscritti negli inventari a favore della Repubblica di Albania 21 luglio 2025 |
PremessaLo scorso 9 luglio il Ministro della Difesa ha trasmesso alle Camere lo schema di decreto interministeriale (atto del Governo n. 278), concernente la cessione, a titolo gratuito, della "Nave Libra" con i relativi materiali iscritti negli inventari a favore della Marina Militare della Repubblica di Albania.
Lo schema di decreto è stato, quindi, assegnato, alla Camera, alle Commissioni riunite III (Affari esteri) e IV (Difesa) e, al Senato, alla III Commissione Affari esteri e Difesa. Le richiamate Commissioni devono esprimere il relativo parere entro il 30 luglio 2025. Allo schema di decreto in esame è allegata una Il contenuto dell'Allegato tecnicorelazione redatta dal IV Reparto - Logistica e Infrastrutture dello Stato maggiore della Difesa (datata maggio 2025), recante informazioni di dettaglio sia in relazione al contenuto della cessione in esame sia, più in generale, alla situazione interna del Paese, con particolare riferimento al quadro securitario e delle relazioni internazionali. Con riferimemto alle finalità della cessione in esame, il Govero fa presente che la medesima "ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate albanesi, si inquadra nell'ambito del sostegno alle istituzioni del citato Paese, rafforzato dalla firma di un trattato di amicizia e collaborazione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Albanese entrato in vigore il 5 ottobre 2020. Lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale)".
In relazione alla materia in esame
Cessioni a titolo gratuito disposte nella XVIII legislatura ex art. 303 comma 1 del COM
si ricorda che nel corso delle ultime legislature
il Governo ha sottoposto al parere parlamentare diversi schemi di decreto ministeriale concernenti cessione a titolo gratuito di materiale di armamento non più in uso allo Stato italiano ad altri Stati.
In particolare, nella precedente legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo s
chema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala
di n. 2 VM-90P (Veicolo Multiruolo nella versione Protetta); n. 200 scudi quadrati (marca Mirafan); n. 200 caschi con maschera (marca Protos9; n. 50 scudi tondi (atto del Governo n. 195).
Sempre nel corso della XVIII legislatura le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole sullo
schema di decreto n. 98, concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento al
Dipartimento delle truppe dei carabinieri
(DTC)
moldavo e e sullo
schema di decreto n. 258,
concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze Armate della Repubblica del Niger.
Per quanto riguarda la corrente legislatura il Governo ha presentato alle Camere i seguenti schemi di decreto:
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate della Repubblica del Niger (Atto n. 251).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 252).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate di Gibuti (Atto n. 256).
Schema di decreto interministeriale concernente la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore delle Forze armate del Governo federale della Repubblica di Somalia (Atto n. 273).
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Presupposti normativiLa cessione a titolo gratuito di materiale di armamento difensivo obsoleto per cause tecniche - nello specifico dell'Unità Navale Libra - in favore della Marina Militare della Repubblica di Albania, trova la propria base giuridica nell'I presupposti della cessione a titolo gratuito di armamentiarticolo 311 del decreto legislativo n. 66/2010 (Codice dell'ordinamento militare) in forza del quale il Ministero della difesa è autorizzato a cedere a titolo gratuito materiali non d'armamento, dichiarati fuori servizio o fuori uso, a Paesi in via di sviluppo e Paesi partecipanti al Partenariato per la Pace, nell'ambito dei vigenti accordi di cooperazione, ovvero a organismi di volontariato di protezione civile iscritti negli appositi registri (comma 1, lettere a) e b)).
Per completezza di informazione si ricorda che con riferimento
alla cessione di beni mobili a titolo oneroso l'articolo 310 del Codice dell'ordinamento militare prevede una differente regolamentazione. In particolare, il regolamento (TUOM), secondo le procedure di modifica da esso previste, individua, nell'ambito delle pianificazioni di ammodernamento connesse al nuovo modello organizzativo delle Forze armate, i materiali e i mezzi suscettibili di alienazione e le procedure, anche in deroga alle norme sulla contabilità generale dello Stato, nel rispetto della legge 9 luglio 1990,n. 185.
La cessione di materiali d'armamento dichiarati obsoleti per cause tecniche in favore di tali soggetti è consentita esclusivamente per materiali difensivi previo parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari (comma 2). In relazione alla citata disciplina, la Relazione allegata allo schema di decreto in esame sottolinea che nel caso di specie sussistono i requisiti giuridici necessari per la formalizzazione della cessione:
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ContenutoLo schema di decreto in oggetto reca la cessione a titolo gratuito, in favore delle Marina Militare della Repubblica di Albania, dell'Unità Navale Libra. Come sopra rilevato, il Governo fa presente che Nave Libra è stata posta nella posizione amministrativa di Riserva con Tabella di Disponibilità 2 (RTD 2) a partire dal 1° maggio 2025 in quanto obsoleta per cause tecniche. Nave Libra, appartenente alle unità della Classe Cassiopea, varate tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, ha accumulato oltre trent'anni di servizio. Questo lungo impiego ha comportato un naturale deterioramento delle strutture e un crescente divario tecnologico rispetto agli standard attuali. Sebbene siano state effettuate modernizzazioni, le capacità sensoriali, di comunicazione e di combattimento delle navi della Classe Cassiopea non sono più al passo con gli attuali standard tecnologici e le moderne missioni della Marina Militare che richiedendo navi con maggiore autonomia, capacità di difesa e versatilità. La scheda tecnica predisposta dallo Stato Maggiore della Difesa ed allegata allo schema in esame sottolinea, inoltre, che Nave Libra è stata progettata e costruita con l'obiettivo primario di svolgere compiti di pattugliamento e sorveglianza in ambito difensivo. Le sue capacità operative, pertanto, sono orientate alla protezione delle acque territoriali e alla difesa delle zone di interesse nazionale, piuttosto che alla proiezione di forza in scenari di guerra ad alta intensità. Nello specifico, si legge nella scheda "i compiti principali dell'unità sono il pattugliamento delle coste nazionali, la vigilanza sull'attività di pesca, il controllo dei flussi migratori, la ricerca e soccorso per la salvaguardia della vita umana in mare e le operazioni antinquinamento. L'attività operativa primaria è da sempre quella della Vigilanza Pesca con l'Operazione "Constant Vigilance", per la protezione degli interessi economici nazionali e la tutela della normativa internazionale sulla pesca. Tale missione viene svolta principalmente nel Canale di Sicilia".
Finalità della cessioneCome in precedenza rilevato scopo del provvedimento è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze Armate italiane e le Forze Armate albanesi, nell'ambito delle attività di sostegno alle istituzioni albanesi. Tale finalità, come riporta anche la relazione, risulta rafforzata dalla firma di un trattato di amicizia e collaborazione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Albanese entrato in vigore il 5 ottobre 2000. La relazione riporta che lo scambio di materiali nell'ambito della Difesa contribuisce ad accrescere l'interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell'ottica di un desiderio condiviso di voler operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi. Viene inoltre specificato che la cessione sarà finalizzata presumibilmente entro dicembre 2025 e che la stessa non comporterà oneri aggiuntivi. La cessione si inserisce nel quadro di una cooperazione bilaterale tra Italia e Albania nel settore della Difesa. Tale cooperazione è volta a:
Inoltre, la relazione evidenzia che, alla luce della prioritaria importanza assegnata dalla Difesa italiana all'Albania - Paese influente e chiave negli equilibri dell'area balcanica - è stata avviata una cooperazione strutturata, basata su una roadmap pluriennale 2021-25, finalizzata a colmare i gap capacitivi individuati congiuntamente. A sostegno di detto approccio, il Piano di Cooperazione tra Italia e Albania per il 2024 è stato articolato su un totale di 37 attività, di cui 26 in Italia e 11 in Albania. Infine, la relazione riporta che, a livello ministeriale, è in corso di negoziazione un Agreement on Bilateral Cooperation in defense and security (secondo quanto affermato nella scheda fornita dallo Stato maggiore della Difesa, infatti, l'analogo accordo sottoscritto nel 1995 risulta non più in vigore). |
La situazione interna del Paese e la politica estera
In via generale
Politica estera e rapporti bilaterali ed economici Italia - Albania
si ricorda che dopo l'ingresso nella NATO, avvenuto il 1° aprile
2009, la priorità della politica estera albanese riguarda l'integrazione nell'Unione Europea.
D
al giugno 2014 l'Albania è Paese candidato all'adesione all'UE.
Il percorso di integrazione europea dell'Albania ha conosciuto un importante passo avanti in seguito alla decisione del Consiglio europeo, il 25 marzo 2020, di adottare le Conclusioni
per l'apertura dei negoziati di adesione con l'Albania e la Macedonia del Nord.
Il 12 maggio 2021, la Commissione europea ha certificato che
l'Albania ha soddisfatto tutte le condizioni fissate dal Consiglio europeo per la convocazione della prima Conferenza intergovernativa (CIG) che ha avuto luogo il
19 luglio 2022, sancendo l'apertura ufficiale dei negoziati di adesione.
Il
7-8 settembre 2022, all'indomani dell'apertura dei negoziati di adesione all'UE, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato in visita ufficiale a Tirana (e Skopje), dove ha incontrato il Presidente della Repubblica, Bajram Begaj, il Primo Ministro, Edi Rama e la Presidente del Parlamento, Lindita Nikolla, oltreché il Sindaco di Tirana, Erion Veliaj. Il Presidente Begaj ha ricambiato la visita tra il 26 e il 27 maggio 2023, recandosi a Roma.
La Commissione ha quindi avviato Stato di attuazione dell'integrazione europeale procedure cd. di "screening", con cui si valuta l'allineamento del Paese all'acquis dell'UE secondo una ripartizione in "capitoli negoziali" e "gruppi" di capitoli (cd. "cluster").
Il primo "gruppo" di capitoli da aprire nei negoziati di adesione con i Paesi candidati è il Cluster 1, relativo a questioni "fondamentali", compreso lo stato di diritto e il sistema giudiziario. I negoziati su questo "cluster" sono stati avviati il 15 ottobre 2024, con una Conferenza
intergovernativa che si è svolta a margine del Consiglio Affari Generali a Lussemburgo.
Lo scorso 17 dicembre è stato possibile aprire anche i capitoli sulle "relazioni esterne" (cd. Cluster 6). Secondo la Commissione europea, l'Albania è già tecnicamente pronta per aprire anche i capitoli sul mercato interno (cd. Cluster 2), su "competitività e crescita inclusiva" (cd. Cluster 3) e "agenda verde e connettività sostenibile" (cd. Cluster 4).
Nel "Pacchetto Allargamento" 2024, la Commissione europea ha inoltre preso atto dell'obiettivo "ambizioso" dell'Albania di chiudere i negoziati entro il 2027 e si dice disponibile a sostenere Tirana, purché si "accelerino" le riforme UE (in materia di stato di diritto, lotta alla corruzione e al crimine organizzato e diritti fondamentali).
Dal
1° gennaio 2022, l'Albania occupa, per la prima volta nella sua storia, un seggio come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (biennio 2022-2023), in rappresentanza del Gruppo dei Paesi dell'Europa Orientale.
A Relazioni bilaterali dell'Albanialivello bilaterale,ulteriore importante obiettivo della politica estera albanese è quello di rafforzare il
partenariato strategico con gli Stati Uniti, visti come un attore particolarmente importante per la stabilità dei Balcani Occidentali.L'Albania mantiene rapporti strategici anche con la
Turchia. L'intesa fra Rama e Erdogan ha permesso di intensificare i legami politici, economici e culturali attraverso un costante dialogo politico di alto livello e la conclusione di diversi accordi bilaterali.
Tirana intrattiene, inoltre, rapporti con tutti i paesi della regione balcanica. In virtù dei legami etnici, l'Albania vanta una stretta relazione con il
Kosovo che sostiene economicamente e politicamente. Positivi sono anche i rapporti con la
Macedonia del Nord, fondati sulla presenza nel Paese di una cospicua minoranza albanese e dall'obbiettivo condiviso di adesione all'Unione europea.
Storicamente complessi sono i rapporti con la Grecia a causa della controversia sulla delimitazione dei confini marittimi (in principio le due parti hanno concordato di deferire la questione alla Corte Internazionale di Giustizia) e sulla questione della minoranza greca in Albania.
L'Italia è il principale partner economico-commerciale dell'Albania. Nel 2024, secondo i dati Istat, le importazioni italiane sono state pari a 1.433 milioni di euro, e le esportazioni italiane 1.886 milioni di euro, con un interscambio pari a 3.319 milioni di euro. Nel periodo gennaio-novembre 2024, l'Italia è stata il 1° Paese fornitore, con una quota del 21,3%, e il 1° Paese cliente, con una quota del 43,9%. (fonte: Osservatorio Economico del MAECI). In relazione allaPosizione nei confronti del conflitto Russo ucraino guerra in Ucraina, l'Albania ha condannato fermamente l'aggressione russa sostenendo l'integrità territoriale e l'indipendenza di Kiev. Tirana si è immediatamente allineata con tutte le misure (incluse le sanzioni) adottate dall'UE nei confronti della Russia e della Bielorussia e, in qualità di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha avuto un ruolo proattivo nelle iniziative di condanna nei confronti di Mosca. Sul fronte della Difesa il Presidente della Repubblica dell'Albania è il Comandante in Capo dStruttura della Difesaelle Forze Armate della nazione e in tempo di pace le funzioni vengono eseguite dal Primo Ministro e dal Ministro della Difesa. Dal Ministro della Difesa dipende il Capo di Stato Maggiore Generale, il quale ha alle dirette dipendenze le tre Forze Armate. La Difesa albanese ha una connotazione spiccatamente interforze. La forza autorizzata dalla legge (militari e civili) è pari a 7.500 unità. La suddivisione tra organi centrali e forze operative è di circa 50% e 50%. In particolare, nelle forze operative la suddivisione del personale impiegato è di massima la seguente: 2350 nella forza terrestre, 700 nella forza navale e 650 nella forza aerea. Dallo Stato Maggiore delle Forze Armate Albanesi (Forcat e Armatosura te Republikes se Shqiperise - FARSH) dipendono il comando della Forza Terrestre (Forca Tokesore), il comando della Forza Aerea (Forca Afrore - FASH) e il comando della Forza Navale (Forca Detare). Lo Stato Maggiore è anche responsabile dell'intelligence, delle operazioni e dell'addestramento, della logistica, della pianificazione, delle comunicazioni e della cooperazione civile-militare. I compiti delle Forze Armate albanesi sono sanciti dalla Costituzione e prevedono la protezione dell'integrità territoriale e il contrasto a minacce per la sicurezza, assistenza alla popolazione in caso di eventi naturali e difesa della Costituzione. Il Support Command fornisce servizi logistici, infrastrutturali e sanitari alle forze armate con un centro di addestramento congiunto, un battaglione di trasporto, un battaglione di supporto e un centro di riparazione e manutenzione tecnica. |
La collaborazione italiana con l'Albania nelle missioni internazionali e nelle iniziative di cooperazione allo sviluppoCon riferimento alla collaborazione italiana con l'Albania nelle missioni internazionali e nelle iniziative di cooperazione allo sviluppo la "Relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sullo stato degli interventi di cooperazione allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, riferita all'anno 2024, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2025" riporta le seguenti informazioni (per ulteriori approfondimenti si rinvia al relativo dossier):
Missione bilaterale di cooperazione delle Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell'area balcanica (scheda 18/2025) La missione intende assicurare il sostegno dell'Italia alle Istituzioni di polizia e giudiziarie dei Paesi dell'area balcanica. In tale ambito risultano di particolare rilevanza le seguenti attività volte al miglioramento e allo sviluppo a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione della citata area: Nell'anno 2025 l'Italia partecipa alla missione:
Il totale delle unità autorizzate per l'anno 2025 è, pertanto, pari a 101 unità (97 nel 2024 e 89 nel 2023). Per il 2025, gli oneri finanziari complessivi riferiti:
La relazione analitica sulle missioni internazionali in corso riferite al 2024, anche al fine della relativa proroga per l'anno 2025 (in particolare, la scheda 39/2024), riporta che l'attività svolta nel corso del 2024 in Albania dalla Guardia di Finanza, in stretto coordinamento con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Ministero dell'interno, ha assicurato: ‐ la consulenza e l'addestramento della Polizia di confine albanese al contrasto dei traffici illeciti via mare; ‐ la collaborazione con la citata Polizia per la sorveglianza del tratto di mare prospiciente le coste dell'Albania, la prevenzione e la repressione dei traffici illeciti in partenza dalle locali coste; ‐ l'esplorazione aerea e mappatura del territorio albanese per la rilevazione di piantagioni di cannabis, di norma condotta tra i mesi di maggio e ottobre di ogni anno. In particolare, la relazione riporta che nell'anno 2024, l'attività della Guardia di finanza in Albania ha consentito il conseguimento dei seguenti risultati: I risultati operativi raggiunti nel corso del 2024 testimoniano: Iniziative di cooperazione allo sviluppo e di sminamento umanitario (Scheda 22/2025) Con riferimento al primo di questi due interventi (cooperazione allo sviluppo) la scheda in esame fa riferimento a diverse iniziative di sviluppo e di emergenza umanitaria, suddivise per aree geografiche. Nello specifico, tali progetti riguardano l'Africa, l'Asia, il Medio Oriente, i Balcani occidentali e l'Europa orientale (Ucraina e Paesi limitrofi) e sono intesi a "fornire assistenza umanitaria, prevenire e contrastare le cause all'origine dell'instabilità politica e economica e dei conflitti locali e contribuire a porre le basi per la ricostruzione e lo sviluppo socio-economico dei Paesi coinvolti". Gli stanziamenti per interventi di cooperazione in Europa ammontano a euro 57.000.000€. All'interno di questo stanziamento si intendono finanziare anche nuovi progetti nell'area dei Balcani occidentali, coerentemente con il forte impegno dell'Italia a favore della stabilizzazione e del loro progressivo ingresso nell'Unione Europea. A tal proposito il Governo fa presente, in particolare, che in Albania, Bosnia-Erzegovina e Kosovo si potranno realizzare interventi volti al rafforzamento della sicurezza alimentare e al sostegno istituzionale. Interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza (Scheda 23/2025) Tale scheda fa riferimento ad interventi di sostegno ai processi di pace, stabilizzazione e rafforzamento della sicurezza. Per tali esigenze - che fanno riferimento ad interventi in diversi Paesi collocati in diverse aree geografiche del mondo - la quantificazione del fabbisogno finanziario per l'anno 2025 è di 27.357.000€. Tra gli obiettivi riportati per tali interventi, si segnala, nel dettaglio, quello di riconciliazione nella regione dei Balcani Occidentali con iniziative di dialogo "people-to-people" e di confidence building tra attori statali e non statali, di particolare interesse per i Paesi balcanici occidentali (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia). Partecipazione alle iniziative delle organizzazioni internazionali per la pace e la sicurezza (Scheda 24/2025) La scheda in esame fa presente che si intende erogare contributi volontari alle organizzazioni internazionali per assicurare anche nel 2025 il profilato ruolo dell'Italia nel settore del mantenimento della pace e sicurezza internazionali. Per tali esigenze, la quantificazione del fabbisogno finanziario per l'anno 2025 è pari a 24.601.956€. Per quanto riguarda l'area geografica inerente la scheda 24 si sottolinea che essa comprende anche interventi che interessano l'area balcanica ed in particolare anche l'Albania. In particolare, oltre alle iniziative in favore di Paesi destinatari di programmi della NATO di rafforzamento delle istituzioni e degli enti di sicurezza e difesa e di Paesi in cui si svolgono le Missioni civili dell'OSCE, vengono citate esplicitamente le seguenti iniziative: l'Iniziativa Adriatico Ionica (che interessa: Albania, Bosnia-Erzegovina, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia) e del Regional Cooperation Council/RCC (che interessa i seguenti Paesi: Albania, Bosnia e Erzegovina, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Turchia, Serbia). |