Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
Titolo: Definire una Strategia post-Lisbona 2010 per la crescita e l'occupazione, ispirata all'innovazione, all'istruzione e alla sostenibilità - Roma, 24 giugno 2010
Serie: Documentazione per le Commissioni - Riunioni interparlamentari    Numero: 52
Data: 21/06/2010
Descrittori:
INNOVAZIONE TECNOLOGICA   LAVORO
MISURE CONTRO LA DISOCCUPAZIONE     
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Camera dei deputati

XVI LEGISLATURA

 

 


 

 

 

 

 

Documentazione per le Commissioni

riunioni interparlamentari

 

 

 

 

Strategia post-Lisbona 2010 per la crescita e l’occupazione, ispirata all’innovazione, all’istruzione e alla sostenibilità

 

Roma, 24 giugno 2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 52

 

21 giugno 2010

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dossier è stato curato dall’Ufficio rapporti con l’Unione europea (tel. 2145)

 

 

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I N D I C E

 

Scheda di lettura         1

Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva       3

·        Conclusioni del Consiglio europeo del 17-18 giugno 2010      3

·        Contesto e obiettivi della comunicazione della Commissione europea      5

·        Crescita intelligente      6

-        Iniziativa faro: “L’Unione dell’innovazione”    6

-        Iniziativa faro: “Youth on the move”    6

-        Iniziativa faro: “Un’agenda europea del digitale”    7

·        Crescita sostenibile      8

-        Iniziativa faro: “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse”    8

-        Iniziativa faro: “Una politica industriale per l’era della globalizzazione”    8

·        Crescita inclusiva      9

-        Iniziativa faro: “Un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro”    9

-        Iniziativa faro: “Piattaforma europea contro la povertà”    10

·         Governance della nuova strategia      11

·         Conclusioni del Consiglio europeo del 25-26 marzo 2010      11

·         Risoluzione del Parlamento europeo      12

·         Esame delle Commissioni V e XIV della Camera dei deputati   14

Documenti  

Conclusioni del Consiglio europeo del 17-18 giugno 2010                                 17

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 giugno 2010                                   33

 

 

 

 

 


 

 

 

Scheda di lettura


 

 

Una strategia per una crescita intelligente,                  sostenibile e inclusiva

 

 

Conclusioni del Consiglio europeo del 17-18 giugno 2010

 

Il Consiglio europeo del 17-18 giugno 2010, sulla base della comunicazione della Commissione europea presentata il 3 marzo 2010 (COM(2010)2020)[1], ha messo a punto la Strategia UE 2020 per l'occupazione e una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che costituisce la prosecuzione naturale della Strategia di Lisbona[2].

La nuova strategia risponde alla sfida di riorientare le politiche per passare dalle misure di gestione della crisi all'introduzione di riforme a medio-lungo termine volte a promuovere la crescita e l'occupazione e ad assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche, tra l'altro attraverso la riforma dei sistemi pensionistici.

In questo contesto, è stato riaffermato l’impegno degli Stati membri ad assicurare la sostenibilità dei bilanci e a conseguire gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici, conferendogli carattere prioritario. Tutti gli Stati membri sono pronti, se necessario, a assumere misure aggiuntive per accelerare il risanamento, imperniate soprattutto sul contenimento della spesa.

Il Consiglio europeo conferma i cinque obiettivi principali della strategia UE 2020 proposti dalla Commissione europea:

·         mirare a portare al 75% il tasso di occupazione delle donne e degli uomini di età compresa tra 20 e 64 anni, anche mediante una maggiore partecipazione dei giovani, dei lavoratori più anziani e di quelli poco qualificati e una migliore integrazione dei migranti nella popolazione attiva;

·         migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare allo scopo di portare al 3% del PIL i livelli d'investimento pubblico e privato combinati in tale settore;

·         ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 o del 30%, se sussistono le necessarie condizioni, ovvero nel quadro di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012, a condizione che altri Paesi sviluppati si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni e i Paesi in via di sviluppo contribuiscano adeguatamente in funzione delle loro responsabilità e capacità; contestualmente, bisognerebbe portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile e migliorare del 20% l'efficienza energetica (obiettivo già previsto nel pacchetto clima energia approvato nel 2009).

In un altro passaggio delle conclusioni, relativo ai cambiamenti climatici. il Consiglio europeo prende atto della comunicazione della Commissione che analizza le ipotesi di intervento per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra superiore al 20%, invitando la Commissione ad un’ulteriore valutazione d’impatto sugli effetti non solo ambientali, ma anche economici, che un passaggio al 30% potrebbe avere su ciascuno Stato membro e sul suo sistema industriale;

·         migliorare i livelli d'istruzione, in particolare mirando a ridurre i tassi di dispersione scolastica al di sotto del 10% e aumentando almeno al 40% la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente. Il Consiglio europeo sottolinea la competenza degli Stati membri a definire e attuare obiettivi quantitativi nel settore dell'istruzione;

·         promuovere l'inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà, mirando a liberare almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione. Il Consiglio europeo precisa che la popolazione è definita in base al numero di persone che sono a rischio di povertà e di esclusione in conformità di tre indicatori (rischio di povertà, deprivazione materiale, nucleo familiare privo di occupazione) lasciando gli Stati membri liberi di fissare i propri obiettivi nazionali in base agli indicatori più appropriati, tenuto conto delle priorità e circostanze nazionali.

Il Consiglio europeo ha inoltre dato il suo avallo politico agli orientamenti integrati per le politiche economiche e occupazionali, che saranno adottati formalmente (presumibilmente in autunno) in seguito al parere del Parlamento europeo. Gli orientamenti continueranno ad essere la base per eventuali  raccomandazioni specifiche per Paese che il Consiglio volesse rivolgere agli Stati membri. Essi dovrebbero, in stretto dialogo con la Commissione, mettere a punto rapidamente i rispettivi obiettivi nazionali, conformemente alle procedure decisionali nazionali. Dovrebbero inoltre individuare le principali strozzature che ostacolano la crescita e indicare, nei rispettivi programmi nazionali di riforma, in che modo intendono ovviarvi. I progressi verso il conseguimento degli obiettivi principali saranno regolarmente riesaminati.

Contesto e obiettivi della comunicazione della Commissione europea

Nella sua comunicazione del 3 marzo scorso, la Commissione ha proposto di incentrare la strategia UE 2020 su tre grandi priorità: crescita intelligente, crescita sostenibile e crescita inclusiva.

Per il conseguimento degli obiettivi sopra descritti (e approvati dal Consiglio europeo) la Commissione propone sette “iniziative faro”, ciascuna delle quali include numerose misure da realizzare sia a livello UE sia a livello dei Paesi membri.

 

In base al programma legislativo e di lavoro per il 2010, la Commissione presenterà le proprie proposte specifiche per mezzo delle seguenti comunicazioni (atti non legislativi):

"Un'agenda europea del digitale" (presentata il 19 maggio) che definisce priorità volte ad accelerare la diffusione dell'internet ad alta velocità e sfruttare le potenzialità delle tecnologie digitali per famiglie e imprese;

"Una politica industriale per l'era della globalizzazione" (prevista per settembre), che definirà priorità per migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le PMI, e favorire lo sviluppo di una base industriale solida e sostenibile in grado di competere su scala mondiale;

"Un piano europeo per la ricerca e l'innovazione" (prevista per luglio), che definirà priorità per migliorare le condizioni generali e l'accesso ai finanziamenti per la ricerca in Europa, come pure le sue capacità in termini di creatività e di innovazione, compresa l'ecoinnovazione, contribuendo alla discussione che si svolgerà in autunno in sede di Consiglio europeo;

Youth on the move” (prevista per novembre), che definirà priorità volte a migliorare le prestazioni dei sistemi d'istruzione, aumentare l'attrattiva del sistema europeo di insegnamento superiore e aprire ai giovani un maggior numero di programmi di mobilità. Una comunicazione sulla "disoccupazione giovanile" indicherà inoltre una risposta strategica per accrescere le possibilità di lavoro per i giovani, promuovere apprendistati e formazione e agevolare il passaggio dalla scuola al mondo lavorativo;

Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro” (prevista per settembre), che definirà priorità volte a modernizzare i mercati occupazionali onde favorire la mobilità della manodopera e l'acquisizione di competenze lungo tutto l'arco della vita; aumentare la partecipazione al mercato del lavoro e conciliare meglio l'offerta e la domanda;

Una piattaforma europea contro la povertà” (prevista per ottobre), che mira alla equa distribuzione dei benefici della crescita e alla partecipazione attiva alla società delle persone vittime della povertà.

 

Crescita intelligente

Iniziativa faro: “L’Unione dell’innovazione”

A livello dell’UE, la Commissione intende:

·         completare lo spazio europeo della ricerca, definendo un programma strategico incentrato su sicurezza energetica, trasporti, cambiamento climatico e uso efficiente delle risorse, salute e invecchiamento, metodi di produzione e pianificazione territoriale ecologici;

·         migliorare il contesto generale per l'innovazione nelle imprese (ad es., creando il brevetto unico dell'UE e un tribunale specializzato per i brevetti, modernizzando il quadro per diritti d'autore e marchi commerciali, migliorando l'accesso delle PMI alla tutela della proprietà intellettuale e al capitale di rischio);

·         lanciare "partenariati europei per l'innovazione" tra l'UE e livello nazionale onde accelerare lo sviluppo e l'adozione delle tecnologie necessarie per affrontare le sfide individuate;

·         potenziare il ruolo pro-innovazione degli strumenti finanziari dell'UE (fondi strutturali, fondi di sviluppo rurale, programma quadro di R&S), anche mediante una più stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, snellire le procedure amministrative per l'accesso ai finanziamenti, segnatamente per le PMI;

·         rafforzare i legami tra istruzione e settore delle imprese.

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         riformare i sistemi di R&S nazionali (e regionali) per favorire l'eccellenza e la specializzazione, intensificare la cooperazione tra università, centri di ricerca e imprese;

·         assicurare un numero sufficiente di laureati in scienze, matematica e ingegneria;

·         conferire carattere prioritario alla spesa per la conoscenza, anche utilizzando incentivi fiscali e altri strumenti finanziari per promuovere maggiori investimenti privati nella R&S.

Iniziativa faro: “Youth on the move”

A livello dell'UE, la Commissione intende adoperarsi per:

·         integrare e potenziare i programmi UE per la mobilità, le università e i ricercatori (Erasmus, Erasmus Mundus, Tempus e Marie Curie) e collegarli ai programmi e alle risorse nazionali;

·         accelerare il programma di modernizzazione dell'istruzione superiore (programmi di studio, gestione e finanziamenti), anche valutando le prestazioni delle università;

·         promuovere l'imprenditoria mediante programmi di mobilità per giovani professionisti;

·         promuovere il riconoscimento dell'apprendimento non formale;

·         creare un quadro per l'occupazione giovanile, favorendo l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro mediante apprendistati, tirocini o altre esperienze lavorative.

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         garantire investimenti efficienti nei sistemi d'istruzione e formazione a tutti i livelli (dalla scuola materna all'insegnamento superiore), migliorando i risultati nel settore dell'istruzione in ciascun segmento, nell'ambito di un'impostazione integrata che miri a ridurre l'abbandono scolastico;

·         migliorare l'apertura e la pertinenza dei sistemi d'istruzione creando quadri nazionali delle qualifiche e conciliare meglio i risultati nel settore dell'istruzione con le esigenze del mercato del lavoro;

·         favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro mediante un'azione integrata che comprenda, tra l'altro, orientamento, consulenza e apprendistati.

Iniziativa faro: “Un’agenda europea del digitale”

A livello dell'UE, la Commissione si adopererebbe per:

·         creare un quadro giuridico stabile tale per incentivare investimenti per internet ad alta velocità;

·         definire una politica efficiente in materia di spettro radio;

·         creare un vero e proprio mercato unico per i contenuti e i servizi online;

·         promuovere l'accesso a internet, in particolare mediante azioni a sostegno dell'alfabetizzazione digitale e dell'accessibilità.

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         elaborare strategie operative per internet ad alta velocità e orientare i finanziamenti pubblici, compresi i fondi strutturali, verso settori non totalmente coperti da investimenti privati;

·         creare un quadro legislativo per coordinare i lavori pubblici in modo da ridurre i costi di ampliamento della rete;

·         promuovere la diffusione e l'uso dei moderni servizi online (e-government, servizi sanitari online, etc.).

Crescita sostenibile

Iniziativa faro: “Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse”

A livello dell'UE, la Commissione intende adoperarsi per:

·         mobilitare gli strumenti finanziari dell'UE (fondi strutturali, programma quadro di R&S, BEI, etc.) nell'ambito di una strategia di finanziamento che metta insieme i fondi pubblici e privati, dell'UE e nazionali;

·         potenziare l'uso degli strumenti basati sul mercato (scambio di quote di emissione, revisione della fiscalità, quadro per gli aiuti di Stato, promozione di un maggiore uso degli appalti pubblici verdi);

·         presentare proposte volte a modernizzare e a "decarbonizzare" il settore dei trasporti, compreso il varo di un’iniziativa europea per le auto "verdi", tra cui le auto elettriche e ibride, combinando ricerca, definizione di standard comuni e sviluppo del necessario supporto infrastrutturale;

·         accelerare l'attuazione di progetti strategici con un alto valore aggiunto europeo, in particolare le sezioni transfrontaliere e i nodi intermodali (città, porti, piattaforme logistiche);

·         completare il mercato interno dell’energia e attuare il piano strategico per le tecnologie energetiche e potenziare le reti transeuropee nel settore dell'energia, trasformandole in una super-rete europea;

·         adottare e attuare un piano d'azione riveduto in materia di efficienza energetica (in favore delle PMI e delle famiglie) utilizzando i fondi strutturali;

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         ridurre gradualmente le sovvenzioni che hanno ripercussioni negative sull'ambiente;

·         utilizzare strumenti basati sul mercato, come incentivi fiscali e appalti, per adeguare i metodi di produzione e di consumo;

·         sviluppare infrastrutture intelligenti e totalmente interconnesse nei settori dei trasporti e dell'energia ;

·         garantire un'attuazione coordinata dei progetti infrastrutturali, nell'ambito della rete principale dell'UE;

·         concentrarsi sulla dimensione urbana dei trasporti;

·         utilizzare i fondi strutturali per investire in efficienza energetica degli edifici pubblici e nel riciclaggio.

Iniziativa faro: “Una politica industriale per l’era della globalizzazione”

A livello dell'UE, la Commissione si adopererebbe per:

·         definire una politica industriale atta a mantenere e sviluppare una base industriale solida, competitiva e diversificata in Europa;

·         migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le PMI, riducendo fra l'altro i costi delle transazioni commerciali in Europa, promuovendo le aggregazioni e rendendo più accessibili i finanziamenti;

·         promuovere la ristrutturazione e la riconversione dei settori in difficoltà, anche mediante il rapido trasferimento delle competenze verso settori ad alto potenziale di crescita e con il sostegno del regime dell'UE in materia di aiuti di Stato e/o del Fondo di adeguamento alla globalizzazione;

·         favorire l'internazionalizzazione delle PMI;

·         fare in modo che le reti dei trasporti e della logistica assicurino alle industrie di tutta l'Unione un accesso effettivo al mercato unico e al mercato internazionale;

·         definire un'efficace politica spaziale, in particolare per la realizzazione delle iniziative Galileo e GMES;

·         migliorare la competitività del settore turistico europeo;

·         promuovere la responsabilità sociale delle imprese quale elemento fondamentale per garantire la fiducia a lungo termine di dipendenti e consumatori.

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         migliorare il clima imprenditoriale, specialmente per le PMI innovative, anche utilizzando gli appalti pubblici per sostenere gli incentivi all'innovazione;

·         migliorare le condizioni di tutela della proprietà intellettuale;

·         ridurre gli oneri amministrativi per le imprese;

·         collaborare con le parti interessate dei diversi settori (parti sociali, università, ONG, organizzazioni di consumatori) per procedere a un'analisi comune su come mantenere una solida base industriale.

Crescita inclusiva

Iniziativa faro: “Un’agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro”

A livello dell'UE, la Commissione intende:

·         definire e attuare, insieme alle parti sociali, la seconda fase del programma "flessicurezza";

·         adeguare il quadro legislativo ai modelli di lavoro in evoluzione (orari, lavoratori distaccati, ecc.) e ai nuovi rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro;

·         agevolare e promuovere la mobilità della manodopera nell'UE e garantire maggiore equilibrio tra offerta e domanda di lavoro, con un sostegno finanziario adeguato dei fondi strutturali;

·         rafforzare la capacità delle parti sociali e sfruttare appieno le potenzialità di risoluzione dei problemi del dialogo sociale a tutti i livelli (UE, nazionale/regionale, settoriale, aziendale);

·         sviluppare un quadro europeo per le capacità, le competenze e l'occupazione (European Skills, Competences and Occupations frame work, ESCO)

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         attuare i percorsi nazionali di flessicurezza, per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, facilitando al tempo stesso un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata;

·         riesaminare e monitorare regolarmente l'efficienza dei sistemi fiscali e previdenziali per rendere il lavoro redditizio, abolendo al tempo stesso le misure che scoraggiano il lavoro autonomo;

·         promuovere politiche di invecchiamento attivo, così come la parità fra i sessi;

·         imprimere un forte slancio all'attuazione del Quadro europeo delle qualifiche mediante la creazione di quadri nazionali delle qualifiche;

·         fare in modo che le competenze necessarie per il proseguimento della formazione e l'ingresso nel mercato del lavoro siano riconosciute in tutti i sistemi di insegnamento, compreso l'apprendimento non formale;

·         sviluppare i partenariati tra il settore dell'istruzione/formazione e il mondo del lavoro, in particolare associando le parti sociali alla pianificazione dell'istruzione e della formazione.

Iniziativa faro: “Piattaforma europea contro la povertà”

A livello dell'UE, la Commissione intende:

·         trasformare il metodo aperto di coordinamento su esclusione e protezione sociale in una piattaforma di cooperazione, revisione inter pares e scambio di buone pratiche;

·         promuovere l'innovazione sociale per le categorie più vulnerabili, offrendo possibilità di istruzione, formazione e occupazione alle comunità svantaggiate, nonché l'integrazione dei migranti;

·         valutare l'adeguatezza e la sostenibilità dei regimi pensionistici e di protezione sociale e riflettere su come migliorare l'accesso ai sistemi sanitari.

A livello nazionale, gli Stati membri dovrebbero:

·         promuovere la responsabilità collettiva e individuale nella lotta alla povertà e all'esclusione sociale;

·         definire e attuare misure incentrate sulla situazione specifica delle categorie particolarmente a rischio (famiglie monoparentali, donne anziane, minoranze, Rom, disabili e senzatetto);

·         utilizzare appieno i propri regimi previdenziali e pensionistici per garantire un sufficiente sostegno al reddito e un accesso adeguato all'assistenza sanitaria.

Governance della nuova strategia

La Commissione propone che la strategia sia incentrata su:

·         un approccio tematico consistente nel programma della strategia UE 2020 e nelle sue iniziative faro, che richiedono un'azione a livello tanto dell'UE quanto degli Stati membri. In questo contesto la Commissione intende proporre un ristretto numero di orientamenti integrati (che includono dal 2005 gli orientamenti in materia di occupazione e gli indirizzi di massima per le politiche economiche), che sarebbero approvati, dopo il parere del Parlamento europeo, dal Consiglio europeo di giugno ed adottati formalmente dal Consiglio dell’UE. Tali orientanti dovrebbero rimanere prevalentemente immutati fino al 2014, affinché l'attenzione resti concentrata sulla loro attuazione;

·         una vigilanza sui singoli Paesi, volta ad aiutare ciascuno Stato membro a definire e attuare strategie di uscita dalla crisi economica e a ripristinare la stabilità macroeconomica, da attuare simultaneamente a quella relativa al Patto di stabilità e crescita (PSC) in modo da unificare mezzi e obiettivi, pur mantenendo separati gli strumenti e le procedure e conservando l'integrità del PSC.

Infine, la Commissione propone che, nelle sue riunioni successive, il Consiglio europeo:

·         previo parere del Parlamento europeo, approvi gli orientamenti integrati proposti, che costituiscono il supporto istituzionale della strategia Europa 2020;

·         convalidi gli obiettivi nazionali dopo reciproche verifiche che ne garantiscano la coerenza.

 

Conclusioni del Consiglio europeo del 25-26 marzo 2010

Il Consiglio europeo del 25-26 marzo 2010 ha stabilito che gli Stati membri presentino contestualmente, nell’ultimo trimestredell’anno, i programmi annuali di stabilità o di convergenza e i programmi di riforma della strategia UE 2020, nei quali verranno stilate le misure da adottare e i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi così come nell'attuazione delle principali riforme strutturali. Peraltro, nella comunicazione su “Rafforzare il coordinamento della politica economica” (COM(2010)250), presentata il 12 maggio, la stessa Commissione ha proposto di allineare la presentazione di Programmi di stabilità e dei Programmi nazionali di riforma per l’attuazione della strategia UE 2020, fissandola nel primo semestre di ogni anno.  Agli Stati membri sarebbero quindi rivolte raccomandazioni politiche, formulate sotto forma di pareri sui programmi di stabilità/convergenza ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 e accompagnate da raccomandazioni formulate nell'ambito degli indirizzi di massima per le politiche economiche. Tali raccomandazioni dovrebbero essere abbastanza precise e indicare, di norma, un lasso di tempo entro il quale si ritiene che lo Stato membro interessato debba agire (es: due anni). Lo Stato membro dovrebbe a sua volta presentare le azioni che intende intraprendere per attuare la raccomandazione. Laddove uno Stato membro, al termine del lasso di tempo indicato, non abbia adeguatamente reagito ad una raccomandazione politica del Consiglio o abbia condotto politiche contrarie al suggerimento ricevuto, la Commissione formulerebbe un avvertimento politico.

I programmi nazionali per l’attuazione della Strategia UE 2020 verranno elaborati anche sulla base degli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (art. 121 del Trattato sul funzionamento dell’UE - TFUE), e degli orientamenti per l’occupazione (art. 148 del TFUE), che la Commissione europea ha proposto  il 27 aprile 2010, e che dovrebbero essere approvati dal Consiglio dell’UE, previo parere del Parlamento europeo, dopo la pausa estiva, sotto forma di orientamenti integrati per la crescita e l’occupazione.

 

Risoluzione del Parlamento europeo

Il 16 giugno 2010 il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza (562 voti favorevoli, 57 contrari, 24 astenuti), una risoluzione sulla strategia UE 2020 presentata congiuntamente dai gruppi politici del Partito Popolare europeo (PPE), dei Socialisti e democratici (S&D), dei Liberaldemocratici (ALDE), dei Verdi (Greens-ALE) e dei Conservatori e riformisti (ECR).

Sul piano generale, il PE:

·         ritiene che gli Stati membri dovrebbero migliorare i propri risultati economici mediante l'introduzione di riforme strutturali al fine di ottimizzare la spesa pubblica, diminuire la burocrazia, responsabilizzare i cittadini, favorire lo spirito imprenditoriale e l'innovazione, rendere la legislazione più favorevole alle PMI e fornire alle persone la possibilità di massimizzare il loro potenziale;

·         sollecita il Consiglio ad approvare gli elementi chiave della strategia UE 2020 alla riunione del 17-18 giugno ma insiste sul fatto che non dovrebbe adottare decisioni finali sugli strumenti principali, gli obiettivi e gli indicatori della strategia UE 2020 senza aver opportunamente consultato il Parlamento; nello stesso spirito, ritiene che anche i Parlamenti nazionali, le regioni, gli enti locali, i partner sociali e le ONG debbano essere attivamente coinvolti nella definizione e nell'attuazione della strategia stessa;

Per quanto concerne l’obiettivo occupazione, il PE:

·         ribadisce che un'occupazione di elevata qualità dovrebbe costituire una priorità chiave della strategia UE 2020;

·         ritiene che la nuova strategia debba porre maggiormente l'accento sul lavoro dignitoso, compresa la lotta al lavoro sommerso;

·         ritiene che la nuova strategia dovrebbe incoraggiare i mercati del lavoro che migliorano gli incentivi e le condizioni delle persone sul luogo di lavoro, aumentando al contempo gli incentivi per i datori di lavoro che assumono o mantengono personale;

·         sottolinea che, per affrontare il problema di un'elevata disoccupazione giovanile, dovrebbe essere posto un maggiore accento sulla garanzia di formazione e di opportunità di lavoro per tutti i giovani;

·         esorta gli Stati membri, il Consiglio e la Commissione, congiuntamente al Parlamento, ad adottare, entro la fine dell'anno, una strategia ambiziosa in materia di posti di lavoro verdi, che ponga le condizioni quadro per approfittare delle potenzialità sotto il profilo occupazionale di un'economia più sostenibile basata sulle competenze e l'innovazione e garantisca che la transizione verso tale economia sia sostenuta dalla formazione, dall'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e dalla sicurezza sociale per tutti.

In tema di ricerca e sviluppo:

·         esorta la Commissione e gli Stati membri a mantenere l'obiettivo generale del 3% del PIL da destinare alla R&S; invita gli Stati membri a fare migliore uso della potenziale sinergia tra i fondi della politica di coesione e quelli relativi alla R&S;

·         sottolinea che i grandi progetti di R&S, gli investimenti fondamentali in infrastrutture energetiche, la nuova competenza dell'UE in materia di politica spaziale e la politica d'innovazione dell'UE richiedono una solida, credibile e sostenibile assistenza finanziaria dell'UE al fine di realizzare gli obiettivi fondamentali dell'Unione per il 2020.

In materia di istruzione, il Parlamento europeo:

·         deplora l'assenza di obiettivi quantificati ed esorta vivamente il Consiglio europeo a fissare l'obiettivo del 100% di istruzione secondaria;

·         chiede agli Stati membri di fare propri gli ambiziosi obiettivi, in modo tale che, entro il 2020, i tassi di abbandono scolastico siano inferiori al 10% del totale e almeno il 40% della popolazione abbiano completato studi universitari o di livello equivalente;

·         sottolinea la necessità di politiche solide in materia di apprendimento lungo tutto l'arco della vita;

·         reputa che l'istruzione superiore sia uno dei motori principali dello sviluppo economico e sociale e, pertanto, che sarebbe opportuno porre maggiormente l'accento sul seguito del processo di Bologna[3] e sull'attuazione da parte degli Stati membri dei principi concordati all'interno dello spazio europeo dell'insegnamento superiore.

 

Esame delle Commissioni V e XIV della Camera dei deputati

L’11 marzo 2010 le Commissioni riunite V (Bilancio) e XIV (Politiche dell’UE) hanno approvato un documento finale sulla strategia UE 2020, nel quale hanno espresso una valutazione positiva, con le seguenti osservazioni:

·         la strategia contiene troppe priorità, che potrebbero inficiarne l’efficacia;

·         sarebbe opportuno includere in un unico programma la Strategia per la crescita e l’occupazione, la Strategia per lo sviluppo sostenibile ed il Patto di stabilità e crescita;

·         sarebbe opportuno introdurre  meccanismi “premiali” o “sanzionatori” volti ad assicurare il rispetto degli obiettivi della nuova Strategia da parte degli Stati membri;

·         è essenziale coinvolgere i Parlamenti nazionali, le autorità regionali e locali e la società civile nella definizione degli obiettivi della strategia;

·         la politica di coesione dovrebbe costituire un elemento chiave nella nuova strategia, tenendo conto delle esigenze delle regioni più svantaggiate, non basandosi esclusivamente sul PIL;

·         si dovrebbero compiere progressi concreti nel processo di armonizzazione fiscale;

·         è prioritario potenziare le reti transeuropee nel settore dell'energia, con il sostegno dei fondi strutturali e della BEI, nonché promuovendo i partenariati pubblico-privato;

·         dovrà essere verificata la possibilità di assicurare un livello di risorse superiore a quello previsto dal quadro finanziario 2007-2013, eventualmente anche utilizzando il margine esistente tra il massimale delle prospettive finanziarie e quello delle risorse proprie.

 

 

 


 

 

Documenti

 


 



[1] Il 3 marzo 2010 la Commissione europea ha presentato la comunicazione  “Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” che delinea i settori di intervento, gli obiettivi e le modalità attuative della nuova strategia decennale dell’UE per la crescita e l’occupazione. La comunicazione fa seguito ad una consultazione sul futuro della Strategia di Lisbona dopo il 2010, avviata con la presentazione di un documento di lavoro (COM(2009)647) il 24 novembre 2009, e conclusasi il 15 gennaio 2010.

[2] La strategia di Lisbona, varata dal Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, ha definito una serie di azioni volte a consentire all’Unione europea entro il 2010 di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.

 

[3] La dichiarazione di Bologna (giugno 1999) ha lanciato il processo con lo stesso nome che ha lo scopo di introdurre un sistema di titoli accademici facilmente «leggibili» e comparabili, di promuovere la mobilità degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori, assicurare la qualità nell'insegnamento e tener conto della dimensione europea dell'insegnamento superiore. Il processo si concluderà nel 2010.