TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 466 di Mercoledì 10 marzo 2021

 
.

INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA

   OCCHIONERO, NOJA, FREGOLENT, D'ALESSANDRO, GADDA, LIBRANDI e UNGARO. – Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. – Per sapere – premesso che:

   le donne hanno pagato il prezzo più alto per questa epidemia: secondo gli ultimi dati Istat nel mese di dicembre 2020 sono stati persi 101 mila posti di lavoro, di cui 99 mila erano occupati da donne, facendo scendere il tasso di occupazione femminile (-0,5 punti) e crescere quello di inattività (+0,4 punti);

   nelle famiglie con figli più piccoli il susseguirsi di «quarantene» e «zone rosse» ha comportato la chiusura delle scuole in presenza e sulle donne è indubbiamente ricaduto il carico familiare maggiore, con l'aggravarsi anche della precarietà delle condizioni di lavoro;

   la legge di bilancio per il 2021 ha prorogato il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente fino a dieci giorni, più un altro in accordo con la madre, e lo ha esteso anche ai casi di morte perinatale. Tali misure risultano efficaci per una situazione a regime e non per far fronte ad un'ulteriore emergenza COVID-19, per la quale è necessaria la predisposizione di misure ad hoc;

   il decreto-legge «ristori bis» prevedeva, entro il 31 dicembre 2020, la possibilità di fruire di un congedo straordinario legato all'emergenza COVID-19 con il riconoscimento di un'indennità pari al 50 per cento della retribuzione mensile per i genitori lavoratori dipendenti laddove non fosse possibile lo smart working, trasformato in congedo gratuito per i genitori con figli tra i 14 e i 16 anni. Tale possibilità non è ancora stata prorogata per il 2021;

   in alternativa al congedo straordinario, il decreto-legge «Cura Italia» aveva introdotto per le famiglie con figli minorenni al di sotto dei 12 anni di età, la possibilità di usufruire di un bonus per servizi di baby sitting, nel limite massimo di 600 euro, in misura più elevata per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria di medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori socio sanitari, e per il personale del comparto della pubblica sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all'emergenza COVID-19;

   l'accesso al «bonus baby sitter» va previsto almeno per i lavoratori autonomi sia iscritti alla gestione separata sia alle gestioni speciali, poiché al momento nessuna misura è destinata ad essi per far fronte alle esigenze di cura dei figli determinate dall'emergenza epidemiologica –:

   quali iniziative di competenza intenda adottare con particolare riguardo al ripristino delle misure già sperimentate durante l'emergenza COVID-19, sia per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato sia per i liberi professionisti.
(3-02088)

(9 marzo 2021)

   GRIBAUDO, BERLINGHIERI, BOLDRINI, BONOMO, BRAGA, BRUNO BOSSIO, CAMPANA, CANTINI, CARLA CANTONE, CARNEVALI, CENNI, CIAMPI, DE MICHELI, DI GIORGI, INCERTI, LA MARCA, LORENZIN, MADIA, MORANI, MURA, NARDI, PEZZOPANE, PICCOLI NARDELLI, PINI, POLLASTRINI, PRESTIPINO, QUARTAPELLE PROCOPIO, ROTTA, SCHIRÒ, SERRACCHIANI, ENRICO BORGHI e FIANO. – Al Ministro per le pari opportunità e la famiglia. – Per sapere – premesso che:

   il congedo previsto a sostegno dei genitori lavoratori dipendenti in caso di quarantena scolastica, introdotto dall'articolo 5 del decreto-legge n. 111 del 2020, e il congedo previsto per la sospensione dell'attività didattica in presenza, disciplinato dall'articolo 21-bis del decreto-legge n. 104 del 2020, sono stati fruibili fino al 31 dicembre 2020;

   la legge n. 176 del 2020 ha introdotto congedi straordinari a favore dei genitori lavoratori dipendenti in caso di sospensione dell'attività didattica in presenza per le sole classi seconda e terza delle scuole medie situate in zone rosse individuate nelle ordinanze del Ministro della salute e in favore dei genitori lavoratori dipendenti di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 4, comma 1, della legge n. 104 del 1992, in caso di sospensione didattica in presenza o della chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale. Tali congedi straordinari non sarebbero fruibili qualora il genitore avesse la possibilità di svolgere l'attività professionale in modalità agile;

   i bonus per l'acquisto di servizi baby-sitting, previsti dagli articoli 23 e 25 del decreto-legge n. 18 del 2020, sono stati fruibili solo nel periodo dal 5 marzo al 31 agosto 2020;

   l'emergenza pandemica è ancora in corso e la diffusione di varianti del virus COVID-19 ha richiesto l'adozione di misure più stringenti per la chiusura di scuole di ogni ordine e grado, compresa la scuola dell'infanzia e le elementari. Inoltre, la sospensione scolastica potrà essere disposta anche dai presidenti di regione se ricorrono determinate condizioni ed è in aumento il numero degli istituti scolastici chiusi. Tali restrizioni necessitano di essere bilanciate da concreti sostegni per i genitori lavoratori che, in mancanza di tali supporti, sono costretti a sacrificare vita lavorativa e familiare. Questa situazione, che grava principalmente sulle madri, aggrava ulteriormente la condizione delle donne italiane già trattate con enormi disparità nel contesto lavorativo –:

   se il Ministro interrogato intenda adottare, anche anticipatamente rispetto all'annunciato «decreto sostegni», iniziative di competenza volte a prevedere bonus per i servizi di baby-sitting e congedi parentali indennizzati in caso di sospensione dell'attività didattica in presenza e in caso di quarantena scolastica dei figli che possano essere fruiti, attraverso un meccanismo automatico nelle due sopra menzionate circostanze, dai genitori lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi di figli frequentanti scuole di ogni grado e ordine e a prescindere dal livello di rischio e gravità in cui versa la zona in cui la scuola è situata e dalla possibilità o meno da parte del genitore di svolgere l'attività lavorativa in modalità agile.
(3-02089)

(9 marzo 2021)

   CONTE. – Al Ministro della cultura. – Per sapere – premesso che:

   a Eboli, in provincia di Salerno, c'è un importante castello del IX secolo, edificato su un preesistente fortilizio longobardo, denominato Castello Colonna in quanto nel XV secolo subì consistenti restauri per conto di Antonio Colonna, nipote del Papa Martino;

   il castello è ricordato nei documenti come «Domus domini imperatoris in Ebulo» ed è considerato uno fra i più importanti del Medioevo;

   la sua è una struttura imponente e contiene ben quattro torri, due normanne a forma quadrilatera e due sveve a forma cilindrica sul lato occidentale;

   al suo interno fu poi edificata anche la chiesetta di San Marco, menzionata per la prima volta in un documento del 1309, oggetto, attraverso i secoli, di numerosi rifacimenti;

   il Castello Colonna è sottoposto alle disposizioni di tutela della parte II del Codice dei beni culturali e del paesaggio, emanato con decreto legislativo del 22 gennaio 2014, n. 42;

   l'8 marzo 2015 è crollato il muro di cinta dell'antico maniero e con esso uno una delle torrette;

   un altro crollo, lungo lo stesso muro di cinta, si è verificato il 28 gennaio 2021;

   dopo i crolli, parte della cinta muraria (rattoppata in modo provvisorio) è puntellata senza che sia mai avvenuta una vera ricostruzione delle parti di opera perdute;

   l'ultimo proprietario privato del castello è stato il barone Romano Avezzano, senatore del regno che, nel 1935, lo vendette al Ministero di grazia e giustizia; dal 1939 il maniero è stato casa di reclusione per minori per passare poi a diventare, sempre in ambito giudiziario, istituto a custodia attenuata per il trattamento dei tossicodipendenti;

   il complesso attualmente, per la sua destinazione giudiziaria, non è visitabile al suo interno;

   il castello si trova nel cuore del centro antico di Eboli, potrebbe realizzare con altri importanti beni monumentali un polo storico e culturale di grande pregio che, messi in rete, con adeguata valorizzazione, potrebbero rappresentare un volano per il turismo religioso e culturale del territorio, così come chiesto anche dalle linee guida del Next generation Eu –:

   come intenda attivarsi, nell'ambito delle sue competenze, anche attraverso una sua acquisizione da parte del Ministero della cultura, per la tutela e la valorizzazione del Castello Colonna di Eboli come elemento di grande arricchimento per il patrimonio culturale e per le potenzialità turistiche del Sud.
(3-02090)

(9 marzo 2021)

   BOLOGNA, ROSPI, SILLI, BENIGNI, DELLA FRERA, GAGLIARDI, NAPOLI, PEDRAZZINI, RUFFINO e SORTE. — Al Ministro per le disabilità. — Per sapere – premesso che:

   la pandemia da COVID-19 ha messo in luce le criticità del sistema sanitario e socio-assistenziale italiano, accendendo i riflettori sul mondo degli anziani e dei fragili. Secondo il rapporto dell'Istituto superiore della sanità sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19, al 1^ marzo 2021, l'età media dei pazienti italiani deceduti e positivi è 81 anni;

   oltre 14 milioni di persone in Italia convivono con una patologia cronica e di questi 8,4 milioni sono ultra 65enni. Inoltre, secondo dati Istat 2019, le persone che a causa di problemi di salute soffrono di gravi limitazioni che impediscono loro di svolgere attività abituali sono circa 3 milioni e 100 mila, il 5,2 per cento della popolazione;

   la risposta del nostro Paese per la long term care, cioè l'assistenza alle persone non autosufficienti, è frammentata e copre solo una piccola parte del bisogno: secondo alcuni dati il 31,8 per cento del bisogno socio-sanitario e il 18 per cento del sociale. La spesa pubblica complessiva per la long term care ammonta all'1,8 per cento del prodotto interno lordo, di cui circa due terzi erogata a soggetti over 65. La componente sanitaria e le indennità di accompagnamento coprono complessivamente quasi il 90 per cento della spesa;

   la risposta delle famiglie alla non autosufficienza è quella dell'autogestione, divenendo spesso care manager e caregiver o accedendo a servizi privati a pagamento, al mercato regolare o irregolare delle badanti o assistenti familiari;

   gli interventi ad oggi proposti risultano inadeguati, risolvendosi in modelli non sufficienti alle specificità della condizione di non autosufficienza;

   è necessario creare una rete socioassistenziale strutturata che sappia dare una risposta ai bisogni delle famiglie sia sul territorio che nelle residenze con personale formato, secondo standard nazionali definiti e comuni;

   è necessario che lo Stato si faccia carico del compito di superare l'attuale frammentazione nella gestione della non autosufficienza che prevede la presenza di diversi soggetti, ognuno responsabile di alcuni interventi e nessuno in grado di proporre una lettura integrata del problema, fornendo a livello regionale e territoriale una risposta che sia semplice ed efficace per i non autosufficienti e le loro famiglie –:

   se e come il Ministro interrogato intenda ridisegnare i confini della long term care, anche attraverso interventi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, per promuovere soluzioni che, organizzando e coordinando i servizi sui territori, anche ricorrendo alle innovazioni tecnologiche, riescano ad adattarsi in modo flessibile e personalizzato alle diverse e mutevoli esigenze di assistenza delle persone non autosufficienti con un'attenzione alla sostenibilità economica.
(3-02091)

(9 marzo 2021)

   MOLINARI, ANDREUZZA, BADOLE, BASINI, BAZZARO, BELLACHIOMA, BELOTTI, BENVENUTO, BIANCHI, BILLI, BINELLI, BISA, BITONCI, BOLDI, BONIARDI, BORDONALI, CLAUDIO BORGHI, BUBISUTTI, CAFFARATTO, CANTALAMESSA, CAPARVI, CAPITANIO, CARRARA, CASTIELLO, VANESSA CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, CESTARI, COIN, COLLA, COLMELLERE, COMAROLI, COMENCINI, COVOLO, ANDREA CRIPPA, DARA, DE ANGELIS, DE MARTINI, D'ERAMO, DI MURO, DI SAN MARTINO LORENZATO DI IVREA, DONINA, FANTUZ, FERRARI, FIORINI, FOGLIANI, LORENZO FONTANA, FORMENTINI, FOSCOLO, FRASSINI, FURGIUELE, GALLI, GASTALDI, GERARDI, GIACCONE, GIACOMETTI, GIGLIO VIGNA, GOBBATO, GOLINELLI, GRIMOLDI, GUSMEROLI, IEZZI, INVERNIZZI, LAZZARINI, LEGNAIOLI, LIUNI, LOLINI, EVA LORENZONI, LOSS, LUCCHINI, LUCENTINI, MACCANTI, MAGGIONI, MANZATO, MARCHETTI, MATURI, MICHELI, MINARDO, MORRONE, MOSCHIONI, MURELLI, ALESSANDRO PAGANO, PANIZZUT, PAOLIN, PAOLINI, PAROLO, PATASSINI, PATELLI, PATERNOSTER, PETTAZZI, PIASTRA, PICCHI, PICCOLO, POTENTI, PRETTO, RACCHELLA, RAFFAELLI, RAVETTO, RIBOLLA, RIXI, SALTAMARTINI, SNIDER, STEFANI, SUTTO, TARANTINO, TATEO, TIRAMANI, TOCCALINI, TOMASI, TOMBOLATO, TONELLI, TURRI, VALBUSA, VALLOTTO, VIVIANI, RAFFAELE VOLPI, ZANELLA, ZENNARO, ZICCHIERI, ZIELLO, ZOFFILI e ZORDAN. — Al Ministro per le disabilità. — Per sapere – premesso che:

   nell'ultimo anno la diffusione della pandemia da COVID-19 e l'applicazione delle misure di contenimento hanno determinato una forte compressione dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari, accentuando le situazioni di isolamento ed emarginazione di tali soggetti dal tessuto sociale;

   gli episodi di isolamento hanno riguardato anche le persone con disabilità ricoverate o, comunque, assistite in strutture ospedaliere, a causa della difficoltà registrata nel conciliare il rispetto dei protocolli anti-contagio con il diritto al mantenimento delle relazioni con i familiari e gli accompagnatori;

   tra i soggetti duramente colpiti dall'emergenza COVID-19 si menzionano anche le persone sorde, sordocieche e con disabilità uditive in genere, per le quali l'applicazione delle misure di contenimento, il distanziamento sociale e l'impiego obbligatorio dei dispositivi di protezione individuale hanno determinato una situazione di isolamento nell'isolamento, con gravi difficoltà nella comunicazione, nel mantenimento delle relazioni e nell'accesso all'informazione;

   con riguardo, poi, alla campagna di vaccinazione anti-SARS-CoV-2, le associazioni maggiormente rappresentative del mondo della disabilità hanno evidenziato la necessità di revisionare le attuali linee guida, al fine di ricomprendere in via generale le persone con disabilità, insieme ai loro familiari, caregiver e assistenti personali, tra le categorie prioritarie che devono avere accesso, con precedenza, alla vaccinazione stessa;

   il ripristino, anche su richiesta della Lega, di un Ministero dedicato specificamente alla disabilità rappresenta una fondamentale garanzia per le persone con disabilità e per le relative famiglie, assicurando centralità, tempestività e prontezza di intervento, assolutamente necessarie, in particolare nell'attuale contesto epidemiologico;

   a riprova di quanto sopra, si richiama qui un primo risultato ottenuto nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2021, il cui articolo 11, comma 5, prevede finalmente la possibilità «per gli accompagnatori dei pazienti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità» di prestare assistenza nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenza e accettazione e dei pronto soccorso, nonché nei reparti di degenza, nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura –:

   quali iniziative abbia adottato o intenda adottare per tutelare adeguatamente la posizione delle persone con disabilità nell'attuale contesto epidemiologico, in specie per quello che concerne l'accesso alla vaccinazione anti COVID-19, l'accesso all'informazione e l'impiego di mascherine trasparenti idonee a consentire la lettura del labiale e del linguaggio dei segni.
(3-02092)

(9 marzo 2021)

   GAGNARLI, L'ABBATE, MAGLIONE, GALLINELLA, CADEDDU, CASSESE, CILLIS, DEL SESTO, GALIZIA, MARZANA, PARENTELA e PIGNATONE. – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. – Per sapere – premesso che:

   con il decreto-legge n. 104 del 2020, cosiddetto «decreto agosto», è stato istituito, a valere sullo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il «bonus ristorazione», finanziato con 600 milioni di euro, che prevede un sostegno a fondo perduto per ristoranti – e imprese affini – per l'acquisto di prodotti alimentari e vitivinicoli, anche dop e igp, provenienti dal filiere del territorio;

   il termine per la presentazione delle domande, inizialmente previsto il 27 novembre 2020, è stato poi prorogato al 15 dicembre 2020;

   la gestione del bonus è effettuata da Poste italiane e da novembre 2020 a dicembre 2020 sono pervenute oltre 30 mila domande via web e oltre 15 mila attraverso gli uffici postali. Al momento, non è noto con certezza l'importo dei contributi richiesti, ma si stima una media di 7 mila euro a domanda;

   il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha previsto, complessivamente, una richiesta di 350 milioni di euro;

   allo stato attuale sono oltre 46 mila imprenditori della ristorazione che hanno chiesto il contributo a fondo perduto per l'acquisto dei prodotti agroalimentari italiani, ma non hanno ancora ricevuto alcun pagamento, nonostante siano passati due mesi dall'ultima data utile per la presentazione delle domande;

   risulta agli interroganti che una prima parte dei pagamenti dovrebbe essere stata corrisposta da Poste italiane a partire dalle ultime settimane di febbraio 2021 –:

   allo stato attuale quale sia la situazione dei pagamenti previsti dal «bonus ristorazione» istituito a partire da agosto 2021 e se non ritenga urgente intraprendere ogni iniziativa di competenza volta a velocizzare tali erogazioni che i ristoratori italiani attendono ormai da molti mesi.
(3-02093)

(9 marzo 2021)

   NEVI, OCCHIUTO, PAOLO RUSSO, ANNA LISA BARONI, SPENA, CAON, SANDRA SAVINO e FASANO. – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. – Per sapere – premesso che:

   dall'inizio della pandemia la zootecnia italiana è soggetta a un duplice attacco mediatico e istituzionale. Prima accusata di essere responsabile della diffusione del COVID-19, poi salita sul banco degli imputati per le emissioni in atmosfera di gas serra e inquinanti e per essere causa di deforestazione;

   i dati Ispra certificano che il settore agricolo italiano ha realizzato la performance migliore nell'Unione europea in tema di riduzione di anidride carbonica prodotta, pari al 7,2 per cento del totale contro il 10,2 per cento della media dell'Unione europea, con 30 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalenti (di cui l'80 per cento di fonte zootecnica), contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 della Germania, i 41 milioni del Regno Unito. Le emissioni complessive del settore sono diminuite del 20 per cento tra il 1990 e il 2019. Quanto alle polveri sottili solo l'11,8 per cento proviene dall'agricoltura;

   la zootecnia italiana non è responsabile di alcuna deforestazione. Inoltre, secondo i dati Fao, produrre un chilo di carne bovina in Italia comporta appena 1/5 delle emissioni di anidride carbonica rispetto all'Asia o agli Usa e 1/20 del consumo di acqua;

   la zootecnia italiana sta già facendo ogni possibile sforzo, in linea con le prescrizioni comunitarie, in favore del benessere animale e per ricondurre il sistema nell'ambito dell'economia circolare. L'Italia è il quarto produttore mondiale di biogas con 2.000 impianti, di cui il 77 per cento realizzato con residui di origine agricole;

   gli oltre 250.000 i lavoratori del settore e le 270.000 aziende generano un fatturato di oltre 40 miliardi di euro e operano con responsabilità, garantendo beni alimentari primari in totale sicurezza;

   sempre secondo gli studi della Fao, con un impiego diffuso di tecnologie più efficienti, si potrebbero tagliare le emissioni nella zootecnia fino al 30 per cento. Nello stesso senso di esprime la Strategia nazionale climatica al 2050 appena inviata a Bruxelles;

   in sede di audizioni sul Programma nazionale di ripresa e resilienza le associazioni agricole hanno chiarito che servono investimenti per ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti, rafforzando così la transizione ecologica anche se il modello italiano è già all'avanguardia in tema di sostenibilità –:

   quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato a tutela del settore zootecnico nazionale, settore fondamentale del nostro made in Italy, e se non ritenga opportuno destinare una significativa parte delle risorse del Programma nazionale di ripresa e resilienza all'efficientamento del settore, in linea con gli obiettivi della Strategia nazionale climatica al 2050.
(3-02094)

(9 marzo 2021)

   LOLLOBRIGIDA, MELONI, ALBANO, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GALANTINO, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI, VINCI e ZUCCONI. – Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. – Per sapere – premesso che:

   dati recenti mettono in evidenza che la sanatoria avviata nel 2020 dall'allora Ministro Bellanova, che avrebbe dovuto porre un freno al caporalato nei campi, ha raccolto appena 30 mila richieste tra i braccianti agricoli: appena il 15 per cento degli stagionali richiesti dalle associazioni di categoria e il 10 per cento degli immigrati occupati nel settore;

   la norma venne inserita nel «decreto rilancio» e considerata come una misura di emersione a favore degli immigrati privi di uno status legale (articolo 103, comma 1), in un momento dal punto di vista sanitario ed economico estremamente delicato;

   tuttavia, ad aver tentato di rientrare nella sanatoria non sono stati i braccianti agricoli ma 177 mila persone tra colf, badanti, baby sitter e lavoratori domestici in generale;

   a più di sei mesi dalla chiusura della finestra per accedere alla regolarizzazione, delle oltre 207.000 domande presentate dal datore di lavoro per l'emersione di un rapporto di lavoro irregolare o l'instaurazione di un nuovo rapporto con un cittadino straniero, in tutt'Italia sono stati rilasciati solamente 1.480 permessi di soggiorno, lo 0,71 per cento del totale. Al 16 febbraio 2021, emerge che solo il 5 per cento delle domande è giunto nella fase finale della procedura, mentre il 6 per cento è nella fase precedente della convocazione di datore di lavoro e lavoratore per la firma del contratto in prefettura e il rilascio del permesso di soggiorno;

   il fallimento è rilevante anche per quando riguarda i lavoratori domestici: sono emersi 177 mila rapporti in nero riferiti a lavoratori senza permesso di soggiorno (una situazione nella quale si trovavano circa 250 mila persone), ma sono rimasti nell'ombra ancora un milione di lavoratori italiani, comunitari o comunque regolarmente residenti nel Paese per i quali resta più conveniente non dichiarare nulla;

   è necessario evidenziare che in fase di discussione del decreto-legge, anche le organizzazioni del settore agricolo avevano rilevato che la sanatoria non avrebbe risolto i problemi di reperimento di manodopera, come più volte evidenziato anche da Fratelli d'Italia –:

   se non ritenga urgente, alla luce dei dati rilevati in premessa, adottare iniziative volte a sospendere la sanatoria prevista all'interno del «decreto rilancio», considerato anche il fatto che non ha risolto il problema legato al reperimento della manodopera qualificata.
(3-02095)

(9 marzo 2021)