| Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione
(Versione per stampa)
| |
|---|---|
| Autore: | Servizio Biblioteca |
| Titolo: | Il canone radiotelevisivo in Francia, Germania e Regno Unito |
| Serie: | Note informative sintetiche Numero: 12 Progressivo: 2007 |
| Data: | 19/11/2007 |

N. 12 - 19 novembre 2007
Il canone radiotelevisivo in Francia, Germania e Regno Unito
In Francia il canone della televisione (redevance audiovisuelle), nel 2007 pari a 116 Euro, deve essere corrisposto da tutte le persone fisiche soggette alla taxe d’habitation (un’imposta il cui gettito è destinato ai comuni, pagata da proprietari, affittuari e usufruttuari a titolo gratuito). Per tali contribuenti il possesso di un apparecchio televisivo è presunto, salvo dichiarazione contraria da effettuarsi nella dichiarazione dei redditi. L’avviso d’imposizione del canone è contenuto in quello della taxe d’habitation, il versamento entro il 15 novembre è quindi unico e comprende entrambe le voci. La legge ammette il pagamento rateizzato in mensilità.
Il controllo, la riscossione, il contenzioso e le garanzie del canone sono analoghi a quelli previsti dalla legge per la taxe d’habitation. Sono esonerati dal canone gli esenti dalla taxe d’habitation, ossia di regola i beneficiari del “reddito minimo di inserimento” e altre categorie di persone indigenti elencate dalla legge.
I contribuenti non soggetti alla taxe d’habitation ma soggetti all’Iva (in pratica le imprese e i professionisti) menzionano il pagamento del canone nella dichiarazione mensile Iva relativa al mese di novembre. Per questi contribuenti il controllo, la riscossione, il contenzioso e le garanzie del canone sono analoghi a quelli previsti dalla legge per l’Iva. I commercianti, i costruttori e gli importatori di apparecchi televisivi, come anche i rivenditori di apparecchi usati, sono tenuti a far sottoscrivere una dichiarazione ai loro clienti in occasione di ogni vendita. In essa sono indicati la data della vendita, l’identità dell’acquirente, il luogo e la data di nascita. Copia della dichiarazione deve essere conservata per tre anni dai sopraelencati soggetti. Questi a loro volta sottoscrivono una dichiarazione collettiva che raggruppa le dichiarazioni dei singoli acquirenti e che deve essere trasmessa ogni mese al Polo nazionale del canone televisivo, servizio del Trésor public cui fanno capo le attività di controllo, incentrate su un trattamento informatico dei dati personali denominato RED-PHARE.
I controlli sul posto sono effettuati da agenti del Trésor public, che hanno facoltà di chiedere informazioni e di effettuare verifiche di vario tipo, redigendo verbale dell’avvenuto controllo. Le ammende sono di 150 Euro per ogni apparecchio non dichiarato, oltre al pagamento del canone dovuto.
In Germania il pagamento del canone radiotelevisivo (Rundfunkgebühr) è previsto dal § 2 di uno specifico Accordo interstatale (Rundfunkgebührenstaatsvertrag http://www.mdr.de/DL/114593.pdf), sottoscritto dai Governi di tutti i Länder e ratificato dai rispettivi parlamenti regionali. In base a tale accordo, chiunque possieda un apparecchio abilitato alla ricezione di programmi radiotelevisivi ha l’obbligo di dichiararlo all’emittente del Land di appartenenza, e di corrispondere una tassa di base Grundgebühr) e un canone televisivo (Fernsehgebühr), il cui importo è stabilito dal § 8 di un altro Accordo interstatale sul finanziamento della radiotelevisione (Rundfunkfinanzierungsstaatsvertrag http://www.mdr.de/DL/169039.pdf). Attualmente gli importi mensili previsti sono 5,52 euro per la tassa di base e 11,51 euro per il canone televisivo. Il canone annuale, pagabile in rate trimestrali, semestrali o in un’unica soluzione, ammonta quindi a 204,36 euro. Il successivo § 9 ripartisce il gettito complessivo in modo che, per quanto riguarda la tassa di base, le emittenti regionali associate nella ARD ricevano 93,1373 per cento e la Deutschlandradio il restante 6,8627 per cento. Il canone televisivo è invece suddiviso tra la ARD (61,0994 percento) e la ZDF (38,9006 per cento). Dal 1° gennaio 2007 devono essere dichiarati e sono soggetti al canone di base di 5,52 euro anche i computer e i palmari con accesso a internet, nonché i telefoni cellulari con collegamento UMTS. Non dovranno corrispondere però alcuna somma ulteriore tutti i privati che già pagano il canone radiotelevisivo come nucleo familiare o abitativo.
Il § 6 del Rundfunkgebührenstaatsvertrag stabilisce inoltre le condizioni da soddisfare per poter essere, su richiesta, esentati dal pagamento del canone radiotelevisivo. Si tratta dei beneficiari di sussidi sociali o dell’assistenza pubblica, dei disabili e invalidi al di sopra dell’80 per cento, degli anziani cui è riconosciuto un livello minimo di reddito, ecc. L’elenco delle condizioni è tassativo, salvo casi di particolare gravità in cui l’emittente radiotelevisiva può decidere di concedere l’esenzione.
Fino al 1975 il canone radiotelevisivo veniva riscosso dalla Deutsche Bundespost ma, per gli alti costi che nel corso degli anni dovevano essere versati alle Poste, le due reti televisive nazionali (ARD e ZDF) e la radio nazionale hanno successivamente deciso di istituire un proprio ente, la GEZ (Gebühreneinzugszentrale), cioè la centrale per la riscossione delle tasse delle emittenti radiotelevisive di diritto pubblico che ha sede a Colonia ed è operativa dal 1° gennaio 1976.
Nell’interesse di tutti gli utenti che regolarmente pagano il canone, le emittenti radiotelevisive regionali impiegano i cd. “incaricati del canone radiotelevisivo” (Rundfunkgebührenbeauftragten), con il compito di verificare se tutti gli utenti pagano la tassa dovuta. L’attività degli incaricati è regolata negli statuti delle emittenti televisive regionali. Gli incaricati sono autorizzati a recarsi di porta in porta mostrando il tesserino di riconoscimento (Dienstausweis) della rispettiva emittente regionale o della GEZ. Non possono ricevere denaro contante o assegni perché i pagamenti possono avvenire soltanto per addebito o bonifico alla GEZ. Gli incaricati verificano insieme all’utente se tutti gli apparecchi sono stati correttamente dichiarati ed eventualmente predispongono le necessarie correzioni calcolando le somme aggiuntive da versare. Sulla base di quanto prescrive il Rundfunkgebührenstaatsvertrag gli incaricati hanno infatti il diritto di controllare la correttezza delle dichiarazioni presentate richiedendo tutte le informazioni necessarie agli abbonati e anche ai loro familiari e conviventi. Il diritto all’informazione può anche essere fatto valere con la procedura d’esecuzione amministrativa coattiva (Verwaltungszwangsverfahren). Il controllo degli incaricati in merito alla riservatezza dei dati spetta ai garanti per la tutela della privacy della competente emittente radiotelevisiva regionale.
Ai sensi del § 9 del Rundfunkgebührenstaatsvertrag l’utente che intenzionalmente o per negligenza non dichiari il possesso di un apparecchio radiotelevisivo entro un mese oppure non versi in tutto o in parte il canone da oltre sei mesi, è punito con un’ammenda (Geldbuβe). L’avvenuta infrazione è perseguita su richiesta dell’emittente regionale, alla quale va comunicato anche l’esito del procedimento.
Nel Regno Unito il canone televisivo è riscosso dalla BBC ed è interamente utilizzato per finanziare il sistema radiotelevisivo pubblico. Le modalità di riscossione sono state cambiate più volte nel corso degli ultimi anni e a partire dal 1° luglio 2002 la gestione è stata affidata, a seguito di una gara pubblica, a Capita Business Services Limited che ha assunto la responsabilità in qualità di TV Licensing Agent[1] della riscossione e dei controlli relativi al pagamento del canone televisivo.
TV Licensing accede ad un database contenente circa 28 milioni di indirizzi in tutto il Paese (LASSY), i cui dati vengono incrociati con quelli dei pagamenti effettuati, in modo da individuare quegli indirizzi a cui non risulta abbinato il pagamento di un canone. A tali indirizzi vengono inviate lettere, che oltre a ricordare l’importanza di pagare il canone, informano sulle diverse modalità di pagamento a disposizione degli utenti. Tali indirizzi possono essere contattati anche telefonicamente. Se TV Licensing non ottiene alcuna risposta, si procede alla visita presso il domicilio da parte di un Enquiry Officer, finalizzata sia a verificare eventuali trasformazioni dell’immobile e della sua destinazione d’uso sia a localizzare la presenza di apparecchi radiotelevisivi. Tali informazioni vengono riversate nel database, in modo da garantirne il costante aggiornamento.
Gli enquiry officers hanno implicitamente diritto ad accedere alle proprietà private, ma gli occupanti possono negare all’agente l’accesso stesso. Se l’agente ha fondati motivi per ritenere che presso l’abitazione sia in uso un apparecchio radiotelevisivo, può chiedere all’autorità giudiziaria di avviare la procedura per ottenere un mandato di perquisizione. Nell’ordinamento britannico il mancato pagamento del canone è considerato reato e può essere sanzionato con una multa fino a £ 1,000. L’ammontare della multa da applicare al caso specifico è a discrezione del giudice e raramente è stato imposto l’importo massimo previsto dalla legge, nel biennio 2000-2001 l’importo medio della multa è stato pari a £100,26[2].


Ufficio Legislazione Straniera
Le note informative
dell’Ufficio Legislazione Straniera sono destinate alle esigenze di documentazione
interna degli organi parlamentari e dei parlamentari.
[1] Ulteriori approfondimenti sull’attività di TV Licensing sono disponibili all’indirizzo web: http://www.tvlicensing.co.uk/index.jsp .
[2] Per un’analisi dettagliata sulle modalità di pagamento del canone nel Regno Unito e sulle misure per contrastare gli evasori si segnala il Rapporto del National Audit Office, The BBC: Collecting the television license fee, Report by the Comptroller and Auditor General hc 821 session 2001-2002: 15 May 20, reperibile all’indirizzo web: http://www.nao.org.uk/publications/nao_reports/01-02/0102821.pdf.