Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Controllo parlamentare - Servizio Controllo parlamentare
Titolo: I provvedimenti attuativi delle leggi - Monitoraggio e controllo - XIX Novembre 2025
Serie: L'attività di controllo parlamentare   Numero: 9
Data: 27/11/2025
Organi della Camera: Assemblea

Camera dei deputati

XIX LEGISLATURA

 

 

I PROVVEDIMENTI ATTUATIVI DELLE LEGGI

 

MONITORAGGIO E CONTROLLO

 

 

 

Numero 9 –Novembre 2025

SERVIZIO PER IL CONTROLLO PARLAMENTARE

 

A cura del Servizio per il Controllo Parlamentare

( 06.6760-3381/3206– * sgcp_segreteria@camera.it

 

 

Ha collaborato il Servizio Studi

( 06.6760-3410 – * st_segreteria@camera.it

 

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La documentazione dei servizi e degli uffici della Camera è destinata alle esigenze di documentazione interna per l’attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

 

Sommario

In questo numero.. 4

1. Il quadro di sintesi dei provvedimenti attuativi. 6

2.. I provvedimenti del Governo Meloni. 9

2.1.     I provvedimenti adottati 9

2.2.     I provvedimenti da adottare. 10

2.3.     I provvedimenti attuativi previsti dalle Leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025. 12

FOCUS - Le misure attuative della Legge di bilancio per il 2025 connesse a stanziamenti finanziari 14

FOCUS – I provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge di bilancio per il 2026. 16

3.. I provvedimenti relativi alla XVIII Legislatura.. 18

4.. Le risultanze del monitoraggio.. 20

5.. La classificazione per Aree tematiche e il contenuto degli Allegati. 25

FOCUS – La Dodicesima Relazione del Governo Meloni 29

 

 

In questo numero

Il presente dossier reca il monitoraggio dei provvedimenti attuativi (DPR, DPCM, DM, provvedimenti dei direttori delle Agenzie, ecc.), previsti da leggi ed atti aventi forza di legge approvati a partire dalla XVIII Legislatura, che risultano ancora da adottare alla data del 1° novembre 2025.

 

In questo numero, si segnalano:

 

-         l’aggiornamento dei provvedimenti attuativi delle Leggi di bilancio per gli anni 2023, 2024 e 2025 (cfr. par. 2.3), corredato dal Focus sulle misure attuative previste dalla Legge di bilancio per il 2025 e connesse a stanziamenti finanziari;

-         un ulteriore Focus dedicato ai profili attuativi del disegno di legge di bilancio per il 2026, corredato da un Allegato recante la descrizione dei singoli provvedimenti di carattere secondario ivi previsti;

-         il riepilogo delle risultanze del monitoraggio dei provvedimenti di normazione secondaria, o comunque attuativi, previsti da iniziative legislative governative, nonché da leggi di iniziativa parlamentare (cfr. par. 4).

 

Al fine di agevolarne l’analisi, i provvedimenti attuativi ancora da adottare sono classificati, negli Allegati al dossier, in base alla specifica politica pubblica entro la quale gli stessi si inquadrano, seguendo, di norma, la ripartizione per Aree tematiche adottata nel Portale della documentazione della Camera dei deputati.

 

In particolare, negli Allegati sono indicati, articolati in base alle suddette Aree tematiche, i provvedimenti attuativi che alla data del 1° novembre 2025 risultano ancora da adottare. Per ciascuno di essi sono riportati la fonte normativa, le amministrazioni competenti all’adozione, la tipologia, l’oggetto, la natura (di origine governativa o parlamentare), nonché i termini, i pareri e i concerti di altre amministrazioni eventualmente previsti.

 

Nell’Allegato 14 è inoltre riportata l’elencazione dettagliata dei provvedimenti attuativi da adottare previsti dalla Legge di bilancio per il 2025 e connessi a stanziamenti finanziari.

 

Infine, l’Allegato 15 reca l’elenco dei provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge di bilancio per il 2026, suddivisi in base all’Amministrazione competente in via primaria alla loro adozione.

 

Il monitoraggio contenuto nel presente dossier è effettuato sulla base delle informazioni rinvenibili nella banca dati curata dal Dipartimento per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri, verificate ed integrate con le risultanze delle banche dati legislative della Camera dei deputati e di altre fonti aperte.

 

Si segnala, infine, che sul Portale della documentazione della Camera dei deputati è pubblicata l’Area tematica “Monitoraggio e controllo, all’interno della quale è presente uno specifico Tema web dedicato ai provvedimenti attuativi delle leggi.

 

 

1. Il quadro di sintesi dei provvedimenti attuativi

 

 

Dall’inizio della XIX Legislatura (13 ottobre 2022) al 1° novembre 2025, sono stati approvati e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale 318 atti legislativi di iniziativa governativa, di cui: 112 decreti-legge[1], 112 decreti legislativi[2] e 94 altre leggi di iniziativa governativa. Nel medesimo periodo sono state altresì approvate 63 leggi di iniziativa parlamentare[3].

 

Alla medesima data del 1° novembre 2025:

-          i provvedimenti attuativi riconducibili ad atti d’iniziativa legislativa del Governo Meloni, al netto di quelli abrogati o ritenuti superati da normativa successiva, risultano pari a 1.107, di cui 407 da adottare;

-         i provvedimenti attuativi previsti da leggi di iniziativa parlamentare sono invece pari a 51, di cui 31 da adottare.

 

Ai suddetti provvedimenti attuativi da adottare ne vanno aggiunti ulteriori 124 “ereditati” dalla precedente Legislatura, di cui 103 derivanti da leggi di iniziativa governativa e 21 da leggi di iniziativa parlamentare.

 

Alla data del 1° novembre 2025 risultano pertanto complessivamente da adottare 562 provvedimenti attuativi, di cui 510 connessi a leggi di iniziativa governativa e 52 afferenti a leggi di iniziativa parlamentare approvate a partire dalla XVIII Legislatura.

 

Ponendo a raffronto gli esiti del monitoraggio effettuato alla data del 1° novembre 2025 (cfr. oltre il par. 4), con i dati indicati nel dossier aggiornato al 1° maggio 2025, nell’ultimo semestre si registra:

-         una riduzione del numero complessivo dei provvedimenti attuativi da adottare, con un decremento di 46 atti (da 608 a 562);

-         un ulteriore aumento del tasso di adozione dei provvedimenti attuativi previsti da atti di iniziativa legislativa dell’Esecutivo in carica (che sale dal 56 al 63 per cento circa), che raggiunge così il livello più alto dall’inizio della Legislatura[4];

-         una riduzione dei provvedimenti attuativi che presentano un termine di adozione scaduto, passati da 247 a 218, di cui 27 riferibili a leggi di iniziativa parlamentare.

 

La Dodicesima Relazione della Presidenza del Consiglio dei ministri sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi, aggiornata al 30 settembre 2025 (v. oltre il relativo Focus), conferma l’obiettivo dell’Esecutivo di ridurre il flusso dei nuovi provvedimenti attuativi “in entrata” derivanti dalla proprie iniziative legislative e, al contempo, di accelerare lo smaltimento dello stock complessivo, anche dando priorità ai provvedimenti che sbloccano risorse finanziarie, il cui tasso di adozione risulta infatti sensibilmente superiore a quello registrato per i provvedimenti non collegati a stanziamenti di bilancio.

 

Tali orientamenti riflettono le linee di indirizzo volte a contenere il ricorso ad una normazione secondaria non giustificata dalla complessità, anche tecnica, della disciplina introdotta, indicate nel DPCM del 30 ottobre 2024 e nella circolare applicativa n. 9916 del 14 novembre 2024 del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei ministri (DAGL)[5].

Le nuove regole per l’Analisi tecnico-normativa (ATN) e i criteri per la redazione dei testi legislativi hanno infatti imposto un obbligo di motivazione per il rinvio ad atti di rango secondario e previsto l’introduzione in via prioritaria di norme immediatamente precettive e tendenzialmente auto-applicative, limitando il rinvio specie all’interno dei decreti-legge[6].

Unitamente alle richiamate linee d’indirizzo, il Governo ha avviato, nel quadro di una più ampia politica di semplificazione normativa[7], una revisione dei decreti pendenti, individuando quei provvedimenti attuativi per i quali non sussistono più i presupposti di adozione.

In quest’ottica si collocano alcune previsioni del disegno di legge recante “Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese” (AC. 2655), approvato definitivamente il 26 novembre 2025, che hanno condotto all’abrogazione esplicita di alcune disposizioni recanti il rinvio ad atti secondari ormai ritenuti superati in ragione di normative sopravvenute o per il venir meno degli stanziamenti finanziari. Per approfondimenti si rinvia al relativo dossier.

 

In via generale, ai fini di un più agevole e trasparente monitoraggio del processo di attuazione delle leggi, si ribadisce l’opportunità, già rilevata in precedenti edizioni del dossier, di dare conto, nelle Relazioni trimestrali governative sul monitoraggio, dell’elenco dei provvedimenti attuativi che vengono ritenuti “superati” da normativa successiva, e in quanto tali inclusi nel novero di quelli “smaltiti” insieme a quelli effettivamente emanati, indicando le ragioni che ne hanno fatto venire meno la necessità di adozione[8].

 

Si ribadisce altresì l’opportunità di prevedere la possibilità di consultare, nel portale istituzionale Normattiva, anche gli atti secondari riferibili alle leggi di iniziativa parlamentare, laddove invece attualmente sono indicati, se adottati, soltanto i decreti attuativi derivanti da disposizioni legislative di iniziativa governativa.

 

 

2.      I provvedimenti del Governo Meloni

In base alle informazioni tratte dalla banca dati della Presidenza del Consiglio dei ministri, alla data del 1° novembre 2025 i provvedimenti attuativi previsti da disposizioni legislative approvate su iniziativa del Governo Meloni, al netto di quelli abrogati o ritenuti superati da normativa successiva, sono pari a 1.107, di cui 700 provvedimenti già adottati e 407 da adottare.

 

 

 

2.1.           I provvedimenti adottati

 

Tra i 700 provvedimenti già adottati, il maggior numero è stato emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze (146), seguito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (54) e dal Ministero dell’interno (51).

 

 

Da un’analisi per singolo intervento legislativo, risulta che tra i provvedimenti adottati 187 (circa il 26,7 per cento) sono stati emanati in attuazione delle Leggi di bilancio approvate nella XIX Legislatura. In particolare, 93 atti sono stati emanati in attuazione della Legge di bilancio per il 2023, 43 in attuazione della Legge di bilancio per il 2024 e 51 in attuazione della Legge di bilancio per il 2025.

 

 

2.2.           I provvedimenti da adottare

 

Quanto ai 407 provvedimenti da adottare previsti dal Governo Meloni, il maggior numero risulta essere di spettanza del Ministero dell’economia e delle finanze (79), seguito dal Ministero della salute (41), e dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (36 ciascuno).

 

 

La maggior parte dei provvedimenti da adottare è costituita da decreti ministeriali (309), seguiti da decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (71), da provvedimenti direttoriali (16) e da decreti del Presidente della Repubblica (11).

 

 

Inoltre, dei 407 provvedimenti da adottare, 145 atti presentano un termine di adozione scaduto alla data del 1° novembre 2025, 220 non hanno un termine di adozione previsto dal Legislatore, per altri 40 il termine prefissato non è scaduto, mentre per 2 provvedimenti è prevista un’attuazione periodica.

 

 

Si segnala, infine, che tra i 407 provvedimenti attuativi da adottare derivanti da atti di iniziativa legislativa dell’Esecutivo Meloni, 45, ossia il 12,5 per cento del totale, sono riconducibili a norme introdotte in esito all’approvazione di emendamenti parlamentari.

 

Per una disamina dei provvedimenti legislativi e attuativi si veda anche la Dodicesima Relazione sul monitoraggio della Presidenza del Consiglio dei ministri e il relativo Focus.

 

2.3.            I provvedimenti attuativi previsti dalle Leggi di bilancio 2023, 2024 e 2025

 

Tra i 407 provvedimenti ancora da adottare previsti da iniziative legislative del Governo Meloni, alla data del 1° novembre 2025, 82 risultano connessi all’attuazione delle manovre di bilancio[9], di cui:

-         13 riferiti alla Legge di bilancio per il 2023;

-         11 riferiti alla Legge di bilancio per il 2024;

-         58 riferiti alla Legge di bilancio per il 2025.

 

Nella seguente tabella sono riepilogati il numero dei provvedimenti attuativi – adottati e non adottati – previsti dalle predette Leggi di bilancio suddivisi in base all’Amministrazione competente in via primaria alla loro adozione.

FOCUS - Le misure attuative della Legge di bilancio per il 2025 connesse a stanziamenti finanziari

 

Si rammenta che la Legge di bilancio per il 2025 prevede l’adozione di 109 provvedimenti attuativi (al netto di 1 ritenuto superato da normativa successiva) di cui, alla data di aggiornamento del presente dossier, 51 sono stati emanati e 58 risultano ancora da adottare. Tra i provvedimenti previsti, 63 risultano connessi ad uno stanziamento finanziario.

 

 

In particolare, tra maggio e ottobre 2025, il Governo Meloni ha provveduto all’emanazione di 31 provvedimenti attuativi, di cui 19 prevedevano uno stanziamento finanziario per importi pari a 761.128.400 euro per l’anno 2025, a 188.600.000 euro per il 2026 e a 174.980.000 per il 2027.

I restanti 33 provvedimenti ancora da adottare, previsti dalla Legge di bilancio per il 2025, sono correlati a stanziamenti finanziari complessivamente pari a 604.150.000 euro per l’anno 2025, 790.900.000 per l’anno 2026 e 2.194.400.000 per il 2027.

 

 

 

L’elencazione dettagliata dei predetti 33 provvedimenti attuativi ancora da adottare legati a stanziamenti finanziari è riportata nell’Allegato 14.


 

FOCUS – I provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge di bilancio per il 2026

 

Il disegno di legge recante il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028” (AS 1689), all’esame del Parlamento, prevede l’adozione di 57 provvedimenti attuativi, con riferimento alla sola Sezione I e al netto di quelli la cui adozione è normativamente prevista come eventuale ovvero di quelli recanti mere regolazioni contabili.

 

Nel seguente grafico è riepilogato il numero dei provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge suddivisi in base all’Amministrazione competente in via primaria alla loro adozione.

Nell’Allegato 15 è invece riportata l’elencazione completa di ciascuno dei predetti provvedimenti.

Dei provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge di bilancio per il 2026, 26 comportano effetti finanziari in termini di maggiori spese e minori entrate.

In particolare, il complesso degli stanziamenti di spesa attivabili con l’adozione dei relativi atti di rango secondario è pari a 2.271.007.354 euro per il 2026, 2.319.611.003 euro per il 2027 e 2.086.481.366 euro per il 2028.

Inoltre, all’adozione di un decreto ministeriale (previsto dall’articolo 94, comma 10, del DDL) e di 3 provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate (previsti dall’articolo 95, commi 3, 4 e 9) è legata l’attuazione di misure in materia fiscale che determineranno minori entrate pari, complessivamente, a 2.400.000.000 euro per l’anno 2026, 1.636.000.000 per l’anno 2027 e 1.845.000.000 per il 2028.

 

L’insieme degli effetti finanziari in termini sia di maggiori spese che di minori entrate, riconducibili all’adozione di provvedimenti attuativi, è pari a 4.671.007.354 euro per il 2026, 3.955.611.003 euro per il 2027 e 3.931.481.366 euro per il 2028.

Si segnala, infine, che all’adozione di un ulteriore decreto ministeriale di carattere eventuale (di cui all’articolo 40, comma 8, del DDL) è connesso un ulteriore stanziamento di spesa pari a 63.300.000 euro.

 

 

3.      I provvedimenti relativi alla XVIII Legislatura

 

Alla data di insediamento del Governo Meloni (22 ottobre 2022), lo stock ereditato dei provvedimenti attuativi previsti dalle disposizioni legislative derivanti da atti di iniziativa governativa approvati nella XVIII Legislatura era pari a 376 provvedimenti, di cui 21 riferibili al Governo Conte I, 71 al Governo Conte II e 284 al Governo Draghi.

 

Al 1° novembre 2025 questo stock si è ridotto di circa il 72,6 per cento, avendo il Governo Meloni “smaltito” 273 provvedimenti attuativi. Risultano pertanto ancora da adottare 103 atti di secondo livello (10 relativi al primo Governo, 27 al secondo e 66 al terzo).

 

 

Tra i 103 provvedimenti ancora da adottare, riconducibili ad atti di iniziativa legislativa governativa approvati nella XVIII Legislatura, il numero più significativo è di competenza del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (21), seguito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (14) e dal Ministero delle imprese e del made in Italy (10).

 

 

 

Si rammenta che ai predetti provvedimenti attuativi occorre aggiungerne 21, derivanti da leggi di iniziativa parlamentare approvate nella XVIII Legislatura, alla quale è pertanto riferibile nel complesso uno stock di 124 provvedimenti ancora da adottare.

 

 

4.      Le risultanze del monitoraggio

 

In esito al monitoraggio dei provvedimenti attuativi previsti da leggi ed atti aventi forza di legge, di iniziativa sia parlamentare che governativa, approvati a partire dalla XVIII Legislatura, risulta che alla data del 1° novembre 2025 restano da adottare 562 provvedimenti.

 

Lo stock complessivo

 

In particolare, sono da adottare:

 

Ø  510 provvedimenti connessi ad atti di iniziativa legislativa governativa, di cui:

ü 103 riferiti ai tre Governi della XVIII Legislatura (10 relativi al Governo Conte I, 27 al Governo Conte II e 66 al Governo Draghi);

ü 407 riferiti al Governo Meloni;

 

Ø  52 provvedimenti attuativi derivanti da leggi di iniziativa parlamentare, di cui 21 riferibili a leggi approvate nella XVIII Legislatura e 31 a leggi approvate nella Legislatura in corso.

 

Nella seguente tabella è indicato il numero dei provvedimenti attuativi da adottare, ripartiti per Legislatura e Governo.

 

 

Tra i 510 provvedimenti da adottare previsti da atti di iniziativa legislativa governativa, 75, ossia il 14,7 per cento del totale, sono riconducibili a norme introdotte in esito all’approvazione di emendamenti parlamentari.

 

 

Inoltre, nell’ambito dello stock complessivo dei 562 provvedimenti da adottare, 6 sono soggetti al previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, mentre per 65 atti è richiesto il parere del Consiglio di Stato. Quasi la metà dei provvedimenti da adottare (266) non prevede, invece, pareri, né concerti di altre amministrazioni.

Infine, l’adozione di 132 provvedimenti attuativi comporta il coinvolgimento, a vario titolo, del sistema delle Conferenze delle autonomie territoriali, nei termini riportati nella seguente tabella.

 

 

Rispetto alla precedente edizione del dossier, recante il monitoraggio aggiornato al 1° maggio 2025, si registra un decremento dello stock dei provvedimenti da adottare, con una diminuzione di 46 atti (da 608 a 562).

Tale esito è la risultante del flusso dei provvedimenti previsti da nuovi atti legislativi entrati medio tempore in vigore e della parallela adozione di provvedimenti attuativi previsti dalla disciplina vigente.

In particolare, la predetta variazione deriva da:

Ø  un incremento di 107 provvedimenti attuativi, di cui 101 derivanti da nuove iniziative legislative governative e 6 derivanti da leggi di iniziativa parlamentare approvate nel periodo di riferimento;

Ø  lo “smaltimento” di 153 provvedimenti attuativi[10], di cui:

o   141 derivanti da iniziative legislative del Governo Meloni;

o   7 connessi a iniziative legislative governative della XVIII Legislatura (1 del Governo Conte II e 6 del Governo Draghi);

o   5 riferibili a leggi di iniziativa parlamentare (di cui 1 relativo ad una legge approvata nella XVIII Legislatura e 4 relativi alla XIX Legislatura).

 

 

 

La tipologia dei provvedimenti

 

Tra i 562 atti secondari da adottare la maggior parte è costituita da decreti ministeriali (434), seguiti da decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (92), da decreti del Presidente della Repubblica (18) e da provvedimenti direttoriali (18).

 

 

I termini di adozione

 

Nell’ambito dello stock complessivo dei provvedimenti da adottare:

ü  218 atti presentano, alla data del 1° novembre 2025, un termine di adozione scaduto, di cui 27 riferibili a leggi di iniziativa parlamentare;

ü  44 provvedimenti prevedono un termine non ancora scaduto, di cui 4 riferibili a leggi di iniziativa parlamentare;

ü  296 non hanno un termine di adozione previsto dal Legislatore, di cui 19 riferibili a leggi di iniziativa parlamentare;

ü  4 atti, di cui 2 di iniziativa parlamentare, hanno scadenza periodica.

 

 

 

Le Amministrazioni competenti

 

Tra le Amministrazioni centrali deputate in via primaria all’adozione dei 562 provvedimenti attuativi, il Ministero dell’economia e delle finanze si conferma come quella maggiormente coinvolta, cui spetta complessivamente l’iniziativa per l’adozione di 88 atti secondari; segue il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (56) e il Ministero della salute (54).

 

 

 

5.      La classificazione per Aree tematiche e il contenuto degli Allegati

 

L’elenco dei provvedimenti attuativi da adottare previsti da norme vigenti è riportato negli Allegati al presente dossier.

 

In particolare, nei primi 13 Allegati sono indicati i provvedimenti attuativi che alla data del 1° novembre 2025 risultano ancora da adottare, derivanti sia da atti legislativi di iniziativa governativa (disegni di legge, decreti-legge, decreti legislativi), sia da leggi di iniziativa parlamentare, approvati nella XVIII Legislatura e in quella in corso, suddivisi in base alla specifica politica pubblica entro la quale gli stessi si inquadrano.

 

Nell’Allegato 14 è, invece, riportato l’elenco dei 33 provvedimenti attuativi ancora da adottare e connessi a stanziamenti finanziari previsti dalla Legge di bilancio per il 2025.

 

L’Allegato 15 reca l’elenco dei 57 provvedimenti attuativi previsti dal disegno di legge di bilancio per il 2026, suddivisi in base all’Amministrazione competente in via primaria alla loro adozione con l’indicazione degli effetti finanziari previsti.

 

Ciascun provvedimento è stato classificato seguendo, di norma, la ripartizione per Aree tematiche adottata nel Portale della documentazione della Camera dei deputati. Tali aree risultano, in linea di massima, riconducibili alle materie di competenza delle Commissioni parlamentari permanenti. In particolare si tratta delle seguenti 14 Aree.

 

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Nota metodologica

 

La classificazione di un determinato provvedimento attuativo in una specifica Area è stata effettuata tenendo conto di un criterio di prevalenza della materia cui lo stesso si riferisce. Tale classificazione non coincide con quella per policy e aree tematiche adottata per i provvedimenti attuativi inseriti nella banca dati del Dipartimento per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri e non ha altra valenza se non quella di facilitare la lettura per ambiti tematici dei provvedimenti attuativi ancora da adottare, tenendo conto delle materie di interesse delle Commissioni permanenti e della relativa ripartizione per aree tematiche contenuta nel Portale della documentazione della Camera dei deputati.

 

Si segnala che i diversi provvedimenti attuativi inerenti al recepimento della normativa comunitaria e all’adeguamento al diritto dell’UE riportati negli Allegati sono di norma ricondotti nella singola Area tematica su cui la specifica materia da essi trattata verte.

 

Secondo la classificazione operata, dal monitoraggio risulta la seguente ripartizione dei 562 provvedimenti attuativi tra le diverse Aree.

Come di consueto, per ciascun provvedimento sono riportati la fonte normativa, le amministrazioni competenti alla sua adozione, la tipologia, l’oggetto, la natura (di origine governativa o parlamentare), nonché i termini, i pareri e i concerti di altre amministrazioni eventualmente previsti.

 

Il monitoraggio contenuto nel presente dossier è effettuato sulla base dei dati rinvenibili nella banca dati curata dal Dipartimento per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri, verificati ed integrati con le risultanze delle banche dati legislative della Camera dei deputati e di altre fonti aperte.

 

Gli allegati sono consultabili presso questo link.

 

FOCUS – La Dodicesima Relazione del Governo Meloni

 

Il monitoraggio dei provvedimenti attuativi d’iniziativa governativa

 

La Dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del Dipartimento per il programma di Governo della Presidenza del Consiglio dei ministri, presenta, riproducendo la struttura delle precedenti, una ricognizione dei provvedimenti legislativi d’iniziativa del Governo in carica dal suo insediamento (22 ottobre 2022) alla data del 30 settembre 2025, con specifico riguardo alle attività poste in essere nell’ultimo trimestre.

Una sezione della Relazione illustra i principali risultati emersi dal monitoraggio sui provvedimenti attuativi previsti dalle disposizioni legislative del Governo Meloni e il loro stato di adozione; si riferisce altresì su quelli derivanti dalla scorsa Legislatura che sono stati “smaltiti” – ovvero adottati o abrogati – dall’Esecutivo, fornendo dati aggiornati al 30 settembre 2025.

In particolare, il documento riferisce che dei 303 provvedimenti legislativi di iniziativa dell’Esecutivo in carica, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale alla data indicata, 146 (il 48 per cento) sono “auto-applicativi”, 47 (il 16 per cento) rinviano ciascuno a un solo decreto attuativo e i restanti 110 (il 36 per cento) rinviano a più di un provvedimento attuativo. Viene quindi evidenziato che la quota complessiva di provvedimenti che hanno previsto nessuna o una sola misura attuativa aumenta di un punto percentuale rispetto alla situazione registrata nella precedente relazione, aggiornata al 28 giugno 2025, passando dal 63 al 64 per cento.

La Relazione osserva che il terzo trimestre 2025 – come il precedente – si è caratterizzato per un numero particolarmente basso di nuovi decreti in entrata. Nello specifico, il numero dei decreti attuativi previsti è passato da 1.096 a 1.157, crescendo di 61 unità, il 30 per cento delle quali, pari a 18 decreti, è stato introdotto dal Parlamento in sede di conversione di decreti-legge.

A conferma del costante e progressivo impegno del Governo a limitare il rinvio ai decreti attuativi, anche in linea con le indicazioni previste dal DPCM 30 ottobre 2024, la Relazione segnala altresì che la quota complessiva dei provvedimenti legislativi entrati in vigore nel terzo trimestre 2025 che rinviano a nessuno o a un solo provvedimento attuativo risulta pari al 78,3 per cento, superiore di oltre 14 punti alla medesima percentuale calcolata dall’insediamento del Governo Meloni al 30 settembre 2025 (pari al 64 per cento).

 

Fonte: Dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi.

 

Venendo all’analisi dei 1.157 provvedimenti attuativi - che includono quelli abrogati o ritenuti superati da normativa successiva - complessivamente previsti da 157 disposizioni legislative introdotte dal Governo Meloni, la Relazione segnala che 480 (pari al 41,5 per cento), sono previsti da soli 11 atti legislativi. Tra questi ultimi si segnalano, in particolare, le Leggi di bilancio per il 2023, per il 2024 e per il 2025 alle quali afferiscono, rispettivamente, 118, 55 e 110 misure attuative.

Per quanto concerne i restanti atti normativi primari che rinviano a misure attuative, 19 ne prevedono ciascuno un numero compreso fra i 10 e i 20, mentre 127 rinviano ciascuno a meno di 10 decreti e 47 prevedono un’unica misura attuativa. Dei provvedimenti legislativi entrati in vigore nel terzo trimestre 2025 solo due hanno rinviato a più di 10 provvedimenti: la legge 12 settembre 2025, n. 131 che ha introdotto disposizioni sulla promozione di zone montane, con 24 provvedimenti attuativi, e il decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96 in materia di sport e svolgimento di grandi eventi sportivi, passato da 4 a 11 decreti attuativi in sede di conversione.

Per quanto attiene alle amministrazioni proponenti, più di un quinto (il 20 per cento, pari a 230 provvedimenti) è di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze; delle restanti amministrazioni, quelle che presentano il maggior numero di provvedimenti previsti sono il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (101 provvedimenti), il Ministero della salute (85 provvedimenti) e la Presidenza del Consiglio dei ministri (69 provvedimenti).

Sotto il profilo della tipologia di atto, la quota maggiore dei provvedimenti attuativi (il 75 per cento, ossia 868) previsti dalle disposizioni legislative di iniziativa del Governo Meloni è rappresentata da decreti ministeriali, il 16 per cento dai 182 da decreti del Presidente del Consiglio dei ministri e il 7 per cento da 84 provvedimenti dei direttori delle Agenzie fiscali. Infine, sono 23 i decreti del Presidente della Repubblica (pari al 2 per cento).

Il 63 per cento dei 1.157 provvedimenti attuativi previsti (ossia 729) è rappresentato da decreti che prevedono almeno un concerto e/o un parere.

 

Per quanto concerne lo stato di adozione dei provvedimenti attuativi previsti dalle disposizioni legislative del Governo Meloni, la Dodicesima Relazione riferisce che alla data del 30 settembre 2025, i provvedimenti adottati dall’Esecutivo sono 730 sui 1.157 previsti, con un tasso di adozione pari al 63,1 per cento (di 2,1 punti percentuali in più rispetto alla situazione registrata al 28 giugno 2025, pari al 61 per cento). Nel trimestre di riferimento il numero dei provvedimenti “smaltiti” (pari a 61) è stato uguale al numero dei provvedimenti “in ingresso”.

Dei 427 provvedimenti non adottati, 39 hanno un termine di adozione non ancora scaduto, 231 sono senza termine prefissato e 157 recano un termine scaduto.

In particolare, i provvedimenti legislativi per i quali sono stati adottati tutti i decreti previsti sono il 32,5 per cento (pari a 51 provvedimenti legislativi) e per un ulteriore 16 per cento (pari a 25 provvedimenti legislativi) il tasso di adozione è compreso fra il 70 e il 100 per cento. Sono quindi circa la metà (il 48,5 per cento) i provvedimenti legislativi che prevedono decreti attuativi per i quali il tasso di adozione è superiore al 70 per cento.

 

Fonte: Dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi.

 

Per quanto riguarda l’analisi per Amministrazione proponente, la Relazione fa presente che il Ministero dell’economia e delle finanze ha “smaltito” il maggior numero di provvedimenti (il 20 per cento dei 730 totali, pari a 146 provvedimenti), seguito dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (l’8,5 per cento, pari a 62 provvedimenti), dal Ministero dell’interno (il 7,1 per cento, pari a 52 provvedimenti), dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali (il 6,2 per cento ciascuno, pari a 45 provvedimenti) e dal Ministero della salute (il 6 per cento, pari a 44 provvedimenti).

 

Considerando, invece, i tassi di adozione, la Relazione segnala che le Amministrazioni che hanno adottato almeno il 70 per cento dei provvedimenti attuativi sono: Affari europei, PNRR e politiche di coesione (che ha adottato il 93,3 per cento dei 15 provvedimenti previsti); il Ministero del turismo (che ha adottato 20 dei 22 provvedimenti previsti, con un tasso di attuazione del 90,9 per cento); il Ministero della difesa (con 14 provvedimenti adottati sui 16 previsti, l’87,5 per cento); il Ministero dell’università e della ricerca (che ha adottato il 78,6 per cento dei 28 provvedimenti previsti); Famiglia, natalità e pari opportunità e Presidenza del Consiglio dei ministri-Editoria (che hanno adottato ciascuna 3 dei 4 provvedimenti previsti, con un tasso del 75 per cento); il Ministero dell’interno (che ha adottato il 73,2 per cento dei 71 provvedimenti previsti); Disabilità (che ha adottato 8 provvedimenti degli 11 previsti, pari al 72,7 per cento); il Ministero delle imprese e del made in Italy con 43 provvedimenti adottati dei 60 previsti (il 71,7 per cento).

 

Dall’esame dei 427 provvedimenti del Governo Meloni che al 30 settembre 2025 risultavano ancora da adottare, sempre suddivisi per Amministrazione proponente, il maggior numero (84) compete al Ministero dell’economia e delle finanze, seguito dal Ministero della salute (41), dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (39), dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (38) dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (27), dalla Presidenza del Consiglio dei ministri (24). Seguono i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali (23), dell’istruzione e del merito (22). dell’interno (19), delle imprese e del made in Italy (17). Ciascuna delle restanti Amministrazioni doveva adottare un numero di provvedimenti inferiore a 15.

 

Con riferimento alla tipologia dei provvedimenti attuativi, risulta adottato l’81 per cento dei decreti dei direttori delle Agenzie fiscali, il 62,3 per cento dei decreti ministeriali (inclusi i decreti interministeriali) e il 61 per cento dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. I decreti del Presidente della Repubblica presentano un tasso di adozione pari al 43,5 per cento.

Inoltre, la Relazione rileva che i provvedimenti che non prevedono concerti e/o pareri presentano un tasso di adozione pari al 71,7 per cento, superiore di circa 14 punti percentuali a quello registrato per i provvedimenti che ne prevedono almeno uno (pari al 58 per cento). Rispetto alla situazione registrata al 28 giugno scorso si osserva che il tasso di adozione dei provvedimenti che prevedono almeno un concerto e/o parere è aumentato di più di 2 punti percentuali (passando dal 55,7 al 58 per cento).

 

La Relazione riferisce quindi sullo stato di adozione dei provvedimenti attuativi collegati all’utilizzo di risorse finanziarie. Dall’analisi emerge che il Governo continua a dare priorità all’adozione dei provvedimenti che sbloccano risorse uguali o superiori a 10 milioni di euro, il cui tasso di adozione, pari al 75,4 per cento, risulta di circa 16 punti percentuali superiore a quello registrato per i provvedimenti non collegati a stanziamenti di risorse finanziarie (pari al 59,4 per cento) e di 10 punti percentuali superiore a quelli che prevedono valori finanziari inferiori a 10 milioni di euro (pari al 65,4 per cento).

Nello specifico, dal 28 giugno al 30 settembre 2025 sono cresciuti di circa 2 punti percentuali e di circa 3 punti percentuali i tassi di adozione dei decreti attuativi che prevedono, rispettivamente, valori finanziari inferiori a 10 milioni di euro (dal 63,5 al 65,4 per cento) e uguali o superiori a 10 milioni di euro (dal 72,6 al 75,4 per cento).

 

Lo stock dei provvedimenti attuativi della XVIII Legislatura

 

Con riguardo allo stock dei provvedimenti ancora da adottare “ereditati” dai Governi della XVIII Legislatura pari, al 22 ottobre 2022, a 378 provvedimenti, la Relazione riferisce che al 30 settembre 2025 il loro numero si è ridotto a 104 (10 relativi al Governo Conte I, 27 al Governo Conte II e 67 al Governo Draghi). Sommando tale ammontare ai 427 provvedimenti non ancora adottati dell’Esecutivo Meloni, il totale dei provvedimenti complessivamente da adottare risulta, alla data indicata, pari a 531.

 

Andamento del tasso di adozione dei provvedimenti attuativi

 

La Relazione sottolinea come il tasso di adozione dei provvedimenti attuativi di iniziativa del Governo in carica e dello stock riferito alla XVIII Legislatura ereditato al momento del suo insediamento abbia confermato un andamento crescente, raggiungendo al 30 settembre 2025 il valore più alto dall’inizio della Legislatura, pari al 65,3 per cento.

Fonte: Rielaborazione di grafico contenuto nella Dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi.

 

Le risorse finanziarie “sbloccate” dal Governo Meloni

 

La Relazione evidenzia come la tendenza a limitare il ricorso alla normativa secondaria e a rendere immediatamente disponibili le risorse finanziarie previste dalle norme approvate dall’Esecutivo sia confermata dagli esiti dell’analisi economico-finanziaria.

Al riguardo, si fa presente che i provvedimenti legislativi di iniziativa governativa hanno previsto, per gli esercizi finanziari 2022-2025, un ammontare di risorse pari a 291.060.100.460,28 euro, di cui l’88,5 per cento (257.637.410.304,34 euro) afferisce a norme “auto-applicative”, mentre l’11,5 per cento (33.422.690.155,94 euro) è legato all’adozione di provvedimenti di secondo livello.

Al 30 settembre 2025, con l’adozione di 730 misure attuative (più specificatamente dei 258 decreti legati a risorse finanziarie), sono stati resi disponibili 31.028.828.293,94 euro, pari al 92,8 per cento dei 33.422.690.155,94 euro legati all’adozione di provvedimenti attuativi.

 

Considerando quindi i 257.637.410.304,34 euro già disponibili in quanto riferiti a norme “auto-applicative” e i 31.028.828.293,94 euro sbloccati con l’adozione dei provvedimenti attuativi, la Relazione fa presente che, al 30 settembre 2025, è stato reso disponibile il 99,2 per cento% (pari a 288.666.238.598,28 euro) dell’ammontare complessivo delle risorse previste per gli esercizi finanziari 2022-2025 (pari, come detto, a 291.060.100.460,28 euro).

Sommando a tale importo le risorse rese disponibili grazie all’adozione dei 274 provvedimenti di secondo livello ereditati dalla XVIII Legislatura, pari a 9.301.828.000 euro, la Relazione evidenzia come l’Esecutivo Meloni abbia complessivamente reso utilizzabili risorse pari a 297.968.066.598,28 euro.

 

Fonte: Dodicesima Relazione sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi.

 

Si rammenta, infine, che nei 4 allegati alla Relazione sono riportati, tra gli altri, i provvedimenti legislativi pubblicati nella Gazzetta Ufficiale distinti in base ai punti del programma di Governo, all’iniziativa (parlamentare o governativa), nonché diverse tabelle di sintesi sullo stato di adozione dei provvedimenti attuativi con particolare riguardo ad alcune variabili che li caratterizzano.

 

 

Indice delle abbreviazioni contenute nelle tabelle

 

·    ACN: Agenzia per la cybersicurezza nazionale

·    ADM: Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

·    AFAM: Alta formazione artistica, musicale e coreutica

·    AGCOM: Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

·    AGEA: Agenzia per le erogazioni in agricoltura

·    AGENAS: Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali

·    AGID: Agenzia per l’Italia digitale

·    AIFA: Agenzia italiana del farmaco

·    ANAC: Autorità nazionale anticorruzione

·    ANCI: Associazione nazionale dei comuni italiani

·    ANVUR: Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca

·    ARERA: Autorità di regolazione per energia reti e ambiente

·    ASI: Agenzia spaziale italiana

·    CICR: Comitato interministeriale per il credito e il risparmio

·    CIP: Comitato italiano paralimpico

·    CIPA: Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana

·    CIPOM: Comitato interministeriale per le politiche del mare

·    CIR: Comitato interministeriale per la resilienza

·    CISR: Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica

·    CNOP: Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi

·    Conferenza Stato-Città: Conferenza Stato-Città ed autonomie locali

·    Conferenza Stato-Regioni: Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

·    CONI: Comitato olimpico nazionale italiano

·    CONSOB: Commissione nazionale per le società e la borsa

·    COPASIR: Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica

·   COVIP: Commissione di vigilanza sui fondi pensione

·    CREA: Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria

·    CRUI: Conferenza dei rettori delle università italiane

·    CSM: Consiglio superiore della magistratura

·    CUN: Consiglio universitario nazionale

·    DAP: Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria

·    ENAC: Ente nazionale per l’aviazione civile

·    ENEA: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile

·    Garante privacy: Garante per la protezione dei dati personali

·    GdF: Corpo della Guardia di Finanza

·    INAIL: Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

·    INAPP: Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche

·    INL: Ispettorato nazionale del lavoro

·    INMP: Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà

·    INPS: Istituto nazionale della previdenza sociale

·    ISIN: Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione

·    ISPRA: Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale

·    ISS: Istituto superiore di sanità

·    ISTAT: Istituto nazionale di statistica

·    IVASS: Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni

·    LAMMA: Consorzio laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile

·    MAECI: Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale

·    MASAF: Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

·    MASE: Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica

·    MEF: Ministero dell’economia e delle finanze

·    MIC: Ministero della cultura

·    MIMIT: Ministero delle imprese e del made in Italy

·    MIT: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

·    MLPS: Ministero del lavoro e delle politiche sociali

·    MUR: Ministero dell’università e della ricerca

·    OND: Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

·    OO.SS.: Organizzazioni sindacali

·    PA: Ministro per la pubblica amministrazione

·    PCM: Presidenza del Consiglio dei ministri

·    PNRR: Piano nazionale di ripresa e resilienza

·    RGS: Ragioneria Generale dello Stato

·    SSN: Servizio sanitario nazionale

·    ZES: Zona economica speciale

·    ZLS: Zona logistica speciale

 



[1]  Tra questi 112 decreti-legge, 12 non sono stati convertiti in legge, confluendo di norma in altri provvedimenti, mentre altri 4 alla predetta data risultavano ancora in corso di conversione.

[2]     In tale dato non sono considerati i decreti legislativi recanti norme di attuazione di statuti speciali regionali.

[3]    A tali leggi si aggiungono 3 leggi di iniziativa mista e una di iniziativa popolare.

[4]     Si segnala che il tasso di adozione indicato è stato computato al netto dei provvedimenti abrogati o comunque superati da normativa successiva, ovvero considerando esclusivamente il rapporto tra il totale dei provvedimenti attuativi indicati dalla banca dati del Governo come effettivamente adottati alla data del 1° novembre 2025 e il totale dei provvedimenti attuativi ivi previsti alla medesima data. Ciò diversamente dal criterio seguito nelle Relazioni governative trimestrali di monitoraggio, che includono tra i provvedimenti “smaltiti” non solo quelli effettivamente adottati, ma anche quelli abrogati o superati da normativa successiva.

[5]     Si ricorda che il citato il DPCM ha stabilito che, qualora sia necessario rinviare a provvedimenti attuativi, l’ATN debba esplicitare in modo dettagliato le ragioni per cui la disciplina primaria non può essere esaustiva. Per fornire i dettagli operativi di tale linea di indirizzo, il DAGL ha emanato la suddetta circolare applicativa del 14 novembre 2024 con la quale ha fornito agli Uffici legislativi dei Ministeri alcuni criteri da seguire nella redazione dei provvedimenti legislativi, nel presupposto che il rimando ad atti successivi debba in ogni caso essere finalizzato a definire soltanto elementi di dettaglio, e non anche aspetti sostanziali, determinanti per l’impianto complessivo del provvedimento. Tra tali criteri figurano: a) l’introduzione in via prioritaria di norme immediatamente precettive, evitando il ricorso a disposizioni di principio o programmatiche prive di reale efficacia innovativa dell’ordinamento; b) il ricorso, specialmente laddove la normativa attuativa abbia contenuto prevalentemente tecnico, agli allegati all’atto normativo, nonché, ove possibile, ad atti amministrativi generali di indirizzo; c) l’esclusione del rinvio ad atti attuativi in particolare nelle disposizioni inserite in un decreto-legge; d) la previsione di concerti e pareri solo nei casi di effettivo coinvolgimento di funzioni attribuite ad altre Amministrazioni.

[6]     A tale proposito, si segnala che dall’emanazione della citata circolare (14 novembre 2024) alla data del 1° novembre 2025, sono stati deliberati dal Consiglio dei ministri 35 nuovi decreti-legge, di cui 21 recanti la previsione di misure attuative, per un totale complessivo di 105 atti secondari. Di questi, 75 originano dal testo originario del decreto o da un emendamento governativo, mentre 30 provvedimenti attuativi sono stati introdotti su iniziativa parlamentare in sede di esame del disegno di legge di conversione.

[7]     Si veda, in proposito, la recente legge 10 novembre 2025, n. 167, recante misure per la semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione e deleghe al Governo per la semplificazione, il riordino e il riassetto in determinate materie. Sul punto si rinvia al relativo dossier.

[8]     Si segnala che, rispetto al monitoraggio effettuato nella precedente edizione del dossier – dal quale risultavano 17 provvedimenti attuativi ritenuti “abrogati o superati da normativa successiva nel periodo 1° febbraio-1° maggio 2025 (in quanto gli stessi erano stati espunti dalla banca dati governativa, non risultando né formalmente adottati, né ancora da adottare) - alla data del 1° novembre 2025 risultano ulteriori 12 provvedimenti annoverabili tra quelli “superati” (di cui 1 riferibile al Governo Draghi e 11 al Governo Meloni). L’ultimo dato disponibile riportato nella Nona Relazione di monitoraggio governativa, aggiornata alla data del 31 marzo 2025, ne indicava complessivamente 38.

[9]     Con riferimento alle Leggi di bilancio, si segnala che rispetto all’ultima edizione del dossier 6 provvedimenti attuativi sono da ritenere annoverabili tra quelli “abrogati o superati da normativa successiva”, in quanto gli stessi sono stati espunti dalla banca dati governativa, non risultando né formalmente adottati, né ancora da adottare. Si tratta in particolare di: 5 atti secondari relativi alla Legge di bilancio per il 2023 (4 di competenza del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e 1 di competenza del Ministro degli affari regionali e delle autonomie); 1 atto relativo alla Legge di bilancio per il 2025 di competenza del Ministro della pubblica amministrazione.

[10]   Nel novero degli atti “smaltiti”, 12 provvedimenti (di cui 1 riferibile al Governo Draghi e 11 al Governo Meloni) sono stati abrogati o ritenuti superati da normativa successiva in quanto nella banca dati governativa, alla data del 1° novembre 2025, gli stessi non risultano più né tra quelli formalmente adottati, né tra quelli ancora da adottare. Per completezza si segnala inoltre che nel computo dei nuovi atti secondari previsti e di quelli smaltiti sono inclusi 15 provvedimenti attuativi introdotti da norme entrate in vigore nel periodo di riferimento e nel medesimo periodo emanati.