Rendiconto 2025 - Assestamento 2026 17 luglio 2026 |
Indice |
| Premessa|Rendiconto 2025|Le valutazioni della Corte dei Conti|Assestamento 2026| |
PremessaIl presente dossier di documentazione, suddiviso in due sezioni, prende in esame, limitatamente alle parti che interessano la Difesa, i disegni di legge concernenti il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2025 (A.C. 3005) e l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2026 (A.C. 3006). Per un inquadramento di carattere generale dei due provvedimenti finanziari si rinvia al dossier a cura del Dipartimento Bilancio del Servizio Studi. |
Rendiconto 2025Ministero della difesa: analisi della gestione per stato di previsione della spesa Lo stato di previsione del Ministero della difesa (tabella n.12) contenuto nella legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024) quantificava, in via previsionale, le spese finali in circa 31 miliardi di euro (più precisamente, in 31.298,4 milioni di euro). Le previsioni definitive del Rendiconto per il 2025 risultano aumentate a 35.519,1 milioni di euro, con una variazione in aumento di circa 4,2 miliardi di euro (+4.220,9 milioni di euro); tale incremento riguarda sia le spese correnti (+3.938,1 milioni) che quelle in conto capitale (+282,6 milioni). Dunque, le spese finali definitive del Ministero della difesa ammontano a circa il 2,9% (in aumento rispetto al 2.5% dell'anno precedente) della spesa finale definitiva del Rendiconto dello Stato per il 2025.
Tab. 1 - Spese finali del Ministero della Difesa
(dati in milioni di euro)
Eventuali scostamenti derivano dagli arrotondamenti.
Rispetto ai valori previsionali, i dati a consuntivo risultanti dalla gestione (esposti nell'ultima colonna e pari a 34.247,6 milioni di euro) sono risultati inferiori rispetto alle previsioni definitive, ma superiori rispetto alle previsioni iniziali. Con riferimento alle previsioni definitive, si rileva che la spesa del Ministero della difesa è prevalentemente di parte corrente (25.605,1 milioni di euro, cifra in aumento rispetto ai 23.505,4 del rendiconto 2024). Esse incidono sugli stanziamenti complessivi per il 72,1%, mentre quelle in c/capitale per il 27,9% (9.913,9 milioni di euro).
Analisi della spesa per missioni e programmiNel 2025 lo stato di previsione del Ministero della difesa risulta articolato in 3 missioni e 11 programmi.
S
i ricorda infatti che, a far data dalla legge di
bilancio 2025-2027, è stato istituito il nuovo "Programma 10" che riguarda le attività di: pianificazione generale, direzione e coordinamento di vertice dell'area tecnico-industriale; promozione e coordinamento della ricerca tecnologica nel settore della difesa; ammodernamento, rinnovamento e sostegno delle capacità dello Strumento Militare; formazione, aggiornamento, specializzazione e qualificazione del personale dell'Area interforze tecnico-industriale; approvvigionamenti comuni e sostegno logistico e supporto territoriale delle Forze Armate e dell'area tecnico-industriale; gestione e assistenza del personale dell'Area interforze tecnico-industriale. Tale programma afferisce alla Direzione Nazionale Armamenti.
Analizzando le spese di competenza definitive delle 3 missioni, si segnala che la missione 5 "Difesa e sicurezza del territorio" (33.586,1 milioni di euro) è quella che assorbe quasi totalmente il complesso delle spese totali del Ministero stesso (94,56%). La tabella che segue fornisce l'indicazione delle spese articolate per missione, e il grafico successivo illustra, per le previsioni definitive, la ripartizione percentuale per le tre missioni citate.
Tab. 2 - Spese finali del Ministero della Difesa per missione
(dati in milioni di euro)
Eventuali scostamenti derivano dagli arrotondamenti.
Fig. 1 - Spese finali del Ministero della Difesa per missione nel 2025
Fonte: elaborazione Servizio Studi - Dipartimento Difesa su dati del Rendiconto 2025
Come si desume dalla tabella testé analizzata, la variazione di competenza più importante interessa la missione 5 "Difesa e sicurezza del territorio", che ha registrato un aumento pari a circa 4,1 miliardi di euro. La missione 18 "Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente" (destinata alle esigenze della componente del Corpo forestale confluita nell'Arma) ha invece registrato una variazione in aumento pari a 91,3 milioni di euro, mentre la missione 32 "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche" aumenta di circa 41 milioni di euro. La richiamata Missione 5 "Difesa e sicurezza del territorio" si articola in 7 programmi, di seguito illustrati.
Tab. 3 - Previsioni di spesa per i programmi della Missione 5 "Difesa e sicurezza del territorio" (in milioni di euro)
Eventuali scostamenti derivano dagli arrotondamenti.
Il programma che registra il maggiore incremento è il 5.10 che fa riferimento ai programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare; seguito dal programma 5.2 - Approntamento e impiego delle forze terrestri (che fa riferimento alle spese per le attività di addestramento, mantenimento in efficienza operativa e impiego operativo dell'Esercito italiano (EI)), seguito a sua volta dal programma 5.1 - Approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza (che riguarda le spese relative al complesso delle attività di addestramento, mantenimento in efficienza operativa e impiego operativo dell'Arma dei Carabinieri, escluse le esigenze direttamente riguardanti la componente forestale, che gravano sul programma della missione 18).
Il confronto con le previsioni definitive degli anni precedentiLa tabella sottostante mostra l'evoluzione delle previsioni definitive di spesa di competenza del Ministero della difesa, riferita al periodo 2016-2025, divisa per titolo (spese correnti e spese in conto capitale).
Tab. 4 - Serie storica delle previsioni definitive delle spese finali del Ministero della Difesa (milioni di euro)
Eventuali scostamenti derivano dagli arrotondamenti.
Come illustra il seguente grafico, negli ultimi dieci anni, salvo il 2019, la spesa pubblica per la Difesa è costantemente e progressivamente aumentata. Infatti, dopo alcuni anni di incremento degli stanziamenti definitivi del Ministero della difesa, nel 2019 si è registrata una lieve diminuzione conseguente alla riduzione della spesa in conto capitale. Nel 2020, gli stanziamenti definitivi sono tuttavia saliti a quasi 26 miliardi di euro, con un aumento di oltre il 10 per cento rispetto all'anno precedente. La crescita degli stanziamenti definitivi è continuata nel 2021 - anno in cui hanno raggiunto i 27,9 miliardi di euro (+7,4% rispetto al 2020) - e nel 2022, in cui gli stanziamenti sono aumentati di quasi 2 miliardi (+7,14%). Nel 2023 la spesa complessiva ha superato i 30 miliardi di euro (+ 1,9% rispetto al 2022), segnando inoltre una crescita rilevante della spesa in conto capitale (aumentata del 10,54% rispetto alla stessa tipologia di spesa nel 2022). Nel 2024 la spesa complessiva ha raggiunto i 31,8 miliardi di euro. Nel 2025, vi è stato un incremento sia della spesa corrente (passata da 23.505,4 milioni di euro, relativi al 2024, a 25.605,1 milioni di euro nel 2025), sia della spesa in conto capitale (passata da 8.296,4 milioni di euro del 2024 a 9.913,9 milioni di euro nel 2025). La spesa complessiva definitiva ha raggiunto raggiunto conseguentemente i 35,5 miliardi. Il grafico mostra anche, nel tempo, una ricomposizione della spesa del Ministero, con un aumento percentuale della spesa in conto capitale rispetto alla spesa corrente. Nel corso del 2025, la percentuale della spesa corrente sul totale delle spese finali diminuisce dal 73,9% del 2024 all'attuale 72,1%; conseguentemente aumenta la quota della spesa in conto capitale, che passa dal 26,1% del 2024, al 27,9% del 2025. Fig. 2 - Serie storica della composizione delle spese finali del Ministero della Difesa suddivise per titolo
(in % sul totale della spesa)
Fonte: elaborazione Servizio Studi - Dipartimento Difesa sui dati dei Rendiconti dal 2016 al 2025
La gestione dei residui |
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RESIDUI
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SPESE PER TITOLO
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al 1° gennaio 2025
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Variazioni
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al 31 dicembre 2025
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Spese correnti
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289,3
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-35,5
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253,8
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Spese in conto capitale
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2.398,4
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-149,6
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2.248,8
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TOTALE
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2.687,6
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-185,0
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2.502,6
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- il capitolo 7419, sul quale gravano le spese necessarie alla conduzione del programma di ammodernamento della flotta navale (con 696,4 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; in crescita del 78.8% circa rispetto allo stanziamento definitivo 2024, pari a 389,4 milioni);
- il capitolo 7420, sul quale sono state impegnate le somme per i programmi Forza NEC 3^ e 4^ fase, M346, T345, HH101Combat SAR 3^ e 4^ fase (con circa 71,7 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; dato in linea con lo stanziamento finale 2024, pari a 71,4 milioni);
- il capitolo 7421, per la parte che riguarda principalmente il settore aeronautico, sul quale sono stati assunti impegni per i programmi Forza NEC 1^ e 2^ fase, HH101 Combat SAR 1^ e2^ fase, SI.CO.TE, Eurofighter, Tornado, Elicotteri medi NH90 (con 1.160,1 milioni di stanziamento iniziale e a consuntivo; in sensibile aumento rispetto ai 778 milioni di stanziamento definitivo 2024 (+49,1%);
- il capitolo 7485, con impegni complessivi i programmi FREMM, VBM, FSAF B1NT, Futuro Elicottero esplorazione e scorta EES, Blindo Centauro (con stanziamenti iniziali di 1.038,7 milioni e finali di 1.048,2 milioni; in crescita di circa il 60% rispetto ai 628,5 milioni di stanziamento definitivo 2024;
- alcuni interventi sono collocati anche nel capitolo 7423, relativo agli interventi nei settori industriali ad alta tecnologia (con 334,5 milioni di stanziamenti iniziali e 362,5 milioni di stanziamenti finali).
Le valutazioni della Corte dei ContiLa Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato 2025 (Tomo II, Vol. II, da pag. 129) - comunicata alle Presidenze delle Camere in data 24 giugno 2026 - analizza la gestione finanziaria del Ministero della difesa con riferimento alle spese allocate nelle missioni, nei programmi ed in alcune categorie economiche, indicando i principali risultati.
In relazione ai profili di competenza della Difesa, in sintesi, le osservazioni della Corte sono le seguenti:
Nel panorama Ue, tra le iniziative e progettualità significative, la Corte ricorda infine l'European Peace Facility (EPF).
L'European Peace Facility (EPF) è un fondo fuori dal bilancio UE, istituito nel marzo del 2021 nato con una dotazione di circa 5,7 miliardi per il periodo 2021-2027 al fine di finanziare alcune azioni esterne dell'UE nel settore militare e/o della difesa, cui partecipano gli Stati membri che contribuiscono in proporzione al proprio Prodotto interno lordo. La relazione della Corte evidenzia che nel 2025 la quota di partecipazione dell'Italia è ulteriormente aumentata sino a 461 milioni di stanziamento definito (+20,93). Nel 2026 il capitolo ha raggiunto allo stato attuale uno stanziamento di 537 milioni, con un incremento del 16,46 per cento rispetto al contributo versato nel 2025. La relazone ricorda inoltre che l'art. 2-
bis del d.l. n. 14/2022 "Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina" è stato da ultimo prorogato sino al 31 dicembre 2026 dal d.l. n. 201/2025, art. 1, comma1, convertito dalla legge n. 27/2026.
Per approfondimenti si rinvia al tema dell'attività parlamentare
Cessione di materiali d'armamento alle autorità governative dell'Ucraina
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Assestamento 2026In via preliminare, si ricorda che l'istituto dell'assestamento di bilancio dello Stato è previsto per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente. Sotto questo profilo, il disegno di legge di assestamento si connette funzionalmente con il rendiconto del bilancio relativo all'esercizio precedente: l'entità dei residui, attivi e passivi, sussistenti all'inizio dell'esercizio finanziario, che al momento dell'elaborazione e approvazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa, viene, infatti, definita in assestamento sulla base delle risultanze del rendiconto. Con il disegno di legge di assestamento le previsioni di bilancio formulate a legislazione vigente sono adeguate in relazione:
La disciplina dell'istituto dell'assestamento del bilancio dello Stato è contenuta all'articolo 33 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196/2009), che ne prevede la presentazione entro il mese di giugno di ciascun anno. Il disegno di legge di assestamento riflette la struttura del bilancio dello Stato organizzato - secondo la disciplina recata dalla legge di contabilità n. 196/2009 - in missioni e programmi, che costituiscono le unità di voto. Come previsto dalla legge di contabilità (articolo 33, comma 3), anche in sede di assestamento possono essere modificati gli stanziamenti di spese predeterminate per legge in virtù della c.d. flessibilità di bilancio, fermo restando il divieto di utilizzare stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti. I margini di flessibilità in sede di assestamento sono stati ampliati a seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 5 della legge n. 163/2016, di riforma della legge di contabilità e finanza pubblica, che ha riformulato il comma 3 dell'articolo 33 della legge di contabilità prevedendo la possibilità che con il disegno di legge di assestamento possano essere proposte variazioni compensative tra le dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, limitatamente all'anno in corso, anche tra unità di voto diverse (laddove essa era originariamente limitata soltanto nell'ambito dei programmi di una medesima missione), fermo restando, anche in assestamento, la preclusione all'utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti.
Ciò premesso, la legge di bilancio 2026-2028 (legge n. 199/2025) autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della difesa, spese finali, in termini di competenza, pari a 32.415,8 milioni di euro nel 2026. La consistenza dei residui presunti al 1° gennaio 2026, risulta, nel progetto di bilancio presentato al Parlamento, di 1.894,9 milioni di euro, di cui 174,7 per la parte corrente e 1.720,1 per la parte in conto capitale.
Tab 1 - Spese del Ministero della Difesa nella legge di bilancio 2026-2028
(in milioni di euro)
Il disegno di legge di assestamento del bilancio interviene sulle previsioni iniziali, sia per l'incidenza di atti amministrativi intervenuti nel periodo gennaio-maggio 2026 (1.175,3 milioni di euro per competenza e per cassa), che hanno già prodotto i loro effetti sulle poste di bilancio, sia per le variazioni contenute nel disegno di legge in esame (126,8 milioni di euro per competenza e 221,9 milioni di euro per cassa). Le variazioni proposte alle previsioni di competenza sono correlate alle effettive esigenze di gestione e tengono conto della situazione della finanza pubblica; l'adeguamento delle autorizzazioni di cassa consegue invece all'accertata consistenza dei residui e alle variazioni proposte per la competenza, nonché alla valutazione delle concrete capacità operative dell'Amministrazione. Variazioni per atto amministrativoLe variazioni già introdotte in bilancio, e pertanto non soggette ad approvazione parlamentare, hanno determinato complessivamente un aumento di 1.175,3 milioni di euro delle previsioni di competenza e delle autorizzazioni di cassa. Tali variazioni, derivate da provvedimenti intervenuti nell'anno o da norme di carattere generale, sono riepilogate nella tabella seguente.
Tab. 2 - Variazioni per atto amministrativo per provvedimento di riferimento
(in milioni di euro)
Variazione proposta con il disegno di leggeLa variazione proposta con il disegno di legge di assestamento 2026 prevede, per lo stato di previsione del Ministero della Difesa, un incremento di circa 126,8 milioni di euro per la competenza e 221,9 milioni per la cassa, come illustra la tabella sottostante (dati in milioni di euro).
Tab. 3 - Variazioni proposte dal ddl di assestamento 2026 per titolo di spesa
(in milioni di euro)
La seguente tabella fornisce il quadro delle proposte di variazione, in termini di competenza, sia per atto amministrativo, sia proposte con il presente disegno di legge, riferite ai programmi ed alle missioni dello stato di previsione del Ministero della difesa. Si ricorda che lo stato di previsione del Ministero della difesa, per il 2026, si articola in 3 missioni e 11 programmi che, intesi quali aggregati diretti al perseguimento degli obiettivi definiti nell'ambito delle missioni, rappresentano le unità di voto parlamentare. Tab. 4 - Variazioni proposte dal ddl di assestamento 2026 per missioni e programmi
(in milioni di euro)
La variazione proposta con il disegno di legge di assestamento 2026 pari a 126,8 milioni di euro, è dovuta per 60,8 milioni alla variazione della missione Difesa e sicurezza del territorio" e per 65,9 milioni alla variazione della missione "Servizi istituzionali e generali delle amministrazioni pubbliche". In conclusione, le previsioni per il bilancio 2026 per competenza, pari a 32.415,8 milioni di euro, vengono ad assestarsi in 33.717,8 milioni di euro, con una variazione complessiva in aumento di 1.302,0 milioni. Le autorizzazioni iniziali di cassa, pari a 32.471,9 milioni di euro si assestano in 33.869,0 milioni di euro (+1.397,1 milioni), e le previsioni iniziali per i residui, pari a 1.894,9 milioni si assestano in 2.502,6 milioni (+607,8 milioni di euro). |