| Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione
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|---|---|---|---|
| Autore: | Servizio Studi - Dipartimento affari esteri | ||
| Titolo: | Elezioni programmate nel periodo maggio - luglio 2011 | ||
| Serie: | Note elezioni nel mondo Numero: 96 | ||
| Data: | 02/05/2011 | ||
| Descrittori: |
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| Organi della Camera: | III-Affari esteri e comunitari | ||
SIWEB
n. 96 – 2 maggio 2011
Elezioni programmate nel periodo maggio-luglio 2011
Con la presente nota si fornisce un’informazione sintetica sulle elezioni parlamentari e presidenziali previste nel mondo. Oltre all’indicazione della data delle elezioni si forniscono informazioni di base sull’assetto istituzionale e sul sistema elettorale del paese interessato. Vengono anche sinteticamente riportati alcuni indicatori internazionali sul paese ripresi da autorevoli centri di ricerca: la condizione delle libertà politiche e civili secondo le classificazioni di Freedom House e dell’Economist Intelligence Unit; la posizione del paese secondo l’indice della corruzione percepita predisposto da Transparency International e secondo l’indice della libertà di stampa predisposto da Reporters sans Frontières; la condizione della libertà religiosa secondo i due rapporti annuali di “Aiuto alla Chiesa che soffre” (indicato con ACS) e del Dipartimento di Stato USA (indicato con USA); la condizione di libertà di Internet secondo OpenNet Initiative; la condizione di libertà economica secondo l’Heritage Foundation; il tasso di crescita del PIL come stimato dal Fondo monetario internazionale; la presenza di situazioni di conflitto armato secondo l’International Institute for Strategic Studies (IISS). Le fonti e i criteri adottati nel testo sono ulteriormente illustrati alla fine della nota. La nota copre un arco temporale di 3 mesi dalla data della sua pubblicazione.
2 maggio 2011
elezioni parlamentari
canada
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Il Canada fa parte del Commonwealth britannico; Capo dello Stato è la regina del Regno Unito, rappresentata da un Governatore generale. Il Parlamento bicamerale consta di un Senato, 105 membri eletti dal Governatore Generale, e di una House of Commons, 308 membri eletti con un sistema maggioritario uninominale a turno unico. Il Parlamento può restare in carica per un termine massimo di 5 anni. L’attuale primo ministro è Stephen Harper, leader del partito conservatore; alla guida dell’opposizione è Michael Ignatieff, leader del partito liberale.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato libero (Freedom House); democrazia piena (Economist)
Indice della libertà di stampa: 21 su 178
Libertà di Internet: nessun filtraggio alla rete
Libertà religiosa: assenza eventi significativi (ACS); rispetto concreto della pratica religiosa (USA)
Corruzione percepita: 6 su 178
Libertà economica: Stato libero (6 su 178)
Variazione PIL 2010: +3 per cento
5 maggio
referendum
regno unito
Il prossimo 5 maggio è previsto un Referendum sulla modifica del sistema elettorale del Regno Unito. In particolare, gli elettori saranno chiamati a scegliere tra il mantenimento dell’attuale sistema uninominale maggioritario a turno unico e il sistema del voto alternativo sul modello di quello utilizzato in Australia (anch’esso fondato su collegi uninominali: l’elettore può esprimere un ordine di preferenza tra i diversi candidati; per essere eletti è necessaria la maggioranza dei voti validi del collegio; se nessun candidato la ottiene con le prime preferenze vengono utilizzate le seconde preferenze e così via). Affinché la modifica sia approvata, il “SI” dovrà ottenere la maggioranza assoluta dei voti validi. La proposta della Camera dei Lord di introdurre un quorum di partecipazione del 40 per cento degli elettori per la validità del referendum è stata respinta. L’organizzazione del referendum faceva parte dell’accordo di coalizione tra conservatori e liberaldemocratici.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato libero (Freedom House); democrazia piena (Economist)
Indice della libertà di stampa: 20 su 178
Libertà di Internet: nessun filtraggio alla rete
Libertà religiosa: assenza eventi significativi (ACS); rispetto concreto della pratica religiosa (USA)
Corruzione percepita: 19 su 178
Libertà economica: Stato prevalentemente libero (16 su 178) Variazione PIL 2010: +1,7 per cento circa
19 maggio 2011
presidenziali
seychelles
La Repubblica delle Seychelles ha un’Assemblea Nazionale unicamerale, composta da 25 membri eletti con un sistema maggioritario uninominale, e da altri 9 membri eletti con un sistema proporzionale, per un mandato complessivo di 5 anni.
Il Presidente della Repubblica è allo stesso tempo Capo del Governo. Questo è eletto a maggioranza assoluta attraverso un sistema a doppio turno per 5 anni.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “parzialmente libero” (Freedom House); Economist: non presente
Indice della libertà di stampa: 65 su 178
Libertà di Internet: N/A
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); situazione di rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 49 su 178
Libertà economica: Stato prevalentemente non libero (162 su 178)
Variazione PIL 2009: + 0,6 per cento
Fenomeni di pirateria marittima
28 maggio 2011
referendum
malta
Il 28 maggio avrà luogo a Malta un Referendum consultivo sul divorzio. Al momento, Malta risulta essere l’unico governo dei 27 dell’Unione Europea in cui il divorzio è illegale. In particolare, verrà richiesto agli elettori di esprimere il sostegno o meno ad una legislazione che consenta il divorzio dopo quattro anni di separazione. Per prevalere il “sì” dovrà ottenere la maggioranza dei voti validi. Primo ministro maltese è Lawrence Gonzi, leader del partito nazionalista (il partito fa parte, al Parlamento europeo, del gruppo del partito popolare europeo).
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); democrazia compiuta (Economist)
Indice della libertà di stampa: 14 su 178
Libertà di Internet: nessun filtraggio alla rete
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); situazione di rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 37 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (57 su 178)
Variazione PIL 2009: - 2,1 per cento
Maggio 2011
elezioni Presidenziali
zimbabwe
La Repubblica dello Zimbabwe è considerato (cfr. infra “Indicatori internazionali sul paese”) un regime autoritario, sottoposto al rigido controllo della vita politica e sociale da parte del presidente Robert Mugabe. Il Presidente dello Zimbabwe è eletto a suffragio universale diretto per un mandato di cinque anni, con un sistema a doppio turno. Il presidente può essere rieletto senza limiti di mandato.
Il Parlamento consta di due camere: la House of Assembly (210 membri) e il Senato (93 membri). Mentre tutti i rappresentanti dell’Assemblea sono eletti con voto popolare per cinque anni, soltanto 60 sono quelli del Senato scelti in egual maniera. Infatti, a questi, si aggiungono 10 su nomina presidenziale, 16 tradizionalmente scelti dal Consiglio dei Capi, 2 riservati al Presidente e al Vice Presidente del Consiglio dei Capi e infine 5 rappresentanti, nominati anch’essi dal Presidente, di particolari interessi nazionali.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); regime autoritario (Economist)
Indice della libertà di stampa: 123 su 178
Libertà di Internet: parziale filtraggio alla rete
Libertà religiosa: violenze da parte delle istituzioni (ACS); situazione di restrizione (USA)
Corruzione percepita: 134 su 178
Libertà economica: Stato non libero (178 su 178)
Variazione PIL 2009: + 5,6 per cento (stima)
5 giugno 2011
elezioni presidenziali
(secondo turno)
peru’
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Il Perù ha un parlamento monocamerale (Congreso de la Repùblica), composto da 120 deputati eletti per cinque anni con sistema proporzionale a liste bloccate e soglia di sbarramento al quattro per cento. Il Perù è una repubblica presidenziale; il Presidente è eletto con un sistema maggioritario a doppio turno con un mandato di 5 anni. L’attuale presidente è Alan García Pérez del partito di centro-destra “Aprista Peruano”. Al ballottaggio si confronteranno l’ex militare Ollanta Humaba, e il candidato populista di sinistra e Keika Fujimari, figlia dell’ex presidente Fujimari.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); democrazia imperfetta (Economist)
Indice della libertà di stampa: 109 su 178
Libertà di internet: N/A
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); situazione di rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 78 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (41 su 178)
Variazione PIL 2009: + 0,9 per cento
Situazione di conflitto armato interno attivo
5 giugno 2011
elezioni Parlamentari
macedonia
L’Ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha una Assemblea unicamerale, la Sobranie, composta da 120 rappresentanti, eletti per quattro anni in sei circoscrizioni plurinominali con sistema proporzionale con formula D’Hondt. Il Primo Ministro viene eletto dal Parlamento e detiene gran parte del potere esecutivo. Il Presidente della Repubblica è eletto con un sistema maggioritario a doppio turno per cinque anni. Attuale primo ministro è Nikola Gruevski, leader del partito democratico per l’unità nazionale macedone.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “parzialmente libero” (Freedom House); democrazia difettosa (Economist)
Indice della libertà di stampa: 68 su 178
Libertà di Internet: N/A
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); situazione di rispetto seppur in presenza di alcune restrizioni (USA)
Corruzione percepita: 62 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (55 su 178)
Variazione PIL 2009: -0,8 per cento
5 giugno 2011
elezioni Parlamentari
portogallo
Il Portogallo ha una Assemblea della Repubblica unicamerale (Assembleia da Republica) composta da 230 membri, eletti in 22 circoscrizioni plurinominali, con un sistema elettorale proporzionale con formula D’Hondt. Attuale primo ministro, dimissionario dopo il voto contrario del Parlamento al piano d’austerità finanziaria, è il leader socialista Jose Socrates.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); democrazia piena (Economist)
Indice della libertà di stampa: 40 su 178
Libertà di Internet: nessun filtraggio alla rete
Libertà religiosa: assenza eventi significativi (ACS); situazione di rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 32 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (69 su 178)
Variazione PIL 2009: -2,5 per cento
luglio 2011
elezioni Presidenziali
capo verde
Il Presidente della Repubblica di Capoverde è eletto per cinque anni con un suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno. Il Presidente nomina il primo ministro. Il Parlamento unicamerale, l’Assembleia Nacional, è composto da 72 membri, eletti per cinque anni in sedici circoscrizioni plurinominali con formula d'Hondt. Attuale presidente è Pedro Verona Rodrigues Pires, del Partito africano di indipendenza di Capo Verde, partito unico fino al 1990, quando venne introdotto il multipartitismo e liberalizzata la vita politica.
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); democrazia viziata (Economist)
Indice della libertà di stampa: 26 su 178
Libertà di Internet: N/A
Libertà religiosa: assenza di eventi significativi (ACS); situazione di rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 62 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (65 su 178)
Variazione PIL 2009: + 3 per cento (stima)
giugno 2011
elezioni Parlamentari
turchia
La Grande Assemblea Nazionale (Turkiye Buyuk Millet Meclisi), unicamerale, è composta da 550 deputati eletti per quattro anni con un sistema proporzionale con metodo D’Hondt e soglia di sbarramento del 10 per cento. Attualmente il partito islamico moderato dell’AKP detiene la maggioranza assoluta e il suo leader, Recep Tayyip Erdogan, è primo ministro.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “parzialmente libero” (Freedom House); regime ibrido (Economist)
Indice della libertà di stampa: 138 su 178
Libertà di Internet: parziale filtraggio alla rete
Libertà religiosa: limitazioni alla libertà religiosa (ACS); restrizioni da parte delle istituzioni (USA)
Corruzione percepita: 56 su 178
Libertà economica: Stato moderatamente libero (67 su 178)
Variazione PIL 2009: -4,6 per cento
giugno 2011
elezioni Presidenziali
laos
Il Laos è considerato (cfr. infra “Indicatori internazionali sul paese”) un regime autoritario, in cui l’unico partito legalmente riconosciuto è il partito popolare rivoluzionario del Laos al potere dal 1975. Il Parlamento monocamerale del Laos (Sapha Heng Xat) è composto da 115 deputati eletti, per cinque anni, con sistema maggioritario in 18 collegi plurinominali (la cui ampiezza varia da 3 a 14 seggi).
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); regime autoritario (Economist)
Indice della libertà di stampa: 168 su 178
Libertà di Internet: N/A
Libertà religiosa: gravi limitazioni (ACS); presenza di restrizioni (USA)
Corruzione percepita: 154 su 178
Libertà economica: Stato prevalentemente non libero (141 su 178)
Variazione PIL 2009: + 7,6 per cento
luglio 2011
elezioni Presidenziali
sao tome e principe
Il presidente di Sao Tome e Principe è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno, per un mandato della durata di cinque anni (con un limite di due mandati). L’attuale Presidente è Fradique De Menezes, del movimento per il cambiamento democratico. L’Assemblea Nazionale (Assembleia Nacional) è formata da 55 membri, eletti per quattro anni in sette circoscrizioni plurinominali con un sistema proporzionale. Indipendente dal Portogallo dal 1975, Sao Tome e Principe ha conosciuto fino al 1990, data di approvazione della nuova Costituzione, il regime a partito unico del movimento per la liberazione di Sao Tome e Principe, di orientamento marxista-leninista. Nel 2003 si è avuto un tentativo di colpo di stato durante un’assenza dal paese del presidente Menezes, sfociato però nella costituzione di un governo di unità nazionale presieduto dallo stesso De Menezes.
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “libero” (Freedom House); non presente (Economist)
Indice della libertà di stampa: non presente (xxx su 178)
Libertà di Internet: N/A
Libertà religiosa: assenza eventi significativi (ACS); rispetto concreto (USA)
Corruzione percepita: 101 su 178
Libertà economica: Stato non libero (150 su 178)
Variazione PIL 2009: + 4 per cento (stima)
24 luglio 2011
elezioni assemblea costituentei
tunisia
A seguito della dimissioni del presidente Ben Alì nel gennaio 2011, la Tunisia ha avviato un processo di transizione istituzionale, che vivrà una tappa fondamentale nelle elezioni per l’Assemblea costituente. L’Assemblea costituente eleggerà un presidente della Repubblica che rimarrà in carica fino all’approvazione della nuova Costituzione. Non si possiedono allo stato informazioni sulla legge elettorale per l’elezione dell’Assemblea costituente. In base alla Costituzione fin qui vigente, la Repubblica di Tunisiaè, dal punto di vista della forma di governo, una repubblica presidenziale. Il Presidente della Repubblica è eletto direttamente dai cittadini con un mandato di cinque anni contestualmente all’elezione della Camera dei deputati, dal 2002 senza limiti alla rieleggibilità. Il Presidente della Repubblica è anche capo del governo e può sciogliere la Camera dei Deputati nel caso questa sfiduci al governo. Sempre dal 2002, il Parlamento è bicamerale. La Camera dei deputati (Majlis Al-Nuwab) è composta da 214 membri, eletti con un mandato di cinque anni; 161 seggi sono assegnati con sistema maggioritario uninominale a turno unico e i rimanenti con sistema proporzionale, tra i candidati nei collegi uninominali non eletti che hanno ottenuto il maggior numero dei voti. La Camera dei consiglieri (Majlis al-Mustasharin) è composta da 126 membri, eletti con un mandato di sei anni; due terzi dei membri sono eletti con suffragio indiretto dalle assemblee locali, mentre un terzo è di nomina presidenziale. Capo dello Stato provvisorio, è, a seguito delle dimissioni e dell’abbandono del paese del presidente Ben Alì, in base alla Costituzione tunisina, il presidente della Camera dei deputati Foued Mebazaa.Primo Ministro del governo provvisorio è Beji Caid Essebsi. Nell’ambito della transizione istituzionale avviata, il 9 febbraio il parlamento tunisino ha approvato una legge che consente al Capo dello Stato provvisorio di emanare decreti con forza di legge in materie quali i diritti dell’uomo, come definiti dalle convenzioni internazionali; l’organizzazione dei partiti politici; la riforma del codice elettorale; l’amnistia. E’ stata anche consentita la registrazione di tutti i principali partiti politici presenti nel Paese (durante il regime di Ben Alì, l’ampia discrezionalità nella procedura di registrazione dei partiti politici aveva consentito al governo il diniego della stessa nei confronti di numerosi movimenti).
Indicatori internazionali sul paese:
Libertà politiche e civili: Stato “non libero” (Freedom House); regime autoritario (Economist)
Indice della libertà di stampa: 154 su 178
Libertà di Internet: filtraggio alla rete
Libertà religiosa: assemza eventi significativi (ACS); Islam religione di stato, restrizioni contro gruppi fondamentalisti; tolleranza delle altre fedi religiose (USA)
Corruzione percepita: 59 su 178
Libertà economica: Stato prevalentemente non libero (100 su 178)
Variazione PIL 2009: + 3 per cento (stima)
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Fonti e criteri Le informazioni relative alle date di svolgimento delle elezioni, alle forme di stato e di governo e ai sistemi elettorali sono riprese dall’Unione interparlamentare (www.ipu.org), dalla International Foundation for Electoral Systems(www.ifes.org; l’IFES è una fondazione indipendente statunitense volta alla promozione della stabilità democratica attraverso lo studio e l’assistenza dei processi elettorali) e dal CIA World FactBook. La distinzione tra “Stati liberi”, “Stati parzialmente liberi” e “Stati non liberi” è ripresa dal rapporto annuale Freedom in the World redatto daFreedom House, organizzazione non governativa USA per la promozione delle libertà civili e della democrazia nel mondo, fondata nel 1941 con un’impronta bipartisan. I dati riportati nella nota sono ripresi dal rapporto Freedom in the World 2010.Per ulteriori elementi cfr.: www.freedomhouse.org. Sempre con riferimento alle condizioni delle libertà politiche e civili sono stati inseriti i dati ripresi dal democracy index 2010 dell’Economist Intelligence Unit, che distingue tra democrazie compiute, democrazie imperfette, regimi ibridi democratico-autoritari, regimi autoritari. I dati relativi alla libertà di stampa sono ripresi dall’indice della libertà di stampa 2010 predisposto dall’organizzazione Reporters sans frontières, organizzazione non governativa internazionale fondata nel 1985. I dati relativi alla libertà di Internet sono ripresi da Open Net Iniziative (partnership tra l’Università di Harvard, l’Università di Toronto e la società di consulenza canadese sui rischi globali SecDev Group istituita allo scopo di informare in maniera indipendente sulle pratiche di censura e controllo di Internet). Per la situazione della libertà religiosa, non essendosi rinvenute allo stato fonti qualificate indipendenti, si è fatto ricorso a due diverse risorse che comunque appaiono presentare un sufficiente grado di accuratezza e affidabilità scientifica: il rapporto annuale di “Aiuto alla Chiesa che soffre” e quello predisposto dal Dipartimento di Stato USA. “Aiuto alla Chiesa che soffre” è un’”opera di diritto pontificio” fondata nel 1947 per il soccorso della Chiesa nei paesi in cui si trovi in difficoltà in particolare per violazioni della libertà religiosa. In particolare, le valutazioni riprese nella nota sono desunte dalla mappa allegata al rapporto che classifica i diversi Stati sulla base della presenza di gravi limitazioni alla libertà religiosa; limitazioni alla libertà religiosa; violenze da parte di istituzioni; violenze e intolleranze sociali; conflitti locali di carattere religioso, ovvero dall’assenza di eventi significativi. E’ stato utilizzato il rapporto 2010. Il rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato USA è invece predisposto annualmente sulla base dell’International Religious Freedom Act del 1998. Nella nota è riportata una sintesi del giudizio preliminare espresso nei paragrafi introduttivi dei capitoli relativi ai diversi paesi; è stato utilizzato il rapporto 2010. L’indice della corruzione percepita è elaborato dall’organizzazione indipendente internazionale Transparency International, fondata nel 1993. L’indice definisce la corruzione come l’”abuso di potere pubblico per ottenere vantaggi privati” ed è elaborato attraverso l’aggregazione di dati contenuti in fonti internazionali e indipendenti. La posizione più alta nell’indice corrisponde ad una situazione di minore corruzione percepita. Nella nota si è fatto riferimento all’Indice 2010. Per ulteriori dettagli cfr. www.transparency.org Per quanto concerne i dati relativi alla libertà economica si è fatto riferimento all’Index of Economic Freedom 2011 dell’Heritage Foundation, che distingue tra “Stati liberi”, “Stati prevalentemente liberi”, Stati prevalentemente non liberi”, “Stati non liberi” I dati relativi al tasso di variazione del PIL nel 2009 sono ripresi dal World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale dell’ottobre 2010. |
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La presenza o meno di situazioni di conflitto armato è ripresa dall’Armed Conflict Database dell’International Institute for Strategic Studies, centro di ricerca britannico,che classifica i conflitti armati in conflitti internazionali (che coinvolgono i governi in conflitto sulla sovranità e il territorio), in conflitti armati interni (che hanno luogo tra forze governative e gruppi armati organizzati che controllano un territorio sufficiente a sostenere operazioni militari pianificate) ed in azioni terroristiche (vale a dire in attacchi posti in essere da fazioni coinvolte in una significativa opposizione armata allo Stato). Con riferimento allo status del conflitto si distingue tra conflitti attivi o in corso (che possono essere a bassa o alta intensità); situazioni di cessate il fuoco (che coinvolgano I leader riconosciuti dei contendenti, senza tuttavia rappresentare la risoluzione del conflitto) e di accordo di pace (una formale soluzione del conflitto riconosciuta dai contendenti, che tuttavia può essere non ancora attuata completamente). E’ segnalata anche la presenza di fenomeni di pirateria. |
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Servizio Studi – Analisi dei temi di politica estera nell’ambito dell’Osservatorio di Politica internazionale |
( 06 6760-4939 – *st_affari_esteri@camera.it |
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File: es0762ele.doc