| Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione
(Versione per stampa)
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| Autore: | Servizio Biblioteca - Ufficio Legislazione straniera | ||||
| Titolo: | Piano d'azione europeo per uno 'Small Business Act' e start up delle nuove imprese in Danimarca, Germania e Irlanda | ||||
| Serie: | Appunti Numero: 15 | ||||
| Data: | 18/06/2010 | ||||
| Descrittori: |
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Camera dei deputati
XVI Legislatura
BIBLIOTECA – LEGISLAZIONE STRANIERA
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A P P U N T I |
Appunto 20/2010 18 giugno 2010
Piano d’azione europeo per uno “Small Business Act”
e start up delle nuove imprese
in Danimarca, Germania e Irlanda
Unione europea
L’Unione europea sta portando avanti da più di un decennio una politica di stimolo e di guida alla creazione di nuove PMI al fine di promuovere l’imprenditorialità in Europa[1]. Tra i maggiori ostacoli che frenano coloro che vorrebbero diventare imprenditori ci sono il tempo, la complessità burocratica e il costo necessari per mettere su un’impresa. La politica dell’Unione europea punta ad alleggerire queste difficoltà iniziali alla “nascita” di nuove imprese attraverso la semplificazione e “velocizzazione” delle relative procedure di registrazione (start-up procedures)[2].
Secondo le indicazioni dell’Unione europea,sono state individuate tre aree in cui intervenire, in via prioritaria, per raggiungere i primi risultati a livello nazionale: il tempo, il costo e gli sportelli unici nei quali concentrare le pratiche amministrative per i creatori di nuove imprese (start-up founders).
Grazie ai progressi compiuti, gli imprenditori europei possono oggi avviare una nuova impresa in soli 8 giorni lavorativi ad un costo medio di 417 euro (media europea nel 2009), rispetto ai 9 giorni e 463 euro del 2008, ai 12 giorni e 485 euro del 2007, ai 22 giorni e 827 euro del 2001. Inoltre la maggior parte degli Stati membri hanno istituito sportelli unici per le imprese (one-stop shop) che hanno ulteriormente semplificato le procedure di registrazione.
Al fine
di monitorare i progressi raggiunti, secondo le indicazioni del Consiglio
europeo della primavera 2006, ciascuno Stato membro ha nominato un coordinatore start-up nazionale[3]
su richiesta della Commissione europea e
Lo Small Business Act[5], adottato dalla Commissione a giugno 2008 sulla scia positiva dei risultati di queste prime iniziative, ha raccomandato agli Stati membri uno sforzo di ulteriore riduzione del tempo massimo per “fondare” una nuova impresa (meno di una settimana lavorativa)[6].
Gli Stati membri si sono impegnati ad attuare lo SBA adottando le Conclusioni del Consiglio “Competitività” del 1-2 dicembre 2008 ed il Piano d’azione per lo “Small Business Act” ad esse allegato[7].
Il Piano d’azione concentra l’attenzione su misure a breve e medio termine per migliorare l’accesso delle PMI ai finanziamenti, razionalizzare il quadro giuridico di riferimento e favorire l’ingresso delle PMI sul mercato. Queste misure prioritarie costituiscono parte integrante della risposta della UE per alleviare l’impatto negativo della crisi economico-finanziaria sulle imprese, in particolare sulle PMI, e sono strettamente collegate al Piano europeo per la ripresa economica[8]del novembre 2008.
Il Consiglio europeo del 11-12 dicembre 2008[9] ha sostenuto la completa attuazione del Piano d’azione per lo SBA per assicurare il pieno impegno politico della Commissione europea e dell’insieme degli Stati membri, prevedendo anche un regolare e periodico monitoraggio del suo progressivo stato di attuazione[10].
Lo stesso Consiglio europeo di dicembre 2008 ha adottato anche il Piano europeo per la ripresa economica che ha richiesto agli Stati membri nuovi targets da raggiungere nelle procedure per l’avvio di una nuova impresa. I nuovi obiettivi sono:
· riduzione a zero dei costi di avvio di una nuova impresa;
· riduzione ad un massimo di tre giorni lavorativi del tempo di avvio di una nuova impresa;
· istituzione di uno sportello unico per le nuove imprese[11].
Il Piano d’azione per lo SBA è collegato anche alla nuova strategia europea per la crescita economica, contenuta nella comunicazione della Commissione del marzo 2010 "Europa 2020: una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva[12], già discussa dal Consiglio europeo del 25-26 marzo 2010[13] e formalmente adottata dal Consiglio europeo del 17 giugno 2010[14].
La Commissione europea sta inoltre lavorando con le autorità nazionali per nuove misure relative alla semplificazione di altri aspetti collegati all’avviamento di una nuova impresa, come le licenze, i permessi e le autorizzazioni amministrative, nell’obiettivo di una riduzione a livello UE degli oneri amministrativi delle imprese del 25% entro il 2012 [15].
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Si riproduce alla pagina seguente (in versione italiana non ufficiale) la 2009 Country by Country Assessment – Overview Table della Commissione europea[16], e, a seguire, le schede di sintesi su tre Stati, Danimarca, Germania e Irlanda, scelti come Stati -campione.
PROCEDURE di AVVIO (START UP) - Tavola sinottica (progressi del 2009)[17]
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Sportello unico (One-stop shop) per l’avvio (start-up) di una nuova impresa |
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Nome |
Piena operatività[18] |
Tempi (in giorni lavorativi)[19] |
Costi[20] |
|
|
Austria |
WKO GRüNDERSERVICE |
SI |
11 |
385 Euro |
|
Belgio |
Guichet agrée d’entreprises |
SI |
1.5 |
517 Euro |
|
Bulgaria |
Registry Agency |
SI |
3-7 |
56 Euro |
|
Cipro |
|
SI |
5 |
265 Euro |
|
Danimarca |
Danish commerce and companies agency (DCCA) |
SI |
2 |
0 Euro |
|
Estonia |
https://ekanded.eer.ee or Notaries |
SI |
2 |
185 Euro |
|
Finlandia |
Trade Register |
SI |
8 |
330 Euro |
|
Francia |
Centre de formalités des entreprises (CFE) |
SI |
4 |
84 Euro |
|
Germania |
Starter Center |
NO |
4,5 |
166 Euro |
|
Grecia |
Directorate of Development at the prefectures (KYE) |
NO |
15 |
1,101 Euro |
|
Irlanda |
Companies Registration Office (CRO) |
NO |
2-5 |
50 Euro |
|
Italia |
“Sportello unico” |
SI |
4 |
2,673 Euro |
|
Lettonia |
Register of Enterprises |
NO |
4 |
205 Euro |
|
Lituania |
Centre of Registers |
SI |
6 |
130-289 Euro |
|
Lussemburgo |
Guichet unique d'enterprises |
SI |
14 |
1,000 Euro |
|
Malta |
Registrar of Companies - Authority (MFSA) |
No |
5-8 |
210 Euro |
|
Paesi Bassi |
www.antwoordvoorbedrijven .nl |
NO |
2 |
1,040 Euro |
|
Polonia |
Tax Offices |
NO |
20-23 |
369-488 Euro |
|
Portogallo |
Enterprise Formality Centres (CFE) |
SI |
1 |
300-360 Euro |
|
Regno Unito |
Companies House & Business Link |
SI |
6 |
33 Euro |
|
Repubblica ceca |
Central Registration Offices (CRO) |
NO |
15 |
345 Euro |
|
Romania |
Counties Trade Registers |
SI |
3 |
100-125 Euro |
|
Slovacchia |
Trade lincence offices, companies register |
NO |
12 |
335 Euro |
|
Slovenia |
VEM |
SI |
3 |
0 Euro |
|
Spagna |
Ventanilla Única Empresarial (VUE) + PAIT for Ltd. |
SI |
28-29 |
617 Euro |
|
Svezia |
Foretagsregistrering |
SI |
16 |
185 Euro |
|
Ungheria |
County Courts |
SI |
2 |
392 Euro |
|
Stati in linea con l’obiettivo |
18 |
9 |
23 |
|
|
Stati non in linea con l’obiettivo |
9 |
18 |
4 |
|
|
Media |
|
7,70 gg. |
417 Euro |
|
PAESI CAMPIONE
Danimarca
La Danimarca offre varie possibilità per la creazione di nuove imprese, in base al tipo di attività che si intende svolgere, al piano imprenditoriale (business plan) e ai bisogni della nuova attività imprenditoriale (business needs)[21]. Il primo passo per l’imprenditore è decidere quale forma giuridica adottare per i propri affari. Le attività imprenditoriali possono essere svolte attraverso attività individuali(Sole proprietorships), società personali (partnerships) o società di capitali (companies).
I tre tipi di società a responsabilità limitata (companies)[22] più utilizzati dagli investitori di capitali per le nuove imprese sono:
· la public limited company (Aktieselskab -A/S)[23];
· la private limited company (Anpartsselskab-ApS)[24];
· il branch (filiale)[25] di una società estera.
E’ anche possibile aprire in Danimarca una società europea - SE(European Company), una società cooperativa europea – SCE (European Cooperative Company) o un Gruppo europeo di Interesse economico – GEIE (European Economic Interest Grouping) [26].
Le imprese individuali sono spesso usate per piccole imprese condotte da un unico imprenditore che non necessita di grandi capitali. Le società generali (General partnerships) sono spesso utilizzate in relazione con joint ventures. Le società a responsabilità limitata (Limited Companies) sono spesso usate per imprese che richiedono investimenti, ad esempio nel settore immobiliare (investing in real estate).
Il proprietario unico (Sole Proprietorship) ha la responsabilità personale e illimitata per i debiti e le obbligazioni dell’impresa. Anche per quanto riguarda la General Partnership la responsabilità per i debiti e le obbligazioni dell’impresaè illimitata per i suoi General Participants, mentre è limitata alla quota di partecipazione per i membri con responsabilità limitata. Non c’è obbligo di preparare i rendiconti di esercizio e conservare i bilanci, ma un’adeguata tenuta dei libri contabili deve essere rispettata in conformità con la legislazione danese sulla conservazione di questi ultimi. I partecipanti alle partnerships vengono tassati su base individuale.
Se l’impresa è coinvolta in un’attività commerciale, industriale o artigianale, tutti i partecipanti della società (o l’unico proprietario) sono obbligati alla registrazione presso i Registri locali delle imprese.
Per quanto riguarda la Società europea – SE (European Company), la
Danimarca ha recepito interamente le relative norme UE. Il quadro giuridico
della Società europea è soggetto alla legislazione nazionale in materia di Companies. La Società europea deve
essere registrata presso
Quanto ai Gruppi europei di interesse economico (GEIE) che operano in Danimarca, il GEIE è una General Partnership transfrontaliera, formata da persone fisiche (imprenditori) o persone giuridiche allo scopo di realizzare particolari attività imprenditoriali nell’Unione europea, a fini di investimento di capitali. Un GEIE deve essere registrato presso la Danish Commerce and Companies Agency (DCCA) se l’ufficio centrale del GEIE è in Danimarca. Non è richiesto un capitale minimo.
Si distingue infine l’impresa in partecipazione (joint venture), uno speciale veicolo imprenditoriale spesso usato dalle companies di differenti nazionalità per svolgere specifiche attività di affari. Se la forma delle corporates è una persona giuridica che richiede la registrazione presso pubblici registri, tale registrazione deve essere effettuata anche in Danimarca per poter svolgere l’attività. Una joint venture è spesso creata nella forma di una public limited company, di una private limited company o di una general partnership. In Danimarca non è prevista una legislazione specifica per le joint ventures.
Le procedure amministrative e, in particolare, le procedure per l’avvio di una nuova impresa sono veloci, informali e a costi economicamente “efficaci”.
La Danimarca ha istituito:
·
uno “sportello unico” per le
imprese (One-stop shop),
· un Portale internet per i rapporti delle imprese con la pubblica amministrazione, Virk.dk[28], monitorato dall’amministrazione publica danese (e-governement).
La Danish Commerce and Companies Agency (DCCA) è un’Agenzia posta sotto l’autorità del Ministro per gli Affari economici[29] ed è l’organismo ufficiale per la registrazione delle imprese danesi.
In parallelo la DCCA amministra e dà esecuzione alla legislazione nazionale che regola le imprese, in particolare il Companies Act e il Company Accounts Act[30]. La registrazione e la pubblicazione di informazioni sulle imprese favorisce il libero mercato e fornisce alle imprese buone condizioni di base. Un accesso facile e veloce alle procedure di registrazione e una efficace, ma flessibile amministrazione della legislazione sulle imprese è alla base del fondamentale ruolo svolto dalla Danish Commerce and Companies Agency nello sforzo che la Danimarca sta compiendo per ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
Anche l’obiettivo principale del portale Virk.dk è quello di ”alleggerire” le imprese danesi dagli oneri amministrativi e assicurare un accesso unico alla pubblica amministrazione. Nel Portale l’imprenditore può impiantare un’impresa o trovare i formulari necessari per fare le dichiarazioni necessarie per conto della società. Ad esempio, tramite il portale possono essere compilate le dichiarazioni dell’IVA o altre dichiarazioni in materia fiscale, così come è possibile modificare direttamente on line le informazioni relative all’impresa. Virk.dk fornisce l’accesso a circa 1300 rapporti e studi su temi collegati al mondo delle imprese, provenienti dalle pubbliche istituzioni[31].
L’uso estensivo dell’ICT ha ridotto il tempo medio di registrazione mantenendo un alto livello di qualità. In alcuni specifici casi, come la creazione di Public Limited e Private Limited Companies, la registrazione on line è istantanea e a costo zero.
Le società a responsabilità
limitata (companies) e le filiali (branches) di società estere, o i loro
uffici, devono infatti essere registrate presso
Le imprese devono essere gestite da almeno una persona fisica (managing director), registrata, che abbia la cittadinanza europea o che abbia, in ogni caso, un permesso valido per lavorare o fare affari in Danimarca[32].
In Danimarca un’impresa può essere creata, nella forma di public limited company(A/S) o private limited company (ApS), in tre diversi modi:
· registrazione on-line. Una nuova company può essere incorporata ed essere pronta ad operare in poche ore usando il sistema di registrazione elettronica on-line messo a disposizione dalla DCCA[33]. Soltanto alcuni tipi di prestatori di servizi, come gli studi legali o coloro che hanno la firma digitale depositata, possono operare una registrazione on-line;
· registrazione cartacea. Un tradizionale sistema di registrazione cartacea può essere ancora usato per la creazione di una company a responsabilità limitata. Tuttavia la registrazione cartacea da parte della DCCA può di norma impiegare due o tre settimane o anche di più. Fino a quando la company non è registrata i fondatori possono incorrere in responsabilità personali per le attività svolte dall’impresa[34];
· acquisto di una shelf company. In alternativa alla creazione di una nuova company può essere acquistata una company disponibile sul mercato (off the shelf). Si tratta di una company già creata e registrata, ma senza operazioni o attività precedenti, in praticauna società priva di capitale, ma regolarmente costituita e tenuta in essere come “veicolo” per la quotazione in borsa di una società privata esistente. Una company “off the shelf ” può essere acquistata un giorno per l’altro.
La scelta tra queste tre opzioni per l’avvio di una nuova impresa dipende da fattori diversi, quale ad esempio, il livello pianificato di attività di vendita (sales activity) nelle imprese commerciali, ma la procedura più usata in Danimarca è attualmente la registrazione on line, più veloce ed economicamente vantaggiosa rispetto alle altre[35].
Germania
Dal punto di vista amministrativo, l’incombenza più rilevante per l’avvio di una nuova impresa è quella delle registrazioni[36] presso l’Ufficio del lavoro locale (Gewerbeamt), obbligatoria a prescindere dalla forma imprenditoriale prescelta, e presso il Registro commerciale (Handelsregister), obbligatoria per tutte le imprese tranne le succursali, le partnership di diritto privato e i professionisti freelance.
Per la registrazione presso il Gewerbeamt sono necessari:
· un documento d’identità;
· da 10 a 40 euro per la tassa di registrazione;
· per alcune tipologie di attività, un’autorizzazione o un permesso;
· l’iscrizione ad un’associazione di artigiani, nel caso si stia fondando un’impresa artigiana;
· un permesso di soggiorno, nel caso in cui non si abbia la cittadinanza tedesca;
· se richiesto, il certificato di buona condotta (Führungserzeugnis) e l’estratto dal registro centrale delle imprese (Gewerbezentralregister).
Le attività imprenditoriali[37] si distinguono tra attività non sottoposte ad autorizzazione (erlaubnisfrei) e attività che invece la richiedono.
Per le prime, l’iscrizione avviene di norma in tre giorni, tranne che per le attività sottoposte a sorveglianza, che richiedono il certificato di buona condotta e l’estratto dal registro centrale delle imprese.
Per le attività sottoposte ad autorizzazione, la procedura varia a seconda del settore: nell’artigianato è necessaria l’iscrizione ad un albo di artigiani, oltre al superamento di un esame di abilitazione, nel caso si tratti di attività potenzialmente pericolose (gefahrgeneigten); per le industrie è necessaria l’approvazione degli impianti ai sensi della legge sulla protezione dalle emissioni inquinanti (Immissionschutzgesetz); in alcune attività commerciali, sono necessarie specifiche abilitazioni (medicinali, animali, armi ed esplosivi); per il trasporto di persone è necessaria una concessione, mentre per le attività che implicano la sorveglianza è necessario il superamento di un corso di 80 ore presso la camera di commercio (IHK).
Le imprese che si registrano presso il Gewerbeamt vengono notificate al Finanzamt (Ufficio fiscale), che invia un questionario fiscale in cui occorre descrivere il tipo di attività pianificata e l’aspettativa di spese e ricavi. Al questionario va allegato il Business Plan dell’impresa nel caso si voglia godere del contributo per le start up (Gründungszuschuss). Dopo aver ricevuto il questionario compilato, il Finanzamt attribuisce all’impresa un codice fiscale (Steuernummer).
Il Gewerbeamt comunica la registrazione dell’impresa anche alla locale Camera di commercio, l’iscrizione alla quale è automatica ed obbligatoria, con un costo che dipende dal fatturato dell’impresa.
Alcune tipologie di impresa hanno anche l’obbligo di registrazione presso il registro commerciale (Handelsregister). Il registro commerciale è pubblico e viene gestito dalle preture (Amtsgericht). Fornisce informazioni riguardo ad elementi rilevanti per chi fa affari con un’azienda o un individuo, tra i quali l’ammontare del capitale sociale, la responsabilità dei soci, le garanzie e procure, le eventuali procedure di bancarotta, la cancellazione dell’impresa. Ogni iscrizione al registro commerciale deve essere inviata da un notaio tedesco in forma certificata ed elettronica. Se un’impresa è soggetta all’obbligo di registrazione, ma inizia la propria attività prima che la procedura sia completata, i soci sono responsabili in solido delle eventuali perdite.
Il costo per la registrazione e pubblicazione parte da un minimo di 250 € per le società semplici, di 400 € per le società a responsabilità limitata (GmbH) e di 500 € per le società per azioni (AG).
Nel 2007 è stato introdotto per legge[38] il registro elettronico delle imprese[39], che consente l’aggiornamento e la pubblicazione via web di una parte delle informazioni contenute nel registro commerciale, senza però eliminare completamente gli obblighi di registrazione attraverso il notaio.
Irlanda
Nel presupposto che la regolazione rappresenti uno degli strumenti fondamentali per costituire condizioni istituzionali ed economiche favorevoli all’innovazione del sistema produttivo, l’Irlanda ha incluso i profili concernenti la disciplina delle imprese tra le finalità delle politiche dirette a promuovere l’ambiente più idoneo a stimolare l’innovazione del sistema produttivo e ad attrarre gli investimenti[40]. L’esigenza di utilizzare la leva della regolazione per favorire la ripresa economica è stata peraltro ribadita nel quadro della strategia di medio termine messa a punto nel dicembre 2008 dal Governo irlandese per affrontare la crisi finanziaria, i cui indirizzi pongono in particolare risalto le politiche promozionali rivolte alle attività industriali ad elevato contenuto tecnologico (smart economy)[41].
Al rilievo attribuito al profilo dell’innovazione - che trova riscontro anche nella previsione di misure di sostegno finanziario in favore della costituzione di nuove imprese operanti in settori con elevate potenzialità di sviluppo (High Potential Start Up)[42] -, corrispondono procedure in parte semplificate per la creazione di nuove imprese.
Gli adempimenti amministrativi per la registrazione di un’impresa richiedono, di norma, da due a cinque giorni lavorativi se effettuati attraverso modalità semplificate (quindici giorni secondo lo schema ordinario)[43] e comportano un costo medio di 50 euro (variabili a seconda del modello societario prescelto); per agevolare le relative operazioni il Ministero competente ha predisposto un servizio di informazione e di orientamento fornito attraverso un sito Internet dedicato[44].
E’ in corso di avanzata realizzazione, inoltre, il servizio di registrazione on-line delle società, la cui introduzione era stata raccomandata dalla Commissione sulla riforma del diritto societario insediata dal Governo nel 2000 (Company LawReview Group). Il servizio consente, attraverso procedure stabilite dal Company Registration Office e secondo modalità standardizzate (nel quadro di un “ambiente” informatico dedicato, denominato CORE, Companies Online Registration Environment[45]), lo svolgimento in via elettronica (da parte dei diretti interessati o, più frequentemente, attraverso intermediari) degli adempimenti necessari per la registrazione delle società.
Non è ancora operante, tuttavia, un vero e proprio punto unitario (c.d. sportello unico) a cui fare capo per avviare una nuova impresa. Unica esperienza di “one stop shop” è quello istituito per la Zona Libera di Shannon, distretto territoriale creato nel 1959 in prossimità dell’omonimo aeroporto internazionale. Sottoposto alla supervisione di un’agenzia di sviluppo regionale (Shannon Development[46]), il distretto ospita un “parco commerciale internazionale” e si caratterizza - oltre che per la presenza di infrastrutture, di centri di ricerca e per la disponibilità di manodopera qualificata - per gli incentivi economici[47] e fiscali[48] previsti in favore delle imprese, nazionali e straniere, che vi si stabiliscono (attualmente il distretto di Shannon è sede di circa 100 imprese con un numero complessivo di 7.000 dipendenti).
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tel. 06/6760. 2278 – 3242 ; mail: LS_segreteria@camera.it
[1] Fin dal 1997
[2] Uno studio della Commissione
europea del gennaio 2002 (“Benchmarking
the Administration of Business Start-ups”, disponibile all’indirizzo-http://ec.europa.eu/enterprise/newsroom/cf/document.cfm?action=display&doc_id=3617&userservice_id=1&request.id=0)
aveva registrato una media europea di 22 giorni lavorativi ed un costo di 827
euro necessari nel 2001 per aprire un’impresa. Sulla base dei risultati di tale
studio, il Consiglio europeo del 23-24 marzo
[3] La lista dei National Start-up Coordinators notificati alla Commissione europea è disponibile presso la pagina internet della DG “Imprese e Industria” (http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/files/support_measures/start-ups/startupcoord_en.pdf).
[4]Commission Staff Working Document “Assessing Business Start-up Procedures in the context of the renewed
[5]Lo Small Business Act (SBA),proposto dallaCommissione europea nella sua Comunicazione “Pensare anzitutto in piccolo” (Think Small First). Uno Small Business Act per l’Europa” (COM (2008) 394, disponibile alla pagina internet http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0394:REV1:IT:PDF), stabilisce un approccio politico integrato nell’intero ciclo di vita delle PMI, ancorato in modo irreversibile ai principi “Legiferare meglio” e “Pensare anzitutto in piccolo” e volto a rafforzare ulteriormente la crescita e la competitività delle PMI. Lo SBAindividuaun set di 10 principi che dovrebbero guidare il concepimento e la realizzazione di politiche a livello UE e nazionale per le PMI. I 10 principi sono considerati essenziali per creare condizioni di concorrenza paritarie per le PMI nell’intera Unione europea e snellire le procedure amministrative al fine di consentire a tali imprese di realizzare in pieno il loro potenziale di crescita in termini di nuova occupazione e crescita economica. Lo Small Business Actcomporta anche unambizioso pacchetto di nuove misure concrete che includono iniziative ad ampio raggio (policies) ed alcune proposte “legislative” UE per tradurre in azione i principi dello SBA sia a livello europeo che a livello dei singoli Stati membri.
[6] Il Piano
europeo per lo SBA, adottato dal Consiglio “Competitività” dell’UE del 1-2
dicembre
[7] Per il testo delle Conclusioni del Consiglio e il Piano d’azione per lo “Small Business Act”, approvati il 1 dicembre 2008, si segnala il comunicato stampa del Consiglio “Competitività” del 1-2 dicembre 2008 (disponibile alla pagina internet http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/intm/105407.pdf), che fa riferimento al doc. 14677/1/08 Rev.1 del Consiglio UE (http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/08/st14/st14677-re01.it08.pdf).
[8](COM (2008)800, disponibile alla pagina internet http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2008:0800:FIN:IT:PDF).
[9] Conclusioni della Presidenza, in
particolare il paragrafo
[10] Il primo Rapporto sull’attuazione dello SBA è stato presentato il 15 dicembre 2009 (COM (2009) 680, disponibile all’indirizzo http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52009DC0680:EN:HTML). Per una sintesi del rapporto si segnala il comunicato stampa della Commissione europea “EU and its Member States committed to make life easier for small companies”(IP/09/1933 -http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/09/1933&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en). Altre informazioni sulle iniziative collegate allo Small Business Act sono reperibili sul relativo sito internet http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act/ e sulla pagina dedicata alla sua attuazione: http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/small-business-act/implementation/index_en.htm.
[11] Soltanto sette Stati UE hanno raggiunto nel 2009 tutti e tre gli obiettivi (Belgio, Danimarca, Estonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Ungheria), mentre solo nove Stati hanno raggiunto, sempre nel 2009, l’obiettivo dei tre giorni lavorativi di tempo massimo per fondare un’impresa (erano 13 nel 2008, quando il tempo richiesto era 5 giorni). Sullo stato di avanzamento dei benchmarks fissati dall’UE per le Start-up Procedures, si segnala la pagina web della DG “ Imprese e Industria” ad esse dedicata (http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/business-environment/start-up-procedures/index_en.htm).Sui progressi nel 2009, oltre alla tavola sinottica riprodotta nel presente Appunto, ulteriori informazioni sono reperibili all’indirizzo http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/business-environment/start-up-procedures/progress-2009/index_en.htm .
[12] COM (2010)2020 (http://ec.europa.eu/eu2020/pdf/COMPLET%20IT%20BARROSO%20-%20Europe%202020%20-%20IT%20version.pdf).
[13]Conclusioni della Presidenza, disponibili alla pagina internet http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/113597.pdf.
[14] Conclusioni della Presidenza, disponibili alla pagina internet http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/115346.pdf.
[15] Per una descrizione di sintesi del setting updi una nuova impresa in ciascuno dei 27 Paesi UE(in lingua inglese o lingua originale del Paese membro) si segnala il sito della Commissione europea YOUR EUROPE (http://ec.europa.eu/youreurope/business/starting-business/setting-up/index_en.htm), che offre, nel frame di destra, la rubrica National Information con link alle schede-Paese attivabili dai bottoni raffiguranti le bandiere dei singoli Paesi UE.
[16] http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/files/support_measures/start-ups/startups2009_en.pdf)
[17] Risultati raggiunti nel 2009 da parte degli Stati membri nel rispetto degli obiettivi fissati dalla Ue nelle tre aree d’intervento (sportello unico, tempi e costi) per rendere più semplici e veloci le procedure di Start-up di un’impresa. La tavola riproduce (in versione italiana non ufficiale) la 2009 Country by Country Assessment – Overview Table della Commissione europea, consultabile alla pagina internet http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/files/support_measures/start-ups/startups2009_en.pdf.
[18] Il NO indica che i servizi offerti dallo sportello unico non sono sufficienti a considerarlo uno sportello unico “a regime”.
[19] I dati sui tempi e sui costi sono basati su informazioni fornite dagli Stati membri.
[20] I costi riportati nelle caselle in rosso indicano per i relativi Paesi importi superiori ai 1.000 euro.
[21]
I dati per
[22] I tre tipi di companies sono anche gli unici ad essere regolati dalla legge (Companies Act).
[23] Company con capitale azionario minimo di 500.000 corone danesi, di cui il 25 % da versare prima della registrazione.
[24] Company con capitale azionario minimo di 80.000 corone danesi, da versare interamente prima della registrazione.
[25] Una filiale di companies estere deve essere registrata dalla Danish Commerce and Companies Agency su certificazione che la company straniera sia, a sua volta, registrata secondo la legislazione del suo Paese d’origine. Una filiale (branch) che operi in Danimarca è soggetta alla legislazione danese e la sua denominazione deve contenere l’indicazione della nazionalità e dello status di filiale di una company straniera, oltre ad essere gestita da un branch manager. Sono soggetti a registrazione anche gli Uffici di rappresentanza di una società straniera.
[26] Sono da citare anche altre forme giuridiche –
anche se meno usate dagli imprenditori -
come
[27] Ulteriori informazioni sono consultabili sul sito internet della Danish Commerce and Companies Agency (DCCA) http://www.eogs.dk/sw21252.asp.
[28] Ulteriori informazioni sono recuperabili (in lingua inglese) direttamente sul portale internet Virk.dk, all’indirizzo http://www.virk.dk/English. Per una descrizione del sistema di semplificazione delle procedure amministrative e delle procedure di start-up e registrazione di una nuova impresa in Danimarca si segnala anche la scheda paese della Commissione europea “Setting up a new business – Denmark” (http://ec.europa.eu/youreurope/business/starting-business/setting-up/denmark/index_en.htm).
[30] I testi, in lingua inglese, dei due Acts citati e delle altre norme relative al diritto danese delle imprese sono consultabili alla pagina web dedicata alla Legislation del sito della DCCA (http://www.eogs.dk/sw30295.asp ).
[31] La better
regulation delle imprese è una delle priorità del Governo danese che si è
impegnato a ridurre gli oneri amministrativi sulle imprese del 25 per cento
entro il
[32]A tutte le persone che vivono o lavorano in Danimarca verrà attribuito un numero d’identificazione personale, conosciuto come il “numero CPR “.
[33] Il
60-70% di tutte le creazioni e registrazioni di imprese avviene in Danimarca
attraverso Webreg, un’applicazione internet self-service messa a disposizione
dalla DCCA.Per avviare una nuova impresa è infatti possibile
registrare la relativa company
direttamente attraverso il Portale internet WebReg.dk(http://www.webreg-portal.dk/home.asp) o
contattare
Webreg è solo una delle molte soluzioni digitalizzate messe a disposizione dalla DCCA, tra le quali c’è, ad esempio, il sistema Revireg (https://webreg.dk/revireg/main/welcome ) per la registrazione di società di revisione dei conti e di singoli revisori (accountancy firms e accountants), un sito che richiede l’obbligo di registrazione ed è accessibile solo con una “firma digitale”.
[34]Si segnala al riguardo che le Companies
devono essere registrate presso
[35] Un altro importante sito internet per lo starting-up delle imprese in Danimarca è Startvækst(Start-Up e Crescita) (http://www.startvaekst.dk/), il portale internet per imprenditori e società che contiene informazioni sullo starting up, le attività e la crescita di un’impresa.
[36] Un’esauriente presentazione degli obblighi di registrazione si trova nell’opuscolo Gründerzeiten Nr. 36 Thema: Anmeldungen und Genehmigungen (giugno 2009), pubblicato dal Ministero dell’economia e reso disponibile sul portale per la promozione dell’imprenditoria http://www.existenzgruender.de/imperia/md/content/pdf/publikationen/gruenderzeiten/gz_36.pdf.
[37] Un quadro sintetico sulle imprese in Germania è presente nell’opuscolo Investment guide to Germany, marzo 2009, pubblicato dall’agenzia federale Trade and Invest e disponibile all’indirizzo internet http://www.gtai.com/fileadmin/user_upload/Downloads/Info-Service/Brochures/1_Englisch/General_Info_Germany/InvestmentGuide_ENG_March2009_GTAI.pdf.
[38] Gesetz über elektronische Handelsregister und Genossenschaftregister sowie das Unternehmensregister (EHUG) vom 10. November 2006, BGBl. I, S. 2553, consultabile all’indirizzo internet http://www.jura.uni-augsburg.de/fakultaet/lehrstuehle/moellers/materialien/materialdateien/040_deutsche_gesetzgebungsgeschichte/ehug/ehug_pdfs/bgbl106s2553.pdf.
[40] L’innovazione (riferita a beni, servizi o processi produttivi sostanzialmente nuovi, oppure più evoluti rispetto allo “stato dell’arte” esistente a livello europeo, o comunque caratterizzati da un elevato rischio di insuccesso tecnologico od industriale) è il tema centrale del programma di interventi per la crescita economica noto come Building Ireland’s Smart Economy. Con la finalità di costituire in Irlanda, entro il 2020, l’ambiente “ideale” per le attività produttive più innovative (“innovation ecosystem”), tale programma ha individuato, tra i diversi ambiti dell’azione pubblica, quello concernente gli aspetti tributari e normativi (Tax and regulatory affairs). Le linee di fondo dell’iniziativa sono esposte nella relazione del gruppo di coordinamento costituito dal Governo (Innovation Taskforce) pubblicata nel marzo 2010:
http://www.taoiseach.gov.ie/eng/Innovation_Taskforce/Report_of_the_Innovation_Taskforce_Summary.pdf .
[41] Lo stato di attuazione del piano del 2008 è esaminato nel Progress Report pubblicato nel marzo
[42] Sulle misure previste per le cosiddette High Potential Start Up (HPSU) da parte dell’ufficio governativo per il sostegno e l’assistenza alle imprese, Enterprise Ireland, v. http://www.enterprise-ireland.com/Grow/Finance/Standardhighpotentialstartupcompany.htm
[43] Le tre principali modalità di registrazione (Ordinary; Fé Phrainn; CRODisk) e i relativi requisiti di accesso sono illustrati dal Company Registration Office, all’indirizzo di rete: http://www.cro.ie/ena/business-registration-registration-methods.aspx.
[44] Si tratta del Business Access to State Information & Services (BASIS), all’indirizzo: http://www.basis.ie/home/home.jsp?pcategory=10055&ecategory=10055&language=EN.
[45] Il servizio e le relative procedure sono attivabili collegandosi al sito internet del CORE, all’indirizzo: https://www.core.ie/Main/index.jsp. Ulteriori informazioni sulle modalità di registrazione societaria sono rese disponibili dal Company Registration Office, all’indirizzo: http://www.cro.ie/ena/business-registration-company.aspx
[47] Gli incentivi economici sono erogati da Shannon Development in forma di finanziamenti (grants) alle imprese stabilite nel distretto e si correlano, a seconda dei casi, a piani – ad esempio - di investimento, di ricerca e sviluppo, di aggiornamento tecnologico o di reclutamento presentati dalle imprese beneficiarie (l’elenco dei grants è riportato all’indirizzo: http://www.shannonireland.com/Publications/InformationforExistingSFZClients/).
[48] Gli incentivi fiscali consistono attualmente nell’esenzione fiscale per le nuove imprese di piccole dimensioni che hanno cominciato la loro attività dopo il 1° gennaio 2009 e che non superino un imponibile annuo di 40.000 euro. Per le grandi imprese (ovvero con imponibile annuo a fini fiscali non inferiore a 200.000 euro) sono previste particolari forme di rateizzazione della corporation tax (fonte: Irish Taxation Institute, http://www.taxireland.ie/taxadvice/CorporationTax.aspx).