Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento giustizia
Titolo: Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche - Lavori preparatori della Legge 4 aprile 2007, n. 41
Riferimenti:
L n. 41 del 04-APR-07     
Serie: Progetti di legge    Numero: 117    Progressivo: 1
Data: 24/04/2007
Descrittori:
CALCIO   GARE E MANIFESTAZIONI SPORTIVE
PUBBLICI UFFICIALI   REATI CONTRO I DIRITTI FONDAMENTALI
REATI CONTRO IL CORPO E L' ONORE     
Organi della Camera: II-Giustizia
VII-Cultura, scienza e istruzione
Altri riferimenti:
AC n. 2340/XV   AC n. 2340-A/XV
AS n. 1314-B/XV   DL n. 8 del 08-FEB-07
AS n. 1314/XV     


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

SERVIZIO STUDI

 

Progetti di legge

 

 

 

Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

 

Lavori preparatori della

Legge 4 aprile 2007, n. 41

 

 

 

 

n. 117/1

 

 

24 aprile 2007

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento giustizia

SIWEB

 

 

 

I dossier dei servizi e degli uffici della Camera sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

 

File: D07008a.doc

 


INDICE

Lavori preparatori della Legge 4 aprile 2007, n. 41

§      Legge 4 aprile 2007, n. 41. Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  3

Iter al Senato

Progetto di legge

§      A.S. 1314, (Governo), Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  17

Esame in sede referente

-       Commissioni 1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) riunite

Seduta del 14 febbraio 2007  35

-       1a Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 20 febbraio 2007 – Sui lavori della Commissione  43

-       Commissioni 1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) riunite

Seduta del 21 febbraio 2007  45

Seduta del 27 febbraio 2007  47

Seduta del 28 febbraio 2007  53

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alle Commissioni riunite 1a e 2a

-       1a Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 13 febbraio 2007 (antimeridiana)93

Seduta del 13 febbraio 2007 (pomeridiana)95

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 28 febbraio 2007  97

-       7a Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)

Seduta del 13 febbraio 2007  99

§      Pareri resi all’Assemblea

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 28 febbraio 2007  101

Esame in Assemblea

Seduta del 1° marzo 2007  105

Seduta del 6 marzo 2007  125

Seduta del 7 marzo 2007  197

Iter alla Camera

Progetto di legge

§      A.C. 2340, (Governo), Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  221

Esame in sede referente

-       Commissioni II (Giustizia) e VII (Cultura, scienza e istruzione) riunite

Seduta del 13 marzo 2007  251

Seduta del 14 marzo 2007  265

Seduta del 15 marzo 2007  275

Seduta del 19 marzo 2007  305

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alle Commissioni riunite II e VII

-       Comitato per la legislazione

Seduta del 14 marzo 2007  317

-       I Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 15 marzo 2007  319

-       V Commissione (Bilancio)

Seduta del 14 marzo 2007  323

Seduta del 15 marzo 2007  325

-       VI Commissione (Finanze)

Seduta del 14 marzo 2007  327

-       VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)

Seduta del 15 marzo 2007  331

-       Commissione parlamentare per le questioni regionali

Seduta del 15 marzo 2007  333

§      Pareri resi all’Assemblea

-       I Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 27 marzo 2007  335

-       V Commissione (Bilancio)

Seduta del 21 marzo 2007  337

Seduta del 27 marzo 2007  341

Testo approvato dalle Commissioni riunite II e VII

§      A.C. 2340-A, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  345

Esame in Assemblea

Seduta del 20 marzo 2007  385

Seduta del 27 marzo 2007  417

Iter al Senato (seconda lettura)

Progetto di legge

§      A.S. 1314-B, (Governo), Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  495

Esame in sede referente

-       Commissione 1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) riunite

Seduta del 28 marzo 2007  519

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alle Commissioni riunite 1a e 2a

-       7a Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)

Seduta del 28 marzo 2007  529

§      Pareri resi all’Assemblea

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 3 aprile 2007  531

Discussione in Assemblea

Seduta del 3 aprile 2007 (antimeridiana)535

Seduta del 3 aprile 2007 (pomeridiana)551

 

 


 

Lavori preparatori della
Legge 4 aprile 2007, n. 41

 


 

Legge 4 aprile 2007, n. 41.
Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

 

(1)

--------------------------------------------------------------------------------

 

(1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 5 aprile 2007, n. 80.

 

 

Art. 1.

1. Il decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

 

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


Testo del decreto-legge coordinato con la legge di conversione

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2007

(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con caratteri corsivi

 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, nonchè norme a sostegno della diffusione dello sport e della partecipazione gratuita dei minori alle manifestazioni sportive"

Art. 1.

Misure per la sicurezza degli impianti sportivi

1. Fino all'attuazione degli interventi strutturali ed organizzativi richiesti per dare esecuzione all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e dei decreti ivi previsti, le competizioni riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non a norma, sono svolte "in assenza di pubblico" . Le determinazioni in proposito sono assunte dal prefetto competente per territorio, in conformita' alle indicazioni definite dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all'articolo 1-octies del medesimo decreto-legge n. 28 del 2003. Potra' essere consentito l'accesso di coloro che sono in possesso di un abbonamento annuale, acquistato in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto, non destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, allorche' l'impianto sportivo risultera' almeno munito degli specifici requisiti previsti in attuazione dei commi 1, 2 e 4 dell'articolo 1-quater del citato decreto-legge n. 28 del 2003.

2. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 7, e' aggiunto, in fine, il seguente:

"7-bis. E' fatto divieto alle societa' organizzatrici di competizioni nazionali riguardanti il gioco del calcio di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente, alla societa' sportiva cui appartiene la squadra ospitata, titoli di accesso agli impianti sportivi ove tali competizioni si disputano, riservati ai sostenitori della stessa. E', altresi', fatto divieto di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, alla stessa persona fisica o giuridica titoli di accesso in numero superiore a quattro. In caso di violazioni delle disposizioni del presente comma si applicano le sanzioni previste dal comma 5 dell'articolo 1-quinquies.".

3. I divieti di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del citato decreto-legge n. 28 del 2003, come introdotto dal comma 2 del presente articolo, si applicano alle competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio programmate per i giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. I titoli di accesso ceduti o venduti anteriormente non possono essere utilizzati.

3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n. 88, e' corredata dalla presentazione di un valido documento di identita' per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformita' dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identita', e negando l'ingresso in caso di difformita', nonche' a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso, che omette di osservare le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter, e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. E' fatto divieto alle societa' sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli di accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater. In caso di violazione, e' irrogata dal Prefetto della provincia in cui le medesime societa' hanno la sede legale o operativa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.

Art. 2.

Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401

1. All'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1:

1) le parole: "e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2" sono sostituite dalle seguenti: "all'articolo 6-bis, commi 1 e 2, e all'articolo 6-ter";

2) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il divieto di cui al presente comma puo' essere, altresi', disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.";

a-bis) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

"1-bis. Il divieto di cui al comma 1 puo' essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di eta'. Il provvedimento e' notificato a coloro che esercitano la potesta' genitoriale.";

b) al comma 5, le parole: "non possono avere durata superiore a tre anni" sono sostituite dalle seguenti: "non possono avere durata inferiore a un anno e superiore a cinque anni";

c) al comma 6, le parole: "da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni" sono sostituite dalle seguenti: "da uno a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 40.000 euro";

d) il primo periodo del comma 7 e' sostituito dai seguenti:

"Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice dispone, altresi', il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da due a otto anni, e puo' disporre la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205. Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e' immediatamente esecutivo.".

2. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, e' aggiunto in fine, il seguente:

"1-bis. Nei confronti delle societa' sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui al comma 1 persone prive dei requisiti previsti dall'art. 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' irrogata, dal prefetto della provincia in cui le medesime societa' hanno la sede legale o operativa, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.".

 

Art. 2-bis.

Divieto di striscioni e cartelli incitanti alla violenza o recanti ingiurie o minacce

"1. Sono vietate, negli impianti sportivi, l'introduzione o l'esposizione di striscioni e cartelli che, comunque, incitino alla violenza o che contengano ingiurie o minacce. Salvo che costituisca piu' grave reato, la violazione del suddetto divieto e' punita con l'arresto da tre mesi ad un anno. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.

Art. 2-ter.

Norme sul personale addetto agli impianti sportivi

"1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalita' di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonche' di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalita' di collaborazione con le forze dell'ordine. Il decreto e' sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso tale termine, il decreto puo' essere egualmente emanato.

2. Le societa' sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1 comunicano i nominativi del personale da impiegare nei predetti servizi al prefetto della provincia che, se constata la mancanza dei requisiti per taluni soggetti, ne dispone il divieto di impiego comunicandolo alla societa'.".

Art. 3.

Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401

1. Il comma 1 dell'articolo 6-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:

"1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa, lancia o utilizza, in modo da creare un concreto pericolo per le persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, e' punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena e' aumentata se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. La pena e' aumentata fino alla meta' se dal fatto deriva un danno alle persone.".

"1-bis. Al comma 2 dell'articolo 6-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, le parole: "se dal fatto deriva un pericolo concreto" fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: "con l'arresto fino ad un anno e con l'ammenda da mille euro a cinquemila euro. La pena e' della reclusione da sei mesi a quattro anni se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, l'interruzione o la sospensione definitiva della competizione calcistica.".

2. Il comma 1 dell'articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:

"1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa, e' trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 1.000 a 5.000 euro.

 

 

Art. 3-bis.

Aggravante del reato di danneggiamento

1. All'articolo 635, secondo comma, del codice penale, dopo il numero 5), e' aggiunto il seguente:

"5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive".

 

Art. 4.

Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, nonche' all'articolo 1-bis del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88

1. All'art. 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1-bis, le parole: "di cui all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 6-bis, comma 1, all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge, anche nel caso di divieto non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 del medesimo articolo 6. L'arresto e', inoltre, consentito nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6";

b) al comma 1-ter, le parole: "o di altri elementi oggettivi" sono soppresse; le parole: "dai quali" sono sostituite dalle seguenti: "dalla quale" e le parole: "entro le trentasei ore" sono sostituite dalle seguenti: "entro quarantotto ore";

c) al comma 1-quater, dopo le parole: "1-bis," sono inserite le seguenti: "e nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6,".

2. All'articolo 1-bis del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e successive modificazioni, le parole: "30 giugno 2007" sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2010".

3. Al comma 1 dell'articolo 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo le parole: "nell'articolo 6-bis, commi 1 e 2," sono inserite le seguenti: "nell'articolo 6-ter".

 

Art. 5.

Integrazione del sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d'uso degli impianti

01. All'articolo 1-septies, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole: "sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro" sono sostituite dalle seguenti: "sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro". 1. All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nell'ipotesi di cui al periodo precedente, al contravventore possono essere applicati il divieto e le prescrizioni di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.".

 

Art. 6.

Misure di prevenzione

1. Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo l'articolo 7-bis e' inserito il seguente:

"Art. 7-ter (Misure di prevenzione). - 1. Le misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e alla legge 31 maggio 1965, n. 575, possono essere applicate anche nei confronti delle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in piu' occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui all'articolo 6 della presente legge.

2. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 puo' essere altresi' applicata la misura di prevenzione patrimoniale della confisca, di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, relativamente ai beni, nella disponibilita' dei medesimi soggetti, che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attivita' di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Il sequestro effettuato nel corso di operazioni di polizia dirette alla prevenzione delle predette manifestazioni di violenza e' convalidato a norma dell'articolo 2-ter, secondo comma, secondo periodo, della medesima legge n. 575 del 1965.".

 

Art. 7.

Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonche' in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale

1. Dopo l'articolo 583-ter del codice penale, e' inserito il seguente:

"Art. 583-quater. (Lesioni personali gravi o gravissime a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive). - Nell'ipotesi di lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive, le lesioni gravi sono punite con la reclusione da 4 a 10 anni; le lesioni gravissime, con la reclusione da otto a sedici anni.".

2. All'articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente: "Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.".

 

Art. 8.

Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401

1. E' vietato alle societa' sportive corrispondere in qualsiasi forma, diretta o indiretta, a soggetti destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, o di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio. E' parimenti vietato alle societa' sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate, salvo quanto previsto dal comma 4.

2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalita' di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 per i nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.

3. Alle societa' sportive che non osservano i divieti di cui al comma 1 e' irrogata dal prefetto della provincia in cui la societa' ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50.000 a 200.000 euro.

4. Le societa' sportive possono stipulare con associazioni legalmente riconosciute, aventi tra le finalita' statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della cultura sportiva, della non violenza e della pacifica convivenza, come sanciti dalla Carta olimpica, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalita', nonche' per il sostegno di gemellaggi con associazioni legalmente riconosciute dei sostenitori di altre societa' sportive aventi i medesimi fini statutari. I contratti e le convenzioni stipulati con associazioni legalmente riconosciute che abbiano tra i propri associati persone cui e' stato notificato il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, sono sospesi per la durata di tale divieto, salvo che intervengano l'espulsione delle persone destinatarie del divieto e la pubblica dissociazione dell'associazione dai comportamenti che l'abbiano determinato.

5. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

 

Art. 9.

Nuove prescrizioni per le societa' organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio

1. E' fatto divieto alle societa' organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell'interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalita' di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 dei nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.

3. Alle societa' che non osservano il divieto di cui al comma 1 e' irrogata dal prefetto della provincia in cui la societa' ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 40.000 a 200.000 euro. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

3-bis. Le societa' organizzatrici di competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio sono tenute ad affiggere in tutti i settori degli stadi copie del regolamento d'uso dell'impianto. Le medesime societa' hanno cura altresi' di prevedere che sul retro dei biglietti sia espressamente indicato che l'acquisto del biglietto stesso comporta l'obbligo del rispetto del regolamento d'uso dell'impianto quale condizione indispensabile per l'accesso e la permanenza all'interno dello stadio.

 

Art. 10.

Adeguamento degli impianti

1. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

"5-bis. - All'adeguamento degli impianti di cui al comma 1 possono provvedere, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, le societa' utilizzatrici degli impianti medesimi. In tale caso, qualora ai fini dell'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 occorrano particolari titoli abilitativi, l'amministrazione competente al rilascio del titolo provvede entro quarantotto ore dalla proposizione della relativa istanza, o convoca entro lo stesso termine, ove necessario, una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. La conferenza si pronuncia entro le successive ventiquattro ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.".

 

 

 

Art. 11.

Programma straordinario per l'impiantistica sportiva

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, d'intesa con i Ministri delle infrastrutture e dell'interno, convoca un tavolo di concertazione per definire, entro centoventi giorni dalla data di convocazione, un programma straordinario per l'impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all'esercizio della pratica calcistica, al fine di renderla maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilita', apertura, redditivita' della gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

2. Al tavolo nazionale partecipano il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, il Ministro delle infrastrutture, il Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il CONI, i rappresentanti dell'ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive.

 

Art. 11-bis.

Iniziative per promuovere i valori dello sport

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'universita' e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia, predispone un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle universita' e nei luoghi ove si svolge attivita' sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali. Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive promuove, sentito il CONI, le federazioni e le societa' sportive, manifestazioni e attivita' finalizzate alla sensibilizzazione ai valori della Carta olimpica, organizzate immediatamente prima dello svolgimento delle manifestazioni sportive all'interno degli impianti e nelle aree ad essi adiacenti. Le iniziative di cui al presente comma sono realizzate nei limiti delle disponibilita' del Fondo di cui al comma 2.

2. Le maggiori somme corrisposte a titolo di sanzione pecuniaria irrogata per le violazioni delle disposizioni di cui alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, derivanti dalle modifiche apportate dal presente decreto, nonche' nelle ipotesi di cui agli articoli 1, commi 3-quater e 3-quinquies, 2-bis, 5, 8 e 9 del presente decreto, affluiscono al Fondo di solidarieta' sportiva, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, avente la finalita' di finanziare i programmi e le iniziative di cui al comma 1 del presente articolo. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Art. 11-ter.

Rilascio di biglietti gratuiti per i minori

1. Le societa' organizzatrici delle manifestazioni sportive sono tenute a rilasciare, anche in deroga al limite numerico di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, introdotto dall'articolo 1, comma 2, del presente decreto, biglietti gratuiti nominativi per minori di anni quattordici accompagnati da un genitore o da un parente fino al quarto grado, nella misura massima di un minore per ciascuno adulto, per un numero di manifestazioni sportive non inferiore al 50 per cento di quelle organizzate nell'anno. L'adulto assicura la sorveglianza sul minore per tutta la durata della manifestazione sportiva.

Art. 11-quater.

Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole: "di capienza superiore alle 10.000 unita" sono sostituite dalle seguenti: "di capienza superiore alle 7.500 unita".

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

 

Art. 11-quinquies.

Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177

1. Al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono apportate le seguenti modifiche:

a) la rubrica del capo II del titolo IV e' sostituita dalla seguente: "Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva";

b) la rubrica dell'articolo 34 e' sostituita dalla seguente: "Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport";

c) all'articolo 34, comma 4, l'ultimo periodo e' soppresso;

d) all'articolo 34, dopo il comma 6, e' inserito il seguente:

"6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.";

e) all'articolo 35, comma 2, le parole: "per un periodo da uno a dieci giorni" sono sostituite dalle seguenti: "per un periodo da tre a trenta giorni";

f) all'articolo 35, dopo il comma 4, e' inserito il seguente:

"4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo".

 

Art. 11-sexies.

Modifica alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il consiglio di amministrazione dell'Istituto per il credito sportivo

1. All'articolo 1, comma 1297, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal seguente: "Al fine di contenere i costi di funzionamento, di conseguire risparmi di spesa e di adeguare la composizione degli organi dell'Istituto per il credito sportivo alle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, il consiglio di amministrazione dell'Istituto e' composto da un membro designato dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato, da un membro designato dal Ministro dell'economia e delle finanze e da un membro designato dal Ministro per i beni e le attivita' culturali, tra i quali e' scelto il Presidente, nonche' da un membro designato in rappresentanza delle regioni e delle autonomie locali, da un membro designato dalla Cassa depositi e prestiti s.p.a., da un membro designato dalla giunta nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e da tre membri designati dai restanti soggetti partecipanti al capitale dell'Istituto.".

 

Art. 12.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge..


Iter al Senato

 


Progetto di legge

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾ XV LEGISLATURA  ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 1314

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri

(PRODI)

dal Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive

(MELANDRI)

dal Ministro dell’interno

(AMATO)

e dal Ministro della giustizia

(MASTELLA)

di concerto col Ministro delle infrastrutture

(DI PIETRO)

e col Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali

(LANZILLOTTA)

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’8 FEBBRAIO 2007

 

¾¾¾¾¾¾¾¾

Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

¾¾¾¾¾¾¾¾


 

Onorevoli Senatori. – Il recente e drammatico susseguirsi di gravissimi episodi di violenza verificatisi in occasione di avvenimenti sportivi, culminato nell’omicidio dell’ispettore Raciti a Catania, ha determinato la necessità di intervenire con un decreto-legge al fine di integrare e migliorare la normativa di contrasto ai fenomeni di violenza varata nel corso della precedente legislatura.

Il presente decreto-legge introduce, in particolare, una serie di norme finalizzate ad ampliare e migliorare gli strumenti di prevenzione del fenomeno, anche attraverso l’immediata applicazione di misure che modulano l’organizzazione e lo svolgimento delle manifestazioni sportive riguardanti il gioco del calcio, in relazione al non completo adeguamento degli impianti sportivi alla vigente normativa, nonché attraverso il perfezionamento delle misure volte a contrastare, con maggiore rigore, la degenerazione violenta del tifo sportivo.

Il decreto-legge si compone di 11 articoli, oltre quello relativo all’entrata in vigore.

L’articolo 1 prevede la cessazione, con effetto immediato, della disciplina derogatoria alla normativa vigente in materia di sicurezza degli impianti sportivi destinati allo svolgimento di partite di calcio, con capienza superiore a 10.000 spettatori.

Il comma 1 prevede che, fino alla realizzazione degli interventi strutturali ed organizzativi volti ad attuare le disposizioni previste dall’articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88, le competizioni riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non a norma, sono svolte «a porte chiuse». È stabilito che le determinazioni in materia saranno adottate dai prefetti competenti per territorio in conformità alle indicazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. È tuttavia prevista la possibilità di far accedere agli impianti i titolari di abbonamenti annuali, purché non colpiti dai provvedimenti interdettivi e prescrittivi previsti dalla normativa vigente in materia di contrasto alla violenza negli stadi, via via che gli impianti risultino conformi alle prescrizioni previste dai decreti di attuazione dei commi 1, 2 e 4 del predetto articolo 1-quater.

Il comma 2 inserisce il comma 7-bis nel suddetto articolo 1-quater, in base al quale alle società organizzatrici di competizioni nazionali calcistiche è fatto divieto di vendere o cedere i titoli di accesso alla società sportiva cui appartiene la squadra ospitata, al fine di prevenire e contrastare i ripetuti fenomeni di violenza verificatisi in occasione degli spostamenti collettivi dei tifosi. È altresì previsto il divieto di vendita o di cessione alla stessa persona fisica di titoli di accesso agli impianti sportivi in numero superiore a dieci.

In via transitoria, per i biglietti che risultassero già venduti prima della data di entrata in vigore del presente decreto, è previsto che non possano essere comunque utilizzati.

Per lo svolgimento delle competizioni internazionali di club sarà compito delle autorità sportive, d’intesa con le autorità di pubblica sicurezza, adottare le misure necessarie a garantire il «diritto di tribuna» alle società straniere regolarmente partecipanti alle competizioni internazionali, anche attraverso l’individuazione, caso per caso, tra gli stadi a norma, di quello in cui si potrà svolgere la partita «a porte aperte».

L’articolo 2, comma 1, apporta delle modifiche alla disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n.401. In particolare, è stata introdotta la possibilità di applicare il divieto di accesso agli impianti sportivi anche indipendentemente dalla denuncia o dalla condanna per specifici reati. Il presupposto per l’applicazione della predetta misura si realizza quando la persona, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse. Inoltre, tra i destinatari della misura in esame sono stati ricompresi anche i soggetti trovati in possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, di cui all’articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n.401. È stata introdotta, altresì, una durata minima di tre mesi per l’applicazione del divieto di accesso disposto dal questore ed un aumento fino a sette anni per quello disposto dal giudice a seguito della sentenza di condanna. L’intervento legislativo dispone un inasprimento delle pene irrogabili da parte del giudice nel caso di violazione del divieto di accesso e delle prescrizioni di comparire personalmente presso i competenti uffici di polizia, che sono elevate nei minimi e nei massimi edittali, con una applicazione congiunta della pena detentiva e di quella pecuniaria (da sei mesi a tre anni di reclusione e la multa fino a 10.000 euro).

Infine, si prevede anche la possibilità per il giudice di applicare con la sentenza di condanna per specifici reati anche la sanzione accessoria prevista dall’articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n.122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n.205, in materia di discriminazioni razziali, etniche e religiose.

Il comma 2 dell’articolo in esame introduce una sanzione amministrativa da 20.000 a 100.000 euro nei confronti delle società sportive che abbiano affidato i compiti di gestione e controllo della sicurezza nello stadio a soggetti privi dei requisiti morali previsti dall’ articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773.

L’articolo 3 contiene la riformulazione dei reati previsti dagli articoli 6-bis, comma 1, e 6-ter, comma 1, della citata legge n.401 del 1989, con l’ampliamento della portata applicativa delle disposizioni e la previsione di sanzioni più gravi.

Viene, inoltre, precisato, che si considerano commessi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle 24 ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.

L’articolo 4 stabilisce che l’arresto sia consentito, altresì, nei casi di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, anche se non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 dell’articolo 6 della citata legge n.401 del 1989, così come nei casi di violazione dell’analogo divieto irrogato dal giudice ai sensi del comma 7.

Un’ulteriore modifica riguarda l’articolo 8, comma 1-ter, della medesima legge n.401 del 1989, laddove viene consentito l’arresto in flagranza fino a quarantotto ore dal fatto, sempre che esso non sia effettuabile immediatamente per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica, e a condizione che il soggetto sia inequivocabilmente identificato esclusivamente a mezzo di filmati o fotografie (viene eliminato il possibile ricorso ad «altri elementi oggettivi»).

La stessa norma abroga l’articolo 1-bis del citato decreto-legge n.28 del 2003, come modificato dal decreto-legge 30 giugno 2005, n.115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n.168, che stabiliva la cessazione dell’efficacia delle disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1-ter e 1-quater della legge 13 dicembre 1989, n.401, nel mese di giugno del 2007.

Infine, è stata estesa la possibilità di procedere con giudizio direttissimo, oltre che per i reati indicati nell’articolo 6, comma 6, nell’articolo 6-bis, commi 1 e 2, e nell’articolo 8, comma 1, della citata legge n.401 del 1989, anche nel caso in cui ricorrano gli estremi del reato di cui all’articolo 6-ter della stessa, concernente il possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, come modificato dall’articolo 3, comma 2, del decreto.

L’articolo 5 introduce un’integrazione all’articolo 1-septies, comma 2, del citato decreto-legge n.28 del 2003, al fine di poter applicare il divieto di acceso agli impianti sportivi, seppure con una durata più limitata, anche nei confronti delle persone che in più di una occasione abbiano violato le disposizioni del regolamento d’uso dell’impianto sportivo che comportino l’allontanamento dallo stesso.

L’articolo 6 introduce, nella suddetta legge n.401 del 1989, l’articolo 7-ter con il quale si prevede la possibilità di applicare le misure di prevenzione personali anche alle persone indiziate di aver agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva alle manifestazioni di violenza in occasione di competizioni sportive. Il medesimo articolo prevede, altresì, la possibilità di applicare ai medesimi soggetti destinatari della predetta misura di prevenzione anche quella patrimoniale della confisca dei beni nella loro disponibilità, quando gli stessi possono agevolare le attività di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

L’articolo 7 modifica l’articolo 339 del codice penale, concernente le circostanze aggravanti anche per i reati di minaccia, resistenza o violenza ad un pubblico ufficiale, estendendone l’applicazione anche quando la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l’utilizzazione di corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone. Si tratta di una previsione che si inserisce specificatamente nelle misure volte a contrastare più efficacemente gli episodi di violenza in occasione delle manifestazioni sportive ed a tutelare maggiormente gli operatori di polizia impiegati per salvaguardare l’incolumità degli spettatori e per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’articolo 8 prevede il divieto per le società sportive di corrispondere sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura a coloro che siano stati colpiti da divieti o prescrizioni di cui all’articolo 6 della citata legge n.401 del 1989, o condannati per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, ovvero che siano destinatari di una misura di prevenzione personale o patrimoniale. Inoltre, stabilisce il divieto per le medesime società di corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate.

La definizione delle modalità di verifica del corretto adempimento di tali obblighi è rimessa ad un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive. Sono, infine, stabilite sanzioni amministrative per le società che non osservino i divieti e le prescrizioni ivi previste.

L’articolo 9 introduce, al comma 1, il divieto per le società organizzatrici di competizioni calcistiche di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso ai soggetti destinatari dei provvedimenti interdittivi e prescrittivi di cui all’articolo 6 della già menzionata legge n.401 del 1989, ovvero a soggetti condannati anche con sentenza non definitiva per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Il comma 2 attribuisce ad un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, la definizione delle modalità di comunicazione dei nominativi dei soggetti interessati, al fine di rendere possibile la rilevazione della sussistenza dei suddetti requisiti ostativi.

Il comma 3 conferisce al prefetto della provincia in cui la società ha sede legale il potere di irrogare la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 100.000 euro in caso di inosservanza da parte della società stessa del divieto di cui al comma 1.

L’articolo 10 introduce il comma 5-bis all’articolo 1-quater del citato decreto-legge n.28 del 2003. La norma trova la sua ratio nell’esigenza di incentivare e favorire il pronto adeguamento tecnico degli impianti soggetti alle prescrizioni di sicurezza, costruzione ed esercizio da parte delle società utilizzatrici degli impianti medesimi. Tale finalità è perseguita mediante l’introduzione di una fattispecie di «silenzio-assenso» ed attraverso una significativa accelerazione dei termini di definizione delle procedure amministrative attivate dall’istante società utilizzatrice dell’impianto, interessata al rilascio di particolari titoli abilitativi (concessione, autorizzazione, licenza o nulla-osta) ove prescritto dalla normativa vigente, ai fini dell’effettuazione degli interventi di adeguamento, anche attraverso la convocazione di una conferenza di servizi, ove necessaria.

L’articolo 11 prevede l’apertura di un tavolo di concertazione, cui partecipano i Ministri per le politiche giovanili e le attività sportive, delle infrastrutture, dell’interno e dell’economia e delle finanze, il CONI, nonché i rappresentanti dell’ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive, per definire un programma straordinario per l’impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all’esercizio della pratica calcistica, al fine di renderla maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilità, apertura, redditività della gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

Tenuto conto che dal presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri, ovvero minori entrate, a carico del bilancio dello Stato, non viene redatta la relazione tecnica.


 


 

 

Allegato
(Previsto dall’articolo 17, comma 30,
della legge 15 maggio 1997, n.127)

 

TESTO INTEGRALE DELLE NORME ESPRESSAMENTE
MODIFICATE O ABROGATE DAL DECRETO-LEGGE

 

LEGGE 13 dicembre 1989, n.401

Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini etutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive.

...Omissis...

Art. 6. – Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

1. Nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi cinque anni per uno dei reati di cui all’articolo 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.110, all’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n.152, all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n.122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n.205, e all’articolo 6-bis, commi 1 e 2, della presente legge, ovvero per aver preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza, il questore può disporre il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive specificamente indicate, nonché a quelli, specificamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime. Il divieto di cui al presente comma può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all’estero, specificamente indicate, ovvero dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell’Unione europea per le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia.

2. Alle persone alle quali è notificato il divieto previsto dal comma 1, il questore può prescrivere di comparire personalmente una o più volte negli orari indicati, nell’ufficio o comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell’obbligato o in quello specificamente indicato, nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni per le quali opera il divieto di cui al comma 1.

2-bis. La notifica di cui al comma 2 deve contenere l’avviso che l’interessato ha facoltà di presentare, personalmente o a mezzo di difensore, memorie o deduzioni al giudice competente per la convalida del provvedimento.

3. La prescrizione di cui al comma 2 ha effetto a decorrere dalla prima manifestazione successiva alla notifica all’interessato ed è immediatamente comunicata al procuratore della Repubblica presso il tribunale o al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, se l’interessato è persona minore di età, competenti con riferimento al luogo in cui ha sede l’ufficio di questura. Il pubblico ministero, se ritiene che sussistano i presupposti di cui al comma 1, entro quarantotto ore dalla notifica del provvedimento ne chiede la convalida al giudice per le indagini preliminari. Le prescrizioni imposte cessano di avere efficacia se il pubblico ministero con decreto motivato non avanza la richiesta di convalida entro il termine predetto e se il giudice non dispone la convalida nelle quarantotto ore successive.

4. Contro l’ordinanza di convalida è proponibile il ricorso per Cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione dell’ordinanza.

5. Il divieto di cui al comma 1 e l’ulteriore prescrizione di cui al comma 2 non possono avere durata superiore a tre anni e sono revocati o modificati qualora, anche per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, siano venute meno o siano mutate le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione. La prescrizione di cui al comma 2 è comunque applicata quando risulta, anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, che l’interessato ha violato il divieto di cui al comma 1.

6. Il contravventore alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni. Le stesse disposizioni si applicano nei confronti delle persone che violano in Italia il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive adottato dalle competenti Autorità di uno degli altri Stati membri dell’Unione europea.

7. Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice può disporre il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l’obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da due mesi a due anni. Il divieto e l’obbligo predetti non sono esclusi nei casi di sospensione condizionale della pena e di applicazione della pena su richiesta.

8. Nei casi di cui ai commi 2, 6 e 7, il questore può autorizzare l’interessato, per gravi e comprovate esigenze, a comunicare per iscritto allo stesso ufficio o comando di cui al comma 2 il luogo di privata dimora o altro diverso luogo, nel quale lo stesso interessato sia reperibile durante lo svolgimento di specifiche manifestazioni agonistiche.

 

Art. 6-bis. – Lancio di materiale pericoloso, scavalcamento ed invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque lanci corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici, in modo da creare un pericolo per le persone, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno alle persone. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva.

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera indebitamente una recinzione o separazione dell’impianto ovvero, nel corso delle manifestazioni medesime, invade il terreno di gioco, è punito, se dal fatto deriva un pericolo concreto per le persone, con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da lire trecentomila a lire due milioni. La pena è della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva.

Art. 6-ter. – Possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, venga trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero di altri strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile, è punito con l’arresto da tre a diciotto mesi e con l’ammenda da 150 euro a 500 euro.

...Omissis...

Art. 8. – Effetti dell’arresto in flagranza durante o in occasione di manifestazioni sportive.

1. Nei casi di arresto in flagranza o di arresto eseguito a norma dei commi 1-bis e 1-ter per reato commesso durante o in occasione di manifestazioni sportive, i provvedimenti di remissione in libertà conseguenti a convalida di fermo e arresto o di concessione della sospensione condizionale della pena a seguito di giudizio direttissimo possono contenere prescrizioni in ordine al divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive.

1-bis. Oltre che nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per i quali è obbligatorio o facoltativo l’arresto ai sensi degli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, l’arresto è altresì consentito nel caso di reati di cui all’articolo 6-bis, comma 1, e all’articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge.

1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis, quando non è possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell’articolo 382 del codice di procedura penale colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi oggettivi dai quali emerge inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto.

1-quater. Quando l’arresto è stato eseguito per uno dei reati indicati dal comma 1-bis, l’applicazione delle misure coercitive è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura penale.

...Omissis...

 

DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88.

Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive.

...Omissis...

Art. 1-bis.

1. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter e 1-quater dell’articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n.401, introdotti dall’articolo 1 del presente decreto, hanno efficacia fino al 30 giugno 2007.

...Omissis...

LEGGE 13 dicembre 1989, n.401

Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini etutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive.

...Omissis...

Art. 8-bis. – Casi di giudizio direttissimo.

1. Per i reati indicati nell’articolo 6, comma 6, nell’articolo 6-bis, commi 1 e 2, e nell’articolo 8, comma 1, si procede sempre con giudizio direttissimo, salvo che siano necessarie speciali indagini.

...Omissis...

DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88.

Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive.

...Omissis...

Art. 1-septies.

1. L’accesso e la permanenza delle persone e delle cose negli impianti dove si svolgono le competizioni riguardanti il gioco del calcio sono disciplinati, per quanto non previsto da disposizioni di legge o di regolamento, dal regolamento d’uso degli impianti medesimi, predisposto sulla base delle linee guida approvate dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all’articolo 1-octies.

2. Chiunque, fuori dei casi di cui all’articolo 1-quinquies, comma 7, entra negli impianti in violazione del rispettivo regolamento d’uso, ovvero vi si trattiene, quando la violazione dello stesso regolamento comporta l’allontanamento dall’impianto ed è accertata anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro. La sanzione può essere aumentata fino alla metà del massimo qualora il contravventore risulti già sanzionato per la medesima violazione, commessa nella stagione sportiva in corso, anche se l’infrazione si è verificata in un diverso impianto sportivo.

3. Il pagamento in misura ridotta, ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.689, non esclude l’applicazione del divieto e delle prescrizioni di cui al comma 2.

4. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono irrogate dal prefetto della provincia del luogo in cui insiste l’impianto.

...Omissis...

CODICE PENALE

...Omissis...

Art. 339. – Circostanze aggravanti.

Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate [c.p. 64] se la violenza o la minaccia è commessa con armi [c.p. 585], o da persona travisata, o da più persone riunite [c.p. 112, n.1], o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.

Se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena è, nei casi preveduti dalla prima parte dell’articolo 336 e dagli articoli 337 e 338, della reclusione da tre a quindici anni e, nel caso preveduto dal capoverso dell’articolo 336, della reclusione da due a otto anni [c.p. 29, 32].

...Omissis...


 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

1. È convertito in legge il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


 

DECRETO-LEGGE 8 febbraio 2007, n. 8
Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni diviolenza connessi a competizioni calcistiche.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

 Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di interventi per contrastare gli episodi di violenza in occasione di competizioni calcistiche, prevedendo rigorose misure volte a prevenire e reprimere i comportamenti particolarmente pericolosi;

 Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio 2007;

 Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali;

 

E m a n a

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1.

Misure per la sicurezza degli impianti sportivi

1.  Fino  all'attuazione  degli  interventi  strutturali  ed organizzativi richiesti per dare esecuzione all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e dei decreti ivi previsti, le competizioni riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non a norma, sono svolte «a porte chiuse». Le determinazioni in proposito sono assunte dal prefetto competente per territorio, in conformita' alle  indicazioni  definite  dall'Osservatorio  nazionale  sulle manifestazioni sportive di cui all'articolo 1-octies del medesimo decreto-legge n. 28 del 2003. Potra' essere consentito l'accesso di coloro che sono in possesso di un abbonamento annuale, acquistato in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto, non destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, allorche' l'impianto sportivo risultera' almeno munito degli specifici requisiti previsti in attuazione dei commi 1, 2 e 4 dell'articolo 1-quater del citato decreto-legge n. 28 del 2003.

2. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 7, e' aggiunto, in fine, il seguente:  «7-bis.  E'  fatto  divieto  alle societa' organizzatrici di competizioni nazionali riguardanti il gioco del calcio di porre in vendita  o  cedere,  a  qualsiasi  titolo,  diretta-mente  od indirettamente, alla societa' sportiva cui appartiene la squadra ospitata, titoli di accesso agli impianti sportivi di cui al comma 1 ove tali competizioni si disputano, riservati ai sostenitori della stessa. E', altresi', fatto divieto di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, alla stessa persona fisica titoli di accesso in numero superiore a dieci. In caso di violazioni delle disposizioni del presente comma si applicano le sanzioni previste dal comma 5 dell'articolo 1-quinquies.».

3. I divieti di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del citato decreto-legge n. 28 del 2003, come introdotto dal comma 2, si applicano alle competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio programmate per i giorni successivi alla data di entrata in vigore del  presente  decreto. I titoli di accesso ceduti o venduti anteriormente non possono essere utilizzati.

 

Art. 2.

Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401

1. All'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) al comma 1:

   1)  le parole: «e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «ed all'articolo 6-bis, commi 1 e 2, e all'articolo 6-ter»;

   2) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il divieto di cui al presente comma puo' essere, altresi', disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta  finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.»;

  b) al comma 5, le parole: «non possono avere durata superiore a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «non possono avere durata inferiore a tre mesi e superiore a tre anni»;

  c) al comma 6, le parole: «da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni» sono sostituite dalle seguenti: «da 6 mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro»;

  d) il primo periodo del comma 7 e' sostituito dal seguente:  «Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioniil giudice dispone, altresi', il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da sei mesi a sette anni, e puo' disporre la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.».

 2. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, e' aggiunto in fine, il seguente:  «1-bis.  Nei  confronti  delle societa' sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui al comma 1 persone prive dei requisiti morali previsti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' irrogata, dal prefetto della provincia in cui le medesime societa' risiedono,  ovvero  in cui hanno la sede legale, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.».

 

Art. 3.

Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401

 1. Il comma 1 dell'articolo 6-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:  «1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, lancia o utilizza, in modo da creare  un  pericolo  per  le persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, e' punito con la reclusione da uno a quattro anni. Si considerano commessi nei luoghi in  cui  si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva. La pena e' aumentata se dal fatto deriva il mancato  regolare  inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. La pena e' aumentata fino alla meta' se dal fatto deriva un danno alle persone.».

 2. Il comma 1 dell'articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:  «1. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al tran-sito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, e' trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo  o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, e' punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 500 a 2.000 euro. Si considerano commessi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti  o  successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.».

 

Art. 4.

Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401

 1. All'articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) al  comma 1-bis, le parole: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6, anche nel caso di divieto non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 del medesimo articolo 6. L'arresto e', inoltre, consentito nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6»;

  b) al comma 1-ter, le parole: «o di altri elementi oggettivi» sono  soppresse; le parole: «dai quali» sono sostituite dalle seguenti: «dalla quale» e le parole: «entro le trentasei ore» sono sostituite dalle seguenti: «entro quarantotto ore»;

  c) al comma 1-quater, dopo le parole: «1-bis,» sono inserite le seguenti: «e nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6,».

 2. L'articolo 1-bis del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e' abrogato.

 3. Al comma 1 dell'articolo 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo le parole: «nell'articolo 6-bis, commi 1 e 2,» sono inserite le seguenti: «nell'articolo 6-ter».

 

Art. 5.

Integrazione  del  sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d'uso degli impianti

 1. All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'ipotesi di cui al periodo precedente, al contravventore possono essere applicati il divieto e le prescrizioni di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.».

 

Art. 6.

Misure di prevenzione

 1. Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo l'articolo 7-bis e' inserito il seguente:  «Art. 7-ter (Misure di prevenzione). - 1. Le misure di prevenzione di cui alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31 maggio 1965, n. 575, possono essere applicate anche nei confronti delle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in piu' occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui     all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401.

 2. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 puo' essere altresi' applicata la misura di prevenzione patrimoniale della confisca, di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, relativamente ai beni,  nella disponibilita' dei medesimi soggetti, che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attivita' di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Il sequestro effettuato nel corso di operazioni di polizia dirette alla prevenzione delle predette manifestazioni di violenza e' convalidato a norma dell'articolo 2-ter, secondo comma, secondo periodo, della medesima legge n. 575 del 1965.».

 

Art. 7.

Aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza e resistenza a pubblico ufficiale

1. Al secondo comma dell'articolo 339 del codice penale le parole: «della reclusione da tre a quindici anni» sono sostituite dalle seguenti: «della reclusione da cinque a quindici anni».

2. All'articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, e' aggiunto, in fine, il seguente: «Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.».

 

Art. 8.

Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401.

1. E' vietato alle societa' sportive corrispondere in qualsiasi forma, diretta o indiretta, a soggetti destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n, 401, o di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio. E' parimenti vietato alle societa' sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate.

 2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalita' di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 per i nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.

 3. Alle societa' sportive che non osservano i divieti di cui al comma 1 e' irrogata dal prefetto della provincia in cui la societa' ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50.000 a 200.000 euro.

 4. In deroga al divieto di cui al comma 1 e' consentito alle societa' sportive stipulare con associazioni riconosciute ai sensi dell'articolo 12  del  codice  civile, aventi tra le finalita' statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza,  come  sanciti  dalla  Carta olimpica, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalita' statutarie.

 5. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

 

 

Art. 9.

Nuove prescrizioni per le societa' organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio

 1. E' fatto divieto alle societa' organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 6 giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

 2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalita' di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 dei nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.  

3. Alle societa' che non osservano il divieto di cui al comma 1 e' irrogata dal prefetto della provincia in cui la societa' ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000  a 100.000 euro. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

 

Art. 10.

Adeguamento degli impianti

1. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

«5-bis. All'adeguamento degli impianti di cui al comma 1 possono provvedere le societa' utilizzatrici degli impianti medesimi. In tale caso,  qualora  ai  fini  dell'adeguamento  dell'impianto  alle prescrizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 occorrano particolari titoli abilitativi, l'amministrazione competente al rilascio del titolo provvede entro quarantotto ore dalla proposizione della relativa istanza, convoca entro lo stesso termine, ove necessario, una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. La conferenza si pronuncia entro le successive ventiquattro ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.».

 

Art. 11.

Programma straordinario per l'impiantistica sportiva

 1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, d'intesa con i Ministri delle infrastrutture e dell'interno, convoca un tavolo di concertazione per definire, entro centoventi giorni dalla  data  di  convocazione,  un programma straordinario per l'impiantistica  destinata  allo  sport  professionistico e, in particolare, all'esercizio della pratica calcistica, al fine di renderla maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilita',  apertura,  redditivita'  della  gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

 2. Al tavolo nazionale partecipano il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, il Ministro delle infrastrutture, il Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il  CONI,  i  rappresentanti dell'ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive.

 

Art. 12.

Entrata in vigore

 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

 Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addi' 8 febbraio 2007

 

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Melandri, Ministro per le politiche

giovanili e le attivita' sportive

Amato, Ministro dell'interno

Mastella, Ministro della giustizia

Di Pietro, Ministro delle infrastrutture

Lanzillotta, Ministro per gli affari

regionali e le autonomie locali

 

Visto, il Guardasigilli: Mastella

 

 


Esame in sede referente

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1° (Affari costituzionali)
2° (Giustizia)

 

MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO 2007

4ª Seduta

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

indi del Presidente della 1ª Commissione

BIANCO

 

 Intervengono il vice ministro dell'interno Minniti e il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

La seduta inizia alle ore 15.

 

IN SEDE REFERENTE

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Esame e rinvio)

 

 Il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la Commissione affari costituzionali, ricorda come il decreto-legge n. 8 del 2007 sia stato adottato a seguito dei tragici episodi di violenza verificatisi a Catania, in occasione di un evento sportivo, nel corso dei quali ha perso la vita un ispettore di polizia. Tale gravissima vicenda ha testimoniato come le misure previste dal cosiddetto "decreto Pisanu" (decreto legge n. 28 del 2003) non abbiano conseguito i risultati di sicurezza e ordine pubblico cui erano finalizzate. Il Governo ha pertanto adottato il provvedimento d’urgenza in esame, in continuità con le misure sancite dal decreto Pisanu, migliorandone l’efficacia.

 Passa quindi a illustrare le disposizioni di maggior interesse per la Commissione affari costituzionali; si sofferma in primo luogo sull’articolo 1, che prevede la cessazione di ogni deroga alla normativa vigente in materia di sicurezza degli impianti sportivi, imponendo l’immediato adeguamento di questi ultimi; si prevedono inoltre limiti alla vendita o alla cessione finalizzata a prevenire le trasferte collettive di tifosi, prevedendo – tra l’altro – il divieto di vendita di biglietti alla stessa persona fisica in numero superiore a dieci. L’articolo 2 inasprisce la disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi: in particolare, si introduce una durata minima del divieto di accesso, si prevede la possibilità di irrogare sanzioni accessorie, si introducono inoltre sanzioni pecuniarie per le società sportive che abbiano affidato compiti di gestione e controllo della sicurezza negli stadi a persone prive dei requisiti morali previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Dopo aver riferito i contenuti dell’articolo 5, sottolinea la finalità perseguita dall’articolo 8, di recidere il legame tra le società sportive e le associazioni che abbiano responsabilità in episodi di violenza ovvero i soggetti condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. L’articolo 9 introduce ulteriori divieti di vendita o cessione di titoli di accesso a soggetti cui sia stato interdetto l’accesso agli impianti sportivi, prevedendo anche in questo caso l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per le società organizzatrici di competizioni calcistiche responsabili: con tale norma si configura quindi per le società sportive una responsabilità connessa alla verifica dei destinatari dei titoli di accesso agli stadi. Il successivo articolo è finalizzato a favorire il tempestivo adeguamento tecnico degli impianti sportivi fissando termini assai ristretti per il rilascio dei titoli abilitativi richiesti per tali interventi e prevedendo anche ipotesi di silenzio-assenso. L’articolo 11, infine, istituisce un tavolo di concertazione per la definizione di un programma straordinario per l’impiantistica, al fine di realizzare le modifiche necessarie alle mutate esigenze di sicurezza e fruibilità delle strutture stesse.

 

 Il senatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE), relatore per la Commissione giustizia, si sofferma innanzitutto sull'articolo 3 il quale, modificando gli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, amplia il concetto di luogo in cui si svolgono le manifestazioni sportive nel senso di considerare condotte penalmente rilevanti anche quelle poste in essere negli spazi riservati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni. Rileva inoltre che l'ambito temporale di rilevanza penale della fattispecie viene ampliato, considerandosi commessi nei luoghi della manifestazione i fatti verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive della manifestazione sportiva. La condotta penalmente rilevante è inoltre anticipata dal punto di vista oggettivo, considerandosi perseguibile anche solo il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti idonei a creare un pericolo per le persone. La pena è aumentata in un minimo edittale di un anno e in un massimo di quattro anni, con la previsione di ulteriori aumenti in caso di aggravanti.

 Il relatore si sofferma quindi sulla fattispecie disciplinata al comma 2, che punisce, con una pena più alta, da sei mesi a tre anni, il semplice possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi ed altri strumenti idonei ad offendere.

 Quanto all'articolo 4, che apporta rilevanti modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, il relatore rileva che il decreto-legge consente l'arresto anche nel caso di possesso di materiale pericoloso, ai sensi dell'articolo 6-ter della suddetta legge, nonché nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive disposto dal giudice con la sentenza di condanna. Viene inoltre eliminata la possibilità di verificare la Commissione del fatto contestato sulla base di "elementi oggettivi", potendo quindi scattare l'arresto soltanto sulla base di filmati e di fotografie. E' inoltre portata a 48 ore, successive alla commissione del fatto, la possibilità di effettuare arresti in flagranza.

 Il relatore osserva inoltre che la modifica del comma 1-quater dell'articolo 8 della legge del 1989 consente di estendere la deroga al regime generale delle misure cautelari, anche all'ipotesi di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

 Per quanto riguarda l'articolo 6, il relatore osserva che la norma estende l'applicazione delle stesse misure di protezione previste per gli indiziati di mafia nei confronti di chi è sospettato di aver agevolato gruppi o persone che abbiano preso parte attiva alle manifestazioni di violenza.

 Il relatore svolge alcune considerazioni conclusive sull'articolo 7 il quale, modificando l'articolo 339 del codice penale, innalza il minimo di pena in caso in cui la violenza o la minaccia contro il pubblico ufficiale sia stata commessa da più di cinque persone riunite mediante uso di armi, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi. La norma introduce inoltre un terzo comma recante una nuova circostanza aggravante, nel caso in cui la violenza o la minaccia siano state commesse mediante il lancio o l'utilizzo di altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici, tali da offendere o creare pericolo alle persone.

 

 Il presidente SALVI propone alle Commissioni riunite di procedere, compatibilmente con i tempi di esame del disegno di legge di conversione, all'audizione dei maggiori soggetti coinvolti, in particolare rappresentanti della Federazione Italiana Gioco Calcio, della Lega calcio, dell'Associazione italiana arbitri, dell'Associazione italiana calciatori, dell'Associazione italiana allenatori, nonché dei sindacati di polizia e di esperti del Ministero dell'interno.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) segnala l’esigenza di includere, tra i soggetti da convocare in audizione, anche l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), poiché la proprietà degli impianti sportivi è, in via generale, dei Comuni.

 

 Interviene quindi il senatore Fernando ROSSI (IU-Verdi-Com) il quale ritiene che nelle audizioni debbano essere ascoltati anche i rappresentanti delle associazioni dei tifosi.

 

 Il senatore VIZZINI (FI) manifesta la sua perplessità sulla proposta avanzata dal senatore Rossi, ritenendo inappropriato conferire valenza istituzionale alle associazioni richiamate.

 

 Ha quindi la parola il senatore D'ONOFRIO (UDC) il quale suggerisce il coinvolgimento dei rappresentanti delle società televisive e radiofoniche che trasmettono gli incontri sportivi in questione, per acquisire le loro valutazioni sul provvedimento in esame e fornire i dati in loro possesso in merito alle conseguenze rilevate o attese in termini di pubblico.

 

 Il presidente SALVI, dopo aver assicurato che terrà conto delle proposte avanzate, dichiara aperta la discussione generale.

 

 Ha quindi la parola il senatore PALMA (FI), il quale osserva come il decreto-legge n. 8 del 2007 si ponga in continuità con il decreto Pisanu, inasprendo le misure ivi stabilite, a seguito della tragica morte dell’ispettore Raciti. Condividendo dunque le esigenze che hanno condotto all’adozione del provvedimento d’urgenza, esprime tuttavia perplessità su alcune sue disposizioni.

Il divieto di vendita o cessione di titoli di accesso agli stadi, sancito dall’articolo 1 comma 2, è a suo avviso in contraddizione con altre disposizioni del decreto, dalle quali emerge un atteggiamento generale di sfiducia nei confronti delle società calcistiche, che tuttavia sembra curiosamente venire meno allorché si affida loro la verifica sui destinatari dei biglietti. Ritiene, inoltre, che impedire le trasferte organizzate delle tifoserie possa avere gravi conseguenze di ordine pubblico, paventando il rischio della presenza di limitati nuclei di soggetti molto violenti, disseminati all’interno dell’impianto sportivo; le disposizioni in commento sarebbero comunque inefficaci, poiché il limite all’acquisto di titoli di accesso da parte di ogni persona fisica, fissato in un massimo di dieci, consentirebbe, con il coinvolgimento di pochi soggetti, quelle trasferte organizzate che si intende ostacolare.

Esprime forte contrarietà alla modifica che l’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2) apporta alla disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi: si tratta di ipotesi in cui non vi è né la partecipazione diretta né il concorso alla commissione di atti di violenza o reati, bensì di una condotta riconducibile, a suo giudizio, alla fattispecie della desistenza, di cui all’articolo 56 del codice penale, fatto non punibile penalmente e al quale è quindi incongruo connettere il divieto di accesso previsto. Perplessità suscita anche il successivo comma 2 di quel medesimo articolo, il quale presuppone una conoscenza, in capo alle società sportive, dei requisiti morali delle persone cui abbiano affidato compiti di gestione e controllo della sicurezza nello stadio, che invece non si può loro richiedere. Il riferimento contenuto in quella disposizione ai requisiti morali di cui all’articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza dovrebbe inoltre essere integrato con lo specifico riferimento a soggetti che abbiano partecipato a episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive: si potrebbe altrimenti verificare il paradossale effetto di negare la possibilità di svolgere quei compiti a persone che abbiano avuto una condanna per reati del tutto estranei alle manifestazioni sportive, consentendolo invece a chi si sia reso responsabile di violenze proprio in quelle occasioni conseguendo però una condanna inferiore a tre anni.

 Richiamando le osservazioni formulate dal senatore Di Lello, relatore per la Commissione giustizia, sull’articolo 3 comma 1, commenta criticamente tale norma, che a suo giudizio intende equiparare fatti che possono avere qualificazione soggettiva del tutto differente.

 Pur comprendendo le esigenze sottese alle modifiche alla disciplina dell’arresto in flagranza differita, di cui all’articolo 4, ritiene eccessivo l’estensione dello stato di flagranza fino a 48 ore dal fatto. L’innalzamento della pena minima prevista dall’articolo 7, comma 1 è a suo giudizio incongrua rispetto ad altre fattispecie penali più gravi, quali ad esempio il reato di tentato omicidio, oltre a tradire una sostanziale sfiducia nella magistratura che emerge dall’intento di assicurare una pena congrua anche in caso di applicazione di attenuanti. L’articolo 8, infine, prevede sanzioni amministrative per le società calcistiche che configurano, nella sostanza, una censurabile forma di responsabilità oggettiva, non essendo tali società nella possibilità di conoscere la situazione soggettiva dei destinatari delle sovvenzioni, contributi e facilitazioni ivi indicate.

 Conclude ribadendo la sua adesione alle esigenze di sicurezza perseguite dal decreto-legge, ricordando i gravi episodi che si verificano anche nei circuiti sportivi di rilievo non nazionale; ritiene tuttavia che non possano sottacersi le forti perplessità su alcune disposizioni, che per far fronte a una situazione di urgenza rischiano di compromettere le garanzie dello stato di diritto.

 

 Il senatore CENTARO (FI), dopo aver rilevato che il decreto-legge all'esame delle Commissioni riunite nasce dalle medesime esigenze emergenziali del cosiddetto "decreto Pisanu", pur condividendo i puntuali rilievi formulati dal senatore Palma, ritiene che la gravità della situazione richieda un'assunzione di responsabilità da parte del Parlamento.

 L'oratore si sofferma quindi a criticare la norma contenuta all'articolo 2, comma 1, lettera a), n. 2, dal momento che la condotta penalmente rilevante, così come configurata nella disposizione de qua, anticipa eccessivamente il momento della punibilità. Quanto al comma 2, l'oratore rileva l'opportunità di sostituire all'espressione "le medesime società risiedono" l'altra "le medesime società hanno il domicilio ovvero svolgono la loro attività", in quanto la residenza è un istituto configurabile esclusivamente per le persone fisiche.

 In riferimento a quanto prevede l'articolo 3 in merito alla rilevanza penale della condotta posta in essere nelle 24 ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, il senatore, pur condividendo i rilievi di costituzionalità avanzati dal senatore Palma, ritiene inevitabile estendere l'ambito oggettivo di punibilità, in considerazione dell'eccezionalità delle situazioni che si configurano in tali ipotesi.

 Per quanto concerne invece l'estensione temporale del concetto di flagranza, da 36 ore a 48 ore successive allo svolgimento della manifestazione, l'oratore ritiene che, anche in questo caso, la gravità della situazione inevitabilmente impone uno strappo ai principi del sistema processual-penalistico.

 Per quanto concerne le misure di prevenzione disciplinate all'articolo 6, il senatore ritiene opportuno chiarire che la loro applicazione estensiva si limita unicamente agli aspetti di carattere procedurale, ritenendo evidenti le differenze tra la fattispecie dell'associazione di tipo mafioso e quelle di cui si discute.

 Per quanto concerne invece la modifica dell'articolo 339 del codice penale, tesa ad aumentare il minimo di pena nel caso in cui la violenza o la minaccia al pubblico ufficiale siano commesse da più di cinque persone riunite mediante uso di armi o da più di dieci persone, ciò palesa un'evidente sfiducia nei confronti della magistratura, che tende spesso a infliggere il minimo edittale di pena per consentire all'imputato l'accesso al patteggiamento.

 Al riguardo l'oratore, al fine di riequilibrare il sistema, propone di inasprire le sanzioni penali in caso di aggravanti. Ritiene inoltre utile modificare ulteriormente l'articolo 339 del codice penale aggiungendo dopo l'espressione "uso di armi" l'altra "o di corpi contundenti".

 

 Il senatore VIZZINI (FI) ritiene che le misure di emergenza adottate con il provvedimento in esame dovrebbero essere accompagnate da un intervento più ampio, destinato a ripristinare condizioni di normalità nello svolgimento delle competizioni sportive. Infatti, non è comprensibile, ad esempio, l’impiego di rilevanti contingenti di forze dell’ordine in occasione dello svolgimento di partite di calcio: soprattutto nelle regioni meridionali, esse dovrebbero essere adibite soprattutto al controllo del territorio e alla prevenzione e alla repressione delle attività criminali.

 Ricorda i gravi reati che si sono verificati negli anni più recenti nel mondo del calcio, un contesto economico fra i più importanti del Paese.

Soffermandosi su alcune delle misure introdotte con il decreto-legge, nota che la previsione di svolgere le competizioni a porte chiuse potrebbe trasformare il gioco del calcio in uno spettacolo solo televisivo e virtuale, soprattutto nelle realtà dove già ora la partecipazione degli spettatori è ridotta. Anche il limite di vendita dei titoli di accesso allo stadio, a suo avviso, potrebbe determinare effetti in contrasto con la tutela dell’ordine pubblico: infatti è sufficiente un numero limitato di acquirenti per assicurare l’ingresso allo stadio a gruppi di tifosi violenti.

 Inoltre, le sanzioni amministrative a carico delle società calcistiche appaiono inefficaci: sarebbe preferibile prevedere penalizzazioni anche sotto il profilo sportivo. Infine, il richiamo del cosiddetto modello inglese non può non tener conto del fatto che in Gran Bretagna il ripristino di un clima di normalità durante lo svolgimento delle partite di calcio è stato conseguito attraverso una riorganizzazione complessiva, che comprende l’affidamento degli impianti sportivi alle società di calcio, ma anche con l’applicazione di misure di prevenzione e repressione assai severe.

 

 Il senatore CALVI (Ulivo) osserva che il mondo del calcio, che rappresenta un’attività economica di assoluto rilievo, gode di una condizione anomala di impunità. In particolare, a suo avviso, i bilanci delle società calcistiche sono costantemente contraffatti e le autorità non esercitano alcun controllo.

Egli ritiene che il codice penale vigente contenga gli strumenti adatti per contrastare i fenomeni di violenza. Piuttosto, si dovrebbe far valere la responsabilità delle autorità locali di pubblica sicurezza e dell’autorità giudiziaria, che in occasione degli incidenti di Catania hanno dimostrato una inefficienza censurabile. In particolare, è inspiegabile che, mentre è stato prontamente sequestrato l’impianto sportivo, non si è provveduto a precludere l’area in cui si sono verificati gli incidenti, pregiudicando le indagini sui fatti delittuosi che hanno portato all’uccisione dell'ispettore Raciti. Desta meraviglia anche l’incapacità dell'autorità di far arrestare e condurre davanti al giudice un certo numero delle persone che sono state protagoniste degli scontri con la Polizia; esse, come risulta dalle indagini in corso, talvolta appartengono a organizzazioni politiche eversive.

Esprime il timore che l’estensione del termine entro il quale si può procedere all’arresto in flagranza abbia un effetto marginale, in mancanza di una capacità repressiva delle forze dell’ordine; inoltre, quella misura potrebbe prestarsi a una applicazione inopinata in contesti diversi da quelli sportivi.

Quanto all’articolo 7, ritiene opportuna l’introduzione dell’aggravante, considerata la gravità dei reati di cui si tratta. In ogni caso, mentre assicura il suo consenso alla conversione in legge del decreto, ne denuncia il carattere un poco declamatorio, quando sarebbe ben più efficace applicare con rigore le norme già vigenti.

 

 Il senatore D'AMBROSIO (Ulivo) si associa alle osservazioni del senatore Calvi, rilevando come il vero problema dei fenomeni di violenza che si manifestano intorno alle competizioni calcistiche non risieda certamente nell'assenza di norme che sanzionano tali comportamenti, dal momento che questi integrano fattispecie di reato di estrema gravità, ma nell'incapacità del sistema di garantire l'effettività della sanzione penale, inducendo così negli autori di tali comportamenti un senso di sostanziale impunità che, in un quadro psicologico caratterizzato da coesione e riconoscimento sociale di gruppi di tifosi e da rappresentazione ludica o eroica dei loro comportamenti, innesca atteggiamenti imitativi epidemici.

 Le cause di tale impunità sono note e di carattere generale: in primo luogo, infatti, vi è la singolare e distorta caratterizzazione che ha assunto nel nostro sistema l'istituto del patteggiamento i cui presupposti logici essenziali - la limitazione alla fase delle indagini preliminari o al primo grado di giudizio della possibilità di patteggiare, proprio per lo scopo di economia processuale dell'istituto, e il riconoscimento da parte del patteggiante della responsabilità penale, che fa del patteggiamento titolo di prova nel giudizio civile per il risarcimento dei danni - sono stati ignorati dal legislatore italiano.

 L'accesso improprio al patteggiamento, esercitato dal reo nello stato del giudizio per lui strategicamente più conveniente, finisce poi per dare luogo ad un circolo vizioso grazie al quale, fatalmente, all'irrogazione di pene ridotte segue la sospensione condizionale della pena o l'affidamento ai servizi sociali, ciò anche per la difficoltà di accertare le recidive in presenza di iter processuali, come è noto, particolarmente lunghi, in conseguenza dei quali il più delle volte nel corso di un processo penale di questo genere i giudici non sono in grado di prendere cognizione di precedenti condanne, magari numerose, ma non ancora passate in giudicato.

 Se a queste considerazioni si aggiungono anche gli effetti di improvvidi provvedimenti clemenziali, è evidente l'inefficacia in questi casi della sanzione penale, che spiega l'adozione, nel decreto-legge in esame, di disposizioni dirette ad aggravare nel minimo le pene previste per le condotte criminali in discussione.

 Comunque egli ritiene che questi comportamenti criminali possano essere più facilmente contenuti attraverso sanzioni dirette a diminuirne il fascino presso i tifosi più accesi e a scoraggiare la complice tolleranza del mondo delle società sportive. In questo senso la sanzione della chiusura dello stadio e dell'obbligo di effettuare la partita a porte chiuse può essere, a suo parere, molto utile, purché, evidentemente, si tratti di vera chiusura, e cioè purché venga vietata anche la ripresa e la diffusione televisiva della partita giocata a stadio chiuso.

 

Il senatore Fernando ROSSI (IU-Verdi-Com) esprime preoccupazione per l’estensione del termine in cui è ammesso l’arresto in flagranza di reato: a suo avviso, l’autorità giudiziaria ha già a disposizione strumenti efficaci. Il provvedimento in esame, tuttavia, può rappresentare un’occasione per dimostrare la volontà del Paese di determinare le condizioni per uno svolgimento sereno delle competizioni sportive.

A suo avviso, sarebbe stato opportuno sospendere il campionato di calcio per un periodo più lungo. Le società calcistiche, inoltre, dovrebbero collaborare a isolare le frange più estremiste della tifoseria, che provocano gli episodi di violenza per motivazioni non sportive e talvolta riconducibili a fini politici. D'altra parte, un clima più sereno nel contesto in esame può essere realizzato solo con il concorso responsabile del pubblico sportivo.

 

 Il presidente SALVI rinvia il seguito della discussione generale ad altra seduta.

 

 La seduta termina alle ore 16,30.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

MARTEDÌ 20 FEBBRAIO 2007

82ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BIANCO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Grandi.

 

La seduta inizia alle ore 15,35.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

Il PRESIDENTE riferisce le determinazioni dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena concluso.

 

(omissis)

 Il PRESIDENTE ricorda quindi le audizioni informali in merito al disegno di legge n. 1314 (Conversione in legge del decreto-legge n. 8 del 2007, in materia di violenza negli stadi), svoltesi in mattinata davanti agli Uffici di presidenza riuniti delle Commissioni affari costituzionali e giustizia, integrati dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari; l'attività informativa proseguirà domani, alle ore 14,30, con l'audizione del presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, prefetto Antonio Manganelli.

(omissis)

 

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MERCOLEDÌ 21 FEBBRAIO 2007

5a Seduta (antimeridiana)

 

 

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 

 La seduta inizia alle ore 16,45.

IN SEDE REFERENTE

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 Riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta del 14 febbraio scorso.

 

 Il presidente SALVI ricorda che, nella seduta precedente, aveva avuto inizio la discussione generale.

 Nel rinviarne il seguito, propone di fissare i termini per la presentazione degli emendamenti alle ore 12 di lunedì 26 febbraio.

 

 Le Commissioni riunite concordano.

 

 La seduta termina alle ore 16,50.

 

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2007

6a Seduta

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 Intervengono il vice ministro dell'interno Minniti e il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

 La seduta inizia alle ore 15,35.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 Prosegue la discussione generale del disegno di legge in titolo, sospesa nella seduta del 14 febbraio scorso.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) riconosce che il decreto intende corrispondere a una situazione di reale emergenza, dubitando tuttavia della coerenza tecnica di alcune disposizioni. In particolare, circa il limite imposto alle società di calcio nell'acquisizione in blocco di biglietti di ingresso per partite in trasferta, domanda al Governo se la misura non si presti, come già rilevato da altri, a facili elusioni. Sarebbe forse preferibile, allora, controllare lo svolgimento delle trasferte proprio tramite le società, invece di rischiare una sorta di parcellizzazione delle tifoserie, che renderebbe anche più arduo governare il fenomeno.

 In merito all'articolo 2, si ripropone la questione della natura giuridica del cosiddetto DASPO: in proposito ricorda l’incertezza, rilevabile anche dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, che non sarebbe risolta, ma semmai accentuata, dal tenore della disposizione contenuta nel comma 1, lettera a), n. 1. Il riferimento agli "elementi oggettivi" e il contesto complessivo, infatti, mentre escludono i responsabili diretti del fatto, perché in tal caso si tratterebbe di sanzione accessoria a condanna penale, nondimeno prefigura una condotta dal contorno indefinito, perché non avrebbe il carattere del tentativo di reato, mancandone gli elementi qualificanti, né allude in modo chiaro a una diversa ipotesi. Sarebbe utile, dunque, inquadrare il caso in una misura di prevenzione tipica. D'altra parte, la misura interdittiva risulta sproporzionata per difetto: infatti, mentre l'incremento delle sanzioni penali appare velleitario, in ragione dei meccanismi processuali che ne ridimensionano regolarmente l'entità fino a limiti assai modesti, il divieto di accesso agli stadi è invece la misura più temuta. Pertanto, dovrebbe essere elevata sia la misura massima sia, soprattutto, quella minima, dove in genere si attesta la decisione.

 Quanto all'articolo 3, reputa preferibile prevedere semplicemente, ai fini della sussistenza del reato, che siano lanciati o utilizzati ordigni, non essendo affatto necessario richiedere che ciò crei un pericolo per le persone. Condivide, invece, l'elevazione da trentasei a quarantotto ore del limite temporale per la cosiddetta flagranza differita.

 A proposito dell'articolo 6, osserva che una diversa qualificazione del DASPO postula una riformulazione delle disposizioni inerenti alla confisca e al sequestro, che dovrebbero rientrare nella disciplina generale riferita ai mezzi di reato. Inoltre - quanto all'articolo 7 - considera opportuno reintrodurre la figura di reato dell'oltraggio a pubblico ufficiale, già abolita, opportunamente adattata con particolare riguardo al caso dell'agente che svolge funzioni di ordine pubblico e di sicurezza. Si sofferma, quindi, sull'articolo 8, dubitando della sua applicabilità in concreto, a meno che le società sportive non abbiano accesso ai dati personali inerenti alla sicurezza, contenute nell'apposita banca dati. Mentre considera inutile istituire altri organi competenti in materia, dato che già opera l'Osservatorio costituito presso il Ministero dell'interno, osserva che l'impiego di persone addette alla sicurezza interna degli stadi, che non siano agenti di polizia, dovrebbe essere accompagnato dalla definizione di requisiti minimi almeno equivalenti a quelli prescritti per le guardie particolari giurate, considerando il contesto assai critico in cui dovrebbero operare.

 

 Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) si sofferma sulle questioni più urgenti che investono le competizioni di calcio, osservando che l'elemento commerciale è sempre più prevalente su quello sportivo. Dopo gli scandali della scorsa estate, e ancor più dopo i noti episodi di violenza, vi è stata una riduzione notevolissima degli spettatori negli stadi, mentre sembra molto difficile tornare a un consistente riavvicinamento del grande pubblico, in particolare delle famiglie. In ogni caso, considera necessario agevolare e promuovere una generale privatizzazione degli stadi, adottando per la sicurezza interna le misure già sperimentate in altri paesi, come l'impiego di addetti che non siano agenti di polizia. In proposito, condivide l'opinione del senatore Mantovano, secondo cui è comunque indispensabile definire meglio i requisiti richiesti a tali persone.

 

 Il senatore CASSON (Ulivo), in ragione della drammaticità che hanno assunto le vicende afferenti alle manifestazioni sportive, dichiara di condividere lo spirito e le finalità del decreto-legge all'esame delle Commissioni riunite, che interviene secondo gli indirizzi già delineati dal "decreto Pisanu", il quale aveva previsto efficaci strumenti di diritto sostanziale e processuale.

 L'oratore si sofferma quindi su alcune questioni di carattere più strettamente tecnico-giuridico, palesando innanzitutto alcune perplessità in ordine alla fattispecie prevista all'articolo 2, comma 1, lettera a), n. 2, non essendo chiaro se la condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive sia riconducibile nell'ambito dell'istigazione ovvero configuri un'ipotesi di concorso.

 Il senatore dichiara di condividere le osservazioni del senatore Centaro sulla necessità che, all'articolo 2, comma 2, l'espressione "le medesime società risiedono" sia sostituita con l'altra "le medesime società hanno il domicilio ovvero svolgono la loro attività", in quanto l'istituto della residenza non è configurabile per le persone giuridiche.

 In riferimento all'articolo 3, pur comprendendo la ratio della disposizione che estende l'ambito oggettivo di applicazione della norma incriminatrice alle ventiquattro ore precedenti e successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, condivide le perplessità del senatore Mantovano sull'opportunità dell'inciso "in modo da creare un pericolo per le persone", il quale può determinare notevoli difficoltà interpretative sia in sede di prima attuazione sia successivamente.

 Quanto poi all'articolo 4, che estende l'operatività dell'istituto della flagranza così detta differita fino a quarantotto ore, il senatore ritiene che, a fronte della gravità del fenomeno, appare inevitabile, in questo caso, la deroga ai principi fondamentali del sistema processual-penalistico.

 La possibilità di individuare i soggetti coinvolti attraverso qualsiasi strumento utile consente inoltre, ad avviso dell'oratore, di intervenire nella maniera più incisiva possibile.

 Il senatore condivide l'innalzamento del limite minimo edittale di pena al fine di evitare il rischio che, applicando la pena minima, possa essere consentito l'accesso ai riti alternativi che vanificando di fatto gli effetti del decreto.

 Il senatore rileva infine l'opportunità di intervenire sull'articolo 8 del decreto nel senso di circoscrivere il divieto di agevolazioni finanziarie da parte delle società sportive esclusivamente nei confronti delle associazioni di tifosi che abbiano posto in essere comportamenti irregolari, inasprendo nello stesso tempo la sanzione amministrativa prevista nei confronti di quelle società sportive che non osservano i divieti.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) si dichiara preoccupato per il numero assai rilevante di emendamenti presentati: se ne potrebbe ricavare, infatti, l'impressione di un intento dilatorio, che invece risulta escluso da tutte le dichiarazioni politiche che si sono succedute, da ogni parte, sul decreto in esame. Una manifestazione, anche involontaria, di insensibilità all’esigenza di definire presto e d’accordo il provvedimento, è dunque da scoraggiare, concludendo rapidamente l'iter in Senato. Il decreto-legge, d'altronde, si colloca in linea di continuità con le misure adottate in passato, come il cosiddetto decreto Pisanu, ed è perciò un caso tipico di atto politico non di parte, al quale si può e si deve concorrere in modo concorde. Tuttavia, a tale fine, non è opportuno introdurre elementi diversi e ulteriori da quelli inerenti alla inevitabile esigenza di perfezionare il decreto: si tratta, infatti, di un provvedimento per sua natura provvisorio, che prelude ad altri interventi di carattere più stabile, da discutere e definire nei tempi e nelle sedi proprie.

 

 Il presidente SALVI dichiara conclusa la discussione generale.

 

 Interviene quindi in replica il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la 1a Commissione: egli osserva che anche tenendo conto del contenuto degli emendamenti presentati, lo svolgimento della discussione conferma la possibilità di definire di comune accordo le modifiche più opportune al provvedimento d’urgenza. Condivide, dunque, l'auspicio del senatore Saporito, per una conclusione tempestiva dell'iter, da condurre in modo efficace e concentrato sulle questioni essenziali. Altri aspetti, introdotti ad esempio con alcuni emendamenti, sono certamente meritevoli di attenzione e approfondimento, ma a suo avviso dovrebbero essere trattati in un procedimento legislativo ordinario. Ad esempio, il tema dei cosiddetti steward, da impiegare quali addetti alla sicurezza negli stadi, è solo accennato nel decreto, anche perché esso evoca il tema ben più ampio e rilevante della sicurezza sussidiaria, che esige interventi ponderati, per regolare attività assai importanti e dotate anche di un notevole potenziale economico. Dichiara di condividere, inoltre, le suggestioni ricavabili dagli emendamenti del senatore D'Onofrio, in tema di educazione ai valori sportivi, come pure quelle del senatore Castelli, in tema di adeguamenti infrastrutturali. Tuttavia, anche a tale riguardo, ritiene opportuno riservare a una sede diversa gli approfondimenti necessari. Altra questione rilevante è quella dell'indispensabile coordinamento tra le norme di legge in materia e le misure applicative, sulla traccia del cosiddetto decreto Pisanu.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE), pur riconoscendo la necessità di intervenire in materia con una legge organica che tenga conto dei molteplici profili ed interessi coinvolti, dichiara di condividere la ratio del decreto all'esame delle Commissioni riunite, ma anche le finalità di molti degli emendamenti presentati, tesi a migliorare in più punti il contenuto del decreto stesso, anche attraverso la auspicata attivazione di un sistema di educazione allo sport a diversi livelli.

 Il relatore ricorda gli interventi dei rappresentanti dei sindacati di polizia auditi dalle Commissioni riunite, in particolare l'osservazione significativa sul fatto che la maggioranza degli episodi di violenza hanno luogo nel corso delle partite serali, quando più difficile è l'identificazione, nonché la constatazione che, pur vigendo il decreto-legge in titolo, in alcuni stadi erano potute entrare molte persone senza biglietto. Ciò, ad avviso del senatore, fa riflettere sul sistema sanzionatorio introdotto e sulla necessità che venga più puntualmente specificata la finalizzazione dell'inasprimento sanzionatorio ai fatti che si verificano nell'ambito di competizioni sportive.

 Condividendo i rilievi del senatore Centaro e del senatore Mantovano, esprime la sua contrarietà alle misure di prevenzione contenute nell'articolo 6, ritenendo inoltre opportuno modificare l'articolo 7 nel senso di prevedere, per l'ipotesi di aggravante ad effetto speciale prevista dall'articolo 339 del codice penale, una più puntuale finalizzazione agli episodi di violenza che si svolgono all'interno degli stadi o nei luoghi adiacenti. La previsione infatti di un inasprimento sanzionatorio generalizzato per il reato di violenza a pubblico ufficiale, ad avviso del relatore, rischia di produrre effetti aberranti. Riservandosi di esprimere il parere sugli emendamenti in un'altra seduta, il senatore esprime il suo apprezzamento nei confronti degli emendamenti presentati dal senatore D'Onofrio che, pur necessitando di alcune modifiche, operano nel senso di distinguere le condotte criminali, finalizzandole agli episodi di violenza riconducibili a manifestazioni sportive.

 Quanto all'articolo 3, il relatore ritiene opportuno operare anche in quella sede una specificazione della finalizzazione del comportamento in riferimento all'evento sportivo, per evitare che venga sottoposto alla stessa sanzione ogni comportamento, sol perché posto in essere in un determinato spazio e in uno specifico arco temporale.

 Auspica infine la convocazione di un comitato ristretto che contribuisca ad una condivisa selezione delle proposte emendative.

 

 In sede di replica interviene per il Governo il vice ministro MINNITI, che rileva anzitutto un approccio tendenzialmente unitario alla discussione del decreto.

 Condivide, pertanto, la preoccupazione manifestata dal senatore Saporito, per la possibile percezione di una procedura che sembri non doversi concludere con la necessaria celerità. Nel decreto, infatti, convivono elementi di schietto contenuto normativo e percettivo ed elementi, altrettanto importanti, di forte valore simbolico. In materia vi è una diffusa e avvertita sensibilità, alla quale occorre corrispondere anche con un messaggio univoco ed energico, che non dovrebbe essere attenuato dall'esigenza di approfondire questioni assai rilevanti, ma risolvibili in altra sede. Il provvedimento, ad esempio, introduce, senza pretendere di risolverlo, il grande tema della separazione tra sicurezza interna degli stadi, da affidare alle società sportive, una volta risolto anche l'assetto proprietario degli impianti, dalla sicurezza all’esterno, che resterà affidata alle forze di polizia. A tale questione è connessa quella, altrettanto rilevante, degli adeguamenti infrastrutturali, da perseguire con determinazione secondo il modello mediamente adottato negli altri paesi europei.

 Il decreto intende fornire una prima risposta a esigenze gravi e urgenti, senza cesure con le esperienze trascorse, perché in tale materia non si intende affermare alcuna forma di discontinuità.

 Alcuni risultati sono stati già conseguiti: dopo l’emanazione del decreto, le misure di adeguamento fisico già prescritte per l’accesso agli stadi in condizioni di sicurezza sono state repentinamente adottate, realizzandosi nel volgere di pochi giorni quanto fino a poco prima si dichiarava di poter fare solo nell’arco di sei mesi. Il tema delle infrastrutture, dunque, è senz’altro fondamentale riguardando la sicurezza dei siti e la sicurezza preventiva. In sede di conversione in legge si potrà affrontare, inoltre, il tema della soglia minima di spettatori, da abbassare, per i requisiti prescritti in tema di impianti, in modo da coinvolgere anche le strutture che ospitano le partite di serie B e C, come propone un emendamento del Governo: la misura potrebbe diventare operativa non immediatamente, ma dall’inizio del prossimo campionato. Si sofferma, quindi, su alcune delle obiezioni mosse alle disposizioni del decreto: in tema di divieto per gli acquisti in blocco dei biglietti destinati alle trasferte dei tifosi, ricorda che dopo il decreto il fenomeno delle trasmigrazioni organizzate si è ridotto moltissimo. Osserva, in proposito, che quando si muovono gruppi organizzati di tifosi da una città all’altra, vi sono crocevia di transito particolarmente critici, che impongono una mobilitazione assolutamente sproporzionata delle forze di polizia. Dichiarando quindi la disponibilità del Governo verso la proposta di ridurre la soglia numerica di acquisto plurimo di biglietti, si sofferma sul DASPO, considerando opportuno passare a una misura di prevenzione, irrogata dal magistrato e destinata così anche ai minori. Quanto all’altra forma di misura interdittiva, sarebbe auspicabile risolverla da semplice obbligo di firma a inibizione reale all’ingresso nello stadio, con eventuale obbligo di svolgere compiti di utilità pubblica a favore delle comunità locali. In merito alla flagranza differita, conferma l’opportunità di bilanciare, con una formazione più sicura della prova, fondata sul materiale videofotografico e abbandonando l’incertezza degli "altri elementi oggettivi", la contestuale elevazione del limite temporale, da 36 a 48 ore. Osserva, al riguardo, che proprio il caso di Catania ha confermato il valore investigativo, davvero notevole delle prove videofotografiche.

 Quanto ai minimi di pena in caso di violenza e resistenza a pubblico ufficiale egli comprende le riserve su tale misura, considerata in sostanza di tipo surrogatorio, ma richiama l’attenzione anche sull’esigenza di corrispondere a una comprensibile sensibilità diffusa tra le forze dell’ordine: tuttavia il Governo è disponibile, ad esempio, a limitare la pena più elevata ai casi inerenti alle manifestazioni sportive. Esprime perplessità, invece, sull’ipotesi di ripristinare il reato di oltraggio, prospettata dal senatore Mantovano, anche perché considera contraddittorio criticare come incongrua una pena più elevata per la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale e invocare al contempo una figura un poco desueta come l’oltraggio.

 In merito all’impiego dei cosiddetti steward, condivide l’esigenza di definire con maggiore cura i requisiti da prescrivere, ma osserva che il tema della vigilanza privata e della sicurezza sussidiaria è ben più ampio e rilevante, confermando comunque l’impegno del Governo in proposito.

 Sull’articolo 8 precisa, replicando al senatore Casson, che la proposizione da questi criticata ha l’intento di determinare la cessazione di tutti i rapporti economici tra le società di calcio e le organizzazioni dei tifosi, che spesso dissimulano relazioni non proprio virtuose. Infine, conferma il proposito di recuperare quella parte del disegno di legge ordinario che, anche in armonia con le indicazioni del senatore D’Onofrio, intende propiziare la diffusione della cultura sportiva. In tal senso è orientata una proposta emendativa del Governo.

 

 Il presidente SALVI rinvia quindi il seguito dell'esame.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

 Il presidente SALVI convoca per le ore 11 di domani, mercoledì 28 febbraio 2007, un comitato ristretto composto dai relatori e da due rappresentanti, uno per Commissione, di ciascun Gruppo parlamentare, aperto anche ai rappresentanti del Governo.

 Sconvoca la seduta prevista per le ore 10, anticipa alle ore 14,30 quella prevista per le ore 15,30 e convoca una ulteriore seduta giovedì 1° marzo 2007 alle ore 8,30.

 

 Le Commissioni riunite concordano.

 

 La seduta termina alle ore 16,50.

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2007

7a Seduta

 

 

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

 La seduta inizia alle ore 14,35

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito e conclusione dell'esame)

 

 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

 

 Si procede alla trattazione degli emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta.

 

 Il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la 1a Commissione, riferisce sul lavoro svolto dal comitato ristretto, nella riunione di oggi: in particolare, si è convenuto sull’opportunità di individuare una diversa formulazione per il comma 1 dell’articolo 7, che insieme al relatore Di Lello Finuoli si accinge a presentare (7.100), tale da assorbire la gran parte degli emendamenti riferiti allo stesso articolo. Allo stesso modo, l’emendamento 2.0.400, sottoscritto da entrambi i relatori, risolve le questioni sottese a un gran numero di emendamenti in merito all’impiego dei cosiddetti steward per la sicurezza interna degli stadi. Rimane aperta, peraltro, la questione posta dall’emendamento 7.6 del senatore Mantovano, rivolto a reintrodurre, limitatamente ai casi di impiego delle forze di polizia in funzione di ordine e sicurezza pubblica, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Si è inteso rimettere al Governo, inoltre, un chiarimento sull’articolo 6, di cui non si comprende la finalità né l’utilità, con particolare riguardo alla funzione delle misure di prevenzione personali e di quelle patrimoniali.

 

 Interviene quindi il senatore MANTOVANO (AN), che a tale ultimo riguardo osserva come le misure di prevenzione patrimoniali presuppongono l’applicazione di una misura di prevenzione personale che nel caso in questione non è affatto definita.

 

 Il senatore SAPORITO (AN), a sua volta, mentre dichiara di apprezzare il lavoro svolto in sede ristretta, osserva che alcune questioni vanno ancora approfondite.

 

 In parziale dissenso, il senatore MANTOVANO (AN) ritiene tuttora prevalenti le questioni irrisolte. Illustra, quindi, l’emendamento 1.12, ritenendo che la soluzione indicata dall’emendamento dei relatori 2.0.400 è in linea di principio condivisibile, ma richiede un’integrazione che assicuri almeno l’immediata applicabilità della misura, prescrivendo requisiti minimi per gli addetti alla sicurezza, da individuare in quelli prescritti per le guardie particolari giurate, come propone il suo emendamento.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) precisa che l’emendamento 2.0.400 è il risultato di una mediazione tra diverse sollecitazioni ricavabili da più emendamenti ed è fondato sulla scelta di non intraprendere in questa sede una qualsiasi qualificazione giuridica degli addetti alla sicurezza interna degli stadi. Si preferisce, al contrario, demandare al Governo tale definizione, rinviando nel contempo a una normativa più generale la disciplina della cosiddetta sicurezza sussidiaria.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) dichiara di apprezzare l’emendamento 2.0.400, riservandosi però di presentare in Assemblea un ordine del giorno diretto a impegnare il Governo per una regolamentazione compiuta e tempestiva della materia.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) chiede un chiarimento sulle funzioni attribuite al prefetto, con l’emendamento 2.0.400, in merito alle comunicazioni delle società, di cui al comma 2.

 

Dopo una ulteriore discussione, nella quale intervengono il relatore SINISI (Ulivo), il senatore BIANCO presidente della 1a Commissione, il presidente SALVI, il sottosegretario SCOTTI e i senatori CENTARO (FI) e ZICCONE (FI), MANTOVANO (AN) e SAPORITO (AN), CASSON (Ulivo) e VILLONE (Ulivo), i relatori risolvono di integrare l’emendamento con la prescrizione secondo la quale il prefetto dispone il divieto di impiegare persone prive dei requisiti di legge comunicandolo alle società (2.0.400 testo 2).

 

Il senatore MANTOVANO (AN) illustra quindi l’emendamento 2.3, diretto a delineare una misura di polizia piuttosto che di carattere giurisdizionale.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) osserva che l’emendamento può produrre l’effetto di limitare la possibilità di applicazione, fondato com’è, in sostanza, su una nozione di abitualità ed escludendo, pertanto, la riferibilità a singoli episodi.

 

Si procede quindi ai pareri sugli emendamenti all’articolo 1 del decreto-legge.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sull’emendamento 1.8, chiede di accantonare momentaneamente l’emendamento 1.11, da trattare insieme agli altri emendamenti sullo stesso argomento e invita i proponenti a ritirare i restanti emendamenti.

 

 Il sottosegretario SCOTTI si pronuncia in senso conforme, esprimendo un parere favorevole anche sull’emendamento 1.10 del relatore Di Lello Finuoli.

 

Il senatore MAFFIOLI (UDC) sottoscrive gli emendamenti del senatore Eufemi e li ritira.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

Il senatore BIANCO (Ulivo) ritira l’emendamento 1.5, il senatore D'ONOFRIO (UDC) gli emendamenti 1.13 e 1.14 e il senatore MANTOVANO (AN) l’emendamento 1.6.

 

Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, è posto ai voti e approvato l’emendamento 1.8. L’emendamento 1.9 è assorbito.

 

Approvato l’emendamento 1.10, è accantonato l’emendamento 1.12.

 

Il senatore MANTOVANO (AN) insiste per la votazione dell’emendamento 1.12 che, con il parere contrario dei relatori e del Governo, è poi respinto dalle Commissioni.

 

Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 2 del decreto-legge.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) esprime un parere favorevole sull’emendamento 2.5, purché sia integrato prevedendo che il provvedimento va notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale. Esprime un parere favorevole sull’emendamento 2.8, che viene sottoscritto anche dal senatore Pastore. Il parere del relatore è favorevole anche sull’emendamento 2.10, a condizione che la misura della sanzione pecuniaria sia modulata da un minimo di 10.000 a un massimo di 40.000 euro. Esprime parere favorevole sull’emendamento 2.14 e sull’emendamento 2.15, ma limitatamente al primo periodo. Il parere è positivo anche sull’emendamento 2.27, da riformulare però in riferimento alla "sede operativa". Propone di accantonare momentaneamente l’emendamento 2.300. Ritiene che tutti gli altri emendamenti all’articolo 2, inerenti alla sicurezza interna degli stadi, siano da ritenere compresi nella disciplina definita dall’emendamento aggiuntivo 2.0.400: pertanto invita i proponenti a ritirarli.

 

Il sottosegretario SCOTTI condivide l’opinione del relatore Sinisi e si dichiara favorevole all’emendamento 2.1 del relatore Di Lello Finuoli.

 

L’emendamento 2.1 è approvato.

 

L’emendamento 2.2 è ritirato, il 2.3 respinto.

 

Il senatore CENTARO (FI) ritira l’emendamento 2.4, mentre il senatore MANTOVANO (AN) presenta il 2.5 (testo 2), che viene poi approvato.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira. Il senatore MANTOVANO (AN) ritira l’emendamento 2.7, le Commissioni approvano il 2.8. Ritirato il 2.9, il 2.10 viene riformulato dal senatore PASTORE (FI), che lo ha sottoscritto (2.10 testo 2). Le Commissioni approvano il nuovo testo. Il 2.39 è assorbito, il 2.13 ritirato e il 2.14 approvato. Ritirati gli emendamenti 2.40 e 2.41, il senatore PASTORE (FI) sottoscrive l’emendamento 2.15 e lo riformula, limitandolo al primo periodo (2.15 testo 2). L’emendamento è poi approvato. Il senatore CENTARO (FI) riformula l’emendamento 2.27, che viene approvato dalle Commissioni (2.27 testo 2).

 

Sono quindi momentaneamente accantonati gli emendamenti diretti a introdurre disposizioni aggiuntive inerenti alla sicurezza interna degli stadi.

 

Viene posto in votazione, e approvato, l’emendamento dei relatori 2.0.400 (testo 2). È approvato anche il 2.0.1.

 

I restanti emendamenti all’articolo 2 s’intendono preclusi, assorbiti o ritirati.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

 La senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) propone una riformulazione del suo emendamento 3.5 nell'emendamento 3.5 (testo 2).

 

 Il senatore SAPORITO (AN) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Castelli, mentre il senatore CENTARO (FI) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Palma.

 

 Il senatore CENTARO (FI) riformula il suo emendamento 3.4 nell'emendamento 3.4 (testo 2).

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 3.11.

 

 Posto ai voti con il parere contrario del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è respinto l'emendamento 3.1, risultando altresì ritirati gli emendamenti 3.2 e 3.3.

 

 Posti ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO, sono approvati gli emendamenti 3.11, 3.4 (testo 2), 3.5 (testo 2), 3.6 e 3.8.

 

 Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira l'emendamento 3.9 riservandosi di formularne un nuovo testo per l'esame in Assemblea.

 

 Risultano pertanto preclusi o assorbiti i restanti emendamenti.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 4.1, risultando altresì ritirati i restanti emendamenti.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.

 

 Il senatore CENTARO (FI) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Palma e propone di riformulare l'emendamento 5.2 nell'emendamento 5.2 (testo 2), che posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato.

 

 Risulta ritirato l'emendamento 5.1.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6.

 

 Sull'emendamento 6.1 interamente abrogativo dell'articolo 6 del decreto-legge, il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) si rimette alla valutazione del Governo, il quale a sua volta preferisce rimettersi alle decisioni dell'Assemblea, trattandosi di materia di competenza del Ministero dell'interno.

 

 Dopo un breve intervento del senatore CENTARO (FI) che rileva il carattere simbolico di una disposizione che, salvo ipotesi residuali, difficilmente potrà trovare applicazione nel contesto delle violenze poste in essere nell'ambito di manifestazioni sportive, la senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) non insiste per la votazione sull'emendamento 6.1 riservandosi di approfondire la questione durante l'esame in Assemblea.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) presenta alla Commissione l'emendamento 7.200 che costituisce il frutto della convergenza dei diversi orientamenti emersi in materia di aggravante speciale dei reati di violenza, minaccia o resistenza ad un pubblico ufficiale chiedendo ai presentatori dei restanti emendamenti di ritirarli.

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 7.200, risultando ritirati, preclusi o assorbiti i restanti emendamenti ad eccezione dell'emendamento 7.6.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) illustra l'emendamento 7.6, ricordando come nella scorsa legislatura sia stato soppresso l'articolo 341 del codice penale, che disciplinava l'oltraggio a pubblico ufficiale, fattispecie ormai perseguibile unicamente a querela di parte.

 Tale decisione, che nasceva dalla consapevolezza che la norma puniva pesantemente anche comportamenti di lieve entità e favoriva atteggiamenti prevaricatori, ha però fatto venir meno qualsiasi possibilità di tutela della dignità delle forze dell'ordine, quali rappresentanti dello Stato, anche in circostanze in cui gli atteggiamenti oltraggiosi finiscono per determinare un incitamento alla violenza.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) osserva come la soppressione dell'articolo 341 fu approvata nel 1999, a larghissima maggioranza, a seguito di un dibattito parlamentare particolarmente articolato ed approfondito. Pur comprendendo quindi gli obiettivi che inducono il senatore Mantovano a proporne il parziale ripristino in una nuova formulazione, egli ritiene incongrua la sede dell'approvazione del disegno di legge di conversione, ritenendo invece opportuno che la questione sia discussa in una sede che consenta un più sereno approfondimento.

 

 Il sottosegretario SCOTTI si rimette alla Commissione.

 

 Il senatore PASTORE (FI), nel condividere l'emendamento, segnala però al senatore Mantovano l'opportunità di sopprimere il secondo comma, dal momento che la previsione ivi contenuta appare contraddittoria con la formulazione generale della norma.

 

 Concorda il senatore ZICCONE (FI), il quale ritiene che peraltro vada soppresso anche il comma 4, essendo già autonomamente sanzionata la fattispecie della violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

 

 Dopo un intervento favorevole del senatore CENTARO (FI), il senatore VILLONE (Ulivo) invita il senatore Mantovano a riflettere sui rischi connessi all'approvazione senza un'adeguata riflessione di una norma che rischia di introdurre una formulazione dell'oltraggio al tempo stesso così penetrante e così restrittiva da lasciare privi di tutela gli appartenenti alle forze dell'ordine in altre situazioni, che pure sarebbero meritevoli di attenzione.

 

 Concordano la senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) e il senatore BIANCO (Ulivo).

 

 Dopo che il senatore MANTOVANO (AN) ha ribadito come la fattispecie da lui proposta si muova sulla stessa falsariga di quella testè approvata dalla Commissione con la modifica del comma dell'articolo 7, il relatore SINISI (Ulivo) lo invita a soprassedere alla votazione in modo da consentire un approfondimento della questione in Assemblea.

 

 Poichè il senatore MANTOVANO (AN) insiste per la votazione, l'emendamento, posto ai voti, non è accolto.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) invita al ritiro tutti gli emendamenti.

 

 Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 8.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) invita i proponenti a ritirare le rispettive modifiche. Nello stesso senso si pronuncia il sottosegretario SCOTTI.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira i suoi emendamenti, invitando a considerare nell’ambito dell’emendamento 11.0.2 (testo 2), la proposta, contenuta nell’emendamento 8.8, di coinvolgere in qualche forma le società sportive nella promozione e divulgazione dei principi della cultura sportiva.

 

 Il senatore MAFFIOLI (UDC) sottoscrive l’emendamento 8.0.1 e lo ritira.

 

 Quanto agli emendamenti riferiti all’articolo 9, il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sul 9.9, purché la nuova misura sia fissata in un minimo di 40.000 e in un massimo di 200.000. Invita a ritirare gli altri emendamenti.

 

 Dello stesso avviso si dichiara il sottosegretario SCOTTI, a nome del Governo.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) aggiunge la sua firma agli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

 Il senatore D'ONOFRIO (UDC) riformula l’emendamento 9.9 nel senso indicato dal relatore (9.9 testo 2). L’emendamento viene quindi approvato.

 

 Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 10.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sull’emendamento 10.1 e invita i rispettivi proponenti a ritirare il 10.4 e il 10.5.

 

 Il sottosegretario SCOTTI esprime lo stesso parere, dichiarandosi favorevole anche all’emendamento 10.3 del relatore Di Lello Finuoli.

 

 

 L’emendamento 10.1 è approvato, il 10.2 resta assorbito, il 10.3 è approvato e il 10.4 è ritirato dalla senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE).

 

 Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive l’emendamento 10.5 e lo ritira preannunciandone la trasformazione in un ordine del giorno per la discussione in Assemblea.

 

 Su invito del relatore SINISI(Ulivo), ha lo stesso esito l’emendamento 11.1.

 

Si procede all’esame degli emendamenti 1.11 e 2.300, già accantonati. Il relatore SINISI (Ulivo) e il rappresentante del GOVERNO si dichiarano favorevoli.

 

Per ragioni di coordinamento, il senatore BIANCO (Ulivo) riformula l'emendamento 1.11, in un testo che assorbe il 2.300 (1.11 testo 2). Il 2.300 è pertanto ritirato. L'emendamento 1.11 (testo 2) è approvato.

 

L’emendamento 11.0.1 è assorbito.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive l’emendamento 11.0.3 e lo ritira.

 

Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira gli emendamenti 11.0.4 e 11.0.5, insistendo perché nell’emendamento del Governo 11.0.2 (testo 2) sia contemplato un riferimento alle società sportive nella promozione dei valori olimpici.

 

L’emendamento 11.0.2 (testo 2) del Governo è riformulato dal sottosegretario SCOTTI, recependo le condizioni poste dalla Commissione bilancio nel proprio parere (11.0.2 testo 3).

 

Il relatore SINISI (Ulivo), rispondendo al senatore D’Onofrio osserva che i riferimenti, contenuti nell’emendamento del Governo, sia al CONI sia alle associazioni dovrebbero soddisfare l’esigenza prospettata dallo stesso senatore.

 

L’emendamento viene quindi approvato, con il parere favorevole dei relatori.

 

Quanto agli ordini del giorno G/1314/1/1-2 e G/1314/2/1-2, i relatori si dichiarano favorevoli e il rappresentante del Governo disponibile ad accoglierli.

 

Infine le Commissioni riunite convengono di affidare ai relatori il mandato a riferire in Assemblea per la conversione in legge del decreto-legge, con le modifiche accolte nel corso dell’esame, richiedendo l’autorizzazione a svolgere una relazione orale.

 

 La seduta termina alle ore 16,30.


EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)

1314

 

 

 

1.1

EUFEMI

Al comma 1, dopo le parole: «non a norma» aggiungere le seguenti: «per ogni tipo di manifestazione sportiva».

1.2

CASTELLI

Al comma 1, ultimo periodo, sostituire le parole: «1, 2 e 4» con le seguenti: «1 e 2».

1.3

CASTELLI

Al comma 1, in fine, aggiungere le seguenti parole: «e sarà dotato di posti a sedere numerati in settori con capienza non superiore ai 100 spettatori, accessibili da tutti i lati per mezzo di corridoi di larghezza non inferiore a 2 metri, anche al fine di consentire l'agevole accesso ad ogni posto numerato disponibile».

1.4

CASTELLI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis) Il comma 4 dell'articolo 1-quater del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28 è soppresso.»

1.5

BIANCO

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

«1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003. n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n. 88, a partire dal 1º luglio 2007, si applicano agli impianti sportivi di capienza potenziale superiore a 10.000 posti, senza che abbiano rilievo al riguardo eventuali limitazioni derivanti da vincoli di agibilità o disposizioni amministrative».

1.13

D'ONOFRIO

AI comma 2, capoverso «7-bis» dopo il primo periodo aggiungere il seguente: «Nel caso di competizioni sportive che riguardano squadre della stessa città o della stessa provincia, il prefetto può definire procedure di vendita dei titoli di accesso diverse, atte ad evitare il contatto tra i sostenitori delle due squadre nello stesso settore».

1.6

MANTOVANO

Al comma 2, nel capoverso 7-bis sostituire le parole: «in numero superiore a dieci» con le seguenti: «in numero superiore a cinque».

1.14

D'ONOFRIO

AI comma 2, capoverso «7-bis» sostituire la parola: «dieci» con la seguente: «cinque».

1.7

EUFEMI

Al comma 2, capoverso «7-bis» sostituire la parola: «dieci» con la seguente: «cinque».

1.8

BIANCO

Al comma 2, capoverso «7-bis», la parola: «dieci» è sostituita dalla seguente: «quattro».

1.9

PALMA

Al comma 2, capoverso «7-bis», le parole: «in numero superiore a dieci» con le seguenti: «in numero superiore a tre».

1.10

DI LELLO FINUOLI

Al comma 3, dopo le parole: «come introdotto dal comma 2» inserire le seguenti: «del presente articolo».

1.11 (testo 2)

BIANCO

Dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n.88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto non costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso che omette di osservare le disposizioni di cui al commi 3-bis e 3-ter è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli dì accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater. In caso di violazione, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale o operativa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro».

1.11

BIANCO

Dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n.88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto non costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso che omettono di osservare le disposizioni di cui al commi 3-bis e 3-ter sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli dì accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater».

1.12

MANTOVANO

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

«4. Sono abilitati a svolgere le attività previste dall'articolo 1-quater del decreto legge n. 28 del 2003, nonché a garantire il rispetto della disciplina di utilizzo dell'impianto, degli obblighi e dei divieti previsti in concomitanza degli eventi sportivi, i soggetti in possesso della qualifica di guardia particolare giurata. Nell'adempimento di tali compiti detti soggetti rivestono la qualifica di pubblico ufficiale. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell''Interno, di concerto con il Ministro della Giustizia, il Ministro delle Politiche Giovanili e le Attività Sportive, il Ministro delle Infrastrutture ed il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Locali, emana un decreto di disciplina della formazione di tali soggetti, nonché delle specifiche mansioni da affidare loro».

2.1

DI LELLO FINUOLI

Al comma 1, lettera a), numero 1), sostituire le parole: «ed all'articolo 6-bis» con le seguenti: «all'articolo 6-bis».

2.2

BOCCIA MARIA LUISA, VANO, GRASSI, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, lettera a), sopprimere il numero 2).

2.3

MANTOVANO

Al comma 1, lettera a), sostituire il n. 2 con il seguente:

«2) Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di coloro che, per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che siano dediti alla partecipazione a episodi di violenza in occasione o a causa delle manifestazioni sportive, o comunque ad atti che pongano in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.»

2.4

CENTARO

Al comma 1, lettera a), numero 2), sostituire le parole da: «risulta avere tenuto» fino a: «a causa di manifestazioni sportive», con le seguenti: «compie atti idonei diretti in modo non equivoco alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive».

2.5 (testo 2)

MANTOVANO

Al comma 1,dopo la lettera a),inserire la seguente:

«a-bis) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

''1-bis. Il divieto di cui al comma precedente può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Il provvedimento va notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale».

2.5

MANTOVANO

Al comma 1, lettera a), dopo il numero 2), aggiungere il seguente:

«3) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

''1-bis. Il divieto di cui al comma precedente può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età».

2.6

CASTELLI

Al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «non possono avere durata inferiore a tre mesi» con le seguenti: «non possono avere durata inferiore a sei mesi».

2.7

MANTOVANO

Al comma 1, lettera b) sostituire le paroIe: «inferiore a tre mesi e superiore a tre anni» con le atre: «inferiore a due anni e superiore a dieci anni».

2.8

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera b) sostituire le paroIe: «tre mesi»» con le altre: «un anno» e le parole: «tre anni» con le parole: «cinque anni».

2.9

MANTOVANO

Al comma 1, dopo la lettera b), inserire la seguente:

«b-bis). Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: ''5-bis. Se il divieto di cui al comma 1 è disposto nei confronti si soggetti minori, la durata non può essere inferiore a un anno e superiore a 5 anni''».

2.10 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera c) sostituire le paroIe: «da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti: «da uno a tre anni e con la multa da 10.000 a 40.000 euro».

2.10

PALMA

Al comma 1, lettera c) sostituire le paroIe: «da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti: «da uno a tre anni e con la multa non inferiore a 10.000 euro».

2.39

D'ONOFRIO

AI comma 1, lettera c), sostituire la cifra: «10.000» con la seguente: «40.000».

2.11

CASTELLI

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole: «e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti parole: «e con la multa da 10.000 a ventimila euro».

2.13

MANTOVANO

Al comma 1, lettera d), le parole: «da sei mesi a sette anni» sono sostituite dalle parole: «da tre anni a dieci anni».

2.14

PALMA, CENTARO

Al comma 1, d), sostituire le parole: «da sei mesi a sette anni» con le altre: «da due a otto anni».

2.40

D'ONOFRIO

AI comma 1, lettera d), sopprimere le parole: «può disporre».

2.12

CASTELLI

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: «e può disporre» con le seguenti: «e dispone».

2.41

D'ONOFRIO

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: «la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a),» con le seguenti: «le pene accessorie di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettere a) e b),».

2.15 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera d), dopo le parole: «25 giugno 1993, n.205 » aggiungre le altre: «Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo.».

2.15

PALMA

Al comma 1, lettea d), dopo le parole: «25 giugno 1993, n.205 » aggiungre le altre: «Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo. Avverso tale immediata esecuzione può essere avanzata entro dieci giorni dal deposito della sentenza richiesta di sospensione al giudice dell'impugnazione. Il giudice dell'impugnazione decide nei trenta giorni successivi».

2.16

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis: Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, aggiungere in fine: ''Possono essere incaricati dei compiti di cui sopra solo ed esclusivamente persone in possesso dei requisiti per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria. Le società sportive che non rispettino tale disposizione, saranno soggette ad una sanzione amministrativa di 10.000 euro per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse. Inoltre, ai fini della concessione della licenza di durata triennale, tali incaricati dovranno aver raggiunto la maggiore età ed essere in possesso degli attestati di qualifica rilasciati dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Chiunque svolga le attività previste e regolamentate in questa legge senza licenza prefettizia sarà punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro per ogni servizio svolto non in regola e con il diniego del rilascio della licenza per tre anni a far data dall'ultimo servizio irregolare contestato''».

2.17

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di quelli incaricati di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni''».

2.18

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di quelli incaricati di fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi''».

2.19

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di allontanare dall'impianto sportivo lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva, segnalandolo alla competente autorità di polizia''».

2.20

CASTELLI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. Le mansioni di cui all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, così come introdotto dall'articolo 1 comma 4 lettera c) della legge 17 ottobre 2005, n. 210, sono svolte solo ed unicamente da persone maggiorenni, in possesso di tutti i requisiti richiesti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in possesso di una polizza assicurativa RCT per l'eventuale risarcimento dei danni causati alle persone durante l'esercizio del loro lavoro e opportunamente formate nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Alle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui sopra personale privo dei requisiti sopra menzionati, sarà irrogata dal Prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale, la sanzione amministrativa di e 10.000 per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse.»

2.21

CASTELLI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. Le mansioni di cui all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, introdotto dall'articolo 1, comma 4, lettera c) della legge 17 ottobre 2005, n. 210, sono svolte, solo ed unicamente, da persone in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla normativa per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria, allegato al presente decreto. Alle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui sopra personale privo dei requisiti richiesti dalla normativa per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria, sarà irrogata dal Prefetto della Provincia in cui le medesime società hanno la sede legale, la sanzione amministrativa di e 10.000 per ogni persona non in regola. Sarà altresì imposto lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse».

2.22

MANTOVANO

Al comma 2, prima delle parole: «all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre ...» inserire il seguente:

«Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n.401, l'ultimo periodo è casi sostituito: ''Tali incaricati devono possedere ì requisiti di idoneità per svolgere lalunzione di guardia particolare giurata''».

Conseguentemente, al nuovo comma 1-bis dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, le parote da: «requisiti morali» a: «1931 n. 773» sono sostituite dalle parole: «requisiti di cui al comma precedente».

2.42

D'ONOFRIO

AI comma 2, sostituire il capoverso 1-bis con i seguenti:

«1-bis. Con decreto del Ministro dell'interno, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per la realizzazione di corsi di formazione per gli addetti alla incolumità pubblica negli impianti sportivi, e definite le deleghe ad essi concesse dall'autorità di polizia per richiamare, identificare e per trattenere, sulla base di elementi oggettivi, le persone che si rendono responsabili di atti contrari ai regolamenti vigenti in materia di sicurezza degli impianti sportivi e dei reati di cui alla presente legge.

1-ter. Nei confronti delle società sportive che abbiano incaricato addetti all'incolumità pubblica degli impianti sportivi, persone prive dei requisiti e deli'abilitazione di cui al comma precedente, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società risiedono, ovvero in cui hanno la sede legale, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80.000 a 400.000 euro».

2.23

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, sopprimere la parola: «morali»

2.24

PALMA

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza» sono aggiunte le parole: «o che comunque siano state denunciate o condannate, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive» le parole: «da 20.000 a 100.000 euro» sono sostituite dalle parole: «non inferiore a 40.000 euro e non superiore a 100.000 euro».

2.25

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «n. 773», introdurre le seguenti: «e che non siano in possesso di un attestato di qualifica rilasciato da un istituto sportivo regionale o la società o enti pubblici e privati autorizzati».

2.26

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «n. 773», introdurre le seguenti: «e che non abbiano frequentato con successl un apposito corso di preparazione e formazione professionale».

2.27 (testo 2)

CENTARO, PASTORE

Al comma 2, capoverso 1-bis, sopprimere le parole: «risiedono, ovvero in cui» e dopo la parola: «legale» inserire la seguente: «o operativa»

2.27

CENTARO

Al comma 2, capoverso 1-bis, la parola: «risiedono» è sostituita dalle seguenti: «svolgono la loro attività».

2.28

CASTELLI

Al comma 2, sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000 euro» con le seguenti: «di euro 10.000 per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse».

2.200

D'ONOFRIO

Al comma 2, sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 80.000 a 400.000».

2.29

CASTELLI

Al comma 2, dopo le parole: «100.000 euro.» aggiungere le altre: «In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva le persone di cui al comma 1 devono fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato».

2.30

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, aggiungere, in fine: «Gli incaricati di cui al comma 1 non possono portare né utilizzare armi proprie e improprie all'interno della struttura sportiva».

2.31

CASTELLI

Al comma 2, dopo il capoverso 1-bis, inserire il seguente:

«1-ter. Gli incaricati di cui al comma l devono essere in possesso della qualifica di addetto alla sicurezza, rilasciata dopo una valutazione della preparazione teorica in tema di diritto e procedura penale nelle materie attinenti le mansioni da svolgere, norme comportamentali nelle relazioni con l'utenza pubblica, principi fondamentali in materia di sostanze alcoliche e stupefacenti e riconoscimento dei loro sintomi, interventi di primo soccorso e attivazione di procedure di pubblica incolumità, nonché di un esame pratico su tecniche di autodifesa».

Conseguentemente, al medesimo articolo, primo periodo, sostituire le parole: «è aggiunto» con le seguenti: «sono aggiunti».

2.32

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente:

''l-bis: Gli incaricati di cui al comma l collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell 'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un 'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell 'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse. Tali incaricati non possono portare ed utilizzare armi proprie o improprie all 'interno della struttura sportiva e sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell 'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifìzi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all'interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verifìcare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine».

2.33

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, secondo periodo, aggiungere prima del punto: ''e devono essere in possesso dell'attestato di qualifica rilasciato dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria composto da un rappresentante delle strutture sportive del territorio, due rappresentanti delle società sportive lega calcio di cui uno in rappresentanza delle società professionistiche e uno in rappresentanza del mondo dilettantistico, due rappresentanti delle agenzie di sicurezza e da due rappresentanti delle questure dei rispettivi territori regionali, che a turno partecipano alle riunioni''».

2.34

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, secondo periodo, aggiungere prima del punto: ''e non possono portare ed utilizzare armi proprie o improprie all'interno della struttura sportiva''».

2.35

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto infine il seguente:

''1-bis. Gli incaricati di cui al comma l sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori alloro arrivo all'interno della struttura e facilitame l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine».

2.36

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto, infine, il seguente:

''1-bis. Gli incaricati di cui al comma 1 collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse''».

2.37

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, sono aggiunti, in fine, i seguenti:

''1-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi e i compiti di cui al comma l sono svolti da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria, che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica.

1-ter. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

1-quater. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

1-quinques. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza ali 'interno dell 'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini''».

2.38

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quaterdella legge 13 dicembre 1989, n. 401, comma 1, sopprimere la parola: ''morali''».

2.0.2

CASTELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Compiti degli addetti alla sicurezza)

1. Gli addetti alla sicurezza collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell 'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un 'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell 'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse.

2. Gli addetti alla sicurezza sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell 'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all'interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell 'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine.

3. Gli addetti alla sicurezza non possono portare ed utilizzare armi proprie e improprie all''interno della struttura sportiva».

2.0.1

BIANCO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Divieto di manifestazioni esteriori)

''1. È fatto divieto di esporre negli impianti sportivi striscioni, cartelli, simboli, emblemi, nonchè di svolgere rappresentazioni esteriori anche verbali relativamente ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Salvo che non costituisca più grave reato la violazione del suddetto divieto è punita con l'arresto da tre mesi ad un anno.

2. Il rifiuto di rimuovere o di cessare le manifestazioni esteriori di cui al comma 1, nonché di cui all'articolo 2 comma 1 del decreto legge 26 aprile 1993 n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993 n. 205, a richiesta della forza pubblica costituisce il reato di cui all'articolo 337 del codice penale.

3. All'articolo 2 comma 1 del decreto legge 26 aprile 1993 n. 122, convertitom con successive modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993 n. 205, le parole ''fino a tre anni e con la multa da lire 200.000 a lire 500.000'' sono sostituite dalle parole ''da uno a cinque anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro''».

2.0.400 (testo 2)

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi).

''1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione in legge del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del Regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso infruttuosamente il termine il decreto può essere egualmente emesso.

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1, comunicano i nominativi del personale da impiegare nei predetti servizi al Prefetto della Provincia che, se constata la mancanza dei requisiti per taluni soggetti, ne dispone il divieto di impiego comunicandolo alle società''».

2.0.400

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Dopo l'articolo 2 aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi).

''1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro sessanta giorni dalla conversione in legge del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del Regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso infruttuosamente il termine il decreto può essere egualmente emesso.

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1, comunicano al Prefetto della Provincia i nominativi del personale impiegato nei predetti servizi''».

3.11

CENTARO

Al comma 1, capoverso, primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi», sono aggiunte le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva,».

Conseguentemente sopprimere il secondo periodo.

3.1

MANTOVANO

AI comma 1, capoverso 1, sopprimere le parole: «in modo da creare un pericolo per le persone».

3.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, nel pnmo periodo, alla parola: «pericolo», premettere la seguente: «concreto».

3.3

CASTELLI

Al comma 1, dopo le parole: «con la reclusione da uno a quattro anni» aggiungere le seguenti parole: «e con la multa da 5.000 a 10.000 euro».

3.4 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Ai commi 1 e 2, dopo le parole: «precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva» aggiungere le parole: «, a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa».

3.4

PALMA

Al comma 1 capoverso, 4 dopo le parole: «precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva» aggiungere le parole: «,a condizione che detti fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa».

3.5 (testo 2)

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, il penultimo periodo è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva».

3.5

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, il penultimo periodo è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata se dal fatto deriva la cancellazione della manifestazione sportiva».

3.9

D'ONOFRIO

AI comma 1 dopo le parole: «un danno alle persone» aggiungere le seguenti: «o alle cose».

3.6

CENTARO

Al comma 2, capoverso, primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi», aggiungere le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva,».

Conseguentemente sopprimere il secondo periodo.

3.7

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 2, capoverso 1, nel primo periodo, sostituire le parole: «è trovato in possesso di» con le seguenti: «consapevolmente detiene».

3.10

D'ONOFRIO

Al comma 2 sostituire le parole: «da 500 a 2.000» con le seguenti: «da 2.000 a 8.000».

3.8

CASTELLI, SAPORITO

All'articolo 3, comma 2, sostituire le parole: «e con la multa da 500 a 2.000 euro» con le seguenti parole: «e con la multa da 1.000 a 5.000 euro».

4.1

DI LELLO FINUOLI

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6», inserire le seguenti: «della presente legge,».

4.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, sopprimere le lettere b) e c).

4.3

CASTELLI

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

b) al comma 1-ter, sostituire le parole: «sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerge inequivocabilmente il fatto,» con le seguenti parole: «sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi oggettivi dai quali emerge con evidenza il fatto,» e le parole: «entro le trentasei ore» con le seguenti parole: «entro cinquantadue ore».

4.4

CASTELLI

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

b) al comma 1-ter, sostituire le parole: «sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerge inequivocabilmente il fatto,» con le seguenti parole: «sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerge il fatto,» e le parole: «entro le trentasei ore» con le seguenti parole: «entro quarantotto ore».

Art. 5

5.1

PALMA

Al comma 1, sostituire le parole: «non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni» con le altre: «non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni».

5.2 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole «sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro» sono sostituite dalle parole: «sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro».

5.2

PALMA

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole «sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro» sono sostituite dalle parole: «sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a 500 euro».

Art. 6

6.1

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Sopprimere l'articolo.

Art. 7

7.1

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 7.

(Modifiche all'articolo 339 del codice penale)

1. All'articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente: ''Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, in modo da creare concreto pericolo alle persone.''».

7.8

D'ONOFRIO

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 7.

1. Dopo l'articolo 336 del codice penale è aggiunto il seguente:

''336-bis. Chiunque in occasione di tumulti o manifestazioni sportive cagiona ad un pubblico ufficiale una lesione superiore a venti giorni o una lesione grave o gravissima di cui all'articolo 583 è punito con la reclusione da nove a diciotto anni''».

7.2

PALMA

Sopprimre il comma 1.

7.200

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. Dopo l'articolo 583-ter del codice penale, aggiungere il seguente articolo:

''583-quater. (Lesioni gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico). Chiunque procuri ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni gravi o gravissime è punito con le pene rispettivamente previste dall'articolo 583 aumentate della metà'».

 Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente:

Art. 7

(Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale).

7.3

EUFEMI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. All'articolo 339 del codice penale, dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

''2-bis. Chiunque, durante tumulti o manifestazioni sportive, causa lesioni ad un pubblico ufficiale superiore a venti giorni ovvero una lesione grave o gravissima previste dall'articolo 583 del codice penale, è punito con la reclusione da 9 a 18 anni''».

7.7

D'ONOFRIO

Al comma 1 premettere il seguente comma:

«01. Dopo l'articolo 336 del codice penale è aggiunto il seguente:

''336-bis. Chiunque in occasione di tumulti o manifestazioni sportive cagiona ad un pubblico ufficiale una lesione superiore a venti giorni o una lesione grave o gravissima di cui all'articolo 583 è punito con la reclusione da nove a diciotto anni''.

7.4

CENTARO

Al comma 1, sostituire le parole: «della reclusione da cinque a quindici anni» con le seguenti: «della reclusione da sette a dieci anni».

7.5

CENTARO

Sostituire il comma 2 con il seguente:

«2. All'articolo 339, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: «di armi», sono aggiunte le seguenti: «ovvero il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone,».

7.6

MANTOVANO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

«2-bis. Dopo l'articolo 340 del codice penale è aggiunto l'articolo 341:

Articolo 341 - (Oltraggio a un pubblico ufficiale) – 1. Chiunque offende l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale, in presenza di lui e a causa o nell'esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica nelle quali è impegnato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

2. La stessa pena si applica a chi commette il fatto con qualunque tipo di comunicazione scritta, anche telematica, diretta al pubblico ufficiale, a causa delle sue funzioni.

3. La pena è della reclusione da uno a quattro anni se l'offesa consiste nell'attribuzione di un atto determinato.

4. Le pene sono aumentate quando il fatto è commesso con violenza o minaccia. ovvero quando l'offesa è recata in presenza di una o più persone».

Conseguentemente: 2-ter. Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989 n. 401 le parole «articoli 336 e 337 del codice penale» sono sostituite dalle parole «articoli 336, 337 e 341 del codice penale».

8.1

CASTELLI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «È parimenti vietato alle società sportive fornire sostegno di qualsiasi natura, diretta o indiretta, ai propri sostenitori in occasione di manifestazioni sportive, ovvero ad associazioni o club dei quali gli stessi sostenitori facciano parte».

8.6

D'ONOFRIO

Al comma 1 aggiungere in fine le seguenti parole: «, salvo per quelle di cui al successivo comma 4.».

8.2

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. Le società calcistiche che abbiano fornito sostegno di qualsiasi natura ai propri sostenitori in occasione di manifestazioni sportive, ovvero ad associazioni o club dei quali gli stessi sostenitori facciano parte, sono tenute al risarcimento degli eventuali danni causati da tali sostenitori, Inoltre, qualora sia pronunciata sentenza di condanna nei confronti dei soggetti di cui al periodo precedente, sono altresì obbligate, in caso di insolvibilità del condannato, al pagamento di una somma pari all'ammontare della multa o dell'ammenda inflitta».

8.7

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 50.000 a 200.000» con le seguenti: «da 200.000 a 800.000».

8.3

CASTELLI

Al comma 3, aggiungere, in fine: «Inoltre, verranno ritenute responsabili dei danni causati dai propri sostenitori e costrette quindi al pagamento della multa o dell'ammenda inflitta ai propri tifosi, in caso di insolvibilità dei condannati».

8.8

D'ONOFRIO

Sostituire il comma 4 con il seguente: «4. In deroga al divieto di cui al comma 1 è consentito alle società sportive stipulare con associazioni legalmente riconosciute, aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza, coma sanciti dalla Carta olimpica e non aventi tra i suoi associati persone a cui è stato notificato il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 , n.401 e successive modificazioni, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalità».

8.4

CASTELLI

Dopo il comma 4, inserire i seguenti:

«4-bis. Allo scopo di favorire il rispetto reciproco tra gli spettatori, fra gli atleti e fra quanti agiscono nel contesto sportivo ed incoraggiare una maggiore partecipazione attiva nello sport e al fine di promuovere l'ideale sportivo mediante campagne educative e informative, sostenendo la sportività in special modo presso i giovani, le società calcistiche si impegnano a collaborare con le istituzioni locali per attuare provvedimenti adeguati in materia sociale ed educativa, tenendo conto anche del potenziale contributo dei mass media, per prevenire il manifestarsi di atti violenti in concomitanza di manifestazioni sportive.

4-ter. In particolare, le società si impegnano a mettere in atto politiche volte alla sensibilizzazione dei giovani, promovendo una incontri e occasioni di scambio di opinioni ed eventi che vedano coinvolte le società sportive con i loro atleti, dirigenti, allenatori, addetti ai servizi di sicurezza, i rappresentanti dei mass-media e i tifosi, da tenersi preferibilmente all'interno delle strutture sportive, facilitando e sviluppando in tal modo l'accesso agli impianti sportivi per gli studenti e gli abitanti della collettività locale».

8.5

CASTELLI

Dopo l'articolo 8, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(La gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica)

1. Il servizio d'ordine all''interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta.

2. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell 'esercizio delle proprie funzioni.

3. Gli addetti alla sicurezza collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse.

4. Gli addetti alla sicurezza sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva. c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all''interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persisto nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto.

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine.

5. Gli addetti alla sicurezza non possono portare ed utilizzare armi proprie e improprie all'interno della struttura sportiva.

6. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

7. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini.

8. Il ruolo dello addetti alla sicurezza può essere ricoperto esclusivamente da persone in possesso dei requisiti per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria. Le società sportive che non rispettino tale disposizione, saranno soggette ad una sanzione amministrativa di 10.000 euro per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse.

9. La qualifica di addetto alla sicurezza è rilasciato valutata la preparazione teorica in tema di diritto e procedura penale nelle materie attinenti le mansioni da svolgere, norme comportamentali nelle relazioni con l'utenza pubblica, princìpi fondamentali in materia di sostanze alcoliche e stupefacenti e riconoscimento dei loro sintomi, interventi di primo soccorso e attivazione di procedure di pubblica incolumità, nonché un esame pratico su tecniche di autodifesa.

10. Chiunque svolga le attività previste e regolamentate in questa legge senza licenza prefettizia sarà punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro per ogni servizio svolto non in regola e con il diniego del rilascio della licenza per tre anni a far data dall'ultimo servizio irregolare contestato».

8.0.1

EUFEMI

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

«Art. 8-bis.

1. All'articolo 164, comma 2, del Codice penale dopo il n. 2) aggiungere il seguente n. 3):

''Per i reati di cui al decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8''».

9.1

CASTELLI

Al comma 1, dopo la parola: «responsabili», inserire le seguenti: «della sicurezza, del regolare e ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo, nonché».

9.9 (testo 2)

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 40.000 a 200.000».

9.9

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 80.000 a 400.000».

9.2

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta e impegnati nel far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni».

9.3

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni».

9.4

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono stilare il regolamento dell'impianto, dotarsi di addetti alla sicurezza, cooperare con le forze dell'ordine, far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza».

9.5

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono stilare il regolamento dell'impianto sportivo che deve prevedere:

a) l'indicazione del rispetto delle norme di sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva e, in particolare, la punibilità del possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, la turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, il possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, stato di ubriachezza in stato pubblico, lancio di oggetti, invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) l'obbligo di allontanamento dall'impianto dello spettatore che inneggi o indossi i colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

c) la previsione dell'allontanamento dall'impianto sportivo e la segnalazione alla competente autorità di polizia nel caso in cui lo spettatore con il suo comportamento si accinga a turbare l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva».

9.6

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e ai servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini».

9.7

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis). L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante».

9.8

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis). È compito delle società ca1cistiche vigilare sulle dichiarazioni dei propri tesserati e sugli atteggiamenti tenuti in campo dai propri giocatori, prevedendo apposite sanzioni per coloro che istigano, con fatti o con parole, atteggiamenti violenti.»

9.0.1

CASTELLI

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Il ruolo delle società calcistiche in ambito di sicurezza negli stadi)

1. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono:

a) stilare il regolamento dell'impianto di cui comma 5;

b) dotarsi di addetti alla sicurezza di cui ai commi 6, 7, 8 e 9;

c) cooperare con le forze dell'ordine;

d) far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza.

2. Le forze dell'ordine interverranno solo in casi estremi, lasciando il controllo degli spalti all'interno degli impianti sportivi agli addetti alla sicurezza e all'auto-responsabilizzazione dei tifosi, concentrandosi sul controllo dell'area esterna allo stadio. L'onere di tale servizio è a totale carico della società sportiva ospitante la manifestazione.

3. È compito delle società calcistiche vigilare sulle dichiarazioni dei propri tesserati e sugli atteggiamenti tenuti in campo dai propri giocatori, oltre che prevedere sanzioni per coloro che istigano atteggiamenti violenti.

4. L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante.

5. Il regolamento dell'impianto sportivo deve prevedere:

a) l'indicazione del rispetto delle norme di sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva e, in particolare, la punibilità del possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, la turbativa dell'ordine pubblico e, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, il possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, stato di ubriachezza in stato pubblico, lancio di oggetti, invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) la previsione dell'allontanamento dall'impianto sportivo e la segnalazione alla competente autorità di polizia nel caso in cui lo spettatore con il suo comportamento si accinga a turbare l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva.

6. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria (Corevass) che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica.

7. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

8. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed per la contestazione del reato.

9. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini».

9.0.2

CASTELLI

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Il ruolo delle società calcistiche in ambito di sicurezza negli stadi)

1. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono:

a) stilare il regolamento dell'impianto;

b) dotarsi di addetti alla sicurezza di cui al comma 3;

c) cooperare con le forze dell'ordine;

d) far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza.

2. Le forze dell'ordine interverranno solo in casi estremi, lasciando il controllo degli spalti all'interno degli impianti sportivi agli addetti alla sicurezza e all'auto-responsabilizzazione dei tifosi, concentrandosi sul controllo dell'area esterna allo stadio. L'onere di tale servizio è a totale carico della società sportiva ospitante la manifestazione.

3. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria (Corevass) che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve firmare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

4. L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante».

10.1

BIANCO

Al comma 1, al capoverso 5-bis, sostituire le parole: «possono provvedere» con le seguenti: «provvedono».

10.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma l, capoverso 5-bis, nel primo periodo, sostituire la parola: «possono» con la seguente: «devono».

10.3

DI LELLO FINUOLI

Al comma l, capoverso 5-bis, secondo periodo, sostituire la parola: «convoca» con le seguenti: «e convoca» .

10.4

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 5-bis, gli ultimi due periodi sono sostituiti dai seguenti: «La conferenza si pronuncia entro le successive quarantotto ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto respinta».

10.5

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«Nell'ambito di un programma di ristrutturazione finalizzato a dotare gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale di infrastrutture in grado di rispondere ad esigenze strutturali e funzionali e a ragioni di sicurezza, nonché a ragioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per la promozione delle attività di solidarietà e per il sostegno alle politiche per i giovani, la società sportiva professionistica che intenda intraprendere l'attività di costruzione o ristrutturazione di impianti sportivi, oltre alle disposizioni previste dal decreto ministeriale 18 marzo 1996, »Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi« così come modificato dal Decreto 6 giugno 2005, deve tenere conto dei seguenti criteri:

a) diversificazione delle attività all'interno della struttura;

b) capienza non superiore ai 40.000 posti a sedere;

c) posti a sedere numerati in settori con capienza non superiore ai 100 spettatori accessibili da tutti i lati per mezzo di corridoi di larghezza non inferiore a 2 metri;

d) possibilità di accedere agevolmente in ogni posto dello stadio;

e) previsione di un sistema di telecamere a circuito chiuso e di una centrale operativa in un locale con vista sullo stadio dove sono visibili le varie inquadrature delle telecamere;

f) previsione di box esclusivi per seguire gli incontri in posizione particolarmente privilegiata;

g) previsione di sale polivalenti, palestre, servizi commerciali differenziati e spazi destinati ad altre attività, diverse da quella sportiva, con caratteristiche di organicità funzionale e strutturale;

h) massima adattabilità alle riprese televisive».

11.1

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis). Allo scopo di agevolare l'attuazione di un piano strategico di ristrutturazione che permetta di dotare gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale di infrastrutture in grado di rispondere a esigenze strutturali e funzionali nell'ambito del programma di valorizzazione dei beni immobili e di sicurezza degli impianti sportivi, nonché l'allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per la promozione delle attività di solidarietà e per il sostegno alle politiche per i giovani, le società di calcio professionistiche che intendano realizzare nuovi impianti sportivi o ristrutturare strutture già esistenti possono applicare la procedura di cui all'art. 153 e seguenti del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nei casi di cui al presente comma, al fine di implementare le strutture sportive con funzioni di interesse sociale, culturale e ricreativo, i Comuni possono modificare la destinazione d'uso degli immobili previsti dai propri strumenti urbanistici utilizzando le procedure acceleratorie di cui all'art. 1 della legge 3 gennaio 1978, n. 1».

11.0.1

PALMA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

1. All'articolo 1-quater n. 1 del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo le parole: «sono numerati» sono aggiunte le parole: «e nominativi, e non possono essere venduti o ceduti se non previa esibizione di documento d'identità».

2. Dopo l'articolo 1-quater n. 1 del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è inserito il seguente articolo 1-quater-bis.

«Art. 1-quater-bis. – 1. Chiunque pone in vendita o cede i titoli di accesso di cui al comma 1 senza aver accertato l'identità del soggetto acquirente o ceduto mediante l'esibizione del documento d'identità è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 40.000 euro. La disposizione non si applica se il venditore o il cedente ha comunicato alla società organizzatrice il nominativo del soggetto cui ha venduto o ceduto il titolo di accesso e gli estremi del relativo documento di identità.

2. La pena di cui al comma 1, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni di cui al capo III e IV del titolo VII del codice penale, si applica anche ai soggetti che a qualsiasi titolo entrano in possesso del titolo di accesso previa esibizione di un documento d'identità falso».

 

11.0.2 (testo 2)

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 9, comma 3, dopo le parole: ''nonché il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori'' sono aggiunte le seguenti: ''e il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi'';

b) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

c) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

d) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive. Con decreto del Ministro delle comunicazioni è istituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, al quale il Ministero delle comunicazioni fornisce supporto organizzativo e logistico mediante le proprie risorse strumentali e di personale, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato. Ai componenti del Comitato non spettano compensi né rimborsi spese. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive designa un terzo dei componenti del Comitato medesimo.»;

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

f) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, riferendo i poteri del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi''».

11.0.2 (testo 3)

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

b) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

c) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

e) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo''».

11.0.2

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 9, comma 3, dopo le parole: ''nonché il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori'' sono aggiunte le seguenti: ''e il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi'';

b) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

c) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

d) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive. Con decreto del Ministro delle comunicazioni è istituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, al quale il Ministero delle comunicazioni fornisce supporto organizzativo e logistico mediante le proprie risorse strumentali e di personale, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive designa un terzo dei componenti del Comitato medesimo.»;

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

f) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, riferendo i poteri del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi''».

11.0.3

CASTELLI

Dopo l'articolo 11, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Attività di sicurezza private)

1. Il Titolo IV del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche, è sostituito dal seguente:

Titolo IV

(Delle attività di sicurezza private)

Art. 133.

1. I locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, gli enti pubblici e privati, in occasione di manifestazioni pubbliche, possono destinare personale dipendente e personale esterno all'ingresso e all'interno dei locali e delle manifestazioni pubbliche, al fine di coadiuvare le Forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

2. Le società sportive devono destinare, in ottemperanza alle normative in materia , personale dipendente e personale esterno all'ingresso degli stadi con mansioni di controllo afflusso e deflusso degli utenti, accompagnamento ai posti numerati e rispetto delle regole interne stabilite dall'impianto sportivo, al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

3. Le agenzie di sicurezza private e chiunque eserciti le mansioni di cui al presente titolo non possono eccedere le attribuzioni previste nel medesimo titolo, né portare ed utilizzare armi proprie e improprie, né effettuare perquisizioni personali.

Art. 134.

1. Senza licenza del prefetto, che avrà durata di un triennio a far data dal giorno di emissione, è vietato svolgere in forma privata le mansioni di cui al presente titolo, prestando la propria opera nei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, negli stadi e nelle manifestazioni pubbliche come previste dal presente titolo.

2. Chiunque eserciti attività di sicurezza privata ai sensi del presente titolo, ai fini della concessione della licenza, oltre ai requisiti richiesti dall'articolo 11 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, deve avere raggiunto la maggiore età, essere in possesso dell'attestato di qualifica rilasciato dal Comitato regionale di vigilanza agenzie di sicurezza, di seguito COREVAS, di cui al successivo articolo 135, al termine di un corso di preparazione e formazione, essere in possesso di una polizza assicurativa RCT per l'eventuale risarcimento dei danni causati alle persone durante lo svolgimento dei compiti assegnati con durata contrattuale minimo di tre anni, ed aver svolto i corsi richiesti dalla normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro.

3. Chiunque svolga le attività previste e regolamentate in questo titolo senza licenza prefettizia sarà punito con la sanzione amministrativa di e 5000 per ogni servizio svolto non in regola e con il diniego del rilascio della licenza per tre anni a far data dall'ultimo servizio irregolare contestato.

4. I proprietari e/o gestori dei locali di pubblico spettacolo e intrattenimento, e chiunque utilizzi per le attività di cui al presente titolo soggetti privi della licenza prefettizia di cui al comma 1 del presente articolo, sono sanzionabili con la chiusura del locale da sei mesi ad un anno e con la sanzione amministrativa pecuniaria di e 2600 per ogni soggetto che svolge le attività previste in questo titolo senza essere in possesso della necessaria licenza.

5. Alle società sportive che utilizzino personale privo di licenza prefettizia di cui ai precedenti commi sono irrogate le sanzioni previste dalla normativa speciale in materia di stadi.

Art. 135.

1. È istituito il Comitato regionale di vigilanza agenzie di sicurezza (COREVAS) composto da un presidente nominato dal Ministero delle attività produttive, da due rappresentanti delle agenzie di sicurezza, da due rappresentanti dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, da due rappresentanti delle società sportive affiliate alla Lega Nazionale Calcio, da due rappresentanti delle questure dei rispettivi territori regionali, che a turno partecipano alle riunioni.

2. Il COREVAS è dotato di una segreteria composta da due membri.

3. I membri del COREVAS durano in carica tre anni.

4. Le riunioni del COREVAS si tengono almeno due volte all'anno e le decisioni raggiunte sono valide quando intervengono almeno cinque dei suoi componenti. Le delibere sono adottate a maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti prevale quello del Presidente.

5. Ai membri del COREVAS spetta il gettone di presenza a seduta.

Art. 136.

1. Il COREVAS è competente ad esprimere i pareri in materia di sicurezza prescritti dal presente titolo. Tali pareri sono trasmessi al Ministero dell'interno.

2. Al COREVAS sono attribuiti i seguenti compiti:

a) verificare l'autenticità e veridicità dei documenti atte stanti i requisiti richiesti di cui all'articolo 134 del presente titolo;

b) rilasciare un attestato di qualifica a chiunque abbia partecipato e terminato con esito positivo i corsi di formazione professionale previsti all'articolo 137 del presente titolo;

c) esprimere un parere positivo e/o negativo motivato sulla condotta del richiedente, previo esame delle informazioni raccolte dalle autorità di polizia ove risiede colui che ha presentato la domanda per lo svolgimento delle attività di cui al presente titolo;

d) inoltrare la documentazione ed i pareri di cui alle lettere a), b), c) e d) del presente comma alla Prefettura provinciale ove risiede il richiedente al fine del rilascio della licenza.

Art. 137.

1. I corsi di preparazione allo svolgimento delle attività previste e regolamentate in questo titolo, saranno tenuti da società e/o enti pubblici e/o privati, che comunicheranno il programma di formazione al COREVAS al fine di essere inseriti in un apposito elenco;

2. I corsi di cui al comma 1 del presente articolo saranno articolati in lezioni di carattere teorico e pratico.

3. Le lezioni teoriche dovranno comprendere l'insegnamento di norme comportamentali nelle relazioni con l'utenza pubblica, di norme di diritto penale e di procedura penale nelle materie inerenti le mansioni previste dallo svolgimento delle attività di cui al presente titolo, di princìpi fondamentali in materia di sostanze alcoliche e stupefacenti e di riconoscimento dei sintomi, di nozioni di pronto soccorso.

4. Le lezioni pratiche saranno svolte presso palestre qualificate e contempleranno l'insegnamento di tecniche di difesa personale.

5. L'aggiornamento dei corsi è annuale.

Art. 138.

1. Chiunque commette uno dei fatti previsti dagli articoli 336, 337, 339, 340 del Codice penale nei confronti di coloro che in possesso di regolare licenza prefettizia svolgono le attività previste in questo titolo, purché riconoscibili e in relazione alle mansioni svolte, è punito con le stesse pene previste dai medesimi articoli.

11.0.4

D'ONOFRIO

Dopo l'articolo 11, aggiungere il seguente:

«Art. 11-bis.

1. Al fine di concorrere alla promozione della formazione dell'uomo e del cittadino secondo i principi stabiliti dalla costituzione, il Ministro della pubblica istruzione d'intesa con la Conferenza delle Regioni e le associazioni degli studenti e dei genitori, definisce, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le modalità per l'inserimento nei programmi di insegnamento scolastici, della materia dell'educazione civica allo scopo di condurre i giovani a riconoscere nelle libertà garantite dalla costituzione le forme della sua autonomia e responsabilità personale, ossia della libertà di esplicare la sua personalità in armonia con l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, e sociale».

11.0.5

D'ONOFRIO

Dopo l'articolo 11, aggiungere il seguente:

«Art. 11-bis.

1. Il Ministro delle politiche giovanili e delle attività sportive, d'intesa con il Ministro dell'Interno, il CONI e le Federazioni sportive nazionali, definisce, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i criteri e le modalità per la realizzazione, all'interno degli impianti sportivi, di settori da destinare alle famiglie».

G/1314/1/1-2

SAPORITO, COLLINO

«Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche,

premesso che:

il decreto-legge in oggetto reca una serie di disposizioni finalizzate ad ampliare e a migliorare gli strumenti di prevenzione del fenomeno, attraverso l'immediata applicazione e il perfezionamento delle misure volte a contrastare la degenarazione violenta del tifo sportivo;

il decreto-legge non contempla, tra quelle adottate, misure volte a definire canoni etici e comportamentali di tuti gli individui coinvolti nelle competizioni sportive calcistiche, salvo le generali norme etiche del CONI,

impegna il Governo:

ad adottare utili iniziative con il CONI e gli organismi che si occupano del calcio, volte a definire uno ''specifico'' codice etico relativo ai comportamenti dei calciatori in campo e dei dirigenti delle squadre di calcio, ciò al fine di aumentare i livelli di serenità e compostezza durante gli incontri di calcio».

G/1314/2/1-2

D'ONOFRIO, MAFFIOLI

«Il Senato,

in sede di discussione del disegno di legge recante conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche,

considerata l'eventualità che

competizioni calcistiche si svolgano contestualmente nella medesima città

impegna il Governo

a prevedere specifiche disposizioni, anche non legislative, per siffatte ipotesi ».

 

 


Esame in sede consultiva

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2007

78ª Seduta (antimeridiana)

 

Presidenza del Presidente

BIANCO

 

 Intervengono il vice ministro dell'interno Minniti e i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e per l'economia e le finanze Lettieri.

La seduta inizia alle ore 11,15.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Parere alle Commissioni 1a e 2a riunite, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Esame e rinvio)

 Il presidente BIANCO illustra i motivi di necessità e urgenza del decreto-legge n. 8 del 2007, emanato dal Governo a seguito dei recenti episodi di violenza in occasione di competizioni calcistiche.

 Dopo aver illustrato alcune delle principali misure per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di violenza, propone di esprimere un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

 Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) esprime alcune riserve sulle disposizioni contenute nel decreto-legge che, a suo avviso, non tengono conto della necessità di distinguere le situazioni in cui si verificano gravi fenomeni di violenza e perfino atti criminosi da altri contesti nei quali le competizioni si svolgono in un clima di serenità, anche grazie al dialogo e al confronto fra società sportive, autorità di pubblica sicurezza e organizzazioni di tifosi. In particolare, ricorda le iniziative assunte a Udine, che hanno consentito di rimuovere le recinzioni interne dello stadio. Pertanto, ritiene di non poter condividere la proposta di parere favorevole.

 Il senatore VILLONE (Ulivo) pur apprezzando la circostanza che in alcune realtà le competizioni calcistiche si svolgono in un clima che non suscita disagio sociale, ritiene che nell’adottare misure urgenti tendenti a prevenire e a reprimere i fenomeni di violenza, il Governo non potesse basarsi sull’analisi delle varie situazioni di fatto, in quanto episodi anche gravi di violenza si sono registrati su tutto il territorio nazionale e potrebbero verificarsi anche in contesti attualmente non connotati da alcuna conflittualità.

 Pertanto, preannuncia un voto favorevole sul parere proposto dal relatore.

 Il senatore EUFEMI (UDC) condivide il parere favorevole proposto dal relatore sulla sussistenza dei presupposti costituzionali. Manifesta, tuttavia, alcune perplessità sul merito di alcune disposizioni: in particolare, l’obbligo di svolgere le partite a porte chiuse solo per le competizioni del campionato di Serie A, la disciplina della vendita dei titoli di accesso per un massimo di 10 tagliandi per persona e l’estensione dell’ambito di applicazione delle norme alle zone adiacenti allo stadio.

 Il senatore PASTORE (FI) consente sulla valutazione dei presupposti costituzionali prospettata dal Presidente relatore, ma esprime alcune perplessità sul merito delle misure adottate, riservandosi di illustrarle nell’esame in sede referente. In particolare, conviene sulle osservazioni del senatore Saro relative alla mancata previsione di norme che consentano di regolare in modo diversificato lo svolgimento delle competizioni calcistiche, anche se è comprensibile lo spirito con cui il Governo ha inteso intervenire con norme generali dopo l’emozione suscitata dai recenti atti di violenza.

 Il senatore MAFFIOLI (UDC) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo sulla proposta di parere avanzata dal Presidente relatore.

 Il senatore POLLEDRI (LNP) ricorda l’iniziativa legislativa del suo Gruppo, volta a superare il principio della responsabilità oggettiva delle società sportive e preannuncia un voto favorevole sulla proposta di parere del relatore, riservandosi di proporre alcune modifiche durante l’esame del provvedimento in sede referente.

 Il vice ministro Minniti prende atto con soddisfazione del generale consenso sulla sussistenza dei presupposti costituzionali del decreto-legge n. 8 del 2007.

 Con riferimento alle osservazioni del senatore Saro, sottolinea che le misure urgenti non potevano che avere una portata generale: in sede di applicazione si potranno assumere decisioni specifiche, tali da consentire un’applicazione flessibile che tenga conto anche delle situazioni effettive del clima in cui si svolgono le manifestazioni sportive.

 Ricorda che il Governo non ha introdotto misure preventive e repressive nuove, ma ha semplicemente escluso le deroghe alla normativa introdotta nella scorsa legislatura a proposito della sicurezza degli impianti sportivi in cui si svolgono le competizioni calcistiche.

 Infine, si riserva di fornire ulteriori chiarimenti durante l’esame del provvedimento in sede referente.

 Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 12,45.

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

 

MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2007

79ª Seduta (pomeridiana)

 

Presidenza del Presidente

BIANCO

 

 Intervengono i sottosegretari di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali D'Andrea e per l'interno Rosato.

 

La seduta inizia alle ore 15,10.

 

IN SEDE CONSULTIVA

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Parere alle Commissioni 1a e 2a riunite, ai sensi dell'articolo 78, comma 3, del Regolamento. Seguito e conclusione dell'esame. Parere favorevole)

 

 Prosegue l’esame, sospeso nella seduta antimeridiana.

 

 Il PRESIDENTE ribadisce la proposta di esprimere un parere favorevole sulla sussistenza dei presupposti costituzionali.

 

 Accertata la presenza del prescritto numero dei senatori, la Commissione approva il parere favorevole proposto dal relatore.

 

 


BILANCIO (5a)

Sottocommissione per i pareri

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2007

39a Seduta

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Parere alle Commissioni 1a e 2a riunite su testo ed emendamenti. Esame. Parere non ostativo sul testo. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale, sugli emendamenti)

 

 Il presidente MORANDO (Ulivo), in qualità di relatore, illustra il provvedimento in titolo e i relativi emendamenti, segnalando per quanto di competenza che per quanto riguarda il testo non vi sono osservazioni da formulare.

 In merito agli emendamenti segnala le proposte 2.33, 2.37, 9.0.1 (limitatamente al comma 6), 9.0.2 (limitatamente al comma 3) e 11.0.3 (limitatamente al capoverso "art. 135"), in quanto, istituendo direttamente o presupponendo l’istituzione del "Comitato regionale di vigilanza agenzie di sicurezza" ed in assenza di una copertura finanziaria o di misure atte a garantire l’invarianza degli oneri, sembrano suscettibili di determinare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. In merito all’emendamento 11.0.2, fa presente che, in assenza di una specificazione del numero e dei soggetti facenti parte dell’istituendo Comitato ivi indicato nonché di una espressa esclusione di compensi ai componenti del Comitato stesso, la clausola di invarianza degli oneri non appare sufficiente a garantire la neutralità finanziaria del provvedimento. Occorre, poi, valutare gli effetti finanziari dell’emendamento 1.12, in quanto riconosce la qualifica di pubblico ufficiale alle guardie particolari giurate. Fa presente, altresì, che non vi sono osservazioni da formulare sui restanti emendamenti. Avverte, infine, che è stata trasmessa una nuova formulazione della proposta 11.0.2 nella quale è stata esplicitata una clausola che esclude la corresponsione di compensi per i componenti del suddetto Comitato.

 

 Il sottosegretario CASULA fa presente che non vi sono osservazioni da formulare sul testo. Per quanto concerne gli emendamenti, esprime avviso contrario sulle proposte segnalate dal relatore in quanto suscettibili di determinare maggiori oneri. Osserva invece che non vi sono rilievi sulla proposta 1.12. Infine, sulla proposta 11.0.2 (testo 2) propone di specificare che il programma indicato al comma 1 del capoverso 11-bis debba essere predisposto con invarianza di oneri per il bilancio dello Stato.

 

 In merito all’emendamento 1.12 intervengono i senatori TECCE (RC-SE), MORGANDO (Ulivo) e LEGNINI (Ulivo) per rilevare che sussistono numerose fattispecie di dipendenti privati cui sono riconosciute le funzioni di pubblico ufficiale senza peraltro che ciò comporti un aggravio di oneri per il bilancio dello Stato.

 

 I senatori AZZOLLINI (FI) e LUSI (Ulivo) richiamano l’attenzione della Commissione sulla proposta 1.12 in quanto potrebbe determinare effetti negativi indiretti per la finanza pubblica in caso di infortunio durante lo svolgimento di funzioni di pubblico ufficiale.

 

 Il presidente MORANDO (Ulivo) propone di esprimere avviso contrario, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, sulle proposte suscettibili di determinare maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, indicate nella relazione preliminare. Propone altresì di esprimere avviso contrario, senza l’indicazione dell’articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 1.12 in quanto non produce effetti negativi diretti per il bilancio dello Stato. Per quanto concerne la proposta 11.0.2 (testo 2), propone di introdurre al comma 1 del capoverso 11-bis una clausola di invarianza degli oneri, mentre, per quanto concerne il capoverso 6-bis, ritiene insufficiente l’esclusione di compensi al fini dell’invarianza degli oneri, senza l’indicazione del numero e delle caratteristiche tecnico-scientifiche dei componenti dell’istituendo comitato. Infatti, in taluni casi, segnatamente nei confronti di esperti esterni alla pubblica amministrazione, l’esclusione di compensi non può essere fatta valere in sede giudiziale. Propone, infine, di esprimere avviso favorevole sui restanti emendamenti.

 

 La Sottocommissione conferisce infine mandato al relatore a redigere un parere nel senso su indicato.

 (omissis)


ISTRUZIONE PUBBLICA, BENI CULTURALI (7ª)

Sottocommissione per i pareri

 

MARTEDÌ 13 FEBBRAIO 2007

7ª Seduta

 

Presidenza della Presidente

PELLEGATTA

La Sottocommissione ha adottato la seguente deliberazione per il provvedimento deferito:

 

alle Commissioni 1a e 2a riunite:

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche : parere favorevole.

 

 

 


BILANCIO (5a)

Sottocommissione per i pareri

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2007

39a Seduta

 

 

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Casula.

(omissis)

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Parere all’Assemblea su emendamenti. Esame. Parere in parte non ostativo, in parte condizionato, ai sensi dell’articolo 81 della Costituzione, in parte contrario, in parte contrario, ai sensi della medesima norma costituzionale)

 

 Il presidente MORANDO (Ulivo), in qualità di relatore, illustra gli emendamenti relativi al disegno di legge in esame, ribadendo le considerazioni già svolte in merito agli emendamenti trasmessi dalle Commissioni di merito. Propone pertanto di esprimere un parere identico a quello per il quale la Sottocommissione ha dato mandato alla stesura.

 

 La Sottocommissione approva.

 

La seduta termina alle ore 15,30.

 


Esame in Assemblea

 


 

Senato della Repubblica

XV LEGISLATURA

 

Assemblea

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

RESOCONTO STENOGRAFICO

ALLEGATI

 

 

ASSEMBLEA

 

118a seduta pubblica

 

giovedì1° marzo 2007

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI,

indi del vice presidente CAPRILI

 

 


 

(omissis)

 

Discussione del disegno di legge:

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 9,33)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1314.

I relatori, senatori Sinisi e Di Lello Finuoli, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, desidero sollevare una questione che sottopongo alla sua attenzione affinché ne possa parlare nel Consiglio di Presidenza, nella Conferenza dei Capigruppo e per qualche riflesso anche nella Giunta per il Regolamento. Signor Presidente, noi seguiamo una prassi rispettosa del Regolamento nella pubblicazione dei testi sottoposti all'attenzione dell'Aula, dunque non eccepisco nulla dal punto di vista della regolarità. Tale prassi, però, non è funzionale.

Questa mattina alcuni colleghi giustamente chiedevano quale sia il testo finale elaborato dalla Commissione, per poterlo leggere durante il weekend e arrivare preparati, martedì prossimo, al momento del voto. Ovviamente il testo da leggere deriva dalla combinazione del testo originale, degli emendamenti elaborati, predisposti e presentati dalle Commissioni riunite e degli emendamenti su cui il relatore pronunzierà un parere favorevole, facendo così sapere all'Assemblea quali degli emendamenti presentati dagli altri colleghi andranno a modificare o ad integrare il testo.

Allo stato dei fatti, così commentavamo con alcuni colleghi, è praticamente non solo complicato, ma addirittura impossibile sapere quale sia il testo finale che il relatore ha in mente, ovvero il filo conduttore lungo il quale si svolgerà non solo la discussione generale, ma anche l'opera emendativa da parte del Senato.

Signor Presidente, ciò è - lo ripeto - rispettoso del Regolamento e della prassi, però non funziona, perché un collega che voglia leggere il testo finale in maniera armonica e semplice praticamente non lo può fare. Non so che cosa si possa fare: mi affido alla bravura, alla solerzia, alla qualità della nostra burocrazia interna che sicuramente saprà trovare una soluzione. Occorre trovare un sistema: attraverso il relatore in maniera informale o attraverso il segretario della Commissione, magari con un testo a fronte o con un testo allegato alla relazione del relatore. Anche quest'ultima può essere una soluzione: in maniera informale si può chiedere ai relatori di allegare alla loro relazione il testo che secondo loro dovrebbe essere approvato; così non si modificherebbe né la prassi né il Regolamento.

Credo sia utile trovare un modo per dare ai colleghi la possibilità di leggere senza troppe complicazioni il testo che almeno il relatore (non dico la Commissione o l'Assemblea, perché questo lo sapremo solo quando andremo a votare) ha in mente, per mettere tutti in condizione di esaminare compiutamente il provvedimento che si intende discutere. Ovviamente, Presidente, mi rendo conto delle difficoltà. Non possiamo certamente cambiare il Regolamento con una chiacchierata in Aula fatta di prima mattina. Non voglio nemmeno intaccare la prassi, ma la questione esiste.

In qualche modo - ripeto - faccio molto affidamento sulla qualità dei nostri funzionari, affinché possano trovare un sistema per contemperare anche l'esigenza di alcuni colleghi che vorrebbero avere sotto mano un possibile testo di discussione finale, e reputo questa una cosa buona e giusta.

PRESIDENTE. Senatore Boccia, condivido pienamente le sue osservazioni. Si tratta in qualche modo della formula che viene utilizzata alla Camera dei deputati.

Il comma 6 dell'articolo 78 del Regolamento del Senato prevede la votazione in Aula degli emendamenti proposti ed approvati in Commissione, per cui esiste la necessità di una modifica regolamentare che credo possa essere utilmente affrontata in sede di Giunta per il Regolamento.

È anche possibile pensare che gli uffici del Senato predispongano per l'Aula un testo da un punto di vista puramente informativo e senza alcun valore giuridico ma che consenta una lettura, dal momento che in Commissione si vota il mandato al relatore a riferire in Aula, per sapere compiutamente di che cosa si tratta.

In ogni caso, senatore Boccia, segnalerò al Presidente la questione da lei posta.

I relatori, senatori Sinisi e Di Lello Finuoli, hanno chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni, la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore, senatore Sinisi.

SINISI, relatore. Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, se mi permettete, prima di entrare nel merito del provvedimento anch'io vorrei tentare di dare una risposta al collega Boccia che ha posto una questione sulla quale tutti ci siamo interrogati.

L'unica traccia che rimane del lavoro significativo che abbiamo svolto in Commissione - in questa occasione in sede di Commissioni riunite - emerge dal fatto che una serie di emendamenti sono stati approvati da quelle Commissioni e risultano intestati al lavoro collettivo e non già ai singoli presentatori.

Questa è l'unica traccia che abbiamo e che ci dà il segno visibile del lavoro da noi compiuto. Non c'è più l'identificazione dei presentatori ma il recepimento da parte della Commissione. Quindi, i colleghi che desiderano avere una traccia del nostro lavoro possono esaminare il testo e gli emendamenti o gli ordini del giorno così come sono stati attribuiti alle Commissioni che, nel caso specifico, sono le Commissioni riunite.

Questa sarà anche la traccia del mio intervento, che riguarda appunto l'Atto Senato n. 1314, ossia la conversione in legge del decreto‑legge in materia di violenza negli stadi. Il provvedimento prende le mosse da un evento davvero tragico, la morte dell'ispettore di Polizia Raciti in occasione di una partita di calcio. Tutti quanti vorremmo davvero non dover più neanche immaginare che un servitore dello Stato possa morire in una circostanza di tal natura, ossia durante un avvenimento che dovrebbe essere di puro divertimento e festoso.

Il Governo ha dato una risposta tempestiva, ritenendo appunto di dover fornire un quadro di norme certo, un quadro di norme nuovo, non in contrasto con le misure precedenti ma in piena coerenza con il decreto Pisanu del 2003, cercando ovviamente di adottare tutti quei miglioramenti, quelle misure che rendano le disposizioni più efficaci perché, nonostante le buone intenzioni dell'epoca, non hanno potuto spiegare a pieno la loro efficacia.

Si propone quindi un quadro di 12 articoli (il dodicesimo riguarda l'entrata in vigore del provvedimento), molti dei quali concernono esclusivamente le misure di sicurezza da adottare; si tratta di un sistema nuovo di sanzioni, di provvedimenti relativi alla prevenzione di polizia. Alcuni articoli sono più segnatamente di competenza della Commissione giustizia, la quale ha collaborato insieme alla Commissione affari costituzionali a redigere il testo e a lavorare su di esso.

L'articolo 1 riguarda le sicurezze passive, le misure che hanno lo scopo di rendere più efficienti gli impianti, di metterli nelle condizioni di prestare essi stessi una misura adeguata rispetto agli avvenimenti sportivi e alla presenza assai fastidiosa di gruppi di persone molto spesso legate ad associazioni anche di tipo criminale.

Riguarda anche la possibilità di controllare più segnatamente l'identità personale dei soggetti che entrano negli stadi.

Signor Presidente, l'articolo 2 concerne una serie di disposizioni che in gergo sono definite DASPO, cioè divieti di accedere allo stadio per coloro che si sono macchiati di condotte che hanno messo in pericolo l'incolumità fisica delle persone o che hanno comunque compiuto atti di violenza. Queste misure vengono incrementate e rafforzate, diventando assai più pregnanti di quanto non siano state le disposizioni sino ad ora in vigore.

Si aggiunge, infine, una norma che lascia intravedere la possibilità di utilizzare all'interno degli stadi del personale non appartenente unicamente alle Forze di polizia. Mi riferisco a quelli che in gergo sono definiti stewards, personale introdotto con riferimento all'articolo 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Quanto ai requisiti, ricordo che nei decreti attuativi del decreto Pisanu del 2003 già si faceva cenno alla possibilità d'impiego di tali soggetti. In buona sostanza, il sistema legislativo recepisce la possibilità di impiegarli in occasione di questi servizi.

Gli articoli 3 e 4 contengono più segnatamente misure concernenti l'attività della Commissione giustizia. L'articolo 3 riguarda l'innalzamento delle pene per chi svolge attività che possano recare danno a persone o possa essere colto nell'atto di lanciare oggetti pericolosi per l'incolumità delle persone. Il comma successivo riguarda la mera detenzione di questi arnesi.

L'articolo 4, procedo assai rapidamente, riguarda le possibilità di arresto. Al momento dell'approvazione del decreto Pisanu nella scorsa legislatura, ebbe già luogo in Parlamento una discussione, che si elevò assai alta, a causa dell'introduzione nel nostro sistema della figura nuova dell'arresto differito. I due elementi sui quali verteva all'epoca la questione erano se l'arresto poteva essere differito e quali elementi potessero essere utilizzati. All'epoca, noi sostenevamo che l'arresto differito non era una problema ma che poteva esserlo l'utilizzazione di prove diverse da quelle fotografiche e audiovisive. Qui, in buona sostanza, viene recuperata quell'antica ispirazione dell'opposizione, non me ne vogliano i colleghi dell'opposizione attuale, in base alla quale si eliminano le prove successive ma si amplia il termine ai fini di consentire l'identificazione dei soggetti responsabili di fatti costituenti reato in una circostanza che non rendeva facile l'accertamento della loro identità.

L'articolo 5 riguarda la violazione del regolamento sull'utilizzabilità degli impianti. L'articolo 6 introduce misure di prevenzione (anche misure di prevenzione antimafia ) sia personali che patrimoniali. L'articolo 7 concerne l'aggravamento delle pene per il reato di resistenza a pubblico ufficiale. L'articolo 8 mira a recidere il legame tra società sportive e organizzazioni violente promuovendo allo stesso tempo il legame tra queste società e le associazioni virtuose.

L'articolo 9 concerne prescrizioni per le società che organizzano le competizioni del gioco del calcio. Quindi, esso riguarda piuttosto la vendita dei biglietti; al riguardo, sono state introdotte nuove disposizioni che rendano assai più stringenti ed efficaci queste misure. In questo caso, si mira a proibire che i biglietti siano venduti a soggetti responsabili in passato di violazioni concernenti fatti o atti di violenza all'interno degli stadi.

L'articolo 10 concerne l'adeguamento degli impianti. Si introducono misure assai semplificatorie e acceleratorie per ottenere i permessi necessari per adeguare gli impianti alle prescrizioni impartite dall'autorità di pubblica sicurezza. L'articolo 11 mira a promuovere programmi e cultura nuovi per far sì che la cultura dello sport diventi un valore pienamente positivo nel nostro Paese.

Le Commissioni riunite, pur lavorando in tempi assai rapidi, hanno svolto con grande impegno il proprio lavoro. Ricordo una mattinata di audizioni estremamente intensa nel corso della quale sono stati ascoltati tutti i sindacati di polizia, responsabili dell'osservatorio istituito con il decreto-legge Pisanu, rappresentanti del mondo del calcio e dello sport, delle associazioni e società sportive, del CONI. In buona sostanza, sono stati ascoltati tutti soggetti che potevano dare un contributo al nostro dibattito e ciò ha reso fruttuoso anche quel lavoro emendativo che si è cercato di svolgere in seguito.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio tutti i senatori che hanno partecipato a questo lavoro perché è stato assai rapido e facile conseguire un clima molto costruttivo all'interno delle Commissioni. Il lavoro emendativo svolto credo che sia stato importante. È stato possibile trarre da tutte le questioni che sono state affacciate delle sintesi assai significative. Il testo è stato largamente migliorato, a mio avviso, con il contributo di tutti. Credo che una testimonianza di questo lavoro sia anche il fatto che oggi io e il collega Di Lello Finuoli siamo qui a rappresentare questo provvedimento con il mandato favorevole unanime delle Commissioni.

Ricordo solo per un attimo alcune misure emendative adottate in Commissione.

Il testo è stato generalmente guardato con l'occhio attento di chi voleva migliorarne gli effetti e anche le modifiche sono state introdotte per avere la certezza di conseguire il migliore risultato possibile.

Voglio ricordare in questa sede due misure che sono state oggetto di particolare dibattito, che hanno portato anche ad un esito emendativo assai pregnante. Ciò non sta a significare volerne negare gli effetti, ma anzi volerne costruire di migliori e di maggior rilievo.

Il primo tema riguarda la misura della resistenza a pubblico ufficiale. Con l'articolo 7 abbiamo ritenuto di convenire, sulla base di una proposta formulata dai colleghi D'Onofrio ed Eufemi, che la resistenza a pubblico ufficiale, reato di mero pericolo, potesse essere sostituita con una misura assai più impegnativa di innalzare significativamente le pene per coloro che provocano lesioni gravi o gravissime nei confronti di pubblici ufficiali in occasione di eventi che concernono l'attività di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Lepene che sono state individuate configurano un'ipotesi autonoma di reato e portano le lesioni gravi nei confronti di pubblici ufficiali in occasione di attività di ordine e sicurezza pubblica dai tre ai sette anni, così come previsto oggi dall'articolo 583 del codice penale, a quattro anni e sei mesi e fino a dieci anni e sei mesi mentre le pene in caso di lesioni gravissime vengono portate dagli attuali 6 e fino a 12 anni ad un minimo di 9 anni e fino ad un massimo di 18 anni. Questo perché il monito deve essere serio, soprattutto quando si evidenzia un fatto oggettivo come quello non soltanto di avere attentato alla vita della persona, ma addirittura di averne provocato conseguenze dannose attraverso la produzione di fatti lesivi della propria integrità personale.

Un'altra misura che abbiamo voluto adottare di comune accordo dinanzi a molti emendamenti presentati da quasi tutti colleghi, e molti di questi dal senatore Castelli, è stata di ritenere di non dover affrontare qui nel merito il tema degli stewards ma piuttosto di voler partire dalla disciplina attuale, una disciplina che consente di utilizzare questo personale secondo quanto previsto dall'articolo 11 del testo del decreto sulla pubblica sicurezza anche se, per essere definito nella sua completezza, necessita di un lavoro assai più attento, certamente da parte degli organi che sono preposti a questo tipo di attività.

Pertanto, abbiamo ritenuto di dover prevedere con un emendamento che debba essere il Ministro dell'interno a promuovere un decreto che regoli la selezione, il reclutamento, la formazione e le modalità di collaborazione con le Forze di polizia di questo personale anche perché non tutti potrebbero essere impiegati in attività che potrebbero richiedere una collaborazione con le Forze di polizia.

Quindi, ci è sembrato opportuno che un decreto del Ministro competente potesse fornire, ulteriormente rispetto alle disposizioni di legge vigenti, quelle indicazioni sull'impiego di tale personale.

Inoltre, abbiamo ritenuto giusto che, sin dal giorno successivo alla conversione in legge del decreto-legge in titolo, il personale impiegato come stewards venga immediatamente comunicato al prefetto, affinché questi possa verificarne l'idoneità, la presenza dei requisiti rispetto alla legge attuale e al decreto che verrà emanato; vogliamo evitare, infatti, che tali soggetti vengano impiegati laddove non abbiano i requisiti.

Siamo consapevoli del rischio che gli ultras, che vogliamo mettere fuori dagli stadi affinché entrino le famiglie, possano rientrarvi attraverso queste nuove figure. Vogliamo quindi dare una mano alle società sportive e alle società incaricate di detti servizi per impedire che tali persone possano infiltrarsi negli stadi assumendo questa veste che avrebbe addirittura carattere formale, visto che le nuove figure si troverebbero a svolgere compiti per il regolare andamento degli incontri di calcio.

Tutte le Commissioni hanno invocato che il Parlamento non sia estraneo rispetto all'approvazione del provvedimento in esame; hanno chiesto di approvare anche una norma che prevede il parere delle Commissioni competenti della Camera dei deputati e del Senato e Repubblica. Si tratta certamente di un passo in avanti rispetto al cosiddetto decreto Pisanu perché prevede, in una materia come quella in esame, il pieno coinvolgimento del Parlamento.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono poche le questioni che residuano e meritano di essere citate singolarmente. Mi sono voluto limitare a quelle due che hanno occupato maggiormente la nostra attenzione. Credo, però, sia stato veramente significativo il lavoro svolto, che ha visto realizzare una concreta unità: voglio ribadire tale concetto perché l'unità è un valore, specialmente quando si risolve intorno ai fatti e non soltanto intorno alle parole.

Abbiamo redatto un provvedimento con lo spirito comune di perseguire davvero il bene di tutti senza guardare a maggioranza o a opposizione, a singoli partiti o a singoli senatori. Tutti hanno collaborato per rendere più efficace e migliore il testo. Credo, dunque, che ci presentiamo in quest'Aula non soltanto con uno spirito nuovo, ma anche con le migliori intenzioni di poter licenziare presto e bene il provvedimento in titolo. (Applausi dai Gruppi Ulivo e RC-SE).

 

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, senatore Di Lello Finuoli.

DI LELLO FINUOLI, relatore. Signor Presidente, signori del Governo, colleghi, dopo l'attenta e abbastanza esauriente disamina fatta dal senatore Sinisi non mi rimane che aggiungere qualche notazione.

Devo però convenire con il collega Boccia sul fatto che c'è una difficoltà nella lettura del testo perché sono riportati tutti gli emendamenti, e quindi una lettura di quello su cui abbiamo avuto un parere concorde in Commissione può essere fatta soltanto seguendo gli emendamenti proposti dalle Commissioni riunite. Dobbiamo anche dare atto agli Uffici che hanno avuto pochissimo tempo per svolgere questo lavoro; abbiamo terminato l'esame di 120 emendamenti ieri pomeriggio, per cui poteva essere presentato soltanto un lavoro che fosse la semplice riproposizione di tutti gli emendamenti, più quelli approvati dalle Commissioni riunite.

Mi vorrei soffermare su alcuni punti. In particolare, mi preme sottolineare, anche se un po' disordinatamente, la questione che abbiamo affrontato con l'articolo 6, cioè quella relativa alle misure di prevenzione antimafia introdotte in questo decreto. In Commissione non si è raggiunto un accordo; c'è stato un ampio dibattito, il Governo ha mantenuto la sua posizione di tener fermo l'articolo 6. Devo dire - per amore della verità - che la Commissione si è divisa su due pareri: una parte era d'accordo nella soppressione di questo articolo, perché assolutamente non necessario, e un'altra parte era d'accordo nel suo mantenimento, tanto non serviva a niente. L'orientamento principale e prevalente è stato proprio quest'ultimo.

Credo che non sia opportuno inserire in questo decreto le misure di prevenzione personali e patrimoniali previste per le organizzazioni mafiose ed altro, proprio perché non è necessario. A parte il fatto che in Commissione antimafia cominceremo a studiare un testo unico che razionalizzi questo tema, credo che non sia necessario inserirlo, perché se questi Gruppi si atteggiano e compiono atti che sono sussumibili sotto la fattispecie dell'articolo 416-bis del codice penale, il 416-bis non c'è bisogno di reinserirlo in questo decreto. Sarebbe un appesantimento, una legge manifesto che non servirebbe a niente.

Vorrei tuttavia che sgombrassimo il campo - ricordando quello che è successo alla Camera e al Senato quando abbiamo votato per l'istituzione della Commissione antimafia - da un equivoco, e cioè di etichettare coloro che sono per la soppressione di questo articolo come amici della mafia e coloro che sono per mantenerlo come i puri e duri nemici della mafia. Abbiamo quindi rimesso alla discussione dell'Aula questo tema; l'Aula è sovrana e deciderà. Personalmente, per la mia esperienza e per il lavoro che facciamo anche in Commissione antimafia, credo sia inutile.

Per il resto il decreto è un buon decreto, nel senso che si sovrappone al decreto Pisanu, però lo migliora in molte parti, lo rende un po' più razionale e accoglie anche suggerimenti venuti dalle Forze di polizia. Per esempio le Forze di polizia ci hanno detto con molta chiarezza che questo sistema del biglietto nominativo, non seguito da un controllo, era assolutamente inutile; è venuto un rappresentante dei sindacati della polizia, Aliquò, esibendo due biglietti, uno intestato a Francesco Baracca e un altro a Gaetano Bresci: credo che in qualsiasi stadio, almeno Gaetano Bresci non verrebbe fatto entrare. Tuttavia, ripeto, questo commissario di polizia ci ha dimostrato come fosse possibile ottenere un biglietto con un nome di fantasia ed entrare con tale nome.

Un altro rappresentante sindacale delle Forze di polizia invece ci ha detto una cosa utile e un'altra cosa inquietante, come ho già riferito in Commissione, cioè che la settimana dopo l'entrata in vigore di questo decreto, allo stadio di Bari aveva constatato l'ingresso di centinaia di tifosi addirittura senza biglietto; continuava cioè l'andazzo. Come pure ci ha riferito che il vero nodo sono le partite notturne; non vorrei che si abolissero, però il vero nodo sono queste partite, perché i disordini al 99 per cento succedono durante il loro svolgimento, infatti proprio nelle partite notturne è più difficile l'identificazione e queste bande si sentono quindi più protette.

Per il resto non ho altro da aggiungere, credo che il lavoro che abbiamo svolto in Commissione - come già detto dal collega Sinisi - sia stato ottimo; si è raggiunta l'unanimità almeno sui punti che presentiamo come frutto del lavoro delle Commissione riunite e, ripeto, tranne l'articolo 6, in realtà questo è un lavoro che viene condiviso da maggioranza e opposizione e quindi credo che martedì potremmo accedere a una rapida votazione.

Spero solo che - come era stato sollecitato dal collega Antonio Boccia e come ha saggiamente suggerito il Presidente - martedì l'Assemblea abbia un testo leggibile, perché mentre per noi è fin troppo facile leggerlo, dal momento che abbiamo partecipato per numerosi giorni a molte riunioni di Commissione, per i colleghi, che per la prima volta martedì accederanno al testo, risulterebbe veramente complesso aggirarsi nei meandri di ben 120 emendamenti.

Ripeto: sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo portato a termine. Ringrazio sia il presidente Salvi che il presidente Bianco per il loro apporto costruttivo e spero che il Parlamento possa licenziare il decreto-legge al nostro esame con una condivisione unanime. (Applausi dai Gruppi RC-SE e Ulivo e dei senatori Pastore e Saro).

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Casson. Ne ha facoltà.

CASSON (Ulivo). Signor Presidente del Senato, onorevoli senatori, signori del Governo, il decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, interviene in maniera urgente in una situazione di fatto grave che stava degenerando vieppiù.

Quello che era un gioco, uno splendido spettacolo (per qualcuno il migliore del mondo), si è trasformato oggi in Italia in qualcosa di molto diverso, qualcosa di patologico, in un problema anche grave di ordine pubblico. Era ed è evidente, perciò, la necessità di porre rimedio o, almeno, il tentativo di porre rimedio, a tale stato di cose, anche se, a mio parere, già prima del decreto-legge n. 8 del 2007, il problema non era da considerarsi soprattutto sotto il profilo normativo, perché il sistema delle norme già c'era, sia da un punto di vista sostanziale che procedurale. Mi limito a citare gli istituti dell'arresto in flagranza, del rito per direttissima e l'esistenza di pene anche gravi.

La normativa vigente in materia era già repressiva; bastava applicarla. Questa è stata la principale manchevolezza successivamente all'entrata in vigore del decreto Pisanu. Peraltro, nella grave situazione venutasi a creare particolarmente dopo i gravissimi episodi di Catania, era necessario e indispensabile dare un segnale politico forte di attenzione, che da parte del Governo, sia del Parlamento.

Noi non partiamo, legislativamente parlando, da zero: già esistono le norme introdotte con il cosiddetto decreto Pisanu e su quella strada, positivamente segnata, ci dobbiamo inserire anche ora con il nuovo decreto-legge. Il presente decreto n. 8 del 2007 introduce delle correzioni, delle integrazioni, dei ritocchi a quell'impianto normativo e fornisce delle indicazioni nuove che, in prospettiva, dovranno condurre a ipotesi risolutive; ma soprattutto vuole dire chiaro e forte che non è accettabile che il gioco del calcio da spettacolo si sia trasformato in un problema di sicurezza.

Le soluzioni prospettate concretamente dal decreto-legge al nostro esame sono del tutto positive, soprattutto per i seguenti aspetti.

Innanzitutto, si è intervenuti per rendere concreta e applicata la precedente normativa del decreto Pisanu in materia di sicurezza degli stadi, normativa rimasta colpevolmente inapplicata dopo l'entrata in vigore di quel decreto.

In un secondo luogo, è stato in maniera precisa e più corretta regolamentata la questione relativa al divieto di acceso negli stadi, tale divieto, in particolare, diventa preventivo (così si parla di DASPO). C'è un ragionato inasprimento delle pene, non assurdo, non slegato dal sistema, soprattutto dopo le correzioni che sono state apportate in sede di Commissioni riunite giustizia e affari costituzionali, ma consapevole della gravità della situazione attuale.

Altro punto riguarda l'uso di armi improprie. La nuova disciplina e definizione dell'arresto in flagranza, pur tra qualche perplessità, si inseriscono nella stessa citata logica. Con gli emendamenti e le discussioni avvenute in sede di Commissioni riunite si è adeguatamente riconsiderata la questione della violenza nei confronti dei pubblici ufficiali, soprattutto alla luce delle considerazioni svolte in sede di audizione dai rappresentanti della Polizia di Stato e dai rappresentanti sindacali di polizia.

L'adeguamento degli stadi, già previsto dal decreto Pisanu, viene posto a carico delle società sportive utilizzatrici degli impianti.

Sono state poi inserite norme utili e importanti anche da un punto di vista formativo, sportivo e culturale, a partire dall'articolo 11, e con le correzioni e gli inserimenti effettuati in sede di Commissioni riunite.

E' chiaro che, come per ogni legge, non tutto è stato previsto e non tutti i problemi sono stati risolti. Cito, ad esempio, tre questioni: la prima è quella relativa agli steward, gli organi di vigilanza privata, questione che dovrà essere certamente ripresa in esame, in un ambito peraltro più vasto; la seconda questione, per certi versi collegata alla prima, è quella relativa alla proprietà degli impianti sportivi; la terza questione è quella relativa alle sanzioni nei confronti delle società.

Se esistono, come sicuramente esistono, alle volte rapporti oscuri e pericolosi tra alcune società e alcuni gruppi di tifosi, è evidente che vanno meglio individuati tali contatti, che vanno meglio individuate le strade per accertare tali contatti e rapporti e vanno previste sanzioni più adeguate. Rischia di non risolvere nulla la sola previsione di una sanzione amministrativa, tra l'altro di importo tutto sommato limitato, soprattutto per le società maggiori. Andrà studiata e approfondita la possibilità di intervenire con sanzioni più gravi e adeguate nei confronti delle società, quali ad esempio la penalizzazione in punti o la limitazione delle trasmissioni via TV.

In conclusione, ritengo però che il segnale politico che è stato dato e deve essere dato al mondo dello sport, e del calcio in particolare, deve essere chiaro e forte. Non è questo un settore del quale ci dobbiamo o possiamo disinteressare. Per evitare l'aggravarsi di situazioni di pericolo e di emergenza di ordine pubblico, ben venga questo decreto che con convinzione va approvato senza alcun indugio.

È certamente molto positivo che alla miglior formulazione di questo decreto-legge abbiano partecipato senatori sia della maggioranza che dell'opposizione. È questo un ulteriore segnale positivo che viene dato al Paese, nella consapevolezza che, di fronte a problemi di sicurezza così delicati e rilevanti, è fondamentale agire con uno spirito comune e unitario.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Saro. Ne ha facoltà.

SARO (DC-PRI-IND-MPA). Signor Presidente del Senato, signor rappresentante del Governo, colleghi, certamente questo provvedimento ha un grande valore simbolico ed è importante che su di esso vi sia una convergenza unanime del Senato. Per la prima volta, tra l'altro, sul piano politico si registra un fatto positivo: non si parla da parte della maggioranza di discontinuità rispetto a provvedimenti precedenti, bensì di assoluta continuità. Questo, forse, è un segno dei tempi o del cambiamento dei tempi che stiamo vivendo. Finora su ogni provvedimento la maggioranza aveva cercato di segnare la completa discontinuità rispetto a ciò che il precedente Governo aveva fatto, mentre in questo caso si è riconosciuto che il decreto Pisanu è stato assolutamente positivo, anche se in parte non applicato.

Questo provvedimento, su cui ci si è molto soffermati in Commissione, che porta ad una serie di aggravamenti di pene e di aumenti di divieti, coglie alcune importanti indicazioni venute dal mondo sportivo dopo le note vicende di Catania. Esso, a mio giudizio, ha l'obiettivo di rompere quel rapporto «delittuoso» tra i fan, gli ultras delle società sportive e in generale il resto dei tifosi, il mondo del calcio e la passione per esso. Oggi gli eventi sportivi del calcio in molte realtà sono diventati dei campi di battaglia, gli stessi stadi sono campi di battaglia così come lo sono le aree di parcheggio.

Questo non era più possibile accettarlo; era necessario rompere, attraverso questo provvedimento, quel nesso, che talvolta ha generato questa violenza, tra le società e gli ultras. È noto che le società hanno sempre fornito agli ultras biglietti gratis, servizi; hanno fatto gestire loro il merchandising. Questo ha creato in molte occasioni delle situazioni di pericolosità che poi si sono trasformate evidentemente in incidenti molto pesanti.

La vicenda di Catania, comunque da, tutti gli analisti è stata interpretata non solo come una vicenda di natura sportiva, bensì come una vicenda legata al disagio sociale di quella città, ad una avversione pesantissima nei confronti della polizia e l'evento sportivo, la partita Catania-Palermo ha assunto altri significati, che andavano al di là della vicenda sportiva. Sono però convinto che non solo con la repressione, con queste misure si potrà uscire dalla crisi del calcio.

Certo, questo decreto ha ottenuto subito dei risultati molto importanti. L'aver eliminato la possibilità - prevista dal decreto Pisanu - di ottenere delle deroghe per entrare negli stadi ha consentito in quindici giorni a molte società e a molti Comuni di dar corso all'utilizzazione di quelle attrezzature (tornelli, fotocamere, metal detector, videocamere) e tutte quelle strutture che invece sembrava fosse difficile recuperare. Abbiamo fatto quel grande capolavoro che tutti sanno: abbiamo fatto aumentare del cinquanta per cento il costo dei tornelli perché ve ne erano pochi in circolazione; sta di fatto, però, che in quindici giorni moltissimi stadi sono stati dichiarati agibili, in particolare per quanto riguarda l'ingresso degli abbonati.

Però, sono convinto che con queste misure repressive non si risolverà la crisi del calcio. Come è noto, solo nell'ultimo anno vi è stata una diminuzione di spettatori negli stadi italiani - parlo soprattutto degli stadi dove giocano squadre professioniste - del 30 per cento: la vicenda di Calciopoli, la violenza, altri fenomeni che si sono venuti ad ingenerare hanno creato sostanzialmente una fortissima disaffezione nei confronti di questo grandissimo fenomeno sportivo.

In secondo luogo, bisogna tenere conto che negli ultimi dieci-quindici anni, con l'ingresso delle pay-tv, è cambiata sostanzialmente l'impostazione, la struttura dei bilanci, il modo di fare calcio. È diventato un fenomeno, più che sportivo, di grande rilievo economico. Da questo bisogna partire per cambiare la qualità dell'impostazione di tutta la vicenda calcio. Sono convinto che se dopo questo provvedimento non vi sarà un provvedimento quadro che affronti in particolare la questione stadi e la loro gestione, (questione che andrà affrontata non solo con provvedimenti di natura parlamentare, bensì anche d'intesa con gli enti locali che in molti casi sono proprietari degli stadi) non si riuscirà a risolvere questa vicenda.

Sono convinto che, come ormai sta avvenendo in tutti i Paesi occidentali (dall'Olanda alla Spagna all'Inghilterra), gli stadi debbano essere privatizzati e la gestione della sicurezza all'interno degli stadi debba essere di completa responsabilità delle società. Oggi le società di calcio, soprattutto con gli introiti delle pay-tv, hanno una enormità di risorse finanziarie; le destinano in modo assolutamente marginale alla gestione della sicurezza, ma essenzialmente all'acquisto di calciatori, al pagamento degli ingaggi.

Dobbiamo costruire un modello, come si è riusciti a fare in altre parti di questa Europa, in cui le società sono proprietarie, gestiscono gli stadi, si assumono le responsabilità su chi entra, gestiscono l'ordine pubblico al loro interno e non sta più succedendo nessun fatto delittuoso. In Inghilterra hanno eliminato il fenomeno degli hooligans; in Spagna, anche con altre forme, perché ci sono società con azionariato popolare, come pure in Portogallo, in sostanza vi è l'ingresso nominativo controllato: se uno è un delinquente e vuole usare il fenomeno sportivo del calcio per altre ragioni, non gli è consentito di entrare. Le società svolgono una funzione di filtro, che blocca tutto.

Allora, la mia opinione è che questo provvedimento è positivo ed importantissimo; però dopo questo provvedimento, soprattutto se otterremo i Campionati europei del 2012, bisognerà fare a mio giudizio un provvedimento che incentivi la privatizzazione degli stadi, ed in parte anche la loro ristrutturazione (peraltro, l'altro giorno il vice ministro Minniti riconosceva questa esigenza).

In Italia siamo in presenza di stadi assolutamente obsoleti. Quelli realizzati per i Campionati del mondo del 1990 non sono più utilizzabili rispetto alle esigenze attuali, sono stadi con piste di atletica che vanno assolutamente modernizzati. Se prevederemo qualche forma di incentivo per la loro privatizzazione o per la realizzazione di nuovi impianti e affideremo la gestione totale della responsabilità dell'ingresso negli stadi alle società questa vicenda si chiuderà definitivamente.

Esprimo pertanto apprezzamento per il provvedimento, però bisognerà fare uno sforzo ulteriore, altrimenti ci ritroveremo fra qualche anno ad avere tante Bari, come ha indicato il relatore, perché in Italia si fanno le leggi ma poi non si rispettano e i problemi tornano a proporsi. Dobbiamo quindi evitare che ci siano tante vicende come quelle accadute in queste ultime settimane a Bari e per questo ci vuole una svolta radicale. (Applausi dai Gruppi DC-PRI-IND-MPA e FI).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Calvi. Ne ha facoltà.

 CALVI (Ulivo). Signor Presidente, signor Sottosegretario, onorevoli colleghi, il lavoro serio e rigoroso che è stato svolto dalle Commissioni affari costituzionali e giustizia ha consentito di apprezzare la proposta del Governo, che credo sarà sicuramente votata, così come peraltro in passato votammo, certamente non in discontinuità, senatore Saro, il decreto Pisanu.

I relatori hanno illustrato in modo completo qual è l'orientamento normativo che il Parlamento sta maturando. Vorrei tentare una riflessione un po' diversa, non tanto sulla legge e non sulle cause di questa violenza, come sovente accade di leggere il lunedì sui giornali in articoli di sociologi, scrittori e giornalisti. A me ha colpito molto - e debbo dire che è la cosa più intelligente che abbia letto sull'argomento - un intervento di Umberto Galimberti, alle cui parole credo però vada aggiunta qualche considerazione.

Galimberti parte dalla considerazione che la mitezza delle pene, peraltro spesso inapplicate, porta a ripetere con la cadenza del rito ciò che all'inizio era solo un fatto isolato. Si sostiene che la violenza si ritualizza secondo quel meccanismo che Freud ci ha spiegato, là dove scrive che la violenza, latente nell'inconscio individuale di ciascuno di noi, diventa manifesta nell'inconscio collettivo di massa, dove la responsabilità individuale diventa difficile da identificare e l'impunità generale diventa un salvacondotto per gesti più esecrati e senza motivazione, perché la violenza assoluta è autosufficiente. Di qui, conclude Galimberti, la necessità di «interrompere il rito», la ritualità settimanale di esercizio di violenza. Interrompere il rito, quindi sospendere le partite, sospendere le attività sportive.

Credo invece che l'interruzione del rito debba essere segnata non solo dall'interruzione della partita ma dall'intervento forte, deciso e rigoroso della legalità. Occorre ristabilire il principio di legalità.

Di fronte a quanto è accaduto a Catania ho ascoltato l'intelligenza degli interventi dei rappresentanti del CONI, della Federazione, del mondo sportivo e anche della politica, del Parlamento e del Governo; non posso non censurare invece l'assenza di un intervento veramente serio della magistratura inquirente.

Di fronte al corpo straziato dell'agente di Polizia, quel procuratore aggiunto si è permesso di dire che avrebbe sequestrato lo stadio, quando lì non era avvenuto alcunché, perché le vicende erano accadute fuori. Dove vi erano le prove di quanto accaduto, il giorno dopo è stato consentito che si tenesse un mercato: quindi, le prove sono andate disperse.

Domando ancora: quando, ogni domenica sera, treni sono incendiati, stazioni ed Autogrill sono devastati, quali processi vengono celebrati? Qual è stato l'intervento - dovuto - della magistratura? Non conosco processi seri; non ho visto un'applicazione piena del nostro sistema penale nei confronti di costoro. Basta una manifestazione sindacale o studentesca per arrivare, magari, ad arresti per reati effettivamente contestabili; di fronte alla violenza che avviene negli stadi, però, la magistratura è silente, colpevolmente silente.

E allora, il problema non è che non vi siano norme. Quelle che ora il Governo propone sono giuste, per cui le voteremo sicuramente, ma il nostro codice è pieno di reati inapplicati nei confronti di costoro. Vedendo quanto accaduto a Catania, avrei potuto elencare decine di reati commessi: perché i colpevoli non sono stati fermati nel momento in cui quella violenza veniva perpetrata? Perché non sono stati fermati e arrestati? Questo era il segno vero che si doveva dare: fermarli, processarli la mattina dopo, naturalmente con tutte le garanzie dovute. Questa avrebbe dovuto essere la vera risposta dello Stato, perché a Catania l'aggressione non è stata attuata nei confronti di un'altra tifoseria, ma della Polizia, quindi dello Stato, che ha risposto con la voce flebile di quel procuratore che ha rilasciato dichiarazioni, a mio avviso, poco sensate e ragionevoli.

Il vero intervento, la vera risposta dello Stato doveva essere, appunto, fermare i violenti e, la mattina dopo, portarli sul banco degli imputati, processarli e condannarli se colpevoli, con tutte le dovute garanzie: questa la risposta che lo Stato avrebbe dovuto dare e non ha dato.

Ben vengano, allora, i provvedimenti del Governo - come a suo tempo approvammo il provvedimento del ministro Pisanu - ma non sono sufficienti. Occorre togliere quest'area di impunità nei confronti dei violenti; bisogna ritornare ad un'applicazione seria, rigorosa delle norme che già vi sono. Quelle associazioni sportive assomigliano molto ad un'associazione per delinquere, eppure mai è stato contestato l'articolo 416 del nostro codice penale, che comunque vige. Credo, allora, che questo sia il vero intervento da attuare, con gli strumenti e le norme di cui già disponiamo: questa è la risposta che deve fornire lo Stato, che deve riaffermare il principio di legalità ovunque si manifestino atti di violenza e di illegalità, come quelli che avvengono settimanalmente negli stadi del nostro Paese.

Ha dunque ragione Galimberti: occorre interrompere quel rito; non basta, però, sospendere la partita o impedire che i violenti entrino nello stadio: occorre che chi è violento paghi per i suoi atti insensati, per la sua condotta illegale, così come qualsiasi altro cittadino. I magistrati, allora, devono compiere il loro dovere fino in fondo: devono, la mattina del lunedì, dare inizio a effettivi atti processuali, così come, magari, la domenica pomeriggio sono andati allo stadio (non è difficile, infatti, trovare sostituti procuratori allo stadio, che il lunedì rimangono silenti). Occorre che la magistratura svolga gli atti doverosi che deve compiere, perché l'azione penale è obbligatoria.

Credo sia questo il silenzio più preoccupante nei confronti di quanto avviene nei nostri stadi dato che occorre interrompere questa sequenza rituale di violenza. Credo che se ci fosse già stata questa risposta di riaffermazione del principio di legalità da parte dello Stato forse l'aggressione di Catania non ci sarebbe stata e quel povero agente oggi sarebbe ancora con la sua famiglia.

Naturalmente, approveremo il disegno di legge governativo, esaminato dalle Commissioni parlamentari competenti, che hanno apportato modifiche attraverso un lavoro a cui va tutto il nostro apprezzamento; in Aula discuteremo gli ultimi particolari ancora in sospeso. Ad esempio, mi sembra opinabile un intervento normativo di natura repressiva dal momento che c'è già l'articolo 416-bis del codice penale; non c'è bisogno di introdurre norme speciali, forse inutili. Infatti, ne discuteremo nella Commissione antimafia, così come è già previsto nel programma.

Certo, è fondamentale approvare il disegno di legge del Governo. Però occorre che la legalità sia riaffermata in tutta la sua pienezza nelle aule dei nostri tribunali perché questa violenza sia sanzionata e impedita nelle sue manifestazioni più crudeli. (Applausi del senatore Morando).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Pecoraro Scanio. Ne ha facoltà.

PECORARO SCANIO (IU-Verdi-Com). Signor Presidente, rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, io colgo come un elemento importante la rapidità, nonostante le fibrillazioni di questa fase, con cui affrontiamo questo delicato provvedimento. È il segno di come sia forte la consapevolezza nel Governo, e credo in tutto l'arco costituzionale, della vera e propria emergenza che ci troviamo a discutere.

Con il disegno di legge di conversione che oggi siamo chiamati a votare assolviamo ad un primo impegno che, con parole unanimi, quest'Assemblea aveva preso all'indomani dell'omicidio dell'ispettore Raciti. Non siamo di fronte a una risposta emotiva di corto respiro ma all'affermazione netta che non esistono nel Paese luoghi dove le regole della convivenza sono sospese. Negli stadi non vige l'extra territorialità; era un segnale necessario e urgente ma siamo tutti consapevoli che non è sufficiente.

Il provvedimento interviene innanzi tutto sul lato della repressione. Per me le direttrici sono tre e ora servono interventi forti tanto sul terreno della prevenzione quanto su quello dell'azione sociale. Dobbiamo essere capaci di prosciugare il contesto culturale entro cui si formano i violenti; serve un percorso coraggioso e partecipato che consenta al nostro calcio una piena assunzione di responsabilità. L'autonomia dello sport è un valore che nessuno ha mai messo in discussione ma l'autonomia ha anche un prezzo che si chiama responsabilità.

Dopo questo importante intervento, servono allora ulteriori provvedimenti, a partire dalla gestione degli stadi per arrivare alla responsabilizzazione, appunto, delle società.

Spero che con pari celerità e puntualità sapremo completare un disegno complessivo che ci consenta di dare risposte strutturali capaci di sconfiggere la violenza legata agli eventi sportivi. Lo dobbiamo fare con la consapevolezza di cosa sia lo sport nel nostro Paese, grande fenomeno sociale che coinvolge milioni di cittadini - siano essi atleti, tifosi, amatori - e non vorremmo che passasse una semplificazione assai grave, quella per cui la moltitudine dei cittadini sia spesso connivente con i violenti e i facinorosi. Nel mondo dello sport e anche nel tifo ci sono valori e passioni che possono essere il più forte antidoto contro la violenza; sono quei valori di disciplina e rigore che l'attività sportiva spesso sa insegnare.

Nel merito del provvedimento, non vorremmo che la scelta di giocare a porte chiuse per gli stadi fuori norma nascondesse un intervento che credo vada sottolineato: il rafforzamento del divieto di rapporti economici tra società e tifo violento, che è cosa diversa dal tifo organizzato. Vietare con forza e rigore le connivenze tra società e tifosi è un passaggio determinante per la costruzione di un diverso modello di sport, e particolarmente importante per il calcio, così come un rafforzamento della nominatività dei biglietti diventa un altro passaggio cruciale. Sono certo che queste nuove procedure di controllo verranno anche adeguatamente monitorate.

Un ulteriore percorso dovrebbe essere, almeno in via sperimentale, l'automazione del tracciamento nell'area degli stadi, scelta che non sarebbe in contrasto con la nostra normativa sulla privacy. Dopo il voto della prossima settimana per la conversione in legge del decreto in questione, abbiamo la responsabilità di dare continuità, come legislatori e come istituzioni, a questa battaglia.

La scelta contenuta nell'emendamento del Governo che prevede interventi nelle scuole è un primo forte segnale, per il quale esprimiamo vivo apprezzamento e forte soddisfazione. Ma è un segnale che va rafforzato: i valori dello sport non si raccontano, ma si praticano con il sudore nei campi di calcio e nelle palestre. Per questo speriamo di incontrare la sensibilità di tutte le forze e di tutte le istituzioni a proposito dell'urgenza di un piano organico per le palestre scolastiche e per tutti gli impianti sportivi in genere, trovando fondi anche per le manutenzioni ordinarie la cui mancanza spesso e volentieri non consente di offrire ai giovani gli spazi giusti in cui potersi formare lungo il percorso educativo.

Costruire un disegno complessivo è quindi il nostro intendimento, e questo provvedimento rappresenta il primo tassello. Ma per farlo dobbiamo avere un'idea chiara e condivisa. Un primo punto di questo disegno è che nello sport i valori devono rimanere più forti del mercato e anche del profitto: un calcio organizzato in funzione delle televisioni è uno spettacolo onestamente distorto e desolante. Dobbiamo correggere con forza questa tendenza. II CONI e la FIGC innanzitutto devono riaffermare con forza che il calcio è uno sport e non un mercato. Ma questo è un dovere di tutte le istituzioni, ciascuna con il proprio ruolo.

Un secondo punto è rappresentato dalla consapevolezza che la partecipazione è la prima leva di riforma dello sport: abbiamo troppo spesso visto le componenti sportive l'una contro l'altra, e questo è inaccettabile. La recente approvazione dello statuto della FIGC è un segnale positivo che va incoraggiato. Ma serve che questa consapevolezza sia anche delle istituzioni.

Noi abbiamo l'ambizione di poter frequentare stadi dove non sia pensabile un comportamento violento, dove l'intimidazione non sia una prassi accettata, dove la bellezza del gesto sportivo sia la vera protagonista, e non gli assalti tra le tifoserie o contro la polizia. Questo è possibile solo se rafforzeremo il tifo organizzato e corretto, se lo accetteremo come un interlocutore. Responsabilizzando tutte le componenti, e rifiutando la semplificazione per cui i tifosi sono una folla indistinta, avremo uno strumento forte ed efficace contro la violenza. In questa direzione va un mio emendamento che cerca di esplicitare il potere dei prefetti e di convocare periodici tavoli di lavoro con le componenti del calcio. Sarebbe uno strumento utile che ci aiuterebbe a dividere i violenti dai tifosi.

II provvedimento in discussione oggi non sarà, dunque, una grida manzoniana solo se sarà l'inizio di un percorso vero, lungo ed impegnativo.

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Castelli. Ne ha facoltà.

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, colleghi, finalmente - e dico finalmente, viste le forti contrapposizioni che abbiamo visto in quest'Aula negli ultimi mesi - possiamo discutere di un tema sul quale c'è una condivisione di fondo e quindi potremo esporre considerazioni che non vogliono essere polemiche o di contrapposizione politica.

Il Governo precedente nella scorsa legislatura si è occupato più volte del tema della violenza negli stadi. Viene sempre evocato il decreto Pisanu, ma in realtà il primo decreto che abbiamo varato risale addirittura al 20 agosto 2001 ed è quindi ben precedente; peraltro, esso è successivo di pochissimo all'insediamento del Governo, a testimonianza di quanto questo tema fosse sentito. In esso avevamo cercato di introdurre ulteriori misure, che fossero di aiuto alle forze dell'ordine e alla magistratura, a fianco della legislazione vigente, che - su questo sono d'accordo con il senatore Calvi e con altri oratori che mi hanno preceduto - purtroppo non viene quasi mai applicata, ma questo non può essere messo in capo alla responsabilità del Parlamento o del Governo.

In particolare, avevamo introdotto una misura in base alla quale si allargava il periodo cosiddetto di flagranza fino a 48 ore, per un motivo molto semplice e pratico suggeritoci da chi opera sul terreno, ossia dalle forze dell'ordine, dalla Polizia. È evidente che risulta problematico intervenire immediatamente quando si vedono dei facinorosi in azione allo stadio, sulle tribune o anche per strada. È chiaro che la Polizia assume atteggiamenti prudenti ma, con i mezzi mediatici a disposizione in questi tempi, è possibile filmare queste persone, individuarle, identificarle nelle ore successive. Con il provvedimento che avevamo adottato sarebbe stato possibile arrestarle in flagranza, così come prevede la Costituzione.

Ebbene, devo ricordare con rammarico - e lo dico perché poi riprenderò il tema in coda al mio intervento - che quella norma venne bocciata dal Parlamento perché, in nome - ritengo - di un malinteso garantismo, si disse che prima di tutto andavano salvaguardate le garanzie dei cittadini, le garanzie costituzionali. Una norma di tal genere era pertanto liberticida. Ad anni di distanza, quella stessa norma viene reintrodotta, a testimonianza di come essa fosse di buon senso. Questo mi fa piacere, forse non mi fa piacere che l'adotti la sinistra quando l'avremmo potuta tranquillamente adottare noi. Ma ben venga, perché è una norma che - lo ripeto - offre un adeguato strumento non soltanto di prevenzione ma anche di intervento successivo per identificare chi si macchia di questi che sono veri e propri delitti. Come dicevo, si tratta anche di un elemento di prevenzione, perché il facinoroso che prima di oggi si sentiva impunito, in quanto poteva lanciare oggetti, razzi o armi improprie di ogni genere quasi nella certezza di poter non essere identificato, ora invece sa di poter essere identificato e successivamente arrestato con gli strumenti telematici e mediatici attualmente esistenti.

Quindi abbiamo una condivisione di fondo sugli interventi che vengono prospettati nel decreto in esame. Certo, abbiamo tentato di migliorarlo, introducendo emendamenti che si rifanno all'esperienza positiva del Regno Unito, dove esisteva la piaga degli hooligans che oggi, se non del tutto eliminata, è stata comunque in larga parte circoscritta.

Qualcuno ha qui evocato le grida manzoniane. Credo che questo sia il punto fondamentale. A mio giudizio, la battaglia che dobbiamo portare avanti, e che non è stata sufficientemente fatta, è sul piano culturale. Per troppo tempo si è tollerato che le persone in questione agissero indisturbate all'interno, tra l'altro, di una politica della tolleranza molto più vasta. Ricordo che nel nostro Paese domina un pensiero, un pensiero unico della cultura dominante: si pensa che chi va in piazza a commettere azioni anche estreme è comunque sempre dalla parte della ragione, mentre al contrario vengono spesso criminalizzati i rappresentanti delle forze dell'ordine.

Purtroppo, se non superiamo questo dato non riusciremo mai a controllare anche la violenza che chiamiamo «violenza negli stadi» ma che invece - come dimostrano sia i fatti di Catania che si sono svolti per strada, sia moltissimi altri - si svolge nelle piazze. Dobbiamo allora chiamare queste persone con il nome che hanno, cioè sediziosi quandanche non dei criminali, che vanno colpiti con gli strumenti che lo Stato ha per colpire gli stessi criminali.

Lasciatemi segnalare - lo faccio senza polemica - un punto che reputo molto importante: dobbiamo cambiare completamente l'approccio culturale. Colleghi, che segnale diamo noi? Ricordo sempre il G8 come punto fondamentale su questo tema. Sul G8 c'è stato un capovolgimento dei valori.

C'è stata una vera e propria guerriglia urbana, organizzata in maniera scientifica da professionisti mai identificati. Il risultato devastante è di avere oggi un numero notevole di agenti di polizia sotto processo, questo è il dato, mentre quasi nessuno dei facinorosi e dei criminali è stato identificato e processato. Addirittura, un povero ragazzo (perché dal punto di vista umano a Carlo Giuliani bisogna esprimere tutta la nostra solidarietà) è deceduto in quel frangente. Testimonianze e filmati dimostrano, però, che egli era un teppista che in quel momento stava compiendo azioni di grave teppismo, se non di tentato omicidio. Tutti lo abbiamo visto mentre cercava di scagliare un pesantissimo estintore contro agenti di polizia assediati all'interno di una camionetta.

Quindi, pur con tutta la solidarietà umana e la pietà per un povero giovane che è morto, dobbiamo ribadire la verità: in quel momento egli stava commettendo atti illeciti ed illegali. Nonostante ciò, a questa persona è stata intitolata una sala nel Parlamento, capovolgendo completamente la scala dei valori. Che segnale inviamo ai nostri giovani? A persone che per motivi diversi (perché da un lato si colloca la lotta politica e dall'altro il teppismo da stadio) compiono i loro stessi atti facinorosi è intitolata addirittura una sala in Parlamento, come se questo fosse l'esempio da seguire.

Se non partiamo da questo punto cominciando a stabilire che negli stadi e nelle strade non è possibile mettere in atto qualsiasi tipo di violenza, qualsiasi norma di legge sarà destinata a restare una grida manzoniana. Lo dico senza polemiche e senza dover fare lotta politica, anche perché oggi in Aula non c'è la ripresa televisiva, non ci sono numerosi colleghi, stiamo parlando in un ambiente assai ristretto. Su questi temi dobbiamo riflettere perché nessuno di noi seduti qui oggi intende strizzare l'occhio alla violenza. Dobbiamo avere il coraggio di spezzare questi modelli negativi, altrimenti tutti i provvedimenti che adotteremo in questa Aula saranno vani.

Termino con un riferimento a quanto sostenuto dal collega Calvi sugli interventi della magistratura. Il mancato intervento della magistratura è figlio proprio di questa cultura, per la quale i manifestanti violenti sono comunque da tollerare e da guardare con occhio indulgente. Bisogna cambiare strada, senza ricorrere ad un rigore eccessivo ed inutile, ma sostenendo la strada della fermezza. Bisogna portare avanti questa posizione che non può iscriversi in provvedimenti di legge. Possiamo inasprire le pene finché vogliamo, ma dobbiamo sapere che esse sono inefficaci. Il provvedimento veramente efficace è quello che fornisce alle forze dell'ordine strumenti per poter identificare, arrestare, processare e condannare i facinorosi come meritano. (Applausi dal Gruppo LNP).

 

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Ciccanti. Ne ha facoltà.

CICCANTI (UDC). Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, riteniamo giusto ed opportuno il decreto-legge dell'8 febbraio 2007, come riteniamo giuste ed opportune le riflessioni del ministro Amato sulla necessità di fermare la violenza negli stadi. Integrare e migliorare la normativa di contrasto alla violenza varata nella precedente legislatura dal ministro Pisanu dopo l'omicidio dell'ispettore di polizia Raciti è giusto, opportuno e doveroso.

Il presidente Casini, in occasione dei tragici eventi della partita Catania-Palermo, dichiarò con chiarezza la necessità di adottare tolleranza zero nelle partite di calcio. Questo decreto indica strumenti di prevenzione che modulano l'organizzazione di manifestazioni sportive di calcio, l'adeguamento degli impianti sportivi senza più deroghe, la limitazione della vendita dei biglietti alla tifoseria della squadra ospite, la regolazione degli spostamenti collettivi dei tifosi, l'inasprimento delle misure interdittive per i tifosi violenti e l'ulteriore inasprimento delle pene pecuniarie e detentive, la flagranza differita del reato fino a 48 ore dal fatto nei confronti di autori precisi responsabili di minaccia, resistenza, violenza e attività offensive e aggressive verso le forze dell'ordine e civili, la limitazione nei confronti delle società di calcio di sostenere e agevolare il tifo organizzato, un'attività volta a migliorare e favorire l'adeguamento tecnico degli impianti soggetti a misure di sicurezza secondo i parametri dei decreti Pisanu.

L'UDC sul provvedimento ha dato un contributo costruttivo e si è mossa su tre filoni: la tutela delle forze dell'ordine, la regolamentazione della vendita dei biglietti, migliorando il testo del Governo soprattutto per la parte non prevista della vendita dei biglietti in caso di derby con la riproposizione in Aula, per garbo e trasparenza istituzionale, di un ordine del giorno già approvato in Commissione, e la promozione della cultura dello sport su ampio spettro di opportunità.

Ringraziamo il capogruppo D'Onofrio, insieme ad altri colleghi quali il senatore Eufemi o il deputato Ciocchetti, per le riflessioni svolte dentro e fuori il Parlamento in merito alla complicata questione della sicurezza negli stadi, soprattutto in merito all'uso degli addetti alla sicurezza non appartenenti alle forze dell'ordine.

Ci sono implicazioni di carattere giuridico che meritano un approfondimento tecnico per i risvolti di carattere civile e penale. Abbiamo perciò rimesso ad una delega legislativa un'articolazione puntuale e precisa sugli istituti giuridici più opportuni da applicare. Si tratta quindi di un ulteriore giro di vite.

Salvo qualche eccezione, tutte le società sportive aderenti alla Lega calcio hanno accolto favorevolmente le ulteriori misure di sicurezza imposte dal Governo. Anche il mondo politico ha reagito positivamente, salvo il presidente del Club Roma Montecitorio. L'intervista di questo autorevole Vice Ministro alla stampa dello scorso 5 febbraio è un capolavoro di diseducazione alla legalità. A parte il cattivo gusto di criticare il proprio Governo, al quale c'ha abituato questa maggioranza di centro-sinistra, si dà voce a quella cultura deviata che vede nelle forze dell'ordine un nemico da colpire.

Lavicenda dell'omicidio Raciti è infatti rivelatrice di questo tipo di cultura. Non solo i dati del Ministero dell'interno indicano che da quando è in vigore la legge n. 210 del 2005 i feriti negli incontri di calcio sono diminuiti del 7 per cento, ma anche che i feriti sono stati limitati solo sul fronte dei tifosi perché tra le forze dell'ordine sono aumentati del 42 per cento, passando da 142 del 2005 a 202 del 2006. Nella stessa partita Catania-Palermo tra i 90 feriti registrati 20 agenti sono stati ricoverati in condizioni preoccupanti, uno in fin di vita e uno, Filippo Raciti, è deceduto.

All'indomani di questa tragedia a Livorno è apparsa la scritta: «uno in meno». A Genova invece la vittima è stata assimilata alla vendetta degli ACAB, acronimo di all cops are bastards, cioè tutti i poliziotti sono bastardi, nati sulle ceneri del G8 per ricordare la morte di Carlo Giuliani.

È su questo aspetto dell'ostilità verso le forze dell'ordine che intendo concentrare l'attenzione perché rivelatore di un sentimento violento, ribelle, cattivo verso il prossimo e la società. Il poliziotto è l'ordine. È lo schema mentale in cui si realizza un'organizzazione di esseri umani razionale, ordinata, armonica. Contestare e distruggere questo schema per sostituirne un altro è comprensibile anche se non condivisibile, ma contestare e distruggere con logiche del noto film «Arancia meccanica» non solo non è condivisibile ma è incomprensibile. Una gioventù violenta, rabbiosa, senza schemi, senza futuro, senza idee non merita né comprensione né tolleranza. Va repressa e basta.

Sono necessarie pene severe e carcere duro, non solo per il calcio ma per ogni tipo di violenza e in ogni occasione in cui essa si manifesti: pirati della strada che ammazzano e fuggono; diverbi di condominio che finiscono a coltellate, fucilate o addirittura in stragi, come quella di Erba.

Fin qui si potrebbe affermare che siamo nella fisiologia di un sistema sociale, ma non ci siamo più quando il bullismo nelle scuole diventa normale; quando i vandalismi nelle scuole e nei centri storici diventano fenomeni accettati come espressione del disagio sociale e ci si rassegna; quando è normale che su Internet si trasmettano video di pestaggi ad handicappati e ad extracomunitari ovvero violenze sessuali a minorenni e vengano accettati come fenomeni goliardici che una certa sociologia è arrivata a comprendere e a difendere.

Ho ancora in mente l'inchiesta de «Il Messaggero» sull'uso della cocaina diventato non solo diffuso, ma anche un requisito nobile di diversità che pervade i ceti sociali più abbienti ed anche quelli popolari. Non dimentichiamoci, poi, la campagna per la liberalizzazione delle droghe leggere e l'uso dello spinello come se fosse un pacchetto di Marlboro. Potremmo proseguire osservando le stragi del sabato sera conseguenti alla moda dello sballo, all'uso dell'alcool come atteggiamento di maturità degli adolescenti che sta rovinando migliaia di giovani.

Ci chiediamo il motivo di questa deriva: crisi della famiglia, crisi della scuola, crisi delle agenzie educative o crisi di valori forti? Probabilmente si tratta di tutto un po', ma la stigmate della crisi di identità dei giovani è data dalla sopraffazione di modelli di vita imposti dal consumismo televisivo e cinematografico. C'è un plagio mediatico, a cominciare dalla televisione di Stato, che propone modelli di vita violenti e trasgressivi, che deviano e corrompono la mente e la personalità dei giovani.

Il Ministero per le politiche giovanili deve interrogarsi su questo tema. Si tratta di capire dove i diritti personali e i diritti di libertà personale si possono comporre tra loro perché la libertà di ciascuno finisce dove inizia quella degli altri.

I giovani devono essere protetti. L'UDC, sulla droga, sulle stragi del sabato sera, sull'uso dell'alcool, sulla stigmatizzazione del bullismo, ha fatto sentire più volte forte e chiara la propria voce per proteggere, aiutare e sostenere i giovani. I giovani sono il nostro futuro, ma una cultura permissiva, lassista ed indifferente ci ha finora sopraffatto e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Cultura della legalità nelle scuole, nella famiglia, nello sport ed in tutte le agenzie educative è l'imperativo categorico della politica. La severità ed il rigore a tutti i livelli rappresentano la cultura da affermare se vogliamo salvare i giovani e la società italiana nel suo immediato futuro.

Questa è la linea politica dell'UDC ripetuta in tutte le sedi e che sarà ribadita fino alla noia perché le leggi ci sono e devono essere applicate. Ha ragione il collegaCalvi quando afferma che non occorrono leggi speciali, ma bisogna applicare quelle esistenti. Non si può pensare per ogni emergenza a leggi di emergenza. Difendiamo un Paese normale.

Per tale motivo, voteremo a favore del provvedimento in esame e di altri che avranno lo stesso spirito per il bene dei nostri giovani e della società italiana. (Applausi dal Gruppo UDC e dei senatori Valditara e Nessa. Congratulazioni).

Presidenza del vice presidente CAPRILI(ore 10,57)

(omissis)

 


 

Allegato B

Integrazione all'intervento del senatore Fazzone nella discussione generale sul disegno di legge n. 1314

 

 

Ecco che allora l'acquisto degli impianti sportivi da parte delle società calcistiche e l'uso di personale «interno», di strumenti di controllo a distanza sofisticati quali telecamere a circuito chiuso anche esternamente nelle immediate vicinanze degli impianti, la riduzione della capienza attraverso la trasformazione di tutto lo stadio con posti numerati ed assegnati, potrebbero portare alla riduzione del fenomeno della violenza.

Esempio tipico ed ormai abusato è quello dell'Inghilterra dove si attua tale tipo di controllo interno e gli incidenti sono diminuiti. Naturalmente l'altra gamba di tale ragionamento è costituito dall'irrigidimento delle pene e dalla certezza dell'applicazione delle misure previste.

Appare quasi banale specificarlo ma chi è condannato per atti violenti in manifestazioni sportive deve essere messo in condizione di non poter più accedere negli stadi. Chi riceve condanne per tali reati deve avere la certezza di scontarle e non il ragionevole dubbio di farla franca e tornare sugli spalti dopo qualche settimana con un accresciuto prestigio nei confronti dei componenti del suo gruppo.

Inoltre bisognerebbe provvedere alla diminuzione del numero di poliziotti in divisa, a non far coincidere troppe partite a rischio, a non utilizzare poliziotti per le perquisizioni che dovrebbero essere fatte da personale delle Società di calcio «steward» a cui spetterebbe anche il compito di isolare, non permettere l'accesso ed allontanare i violenti dagli stadi.

Le misure previste dal decreto antiviolenza oggi all'esame, tuttavia, toccano soltanto la punta dell'iceberg e non affrontano alla radice il problema più importante e cioè quello della loro applicazione effettiva.

Le porte chiuse per gli stadi non a norma, i limiti per le società ospitanti all'invio di blocchi di biglietti per la tifoseria avversaria, il divieto di qualsiasi rapporto economico, finanziario e lavorativo tra i club e i tifosi, l'inasprimento dei controlli per i soggetti sottoposti a DASPO, l'inasprimento delle pene, potranno funzionare solo e soltanto se si avrà la costanza di perseguirle con costanza ed attenzione.

Il ministro Amato nel suo intervento non ha espresso nulla riguardo a come le società potranno essere maggiormente responsabilizzate e costrette ad assolvere tutti i loro doveri. Secondo Amato «il calcio è uno dei più grandi catalizzatori della violenza. Diventa occasione di formazione della violenza. Offre canali attraverso i quali la violenza si esprime».Conseguentemente ci si aspetta dal Ministro misure adeguate ed efficaci in grado di estendere i loro effetti sulla società tese ad educare alla cultura dello sport. Chi controllerà se continueranno ad esserci legami tra tifosi e società? Chi dovrà controllare se le violenze non siano organizzate da qualcuno?

Non appare sufficiente dire in modo generico che le società devono essere responsabilizzate se poi a questo non seguono misure stringenti e contingenti.

Nel disegno di legge che ci apprestiamo a votare manca questa programmazione di lungo respiro, appare l'ennesimo provvedimento accorpato in fretta e furia per rispondere ad una emergenza contingente. Spero che questo non resti una misura predisposta per sedare l'opinione pubblica ed i media e poi venga gettato nel dimenticatoio.

Per questo motivo nell'esprimere il voto favorevole auspico che tale provvedimento non resti un provvedimento isolato e che ad esso seguano ulteriori misure attuative ed organizzative che potranno mettere in condizione tutti coloro che sono chiamati giornalmente a combattere tale fenomeno di fare con compiutezza ed efficacia il loro lavoro, nella certezza di avere il pieno appoggio delle istituzioni e del Paese.

Sen. Fazzone

 

 

 


 

 

 

 

Senato della Repubblica

XV LEGISLATURA

 

Assemblea

 

 

 

RESOCONTO SOMMARIO

RESOCONTO STENOGRAFICO

ALLEGATI

 

 

 

ASSEMBLEA

 

119a seduta pubblica (pomeridiana):

 

 

martedì6 marzo 2007

 

Presidenza del vice presidente CAPRILI,

indi del vice presidente CALDEROLI


 

(omissis)

 

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche (Votazione finale qualificata ai sensi dell'articolo 120, comma 3, del Regolamento) (Relazione orale) (ore 16,42)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 1314.

Ricordo che nella seduta del 1° marzo i relatori hanno svolto la relazione orale, hanno avuto luogo la discussione generale e la replica del rappresentante del Governo.

Passiamo all'esame degli ordini del giorno, che si intendono illustrati e sui quali invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

 

SINISI, relatore. Esprimo parere favorevole.

 

MINNITI, vice ministro dell'interno. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

 

PRESIDENTE. Essendo stati accolti dal Governo, gli ordini del giorno G100 e G101 non verranno posti ai voti.

Invito il senatore segretario a dare lettura dei pareri espressi dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge in esame e sugli emendamenti.

DE PETRIS, segretario. «La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo sul testo».

«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti, relativi al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere non ostativo ad eccezione delle proposte 2.33, 2.37, 9.0.1 (limitatamente al comma 6), 9.0.2 (limitatamente al comma 3), 11.0.3 (limitatamente alle parole: "essere in possesso dell'attestato di qualifica rilasciato dal Comitato regionale di vigilanza agenzie di sicurezza, di seguito Corevas di cui al successivo art. 135" di cui al comma 2 del capoverso "art. 134", nonché ai capoversi "art. 135, 136 e 137") e 11.0.2 (limitatamente al capoverso "art. 11-quater", comma 1, lettera d) sulle quali il parere è contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, nonché della proposta 1.12 sulla quale il parere è contrario. Sull'emendamento 11.0.2 il parere non ostativo è condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale, a che nel capoverso "art 11-bis", dopo le parole: "il Ministro dell'Università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone" siano inserite le parole: "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica"».

«La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato l'emendamento 11.0.20 relativo del disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di competenza, parere di nulla osta».

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1 del disegno di legge.

Avverto che gli emendamenti si intendono riferiti agli articoli del decreto-legge da convertire.

Procediamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 1 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

EUFEMI (UDC). Signor Presidente, dopo quanto emerso in Commissione, ritiro l'emendamento 1.1.

Sottolineo invece ancora, illustrando l'emendamento 1.7, l'opportunità di porre a cinque il limite dei biglietti acquistabili da una singola persona, laddove la formulazione originaria prevedeva un limite di 10 biglietti. Perché mi riferisco al numero di cinque biglietti, mentre il relatore ha preferito la soluzione di quattro? Certo, viene affermato il principio della libertà di movimento, che è un diritto costituzionalmente garantito ed è stato confermato, però non si capisce perché si propone una limitazione a quattro biglietti, dal momento che vi sono delle vetture che consentono di trasportare cinque o addirittura sei passeggeri.

Ad ogni buon conto, l'obiettivo della norma credo fosse quello di impedire che si formino dei pullman che vadano in altre città. Questo obiettivo viene garantito e salvaguardato, però non possiamo impedire a dei cittadini di andare a vedere una partita in un'altra città, consentendo loro l'acquisto di soli quattro biglietti.

Per queste ragioni, inviterei il relatore a rivedere il giudizio rispetto a quanto affermato in Commissione.

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, desidero illustrare l'emendamento 1.2 e ritirare gli emendamenti 1.3 e 1.4.

L'emendamento 1.2 mira a stabilire una situazione simile a quella degli stadi inglesi. È noto che in Inghilterra c'era il problema dei cosiddetti hooligans, che è stato in larga parte risolto adottando misure che intervengono a monte della repressione. In questo caso si ritiene inutile, ancorché controproducente, dividere i tifosi con delle barriere che, in alcuni casi, sono delle vere e proprie gabbie. Il nostro emendamento mira ad eliminare queste strutture, che sono anche poco dignitose per quegli appassionati sportivi che vanno allo stadio per vedere la partita, e ad introdurre un sistema simile a quello degli stadi inglesi. Esso va visto insieme alle altre misure che proponiamo con gli emendamenti all'articolo 2, legate alla presenza dei cosiddetti steward e, soprattutto, all'educazione dei tifosi. Questa è la ratio dell'emendamento 1.2.

BIANCO (Ulivo). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.5.

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, colleghi, vi chiedo cortesemente un attimo di attenzione. Visto che abbiamo lavorato molto bene nelle Commissioni riunite, alcuni dei miei emendamenti sono stati considerati in Commissione assorbiti da altri che il Governo ha concorso a presentare. Questa è la ragione per cui non ritiro e do per illustrati tutti gli emendamenti all'articolo 1, ma quando saranno messi in discussione a volte non voteremo, o voteremo contro, perché li consideriamo assorbiti dal testo del Governo.

C'è un punto fondamentale, l'emendamento 8.8, a cui tengo particolarmente e su cui richiamerò l'attenzione del Governo quando arriveremo all'esame degli emendamenti all'articolo 8.

 

PRESIDENTE. Relatore Sinisi, desidera illustrare gli emendamenti presentati dalle Commissioni riunite?

SINISI, relatore. Signor Presidente, abbiamo fatto un grande lavoro in Commissione; ritengo quindi che non sia necessario in questa sede illustrare gli emendamenti delle Commissioni riunite.

MANTOVANO (AN). Signor Presidente, ritiro l'emendamento 1.6 perché l'obiettivo che intendeva raggiungere è stato conseguito con l'emendamento 1.8 delle Commissioni riunite.

Mantengo invece l'emendamento 1.12, per la seguente motivazione: è vero che l'emendamento delle Commissioni riunite 2.0.500 prevede dei requisiti per coloro che svolgeranno attività di sicurezza all'interno degli stadi, ma è anche vero che questi requisiti saranno definiti da un decreto del Ministro dell'interno che avrà dei tempi tecnici di elaborazione e, successivamente, è previsto un termine per applicarlo. Allora, sarei disponibile, se i relatori e il Governo concordano, a considerare l'emendamento 1.12, che aggancia i requisiti a quelli di chi ha la qualifica di guardia particolare giurata, per il periodo transitorio finché il nuovo regime non sarà pienamente operativo. Quello che non si può consentire, però, è che norme che sono immediatamente applicabili (da subito all'interno degli stadi sono chiamati ad operare i cosiddetti steward) non siano coperte da chiarezza sulla qualifica di chi deve svolgere questa funzione.

 

PRESIDENTE. Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

SINISI, relatore. Signor Presidente, se mi consente vorrei fare una brevissima premessa: abbiamo svolto un grande lavoro in Commissione e presentiamo un provvedimento largamente condiviso. Il mandato che abbiamo avuto io e il collega Di Lello è un mandato unanime delle Commissioni riunite. È chiaro che gli emendamenti delle Commissioni riunite rappresentano un punto di mediazione politica che ha trovato la soddisfazione di tutti i Gruppi parlamentari.

Alla luce di tale mediazione, che ha dato forza a questo decreto e ha rinvigorito l'azione del Parlamento, chiederò a tutti i singoli senatori che hanno proposto emendamenti di ritirarli, in virtù dell'accordo politico raggiunto.

Pertanto, Presidente, con riferimento all'articolo 1 e data questa spiegazione di carattere generale, esprimo parere contrario sugli emendamenti 1.1, 1.2, 1.7 e 1.12.

Invito al ritiro dell'emendamento 1.13, anche se credo che il senatore D'Onofrio abbia già espresso l'intenzione di ritirarlo, e dell'1.14.

Esprimo parere ovviamente favorevole sugli emendamenti 1.8, 1.10, 1.11 (testo 2).

Molto brevemente, faccio presente ai senatori Eufemi e Mantovano che abbiamo trovato un'intesa larghissima in Commissione sulla limitazione a quattro dei biglietti, nonché sul fatto che, in questa fase, entrino gli steward e non le guardie giurate perché non ci sembra elegante che esca la polizia ed entrino gli istituti di vigilanza. Abbiamo affidato questa soluzione al Ministro dell'interno e quindi invito anche loro a ritirare i loro emendamenti.

MINNITI, vice ministro dell'interno. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore, con una piccola aggiunta, e cioè che le motivazioni sono simili a quelle che ha qui illustrato il relatore, senatore Sinisi, nel senso che il Governo ha apprezzato il lavoro unitario e l'accordo che si è raggiunto nelle Commissioni affari costituzionali e giustizia e quindi intende agevolare la possibilità che quell'accordo diventi poi l'orientamento comune dell'Aula.

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 1.1 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento 1.2. Senatore Castelli, accetta l'invito del relatore a ritirarlo?

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, trovo la richiesta un pochino curiosa, perché intanto non risponde a verità che vi sia stato un accordo unanime: c'è stato un accordo, che è stato corretto, larghissimo e ne prendo atto, però credo che sia un diritto-dovere di ogni senatore cercare di migliorare il testo di un disegno di legge finché ne ha la possibilità.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.2, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Ricordo che gli emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.13.

D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, il contenuto dell'emendamento 1.13 è stato recepito nell'ordine del giorno G101, già accolto dal Governo. Pertanto, ritiro l'emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.8.

 

Verifica del numero legale

GALLI (LNP). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

 

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

 

(La seduta, sospesa alle ore 16,55, è ripresa alle ore 17,15).

(omissis)

Ripresa della discussione del disegno di legge n.1314 (ore 17,55)

PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del disegno di legge n. 1314.

BOCCIA Antonio (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

BOCCIA Antonio (Ulivo). Signor Presidente, poiché è stata interrotta la procedura ordinaria, nel senso che essendo mancato il numero legale noi avremmo dovuto riprendere dopo venti minuti l'esame di questo provvedimento, ma la Presidenza ha deciso di far svolgere questa giusta e doverosa comunicazione al Governo, con gli interventi che sono succeduti, le chiederei soltanto se potesse dare un avviso che si riprende con la procedura ordinaria e con immediate votazioni, in maniera che i colleghi che sono in giro per il palazzo possano raggiungere l'Aula, magari con l'avvertimento che normalmente viene dato della ripresa delle votazioni.

 

TOFANI (AN). Siamo al Senato, senatore Boccia!

PRESIDENTE. Senatore Tofani, lasci cortesemente che risponda la Presidenza.

Gli avvisi fonici delle votazioni sono già in diramazione da dieci minuti, quindi non possiamo aspettare ulteriormente.

Passiamo nuovamente alla votazione dell'emendamento 1.8.

 

Verifica del numero legale

 

STIFFONI (LNP). Chiediamo la verifica del numero legale.

 

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1314

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.8, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Risultano pertanto preclusi gli emendamenti 1.14 e 1.7.

Metto ai voti l'emendamento 1.10, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 1.11 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 1.12.

MANTOVANO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANTOVANO (AN). Signor Presidente, raccomando l'approvazione di questo emendamento. Trovo contraddittorio il parere contrario del relatore: infatti egli dice che compete agli steward la sicurezza interna agli stadi (e su questo siamo tutti d'accordo), ma il problema è che oggi gli steward preparati non sono disponibili, e infatti in un altro emendamento, il 2.0.500, approvato già in Commissione, si demanda ad un decreto di indicare le loro qualità soggettive.

L'emendamento 1.12 punta a colmare il regime transitorio, non a trasformare gli steward in guardie particolari giurate. Vorrei capire cosa succede nel periodo intermedio, quando non c'è la qualificazione, non c'è la preparazione e c'è il rischio che squadre di tifosi organizzati vengano incaricate dalle società sportive di svolgere questo ruolo.

 

PRESIDENTE. Il relatore ha qualcosa da aggiungere?

SINISI, relatore. Signor Presidente, non posso che ribadire quanto ho già detto alle Commissioni riunite. Noi abbiamo fatto un accordo unanime intorno all'emendamento 2.0.500 delle Commissione riunite e abbiamo deciso tutti insieme di differire la questione degli steward ad un decreto del Governo per il quale abbiamo chiesto di dare il parere alle Commissioni competenti di Camera e Senato.

I colleghi hanno ritenuto, me compreso, che non fosse utile si qualificasse come guardia giurata colui che sta all'interno degli stadi al posto della polizia: non ci sembrava utile e non ci sembra nemmeno necessario, anche perché nel regime transitorio c'è il decreto‑legge che prevede si applichi l'articolo 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e ci sono i decreti attuativi del decreto-legge Pisanu, quindi la disciplina che si è applicata in questa materia nelle settimane precedenti.

Reputo pertanto totalmente destituito di fondamento l'argomento che è stato anche qui, un'ulteriore volta, sollecitato. Invoco il mantenimento dell'accordo unanime delle Commissioni, ritenendo l'emendamento 1.12 superato dall'emendamento successivo all'articolo 2.

PRESIDENTE. Senatore Mantovano, insiste per la votazione?

 

MANTOVANO (AN). Insisto, signor Presidente.

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 1.12, presentato dal senatore Mantovano.

Non è approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 2 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

SINISI, relatore. Signor Presidente, rinuncio all'illustrazione degli emendamenti presentati dalle Commissioni riunite, perché sono stati abbondantemente illustrati in Commissione.

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, il 2.100a è un emendamento volto a sopprimere il numero 2) della lettera a) del comma 1, numero con il quale si amplia la possibilità di applicare la misura del divieto di accesso agli stadi, prevedendosi che la stessa cosa possa essere disposta anche in assenza di denuncia o sentenza di condanna.

Tale disposizione va a novellare l'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, nella parte in cui subordina l'applicazione della misura de quo all'esistenza di una denuncia o condanna: infatti, nella novella prevista dalla norma che abbiamo di fronte, è possibile arrivare allo stesso risultato sulla base di elementi oggettivi diversi dalla denuncia o dalla condanna. Però la fattispecie che ci occupa e della quale io, come i colleghi di Rifondazione Comunista, chiedo l'abrogazione, resta comunque una misura interdittiva disposta per la salvaguardia di finalità inerenti all'ordine pubblico. Tale indiscussa natura non rende opportuno prescindere, ai fini applicativi, quantomeno dall'esistenza di una denuncia per specifici reati.

Giova sul punto evidenziare - ma non sarà sfuggito assolutamente alla Commissione e ai relatori - che il codice di rito, per il tramite dell'articolo 280, subordina ancora l'applicabilità delle misure coercitive all'apertura di un procedimento penale per delitto punito con la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni; nel caso di specie, invece, questa misura verrebbe applicata, come detto, sulla base di elementi oggettivi molto particolari ed indefiniti.

Riteniamo che una norma come questa - e mi rivolgo chiaramente ai relatori - potrebbe tranquillamente essere espunta dal provvedimento, perché non mi pare che sia quella che lo caratterizzi in maniera decisiva.

MANTOVANO (AN). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 2.7, 2.9 e 2.13 e mi riservo di motivare gli altri al momento del voto.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, ritiro gli emendamenti 2.19 e 2.21 e illustro, in via del tutto generale, una serie di proposte che sono diversamente formulate per poter dare all'Aula la possibilità di valutarle e di votare quella ritenuta più equilibrata.

Sostanzialmente gli emendamenti intervengono su un tema che io ritengo assolutamente delicato, sia per la sostanza sia perché si è dimostrato, ad esempio negli stadi inglesi, quello decisivo per il buon andamento delle partite: mi riferisco ai cosiddetti assistenti, o steward, o come li vogliamo chiamare.

È chiaro che questi incaricati svolgono un compito delicatissimo: pensiamo soltanto al fatto che hanno la facoltà di intervenire in qualche modo sui tifosi intemperanti con tutto quello che ne consegue e anche con i rischi a cui sono sottoposti, perché è già accaduto che alcuni volontari, in occasioni peraltro diverse (penso per esempio ai volontari bolognesi che, tra l'altro, erano stati istituiti dal sindaco Cofferati), per il semplice fatto di aver contribuito all'ordine pubblico si sono trovati incriminati dalla magistratura. Allora è ovvio che questi incaricati devono avere una solida preparazione professionale, devono sapere esattamente quello che devono fare e avere un notevole sangue freddo, perché agiscono in condizioni che evidentemente, in alcuni casi, possono essere anche drammatiche, e devono avere una vasta esperienza.

Noi proponiamo una serie di requisiti che questi steward debbono possedere e proponiamo anche che, in prima battuta, tale compito possa essere svolto da chi già svolge funzione di vigilanza. A questo proposito, francamente ci siamo stupiti del fatto che sia il relatore sia la Commissione non abbiano inteso addivenire a questa soluzione perché sicuramente chi già svolge compiti di vigilanza ha una solida preparazione professionale proprio in tal senso.

Per questo sollecitiamo l'Assemblea ad approvare soprattutto l'emendamento che prevede anche l'impiego di addetti agli organi di vigilanza in queste fattispecie.

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, tutti gli emendamenti all'articolo 2 presentati a mia firma sono da considerare ritirati perché in Commissione sostanzialmente sono stati accolti nella riformulazione del Governo o di altri emendamenti.

Lo spirito complessivo degli emendamenti tendeva a due princìpi ispiratori che richiamo all'attenzione dei colleghi: aggravare le sanzioni a carico di chi commette fatti gravi durante lo svolgimento di gare; punire le società che concorrono a tenere rapporti con associazioni di facinorosi. La linea di fondo è distinguere i tifosi dai facinorosi. Siccome questo obiettivo fondamentale è accolto, gli emendamenti possono essere considerati tutti ritirati.

 

PRESIDENTE. Comunico che il senatore Centaro ha ritirato l'emendamento 2.4.

I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

SINISI, relatore. Esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.1.

Invito al ritiro degli emendamenti 2.2 e 2.100a. Per la verità ne abbiamo già discusso in Commissione e la senatrice Boccia aveva manifestato la sua disponibilità, alla luce delle spiegazioni che lì erano state fornite. Abbiamo chiarito che si intende incidere sulle facoltà e non sulle libertà e sui diritti; infatti non stiamo parlando di vietare i diritti fondamentali delle persone, ma stiamo vietando a persone che hanno commesso delle violenze all'interno degli stadi di tornarvi, ancorché abbiano ricevuto una denuncia e non una sentenza passata in giudicato.

Se si trattasse di una libertà, converrei con le argomentazioni esposte; se si fosse trattato di diritti, altrettanto. Invece, in una condizione di pericolo, si incide solo su una facoltà: non andare allo stadio.

Invito il senatore Mantovano a ritirare l'emendamento 2.3, mentre esprimo parere favorevole sull'emendamento 2.5 (testo 2), delle Commissioni riunite, come pure sugli emendamenti 2.100, 2.14, 2.150 e 2.27 (testo 2), sempre delle Commissioni riunite.

Invito il senatore Castelli a ritirare l'emendamento 2.6, anche perché credo che sia assorbito dal 2.8 delle Commissioni riunite, sul quale esprimo parere favorevole. In proposito, voglio ricordare semplicemente al senatore Castelli che è comunque obbligatorio il divieto di andare allo stadio (questa è una della questioni per le quali egli chiede che tale divieto si applichi comunque obbligatoriamente in caso di condanna). Lo invito, quindi, a ritirare anche gli emendamenti 2.11, 2.12, 2.16, 2.17, 2.18, 2.20, 2.23, 2.25, 2.26, 2.28, 2.29, 2.30, 2.31, 2.32, 2.33, 2.34, 2.35, 2.36, 2.37, 2.38, mentre invito il senatore Mantovano a ritirare l'emendamento 2.22 ed il senatore D'Onofrio a ritirare l'emendamento 2.410, ma credo che lo abbia già fatto.

Signor Presidente, se me lo consente, credo di poter cogliere l'occasione per ricordare al senatore Castelli che le Commissioni riunite hanno valutato la questione relativa agli steward. Si è deciso differire ad un secondo momento l'emanazione di una disciplina puntuale, ritenendo sufficienti il decreto Pisanu, i decreti attuativi e l'articolo del decreto-legge in esame, che prevede il rinvio all'articolo 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Le Commissioni parlamentari esprimeranno il loro parere: quella è l'occasione in cui, con i colleghi di maggioranza e opposizione, abbiamo convenuto di aprire un confronto e discutere di cosa dovranno fare gli steward. Per tali ragioni, signor Presidente, invito caldamente il senatore Castelli a voler ritirare gli emendamenti che ha proposto.

Per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi, per le stesse suddette ragioni invito il senatore Castelli a ritirare anche l'emendamento 2.0.2.

Esprimo, invece, parere favorevole sull'emendamento 2.0.1 (testo 2) delle Commissioni riunite, sottolineando però che dall'Ufficio degli atti normativi mi è stata richiesta una riformulazione del comma 2, nel senso di elidere, dopo le parole «il rifiuto», le parole «di rimuovere o».

Esprimo infine parere favorevole sull'emendamento 2.0.500, sempre delle Commissioni riunite, che assorbe tutti gli emendamenti proposti dai colleghi in materia di steward.

MINNITI, vice ministro dell'interno. Signor Presidente, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 2.1, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Vi è un invito al ritiro per l'emendamento 2.2. Chiedo alla senatrice Boccia se intende accoglierlo.

 

BOCCIA Maria Luisa (RC-SE). Sì, signor Presidente, accetto l'invito del relatore.

 

PRESIDENTE. Vi è un invito al ritiro anche per l'emendamento 2.100a. Senatore Manzione, intende accoglierlo?

 

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, non resto convinto delle istanze rappresentate dai relatori, però ne prende atto, ritirando l'emendamento.

 

PRESIDENTE. Anche per quanto riguarda l'emendamento 2.3 vi è un invito al ritiro. Senatore Mantovano, intende insistere per la votazione dell'emendamento?

MANTOVANO (AN). Sì, signor Presidente: non ritiro questo emendamento perché, in questo momento, stiamo parlando del divieto di partecipazione alle manifestazioni sportive, che dalla giurisprudenza, anche di legittimità, viene qualificato come una misura di prevenzione.

Se si legge il testo dell'articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2, del decreto-legge proposto all'Assemblea non si capisce bene di fronte a che cosa ci si trovi, perché si parla di «chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive». Non è la descrizione di un reato, altrimenti ci troveremmo di fronte a qualcosa che ha una sanzione penale, e non è la descrizione di un tentativo di reato, perché contiene soltanto una parte di un tentativo di reato; manca la direzione univoca di questi atti.

Il testo che mi permetto di proporre all'Aula è più conforme alla natura dell'istituto, che è quella di una misura di prevenzione. Non trattandosi di una questione politica, ma semplicemente di correttezza di formulazione, credo che almeno questa proposta possa trovare accoglimento.

 

Presidenza del vice presidente CALDEROLI(ore 18,15)

 

(Segue MANTOVANO). Signor Presidente,chiedo la votazione nominale con scrutinio elettronico, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.3.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mantovano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.3, presentato dal senatore Mantovano.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1314

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 2.4 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.5 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.6, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 2.7 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.8, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 2.9 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.100, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Risulta pertanto precluso l'emendamento 2.11.

Ricordo che gli emendamenti 2.39 e 2.13 sono stati ritirati.

Metto ai voti l'emendamento 2.14, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 2.40 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.12, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 2.41 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.150, presentato delle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.16, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.17, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.18, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Ricordo che l'emendamento 2.19 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.20, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.21, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.22.

MANTOVANO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANTOVANO (AN). Signor Presidente, invito l'Assemblea a valutare positivamente questo emendamento, che si propone di sostituire un riferimento per gli addetti alla sicurezza interna di impianti sportivi all'articolo 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Ora, questo articolo prevede il diniego al rilascio di autorizzazioni - e in questo caso si fa riferimento ai requisiti che consentono il rilascio di autorizzazioni - a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto doloso e a chi è sottoposto all'ammonizione (che non esiste più) o a misure di sicurezza personale, o sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Se vale il riferimento a questa norma, chi ha patteggiato per il reato di partecipazione ad associazione mafiosa può fare l'addetto alla sicurezza interna agli stadi perché, avendo le attenuanti o anche, senza necessità di attenuanti, la diminuente di pena prevista per il minimo edittale dell'associazione mafiosa, si è al di sotto del limite dei tre anni di reclusione. Le altre ragioni ostative, cioè la dichiarazione di delinquente abituale, professionale o per tendenza sono qualifiche molto impegnative che richiedono la consumazione di reati abbastanza gravi.

Con l'emendamento 2.22 si propone semplicemente il rinvio agli elementi che consentono il rilascio della qualifica di guardia particolare giurata. Non si tratta di collocare guardie particolari giurate all'interno degli stadi, ma di fare riferimento a requisiti molto più rigorosi di quelli, preoccupanti, previsti dal decreto‑legge presentato dal Governo.

Su questo emendamento chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

SINISI, relatore. Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

SINISI, relatore. Signor Presidente, purtroppo sono costretto a replicare.

L'emendamento 2.0.500 che le Commissioni riunite hanno proposto - ribadisco, maggioranza e opposizione insieme - prevede una norma che non è di carattere ordinatorio e non è un rinvio a un decreto; essa, infatti, stabilisce che sin dall'indomani della conversione del decreto-legge le società sportive che assumeranno persone chiamate a svolgere compiti all'interno degli stadi dovranno comunicare i nominativi al prefetto, il quale, se mancheranno i requisiti, potrà immediatamente disporne il non impiego. Ribadisco che verranno emanati decreti attuativi e che il decreto al nostro esame rinvia all'articolo 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Pertanto, invocando nuovamente l'accordo fra tutti su questo tema, ricordando le norme che insieme abbiamo scritto per impedire che si verifichino disagi di ogni natura e facendo anche riferimento al fatto che questa intesa politica certamente non è stata raggiunta da irresponsabili, chiedo che l'emendamento 2.22 venga respinto.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mantovano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 2.22, presentato dal senatore Mantovano.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1314

 

PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento 2.42 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.23, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.25, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.26, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.27 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.28, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Ricordo che l'emendamento 2.410 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 2.29, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.30, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 2.31, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.32, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.33 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 2.34, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.35, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.36, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, l'emendamento 2.37 è improcedibile.

Metto ai voti l'emendamento 2.38, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.2, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.1 (testo 3), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

Metto ai voti l'emendamento 2.0.500, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3 del decreto-legge, che si intendono illustrati e sui quali invito il relatore ed il rappresentante del Governo a pronunziarsi.

SINISI, relatore. Esprimo parere favorevole sugli emendamenti 3.11 (testo 2), 3.5 (testo 2), 3.6 e 3.8.

Invito poi i proponenti a ritirare gli emendamenti 3.1, 3.2, 3.3, 3.7 e 3.10; altrimenti, il parere è contrario.

Per quanto riguarda l'emendamento 3.0.1 (già 3.9), ricordo che con il senatore D'Onofrio era stata raggiunta un'intesa in Commissione in base alla quale le questioni relative alla violenza nei confronti delle cose sarebbero state trasformate in un'aggravante del delitto di danneggiamento. Il senatore D'Onofrio ha riformulato proprio in questo senso il testo dell'emendamento 3.9 nell'emendamento 3.0.1 sul quale, pertanto, il parere è favorevole.

MINNITI, vice ministro dell'interno. Signor Presidente, il mio parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.11 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.1.

MANTOVANO (AN). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANTOVANO (AN). Signor Presidente, l'emendamento 3.1 punta a rendere più efficace l'applicazione della norma. Infatti, la norma punisce chiunque lancia o utilizza negli impianti sportivi o nelle immediate adiacenze razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi e così via. Se il fine è quello di impedire e di sanzionare questo tipo di condotta, non capisco quale sia la necessità di inserire l'inciso «in modo da creare un pericolo per le persone»; se qualcuno lancia un bengala all'interno di uno stadio con migliaia di spettatori, il pericolo è insito in questa condotta. Da ciò nasce l'emendamento 3.1, che propone di sopprimere questo inciso.

Chiedo poi la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE.Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Mantovano, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

 

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 3.1, presentato dal senatore Mantovano.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

 

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1314

 

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.2, presentato dalla senatrice Boccia Maria Luisa e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 3.3.

CASTELLI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

CASTELLI (LNP). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 3.3 rivolgendomi soprattutto al relatore.

Nel testo si prevede la reclusione da uno a quattro anni per i fatti previsti. Sappiamo tutti, però, che nessuno sarà mai condannato all'effettiva reclusione e quindi questa diventa la solita grida manzoniana. Abbiamo proposto, pertanto, di aggiungere una sanzione pecuniaria, che a discrezione del giudice possa essere comminata. Credo sarebbe un deterrente molto più efficace della pura e semplice reclusione che, come sappiamo tutti, non viene mai applicata.

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 3.3, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Ricordo che l'emendamento 3.40 è stato ritirato.

Metto ai voti l'emendamento 3.5 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.6 (testo 2), presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.7, presentato dalla senatrice Boccia Maria Luisa e da altri senatori.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.10, presentato dal senatore D'Onofrio.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.8, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 3.0.1, presentato dal senatore D'Onofrio.

È approvato.

 

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, con l'emendamento sottoposto all'Assemblea si vuole evidenziare il pericolo che l'arresto in flagranza venga consentito anche nell'ipotesi delittuosa di possesso di materiale pirotecnico. La vecchia norma di cui all'articolo 8 consentiva l'arresto nelle sole ipotesi di lancio di materiale pericoloso, mentre per il reato di possesso di materiale pirotecnico non era possibile parlare dell'arresto perché operava la preclusione di cui all'articolo 381 del codice di procedura penale, che attribuisce agli ufficiali di polizia giudiziaria la facoltà di arrestare chiunque venga colto in flagranza di reato soltanto nelle ipotesi di reato con una pena della reclusione superiore al massimo a tre anni.

Nella fattispecie, anche come modificata dalla normativa che stiamo esaminando, il previsto aumento di pena da sei mesi a tre anni non sembrerebbe comunque astrattamente sufficiente a rendere possibile l'applicazione della misura, cioè a superare la preclusione di cui all'articolo 381 del codice di procedura penale.

Anche questa sollecitazione viene fatta alla Commissione, fermo restando che il presentatore degli emendamenti non vuole mettersi in conflitto con le Commissioni riunite o con i relatori; ha soltanto la necessità di evidenziare una serie di problematicità che probabilmente è giusto restino agli atti.

D'ONOFRIO (UDC). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

D'ONOFRIO (UDC). Signor Presidente, mi scuso, ma per la velocità con cui sono stati posti in votazione gli emendamenti non sono riuscito poc'anzi ad intervenire sull'emendamento 3.0.1, sul quale il relatore ha espresso parere favorevole.

È molto importante, a mio giudizio, svolgere una dichiarazione di voto su tale emendamento, nella percezione del fatto che i danni interni allo stadio possono riguardare non solo le persone, come tutto il provvedimento prevede, ma anche le cose. In Commissione avevo previsto - noto che sul testo finale è stato espresso parere favorevole dal Governo - che si trattasse di danneggiamenti alle cose necessarie per lo svolgimento della gara e non di qualunque seggiolino. Da questo punto di vista, si tratta di un'aggravante molto importante che cerca di sottolineare come anche la violenza nei confronti delle cose destinate allo svolgimento delle gare faccia parte delle sanzioni da introdurre nel provvedimento.

Solo per questo sono intervenuto, e chiedo scusa. Era un emendamento già approvato. Sono lieto che il Governo abbia dato parere favorevole.

 

PRESIDENTE. I restanti emendamenti si intendono illustrati.

Invito il relatore e il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

SINISI, relatore. Invito a ritirare l'emendamento 4.100, presentato dal senatore Manzione; altrimenti il parere è contrario. Penso che l'intenzione delle Commissioni sia proprio di perseguire quegli obiettivi, cioè di non rendere equivoca l'applicazione della misura dell'arresto, quando è necessaria in relazione a queste condotte.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 4.1 e invito a ritirare gli emendamenti 4.2, 4.3, 4.4 e 4.101, del Governo.

 

PRESIDENTE. Quest'ultimo è fatto curioso!

MINNITI, vice ministro dell'interno. Ritiro l'emendamento 4.101.

Per il resto, esprimo parere conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 4.100.

MANZIONE (Ulivo). Domando di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

 

MANZIONE (Ulivo). Signor Presidente, ancora una volta il relatore non mi convince. Però prendo atto della richiesta e ritiro l'emendamento. Mi convince un po' di più, ma per simpatia, il rappresentante del Governo.

PRESIDENTE. Il senatore Sinisi è ascoltato da tutti: da senatori e dal Governo.

Metto ai voti l'emendamento 4.1, presentato dalle Commissioni riunite.

È approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.2, presentato dalla senatrice Boccia Maria Luisa e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 4.3, presentata dal senatore Castelli.

Non è approvato.

 

Metto ai voti l'emendamento 4.4, presentato dal senatore Castelli.

Non è approvato.

Ricordo che l'emendamento 4.101 è stato ritirato.

Passiamo all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5 del decreto-legge, che invito i presentatori ad illustrare.

Senatore Boccia, non disturbi il senatore Manzione, per favore!