Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento Affari Esteri
Titolo: Rendiconto 2024 - Assestamento 2025
Riferimenti: AC N.2536/XIX AC N.2537/XIX
Serie: Progetti di legge   Numero: 472/1/0/3
Data: 04/08/2025
Organi della Camera: III Affari esteri


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Rendiconto 2024 - Assestamento 2025

4 agosto 2025
Schede di lettura - Profili di competenza della III Commissione Affari esteri


Indice

Rendiconto 2024|Assestamento 2025|


Il presente dossier è dedicato ai profili d'interesse della Commissione Affari esteri  presenti nei disegni di leggi recanti il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2024 (A.C. 2536) e l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2025 (A.C. 2537). Il disegno di legge di Rendiconto 2024 e quello di Assestamento 2025 sono stati presentati in prima lettura al Senato della Repubblica (rispettivamente A.S. 1566 e A.S. 1567), che li ha poi trasmessi alla Camera il 24 luglio 2025.

Per un inquadramento di carattere generale dei due provvedimenti finanziari si rinvia al dossier a cura del Dipartimento Bilancio del Servizio Studi.

Rendiconto 2024


Profili generali

 Lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale per l'anno finanziario 2024, di cui alla legge di bilancio n. 213/2023 , recava per le spese finali le seguenti previsioni iniziali a 3.533,3 milioni di euro. Le previsioni definitive del Dati generali del Rendiconto 2024rendiconto per il 2024 risultano aumentate a 4.175,6 milioni, con una variazione in aumento di 642,3 milioni.

Tab. 1 - Spese finali del MAECI per titolo

(milioni di euro)
Rendiconto 2024 - competenza
Spese per titolo
iniziali
variazioni
definitive
pagamenti
impegni
Spese correnti
3.401,1
452,9
3.854,0
3.480,1
3.597,4
Spese in conto capitale
132,2
189,4
321,6
203,6
321,6
TOTALE
3.533,3
642,3
4.175,6
3.683,7
3.919,0

In relazione ai valori previsionali, i dati a consuntivo risultanti dalla gestione (esposti nell'ultima colonna e pari a 3.919 milioni di euro) sono risultati inferiori rispetto alle previsioni definitive, ma superiori rispetto alle previsioni iniziali.

Con riferimento alle previsioni definitive, si rileva che la spesa del MAECI è prevalentemente di parte corrente (3.854 milioni di euro), per cui esse incidono sugli stanziamenti complessivi per il 92,3 per cento, mentre quelle in conto capitale (321,6 milioni) per il restante 7,7 per cento.

 Si ricorda che l'articolo 14, comma 2, della legge n. 125/2014, che ha riformato il settore della cooperazione internazionale allo sviluppo, ha previsto che al Rendiconto generale dello Stato sia allegata  una relazione (da pagina 485), curata dal MAECI, contenente  i dati e gli elementi informativi sull'utilizzo degli stanziamenti a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo, riferiti all'anno precedente, nonché l'illustrazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi e alle priorità indicati nel documento triennale di programmazione e di indirizzo.
La Struttura della Relazione relazione si articola in un capitolo dedicato alla politica italiana di cooperazione allo sviluppo nel suo complesso, cui seguono approfondimenti sulle attività di cooperazione realizzate da MAECI e AICS (II capitolo), dal MEF (III capitolo) e dalle altre Amministrazioni pubbliche (IV capitolo), con attenzione particolare all'utilizzo dei fondi statali.

La gestione per missioni e programmi

Nel 2024 lo stato di previsione del MAECI risulta articolato in tre missioni e 14 programmi. 

 

Si riportano nella tabella seguente le missioni e i relativi programmi dello stato di previsione degli Esteri, con le relative Spese per missioni e programmi del MAECIvariazioni di competenza nel corso dell'esercizio finanziario 2024:

Tab. 2 - Spese finali del MAECI per missioni e programmi

(milioni di euro)
Missione/programma
iniziali
variazioni
definitive
Missione 4 - L'Italia in Europa e nel mondo
2.892,9
493,6
3.386,5
Programma 4.1: Protocollo internazionale
7,2
4,1
11,3
Programma 4.2: Cooperazione allo sviluppo
941,0
255,2
1.196,2
Programma 4.4: Cooperazione economica e relazioni internazionali
39,7
11,8
51,5
Programma 4.6: Promozione della pace e sicurezza internazionale
693,0
111,7
804,7
Programma 4.7: Integrazione europea
35,3
8,3
43,5
Programma 4.8: Italiani nel mondo e politiche migratorie
70,4
4,8
75,3
Programma 4.12: Presenza dello Stato all'estero tramite le strutture diplomatico-consolari
124,5
85,4
209,9
Programma 4.13: Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese
776,0
-2,0
774,0
Programma 4.14: Coordinamento dell'Amministrazione in ambito internazionale
19,7
6,7
26,3
Programma 4.17: Sicurezza delle strutture in Italia e all'estero e controlli ispettivi
4,4
4,5
8,9
Programma 4.18: Diplomazia pubblica e culturale
181,6
3,3
184,9
Missione 32 - Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche
143,4
4,7
148,1
 Programma 32.2: Indirizzo politico
25,5
-11,3
14,1
 Programma 32.3: Servizi e affari generali per le amministrazioni di competenza
117,9
16,0
133,9
Missione 16 - Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo
497,0
144,0
640,9
Programma 16.5: Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy
497,0
144,0
640,9

La preminenza in termini numerici delle risorse assegnate al MAECI si riscontra nella Missione 4, che assorbe circa l'81 per cento del bilancio del MAECI.

Il ddl di rendiconto segnala che, in base alla legge di bilancio per il 2024 (legge 30 dicembre 2023, n. 213) sono diminuiti alcuni stanziamenti, tra cui la quota di partecipazione dell'Italia al Fondo europeo di sviluppo – FES (meno 38 milioni di euro, da 263 milioni nel 2023, a 225 milioni nel 2024), i contributi a fondo perduto per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane (passati da € 210 milioni nel 2023 a € 150 milioni per il 2024), quelli relativi all'attuazione delle politiche di cooperazione attraverso l'AICS (da € 670 milioni nel 2023
a € 646 milioni nel 2024).

Sono, invece, incrementate rispetto al 2023 altre autorizzazioni di spesa, tra cui il contributo italiano allo Strumento Europeo per la pace (European Peace Facility-EPF) che passa da € 88,8 milioni del 2023 a 303 milioni nel 2024, 359 milioni nel 2025, 366 milioni nel 2026, nonché i finanziamenti per l'acquisto e la ristrutturazione di immobili da adibire a sedi di Rappresentanze diplomatiche e consolari (da € 28 milioni nel 2023 a 44 milioni nel 2024).

Il bilancio MAECI si connota per una struttura tendenzialmente rigida, in quanto è rappresentato per oltre la metà da voci di spesa di natura incomprimibile: spese di personale in Italia e all'estero, contributi ad Organismi internazionali (ad es. ONU), quote di partecipazione del nostro Paese all'attuazione delle politiche dell'Unione europea attraverso la contribuzione al Fondo europeo di sviluppo (FES).

Per un'analisi più dettagliata della distribuzione delle risorse per missioni e programmi si rinvia al successivo paragrafo relativo alle valutazioni della Corte dei conti.


Analisi dei residui

Nel corso dell'esercizio, alla gestione di competenza si affianca la gestione dei residui.

Si definiscono Residui attivi e residui passiviresidui attivi le entrate accertate, ma rimaste da versare e da riscuotere ele spese impegnate, ma rimaste da pagare. Nell'ambito dei residui occorre distinguere quelli provenienti dagli esercizi precedenti e quelli formatisi nel corso dell'esercizio considerato (residui di nuova formazione). I residui passivi c.d. "propri" si distinguono da quelli "impropri", detti anche residui passivi "di stanziamento", relativi a somme stanziate ma non impegnate nell'esercizio di competenza.
I n base alla normativa vigente, i residui "propri" relativi alle spese correnti sono mantenuti in bilancio per i due esercizi successivi a quello nel quale è stato assunto il relativo impegno di spesa. Fanno eccezione i residui relativi alle spese destinate ai trasferimenti correnti alle amministrazioni pubbliche, per i quali il termine di conservazione è fissato in tre esercizi (art. 34-bis, co. 2).
Per i residui relativi a spese in conto capitale, i termini di conservazione in bilancio, ai fini del loro pagamento, sono fissati in tre esercizi finanziari successivi a quello dell'assunzione dell'impegno di spesa (co. 4). Decorsi tali termini, i residui delle spese in conto capitale si intendono perenti agli effetti amministrativi. I relativi importi sono pertanto eliminati dal conto del bilancio e riscritti come debito nel conto del patrimonio, in quanto a tali residui continuano a sottostare i relativi impegni giuridici di spesa. Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con riassegnazione alle pertinenti unità elementari di bilancio degli esercizi successivi.
I residui delle spese correnti, invece, se non pagati entro i suddetti termini, costituiscono economie di bilancio. Per il loro mantenimento nel conto del patrimonio, in qualità di residui passivi perenti, occorre che l'amministrazione competente dimostri il permanere delle ragioni della sussistenza del debito, entro il termine previsto per l'accertamento dei residui riferiti all'esercizio scaduto.  Per approfondimenti si rinvia al dossier generale sul Rendiconto 2024.
 

In relazione ai residui totali del MAECI, alla data del 31 dicembre 2024 i medesimi risultano Variazioni nei residuidiminuititi di 48,3 milioni di euro rispetto a quelli presenti al 1 gennaio 2024, passando da 336,7 milioni di inizio esercizio a 288,4 milioni, imputabile totalmente alle spese in conto capitale, come emerge dalla tabella seguente.

Tab. 3 - Andamento dei residui nel Rendiconto 2024

(milioni di euro)
RESIDUI
 SPESE PER TITOLO
al 1° gennaio 2024
Variazioni
 al 31 dicembre 2024
Parte corrente
165,7
-41,8
123,9
conto capitale
171,0
-6,5
164,5
TOTALE
336,7
-48,3
288,4
Eventuali scostamenti derivano dagli arrotondamenti.




Le valutazione della Corte dei Conti

La Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2024 (Vol. II, Tomo I, da pag. 221) analizza la gestione finanziaria del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale con riferimento alle spese allocate nelle missioni, nei programmi ed in alcune categorie economiche, indicando i principali risultati. Per un'analisi dettagliata si rinvia alla medesima Relazione.

In relazione ai profili di competenza degli Esteri, in estrema sintesi la Corte rileva che, in termini definitivi, le risorse stanziate sulla competenza si quantificano in 4,18 miliardi, con un incremento delle risorse per competenzaincremento di 18,2 punti percentuali rispetto allo stanziamento iniziale (+642,3 milioni)

Inoltre, la Relazione sottolinea che la dotazione finanziaria del Ministero è declinata in tre missioni (n. 4, 16, 32) e 14 programmi e conferma la preminenza, in termini numerici, delle risorse assegnate alla missione 4 "Italia in Europa e nel mondo", suddivisa in 11 programmi, che rappresenta l'81,1% del bilancio del Ministero. Su tale missione che si concentrano la maggior parte degli incrementi derivanti dal riparto del Fondo missioni internazionali. La Corte ricorda inoltre che al MAECI è assegnato il 9,73 per cento delle risorse relative alla predetta missione 4 nel bilancio dello Stato. La parte più consistente (circa 31,4 miliardi) è assegnata al MEF che, con i due programmi "Partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE" e "Politica economica e finanziaria in ambito internazionale", è titolare del restante 90,27 per cento delle risorse della missione.

Per quanto riguarda l'analisi della gestione 2024 in raffronto all'anno precedente, la Corte osserva che:

  • l'incremento più evidente delle risorse stanziate nel 2024 nel bilancio del MAECI è legato alla gestione dei rapporti politici internazionali e di salvaguardia dei diritti umani e, più precisamente, alla gestione degli effetti della crisi ucrainaeffetti della crisi ucraina. Nel 2024 è infatti aumentata la quota di partecipazione dell'Italia all'EPF (European Peace Facility) nell'ambito della Politica estera e di sicurezza comune (PESC), istituendo, allo stesso tempo, un Fondo di assistenza per l'Ucraina (Ukraine Assistance Fund - UAF). Il contributo, per la parte di competenza del MAECI (appostato sul capitolo 3429), passa, quindi, dagli 89,94 milioni del 2023 ai 381,3 milioni del 2024;
  • nel 2024 è incrementata (dal 3,3 per cento nel 2023 al 7,7 per cento del 2024) la quota di Spese in conto capitalespese in conto capitale del MAECI rispetto alla quota spese di parte corrente. L'incremento di incidenza rispetto al 2023 del titolo secondo sul totale delle risorse del Ministero è stato determinato prevalentemente dal conferimento dei 150 milioni al Fondo rotativo per le operazioni di venture capital a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese (cap. 7958) e dal citato stanziamento di 15 milioni per il Fondo per la promozione del made in Italy (cap. 7959);
  • in materia di Commercio internazionaleCommercio internazionale si evidenzia un calo dei contributi a fondo perduto stanziati per l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane, che passano dai 210 milioni del 2023 ai 150 milioni stanziati per il 2024 (cap. 2320, fondo di cui alla legge n. 394 del 1981) e il rifinanziamento, per 15,5 milioni, del Fondo per la promozione del made in Italy (capitolo 7959) che nel 2023 non aveva ricevuto risorse.  Il citato capitolo riceve la quota MAECI del riparto del "Fondo per il rilancio degli investimenti" istituito nello stato di previsione del MEF. Tale Fondo è legato al Piano per la promozione straordinaria del made in Italy e l'attrazione degli investimenti esteri in Italia, la cui attuazione è affidata a ICE-Agenzia;
  • si riscontra una diminuzione (da 263 milioni a 225,5 milioni) delle risorse stanziate sul capitolo 2306 dedicato all'esecuzione degli accordi in favore dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) e dei paesi della politica di vicinato, nonché all'adesione dell'Italia a centri di ricerca europei su materie economiche e finanziarie, legata alla riduzione della quota di partecipazione dell'Italia al Fondo europeo di sviluppo – FES;
  • sul capitolo 2185 di trasferimento di risorse all'Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppocooperazione allo sviluppo per l'attuazione delle politiche di cooperazione è intervenuta una variazione di circa 240 milioni.

In particolare, in materia di cooperazione internazionale, la Relazione ricorda che le risorse destinate dallo Stato italiano all'attuazione di iniziative di cooperazione internazionale vanno ad alimentare il sistema dell'Aiuto pubblico allo sviluppo (APS)Aiuto pubblico allo sviluppo (APS), che si avvale dell'apporto e collaborazione di diverse Amministrazioni dello Stato, con una funzione di coordinamento normativamente riconosciuta al MAECI, ai sensi dell'articolo 11 della legge n. 125 del 2014. In tale ambito, l'Italia, come gli altri paesi aderenti al comitato OCSE DAC, si è posta l'obiettivo di carattere programmatico di allineamento agli impegni internazionali in termini di Aiuto pubblico allo sviluppo per fare in modo che, entro il 2030, la quota dell'Aiuto pubblico allo sviluppo arrivi a segnare lo 0,7 per cento nel rapporto con il Reddito nazionale lordo (APS/RNL).

L'APS italiano è costituito dalle erogazioni di tutti i soggetti pubblici del sistema della cooperazione italiana allo sviluppo (art. 23 della legge n. 125 del 2014): Amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio dei ministri e Ministeri) e periferiche (Regioni, Province autonome e Comuni), Università, confessioni religiose beneficiarie della quota statale dell'8 per mille.

Le risorse delle amministrazioni centrali, stanziate dal bilancio dello Stato e dedicate all'Aiuto pubblico allo sviluppo, sono analiticamente esposte in un apposito documento che viene allegato allo stato di previsione del MAECI

Nell'allegato alla legge di bilancio 2024 gli stanziamenti destinati al finanziamento di interventi a sostegno di politiche di cooperazione allo sviluppo per i Ministeri coinvolti risultano così ripartiti:

  • Ministero dell'economia e delle finanze 2.568,34 milioni;
  • Interno 1.538,04 milioni;
  • Affari esteri e cooperazione internazionale 1.202,26 milioni;
  • Ambiente 519,29 milioni;
  • Infrastrutture e trasporti 452,71 milioni;
  • università e ricerca 17,89 milioni;
  • Salute 14,74 milioni;
  • Imprese e made in Italy 0,93 milioni.

Si evidenzia la tendenza decrescente del contributo del Ministero degli affari esteri, confermata anche dai dati di stanziamento 2025. in calo del 10,84 per cento rispetto al 2024.

Per approfondimenti si rinvia al tema dell'attività parlamentare curato dal Servizio Studi - Dipartimento Affari esteri sul bilancio del MAECI 2025-2027 e le risorse per l'APS.

Secondo quanto indicato dal Dicastero, il sistema della Cooperazione italiana nel 2024 ha avuto a disposizione risorse "a dono" per circa 1,1 miliardi provenienti dalla legge di bilancio 2024, dalla Deliberazione missioni internazionali 2024 e da ulteriori fonti di finanziamento. Inoltre, la programmazione 2024 ha integrato iniziative "a dono" - per interventi di sviluppo e aiuto umanitario - e, per la prima volta in maniera contestuale, a credito d'aiuto del Fondo rotativo gestito da Cassa depositi e prestiti (CDP). E' stato quindi possibile effettuare una programmazione di oltre 2,3 miliardi sul triennio 2024-2026. Di questi, 1,3 miliardi ("a dono" e "a credito") sono stati destinati all'Africa con un focus sui Paesi prioritari della Cooperazione e in particolare su Etiopia, Tunisia e Costa d'Avorio (trai i Paesi pilota del Piano Mattei). I principali settori di intervento sono stati: agricoltura e sicurezza alimentare, salute, istruzione e formazione professionale, sviluppo socioeconomico e imprenditoriale, rafforzamento di governance, pace e sicurezza. A questi si aggiunge l'aiuto umanitario cui, nel 2024, sono stati dedicati circa 340 milioni.

Infine, nel corso del 2024, si è provveduto alle consuete Contribuzione all'ONUerogazioni previste per il bilancio ordinario dell'ONU e per il bilancio per le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, nei termini prescritti per gli stati membri. L'Italia è attualmente il settimo contributore sia al bilancio ordinario che a quello delle operazioni di peacekeeping. In entrambi i casi, il nostro Paese concorre al bilancio con una quota pari al 3,2 per cento del totale (per triennio 2022-2024; era il 3,3 per cento nel triennio 2019-2021). Per il triennio 2025-2027 le quote contributive a carico del nostro Paese per il bilancio ordinario e di peacekeeping si assestano al 2,8 per cento.


Assestamento 2025


Le previsioni di spesa assestate del MAECI nel 2025

In via generale l'istituto dell'assestamento di bilancio dello Stato è previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.

Sotto questo profilo, il disegno di legge di assestamento si connette funzionalmente con il rendiconto del bilancio relativo all'esercizio precedente: l'entità dei residui, attivi e passivi, sussistenti all'inizio dell'esercizio finanziario, che al momento dell'elaborazione e approvazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa, viene, infatti, definita in assestamento sulla base delle risultanze del rendiconto.

Con il disegno di legge di assestamento le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente sono adeguate in relazione:

a)  per quanto riguarda le entrate, all'eventuale revisione delle stime del gettito;

Poiché esse sono il frutto di una valutazione di carattere tecnico, eventuali modifiche possono essere determinate dall'evoluzione della base imponibile e dagli effetti derivanti dall'applicazione della normativa vigente.

b)  per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, ad esigenze sopravvenute;

c)  per quanto riguarda la determinazione delle autorizzazioni di pagamento, in termini di cassa, alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell'esercizio precedente.

 

La disciplina dell'istituto dell'assestamento del bilancio dello Stato è contenuta all'articolo 33 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196/2009), che ne prevede la presentazione entro il mese di giugno di ciascun anno.

Il disegno di legge di assestamento riflette la struttura del bilancio dello Stato organizzato - secondo la disciplina recata dalla legge di contabilità n. 196/2009 - in missioni e programmi, che costituiscono le unità di voto.

Come previsto dalla legge di contabilità (articolo 33, comma 3), anche in sede di assestamento possono essere modificati gli stanziamenti di spese predeterminate per legge in virtù della c.d. flessibilità di bilancio, fermo restando il divieto di utilizzare stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.

I margini di flessibilità in sede di assestamento sono stati ampliati a seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 5 della legge n. 163/2016, di riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, che ha riformulato il comma 3 dell'articolo 33 della legge di contabilità prevedendo la possibilità che con il disegno di legge di assestamento possano essere proposte variazioni compensative tra le dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, limitatamente all'anno in corso, anche tra unità di voto diverse (laddove essa era originariamente limitata soltanto nell'ambito dei programmi di una medesima missione), fermo restando, anche in assestamento, la preclusione all'utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti

 

La legge di bilancio 2025-2027 (legge n. 207/2024) autorizza, per lo stato di previsione del MAECI, spese finali, in termini di competenza, pari a 3.381,1 milioni di euro nel 2025. La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2025, risulta, nel progetto di bilancio presentato al Parlamento, di 270,1 milioni di euro di euro di cui 94,3 per la parte corrente e 176,1 per il conto capitale.

 

Tab 4 - Spese finali del MAECI nella legge di bilancioSpese finali del MAECI nella legge di bilancio 2025-2027

 

(in milioni di euro)
Competenza
Cassa
Residui
Spese correnti
3.328,6
3.328,8
94,3
Spese in conto capitale
52,5
52,5
176,1
Totale
3.381,1
3.381,3
270,3
 I totali esposti possono discostarsi di alcune unità rispetto al totale generale e ai corrispondenti totali parziali a causa degli arrotondamenti effettuati.

 

Il disegno di legge di assestamento del bilancio interviene sulle previsioni iniziali, sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2025 (329,4 milioni di euro per competenza e 339,4 milioni per cassa), che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nel disegno di legge in esame (8,1 milioni di euro per competenza e 70,9 milioni per cassa).

Le variazioni proposte alle previsioni di competenza sono correlate alle effettive esigenze di gestione e tengono conto della situazione della finanza pubblica; l'adeguamento delle autorizzazioni di cassa consegue invece all'accertata consistenza dei residui e alle variazioni proposte per la competenza, nonché alla valutazione delle concrete capacità operative dell'Amministrazione.  


Variazioni introdotte da atti amministrativi

Le variazioni già introdotte in bilancio, e pertanto non soggette ad approvazione parlamentare, hanno determinato complessivamente un aumento di 329,4 milioni di euro delle previsioni di competenza e di 339,4 milioni di euro delle autorizzazioni di cassa.

Tali variazioni, derivate da Variazioni intervenute in corso d'annoprovvedimenti intervenuti nell'anno o da norme di carattere generale, sono riepilogate nella tabella seguente.

 

Tab. 5 - Variazioni per atto amministrativo per provvedimento di riferimento (milioni di euro)

 

Descrizione
Competenza
Cassa
Prelevamento dal Fondo per le autorizzazioni di cassa
10
Riassegnazione introiti derivanti dalla riscossione dalle tariffe UAMA
0,6
0,6
Reiscrizione di residui passivi perenti di parte corrente
0,0
0,0
Riassegnazione Fondo sicurezza interna
2,1
2,1
Riassegnazione ai capitoli di cedolino unico
 0,9
0,9
Applicazione D.L. n. 145/2024
3,2
3,2
Riassegnazione di somme derivanti dai Conti correnti valuta tesoro
1,4
1,4
Applicazione legge n. 188 del 2024 rafforzamento servizi consolari
4,0
4,0
Applicazione decreto-legge n. 202 del 2024
2,3
2,3
Applicazione CCNL personale aree funzonali triennio 2019-2021
Dirigenti Enti
0,0
0,0
Riparto fondo missioni internazionali
272,2
272,2
Riassegnazione ai sensi del decreto-legge n. 17 del 2022, articolo 38
6,9
6,9
Riparto fondo consulazioni elettorali
29,7
29,7
Applicazione decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
27/12/2024
6,1
6,1
TOTALE
329,4
339,4
 I totali esposti possono discostarsi di alcune unità rispetto al totale generale e ai corrispondenti totali parziali a causa degli arrotondamenti effettuati.

Variazioni introdotte dal ddl di assestamento

La variazione proposta con il disegno di legge di assestamento 2025 prevede, per lo stato di previsione del ministero del MAECI, un incremento di circa 8,1 milioni di euro per competenza e 70,9 milioni per la cassa, come illustra la tabella sottostante (in milioni di euro).

 

Tab. 6 - Variazioni proposte dal ddl di assestamentoVariazioni proposte dal ddl di assestamento 2025 per titolo di spesa

(in milioni di euro)
Competenza
Cassa
Spese correnti
8,1
70,9
Spese in conto capitale
0,0
0,0
Totale
8,1
70,9
I totali esposti nella presente tabella possono discostarsi di alcune unità rispetto al totale generale a causa degli arrotondamenti effettuati.

 

La seguente tabella fornisce il quadro delle proposte di variazione, in termini di competenza, sia per atto amministrativo, sia proposte con il presente disegno di legge, riferite ai programmi ed alle missioni dello stato di previsione del MAECI. Si ricorda che lo stato di previsione del MAECI si articola in 3 missioni e 14 programmi, che, intesi quali aggregati diretti al perseguimento degli obiettivi definiti nell'ambito delle missioni, rappresentano le unità di voto parlamentare. 

 Tab. 7 - Previsioni assestate 2025Previsioni assestate 2025 per missioni e programmi

(milioni di euro)

Missione/programma
Previsioni iniziali 2025
Variazioni per atto amministrativo
Variazioni proposte con ddl assestamento
Previsioni assestate 2025
Missione 4 - L'Italia in Europa e nel mondo
2.888,5
316,6
4,0
3.209,2
Protocollo internazionale
9,7
0,3
0,0
10,0
Cooperazione allo sviluppo
814,0
188,4
0,0
1.002,4
Cooperazione economica e relazioni internazionali
45,0
8,4
0,0
53,3
Promozione della pace e sicurezza internazionale
854,0
25,3
0,0
879,3
Integrazione europea
37,7
3,3
0,0
40,9
Italiani nel mondo e politiche migratorie
78,4
1,7
0,0
80,1
Presenza dello Stato all'estero tramite le strutture diplomatico-consolari
96,9
70,4
0,0
167,3
Rappresentanza all'estero e servizi ai cittadini e alle imprese
733,8
8,4
4,0
746,2
Coordinamento dell'Amministrazione in ambito internazionale
23,8
2,6
0,0
26,4
Sicurezza delle strutture in Italia e all'estero e controlli ispettivi
5,1
3,5
0,0
8,5
Diplomazia pubblica e culturale
190,2
4,4
0,0
194,6
Missione 32 - Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche
115,1
12,3
4,1
131,5
Indirizzo politico
20,1
-0,7
0,1
19,5
Servizi e affari generali per le Amministrazioni di competenza
95,0
13,0
4,0
112,0
Missione 16 - Commercio internazionale ed internazionalizzazione del sistema produttivo
377,4
0,5
0,0
377,9
Sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e promozione del made in Italy
377,4
0,5
0,0
377,9
Totale
3.381,1
329,4
8,1
3.718,6
I totali parziali esposti nella presente tabella possono presentare scostamenti rispetto al totale generale e ai corrispondenti totali parziali esposti nei prospetti a causa degli arrotondamenti effettuati.

 

La variazione proposta con il disegno di legge di assestamento 2025, pari a 8,1 milioni di euro, è dovuta principalmente alla variazione della Missione 4 "L'Italia in Europa e nel mondo".

 

In conclusione, le previsioni per il bilancio 2025 pari a 3.381,1 milioni di euro vengono ad assestarsi in 3.718,6 milioni di euro, per la competenza, con una variazione complesiva in aumento di 337,5 milioni. Le previsioni iniziali di cassa, pari a 3.381,3 milioni di euro si assestano in 3.791,6 milioni di euro (+410,3 milioni), e le previsioni iniziali per i residui, pari a 270,3 milioni si assestano in 288,4 milioni (+18,1 milioni di euro).