| Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione
(Versione per stampa)
| |||
|---|---|---|---|
| Autore: | Servizio Studi - Dipartimento affari esteri | ||
| Titolo: | Elezioni programmate nel periodo gennaio-aprile 2012 | ||
| Serie: | Note elezioni nel mondo Numero: 130 | ||
| Data: | 10/01/2012 | ||
| Descrittori: |
| ||
| Organi della Camera: | III-Affari esteri e comunitari | ||
SIWEB
n. 130 – 10 gennaio2012
Elezioni programmate nel periodo Gennaio-Aprile 2012
Con la presente nota si fornisce un’informazione sintetica sulle elezioni parlamentari e presidenziali previste nel mondo. Oltre all’indicazione della data delle elezioni si forniscono informazioni di base sull’assetto istituzionale e sul sistema elettorale del paese interessato. Vengono anche sinteticamente riportati alcuni indicatori internazionali sul paese ripresi da autorevoli centri di ricerca: la condizione delle libertà politiche e civili secondo le classificazioni di Freedom House e dell’Economist Intelligence Unit; la posizione del paese secondo l’indice della corruzione percepita predisposto da Transparency International e secondo l’indice della libertà di stampa predisposto da Reporters sans Frontières; la condizione della libertà religiosa secondo i due rapporti annuali di “Aiuto alla Chiesa che soffre” (indicato con ACS) e del Dipartimento di Stato USA (indicato con USA); la condizione di libertà di Internet secondo OpenNet Initiative; la condizione di libertà economica secondo l’Heritage Foundation; il tasso di crescita del PIL come stimato dal Fondo monetario internazionale; la presenza di situazioni di conflitto armato secondo l’International Institute for Strategic Studies (IISS). Le fonti e i criteri adottati nel testo sono ulteriormente illustrati alla fine della nota. La nota copre un arco temporale di 4 mesi dalla data della sua pubblicazione.
gennaio-giugno 2012
elezioni legislative e presidenziali
Egitto
L’Egitto, a seguito delle dimissioni del presidente Mubarak, ha avviato un processo di transizione costituzionale che ha già visto l’approvazione con referendum, lo scorso 19 marzo, di alcune proposte di riforma costituzionale. In particolare, il mandato del presidente è stato ridotto da sei a quattro anni ed è stato introdotto un limite alla rieleggibilità (il presidente non potrà svolgere più di due mandati consecutivi); la vigilanza sulle elezioni è stata affidata alla magistratura; sono state poste limitazioni alla possibilità di proclamare lo stato di emergenza e di derogare alla disciplina di tutela dei diritti umani con funzione antiterrorismo. La guida del paese è attualmente affidata al Consiglio supremo delle forze armate presieduto dal ministro della difesa, nei cui confronti è responsabile il governo guidato da Essam Sharaf, dimissionario dopo gli scontri di piazza di novembre (incaricato di formare il nuovo governo è Kamal al Ganzouri, già primo ministro negli anni Novanta). La Costituzione è attualmente sospesa e il Parlamento sciolto: in base all’assetto previgente, non modificato dalle riforme costituzionali approvate, il Parlamento è composto da due Camere: l’Assemblea del Popolo e il Consiglio della Shura; con le modifiche alla legge elettorale approvate dal Consiglio supremo delle forze armate si prevede che l’Assemblea del popolo sia composta da 498 membri (in luogo dei 518 precedenti, di cui dieci, però, erano di nomina presidenziale) e che il Consiglio della Shura sia composto da 327 membri (in luogo dei 176 precedenti, dei quali 88 di nomina presidenziale). Si è previsto per entrambe le camere un sistema elettorale misto, per due terzi proporzionale e per un terzo maggioritario. E’ previsto che il nuovo Parlamento egiziano, una volta eletto, si avvalga della procedura contenuta nel nuovo articolo 189 della Costituzione, anch’esso risultante dalle modifiche costituzionali dello scorso marzo, che prevede, ove lo richiedano la maggioranza dei membri di entrambe le Camere, l’elezione da parte del Parlamento di un’Assemblea ristretta di cento membri con il compito di redigere una nuova Costituzione entro sei mesi che sarà poi sottoposta ad approvazione con referendum popolare (una bozza di dichiarazione sui principi sopracostituzionali dello scorso novembre presentata dal Consiglio supremo delle forze armate prevede invece che ottanta membri siano scelti dal Consiglio medesimo). Il 28 novembre 2011 si è svolta la prima fase delle elezioni dell’Assemblea del popolo in Egitto, camera bassa del Parlamento egiziano. Le elezioni hanno avuto luogo in un terzo delle province egiziane; un ulteriore terzo delle province si recherà al voto il 14 dicembre, mentre nelle rimanenti province il voto si svolgerà il 3 gennaio 2012. Il 25 gennaio 2012 si dovrebbero invece svolgere le elezioni del Consiglio della Shura, mentre le elezioni presidenziali si dovrebbero svolgere entro il mese di giugno. In base ai risultati del primo turno resi noti il 4 dicembre, il partito che ha raccolto più voti nel primo turno elettorale è stato il partito Libertà e giustizia, emanazione della Fratellanza musulmana, con il 36,42 per cento dei voti; il partito libertà e giustizia è seguito dai movimenti salafiti ed in particolare dal partito Al Nour, sostenitore di un islamismo più radicale, che ha raccolto il 24,36 per cento dei voti. Un buon risultato (il 13,5 per cento) è stato poi ottenuto dal blocco egiziano, composto da movimenti laici come il partito dei liberi egiziani fondato dopo le dimissioni di Mubarak dall’imprenditore copto Naguib Sawiris.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: “Stato non libero” (Freedom House); regime autoritario (2011: 115 su 167; 2010: 138 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 127 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: limitazioni alla libertà religiosa; violenze e intolleranze sociali (ACS); Islam religione di stato e limitazioni alle libertà delle altre religioni (USA)
Libertà economica: Stato “parzialmente non libero” (96 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 112 su 183; 2010: 98 su 178
Variazione PIL 2009: +4,6 per cento; 2010: +5,1 (stima)
14 gennaio 2012
elezioni presidenziali e legislative
taiwan
Taiwan, classificato da Freedom House come Stato “libero”, è una repubblica presidenziale. Il Parlamento unicamerale (Legislative Yuan) è composto da 113 membri eletti per quattro anni, di cui 73 eletti tramite un sistema maggioritario uninominale a turno unico, 34 eletti con sistema proporzionale a liste bloccate e 6 eletti con un sistema di voto singolo trasferibile. Il Presidente è eletto a suffragio universale per un periodo di quattro anni e nomina il Primo ministro che presiede il Gabinetto. Il presidente uscente è Ma Ying-jeou del Partito nazionalista (KMT).
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 37 su 167; 2010: 36 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 48 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “prevalentemente libero” (25 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 32 su 183; 2010: 32 su 178
Variazione PIL 2009: - 1,9 per cento; 2010: +10,8 per cento
15 gennaio 2012
elezioni PARLAMENTARI
kazakhstan
Il Kazakhstan, classificato da Freedom House come Stato “non libero”, è una repubblica. II potere legislativo è affidato ad un Parlamento bicamerale, formato da una camera bassa (Majilis) e una camera alta (Saeima). La camera bassa è composta da 107 membri eletti per un periodo di cinque anni con sistema proporzionale a liste chiuse, mentre la camera alta è formata da 47 membri, di cui 7 designati dal Presidente e 32 eletti dalle legislature regionali per un periodo di sei anni. Il Parlamento ha approvato nel 2007 alcuni emendamenti alla costituzione allo scopo di ridistribuire i poteri dal Presidente al Parlamento. Il Presidente è eletto per un periodo di sette anni con un sistema maggioritario. L’attuale presidente è Nursultan Abishevich Nazarbayev.Il Primo Ministro è designato dal Presidente con il consenso del Parlamento.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “ non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 137 su 167; 2010: 132 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 162 su 178
Libertà di Internet: filtraggio selettivo in materia politica e sociale
Libertà religiosa: limitazioni alla libertà religiosa (ACS); generale rispetto nella pratica, alcune restizioni giuridiche alla libertà religiosa riconosciuta in Costituzione. (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (78 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 120 su 183; 2010: 120 su 178
Variazione PIL 2009: +1,1 per cento; 2010: +7,2 per cento
22 gennaio 201
referendum
croazia
Il 22 gennaio si svolgerà in Croazia il referendum sul Trattato di adesione all’Unione europea firmato a Bruxelles il 9 dicembre 2011. Se vincerà il sì l’adesione della Croazia diventerà effettiva dal 1° luglio 2013. In Croazia, il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno per un mandato di cinque anni rinnovabile. Il Presidente nomina il primo ministro (per consuetudine il leader del partito di maggioranza in Parlamento) che deve ricevere la fiducia del Parlamento. Il primo ministro nomina a sua volta i ministri. Il Parlamento è, a seguito della riforma del 2001 che ha abolito la Camera delle province, monocamerale: il Sabor è composto da 153 deputati, eletti per quattro anni, dei quali 140 sono eletti con un sistema proporzionale a liste chiuse, otto sono eletti con sistema maggioritario in rappresentanza delle minoranze nazionali e cinque con sistema proporzionale dai cittadini croati residenti all’estero. Presidente della Repubblica croata è, dal febbraio 2010, Ivo Josipovic, del partito socialdemocratico. Nelle elezioni del 4 dicembre 2011 è prevalsa la coalizione di centrosinistra guidata da Milan Milanovic del partito socialdemocratico.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: “Stato libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 53 su 167; 2010: 53 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 62 su 178
Libertà di Internet -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “parzialmente libero” (82 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 66 su 183; 2010: 62 su 178
Variazione PIL 2009: - 5,8 per cento 2010: - 1,3 per cento (stima);
22 gennaio 2012
elezioni PRESIDENZIALI
Finlandia
La Finlandia è una repubblica semipresidenziale. Il Parlamento unicamerale (Eduskunta) è composto da 200 membri, eletti a suffragio universale diretto con sistema proporzionale (metodo D’Hondt) per un periodo di quattro anni. Il Presidente è eletto da voto popolare diretto per un mandato di sei anni (è previsto un secondo turno tra i primi due candidati qualora nessun candidato ottenga la maggioranza assoluta al primo turno). L’attuale Presidente è Tarja Halonen, rieletta per il suo secondo mandato nel gennaio 2006. Ai sensi della Costituzione, il Presidente nomina il primo ministro che deve essere confermato dal Parlamento. Il governo è responsabile per gli affari domestici ed europei, assieme al Presidente competente per la politica estera “ in cooperazione con il Governo”. In base ad una modifica costituzionale approvata lo scorso novembre, però, è il primo ministro a rappresentare la Finlandia in seno all’Unione europea e gli eventuali conflitti tra Governo e Presidente in materia europea saranno risolti dal Parlamento. Principali candidati alla carica di Presidente sono Sauli Niinisto del raggruppamento conservatore (al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo), attualmente al governo e Tino Soini, leader del partito di orientamento populista dei veri finlandesi, partito che ha ottenuto una significativa affermazione nelle elezioni legislative dello scorso aprile. L’attuale governo, guidato da Jirki Katainen del Raggruppamento conservatore, è composto, oltre che da questo partito dal partito socialdemocratico, dall’Alleanza di sinistra, dai verdi, dal partito del popolo svedese e dai cristiano democratici.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia piena ” (2011: 9 su 167; 2010: 7 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 1 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (17 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 2 su 183; 2010: 2 su 178
Variazione PIL 2009: - 8,2 per cento; 2010: + 3,6 per cento
12 febbraio 2012
elezioni Presidenziali
turkmenistan
Il Turkmenistan, classificato da “Freedom House” come “Stato non libero”, è una repubblica. La nuova Costituzione del 2000 ha trasformato il parlamento da bicamerale ad unicamerale, sopprimendo la camera alta (Khalk Maslakhatj, Consiglio del Popolo). I poteri sono stati trasferiti alla camera bassa (Mejlis, Assemblea), composta da 125 membri eletti a suffragio universale per un solo mandato. Il Presidente è eletto direttamente dal popolo per un periodo di cinque anni. L’attuale Presidente nonché Primo Ministro è Gurbanguly Berdymukhammedov, in carica dal 2006 dopo la morte di Niyarzov, primo presidente del Turkeministan indipendente, e vincitore delle elezioni presidenziali del febbraio 2007.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: “Stato non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 165 su 167; 2010: 165 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 176 su 178
Libertà di Internet 2009: “Filtraggio” pervasivo per quanto riguarda i temi politici e filtraggio selettivo in materia sociale, sicurezza e strumenti informatici.
Libertà religiosa: gravi limitazioni alla libertà religiosa; violenze da parte di istituzioni (ACS); restrizioni alla libertà religiosa da parte del governo .(USA)
Libertà economica: Stato “non libero” (169 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 177 su 183; 2010:177 su 178
Variazione PIL 2009: + 6,0 per cento 2010: + 9,2 per cento
21 febbraio 2012
elezioni presidenziali
yemen
Lo Yemen, classificato da Freedom House come Stato “non libero”, è una repubblica presidenziale. Il presidente è eletto con un mandato di sette anni, senza limiti alla rieleggibilità. Il Parlamento è bicamerale. La Camera dei rappresentanti è composta da 301 membri eletti per sei anni con sistema maggioritario uninominale a turno unico (le elezioni, previste per il 2009, sono state annullate e posticipate al 2011). La seconda camera, la Shura, è composta da 111 membri di nomina presidenziale. La Costituzione riconosce la religione islamica come religione di Stato ed individua nella legge islamica, la Sharia, la fonte della legislazione statale. Capo dello Stato dalla riunificazione del paese avvenuta nel 1990 è Ali Abdullah Saleh, già presidente della Repubblica araba dello Yemen del Nord dal 1978. a seguito delle proteste e degli scontri iniziati nel febbraio 2011 e proseguiti per tutto l’anno, il presidente Saleh ha sottoscritto, nel novembre 2011, il piano di pace elaborato dal Consiglio di cooperazione del Golfo che prevede la cessione dei poteri al vicepresidente Hadi con l’incarico di predisporre elezioni presidenziali, che, comunque, al momento non è chiaro se potranno effettivamente svolgersi.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 150 su 178; 2010: 146 su 178 Economist)
Libertà di stampa: 170 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: gravi limitazioni alla libertà religiosa; violenze da parte di istituzioni (ACS); Islam religione di Stato, mancato riconoscimento della libertà religiosa in Costituzione. (USA)
Libertà economica: Stato “prevalentemente non libero” (127 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 164 su 183; 2010: 164 su 178
Variazione PIL 2009: +3,8 per cento; 2010: + 8,01 per cento (stima)
26 febbraio 2012
elezioni presidenziali
Il Senegal, classificato da Freedom House come Stato “parzialmente libero”, è una repubblica. Il parlamento è bicamerale ed è composto da un’Assemblea nazionale formata da 150 membri eletti per un mandato di cinque anni con un sistema misto (60 membri con sistema proporzionale in liste chiuse; 90 membri con sistema maggioritario uninominale a turno unico) ed un Senato (abolito con la nuova costituzione del 2001 ma successivamente ristabilito nel 2007) formato da 100 membri di cui 35 eletti indirettamente e 65 designati dal Presidente. Il Presidente è eletto a suffragio universale per non più di due mandati di cinque anni ciascuno, ha il potere di sciogliere la camera bassa senza il consenso della maggioranza di due terzi. Attuale Presidente è Abdoulaye Wade, in carica dal 2000 e rieletto nel 2007 (fino alle modifiche costituzionali del 2001 il mandato presidenziale era di sette anni). Candidato alle elezioni presidenziali è anche il cantante, noto a livello internazionale, Youssou N’Dour.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “ parzialmente libero” (Freedom House); “regime ibrido” (2011: 93 su 167; 2010: 95 su 167; Economist)
Libertà di stampa: 93 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “ prevalentemente non libero” (121 su 178)
Corruzione percepita: 2011: 112 su 183; 2010: 112 su 178
Variazione PIL 2009: +2,1 per cento; 2010: + 4,2 per cento (stima)
febbraio 2012
elezioni legislative
siria
La Siria, classificata da Freedom House come Stato “non libero”, è una repubblica. La Costituzione dl 1973 riconosce, all’art. 8, un ruolo di partito guida nella società e nello Stato al partito arabo socialista Ba’ath (Rinascita), che, in particolare, guida il fronte progressista nazionale, composto anche da altri piccoli partiti “satellite”. Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica, eletto con un mandato di sette anni sulla base di un meccanismo che prevede la designazionedi un candidato da parte del Parlamento su proposta del partito Ba’ath, e la sua conferma da parte dei cittadini tramite referendum. Qualora in tale occasione il candidato non ottenga la maggioranza assoluta dei voti validi, il Parlamento indica un altro candidato. Il Parlamento monocamerale (Assemblea del popolo) è composto da 250 membri eletti per quattro anni con un sistema elettorale maggioritario plurinominale, basato su 15 circoscrizioni corrispondenti ai distretti amministrativi del paese. Ciascuna lista deve includere almeno due terzi dei candidati appartenenti al Fronte progressista nazionale, che ha garantiti almeno 131 seggi. I partiti del Fronte rappresentano gli unici partiti legali in Siria, mentre al di fuori di questi sono consentite solo candidature indipendenti. Presidente della Repubblica Araba di Siria è, dal luglio 2000, Bashar Al Assad, succeduto al padre Hafez Al Assad al potere dal 1971. La violenta repressione delle proteste contro il regime, che sta proseguendo dal mese di marzo, assumendo anche tratti di conflitto armato interno, rende incerto l’effettivo svolgimento delle elezioni.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 157 su 178; 2010: 126 su 178 Economist)
Libertà di stampa: 173 su 178
Libertà di Internet: Filtraggio selettivo in materia sociale e sicerezza, mentre un filtraggio pervasivo in materia politica e strumenti informatici
Libertà religiosa: limitazioni alla libertà religiosa (ACS); riconoscimento formale ma restrizioni nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “prevalentemente non libero” (140 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 129 su 183; 2010: 129 su 178
Variazione PIL 2009: + 6,0 per cento; 2010: + 3,2 per cento
4 marzo 2012
elezioni presidenziali
russia
La Federazione russa ha una forma di governo presidenziale. Il presidente è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno (il secondo turno di ballottaggio tra i due candidati con più voti si tiene qualora nessuno ottenga al primo turno la maggioranza assoluta dei voti validi). Il mandato presidenziale, inizialmente previsto per quattro anni, è stato elevato nel dicembre 2008 a sei anni a partire dalle elezioni presidenziali del 2012, per non più di due mandati. Il presidente nomina il Primo ministro e, su sua proposta, nomina e revoca i ministri, così come può far dimettere l’intero governo. Il primo ministro deve essere confermato dalla Duma (Camera bassa del parlamento) che però viene sciolta in caso di tre voti contrari alla conferma del primo ministro, così come in caso di due voti consecutivi di sfiducia al Governo o di respingimento della questione di fiducia. Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento (Assemblea federale), costituito dalla Duma di Stato e dal Consiglio della federazione. La Duma di Stato, composta da 450 membri, è eletta a suffragio universale diretto ogni quattro anni (ogni cinque a partire dalle prossime elezioni del 2011 per effetto della riforma costituzionale). Dalle elezioni del 2007 il precedente sistema elettorale misto (metà dei seggi assegnati con sistema maggioritario uninominale, metà con sistema proporzionale) è stato sostituito da un sistema proporzionale sulla base di liste politiche nazionali (che concorrono cioè in un’unica circoscrizione nazionale) con una soglia di sbarramento del 7 per cento. Il consiglio della Federazione, competente nelle materie di interesse della federazione nel suo insieme, è costituito da due rappresentanti per ciascuno degli 83 soggetti della Federazione, uno dei quali designato dal potere legislativo regionale ed uno dal potere esecutivo regionale. Da segnalare che, con una riforma introdotta alla metà del decennio, i vertici degli esecutivi regionali non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma nominati dal presidente federale e confermati dai legislativi regionali. Attuale presidente è Dimitri Medvedev, mentre primo ministro è Vladimir Putin. Il primo ministro Putin ha annunciato la propria nuova candidatura alle elezioni presidenziali (dopo i due mandati già svolti tra il 2000 e il 2008). Lo svolgimento delle elezioni della Duma dello scorso 4 dicembre ha suscitato numerose critiche a livello internazionale, determinando anche un significativo movimento di protesta interna.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “ non libero” (Freedom House); “regime ibrido” (2011: 117 su 167; 2010: 107 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 140 su 178
Libertà di Internet: Filtraggio selettivo in materia sociale e politica
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto in concreto pur in presenza di discriminazioni nei confronti di alcune minoranze come Scientology e i testimoni di Geova; infrazioni da parte del governo del principio di separazione tra Chiesa e Stato (USA)
Libertà economica: Stato “prevalentemente non libero” (143 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 143 su 183; 2010: 154 su 178
Variazione PIL 2009: -7,8 per cento; 2010: +4,0 per cento
10 marzo 2012
elezioni parlamentari
slovacchia
La Slovacchia è una repubblica parlamentare che si fonda sulla costituzione del 1993. Il Parlamento unicamerale (Consiglio nazionale) è composto da 150 membri eletti con sistema proporzionale con soglia di sbarramento al cinque per cento per un mandato di quattro anni. Il Presidente è eletto, secondo le modifiche costituzionali del 1998, a suffragio universale diretto per un periodo di cinque anni per un massimo di due mandati. Attuale presidente è Ivan Gasparovic (del partito democratico-unione cristiano democratica), mentre primo ministro è Iveta Radicova, alla guida di un governo ad interim sostenuto dal partito democratico-unione cristiano-democratica (al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo), dal partito libertà e solidarietà e dal movimento cristiano-democratico (al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo). Il governo si è formato nell’ottobre 2011 sulla base dell’intesa con l’opposizione di convocare elezioni politiche anticipate. Il precedente governo, sempre presieduto da Radicova e sostenuto dai medesimi partiti, aveva dimostrato di non essere autosufficiente nel voto parlamentare dello scorso ottobre sul rafforzamento del Fondo europeo Salva-Stati, che, respinto una prima volta, era stato quindi approvato con il concorso dell’opposizione.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 38 su 167; 2010: 38 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 35 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi signifcativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (37 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 66 su 183; 2010: 66 su 178
Variazione PIL 2009: - 4,7 per cento; 2010: + 4,0 per cento (stima)
11 marzo 2012
elezioni legislative
el salvador
El Salvador, classificato da Freedom House come Stato libero, è una repubblica presidenziale. Il parlamento unicamerale è composto da 84 membri eletti a suffragio universale con sistema proporzionale per un mandato di tre anni. Il potere esecutivo è affidato al Presidente eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno per un mandato di cinque anni (non rieleggibile). Attuale presidente è Mauricio Funes, appoggiato dal movimento di sinistra del Fronte Farabundo Marti per la liberazione nazionale, in passato movimento armato.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: “Stato libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 61 su 167; 2010: 61 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 51 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente non libero” (39su 179)
Corruzione percepita: 2011: 80 su 183; 2010: 80 su 178
Variazione PIL 2009: - 3,1 per cento; 2010: + 1,4 per cento
24 marzo 2012
elezioni legislative
Il Gambia, classificato da Freedom House come Stato “parzialmente libero”, è una repubblica. Il Presidente è eletto a suffragio universale diretto per un mandato di cinque anni (rinnovabile) e nomina il Vice Presidente che è il capo del governo. Il Parlamento è monocamerale, costituito dall’Assemblea Nazionale che consta di 53 membri di cui 48 eletti a suffragio universale per cinque anni e 5 nominati dal Presidente. La nuova costituzione, entrata in vigore nel 1997, ha fondato la seconda repubblica ed ha eliminato il bando ai partiti politici imposto nel 1994. Attuale presidente è Yahyah Jammeh.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “ parzialmente libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 132 su 178; 2010: 128 su 178 Economist)
Libertà di stampa: 125 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “prevalentemente non libero” (105 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 78 su 183; 2010: 77 su 178
Variazione PIL 2009:+ 6,6 per cento; 2010: + 6,1 per cento
29 marzo 2012
elezioni Parlamentari
L’Iran, classificato da Freedom House come Stato “non libero”, è una repubblica islamica. Il Presidente è eleggibile per non più di due mandati di quattro anni ciascuno più un eventuale terzo mandato non consecutivo ed è capo del potere esecutivo. È la seconda figura istituzionale più importante dopo quella della Guida suprema, scelto dall’Assemblea degli Esperti (i cui 86 membri sono eletti ogni otto anni dal popolo). Il potere legislativo è esercitato dall’Assemblea consultiva islamica (Majlis), composta da 290 membri eletti per quattro anni con sistema maggioritario uninominale a turno unico. Tutti i candidati devono ricevere l’approvazione da parte del Consiglio dei Guardiani, organo di dodici membri (sei nominati dalla Guida suprema e sei dall’ordine giudiziario) incaricato di vigilare affinché la legislazione sia concorde con i principi islamici, nonché di autorizzare le candidature a tutte le competizioni elettorali. Attuale presidente à Mahmoud Ahmdinejad, rieletto nelle contestate elezioni del 2009. Guida suprema è dal 1989 Alì Khamenei, succeduto al fondatore della Repubblica islamica Khomeini. In un contesto politico ancora scosso dalla violenta repressione delle proteste del 2009, il 2011 si è caratterizzato per l’emarginazione dell’ex-presidente ed esponente dell’ala pragmatica del regime Rafsajani e per lo scoppio di significativi contrasti tra Ahmadinejad e Khamenei.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “ non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 159 su 167; 2010: 158 su 167 Economist)
Libertà di stampa:175 su 178
Libertà di Internet: Filtraggio pervasivo in materia sociale,politico e strumenti informatici, mentre un filtraggio sostanziale in materia di sicurezza.
Libertà religiosa: gravi limitazioni alla libertà religiosa; violenze da parte di istituzioni (ACS); Islam religione di Stato, gravi restrizioni nella pratica. (USA)
Libertà economica: Stato “oppresso” (171 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 120 su 183; 2010: 120 su 178
Variazione PIL 2009: + 3,5 per cento; 2010: + 3,2 per cento
marzo 2012
elezioni parlamentari e presidenziali
madagascar
Il Madagascar, classificato da Freedom House come Stato “parzialmente libero”, è una repubblica fondata sulla costituzione promulgata nel 2010 e supportata dal 74,2% dei voti ottenuti ad un referendum seguito al colpo di stato del marzo 2009 (referendum boicottato dai tre principali partiti di opposizione). La nuova costituzione riduce l’età minima richiesta per ricoprire la presidenza da 40 a 35 anni, permettendo al trentaseienne Andry Rajoelina – arrivato al potere con il colpo di stato – di candidarsi alle elezioni presidenziali. Richiede inoltre che il candidato abbia risieduto nel paese nei sei mesi precedenti le elezioni, impedendo di fatto al predecessore esiliato di Rajoelina, Marc Ravalomanana, di proporsi come avversario. Il Presidente è eletto con sistema maggioritario a doppio turno. Il Parlamento è bicamerale, formato da una camera bassa (Congresso) di 156 membri, eletti per cinque anni con un sistema misto (115 eletti con sistema maggioritario uninominale a turno unico; i rimanenti con voto singolo non trasferibile) ed una camera alta (Alto Consiglio) di 90 membri in carica per cinque anni, 60 eletti indirettamente dalle regioni e 30 nominati dal Presidente . Il Primo Ministro è nominato dal Presidente.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “parzialmente libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 116 su 167; 2010: 113 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 116 su 178
Libertà di Internet
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (81 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 100 su 183; 2010: 100 su 178
Variazione PIL 2009: - 3,6 per cento; 2010: + 0,6 per cento
2 aprile 2012
elezioni suppletive
mYanmar (BIRMANIA)
![]()
La Birmania, classificata da“Freedom House” come Stato “non libero”, ha una forma di governo, in base alla nuova Costituzione approvata nel 2008, di carattere semipresidenziale, con un controllo pervasivo delle autorità militari sul governo civile. Il Presidente della Repubblica è eletto da uno speciale collegio elettorale composto dai membri del Parlamento e da personalità designate dai militari. Il governo, nominato dal Presidente, deve essere approvato dal Parlamento. Il Parlamento è bicamerale. La Camera dei rappresentanti è composta da 440 membri in carica per quattro anni, 330 eletti con sistema maggioritario uninominale a turno unico; i rimanenti nominati dalle forze armate. La Camera delle nazionalità è composta 224 membri, 168 eletti con sistema maggioritario uninominale a turno unico, i rimanenti nominati dalle forze armate. Le elezioni del prossimo aprile saranno suppletive e riguarderanno una quarantina di seggi della Camera bassa. L’approvazione della Costituzione ha fatto seguito alla decisione della giunta militare che controlla il paese dal 1988 di instaurare una forma di governo civile; le prime elezioni del novembre 2010 sono state però boicottate dal principale movimento di opposizione, la Lega nazionale della democrazia guidata dal premio nobel Aung Sang Suu Kyi, perché ritenute fraudolente e manipolate dalle forze armate. In tali elezioni il partito sostenuto dai militari, il partito unione, solidarietà e sviluppo ha riportato una schiacciante vittoria. Presidente della Repubblica è dal 31 marzo 2011 il generale Thein Sein; dalla medesima data la giunta militare, il consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo ha cessato di vivere. Nel novembre 2010 la leader dell’opposizione Suu Kyi è stata liberata dagli arresti domiciliari; nel novembre 2011 è stato consentito alla Lega nazionale della democrazia di registrarsi come movimento politico; il movimento dovrebbe ora concorrere alle elezioni suppletive del prossimo aprile, nelle quali potrebbe candidarsi la stessa Suu Kyi.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); “regime autoritario” (2011: 161 su 167; 2010: 163 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 174 su 178
Libertà di Internet: filtraggio “pervasivo” in materia politica; filtraggio “sostanziale” in materia sociale e di sicurezza
Libertà religiosa: gravi limitazioni alla libertà religiosa; violenza da parte di istituzioni (ACS); restrizioni della libertà religiosa (USA)
Libertà economica: Stato “non libero” (177 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 180 su 183; 2010: 176 su 178
Variazione PIL 2009: + 5,1 per cento ; 2010: + 5,4 per cento
22 aprile 2012
elezioni presidenziali
francia
La Francia è una repubblica semipresidenziale, basata sulla costituzione della Quinta repubblica entrata in vigore nel 1958. Il capo di Stato è il Presidente, eletto per un mandato di cinque anni a suffragio universale diretto con un sistema maggioritario a doppio turno (conformemente a quanto stabilito dal referendum del 2000 che ha ridotto il mandato presidenziale precedentemente di sette anni). Il Presidente nomina (e destituisce) il Primo ministro e, su avviso di quest’ultimo, nomina gli altri membri del governo. Presiede il Consiglio dei Ministri, può sciogliere l’Assemblea Nazionale dietro consultazione del Primo ministro e dei presidenti di entrambe le camere. Il Parlamento è bicamerale, composto da Assemblea Nazionale e Senato. L’Assemblea Nazionale è eletta a suffragio universale e conta 577 deputati eletti per cinque anni secondo un sistema a doppio turno (risulta automaticamente eletto al primo turno il candidato che raggiunga almeno il 50 per cento delle preferenze nella circoscrizione, altrimenti accedono al secondo turno i candidati che hanno ottenuto il 12,5 per cento dei voti). Il Senato è eletto a suffragio indiretto e conta – dalle ultime elezioni del settembre scorso – 348 membri (anziché 343) eletti per sei anni da un collegio elettorale per Dipartimento costituito da tutti i membri del Consiglio del Dipartimento assieme a tutti i membri dei Consigli municipali corrispondenti ad ogni area. Attualmente presidente è Nicolas Sarkozy del partito gollista UMP (al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo). Altri principali candidati Francois Hollande del partito socialista e Marine Le Pen del movimento di destra del Front National. L’eventuale secondo turno si svolgerà il 6 maggio.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 29 su 167; 2010: 31 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 44 su 178
Libertà di Internet: -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (64su 179)
Corruzione percepita: 2011: 25 su 183; 2010: 25 su 178
Variazione PIL 2009: - 2,6 per cento; 2010: +1,3 per cento
29 aprile 2012
elezioni presidenziali
mali
Il Mali, classificato da Freedom House come uno Stato libero, è una repubblica presidenziale. Il Presidente è eletto per non più di due mandati di cinque anni ciascuno con un sistema maggioritario a doppio turno. Il Parlamento è monocamerale, costituito dall’Assemblea Nazionale di 147 deputati (precedentemente 116) eletti per cinque anni con un sistema maggioritario plurinominale a doppio turno. oltre ai 13 cittadini residenti all’estero. Attuale presidente è Amadou Toumani Touré, rieletto nel 2007 con il 71,2% dei voti.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 63 su 167; 2010: 79 su 167 Economist)
Libertà di stampa:28 su 178
Libertà di Internet: 2009 filtraggio “selettivo” in materia politica e sociale
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “parzialmente non libero” (114 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 118 su 183; 2010: 118 su 178
Variazione PIL 2009: +4,4 per cento; 2010: +5,8 per cento
aPRiLE 2012
elezioni Parlamentari
grecia
La Grecia ha una forma di governo parlamentare. In base alla Costituzione del 1975 il Parlamento è composto da un’unica camera (Vouli,Camera dei Deputati) formata da 300 membri eletti con sistema proporzionale e soglia di sbarramento al tre per cento per un mandato di quattro anni. La Camera dei deputati elegge il Presidente per un mandato di cinque anni, con una maggioranza di tre quinti, che qualora non venga raggiunta porta allo scioglimento del Parlamento e all’indizione di nuove elezioni (nella nuova camera il Presidente per essere eletto necessiterà di una maggioranza semplice). Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei Ministri, presieduto da un Primo Ministro designato dal Presidente, che deve ricevere. L’attuale Primo Ministro è, dal novembre 2011, Loukas Papademos, già governatore della Banca Centrale Greca, nonché vice Presidente della Banca Centrale Europea, sostenuto da una maggioranza di unità nazionale a seguito delle dimissioni del governo guidato dal leader socialista Papandreou, dimissionario in forza delle difficoltà di gestione della crisi economica e di finanza pubblica. I principali partiti che sostengono il governo il partito socialista PASOK (al Parlamento europeo nel gruppo dell’Alleanza europea dei socialisti e dei democratici) e il partito di centro-destra Nuova democrazia (al Parlamento europeo nel gruppo del Partito popolare europeo) hanno concordato, al momento della costituzione del governo Papademos, la convocazione di elezioni politiche anticipate.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: “Stato libero” (Freedom House); “democrazia difettosa” (2011: 32 su 167; 2010: 28 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 73 su 178
Libertà di Internet -
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (88 su 179)
Corruzione percepita: 2011: 80 su 183; 2010: 80 su 178
Variazione PIL 2009: -2,3 per cento; 2010: - 4,3 per cento (stima)
aprile 2012
elezioni parlamentari
corea del sud
La Corea del Sud è una repubblica presidenziale. Secondo la costituzione del 1988 che ha fondato la sesta repubblica, il Presidente è eletto a suffragio universale per un singolo mandato di cinque anni con sistema maggioritario a turno unico. Il Parlamento è monocamerale, attualmente composto da 299 membri riuniti nell’Assemblea Nazionale (Gukhoe) e direttamente eletti per quattro anni con un sistema misto (265 con sistema maggioritario uninominale a turno unico; i rimanenti con sistema proporzionale a liste chiuse. Presidente della Repubblica è Lee Myung-bak, del partito conservatore Grand National Party.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); “democrazia piena” (20 su 167 Economist)
Libertà di stampa: 42 su 178
Libertà di Internet: Filtraggio sostanziale in materia sociale, mentre un filtraggio pervasivo in materia di conflitti.
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); generale rispetto nella pratica (USA)
Libertà economica: Stato “moderatamente libero” (35su 179)
Corruzione percepita: 2011: 43 su 183; 2010: 43 su 178
Variazione PIL 2009: + 0,3 per cento; 2010: + 6,1 per cento (stima)
|
Fonti e criteri Le informazioni relative alle date di svolgimento delle elezioni, alle forme di stato e di governo e ai sistemi elettorali sono riprese dall’Unione interparlamentare (www.ipu.org), dalla International Foundation for Electoral Systems(www.ifes.org; l’IFES è una fondazione indipendente statunitense volta alla promozione della stabilità democratica attraverso lo studio e l’assistenza dei processi elettorali) e dal CIA World FactBook. La distinzione tra “Stati liberi”, “Stati parzialmente liberi” e “Stati non liberi” è ripresa dal rapporto annuale Freedom in the World redatto daFreedom House, organizzazione non governativa USA per la promozione delle libertà civili e della democrazia nel mondo, fondata nel 1941 con un’impronta bipartisan. I dati riportati nella nota sono ripresi dal rapporto Freedom in the World 2011.Per ulteriori elementi cfr.: www.freedomhouse.org. Sempre con riferimento alle condizioni delle libertà politiche e civili sono stati inseriti i dati ripresi dal Democracy Index 2010 dell’Economist Intelligence Unit, che distingue tra democrazie compiute, democrazie imperfette, regimi ibridi democratico-autoritari, regimi autoritari. I dati relativi alla libertà di stampa sono ripresi dall’indice della libertà di stampa 2010 predisposto dall’organizzazione Reporters sans frontières, organizzazione non governativa internazionale fondata nel 1985. I dati relativi alla libertà di Internet sono ripresi da Open Net Iniziative (partnership tra l’Università di Harvard, l’Università di Toronto e la società di consulenza canadese sui rischi globali SecDev Group istituita allo scopo di informare in maniera indipendente sulle pratiche di censura e controllo di Internet). Per la situazione della libertà religiosa, non essendosi rinvenute allo stato fonti qualificate indipendenti, si è fatto ricorso a due diverse risorse che comunque appaiono presentare un sufficiente grado di accuratezza e affidabilità scientifica: il rapporto annuale di “Aiuto alla Chiesa che soffre” e quello predisposto dal Dipartimento di Stato USA. “Aiuto alla Chiesa che soffre” è un’”opera di diritto pontificio” fondata nel 1947 per il soccorso della Chiesa nei paesi in cui si trovi in difficoltà in particolare per violazioni della libertà religiosa. In particolare, le valutazioni riprese nella nota sono desunte dalla mappa allegata al rapporto che classifica i diversi Stati sulla base della presenza di gravi limitazioni alla libertà religiosa; limitazioni alla libertà religiosa; violenze da parte di istituzioni; violenze e intolleranze sociali; conflitti locali di carattere religioso, ovvero dall’assenza di eventi significativi. E’ stato utilizzato il rapporto 2010. Il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato USA è invece predisposto annualmente sulla base dell’International Religious Freedom Act del 1998. Nella nota è riportata una sintesi del giudizio preliminare espresso nei paragrafi introduttivi dei capitoli relativi ai diversi paesi; è stato utilizzato il rapporto 2010. L’indice della corruzione percepita è elaborato dall’organizzazione indipendente internazionale Transparency International, fondata nel 1993. L’indice definisce la corruzione come l’”abuso di potere pubblico per ottenere vantaggi privati” ed è elaborato attraverso l’aggregazione di dati contenuti in fonti internazionali e indipendenti. La posizione più alta nell’indice corrisponde ad una situazione di minore corruzione percepita. Nella nota si è fatto riferimento all’Indice 2010. Per ulteriori dettagli cfr. www.transparency.org Per quanto concerne i dati relativi alla libertà economica si è fatto riferimento all’Index of Economic Freedom 2011 dell’Heritage Foundation, che distingue tra “Stati liberi”, “Stati prevalentemente liberi”, Stati “parzialmente liberi, Stati “prevalentemente non liberi”, “Stati non liberi” I dati relativi al tasso di variazione del PIL nel 2009 sono ripresi dal World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale. |
|
La presenza o meno di situazioni di conflitto armato è ripresa dall’Armed Conflict Database dell’International Institute for Strategic Studies, centro di ricerca britannico,che classifica i conflitti armati in conflitti internazionali (che coinvolgono i governi in conflitto sulla sovranità e il territorio), in conflitti armati interni (che hanno luogo tra forze governative e gruppi armati organizzati che controllano un territorio sufficiente a sostenere operazioni militari pianificate) ed in azioni terroristiche (vale a dire in attacchi posti in essere da fazioni coinvolte in una significativa opposizione armata allo Stato). Con riferimento allo status del conflitto si distingue tra conflitti attivi o in corso (che possono essere a bassa o alta intensità); situazioni di cessate il fuoco (che coinvolgano I leader riconosciuti dei contendenti, senza tuttavia rappresentare la risoluzione del conflitto) e di accordo di pace (una formale soluzione del conflitto riconosciuta dai contendenti, che tuttavia può essere non ancora attuata completamente). E’ segnalata anche la presenza di fenomeni di pirateria. |
|
Servizio Studi – Analisi dei temi di politica estera nell’ambito dell’Osservatorio di Politica internazionale |
( 06 6760-4939 – *st_affari_esteri@camera.it |
|
I dossier dei servizi e degli uffici della Camera sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. |
|
File: es0985ele.doc