Camera dei deputati - XVI Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Titolo: La Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica
Serie: Documentazione e ricerche    Numero: 66
Data: 11/05/2009
Descrittori:
ENTRATE TRIBUTARIE   FABBISOGNO DEL SETTORE PUBBLICO
FINANZA PUBBLICA     
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione

11 maggio 2009

 

n. 66/0

La Relazione unificata
sull’economia e la finanza pubblica

 


Com’è noto, nel corso del 2008 l’economia globale ha subito un forte rallentamento a causa degli effetti sull’economia reale prodotti dalla crisi finanziaria per la restrizione creditizia originata negli Stati Uniti dalle insolvenze dei mutui subprime. La crisi si è poi trasmessa rapidamente a tutti i paesi industrializzati, interessando anche le economie emergenti.

Governi e autorità monetarie hanno adottato ampie misure per contrastare la recessione mediante l’adozione di piani di aiuto volti a fornire adeguati stimoli di politica fiscale e a contrastare i rischi derivanti da una repentina deflazione. Contestualmente, le autorità monetarie hanno instaurato politiche monetarie espansive volte a ridurre progressivamente il costo del denaro, in molti casi portando i tassi di interesse ai minimi storici.

In Europa, al fine di contenere i riflessi negativi sull’economia reale della crisi finanziaria, la Commissione europea ha adottato, con comunicazione del 26 novembre 2008 COM(2008), il Piano europeo di ripresa economica (European Economic Recovery Plan), approvato dal Consiglio europeo l’11 dicembre 2008.

Con specifico riferimento all’Italia, la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica (RUEF) sottolinea come i piani di intervento del governo a sostegno dell’economia abbiano operato in modo coerente con il Piano europeo di ripresa economica e compatibilmente con la struttura dei conti pubblici, secondo le seguenti linee di indirizzo:

-    normalizzazione delle condizioni operative del sistema finanziario e del credito all’economia;

-    allargamento della copertura degli ammortizzatori sociali per ridurre l’impatto negativo della crisi;

-    rafforzamento degli investimenti pubblici e sostegno al sistema sociale e produttivo.

Per effetto della crisi economica, nonostante gli interventi adottati per contrastarne gli effetti, nel 2008 la contrazione dell’economia italiana è stata pari a -1%.

Per gli anni successivi, nella RUEF il Governo prevede una ulteriore contrazione del PIL nel 2009 del 4,2%, a causa della forte riduzione della spesa delle famiglie residenti, del valore negativo delle esportazioni nette e dalla diminuzione degli investimenti. Tali fattori negativi vengono solo parzialmente compensati da una variazione positiva della spesa pubblica, ascrivibile ai piani di intervento a sostegno dell’economia reale. La crescita torna, invece, su valori positivi nel 2010 (+0,3%) e prosegue nel 2011 (+1,2%).

Nel 2009, la variazione dell’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro standard, è prevista diminuire a -2,6% per recuperare negli anni successivi, fino a tornare positiva nel 2011. Il tasso di disoccupazione aumenta all’8,6%, per poi mantenersi pressoché stabile negli anni successivi. L’inflazione mostra un trend alquanto moderato, attorno all’1,6%.

Quadro macroeconomico anni 2009-2011

in %

Consuntivo

RUEF

2008

2009

2010

2011

PIL

-1,0

-4,2

0,3

1,2

Importazioni

-4,5

-12,9

-0,9

3,0

Consumi finali nazionali

-0,5

-1,3

0,3

0,9

Investimenti fissi lordi

-3,0

-11,6

-0,5

1,7

Esportazioni

-3,7

-15,1

-0,7

3,4

Occupazione (ULA)

-0,1

-2,6

0,0

0,6

Tasso di disoccupazione

6,7

8,6

8,7

8,5

Deflatore PIL

2,8

1,6

1,5

1,8

(*)     PIL 2008: Dati non corretti per il numero dei giorni lavorativi. Fonte: ISTAT, Conti economicinazionali (2 marzo 2009).

Le stime sull’andamento del PIL negli anni 2009-2010 contenute nella RUEF, oltre ad essere coerenti con le previsioni, di poco precedenti, dell’OCSE (Interim Report, marzo 2009) e del FMI (Word Economic Outlook, aprile 2009), sono in linea con le stime della Commissione europea, elaborate nelle Spring forecast del 5 maggio scorso, la quale, nel confermare il quadro macroeconomico delineato nella RUEF, ha peraltro rilevato come, per il 2009, “la relativa stabilità del sistema bancario italiano e la prudente risposta della politica fiscale alla crisi ne abbiano limitato l’impatto negativo sulla finanza pubblica”. Nell’area dell’euro, in particolare, l’Italia e la Germania faranno registrare già dal 2010 una crescita positiva.

PIL: Confronti internazionali

variazioni %

UE

FMI

OCSE

2009

2010

2009

2010

2009

2010

Italia

-4,4

0,1

-4,4

-0,4

-4,3

-0,4

Francia

-3,0

-0,2

-3,0

0,4

-3,3

-0,1

Spagna

-3,3

-1,0

-3,0

-0,7

-

-

Germania

-5,4

0,3

-5,6

-1,0

-5,3

0,2

Area euro

-4,0

-0,1

-4,2

-0,4

-4,1

-0,3

Regno unito

-3,8

0,1

-4,1

-0,4

-3,7

-0,2

Usa

-2,9

0,9

-2,8

0,0

-4,0

0,0

Giappone

-5,3

0,1

-6,2

0,5

-6,6

-0,5

 

 

Il quadro di finanza pubblica

In relazione alla revisione al ribasso delle stime di crescita del PIL ed in considerazione dell’impatto derivante dalle misure anticrisi varate nei mesi scorsi per sostenere la crescita economica, con la Relazione unificata il Governo ha aggiornato il quadro di finanza pubblica, rivedendo gli obiettivi di indebitamento netto per il triennio 2009-2011, anche in considerazione dei risultati registrati nel 2008, certificati dall’ISTAT.

Nel 2008, l’indebitamento netto è risultato pari al 2,7% del PIL, in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto al 2007. Secondo quanto indicato nella RUEF, tale risultato è da ritenersi soddisfacente in considerazione del notevole peggioramento della congiuntura nell’ultima fase del 2008 e delle misure di sostegno dell’economia reale e dei redditi più bassi adottate dal Governo, con incidenza già nel 2008.

Il saldo primario, pari al 2,5% del PIL, risulta ridotto di 0,9 punti percentuali rispetto al 2007, in conseguenza della riduzione delle entrate (-0,3 punti percentuali di PIL rispetto al 2007, specialmente per effetto del minor gettito tributario, in larga parte conseguente alla riduzione delle imposte indirette)e dell’aumento della spesa primaria (+0,7%) che ha caratterizzato il 2008.

Per il 2009, l’obiettivo di indebitamento netto viene stimato al 4,6% del PIL, e l’avanzo primario allo 0,4%.

Negli anni successivi, pur prevedendosi un recupero dell’avanzo primario (0,6% nel 2010 e 1,1% nel 2011), l’indebitamento netto della P.A. si mantiene al di sopra del 4% (4,6% nel 2010 e 4,3% nel 2011).

Saldi del Conto economico delle P.A.

(valori in milioni di euro e in % del PIL)

 

Consuntivo

RUEF

 

2008

2009

2010

2011

Saldo corrente

12.487

-13.665

-18.822

-19.924

in % sul PIL

0,8

-0,9

-1,2

-1,2

Saldo primario

37.912

5.455

9.153

18.101

in % sul PIL

2,4

0,4

0,6

1,1

Indebitamento netto

-42.979

-70.960

-71.317

-69.554

in % sul PIL

-2,7

-4,6

-4,6

-4,3

Pressione fiscale

42,8

43,5

43,2

43,0

PIL

1.572.243

1.528.948

1.555.121

1.600.933

 

Secondo quanto riportato nella Relazione, il nuovo livello dell’indebitamento netto è sostanzialmente legato ad una significativa riduzione delle entrate tributarie attese nel 2009, conseguente alla minore crescita dell’economia. Il gettito contributivo mantiene, invece, nel triennio un andamento positivo.

Dal lato della spesa, le nuove previsioni evidenziano un incremento della spesa corrente primaria, anche per effetto delle misure a supporto dell’economia introdotte dal Governo. Si evidenzia, in particolare, l’aumento della spesa per prestazioni sociali, che passa dal 17,7% del PIL nel 2008 al 19,2% nel 2010.

Come precisato nella Relazione, inoltre, il profilo di evoluzione dell’indebitamento risulta condizionato dal peso crescente della spesa per interessi, che aumenta di 0,5 punti percentuali di PIL dal 2009 al 2011.

Previsioni del conto economico della P.A. 2009-2011

(valori in milioni di euro e in % del PIL)

 

Consuntivo

RUEF

 

2008

2009

2010

2011

ENTRATE

Entrate correnti

728.383

720.478

727.797

746.488

% del PIL

46,3

47,1

46,8

46,6

Entrate tributarie

456.946

447.413

450.389

462.473

% del PIL

29,1

29,3

29,0

28,9

- Imposte dirette

241.427

238.348

238.612

247.612

% del PIL

15,4

15,6

15,3

15,4

- Imposte indirette

215.519

209.065

211.777

215.248

% del PIL

13,7

14,2

14,2

14,1

Contributi sociali

214.718

216.518

220.214

225.967

% del PIL

44,2

46,8

46,8

46,4

SPESE

Spese correnti primarie

635.005

657.728

666.149

678.757

% del PIL

40,4

43,0

42,8

42,4

Redditi da lavoro dipendente

171.160

175.040

175.451

176.511

% del PIL

10,9

11,4

11,3

11,0

Consumi intermedi

128.442

131.432

133.375

135.566

% del PIL

8,2

8,3

8,6

8,5

Prestazioni sociali

278.008

291.280

297.930

306.670

% del PIL

17,7

19,1

19,2

19,2

Interessi passivi

80.891

76.415

80.469

87.654

% del PIL

5,1

5,0

5,2

5,5

Per quanto concerne l’evoluzione del rapporto debito pubblico/PIL, nel quadro aggiornatodi finanza pubblica si evidenzia un progressivo aumento del livello di debito nel triennio considerato, fino al 118,3% nel 2011.

 

2008

2009

2010

2011

Debito/PIL

105,8

114,3

117,1

118,3

Le più recenti previsioni degli organismi internazionali relative all’indebitamento netto nei paesi europei, evidenziano un sensibile peggioramento di tale saldo per tutti i paesi europei. Per l’Italia, l’indebitamento netto è peraltro previsto ad un livello inferiore alla media europea.

Indebitamento netto delle P.A.: confronti internazionali

(% del PIL)

 

UE

FMI

OCSE

2009

2010

2009

2010

2009

2010

Italia

-4,5

-4,8

-5,4

-5,9

-4,7

-5,9

Francia

-6,6

-7,0

-6,2

-6,5

-6,6

-8,3

Spagna

-8,6

-9,8

-

-

 

 

Germania

-3,9

-5,9

-4,7

-6,1

-4,5

-6,8

Area euro

-5,3

-6,5

-5,4

-6,1

-5,4

-7,0

Regno unito

-11,5

-13,8

-9,8

-10,9

-9,3

-10,5

 


 

Servizio Studi – Dipartimento Bilancio

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