Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione
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Autore: | Servizio Biblioteca - Ufficio Legislazione straniera | ||||
Titolo: | Reclutamento e progressione di carriera dei magistrati | ||||
Serie: | Materiali di legislazione comparata Numero: 6 | ||||
Data: | 29/09/2008 | ||||
Descrittori: |
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Organi della Camera: | II-Giustizia |
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Camera dei deputati
XVI LEGISLATURA
Materiali di legislazione comparata
RECLUTAMENTO E PROGRESSIONE DI CARRIERA
DEI MAGISTRATI
N. 6 - Settembre 2008
Ufficio Legislazione Straniera
SIWEB
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File:MLC16006
Indice
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
L’accesso alle professioni giuridiche
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
OBERTO, G. "Capitolo secondo. Le principali esperienze europee di formazione dei magistrati", in La formazione dei magistrati alla luce dei principi internazionali e e dei profili di diritto comparato, Cedam, 2008, pp. 23-63 .................................................................................... 27
Schede di sintesi
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
La materia è regolata dall’ordinanza n. 58-1270 del 22 dicembre 1958 relativa allo Statuto dei magistrati (Statut de la magistrature), più volte modificata nel corso degli anni e da ultimo con la legge organica n. 2007-283 del 5 marzo 2007 che ha migliorato e semplificato la precedente normativa relativa alla carriera e ha riformato la disciplina del reclutamento, della formazione e della responsabililtà dei magistrati.
Il sistema di reclutamento della magistratura francese si caratterizza per la presenza di due distinte modalità di accesso: per concorso o per integrazione diretta.
La prima, che può definirsi ordinaria, prevede il superamento di un concorso pubblico, per titoli ed esami, che consente di accedere alla Ecole nationale de la magistrature (ENM). Esistono diverse tipologie di concorso.
Un primo tipo di concorso, il Concours étudiant, costituisce la modalità di reclutamento più comune (circa i due terzi dei magistrati), aperto a tutti coloro che abbiano conseguito il diplome in diritto di secondo o terzo livello (maîtrise/master 1 o master 2), ma anche a diplomati in materie non giuridiche, per la maggior parte provenienti dagli istituti di studi politici, purché godano dei requisiti richiesti[1].
L’accesso alla Scuola della magistratura per concorso è possibile anche in base ad altri due tipi di selezione, per titoli e concorsi complementari, riservati ai funzionari della pubblica amministrazione e ai professionisti con specifiche competenze in campo giuridico.
Possono essere inoltre ammessi direttamente all’Ecole de la magistrature soggetti, con almeno quattro anni di attività professionale nel campo giuridico, economico o sociale, ritenuti particolarmente qualificati per l’esercizio di funzioni giudiziarie.
Il periodo di formazione iniziale presso la Scuola della magistratura dura complessivamente circa 31 mesi ed è articolato in corsi teorici e pratici, in periodi di stages di specializzazione, soprattutto nelle diverse giurisdizioni ma anche presso gli altri partenaires della giustizia (avvocati, cancellieri). L’intento di sviluppare una cultura comune tra magistrati e avvocati ha condotto la Scuola ad accogliere anche allievi avvocati nei suoi corsi.
La formazione dispensata dalla Scuola della magistratura fornisce agli allievi le conoscenze di base e ed ha un carattere pratico che la rende operativa. La valutazione degli allievi consiste in un esame finale[2], il cui superamento consente la nomina a magistrato di secondo grado con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Guardasigilli (articolo 26 ord. 58-1270).
Al fine di favorire il rinnovo del corpo giudiziario con professionisti del diritto che abbiano già acquisito esperienze diverse in campo giuridico, economico o sociale, lo Statut prevede anche il reclutamento per concorso diretto di magistrati di secondo e di primo grado riservato a soggetti particolarmente qualificati per l’esercizio di funzioni giudiziarie che abbiano, oltre ai requisiti per essere ammessi al Concours étudiant, almeno 35 anni di età e dieci anni di attività professionale, per il concorso a magistrato di secondo grado, e almeno 50 anni e 15 di attività professionale per il concorso a magistrato di primo grado.
I candidati ammessi per via diretta devono in ogni caso seguire un periodo di formazione probatoria (formation probatorie), sempre organizzato dall’Ecole nationale de la magistrature, ed una formazione complementare fino alla loro nomina ufficiale.
La seconda modalità di reclutamento, cosiddetta “laterale” e che non prevede la formazione presso l’ENM, permette di integrare direttamente nel corpo giudiziario soggetti dotati di particolari qualifiche e titoli, in particolare avvocati, cancellieri capo e funzionari del Ministero della giustizia con un’anzianità di almeno sette anni. I soggetti che beneficiano dell’integrazione diretta nel corpo giudiziario accedono a gradi differenti della magistratura a seconda della natura e della durata delle attività svolte anteriormente. Tale sistema di reclutamento è considerato eccezionale e sottoposto a controlli rigorosi.
In relazione ai posti disponibili, i nuovi magistrati sono assegnati indifferentemente alla magistratura di siège (giudicante) o di parquet (requirente).
L’articolo 1 dell’ordinanza del 1958 stabilisce che il corpo giudiziario è unico e comprende sia i magistrati di siège sia quelli di parquet con l’espressa previsione che “tout magistrat a vocation à etre nommé, au cours de sa carrière, à des fonctions du siège et du parquet”.
Le modalità di formazione e reclutamento sono identiche per i due rami della magistratura e sono anche frequenti i passaggi di ruolo nel corso della carriera, ma comportano in ogni caso un mutamento di status in quanto le garanzie riconosciute alla funzione giudicante sono diverse da quelle riconosciute alla funzione requirente.
Soltanto i giudici du siège godono della garanzia della inamovibilità (art. 64, Cost.). Pertanto non possono essere trasferiti senza il loro consenso, neanche in caso di avanzamento di carriera (articolo 4, ord. 58-1270).
A differenza dei magistrati giudicanti (du siège), i magistrati del pubblico ministero (du parquet) dipendono dal Ministro della giustizia rispetto al quale sono gerarchicamente subordinati e costituiscono gli agenti del potere esecutivo presso le giurisdizioni. L’art. 5 dell’ordinanza del 1958 prevede espressamente che «les magistrats du parquet sont placés sous la direction et le contrôle de leurs chiefs hiérarchiques et sous l’autorité du garde des sceaux, ministre de la justice»
La subordinazione dei pubblici ministeri al Ministro della giustizia comporta l’attribuzione al governo di poteri di direzione, sorveglianza e controllo, anche disciplinare, sui membri degli uffici subordinati e incide sulle funzioni di accusa che il pubblico ministero esercita nell’ambito giurisdizionale[3].
Il governo decide discrezionalmente anche il trasferimento dei magistrati du parquet, di norma quando il magistrato sia rimasto a lungo nella stessa sede.
La Costituzione francese organizza l’amministrazione della giustizia sulla base del principio di gerarchia giudiziaria, con una progressione di carriera soggetta alla discrezionalità del Ministro della giustizia, soprattutto per quanto riguarda i magistrats du parquet (artt. 64 e 65 Cost.) .
La gerarchia della magistratura francese si compone di due gradi. Il secondo grado, il più basso, corrisponde ad incarichi di inizio della carriera mentre si accede al primo grado solo dopo un certo numero di anni. Ciascuno di questi gradi è suddiviso in due gruppi ai quali corrispondono determinate funzioni giudiziarie. In cima alla gerarchia esiste poi una categoria superiore nella quale sono inquadrati i magistrati collocati “fuori gerarchia” (magistrats hors hiérarchie) che ricopronole cariche più elevate della magistratura (ad esempio, magistrato della Corte di Cassazione, Primo Presidente di Corte d’Appello, Procuratore Generale di Corte d’Appello).
Il passaggio dal secondo al primo grado avviene all’interno di un complessivo régime d’avancement . Per entrambi i rami della magistratura (artt.27 e ss. dello Statut) l’avancement avviene per anzianità e tramite iscrizione ad una lista di avanzamento (tableau d’avancement). La formazione della lista di avanzamento, elaborata annualmente, spetta alla Commission d’avancement. La Commission, unica per i magistrati sia di siège sia di parquet, è composta dal Primo Presidente e dal Procuratore Generale presso la Corte di cassazione, dall’Ispettore Generale dei servizi giudiziari del Ministero di giustizia, da due magistrati hors hiérarchie, uno di siège e uno di parquet, eletti dai magistrati hors hiérarchie della Corte di Cassazione, da due primi Presidenti e due Procuratori Generali eletti dalle Corti d’appello e da dieci magistrati eletti dal Collège des magistrats, organo rappresentativo dei magistrati delle Corti e dei Tribunali[4].
La Commission valuta le note attribuite ai magistrati dai loro superiori gerarchici, attraverso una procedura che permette ai singoli magistrati di discutere ed eventualmente criticare la valutazione che li riguarda. La trasparenza della lista è assicurata tramite la comunicazione ai magistrati iscritti e l’affissione presso gli uffici giudiziari.
Le promozioni dal secondo al primo grado sono formalizzate con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Guardasigilli, previo parere del Conseil supérieur de la magistrature, vincolante per i magistrati di siège, non vincolante per quelli di parquet.
Al fine di evitare che un magistrato possa “appropriarsi” di una funzione (nel rispetto dei principi di indipendenza ed imparzialità) lo Statut de la magistrature ha fissato alcune limitazioni temporali. Nessun magistrato può essere promosso al primo grado in una giurisdizione alla quale è stato assegnato da più di cinque anni. Anche la durata dell’ esercizio di alcune funzioni nella stessa giurisdizione è soggetta a limiti temporali, fissati in sette anni per le funzioni di presidente di tribunale, di procuratore della Repubblica, di presidente di corte d’appello o di procuratore generale presso la corte d'appello e in dieci per le funzioni di giudice istruttore, degli affari familiari o del tribunale dei minori.
Per quanto riguarda l’accesso ai più alti gradi della magistratura i magistrati fuori gerarchia (magistrats hors hiérarchie) sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica su indicazione del governo con parere del Conseil Supérieur de la magistrature. Per i magistrati di siège è richiesto il parere vincolante del Consiglio superiore della magistratura e, per funzioni particolarmente importanti, l’articolo 65 della Costituzione prevede che sia il Consiglio a proporre il candidato. Per i magistrati di parquet il parere del CSM non è vincolante ed non è neanche previsto per le nomine a procuratore generale cui procede direttamente il Consiglio dei ministri.
L’accesso alle professioni giuridiche
La legge federale sull’ordinamento giudiziario (Deutsches Richtergesetz - DRiG), dell’8 settembre 1961, delinea un unico percorso formativo, comune per tutte le professioni legali, che si articola in diverse fasi. L’accesso alle professioni giuridiche è subordinato al conseguimento di un primo e di un secondo esame di Stato al termine, rispettivamente, di un corso di studi giuridici a livello universitario della durata di quattro anni e di un periodo di pratica, della durata di due anni, assimilato ad un servizio di pubblico impiego a carico del bilancio pubblico.
La legge federale detta i principi generali e lascia ogni Land libero di definire il contenuto della formazione giuridica, così che questa differisce da un Land all'altro.
Dopo l'approvazione della legge federale 11 luglio 2002, recante la riforma della formazione dei giuristi (Gesetz zur Reform der Juristenausbildung), entrata in vigore il 1° luglio 2003, i Länder hanno modificato le proprie leggi relative a tale tipo di formazione (Juristenausbildungsgesetze) in precedenza essenzialmente incentrata sulla preparazione alla funzione di giudice. Poiché, tuttavia, circa il 90% degli studenti di diritto sceglie poi di esercitare la professione di avvocato, la formazione è stata ridisegnata nel senso di conferire maggiore importanza alla preparazione all'esercizio di tale professione e alla relativa specializzazione.
Al termine della prima fase il “laureato in legge” non può ancora esercitare alcuna professione giuridica. Il superamento del primo esame (ersten juristichen Prüfung), infatti, dà diritto al titolo di "referendario" (Referendar) e permette l'accesso alla seconda fase della formazione (Vorbereitungsdienst) più comunemente nota come Referendariat: un periodo di praticantato che dura due anni durante i quali gli studenti, remunerati dal Land, seguono corsi teorici e tirocini pratici alcuni dei quali obbligatori e altri facoltativi. La formazione può svolgersi presso una giurisdizione civile o penale, presso una procura della Repubblica, una amministrazione pubblica o uno studio legale (articolo 5b DRiG). Il Referendariat termina con un secondo esame (zweites juristichen Staatsprüfung), (c.d. “assessorato”), che conferisce allo studente il titolo di “giurista plenario”. A questo punto è possibile effettuare la scelta di una delle professioni legali. In media, il 10% di quanti superano l’esame di assessorato sceglie la magistratura. Gli esami di Stato possono essere ripetuti una sola volta.
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
Una volta superato il secondo esame, il giurista che voglia svolgere l’attività di magistrato requirente o giudicante deve presentare domanda di assunzione al Ministero della Giustizia del Land nel quale intende esercitare. La scelta tra i giuristi cui affidare l’ufficio di giudice e il procedimento di nomina sono regolati in maniera differente da Land a Land. In alcuni Land la nomina è effettuata da una commissione: come stabilisce infatti l’articolo 98, comma 4, della Legge fondamentale (Grundgesetz – GG), i Länderpossono stabilire che il Ministro della giustizia del Land decida in merito all’assunzione dei giudici nei Länder insieme ad una commissione appositamente formata (Richterwahlausschuß – Commissione per la scelta dei giudici). La composizione di tale commissione differisce da Land a Land e spesso ne fanno parte parlamentari, rappresentanti dei magistrati e anche dell’ordine degli avvocati.
In altri Länderil ministro acquisisce il parere non vincolante del Presidialrät, organo di rappresentanza dei giudici con compiti consultivi in materia di reclutamento (articolo 49 DRiG), mentre, in altri ancora la scelta è affidata esclusivamente al potere discrezionale del Ministro della Giustizia. Un criterio determinante in tutti i Länder è il voto ottenuto al secondo esame di Stato e la valutazione delle note di qualifica ottenute durante il referendariato.
Requisiti indispensabili, stabiliti dall’articolo 9 della DRiGsono: la cittadinanza tedesca; la garanzia di tutelare l’ordine liberale e democratico stabilito dalla Legge fondamentale; possedere l’attitudine alla funzione di magistrato (conferita dal conseguimento del secondo esame di Stato) nonché la necessaria competenza sociale (Soziale Kompetenz). Quest’ultimo requisito, aggiunto con la modifica del 2002, è volto a dimostrare maturità ed esperienza di vita da parte del magistrato.
Una volta assunti, i giudici acquistano, per un periodo che va dai tre ai cinque anni, il titolo di “giudici in prova” (Richter auf Probe) durante il quale vengono sottoposti a valutazioni e in alcuni Länder vengono affiancati da un tutor. Durante questo periodo di prova il giudice non è inamovibile (articolo 13 DRiG) e può essere destinato a funzioni diverse senza il suo consenso, ciò al fine di sensibilizzare i giovani magistrati alla polivalenza delle fuznioni. A tale scopo, durante il periodo di prova, ai giovani magistrati vengono affidati alternativamente compiti giudicanti e requirenti. Al termine del periodo di prova, qualora abbiano ottenuto valutazioni positive e sentito il parere del Presidialrätvengono nominati magistrati a vita (Richter auf Lebenszeit) dai Ministri della giustizia dei Länder.
A livello federale, le nomine iniziali dei giudici delle Corti supreme[5] sono decise dal Ministro federale competente congiuntamente ad un’apposita commissione di selezione composta pariteticamente dai competenti Ministri dei Länder e da un analogo numero di membri eletti dalla Camera bassa del Parlamento federale (Bundestag).
La prima nomina dei giudici avviene presso le giurisdizioni di primo grado dei rispettivi Länder di appartenenza. E’ successivamente ammesso, su richiesta, il passaggio ad altra giurisdizione nello stesso Land o di un Land diverso laddove si sia verificata la disponibilità di posti. E’ inoltre ammesso il distacco presso i Ministeri della giustizia, a livello sia federale che regionale, o per l’esercizio di funzioni amministrative presso le Supreme Corti federali o presso il Tribunale costituzionale. La progressione economica è indipendente dalla progressione di carriera.
L’ordinamento consente inoltre l’accesso alla magistratura anche a dipendenti pubblici che, oltre al titolo di studio richiesto, abbiano maturato una particolare esperienza amministrativa nei settori in cui aspirano all’esercizio di funzioni giudicanti. Vengono nominati per un periodo di due anni come “giudici incaricati” (Richter kraft Auftrags) al termine dei quali possono essere nominati giudici a vita o decadere dall’incarico e tornare ad esercitare le funzioni svolte in precedenza. Durante il periodo in cui sono incaricati come giudici, infatti, continuano a mantenere la loro posizione e retribuzione di dipendente pubblico (Articoli 13-16 DRiG). Possono inoltre essere nominati giudici anche professori universitari di materie giuridiche ai quali è consentito mantenere il loro incarico accademico e contemporaneamente dedicare all’attività giudicante fino ad un terzo della loro attività professionale(Art. 7 DRiG). In genere, tali nomine riguardano le giurisdizioni superiori.
Giudice e pubblico ministero rivestono in Germania funzioni distinte e godono di un diverso status, essendo il rappresentante della pubblica accusa un funzionario dipendente dall’esecutivo.
Per i pubblici ministeri, che non godono dello statuto ordinamentale dei giudici e sono sottoposti alle direttive del procuratore generale e del Ministro della giustizia, la selezione è più semplice che per i magistrati giudicanti e solitamente vengono assunti con gli stessi concorsi e regole degli altri funzionari statali.
Molte sono, tuttavia, le commistioni tra le due posizioni a iniziare dalla formazione che è comune, come pure omogenei sono il trattamento economico e il sistema di promozione. Una volta scelta la funzione, tuttavia, le carriere requirenti e giudicanti sono in linea di principio separate anche se relativamente frequenti sono i passaggi dall’una all’altra carriera, specie per le posizioni più elevate.
Le diverse disponibilità di posti sono periodicamente rese pubbliche e ciascun giudice, che abbia la necessaria anzianità di servizio può presentare domanda.
In alcuni Länder la decisione è rimessa ad un’apposita commissione di selezione e successivamente ratificata dal Ministro della Giustizia del Land; in altri, è direttamente il Ministro a decidere. In entrambi i casi, un parere sull’idoneità del candidato viene previamente espresso dal Präsidialrat. Tale giudizio di idoneità è formulato con riguardo alla pregressa esperienza professionale del candidato ed alle risultanze della valutazione sull’operato di ciascun giudice di carriera espressa ogni quattro anni, fino al compimento del quarantanovesimo anno di età, dai presidenti delle Corti presso cui sono assegnati.
La formazione continua dei magistrati è possibile ma non obbligatoria. A provvedervi è l’Accademia tedesca della Magistratura (Deutsche Richterakademie) istituita nel 1973 e regolata da un contratto amministrativo tra la Federazione e i Länder che assicura a livello nazionale la formazione continua dei magistrati. L’Accademia nasce come Accademia giuridica di Trier cui si è aggiunta, nel 1993, dopo l’unificazione delle due Germanie, l’Accademia di Wustrau. Finanziata per metà dal bilancio dello Stato federale e per la rimanente parte dal bilancio dei Länder, l’Accademia, a differenza delle scuole della magistratura di altri Paesi non ha propri docenti e non sviluppa lei stessa i programmi per i seminari. Vi è un’apposita conferenza (Programmkonferenz - conferenza dei programmi) composta dai ministri della giustizia dei Länder e dal Ministro federale che, tenendo conto delle richieste formative, sceglie tra le varie proposte e garantisce un programma pluralista e ponderato. L’offerta formativa annuale si articola intorno ai 150 seminari oltre a numerosi convegni.
Il reclutamento e le funzioni dei magistrati
In Spagna la carriera in magistratura (carrera judicial), distinta dalla carriera nel pubblico ministero (carrera fiscal), è disciplinata all’interno della Legge Organica 6/1985 sul Potere Giudiziario (LOPG).
L’art. 299 LOPG, come modificato nel 1997, distingue tre livelli all’interno della magistratura:
· magistrato del Tribunale Supremo (magistrado del Tribunal Supremo), che è organo assimilabile alla Corte di Cassazione italiana;
· magistrato (magistrado), facente parte di altre corti e tribunali o operante almeno a livello provinciale;
· giudice (juez), operante fino al livello distrettuale.
In base all’art. 301 LOPG, nell’attuale versione approvata nel 2003, l’ingresso in magistratura “basato sui principi del merito e della capacità per l’esercizio della funzione giurisdizionale”, avviene mediante il superamento, in primo luogo, di un concorso pubblico[6] (oposición libre), da convocare almeno ogni due anni, che consente l’accesso ad un successivo corso teorico-pratico di selezione, realizzato presso la “Scuola Giudiziaria” (Escuela Judicial), dipendente dal Consiglio Generale del Potere Giudiziario, organo di autogoverno assimilabile al Consiglio Superiore della Magistratura italiano. Per l’accesso al concorso sono richieste: la cittadinanza spagnola, la maggiore età, la laurea in Giurisprudenza e il non incorrere in alcuna delle cause di esclusione (art. 302 LOPG)[7]. La legge disciplina in dettaglio le modalità di composizione della commissione di esame, nominata a sua volta da un’apposita Commissione di selezione (Comisión de Selección), presieduta, ad anni alterni, da un membro del Consiglio Generale del Potere Giudiziario e da un procuratore innanzi alle sezioni del Tribunale Supremo, che è l’organo assimilabile alla Corte di Cassazione italiana.
Coloro che superano il corso presso la Scuola Giudiziaria,[8] che è articolato in una prima fase teorica di studio multidisciplinare (generalmente da settembre a giugno), seguita da una seconda fase di praticantato presso gli organi della magistratura di ogni ordine e grado (generalmente da settembre a settembre), sono sottoposti alla nomina del Consiglio Generale del Potere Giudiziario e acquisiscono la qualifica di “giudice” (juez), formando una graduatoria finale con la quale è redatto il “ruolo” dei giudici (escalafón).
Laddove il numero dei vincitori finali fosse superiore a quello dei posti vacanti, in aggiunta ai “giudici titolari” (jueces titulares) vengono nominati dei “giudici aggiunti” (jueces adjuntos), pronti a coprire eventuali posti che si rendessero disponibili. Coloro che invece non superano il corso di selezione possono ripeterlo l’anno successivo, ma nel caso in cui fossero nuovamente respinti sono definitivamente esclusi dall’accesso alla carriera in magistratura.
Per il passaggio di categoria da giudice a magistrato, l’art. 311 LOPG prevede che la metà dei posti vacanti siano coperti con nomina diretta (ascenso) dei giudici che si trovano ai posti più alti del ruolo. Un altro quarto dei magistrati è reclutato tra i giudici che superano degli esami interni (pruebas) concernenti le materie civile, penale, amministrativa e del lavoro (social);[9] tali esami sono sostenuti davanti ad un’apposita commissione nominata dal Consiglio Generale del Potere Giudiziario, composta da magistrati, avvocati e docenti universitari, e presieduta dal Presidente del Tribunale Supremo oppure da un magistrato del Tribunale Supremo o di un Tribunale Superiore di Giustizia[10] da lui indicato. Un ultimo quarto di magistrati è scelto al di fuori dei giudici, mediante una selezione (concurso) per titoli, tra giuristi di fama riconosciuta, con almeno dieci anni di esercizio professionale, che riescano a superare un apposito corso di formazione presso la Scuola Giudiziaria.
Nell’ambito di ciascun livello gli avanzamenti interni dei giudici e dei magistrati avvengono poi in base a selezioni interne (concursos), basate sulla valutazione di due criteri:
· la competenza specialistica per funzione, in base all’esperienza maturata nell’organo giudicante immediatamente inferiore di grado;
· la posizione nel ruolo.
Il passaggio ultimo di categoria, con l’accesso alla qualifica di “magistrato del Tribunale Supremo”, è definito agli artt. 343-345 LOPG. In particolare i quattro quinti dei posti disponibili è coperto da magistrati, con almeno dieci anni di esercizio nella categoria di “magistrato” e quindici nella carrera judicial complessivamente. La metà di loro va selezionata nell’ambito dei magistrati che avevano precedentemente sostenuto e superato gli esami interni (pruebas) nelle materie specialistiche; in questo caso sono sufficienti cinque anni di anzianità specifica, ma sempre quindici come carriera complessiva. Un ultimo quinto dei magistrati del Tribunale Supremo è scelto dal Consiglio Generale del Potere Giudiziario tra avvocati e giuristi di fama riconosciuta, con almeno quindici anni di attività professionale, preferibilmente relativi alla branca del diritto corrispondente alla sezione del Tribunale in cui si siano resi vacanti dei posti.[11]
[1] Il Rapport d’information sur le recrutement,la formation des magistrats de carrière del Sénat francese (luglio 2007) (consultabile sul sito del Senato all’indirizzo http://www.senat.fr/rap/r06-383/r06-3831.pdf) mette in luce che questa modalità di reclutamento limita fortemente la diversificazione del corpo giudiziario e comporta una mancanza di esperienza giuridica già sperimentata in buona parte dei giovani magistrati di prima nomina.
[2] Nel Rapport d’information del Senato francese si sottolinea la necessità di accordare priorità alle prove nelle materie giuridiche tra le prove d’esame e la necessità di rafforzare le procedure di esame dei magistrati volte a valutare anche le indispensabili attitudini personali alla professione di giudice.
[3] FANULI, Giuseppe Luigi, Il pubblico ministero nel processo penale francese, “Archivio della nuova procedura penale”, 2006, n. 4, p. 462.
[4] La base elettiva della Commissione è stata di recente modificata con la Legge organica del 2007 a maggior garanzia dell’indipendenza dell’organo (art.35). Ai membri titolari si aggiungono altrettanti membri supplenti eletti con le stesse modalità. La durata del mandato per i membri della Commissio su base elettiva è di tre anni non rinnovabile.
[5] Suprema Corte di Cassazione (Bundesgerichtshof); Suprema Corte Amministrativa (Bundesverwaltungsgericht); Suprema Corte Tributaria (Bundesfinanzhof); Suprema Corte del Lavoro (Bundesarbeitsgericht); Suprema Corte Sociale (Bundessozialgericht).
[6] I concorsi pubblici per l’ingresso in magistratura e nel pubblico ministero sono stati, da alcuni anni, unificati, a seguito dell’approvazione della Legge organica 9/2000, contenente misure urgenti per l’amministrazione della giustizia. Al termine del concorso i vincitori, nell’ordine stabilito dalla graduatoria finale, devono optare per l’accesso all’una o all’altra carriera.
[7] Le cause di esclusione indicate dalla legge sono: avere impedimenti fisici o psichici per l’esercizio della funzione di giudice; aver subito condanne per reati con dolo, senza aver ottenuto una successiva riabilitazione; essere in stato di imputazione o sotto processo per reati con dolo, fino a ché non si sia ottenuto un proscioglimento o un’assoluzione; non essere nel pieno esercizio dei diritti civili.
[8] La Scuola Giudiziaria, oltre all’organizzazione dei corsi di formazione iniziale dei giudici, è impegnata anche in attività di formazione continua di giudici e magistrati, in base ad un apposito Piano Statale di Formazione Continua approvato ogni anno.
[9] Per la nomina a magistrato specialista nelle funzioni amministrativa e del lavoro, la legge prevede la possibilità di presentarsi ai suddetti esami anche per i membri del pubblico ministero (carrera fiscal), con almeno due anni di servizio effettivo, costituendo un canale di possibile passaggio dalla carriera requirente a quella giudicante.
[10] I Tribunali Superiori di Giustizia sono la più alta istanza giurisdizionale a livello regionale, cioè con riferimento al territorio delle singole Comunità Autonome spagnole.
[11] Il Tribunale Supremo, con sede a Madrid, organo giudicante in ultima istanza per tutti gli ordini di giudizio, è composto da cinque sezioni (salas): civile, penale, amministrativa, del lavoro e da una sezione speciale militare.