| Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa) |
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| Autore: | Servizio Bilancio dello Stato - Servizio Bilancio dello Stato |
| Titolo: | Effetti sui saldi e conto risorse e impieghi (Legge di bilancio n. 197/2022) |
| Serie: | Documentazione di Finanza Pubblica Numero: |
| Data: | 24/02/2023 |
| Organi della Camera: | V Bilancio |
1. Effetti della manovra e obiettivi di finanza pubblica
2. Composizione degli effetti finanziari della manovra lorda
2.1 Mezzi di finanziamento (risorse)
3. Composizione settoriale della manovra
4. Modifiche apportate nel corso dell’esame parlamentare
6. Coerenza del saldo di bilancio con gli obiettivi programmatici del conto della p.a.
Il presente Dossier illustra gli effetti complessivi sui saldi di finanza pubblica della Legge di bilancio 2023-2025 approvata dal Parlamento (L. n. 197/2022), aggiornando l’analisi già effettuata con riferimento al testo iniziale del Disegno di legge di bilancio[1].
Dopo un richiamo, nel box 1, ai contenuti tipici della legge di bilancio, secondo quanto previsto dalla legge di contabilità nazionale, nel paragrafo 1 i saldi complessivi della manovra sono esaminati nel contesto del quadro di finanza pubblica presentato nella Nota di aggiornamento al DEF 2022 (versione rivista e integrata), illustrando come la manovra concorra al conseguimento degli obiettivi di deficit programmatico. Rispetto all’analisi già presentata nel dossier sul testo iniziale del provvedimento, l’aggiornamento è limitato agli effetti definitivi della manovra a seguito delle modifiche apportate dal Parlamento, mentre il quadro generale di finanza pubblica presentato nella Nota di aggiornamento al DEF 2022 resta invariato[2].
Nel paragrafo 2 sono presentate tabelle riepilogative dell’effetto complessivo della manovra lorda sui saldi di finanza pubblica, esaminando in particolare la composizione della manovra in termini di mezzi di finanziamento (risorse) ed interventi (impieghi) e il relativo impatto sulle variazioni nette di entrate e spese.
Tale paragrafo adotta un approccio contabile lordo, che include tra gli impieghi tutti gli effetti aventi un segno peggiorativo dei saldi di finanza pubblica, senza operare compensazioni con eventuali effetti di segno opposto ascrivibili alla medesima misura. Simmetricamente, sono computati tra le risorse tutti gli effetti aventi un segno migliorativo dei saldi[3].
Tale approccio è indispensabile per individuare, oltre al saldo della manovra, il relativo effetto sulle diverse voci di cui si compone il conto della Pubblica amministrazione. Occorre in proposito ricordare che le categorie economico contabili del conto della pubblica amministrazione costituiscono le grandezze fondamentali su cui si basa il governo della finanza pubblica, sia in fase di programmazione che di controllo.
A titolo meramente esemplificativo, l’approccio contabile che considera gli effetti lordi di ciascuna misura è necessario al fine di verificare gli effetti della manovra sui numeratori di indicatori caratteristici, quali la pressione fiscale, o l’incidenza della spesa pubblica e delle sue articolazioni sul PIL.
In particolare, tale ultimo aggregato, depurato delle componenti cicliche (stabilizzatori automatici) o esogene (interessi) della spesa – e al netto degli effetti derivanti dalla variazione delle misure discrezionali sul lato delle entrate - sarà individuato in futuro, secondo la proposta avanzata dalla Commissione europea, quale indicatore unico per il controllo della governance della finanza pubblica, ai fini del rispetto del Patto di stabilità e crescita.
Ai fini della costruzione del quadro risorse-impieghi sono utilizzati i dati contenuti nel prospetto riepilogativo degli effetti della manovra allegato alla relazione tecnica “di passaggio” riferita al testo del disegno di legge di bilancio 2023 approvato dalla Camera e definitivamente approvato dal Senato[4].
Peraltro, la Nota tecnico-illustrativa (NTI) aggiornata[5], trasmessa alle Camere il 3 febbraio scorso, introduce revisioni nella classificazione contabile di effetti ascritti a talune misure contenute nella manovra, che incidono in modo apprezzabile sull’entità (per gli esercizi 2024 e 2025) e la composizione tra entrate e spese e tra spese correnti e in conto capitale (per tutti e tre gli esercizi considerati) della manovra lorda, fermo restando l’impatto netto della manovra stessa sui diversi saldi di finanza pubblica.
Pertanto, tali riclassificazioni, finalizzate a una più appropriata imputazione nelle voci del conto consolidato della PA, pur lasciando invariati i saldi complessivi della manovra, ne modificano la composizione contabile rispetto a quanto desumibile dal prospetto riepilogativo degli effetti della manovra allegato alla menzionata relazione tecnica “di passaggio”: di tali revisioni e delle differenze che ne scaturiscono rispetto al quadro risorse-impieghi, si dà conto nel paragrafo 2.
Il paragrafo 3 analizza la composizione della manovra in termini settoriali, per individuarne gli effetti nelle principali aree di intervento. A tale fine, l’approccio contabile lordo utilizzato nel paragrafo 3 viene sostituito da un approccio contabile che valuta l’intervento netto di ciascuna misura considerandone congiuntamente tutti gli effetti e compensando quelli di segno opposto. Ai fini dell’analisi settoriale non risulta infatti particolarmente informativa l’articolazione dell’analisi per categorie economico-contabili (spese correnti o in conto capitale, entrate tributarie, contributive, ecc…), mentre risulta più interessante individuare l’intervento complessivo attuato in ciascun settore e la sua articolazione in varie misure.
Tale approccio, restituendo il medesimo saldo complessivo della manovra determinato seguendo l’approccio contabile lordo utilizzato nel paragrafo 2, determina un ammontare complessivo degli impieghi e delle risorse inferiore, in quanto gli effetti di segno opposto ascrivibili alla medesima misura vengono compensati.
Il paragrafo 4 esamina, con riferimento all'indebitamento netto, i principali effetti finanziari dell'esame parlamentare del disegno di legge di bilancio 2023, approvato dalla Camera il 24 dicembre 2022 e definitivamente dal Senato il 29 dicembre.
Infine, il paragrafo 5 espone gli elementi di analisi, riportati nella relazione tecnica riferita alla sez. II del disegno di legge di bilancio poi approvato dalel Camere, a supporto della coerenza tra il saldo programmatico del bilancio dello Stato e l’obiettivo programmatico di indebitamento netto della p.a.
| Box 1. I contenuti della legge di bilancio secondo la legge di contabilità nazionale. L’articolo 21, comma 12?bis, della legge n. 196 del 2009 (legge di contabilità e finanza pubblica) dispone che il disegno di legge (DDL) di bilancio sia corredato di una relazione tecnica, nella quale sono riportati: a. la quantificazione degli effetti finanziari derivanti da ciascuna disposizione normativa introdotta nell'ambito della sezione I[6]; b. i criteri essenziali utilizzati per la formulazione delle previsioni di entrata e di spesa sulla base della legislazione vigente, contenute nella sezione II del DDL di bilancio; c. elementi di informazione che diano conto della coerenza del valore programmatico del saldo netto da finanziare o da impiegare con gli obiettivi indicati nei documenti programmatici.
Il successivo comma 12?ter prevede che alla relazione tecnica siano allegati, a fini conoscitivi, i due prospetti seguenti: · un prospetto riepilogativo degli effetti finanziari derivanti da ciascuna disposizione normativa introdotta nell'ambito della sezione I del DDL; · un prospetto riguardante gli effetti finanziari derivanti dalle riprogrammazioni, dai rifinanziamenti e dai definanziamenti disposti nella sezione II. Tali prospetti sono oggetto di aggiornamento al passaggio dell'esame del disegno di legge di bilancio tra i due rami del Parlamento.
Gli effetti imputati alle riprogrammazioni, ai rifinanziamenti e ai definanziamenti di stanziamenti di bilancio costituiscono la parte della manovra inclusa nella sezione II del DDL di bilancio (ai sensi dell’articolo 23, comma 3, lettera b))[7].
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Dal punto di vista della finanza pubblica, la manovra di bilancio costituisce il principale strumento attraverso il quale, dati i valori tendenziali dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, si persegue il raggiungimento degli obiettivi programmatici dello stesso saldo.
Appare pertanto utile inquadrare l’impatto finanziario della manovra nell’ambito del quadro complessivo di finanza pubblica, anche al fine di verificare la coerenza degli effetti finanziari attesi dal provvedimento con gli obiettivi dichiarati nei documenti programmatici.
A tal fine, si rammenta preliminarmente che la Nota di aggiornamento al DEF 2022, versione rivista e integrata (di seguito NADEF 2022), ha indicato i seguenti valori tendenziali e programmatici dell’indebitamento netto:
Tabella 1 – Valori tendenziali e programmatici dell’indebitamento netto

Fonte: Nadef 2022
Lo spazio finanziario ricavabile dalla differenza tra i valori programmatici e quelli tendenziali ammonta pertanto a 1,1 punti di PIL per il 2023 e 0,1 punti per il 2024, mentre per il 2025 è richiesto un intervento migliorativo del saldo di importo pari a 0,3 punti di PIL.
Dal momento che i valori tendenziali e programmatici della spesa per interessi coincidono, è desumibile che lo spazio finanziario ricavato come differenza tra indebitamento netto programmatico e tendenziale sia interamente da riferire al saldo primario. L’arrotondamento a un solo decimale può peraltro determinare discrasie, nell’ordine di un decimale, tra valori tendenziali e programmatici.
La tabella 2, partendo dai valori dell’indebitamento netto tendenziale indicati nella NADEF 2022, mostra l’effetto degli interventi legislativi intervenuti successivamente, aventi impatto sull’indebitamento netto, al fine di illustrare come essi concorrano alla definizione dei valori programmatici del saldo.
Tabella 2 – Effetti dei provvedimenti legislativi e raccordo tra indebitamento netto tendenziale e programmatico

Fonte: Elaborazioni su dati Nadef 2022 e dei prospetti riepilogativi degli effetti dei provvedimenti.
(*) I dati dell’indebitamento netto programmatico in valore assoluto, ricavati nella tabella come somma dell’indebitamento netto tendenziale e degli effetti del DL 176/2022 e della Legge di bilancio 2023, coincidono (salvo discrasie minime dovute agli arrotondamenti) con i dati dell’indebitamento netto indicati nella Nota tecnico illustrativa della L. 196/2022 (Tab. 3.2-5).
Il primo intervento legislativo indicato nella tabella riguarda il DL 176/2022 (cosiddetto DL “aiuti quater”), emanato a seguito dell’approvazione parlamentare delle risoluzioni riguardanti la Nadef 2022 e l’annessa richiesta di autorizzazione al ricorso a maggiore indebitamento (c. d “scostamento di bilancio”). Tale decreto legge, oltre a utilizzare lo spazio di maggiore indebitamento autorizzato per il 2022 - pari a 9,1 miliardi, destinati principalmente al finanziamento di interventi a sostegno di famiglie e imprese per far fronte ai maggiori costi dei prodotti energetici - ha prodotto, limitatamente all’indebitamento netto, un effetto di miglioramento per il 2023, per un importo pari a circa 318 milioni, rispetto al saldo tendenziale di indebitamento netto indicato nella NADEF 2022.
Tale miglioramento, che aumenta lo spazio tra il valore tendenziale del saldo e il corrispondente obiettivo programmatico, viene computato in calce al prospetto riepilogativo della legge di bilancio 2023.
Essendo il DL 176/2022 un provvedimento prevalentemente finalizzato al finanziamento di interventi per l’esercizio 2022 e non formalmente collegato alla manovra di bilancio per il 2023, le tabelle riportate nei paragrafi seguenti non computano i relativi importi tra gli impieghi e le risorse della manovra, fatte salve le poste espressamente richiamate dalla legge di bilancio e computate nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari di tale legge.
Meritano comunque di essere ricordati alcuni interventi contenuti nel DL 176/2022, aventi rilievo, in particolare, per il finanziamento di fondi utilizzati dalla manovra di bilancio, oltre che per la definizione di alcuni interventi normalmente ascrivibili alle politiche invariate.
Sotto il primo profilo, inerente al finanziamento della manovra, occorre richiamare l’articolo 5, comma 2, che - posticipando di tre mesi (dal 31/12/2022 al 31/03/2023) il termine entro il quale il Gestore dei servizi energetici (GSE) deve vendere il gas naturale acquistato ai fini del suo stoccaggio, nel limite di un controvalore pari a 4.000 milioni di euro - produce un effetto positivo per la finanza pubblica pari a 4 miliardi per il 2023 (cui fa fronte un corrispondente effetto di segno opposto per il 2022).
Tali risorse, assieme ad altre generate dallo stesso provvedimento, concorrono al finanziamento di un Fondo destinato all’attuazione della manovra di bilancio 2023-2025, istituito dal successivo articolo 15, comma 4, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. La dotazione del fondo ammonta 4.127,713 milioni per l’anno 2023, 453,1 milioni per l’anno 2024, 324,5 milioni per l’anno 2025, 353,6 milioni per l’anno 2026, 24,89 milioni per l’anno 2027, 85,4 milioni per l’anno 2028, 48,1 milioni per l’anno 2029, 65 milioni per l’anno 2030, 64,2 milioni per l’anno 2031, 66 milioni per l’anno 2032 e 72,3 milioni per l’anno 2033.
Una parte di tali risorse, pari a 1,5 miliardi per il 2023, è accantonata e resa indisponibile fino al versamento all’entrata del bilancio dello Stato delle somme incassate dal GSE conseguenti alla vendita del gas, onde tenere conto del rischio di oscillazioni negative nelle vendite di gas da parte del GSE che possano eventualmente pregiudicare, in parte, l'entrata attesa di 4.000 milioni per il 2023.
Per quanto attiene al secondo profilo, riguardante il tema delle politiche invariate, una misura che merita di essere ricordata riguarda l’articolo 14, che anticipa al 2022 l’autorizzazione di spesa a favore del Gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale per un importo pari a 1.080 milioni, a copertura degli investimenti relativi alla rete tradizionale. Tale intervento, riguardando una posta tradizionalmente considerata tra le cosiddette “politiche invariate”, ossia spese ricorrenti al cui finanziamento si provvede generalmente con la legge di bilancio, anticipa esigenze finanziarie cui la manovra è chiamata a far fronte.
Il secondo provvedimento legislativo considerato nella tabella 2 riguarda la legge di bilancio 2023-2025, il cui impatto, che verrà più diffusamente descritto nei paragrafi che seguono, peggiora l’indebitamento netto per 1,06 punti di PIL nel 2023 e 0,10 punti nel 2024, mentre migliora il medesimo saldo di 0,23 punti nel 2025.
Tali importi sono sostanzialmente in linea con l’ammontare della manovra desumibile dal confronto tra gli andamenti programmatici e tendenziali della NADEF 2022, illustrato nella tabella 1, nonché con i corrispondenti andamenti illustrati, da ultimo, nella Nota tecnico-illustrativa riferita al testo approvato della Legge di bilancio 2023.
Nelle tavole che seguono sono riportati i dati relativi all’impatto finanziario della legge di bilancio 2023 indicati nel prospetto riepilogativo degli effetti del provvedimento allegato alla relazione tecnica riferita al testo definitivo del provvedimento[8], comprensivo sia della sezione I sia della sezione II, nonché alla relativa articolazione tra risorse e impieghi nonché tra voci di entrata e di spesa.
Come ricordato in premessa e per le ragioni ivi evidenziate, le tabelle e i grafici di questo paragrafo adottano un approccio contabile lordo, che include tra gli impieghi tutti gli effetti aventi un segno peggiorativo dei saldi di finanza pubblica e tra le risorse tutti gli effetti aventi un segno migliorativo dei saldi, senza operare compensazioni tra eventuali effetti di segno opposto ascrivibili alla medesima misura.
In particolare, le 3, 4 e 5 riportano le variazioni finanziarie e contabili indotte dalle misure contenute nella legge di bilancio, suddivise tra:
· interventi (impieghi), ossia variazioni riconducibili a maggiori entrate o minori spese;
· mezzi di finanziamento (risorse), ossia variazioni costituite da minori spese o maggiori entrate;
· saldi, sia con riferimento al saldo complessivo della manovra, sia con riferimento al saldo dell’intervento complessivo sulle diverse componenti delle entrate e delle spese.
Come anticipato in premessa, la ricostruzione del quadro della manovra desumibile dal prospetto riepilogativo degli effetti della legge di bilancio, allegato alla relazione tecnica “di passaggio” (dicembre 2022), presenta rilevanti discrasie rispetto alla corrispondente ricostruzione operata dalla NTI da ultimo aggiornata (febbraio 2023), anche se entrambi i documenti sono riferiti al medesimo testo della legge di bilancio. Quest’ultima considera infatti diverse riclassificazioni contabili degli effetti di alcune misure ai fini di una più appropriata imputazione nelle voci del conto consolidato della PA.
Data la rilevanza degli importi oggetto di riclassificazione si ritiene opportuno riportare, nelle seguenti tre tabelle, il quadro finanziario della legge di bilancio desumibile dal prospetto riepilogativo allegato alla relazione tecnica (tabella 3), il quadro finanziario presentato nella NTI[9] (tabella 4) e le differenze tra i due quadri finanziari, derivanti dalle riclassificazioni operate dalla NTI e da altri fattori di seguito illustrati (tabella 5).
Tabella 3 - Composizione della manovra: interventi e mezzi di finanziamento (coperture) sulla base del prospetto riepilogativo degli effetti della Legge di bilancio 2023
(milioni di euro)
Fonte: Elaborazione su dati RT e prospetto riepilogativo.
Tabella 4 – La composizione della legge di bilancio 2023-2025 secondo la NTI
(milioni di euro)

Fonte: Tabelle 2.1-1, 2.1-2 e 2.1-3 della Nota tecnico illustrativa alla Legge di bilancio 2023-2025.
Tabella 5 – Differenze tra NTI e Prospetto riepilogativo degli effetti finanziari
(milioni di euro) 
Fonte: elaborazioni su dati delle Tabelle 2.1-1, 2.1-2 e 2.1-3 della Nota tecnico illustrativa alla Legge di bilancio 2023-2025 e su dati del prospetto riepilogativo allegato alla Legge di bilancio 2023-2025.
Il confronto, evidenziato nella Tabella 5, tra il quadro finanziario della manovra presentato nella NTI, di cui alla tabella 4, e quello desumibile dal prospetto riepilogativo degli effetti finanziari della manovra, di cui alla tabella 3, mostra che le riclassificazioni operate, benché ininfluenti sui saldi complessivi della manovra, incidono in misura significativa sulla sua composizione tra entrate e spese.
In particolare, per il 2023, le maggiori entrate correnti risultano accresciute di un importo pari a circa 10,2 miliardi ai fini dell’indebitamento netto, per effetto della riclassificazione in spesa corrente di 6,3 miliardi precedentemente considerate minori entrate e di 3,9 miliardi precedentemente considerate maggiori spese in conto capitale. Tale ultima riclassificazione rileva anche ai fini del fabbisogno.
Nessuna variazione si determina sull’ammontare complessivo degli interventi (manovra lorda) e delle coperture.
Nel biennio 2024-2025 le riclassificazioni operate risultano di importo inferiore rispetto al 2023, ma incidono anche sul totale complessivo degli interventi e delle coperture.
Si evidenzia che le variazioni contabili operate dalla NTI incidono sensibilmente sulla composizione della manovra in termini di entrate e spese rispetto a quanto riportato nel prospetto riepilogativo degli effetti della legge di bilancio. Si ricorda che tale prospetto, allegato alla relazione tecnica, costituisce il documento che dà conto, in termini finanziari e contabili, degli effetti ascritti a ciascuna misura inclusa nel disegno di legge di bilancio, costituendo quindi uno dei principali strumenti per la verifica delle quantificazioni in sede parlamentare e per la verifica dell’impatto delle misure contenute nella manovra nell’ambito della sessione di bilancio.
La Nota tecnico illustrativa, allegata a fini conoscitivi, al disegno di legge di bilancio, ha invece la funzione di riepilogare le principali dimensioni finanziarie del medesimo disegno di legge di bilancio e, successivamente, del testo della legge di bilancio approvata dalle Camere e il relativo raccordo con il conto economico delle amministrazioni pubbliche, secondo criteri di classificazione conformi a quelli adottati dall’Istat per la costruzione dei conti nazionali di finanza pubblica.
In linea di principio, quindi, ai fini della coerenza dei dati finanziari e contabili nel quadro della decisione di bilancio, è necessario che le indicazioni contenute nel prospetto riepilogativo corrispondano a quelle incluse nella Nota tecnico-illustrativa e che eventuali modifiche introdotte per le finalità tipiche di quest’ultimo documento siano recepite, nel corso dell’esame parlamentare della manovra, attraverso appositi aggiornamenti del prospetto riepilogativo.
Come già evidenziato, la NTI da ultimo presentata, a seguito delle riclassificazioni operate, evidenzia differenze rispetto ai dati del prospetto riepilogativo riferito al testo della legge di bilancio 2023 approvato definitivamente dal Senato: tali differenze sono riportate nella tabella 5 in modo aggregato in quanto le informazioni contenute nella NTI non consentono di verificare, in dettaglio, l’impatto delle riclassificazioni contabili intervenute rispetto agli effetti finanziari ascritti alle singole misure contenute nella legge di bilancio.
Sulla base di approfondimenti effettuati e di informazioni acquisite presso gli uffici competenti, le riclassificazioni operate dalla NTI rispetto al prospetto riepilogativo degli effetti della legge di bilancio 2023-2025, risultano ascrivibili principalmente ai seguenti fattori (si fa riferimento al saldo dell’indebitamento netto):
· la riclassificazione da spesa in conto capitale a spesa corrente, per complessivi 4,4 miliardi, dei crediti d’imposta pari al 45% della spesa sostenuta per l'acquisto del medesimo gas consumato nel primo trimestre del 2023 dalle imprese (art. 1, commi 4 e 5);
· la riclassificazione da spesa corrente a spesa in conto capitale, per complessivi 570 milioni, del Fondo servizio di default SNAM per gli oneri relativi ai servizi di ultima istanza e degli oneri per il servizio di riempimento di ultima istanza dello stoccaggio (articolo 1, commi 24 e 26);
· la riclassificazione da minori entrate tributarie a maggiore spesa corrente, per complessivi 6,1 miliardi, degli effetti della fiscalizzazione degli oneri generali di sistema del gas per il primo trimestre 2023, dell’estensione della platea per l’accesso alle tariffe agevolate per l’energia elettrica e della rideterminazione delle agevolazioni tariffarie per il primo trimestre 2023 (bonus sociale elettrico e gas) (articolo 1, commi 15, 17 e 18);
· la riclassificazione da entrata extra-tributaria a entrata tributaria, per 1,4 miliardi, dell’acquisizione all’erario dei proventi del meccanismo di compensazione sul prezzo dell’energia elettrica (articolo 1, comma 36).
Un’ulteriore consueta fonte di discrasia tra il quadro risorse–impieghi ricavato dal prospetto riepilogativo degli effetti finanziari e il corrispondente quadro riportato nella NTI attiene alle riprogrammazioni della Sezione II del bilancio. Il prospetto riepilogativo riporta infatti l’effetto netto di tali riprogrammazioni sulle spese, correnti e in conto capitale, senza disaggregare le riprogrammazioni aventi effetti migliorativi del saldo (definanziamenti) da quelle con effetti peggiorativi (rifinanziamenti). Ne conseguono possibili discrasie tra l’ammontare complessivo delle risorse e degli impieghi ricavato dal prospetto riepilogativo, che non esplicita tale disaggregazione, e il totale risorse e impieghi riportato nella NTI, che tiene invece conto della disaggregazione delle riprogrammazioni tra definanziamenti e rifinanziamenti. Tali differenze sul totale delle risorse e degli impieghi sono comunque compensative e quindi ininfluenti ai fini dei saldi.
Si evidenzia in proposito che, per quanto attiene alle riprogrammazioni della spesa operate dalla sez. II, la mancanza, nel prospetto riepilogativo degli effetti finanziari della legge di bilancio, di una distinta evidenziazione dell’impatto delle riprogrammazioni aventi effetti migliorativi e di quelle che determinano invece effetti peggiorativi dei saldi e la sostituzione di tali dati con la mera indicazione dell’impatto netto delle medesime variazioni[10] non consentono una compiuta ricostruzione del valore lordo della manovra e di un quadro risorse-impeghi, coerenti con quelli riportati nella NTI.
Le analisi che seguono tengono conto delle riclassificazioni operate dalla NTI e si basano pertanto sul quadro risorse–impieghi illustrato nella precedente tabella 4.
Nella figura 1 sono illustrati gli effetti finanziari della legge di bilancio, sulla base della sua composizione tra risorse e impieghi, considerando i soli effetti in termini di indebitamento netto (deficit).
Figura 1 - Interventi e mezzi di finanziamento (Impatto in termini di indebitamento netto
(milioni di euro)
Fonte: Elaborazione su dati della Nota tecnico illustrativa alla Legge di bilancio 2023.
Gli impieghi (che configurano la manovra lorda) ammontano complessivamente a circa:
· 45,5 miliardi per il 2023;
· 27,6 miliardi per il 2024[11];
· 24,2 miliardi per il 2025.
A fronte di tali interventi, i mezzi di finanziamento (risorse che configurano mezzi di copertura della manovra) previsti dalla legge di bilancio ammontano, rispettivamente, a 24,4 miliardi per il 2023, 25,5 miliardi per il 2024 e 29 miliardi per il 2025.
Pertanto, considerato che per i primi due esercizi gli impieghi prevalgono rispetto ai mezzi di copertura, mentre nel terzo esercizio si determina la situazione inversa, l’incidenza complessiva sul saldo di indebitamento della manovra (differenza tra mezzi di finanziamento e impieghi) determina:
· un maggior indebitamento, per il 2023 e il 2024, rispettivamente, per circa 21,1 e 2,1 miliardi;
· una riduzione del ricorso all’indebitamento (minor deficit) per circa 4,9 miliardi nel 2025.
La figura 2 illustra l’impatto della legge di bilancio sulle entrate e sulle spese.
Figura 2 – Effetti netti della manovra sulle entrate e sulle spese (Impatto in termini di indebitamento netto)
(milioni di euro)

Fonte: Elaborazione su dati della Nota tecnico illustrativa alla Legge di bilancio 2023.
Sul lato delle spese, nel 2023 si registra, nel complesso, un aumento di 17,3 miliardi, quasi interamente determinato dall’aumento delle spese correnti (per 16,4 miliardi) e solo marginalmente da quello della spesa in conto capitale (circa 0,9 miliardi). Nel biennio successivo le variazioni sul lato delle spese sono più contenute, con effetti quasi compensativi nel 2024[12] e con una flessione della spesa complessiva di 6,9 miliardi nel 2025, dovuta principalmente alla riduzione della spesa corrente (per 5,8 miliardi).
Variazioni più contenute riguardano gli effetti netti della legge di bilancio sulle entrate, che registrano una riduzione di circa 3,8 miliardi nel 2023, di 3,2 miliardi nel 2024 e di 2 miliardi nel 2025.
La NTI evidenzia un effetto di riduzione della pressione fiscale programmatica rispetto ai corrispondenti valori tendenziali - cui concorre, oltre alla legge di bilancio, anche il DL 176/2022 - quantificabile nei seguenti importi.
Tabella 6 – Pressione fiscale tendenziale e programmatica[13]
(dati in percentuale del PIL)

Fonte: Elaborazione su dati della Nota tecnico-illustrativa sulla Legge di bilancio 2023-2025.
Concorre alla variazione della pressione fiscale programmatica rispetto a quella tendenziale, al numeratore, una riduzione di entrate tributarie e contributive e, al denominatore, un aumento programmatico del PIL.
Si ricorda in proposito che le riclassificazioni contabili operate dalla Nota tecnico-illustrativa alla Legge di bilancio, incidendo sulla composizione della manovra tra entrate e spese, si riflettono anche nell’indicazione del valore della pressione fiscale.
Come prima evidenziato, i mezzi di finanziamento (risorse) reperiti dalla legge di bilancio per il triennio 2023-2025 ammontano a complessivi 24,4 miliardi per il 2023, 25,5 miliardi per il 2024 e 29 miliardi per il 2025. Essi si compongono di maggiori entrate per circa 9,8 miliardi di euro nell'anno 2023, 4 miliardi nel 2024 e 3 miliardi nel 2025, nonché di minori spese per circa 14,5 miliardi nell'anno 2023, 21,5 miliardi nel 2024 e 26,1 miliardi nel 2025.
Si ricorda inoltre che, per il biennio 2023-2024, concorre al finanziamento della manovra il maggiore indebitamento netto corrispondente al saldo della stessa, per un importo pari a 21,1 miliardi nel 2023 e 2,1 miliardi nel 2024, per un ammontare complessivo di mezzi di finanziamento degli impieghi (manovra lorda) pari a 45,5 miliardi nel 2023 e 27,6 miliardi nel 2024.
Per il 2025 le risorse reperite eccedono quelle destinate agli impieghi, determinando un miglioramento dell’indebitamento netto pari a 4,9 miliardi.
Come già segnalato, l’ammontare dei mezzi di finanziamento destinati agli interventi ammonta pertanto a 24,2 miliardi, pari alla differenza tra il totale delle risorse reperite (29 miliardi) e la quota destinata a miglioramento del saldo di bilancio (4,9 miliardi).
Una quota delle risorse reperite ha natura transitoria, con effetti principalmente per il 2023 e, in alcuni casi, per il 2024.
Si tratta principalmente degli interventi in materia di:
· definizione agevolata di diverse fattispecie di debiti tributari;
· rideterminazione del contributo straordinario a carico delle imprese del settore energetico;
· diverse fattispecie di imposte sostitutive a carattere una tantum (sugli utili delle partecipate estere, sull’assegnazione agevolata di immobili ai soci, sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni e sull’affrancamento di polizze assicurative);
· definizione di un tetto massimo ai proventi dalla produzione e vendita di energia elettrica da alcune specifiche fonti, con riversamento al GSE dell’eccedenza (entrata extratributaria).
Hanno inoltre un impatto transitorio gli effetti fiscali indotti derivanti da interventi disposti sul lato degli impieghi, quali il maggior gettito delle imposte dirette connesso ai minori oneri deducibili derivanti dagli esoneri contributivi o le maggiori entrate fiscali derivanti da misure temporanee di incremento delle retribuzioni pubbliche.
Anche nel terzo anno si registrano risorse di natura transitoria, in quanto legate agli effetti di medio termine di misure con effetti temporanei (ad esempio per la rateizzazione dei versamenti dell’imposta sostitutiva sulla rideterminazione del valore di acquisto di terreni e partecipazione, o della definizione agevolata delle controversie tributarie e dei carichi affidati all’agente della riscossione).
Al di là degli effetti transitori, la legge di bilancio determina alcuni limitati aumenti di gettito a carattere permanente, come l’imposta sostitutiva sul regime forfetario per i lavoratori autonomi, il cui limite di ricavo è innalzato a 85.000 euro (cui fa peraltro fronte, sul lato degli impieghi, una riduzione del gettito delle imposte ordinarie dirette e indirette) e l’aumento dell’accisa sui tabacchi.
Le minori spese correnti (risparmi correnti) mostrano un andamento crescente nel triennio (10,4 miliardi nel 2023, 19,6 miliardi nel 2024 e 21,5 miliardi nel 2025), sul quale incidono principalmente gli effetti degli interventi di revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni per il biennio 2024-2025 (che comporta risparmi lordi per 3,5 miliardi nel 2023, 6,8 miliardi nel 2024 e 6,6 miliardi nel 2023) e l’abrogazione dal 2024 del reddito di cittadinanza e del relativo fondo di finanziamento, con un effetto di risparmio pari a 8,8 miliardi dal 2024 (peraltro parzialmente compensato, sul lato degli impieghi dall’istituzione dallo stesso anno di un Fondo per il sostegno alla povertà e all’inclusione attiva con risorse pari a 7,1 miliardi annui).
Rilevano inoltre gli effetti di minore spesa derivanti dall’utilizzo, nel quadro della manovra, di disponibilità di fondi di copertura apprestati da precedenti provvedimenti, come il già citato Fondo per l’attuazione della manovra di bilancio 2023-2025, disposto dal DL 176/2022 “aiuti quater” (fatto salvo l’accantonamento di 1,5 miliardi per il 2023, somma indisponibile fino al riversamento all’erario dell’incasso della vendita del gas metano da parte del GSE) e il Fondo per interventi in materia fiscale, di cui all’articolo 1, comma 2, della L. 178/2020, per l’importo di circa 1,4 miliardi derivante dal miglioramento della compliance fiscale nella misura individuata dalla NADEF 2022.
Concorre infine all’andamento crescente delle minori spese correnti l’intervento operato dalla Sezione II della legge di bilancio, che prevede riprogrammazioni e definanziamenti che determinano effetti netti di riduzione della spesa per importi pari a circa 1,1 miliardi nel 2023, 1,3 miliardi nel 2024 e 3 miliardi nel 2025.
Completano il quadro dei mezzi di finanziamento della manovra le minori spese in conto capitale, di importo pari a 4,2 miliardi nel 2023, 1,9 miliardi nel 2024 e 4,6 miliardi nel 2025, dovuti principalmente ai definanziamenti e alle riprogrammazioni operati dalla sezione II della legge di bilancio, nonché alle riduzioni del Fondo di sviluppo e coesione disposte, con finalità di copertura, nel corso dell’esame parlamentare del provvedimento.
Come già ricordato, gli impieghi complessivi (manovra lorda) ammontano a 45,5 miliardi per il 2023, 27,6 miliardi per il 2024 e 24,2 miliardi per il 2025, composti da minori entrate per 13,6 miliardi nel 2023, 7,2 miliardi nel 2024 e 5 miliardi nel 2025 e maggiori spese per circa 31,8 miliardi nel 2023, 20,4 miliardi nel 2024 e 19,2 miliardi nel 2025.
La rilevante flessione degli impieghi dal 2023 all’anno seguente discende principalmente dal venir meno degli effetti transitori delle misure di sostegno temporaneo in materia di energia elettrica, gas naturale e carburanti (Titolo II), il cui ammontare complessivo si concentra in massima parte nel primo trimestre del primo esercizio.
Rileva inoltre il venir meno degli interventi temporanei a sostegno del reddito disponibile di lavoratori e famiglie, quali gli esoneri contributivi a favore dei lavoratori entro determinati limiti di reddito, gli emolumenti una tantum a favore del pubblico impiego e il fondo per l’acquisto di beni alimentari.
Oltre alle misure di carattere temporaneo già citate, si evidenziano i seguenti interventi di maggiore spesa o minore entrata.
Sul fronte delle maggiori spese correnti, si evidenziano gli interventi in materia di:
· pensione anticipata flessibile;
· esonero contributivo per le imprese che assumono giovani nel 2023;
· incremento per il biennio 2023-2024 delle pensioni minime;
· istituzione dal 2024 del già menzionato fondo per il sostegno alla povertà e all’inclusione attiva, in sostituzione del soppresso fondo per il reddito di cittadinanza;
· incremento del fondo per l’assegno unico universale;
· incremento del Fondo sanitario nazionale e del fondo vaccini;
· incremento del Fondo integrativo statale (FIS) per il diritto allo studio e, per il solo 2023, del fondo per la valorizzazione del personale scolastico;
· estensione dei congedi parentali.
È prevista infine la dotazione di fondi a finalità indistinta utilizzabili per interventi coerenti con gli obiettivi della manovra.
I rifinanziamenti della spesa corrente disposti dalla Sezione II della legge di bilancio ammontano a circa 0,5 miliardi annui per il 2023 e il 2024 e 0,6 miliardi per il 2025.
Per quanto riguarda le minori entrate tributarie, si segnalano in particolare gli interventi in materia di:
· differimento dell’entrata in vigore di platic tax e sugar tax;
· riduzione aliquota iva per prodotti dell’infanzia, dell’igiene femminile e sui pellet;
· proroga dell’esenzione IRPEF per redditi dominicali e agrari;
· esenzione IMU su immobili occupati.
Sono inoltre rilevanti sul piano quantitativo gli effetti fiscali indotti di minor gettito conseguenti ad altri interventi disposti dal provvedimento, quali le diverse imposte sostitutive (innalzamento del tetto per il regime fiscale agevolato per i lavoratori autonomi, flat tax incrementale, rivalutazione terreni e partecipazioni, ecc.) e la riduzione del gettito IRPEF conseguente alla revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni.
Per quanto riguarda, infine, le maggiori spese in conto capitale, oltre ai già ricordati contributi straordinari in favore delle imprese a fronte dei maggiori costi energetici, si segnala, tra l’altro:
· la proroga del credito d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020[14];
· l’incremento per il 2023 del fondo per l’acquisto della prima casa;
· l’incremento di diversi fondi per finanziare gli investimenti pubblici a fronte agli aumenti dei prezzi di costruzione;
· l’incremento per il 2023 del fondo di garanzia per le PMI;
· l’incremento per il 2023 del fondo per l’emergenza sisma del centro Italia.
I rifinanziamenti della spesa in conto capitale disposti dalla Sezione II del bilancio ammontano a circa 0,2 miliardi per il 2023, 1,2 miliardi per il 2024 e 0,8 miliardi per il 2025.
Come anticipato in premessa, al fine di valutare gli effetti complessivi della legge di bilancio in ciascun settore e la relativa articolazione tra le varie misure, è opportuno adottare un approccio contabile che valuti l’effetto di ciascun intervento normativo, considerandone congiuntamente tutti gli effetti, sia positivi che negativi, e compensando quelli di segno opposto.
Tale approccio restituisce il medesimo saldo complessivo della manovra, che scaturisce da calcoli privi di compensazioni tra effetti di segno opposto, secondo l’approccio contabile seguito nel precedente paragrafo[15], volto a indagare la struttura complessiva della manovra.
Benché a parità di saldo complessivo, l’approccio seguito nel presente paragrafo presenta una differenza con riferimento al totale degli impieghi netti e delle risorse nette, che risultano inferiori rispetto ai corrispondenti importi lordi precedentemente quantificati, in quanto gli effetti di segno opposto ascrivibili alla medesima misura vengono ora compensati.
La scelta dei criteri di selezione dei principali interventi – dei quali viene ora indicato l’effetto netto, con la conseguente parziale compensazione tra effetti di segno opposto – presenta un inevitabile margine di discrezionalità, per cui potrebbero riscontrarsi differenze rispetto a ricostruzioni alternative, che utilizzino il medesimo approccio di carattere compensativo, ma che, in ragione dei diversi criteri di selezione e raggruppamento delle misure per settori, conducano a un diverso ammontare del totale degli impieghi e delle risorse, sempre a parità di saldo della manovra.
Ai fini della ricostruzione di seguito riportata, si evidenzia inoltre che nella tabella 7 sono evidenziate le misure il cui effetto superi l’ammontare di 200 milioni in almeno un anno del triennio di previsione. La classificazione di ciascuna misura tra le risorse o tra gli impieghi risulta determinata dal segno del suo effetto netto complessivo: nel caso esso sia peggiorativo dei saldi, la misura è ricompresa tra gli interventi; nel caso opposto, essa viene classificata tra i mezzi di copertura.
Alcune voci, appositamente contrassegnate, il cui effetto netto è di segno diverso nei vari esercizi, sono riportate, a seconda dell’esercizio considerato, sia tra le risorse che tra gli impieghi.
Gli effetti della legge di bilancio, dettagliati nella tabella 7, sono quindi aggregati nella successiva tabella 8 in base ai settori[16] cui è riferibile ciascun intervento e ciascuna copertura. Le colonne che indicano il saldo consentono di individuare l’effetto netto della manovra per ciascun settore di intervento nei diversi anni del triennio di previsione: gli importi con segno negativo, evidenziati in rosso, individuano i settori per i quali la manovra apporta un effetto espansivo, con conseguente effetto peggiorativo del deficit, mentre gli importi con segno positivo si riferiscono a settori dai quali sono attinte risorse nette, per finalità di copertura della manovra.
Tale analisi è quindi illustrata con la serie di 3 grafici della figura 3, uno per ciascuna annualità dell’arco di previsione 2023-2025, nei quali sono evidenziati, nella sezione di sinistra, i settori che beneficiano complessivamente di interventi di sostegno e, nella sezione di destra, i settori dai quali sono attinte risorse nette per finalità di copertura.
Infine, la figura 4 fornisce un’ulteriore rappresentazione grafica della manovra, volta a evidenziare, in un unico grafico, gli effetti settoriali della stessa. Questi ultimi, per ciascuna annualità, sono rappresentati dai segmenti colorati che compongono gli istogrammi delle risorse e delle coperture, mentre l’istogramma del saldo assume colore rosso quando il suo segno è peggiorativo del deficit e blu quando ha un effetto migliorativo.
Tabella 7 – Principali interventi e mezzi di finanziamento Legge 197/2022
(milioni di euro)

Segue tabella 7 – Principali interventi e mezzi di finanziamento Legge 197/2022
(milioni di euro)

Fonte: Elaborazione su dati RT e prospetti riepilogativi.
(*) Voci classificabili, in esercizi diversi, sia tra gli interventi sia tra i mezzi di copertura.
Tabella 8 – Riepilogo settoriale degli effetti della Legge 197/2022
(milioni di euro)

Fonte: Elaborazione su dati RT e prospetti riepilogativi.
(*) Gli importi con segno “-”, evidenziati in rosso, hanno un effetto peggiorativo sul saldo.
Figura 3 – Effetti settoriali della Legge 197/2022
(milioni di euro)
| 2023 |
|
|
|
|
| 2024 |
|
|
|
|
| 2025 |
|
Fonte: Elaborazione su dati RT e prospetti riepilogativi.
Gli istogrammi della sezione “impieghi” hanno un effetto peggiorativo sul saldo.
Figura 4 – Riepilogo degli effetti settoriali della Legge 197/2022
(milioni di euro)

Fonte: Elaborazione su dati RT e prospetti riepilogativi
Dai dati e dalle relative rappresentazioni grafiche sopra riportate, si evidenzia un intervento prevalente della manovra in 5 settori, tra cui:
· l’energia, con effetti netti espansivi limitati al 2023, dovuti principalmente alle misure di sostegno per il primo trimestre dell’anno a fronte dell’aumento dei prezzi energetici, parzialmente compensati da coperture a valere sul medesimo settore produttivo;
· il lavoro e le politiche sociali, con effetti netti espansivi limitati al 2023, principalmente dovuti agli interventi transitori di decontribuzione, flessibilità pensionistica e sostegno al reddito nel pubblico impiego, nonché agli interventi di sostegno permanente alla natalità. Negli anni seguenti le misure riferibili al settore determinano effetti netti restrittivi, principalmente dovuti alla riduzione delle risorse nette a sostegno della povertà e, limitatamente al biennio 2024-2025, alla revisione del meccanismo di indicizzazione delle pensioni;
· la sanità, con effetti espansivi nel triennio principalmente dovuti all’incremento permanente del Fondo sanitario nazionale e all’aumento transitorio del fondo per vaccini e farmaci anti Covid-19;
· il sostegno alla crescita e gli investimenti, con effetti espansivi di medio-lungo periodo per l’incremento di fondi per gli investimenti pubblici e privati, anche per far fronte dell’aumento dei prezzi dei materiali;
· il settore fiscale, prevalentemente interessato da interventi di sostegno e di copertura con effetti di breve periodo, ma anche da alcuni interventi a carattere strutturale, tra cui quelli relativi all’aumento della soglia di ricavi per il regime forfettario per le imprese e i lavoratori autonomi e alla riduzione dell’IVA su alcuni consumi, ritenuti meritevoli di tutela.
Altri interventi con impatto netto espansivo di ammontare inferiore riguardano i restanti settori interessati dal provvedimento, tra cui l’istruzione, la difesa, il turismo e il dissesto idro-geologico, mentre, sul fronte delle coperture, si sottolinea, oltre all’utilizzo delle risorse disponibili su diversi fondi, anche la rilevanza crescente nel tempo dei definanziamenti e delle riprogrammazioni riguardanti la Sezione II della legge di bilancio.
In questo paragrafo si illustrano, con riferimento all'indebitamento netto, i principali effetti finanziari dell'esame parlamentare del disegno di legge di bilancio 2023, approvato dalla Camera il 24 dicembre 2022 e approvato definitivamente dal Senato il 29 dicembre.
Come mostrato nella tabella 9, l'esame parlamentare ha avuto un effetto positivo, seppur minimo, sull'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche pari a circa 20 milioni di euro nel 2023, 204 milioni nel 2024 e 196 milioni nel 2025.
In particolare, per il 2023, le Camere hanno approvato maggiori interventi, rispetto a quanto già previsto nel disegno di legge trasmesso dal Governo, per circa 3,12 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi di maggiori spese (circa 1,86 miliardi in conto capitale e 445 correnti) e 817 milioni di minori entrate.
Tra le maggiori spese approvate dalle Camere, si segnala la sospensione dei procedimenti di interruzione della fornitura di gas naturale, l'istituzione del fondo destinato alla attenuazione degli oneri fiscali connessi con la cessione gratuita di prodotti di consumo al dettaglio nell'ambito di manifestazioni a premi, la proroga del credito di imposta per l'acquisizione di beni strumentali destinate a strutture produttive, la proroga del credito d'imposta potenziato per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno, l'incremento del Fondo per il sostegno economico temporaneo ai lavoratori dello spettacolo, le risorse stanziate a sostegno dell'imprenditorialità e del ricambio generazionale in agricoltura, la proroga fino al 31 marzo 2023 dello svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile per i soggetti fragili, l'armonizzazione dei trattamenti economici accessori del personale e l'incremento dei fondi per la retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti, l'estensione dei congedi parentali per un mese nella misura dell'80% della retribuzione, l'incremento della dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, le risorse assegnate a ISMEA per la concessione delle garanzie a favore delle imprese agricole, il rifinanziamento dei contributi per il sostegno agli investimenti produttivi delle PMI, l'istituzione di un fondo da ripartire presso il Ministero della cultura, l'istituzione di un fondo finalizzato alle assunzioni del personale delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Tra le minori entrate, si segnalano quelle derivanti dall'estensione dell'aliquota IVA agevolata al 5%, per il 1° trimestre dell'anno 2023, anche alle somministrazioni di energia termica prodotta con impianti alimentati a gas naturale nell'ambito di un "contratto servizi energia", l'estensione della riduzione dell'aliquota IVA al 5% al settore del teleriscaldamento per il primo trimestre 2023, la maggiore deducibilità delle quote di ammortamento dei fabbricati strumentali utilizzati in determinati settori, la riduzione dell'IVA dal 22 % al 10% applicabile sul pellet per l'anno 2023, la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, la proroga della Zona franca urbana Sisma centro Italia.
Le coperture per i maggiori interventi nel 2023 ammontano a circa 3,14 miliardi di euro, di cui circa 2,66 miliardi di minori spese (circa 1,91 miliardi in conto capitale e 748 correnti) e circa 488 milioni di maggiori entrate. Le coperture per il 2024 ammontano invece a circa 1 miliardo di euro ripartito tra 638 milioni di minori spese (circa 191 milioni in conto capitale e 447 correnti) e 365 milioni di maggiori entrate. Per quanto riguarda, infine, l'anno 2025, durante l'esame parlamentare sono stati approvati maggiori interventi per circa 617 milioni di euro, di cui circa 445 di maggiori spese (337 in conto capitale e 108 correnti) e circa 172 di minori entrate. A tali maggiori interventi si è fatto fronte con circa 813 milioni di coperture reperite per 517 milioni da minori spese (180 milioni in conto capitale e 337 correnti) e per 296 milioni da maggiori entrate.
Tra le minori spese si segnala, ad esempio, la riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al pensionamento anticipato per i lavori usuranti.
Tra le maggiori entrate si segnalano quelle derivanti dalla rideterminazione del valore di acquisto dei terreni e delle partecipazioni (incremento dell'imposta sostitutiva dal 14% al 16%), le disposizioni in materia di accise sui tabacchi, la proroga delle concessioni per la raccolta del gioco del Bingo, per la realizzazione e conduzione delle reti di gestione telematica del gioco mediante apparecchi da divertimento e intrattenimento, delle concessioni per la raccolta delle scommesse, la dilazione per il recupero di versamenti di imposte e contributi sospesi nel periodo gennaio-novembre 2022 a favore delle federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, degli enti di promozione sportiva e delle associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche.
L'esame parlamentare, quindi, ha determinato una variazione netta delle entrate (saldo tra minori entrate degli interventi e maggiori entrate delle coperture) pari a -330 milioni di euro per il 2023, +51 milioni per il 2024 e +124 milioni per il 2025, nonché una variazione netta delle spese (saldo tra maggiori spese degli interventi e minori spese delle coperture) pari a -350 milioni di euro per il 2023, -153 milioni per il 2024 e -72 milioni per il 2025.
Tabella 9 – Modifiche apportate in Parlamento: interventi e coperture
(milioni di euro)

Fonte: elaborazione su dati delle Note tecnico-illustrative allegate al disegno di
legge di bilancio 2023 e alla legge di bilancio 2023.
In questo paragrafo si illustrano gli effetti finanziari sul saldo netto da finanziare (SNF) delle riprogrammazioni e delle variazioni quantitative (rifinanziamenti e definanziamenti) definite per un periodo pluriennale, con riferimento alle dotazioni finanziarie di spesa di parte corrente e in conto capitale previste a legislazione vigente relative ai fattori legislativi, ai sensi di quanto stabilito dal comma 3, lettera b), dell'articolo 23 della legge n. 196 del 2009, come modificato dalla legge n. 163 del 2016.
Tali variazioni erano fino alla riforma del 2016 operate con le tabelle C, D ed E all'interno della legge di stabilità, investendo profili sostanziali che erano poi recepiti nella legge di bilancio e, in quanto tali, preclusi alla legge di bilancio stessa, stante la sua natura di legge formale, mantenuta fino all'entrata in vigore della legge n. 163.
Di tali interventi viene resa ampia descrizione nella stessa relazione tecnica, ai sensi del comma 12?ter, dell'articolo 21, della legge n. 196, inserito dalla legge n. 163.
Questa parte della manovra non necessita di innovazioni legislative e attiene a:
· rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni degli stanziamenti di bilancio;
· risorse per soddisfare eventuali esigenze indifferibili.
Si precisa che in questi prospetti non sono comprese, in quanto già considerate a legislazione vigente, le rimodulazioni pluriennali delle leggi di spesa definite per tener conto del piano finanziario dei pagamenti e le rimodulazioni compensative nell’anno delle dotazioni relative ad autorizzazioni di spesa, che vengono proposte sempre nel rispetto del limite di spesa complessivo previsto dalla legge, (articolo 23, comma 3, lettera a) della legge 196 del 2009). Tali rimodulazioni sono evidenziate nelle colonne del bilancio da deliberare e nella relativa relazione illustrativa (articolo 23, comma 3?ter della legge di contabilità e finanza pubblica).
Nella legislazione vigente sono incluse anche le regolazioni meramente quantitative, la cui quantificazione è rinviata in legge di bilancio dalle leggi vigenti stesse (articolo 23, comma 3?bis, della legge 196 del 2009).
Ciò premesso, si riportano a seguire i prospetti riassuntivi, all’unità di euro, degli effetti derivanti dalle riprogrammazioni e dalle altre variazioni quantitative disposte nella seconda sezione della legge di bilancio, comprensivi delle modifiche apportate durante l'esame parlamentare.
Le tabelle seguenti riportano appunto nel dettaglio l'elenco dei predetti interventi con associati i relativi effetti finanziari.
Come già evidenziato, l’analisi che segue è svolta considerando l’impatto delle misure sul saldo netto da finanziare. La relazione tecnica riferita alla sezione II del disegno di legge di bilancio, nel testo definitivamente approvato dalle Camere, non fornisce infatti informazioni di dettaglio in merito agli effetti sui saldi di fabbisogno e indebitamento netto delle singole variazioni introdotte in sede di rifinanziamento, definanziamento o rimodulazione dei vari capitoli di spesa, limitandosi a indicarne gli effetti sul saldo netto da finanziare. Le uniche informazioni sugli altri saldi, contenute nel prospetto riepilogativo degli effetti della legge di bilancio, sono riportate in forma aggregata e comunque limitata al triennio di previsione.
Inoltre, con riferimento alle riprogrammazioni della spesa, come già in precedenza evidenziato, non sono evidenziate distintamente, nel prospetto riepilogativo, quelle di segno peggiorativo e quelle migliorative dei saldi in ciascun anno, in quanto il dato riportato nel prospetto riepilogativo fa riferimento all’impatto netto dell’insieme di tali variazioni: in mancanza di tali dati non risulta determinabile in modo compiuto la manovra lorda e conseguentemente il rapporto tra risorse e valore complessivo degli impieghi. Sul punto si rinvia a quanto evidenziato al paragrafo 2.
Tabella 10 – Prospetto degli effetti derivanti dai rifinanziamenti disposti nella II sezione della legge di bilancio (valori in euro)


Nel complesso sono stati effettuati rifinanziamenti per oltre 2,1 miliardi nel 2023, circa 2,85 miliardi nel 2024 e poco più di 3,2 miliardi nel 2025, con la componente di parte corrente sempre compresa fra i 400 e i 600 milioni circa.
Per quanto riguarda la parte corrente, si segnalano i rifinanziamenti delle missioni di pace per 200 milioni di euro per il 2023, del Fondo attuazione direttive UE (per 80 milioni nel 2023 e per 100 milioni sia nel 2024 che nel 2025) e della copertura degli oneri per le sentenze di condanna della CGUE (100 milioni sia nel 2024 che nel 2025).
Per quanto riguarda invece le spese in conto capitale si segnalano i rifinanziamenti del Fondo investimenti difesa (800, 850 e 1000 milioni rispettivamente nel 2023, 2024 e 2025), dell'IPCEI (200 milioni annui), dell'edilizia universitaria e del trasporto rapido di massa (50, 100 e 100 milioni per i tre anni per entrambe le misure), della Torino-Lione (circa 90 milioni nel 2024 e 120 nel 2025), della manutenzione straordinaria RFI (200 milioni sia nel 2024 che nel 2025), dell'ANAS (100 milioni nel 2023, 150 nel 2024 e 200 nel 2025) e dell'Aerospazio (100, 200 e 200 milioni rispettivamente nel 2023, 2024 e 2025).
Il totale dei rifinanziamenti per gli anni successivi al 2025 ammonta a quasi 28,2 miliardi di euro, dei quali quasi 13 miliardi per il Fondo investimenti difesa. Eccedenti il miliardo complessivo per il periodo in questione anche i rifinanziamenti della manutenzione straordinaria RFI (2,4 miliardi), di Industrie difesa (2,1 miliardi), dell'ANAS e di Aerospazio (1,8 miliardi per entrambi), del Fondo attuazione direttive UE (1,2 miliardi), dell'IPCEI (1,5 miliardi), di investimenti vari in ambito culturale (1,150 miliardi circa), di Banche e Fondi (1,1 miliardi), della Torino-Lione (poco più di 1 miliardo).
Tabella 11 – Prospetto degli effetti derivanti dalle riprogrammazioni disposte nella II sezione della legge di bilancio (valori in euro)

L’importo delle riprogrammazioni, quasi interamente riferibili alla parte in conto capitale, è pari a circa 600 milioni per il 2023 (quasi tutti riferibili all'edilizia sanitaria, in senso riduttivo, spostati sul 2025), poco più di 1 miliardo per il 2024 (in senso incrementativo, oltre la metà dei quali riferibili al FSC, traslati dal 2025) e sfiora i 2,7 miliardi per il 2025 (in senso riduttivo, dei quali 2 miliardi riferibili al Fondo rotazione politiche comunitarie).
Tabella 12 – Prospetto degli effetti derivanti dai definanziamenti disposti nella II sezione della legge di bilancio (valori in euro)


Il valore dei definanziamenti si attesta sui 3,25 miliardi per il 2023 (fra i quali si segnalano quasi 1,1 miliardi di euro da definanziamenti alle Ferrovie correlati al dl aiuti quater, 600 milioni sul fondo sviluppo e coesione e circa altrettanti derivanti dalla spending review, nonché 230 milioni relativi alla Carta cultura giovani e alla Carta del merito), quasi 2,8 miliardi per il 2024 (1 miliardo sul Fondo sviluppo e coesione, 950 milioni circa derivanti dalla spending review, 180 milioni da regolazioni contabili e rimborsi d'imposte) e sui 4,75 miliardi per il 2025 (1,4 miliardi sul Fondo sviluppo e coesione, 1,2 miliardi sui rimborsi IRPEF e circa altrettanto in termini di misure di razionalizzazione della spesa).
Misure di spending review
Nella sezione II della legge di bilancio, le riduzioni operate agli stanziamenti a legislazione vigente per il concorso al conseguimento degli obiettivi di risparmio di spesa definiti nel DPCM del 4 novembre 2022, congiuntamente alle riduzioni operate in sezione I, per la quale si fa rinvio alle relazioni dei commi da 2 a 13 dell’articolo 154, ammontano per il triennio 2023-2025 a:
· 809,7 milioni di euro per l’anno 2023
· 1.234,8 milioni di euro per l’anno 2024;
· 1.412,1 milioni di euro per l’anno 2025.
A seguire si riporta una tabella riepilogativa degli effetti complessivi della sezione II (in milioni di euro) per missioni e programmi.




Fonte: Tabella contenuta nella RT al disegno di legge di bilancio S. 442, pagine 242-245.
A seguire si riporta una tabella riepilogativa degli effetti complessivi della sezione II (in milioni di euro) suddivisi per categoria economica, con evidenza degli effetti del processo di revisione della spesa.

Fonte: Tabella contenuta nella RT relativa al disegno di legge di bilancio S. 442, pagina 245.
La manovra effettuata con la sezione II comporta minori spese per circa 1,7 miliardi nel 2023 e 4,2 miliardi nel 2025, nonché maggiori spese per circa 1,1 miliardi nel 2024, come descritto nella tabella seguente.
Tabella 13 - Prospetto riassuntivo degli effetti complessivi derivanti dalle riprogrammazioni e variazioni quantitative
(milioni di euro)
| Effetti complessivi |
2023 |
2024 |
2025 |
Totale del triennio |
| Totale parte corrente |
-625,7 |
-768,1 |
-2.407,2 |
-3.801,0 |
| Totale conto capitale |
-1.094,7 |
1.852,1 |
-1.794,9 |
-1.037,5 |
| Totale generale |
-1.720,4 |
1.084,0 |
-4.202,1 |
-4.838,5 |
Fonte: elaborazione su dati RT DDL di bilancio (A.S..442)
La legge di contabilità e finanza pubblica (legge n. 196/2009) prevede (articolo 21, comma 12-bis) che la relazione tecnica riferita al disegno di legge di bilancio contenga anche elementi di informazione che diano conto della coerenza del valore programmatico del saldo netto da finanziare o da impiegare con gli obiettivi programmatici di cui all'articolo 10?bis, comma 1, della stessa legge n. 196[17].
L’analisi che segue tiene conto delle indicazioni fornite dalla relazione tecnica riferita alla sez. II del disegno di legge di bilancio 2023, nel testo pervenuto al Senato e poi definitivamente approvato (S. 442).
Elementi di maggior dettaglio circa la coerenza del valore programmatico del saldo netto da finanziare o da impiegare con i predetti obiettivi programmatici sono contenuti nella Nota tecnico-illustrativa riferita al testo definitivo della legge di bilancio 2023 (NTI)[18], cui si rinvia.
Si evidenzia, in proposito, che le indicazioni contenute nella NTI , nella parte riferita al raccordo tra il saldo programmatico di bilancio e l’obiettivo di indebitamento netto della p.a., non sembrano tener conto delle riclassificazioni – di cui si dà conto nella tabella 5 riportata al paragrafo 2 del presente dossier - operate dal medesimo documento rispetto al prospetto riepilogativo allegato alla RT riferita al disegno di legge di bilancio, poi approvato dalle Camere: ciò con particolare riguardo all’incremento di circa 6,3 miliardi delle maggiori spese (con conseguente riduzione di pari importo delle minori entrate), derivanti dalle medesime riclassificazioni, fermi restando i saldi complessivi della manovra.
Di seguito si utilizzano quindi i dati contenuti nella RT e nell’annesso prospetto riepilogativo, presentati nel corso dell’esame in seconda lettura, presso il Senato, del disegno di legge di bilancio.
In particolare, la tavola descrittiva (“tavola di raccordo”) inclusa nella relazione tecnica riferita alla Sez. II del disegno di legge di bilancio, aggiornata alle modifiche apportate in sede parlamentare, rappresenta la coerenza tra il saldo programmatico – comprensivo quindi degli effetti della manovra – riferito al bilancio dello Stato (saldo netto da finanziare) ed il saldo programmatico delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso (indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni), come definito dalla NADEF 2022 deliberata dal Consiglio dei ministri il 4 novembre 2022, e dalle relative risoluzioni parlamentari. La rappresentazione che viene data per il triennio 2023-2025[19] nella sotto riportata tavola di raccordo prevede l’illustrazione dei passaggi che, a partire dal disegno di legge di bilancio integrato, permettono di definire gli obiettivi programmatici in coerenza con quanto previsto dall'ordinamento europeo, per ciascuno degli anni del bilancio di previsione.
Come si può rilevare anche dalle Note tecnico – illustrative riferite alle precedenti manovre, il raccordo analitico volto a verificare la coerenza tra i due saldi riguarda essenzialmente i seguenti aspetti:
· individuazione delle differenze riconducibili all’applicazione di differenti criteri di classificazione, allo scopo di tener conto dell’irrilevanza, ai fini del conto economico delle pubbliche amministrazioni, delle operazioni di natura finanziaria. Sono quindi esclusi gli effetti di talune operazioni, irrilevanti per il conto economico, e sono effettuate riclassificazioni nell’ambito delle operazioni di tipo economico da una voce di spesa ad altre;
· il passaggio dai criteri della contabilità finanziaria, utilizzati per la predisposizione del bilancio dello Stato, ai principi contabili della contabilità nazionale, che fanno riferimento invece alla competenza economica; ciò con particolare riguardo al momento di registrazione ed al trattamento di operazioni specifiche. Ad esempio, il sistema dei conti nazionali prevede che la registrazione dei rinnovi contrattuali e degli eventuali arretrati venga effettuata nel momento di perfezionamento del contratto e non in quello dello stanziamento delle somme in bilancio. Inoltre, per alcune fattispecie di operazioni vengono applicate specifiche linee guida contenute nelle decisioni emanate da Eurostat;
· il diverso perimetro istituzionale di riferimento del bilancio dello Stato rispetto a quello del conto economico di contabilità nazionale dello Stato. L’accezione di Stato dei conti nazionali, infatti, in conformità al Sec 2010, ed al Government Finance Statistics Manual (GFSM 2014) del FMI, esige che il perimetro dello Stato sia determinato in modo da consentire la rappresentazione contemporanea dei poteri statali: esecutivo, legislativo, impositivo e di controllo. Ciò comporta che il sotto-settore istituzionale "Stato" della contabilità nazionale includa, oltre all’Amministrazione statale in senso stretto, cui fa riferimento il bilancio dello Stato, anche la Presidenza del Consiglio (che dal 2000 presenta un conto consuntivo separato), gli Organi costituzionali dello Stato e le Agenzie fiscali[20].
Il quadro di raccordo esposto nella relazione tecnica al disegno di legge di bilancio 2023 può essere rappresentato graficamente nei seguenti termini.
Tabella 14 - Raccordo tra SNF programmatico e Conto PA programmatico 2023-2025.
(miliardi di euro)
| 2023 |
|
|
Bilancio dello Stato integrato (1) |
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|
SEC 2010 - Previsioni integrate 2023 (2) |
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Bilancio integrato dello Stato in SEC 2010 al netto delle partite finanziarie (3) |
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Raccordo per il passaggio al conto economico di CN (4) |
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Conto economico programmatico-Comparto Stato (5) |
|
|
Conto economico programmatico-PA (6) |
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| Entrate finali |
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|
672 |
|
|
584 |
|
|
584 |
|
|
-13 |
|
|
571 |
|
|
981 |
|||||||||||
| Spese finali |
|
|
873 |
|
|
785 |
|
|
781 |
|
|
-125 |
|
|
656 |
|
|
1.070 |
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| Saldo netto da finanziare |
|
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-201 |
|
|
-201 |
|
|
|
|
|
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|
|
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| Indebitamento netto |
|
|
|
|
|
|
|
|
-197 |
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|
112 (variazione) |
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-85 |
|
|
-89 |
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|
|
|
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|
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|
|
|
|
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|
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| 2024 |
|
|
Bilancio dello Stato integrato |
|
|
SEC 2010 - Previsioni integrate 2024 |
|
|
Bilancio integrato dello Stato in SEC 2010 al netto delle partite finanziarie |
|
|
Raccordo per il passaggio al conto economico di CN |
|
|
Conto economico programmatico- Comparto Stato |
|
|
Conto economico programmatico – PA |
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| Entrate finali |
|
|
674 |
|
|
595 |
|
|
595 |
|
|
-31 |
|
|
563 |
|
|
986 |
|||||||||||
| Spese finali |
|
|
808 |
|
|
729 |
|
|
727 |
|
|
-92 |
|
|
634 |
|
|
1.063 |
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| Saldo netto da finanziare |
|
|
-134 |
|
|
-134 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
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|||||||||||
| Indebitamento netto |
|
|
|
|
|
|
|
|
-132 |
|
|
61 (variazione) |
|
|
-71 |
|
|
-78 |
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|
|
|
|
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|
|
|
|
|
|
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|
|
|
|
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|||||||||||
| 2025 |
|
|
Bilancio dello Stato integrato |
|
|
SEC 2010 - Previsioni integrate 2025 |
|
|
Bilancio integrato dello Stato in SEC 2010 al netto delle partite finanziarie |
|
|
Raccordo per il passaggio al conto economico di CN |
|
|
Conto economico programmatico- Comparto Stato |
|
|
Conto economico programmatico – PA |
|||||||||||
| Entrate finali |
|
|
693 |
|
|
615 |
|
|
615 |
|
|
-33 |
|
|
582 |
|
|
1.017 |
|||||||||||
| Spese finali |
|
|
806 |
|
|
728 |
|
|
727 |
|
|
-85 |
|
|
641 |
|
|
1.083 |
|||||||||||
| Saldo netto da finanziare |
|
|
-113 |
|
|
-113 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|||||||||||
| Indebitamento netto |
|
|
|
|
|
|
|
|
-112 |
|
|
53 (variazione) |
|
|
-59 |
|
|
-65 |
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|
Integrazione del bilancio con gli effetti della manovra (competenza finanziaria) |
|
Passaggio alle definizioni del SEC 2010 |
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Definizione aggregati del “Comparto Stato” (competenza economica) |
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|
Definizione delle entrate e delle spese del conto programmatico del “Comparto Stato” |
|
Aggregati del conto economico riferito al “Settore delle pubbliche amministrazioni” |
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|
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Fonte: elaborazione su dati RT sez. II ddl di bilancio 2023. Eventuali imprecisioni e dfferenze derivano da arrotondamenti.
La tavola di raccordo tra SNF e indebitamento PA programmatico è organizzata in modo da esporre nelle colonne i livelli delle previsioni relativi agli aggregati - entrate finali e spese finali - e ai corrispondenti saldi a essi applicabili. Le prime 3 colonne si riferiscono al bilancio dello Stato e le ultime 3 al conto del comparto Stato di contabilità nazionale e al conto PA.
Per ogni anno i valori esposti nella colonna 1 (”Previsioni integrate” del Bilancio dello Stato) per le entrate finali e per le spese finali sono quantificati in corrispondenza alla legge di bilancio approvata (comprendente le sezioni I e II come definite dall’articolo 21 della legge n. 196/2009); tali valori includono le regolazioni contabili e debitorie e sono contabilizzati ai fini del SNF, nonché, ovviamente, gli effetti delle modifiche parlamentari al disegno di legge (peraltro assai contenuti, pari a circa 250 milioni di maggiori entrate e 100 milioni di maggiori spese per il 2023, e a importi approssimativamente pari a 200 milioni di maggiori entrate e di maggiori spese sia per il 2024 che per il 2025).
Si evidenzia per il 2023 un saldo netto da finanziarie di competenza pari a 201 miliardi, dovuto a entrate finali pari a 672 miliardi e spese finali pari a 873 miliardi. Nel 2024 il saldo netto da finanziare è pari a 134 miliardi (le entrate finali si attestano a 674 miliardi e le spese finali a 808 miliardi). Nel 2025 il saldo netto da finanziare è pari a 113 miliardi: le entrate finali si attestano a 693 miliardi e le spese finali a 806 miliardi.
La colonna 2 (“SEC 2010 Previsioni integrate” del Bilancio dello Stato), espone l’effetto sulle entrate finali e sulle spese finali (e di conseguenza sul SNF) determinato dal passaggio alle definizioni previste dal SEC 2010 (Regolamento UE 549/2013 relativo al Sistema europeo dei conti economici e nazionali). Infatti, nell’ammontare dei due aggregati, entrate finali e spese finali, sono inclusi gli effetti di riclassificazione che vengono operati sulle categorie economiche del bilancio dello Stato per definire le voci economiche delle entrate e della spesa secondo le regole dei conti nazionali.
Nella costruzione del raccordo tra il bilancio dello Stato e conto economico dello Stato di contabilità nazionale sono considerati alcuni passaggi dovuti ai differenti schemi di classificazione e all’adozione di diversi principi contabili tra il bilancio dello Stato e la contabilità nazionale.
Il contenuto della colonna 2 distingue, quindi, tra operazioni di natura finanziaria e operazioni di tipo economico (solo queste ultime rilevanti ai fini della costruzione dell’indebitamento netto); nell’ambito delle operazioni di tipo economico vengono effettuate riclassificazioni da una voce ad un'altra per motivi di coerenza con le definizioni previste dal SEC 2010, ad esempio da investimenti a contributi agli investimenti e viceversa. Viene data, inoltre, specifica evidenza a alcuni tipi di spese che nel bilancio dello Stato sono considerate come parti di altre categorie economiche mentre nel conto Stato di contabilità nazionale hanno rilevanza propria; si tratta, tipicamente, del caso delle prestazioni sociali, sia in denaro sia in natura, che sono parte dei trasferimenti alle famiglie e alle istituzioni sociali private all’interno delle spese correnti del bilancio dello Stato.
In sostanza, tali quantificazioni, pur rimanendo ancora legate alle valutazioni per competenza finanziaria tipiche del bilancio statale, permettono di delimitare le operazioni economiche utili a definire il conto dello Stato per le valutazioni di finanza pubblica ai fini dell’ordinamento europeo, in termini del SEC 2010. In generale si osserva sia per le entrate finali che per le spese finali un livello inferiore rispetto ai corrispondenti aggregati del bilancio dello Stato (per importi ogni anno equivalenti per entrate e spese e compresi fra gli 80 e i 90 miliardi circa) determinato principalmente dall’esclusione nelle definizioni delle voci economiche SEC 2010 di gran parte delle poste correttive e compensative, ivi incluse le regolazioni contabili e debitorie, sia per le entrate sia per le spese e per l’esclusione delle partite finanziarie.
La colonna 3 esclude dagli aggregati di cui alla colonna 2 le poste finanziarie, rappresentate dalle categorie economiche 15 delle entrate (Rimborsi anticipazioni e crediti vari del Tesoro) e 31 delle spese (Acquisizione attività finanziarie) permettendo così di calcolare l'indebitamento netto del bilancio integrato riclassificato per il SEC 2010 (197 miliardi di euro nel 2023, 132 miliardi di euro nel 2024 e 112 miliardi di euro nel 2025). Avendo definito il perimetro delle operazioni di entrata e di spesa rilevanti per la predisposizione del conto dello Stato di contabilità nazionale, il saldo di bilancio rappresentativo degli aggregati esaminati diviene l’indebitamento netto, anche se a questo stadio è ancora riferito a valutazioni basate sul bilancio finanziario.
Nella colonna 4 “Raccordo per il passaggio al conto economico di CN” sono quantificate le variazioni che vanno applicate ai dati della colonna 1 - entrate finali e spese finali del bilancio dello Stato, riportate alle definizioni SEC 2010 al netto delle poste finanziarie - sia per definire gli aggregati del comparto Stato secondo il principio della competenza economica, momento di valorizzazione delle entrate e delle spese previsto dal SEC 2010, sia per includere nel comparto statale gli altri enti e organi a livello centrale che, pur avendo indipendenza contabile, consentono la rappresentazione complessiva dei poteri statali: esecutivo, legislativo, impositivo e di controllo.
Tale raccordo evidenzia, in generale, livelli più bassi degli aggregati rispetto a quelli del bilancio finanziario. Per il 2023 si evidenzia una riduzione di 13 miliardi nelle entrate finali e di 125 miliardi per le spese finali, determinando un effetto migliorativo sull’indebitamento netto, pari a 112 miliardi. Nel 2024 la riduzione delle entrate finali si attesta a 31 miliardi e quella delle spese a 92 miliardi, con un effetto migliorativo sull’indebitamento netto pari a 61 miliardi. Infine, nel 2025, le entrate sono più basse di 33 miliardi, le spese di 85 miliardi e l’indebitamento ha conseguentemente un miglioramento di 53 miliardi[21].
La colonna 5, denominata “Conto economico programmatico – Comparto Stato”, definisce le entrate finali e le spese finali del Conto del comparto Stato programmatico SEC 2010, a partire dai conti a legislazione vigente cui vengono applicate le disposizioni relative allo Stato previste nella manovra di finanza pubblica. L’indebitamento netto programmatico del conto economico del comparto Stato, saldo di riferimento valido a livello europeo, si attesta a 85 miliardi nel 2023, a 71 miliardi nel 2024 e a 59 miliardi nel 2025.
Infine, la colonna 6 (“Conto economico programmatico della Pubblica amministrazione”) espone i valori delle entrate finali e delle spese finali, comprensivi degli effetti della manovra, riferiti al complesso della pubblica amministrazione (la disamina per i tre sotto-settori - amministrazioni centrali, amministrazioni locali, enti di previdenza - viene proposta negli approfondimenti contenuti nella Nota tecnico illustrativa). L’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni si attesta sugli 89 miliardi di euro nel 2023, sui 78 miliardi nel 2024 per scendere a 65 miliardi nel 2025.
In conclusione, dallo schema di raccordo emerge che, in corrispondenza di un saldo netto da finanziare nel bilancio dello Stato pari a circa 201 miliardi nel 2023, 134 miliardi nel 2024 e 113 miliardi nel 2025 il saldo di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni si attesta a circa 89 miliardi nel 2023, 78 miliardi nel 2024 e 65 miliardi nel 2025.
Per quanto attiene al saldo di bilancio dello Stato (saldo netto da finanziare), i dati relativi al saldo netto da finanziare programmatico appaiono in linea con l’articolo 1, comma 1, della legge di bilancio che fissa i livelli massimi del saldo, tenuto conto degli effetti derivanti dalla legge di bilancio e al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare prima della scadenza o di ristrutturare passività preesistenti con ammortamento a carico dello Stato.
Tali livelli risultano infatti così fissati in termini di competenza:
2023: -206.000 milioni;
2024: -138.500 milioni;
2025: -116.500 milioni.
Riguardo al saldo programmatico di indebitamento netto, i valori indicati nella relazione tecnica (ed evidenziati nello schema di raccordo sopra riportato) sono compatibili con quelli risultanti sommando ai valori tendenziali del saldo, espressi in valore assoluto - come riportati nella Nadef 2022 -, gli effetti complessivi del disegno di legge di bilancio, indicati nel prospetto riepilogativo annesso allo stesso disegno di legge.
Si veda in proposito la seguente tabella.
(milioni di euro)
| Indebitamento netto della p.a. |
|||
|
|
2023 |
2024 |
2025 |
| Valori tendenziali del saldo (Nadef 2022) (a) |
68.551 |
75.456 |
70.116 |
| Effetti del disegno di legge di bilancio 2023 (Prospetto riepilogativo dei saldi - AS 442) (b) |
21.103 |
2.107 |
-4.875 (*) |
| Saldo programmatico (a+b) |
89.654 |
77.563 |
65.241 |
(*) Segno “-“ = miglioramento del saldo
I suindicati valori tendenziali sono quelli della Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (NADEF) 2022. Si ricorda, peraltro, che per una rappresentazione più puntuale, il valore del saldo programmatico andrebbe integrato con gli effetti ascritti al decreto-legge n. 176 del 2022, che nel 2023 determinano un miglioramento dell’indebitamento netto per 317,5 milioni di euro circa. Sul punto si rinvia alla tabella 2 riportata al paragrafo 1.
[1] Si veda il Dossier di finanza pubblica n. 6.
[2] Il quadro generale di finanza pubblica presentato nella Nader 2022 è infatti confermato nella Nota tecnico illustrativa alla Legge di bilancio 2023-2025 definitivamente approvata.
[3] Ad esempio, a fronte di una misura di aumento della spesa per pubblico impiego per 1 miliardo, che determina effetti riflessi in termini di aumento delle entrate fiscali e contributive per 485 milioni, l’approccio contabile adottato considera tra gli impieghi l’ammontare lordo della spesa e tra le risorse i relativi effetti riflessi di maggiore entrata.
[4] Si tratta della relazione tecnica riferita all’Atto Senato 442 definitivamente approvato dal Senato, con le modifiche apportate alla Camera dei deputati. Il prospetto riepilogativo allegato a tale relazione tecnica dà conto quindi dell’impatto sui saldi di finanza pubblica di tutte le misure contenute nel testo della legge di bilancio 2023 definitivamente approvato dalle Camere.
[5] La Nota tecnico illustrativa, allegata a fini conoscitivi, al disegno di legge di bilancio, ha la funzione di riepilogare le principali dimensioni finanziarie del medesimo disegno di legge presentato alle Camere e, successivamente, della legge di bilancio approvata e il relativo raccordo con il conto economico delle amministrazioni pubbliche, secondo criteri di classificazione conformi a quelli adottati dall’Istat per la costruzione dei conti nazionali di finanza pubblica.
[6] L'analisi di questi profili è affrontata nelle note di lettura del DDL di bilancio curate tradizionalmente dai Servizi del bilancio di Camera e Senato.
[7] Gli allegati tecnici al disegno di legge di bilancio non considerano invece quali componenti della manovra, perché ritenute incluse nelle previsioni a legislazione vigente, le rimodulazioni, nell’ambito del limite di spesa complessivo previsto dalla legge, previste in via compensativa e relative ad autorizzazioni di spesa e quelle pluriennali per l'adeguamento al piano finanziario dei pagamenti (articolo 23, comma 3, lettera a)) nonché le regolazioni meramente quantitative rinviate alla legge di bilancio dalle leggi vigenti (articolo 23, comma 3?bis).
[8] Si veda la relazione tecnica “di passaggio” riferita all’Atto Senato.
[9] La NTI riporta distintamente gli effetti della legge di bilancio 2023-2025 e quelli del DL 176/2022, nonché la corrispondente somma. Qui si considerano unicamente gli importi relativi alla legge di bilancio 2023-2025.
[10] Attualmente il prospetto riepilogativo indica due righe con riferimento alle riprogrammazioni, una per la spesa corrente e una per la spesa in conto capitale..
[11] Con riferimento al solo esercizio 2024, si evidenzia una discrasia tra l’ammontare della manovra lorda desumibile dal prospetto riepilogativo degli effetti finanziari della Legge di bilancio e il corrispondente importo indicato dalla Nota tecnico illustrativa. Quest’ultima quantifica la manovra lorda per il 2024 in 27,6 miliardi, contro i 27,3 desumibili dal prospetto riepilogativo; simmetrica discrasia si evidenzia nell’ammontare della coperture - indicato in 25,5 miliardi dalla Nota tecnico illustrativa, conto i 25,2 miliardi desumibili da prospetto riepilogativo – mentre nessuna discrasia si evidenzia sul saldo dell’indebitamento netto.
[12] La spesa complessiva si riduce di 1,1 miliardi per effetto della flessione della spesa corrente per 2,8 miliardi e dell’aumento di quella in conto capitale per 1,7 miliardi.
[13] L’arrotondamento al primo decimale degli importi della pressione fiscale tendenziale e programmatica indicati nella NTI potrebbe determinare marginali imprecisioni nella differenza.
[14] Di cui all’art. 1, commi 97-108, della L. 208/2015.
[15] Si veda in particolare, nel precedente paragrafo, la tabella 4.
[16] I settori di intervento sono quelli individuati dal prospetto riepilogativo degli effetti finanziari riferito al testo originario del provvedimento.
[17] Tale norma richiama a sua volta l’art. 10, comma 2, lettera e), che fa riferimento agli obiettivi programmatici definiti in coerenza con quanto previsto dall'ordinamento europeo.
[18] Come già evidenziato, la Nota tecnico illustrativa espleta una funzione di raccordo, a fini conoscitivi, tra il medesimo disegno di legge di bilancio e il conto economico delle amministrazioni pubbliche.
[19] I dati riportati nella tavola sono espressi in miliardi. Questa modalità di presentazione potrebbe determinare la non piena corrispondenza di alcuni valori del saldo rispetto alle componenti che li determinano per questioni di arrotondamenti.
[20] L’inclusione di tali enti nel comparto Stato avviene con una procedura di consolidamento dei rispettivi dati contabili con quelli del bilancio dello Stato attraverso l’eliminazione dei trasferimenti erogati ai predetti enti e considerando direttamente l’impatto della spesa dei medesimi, come desumibile dai relativi bilanci.
[21] La discrasia rispetto alla differenza aritmetica è presumibilmente ascrivibile agli arrotondamenti.