| Camera dei deputati - Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa) |
|
|---|---|
| Autore: | RUE - Ufficio SG - Ufficio Rapporti con l'Unione europea |
| Titolo: | LXVI Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei Parlamenti dell'Unione europea (COSAC) Videoconferenza, 29-30 novembre 2021 |
| Serie: | Documentazione per le Commissioni - Riunioni interparlamentari Numero: 73 |
| Data: | 25/11/2021 |
| Organi della Camera: | XIV Unione Europea |

XVIII LEGISLATURA
Documentazione per le Commissioni
RIUNIONI INTERPARLAMENTARI
LXVI Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione dei Parlamenti dell'Unione europea (COSAC)
Videoconferenza, 29-30 novembre 2021
| Senato della Repubblica Servizio Studi Dossier europei n. 145 |
Camera dei deputati Ufficio Rapporti con l’Unione europea n. 73 |
Servizio Studi
Tel. 06 6706-2451 - studi1@senato.it -
@SR_Studi
Dossier europei n. 145

Ufficio rapporti con l’Unione europea
Tel. 06-6760-2145 - cdrue@camera.it -
@CD_europa
Dossier n. 73
La documentazione dei Servizi e degli Uffici del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati è destinata alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. Si declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.
I N D I C E
Ordine del giorno
Sessione I: risultati della Presidenza slovena del Consiglio dell'UE
Resilienza, ripresa e autonomia strategica dell’Unione europea
La Conferenza sul futuro dell'Europa
Un'unione dello stile di vita europeo, di uno Stato di diritto e di criteri uguali per tutti
Sessione II: lavorare verso una prospettiva europea per i Balcani occidentali
Lo stato dei negoziati di adesione
Vertice UE- Balcani occidentali del 6 ottobre 2021.
La relazione annuale 2021 della Commissione sull’allargamento
Il piano economico di investimenti globale per i Balcani occidentali
La riforma della procedura dei negoziati di adesione
Sessione III: Il futuro ruolo dei giovani nei processi decisionali dell'Unione europea ed oltre
Competenza dell'Unione europea
Strategia dell'Unione per la gioventù
Posizione del Parlamento europeo
2022, anno europeo della gioventù
Sessione IV - la Conferenza sul futuro dell’Europa
L’agenda delle prossime plenarie
I gruppi di lavoro della Plenaria
I lavori della plenaria (19 giugno e 23 ottobre 2021)
I lavori dei Panel europei dei cittadini
L’attività della piattaforma digitale
L’evento europeo per i giovani (European Youth Event)
Il Non paper del Governo Italiano
Attività della Presidenza slovena del Consiglio dell’UE
Il Calendario dei lavori (in grigio gli eventi già svolti)
La Slovenia ha assunto la presidenza semestrale del Consiglio dell'Unione il 1° luglio 2021 e terminerà il suo mandato il 31 dicembre (il sito della presidenza è disponibile qui).
Ispirandosi al motto "Insieme. Resiliente. Europa" ha concentrato il suo lavoro attorno a 4 settori prioritari:
1. Resilienza, ripresa e autonomia strategica dell’Unione europea;
2. La Conferenza sul futuro dell'Europa;
3. Un'unione dello stile di vita europeo, di uno Stato di diritto e di criteri uguali per tutti;
4. Un’Unione europea credibile e sicura in grado di garantire sicurezza e stabilità con i paesi del vicinato. (per le priorità della presidenza si veda la pagina sul sito della presidenza).
Per far fronte all'emergenza causata dalla pandemia di Covid-19 la presidenza slovena si è concentrata: sulla costruzione di un’Unione europea della salute, sul rafforzamento dell'autonomia strategica e della resilienza informatica, sull'effettiva attuazione dello strumento Next Generation EU e del meccanismo per la ripresa e la resilienza, sulla transizione verde e digitale, sul rispetto degli obiettivi in materia di clima e sulla Cop26, sulla regolamentazione dei servizi e dei mercati digitali e sull'intelligenza artificiale.
Tra i risultati in questi ambiti si sottolineano:
· il compromesso raggiunto a luglio in seno al Consiglio dell'Ue sulle proposte volte a rafforzare il ruolo del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) (COM(2020)726) e a modificare la decisione n. 1082/2013/UE sulle minacce per la salute transfrontaliere (COM(2020)727). Grazie a ciò è stato possibile avviare i negoziati con il Parlamento europeo (per dettagli si veda il Comunicato stampa del Consiglio). La presidenza si è impegnata inoltre a favore dell'istituzione di un nuovo organismo europeo per la risposta alle emergenze sanitarie – HERA;
· il consenso ottenuto lo scorso luglio dai ministri degli affari europei su un approccio più globale alla risposta ai diversi tipi di crisi (disastri naturali, flussi migratori incontrollati, minacce informatiche), basato in particolare su un migliore coordinamento della gestione delle crisi in seno al Consiglio dell'Ue e sul rafforzamento della resilienza del mercato interno e dell'area Schengen (si veda il Comunicato stampa dell'incontro informale). Il Consiglio "Affari generali" riunitosi il 23 novembre ha approvato delle Conclusioni (al momento disponibili in lingua inglese) preparate dalla presidenza slovena, che stabiliscono una serie di misure volte a migliorare la resilienza, la preparazione e la risposta alle crisi;
Esse sottolineano che la creazione degli accordi integrati di risposta politica alle crisi (IPCR) nel 2013, è già stato un passo importante verso una consapevolezza globale della situazione, ma la risposta alle crisi deve comunque evolvere, traendo insegnamento dalla crisi migratoria e dalla pandemia di COVID-19. In futuro, l'Ue deve essere pronta ad affrontare diverse crisi di diversa natura, che richiederanno una migliore gestione delle crisi transettoriali e transfrontaliere. Accanto a questo, una migliore comunicazione strategica e di crisi e la lotta alla disinformazione sono fondamentali per sostenere la risposta alle crisi e costruire la fiducia dei cittadini.
· le Conclusioni adottate il 19 ottobre dal Consiglio "Affari generali", nelle quale si sostiene l'istituzione di un'unità cibernetica congiunta (si veda il Comunicato stampa del Consiglio),volta a definire un quadro dell'UE aggiornato, integrato e chiaro per la gestione delle crisi di cibersicurezza e il rafforzamento della resilienza informatica;
La presidenza si è concentrata sulla ripresa economica europea basata sulla trasformazione digitale e sulla transizione verde. È in corso un lavoro molto intenso sull'ambiente e sul Green Deal europeo, la nuova strategia di crescita lanciata dalla Commissione europea nel dicembre 2019, volta a far sì che l'Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050.
A luglio è stato raggiunto un accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo sulla proposta di modifica al Regolamento di Aarhus, norma che mira a garantire l'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alle vie legali in materia ambientale (si veda il Comunicato stampa del Consiglio). La presidenza ha dato inoltre priorità al pacchetto clima energia Fit for 55, presentato il 14 luglio scorso dalla Commissione europea (si veda il Comunicato stampa della Commissione).
Il suddetto pacchetto consta di una serie di proposte per rendere le politiche dell'UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità idonee a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.
Nell'ambito dei negoziati internazionali sul clima, il Consiglio dell'UE ha adottato Conclusioni sul mandato dell'Ue in occasione della Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26) svoltasi a Glasgow nel tentativo di riaffermare il proprio impegno a intensificare la mobilitazione dei finanziamenti internazionali per il clima e di invitare altri paesi sviluppati ad aumentare i propri contributi. In ambito internazionale la presidenza slovena ha presentato le posizioni dell'Ue nella prima parte della riunione ibrida delle parti contraenti della Convenzione sulla diversità biologica a Kunming (COP15), in Cina. Adottando la Dichiarazione di Kunming, le parti contraenti si sono impegnate in un ambizioso quadro globale con l'obiettivo di arrestare la perdita di biodiversità entro il 2030 e riportarla sulla strada del recupero.
· sul fronte della trasformazione digitale, considerata forza motrice della crescita economica, la presidenza ha raggiunto l'ambizioso obiettivo di approvare un accordo in sede di Consiglio sulla proposta di Legge sui servizi digitali (Digital Service Act) e sulla proposta di Legge sui mercati digitali (Digital Market Act), che mirano a creare un nuovo standard per la regolamentazione delle piattaforme online. E' stato infatti approvato in sede Coreper un testo di compromesso sulla prima proposta in vista della riunione del Consiglio Competitività del 25 novembre nella quale dovrebbe essere approvato un orientamento generale. Anche sulla seconda proposta è stato approvato un testo di compromesso che dovrebbe anch'esso portare all'adozione da parte del Consiglio Competitività del 25 novembre 2021 di un orientamento generale. In tal modo potranno essere avviati i negoziati con il Parlamento e la Commissione;
· per quanto concerne l'intelligenza artificiale, lo scorso settembre il ministero della Pubblica istruzione sloveno e la Commissione europea hanno organizzato una Conferenza ad alto livello dove vi è stato un confronto sulla proposta di regolamento sull'intelligenza artificiale pubblicata nell'aprile di quest'anno. La proposta mira a migliorare il funzionamento del mercato interno stabilendo un quadro giuridico uniforme, in particolare per lo sviluppo, la commercializzazione e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in linea con i valori dell'Unione. La Conferenza ha segnato il lancio ufficiale dell'iniziativa internazionale InTouchAI.eu, che sosterrà e promuoverà la visione dell'UE di un'IA sostenibile e affidabile in tutto il mondo. Lo sviluppo dell'IA è anche indissolubilmente legato all'accessibilità dei dati. Lo scorso ottobre il Consiglio dell'Ue ha adottato il proprio mandato negoziale sulla proposta riguardante la governance dei dati (COM(2020)660) sulla quale sono attualmente in corso trattative con il Parlamento europeo (si veda il Comunicato Stampa del Consiglio). Lo scorso luglio il Consiglio ha adottato il regolamento che istituisce l'impresa comune per il calcolo ad alte prestazioni europeo (EuroHPC), che rappresenta un passo importante nel rafforzamento dell'autonomia tecnologica e apre la strada allo sviluppo della prossima generazione di supercomputer in Europa (si veda il Comunicato Stampa del Consiglio).
La presidenza ha prestato particolare attenzione alla Conferenza sul futuro dell'Europa, avviata il 9 maggio scorso, e finalizzata a una consultazione a livello europeo su come dovrebbe essere l’Unione europea in futuro al fine di soddisfare le aspettative dei suoi cittadini. La Conferenza terminerà i suoi lavori nella primavera del 2022 con l'individuazione di una serie di proposte. A livello dell'Ue la consultazione si svolge attraverso sessioni plenarie e forum dei cittadini (panel dei cittadini). La presidenza ha prestato particolare attenzione allo svolgimento di tale processo guidato in stretta cooperazione dalle tre principali istituzioni dell’UE, ed è stata attenta a garantire che il Consiglio dell’Ue e gli Stati membri vi svolgano un ruolo appropriato.
La Conferenza sul futuro dell'Europa è entrata in un periodo cruciale di dibattiti tematici con il lancio dei 4 Panel dei cittadini europei che hanno iniziato i loro lavori: (1) Economia più forte, (2) Democrazia europea, (3) Ambiente e cambiamento climatico e (4) L'UE nel mondo (Per dettagli sulla Conferenza sul futuro dell'Europa si veda il Dossier a cura del Senato e della Camera). La discussione prende in considerazione i contributi pubblicati dai cittadini europei sulla Piattaforma Digitale Multilingue (per approfondimenti sui lavori della conferenza si rimanda alla scheda per la sessione IV).
Sulla base della seconda relazione annuale della Commissione europea sullo stato di diritto, nel corso della sessione del 19 ottobre del Consiglio "Affari generali" ha avuto luogo, tra l'altro, un dibattito sulla situazione dello stato di diritto nell'UE (si veda il Comunicato stampa del Consiglio). Su proposta della presidenza slovena, il dibattito si è incentrato sui controlli e sugli equilibri istituzionali al tempo del Covid-19 con attenzione ai ruoli e alle responsabilità dei rispettivi poteri. La discussione è stata articolata intorno a quattro pilastri: sistemi giudiziari; quadro anticorruzione; pluralismo dei media; altre questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei poteri. Nel corso della riunione del 23 novembre si è svolto un dibattito specifico per paese su cinque Stati membri (Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania) sulla base dei dati forniti dalla Commissione europea (per la situazione italiana si veda qui) e delle informazioni fornite dalle delegazioni interessate (si veda il Comunicato stampa del Consiglio, al momento disponibile inglese).
Durante i primi mesi la presidenza ha assicurato una risposta efficace agli imprevisti legati alla migrazione e alla sicurezza.
Il 18 agosto ha organizzato una riunione straordinaria dei ministri degli affari interni Ue nell'ambito del meccanismo di risposta alle crisi del Consiglio dell'Ue (IPCR) sulla situazione alla frontiera esterna dell'Ue con la Bielorussia. In tale occasione ha rilasciato una dichiarazione della presidenza.
Ha inoltre convocato una riunione straordinaria per affrontare la situazione in Afghanistan. In una dichiarazione congiunta adottata nella riunione del 31 agosto, i ministri degli affari interni dell'Ue hanno chiesto la stabilizzazione della situazione nella regione, la fornitura di aiuti umanitari alla popolazione vulnerabile e il sostegno ai paesi terzi che ospitano migranti e rifugiati. La situazione in Afghanistan è stata nuovamente discussa all'inizio di settembre nel corso di incontri informali tra i ministri della Difesa e i ministri degli Affari esteri dell'Ue. Inoltre, sono in corso sforzi per compiere progressi graduali nell'adozione delle proposte riguardanti il nuovo patto sulla migrazione e l'asilo.
Lo scorso 6 ottobre la presidenza ha poi ospitato con successo il vertice Ue-Balcani occidentali, cui hanno partecipato tutti i leader dell'Ue. Il vertice è culminato con la Dichiarazione di Brdo, che ha riaffermato la necessità di una prospettiva europea per i Balcani occidentali e ha ribadito l'impegno per il processo di allargamento. Garantire un futuro positivo per i giovani nei Balcani occidentali è di particolare importanza per la Slovenia. Nel corso della riunione ministeriale Ue-Balcani occidentali in tema di occupazione e affari sociali dell'8 luglio scorso, la presidenza ha contribuito in modo decisivo all'adozione della Dichiarazione dei Balcani occidentali sull'assicurazione dell'integrazione sostenibile dei giovani nel mercato del lavoro (disponibile in lingua inglese), che include misure concrete per istituire, attuare e rafforzare gradualmente i sistemi di garanzia per i giovani (per approfondimenti sui Balcani occidentali si rimanda alla scheda per la sessione II).
Secondo le note tematiche trasmesse dalla Presidenza slovena, possibili argomenti di discussione potrebbero essere i seguenti:
· Quali sono le principali sfide e opportunità del processo di allargamento dell'UE alla regione dei Balcani occidentali?
· Rafforzare il ruolo dell'UE come partner più vicino dei Balcani occidentali: in quali settori e in che modo l'UE potrebbe rafforzare ulteriormente la sua cooperazione con i paesi dei Balcani occidentali nell'affrontare sfide comuni?
· Il primo gruppo di capitoli negoziali include il coltivare i valori fondamentali della UE, come il rispetto dei diritti umani fondamentali, della libertà e della sicurezza, il funzionamento di istituzioni democratiche, il libero ed equo funzionamento della magistratura e la riforma della pubblica amministrazione. Quali strumenti e meccanismi dell'UE possono essere utilizzati per il rafforzamento istituzionale nei paesi dei Balcani occidentali?
· Il ruolo dei Parlamenti nazionali nel rafforzare il dialogo politico e la crescita consapevolezza dell'opinione pubblica sull'importanza del processo di allargamento per sicurezza e stabilità in Europa.
I Paesi dei Balcani occidentali interessati al processo di adesione sono: Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia.
Si ricorda che il processo di integrazione europea dei paesi dei Balcani occidentali è stato avviato in occasione del Consiglio europeo di Salonicco del 19 e 20 giugno 2003.
Montenegro e Serbia - paesi cosiddetti front-runner, perché ad uno stadio più avanzato - hanno ricevuto lo status di Paese candidato ed hanno avviato i negoziati di adesione.
Con il Montenegro, dall’avvio dei negoziati nel giugno 2012, sono stati al momento aperti tutti i capitoli negoziali previsti, di cui 3 sono stati chiusi (Scienza e ricerca; Educazione e cultura; Relazioni esterne). Con la Serbia, dall’avvio dei negoziati nel gennaio 2014, sono stati aperti 18 capitoli negoziali (sui 34 totali), di cui 2 sono stati chiusi (Scienza e ricerca; Educazione e cultura). Tra i capitoli negoziali ancora aperti per la Serbia devono ancora essere definiti criteri di convergenza per i seguenti capitoli: libertà di circolazione dei lavoratori; diritto di stabilimento e libera prestazione di servizi; politica dei trasporti; reti transeuropee; ambiente; società dell'informazione e media; tutela dei consumatori e della salute; politica estera, di sicurezza e di difesa. Mentre sono già stati concordati criteri di convergenza per: agricoltura e sviluppo rurale; politica regionale e coordinamento delle strutture; libera circolazione delle merci; politica di concorrenza; sicurezza alimentare, politica veterinaria e fitosanitaria; energia; fiscalità; politica sociale e occupazione.
Albania e Macedonia del Nord hanno ricevuto lo status di Paese candidato, ma i negoziati devono ancora essere avviati.
La decisione favorevole all’avvio dei negoziati di adesione per l’Albania e la Macedonia del Nord è stata assunta dal Consiglio affari generali dell’UE il 25 marzo 2020, ma i negoziati con i due Paesi saranno concretamente avviati solo dopo l’adozione da parte del Consiglio dell’UE dei rispettivi mandati negoziali attualmente bloccata in seno al Consiglio dell’UE (che li deve approvare all’unanimità) per il veto espresso dalla Bulgaria, che condiziona il suo assenso al riconoscimento da parte della Macedonia del Nord di condizioni relative al retaggio storico e linguistico comune.
Bosnia-Erzegovina e Kosovo sono qualificati come “potenziali candidati”, anche se solo la prima ha presentato domanda di adesione il 15 febbraio 2016.
La Commissione europea nel parere, adottato il 29 maggio 2019, sulla domanda di adesione all’Unione europea presentata dalla Bosnia–Erzegovina indica che i negoziati di adesione della Bosnia-Erzegovina potranno essere avviati solo quando il paese avrà raggiunto il necessario livello di conformità ai criteri di adesione e, in particolare, ai criteri politici di Copenaghen, che richiedono la stabilità delle istituzioni e la garanzia della democrazia e dello Stato di diritto. Il parere indica quindi tutta una serie di 14 priorità per il miglioramento del quadro legislativo ed istituzionale della Bosnia–Erzegovina, con particolare riferimento alle regole del sistema democratico e istituzionale, allo Stato di diritto, ai diritti fondamentali ed alla riforma della pubblica amministrazione.
Il 22 giugno 2021, al termine delle riunioni della conferenza di adesione a livello ministeriale con la Serbia e con il Montenegro, il Commissario europeo per il vicinato e l’allargamento, Oliver Varhely ha indicato che nel corso della Presidenza slovena l’UE si attendeva una forte dinamizzazione del processo di adesione.
Il Consiglio Affari esteri del 15 novembre 2021 ha svolto una discussione sui Balcani occidentali
Il Consiglio ha inoltre proceduto a un dibattito sulla situazione in Bosnia-Erzegovina. L'Alto rappresentante ha sottolineato l'impegno dell'UE a favore della prospettiva europea della Bosnia-Erzegovina come paese unico, unito e sovrano e la necessità che i leader bosniaci riprendano il dialogo, ripristinino la piena capacità delle istituzioni statali e riavviino i lavori sulle riforme fondamentali.
Per quanto riguarda il dialogo Belgrado-Pristina, il Consiglio dell’UE ha ribadito l'auspicio che il Kosovo e la Serbia rispettino e attuino pienamente tutti gli accordi precedenti e si impegnino in modo costruttivo a compiere rapidi progressi verso la normalizzazione globale delle loro relazioni.
Il 6 ottobre 2021 si è svolto a Brdo pri Kranju (Slovenia) un vertice tra l’UE e i paesi dei Balcani occidentali organizzato dalla Presidenza slovena del Consiglio dell’UE.
Al vertice hanno partecipato i leader degli Stati membri dell'UE e dei sei partner dei Balcani occidentali: Albania, Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord e Kosovo. Il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel e la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno rappresentato l'UE.
Al termine del Vertice è stata approvata una dichiarazione nella quale si riafferma l'inequivocabile sostegno dell'UE alla prospettiva europea dei Balcani occidentali e vengono presentate iniziative a sostegno della connettività e delle transizioni verde e digitale nella regione, nonché gli impegni nel settore della cooperazione politica e in materia di sicurezza.
La dichiarazione in particolare:
· ribadisce l’impegno dell’UE a favore del processo di allargamento sulla base di riforme credibili dei partner, di un'equa e rigorosa condizionalità e del principio meritocratico, sottolineando, altresì, l'importanza che l'UE sia in grado di mantenere e rafforzare il suo sviluppo, compresa la capacità di integrare nuovi membri;
· accoglie con favore l'impegno dei partner dei Balcani occidentali a favore del primato della democrazia, dei diritti e valori fondamentali e dello Stato di diritto, come pure della prosecuzione degli sforzi per lottare contro la corruzione e la criminalità organizzata e per sostenere la buona governance, i diritti umani, la parità di genere e i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Il sostegno dell'UE continuerà a essere legato al conseguimento di progressi tangibili in materia di Stato di diritto e di riforme socioeconomiche nonché all'adesione dei partner ai valori, alle regole e agli standard europei;
· indica che per una cooperazione regionale inclusiva e il rafforzamento delle relazioni di buon vicinato, è necessario attuare gli accordi bilaterali e promuovere ulteriori sforzi per favorire la riconciliazione e la stabilità regionale, individuando soluzioni definitive, inclusive e vincolanti per le questioni e le controversie bilaterali.
· ricorda che l'UE ha sostenuto i Balcani occidentali per la crisi dovuta alla pandemia di COVID-19 con un importo complessivo pari a 3,3 miliardi di euro e che intende proseguire il sostegno per la fornitura di vaccini (a proposito dei quali ha già fornito 2,9 milioni di dosi ai paesi dei Balcani occidentali) per aiutarli a raggiungere tassi di vaccinazioni simili alla media dell’UE entro la fine del 2021.
· ricorda che l'UE ha presentato un piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali (v. infra) e ribadisce il sostegno alla cooperazione regionale inclusiva, volta in particolare a istituire un mercato comune regionale per i paesi dei Balcani occidentali ed a rafforzare l'integrazione del mercato dei Balcani occidentali con il mercato unico dell'UE, in particolare per quanto riguarda i pagamenti transfrontalieri nell’ambito del SEPA (area unica dei pagamenti in euro);
· accoglie con favore la tabella di marcia per il roaming, che traccerà la strada verso la riduzione dei costi di roaming tra l'UE e i Balcani occidentali, sulla base del regime di roaming gratuito in vigore nella regione dal 21 luglio 2021;
· accoglie con favore il concetto di corsie verdi fra l'UE e i Balcani occidentali, volte a ridurre i tempi di attesa alle frontiere, e i piani d'azione della Comunità dei trasporti approvati di recente in materia di trasporto intelligente e connettività sostenibile;
· annuncia il varo di un'agenda per l'innovazione a favore dei Balcani occidentali con l'obiettivo di promuovere l'eccellenza e offrire opportunità nei settori dell'innovazione, della ricerca, dell'istruzione, della cultura, della gioventù e dello sport.
· ribadisce l’aspettativa dell’UE affinché i paesi dei Balcani occidentali approfondiscano ulteriormente la cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC) e compiano progressi verso un pieno allineamento alle posizioni di politica estera dell'UE;
· afferma che l'UE e i Balcani occidentali condividono una serie di sfide in materia di sicurezza che richiedono un'azione coordinata e si indica la volontà di rafforzare la cooperazione per contrastare la disinformazione e altre minacce ibride riconducibili, in particolare, ad attori di paesi terzi che cercano di minare la prospettiva europea della regione;
· indica la necessità di sviluppare ulteriormente la gestione della migrazione che costituisce una sfida comune per l'UE e i Balcani occidentali. In particolare un più stretto partenariato dovrebbe essere rivolto a ai seguenti settori prioritari: miglioramento dei sistemi di asilo; lotta al traffico di migranti e alla migrazione illegale; gestione delle frontiere; scambio di informazioni; capacità di accoglienza; cooperazione in materia di rimpatri; cooperazione con le Agenzie dell’UE Frontex, l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo ed Europol;
· esorta a rafforzare ulteriormente la cooperazione in materia di lotta al terrorismo e all'estremismo violento, compresa la prevenzione del finanziamento del terrorismo e della radicalizzazione e in materia di contrasto alla criminalità organizzata, con particolare riferimento alla tratta e al traffico di esseri umani, al riciclaggio, alla coltivazione e al traffico di stupefacenti, al commercio e traffico illegali di armi leggere e di piccolo calibro.
· esprime la disponibilità a rinvigorire e potenziare il dialogo politico con la regione, attraverso l'organizzazione di vertici periodici fra l'UE e i Balcani occidentali (il prossimo vertice si svolgerà nel 2022);
· accoglie con favore le iniziative dei Balcani occidentali che mirano a contribuire alle riflessioni sul futuro dell’Europa e conferma l’impegno dell’UE ad ascoltare il parere di tutti gli europei sui temi della Conferenza sul futuro dell’Europa.
La Commissione europea ha presentato il 19 ottobre 2021 la comunicazione sulla politica dell’allargamento per il 2021 (COM (2021) 644), che contiene una valutazione della situazione attuale e dei progressi compiuti dai Balcani occidentali e dalla Turchia sui rispettivi percorsi verso l'adesione all'Unione europea. La Commissione rileva, in particolare, che è fondamentale che gli Stati membri dell'UE concludano le discussioni sul quadro negoziale con la Macedonia del Nord e l'Albania e che le prime conferenze intergovernative con l'Albania e la Macedonia del Nord si tengano quanto prima sotto la presidenza slovena.
Per quanto riguarda le riforme nei settori fondamentali per il processo di adesione, la Commissione presenta i seguenti rilievi:
II rischio di indebite pressioni sulla magistratura danneggia l'equilibrio istituzionale complessivo e la separazione dei poteri in tutti i paesi dei Balcani occidentali. La Commissione considera necessario un impegno ai livelli più alti di Governo per rafforzare l'indipendenza, la qualità e l'efficacia dei sistemi giudiziari.
La corruzione continua a essere un fenomeno diffuso, esacerbato anche dalla pandemia. Sono necessari sforzi e risultati concreti nella lotta alla corruzione e per garantire un ambiente imprenditoriale stabile e trasparente. Gli appalti pubblici restano particolarmente vulnerabili alla corruzione. Occorrono maggiori sforzi e una chiara volontà politica per sviluppare una casistica credibile e solida di indagini e il perseguimento dei casi di corruzione, in particolare ad alto livello, e per garantire il sequestro e la confisca dei proventi di reato.
I diritti fondamentali sono in gran parte sanciti dalla legislazione dei Balcani occidentali, ma permangono difficoltà nel garantire la loro effettiva attuazione. Nel complesso, ci sono stati sviluppi limitati o addirittura inesistenti nella maggior parte della regione.
I progressi nell’ambito della libertà di espressione, dei media e del pluralismo sono stati complessivamente limitati o nulli. Occorre garantire l'indipendenza delle autorità di regolamentazione dei media e delle emittenti pubbliche, anche attraverso finanziamenti adeguati e nomine meritocratiche nelle strutture di gestione. Tutti i paesi della regione devono aumentare la trasparenza sui finanziamenti ai media e sui collegamenti tra interessi pubblici e privati.
Le leggi e le politiche sulla non discriminazione sono generalmente in vigore, ma non c'è seguito sufficiente per i casi di discriminazione, crimini d'odio e incitamento all'odio. La protezione legale per i diritti delle persone LGBTIQ è migliorata nella maggior parte dei partner dei Balcani occidentali, ma le leggi devono essere rispettate nella pratica.
La criminalità organizzata continua a rappresentare una minaccia per la regione. Sono stati compiuti progressi nelle strutture per la lotta alla criminalità organizzata, che hanno portato al rafforzamento di organi giudiziari e di polizia specializzati. Tuttavia, la capacità delle autorità di contrasto e della magistratura di indagare, perseguire e processare con successo casi importanti di criminalità organizzata rimane inadeguata. Occorre, inoltre, promuovere iniziative per impedire l'infiltrazione della criminalità organizzata nelle economie.
La cooperazione con i Balcani occidentali in materia di lotta al terrorismo e prevenzione della radicalizzazione continua a rivestire un'importanza fondamentale. Sebbene le ideologie religiose e politiche estreme rimangano presenti nella regione e l'aumento dei forum di radicalizzazione online in generale sia motivo di preoccupazione, durante il periodo di riferimento non sono stati segnalati incidenti di natura estrema o violenta (terrorismo, estremismo, radicalismo) e la situazione della sicurezza nella regione è rimasta stabile.
Le minacce ibride, compresi gli attacchi informatici e soprattutto la disinformazione, hanno continuato a essere un problema serio nei Balcani occidentali. In particolare, attori statali e non statali, anche al di fuori della regione, hanno continuato a diffondere disinformazione per mettere in discussione la credibilità dell'UE, minare la fiducia del pubblico nelle istituzioni democratiche e approfondire la polarizzazione. Le campagne di disinformazione sono state particolarmente intense durante la pandemia di COVID-19 ma anche nel periodo precedente alle elezioni.
La migrazione irregolare ha continuato a rappresentare una sfida fondamentale per i Balcani occidentali. La cooperazione è stata ulteriormente sviluppata lungo le rotte migratorie del Mediterraneo orientale/Balcani occidentali. Il traffico di migranti, i minori non accompagnati, la tratta di esseri umani e l'insufficiente capacità dei sistemi nazionali di asilo continuano a destare preoccupazione. La crisi in Afghanistan potrebbe tradursi in un ulteriore aumento dei rifugiati afgani e richiede una stretta cooperazione continua tra l'UE e i paesi partner. Sono necessari ulteriori sforzi per rafforzare i sistemi di asilo, intensificare i rimpatri volontari e la cooperazione in materia di riammissione con i paesi di origine, nonché la cooperazione regionale e internazionale nella lotta alla criminalità organizzata dedita al traffico di migranti e alla tratta di esseri umani.
La Commissione rileva che Albania e Montenegro hanno costantemente mantenuto al 100% il loro allineamento alla politica estera e di scurezza dell’UE. Il tasso di allineamento della Macedonia del Nord è aumentato dal 94% nel 2020 al 96% nell'agosto 2021. Il tasso di allineamento della Serbia è aumentato dal 56% nel 2020 al 61% nell'agosto 2021, un primo passo verso l'inversione della precedente tendenza negativa. Preoccupa una marcata diminuzione del tasso di allineamento della Bosnia-Erzegovina dal 70% nel 2020 al 43% nell'agosto 2021. La Commissione indica che una inversione di tale tendenza dovrebbe caratterizzare l'impegno della Bosnia-Erzegovina nel suo percorso europeo.
| A margine del Consiglio affari esteri dell’UE del 15 novembre 2021, l’Alto Rappresentante, Josep Borrell, ha indicato l’intenzione di coinvolgere maggiormente i paesi dei Balcani occidentali nelle discussioni sulla politica estera dell'UE nell’ambito dei lavori del Consiglio affari esteri, con particolare riferimento alla cooperazione nei settori della cybersicurezza e delle minacce ibride. |
L'assenza di un'autentica volontà politica ha continuato a essere la ragione principale della mancanza di progressi sostanziali, o addirittura di ricadute, nell’ambito dei processi di riforma delle istituzioni democratiche. La forte polarizzazione politica, il boicottaggio delle elezioni e del lavoro parlamentare da parte dell'opposizione e, in alcuni casi, l'evidente sfiducia in tutto lo spettro politico, in particolare all'interno dei parlamenti, ostacolano ancora il funzionamento dei sistemi e delle istituzioni democratiche.
Per quanto riguarda la riforma della pubblica amministrazione, sebbene nell'ultimo anno si siano registrati buoni progressi, le principali carenze riguardano varie forme di politicizzazione della pubblica amministrazione. Sono inoltre necessarie procedure trasparenti e meritocratiche per l'assunzione, la promozione, la retrocessione e il licenziamento che devono essere integrate nei quadri legislativi e attuate in modo coerente tra i servizi pubblici a livello centrale e locale.
La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto negativo significativo sulla crescita economica nei Balcani occidentali nel 2020. L'attività economica nei Balcani occidentali si è contratta del 3,4%. Nei Balcani occidentali la profondità della recessione è variata ampiamente nel 2020, passando da un calo relativamente lieve dell'1% del PIL in Serbia a una perdita di produzione molto forte del 15,2% in Montenegro, mentre i rimanenti paesi hanno fatto registrare livelli intermedi di contrazione: Bosnia-Erzegovina -4,6%, Albania -3,8%), Macedonia del Nord -4,5% e Kosovo -4,1%-.
I mercati del lavoro nei Balcani occidentali continuano a essere caratterizzati da un'attività e un'occupazione complessivamente basse, nonché da un'elevata informalità e disoccupazione, che colpisce soprattutto le donne e i giovani.
Per quanto riguarda, invece le raccomandazioni per i singoli paesi, la Commissione presenta i seguenti rilievi e raccomandazioni:
· l'impegno politico delle autorità del Montenegro a favore del processo di adesione è riconosciuto come una priorità fondamentale del paese e si rispecchia in generale nelle decisioni politiche pertinenti, fra cui il fatto di aver mantenuto un tasso di allineamento alla politica estera e di sicurezza dell'UE pari al 100%;
· i negoziati di adesione con il Montenegro hanno raggiunto complessivamente un equilibrio fra i progressi compiuti nei capitoli sullo Stato di diritto e quelli compiuti in tutti gli altri capitoli;
· il criterio prioritario per compiere ulteriori progressi, prima di procedere verso la chiusura provvisoria di altri capitoli o gruppi di capitoli, rimane il rispetto dei parametri provvisori relativi allo Stato di diritto;
· il Montenegro deve intensificare ulteriormente gli sforzi nei settori della libertà di espressione, della libertà dei media e della lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, senza vanificare i risultati già ottenuti nel quadro della riforma giudiziaria;
· le autorità del Montenegro devono continuare a dimostrare concretamente il proprio impegno a favore del programma di riforme da attuare per poter aderire all'UE.
· il Governo serbo ha continuato a dichiarare che l'integrazione europea rappresenta il suo obiettivo strategico, privilegiando le riforme connesse all'UE nella prima metà del 2021 e onorando una serie di impegni in sospeso, in particolare in materia di fiscalità ed energia;
· la Serbia si conferma un partner importante nelle missioni e operazioni PSDC dell'UE e ha migliorato l'allineamento alla politica estera dell'UE, passato dal 56% del 2020 al 61% dell'agosto 2021, per il quale si attendono comunque ulteriori sforzi;
· i progressi della Serbia per quanto riguarda lo Stato di diritto e la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo sono fondamentali e continueranno a determinare il ritmo complessivo dei negoziati di adesione. Occorre che la Serbia continui a impegnarsi in modo costruttivo e a contribuire alla conclusione di un accordo di normalizzazione globale giuridicamente vincolante con il Kosovo;
· i negoziati di adesione con la Serbia hanno raggiunto complessivamente un equilibrio fra i progressi compiuti nei capitoli sullo Stato di diritto e la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo e quelli compiuti in tutti gli altri capitoli. La Commissione sostiene l'ambizione della Serbia di aprire quanto prima nuovi gruppi di capitoli di adesione, purché si registrino costanti progressi in materia di riforme;
· il paese deve proseguire, accelerare e approfondire le riforme a livello di indipendenza della magistratura, lotta contro la corruzione, libertà dei media, gestione interna dei crimini di guerra e lotta contro la criminalità organizzata. In particolare, le autorità serbe dovrebbero portare a termine, entro la fine di quest'anno, il processo di riforma costituzionale della magistratura;
· le autorità serbe devono, inoltre, promuovere maggiormente una comunicazione proattiva e obiettiva sull'UE, che è il principale partner politico ed economico della Serbia.
· la Macedonia del Nord continua a soddisfare le condizioni per l'apertura dei negoziati di adesione e le sue autorità hanno dimostrato pubblicamente il proprio fermo impegno a progredire nel percorso verso l'UE;
· il paese ha continuato a procedere a ritmo costante e sostenuto nell'avanzamento delle riforme connesse all'UE;
· la Macedonia del Nord ha continuato a migliorare il suo tasso di allineamento alla politica estera e di sicurezza dell'UE, raggiungendo il 96% nell'agosto 2021 rispetto al 94% del 2020;
· i ritardi nell'avvio dei negoziati di adesione incidono negativamente sulla credibilità dell'UE. Le questioni bilaterali in sospeso tra la Bulgaria e la Macedonia del Nord devono essere risolte in via prioritaria. La Commissione auspica e considera molto importante che l'accordo di Prespa con la Grecia e il trattato di amicizia, buon vicinato e cooperazione concluso con la Bulgaria continuino a essere applicati da tutte le parti. La Commissione auspica che la prima conferenza intergovernativa possa essere organizzata prima della fine dell'anno.
· l'Albania continua a soddisfare le condizioni per l'apertura dei negoziati di adesione. Il paese ha continuato a dimostrare il proprio impegno a progredire nel percorso verso l'UE e ha ottenuto risultati tangibili e sostenibili in materia di riforme;
· l'Albania ha mantenuto il proprio tasso di allineamento del 100% alla politica estera e di sicurezza dell'UE;
· il paese ha proseguito l'attuazione della riforma globale della giustizia. Grazie alla nomina di tre nuovi giudici presso la Corte costituzionale, quest'ultima ha riacquisito il quorum necessario per tenere le sedute plenarie ed è ormai pienamente operativa, soddisfacendo così la relativa condizione per lo svolgimento della prima conferenza intergovernativa. L’Albania deve ora mantenere gli impegni assunti nei confronti del programma di riforme, anche per quanto riguarda lo Stato di diritto;
· l'adozione del quadro di negoziazione con l'Albania e lo svolgimento della prima conferenza intergovernativa accusano ritardi. La Commissione auspica che la prima conferenza intergovernativa possa essere organizzata prima della fine dell'anno.
· in Bosnia-Erzegovina, l'impegno politico pubblico delle autorità a tutti i livelli di governo nei confronti dell'obiettivo strategico dell'integrazione europea non si è tradotto in azioni concrete;
· il tasso di allineamento della Bosnia-Erzegovina alla politica estera e di sicurezza dell'UE è sceso al 43% nell'agosto 2021 rispetto al 70% del 2020;
· i leader politici hanno continuato a servirsi di una retorica fonte di divisioni e ad alimentare controversie politiche non costruttive, ostacolando i progressi nel piano di riforme, da condurre sulla base delle 14 priorità fondamentali individuate nel parere della Commissione del maggio 2019 sulla sua domanda di adesione all'UE;
· il blocco delle istituzioni statali è motivo di profonda preoccupazione e la situazione di stallo può essere superata solo attraverso il dialogo politico;
· non si registrano progressi per quanto riguarda il funzionamento del sistema giudiziario, che anzi evidenzia segnali di deterioramento che richiedono misure urgenti per rafforzare l'integrità del sistema giudiziario e riconquistare la fiducia dei cittadini nella giustizia;
· il paese deve migliorare sostanzialmente il proprio quadro legislativo e istituzionale, anche a livello costituzionale, al fine di soddisfare i requisiti per l'adesione all'UE. In particolare occorre si avvii un dialogo trasparente e inclusivo sulle riforme elettorali e costituzionali, per ovviare alle annose carenze del processo elettorale;
· la Bosnia-Erzegovina deve ancora realizzare una massa critica di riforme prima che la Commissione possa raccomandare che le sia concesso lo status di paese candidato.
· il paese ha compiuto progressi limitati per quanto riguarda le riforme connesse all'UE, a causa dell'evoluzione del contesto politico e della necessità di concentrarsi sulla risposta alla pandemia e sulla ripresa economica;
· le elezioni politiche anticipate del febbraio 2021 hanno portato alla formazione di un nuovo governo che gode di una netta maggioranza parlamentare;
· l'adozione di una seconda fase del programma di riforma europeo e del relativo piano d'azione, approvati dall'Assemblea nell'ottobre 2021, ha confermato il rinnovato impegno del Kosovo a favore delle riforme connesse all'UE. Nel prossimo futuro sarà essenziale attuare pienamente ed efficacemente il piano d'azione;
· il Kosovo deve impegnarsi in modo costruttivo e contribuire alla conclusione di un accordo di normalizzazione delle relazioni con la Serbia che sia giuridicamente vincolante, che è la condizione urgente e indispensabile per consentire a entrambi i paesi di progredire nei rispettivi percorsi europei;
· la proposta della Commissione sulla liberalizzazione dei visti è tuttora all'esame del Consiglio e dovrebbe essere trattata con urgenza. La Commissione conferma la propria valutazione del luglio 2018 secondo la quale il Kosovo ha rispettato tutti i parametri per la liberalizzazione dei visti.
Si ricorda che ad eccezione del Kosovo tutti i paesi dei Balcani occidentali beneficiano di un regime di esenzione dal visto nello spazio Schengen.
La Commissione europea ha presentato il 6 ottobre 2020 un piano economico e di investimenti globale per i Balcani occidentali (COM (2020) 641) che prevede un pacchetto di investimenti di circa 30 miliardi di euro per la regione nell'arco dei prossimi sette anni, sulla base del nuovo strumento di garanzia per i Balcani occidentali [1]
Il piano individua dieci iniziative faro in materia di investimenti per:
· sostenere i principali collegamenti stradali e ferroviari nella regione sull’asse est-ovest e sull’asse nord-sud e per il collegamento delle regioni costiere;
· promuovere il ricorso all'energia rinnovabile e l'abbandono del carbone;
· incentivare la ristrutturazione degli edifici pubblici e privati per aumentare l'efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra;
· migliorare le infrastrutture per la gestione dei rifiuti e il trattamento delle acque reflue;
· promuovere lo sviluppo delle infrastrutture digitali e per la banda larga;
· incentivare lo sviluppo del settore privato per promuovere la competitività e l'innovazione, in particolare a livello di piccole e medie imprese;
· promuovere nei paesi dei Balcani occidentali una garanzia per i giovani che, in analogia con quanto già previsto nell’UE, preveda che i giovani ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, formazione continua, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dalla fine degli studi.
In linea con la nuova metodologia di allargamento (v. infra), i partner che progrediscono nell'attuazione delle riforme prioritarie dovrebbero beneficiare di finanziamenti e investimenti più cospicui.
Per maggiori dettagli sulle singole iniziative faro si rinvia all’allegato del Piano economico e di investimenti per i Balcani occidentali.
Sempre nell’ambito del piano economico di investimenti globale per i Balcani occidentali, la Commissione europea ha presentato delle linee guida per l'attuazione dell'agenda verde per i Balcani occidentali che prevedono azioni incentrate su cinque pilastri:
· l'azione per il clima, che comprende iniziative per la decarbonizzazione, la transizione verso l'energia pulita e la mobilità sostenibile;
· l'economia circolare, con un accento sui rifiuti, il riciclaggio, la produzione sostenibile e l'uso efficiente delle risorse;
· la biodiversità, al fine di proteggere e ripristinare le risorse naturali della regione;
· la lotta contro l'inquinamento atmosferico, delle acque e del suolo;
· la promozione di sistemi alimentari e aree rurali sostenibili.
Si ricorda che il Consiglio affari generali del 25 marzo 2020 ha approvato una riforma della procedura dei negoziati di adesione che si applica ai futuri negoziati di adesione, compresi quelli già in corso con Montenegro e Serbia e che prevede:
· impegni chiari da parte dell'Unione europea e dei Balcani occidentali e un maggiore focus dei negoziati sulle riforme fondamentali: lo Stato di diritto, il funzionamento delle istituzioni democratiche e della pubblica amministrazione e l'economia dei paesi candidati;
· una maggiore frequenza dei vertici UE-Balcani occidentali e un più forte coinvolgimento degli Stati membri nel monitoraggio del processo;
· il raggruppamento degli attuali capitoli negoziali in sei gruppi tematici: questioni fondamentali (Stato di diritto e diritto fondamentali); mercato interno; competitività e crescita inclusiva; agenda verde e connettività sostenibile; risorse, agricoltura e coesione; relazioni esterne; i negoziati per capitoli relativi al gruppo sulle questioni fondamentali saranno avviati per primi e chiusi per ultimi ed i progressi in tale ambito determineranno il ritmo complessivo dei negoziati;
· un sistema di incentivi per i paesi più meritevoli, quali l'integrazione graduale nelle politiche e nel mercato dell’UE e la partecipazione ai programmi dell'UE, nonché maggiori finanziamenti e investimenti; analogamente, sono previste misure correttive per l’eventuale stallo o regresso grave o prolungato nell'attuazione delle riforme, con la possibilità di sospendere i negoziati o, nei casi più gravi, riaprire capitoli già chiusi e sospendere o ritirare l'accesso ai programmi e ai finanziamenti dell’UE.
La III Commissione affari esteri della Camera dei deputati ha approvato il 22 settembre 2021 una risoluzione sulla strategia di integrazione europea dei Balcani occidentali (n. 7-00722 Fassino) nella quale in particolare impegna il Governo ad adottare iniziative:
· affinché il Consiglio europeo imprima una accelerazione della strategia di integrazione dei Balcani occidentali, attraverso:
- la ripresa e l’accelerazione dei negoziati di adesione con Serbia e Montenegro;
- la promozione di un confronto con le autorità bulgare che consenta la convocazione delle Conferenze intergovernative per l’avvio dei negoziati di adesione con Albania e Macedonia del Nord;
- il riconoscimento alla Bosnia- Erzegovina dello status di paese candidato;
- la considerazione favorevole alla proposta della Commissione europea di liberalizzazione dei visti di ingresso per i cittadini del Kosovo;
- le iniziative utili alla normalizzazione dei rapporti tra Serbia e Kosovo;
- iniziative di prevenzione e contrasto a flussi migratori irregolari, nonché ad infiltrazioni che attentino alla sicurezza dell’Unione;
- la richiesta alla autorità dei Paesi balcanici di garantire a profughi e rifugiati condizioni di accoglienza rispettose dei diritti umani;
· nonché ad adottare iniziative affinché la Commissione europea promuova politiche di inclusione dei Balcani occidentali attraverso:
- l’inclusione dei Balcani nei programmi europei di approvvigionamento dei vaccini antiCovid-19;
- il coinvolgimento nella elaborazione del «Nuovo Patto per l’asilo e la migrazione» proposto dalla Presidente Von der Leyen;
- l’incremento delle risorse finanziarie europee erogate ai Balcani orientandole verso programmi di investimento e di sviluppo in sintonia con gli indirizzi del Recovery Fund e per la promozione di politiche occupazionali orientate ai giovani;
- il coinvolgimento delle opinioni pubbliche dei Balcani nella Conferenza sul futuro dell’Europa;
- ad adottare, altresì, iniziative di competenza affinché i Paesi che aspirano all’integrazione europea perseguano con determinazione e senza rallentamenti le riforme economiche, politiche e legislative necessarie alla convergenza con l’acquis communautaire e gli standard europei;
- a sostenere l’azione del Processo di Berlino, dell’Iniziativa Centro Europea (INCE), della Strategia Europea per la Macroregione Adriatico-Ionica (Eusair)) per promuovere e rafforzare i processi di integrazione regionale;
- a sostenere l’azione dell’Osce nell’affermazione nella regione dei diritti umani e dello Stato di diritto;
- a promuovere un ulteriore sviluppo della proiezione italiana nella regione, affermando l’Italia come partner e sponsor dell’integrazione europea dei Balcani occidentali.
L'UE è il principale partner commerciale per i paesi dei Balcani occidentali, con quasi il 70% del commercio totale della regione; mentre la quota della regione dei Balcani occidentale è pari all’1,4% del commercio complessivo dell'UE.
Il commercio tra l'UE e i Balcani occidentali è stato colpito dalla pandemia di COVID-19 nel 2020, con un calo del 7,8% rispetto al 2019, in linea con il calo degli scambi in altri mercati.
Tuttavia, lo scambio commerciale con la regione è cresciuto del 184% negli ultimi 10 anni, raggiungendo un valore di circa 50 miliardi di euro nel 2020.
La crescita dello scambio commerciale è andata complessivamente a vantaggio dei paesi dei Balcani occidentali: negli ultimi 10 anni, la regione ha aumentato le sue esportazioni verso l'UE del 218% a fronte di un aumento più modesto delle esportazioni dell'UE verso la regione del 165%.
Gli Stati dell’UE con la maggiore quota di esportazioni verso i paesi dei Balcani occidentali sono la Germania (con circa 5 miliardi di euro) e l’Italia (con circa 4 miliardi di euro).

Per quanto riguarda i finanziamenti per i paesi coinvolti nel processo di adesione nell’ambito del Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, lo strumento di assistenza preadesione (IPA III), prevede uno stanziamento di 14,1 miliardi di euro.
Nell’ambito dell’assistenza finanziaria ai paesi del vicinato per la pandemia di COVID 19, l’UE ha stanziato fino ad ora un pacchetto di oltre 3,3 miliardi di euro a favore dei paesi dei Balcani occidentali.
Secondo le note tematiche trasmesse dalla Presidenza slovena, possibili argomenti di discussione potrebbero essere i seguenti:
· Quali sono le sfide e le opportunità nello stabilire meccanismi per una maggiore partecipazione dei giovani nei processi decisionali al livello dell'Unione?
· Che tipo di esperienza hanno gli Stati membri nel promuovere dialogo e meccanismi di partecipazione a tutti i livelli del processo decisionale?
La gioventù rientra nei settori in cui "l'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri" (articolo 6, par. 1, lett. e), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, TFUE).
Il par. 2 dello stesso articolo 165 specifica che lo scopo perseguito dall'UE in questo ambito è quello di "favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socioeducative e incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell'Europa".
Ai sensi del par. 4, gli strumenti a disposizione delle istituzioni dell'Unione sono:
· azioni di incentivazione, deliberate da Parlamento europeo e Consiglio in conformità alla procedura legislativa ordinaria, previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni. Viene esplicitamente esclusa ogni forma di armonizzazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati membri;
· raccomandazioni, adottate dal Consiglio su proposta della Commissione.
Il quadro di riferimento per la collaborazione sulle politiche giovanili a livello europeo è costituito dalla strategia dell'UE per la gioventù 2019-2027[2]. La strategia promuove la partecipazione dei giovani alla vita democratica e punta a garantire che possano svolgere un ruolo attivo nella società. È basata su un approccio duplice: integrare le iniziative che riguardano i giovani in tutti i settori strategici e affrontare le sfide più significative, dedicando particolare attenzione a tre elementi:
· mobilitare la partecipazione dei giovani nella vita civile e democratica, incoraggiando e promuovendo una partecipazione inclusiva nella società e nei processi democratici (engage);
· collegare i giovani, attraverso l'Unione europea ed oltre, per curare l'impegno volontario ed insegnare la mobilità, la solidarietà e la comprensione interculturale. Si vuole consentire l’accesso di tutti i giovani alle opportunità di mobilità transfrontaliera, compreso il volontariato nel settore della società civile, eliminando gli ostacoli e attuando misure di sostegno, con un’attenzione particolare per chi dispone di minori opportunità (connect);
· responsabilizzare i giovani, incoraggiandoli a prendersi carico della propria vita, tramite risorse e strumenti adeguati, in un contesto disposto a prestare adeguata attenzione alla loro voce (empower).
La strategia si articola attorno a undici obiettivi, giuridicamente non vincolanti, che individuano problematiche trasversali che incidono sulla vita dei giovani e rappresentano altrettante sfide. Tra questi si segnala l'obiettivo 9 ("spazio e partecipazione per tutti"), finalizzato a rafforzare la partecipazione democratica e l'autonomia e a fornire spazi dedicati ai giovani in tutti i settori della società. Tale obiettivo generale è poi suddiviso in ulteriori obiettivi specifici (garantire che i giovani possano adeguatamente influenzare tutte le aree della società e tutte le fasi dei processi decisionali; assicurare equo accesso ai processi decisionali della vita quotidiana a tutti i giovani provenienti da differenti contesti; accrescere la partecipazione giovanile e di conseguenza l’equa rappresentanza nel processo elettorale; fornire luoghi e infrastrutture aperti e sicuri, fisici e virtuali; assicurare un adeguato finanziamento, un comune riconoscimento e lo sviluppo di animazione socioeducativa di qualità; fornire informazioni adeguate, rilevanti e complete).
A supporto dell'attuazione della strategia 2019-2027 è stato istituito il dialogo dell'UE con i giovani (EU Youth dialogue), un meccanismo di dialogo tale che le opinioni e le esigenze delle giovani generazioni siano prese in considerazione all'atto della definizione delle politiche dell'Unione. Il dialogo si articola in successivi cicli di 18 mesi, ognuno dei quali si concentra su un argomento diverso, e sfocia nelle conferenze dell'Unione europea per la gioventù (EU youth conferences), organizzate dallo Stato membro che svolge il ruolo di Presidente di turno del Consiglio dell'Unione. Gli esiti delle Conferenze possono sfociare in specifici atti delle istituzioni UE, come è avvenuto per le Conclusioni sulla promozione della consapevolezza democratica e dell’impegno democratico tra i giovani in Europa (conferenza UE sulla gioventù di ottobre 2020, Germania) e per le Conclusioni sul rafforzamento della governance multilivello nel promuovere la partecipazione dei giovani ai processi decisionali (Conferenza UE sulla gioventù di marzo 2021, Portogallo).
Sull'obiettivo n. 9 si è concentrato l'operato del corrente trio di Presidenza del Consiglio dell'Unione europea (Germania, Portogallo, Slovenia), che ha condotto un dialogo con i giovani dedicato a "Europe for YOUth - YOUth for Europe: space for democracy and participation". In occasione della Conferenza europea sulla gioventù svoltasi in Slovenia tra il 26 e il 30 settembre 2021 sono state formulate alla Commissione europea e agli Stati membri specifiche raccomandazioni, relative a ognuno degli obiettivi specifici dell'obiettivo n. 9 della Strategia . Queste saranno incluse nella risoluzione sugli esiti del ciclo dello Youth dialogue e discusse nel Consiglio dei Ministri responsabili per l'istruzione, la gioventù, la cultura e lo sport prevista per il 28 e 29 novembre 2021.
Si segnala la nomina, avvenuta a giugno 2021, del primo coordinatore UE per la gioventù nella persona di Biliana Sirakova. Il coordinatore ha la finalità di creare migliori sinergie tra le varie azioni condotte dai servizi della Commissione a favore dei giovani. Punterà a rafforzare la collaborazione intersettoriale e a promuovere maggiori scambi di conoscenze tra i servizi della Commissione europea su questioni che interessano i giovani (occupazione, istruzione, salute, clima, democrazia, cultura, ecc.). Lavorerà a stretto contatto con le diverse parti interessate del mondo dei giovani.
Nell'ottobre 2021 la Commissione europea ha pubblicato una relazione sull'attuazione della strategia 2019-2027 (COM(2021)636) in cui si mette, in luce, tra l'altro, come la pandemia da Covid 19 abbia avuto sui giovani un "impatto dirompente", determinando una discontinuità nell'istruzione, nella formazione e in altre attività di apprendimento, la perdita di opportunità di lavoro e di carriera, isolamento sociale e problemi di salute mentale assieme all'accelerazione delle tendenze digitali. Allo stesso tempo, la pandemia "ha anche sottolineato l'importanza di riflettere sul ruolo della democrazia nella società e (...) il ruolo chiave dell'educazione civica, dell'alfabetizzazione mediatica, della sensibilizzazione riguardo alla disinformazione e dell'animazione socioeducativa per promuovere la partecipazione attiva e l'impegno dei giovani".
In tale contesto, la Commissione europea valuta che la strategia della gioventù "si è dimostrata in grado di fornire una tabella di marcia solida e incisiva per promuovere la cooperazione tra gli Stati membri dell'UE e per sostenere le politiche per la gioventù a livello sia dell'UE che nazionale", permettendo agli Stati membri di "individuare priorità e sfide comuni, prevalentemente tramite le attività di apprendimento reciproco".
In una prospettiva futura, si preannuncia:
1) l'intenzione di aumentare gli sforzi per coinvolgere i giovani in iniziative europee fondamentali, in primis in seno alla Conferenza sul futuro dell'Europa, per dettagli sulla quale si rinvia al paragrafo dedicato;
2) l'ulteriore rafforzamento dei processi partecipativi dei giovani al fine di raggiungerne un numero maggiore. Si fa riferimento alla possibilità di utilizzare gli strumenti della strategia anche per affrontare sfide specifiche, tra cui l'impatto della pandemia di COVID-19 sull'istruzione, sull'occupazione e sulla salute mentale dei giovani, in particolare quelli svantaggiati;
3) un piano di lavoro triennale per il periodo 2022-2024, che si concentrerà prevalentemente sulla resilienza e sulla ripresa del settore della gioventù dopo la pandemia, con il possibile, importante contributo di programmi e fondi dell'UE quali Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà e il Fondo sociale europeo Plus.
Nella propria risoluzione del 7 luglio 2021 sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea, il Parlamento europeo (PE) ha avuto occasione di affermare che la riforma degli strumenti di partecipazione esistenti e l'ulteriore sviluppo di una sfera pubblica europea possono contribuire a rafforzare la legittimità democratica dell'UE. Tale processo dovrebbe essere completato "prestando particolare attenzione ai gruppi meno rappresentati della società, in particolare i giovani" (Premesse, par. Q).
Il PE ha quindi espresso:
1) la necessità di impegnarsi con i giovani, in particolare in un dibattito politico sul futuro dell'Europa, e di coinvolgerli coerentemente nei meccanismi di partecipazione e in regolari dialoghi con i cittadini, in quanto le decisioni odierne andranno a determinare il loro futuro. In quest'ottica ha altresì evidenziato la necessità di individuare nuovi mezzi di comunicazione e interazione adeguati agli interessi dei giovani (par. 17);
2) sostegno per la creazione, in futuro, di una piattaforma dell'UE per la partecipazione dei minori; favore per l'inclusione dei giovani nella piattaforma digitale e nei gruppi di cittadini della conferenza sul futuro dell'Europa. Ha quindi esortato le istituzioni dell'UE a creare modalità per garantire in futuro un impegno simile con i bambini e i giovani, su base strutturale e con adeguati meccanismi di seguito (par. 18);
3) l'auspicio di una partecipazione autentica dei giovani e delle organizzazioni giovanili nella pianificazione, nell'attuazione e nella valutazione degli eventi e dei programmi. Ha elogiato gli sforzi compiuti dal dialogo dell'UE con i giovani, invitando le istituzioni dell'UE a impegnarsi a compiere azioni concrete basate sui risultati del dialogo medesimo (par. 19);
4) l'importanza di concentrarsi sui giovani nelle attività di apprendimento dell'UE. Si è suggerito di promuovere strumenti che li coinvolgano, prestando particolare attenzione ai social media, alle applicazioni mobili, ai giochi mobili, ai quiz e ad altri formati adatti ai giovani (par. 23);
5) la necessità di istituire un quadro per il follow-up relativo ai dialoghi con i cittadini al fine di tenere efficacemente conto del loro contributo. Si è, in particolare, proposto che una parte del follow-up consista nel tradurre i risultati in relazioni d'iniziativa e audizioni pubbliche e nel coinvolgere i cittadini, tra cui i giovani (par. 48).
Nel settembre 2021, in occasione del suo discorso sullo stato dell'Unione, la presidente von der Leyen si è soffermata sulle giovani generazioni e sul contributo che possono dare all'Europa. Ha sottolineato il fatto che la prossima generazione è costituita da "giovani con un alto livello di istruzione, dotati di grandi talenti e fortemente motivati", che "devono poter plasmare il futuro dell'Europa". Quest'ultima, quindi, "deve avere un'anima e una visione in cui i giovani possano credere". Ne è derivata la proposta che il 2022 sia l'anno europeo dei giovani, "un anno dedicato a valorizzare i giovani che si sono tanto sacrificati per gli altri".
A tale effetto è stata presentata, il 14 ottobre 2021, una proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio (COM(2021)634), la quale persegue l'obiettivo generale di intensificare gli sforzi dell'UE, degli Stati membri e delle autorità regionali e locali per celebrare i giovani, sostenerli e coinvolgerli in una prospettiva post-pandemica.
Nell'ambito delle celebrazioni si prevede l'adozione di iniziative comprendenti: l'organizzazione di eventi per promuovere un dibattito inclusivo sulle sfide poste attualmente ai giovani (specialmente in relazione all'uscita dall'emergenza da COVID-19) e sulle linee d'azione che i portatori di interessi possono adottare a diversi livelli; la valorizzazione dei canali esistenti, di vario tipo, che consentono ai giovani di raggiungere i responsabili politici; la raccolta di idee attraverso metodi partecipativi; la realizzazione di campagne di informazione, educazione e sensibilizzazione; la promozione degli spazi di scambio delle idee; la realizzazione di studi e ricerche; la promozione di programmi, opportunità di finanziamento, progetti, azioni e reti di interesse per i giovani, anche attraverso i social media e le comunità online.
Principali programmi e iniziative dell'Unione europea dedicati ai giovani
Segue un elenco dei principali programmi e iniziative dell'Unione europea di cui possono beneficiare i giovani:
1) Erasmus + contiene un capitolo specifico sulla gioventù, con una dotazione di circa 2,1 miliardi di euro. Tra i suoi obiettivi rilevano: il miglioramento del livello di competenze dei giovani, il sostegno alla partecipazione alla vita democratica e al mercato del lavoro e la promozione della cittadinanza attiva, del dialogo interculturale, dell'inclusione sociale e della solidarietà. Nell'ambito del nuovo programma Erasmus per il 2021-2027, circa il 10,3% dei fondi è destinato ai giovani;
2) il Corpo europeo di solidarietà, avviato nel dicembre 2016. Offre a giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni l'opportunità di partecipare ad attività di solidarietà nel loro paese di origine o all'estero mediante esperienze di volontariato, apprendistato o lavoro. Il Parlamento europeo riporta che a maggio 2021 più di 160.000 giovani avevano beneficiato del programma;
3) la garanzia per i giovani rafforzata, volta a garantire che i giovani di età inferiore ai 30 anni ricevano un'offerta di lavoro, di istruzione superiore o di formazione di buona qualità entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dall'istruzione formale. L'assistenza finanziaria dell'UE è disponibile in particolare nelle regioni in cui il tasso di disoccupazione giovanile supera il 25%.
Organi e finanziamenti per il coinvolgimento dei giovani in Italia
In Italia il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale è la struttura - di supporto al Presidente del Consiglio dei Ministri - per la promozione e il raccordo delle azioni di Governo volte ad assicurare l'attuazione delle politiche in favore dei giovani ed in materia di servizio civile universale.
La legge 30 dicembre 2018, n. 145 (articolo 1, commi 470-477) ha istituito il Consiglio nazionale dei giovani, organo consultivo a cui è demandata la rappresentanza dei giovani nell'interlocuzione con le istituzioni per il confronto su politiche che riguardano il mondo giovanile. Tra i compiti di tale organo si citano: l'impegno a riconoscere e promuovere il dialogo tra le istituzioni e le organizzazioni giovanili; la promozione della cittadinanza attiva dei giovani e il sostegno alle associazioni giovanili; l'agevolazione della formazione e dello sviluppo di organismi consultivi a livello locale; la collaborazione con le Amministrazioni pubbliche, elaborando studi e predisponendo rapporti; l'espressione di pareri e la formulazione di proposte su atti normativi di iniziativa governativa; la partecipazione ai forum associativi europei e internazionali. Il Consiglio può inoltre essere sentito, dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, su materie e politiche che abbiano impatto sulle giovani generazioni.
Si segnala che anche presso il Parlamento italiano è operativa dalla XVI legislatura una Commissione bicamerale per l'infanzia e l'adolescenza (XVIII, XVII e XVI legislatura). Nelle legislature precedenti il relativo organo era denominato Commissione parlamentare per l'infanzia (XV, XIV e XIII legislatura).
Sia la Camera dei deputati che il Senato della Repubblica curano un proprio sito Internet espressamente dedicato ai giovani e ai loro rapporti con l'istituzione (giovani.camera.it e senatoragazzi.it).
In termini di finanziamenti dedicati ai giovani, si ricorda che l’incremento delle competenze e delle prospettive occupazionali dei giovani costituisce una delle tre priorità trasversali del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Le misure dirette al perseguimento della parità generazionale sono dunque rinvenibili in ciascuna Missione del Piano.
L'Italia ha trasmesso il proprio PNNR alla Commissione europea il 30 aprile 2021[3]. Il Piano comprende misure che si articolano intorno a tre assi strategici, condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale. Esso si articola in sei missioni (digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, rivoluzione verde e transizione ecologica, infrastrutture per una mobilità sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione e salute). L'Italia ha richiesto il massimo delle risorse disponibili, pari a 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti.
La proposta di decisione di esecuzione del Consiglio relativa all'approvazione del PNRR dell'Italia (COM(2021)344) è stata pubblicata dalla Commissione europea il 22 giugno 2021 e il PNRR è stato approvato il 13 luglio dal Consiglio Ecofin. La relativa decisione di esecuzione (doc 10160/21) è corredata di un allegato che definisce in dettaglio, per ogni investimento e riforma, obiettivi e traguardi precisi. Di conseguenza, il 13 agosto 2021 la Commissione europea ha dato notizia dell'avvenuto pagamento delle somme dovute a titolo di pre-finanziamento per un totale di 24,9 miliardi, equivalenti al 13% sia del contributo finanziario, sia del prestito (circa 8,9 miliardi di euro per sovvenzioni e 15,9 miliardi per prestiti).
In termini di partecipazione dei giovani ai processi decisionali, si prevede che l'utilizzo delle ampie risorse del Piano potrebbe portare beneficio ai giovani tramite:
· la maggiore digitalizzazione della Pubblica amministrazione, che potrà determinare il miglioramento dell'esercizio dei diritti di cittadinanza dei giovani e una loro maggiore partecipazione alla vita sociale e culturale;
· la riqualificazione di spazi pubblici, tramite la quale si potranno migliorare i servizi sociali (permettendo di realizzare, tra l'altro, centri diurni per minori, palestre, laboratori) o creare spazi di incontro socioculturale per giovani gestiti da associazioni di volontariato (biblioteche, spazi per musica e altre attività comunitarie);
· il potenziamento del servizio civile universale e l'istituzione del servizio civile digitale, con il reclutamento di giovani che aiuteranno gli utenti ad acquisire competenze digitali di base;
· le risorse destinate all'istruzione (Missione 4), che sono in generale finalizzate a dare ai giovani gli strumenti necessari per una partecipazione attiva alla vita sociale, culturale ed economica del paese.
Al finanziamento di iniziative volte a favorire la partecipazione dei giovani, nel quadro della celebrazione dell'anno europeo dei giovani, è dedicato l'articolo 41, comma 1, del disegno di legge AS 2448 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024), attualmente all'esame del Senato. Viene autorizzata, per l'anno 2022, la spesa di 5 milioni di euro per iniziative di valenza nazionale ed ispirate ai princìpi dettati dalla Strategia dell'Unione europea per la gioventù. La disposizione demanda, quindi, ad un decreto del Ministro per le politiche giovanili la definizione degli indirizzi, dei criteri e delle modalità di impiego delle risorse stanziate.
La prossima sessione plenaria della Conferenza si svolgerà il 17 e 18 dicembre 2021 e sarà dedicata alla presentazione delle raccomandazioni dei Panel europei di cittadini:
1) economia più forte, giustizia sociale, lavoro, istruzione, gioventù, cultura, sport, trasformazione digitale;
2) democrazia / valori europei, diritti, Stato di diritto, sicurezza.
La successiva sessione plenaria si svolgerà il 20 e 21 gennaio 2022 e sarà dedicata alla presentazione delle raccomandazioni dei Panel europei di cittadini:
3) cambiamento climatico, ambiente e salute;
4) l'UE nel mondo / migrazione.
Per ulteriori informazioni si rimanda al calendario dei lavori della conferenza alla fine della presente documentazione.
Nel corso della riunione della plenaria del 19 giugno 2021 è stata decisa la costituzione di nove gruppi di lavoro nei quali ripartire i membri della plenaria (ogni membro può fare parte di un solo gruppo di lavoro), corrispondenti ai nove temi della Conferenza (Cambiamento climatico e ambiente; Salute; Un'economia più forte, giustizia sociale e posti di lavoro; L’UE nel mondo; Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza; Trasformazione digitale; Democrazia europea; Migrazione; Istruzione, cultura, gioventù e sport).
I gruppi di lavoro della plenaria sono poi stati costituiti il 22 ottobre 2021, a margine della riunione della plenaria della Conferenza del 23 ottobre 2021, in occasione della quale hanno tenuto la prima riunione di insediamento.
Essi operano sulla base del principio del consenso e si riuniscono in occasione delle sessioni plenarie, salva la possibilità, su richiesta del presidente e d'intesa con i copresidenti del comitato esecutivo e con tutte le componenti del gruppo di lavoro, di convocare riunioni aggiuntive.
I Gruppi sono presieduti due dal Parlamento europeo, due dal Consiglio, due dalla Commissione, due dai Parlamenti nazionali e uno dal Forum europeo della gioventù.
In particolare:
- il Consiglio dell’UE esercita la presidenza dei gruppi di lavoro UE nel mondo e Cambiamento climatico e ambiente. La presidenza del primo gruppo tematico è attribuita al Rappresentante del Governo francese fino al 31 dicembre 2021 e al rappresentante del Governo svedese dal 1° gennaio 2022; la presidenza del secondo gruppo al Governo ceco;
- il Parlamento europeo esercita la Presidenza dei gruppi di lavoro Democrazia europea (On. Manfred Weber, PPE, Germania) e Economia, Giustizia sociale e posti di lavoro (On. Iraxte Garcia Perez, S&D, Spagna);
- la Commissione europea esercita la presidenza dei gruppi di lavoro Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza (Vicepresidente Jourová) e Salute (Vicepresidente Šef?ovi?);
- per quanto riguarda i Parlamenti nazionali, il gruppo di lavoro Migrazione è presieduto dal parlamentare greco Dimitris Kairidis (PPE) fino al 31 dicembre 2021 e successivamente dal senatore italiano Alessandro Alfieri (S&D), mentre il gruppo di lavoro Trasformazione digitale è presieduto dalla parlamentare estone Riina Sikkut (S&D) fino al 31 dicembre 2021 e successivamente dalla parlamentare finlandese Elina Valtonen (PPE);
- il Presidente del Forum europeo per la gioventù esercita la presidenza del gruppo tematico Istruzione, cultura, gioventù e sport.
Per quanto riguarda la funzione dei gruppi di lavoro e l’esito delle loro riunioni, tali organi contribuiscono a preparare i dibattiti e le proposte della plenaria della Conferenza e, a tal fine, discutono le raccomandazioni dei rispettivi panel di cittadini a livello nazionale ed europeo e i contributi sulla piattaforma digitale multilingue. Il presidente e il portavoce (selezionato tra i rappresentanti dei panel europei di cittadini) riferiscono oralmente alla Plenaria; inoltre, i resoconti sommari dei gruppi vengono pubblicati sulla piattaforma multilingue.
| Per quanto riguarda i membri in rappresentanza dell’Italia, i rappresentanti del Parlamento italiano partecipano ai seguenti gruppi: sen. Alessandro Alfieri, membro del gruppo migrazione, con la carica di Presidente a partire dal 31 dicembre 2021; sen. Paola Taverna, membro del gruppo salute; on. Matteo Luigi Bianchi, membro del gruppo Istruzione, cultura, gioventù e sport; on. Augusta Montaruli, membro del gruppo migrazione. I rappresentanti del Governo italiano Vincenzo Amendola e Benedetto della Vedova partecipano rispettivamente ai gruppi un'Economia più forte, giustizia sociale e posti di lavoro e UE nel mondo. La professoressa Paola Severino, rappresentante per i panel nazionali e eventi in Italia, partecipa al gruppo Trasformazione digitale. |
La prima riunione dell’Assemblea plenaria si è svolta a Strasburgo, in formato ibrido, il 19 giugno 2021 ed è stata dedicata a questioni organizzative e procedurali.
La seconda riunione della plenaria si è svolta il 23 ottobre 2021 ed è stata dedicata ai seguenti punti:
· presentazione da parte dei Co-presidenti del Comitato esecutivo della Conferenza e dei rappresentanti dei panel europei dei cittadini dei lavori di ciascun panel europeo;
· relazione dei Rappresentanti dei Panel nazioni sull’attività e gli eventi svolti;
· relazione sull’Evento europeo dei Giovani;
· presentazione da parte dei Co-presidenti del Comitato esecutivo della Conferenza dei rapporti intermedi sull’attività della piattaforma digitale.
La Conferenza ha previsto l’organizzazione di panel europei di cittadini, con il compito di formulare delle raccomandazioni che saranno discusse dall’Assemblea plenaria della Conferenza.
Sono previsti 4 panel europei di cittadini, dedicati rispettivamente a:
Panel 1) economia più forte, giustizia sociale, lavoro, istruzione, gioventù, cultura, sport, trasformazione digitale;
Panel 2) democrazia / valori europei, diritti, Stato di diritto, sicurezza;
Panel 3) cambiamento climatico, ambiente e salute;
Panel 4) l'UE nel mondo / migrazione.
Ad ogni panel partecipano 200 cittadini degli Stati membri dell’UE (di cui 22 italiani per ogni panel) con la stessa ripartizione degressivamente proporzionale prevista per la composizione del Parlamento europeo e con l'inclusione di almeno una donna e un uomo per ogni Stato membro; un terzo di ogni panel è costituito da giovani tra 16 e 25 anni (per la composizione dei panel vedi link).
I panel sono accompagnati da esperti indipendenti, che effettuano una presentazione delle tematiche oggetto di discussione e restano successivamente a disposizione nel prosieguo dei lavori.
Sono previste, per ogni panel, tre riunioni deliberative della durata di almeno due giorni.
La prima sessione dei panel europei dei cittadini - che ha avuto luogo, in date differenziate per ciascuno degli organi, tra il 17 settembre e il 17 ottobre - è stata dedicata all'individuazione dell'ordine del giorno, con l'obiettivo di identificare i temi da approfondire nei successivi incontri. Dovrebbero così essere individuate e delineate raccomandazioni, da sottoporre alla plenaria della Conferenza perché sia dato loro un seguito.
Le seconde riunioni dei panel europei sono in corso di svolgimento in video conferenza nel corso del mese di novembre 2021.
La terza ed ultima serie di riunioni di ciascun panel si svolgerà: a Dublino, in Irlanda, il 3-5 dicembre 2021 (Panel 1); a Fiesole in Italia, il 10-12 dicembre 2021 (Panel 2); a Natolin in Polonia, il 7-9 gennaio 2022, (Panel 3) e a Maastricht (nei Paesi Bassi) il 14-16 gennaio 2022 (Panel 4).
Secondo il calendario provvisorio della Conferenza, i Panel europei dei cittadini dovranno presentare il risultato del loro lavoro, sotto forma di raccomandazioni, alle sessioni plenarie della Conferenza del 17 e 18 dicembre 2021 (Panel 1 e 2) e del 21 e 22 gennaio 2022 (Panel 3 e 4).
Le relazioni sull'esito della prima sessione dei 4 panel individuano i seguenti temi e sotto-temi da approfondire nelle riunioni successive:
| Lavorare in Europa |
Un'economia per il futuro |
Una società giusta |
Apprendimento in Europa |
Trasformazione digitale etica e sicura |
| Mercato del lavoro |
Innovazione e competitività |
Parità di diritti |
Identità europea |
Democratizzazione della digitalizzazione |
| Gioventù e occupazione |
Economia sostenibile |
Equità |
Scambio culturale |
Cibersicurezza |
| Digitalizzazione al lavoro |
Infrastruttura digitale |
Sicurezza sociale |
Armonizzazione dell'istruzione |
Protezione dei dati |
|
|
Tassazione |
Accesso agli sport |
Istruzione digitale |
Digitalizzazione salutare |
|
|
Agricoltura |
|
Qualità, costi e accesso all'istruzione |
|
|
|
|
|
Istruzione ambientale |
|
| Assicurare diritti e non discriminazione |
Proteggere la democrazia e lo Stato di diritto |
Riformare l'Unione europea |
Costruire l'identità europea |
Rafforzare la partecipazione dei cittadini |
| Non discriminazione |
Proteggere lo Stato di diritto |
Riforma istituzionale |
Istruzione sulla democrazia |
Partecipazione dei cittadini |
| Uguaglianza di genere |
Protezione e rafforzamento della democrazia |
Processo decisionale |
Valori e identità europea |
|
| Diritto alla privacy |
Media e disinformazione |
Integrazione più stretta |
Informazioni sull'UE |
|
| Protezione dei diritti umani e dei diritti della natura e degli animali |
Sicurezza |
|
|
|
| Migliori condizioni di vita |
Proteggere l’ambiente e la salute |
Reindirizzare l’economia e il consumo |
Verso una società sostenibile |
Cura per tutti |
| Stili di vita sani |
Un ambiente naturale salubre |
Prodotti equi, accesso equo e consumo giusto |
Trasporto ecologico |
Una comprensione più ampia della salute |
| Educazione ambientale |
Proteggere la biodiversità |
Regolare la sovrapproduzione e il sovra-consumo |
Sostenere il cambiamento |
Accesso equo alla salute per tutti |
|
|
Cibo sicuro e salutare |
Ridurre lo spreco |
Energie rinnovabili |
Rinforzare l'assistenza sanitaria |
| Resilienza e Stabilità |
L’UE come partner internazionale |
Una UE forte in un mondo pacifico |
Migrazione da una prospettiva umana |
Responsabilità e solidarietà nell’UE |
| L’autonomia dell’UE |
Commercio e relazioni in una prospettiva etica |
Sicurezza e difesa |
Rimedi alle cause della migrazione |
La distribuzione della migrazione |
| I confini |
Azione internazionale per il clima |
Processo decisionale e la politica estera dell’UE |
Considerazioni umana |
Approccio comune all’asilo |
|
|
Promozione dei valori europei |
Paesi del Vicinato e allargamento |
Integrazione |
|
La Conferenza sul futuro dell'Europa, come specificato nella dichiarazione comune interistituzionale, è strutturata come un processo "dal basso verso l'alto", incentrato sui cittadini, attraverso molteplici eventi e dibattiti organizzati in tutta l'Unione, a diversi livelli europeo, nazionale, transnazionale e regionale, nonché attraverso una piattaforma digitale multilingue interattiva, nella quale è possibile presentare contributi su tutti i temi della Conferenza e segnalare eventi o attività relative al dibattito sul futuro dell’Europa.
La seconda relazione intermedia sulla piattaforma digitale, pubblicata il 15 ottobre 2021, contenente una analisi dei contributi presentati nella piattaforma digitale fino al 7 settembre 2021, evidenzia che:
· nel periodo in esame sono stati registrati sulla piattaforma 22.498 contributi, di cui 7.115 idee, 13.304 commenti e 2.079 eventi, riguardanti tutti gli argomenti;
· gli argomenti che hanno prodotto il volume di contributi maggiore nel periodo iniziale sono "Democrazia europea" e "Cambiamento climatico e ambiente";
· la fascia di età più attiva è quella dei cittadini tra 55 e 69 anni;
· circa il 60% dei contributori si è identificato come uomo e il 15% come donna. Tuttavia, circa un quarto dei contributori non ha fornito informazioni sul proprio genere. Occorre sottolineare a questo proposito che anche le organizzazioni possono contribuire alla piattaforma.
Nell'ultimo periodo, che copre il lasso di tempo che va dalla presentazione della prima relazione intermedia fino alla seconda relazione (dal 2 agosto 2021 al 7 settembre 2021), la relazione rileva che:
· un livello particolarmente elevato di interazioni è stato rilevato per l'argomento "Cambiamento climatico e ambiente", nell'ambito del quale sono stati approfonditi i temi esistenti, quali l'inquinamento, l'agricoltura e i trasporti, e nell'ambito del tema relativo ai consumi è emerso il maggior numero di nuovi sottotemi. Sono stati aggiunti due nuovi temi, con idee relative alla biodiversità, ai paesaggi e all'edilizia;
· l'argomento "Un'economia più forte, giustizia sociale e occupazione" comprende diversi nuovi sottotemi che presentano appelli a favore di una maggiore parità di genere, ma anche varie idee riguardanti le condizioni di lavoro;
· gli affari di attualità continuano a orientare le nuove idee sulla piattaforma. Un esempio significativo in tal senso è il ritiro dell'esercito statunitense dall'Afghanistan e le sanzioni economiche dell'UE nei confronti della Bielorussia. Entrambi gli eventi hanno indotto i contributori a continuare a caldeggiare maggiori competenze dell'UE in settori quali la migrazione e la politica estera.
Si riportano di seguito le proposte principali emerse relativamente agli argomenti della Conferenza.
I contributori pongono l'accento sul cambiamento climatico, sui relativi effetti e su numerose sfide ambientali, chiedendo azioni concrete per affrontarli.
Sul piano tematico, le idee possono essere raggruppate nel modo seguente:
· l'inquinamento è definito come un'importante fonte di pressione sull'ambiente. I contributori suggeriscono misure per contrastare le emissioni globali di carbonio, l'inquinamento delle acque e l'inquinamento luminoso;
· la promozione della biodiversità con appelli a procedere alla riforestazione, ad arrestare la deforestazione e a potenziare le strutture di ricerca;
· partecipanti indicano i trasporti come un'importante fonte di inquinamento e chiedono misure volte a incoraggiare lo sviluppo e l'utilizzo di mezzi di trasporto alternativi e rispettosi dell'ambiente. Sono discusse diverse forme di trasporto pubblico;
· il tema dell'agricoltura presenta un importante sotto tema: l'invito a eliminare l'uso dei pesticidi e, in generale, ad adottare pratiche agricole più rispettose dell'ambiente, compreso l'adattamento ai cambiamenti climatici. Altre misure relative all'ambiente comprendono la promozione dell'agricoltura locale, della biodiversità, della dieta vegetariana o vegana e di prezzi equi per gli agricoltori;
· per quanto riguarda il tema dei consumi, i contributori chiedono misure più incisive rivolte sia ai produttori che ai consumatori per affrontare la questione dei rifiuti e degli sprechi alimentari e promuovere il riciclaggio. Chiedono inoltre misure volte a promuovere un consumo più sostenibile in settori come il turismo, la moda e gli apparecchi elettronici;
· un tema specifico è dedicato alle idee riguardanti gli alloggi sostenibili, i materiali da costruzione ecocompatibili e il "Nuovo Bauhaus europeo";
· l’abolizione delle sovvenzioni dannose per l'ambiente e la proposta di una tassa per la sostenibilità;
· la promozione di forme di riscaldamento e fonti energetiche alternative e rispettose dell'ambiente e i relativi investimenti.
I contributori chiedono una maggiore armonizzazione e integrazione nell’ambito della politica europea per la salute, anche sulla base dell'esperienza della COVID- 19 e dei suoi effetti.
I temi principali sono i seguenti:
· maggiore cooperazione o addirittura un sistema sanitario dell'UE rafforzato, che garantisca l'accesso all'assistenza sanitaria per tutti;
· la necessità di un coordinamento, da parte dell'UE, nell'innovazione e negli investimenti in ricerca sanitaria, specialmente considerando l'invecchiamento demografico dell'Unione;
· mezzi e misure intesi a promuovere l'alfabetizzazione sanitaria, abitudini alimentari e stili di vita sani, così come un approccio alla salute pubblica basato maggiormente sulla prevenzione;
· una valutazione dell'impatto della pandemia da COVID-19 e gli insegnamenti che si possono trarre.
I contributori sottolineano l'importanza di rendere l'Europa più inclusiva e socialmente giusta, specialmente alla luce della pandemia di COVID-19. Inoltre, i contributori ritengono che il benessere di vari gruppi di persone, in particolare i più svantaggiati, sia fondamentale per il buon funzionamento e l'ulteriore crescita dell'UE.
I temi più importanti discussi nell'ambito di questo argomento sono i seguenti:
· diverse forme di tassazione per un'economia equa e inclusiva, quali misure fiscali volte a garantire una concorrenza leale tra le imprese, tasse ambientali e un'imposta minima a livello dell'UE per contrastare i paradisi fiscali;
· secondo i contributori, le misure di sicurezza sociale sono importanti per conseguire la giustizia sociale. L'idea più discussa è il reddito di base incondizionato;
· suggerimenti intesi a costruire un'Europa più inclusiva e socialmente giusta, in linea con il pilastro europeo dei diritti sociali, quali misure di protezione sociale, l'eliminazione del divario retributivo di genere, la parità di genere, i diritti delle persone con disabilità, i diritti e la rappresentanza LGBTI;
· una politica fiscale comune con una riforma di bilancio europea per un futuro europeo più unito, che preveda un aumento delle risorse proprie dell'UE o un bilancio indipendente dagli Stati membri;
· la ripresa economica, comprese le preoccupazioni per l'aumento del debito pubblico nell'UE, le discussioni sul ruolo della Banca centrale europea, gli appelli a rivedere il patto di stabilità e crescita e ad espandere il fondo per la ripresa, nonché il sostegno alla produzione e al consumo locali per stimolare l'economia dell'UE;
· condizioni di lavoro con norme più chiare per il lavoro da casa (e il lavoro dall'estero), settimane di lavoro più brevi, divieto di tirocini non retribuiti;
· misure specifiche per agevolare ulteriormente la mobilità dei lavoratori all'interno dell'UE e rafforzare i diritti dei cittadini europei mobili;
· stimolo della crescita dell'occupazione mediante investimenti nell'innovazione, nell'istruzione e nella ricerca e sviluppo tecnologico.
In generale, i contributori chiedono una presenza dell'UE più forte sulla scena politica globale, sia nella politica di vicinato, anche in riferimento ai Balcani occidentali, che nelle relazioni, per esempio, con i paesi dell'Africa e dell'America latina. Ritengono che l'UE debba essere più coraggiosa nell'esercizio del suo potere di persuasione e di coercizione.
I temi più importanti discussi nell'ambito di questo argomento sono i seguenti:
· una posizione più assertiva in materia di politica estera, con diversi mezzi e meccanismi per consentire all'UE di essere riconosciuta nel suo valore sulla scena politica globale; tale aspetto comprende l'esercizio del suo potere di persuasione, in quanto fautrice del multilateralismo, ma anche del potere di coercizione, con un intenso dibattito sulla possibilità della politica di difesa comune di intervenire e, al tempo stesso, di dissuadere e di rappresentare un potere geopolitico di fronte alle altre potenze globali;
· creazione di un esercito dell'UE;
· azioni volte a far sì che l'UE sia vista come l'insieme delle sue istituzioni che agiscono all'unisono sulla scena politica globale; una presenza più visibile, con la fine della competizione interna tra gli Stati membri. Questo aspetto si collega all'appello, presentato in altri punti, a favore di un'Europa federale;
· una politica estera comune con maggiori poteri per il Parlamento europeo e un ripensamento della regola dell'unanimità.
Una parte sostanziale delle interazioni nell'ambito di questo argomento riguarda quelli che sono definiti i "pericoli legati all'ascesa delle democrazie illiberali" all'interno dell'UE e la necessità di proteggere i valori dell'Unione.
I temi e le idee principali sono i seguenti:
· un gruppo di contributori si concentra sugli elementi costitutivi dei valori dell'UE, con la richiesta di una maggiore parità di genere e discussioni sul ruolo dei valori cristiani;
· viene spesso affrontato il tema della tutela della vita privata in un ambiente tecnologico in rapida evoluzione, così come quello della necessità di proteggere la sicurezza dei minori in relazione alla loro attività online;
· alcuni contributi rispecchiano l'aspirazione a un ritorno alla normalità non appena la situazione legata alla COVID-19 lo consentirà;
· vi sono anche appelli a tutelare maggiormente le persone LGBTI, a prendere severi provvedimenti contro l'incitamento all'odio e ad assumere un ruolo guida nella protezione dei diritti degli animali;
· vengono avanzati diversi suggerimenti concreti per migliorare la tutela dei valori dell'UE e dello Stato di diritto nell'UE, come anche i diritti umani più in generale;
· per quanto riguarda il tema della sicurezza, diversi partecipanti discutono dell'idea di un esercito dell'UE e viene indicata la necessità di una cooperazione più stretta tra i paesi europei in materia di sicurezza interna.
In generale, i contributori sottolineano l'importanza di facilitare e realizzare la trasformazione digitale in un'ampia gamma di settori, dall'economia alla salute. Tuttavia, evidenziano anche diverse sfide connesse alla trasformazione digitale, come le considerazioni etiche, le carenze della protezione dei dati personali e le minacce informatiche.
I temi principali sono i seguenti:
· digitalizzazione dell'economia con misure relative alle criptovalute, e un appello per un euro digitale;
· mezzi e misure a sostegno dell'innovazione digitale, quali l'intelligenza artificiale e il rafforzamento della sovranità digitale. Questo tema comprende una gamma di sottotemi: produzione sostenibile, social media e piattaforme conformi alle norme UE in materia di tutela della vita privata e, più in generale, costruzione di un ecosistema digitale europeo che sia competitivo e aperto al mondo ma anche sicuro e rispettoso della vita privata;
· competenze digitali per i dipendenti e sostegno alle imprese per l'adeguamento alla transizione digitale;
· un ciberesercito per difendere l'UE dalle minacce informatiche;
· maggior utilizzo delle votazioni digitali per rendere il voto più accessibile, in particolare nel contesto della pandemia. Alcuni commentatori invitano invece alla cautela in questo ambito;
· il tema dei dati digitali e della riservatezza dei dati è sempre più sviluppato con idee che riguardano la conservazione centralizzata di dati personali sensibili, la protezione delle reti pubbliche con software open source o blockchain e la salvaguardia della sicurezza dei minori nell'ambiente digitale;
· un'unificazione digitale dell'UE con suggerimenti per i portali digitali, un'identificazione su scala europea mediante un sistema digitale di identificazione elettronica o un metodo di autenticazione a livello europeo per l'accesso ai dati personali o per i servizi pubblici;
· investimenti nell'istruzione digitale e nella sanità elettronica, al fine di promuovere un uso sano e consapevole della tecnologia.
Le idee presentate nell'ambito di questo argomento riguardano una vasta gamma di questioni. I contributori chiedono una ristrutturazione delle istituzioni europee o addirittura una federalizzazione dell'Unione europea. In diversi suggeriscono di accrescere la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.
I temi più importanti sono i seguenti:
· viene spesso sollevato il tema della federalizzazione dell'UE, che è presente anche all'interno di altri argomenti della piattaforma. Alcuni partecipanti sono a favore di un decentramento con maggiori poteri per gli Stati membri;
· si propongono riforme istituzionali volte a rendere le istituzioni dell'UE più efficienti e trasparenti e ad avvicinarle ai cittadini. Le proposte più frequenti nei contributi riguardano l'applicazione del voto a maggioranza qualificata anziché all'unanimità al Consiglio e un rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo;
· meccanismi per migliorare la partecipazione dei cittadini dell'UE, mediante l'elezione di un Presidente dell'UE, liste transnazionali per le elezioni del Parlamento europeo o campagne transnazionali. Altre misure proposte mirano a rendere le consultazioni e la partecipazione dei cittadini un elemento strutturale della governance dell'UE;
· meccanismi e mezzi per coinvolgere più efficacemente i cittadini dell'UE e garantire che siano più connessi e meglio informati in merito all'UE e alle sue decisioni. Nell'argomento "Istruzione, cultura, gioventù e sport" rientrano anche suggerimenti riguardanti una migliore comunicazione, piattaforme mediatiche comuni dell'UE e la promozione di uno spirito europeo;
· meccanismi e mezzi per proteggere i valori democratici per quanto riguarda il lobbismo, la corruzione e le misure nei confronti dei governi che violano i principi democratici.
I contributi nell'ambito di questo argomento sono polarizzati. Si tratta dell'argomento in assoluto più controverso, con alcune opinioni contrarie a ogni tipo di migrazione e altre a sostegno di politiche in materia di migrazione più incentrate sui diritti umani.
Le interazioni si possono dividere come segue:
· interazioni che si oppongono alla migrazione verso l'UE ed esprimono disaccordo, delusione e un senso di minaccia alla propria identità culturale;
· interazioni che discutono e propongono misure e mezzi specifici per ridurre la migrazione o varie forme di migrazione controllata;
· interazioni che sottolineano la necessità di affrontare le cause profonde della migrazione nei paesi di origine, ad esempio potenziando le politiche di sviluppo. In tale contesto si discute anche di come è possibile contrastare la migrazione climatica;
· interazioni che chiedono una politica migratoria che rispetti i diritti umani, con una maggiore solidarietà e una migliore integrazione;
· mezzi e misure per facilitare l'integrazione e sostenere i diritti dei migranti e dei residenti permanenti nell'UE.
I contenuti nell'ambito di questo argomento sono attualmente molto frammentati e comprendono un gran numero di idee diverse, maggiormente incentrate su istruzione e cultura.
I temi che rientrano nell'argomento sono trasversali e compaiono anche in altre parti della piattaforma:
· le idee relative all'istruzione, alla cultura e allo sport sono state generalmente discusse come un mezzo per favorire lo sviluppo di un'identità europea e di una cittadinanza europea; comprendono varie proposte intese a promuovere gli scambi e le interazioni, ad esempio mediante il programma Erasmus e gli eventi sportivi intereuropei;
· riguardo all'istruzione, i contributori indicano la necessità di un ripensamento generale, con una maggiore digitalizzazione, una mobilità educativa intereuropea e la promozione delle competenze trasversali;
· si pone fortemente l'accento sul ruolo dei media e del giornalismo europeo nonché sulle produzioni europee nella diffusione dei valori e della cultura europei;
· il suggerimento di un linguaggio unificante e comune si ritrova ampiamente in tutta la piattaforma a proposito di vari argomenti;
· idee riguardanti azioni specifiche connesse alla gioventù e alla disoccupazione giovanile.
L’evento europeo per i giovani (European Youth Event) si è svolto sia in presenza a Strasburgo sia on line l’8 e il 9 ottobre 2021 ed è stato rivolto a giovani dai 16 ai 30 anni, con l’obiettivo di promuovere la condivisione e l’interazione delle loro idee sul futuro dell'Europa.
European Youth Event è stato il culmine del processo di consultazione dei giovani a cura del Parlamento europeo, svoltosi a partire da maggio 2021 sulla piattaforma youthideas.eu.
Le idee emerse sono state consolidate in un rapporto, presentato alla plenaria della Conferenza il 23 ottobre 2021 a Strasburgo, che illustra le proposte di riforma più condivise e in particolare:
· in campo ambientale si propongono: a) l’adozione di un sistema di riciclaggio standardizzato dei rifiuti in tutta l’Unione; b) macchine per il “reverse vending”, che prevedano l’applicazione di una piccola tassa sull’acquisto di beni confezionati che i consumatori potrebbero recuperare depositando gli imballaggi in questi distributori; c) imballaggi realmente riciclabili; d) l’eliminazione di incentivi ai carburanti fossili; e) incentivi per sostenere i mercati locali e la piccola distribuzione;
· in merito ai cambiamenti climatici sono evidenziati gli effetti negativi sulla salute umana (a causa di inondazioni, siccità, rifiuti tossici e inquinamento atmosferico nelle città) e si propongono forme di responsabilità ambientale e sanzioni per le imprese che danneggiano l’ambiente e la salute pubblica. Si propone inoltre di misurare i rifiuti aziendali e l'inquinamento nelle città, anche utilizzando l'aumento dei tassi di malattie croniche e allergie come indicatori dell'inquinamento locale. Infine, si sottolinea l’esigenza di incentivare il ricorso a mezzi di trasporto sostenibili;
· in materia di salute è stata sottolineata l’esigenza di informare sull'importanza di una dieta equilibrata, e di responsabilizzare le persone a prendersi maggiore cura della propria salute fisica e mentale;
· in ambito economico si sottolinea che ridurre la disoccupazione giovanile dovrebbe essere una priorità dell'UE, e si propongono: fondi per porre fine ai tirocini non retribuiti; una piattaforma di coordinamento tra organizzazioni giovanili e datori di lavoro (aziende, istituzioni e ONG) per aiutare i giovani a trovare tirocini retribuiti in base alle loro competenze; una rete di mediatori nelle scuole, per prevenire gli abbandoni scolastici. Il report propone una normativa fiscale armonizzata in tutta l'UE, per creare condizioni di uguaglianza tra gli Stati membri; politiche salariali comuni, azioni congiunte contro la disoccupazione e in materia di previdenza;
· nell’ambito della transizione tecnologica, si sottolinea l’importanza di educare i più giovani all’uso sicuro dei social media, integrare l'alfabetizzazione digitale nel curriculum scolastico. Si propone anche di rafforzare la normativa europea sulla cybersicurezza per proteggere la privacy dei cittadini e i diritti digitali;
· il report chiede anche: meccanismi vincolanti per garantire il rispetto dei valori comuni riconosciuti dall’articolo 2 del TUE, quali lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti delle minoranze; modifiche dell’articolo 7 del TUE per sostituire la regola dell'unanimità con una maggioranza qualificata che coinvolga anche la Commissione Europea e il Parlamento; piena attuazione della clausola di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione, per cui si chiede alla Commissione di adottare linee guida; vigilanza del rispetto da parte degli Stati membri dei principi fondamentali dell'UE;
· parità di diritti per le comunità LGBT+, anche definendo gli attacchi contro di loro come crimini di odio;
· sostegno ed accesso alle università dell’UE per gli studenti rifugiati e supporto ai richiedenti asilo, migliorando le condizioni di accoglienza e di permanenza, offrendo mediazione linguistica ed assistenza legale, cibo, cure mediche e strumenti di integrazione come apprendistati;
· riconoscere e rafforzare programmi di educazione non formale (attività di volontariato, programmi di scambio e di attività sportive); inserire nei percorsi scolastici materie riferite alla consapevolezza della salute mentale, alfabetizzazione digitale e finanziaria, educazione;
· costruire un’Unione europea federale, che possa rispondere a sfide transfrontaliere come i cambiamenti climatici, il COVID-19, le questioni di sicurezza internazionale e attuare una più forte politica estera europea;
· riconoscere la cittadinanza europea con la creazione di un passaporto e una carta di identità dell’UE e liste elettorali transnazionali per il Parlamento europeo;
· promuovere il multilinguismo intensificando l’insegnamento delle lingue nelle scuole e i viaggi di studio;
· garantire una valutazione trasparente delle politiche europee e regolamentare in modo rigoroso l’attività dei lobbisti, ampliare la portata e l'uso dei registri per la trasparenza.
Il Governo italiano ha presentato a settembre 2021 una versione aggiornata – anche alla luce del mutato scenario globale indotto dalla pandemia di COVID 19 - del non paper sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, che era stato inizialmente presentato il 14 febbraio 2020.
Nel non paper il Governo indica che il dibattito sul futuro dell’Europa dovrebbe articolarsi su due filoni:
· una discussione sulle innovazioni istituzionali che potrebbero contribuire a migliorare il funzionamento dell’UE, introdurre una maggiore trasparenza ed a promuovere la partecipazione dei cittadini alle procedure decisionali europee;
· una discussione sulle prospettive delle principali priorità politiche dell’UE.
Per quanto riguarda il primo profilo, il non paper dell’Italia propone, in particolare, le seguenti iniziative che potrebbero essere introdotte senza necessità di modificare i Trattati:
· rafforzare l’istituto dell’iniziativa dei cittadini introdotta dal Trattato di Lisbona;
· prevedere la possibilità di svolgere un referendum paneuropeo di natura consultiva su temi relativi all’integrazione europea;
· rafforzare il ruolo del Parlamento europeo:
- attribuendogli il diritto di iniziativa legislativa;
- armonizzando le normative elettorali per la sua elezione e prevedendo l’istituzione di un piccolo, ma simbolico collegio elettorale europeo, volto a promuovere la competizione tra le famiglie politiche europee su base transnazionale, nel cui ambito potrebbe essere avviato un dibattito più ambizioso sulla possibilità dell’elezione diretta dal Presidente della Commissione europea;
- migliorando il suo coinvolgimento nella governance dell’Eurozona e la trasparenza dei lavori dell’Eurogruppo.
· fare pieno uso delle disposizioni già previste dai Trattati per semplificare il processo decisionale dell’UE, in particolare prevedendo il passaggio alla votazione a maggioranza qualificata in seno al Consiglio per temi quali la sicurezza e la protezione sociale, misure antidiscriminazione, tassazione e per alcuni settori della politica estera e di sicurezza comune;
· sviluppare una più forte azione esterna dell’UE a sostegno delle sue politiche interne, in particolare facendo pienamente uso del cosiddetto “doppio cappello” dell’Alto rappresentante, membro della Commissione europea ed allo stesso tempo in grado di agire su mandato del Consiglio;
· rafforzare il ruolo del Consiglio affari generali, in particolare quale organo preparatorio delle riunioni del Consiglio europeo;
· fare pieno uso del Trio delle Presidenze del Consiglio dell’UE, razionalizzando la divisione dei lavori su linee tematiche ed evitare la frammentazione in particolare in relazione a negoziati legislativi complessi e di lunga durata.
Per quanto, invece, riguarda il secondo profilo, ossia la discussione sulle prospettive delle principali priorità politiche dell’UE, il non paper dell’Italia propone, in particolare di avviare un dibattito:
· per una Unione europea della salute, da sviluppare a lungo termine, discutendo gli attuali confini delle competenze dell’UE in tale ambito e valutando i margini di flessibilità offerti dai Trattati ai fini di un intervento a livello europeo;
· sull’autonomia strategica aperta dell’UE, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dell’UE nel proiettare sicurezze e promuovere i suoi valori; costruire capacità volte a superare le vulnerabilità interne dell’UE, promuovendo l’emergere di “campioni industriali” europei, affrontando la questione di una capacità di spesa e di investimento a livello europeo attraverso nuove risorse proprie e utilizzando l’esperienza del Piano per la ripresa europea Next Generation EU, rendendolo permanente; definendo un contesto di parità di condizioni per la concorrenza e la competizione globali (cosiddetto level playing field);
· sul green deal e la transizione verso una economia più verde, per il quale è necessario avere meccanismi in grado di garantire la mobilizzazione di fondi adeguati sia a livello europeo, attraverso un piano europeo di investimenti, sia a livello nazionale, consentendo finanziamenti a lungo termine nell’ambito delle politiche fiscali nazionali condotte nel quadro della governance economica europea;
· sulla transizione digitale e l’innovazione tecnologica, promovendo un alto livello di autonomia strategica dell’UE, con particolare riferimento alle tecnologie per la sicurezza della connettività, come 5G e 6G, all’intelligenza artificiale, alla prossima generazione di computer ad alte prestazioni e al Cloud europeo, rafforzando, inoltre, le politiche di innovazione e di ricerca scientifica e tecnologica e la resilienza delle infrastrutture in tale ambito e promuovendo adeguati strumenti di finanziamento. Infine l’UE dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel promuovere parità di condizioni (level playing filed) nello spazio digitale e il coinvolgimento di tutto il sistema produttivo, in particolare delle piccole e medie imprese, micro imprese e start-up, nella catena del valore;
· sulle scelte di politica economica, in particolare con la definizione di una posizione dell’UE che vada oltre il mero coordinamento delle politiche fiscali nazionali sulla base di criteri rigidi ed assoluti e preveda: il coinvolgimento del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali; l’evoluzione del semestre europeo in un semestre sostenibile, non più centrato solo sulla disciplina fiscale e la stabilità finanziaria, ma anche sugli obiettivi della sostenibilità, della crescita e della conservazione del tessuto sociale; il completamento dell’Unione economica e monetaria, con uno schema di garanzia comune per i depositi bancari e un meccanismo di stabilizzazione macroeconomica e l’eventuale possibilità di nominare un Ministro europeo delle finanze; l’armonizzazione della normativa fiscale che potrebbe migliorare anche il funzionamento del mercato interno;
· la definizione di una effettiva politica migratoria europea improntata ad una solidarietà che da occasionale ne diventi elemento strutturale, che non si limiti alle disposizioni relative all’asilo, che preveda la definizione di un quadro (framework) per la migrazione legale, necessaria per lo sviluppo economico dell’Europa, promuovendo al tempo stesso un dibattito su una politica per l’integrazione, ancorata alle priorità dell’UE per la lotta alla discriminazione e al razzismo. Si rileva la necessità, nel rispetto delle prerogative degli Stati membri, di un migliore coordinamento tra le politiche in materia di immigrazione e occupazione.
La Presidenza slovena del Consiglio dell’UE ha dedicato il 16° Forum strategico annuale di Bled (Slovenia), che si è tenuto dall'1 al 2 settembre 2021, interamente alle discussioni sul futuro dell'Europa.
Tale evento ha riunito 170 capi di stato e governi, istituzioni dell'UE, accademici, esperti e altri partecipanti che hanno preso parte in più di 20 tavole rotonde su temi strategici legati alle sfide attuali quali la ripresa post-pandemia, l'allargamento dell'UE, la difesa dei valori condivisi, la lotta contro la disinformazione, la transizione verde e digitale, la difesa europea e la partecipazione dei cittadini. Al forum Strategico hanno partecipato anche rappresentanti dei Balcani occidentali paesi e ospiti dei paesi del partenariato orientale.
Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 aprile 2021 prevede l’istituzione di un Comitato scientifico per il futuro dell’Europa - composto da 35 esperti- al quale è affidato il coordinamento della pianificazione, della preparazione e dell’organizzazione degli interventi relativi alla partecipazione italiana alla conferenza. La Presidenza del Comitato è esercitata congiuntamente dall'avvocato Paola Severino e dall'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci.
Il Comitato ha istituito quattro gruppi di lavoro tematici: (i) affari istituzionali; (ii) politica estera; (iii) questioni sociali ed economiche; (iv) clima, energia e ambiente.
Il Comitato scientifico è assistito da un Comitato organizzativo co-presieduto dal Capo del dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal direttore generale per l’UE del Ministero degli affari esteri. Al Comitato organizzativo partecipa un rappresentante per ciascuna amministrazione della Camera e del Senato.
Si ricorda che la legge di bilancio per il 2021 (art, 1 comma 626 della legge 30 dicembre 2020, n. 178) ha autorizzato la spesa di 2 milioni di euro per l’anno 2021 per realizzare iniziative, coordinate dal Dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, volte a dare concreta attuazione alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza sul futuro dell’Europa.
Si segnala che, il 22 – 26 novembre 2021 il Ministero degli affari esteri e il Dipartimento per le politiche europee hanno organizzato un evento a Roma con la partecipazione di rappresentanti dei giovani degli Stati membri e dei paesi dei Balcani occidentali per discutere sul futuro e sull’allargamento dell’Europa. Un ulteriore evento, volto a coinvolgere i giovani dell’UE e dei paesi del Mediterraneo, si dovrebbe svolgere il 3 dicembre 2021.
Per ulteriori eventi italiani si rimanda al link a cura del Dipartimento politiche europee della Presidenza del Consiglio.
Le Commissioni affari esteri e comunitari e le Commissioni Politiche dell’UE della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica stanno svolgendo una indagine conoscitiva congiunta sulla Conferenza sul futuro dell’Europa.
| DATA |
EVENTO |
COMMENTO |
|
| 2021 |
|||
| GIUGNO |
|||
| 17 GIUGNO |
Evento dei cittadini europei (Lisbona) |
Ibrido |
|
| 18[4]-19 GIUGNO |
I Conferenza Plenaria |
Ibrido |
|
| SETTEMBRE |
|||
| 17-19 SETTEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 1 – prima sessione |
In presenza |
|
| 24-26 SETTEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 2 – prima sessione |
In presenza |
|
| OTTOBRE |
|||
| 1-3 OTTOBRE |
Panel Europeo di Cittadini 3 – prima sessione |
In presenza |
|
| 8-9 OTTOBRE |
European Youth Event |
|
|
| 15-17 OTTOBRE |
Panel Europeo di Cittadini 4 – prima sessione |
In presenza |
|
| 22-23 OTTOBRE |
II Conferenza Plenaria |
|
|
| NOVEMBRE |
|||
| 5-7 NOVEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 1 – seconda sessione |
Virtuale |
|
| 12-14 NOVEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 2 – seconda sessione |
Virtuale |
|
| 19-21 NOVEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 3 – seconda sessione |
Virtuale |
|
| 26-27 NOVEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 4 – seconda sessione |
Virtuale |
|
| DICEMBRE |
|||
| 4-5 DICEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 1 – terza sessione |
In presenza |
|
| 10-12 DICEMBRE |
Panel Europeo di Cittadini 2 – terza sessione |
In presenza |
|
| 17-18 DICEMBRE |
III Conferenza Plenaria |
Panel 1 e Panel 2 presentano le loro raccomandazioni alla Plenaria |
|
| 2022 |
|||
| GENNAIO |
|||
| 7-9 GENNAIO |
Panel Europeo di Cittadini 3 – terza sessione |
In presenza |
|
| 14-16 GENNAIO |
Panel Europeo di Cittadini 4 – terza sessione |
In presenza |
|
| 21-22 GENNAIO |
IV Conferenza Plenaria |
Panel 3 e Panel 4 presentano le loro raccomandazioni alla Plenaria |
|
| FEBBRAIO |
|||
| 18-19 FEBBRAIO |
V Conferenza Plenaria |
Proposte |
|
| MARZO |
|||
| 11-12 MARZO |
Possibile VI Conferenza Plenaria |
|
|
| APRILE |
|||
| 22-24 APRILE (da confermare) |
Panel Europeo di Cittadini – evento finale |
Virtuale o ibrida/ Feedback ai partecipanti ai panel |
|
[1] Lo strumento di garanzia per i Balcani occidentali prevede la fornitura di garanzie di bilancio dell'UE alla Banca europea per gli investimenti e ad altri partner esecutivi per consentire operazioni di finanziamento e programmi di investimento che attuano le politiche stabilite nell'ambito dell'IPAIII e il piano economico e di investimenti.
[2] La strategia è basata sulla risoluzione 2018/C 456/01, "Risoluzione del Consiglio dell’Unione europea e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, su un quadro di cooperazione europea in materia di gioventù". Per dettagli si rinvia allo studio del Parlamento europeo "EU Youth Strategy", febbraio 2018. Si veda anche: Fact sheets on the European Union, Youth, European Parliament, maggio 2021.
[3] Per dettagli sul testo del Piano nazionale di ripresa e resilienza italiano si rinvia al Dossier predisposto dai Servizi di documentazione del Senato e della Camera. Per maggiori informazioni, si rinvia al sito Internet Italia domani. Per maggiori approfondimenti sugli aspetti finanziari del PNRR, si veda la Documentazione di finanza pubblica n. 30 curata dai Servizi di documentazione di Camera e Senato.
[4] Inclusi gli incontri preparatori (caucuses, delegazioni, etc).