CAMERA DEI DEPUTATI
Mercoledì 4 giugno 2008
11.
XVI LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
Affari esteri e comunitari (III)
COMUNICATO
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COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE

Mercoledì 4 giugno 2008. - Presidenza del presidente Stefano STEFANI.

La seduta comincia alle 15.

Sulla missione a Bruxelles (26-27 maggio 2008) in occasione della Riunione interparlamentare sui Balcani occidentali.

Stefano STEFANI, presidente, propone che la pubblicità dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito. Avverte quindi che i deputati partecipanti alla missione in titolo hanno predisposto una relazione (vedi allegato). Ritiene opportuno, sulla base di quanto concordato nella prima riunione dell'ufficio di presidenza, avviare al riguardo la consuetudine che le comunicazioni sulle missioni non si limitino al deposito di una relazione scritta ma diano luogo ad una discussione tale da rendere le missioni stesse sempre più parte integrante del lavoro della Commissione. Nell'invitare quindi i colleghi Nirenstein e Barbi, che si sono recati a Bruxelles, a prendere la parola, richiama alcuni dei più delicati aspetti della situazione balcanica, ribadendone il carattere prioritario per la politica estera italiana.

Fiamma NIRENSTEIN (PdL), rinviando ai contenuti della relazione testé depositata, svolge considerazioni volte ad integrarne i contenuti con particolare riferimento all'ampia presenza di rappresentanti di tutti i Parlamenti invitati a prendere parte ai lavori della Riunione, al clima accogliente e particolarmente collaborativo in cui essa si è svolta, se si considera la delicatezza dei temi e delle questioni trattate. Segnala che, senza alcun dubbio, al centro dei lavori della Riunione si è collocato il nodo kosovaro che si pone ancora oggi nel cono d'ombra dei conflitti interetnici e delle forti tensioni che segnano la regione balcanica. Ciononostante, la Riunione ha confermato una visione ottimistica circa l'europeizzazione dell'intera area dei Balcani occidentali malgrado una diffusa reattività da parte di talune delegazioni sulle questioni più controverse. Sottolinea poi che nel corso della Riunione sono emersi elementi

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che potevano far presagire i drammatici eventi che hanno segnato le ultime consultazioni elettorali nell'ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, come ad esempio le ferme prese di posizione dei parlamentari greci sulla controversia relativa al nome «Macedonia». L'esito del voto macedone ha tuttavia confermato che le forze politiche interne a quel Paese che perseguono l'obiettivo dell'integrazione europea. Nel sottolineare il clima positivo che ha accolto in particolare la delegazione parlamentare italiana, sottolinea che tra i temi di maggior attualità, trattati nel corso della Riunione, è figurato l'avvio della missione EULEX, che coinvolge circa 200 funzionari italiani e che avrebbe dovuto essere lanciata a metà giugno, in coincidenza dell'entrata in vigore della Costituzione del Kosovo. Pur essendo prevedibile, come è emerso dai lavori, che la missione potrà essere attuata soltanto in un arco di tempo più lungo del previsto, il nostro Paese non intende recedere dagli impegni assunti con coraggio e anche grande lungimiranza e continuerà a lavorare in una prospettiva positiva anche se nella consapevolezza circa i lunghi tempi di tale impegno. Richiama inoltre i termini del complesso negoziato in corso presso le Nazioni Unite volto a facilitare l'interazione tra le missioni UNMIK e EULEX che è fortemente condizionato dai diversi orientamenti circa il riconoscimento del Kosovo. Per quanto concerne il ruolo dell'Italia e in particolare del Parlamento italiano, tenendo conto della situazione politica interna alla Serbia, sottolinea che occorre porre in essere ogni iniziativa utile all'instaurarsi di un clima sereno e sicuro per i nostri connazionali che andranno a svolgere attività finalizzate al consolidamento della pace e della stabilita della regione, prevenendo ogni possibile conflitto sia a livello locale che nelle grandi dinamiche internazionali. In questo quadro è opportuno che il Parlamento riceva ogni utile informazione relativa all'andamento della situazione nell'ex Repubblica Yugoslava di Macedonia.

Mario BARBI (PD), concordando con quanto osservato dalla collega Nirenstein e rinviando ai contenuti della relazione pubblicata, segnala che la Riunione di Bruxelles si è rivelata un successo, al di là dei contenuti che sono stati trattati, per il solo formato, ovvero per avere visto seduti allo stesso tavolo rappresentanti del Parlamento serbo e di quello kosovaro. Sottolinea che la sola presenza ad alto livello di parlamentari di tutti i Paesi dei Balcani occidentali non è da considerare di per sé un fatto scontato ed è da considerare un sicuro successo della presidenza di turno slovena dell'Unione europea che ha ottenuto tale risultato adoperandosi con tenacia e coraggio per promuovere i rapporti tra l'Unione europea e i Paesi dell'area. Osserva, inoltre, che la Riunione ha consentito di registrate un clima di forte attesa nei confronti dell'Europa in termini di sostegno soprattutto nella questione della liberalizzazione dei visti. Si tratta, a suo avviso, di una questione che attiene alla sfera delle libertà e dei diritti fondamentali che la delegazione parlamentare italiana, nei diversi interventi svolti nel corso della Riunione, ha contribuito a trattare in tale prospettiva.

Stefano STEFANI, presidente, ringrazia i deputati Nirenstein e Barbi per la relazione svolta e per la disponibilità a prendere parte alla missione in titolo che si è tenuta a pochi giorni di distanza dalla costituzione della Commissione.

Riccardo MIGLIORI (PdL), nel ringraziare il presidente Stefani per il metodo di lavoro adottato in merito alle comunicazioni sulle missioni di componenti della Commissione, svolge osservazioni richiamando la propria recente esperienza in qualità di osservatore dell'OSCE sul processo elettorale svoltosi nell'ex Repubblica Yugoslava di Macedonia. Rileva che, a suo avviso, è diffusa una sottovalutazione del potenziale negativo ancora insito nella regione dei Balcani occidentali, al di là delle formule istituzionali nel tempo adottate. Il riconoscimento del Kosovo ha aggravato la situazione producendo una sostanziale violazione dei principi del diritto internazionale

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sull'intangibilità dei confini. Quanto all'ex Repubblica Yugoslava di Macedonia, occorre tenere conto della nuova natura del conflitto interno a tale Paese, che non ha natura etnica ma riguarda le diverse forze politiche presenti nella comunità albanese. Nel richiamare la recente visita di Javier Solana a Pristina, sottolinea le difficoltà cui l'Unione europea deve fare fronte sul piano politico anche in considerazione degli interessi europei, che sono diversi da quelli degli Stati Uniti. A suo avviso, è opportuno che il Governo illustri alla Commissione le proprie iniziative per promuovere una politica coerente dell'Europa sui Balcani occidentali.

Enrico PIANETTA (PdL), associandosi all'apprezzamento metodologico rivolto al Presidente dal collega Migliori, ritiene significativo che la prima missione della Commissione Affari esteri abbia riguardato il tema dei Balcani occidentali, ovvero un tema delicato e complesso, di grande rilievo nell'ottica della costruzione della «grande Europa». Anche alla luce dell'avvio dell'iter di ratifica del Trattato di Lisbona, ritiene opportuno che la Commissione svolga un monitoraggio accurato e costante sull'evoluzione della situazione dei Balcani occidentali anche nella prospettiva dei rapporti tra l'Unione europea e la Russia.

Alessandro MARAN (PD), condividendo quanto testé rilevato dal collega Pianetta, sottolinea che la situazione dei Balcani occidentali costituisce una questione da riproporre sotto molti aspetti all'attenzione del Governo, considerato che tale tema rappresenta un doloroso fallimento della politica internazionale di questi anni, solo parzialmente attenuato dalla comunità di allargamento. Nel condividere le considerazioni del collega Barbi, osserva che la Riunione, svoltasi a Bruxelles, pone con forza il ruolo dell'Italia rispetto all'area balcanica rispetto a quello esercitato dai maggiori partner europei.

Stefano STEFANI, presidente, dichiara conclusa la discussione sulle comunicazioni in titolo.

Sui lavori della Commissione.

Stefano STEFANI, presidente, riferisce brevemente alla Commissione sull'esito dell'odierna Conferenza dei Presidenti delle Commissioni permanenti, convocata dal Presidente della Camera, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento, in materia di organizzazione dei lavori parlamentari e ripartizione dei tempi tra l'Assemblea e le Commissioni stesse. In particolare, considera positiva la conferma che si va profilando della predeterminazione degli orari riservati ai lavori di Commissione. Per quanto concerne, invece, lo svolgimento delle missioni all'estero, ritiene opportuno approfondirne preliminarmente la questione in seno all'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.

La Commissione conviene.

Alessandro MARAN (PD) chiede che sia calendarizzato con urgenza lo svolgimento in Commissione dell'interrogazione 5-00050 Mecacci ed altri sull'inaugurazione dei giochi olimpici di Pechino.

Giorgio LA MALFA (PdL) preannuncia, anche a nome della collega Nirenstein, la presentazione di un'interrogazione a risposta in Commissione circa le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica islamica dell'Iran, rilanciate in occasione del vertice della FAO a Roma.

Stefano STEFANI, presidente, condividendo la rilevanza dei temi sollevati, assicura che la calendarizzazione dei relativi atti di sindacato ispettivo sarà debitamente esaminata dall'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

La seduta termina alle 15.40.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 4 giugno 2008.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.40 alle 15.45.