Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento giustizia
Altri Autori: Servizio Studi - Dipartimento cultura
Titolo: Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche - D.L. 8/2007 - A.C. 2340
Riferimenti:
AC n. 2340/XV     
Serie: Progetti di legge    Numero: 117
Data: 12/03/2007
Descrittori:
CALCIO   GARE E MANIFESTAZIONI SPORTIVE
MINACCE   REATI CONTRO L' ORDINE E LA SICUREZZA PUBBLICA
Organi della Camera: II-Giustizia
VII-Cultura, scienza e istruzione
Altri riferimenti:
AS n. 1314/XV     


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

SERVIZIO STUDI

 

Progetti di legge

Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

D.L. 8/2007 - A.C. 2340

 

 

 

 

 

n. 117

 

 

12 marzo 2007

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento giustizia

SIWEB

 

 

Dipartimento Cultura

 

SIWEB

 

I dossier dei servizi e degli uffici della Camera sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

 

File: D07008.doc

 

 


INDICE

Scheda di sintesi

Dati identificativi3

Struttura e oggetto  4

§      Contenuto  4

§      Relazioni allegate  7

§      Precedenti decreti-legge sulla stessa materia  7

Elementi per l’istruttoria legislativa  8

§      Motivazioni della necessità ed urgenza  8

§      Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite  8

§      Specificità ed omogeneità delle disposizioni9

§      Compatibilità comunitaria  9

§      Incidenza sull’ordinamento giuridico  11

§      Formulazione del testo  12

Schede di lettura

Quadro normativo  17

Contenuto del provvedimento  27

§      Articolo 1 (Misure per la sicurezza degli impianti sportivi)27

§      Articolo 2 (Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401)33

§      Articolo 2-bis (Divieto di manifestazioni esteriori)37

§      Articolo 2-ter (Norme sul personale addetto agli impianti sportivi)40

§      Articolo 3 (Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401)41

§      Articolo 3-bis (Aggravante del reato di danneggiamento)44

§      Articolo 4 (Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401)45

§      Articolo 5 (Integrazione del sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d’uso degli impianti)48

§      Articolo 6 (Misure di prevenzione)50

§      Articolo 7 (Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in mateia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale)53

§      Articolo 8 (Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401)55

§      Articolo 9 (Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio)58

§      Articolo 10 (Adeguamento degli impianti)59

§      Articolo 11 (Programma straordinario per l’impiantistica sportiva)62

§      Articolo 11-bis (Iniziative per promuovere i valori dello sport)64

§      Articolo 11-ter (Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)66

§      Articolo 11-quater (Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)67

§      Articolo 11-quinquies (Modifica alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il consiglio di amministrazione dell’Istituto per il credito sportivo)71

§      Articolo 12 (Entrata in vigore)74

Progetto di legge

§      A.C. 2340, (Governo), Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  77

Iter al Senato

Progetto di legge

§      A.S. 1314, (Governo), Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche  115

Esame in sede referente

-       Commissioni 1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) riunite

Seduta del 14 febbraio 2007  135

-       1a Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 20 febbraio 2007 – Sui lavori della Commissione  143

-       Commissioni 1a (Affari costituzionali) e 2a (Giustizia) riunite

Seduta del 21 febbraio 2007  145

Seduta del 27 febbraio 2007  147

Seduta del 28 febbraio 2007  153

Esame in sede consultiva

§      Pareri resi alle Commissioni riunite

-       1a Commissione (Affari costituzionali)

Seduta del 13 febbraio 2007 (antimeridiana)199

Seduta del 13 febbraio 2007 (pomeridiana)203

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 28 febbraio 2007  205

-       7a Commissione (Istruzione pubblica, beni culturali)

Seduta del 13 febbraio 2007  207

§      Pareri resi all’Assemblea

-       5a Commissione (Bilancio)

Seduta del 28 febbraio 2007  209

Esame in Assemblea

Seduta del 1° marzo 2007  213

Seduta del 6 marzo 2007  235

Seduta del 7 marzo 2007  317

§      Codice penale (artt. 336-339. 380-382 e 583)343

§      Codice di procedura penale (artt. 274 e 280)348

§      Codice civile (art.12)350

§      R.D. 18 giugno 1931, n. 773. Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (art. 11)352

§      Legge 27 dicembre 1956, n. 1423 Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità  354

§      Legge 31 maggio 1965, n. 575. Disposizioni contro la mafia  363

§      L. 18 aprile 1975, n. 110. Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi. (art. 4)390

§      L. 22 maggio 1975, n. 152. Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico. (art. 5)392

§      L. 24 novembre 1981, n. 689. Modifiche al sistema penale. (artt. 1-30)393

§      Legge 23 agosto 1988, n. 400. Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri (art. 17)415

§      Legge 13 dicembre 1989, n. 401. Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive  418

§      Legge 7 agosto 1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi (art. 11, 14, 14-ter, 15 e 20)427

§      D.L. 26 aprile 1993, n. 122. Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa. (artt. 1 e 2)434

§      Legge 23 dicembre 1997, n. 451. Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia  437

§      D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112. Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. 15 marzo 1997, n. 59.442

§      D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361. Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti di riconoscimento di persone giuridiche private e di approvazione delle modifiche dell'atto costitutivo e dello statuto (n. 17 dell'allegato 1 della L. 15 marzo 1997, n. 59). (art. 11)444

§      D.L. 20 agosto 2001, n. 336. Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive.445

§      D.L. 24 febbraio 2003, n. 28. conv., con mod., Legge 24 aprile 2003, n. 88. Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive  448

§      D.M. 6 giugno 2005. Modifiche ed integrazioni al D.M. 18 marzo 1996, recante norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi456

§      D.L. 30 giugno 2005, n. 115. Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalità di settori della pubblica amministrazione.471

§      D.Lgs. 31 luglio 2005, n. 177. Testo unico della radiotelevisione (artt. 34, 35)502

§      D.L. 18 maggio 2006, n. 181, conv. con mod., Legge 17 luglio 2006, n. 233. Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri (art. 1, co. 19)505

§      D.M. Interno del 1° settembre 2006  507

§      Legge 27 dicembre 2006, n. 296. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) (art. 1, co. 1297)510

Giurisprudenza

Corte costituzionale

§      Sentenza n. 424 del 2004  515

Corte Suprema di Cassazione

§      Sentenza n. 44273 del 2004  537

 


Scheda di sintesi

per l’istruttoria legislativa

 


 

Dati identificativi

 

 

Numero del disegno di legge di conversione

2340

Numero del decreto-legge

n. 8 del 2007

Titolo del decreto-legge

Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

Settore d’intervento

Criminalità e ordine pubblico

Iter al Senato

Si

Numero di articoli

 

§    testo originario

13

§    testo approvato dal Senato

20

Date

 

§    emanazione

8 febbraio 2007

§    pubblicazione in Gazzetta ufficiale

8 febbraio 2007

§    approvazione del Senato

7 marzo 2007

§    assegnazione

8 marzo 2007

§    scadenza

9 aprile 2007

Commissione competenti

2a Commissione (Giustizia) e 7a Commissione (Cultura, scienza e istruzione)

Pareri previsti

Comitato per la Legislazione, 1ª (Aff. costit.), 5ª (Bilancio), 6ª (Finanze), 8ª (Ambiente), 9ª (Trasporti), 11ª (Lavoro), Quest. Reg.

 


 

Struttura e oggetto

Contenuto

Con il decreto legge in esame il Governo ha inteso offrire più efficaci strumenti normativi per prevenire e contrastare i gravi fenomeni di violenza che si verificano, con sempre maggiore frequenza, nel corso dello svolgimento di competizioni sportive, con particolare riferimento al gioco del calcio.

 

Nello specifico, il provvedimento in esame, ampiamente modificato ed integrato nel corso dell’esame al Senato, si compone di 19 articoli oltre quello relativo all’entrata in vigore.

 

In particolare, l'articolo 1, reca misure specifiche concernenti la sicurezza degli impianti sportivi, comprese limitazioni all'accesso negli stadi aventi una capienza superiore alle diecimila unità dove non siano stati completati gli interventi strutturali ed organizzativi volti ad attuare le disposizioni previste dall’articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28 recante Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive” convertito dalla legge 24 aprile 2003.

Il medesimo articolo 1 stabilisce, altresì, particolari formalità che devono essere rispettate in sede di acquisto dei titoli di accesso ai citati impianti sportivi,nonché puntuali controlli sui medesimi titoli da parte di apposito personale individuato dal successivo articolo 2-ter .

 

L’ articolo 2 apporta talune modifiche alla disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, recante "Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche".

In particolare, è stata introdotta la possibilità di applicare il divieto di accesso agli impianti sportivi nei confronti di quelle persone che, sebbene non denunciate o condannate per specifici reati, risulta che abbiano tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.

 

Il medesimo articolo 2 incrementa, inoltre, la pena attualmente prevista nei casi di violazione del divieto d'accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive e dell'obbligo di comparire durante le ore di svolgimento delle gare presso gli uffici di polizia.

 

Il successivo articolo 2-bis, introduce, poi, uno specifico reato di natura contravvenzionale, volto a sanzionare una serie di comportamenti riferibili ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive (comma 1). Ai sensi del successivo comma 2 dell’articolo 2-bis, costituisce reato di resistenza a pubblico ufficiale la mancata osservanza dell’obbligo di desistere dai citati comportamenti, compreso il rifiuto all'obbligo di rimozione di striscioni, cartelli, ecc. riferibili alle suddette organizzazioni.

 

L’ articolo 3 novella gli  artt. 6-bis, comma 1, e 6-ter della legge 401/1989, concernenti, rispettivamente, i reati di lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive e di possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive. In entrambe queste ipotesi, le fattispecie penali sono state ampliate nel loro contenuto e le rispettive sanzioni aumentate.

 

L’articolo 3-bis, introduce, poi, una nuova aggravante al delitto di danneggiamento, da applicarsi nel caso in cui il danneggiamento di attrezzature e impianti sportivi sia realizzato al fine d’impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive.

 

L’articolo 4 del decreto-legge novella, invece, gli articoli 8 e 8-bis della citata legge quadro 401/1989 apportando modifiche alla disciplina dell'arresto in flagranza effettuato durante o in occasione di manifestazioni sportive, con particolareriferimento al c.d. “arresto differito” (cfr. quadro normativo).

 

L’articolo 5 interviene sull'articolo 1-septies del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, al fine di integrare il sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d’uso degli impianti, mentre il successivo articolo 6 del decreto legge estende le misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423 e dalla legge 31 maggio 1965, n. 575 alle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza commesse in occasione di competizioni sportive.

 

L’articolo 7 reca, poi, modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale, nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

 

Il successivo articolo 8 stabilisce, poi, il divieto per le società sportive di corrispondere facilitazioni di qualsiasi natura a coloro che siano stati colpiti da divieti o prescrizioni di cui all’articolo 6 della citata legge n.401 del 1989, o condannati per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, ovvero che siano destinatari di una misura di prevenzione personale o patrimoniale, mentre il successivo articolo 9 introduce, al comma 1, il divieto per le società organizzatrici di competizioni calcistiche di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso ai citati soggetti destinatari dei provvedimenti interdittivi e prescrittivi di cui al citato articolo  6 della legge n.401 del 1989, ovvero a soggetti condannati anche con sentenza non definitiva per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive. divieto di cui al comma 1.

 

L’articolo 10, reca, poi, disposizioni in merito all’adeguamento degli impianti sportivi, mentre il successivo articolo 11 prevede l’apertura di un tavolo di concertazione, cui partecipano i Ministri per le politiche giovanili e le attività sportive, delle infrastrutture, dell’interno e dell’economia e delle finanze, il CONI, nonché i rappresentanti dell’ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive, per definire un programma straordinario per l’impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all’esercizio della pratica calcistica.

 

L’articolo 11-bis attribuisce, poi, al Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d’intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro  dell’Università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la  famiglia il compito di definire un programma di iniziative da realizzare nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile e finalizzate a promuovere i valori dello sport, come sanciti nella Carta Olimpica.

 

Il successivo articolo 11-ter modifica il comma 1 del citato articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, prevedendo una riduzione da 10.000 a 7.500 unità del limite minimo di capienza degli impianti sportivi per i quali trovano applicazione le misure di sicurezza previste dallo stesso articolo 1-quater

 

L’articolo 11-quater reca poi una modica  al Testo unico della radiotelevisione di cui al decreto legislativo n. 177 del 2005, al fine di prevedere che durante lo svolgimento di trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi vengano rispettate specifiche misure volte a contribuire la diffusione tra i giovani dei valori sportivi e prevenire fenomeni di violenza durante lo svolgimento di manifestazioni sportive.

 

L’articolo 11-quinquies reca modifiche alla normativa concernente il Consiglio di amministrazione dell’Istituto per il credito sportivo, mentre l’articolo 12 concerne l’entrata in vigore del decreto legge.

Relazioni allegate

Il disegno di legge di conversione presentato dal Governo al Senato è accompagnato dalla sola relazione illustrativa; non è corredato né della relazione sull’analisi tecnico-normativa (ATN), né della relazione sull’analisi di impatto della regolamentazione (AIR).

Precedenti decreti-legge sulla stessa materia

Nel corso della XIV legislatura, sulla materia oggetto del decreto legge in esame, sono intervenuti diversi provvedimenti d'urgenza. Si tratta, in particolare, del D.L. 20 agosto 2001, n. 336 “Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di manifestazioni sportive”,convertito dalla legge 19 ottobre 2001, n. 377, del D.L. 24 febbraio 2003, n. 28 “Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive” convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88 e dell’articolo 6, comma 1 del D.L. legge 30 giugno 2005, n. 115 “Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita' di settori della pubblica amministrazione”, convertito dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, che ha disposto la proroga di due anni (dal 30 giugno 2005 al 30 giugno 2007)  dell’efficacia delle disposizioni dell’art. 8 della legge 401/1989(riguardante l'arresto in flagranza differita degli autori dei reati commessi con violenza a cose o persone in occasione o a causa di manifestazioni sportive).

Sempre nel corso del 2005 è stato, poi, approvato il D.L. 17 agosto 2005, n. 162, recante "Ulteriori misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive", convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, L. 17 ottobre 2005, n. 210.

Da ultimo, è intervenuto l’articolo 39-ter del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, cd. proroga termini, convertito dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, che ha previsto il differimento all’inizio della stagione calcistica 2006-2007 dell’adozione delle misure di sicurezza per gli impianti sportivi previsti dal citato D.M. interno 6 giugno 2005.

 


 

Elementi per l’istruttoria legislativa

Motivazioni della necessità ed urgenza

Come evidenziato nella relazione illustrativa, la necessità ed urgenza delle modifiche introdotte dal decreto legge in esame sono da rinvenirsi nel recente e drammatico susseguirsi di gravissimi episodi di violenza verificatisi in occasione di avvenimenti sportivi che hanno richiesto un intervento normativo immediato volto ad integrare e perfezionare la normativa vigente in materia di contrasto ai fenomeni di degenerazione violenta del tifo sportivo.

Rispetto delle competenze legislative costituzionalmente definite

Il provvedimento in esame, allo scopo di prevenire e reprimere efficacemente il fenomeno della violenza negli stadi, modifica norme di carattere penal-processuale contenute nella legge 13 dicembre 1989, n. 401 "Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche", nel decreto legge n. 28 del 2003 "Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive", convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88 e nel codice penale.

Si tratta, pertanto, di materia rientrante nell’ambito della potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera l) – giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa -.

Si osserva, altresì, che il decreto legge in esame contiene, inoltre, una serie di misure finalizzate ad assicurare l'ordine e la sicurezza pubblica in occasione delle manifestazioni sportive. Si tratta, quindi, di disposizioni rientranti anch'esse nella potestà legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettera h) – ordine pubblico e sicurezza.

Alla medesima finalità di tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza sono, altresì, collegabili le ulteriori disposizioni del provvedimento che, sebbene riconducibili alle materie ”ordinamento sportivo” e “ordinamento della comunicazione”, che l’articolo 117, terzo comma della Costituzione annovera tra le materie di competenza legislativa concorrente, sono comunque, anch’esse dirette ad arginare fenomeni di violenza connessi allo svolgimento di manifestazioni sportive.

 

Specificità ed omogeneità delle disposizioni

Il decreto legge in esame, così come modificato nel corso del suo esame al Senato, contiene disposizioni dirette, nel complesso, a migliorare e rendere più ampia la prevenzione dei casi di violenza in occasione dello svolgimento delle manifestazioni sportive, anche attraverso l'immediata applicazione di misure che intervengono sulla loro organizzazione e sul loro svolgimento.

Il contenuto delle disposizioni del decreto appare specifico ed omogeneo.

Compatibilità comunitaria

Documenti all’esame delle istituzioni europee

(a cura dell’Ufficio rapporti con l’Unione europea)

Il Consiglio giustizia e affari interni (GAI) del 4-5 dicembre 2006, ha adottato una risoluzione in materia di prevenzione e contrasto della violenza in occasione delle partite di calcio, con cui il Consiglio chiede agli Stati membri di continuare a incentivare la cooperazione di polizia per quanto riguarda le partite di calcio di dimensione internazionale.

A tal fine la risoluzione presenta, in allegato, un aggiornamento del manuale di raccomandazioni per la cooperazione internazionale tra forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e i disordini in occasione delle partite di calcio di dimensione internazionale alle quali è interessato almeno uno stato membro[1].

Tali modifiche, elaborate sulla base delle più recenti esperienze di cooperazione maturate nel contesto delle partite internazionali e di campionato in Europa, forniscono esempi di metodi di lavoro fortemente raccomandati, che dovrebbero essere messi a disposizione delle forze di polizia, e lasciano impregiudicate le disposizioni nazionali vigenti.

In particolare, il manuale comprende, tra l’altro, raccomandazioni in merito alla gestione delle informazioni da parte dei servizi di polizia, alla preparazione da parte dei servizi di polizia, alla cooperazione tra forze di polizia, alla gestione della comunicazione con i media da parte delle autorità e al ruolo dello Stato organizzatore. Il manuale, inoltre, comprende anche l’indicazione che sotto ogni presidenza si dovrebbe tenere una riunione di esperti in merito alle raccomandazioni dl manuale e agli aspetti connessi.

 

La Repubblica d'Austria[2] ha recentemente presentato un progetto di decisione del Consiglio, che modifica la decisione del Consiglio 2002/348/GAI del 25 aprile 2002 concernente la sicurezza in occasione di partite di calcio internazionali (JAI(2006)4).

Il documento, che segue la procedura di consultazione, è stato trasmesso al Consiglio il 26 giugno 2006 e al Parlamento europeo il 5 settembre 2006.

L’iniziativa è volta a modificare la decisione 2002/348/GAI del Consiglio, del 25 aprile 2002, concernente la sicurezza delle partite di calcio internazionali, che stabilisce la creazione in tutti gli Stati membri di punti nazionali d’informazione sul calcio aventi carattere di polizia per lo scambio di informazioni sulla violenza calcistica, ovvero strutture nazionali ad hoc, con competenze e finalità stabilite. In particolare, la decisione prevede che il punto nazionale d’informazione sul calcio agevoli il coordinamento dello scambio di informazioni tra servizi di polizia in occasione delle partite di calcio internazionali ed abbia accesso alle informazioni relative ai dati di carattere personale concernenti tifosi a rischio.

La proposta è intesa a migliorare lo scambio di informazioni concernenti i dati di carattere personale dei tifosi a rischio, sia attraverso la produzione e la diffusione di valutazioni periodiche nazionali, generiche e/o tematiche, sui disordini connessi con il calcio, a cura dei punti nazionali d'informazione sul calcio, sia attraverso l’utilizzo completo ed uniforme dei formulari appropriati. Questi ultimi sono contenuti nell'appendice del manuale di raccomandazioni per la cooperazione internazionale tra forze di polizia e misure per prevenire e combattere la violenza e i disordini in occasione delle partite di calcio di dimensione internazionale alle quali è interessato almeno uno Stato membro (vd supra).

Si prevede che il Parlamento europeo possa esprimere il parere sulla proposta nel corso della seduta del 28 marzo 2007.

Nella stessa seduta è prevista la discussione di una risoluzione d’iniziativa del Parlamento europeo sul futuro del calcio professionistico in Europa, che invita gli Stati membri ad introdurre meccanismi atti a promuovere la cooperazione tra club, forze di polizia e tifoserie organizzate, al fine di combattere la violenza e i fenomeni di teppismo e delinquenziali durante le partite di calcio.

 

Il 20 dicembre 2006 la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio che istituisce l'Ufficio europeo di polizia (EUROPOL) (COM(2006)817).

La proposta è intesa a sostituire la convenzione istitutiva, stabilita con una decisione del Consiglio del  26 luglio 1995, al fine di adeguare la struttura e il mandato di Europol alle nuove sfide del terrorismo e della grande criminalità transnazionale, dotando l'Ufficio di un quadro normativo moderno che possa evolvere rapidamente secondo le necessità.

A tal fine, la proposta della Commissione estende il mandato di Europol a tutte le forme gravi di criminalità transnazionale e consentirà all'Ufficio di dare assistenza agli Stati membri affinché sia garantito il mantenimento dell'ordine pubblico nell'organizzazione di eventi di primo piano, come per esempio le partite di calcio internazionali. La proposta migliora inoltre il trattamento dei dati di cui dispone Europol, assicurando nel contempo un alto grado di protezione dei dati personali.

 

Da ultimo, si ricorda che il 17 marzo 2003 il Consiglio Affari generali ha adottato una risoluzione  che invitava gli Stati membri ad adottare misure per interdire l’accesso agli impianti dove si svolgono partite di calcio di rilevanza internazionale ai soggetti già resisi responsabili di fatti di violenza in occasione di incontri calcistici.

Incidenza sull’ordinamento giuridico

Attribuzione di poteri normativi

Ai sensi dell’articolo 2-ter del provvedimento in esame, con decreto del Ministro dell’interno, da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d’uso degli impianti medesimi.

 

Il successivo comma 2 dell’articolo 8 affida ad un apposito decreto del Ministro dell’interno, adottato di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, il compito di definire le modalità di verifica del corretto adempimento degli obblighi previsti dal medesimo articolo 8 a carico delle società sportive.

 

Analogo decreto è previsto dal successivo articolo 9, comma 2

 

Da ultimo, l’articolo 11-bis attribuisce al Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d’intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro  dell’Università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la  famiglia il compito di definire un programma di iniziative da realizzare nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile e finalizzate a promuovere i valori dello sport, come sanciti nella Carta Olimpica.

Coordinamento con la normativa vigente

Il coordinamento con la normativa vigente è realizzato utilizzando la tecnica della "novellazione". Come rilevato in precedenza, il provvedimento in esame modifica, infatti, le citate norme contenute nella legge 13 dicembre 1989, n. 401, nel decreto legge n. 28 del 2003,convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, nel decreto legislativo n. 177 del 2005 e nel del codice penale.

Formulazione del testo

In relazione al comma 1 dell'articolo 1, si osserva che secondo la formulazione adottata dal testo, negli stadi non ancora “a norma” le competizioni sono svolte “a porte chiuse”.

A fini di maggior chiarezza, quest’ultima espressione potrebbe essere sostituita dalle parole: “in assenza di pubblico” o da formulazioni equivalenti (cfr. successiva scheda di lettura relativa all'articolo 1).

 

Con riferimento, poi, alla formulazione del comma 1 dell’articolo 2-ter, al fine di evitare possibili dubbi interpretativi, andrebbe valutata l'opportunità di definire più precisamente la condotta illecita rappresentata da "manifestazioni esteriori, anche verbali riferibili ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive".

 

In relazione al comma 3 dell'articolo 1, si fa presente che non appare chiaro se l’inutilizzabilità, in quanto riferita espressamente ai soli titoli di accesso venduti/ceduti anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge, riguardi anche  i titoli di accesso venduti o ceduti con le modalità vietate dal decreto legge, per la cui violazione il decreto prevede espressamente solo l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie.

 

In relazione all’articolo11-quater, nella parte in cui prevede l'inserimento del nuovo comma 6-bis all’art. 34 del Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177), si segnala l’opportunità di un coordinamento della disciplina recata dal citato nuovo comma 6- bis con l’ultimo periodo del comma 4 del medesimo articolo 34, a norma del quale le emittenti televisive sono tenute ad osservare specifiche misure nella “trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza legati allo svolgimento di manifestazioni sportive”.

 


Schede di lettura

 


Quadro normativo

Il drammatico susseguirsidi episodi di violenza, individuale e collettiva, consumati nel corso degli ultimi anni in occasione dello svolgimento di manifestazioni sportive ha più volte indotto il legislatore ad intervenire su questa materia al fine di  prevedere più adeguati strumenti giuridici di prevenzione e repressione.

 

Il primo intervento organico in materia risale alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini e tutela della correttezza nello svolgimento di competizioni agonistiche, che ha introdotto una disciplina-quadro antiteppismo sportivo.

 

Il provvedimento ha inteso combattere il fenomeno della violenza negli stadi in tre distinti momenti temporali e secondo tre modalità:

 

-       impedire l'accesso ai luoghi di svolgimento delle competizioni agonistiche di soggetti pericolosi per l'ordine pubblico (il provvedimento interdittivo, cd. DASPO, è assunto dal questore) (art. 6);

-       sanzionare pecuniariamente i comportamenti di turbativa delle manifestazioni sportive non costituenti illecito penale (art. 7);

-       vietare un nuovo accesso agli stadi a chi sia stato arrestato in flagranza per reati commessi durante o in occasione di manifestazioni sportive e successivamente rimesso in libertà (art. 8).

In particolare, l’accesso agli stadi era vietato, ex art. 6, a chi vi si fosse recato con armi improprie, o fosse stato condannato o denunciato per aver  preso parte attiva a episodi di violenza durante manifestazioni sportive, o che nelle stesse  circostanze avesse incitato o inneggiato alla violenza con grida o con scritte. La violazione del divieto era sanzionata con l’arresto da tre mesi ad un anno.

 

Dopo la legge quadro, numerose sono state le iniziative del legislatore volte ad arginare il teppismo sportivo, significativamente caratterizzate dall’adozione dello strumento della decretazione d’urgenza.

 

Anzitutto, la cd. legge Mancino (D.L. 26 aprile 1993, n. 122, convertito con la legge 25 giugno 1993, n. 205)[3] ha vietato l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli di organizzazioni, associazioni o gruppi aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; anche in tal caso, la sanzione per la violazione del divieto è l'arresto da tre mesi ad un anno. L’esposizione di striscioni, simboli ed emblemi e le ulteriori manifestazioni esteriori di tale natura sono, invece, punite con la reclusione fino a tre anni e la multa da 103 a 258 euro (art. 2).

 

Sull’interdizione dall’accesso agli stadi di cui all’art. 6 della legge 401/1989 è poi intervenuto il D.L. 22 dicembre 1994, n. 717[4] (convertito dalla legge 24 febbraio 1995, n. 45) che ha dettato una nuova formulazione della normache, contenendo alcuni degli elementi già disciplinati dalle disposizioni vigenti, ha esteso la possibilità di applicazione della misura ad ulteriori categorie di persone fornendo, peraltro, una più organica definizione del contenuto delle limitazioni e dei rimedi giurisdizionali alle misure amministrative disposte dall'autorità di P.S.

Il nuovo art. 6 ha, in particolare, introdotto come misura preventiva complementare al “divieto di accesso” (ora esteso anche ai luoghi di sosta e transito limitrofi allo stadio) l'obbligo, nei confronti del tifoso violentoal quale  è stato notificato il divieto di accesso allo stadio, di comparire durante le ore di svolgimento delle gare presso gli uffici di polizia.

Al riguardo, si ricorda che in relazione a questa misura, nel corso dell’esame del provvedimento, sono state sollevate talune perplessità in relazione ad un intervento limitativo della libertà personale imposto per via amministrativa (dal questore). Per ovviare a tale obiezione, il D.L. ha previsto un controllo del giudice sulla ulteriore prescrizione di comparire presso gli uffici di PS, con il GIP chiamato alla convalida del provvedimento entro 48 ore dalla richiesta del pubblico ministero competente.

 

Va osservato in proposito come la giurisprudenza (Cass. pen, sez. I, sent. n. 825 del 15 gennaio 2001, Cass. pen., sez. III. n. 5965 del 13 febbraio 2001) ritenga pacifico che il controllo del giudice sia strettamente limitato alla verifica dell’esistenza dei presupposti formali previsti dall’art. 6, comma 2, della legge n. 401/1989 per l’emissione delle prescrizioni e del provvedimento preliminare; al GIP è quindi inibito verificare la rispondenza del provvedimento amministrativo alla effettiva pericolosità del soggetto. Più recentemente, in senso conforme, v. Cass, sez. I, sentenza n. 9684 del 2 marzo 2004).

 

Inoltre, è stato previsto che contro l'ordinanza di convalida sia possibile il ricorso per cassazione sebbene l’impugnazione non sospenda l’esecuzione dell’ordinanza.

In relazione, poi, alla violazione degli obblighi in esame  è stato previsto che se il tifoso, nonostante l'inibizione, si reca ugualmente allo stadio, ovvero non si presenta presso gli uffici di P.S. incorre in una contravvenzione punita con l’arresto da 3 a 18 mesi (il precedente limite massimo era di un anno); per chi contravviene al divieto di accesso allo stadio, in caso di flagranza, è previsto l’arresto.

Quest’ultima misura e l’obbligo di comparizione negli uffici di polizia potevano avere una durata massima di un anno.

 

Successivamente, il decreto-legge 20 agosto 2001, n. 336[5], convertito dalla legge 19 ottobre 2001, n. 377, è intervenuto su diversi piani - preventivo, repressivo, procedurale - sulla disciplina contenuta nella legge-quadro 13 dicembre 1989, n. 401, novellandola in più punti.

 

Le principali novità introdotte hanno riguardato:

 

-       l’ulteriore allargamento del novero dei destinatari delle misure interdittive (divieto di accesso agli stadi e zone limitrofe); in particolare, è stato esteso il divieto di accesso agli stadi alle persone denunciate o condannate (anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi 5 anni): per violazione del divieto di usare caschi protettivi o altri mezzi atti a rendere difficile il riconoscimento (art. 5 della legge 152/1975[6]); per l’accesso ai luoghi delle manifestazioni con emblemi o simboli razzisti (art. 2, comma 2, del D.L. 122/1993[7]); per aver lanciato corpi contundenti, razzi o altri artifizi pirotecnici o comunque oggetti idonei ad offendere la persona o, ancora, per aver superato le recinzioni o aver invaso il campo di gioco, quando il fatto possa recare pericolo a terzi (nuovi illeciti penali previsti dall’art. 6-bis della legge n. 401/1989, inserito dallo stesso decreto-legge 336/2001, v. ultra);

 

-       l’inasprimento delle prescrizioni imposte dal questore: l’ordine emesso dal questore nei confronti dei soggetti cui è stato vietato l’accesso ai luoghi di svolgimento delle manifestazioni sportive[8] può ora stabilire la loro comparizione presso gli uffici di polizia una o più volte negli orari indicati. Quindi una eventuale comparizione plurima nelle 24 ore e non più limitata all’orario in cui si giocano le partite o le altre gare sportive;

 

 

-       l’introduzione di una norma di garanzia per i soggetti intimati che stabilisce, in sede di notifica del provvedimento, l’obbligo di avvisare l’interessato della sua facoltà di presentare memorie difensive al G.I.P. La previsione è riconducibile a quanto stabilito dalla sentenza n. 144/1997 della Corte costituzionale[9];

 

-       l’aumento (da uno a tre anni) della durata massima del divieto di accesso agli stadi e degli obblighi di comparizione;

 

 

-       la possibile applicazione da parte del giudice, in sede udienza di convalida dell’arresto, delle ulteriori misure coercitive previste dagli articoli 282 (Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e 283 (Divieto e obbligo di dimora) del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di cui all’articolo 280 del medesimo codice;

 

-       l’introduzione nell’ordinamento di due nuovi reati che puniscono:

§      il lancio di corpi contundenti o altri oggetti (compresi gli artifizi pirotecnici) in modo da creare un pericolo per le persone, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alla manifestazioni medesime (delitto sanzionato con la reclusione da sei mesi a tre anni);

§      lo scavalcamento (di una recinzione o separazione dell’impianto) nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, e l’invasione del terreno di gioco, nel corso delle manifestazioni medesime, se dal fatto derivi pericolo per le persone (contravvenzione punita con arresto fino a sei mesi o l’ammenda da 154 a 1032 euro);

 

-       Il ricorso ordinario al giudizio direttissimo per il perseguimento dei reati e delle contravvenzioni oggetto del provvedimento, salvo il caso in cui siano necessarie speciali indagini;

-       l’applicabilità della disciplina della legge 401/1989 anche in relazione ai fatti commessi durante le trasferte verso i luoghi di svolgimento delle manifestazioni sportive;

 

-       l’incremento di pena per i reati di porto d'armi abusivo o di oggetti pericolosi durante le manifestazione sportive, ottenuto modificando l’art. 4 della cd. legge Reale n. 152/1975 (Disposizioni a tutela dell’ordine pubblico).

 

Il perpetuarsi di gravi episodi di violenza, in particolare durante lo svolgimento di partite dei campionati di calcio, ha indotto, poi, il Governo ad intervenire ulteriormente sulla disciplina anti-teppismo con un nuovo provvedimento d’urgenza, il decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito dalla legge 24 aprile 2003, n. 88.

Il decreto ha introdotto nuove modifiche alla legge quadro n. 401/1989 prevedendo, in particolare, il cd. arresto differito dei tifosi violenti (v. ultra), individuato come il mezzo normativamente più idoneo per contrastare un fenomeno in continua espansione. Tale istituto è stato, però, reso transitorio in sede di conversione del decreto-legge: la sua applicabilità (come quella dell’applicazione di misure coercitive al di fuori dei limiti edittali, v. ultra) è così stata inizialmente limitata al 30 giugno 2005.

Il provvedimento ha poi aggiunto un nuovo comma 1-bis (art. 1) all’art. 8 della legge 401/1989 che consente l’arresto - oltre che, degli autori delle violenze a persone o cose - anche di coloro che lancino materiale pericoloso nei luoghi di svolgimento delle gare sportive (art. 6-bis, comma 1) ovvero che violino le misure interdittive disposte dal questore (divieto di accesso agli stadi e zone limitrofe, art. 6, comma 1; obbligo di comparizione e di firma presso gli uffici di polizia, art. 6, comma 2).

Come accennato, la principale novità del decreto è, però, consistita nel possibile utilizzo, da parte della polizia giudiziaria, ai sensi del nuovo comma 1-ter dell’art. 8 della legge 401, dello strumento dell’arresto in flagranza differita degli autori dei reaticommessi con violenza (a persone o cose) in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Tale possibilità di arresto, fuori dei limiti ordinari della flagranza o della cd. quasi flagranza, è riconosciuta, oltre che nei confronti degli autori delle violenze, anche nei confronti dei “lanciatori” di oggetti contundenti e comunque pericolosi ovvero di chi nonostante il divieto del questore acceda ai luoghi di svolgimento delle manifestazioni sportive o non rispetti l’obbligo di comparizione presso gli uffici di P.S.

 

È, inoltre, necessario che:

-       non siano trascorse più di 36 ore dall’avvenuto illecito

-        risulti impossibile procedere all’arresto immediato per motivi di sicurezza o incolumità pubblica;

 

In relazione a tale aspetto, la stessa relazione di accompagnamento al decreto-legge faceva presente come l’arresto differito rispondesse anche ad esigenze di garanzia del cittadino: Infatti, “si deve tener conto dell’estrema complessità del contesto ambientale in cui è chiamata ad operare la polizia giudiziaria” e che a volte un provvedimento restrittivo immediato può essere “potenzialmente idoneo a provocare reazioni che potrebbero coinvolgere - anche con conseguenze gravi -  persone estranee ai fatti violenti”.

 

-       la prova del commesso reato emerga inequivocabilmente da  documentazione video-fotografica o da altri elementi oggettivi.

 

ll comma 1-quater ha coordinato il contenuto del nuovo art. 8  della legge 401/1989 con le disposizioni del codice di rito penale relative all’arresto.

Lo scopo è quello di evitare che una persona arrestata in base alle previsioni del decreto-legge possa poi riacquistare la libertà a causa dell’impossibilità di disporre misure coercitive (in tal caso, reclusione e arresti domiciliari) per tali reati, in quanto aventi limiti edittali di pena insufficienti.

A tal fine si è prevista la possibilità di svincolare l’applicazione delle misure coercitive dai limiti di pena indicati dagli articoli 274 (Esigenze cautelari), comma 1, lett. c) e 280 (Condizioni di applicabilità delle misure coercitive) del codice processuale penale (limite non inferiore nel massimo a quattro anni per la custodia cautelare in carcere e superiore nel massimo a tre anni per gli arresti domiciliari). Anche tale disposizione, come accennato, ha visto limitare originariamente la sua applicabilità alla data del 30 giugno 2005.

Per esigenze di coordinamento normativo con le nuove disposizioni introdotte dal provvedimento, sono stati soppressi, poi, il secondo e il terzo periodo del comma 6 dell’articolo 6 della legge 401/89.

 

L’art. 6, comma 6 della legge 401/1989 prevedeva (secondo e terzo periodo) che nei confronti delle persone che avessero contravvenuto alle misure interdittive disposte dal questore fosse consentito l'arresto nei casi di flagranza. Nell'udienza di convalida dell'arresto, il giudice, in presenza dei presupposti, disponeva l'applicazione delle misure coercitive previste dagli articoli 282 (Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) e 283 (Divieto e obbligo di dimora) del codice di procedura penale, anche al di fuori dei limiti di applicabilità di cui al citato articolo 280 del medesimo codice.

 

In sede di conversione del decreto-legge è stato poi aggiunto il nuovo articolo 6-ter alla citata legge quadro 401/1989 volto a prevedere una nuova fattispecie contravvenzionale.

La norma punisce, infatti, con l’arresto da 3 a 18 mesi e l’ammenda da 150 a 500 euro chiunque venga trovato in possesso di artifizi pirotecnici (razzi, bengala, petardi, fumogeni, ecc,) nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

Oltre alla limitazione al 30 giugno 2005 dell’efficacia dei commi 1-ter e 1-quater dell’art. 8 della legge 401 (art. 1-bisdel D.L.), il decreto prevede poi:

 

-       il differimento o divieto di manifestazioni sportive da parte del Prefetto “per urgenti e gravi necessità pubbliche connesse allo svolgimento delle manifestazioni sportive” (nuovo art. 7-bis, legge 401/1989, art. 1-ter del D.L.).

-       l’introduzione di precise disposizioni in ordine all’organizzazione delle gare ed ai requisiti dell’impianto sportivononchè all’emissione di biglietti in numero congruo alla capienza dell’impianto (art. 1-quaterdel D.L.).

 

Al riguardo, vengono ora previsti:

a) la numerazione dei titoli di accesso agli impianti sportivi con capienza superiore a diecimila unità;

b) l'ingresso agli impianti mediante varchi dotati di metal detector per la rilevazione di strumenti di offesa nonché di apposite apparecchiature per la verifica elettronica della regolarità del titolo di accesso;

c) la presenza negli impianti di strumenti per la rilevazione televisiva delle aree riservate al pubblico all'interno dell'impianto e nelle sue immediate vicinanze;

d) l'istallazione nell'impianto “di mezzi di separazione che impediscano che i sostenitori delle due squadre vengano in contatto tra loro o possano invadere il campo”.

 

Mentre l’obbligo di rilevazioni televisive era previsto a decorrere dal 1° agosto 2004, le disposizioni relative alla numerazione dei biglietti, ai metal detector e alla separazione delle tifoserie si sarebbero dovute applicare decorsi due anni dalla data di entrata in vigore del decreto (e cioè a partire dal 25 febbraio 2005).

In realtà, tali termini non sono stati rispettati per il ritardo della disciplina di attuazione la cui emanazione era prevista con decreti del ministero dell’interno (sentito il ministro per i Beni e le attività culturali, il ministro per l'Innovazione e il Garante per la protezione dei dati personali) rispettivamente entro 6 mesi (per l'attuazione delle disposizioni di cui alle lettere a), b) e d) e 4 mesi (per le disposizioni sub c), decorrenti dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (25 aprile 2003).

Le previsioni dell’art. 1-quater del D.L 28/2003 sono poi state attuate con l’emanazione di tre decreti del Ministro dell’interno (DM 6 giugno 2005):

 

-       il primo reca modifiche e integrazioni al D.M. 18 marzo 1996, relativo alle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi ;in particolare si prevedono sistemi di separazione tra tifoserie e tra zona spettatori e zona attività sportiva, aree di sicurezza, varchi, vie di esodo, sicurezza antincendio, norme per la gestione dell’ordine pubblico all’interno dell’impianto, ecc.;

-       il secondo detta le modalità per l'emissione, distribuzione e vendita dei titoli di accesso agli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di partite di calcio; in particolare i biglietti, tutti numerati, dovranno recare le generalità dell’utilizzatore, l’indicazione della partita per cui è valido il biglietto ed il periodo di validità, l’indicazione del posto assegnato e del numero di varco d’accesso agli spalti da utilizzare nonchè altre specifiche diciture, tra cui quelle anticontraffazione; le società non potranno vendere biglietti oltre le ore 19 del giorno precedente la partita.

-       il terzo decreto delinea le modalità per l'installazione di sistemi di videosorveglianza negli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di partite di calcio; in particolare, è stabilito che le riprese dovranno garantire una completa visuale sia all’interno che all’esterno dell’impianto, sono fissate le fasce orarie delle registrazioni, i tempi di custodia, i limiti di accessibilità alle immagini nonché, nel rispetto della disciplina della privacy, gli obblighi di informazione sulla videosorveglianza.

 

Il quadro delle nuove disposizioni sull'organizzazione delle manifestazioni sportive si completa e rafforza con la previsione (art. 1-quinquies del D.L.) di una pluralità di illeciti amministrativi, sia in relazione alla violazione delle predette disposizioni, specificamente rappresentate da manifestazioni calcistiche, sia relativi a ulteriori comportamenti giudicati dal legislatore quali fonti di pericolo per l'ordinato svolgimento delle manifestazioni stesse.

Appartengono alla prima tipologia di sanzioni:

-       la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.582 a 10.329 euro, per la mancata numerazione dei titoli di accesso;

-       la sanzione da 5.164 a 25.822 euro, per la mancata istallazione di metal detector ovvero di apparecchi di verifica elettronica dei titoli di accesso;

-       la sanzione da 10.329 a 51.645 euro per la mancata istallazione di impianti di registrazione televisiva ovvero di mezzi di separazione tra opposte tifoserie;

-       la revoca delle concessioni per l'utilizzo degli impianti sportivi, quale sanzione accessoria nel caso di violazione di taluna delle disposizioni già citate.

Viene, inoltre, opportunamente precisato che, nel caso delle predette violazioni, gli impianti non adeguati “comunque non possono essere utilizzati per ospitare incontri di calcio organizzati dalla Federazione italiana gioco calcio”.

Ulteriori sanzioni amministrative appartengono alla seconda tipologia sopra individuata, la prima di esse a carico del soggetto organizzatore, le altre due interessanti anche i semplici spettatori:

-       la sanzione pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro, per l'emissione di titoli di accesso o per l'ingresso di spettatori in numero superiore a quello dei posti dell'impianto o di un suo settore;

-       la sanzione pecuniaria da 103 a 516 euro, nei confronti di “chiunque occupa indebitamente percorsi di smistamento o altre aree di impianti sportivi”, ovvero nei confronti di chi “accede indebitamente all'interno di un impianto sportivo”.

 

E’ successivamente intervenuto sulla disciplina antiviolenza negli stadi il decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita' di settori della pubblica amministrazione, convertito dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, che (art. 6, comma 1) - modificando l’art. 1-bis del D.L. 28/2003 (L. 88/2003) – ha, come accennato, disposto la proroga di due anni (dal 30 giugno 2005 al 30 giugno 2007) dell’efficacia delle disposizioni dell’art. 8 della legge 401/1989; a seguito della novella introdotta col D.L. 28/2003, tali disposizioni consentono l’arresto in flagranza differita degli autori di violenze commesse durante le manifestazioni sportive nonché la possibilità di svincolare dal rispetto dei limiti ordinari l’applicazione delle misure coercitive nei loro confronti.

 

Il DL 17 agosto 2005, n. 162, Ulteriori misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 ottobre 2005, n. 210 ha, in seguito, previsto:

-       l’inasprimento delle pene per il lancio di oggetti o per l’invasione di campo quando ne derivi un danno alle persone, oppure quando la manifestazione sportiva venga sospesa per vandalismi;

-       l’estensione, in condizioni di reciprocità, dell’applicabilità delle citate misure interdittive alle gare sportive che si svolgano all’estero;

-       la prescrizione da parte dello stesso giudice, in sede di sentenza di condanna, del divieto di accesso allo stadio e della comparizione obbligatoria del tifoso violento negli uffici di polizia.

Il decreto ha, più in generale, inteso infine coordinare la disciplina sopradescritta con quella introdotta dai tre decreti emanati dal ministero dell’interno il 6 giugno 2005 nonché con le direttive impartite dalle federazioni internazionali sulla sospensione, interruzione e cancellazione delle gare.

 

Da ultimo, è intervenuto l’articolo 39-ter del D.L. 30 dicembre 2005, n. 273, cd. proroga termini (convertito dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51) che ha previsto il differimento all’inizio della stagione calcistica 2006-2007 dell’adozione delle misure di sicurezza per gli impianti sportivi previsti dal citato D.M. interno 6 giugno 2005. Il D.M. prevedeva che le nuove disposizioni in materia di sicurezza entrassero in vigore, a regime, a partire dalla data di inizio della stagione calcistica 2005-2006; tale termine era, quindi, in ogni caso, già abbondantemente decorso.

Più recentemente, per permettere il regolare avvio della stagione calcistica 2006-2007 attualmente in corso, il D.M. interno 1° settembre 2006 ha previsto che il termine per l’adeguamento degli impianti sportivi alle disposizioni sulla sicurezza contenute nel DM 6 giugno 2005 fosse ulteriormente differito al 31 dicembre 2006. Dopo tale data, è attribuito ai singoli prefetti il potere di autorizzare ulteriori proroghe, non superiori a sei mesi, per comprovate esigenze di completamento dei lavori di adeguamento degli impianti.

 


Contenuto del provvedimento

Articolo 1
(Misure per la sicurezza degli impianti sportivi)

L'articolo 1, composto da sette commi, alcuni dei quali inseriti nel corso dell'esame del provvedimento da parte del Senato, reca disposizioni volte ad assicurare la sicurezza degli impianti sportivi.

 

In particolare, il comma 1 vieta che le competizioni riguardanti il gioco del calcio si svolgano in presenza di pubblico negli stadi per i quali non si sia ancora provveduto ad adeguare le strutture e le modalità di accesso secondo le disposizioni previste dall’art. 1-quater del D.L. 28/2003[10], e ciò fino all’avvenuta realizzazione degli interventi strutturali ed organizzativi richiesti.

 

Come si è ricordato nella scheda di lettura dedicata al quadro normativo (vedi supra), l’art. 1-quater del D.L. 28/2003 ha introdotto precise disposizioni in ordine all’organizzazione delle gare ed ai requisiti degli impianti sportivi, anche con riguardo all’emissione di biglietti in numero congruo alla capienza dell’impianto.

Le misure richieste hanno ad oggetto la numerazione dei biglietti d’accesso, la presenza di metal detectors ai varchi d’ingresso, la presenza di strumenti per la rilevazione televisiva delle aree riservate al pubblico sia all’interno dell’impianto sia nelle immediate vicinanze, l’installazione di mezzi atti alla separazione delle tifoserie.

Le modalità di attuazione dell’art. 1-quater del D.L 28/2003 sono state definite ad opera di tre decreti del ministro dell’interno emanati in data 6 giugno 2005.

 

Secondo la formulazione adottata dal testo, negli stadi non ancora “a norma” le competizioni sono svolte “a porte chiuse”.

A fini di maggior chiarezza, quest’ultima espressione potrebbe essere sostituita dalle parole: “in assenza di pubblico” o da formulazioni equivalenti.

L’espressione è in effetti riportata tra virgolette nel testo, presumibilmente in ragione del suo carattere del tutto inusuale nel contesto in esame, benché essa risulti ricorrente – ma con significato non sempre identico – in altri ambiti di normazione.

 

Di sedute, udienze o procedimenti “a porte chiuse” si parla infatti spesso nell’ambito del diritto processuale e, talvolta, con riguardo a taluni organi collegiali (ad es. commissioni di concorso). Un significato del tutto diverso assume la locuzione nell’ambito della disciplina dell'autotrasporto internazionale[11].

 

Un temperamento del divieto di accesso agli stadi è previsto a favore di chi abbia acquistato un abbonamento annuale in data anteriore all’entrata in vigore del decreto-legge: a tali soggetti (se non colpiti, per altro verso, da provvedimenti interdittivi) potrà essere concesso di assistere alle competizioni via via che i relativi impianti risulteranno conformi alle prescrizioni previste dai decreti di attuazione del predetto articolo 1-quater.

Le determinazioni in materia – sia quelle concernenti la durata del divieto sia, è da intendere, le deroghe per i titolari di abbonamento - saranno adottate dai prefetti competenti per territorio, in conformità alle indicazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive.

 

L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive è stato istituito presso il Ministero dell’interno dall’art. 1-octies del già citato D.L. 28/2003. Detto articolo atribuisce all’Osservatorio i seguenti compiti:

§         effettuare il monitoraggio dei fenomeni di violenza e intolleranza commessi in occasione di manifestazioni sportive e dello stato di sicurezza degli impianti sportivi;

§         esaminare le problematiche connesse alle manifestazioni in programma ed attribuire i livelli di rischio delle manifestazioni medesime;

§         approvare le linee guida del regolamento d'uso per la sicurezza degli impianti sportivi;

§         promuovere iniziative coordinate per la prevenzione dei fenomeni di violenza e intolleranza in àmbito sportivo, anche in collaborazione con associazioni, rappresentanze di tifosi organizzati e club di sostenitori, enti locali, enti statali e non statali;

§         definire le misure che possono essere adottate dalle società sportive per garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive e la pubblica incolumità;

§         pubblicare un rapporto annuale sull'andamento dei fenomeni di violenza ed intolleranza in occasione di manifestazioni sportive.

Con successivo decreto del ministro dell'interno, adottato in data 1 dicembre 2005 di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali[12], sono state definite l’organizzazione, le modalità di funzionamento e la composizione dell'Osservatorio, nonché le linee operative e le attività strumentali all'espletamento dei relativi compiti.

Ai sensi di tale decreto, l’Osservatorio opera nell'àmbito del Dipartimento della pubblica sicurezza. Presieduto da un funzionario della Polizia di Stato con qualifica di dirigente generale, l’Osservatorio è composto da esponenti di vari reparti della Polizia di Stato e da rappresentanti dell’Arma dei carabinieri, dei Vigili del fuoco, del Ministero per i beni e le attività culturali e del CONI.

In relazione ai temi da trattare fanno parte dell’organismo un rappresentante della Federazione italiana giuoco calcio (FIGC) ed un rappresentante per ciascuna delle Leghe nazionali professionisti e dilettanti, ovvero un rappresentante delle Federazioni italiane di discipline sportive di volta in volta interessate, nonché un rappresentante per ciascuna delle rispettive Leghe nazionali professionistiche, entro il numero massimo di quattro componenti con diritto di voto. Il presidente può inoltre integrare l'Osservatorio con rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), del Comando generale della Guardia di finanza, dell'Agenzia delle entrate, della Società italiana autori editori (SIAE) e delle Ferrovie dello Stato S.p.A., nonché con rappresentanti di altri soggetti pubblici e privati interessati, compreso il rappresentante dell'organo di coordinamento nazionale delle tifoserie organizzate dei club professionisti.

L’Osservatorio si avvale del Centro nazionale di informazione sulle manifestazioni sportive (CNIMS) struttura istituita dall’art. 4 del D.M. nell’ambito dell'ufficio Ordine pubblico della segreteria del Dipartimento della pubblica sicurezza, in attuazione della decisione 2002/348/GAI[13] del 25 aprile 2002 del Consiglio dell'Unione europea.

Tale decisione ha tra l’altro previsto che ciascuno Stato membro crei o designi un “punto nazionale d'informazione sul calcio” avente carattere di polizia, quale punto di contatto per lo scambio di informazioni e la cooperazione internazionale tra forze di polizia in relazione alle partite di calcio internazionali.

 

Il comma 2 introduce il comma 7-bis al già citato articolo 1-quater del DL n. 28/2003, attraverso il quale sono posti in capo alle società che organizzano competizioni nazionali riguardanti il calcio divieti relativi alle modalità di vendita e alla cessione dei titoli d’accesso.

In primo luogo, a tali società è vietato porre in vendita o cedere - a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente - alla società sportiva cui appartiene la squadra ospitata, titoli di accesso agli impianti sportivi dove si svolgono le competizioni, riservati ai sostenitori della squadra ospitata (primo periodo).

 

La relazione illustrativa precisa che la ratio del divieto sopra illustrato (vendita “in blocco”) è quella di prevenire e contrastare i ripetuti fenomeni di violenza verificatisi in occasione degli spostamenti collettivi dei tifosi.

 

Si fa presente che nel testo del decreto legge in esame pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 febbraio 2007, all’articolo 1, comma 2, nella parte in cui viene aggiunto il comma 7-bis all’articolo 1-quater  del Dl n. 28/2003,  in luogo del riferimento «... agli impianti sportivi ove tali competizioni si disputano ...» figurava il richiamo  «... agli impianti sportivi di cui al comma 1 ove tali competizioni si disputano ...». Con avviso di rettifica[14] pubblicato nella G.U. del 9 febbraio 2007, è stato precisato che, nel nuovo comma 7- bis,l’espressione«... agli impianti sportivi di cui al comma 1 ove tali competizioni si disputano ...» deve in realtà leggersi «... agli impianti sportivi ove tali competizioni si disputano ...»  . Tale rettifica sembra avere come effetto quello di rendere applicabile il divieto di vendita in blocco dei titoli di accesso anche alle competizioni nazionali riguardanti il calcio che si svolgono in impianti con capienza inferiore alle diecimila unità, stante che il comma 1 dell’articolo 1-quater del DL 28/2003, all’interno del quale viene inserito il comma 7-bis, fa riferimento agli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità.

 

In secondo luogo, è altresì vietato porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, alla stessa persona fisica titoli di accesso in numero superiore a quattro[15] (secondo periodo).

 

L’inosservanza dei divieti sopra indicati comporta l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 10.000 euro a 150.000 euro.

Il trattamento sanzionatorio è determinato mediante rinvio al disposto dell’articolo 1-quinquies, comma 5, del d.l. 28/2003, che tale sanzione commina per le fattispecie di: a) emissione di titoli di accesso agli impianti sportivi in numero superiore a quello stabilito per l'impianto o per un settore dello stesso; b) accesso di un numero di spettatori superiore al numero dei posti di cui dispone l'impianto o il settore.

 

Il comma 3 dispone in ordine all’efficacia nel tempo dei divieti di vendita sopra illustrati.

È previsto, in primo luogo, che i divieti si applichino alle competizioni sportive calcistiche programmate per i giorni successivi all’8 febbraio 2007, data di entrata in vigore del decreto legge in esame.

Per i titoli di accesso ceduti o venduti anteriormente è previsto il divieto di utilizzo. In sostanza, la disposizione sembra attribuire ai divieti un parziale effetto retroattivo, consistente non nella comminazione di sanzioni alle società (in ordine alla quale dispone il primo periodo), ma nella “inutilizzabilità” (ossia, nella inidoneità del titolo a consentire l’accesso agli impianti) dei biglietti già ceduti con le modalità medio tempore divenute illecite.

 

Si fa presente che non appare chiaro se l’inutilizzabilità, in quanto riferita espressamente ai soli titoli di accesso venduti/ceduti anteriormente all’entrata in vigore del decreto legge, riguardi anche  i titoli di accesso venduti o ceduti con le modalità vietate dal decreto legge, per la cui violazione il decreto prevede espressamente solo l’irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie per le società sportive.

 

I commi 3-bis e 3-ter, introdotti nel corso dell’esame al Senato, recano disposizioni relative ai titoli di accesso per gli impianti sportivi di cui al già citato articolo 1-quater del DL 28/2003, ossia impianti con capienza superiore a diecimila unità in occasione di competizioni calcistiche.

 

Si fa presente che l’articolo 11-ter del decreto legge in esame, come introdotto al Senato, modificando il comma 1 dell‘articolo 1-quater del DL 28/2003, riduce – a partire dalla stagione calcistica 2007-2008 - da 10.000 a 7.500 unità il limite minimo di capienza prevista per l’applicazione agli impianti sportivi delle misure di sicurezza (titoli di accesso numerati; varchi di ingresso, video-sorveglianza, separazione tra i tifosi delle due squadre) indicate dallo stesso articolo 1-quater (vedi infra).

 

Le norme in commento prevedono in particolare che la richiesta di acquisto dei titoli sia effettuata dietro presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo e che il personale addetto agli impianti controlli la conformità dell’intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo l’esibizione di un valido documento di identità. L’ingresso all’impianto è negato in caso di :a) difformità tra l’intestazione del titolo di accesso e documento di identità esibito; b) mancata esibizione del documento di identità.

Si ricorda che la natura nominativa del titolo di accesso agli impianti sportivi non è prevista dal DL 28/2003, a norma del quale tale titolo deve essere numerato. Peraltro, il decreto del  Ministro dell'interno 6 giugno 2005, recante modalità per l’emissione, distribuzione e vendita dei titoli di accesso agli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di competizione sportive riguardanti il gioco del calcio, ha introdotto – ai fini della sicurezza pubblica e della tutela dell’ordine pubblico in tali competizioni – il requisito della nominatività (art. 2, co. 3, lett. a)) “ almeno [secondo quanto indicato nelle premesse] fino a quando permarranno le attuali condizioni dell’ordine e della sicurezza pubblica in occasione di dette competizioni”.

 

Il successivo comma 3-quater, prevede, poi, una apposita sanzione amministrativa, variabile da 5.000 a 20.000 euro, nel caso in cui il personale addetto alla vendita e alla verifica dei titoli di accesso abbia omesso di effettuare i controlli previsti dal medesimo articolo 1.

Al riguardo, il comma in esame precisa che tale sanzione trova applicazione solamente nel caso in cui l'omissione dei citati controlli non costituisca reato.

 

Da ultimo, il successivo comma 3-quinquies vieta alle società sportive concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, di adibire ai citati controlli personale sanzionato in virtù del precedente comma 3-quater.


Articolo 2
(Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della
legge 13 dicembre 1989, n. 401)

L'articolo 2 consta di due commi che intervengono su due diverse disposizioni contenute nella legge quadro 13 dicembre 1989, n. 401, recante la prima disciplina per la repressione e la prevenzione dei fenomeni di violenza nelle manifestazioni sportive(cfr.quadro normativo).

 

In particolare, il comma 1 novella l'art. 6 della suddetta legge 401/1989, che disciplina il divieto d'accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (il c.d. DASPO, anche noto come "diffida").

 

Ai sensi dell'art. 6, comma 1, il questore può disporre il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive specificamente indicate, nonché ai luoghi, specificamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime, nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate, anche con sentenza non definitiva, nel corso degli ultimi cinque anni per:

-       porto d'armi od oggetti atti ad offendere (art. 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110);

-       uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona (art. 5 della legge “Reale“ 22 maggio 1975, n. 152);

-       accesso a luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche da parte di soggetti recanti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (art. 2, comma 2, della legge Mancino 205/1993);

-       lancio di materiale pericoloso, scavalcamento di campo in occasione di manifestazioni sportive (art. 6-bis, commi 1 e 2, della medesima legge 401/1989);

-       aver preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive;

-       avere, nelle medesime circostanze, incitato, inneggiato o indotto alla violenza.

Ai sensi del comma 2, alle persone alle quali è notificato il DASPO, il questore può altresì prescrivere di comparire personalmente una o più volte negli orari indicati, presso un determinato ufficio o comando di polizia, nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni per le quali opera il divieto. Tale prescrizione ha effetto a decorrere dalla prima manifestazione successiva alla notifica all'interessato ed è immediatamente comunicata al procuratore della Repubblica. Questi, se ritiene che sussistano i presupposti, entro quarantotto ore dalla notifica del provvedimento ne chiede la convalida al giudice per le indagini preliminari. Le prescrizioni imposte cessano di avere efficacia se il pubblico ministero con decreto motivato non avanza la richiesta di convalida entro il termine predetto e se il giudice non dispone la convalida nelle quarantotto ore successive. Contro l'ordinanza di convalida è proponibile il ricorso per Cassazione.

Le differenze tra i provvedimenti previsti al primo e al secondo comma dell'art. 6 sono state chiarite dalle Sezioni unite della Suprema Corte nella sentenza del 27 ottobre 2004, n. 44273 (v. allegato).

 

Il decreto-legge in esame è intervenuto su tale disciplina apportando le seguenti modifiche (comma 1, lettera a)).

 

In primo luogo, il DASPO e l'obbligo di presentazione sono estesi anche nei confronti di chi:

 

-       è stato denunciato o condannato, anche con sentenza non definitiva, nel corso degli ultimi cinque anni per il reato di possesso di artifici pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, di cui all'art. 6-ter della legge 401/1989 (fattispecie ampliata dall'art. 3 del decreto-legge in esame, v. ultra);

 

-       sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.

 

Come sottolinea la relazione di accompagnamento al disegno di legge di conversione, viene così introdotta la possibilità di applicare il divieto di accesso (ma, anche l'obbligo di presentazione di cui al comma 2 del medesimo articolo 6) indipendentemente non solo dalla condanna, seppure non definitiva, ma anche dalla mera denuncia .

Si segnala, inoltre, che l'art. 5 del decreto-legge in esame prevede un ulteriore caso in cui possono essere disposti DASPO e obbligo di presentazione (v. ultra).

 

La successiva lettera b)) del comma 1. introduce una durata minima per il DASPO e per l'obbligo di presentazione disposti dal questore.

 

Al riguardo, si osserva, infatti, che mentre precedentemente all'adozione del decreto legge era previsto solo che tali misure non potessero protrarsi per più di tre anni, il decreto-legge in esame ha previsto espressamente anche una durata minima di tre mesi, successivamente aumentata ad un anno nel corso dell'esame del provvedimento presso il Senato.

Il Senato, ha, inoltre, approvato un emendamento che aumenta da tre a cinque anni il citato limite massimo di durata delle citate misure preventive.

 

Si segnala, inoltre, che una disposizione introdotta ex novo dal Senato nell’art. 6 della legge 401/1989 (comma 1, lettera a-bis)) prevede, poi, che il DASPO possa essere applicato anche nei confronti di minori di 18 anni ultraquattordicenni, stabilendo, peraltro, l’obbligo di notifica del provvedimento all’esercente la potestà genitoriale.

La successiva lettera c)) del comma 1, dell'articolo 2 del  D.L. ha, poi, incrementato la pena prevista per la violazione del DASPO e dell'obbligo di presentazione: se, fino all'adozione del decreto legge, era prevista, infatti, la reclusione da 3 a 18 mesi o la multa fino a 1.549 euro, il decreto-legge ha stabilito la reclusione da 6 mesi a 3 anni e (non più, dunque, in alternativa) la multa fino a 10.000 euro. Un emendamento approvato dal Senato ha ulteriormente incrementato tali sanzioni prevedendo la reclusione da 1 a 3 anni, mentre la multa, ora fissata anche nel minimo, è invece stabilita tra 10.000 e 40.000 euro.

 

Anche la durata del divieto di accesso (DASPO) e dell'obbligo di presentazione disposti dal giudice con la sentenza di condanna è aumenta sia nei minimi che nei massimi. Il DL in esame ha notevolmente incrementato i limiti previgenti (da due mesi a due anni) elevandoli, nel minimo, a sei mesi e nel massimo a sette anni. Si segnala, peraltro, che durante l’esame al Senato tali limiti di durata delle misure sono stati ulteriormente elevati, rispettivamente, a due e otto anni (comma 1, lettera d)).

A ciò si aggiunge che l’applicazione del DASPO e dell’obbligo di presentazione sono resi obbligatori con la sentenza di condanna, sia per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono le gare, sia per violazione delle stesse misure di prevenzione (si tratta quindi di una reitera obbligatoria delle misure).

Con la sentenza il giudice può anche disporre la pena accessoria consistente nell'obbligo di prestare un'attività non retribuita a favore della collettività per finalità sociali o di pubblica utilità, ai sensi dell'art. 1, comma 1-bis, lett. a), del decreto-legge 26 aprile 1994, n. 122 (conv. dalla legge 25 giugno 1993, n. 205) . Una ulteriore modifica che risulta introdotta dal Senato ha stabilito, poi, l’immediata esecutività del capo della sentenza non definitiva che dispone il DASPO (comma 1, lettera d)).

 

Il comma 2 dell'articolo 2 del D.L. novella invece l'art. 6-quater della suddetta legge 401/1989, aggiungendovi un comma 1-bis che prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 100.000 euro nei confronti delle società sportive che abbiano attribuito a soggetti privi dei requisiti morali di cui all'art. 11 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (T.U. pubblica sicurezza) i compiti di controllare i titoli di accesso, instradare gli spettatori e assicurare il rispetto del regolamento d'uso dell'impianto.

Viene, dunque, introdotta dal D.L. una apposita sanzione volta a rendere effettivo un divieto già contenuto nel comma 1 dell'art. 6-quater. Il testo iniziale della nuova disposizione indica come organo competente all’irrogazione il prefetto della provincia di residenza o quello in cui le società sportive hanno sede legale.

Un emendamento approvato dal Senato ha, però, espunto il riferimento alla residenza prevedendo in alternativa alla sede legale quella operativa della società.

 


Articolo 2-bis
(Divieto di manifestazioni esteriori)

 

L’articolo 2-bis (Divieto di manifestazioni esteriori) è stato aggiunto al provvedimento in esame nel corso del suo esame da parte del Senato.

 

La norma introduce, anzitutto, un reato di natura contravvenzionale, punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e consistente nella violazione del divieto di esporre negli impianti sportivi striscioni, cartelli, simboli, emblemi, nonché di svolgere manifestazioni esteriori, anche verbali (cori, n.d.r), riferibili ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive (comma 1).

 

In relazione alla formulazione di questo comma, al fine di evitare possibili dubbi interpretativi, andrebbe valutata l'opportunità di definire più precisamente la condotta illecita rappresentata da "manifestazioni esteriori, anche verbali riferibili ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive ".

 

Il successivo comma 2 stabilisce, poi, che il rifiuto di rimozione di striscioni, cartelli, ecc., ovvero di desistere dalle manifestazioni esteriori sopradescritte, a richiesta della forza pubblica, integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale di cui all’art. 337 del codice penale. Identico illecito commette chi, su analoga richiesta, non cessi dalle manifestazioni esteriori e dalla ostentazione di emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che abbiano tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

 

L’articolo 337 del codice penale "resistenza a un pubblico ufficiale" sanziona con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque usi violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale mentre compie un atto di ufficio. Al pubblico ufficiale sono equiparati l’incaricato di un pubblico servizio e coloro che, richiesti, gli prestino assistenza (si pensi, ad esempio, al privato cittadino che proceda all'arresto in flagranza di reati perseguibili d'ufficio).

L'oggetto giuridico del reato di resistenza a pubblico ufficiale viene rinvenuto dalla dottrina nella tutela del corretto funzionamento della pubblica amministrazione, nonché nel prestigio della stessa[16]. Nel medesimo senso si è da sempre pronunciata la giurisprudenza, che fa riferimento alla sicurezza e libertà d'azione del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio.

Da tali considerazioni sull'oggetto giuridico protetto, la giurisprudenza fa derivare la conseguenza che, ai fini della sussistenza del delitto in esame, non occorre che la violenza dell'agente ponga in pericolo l'integrità fisica del soggetto passivo, essendo sufficiente il mero impedimento dell'atto da parte del pubblico ufficiale, proprio in quanto il delitto in discorso va a ledere gli interessi della P.A. e non la persona fisica del funzionario (cfr. Cass. pen. Sez. VI, sent. n. 37041 del 2003; Cass. Pen. Sez. VI, sent. n. 3493 del 1983). In sostanza, «la condotta penalmente rilevante deve intendersi rappresentata da qualsivoglia attività omissiva o commissiva che si traduca in atteggiamento, anche talora implicito, purché percepibile "ex adverso", che impedisca, intralci, valga a compromettere, anche solo parzialmente e temporaneamente, la regolarità del compimento dell'atto di ufficio o di servizio da parte del pubblico ufficiale […] e ciò indipendentemente dal fatto che l'atto di ufficio possa comunque essere eseguito» (cfr. Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 8667 del 1999).

Quanto alla disobbedienza, laddove essa si concreti nel semplice rifiuto di ottemperare alle richieste del pubblico ufficiale, assumendo così la forma di mera resistenza passiva, ne è evidente l'irrilevanza penale, giacché al più il compito del pubblico ufficiale risulterà maggiormente difficoltoso, ma certo non si è in presenza di un impedimento dell'atto d'ufficio (Cass. Pen., Sez. VI, sentenza 6 maggio 1982).

Diverso è però il caso della c.d. violenza impropria (come l'aggrapparsi ad appigli per evitare di essere condotti via dalla forza pubblica, il gridare per attirare l'attenzione della folla, ed in generale tutte le condotte ostruzionistiche) cui la giurisprudenza attribuisce rilevanza penale (cfr. Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 35125 del 2003; Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 7061 del 1996).

Quanto all’elemento soggettivo, la fattispecie richiede il dolo specifico.

La giurisprudenza ha dunque precisato che oltre alla coscienza e volontà di usare violenza o minaccia nei confronti di uno dei soggetti considerati dalle disposizioni, occorre anche la conoscenza delle relative qualifiche o quantomeno delle funzioni di fatto svolte (Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 17701 del 2004), cui è connessa la relativa qualifica pubblicistica; è necessario inoltre l'intento di impedire il compimento dell'atto d'ufficio o di servizio (Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 9119 del 1995; Cass. Pen., Sez. VI, sent. n. 7445 del 1992; Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 2342 del 1983).

Infine, per gli aspetti di maggior interesse rispetto al provvedimento in esame, si rileva che la giurisprudenza ha riconosciuto un possibile concorso fra il delitto in commento e la fattispecie di cui all'art. 6 l. 401/1989 in tema di violenza in manifestazioni sportive, trattandosi di ipotesi ben diverse in quanto mentre la prima contempla atti di violenza e minaccia diretti ad opporsi ad un atto di un pubblico ufficiale, la seconda punisce il lanciare corpi contundenti o altri oggetti in modo da creare un pericolo per le persone nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Cass. pen., Sez. VI, sent. n. 39454 del 2003).

 

Il comma 3 dell’art. 2-bis prevede, infine, una rimodulazione delle sanzioni previste dall’art. 2, comma 1, della citata legge Mancino (L. 205/1993) a carico di coloro che in, in pubbliche riunioni, compiano manifestazioni esteriori od ostentino emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l'incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Mentre i previgenti limiti di pena consistevano nella reclusione fino a tre anni e la multa da 103 a 258 euro, quelli ora introdotti prevedono una reclusione da uno cinque anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro.


Articolo 2-ter
(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi)

 

 

L'articolo 2-ter, inserito nel corso dell'esame del provvedimento al Senato, attribuisce ad un apposito decreto del Ministro dell’interno, da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge in esame, il compito di definire i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d’uso degli impianti medesimi (comma 1).

 

l decreto in esame, sul quale dovrà essere acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, dovrà, altresì, stabilire le modalità di collaborazione con le Forze dell'ordine (comma1).

 

Ai sensi del successivo comma 2, le società sportive incaricate dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, comunicano al prefetto della provincia i nominativi delle persone adibite ai citati servizi di controllo.

Al riguardo, si osserva che il prefetto, effettuati i necessari controlli, può vietare alle società sportive l'utilizzo di quelle persone che non risultino in possesso dei requisiti necessari per l'espletamento delle funzioni sopra indicate..

 


Articolo 3
(Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della
legge 13 dicembre 1989, n. 401)

 

 

L'articolo 3 del decreto legge interviene sugli artt. 6-bis, comma 1, e 6-ter della legge 401/1989, che prevedono due distinte figure di reato.

 

In particolare, il comma 1 modifica l'art. 6-bis, comma 1, introdotto dal decreto-legge 20 agosto 2001, n. 336 , il quale configura come reato il lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

Per quanto concerne le novità apportate dal decreto-legge in esame va, anzitutto, rilevato come la condotta penalmente rilevante non sia più rappresentata dal solo lancio (come continua a recitare la rubrica ), ma anche dall'utilizzo (sempre che, come in passato, tali condotte siano tali da creare pericolo per le persone) di detto materiale.

Inoltre, mentre in precedenza la disposizione si riferiva a "corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici", ora viene specificato che si deve trattare di: “razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o comunque atti ad offendere”.

La condotta, inoltre, non rileva solo quando sia posta in essere nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime, ma anche nelle immediate adiacenze degli stessi. Si considerano commessi nei luoghi suddetti i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.

 

Durante l’esame al Senato, la norma è stata ulteriormente modificata – oltre che con una riscrittura di natura formale del nuovo comma 1 dell’art. 6-bis - con la precisazione che l’illiceità dei fatti deve essere comunque ricollegabile alla manifestazione sportiva.

La novella interessa anche i profili sanzionatori del reato in oggetto: la pena è ora la reclusione da uno a quattro anni, quindi incrementata rispetto a quella precedente, fissata tra i sei mesi e i tre anni.

Le aggravanti speciali previste dall'art. 6-bis sono invertite. Mentre in passato si prevedeva un semplice aumento di pena se dal fatto derivava un danno alle persone (quindi l’aumento di un terzo, ex art. 64 c.p.) e l'aumento fino alla metà se dal fatto derivava il mancato regolare inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva, il decreto-legge ha invertito l'entità dell'aumento della pena tra le due circostanze.

Un emendamento approvato dal Senato ha precisato, tuttavia, che l’aumento di pena debba derivare non dal mancato regolare inizio della gara bensì da“un ritardo rilevante dell’inizio” della stessa.

 

Il comma 2 modifica invece il reato di possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive di cui all'art. 6-ter della legge 401/1989.

La fattispecie è stata ampliata, punita in modo più rigoroso e armonizzata con il delitto di lancio di materiale pericoloso di cui all'art. 6-bis, come modificato dal comma 1 dell'articolo 3 in esame.

 

L'armonizzazione è stata realizzata sotto due punti di vista:

-       da un lato il possesso penalmente rilevante non è più solo quello che si esercita su razzi, bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero su altri strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ma anche su bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti o, comunque, atti ad offendere (anche se la rubrica dell'articolo non viene modificata e continua a fare riferimento al possesso di artifizi pirotecnici). Si tratta dunque dei medesimi oggetti il cui lancio o utilizzo è sanzionato dall'art. 6-bis;

-       l'ambito che assume rilevanza non è più il solo luogo in cui si svolgono manifestazioni sportive, ma anche, analogamente a quanto accade per lancio e utilizzo di materiale pericoloso, i luoghi interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, le immediate adiacenze degli stessi. Si considerano commessi in tali luoghi i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.

 

Dal punto di vista sanzionatorio, il possesso di tali materiali non è più inquadrato come contravvenzione, bensì come delitto. L'arresto da tre a diciotto mesi e l'ammenda da 150 a 500 euro sono sostituiti dalla reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 500 a 2.000 euro. L’entità di quest’ultima è stata aumentata da un emendamento approvato dal Senato che ha fissato i nuovi limiti minimi e massimi in 1.000 e 5.000 euro.

Inoltre, analogamente a quanto previsto per il comma 1 dell’art. 6-bis della legge 401/1989, il comma 2 dell’art. 3 del DL in esame ha:

-       provveduto ad una conseguente riformulazione di natura formale del testo del comma 1 dell’art. 6-ter della stessa legge;

-       precisato che l’illiceità dei fatti sia comunque riconducibile alla manifestazione sportiva.

 

Il maggiore disvalore che connota il mero possesso di materiale pericoloso rispetto al passato è testimoniato da altre disposizioni del decreto-legge in esame. Si ricorda infatti che esso è equiparato al lancio e all'utilizzo di materiale pericoloso (nonché allo scavalcamento e alle invasioni di campo) ai fini della applicazione del divieto di accesso e dell'obbligo di presentazione (art. 2 del decreto-legge in esame), nonché ai fini dell'arresto e del giudizio direttissimo (v. ultra, art. 4 del decreto-legge in esame).

 


Articolo 3-bis
(Aggravante del reato di danneggiamento)

 

 

L’articolo 3-bis del D.L., frutto di un emendamento approvato al Senato, novella l’art. 635 del codice penale, relativo al reato di danneggiamento.

 

L’art 635 c.p. punisce - a querela della persona offesa - con la reclusione fino a un anno o la multa fino a 309 euro, chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende anche parzialmente, inservibili cose mobili o immobili altrui (primo comma).

Il secondo comma prevede specifiche aggravanti del reato che comportano la reclusione da sei mesi a tre anni e la procedibilità d’ufficio; il danneggiamento è aggravato quando è commesso: 1) con violenza alla persona o con minaccia; 2) da datori di lavoro in occasione di serrate, o da lavoratori in occasione di sciopero, ovvero in occasione del delitto previsto dall’articolo 331 (Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità); su edifici pubblici o destinati a uso pubblico o all'esercizio di un culto, o su cose di interesse storico o artistico ovunque siano ubicate o su immobili compresi nel perimetro dei centri storici, o su altre delle cose indicate nel n. 7 dell'articolo 625[17]; 4) sopra opere destinate all'irrigazione; 5) sopra piante di viti, di alberi o arbusti fruttiferi, o su boschi, selve o foreste, ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento.

 

La nuova norma aggiunge un n. 6) al comma 2 dell’art. 635 introducendo, quindi, un’ulteriore aggravante specifica, individuata nel danneggiamento di attrezzature e impianti sportivi al fine d’impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive. La pena che sanziona l’illecito è, quindi, la reclusione fino a un anno o la multa fino a 309 euro.

 

 


Articolo 4
(Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della
legge 13 dicembre 1989, n. 401)

 

 

L'articolo 4 del decreto-legge, costituito da tre commi, novella gli articoli 8 e 8-bis della legge quadro 401/1989.

 

Il comma 1, in particolare, modifica l’art. 8 apportando modifiche alla disciplina dell'arresto in flagranza durante o in occasione di manifestazioni sportive.

 

In particolare, ai sensi della lettera a), l'arresto in flagranza viene consentito - oltre che per il lancio e l'utilizzo di materiale pericoloso, per la violazione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive e dell'obbligo di presentazione e nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per i quali esso è obbligatorio o facoltativo ai sensi degli artt. 380 e 381 c.p. - anche nel caso di possesso di materiale pericoloso, ai sensi dell'art. 6-ter della legge 401/1989. 

 

Viene, inoltre, chiarito che l'arresto può essere disposto nel caso di violazione del divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, anche nell'ipotesi in cui a tale divieto non si accompagni l'obbligo di presentarsi personalmente al comando di polizia (lettera a)).

 

E' infine consentito l'arresto nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive disposto dal giudice con la sentenza di condanna.

 

La successiva lettera b) interviene sull' istituto della "flagranza differita" o "arresto differito", introdotto dal decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28 .

 

Si ricorda che, ai sensi dell'art. 382 c.p., è in stato di flagranza chi viene colto nell'atto di commettere il reato ovvero chi, subito dopo il reato, è inseguito dalla polizia giudiziaria, dalla persona offesa o da altre persone ovvero è sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima. Nel reato permanente lo stato di flagranza dura fino a quando non è cessata la permanenza.

Si ricorda, altresì, che ai sensi dell'art. 13, comma terzo, della Costituzione, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori di limitazione della libertà personale solo in casi tassativamente individuati dalla legge, caratterizzati da eccezionale necessità e urgenza .

 

Come accennato in precedenza (v. ante, quadro normativo), il suddetto decreto-legge 28/2003 ha esteso temporalmente il concetto di flagranza, stabilendo che quando non è possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi oggettivi dai quali emerge inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l'arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto.

 

La lettera b)del comma 1 dell'articolo in esame apporta due modifiche a tale disciplina.

 

-       In primo luogo, viene eliminata la possibilità di verificare la commissione del fatto contestato da parte di un determinato soggetto alla luce di non meglio specificati "elementi oggettivi" daiquali emerge inequivocabilmente il fatto. Pertanto, d'ora in avanti si potrà procedere esclusivamente sulla base di filmati e fotografie.

 

-       In secondo luogo, il termine di durata della flagranza viene ulteriormente esteso dalle trentasei alle quarantotto ore.

 

Il comma in esame, infine, alla lettera c), modifica l'art. 8, comma 1-quater, della legge 401/1989, anch'esso introdotto dal suddetto decreto-legge 28/2003.

 

Come ricordato (v. ante, scheda quadro normativo) tale norma consente che, nel caso di una serie di reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, le misure coercitive (quali custodia cautelare e arresti domiciliari) possano essere disposte anche per reati la cui pena sia inferiore ai limiti minimi previsti in generale per l'applicazione delle misure cautelari dagli artt. 274, comma 1, lettera c) (Esigenze cautelari), e 280 c.p.p. (Condizioni di applicabilità delle misure coercitive). Lo scopo è quello di evitare che una persona arrestata in base alle previsioni della legge possa poi riacquistare la libertà a causa dell'impossibilità di disporre misure coercitive per tali reati, in quanto aventi limiti edittali di pena insufficienti.

 

La lettera in esame prevede, in particolare, che tale deroga al regime generale delle misure cautelari si applichi anche nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive che, ai sensi dell'art. 6, comma 7, della legge 401/1989, sia stato disposto dal giudice con la sentenza di condanna.

 

Il comma 2 dell’art. 4 del D.L. abroga l'art. 1-bis del suddetto decreto-legge 28/2003, che stabiliva un termine finale per l'efficacia delle disposizioni in materia di flagranza differita e la sottrazione alla disciplina generale delle misure cautelari.

Tali norme perdono, pertanto, il loro carattere di temporaneità e sono stabilizzate nell’ordinamento.

 

A tal proposito, si ricorda che tali istituti erano stati resi transitori in sede di conversione del decreto-legge 28/2003, attraverso la limitazione della loro efficacia al 30 giugno 2005. Tale termine, ora abrogato, era stato successivamente prorogato al 30 giugno 2007 dal decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115 .

 

Il comma 3 prevede che, analogamente a quanto già accade per i reati di cui agli artt. 6, comma 6 (violazione del DASPO e degli obblighi di comparizione), 6-bis, commi 1 e 2 (lancio di materiale pericoloso e scavalcamento di recinzioni dell’impianto sportivo) e 8, comma 1 (reati commessi durante o in occasione di manifestazioni sportive) della legge 401/1989, anche per il possesso di materiale pericoloso si proceda sempre con giudizio direttissimo, salvo che siano necessarie speciali indagini.

 


Articolo 5
(Integrazione del sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d’uso degli impianti)

 

 

L'articolo 5 del decreto legge, costituito da un unico comma, interviene sull'articolo 1-septies del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28.

 

L’articolo 1-septies del DL n. 28/2003 dispone che l’accesso e la permanenza negli impianti dove si svolgono le competizioni calcistiche siano disciplinati, per quanto non previsto da disposizioni di legge o di regolamento, dal regolamento d'uso degli impianti stessi, predisposto sulla base delle linee guida approvate dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive (comma 1).

Il comma 2 stabilisce che chiunque violi il regolamento stesso - quando la violazione comporti l'allontanamento dall'impianto - è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro. La sanzione può essere aumentata fino alla metà del massimo (fino quindi a 450 euro) qualora il contravventore risulti già sanzionato per la medesima violazione, commessa nella stagione sportiva in corso, anche se l'infrazione si è verificata in un diverso impianto sportivo.

Competente ad irrogare la sanzione amministrativa è il prefetto della provincia in cui insiste l’impianto (comma 4).

 

In primo luogo, il decreto legge interviene sul comma 2 dell’art. 1-septies e prevede la possibilità di disporre il divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive e l'obbligo di presentazione al comando di polizia, previsti dall'art. 6, commi 1 e 2, della legge 401/1989 (v. quadro normativo), nei confronti di colui il quale - per la seconda volta nel corso della medesima stagione sportiva - sia stata comminata la sanzione amministrativa di cui al comma 2 dell'art. 1-septies, per aver violato le disposizioni del regolamento d'uso dell'impianto che comportino l'allontanamento dallo stesso. E' irrilevante che l'infrazione si sia verificata in un diverso impianto sportivo.

Il c.d. Daspo, in questo caso, può essere disposto per una durata da 3 mesi a 2 anni (mentre normalmente, ai sensi del suddetto art. 6 della legge 401/1989, come modificato dall'art. 2 del decreto-legge in esame, il massimo è di 3 anni. (Si ricorda, peraltro, che la durata massima del Daspo è stata elevata a cinque anni nel corso dell’esame del provvedimento al Senato, cfr. commento art. 2).

 

Da ultimo si segnala che nel corso dell’esame del provvedimento in esame al Senato è stato premesso un comma all’articolo 5 del decreto legge, sempre volto a novellare il comma 2 dell’art. 1-septies del DL. n. 28/2003.

 

Tale ulteriore intervento prevede l’aumento della sanzione amministrativa pecuniaria attualmente prevista per la violazione del regolamento d’impianto.

 

Mentre, infatti, in precedenza, era fissata una sanzione amministrativa da 30 a 300 euro, con la novella prevista dal provvedimento in esame tali importi vengono rispettivamente elevati a 100  e 500 euro.


Articolo 6
(Misure di prevenzione)

 

 

L’articolo 6 del decreto legge interviene sulla citata legge n. 401 del 1989 per introdurvi l’articolo 7-ter, relativo a misure di prevenzione.

 

Le misure di prevenzione sono strumenti specialpreventivi diretti ad evitare la commissione di reati da parte di alcuni soggetti considerati socialmente pericolosi.

Disciplinate dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, così come modificata e integrata dagli interventi legislativi successivi, le misure di prevenzione personali hanno la particolarità di essere applicabili indipendentemente dal fatto che il loro destinatario abbia commesso un reato o un "quasi reato" (reato putativo, reato impossibile, accordo o istigazione per commetterlo) e in questo si distinguono dalle misure di sicurezza[18].

Le misure di prevenzione personali possono essere disposte nei confronti di:

-       coloro che, in base a elementi concreti, si ritenga siano abitualmente dediti a traffici delittuosi (ad es., una persona sospettata di essere un ricettatore);

-       coloro che, in base a elementi concreti, si ritenga che vivano abitualmente con i proventi di attività delittuose (ad es., una persona sospettata di essere uno sfruttatore di prostitute);

-       coloro che, in base a elementi concreti, si ritenga siano dediti alla commissione di reati che mettano in pericolo l'integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica (ad es., una persona sospettata di pedofilia).

Sono misure di prevenzione personali:

a) l’avviso orale: è un invito a tenere una condotta conforme alla legge rivolto dal questore all'interessato;

b) il rimpatrio con foglio di via obbligatorio: qualora la persona si trovi fuori dal proprio Comune di residenza, il questore, dopo che l'avviso orale è rimasto privo di effetti, può rimandare l'interessato nel suddetto Comune con un foglio di via obbligatorio, inibendogli di ritornare senza autorizzazione ovvero per un periodo non superiore a 3 anni;

c) la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Anche questa misura presuppone che, dopo l'avviso orale, l'interessato non abbia cambiato comportamento e comporta una serie di obblighi simili a quelli della libertà vigilata;

d) il divieto o obbligo di soggiorno. Alla misura della sorveglianza speciale può essere aggiunto l'obbligo di soggiornare nel Comune di residenza o di divieto di soggiornare in determinati Comuni (diversi da quelli di residenza o di dimora abituale) o Province.

Le tradizionali misure preventive di natura personale sono state estese, con la legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro la mafia), agli indiziati di appartenere ad associazioni mafiose e, con la legge 13 settembre 1982, n. 646 (c.d. Rognoni La Torre), anche agli indiziati di appartenere ad associazioni camorristiche ed assimilabili. Quest’ultimo provvedimento ha, in particolare, provveduto ad affiancare alle misure di prevenzione di natura personale strumenti che, colpendo i patrimoni degli appartenenti ad associazioni mafiose, potessero assolvere sia ad una funzione preventiva e deterrente, sia, rimuovendo dal mercato capitali illegali, di ripristino della libera concorrenza e delle regole dell’economia legale.

Le misure di prevenzione patrimoniali antimafia sono il sequestro e la confisca, attraverso i quali si mira a sottrarre, prima provvisoriamente e poi in via definitiva, agli appartenenti alle organizzazioni criminali la disponibilità giuridica e materiale di beni di illecita provenienza.

 

Il nuovo articolo 7-ter si compone di due commi e prevede, al comma 1, che nei confronti delle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui all'art. 6 della legge possono essere disposte le misure di prevenzione di cui alla legge n. 1423 del 1956 e alla legge n. 575 del 1965 (tra le altre, sorveglianza speciale della pubblica sicurezza, divieto di soggiorno, obbligo di soggiorno nel comune di residenza o di dimora abituale).

 

Il comma 2 dispone, invece, che nei confronti dei medesimi soggetti possa essere altresì applicata la misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni di cui alla legge n. 575 del 1965. Si tratterà di confiscare i beni che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

 

La misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni sequestrati, dei quali non sia stata dimostrata la legittima provenienza, consiste in un provvedimento di natura ablativa che comporta la devoluzione allo Stato dei beni (mobili, immobili, mobili registrati, crediti, ecc.) che ne costituiscono oggetto: analogamente al sequestro, anche la confisca di prevenzione possiede la comune caratteristica del collegamento con un procedimento di prevenzione personale. Infatti, qualora il suddetto procedimento si concluda con l'applicazione della misura di prevenzione, il tribunale dispone la confisca dei beni sequestrati dei quali non sia stata dimostrata la legittima provenienza; il provvedimento, in presenza di indagini complesse, può essere disposto anche dopo un anno dall’avvenuto sequestro (termine ulteriormente prorogabile per analogo periodo). I beni confiscati sono devoluti allo Stato e successivamente “destinati” al termine di uno speciale procedimento previsto dalla legge n.109/1996, che ha in tal senso novellato la legge 575/1965 , recentemente modificata da parte del comma 202 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

 

Il nuovo articolo 7-ter (comma 2, secondo periodo) specifica che il sequestro effettuato nel corso di operazioni di polizia dirette alla prevenzione delle suddette forme di violenza è convalidato a norma dell'art. 2-ter, comma 2, secondo periodo, della legge 575/1965, secondo il quale "a richiesta del procuratore della Repubblica, del questore o degli organi incaricati di svolgere ulteriori indagini a norma del primo comma, nei casi di particolare urgenza il sequestro è disposto dal Presidente del tribunale con decreto motivato e perde efficacia se non è convalidato dal tribunale nei dieci giorni successivi".

 

Il sequestro è un provvedimento di natura provvisoria e cautelare, disposto dal tribunale o, in via temporanea, dal presidente del Tribunale, su richiesta del Procuratore della Repubblica o del questore, sui beni dei quali la persona nei confronti della quale è stato iniziato il procedimento per la applicazione di una misura di prevenzione personale risulta poter disporre, quando il loro valore risulta sproporzionato al reddito dichiarato o alla attività economica svolta, ovvero quando, sulla base di sufficienti indizi, si ha motivo di ritenere che gli stessi siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego; la misura in esame, finalizzata ad anticipare e ad assicurare gli effetti della confisca, rispetto alla quale, dunque, assume natura strumentale, ha come effetto la provvisoria perdita da parte del destinatario della disponibilità materiale del bene e la altrettanto provvisoria limitazione a compiere atti giuridici che abbiano ad oggetto il bene sequestrato.


Articolo 7
(Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in mateia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale)

 

L’articolo 7 del decreto legge novella l’articolo 339 del codice penale, introducendo un’aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

 

L’articolo 339 c.p. consta di due commi e reca circostanze aggravanti per i delitti di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale (art. 336 c.p.), resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario (art. 338 c.p.).

Il comma 1 prevede un aumento delle pene previste dai citati articoli se la violenza o la minaccia è commessa con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.

Il comma 2, invece, prevede due aggravanti ad effetto speciale (ai sensi dell'art. 63, co. 3, c.p.) connesse al numero dei soggetti che abbiano concorso alla realizzazione dell'illecito. In particolare, si prevede:

-       la reclusione da 3 a 15 anni laddove il delitto di violenza o minaccia al pubblico ufficiale per costringerlo a compiere un atto contrario ai propri doveri o ad omettere un atto dovuto (art. 336, co. 1, c.p.), il delitto di resistenza a un pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e il delitto di violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario (art. 338 c.p.) siano commessi da più di 5 persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di 10 persone, pur senza uso di armi;

-       la reclusione da 2 a 8 anni laddove il delitto di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale per costringerlo a compiere un atto del proprio ufficio (art. 336, co. 2, c.p.) sia commesso da più di 5 persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di 10 persone, pur senza uso di armi.

 

 

Il decreto legge in esame, in particolare, interviene sul secondo comma dell’articolo 339, relativo alle aggravanti ad effetto speciale.

In particolare, il comma 1 – ora integralmente soppresso e sostituito dal Senato (v. infra) - modifica il secondo comma dell'art. 339 c.p., innalzando (da 3 a 5 anni di reclusione) il minimo di pena per il caso in cui la violenza o la minaccia contro il pubblico ufficiale - nei casi previsti dalla prima parte dell'art. 336 c.p. e dagli artt. 337 e 338 c.p. - sia commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi.

 

Il comma 2 introduce un ulteriore comma all’art. 339 c.p., recante una nuova circostanza aggravante a effetto speciale per il caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti a offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.

In tal caso, salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applicano le pene previste dal secondo comma dell'art. 339 c.p. (v. sopra).

 

Come accennato, nel corso dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge, il Senato ha approvato un emendamento con il quale ha sostituito il comma 1 dell’articolo 7.

 

Eliminando l’innalzamento del minimo di pena (da 3 a 5 anni), originariamente previsto (v. sopra), il Senato ha introdotto nel codice penale una nuova fattispecie di reato: l’articolo 583-quater, rubricato “lesioni personali gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico”.

Viene punito con le pene previste dall’art. 583 c.p., aumentate della metà, chiunque procuri ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni personali gravi o gravissime.

Se le lesioni personali sono gravi la pena sulla quale calcolare l’aggravante è prevista dall’art. 583, comma 1, e consiste nella reclusione da 3 a 7 anni; se le lesioni personali sono gravissime è la pena base della reclusione da 6 a 12 anni (art. 583, co. 2) a dover essere aumentata della metà.

 

Si ricorda che, sempre ai sensi dell’art. 583 c.p., la lesione personale è grave quando:

a) dal fatto deriva una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, ovvero una malattia o un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai 40 giorni;

b) il fatto produce l'indebolimento permanente di un senso o di un organo.

La lesione personale è gravissima se dal fatto deriva:

a) una malattia certamente o probabilmente insanabile;

b) la perdita di un senso;

c) la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l'arto inservibile, ovvero la perdita dell'uso di un organo o della capacità di procreare, ovvero una permanente e grave difficoltà della favella;

d) la deformazione, ovvero lo sfregio permanente del viso.

 

Con l’approvazione del suddetto emendamento è stata conseguentemente modificata anche la rubrica dell’articolo 7 del decreto legge: da “Aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza o resistenza a pubblico ufficiale” a “Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale”.


Articolo 8
(Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari
dei provvedimenti di cui all’articolo 6
della legge 13 dicembre 1989, n. 401)

 

 

L’articolo in esame – al comma 1– pone in capo alle società sportive il divieto di corrispondere una serie di benefici a determinate categorie di soggetti.

In primo luogo, è vietato alle società sportive di corrispondere, in qualsiasi forma, diretta o indiretta, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio, ai seguenti soggetti:

 

-     destinatari di provvedimenti che vietano l’accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, ai sensi dell’articolo 6 della legge n. 401/1989[19];

-     destinatari di misure di prevenzione , ai sensi della legge n. 1423/1956[20];

-     condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

È altresì vietata alle società sportive anche la corresponsione di contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi, comunque denominate.

Si segnala che l’enumerazione dei benefici vietati per le associazioni di tifosi non coincide esattamente con quella prevista dal primo periodo del comma per i soggetti sopra indicati.

Si fa presente, altresì, che sulla base della formulazione del secondo periodo del comma in esame, il divieto di corresponsione di benefici ha come destinatari i tifosi che  abbiano un minimo di organizzazione, indipendentemente dal carattere riconosciuto o meno dell’associazione e dalla denominazione della stessa.

 

Il comma 2 demanda ad un decreto del Ministro dell’interno - da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive - la definizione delle modalità di verifica, attraverso la questura, per i nominativi comunicati dalle società sportive, della sussistenza dei requisiti ostativi al riconoscimento delle agevolazioni di cui al comma 1.

 

Il comma 3 prevede per le società che corrispondono agevolazioni vietate ai sensi del comma 1,  la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50.000 a 200.000 euro, irrogata dal prefetto della provincia in cui la società ha sede legale.

 

Il comma 4 reca una deroga al divieto di corrispondere benefici previsto al comma 1i: è consentito alle società sportive stipulare con associazioni legalmente riconosciute[21] e aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della cultura sportiva, della non violenza e della pacifica convivenza, come sanciti dalla Carta olimpica[22], contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle richiamate finalità.

A seguito delle modifiche introdotte al Senato, la disposizione prevede che le associazioni in questione non devono contemplare tra gli associati persone a cui sia stato notificato il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive, ai sensi dell’articolo 6, co. 1, della legge n. 401/1989 (vedi supra).

Ai fini dell’operatività della deroga, pertanto, occorre che:

-       destinataria dei benefici sia una società legalmente riconosciuta, ossia dotata di personalità giuridica;

-       siano previste nello statuto finalità di divulgazione dei valori della cultura sportiva e della non violenza, alla realizzazione delle quali deve essere espressamente funzionalizzata anche la stipula del contratto o della convenzione;

-       tra gli associati non figurino persone a cui sia stato notificato il divieto di accesso ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive;

-       il contratto o la convenzione rivesta la forma scritta.

 

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 1 del DPR 361/2000[23], le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture.

 

Per quanto non previsto dall’articolo in esame – come specificato dal comma 5 – trovano applicazione le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689[24], e successive modificazioni.

 


Articolo 9
(Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio)

 

 

L’articolo 9 – al comma 1 - prevede, per le società organizzatrici di competizioni calcistiche, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, il divieto di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso ai seguenti soggetti:

-       destinatari di provvedimenti interdittivi e prescrittivi in materia di accesso alle manifestazioni sportive, ai sensi del citato articolo 6 della legge n. 401/1989;

-       che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Il comma fa riferimento ai titoli di accesso di cui al decreto del  Ministro dell'interno emanato in data 6 giugno 2005, che definisce le modalità per l'emissione, distribuzione e vendita dei titoli di accesso agli impianti sportivi di capienza superiore alle diecimila unità, in occasione di competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio.

 

Il comma 2 demanda ad un decreto del Ministro dell’interno - da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive - la definizione delle modalità di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei suddetti requisiti ostativi per i nominativi comunicati dalle società sportive.

 

Il comma 3 prevede – in caso di violazione del divieto contemplato al comma 1 - la sanzione  amministrativa  del  pagamento di una somma da 40.000 a 200.000 euro[25], irrogata dal prefetto della provincia in cui la società ha sede legale.

Per quanto non espressamente previsto, il comma fa rinvio alla citata legge 689/1981.

 

Si ricorda che il decreto legge in esame reca ulteriori disposizioni in merito ai titoli di accesso (cfr. art. 1, co. 2  -divieto di vendita di biglietti riservati a sostenitori della squadra ospitata e divieto di vendita di biglietti ad una stessa persona fisica in numero superiore a quattro; art. 1, co. 3-bis e 3-ter - vendita ed accesso allo stadio subordinate alla presentazione di un documento di identità).


 

Articolo 10
(Adeguamento degli impianti)

 

L’articolo 10 modifica l’articolo 1-quater del DL 28/2003, introducendo una specifica disciplina, anche procedurale, per l’adeguamento degli impianti sportivi alle misure di sicurezza previste dall’articolo novellato.

 

La relazione illustrativa afferma che la norma trova la sua ratio nell’esigenza di incentivare e favorire il pronto adeguamento tecnico degli impianti soggetti alle prescrizioni di sicurezza, costruzione ed esercizio da parte delle società utilizzatrici degli impianti medesimi.

 

Il nuovo comma 5-bis introdotto nell’articolo 1- quater prevede, in primo luogo, l’obbligo per le società utilizzatrici di provvedere all’adeguamento degli impianti sportivi[26].

Le misure strutturali oggetto dell’adeguamento riguardano gli impianti previsti al comma 1 dell’articolo 1-quater, e quindi gli impianti di capienza superiore alle diecimila unità. Al riguardo, si fa presente che l’articolo 11-ter del decreto legge in esame, come introdotto al Senato, modificando il comma 1 dell‘articolo 1-quater del DL 28/2003, riduce – a partire dalla stagione calcistica 2007-2008 - da 10.000 a 7.500 unità il limite minimo di capienza degli impianti per i quali sono previste le misure di sicurezza (titoli di accesso numerati; varchi di ingresso , video-sorveglianza, separazione tra i tifosi delle due squadre) indicatee dallo stesso articolo 1-quater (vedi infra).

 

Le misure da adottare ai fini dell’adeguamento, previste ai commi 2, 3 e 4 dell’articolo 1-quater, sono :

§         metal detector ai varchi di ingresso degli impianti finalizzati all'individuazione di strumenti di offesa e presidiati da personale appositamente incaricato, con verifica elettronica della regolarità del titolo di accesso mediante l'utilizzo di apposite apparecchiature;

§         strumenti che consentano la registrazione televisiva delle aree riservate al pubblico sia all'interno dell'impianto che nelle sue immediate vicinanze;

§         mezzi di separazione che impediscano che i sostenitori delle due squadre vengano in contatto tra loro o possano invadere il campo.

 

Si fa presente che il testo vigente dell’articolo 1-quater, al comma 5, prevede la realizzazione delle misure sopra indicate da parte delle società utilizzatrici degli impianti “in accordo con i proprietari degli stessi”, identificabili in gran parte dei casi negli enti locali.

 

 

Il comma 5-bis, oltre a prevedere che le società utilizzatrici provvedano all’adeguamento degli impianti, delinea uno specifico procedimento per il rilascio alla società utilizzatrice dell’impianto del provvedimento abilitativo eventualmente necessario per l’adeguamento  alle prescrizioni di legge.

Il procedimento risulta così schematizzabile:

-          l'amministrazione competente al rilascio del titolo abilitativo richiesto provvede entro  quarantotto ore dalla  proposizione della relativa istanza;

-          in alternativa, l’amministrazione competente, entro quarantotto ore dalla  proposizione dell’istanza, convoca una conferenza di servizi, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della  legge  7 agosto  1990,  n. 241[27];

-          in caso di convocazione della conferenza, questa è chiamata a  pronunciarsi entro le successive ventiquattro ore;

-          allo scadere del termine (quarantotto ore in assenza di una convocazione della conferenza dei servizi e settantadue ore in caso di convocazione della conferenza dei servizi), il silenzio vale come assenso, per cui l’istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.

 

Si ricorda che, in base all’articolo 14 della legge 241/1990, la conferenza di servizi è indetta qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo. Quando in particolare l'attività del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di più amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi è convocata, anche su richiesta dell'interessato, dall'amministrazione competente per l'adozione del provvedimento finale.

Quanto in particolare ai termini del procedimento, la disciplina generale recata dalla legge 241/1990 (articolo 14-ter) prevede che la prima riunione della conferenza di servizi sia convocata di norma entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessità dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione; i lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo che sia necessario assumere la valutazione di impatto ambientale (VIA); decorso tale termine l'amministrazione procedente adotta comunque la determinazione motivata di conclusione del procedimento, valutate le specifiche risultanze della conferenza e tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in quella sede.

Si ricorda inoltre che, in base alla disciplina generale del silenzio-assenso (art. 20 L. n. 241/1990), quest’ultimo non si applica agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, la salute e la pubblica incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti (cfr. co. 4).

 

 


 

Articolo 11
(Programma straordinario per l’impiantistica sportiva)

 

 

L’articolo 11 prevede - al comma 1 – la convocazione da parte del Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d’intesa con i Ministri delle infrastrutture e dell’interno, di un tavolo di concertazione per definire, nel termine di centoventi giorni dalla data di convocazione, peratro non indicata nel testo, un programma straordinario per l’impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all’esercizio della pratica calcistica, al fine di maggiore rispondenza alle nuove esigenze di sicurezza, fruibilità, apertura, redditività della gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

 

Il comma 2 specifica i soggetti tenuti a partecipare al tavolo nazionale di concertazione. Si tratta de:

-            i Ministri per le politiche giovanili e le attività sportive, delle infrastrutture, dell’interno , dell’economia e delle finanze;

-            il CONI (Comitato olimpico nazionale italiano);

-            i rappresentanti dell’ANCI (Associazione nazionale dei comuni italiani);

-            i rappresentanti delle regioni;

-            i rappresentanti delle organizzazioni sportive.

 

Si ricorda che le funzioni amministrative in materia di impiantistica sportiva spettano - relativamente all’elaborazione dei programmi straordinari degli interventi finalizzati alla costruzione, all'ampliamento, al riattamento, alla ristrutturazione, al completamento, al miglioramento, alla sistemazione delle aree di parcheggio e servizio e all'adeguamento alle norme di sicurezza di impianti sportivi – alle regioni (art. 157 del d. lgs. 112/1998[28]). All’autorità di governo competente è attribuita, in materia, la definizione dei criteri e dei parametri della programmazione, acquisito il parere del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e della Conferenza unificata.

 

Per quanto concerne il ricorso a “strumenti convenzionali”, evocato dal comma 1, si ricorda che la disciplina generale relativa all’attività di diritto privato delle pubbliche amministrazioni è contenuta negli articoli 11 e 15 della legge 241/1990, che regolano, rispettivamente, gli “accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento” e gli “accordi fra pubbliche amministrazioni”. L’articolo 1 della legge 241, peraltro, stabilisce che la pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato, salvo che la legge disponga diversamente.

 

A fini di completezza, si ricorda che, in tema di finanziamento dei programmi relativi allo sport, la Corte Costituzionale, partendo dal presupposto indubbio che la disciplina degli impianti e delle attrezzature sportive rientra nella materia dell'ordinamento sportivo demandata alla competenza legislativa concorrente dall'art. 117, terzo comma, della Costituzione, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma relativa al finanziamento diretto, da parte dello Stato, a favore degli enti di promozione sportiva e per il potenziamento dei programmi relativi allo sport sociale. Tali interventi finanziari, incidendo in materia di competenza non esclusiva dello Stato, ledono – secondo la Corte -  l'autonomia della Regione, trattandosi di risorse che dovrebbero essere assegnate direttamente al sistema regionale e locale secondo quanto previsto dall'art. 119 Cost. ( sent. 424/2004).


Articolo 11-bis
(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

 

L’articolo 11bis- introdotto al Senato - promuove la diffusione di valori e principi sanciti dalla Carta olimpica. A tal fine dispone[29]:

·       l’adozione di un programma di iniziative da realizzarenelle scuole, nelle università, nei luoghi di svolgimento della pratica sportiva a livello giovanile ; esso sarà predisposto - senza oneri per lo Stato -dal  Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d’intesa con i Ministri della pubblica istruzione, dell’università e ricerca, delle politiche per la famiglia;

·       la realizzazione di forme di intesa con le regioni e gli enti locali da parte del ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, unitamente al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) ;

·       la promozione, da parte del Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, di specifiche azioni, principalmente rivolte ai giovani, con associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

 

La Carta Olimpica, adottata dal Comitato Olimpico internazionale (CIO)[30], fissa i principi e le norme che governano il CIO, il suo funzionamento e definisce le condizioni per la celebrazione delle Olimpiadi.

Nel preambolo del testo in vigore dal 1˚ gennaio 2004, sono illustrati i principi ispiratori del movimento olimpico; si fa riferimento in particolare allo sport come stile di vita, fondato tra l’altro sul rispetto dei principi etici universali, al collegamento tra sport, cultura ed educazione, all’obiettivo di mettere lo sport al servizio di uno sviluppo armonioso dell’uomo in vista di una società pacifica preoccupata di preservare la dignità umana, a valori quali la comprensione reciproca, la solidarietà, il rifiuto di ogni forma didiscriminazione.

 

Con riguardo al contenuto dell’articolo si segnala che, come riportato in un comunicato stampa del Ministero della pubblica istruzione del 9 febbraio scorso, sono state adottate nel mese di febbraio 2007 le "Linee guida per lo sport a scuola"[31]: esse prevedono dieci iniziative di vario genere, in alcuni casi supportate da finanziamenti, per la diffusione della pratica sportiva nella scuola e la promozione di una cultura sportiva fondata sul rispetto e su un leale agonismo.


Articolo 11-ter
(Estensione delle misure strutturali ed organizzative
agli impianti minori)

 

 

L’articolo 11-ter, introdotto al Senato, modifica il comma 1 dell‘articolo 1-quater del DL n. 28/2003, prevedendo una riduzione da 10.000 a 7.500 unità del limite minimo di capienza degli impianti sportivi per i quali trovano applicazione le misure di sicurezza previste dallo stesso articolo 1-quater[32].

 

Le misure sopra richiamate comprendono:

§         la numerazione dei titoli di accesso;

§         l’ingresso attraverso varchi dotati di metal detector, finalizzati all'individuazione di strumenti di offesa e presidiati da personale appositamente incaricato, con verifica elettronica della regolarità del titolo di accesso mediante l'utilizzo di apposite apparecchiature;

§         la presenza di strumenti che consentano la registrazione televisiva delle aree riservate al pubblico sia all'interno dell'impianto che nelle sue immediate vicinanze;

§         la presenza di mezzi di separazione che impediscano che i sostenitori delle due squadre vengano in contatto tra loro o possano invadere il campo.

 

Secondo quanto disposto dal comma 2, la previsione di cui al comma 1 ( e quindi, la predisposizione delle misure di sicurezza sopra indicate negli impianti di capienza superiore alle 7500 unità) trova applicazione a partire dalla stagione calcistica 2007-2008.


Articolo 11-quater
(Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

 

 

L’articolo11-quater, introdotto al Senato[33], apporta alcune modifiche al Testo unico della radiotelevisione (decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177), integrando le norme relative alla tutela dei minori nella programmazione televisiva (artt. 34 e 35) con la previsione di uno specifico codice di autoregolamentazione per le trasmissioni di commento ad eventi sportivi, in particolare calcistici, e con l’indicazione di sanzioni per il mancato rispetto di quest’ultimo.

 

Si ricorda che il citato Testo unico è stato adottato in forza della delega conferita al Governo dalla legge 112/2004 (c.d. “legge Gasparri[34]) recante disposizioni generali per il riassetto del sistema radiotelevisivo e della RAI (concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo) .

Il Capo II (Tutela dei minori nella programmazione televisiva) del Titolo IV (Norme a tutela dell'utente) del testo unico detta una serie di norme a tutela dei minori nella programmazione televisiva (artt.34 e 35). Le norme in questione, che riproducono in parte i contenuti dell’art. 10 della legge n.112/2004, comunque non abrogato[35], prescrivono tra l’altro: il recepimento a livello legislativo del codice di autoregolamentazione “TV e minori”[36](sottoscritto il 29 novembre 2002 dal Ministro delle Comunicazioni e dai rappresentanti della RAI e delle emittenti televisive nazionali e locali ), la rimodulazione, in un’ottica di sostanziale inasprimento delle pene, delle procedure sanzionatorie, nonché l’introduzione di specifici obblighi di tutela e garanzia dei minori a carico delle emittenti, con particolare riferimento alla programmazione in determinate fasce orarie, alle trasmissioni specificamente dedicate ai minori e ai contenuti dei messaggi pubblicitari.

 

L’articolo in commento, in particolare:

·       novella la rubrica del capo II del titolo IV (Tutela dei minori nella programmazione televisiva) e dell’articolo 34 del citato testo unico inserendo in entrambe un riferimento alla tutela dei valori dello sport (comma 1, lettere a) e b));

·       inserisce nell’articolo 34 (Disposizioni a tutela dei minori) del testo unico un nuovo comma 6 bis (comma 1, lettera c));

·       modifica ed integra con un nuovo comma l’art.35 (Vigilanza e sanzioni) del testo unico (comma 1, lettere e) ed f)).

 

Il nuovo comma 6-bis dell’art. 34 prescrive che le emittenti televisive ed i fornitori di contenuti, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare degli eventi calcistici, si attengano alle misure individuate in un apposito codice di autoregolamentazione, da adottare con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, al fine diffondere tra i giovani i valori di una leale competizione sportiva e prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell’ordine pubblico connessi a competizioni sportive. Il codice sarà adottato con decreto ministeriale di natura regolamentare (secondo quanto previsto dall’articolo 17, comma 3, della legge 400/1988[37] ), previo parere della Commissione parlamentare per l’infanzia istituita dalla legge 451/1997[38] .

 

Si segnala l’opportunità di un coordinamento della disciplina recata dal nuovo comma 6-bis con l’ultimo periodo del comma 4 del medesimo articolo 34, a norma del quale le emittenti televisive sono tenute ad osservare specifiche misure nella “trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza legati allo svolgimento di manifestazioni sportive”.

 

Il comma 1, lettere d) ed e); modifica l’articolo 35 del testo unico che stabilisce sanzioni specifiche per l’inosservanza delle norme poste a tutela dei minori; in particolare la norma in commento:

·       estende l’apparato sanzionatorio già previsto dall’articolo al mancato rispetto del codice di autoregolamentazione per le trasmissioni sportive;

·       dispone un inasprimento della durata della sanzione accessoria della sospensione del titolo abilitativo, concessione o autorizzazione, per emittenti che non adempiano alle prescrizioni di cui all’art. 34: la sospensione, ora prevista per un periodo da uno a dieci giorni, verrebbe disposta per un periodo da tre a trenta giorni.

 

L’articolo 35 del testo unico, per quanto qui interessa, affida all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Commissione servizi e prodotti) la verifica del rispetto della normativa a tutela dei minori in collaborazione con il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori, anche sulla base delle segnalazioni effettuate dal medesimo Comitato. Si dispone inoltre che, in caso di inosservanza dei divieti previsti dall’art.34, nonché dall'articolo 4, comma 1, lettere b) e c)[39], la Commissione per i servizi e i prodotti irroga una sanzione amministrativa (consistente nel pagamento di una somma da 25.000 euro a 350.000 euro) e, nei casi più gravi, la sospensione dell'efficacia della concessione o dell'autorizzazione per un periodo da uno a dieci giorni. Tali sanzioni si applicano anche se il fatto costituisce reato e indipendentemente dall'azione penale; inoltre si prevede che  adeguata comunicazione delle sanzioni inflitte sia fornita da parte dell'emittente sanzionata nei notiziari diffusi in ore di massimo o di buon ascolto.

 


Articolo 11-quinquies
(Modifica alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il consiglio di amministrazione dell’Istituto per il credito sportivo)

 

 

L’articolo 11-quinquies, introdotto al Senato, sostituisce i primi due periodi del comma 1297 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007 (L. n. 296/2006) recante il riordino dell’Istituto per il credito sportivo (ICS), relativamente alla composizione del consiglio di amministrazione.

 

L'Istituto per il credito sportivo (ICS), fondato con la legge 24 dicembre 1957, n. 1295[40], è un ente pubblico con personalità giuridica, gestione autonoma e sede legale in Roma, ed esercita il credito sotto forma di mutui a medio e lungo termine concessi per la costruzione, l'ampliamento, l'attrezzatura e il miglioramento di impianti sportivi, ivi compresa l'acquisizione delle relative aree, nonché per l'acquisto di immobili da destinare ad attività sportive.

L’art. 4, co. 14, della legge finanziaria 2004 (L. 350/2003) ha ampliato i compiti dell'Istituto, prevedendo che esso non si limiti al finanziamento dell’impiantistica sportiva ma operi nel settore del credito per lo sport e le attività culturali, ai sensi dell'art. 151 del testo unico di cui al D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385[41].

Si ricorda poi che la lettera a) del comma 19 dell’articolo 1 del DL 181 del 2006[42], nell’attribuire al Presidente del Consiglio dei ministri le funzioni di competenza statale in materia di sport già attribuite al Ministero per i beni e le attività culturali dagli artt. 52, co. 1, e 53 del D.Lgs. 300/1999, ha previsto (indirettamente, attraverso la fissazione del termine per la modifica dello statuto) che l’Istituto per il credito sportivo sia sottoposto alla vigilanza sia del Presidente del Consiglio dei ministri sia del ministro per i beni e le attività culturali.

 

Il testo vigente del comma 1297 con il fine dichiarato di contenere i costi di funzionamento e di conseguire risparmi di spesa, stabilisce che i compensi e le spese sostenute per gli organi dell’Istituto siano ridotti del 30 per cento a decorrere dal 1º gennaio 2007 e prevede inoltre il riordino della struttura attraverso l’adeguamento dello statuto alle indicazioni recate dal comma medesimo, da effettuarsi entro 45 giorni dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria. A tale data è altresì disposto lo scioglimento degli organi dell’Istituto.

Circa le indicazioni per il riordino, il vigente comma 1297, anche in applicazione del citato D.L. n. 181/2006, prevede che:

-    il consiglio di amministrazione sia composto da nove membri, di cui quattro, tra i quali è scelto il Presidente, designati rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali, dalle Regioni e dalle autonomie locali;

-    il comitato esecutivo dell’Istituto sia soppresso e le relative competenze attribuite al consiglio di amministrazione;

-    il collegio dei sindaci dell’Istituto sia composto da un numero di membri effettivi non superiore a tre e da un membro supplente;

-    il Presidente, il consiglio di amministrazione e il collegio dei sindaci siano nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali e di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

A seguito della modifica della disposizione recata dall’articolo in esame:

§         viene eliminato, al primo periodo, il riferimento allo statuto dell’ente che, secondo il testo vigente, “deve prevedere” la presenza nel consiglio di amministrazione di quattro membri, tra i quali è scelto il Presidente, designati rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali, dalle Regioni e dalle autonomie locali;

§         vengono individuati, per ciascuno dei nove membri del consiglio di amministrazione, i soggetti competenti alla designazione:

Ø       tre membri, tra i quali è scelto il Presidente, designati rispettivamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali;

Ø      tre  membri designati rispettivamente dalle regioni e dalle autonomie locali, dalla Cassa Depositi e Prestiti s.p.a., e dalla Giunta Nazionale del CONI;

Ø      tre membri designati dai restanti soggetti partecipanti al capitale dell’Istituto.

 

L’attuale statuto dell’ICS approvato con D.M. 5 agosto 2005, prevede che:

§      il consiglio di amministrazione sia composto da 10 membri, tra cui il presidente, 5 designati rispettivamente dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali, dalla conferenza Stato-regioni; dalla Giunta nazionale del CONI; dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a., e quattro designati dagli istituti di credito partecipanti al capitale sociale con quota non inferiore al 10,811%[43];

§      il collegio dei sindaci dell’Istituto sia composto da cinque membri effettivi (designati designati rispettivamente dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro per i beni e le attività culturali, dalla conferenza Stato-regioni; dalla Giunta nazionale del CONI; dagli istituti di credito) e da due membri supplenti;

§         il Presidente, il consiglio di amministrazione e il collegio dei sindaci siano nominati con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia

 

 

Si ricorda che il comma 1294 della legge finanziaria 2007 assegna all'Istituto per il credito sportivo (ICS), per agevolare il credito per la realizzazione di impianti sportivi, un contributo annuo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Ai sensi del comma 1295, tale contributo concorre ad incrementare il fondo speciale costituito presso l’istituto al fine di concedere contributi per interessi sui mutui - anche se accordati da altre aziende di credito e dalla Cassa depositi e prestiti - per le finalità istituzionali, dall'articolo 5 della legge 24 dicembre 1957, n. 1295[44].

Restano comunque ferme le disposizioni dell'articolo 5 del regolamento sulla disciplina dei concorsi pronostici su base sportiva[45], in applicazione del quale il 2,45% della posta dei concorsi pronostici è versato all’istituto (comma 1296).

 

 


Articolo 12
(Entrata in vigore)

 

 

L'articolo 12, stabilisce che le disposizioni del decreto legge entrano in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge di conversione, il relativo articolo 1 dispone l’entrata in vigore del provvedimento il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

 


Progetto di legge

 


N. 2340

¾

CAMERA DEI DEPUTATI

______________________________

DISEGNO DI LEGGE

 

APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

il 7 marzo 2007 (v. stampato Senato n. 1314)

 

presentato dal presidente del consiglio dei ministri

(PRODI)

 

dal ministro per le politiche giovanili e le attività sportive

(MELANDRI)

 

dal ministro dell'interno

(AMATO)

 

e dal ministro della giustizia

(MASTELLA)

 

di concerto con il ministro delle infrastrutture

(DI PIETRO)

 

e con il ministro per gli affari regionali e le autonomie locali

(LANZILLOTTA)

 

 

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

 

¾¾¾¾¾¾¾¾

Trasmesso dal Presidente del Senato della Repubblica l'8 marzo 2007

¾¾¾¾¾¾¾¾

 


 disegno di legge

¾¾¾

 

 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

1. Il decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 


 

Allegato

 

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE

AL DECRETO-LEGGE 8 FEBBRAIO 2007, N. 8

 

All'articolo 1:

 

al comma 2, capoverso 7-bis, la parola: «dieci» è sostituita dalla seguente: «quattro»;

al comma 3, dopo le parole: «come introdotto dal comma 2» sono inserite le seguenti: «del presente articolo»;

dopo il comma 3, sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso, che omette di osservare le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli di accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater. In caso di violazione, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale o operativa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro».

 

All'articolo 2:

 

al comma 1, lettera a), numero 1), le parole: «ed all'articolo 6-bis» sono sostituite dalle seguenti: «all'articolo 6-bis»;

al comma 1, dopo la lettera a), è inserita la seguente:

«a-bis) dopo il comma 1, è inserito il seguente:

"1-bis. Il divieto di cui al comma 1 può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di diciotto anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Il provvedimento è notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale."»;

 

al comma 1, lettera b), le parole: «a tre mesi e superiore a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «a un anno e superiore a cinque anni»;

al comma 1, lettera c), le parole: «da 6 mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 40.000 euro»;

al comma 1, lettera d), alinea, le parole: «è sostituito dal seguente» sono sostituite dalle seguenti: «è sostituito dai seguenti»;

al comma 1, lettera d), capoverso, le parole: «da sei mesi a sette anni» sono sostituite dalle seguenti: «da due a otto anni» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo.»;

al comma 2, capoverso 1-bis, sono soppresse le parole: «risiedono, ovvero in cui» e dopo la parola: «legale» sono inserite le seguenti: «o operativa».

 

 

Dopo l'articolo 2, sono inseriti i seguenti:

«Art. 2-bis. - (Divieto di manifestazioni esteriori). - 1. Sono vietati, negli impianti sportivi, striscioni, cartelli, simboli, emblemi nonché rappresentazioni esteriori anche verbali, relativi ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Salvo che costituisca più grave reato, la violazione del suddetto divieto è punita con l'arresto da tre mesi ad un anno.

2. Il rifiuto di cessare le manifestazioni esteriori di cui al comma 1, nonché di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, a richiesta della forza pubblica costituisce il reato di cui all'articolo 337 del codice penale.

3. All'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, le parole: "fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila" sono sostituite dalle seguenti: "da uno a cinque anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro".

Art. 2-ter. - (Norme sul personale addetto agli impianti sportivi). - 1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le Forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso tale termine, il decreto può essere egualmente emanato.

 

 


 

 

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1 comunicano i nominativi del personale da impiegare nei predetti servizi al prefetto della provincia che, se constata la mancanza dei requisiti per taluni soggetti, ne dispone il divieto di impiego comunicandolo alla società».

 

All'articolo 3:

al comma 1, capoverso 1, nel primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi,» sono inserite le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa,», il secondo periodo è soppresso e il terzo periodo è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva.»;

al comma 2, capoverso 1, nel primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi,» sono inserite le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa,» e le parole: «e con la multa da 500 a 2.000» sono sostituite dalle seguenti: «e con la multa da 1.000 a 5.000» e il secondo periodo è soppresso.

 

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

«Art. 3-bis. - (Aggravante del reato di danneggiamento). - 1. All'articolo 635, secondo comma, del codice penale, dopo il numero 5), è aggiunto il seguente:

"5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive"».

 

All'articolo 4, al comma 1, lettera a), dopo le parole: «all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6,» sono inserite le seguenti: «della presente legge,».

 

All'articolo 5, al comma 1 è premesso il seguente:

«01. All'articolo 1-septies, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole: "sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro" sono sostituite dalle seguenti: "sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro"».

 

All'articolo 6, al comma 1, capoverso «Art. 7-ter», comma 1, le parole: «di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401,» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 6 della presente legge».

 


 

All'articolo 7:

il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Dopo l'articolo 583-ter del codice penale, è inserito il seguente:

"Art. 583-quater. - (Lesioni personali gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico). - Chiunque procuri ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni personali gravi o gravissime è punito con le pene rispettivamente previste dall'articolo 583 aumentate della metà."»;

la rubrica è sostituita dalla seguente: «Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale».

 

All'articolo 8, il comma 4 è sostituito dal seguente:

«4. In deroga al divieto di cui al comma 1, è consentito alle società sportive stipulare con associazioni legalmente riconosciute, aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei princìpi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza, come sanciti dalla Carta olimpica, e non aventi tra i loro associati persone a cui è stato notificato il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalità».

 

All'articolo 9, al comma 3, le parole: «da 20.000 a 100.000» sono sostituite dalle seguenti: «da 40.000 a 200.000».

 

All'articolo 10, al comma 1, capoverso 5-bis, nel primo periodo, le parole: «possono provvedere» sono sostituite dalle seguenti: «provvedono» e, nel secondo periodo, la parola: «, convoca» è sostituita dalle seguenti: «o convoca».

Dopo l'articolo 11, sono inseriti i seguenti:

«Art. 11-bis. - (Iniziative per promuovere i valori dello sport). - 1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia, predispone, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai princìpi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

 

 

Art. 11-ter. - (Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori). - 1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole: "di capienza superiore alle diecimila unità" sono sostituite dalle seguenti: "di capienza superiore alle 7.500 unità".

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

 

Art. 11-quater. - (Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177). - 1. Al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono apportate le seguenti modifiche:

a) la rubrica del capo II del titolo IV è sostituita dalla seguente: "Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva";

b) la rubrica dell'articolo 34 è sostituita dalla seguente: "Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport";

c) all'articolo 34, dopo il comma 6, è inserito il seguente:

"6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.";

d) all'articolo 35, comma 2, le parole: "per un periodo da uno a dieci giorni" sono sostituite dalle seguenti: "per un periodo da tre a trenta giorni";

e) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

"4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo".

 

Art. 11-quinquies. - (Modifica alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il consiglio di amministrazione dell'Istituto per il credito sportivo). - 1. All'articolo 1, comma 1297, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal seguente: "Al fine di contenere i costi di funzionamento, di conseguire risparmi di spesa e di adeguare la composizione degli organi dell'Istituto per il credito sportivo alle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, il consiglio di amministrazione dell'Istituto è composto da un membro designato dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato, da un membro designato dal Ministro dell'economia e delle finanze e da un membro designato dal Ministro per i beni e le attività culturali, tra i quali è scelto il presidente, nonché da un membro designato in rappresentanza delle regioni e delle autonomie locali, da un membro designato dalla Cassa depositi e prestiti spa, da un membro designato dalla giunta nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e da tre membri designati dai restanti soggetti partecipanti al capitale dell'Istituto"».


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DECRETO-LEGGE 8 FEBBRAIO 2007, N. 8

 


Decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 32 dell'8 febbraio 2007 ([46]).

 

 

Testo del decreto-legge

Testo del decreto-legge comprendente le modificazioni apportate dal Senato della Repubblica

Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche.

 

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

 

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di interventi per contrastare gli episodi di violenza in occasione di competizioni calcistiche, prevedendo rigorose misure volte a prevenire e reprimere i comportamenti particolarmente pericolosi;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio 2007;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali;

 

emana

 

il seguente decreto-legge:

 

Articolo 1.

(Misure per la sicurezza degli impianti sportivi).

Articolo 1.

(Misure per la sicurezza degli impianti sportivi).

1. Fino all'attuazione degli interventi strutturali ed organizzativi richiesti per dare esecuzione all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e dei decreti ivi previsti, le competizioni riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non a norma, sono svolte «a porte chiuse». Le determinazioni in proposito sono assunte dal prefetto competente per territorio, in conformità alle indicazioni definite dall'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all'articolo 1-octies del medesimo decreto-legge n. 28 del 2003. Potrà essere consentito l'accesso di coloro che sono in possesso di un abbonamento annuale, acquistato in data anteriore alla data di entrata in vigore del presente decreto, non destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, allorché l'impianto sportivo risulterà almeno munito degli specifici requisiti previsti in attuazione dei commi 1, 2 e 4 dell'articolo 1-quater del citato decreto-legge n. 28 del 2003.

1. Identico.

2. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 7, è aggiunto, in fine, il seguente:

2. Identico:

«7-bis. È fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni nazionali riguardanti il gioco del calcio di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente, alla società sportiva cui appartiene la squadra ospitata, titoli di accesso agli impianti sportivi ove tali competizioni si disputano, riservati ai sostenitori della stessa. È, altresì, fatto divieto di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, alla stessa persona fisica titoli di accesso in numero superiore a dieci. In caso di violazioni delle disposizioni del presente comma si applicano le sanzioni previste dal comma 5 dell'articolo 1-quinquies.».

«7-bis. È fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni nazionali riguardanti il gioco del calcio di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, direttamente od indirettamente, alla società sportiva cui appartiene la squadra ospitata, titoli di accesso agli impianti sportivi ove tali competizioni si disputano, riservati ai sostenitori della stessa. È, altresì, fatto divieto di porre in vendita o cedere, a qualsiasi titolo, alla stessa persona fisica titoli di accesso in numero superiore a quattro. In caso di violazioni delle disposizioni del presente comma si applicano le sanzioni previste dal comma 5 dell'articolo 1-quinquies.».

3. I divieti di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del citato decreto-legge n. 28 del 2003, come introdotto dal comma 2, si applicano alle competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio programmate per i giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. I titoli di accesso ceduti o venduti anteriormente non possono essere utilizzati.

3. I divieti di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del citato decreto-legge n. 28 del 2003, come introdotto dal comma 2 del presente articolo, si applicano alle competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio programmate per i giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto. I titoli di accesso ceduti o venduti anteriormente non possono essere utilizzati.

 

3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

 

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

 

3-quater. Salvo che il fatto costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso, che omette di osservare le disposizioni di cui ai commi 3-bis e 3-ter, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

 

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli di accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater. In caso di violazione, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale o operativa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.

 

Articolo 2.

(Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

 

Articolo 2.

(Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

1. All'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

1. Identico:

a) al comma 1:

a) identica:

1) le parole: «e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «ed all'articolo 6-bis, commi 1 e 2, e all'articolo 6-ter»;

1) le parole: «e all'articolo 6-bis, commi 1 e 2» sono sostituite dalle seguenti: «all'articolo 6-bis, commi 1 e 2, e all'articolo 6-ter»;

2) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.»;

2) identico;

 

a-bis) dopo il comma 1, è inserito il seguente:

 

«1-bis. Il divieto di cui al comma 1 può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di diciotto anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Il provvedimento è notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale.»;

b) al comma 5, le parole: «non possono avere durata superiore a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «non possono avere durata inferiore a tre mesi e superiore a tre anni»;

b) al comma 5, le parole: «non possono avere durata superiore a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «non possono avere durata inferiore a un anno e superiore a cinque anni»;

c) al comma 6, le parole: «da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni» sono sostituite dalle seguenti: «da 6 mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro»;

c) al comma 6, le parole: «da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a tre anni e con la multa da 10.000 euro a 40.000 euro»;

d) il primo periodo del comma 7 è sostituito dal seguente:

d) il primo periodo del comma 7 è sostituito dai seguenti:

«Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice dispone, altresì, il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da sei mesi a sette anni, e può disporre la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.».

«Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice dispone, altresì, il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da due a otto anni, e può disporre la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205. Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo.».

2. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto in fine, il seguente:

2. Identico:

«1-bis. Nei confronti delle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui al comma 1 persone prive dei requisiti morali previsti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è irrogata, dal prefetto della provincia in cui le medesime società risiedono, ovvero in cui hanno la sede legale, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.».

«1-bis. Nei confronti delle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui al comma 1 persone prive dei requisiti morali previsti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, è irrogata, dal prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale o operativa, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.».

 

 

Articolo 2-bis.

(Divieto di manifestazioni esteriori).

 

1. Sono vietati, negli impianti sportivi, striscioni, cartelli, simboli, emblemi nonché rappresentazioni esteriori anche verbali, relativi ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Salvo che costituisca più grave reato, la violazione del suddetto divieto è punita con l'arresto da tre mesi ad un anno.

 

2. Il rifiuto di cessare le manifestazioni esteriori di cui al comma 1, nonché di cui all'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, a richiesta della forza pubblica costituisce il reato di cui all'articolo 337 del codice penale.

 

3. All'articolo 2, comma 1, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, le parole: «fino a tre anni e con la multa da lire duecentomila a lire cinquecentomila» sono sostituite dalle seguenti: «da uno a cinque anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro».

 

 

Articolo 2-ter.

(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi).

 

1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le Forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso tale termine, il decreto può essere egualmente emanato.

 

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1 comunicano i nominativi del personale da impiegare nei predetti servizi al prefetto della provincia che, se constata la mancanza dei requisiti per taluni soggetti, ne dispone il divieto di impiego comunicandolo alla società.

 

 

Articolo 3.

(Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

Articolo 3.

(Modifiche agli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

1. Il comma 1 dell'articolo 6-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, è sostituito dal seguente:

1. Identico:

«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, lancia o utilizza, in modo da creare un pericolo per le persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Si considerano commessi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva. La pena è aumentata se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva un danno alle persone.».

«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazine sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa, lancia o utilizza, in modo da creare un pericolo per le persone, razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva un danno alle persone.».

2. Il comma 1 dell'articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, è sostituito dal seguente:

2. Identico:

«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, è trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 500 a 2.000 euro. Si considerano commessi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.».

«1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, e a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa, è trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi, strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, ovvero di bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 1.000 a 5.000 euro.».

 

Articolo 3-bis.

(Aggravante del reato di danneggiamento).

 

1. All'articolo 635, secondo comma, del codice penale, dopo il numero 5), è aggiunto il seguente:

 

«5-bis) sopra attrezzature e impianti sportivi al fine di impedire o interrompere lo svolgimento di manifestazioni sportive».

 

Articolo 4.

(Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

 

Articolo 4.

(Modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

1. All'articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, sono apportate le seguenti modificazioni:

1. Identico:

a) al comma 1-bis, le parole: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6, anche nel caso di divieto non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 del medesimo articolo 6. L'arresto è, inoltre, consentito nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6»;

a) al comma 1-bis, le parole: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, e all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 6-bis, comma 1, all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge, anche nel caso di divieto non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 del medesimo articolo 6. L'arresto è, inoltre, consentito nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6»;

b) al comma 1-ter, le parole: «o di altri elementi oggettivi» sono soppresse; le parole: «dai quali» sono sostituite dalle seguenti: «dalla quale» e le parole: «entro le trentasei ore» sono sostituite dalle seguenti: «entro quarantotto ore»;

b) identica;

c) al comma 1-quater, dopo le parole: «1-bis,» sono inserite le seguenti: «e nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6,».

c) identica.

2. L'articolo 1-bis del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è abrogato.

2. Identico.

3. Al comma 1 dell'articolo 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo le parole: «nell'articolo 6-bis, commi 1 e 2,» sono inserite le seguenti: «nell'articolo 6-ter».

3. Identico.

 

Articolo 5.

(Integrazione del sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d'uso degli impianti).

 

Articolo 5.

(Integrazione del sistema sanzionatorio per la violazione del regolamento d'uso degli impianti).

 

01. All'articolo 1-septies, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge

 

24 aprile 2003, n. 88, le parole: «sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro» sono sostituite dalle seguenti: «sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro».

1. All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'ipotesi di cui al periodo precedente, al contravventore possono essere applicati il divieto e le prescrizioni di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.».

1. Identico.

 

Articolo 6.

(Misure di prevenzione).

 

Articolo 6.

(Misure di prevenzione).

1. Alla legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo l'articolo 7-bis è inserito il seguente:

1. Identico:

«Art. 7-ter. - (Misure di prevenzione). - 1. Le misure di prevenzione di cui alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31 maggio 1965, n. 575, possono essere applicate anche nei confronti delle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401.

«Art. 7-ter. - (Misure di prevenzione). - 1. Le misure di prevenzione di cui alle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31 maggio 1965, n. 575, possono essere applicate anche nei confronti delle persone indiziate di avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva, in più occasioni, alle manifestazioni di violenza di cui all'articolo 6 della presente legge.

2. Nei confronti dei soggetti di cui al comma 1 può essere altresì applicata la misura di prevenzione patrimoniale della confisca, di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, relativamente ai beni, nella disponibilità dei medesimi soggetti, che possono agevolare, in qualsiasi modo, le attività di chi prende parte attiva a fatti di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive. Il sequestro effettuato nel corso di operazioni di polizia dirette alla prevenzione delle predette manifestazioni di violenza è convalidato a norma dell'articolo 2-ter, secondo comma, secondo periodo, della medesima legge n. 575 del 1965.».

2. Identico».

 

Articolo 7.

(Aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza e resistenza a pubblico ufficiale).

 

Articolo 7.

(Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale).

1. Al secondo comma dell'articolo 339 del codice penale le parole: «della reclusione da tre a quindici anni» sono sostituite dalle seguenti: «della reclusione da cinque a quindici anni».

1. Dopo l'articolo 583-ter del codice penale, è inserito il seguente:

«Art. 583-quater. - (Lesioni personali gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico). - Chiunque procuri ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni personali gravi o gravissime è punito con le pene rispettivamente previste dall'articolo 583 aumentate della metà.».

2. All'articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, è aggiunto, in fine, il seguente: «Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.».

2. Identico.

 

 

Articolo 8.

(Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

Articolo 8.

(Divieto di agevolazioni nei confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401).

1. È vietato alle società sportive corrispondere in qualsiasi forma, diretta o indiretta, a soggetti destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, o di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura, ivi inclusa l'erogazione a prezzo agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti o titoli di viaggio. È parimenti vietato alle società sportive corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate.

1. Identico.

2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalità di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 per i nominativi comunicati dalle società sportive interessate.

2. Identico.

3. Alle società sportive che non osservano i divieti di cui al comma 1 è irrogata dal prefetto della provincia in cui la società ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50.000 a 200.000 euro.

3. Identico.

4. In deroga al divieto di cui al comma 1 è consentito alle società sportive stipulare con associazioni riconosciute ai sensi dell'articolo 12 del codice civile, aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei princìpi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza, come sanciti dalla Carta olimpica, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalità statutarie.

4. In deroga al divieto di cui al comma 1, è consentito alle società sportive stipulare con associazioni legalmente riconosciute, aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei princìpi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza, come sanciti dalla Carta olimpica, e non aventi tra i loro associati persone a cui è stato notificato il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e successive modificazioni, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalità.

5. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

5. Identico.

 

Articolo 9.

(Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio).

 

Articolo 9.

(Nuove prescrizioni per le società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio).

1. È fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto del Ministro dell'interno in data 6 giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

1. Identico.

2. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, sono definite, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le modalità di verifica, attraverso la questura, della sussistenza dei requisiti ostativi di cui al comma 1 dei nominativi comunicati dalle società sportive interessate.

2. Identico.

3. Alle società che non osservano il divieto di cui al comma 1 è irrogata dal prefetto della provincia in cui la società ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

3. Alle società che non osservano il divieto di cui al comma 1 è irrogata dal prefetto della provincia in cui la società ha sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 40.000 a 200.000 euro. Per quanto non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

 

Articolo 10.

(Adeguamento degli impianti).

 

Articolo 10.

(Adeguamento degli impianti).

1. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 5 è inserito il seguente:

1. Identico:

«5-bis. All'adeguamento degli impianti di cui al comma 1 possono provvedere le società utilizzatrici degli impianti medesimi. In tale caso, qualora ai fini dell'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 occorrano particolari titoli abilitativi, l'amministrazione competente al rilascio del titolo provvede entro quarantotto ore dalla proposizione della relativa istanza, convoca entro lo stesso termine, ove necessario, una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. La conferenza si pronuncia entro le successive ventiquattro ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.».

«5-bis. All'adeguamento degli impianti di cui al comma 1 provvedono le società utilizzatrici degli impianti medesimi. In tale caso, qualora ai fini dell'adeguamento dell'impianto alle prescrizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 occorrano particolari titoli abilitativi, l'amministrazione competente al rilascio del titolo provvede entro quarantotto ore dalla proposizione della relativa istanza o convoca entro lo stesso termine, ove necessario, una conferenza di servizi ai sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. La conferenza si pronuncia entro le successive ventiquattro ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.».

 

 

Articolo 11.

(Programma straordinario per l'impiantistica sportiva).

 

 

Articolo 11.

(Programma straordinario per l'impiantistica sportiva).

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con i Ministri delle infrastrutture e dell'interno, convoca un tavolo di concertazione per definire, entro centoventi giorni dalla data di convocazione, un programma straordinario per l'impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all'esercizio della pratica calcistica, al fine di renderla maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilità, apertura, redditività della gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

Identico.

2. Al tavolo nazionale partecipano il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, il Ministro delle infrastrutture, il Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il CONI, i rappresentanti dell'ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive.

 

 

 

Articolo 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport).

 

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia, predispone, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai princìpi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

 

 

Articolo 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori).

 

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole: «di capienza superiore alle diecimila unità» sono sostituite dalle seguenti: «di capienza superiore alle 7.500 unità».

 

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

 

 

 

 

 

Articolo 11-quater.

(Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177).

 

1. Al testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, sono apportate le seguenti modifiche:

 

a) la rubrica del capo II del titolo IV è sostituita dalla seguente: «Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva»;

 

b) la rubrica dell'articolo 34 è sostituita dalla seguente: «Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport»;

 

c) all'articolo 34, dopo il comma 6, è inserito il seguente:

 

«6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.»;

 

d) all'articolo 35, comma 2, le parole: «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

 

e) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

 

«4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo».

 

 

Articolo 11-quinquies.

(Modifica alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, concernente il consiglio di amministrazione dell'Istituto per il credito sportivo).

 

1. All'articolo 1, comma 1297, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il primo e il secondo periodo sono sostituiti dal seguente: «Al fine di contenere i costi di funzionamento, di conseguire risparmi di spesa e di adeguare la composizione degli organi dell'Istituto per il credito sportivo alle disposizioni contenute nell'articolo 1, comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, il consiglio di amministrazione dell'Istituto è composto da un membro designato dal Presidente del Consiglio dei ministri o dal Ministro delegato, da un membro designato dal Ministro dell'economia e delle finanze e da un membro designato dal Ministro per i beni e le attività culturali, tra i quali è scelto il presidente, nonché da un membro designato in rappresentanza delle regioni e delle autonomie locali, da un membro designato dalla Cassa depositi e prestiti spa, da un membro designato dalla giunta nazionale del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e da tre membri designati dai restanti soggetti partecipanti al capitale dell'Istituto».

 

Articolo 12.

(Entrata in vigore).

 

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

 

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addì 8 febbraio 2007.

 

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Melandri, Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive.

Amato, Ministro dell'interno.

Mastella, Ministro della giustizia.

Di Pietro, Ministro delle infrastrutture.

Lanzillotta, Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali.

Visto, il Guardasigilli: Mastella.

 


Iter al Senato


Progetto di legge

 


SENATO DELLA REPUBBLICA

¾¾¾¾¾¾¾¾   XV LEGISLATURA   ¾¾¾¾¾¾¾¾

 

N. 1314

DISEGNO DI LEGGE

presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri

(PRODI)

dal Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive

(MELANDRI)

dal Ministro dell’interno

(AMATO)

e dal Ministro della giustizia

(MASTELLA)

di concerto col Ministro delle infrastrutture

(DI PIETRO)

e col Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali

(LANZILLOTTA)

 

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA L’8 FEBBRAIO 2007

 

¾¾¾¾¾¾¾¾

Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

¾¾¾¾¾¾¾¾


 


Onorevoli Senatori. – Il recente e drammatico susseguirsi di gravissimi episodi di violenza verificatisi in occasione di avvenimenti sportivi, culminato nell’omicidio dell’ispettore Raciti a Catania, ha determinato la necessità di intervenire con un decreto-legge al fine di integrare e migliorare la normativa di contrasto ai fenomeni di violenza varata nel corso della precedente legislatura.

Il presente decreto-legge introduce, in particolare, una serie di norme finalizzate ad ampliare e migliorare gli strumenti di prevenzione del fenomeno, anche attraverso l’immediata applicazione di misure che modulano l’organizzazione e lo svolgimento delle manifestazioni sportive riguardanti il gioco del calcio, in relazione al non completo adeguamento degli impianti sportivi alla vigente normativa, nonché attraverso il perfezionamento delle misure volte a contrastare, con maggiore rigore, la degenerazione violenta del tifo sportivo.

Il decreto-legge si compone di 11 articoli, oltre quello relativo all’entrata in vigore.

L’articolo 1 prevede la cessazione, con effetto immediato, della disciplina derogatoria alla normativa vigente in materia di sicurezza degli impianti sportivi destinati allo svolgimento di partite di calcio, con capienza superiore a 10.000 spettatori.

Il comma 1 prevede che, fino alla realizzazione degli interventi strutturali ed organizzativi volti ad attuare le disposizioni previste dall’articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88, le competizioni riguardanti il gioco del calcio, negli stadi non a norma, sono svolte «a porte chiuse». È stabilito che le determinazioni in materia saranno adottate dai prefetti competenti per territorio in conformità alle indicazioni dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. È tuttavia prevista la possibilità di far accedere agli impianti i titolari di abbonamenti annuali, purché non colpiti dai provvedimenti interdettivi e prescrittivi previsti dalla normativa vigente in materia di contrasto alla violenza negli stadi, via via che gli impianti risultino conformi alle prescrizioni previste dai decreti di attuazione dei commi 1, 2 e 4 del predetto articolo 1-quater.

Il comma 2 inserisce il comma 7-bis nel suddetto articolo 1-quater, in base al quale alle società organizzatrici di competizioni nazionali calcistiche è fatto divieto di vendere o cedere i titoli di accesso alla società sportiva cui appartiene la squadra ospitata, al fine di prevenire e contrastare i ripetuti fenomeni di violenza verificatisi in occasione degli spostamenti collettivi dei tifosi. È altresì previsto il divieto di vendita o di cessione alla stessa persona fisica di titoli di accesso agli impianti sportivi in numero superiore a dieci.

In via transitoria, per i biglietti che risultassero già venduti prima della data di entrata in vigore del presente decreto, è previsto che non possano essere comunque utilizzati.

Per lo svolgimento delle competizioni internazionali di club sarà compito delle autorità sportive, d’intesa con le autorità di pubblica sicurezza, adottare le misure necessarie a garantire il «diritto di tribuna» alle società straniere regolarmente partecipanti alle competizioni internazionali, anche attraverso l’individuazione, caso per caso, tra gli stadi a norma, di quello in cui si potrà svolgere la partita «a porte aperte».

L’articolo 2, comma 1, apporta delle modifiche alla disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n.401. In particolare, è stata introdotta la possibilità di applicare il divieto di accesso agli impianti sportivi anche indipendentemente dalla denuncia o dalla condanna per specifici reati. Il presupposto per l’applicazione della predetta misura si realizza quando la persona, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse. Inoltre, tra i destinatari della misura in esame sono stati ricompresi anche i soggetti trovati in possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, di cui all’articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n.401. È stata introdotta, altresì, una durata minima di tre mesi per l’applicazione del divieto di accesso disposto dal questore ed un aumento fino a sette anni per quello disposto dal giudice a seguito della sentenza di condanna. L’intervento legislativo dispone un inasprimento delle pene irrogabili da parte del giudice nel caso di violazione del divieto di accesso e delle prescrizioni di comparire personalmente presso i competenti uffici di polizia, che sono elevate nei minimi e nei massimi edittali, con una applicazione congiunta della pena detentiva e di quella pecuniaria (da sei mesi a tre anni di reclusione e la multa fino a 10.000 euro).

Infine, si prevede anche la possibilità per il giudice di applicare con la sentenza di condanna per specifici reati anche la sanzione accessoria prevista dall’articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n.122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n.205, in materia di discriminazioni razziali, etniche e religiose.

Il comma 2 dell’articolo in esame introduce una sanzione amministrativa da 20.000 a 100.000 euro nei confronti delle società sportive che abbiano affidato i compiti di gestione e controllo della sicurezza nello stadio a soggetti privi dei requisiti morali previsti dall’ articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n.773.

L’articolo 3 contiene la riformulazione dei reati previsti dagli articoli 6-bis, comma 1, e 6-ter, comma 1, della citata legge n.401 del 1989, con l’ampliamento della portata applicativa delle disposizioni e la previsione di sanzioni più gravi.

Viene, inoltre, precisato, che si considerano commessi nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze di essi, i fatti ivi verificatisi nelle 24 ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva.

L’articolo 4 stabilisce che l’arresto sia consentito, altresì, nei casi di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, anche se non accompagnato dalla prescrizione di cui al comma 2 dell’articolo 6 della citata legge n.401 del 1989, così come nei casi di violazione dell’analogo divieto irrogato dal giudice ai sensi del comma 7.

Un’ulteriore modifica riguarda l’articolo 8, comma 1-ter, della medesima legge n.401 del 1989, laddove viene consentito l’arresto in flagranza fino a quarantotto ore dal fatto, sempre che esso non sia effettuabile immediatamente per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica, e a condizione che il soggetto sia inequivocabilmente identificato esclusivamente a mezzo di filmati o fotografie (viene eliminato il possibile ricorso ad «altri elementi oggettivi»).

La stessa norma abroga l’articolo 1-bis del citato decreto-legge n.28 del 2003, come modificato dal decreto-legge 30 giugno 2005, n.115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n.168, che stabiliva la cessazione dell’efficacia delle disposizioni di cui all’articolo 8, comma 1-ter e 1-quater della legge 13 dicembre 1989, n.401, nel mese di giugno del 2007.

Infine, è stata estesa la possibilità di procedere con giudizio direttissimo, oltre che per i reati indicati nell’articolo 6, comma 6, nell’articolo 6-bis, commi 1 e 2, e nell’articolo 8, comma 1, della citata legge n.401 del 1989, anche nel caso in cui ricorrano gli estremi del reato di cui all’articolo 6-ter della stessa, concernente il possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive, come modificato dall’articolo 3, comma 2, del decreto.

L’articolo 5 introduce un’integrazione all’articolo 1-septies, comma 2, del citato decreto-legge n.28 del 2003, al fine di poter applicare il divieto di acceso agli impianti sportivi, seppure con una durata più limitata, anche nei confronti delle persone che in più di una occasione abbiano violato le disposizioni del regolamento d’uso dell’impianto sportivo che comportino l’allontanamento dallo stesso.

L’articolo 6 introduce, nella suddetta legge n.401 del 1989, l’articolo 7-ter con il quale si prevede la possibilità di applicare le misure di prevenzione personali anche alle persone indiziate di aver agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva alle manifestazioni di violenza in occasione di competizioni sportive. Il medesimo articolo prevede, altresì, la possibilità di applicare ai medesimi soggetti destinatari della predetta misura di prevenzione anche quella patrimoniale della confisca dei beni nella loro disponibilità, quando gli stessi possono agevolare le attività di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

L’articolo 7 modifica l’articolo 339 del codice penale, concernente le circostanze aggravanti anche per i reati di minaccia, resistenza o violenza ad un pubblico ufficiale, estendendone l’applicazione anche quando la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l’utilizzazione di corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone. Si tratta di una previsione che si inserisce specificatamente nelle misure volte a contrastare più efficacemente gli episodi di violenza in occasione delle manifestazioni sportive ed a tutelare maggiormente gli operatori di polizia impiegati per salvaguardare l’incolumità degli spettatori e per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

L’articolo 8 prevede il divieto per le società sportive di corrispondere sovvenzioni, contributi e facilitazioni di qualsiasi natura a coloro che siano stati colpiti da divieti o prescrizioni di cui all’articolo 6 della citata legge n.401 del 1989, o condannati per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive, ovvero che siano destinatari di una misura di prevenzione personale o patrimoniale. Inoltre, stabilisce il divieto per le medesime società di corrispondere contributi, sovvenzioni, facilitazioni di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate.

La definizione delle modalità di verifica del corretto adempimento di tali obblighi è rimessa ad un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive. Sono, infine, stabilite sanzioni amministrative per le società che non osservino i divieti e le prescrizioni ivi previste.

L’articolo 9 introduce, al comma 1, il divieto per le società organizzatrici di competizioni calcistiche di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso ai soggetti destinatari dei provvedimenti interdittivi e prescrittivi di cui all’articolo 6 della già menzionata legge n.401 del 1989, ovvero a soggetti condannati anche con sentenza non definitiva per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

Il comma 2 attribuisce ad un decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, la definizione delle modalità di comunicazione dei nominativi dei soggetti interessati, al fine di rendere possibile la rilevazione della sussistenza dei suddetti requisiti ostativi.

Il comma 3 conferisce al prefetto della provincia in cui la società ha sede legale il potere di irrogare la sanzione amministrativa pecuniaria da 20.000 a 100.000 euro in caso di inosservanza da parte della società stessa del divieto di cui al comma 1.

L’articolo 10 introduce il comma 5-bis all’articolo 1-quater del citato decreto-legge n.28 del 2003. La norma trova la sua ratio nell’esigenza di incentivare e favorire il pronto adeguamento tecnico degli impianti soggetti alle prescrizioni di sicurezza, costruzione ed esercizio da parte delle società utilizzatrici degli impianti medesimi. Tale finalità è perseguita mediante l’introduzione di una fattispecie di «silenzio-assenso» ed attraverso una significativa accelerazione dei termini di definizione delle procedure amministrative attivate dall’istante società utilizzatrice dell’impianto, interessata al rilascio di particolari titoli abilitativi (concessione, autorizzazione, licenza o nulla-osta) ove prescritto dalla normativa vigente, ai fini dell’effettuazione degli interventi di adeguamento, anche attraverso la convocazione di una conferenza di servizi, ove necessaria.

L’articolo 11 prevede l’apertura di un tavolo di concertazione, cui partecipano i Ministri per le politiche giovanili e le attività sportive, delle infrastrutture, dell’interno e dell’economia e delle finanze, il CONI, nonché i rappresentanti dell’ANCI, delle regioni e delle organizzazioni sportive, per definire un programma straordinario per l’impiantistica destinata allo sport professionistico e, in particolare, all’esercizio della pratica calcistica, al fine di renderla maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilità, apertura, redditività della gestione economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

Tenuto conto che dal presente decreto non derivano nuovi o maggiori oneri, ovvero minori entrate, a carico del bilancio dello Stato, non viene redatta la relazione tecnica.


 

 


 

Allegato

(Previsto dall’articolo 17, comma 30,

della legge 15 maggio 1997, n.127)

 

TESTO INTEGRALE DELLE NORME ESPRESSAMENTE

MODIFICATE O ABROGATE DAL DECRETO-LEGGE

 

LEGGE 13 dicembre 1989, n.401

Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini etutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive.

 

...Omissis...

Art. 6. – Divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

1. Nei confronti delle persone che risultano denunciate o condannate anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi cinque anni per uno dei reati di cui all’articolo 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.110, all’articolo 5 della legge 22 maggio 1975, n.152, all’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n.122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n.205, e all’articolo 6-bis, commi 1 e 2, della presente legge, ovvero per aver preso parte attiva ad episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza, il questore può disporre il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive specificamente indicate, nonché a quelli, specificamente indicati, interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime. Il divieto di cui al presente comma può essere disposto anche per le manifestazioni sportive che si svolgono all’estero, specificamente indicate, ovvero dalle competenti Autorità degli altri Stati membri dell’Unione europea per le manifestazioni sportive che si svolgono in Italia.

2. Alle persone alle quali è notificato il divieto previsto dal comma 1, il questore può prescrivere di comparire personalmente una o più volte negli orari indicati, nell’ufficio o comando di polizia competente in relazione al luogo di residenza dell’obbligato o in quello specificamente indicato, nel corso della giornata in cui si svolgono le manifestazioni per le quali opera il divieto di cui al comma 1.

2-bis. La notifica di cui al comma 2 deve contenere l’avviso che l’interessato ha facoltà di presentare, personalmente o a mezzo di difensore, memorie o deduzioni al giudice competente per la convalida del provvedimento.

3. La prescrizione di cui al comma 2 ha effetto a decorrere dalla prima manifestazione successiva alla notifica all’interessato ed è immediatamente comunicata al procuratore della Repubblica presso il tribunale o al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, se l’interessato è persona minore di età, competenti con riferimento al luogo in cui ha sede l’ufficio di questura. Il pubblico ministero, se ritiene che sussistano i presupposti di cui al comma 1, entro quarantotto ore dalla notifica del provvedimento ne chiede la convalida al giudice per le indagini preliminari. Le prescrizioni imposte cessano di avere efficacia se il pubblico ministero con decreto motivato non avanza la richiesta di convalida entro il termine predetto e se il giudice non dispone la convalida nelle quarantotto ore successive.

4. Contro l’ordinanza di convalida è proponibile il ricorso per Cassazione. Il ricorso non sospende l’esecuzione dell’ordinanza.

5. Il divieto di cui al comma 1 e l’ulteriore prescrizione di cui al comma 2 non possono avere durata superiore a tre anni e sono revocati o modificati qualora, anche per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, siano venute meno o siano mutate le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione. La prescrizione di cui al comma 2 è comunque applicata quando risulta, anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, che l’interessato ha violato il divieto di cui al comma 1.

6. Il contravventore alle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni. Le stesse disposizioni si applicano nei confronti delle persone che violano in Italia il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive adottato dalle competenti Autorità di uno degli altri Stati membri dell’Unione europea.

7. Con la sentenza di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioni il giudice può disporre il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 e l’obbligo di presentarsi in un ufficio o comando di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente indicate per un periodo da due mesi a due anni. Il divieto e l’obbligo predetti non sono esclusi nei casi di sospensione condizionale della pena e di applicazione della pena su richiesta.

8. Nei casi di cui ai commi 2, 6 e 7, il questore può autorizzare l’interessato, per gravi e comprovate esigenze, a comunicare per iscritto allo stesso ufficio o comando di cui al comma 2 il luogo di privata dimora o altro diverso luogo, nel quale lo stesso interessato sia reperibile durante lo svolgimento di specifiche manifestazioni agonistiche.

 

Art. 6-bis. – Lancio di materiale pericoloso, scavalcamento ed invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque lanci corpi contundenti o altri oggetti, compresi gli artifizi pirotecnici, in modo da creare un pericolo per le persone, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni medesime è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata se dal fatto deriva un danno alle persone. La pena è aumentata fino alla metà se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva.

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, supera indebitamente una recinzione o separazione dell’impianto ovvero, nel corso delle manifestazioni medesime, invade il terreno di gioco, è punito, se dal fatto deriva un pericolo concreto per le persone, con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da lire trecentomila a lire due milioni. La pena è della reclusione da un mese a tre anni e sei mesi se dal fatto deriva il mancato regolare inizio, la sospensione, l’interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva.

 

Art. 6-ter. – Possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive.

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, venga trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero di altri strumenti per l’emissione di fumo o di gas visibile, è punito con l’arresto da tre a diciotto mesi e con l’ammenda da 150 euro a 500 euro.

 

 

...Omissis...

 

Art. 8. – Effetti dell’arresto in flagranza durante o in occasione di manifestazioni sportive.

1. Nei casi di arresto in flagranza o di arresto eseguito a norma dei commi 1-bis e 1-ter per reato commesso durante o in occasione di manifestazioni sportive, i provvedimenti di remissione in libertà conseguenti a convalida di fermo e arresto o di concessione della sospensione condizionale della pena a seguito di giudizio direttissimo possono contenere prescrizioni in ordine al divieto di accedere ai luoghi ove si svolgono manifestazioni sportive.

1-bis. Oltre che nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, per i quali è obbligatorio o facoltativo l’arresto ai sensi degli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, l’arresto è altresì consentito nel caso di reati di cui all’articolo 6-bis, comma 1, e all’articolo 6, commi 1 e 6, della presente legge.

1-ter. Nei casi di cui al comma 1-bis, quando non è possibile procedere immediatamente all’arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica, si considera comunque in stato di flagranza ai sensi dell’articolo 382 del codice di procedura penale colui il quale, sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi oggettivi dai quali emerge inequivocabilmente il fatto, ne risulta autore, sempre che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario alla sua identificazione e, comunque, entro le trentasei ore dal fatto.

1-quater. Quando l’arresto è stato eseguito per uno dei reati indicati dal comma 1-bis, l’applicazione delle misure coercitive è disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dagli articoli 274, comma 1, lettera c), e 280 del codice di procedura penale.

 

 

...Omissis...

 

DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88.

Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive.

 

 

...Omissis...

Art. 1-bis.

1. Le disposizioni di cui ai commi 1-ter e 1-quater dell’articolo 8 della legge 13 dicembre 1989, n.401, introdotti dall’articolo 1 del presente decreto, hanno efficacia fino al 30 giugno 2007.

 

 

...Omissis...

LEGGE 13 dicembre 1989, n.401

Interventi nel settore del giuoco e delle scommesse clandestini etutela della correttezza nello svolgimento di manifestazioni sportive.

 

 

...Omissis...

Art. 8-bis. – Casi di giudizio direttissimo.

1. Per i reati indicati nell’articolo 6, comma 6, nell’articolo 6-bis, commi 1 e 2, e nell’articolo 8, comma 1, si procede sempre con giudizio direttissimo, salvo che siano necessarie speciali indagini.

 

 

...Omissis...

DECRETO-LEGGE 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n.88.

Disposizioni urgenti per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive.

 

 

...Omissis...

Art. 1-septies.

1. L’accesso e la permanenza delle persone e delle cose negli impianti dove si svolgono le competizioni riguardanti il gioco del calcio sono disciplinati, per quanto non previsto da disposizioni di legge o di regolamento, dal regolamento d’uso degli impianti medesimi, predisposto sulla base delle linee guida approvate dall’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive di cui all’articolo 1-octies.

2. Chiunque, fuori dei casi di cui all’articolo 1-quinquies, comma 7, entra negli impianti in violazione del rispettivo regolamento d’uso, ovvero vi si trattiene, quando la violazione dello stesso regolamento comporta l’allontanamento dall’impianto ed è accertata anche sulla base di documentazione videofotografica o di altri elementi oggettivi, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro. La sanzione può essere aumentata fino alla metà del massimo qualora il contravventore risulti già sanzionato per la medesima violazione, commessa nella stagione sportiva in corso, anche se l’infrazione si è verificata in un diverso impianto sportivo.

3. Il pagamento in misura ridotta, ai sensi dell’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n.689, non esclude l’applicazione del divieto e delle prescrizioni di cui al comma 2.

4. Le sanzioni amministrative di cui al presente articolo sono irrogate dal prefetto della provincia del luogo in cui insiste l’impianto.

 

 

...Omissis...

CODICE PENALE

 

 

...Omissis...

Art. 339. – Circostanze aggravanti.

Le pene stabilite nei tre articoli precedenti sono aumentate [c.p. 64] se la violenza o la minaccia è commessa con armi [c.p. 585], o da persona travisata, o da più persone riunite [c.p. 112, n.1], o con scritto anonimo, o in modo simbolico, o valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.

Se la violenza o la minaccia è commessa da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena è, nei casi preveduti dalla prima parte dell’articolo 336 e dagli articoli 337 e 338, della reclusione da tre a quindici anni e, nel caso preveduto dal capoverso dell’articolo 336, della reclusione da due a otto anni [c.p. 29, 32].

 

...Omissis...


 

DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

1. È convertito in legge il decreto-legge 8 febbraio 2007, n.8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.


 

DECRETO-LEGGE 8 febbraio 2007, n. 8

Misure  urgenti  per  la  prevenzione e la repressione di fenomeni diviolenza connessi a competizioni calcistiche.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

  Ritenuta  la  straordinaria necessita' ed urgenza di interventi per contrastare  gli  episodi  di  violenza  in occasione di competizioni calcistiche, prevedendo rigorose misure volte a prevenire e reprimere i comportamenti particolarmente pericolosi;

  Vista  la  deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 febbraio 2007;

  Sulla  proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, del Ministro  per  le  politiche  giovanili  e le attivita' sportive, del Ministro dell'interno e del Ministro della giustizia, di concerto con il  Ministro  delle  infrastrutture  e con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali;

 

E m a n a

il seguente decreto-legge:

 

Art. 1.

Misure per la sicurezza degli impianti sportivi

 

1.    Fino   all'attuazione   degli   interventi   strutturali   ed organizzativi richiesti per dare esecuzione all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla  legge  24 aprile  2003,  n. 88, e dei decreti ivi previsti, le competizioni  riguardanti  il  gioco  del  calcio,  negli stadi non a norma,  sono  svolte «a porte chiuse». Le determinazioni in proposito sono  assunte  dal prefetto competente per territorio, in conformita' alle   indicazioni   definite   dall'Osservatorio   nazionale   sulle manifestazioni  sportive  di  cui  all'articolo 1-octies del medesimo decreto-legge  n.  28 del 2003. Potra' essere consentito l'accesso di coloro  che sono in possesso di un abbonamento annuale, acquistato in data  anteriore  alla data di entrata in vigore del presente decreto, non  destinatari  dei provvedimenti di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre  1989,  n.  401, allorche' l'impianto sportivo risultera' almeno  munito  degli  specifici requisiti previsti in attuazione dei commi 1,  2 e 4 dell'articolo 1-quater del citato decreto-legge n. 28 del 2003.

2. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 7, e' aggiunto, in fine, il seguente:   «7-bis.   E'   fatto   divieto   alle  societa'  organizzatrici  di competizioni  nazionali  riguardanti  il gioco del calcio di porre in vendita    o   cedere,   a   qualsiasi   titolo,   diretta-mente   od indirettamente,  alla  societa'  sportiva  cui  appartiene la squadra ospitata,  titoli di accesso agli impianti sportivi di cui al comma 1 ove  tali  competizioni  si disputano, riservati ai sostenitori della stessa.  E',  altresi', fatto divieto di porre in vendita o cedere, a qualsiasi  titolo,  alla  stessa  persona fisica titoli di accesso in numero  superiore  a  dieci. In caso di violazioni delle disposizioni del  presente  comma si  applicano  le  sanzioni previste dal comma 5 dell'articolo 1-quinquies.».

3.  I divieti di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del citato decreto-legge  n.  28  del  2003,  come  introdotto  dal  comma 2, si applicano  alle competizioni sportive riguardanti il gioco del calcio programmate  per  i  giorni successivi alla data di entrata in vigore del   presente   decreto.  I  titoli  di  accesso  ceduti  o  venduti anteriormente non possono essere utilizzati.

 

Art. 2.

Modifiche agli articoli 6 e 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401

 

 

1.  All'articolo 6  della  legge  13 dicembre  1989,  n.  401, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1:

      1)   le  parole:  «e  all'articolo 6-bis,  commi 1  e  2»  sono sostituite  dalle  seguenti:  «ed  all'articolo 6-bis, commi 1 e 2, e all'articolo 6-ter»;

      2)  e'  aggiunto,  in fine, il seguente periodo: «Il divieto di cui  al  presente comma puo' essere, altresi', disposto nei confronti di  chi,  sulla  base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta   finalizzata  alla  partecipazione  attiva  ad  episodi  di violenza  in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre  in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.»;

    b) al  comma 5,  le parole: «non possono avere durata superiore a tre  anni»  sono sostituite dalle seguenti: «non possono avere durata inferiore a tre mesi e superiore a tre anni»;

    c) al  comma 6, le parole: «da tre a diciotto mesi o con la multa fino a lire tre milioni» sono sostituite dalle seguenti: «da 6 mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro»;

    d) il primo periodo del comma 7 e' sostituito dal seguente:   «Con  la  sentenza  di condanna per i reati di cui al comma 6 e per quelli  commessi  in occasione o a causa di manifestazioni sportive o durante  i trasferimenti da o verso i luoghi in cui si svolgono dette manifestazioniil giudice dispone, altresi', il divieto di accesso nei luoghi  di  cui al comma 1 e l'obbligo di presentarsi in un ufficio o comando  di polizia durante lo svolgimento di manifestazioni sportive specificamente  indicate  per  un periodo da sei mesi a sette anni, e puo'  disporre la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a), del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205.».

  2. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, e' aggiunto in fine, il seguente:   «1-bis.   Nei   confronti   delle  societa'  sportive  che  abbiano incaricato  dei compiti di cui al comma 1 persone prive dei requisiti morali  previsti  dall'articolo 11  del  testo  unico  delle leggi di pubblica  sicurezza,  di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e' irrogata, dal prefetto della provincia in cui le medesime societa' risiedono,   ovvero   in  cui  hanno  la  sede  legale,  la  sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro.».

Art. 3.

Modifiche  agli  articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989,  n. 401

 

  1.  Il comma 1 dell'articolo 6-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:   «1.  Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi  in  cui  si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati  alla  sosta,  al  transito, o al trasporto di coloro che partecipano  o  assistono  alle  manifestazioni medesime o, comunque, nelle  immediate  adiacenze  di  essi,  lancia o utilizza, in modo da creare   un   pericolo   per   le  persone,  razzi,  bengala,  fuochi artificiali,  petardi,  strumenti  per  l'emissione  di fumo o di gas visibile,  ovvero bastoni, mazze, materiale imbrattante o inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere, e' punito con la reclusione  da uno a quattro anni. Si considerano commessi nei luoghi in   cui   si  svolgono  manifestazioni  sportive  ovvero  in  quelli interessati  alla  sosta,  al  transito, o al trasporto di coloro che partecipano  o  assistono  alle  manifestazioni medesime o, comunque, nelle  immediate  adiacenze  di  essi, i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro  ore  precedenti  o  successive  allo  svolgimento della manifestazione  sportiva. La pena e' aumentata se dal fatto deriva il mancato   regolare   inizio,  la  sospensione,  l'interruzione  o  la cancellazione  della  manifestazione  sportiva.  La pena e' aumentata fino alla meta' se dal fatto deriva un danno alle persone.».

  2.  Il comma 1 dell'articolo 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, e' sostituito dal seguente:   «1.  Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque, nei luoghi  in  cui si svolgono manifestazioni sportive, ovvero in quelli interessati  alla  sosta,  al tran-sito, o al trasporto di coloro che partecipano  o  assistono  alle  manifestazioni medesime o, comunque, nelle  immediate  adiacenze di essi, e' trovato in possesso di razzi, bengala,  fuochi  artificiali,  petardi, strumenti per l'emissione di fumo   o  di  gas  visibile,  ovvero  di  bastoni,  mazze,  materiale imbrattante  o  inquinante, oggetti contundenti, o, comunque, atti ad offendere,  e'  punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la  multa  da 500 a 2.000 euro. Si considerano commessi nei luoghi in cui  si svolgono manifestazioni sportive ovvero in quelli interessati alla  sosta,  al transito, o al trasporto di coloro che partecipano o assistono  alle  manifestazioni medesime o, comunque, nelle immediate adiacenze  di  essi,  i fatti ivi verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti   o   successive  allo  svolgimento  della  manifestazione sportiva.».

 

Art. 4.

Modifiche  agli  articoli 8  e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401

 

  1.  All'articolo 8  della  legge  13 dicembre  1989,  n.  401, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al   comma 1-bis,  le  parole:  «di  cui  all'articolo  6-bis, comma 1,  e  all'articolo 6,  commi 1 e 6, della presente legge» sono sostituite  dalle  seguenti:  «di  cui  all'articolo 6-bis,  comma 1, all'articolo 6-ter  ed all'articolo 6, commi 1 e 6, anche nel caso di divieto  non  accompagnato  dalla  prescrizione di cui al comma 2 del medesimo  articolo 6.  L'arresto  e', inoltre, consentito nel caso di violazione  del  divieto  di  accedere  ai  luoghi  dove  si svolgono manifestazioni sportive previsto dal comma 7 dell'articolo 6»;

    b) al  comma 1-ter,  le  parole:  «o di altri elementi oggettivi» sono   soppresse;  le  parole:  «dai  quali»  sono  sostituite  dalle seguenti:  «dalla  quale»  e le parole: «entro le trentasei ore» sono sostituite dalle seguenti: «entro quarantotto ore»;

    c) al  comma 1-quater,  dopo le parole: «1-bis,» sono inserite le seguenti: «e nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove  si  svolgono  manifestazioni  sportive  previsto  dal  comma  7 dell'articolo 6,».

  2.  L'articolo 1-bis  del  decreto-legge  24 febbraio  2003, n. 28, convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e' abrogato.

  3.  Al comma 1 dell'articolo 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401,  dopo  le  parole:  «nell'articolo 6-bis,  commi 1  e  2,»  sono inserite le seguenti: «nell'articolo 6-ter».

 

Art. 5.

Integrazione   del   sistema  sanzionatorio  per  la  violazione  del  regolamento d'uso degli impianti

 

  1.  All'articolo 1-septies,  comma 2, del decreto-legge 24 febbraio 2003,  n.  28,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Nell'ipotesi di  cui  al  periodo  precedente,  al  contravventore  possono essere applicati  il  divieto  e le prescrizioni di cui all'articolo 6 della legge  13 dicembre  1989,  n. 401, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni.».

 

Art. 6.

Misure di prevenzione

 

  1.  Alla  legge  13 dicembre 1989, n. 401, dopo l'articolo 7-bis e' inserito il seguente:   «Art.  7-ter (Misure di prevenzione). - 1. Le misure di prevenzione di  cui  alle  leggi  27 dicembre 1956, n. 1423, e 31 maggio 1965, n. 575,  possono  essere  applicate  anche  nei  confronti delle persone indiziate  di  avere agevolato gruppi o persone che hanno preso parte attiva,  in  piu'  occasioni,  alle manifestazioni di violenza di cui         all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401.

  2.  Nei  confronti  dei  soggetti  di  cui  al  comma 1 puo' essere altresi'  applicata  la  misura  di  prevenzione  patrimoniale  della confisca,  di cui alla legge 31 maggio 1965, n. 575, relativamente ai beni,   nella  disponibilita'  dei  medesimi  soggetti,  che  possono agevolare, in qualsiasi modo, le attivita' di chi prende parte attiva a  fatti  di  violenza  in  occasione  o  a  causa  di manifestazioni sportive.  Il sequestro effettuato nel corso di operazioni di polizia dirette alla prevenzione delle predette manifestazioni di violenza e' convalidato  a  norma  dell'articolo 2-ter,  secondo  comma,  secondo periodo, della medesima legge n. 575 del 1965.».

 

 

 

 

Art. 7.

Aggravante ad effetto speciale per i delitti di violenza e resistenza  a pubblico ufficiale

 

 

1.  Al secondo comma dell'articolo 339 del codice penale le parole: «della  reclusione  da  tre  a  quindici  anni» sono sostituite dalle seguenti: «della reclusione da cinque a quindici anni».

2.  All'articolo 339  del  codice penale, dopo il secondo comma, e' aggiunto,  in  fine,  il seguente: «Le disposizioni di cui al secondo comma si  applicano  anche, salvo che il fatto costituisca piu' grave reato,  nel  caso  in  cui  la  violenza  o  la minaccia sia commessa mediante  il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti  ad  offendere,  compresi  gli  artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone.».

 

Art. 8.

Divieto  di  agevolazioni  nei  confronti di soggetti destinatari dei provvedimenti  di cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n.  401.

 

  1.  E'  vietato  alle  societa' sportive corrispondere in qualsiasi forma,  diretta  o indiretta, a soggetti destinatari di provvedimenti di  cui all'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n, 401, o di cui alla  legge  27 dicembre  1956,  n. 1423, ovvero a soggetti che siano stati,  comunque,  condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati  commessi  in  occasione  o a causa di manifestazioni sportive, sovvenzioni,  contributi  e  facilitazioni  di  qualsiasi natura, ivi inclusa  l'erogazione  a  prezzo  agevolato o gratuito di biglietti e abbonamenti  o  titoli di viaggio. E' parimenti vietato alle societa' sportive  corrispondere  contributi,  sovvenzioni,  facilitazioni  di qualsiasi genere ad associazioni di tifosi comunque denominate.  

 2.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto con il Ministro  per  le  politiche  giovanili e le attivita' sportive, sono definite,  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  le modalita' di verifica, attraverso la questura, della  sussistenza  dei  requisiti  ostativi  di cui al comma 1 per i nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.

  3.  Alle  societa'  sportive  che non osservano i divieti di cui al comma 1  e'  irrogata dal prefetto della provincia in cui la societa' ha  sede legale la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 50.000 a 200.000 euro.

  4.  In  deroga  al  divieto  di  cui  al comma 1 e' consentito alle societa'  sportive  stipulare  con associazioni riconosciute ai sensi dell'articolo 12   del   codice   civile,  aventi  tra  le  finalita' statutarie  la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della  cultura  sportiva  e  della  non  violenza  e  della  pacifica convivenza,   come   sanciti   dalla   Carta  olimpica,  contratti  e convenzioni  in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalita' statutarie.

  5.  Per  quanto  non previsto dal presente articolo si applicano le disposizioni  della  legge  24  novembre  1981,  n. 689, e successive modificazioni.

 

 

Art. 9.

Nuove  prescrizioni  per  le  societa' organizzatrici di competizioni  riguardanti il gioco del calcio

 

 

  1.  E'  fatto  divieto alle societa' organizzatrici di competizioni riguardanti  il  gioco  del  calcio,  responsabili  della  emissione, distribuzione,  vendita  e  cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto  del  Ministro dell'interno in data 6 giugno 2005, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  150  del 30 giugno 2005, di emettere, vendere  o  distribuire  titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari  di  provvedimenti  di  cui  all'articolo 6  della  legge 13 dicembre  1989,  n.  401,  ovvero  a  soggetti  che  siano  stati, comunque,  condannati,  anche  con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

  2.  Con  decreto  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto con il Ministro  per  le  politiche  giovanili e le attivita' sportive, sono definite,  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente  decreto,  le modalita' di verifica, attraverso la questura, della  sussistenza  dei  requisiti  ostativi  di  cui  al comma 1 dei nominativi comunicati dalle societa' sportive interessate.   

3.  Alle societa' che non osservano il divieto di cui al comma 1 e' irrogata  dal  prefetto  della  provincia  in cui la societa' ha sede legale  la  sanzione  amministrativa  del  pagamento  di una somma da 20.000   a  100.000  euro.  Per  quanto  non  previsto  dal  presente articolo si  applicano  le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni.

 

Art. 10.

Adeguamento degli impianti

 

1. All'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

«5-bis.  All'adeguamento  degli  impianti di cui al comma 1 possono provvedere le societa' utilizzatrici degli impianti medesimi. In tale caso,   qualora   ai   fini   dell'adeguamento   dell'impianto   alle prescrizioni  di  cui  ai commi 2, 3 e 4 occorrano particolari titoli abilitativi,  l'amministrazione  competente  al  rilascio  del titolo provvede  entro  quarantotto  ore  dalla  proposizione della relativa istanza,  convoca  entro  lo  stesso  termine,  ove  necessario,  una conferenza  di  servizi  ai  sensi e per gli effetti dell'articolo 14 della  legge  7 agosto  1990,  n. 241, e successive modificazioni. La conferenza  si  pronuncia  entro  le  successive ventiquattro ore. In difetto  di  provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto accolta.».

 

Art. 11.

Programma straordinario per l'impiantistica sportiva

 

  1.  Il Ministro per le politiche giovanili e le attivita' sportive, d'intesa  con i Ministri delle infrastrutture e dell'interno, convoca un  tavolo  di  concertazione  per  definire, entro centoventi giorni dalla   data   di   convocazione,   un  programma  straordinario  per l'impiantistica   destinata   allo   sport   professionistico  e,  in particolare,  all'esercizio  della  pratica  calcistica,  al  fine di renderla  maggiormente rispondente alle mutate esigenze di sicurezza, fruibilita',   apertura,   redditivita'   della   gestione  economica finanziaria, anche ricorrendo a strumenti convenzionali.

  2.  Al  tavolo  nazionale  partecipano il Ministro per le politiche giovanili  e le attivita' sportive, il Ministro delle infrastrutture, il  Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il   CONI,   i   rappresentanti  dell'ANCI,  delle  regioni  e  delle organizzazioni sportive.

 

Art. 12.

Entrata in vigore

 

  1.  Il  presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.

  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Dato a Roma, addi' 8 febbraio 2007

 

                             NAPOLITANO

                              Prodi,  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri

                              Melandri,  Ministro  per  le  politiche

                              giovanili e le attivita' sportive

                              Amato, Ministro dell'interno

                              Mastella, Ministro della giustizia

     Di  Pietro,  Ministro  delle  infrastrutture

Lanzillotta,  Ministro  per  gli affari

 regionali e le autonomie locali

 

Visto, il Guardasigilli: Mastella

 

 


Esame in sede referente

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1° (Affari costituzionali)
2° (Giustizia)

 

MERCOLEDÌ 14 FEBBRAIO 2007

4ª Seduta

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

indi del Presidente della 1ª Commissione

BIANCO

 

 Intervengono il vice ministro dell'interno Minniti e il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

La seduta inizia alle ore 15.

 

IN SEDE REFERENTE

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Esame e rinvio)

 

 Il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la Commissione affari costituzionali, ricorda come il decreto-legge n. 8 del 2007 sia stato adottato a seguito dei tragici episodi di violenza verificatisi a Catania, in occasione di un evento sportivo, nel corso dei quali ha perso la vita un ispettore di polizia. Tale gravissima vicenda ha testimoniato come le misure previste dal cosiddetto "decreto Pisanu" (decreto legge n. 28 del 2003) non abbiano conseguito i risultati di sicurezza e ordine pubblico cui erano finalizzate. Il Governo ha pertanto adottato il provvedimento d’urgenza in esame, in continuità con le misure sancite dal decreto Pisanu, migliorandone l’efficacia.

 Passa quindi a illustrare le disposizioni di maggior interesse per la Commissione affari costituzionali; si sofferma in primo luogo sull’articolo 1, che prevede la cessazione di ogni deroga alla normativa vigente in materia di sicurezza degli impianti sportivi, imponendo l’immediato adeguamento di questi ultimi; si prevedono inoltre limiti alla vendita o alla cessione finalizzata a prevenire le trasferte collettive di tifosi, prevedendo – tra l’altro – il divieto di vendita di biglietti alla stessa persona fisica in numero superiore a dieci. L’articolo 2 inasprisce la disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi: in particolare, si introduce una durata minima del divieto di accesso, si prevede la possibilità di irrogare sanzioni accessorie, si introducono inoltre sanzioni pecuniarie per le società sportive che abbiano affidato compiti di gestione e controllo della sicurezza negli stadi a persone prive dei requisiti morali previste dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Dopo aver riferito i contenuti dell’articolo 5, sottolinea la finalità perseguita dall’articolo 8, di recidere il legame tra le società sportive e le associazioni che abbiano responsabilità in episodi di violenza ovvero i soggetti condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. L’articolo 9 introduce ulteriori divieti di vendita o cessione di titoli di accesso a soggetti cui sia stato interdetto l’accesso agli impianti sportivi, prevedendo anche in questo caso l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie per le società organizzatrici di competizioni calcistiche responsabili: con tale norma si configura quindi per le società sportive una responsabilità connessa alla verifica dei destinatari dei titoli di accesso agli stadi. Il successivo articolo è finalizzato a favorire il tempestivo adeguamento tecnico degli impianti sportivi fissando termini assai ristretti per il rilascio dei titoli abilitativi richiesti per tali interventi e prevedendo anche ipotesi di silenzio-assenso. L’articolo 11, infine, istituisce un tavolo di concertazione per la definizione di un programma straordinario per l’impiantistica, al fine di realizzare le modifiche necessarie alle mutate esigenze di sicurezza e fruibilità delle strutture stesse.

 

 Il senatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE), relatore per la Commissione giustizia, si sofferma innanzitutto sull'articolo 3 il quale, modificando gli articoli 6-bis e 6-ter della legge 13 dicembre 1989, n. 401, amplia il concetto di luogo in cui si svolgono le manifestazioni sportive nel senso di considerare condotte penalmente rilevanti anche quelle poste in essere negli spazi riservati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle manifestazioni. Rileva inoltre che l'ambito temporale di rilevanza penale della fattispecie viene ampliato, considerandosi commessi nei luoghi della manifestazione i fatti verificatisi nelle ventiquattro ore precedenti o successive della manifestazione sportiva. La condotta penalmente rilevante è inoltre anticipata dal punto di vista oggettivo, considerandosi perseguibile anche solo il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti idonei a creare un pericolo per le persone. La pena è aumentata in un minimo edittale di un anno e in un massimo di quattro anni, con la previsione di ulteriori aumenti in caso di aggravanti.

 Il relatore si sofferma quindi sulla fattispecie disciplinata al comma 2, che punisce, con una pena più alta, da sei mesi a tre anni, il semplice possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali, petardi ed altri strumenti idonei ad offendere.

 Quanto all'articolo 4, che apporta rilevanti modifiche agli articoli 8 e 8-bis della legge 13 dicembre 1989, n. 401, il relatore rileva che il decreto-legge consente l'arresto anche nel caso di possesso di materiale pericoloso, ai sensi dell'articolo 6-ter della suddetta legge, nonché nel caso di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive disposto dal giudice con la sentenza di condanna. Viene inoltre eliminata la possibilità di verificare la Commissione del fatto contestato sulla base di "elementi oggettivi", potendo quindi scattare l'arresto soltanto sulla base di filmati e di fotografie. E' inoltre portata a 48 ore, successive alla commissione del fatto, la possibilità di effettuare arresti in flagranza.

 Il relatore osserva inoltre che la modifica del comma 1-quater dell'articolo 8 della legge del 1989 consente di estendere la deroga al regime generale delle misure cautelari, anche all'ipotesi di violazione del divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive.

 Per quanto riguarda l'articolo 6, il relatore osserva che la norma estende l'applicazione delle stesse misure di protezione previste per gli indiziati di mafia nei confronti di chi è sospettato di aver agevolato gruppi o persone che abbiano preso parte attiva alle manifestazioni di violenza.

 Il relatore svolge alcune considerazioni conclusive sull'articolo 7 il quale, modificando l'articolo 339 del codice penale, innalza il minimo di pena in caso in cui la violenza o la minaccia contro il pubblico ufficiale sia stata commessa da più di cinque persone riunite mediante uso di armi, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi. La norma introduce inoltre un terzo comma recante una nuova circostanza aggravante, nel caso in cui la violenza o la minaccia siano state commesse mediante il lancio o l'utilizzo di altri oggetti, compresi gli artifici pirotecnici, tali da offendere o creare pericolo alle persone.

 

 Il presidente SALVI propone alle Commissioni riunite di procedere, compatibilmente con i tempi di esame del disegno di legge di conversione, all'audizione dei maggiori soggetti coinvolti, in particolare rappresentanti della Federazione Italiana Gioco Calcio, della Lega calcio, dell'Associazione italiana arbitri, dell'Associazione italiana calciatori, dell'Associazione italiana allenatori, nonché dei sindacati di polizia e di esperti del Ministero dell'interno.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) segnala l’esigenza di includere, tra i soggetti da convocare in audizione, anche l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), poiché la proprietà degli impianti sportivi è, in via generale, dei Comuni.

 

 Interviene quindi il senatore Fernando ROSSI (IU-Verdi-Com) il quale ritiene che nelle audizioni debbano essere ascoltati anche i rappresentanti delle associazioni dei tifosi.

 

 Il senatore VIZZINI (FI) manifesta la sua perplessità sulla proposta avanzata dal senatore Rossi, ritenendo inappropriato conferire valenza istituzionale alle associazioni richiamate.

 

 Ha quindi la parola il senatore D'ONOFRIO (UDC) il quale suggerisce il coinvolgimento dei rappresentanti delle società televisive e radiofoniche che trasmettono gli incontri sportivi in questione, per acquisire le loro valutazioni sul provvedimento in esame e fornire i dati in loro possesso in merito alle conseguenze rilevate o attese in termini di pubblico.

 

 Il presidente SALVI, dopo aver assicurato che terrà conto delle proposte avanzate, dichiara aperta la discussione generale.

 

 Ha quindi la parola il senatore PALMA (FI), il quale osserva come il decreto-legge n. 8 del 2007 si ponga in continuità con il decreto Pisanu, inasprendo le misure ivi stabilite, a seguito della tragica morte dell’ispettore Raciti. Condividendo dunque le esigenze che hanno condotto all’adozione del provvedimento d’urgenza, esprime tuttavia perplessità su alcune sue disposizioni.

Il divieto di vendita o cessione di titoli di accesso agli stadi, sancito dall’articolo 1 comma 2, è a suo avviso in contraddizione con altre disposizioni del decreto, dalle quali emerge un atteggiamento generale di sfiducia nei confronti delle società calcistiche, che tuttavia sembra curiosamente venire meno allorché si affida loro la verifica sui destinatari dei biglietti. Ritiene, inoltre, che impedire le trasferte organizzate delle tifoserie possa avere gravi conseguenze di ordine pubblico, paventando il rischio della presenza di limitati nuclei di soggetti molto violenti, disseminati all’interno dell’impianto sportivo; le disposizioni in commento sarebbero comunque inefficaci, poiché il limite all’acquisto di titoli di accesso da parte di ogni persona fisica, fissato in un massimo di dieci, consentirebbe, con il coinvolgimento di pochi soggetti, quelle trasferte organizzate che si intende ostacolare.

Esprime forte contrarietà alla modifica che l’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2) apporta alla disciplina del divieto di accesso agli impianti sportivi: si tratta di ipotesi in cui non vi è né la partecipazione diretta né il concorso alla commissione di atti di violenza o reati, bensì di una condotta riconducibile, a suo giudizio, alla fattispecie della desistenza, di cui all’articolo 56 del codice penale, fatto non punibile penalmente e al quale è quindi incongruo connettere il divieto di accesso previsto. Perplessità suscita anche il successivo comma 2 di quel medesimo articolo, il quale presuppone una conoscenza, in capo alle società sportive, dei requisiti morali delle persone cui abbiano affidato compiti di gestione e controllo della sicurezza nello stadio, che invece non si può loro richiedere. Il riferimento contenuto in quella disposizione ai requisiti morali di cui all’articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza dovrebbe inoltre essere integrato con lo specifico riferimento a soggetti che abbiano partecipato a episodi di violenza in occasione di manifestazioni sportive: si potrebbe altrimenti verificare il paradossale effetto di negare la possibilità di svolgere quei compiti a persone che abbiano avuto una condanna per reati del tutto estranei alle manifestazioni sportive, consentendolo invece a chi si sia reso responsabile di violenze proprio in quelle occasioni conseguendo però una condanna inferiore a tre anni.

 Richiamando le osservazioni formulate dal senatore Di Lello, relatore per la Commissione giustizia, sull’articolo 3 comma 1, commenta criticamente tale norma, che a suo giudizio intende equiparare fatti che possono avere qualificazione soggettiva del tutto differente.

 Pur comprendendo le esigenze sottese alle modifiche alla disciplina dell’arresto in flagranza differita, di cui all’articolo 4, ritiene eccessivo l’estensione dello stato di flagranza fino a 48 ore dal fatto. L’innalzamento della pena minima prevista dall’articolo 7, comma 1 è a suo giudizio incongrua rispetto ad altre fattispecie penali più gravi, quali ad esempio il reato di tentato omicidio, oltre a tradire una sostanziale sfiducia nella magistratura che emerge dall’intento di assicurare una pena congrua anche in caso di applicazione di attenuanti. L’articolo 8, infine, prevede sanzioni amministrative per le società calcistiche che configurano, nella sostanza, una censurabile forma di responsabilità oggettiva, non essendo tali società nella possibilità di conoscere la situazione soggettiva dei destinatari delle sovvenzioni, contributi e facilitazioni ivi indicate.

 Conclude ribadendo la sua adesione alle esigenze di sicurezza perseguite dal decreto-legge, ricordando i gravi episodi che si verificano anche nei circuiti sportivi di rilievo non nazionale; ritiene tuttavia che non possano sottacersi le forti perplessità su alcune disposizioni, che per far fronte a una situazione di urgenza rischiano di compromettere le garanzie dello stato di diritto.

 

 Il senatore CENTARO (FI), dopo aver rilevato che il decreto-legge all'esame delle Commissioni riunite nasce dalle medesime esigenze emergenziali del cosiddetto "decreto Pisanu", pur condividendo i puntuali rilievi formulati dal senatore Palma, ritiene che la gravità della situazione richieda un'assunzione di responsabilità da parte del Parlamento.

 L'oratore si sofferma quindi a criticare la norma contenuta all'articolo 2, comma 1, lettera a), n. 2, dal momento che la condotta penalmente rilevante, così come configurata nella disposizione de qua, anticipa eccessivamente il momento della punibilità. Quanto al comma 2, l'oratore rileva l'opportunità di sostituire all'espressione "le medesime società risiedono" l'altra "le medesime società hanno il domicilio ovvero svolgono la loro attività", in quanto la residenza è un istituto configurabile esclusivamente per le persone fisiche.

 In riferimento a quanto prevede l'articolo 3 in merito alla rilevanza penale della condotta posta in essere nelle 24 ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, il senatore, pur condividendo i rilievi di costituzionalità avanzati dal senatore Palma, ritiene inevitabile estendere l'ambito oggettivo di punibilità, in considerazione dell'eccezionalità delle situazioni che si configurano in tali ipotesi.

 Per quanto concerne invece l'estensione temporale del concetto di flagranza, da 36 ore a 48 ore successive allo svolgimento della manifestazione, l'oratore ritiene che, anche in questo caso, la gravità della situazione inevitabilmente impone uno strappo ai principi del sistema processual-penalistico.

 Per quanto concerne le misure di prevenzione disciplinate all'articolo 6, il senatore ritiene opportuno chiarire che la loro applicazione estensiva si limita unicamente agli aspetti di carattere procedurale, ritenendo evidenti le differenze tra la fattispecie dell'associazione di tipo mafioso e quelle di cui si discute.

 Per quanto concerne invece la modifica dell'articolo 339 del codice penale, tesa ad aumentare il minimo di pena nel caso in cui la violenza o la minaccia al pubblico ufficiale siano commesse da più di cinque persone riunite mediante uso di armi o da più di dieci persone, ciò palesa un'evidente sfiducia nei confronti della magistratura, che tende spesso a infliggere il minimo edittale di pena per consentire all'imputato l'accesso al patteggiamento.

 Al riguardo l'oratore, al fine di riequilibrare il sistema, propone di inasprire le sanzioni penali in caso di aggravanti. Ritiene inoltre utile modificare ulteriormente l'articolo 339 del codice penale aggiungendo dopo l'espressione "uso di armi" l'altra "o di corpi contundenti".

 

 Il senatore VIZZINI (FI) ritiene che le misure di emergenza adottate con il provvedimento in esame dovrebbero essere accompagnate da un intervento più ampio, destinato a ripristinare condizioni di normalità nello svolgimento delle competizioni sportive. Infatti, non è comprensibile, ad esempio, l’impiego di rilevanti contingenti di forze dell’ordine in occasione dello svolgimento di partite di calcio: soprattutto nelle regioni meridionali, esse dovrebbero essere adibite soprattutto al controllo del territorio e alla prevenzione e alla repressione delle attività criminali.

 Ricorda i gravi reati che si sono verificati negli anni più recenti nel mondo del calcio, un contesto economico fra i più importanti del Paese.

Soffermandosi su alcune delle misure introdotte con il decreto-legge, nota che la previsione di svolgere le competizioni a porte chiuse potrebbe trasformare il gioco del calcio in uno spettacolo solo televisivo e virtuale, soprattutto nelle realtà dove già ora la partecipazione degli spettatori è ridotta. Anche il limite di vendita dei titoli di accesso allo stadio, a suo avviso, potrebbe determinare effetti in contrasto con la tutela dell’ordine pubblico: infatti è sufficiente un numero limitato di acquirenti per assicurare l’ingresso allo stadio a gruppi di tifosi violenti.

 Inoltre, le sanzioni amministrative a carico delle società calcistiche appaiono inefficaci: sarebbe preferibile prevedere penalizzazioni anche sotto il profilo sportivo. Infine, il richiamo del cosiddetto modello inglese non può non tener conto del fatto che in Gran Bretagna il ripristino di un clima di normalità durante lo svolgimento delle partite di calcio è stato conseguito attraverso una riorganizzazione complessiva, che comprende l’affidamento degli impianti sportivi alle società di calcio, ma anche con l’applicazione di misure di prevenzione e repressione assai severe.

 

 Il senatore CALVI (Ulivo) osserva che il mondo del calcio, che rappresenta un’attività economica di assoluto rilievo, gode di una condizione anomala di impunità. In particolare, a suo avviso, i bilanci delle società calcistiche sono costantemente contraffatti e le autorità non esercitano alcun controllo.

Egli ritiene che il codice penale vigente contenga gli strumenti adatti per contrastare i fenomeni di violenza. Piuttosto, si dovrebbe far valere la responsabilità delle autorità locali di pubblica sicurezza e dell’autorità giudiziaria, che in occasione degli incidenti di Catania hanno dimostrato una inefficienza censurabile. In particolare, è inspiegabile che, mentre è stato prontamente sequestrato l’impianto sportivo, non si è provveduto a precludere l’area in cui si sono verificati gli incidenti, pregiudicando le indagini sui fatti delittuosi che hanno portato all’uccisione dell'ispettore Raciti. Desta meraviglia anche l’incapacità dell'autorità di far arrestare e condurre davanti al giudice un certo numero delle persone che sono state protagoniste degli scontri con la Polizia; esse, come risulta dalle indagini in corso, talvolta appartengono a organizzazioni politiche eversive.

Esprime il timore che l’estensione del termine entro il quale si può procedere all’arresto in flagranza abbia un effetto marginale, in mancanza di una capacità repressiva delle forze dell’ordine; inoltre, quella misura potrebbe prestarsi a una applicazione inopinata in contesti diversi da quelli sportivi.

Quanto all’articolo 7, ritiene opportuna l’introduzione dell’aggravante, considerata la gravità dei reati di cui si tratta. In ogni caso, mentre assicura il suo consenso alla conversione in legge del decreto, ne denuncia il carattere un poco declamatorio, quando sarebbe ben più efficace applicare con rigore le norme già vigenti.

 

 Il senatore D'AMBROSIO (Ulivo) si associa alle osservazioni del senatore Calvi, rilevando come il vero problema dei fenomeni di violenza che si manifestano intorno alle competizioni calcistiche non risieda certamente nell'assenza di norme che sanzionano tali comportamenti, dal momento che questi integrano fattispecie di reato di estrema gravità, ma nell'incapacità del sistema di garantire l'effettività della sanzione penale, inducendo così negli autori di tali comportamenti un senso di sostanziale impunità che, in un quadro psicologico caratterizzato da coesione e riconoscimento sociale di gruppi di tifosi e da rappresentazione ludica o eroica dei loro comportamenti, innesca atteggiamenti imitativi epidemici.

 Le cause di tale impunità sono note e di carattere generale: in primo luogo, infatti, vi è la singolare e distorta caratterizzazione che ha assunto nel nostro sistema l'istituto del patteggiamento i cui presupposti logici essenziali - la limitazione alla fase delle indagini preliminari o al primo grado di giudizio della possibilità di patteggiare, proprio per lo scopo di economia processuale dell'istituto, e il riconoscimento da parte del patteggiante della responsabilità penale, che fa del patteggiamento titolo di prova nel giudizio civile per il risarcimento dei danni - sono stati ignorati dal legislatore italiano.

 L'accesso improprio al patteggiamento, esercitato dal reo nello stato del giudizio per lui strategicamente più conveniente, finisce poi per dare luogo ad un circolo vizioso grazie al quale, fatalmente, all'irrogazione di pene ridotte segue la sospensione condizionale della pena o l'affidamento ai servizi sociali, ciò anche per la difficoltà di accertare le recidive in presenza di iter processuali, come è noto, particolarmente lunghi, in conseguenza dei quali il più delle volte nel corso di un processo penale di questo genere i giudici non sono in grado di prendere cognizione di precedenti condanne, magari numerose, ma non ancora passate in giudicato.

 Se a queste considerazioni si aggiungono anche gli effetti di improvvidi provvedimenti clemenziali, è evidente l'inefficacia in questi casi della sanzione penale, che spiega l'adozione, nel decreto-legge in esame, di disposizioni dirette ad aggravare nel minimo le pene previste per le condotte criminali in discussione.

 Comunque egli ritiene che questi comportamenti criminali possano essere più facilmente contenuti attraverso sanzioni dirette a diminuirne il fascino presso i tifosi più accesi e a scoraggiare la complice tolleranza del mondo delle società sportive. In questo senso la sanzione della chiusura dello stadio e dell'obbligo di effettuare la partita a porte chiuse può essere, a suo parere, molto utile, purché, evidentemente, si tratti di vera chiusura, e cioè purché venga vietata anche la ripresa e la diffusione televisiva della partita giocata a stadio chiuso.

 

Il senatore Fernando ROSSI (IU-Verdi-Com) esprime preoccupazione per l’estensione del termine in cui è ammesso l’arresto in flagranza di reato: a suo avviso, l’autorità giudiziaria ha già a disposizione strumenti efficaci. Il provvedimento in esame, tuttavia, può rappresentare un’occasione per dimostrare la volontà del Paese di determinare le condizioni per uno svolgimento sereno delle competizioni sportive.

A suo avviso, sarebbe stato opportuno sospendere il campionato di calcio per un periodo più lungo. Le società calcistiche, inoltre, dovrebbero collaborare a isolare le frange più estremiste della tifoseria, che provocano gli episodi di violenza per motivazioni non sportive e talvolta riconducibili a fini politici. D'altra parte, un clima più sereno nel contesto in esame può essere realizzato solo con il concorso responsabile del pubblico sportivo.

 

 Il presidente SALVI rinvia il seguito della discussione generale ad altra seduta.

 

 La seduta termina alle ore 16,30.

 

 


AFFARI COSTITUZIONALI (1a)

MARTEDÌ 20 FEBBRAIO 2007

82ª Seduta

 

Presidenza del Presidente

BIANCO

 

Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Grandi.

 

La seduta inizia alle ore 15,35.

 

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

Il PRESIDENTE riferisce le determinazioni dell'Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari che si è appena concluso.

 

(omissis)

 Il PRESIDENTE ricorda quindi le audizioni informali in merito al disegno di legge n. 1314 (Conversione in legge del decreto-legge n. 8 del 2007, in materia di violenza negli stadi), svoltesi in mattinata davanti agli Uffici di presidenza riuniti delle Commissioni affari costituzionali e giustizia, integrati dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari; l'attività informativa proseguirà domani, alle ore 14,30, con l'audizione del presidente dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, prefetto Antonio Manganelli.

(omissis)

 

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MERCOLEDÌ 21 FEBBRAIO 2007

5a Seduta (antimeridiana)

 

 

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 

 La seduta inizia alle ore 16,45.

IN SEDE REFERENTE

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 Riprende l'esame del disegno di legge in titolo, sospeso nella seduta del 14 febbraio scorso.

 

 Il presidente SALVI ricorda che, nella seduta precedente, aveva avuto inizio la discussione generale.

 Nel rinviarne il seguito, propone di fissare i termini per la presentazione degli emendamenti alle ore 12 di lunedì 26 febbraio.

 

 Le Commissioni riunite concordano.

 

 La seduta termina alle ore 16,50.

 

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MARTEDÌ 27 FEBBRAIO 2007

6a Seduta

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 Intervengono il vice ministro dell'interno Minniti e il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

 La seduta inizia alle ore 15,35.

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

 Prosegue la discussione generale del disegno di legge in titolo, sospesa nella seduta del 14 febbraio scorso.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) riconosce che il decreto intende corrispondere a una situazione di reale emergenza, dubitando tuttavia della coerenza tecnica di alcune disposizioni. In particolare, circa il limite imposto alle società di calcio nell'acquisizione in blocco di biglietti di ingresso per partite in trasferta, domanda al Governo se la misura non si presti, come già rilevato da altri, a facili elusioni. Sarebbe forse preferibile, allora, controllare lo svolgimento delle trasferte proprio tramite le società, invece di rischiare una sorta di parcellizzazione delle tifoserie, che renderebbe anche più arduo governare il fenomeno.

 In merito all'articolo 2, si ripropone la questione della natura giuridica del cosiddetto DASPO: in proposito ricorda l’incertezza, rilevabile anche dalla giurisprudenza della Corte di cassazione, che non sarebbe risolta, ma semmai accentuata, dal tenore della disposizione contenuta nel comma 1, lettera a), n. 1. Il riferimento agli "elementi oggettivi" e il contesto complessivo, infatti, mentre escludono i responsabili diretti del fatto, perché in tal caso si tratterebbe di sanzione accessoria a condanna penale, nondimeno prefigura una condotta dal contorno indefinito, perché non avrebbe il carattere del tentativo di reato, mancandone gli elementi qualificanti, né allude in modo chiaro a una diversa ipotesi. Sarebbe utile, dunque, inquadrare il caso in una misura di prevenzione tipica. D'altra parte, la misura interdittiva risulta sproporzionata per difetto: infatti, mentre l'incremento delle sanzioni penali appare velleitario, in ragione dei meccanismi processuali che ne ridimensionano regolarmente l'entità fino a limiti assai modesti, il divieto di accesso agli stadi è invece la misura più temuta. Pertanto, dovrebbe essere elevata sia la misura massima sia, soprattutto, quella minima, dove in genere si attesta la decisione.

 Quanto all'articolo 3, reputa preferibile prevedere semplicemente, ai fini della sussistenza del reato, che siano lanciati o utilizzati ordigni, non essendo affatto necessario richiedere che ciò crei un pericolo per le persone. Condivide, invece, l'elevazione da trentasei a quarantotto ore del limite temporale per la cosiddetta flagranza differita.

 A proposito dell'articolo 6, osserva che una diversa qualificazione del DASPO postula una riformulazione delle disposizioni inerenti alla confisca e al sequestro, che dovrebbero rientrare nella disciplina generale riferita ai mezzi di reato. Inoltre - quanto all'articolo 7 - considera opportuno reintrodurre la figura di reato dell'oltraggio a pubblico ufficiale, già abolita, opportunamente adattata con particolare riguardo al caso dell'agente che svolge funzioni di ordine pubblico e di sicurezza. Si sofferma, quindi, sull'articolo 8, dubitando della sua applicabilità in concreto, a meno che le società sportive non abbiano accesso ai dati personali inerenti alla sicurezza, contenute nell'apposita banca dati. Mentre considera inutile istituire altri organi competenti in materia, dato che già opera l'Osservatorio costituito presso il Ministero dell'interno, osserva che l'impiego di persone addette alla sicurezza interna degli stadi, che non siano agenti di polizia, dovrebbe essere accompagnato dalla definizione di requisiti minimi almeno equivalenti a quelli prescritti per le guardie particolari giurate, considerando il contesto assai critico in cui dovrebbero operare.

 

 Il senatore SARO (DC-PRI-IND-MPA) si sofferma sulle questioni più urgenti che investono le competizioni di calcio, osservando che l'elemento commerciale è sempre più prevalente su quello sportivo. Dopo gli scandali della scorsa estate, e ancor più dopo i noti episodi di violenza, vi è stata una riduzione notevolissima degli spettatori negli stadi, mentre sembra molto difficile tornare a un consistente riavvicinamento del grande pubblico, in particolare delle famiglie. In ogni caso, considera necessario agevolare e promuovere una generale privatizzazione degli stadi, adottando per la sicurezza interna le misure già sperimentate in altri paesi, come l'impiego di addetti che non siano agenti di polizia. In proposito, condivide l'opinione del senatore Mantovano, secondo cui è comunque indispensabile definire meglio i requisiti richiesti a tali persone.

 

 Il senatore CASSON (Ulivo), in ragione della drammaticità che hanno assunto le vicende afferenti alle manifestazioni sportive, dichiara di condividere lo spirito e le finalità del decreto-legge all'esame delle Commissioni riunite, che interviene secondo gli indirizzi già delineati dal "decreto Pisanu", il quale aveva previsto efficaci strumenti di diritto sostanziale e processuale.

 L'oratore si sofferma quindi su alcune questioni di carattere più strettamente tecnico-giuridico, palesando innanzitutto alcune perplessità in ordine alla fattispecie prevista all'articolo 2, comma 1, lettera a), n. 2, non essendo chiaro se la condotta finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive sia riconducibile nell'ambito dell'istigazione ovvero configuri un'ipotesi di concorso.

 Il senatore dichiara di condividere le osservazioni del senatore Centaro sulla necessità che, all'articolo 2, comma 2, l'espressione "le medesime società risiedono" sia sostituita con l'altra "le medesime società hanno il domicilio ovvero svolgono la loro attività", in quanto l'istituto della residenza non è configurabile per le persone giuridiche.

 In riferimento all'articolo 3, pur comprendendo la ratio della disposizione che estende l'ambito oggettivo di applicazione della norma incriminatrice alle ventiquattro ore precedenti e successive allo svolgimento della manifestazione sportiva, condivide le perplessità del senatore Mantovano sull'opportunità dell'inciso "in modo da creare un pericolo per le persone", il quale può determinare notevoli difficoltà interpretative sia in sede di prima attuazione sia successivamente.

 Quanto poi all'articolo 4, che estende l'operatività dell'istituto della flagranza così detta differita fino a quarantotto ore, il senatore ritiene che, a fronte della gravità del fenomeno, appare inevitabile, in questo caso, la deroga ai principi fondamentali del sistema processual-penalistico.

 La possibilità di individuare i soggetti coinvolti attraverso qualsiasi strumento utile consente inoltre, ad avviso dell'oratore, di intervenire nella maniera più incisiva possibile.

 Il senatore condivide l'innalzamento del limite minimo edittale di pena al fine di evitare il rischio che, applicando la pena minima, possa essere consentito l'accesso ai riti alternativi che vanificando di fatto gli effetti del decreto.

 Il senatore rileva infine l'opportunità di intervenire sull'articolo 8 del decreto nel senso di circoscrivere il divieto di agevolazioni finanziarie da parte delle società sportive esclusivamente nei confronti delle associazioni di tifosi che abbiano posto in essere comportamenti irregolari, inasprendo nello stesso tempo la sanzione amministrativa prevista nei confronti di quelle società sportive che non osservano i divieti.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) si dichiara preoccupato per il numero assai rilevante di emendamenti presentati: se ne potrebbe ricavare, infatti, l'impressione di un intento dilatorio, che invece risulta escluso da tutte le dichiarazioni politiche che si sono succedute, da ogni parte, sul decreto in esame. Una manifestazione, anche involontaria, di insensibilità all’esigenza di definire presto e d’accordo il provvedimento, è dunque da scoraggiare, concludendo rapidamente l'iter in Senato. Il decreto-legge, d'altronde, si colloca in linea di continuità con le misure adottate in passato, come il cosiddetto decreto Pisanu, ed è perciò un caso tipico di atto politico non di parte, al quale si può e si deve concorrere in modo concorde. Tuttavia, a tale fine, non è opportuno introdurre elementi diversi e ulteriori da quelli inerenti alla inevitabile esigenza di perfezionare il decreto: si tratta, infatti, di un provvedimento per sua natura provvisorio, che prelude ad altri interventi di carattere più stabile, da discutere e definire nei tempi e nelle sedi proprie.

 

 Il presidente SALVI dichiara conclusa la discussione generale.

 

 Interviene quindi in replica il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la 1a Commissione: egli osserva che anche tenendo conto del contenuto degli emendamenti presentati, lo svolgimento della discussione conferma la possibilità di definire di comune accordo le modifiche più opportune al provvedimento d’urgenza. Condivide, dunque, l'auspicio del senatore Saporito, per una conclusione tempestiva dell'iter, da condurre in modo efficace e concentrato sulle questioni essenziali. Altri aspetti, introdotti ad esempio con alcuni emendamenti, sono certamente meritevoli di attenzione e approfondimento, ma a suo avviso dovrebbero essere trattati in un procedimento legislativo ordinario. Ad esempio, il tema dei cosiddetti steward, da impiegare quali addetti alla sicurezza negli stadi, è solo accennato nel decreto, anche perché esso evoca il tema ben più ampio e rilevante della sicurezza sussidiaria, che esige interventi ponderati, per regolare attività assai importanti e dotate anche di un notevole potenziale economico. Dichiara di condividere, inoltre, le suggestioni ricavabili dagli emendamenti del senatore D'Onofrio, in tema di educazione ai valori sportivi, come pure quelle del senatore Castelli, in tema di adeguamenti infrastrutturali. Tuttavia, anche a tale riguardo, ritiene opportuno riservare a una sede diversa gli approfondimenti necessari. Altra questione rilevante è quella dell'indispensabile coordinamento tra le norme di legge in materia e le misure applicative, sulla traccia del cosiddetto decreto Pisanu.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE), pur riconoscendo la necessità di intervenire in materia con una legge organica che tenga conto dei molteplici profili ed interessi coinvolti, dichiara di condividere la ratio del decreto all'esame delle Commissioni riunite, ma anche le finalità di molti degli emendamenti presentati, tesi a migliorare in più punti il contenuto del decreto stesso, anche attraverso la auspicata attivazione di un sistema di educazione allo sport a diversi livelli.

 Il relatore ricorda gli interventi dei rappresentanti dei sindacati di polizia auditi dalle Commissioni riunite, in particolare l'osservazione significativa sul fatto che la maggioranza degli episodi di violenza hanno luogo nel corso delle partite serali, quando più difficile è l'identificazione, nonché la constatazione che, pur vigendo il decreto-legge in titolo, in alcuni stadi erano potute entrare molte persone senza biglietto. Ciò, ad avviso del senatore, fa riflettere sul sistema sanzionatorio introdotto e sulla necessità che venga più puntualmente specificata la finalizzazione dell'inasprimento sanzionatorio ai fatti che si verificano nell'ambito di competizioni sportive.

 Condividendo i rilievi del senatore Centaro e del senatore Mantovano, esprime la sua contrarietà alle misure di prevenzione contenute nell'articolo 6, ritenendo inoltre opportuno modificare l'articolo 7 nel senso di prevedere, per l'ipotesi di aggravante ad effetto speciale prevista dall'articolo 339 del codice penale, una più puntuale finalizzazione agli episodi di violenza che si svolgono all'interno degli stadi o nei luoghi adiacenti. La previsione infatti di un inasprimento sanzionatorio generalizzato per il reato di violenza a pubblico ufficiale, ad avviso del relatore, rischia di produrre effetti aberranti. Riservandosi di esprimere il parere sugli emendamenti in un'altra seduta, il senatore esprime il suo apprezzamento nei confronti degli emendamenti presentati dal senatore D'Onofrio che, pur necessitando di alcune modifiche, operano nel senso di distinguere le condotte criminali, finalizzandole agli episodi di violenza riconducibili a manifestazioni sportive.

 Quanto all'articolo 3, il relatore ritiene opportuno operare anche in quella sede una specificazione della finalizzazione del comportamento in riferimento all'evento sportivo, per evitare che venga sottoposto alla stessa sanzione ogni comportamento, sol perché posto in essere in un determinato spazio e in uno specifico arco temporale.

 Auspica infine la convocazione di un comitato ristretto che contribuisca ad una condivisa selezione delle proposte emendative.

 

 In sede di replica interviene per il Governo il vice ministro MINNITI, che rileva anzitutto un approccio tendenzialmente unitario alla discussione del decreto.

 Condivide, pertanto, la preoccupazione manifestata dal senatore Saporito, per la possibile percezione di una procedura che sembri non doversi concludere con la necessaria celerità. Nel decreto, infatti, convivono elementi di schietto contenuto normativo e percettivo ed elementi, altrettanto importanti, di forte valore simbolico. In materia vi è una diffusa e avvertita sensibilità, alla quale occorre corrispondere anche con un messaggio univoco ed energico, che non dovrebbe essere attenuato dall'esigenza di approfondire questioni assai rilevanti, ma risolvibili in altra sede. Il provvedimento, ad esempio, introduce, senza pretendere di risolverlo, il grande tema della separazione tra sicurezza interna degli stadi, da affidare alle società sportive, una volta risolto anche l'assetto proprietario degli impianti, dalla sicurezza all’esterno, che resterà affidata alle forze di polizia. A tale questione è connessa quella, altrettanto rilevante, degli adeguamenti infrastrutturali, da perseguire con determinazione secondo il modello mediamente adottato negli altri paesi europei.

 Il decreto intende fornire una prima risposta a esigenze gravi e urgenti, senza cesure con le esperienze trascorse, perché in tale materia non si intende affermare alcuna forma di discontinuità.

 Alcuni risultati sono stati già conseguiti: dopo l’emanazione del decreto, le misure di adeguamento fisico già prescritte per l’accesso agli stadi in condizioni di sicurezza sono state repentinamente adottate, realizzandosi nel volgere di pochi giorni quanto fino a poco prima si dichiarava di poter fare solo nell’arco di sei mesi. Il tema delle infrastrutture, dunque, è senz’altro fondamentale riguardando la sicurezza dei siti e la sicurezza preventiva. In sede di conversione in legge si potrà affrontare, inoltre, il tema della soglia minima di spettatori, da abbassare, per i requisiti prescritti in tema di impianti, in modo da coinvolgere anche le strutture che ospitano le partite di serie B e C, come propone un emendamento del Governo: la misura potrebbe diventare operativa non immediatamente, ma dall’inizio del prossimo campionato. Si sofferma, quindi, su alcune delle obiezioni mosse alle disposizioni del decreto: in tema di divieto per gli acquisti in blocco dei biglietti destinati alle trasferte dei tifosi, ricorda che dopo il decreto il fenomeno delle trasmigrazioni organizzate si è ridotto moltissimo. Osserva, in proposito, che quando si muovono gruppi organizzati di tifosi da una città all’altra, vi sono crocevia di transito particolarmente critici, che impongono una mobilitazione assolutamente sproporzionata delle forze di polizia. Dichiarando quindi la disponibilità del Governo verso la proposta di ridurre la soglia numerica di acquisto plurimo di biglietti, si sofferma sul DASPO, considerando opportuno passare a una misura di prevenzione, irrogata dal magistrato e destinata così anche ai minori. Quanto all’altra forma di misura interdittiva, sarebbe auspicabile risolverla da semplice obbligo di firma a inibizione reale all’ingresso nello stadio, con eventuale obbligo di svolgere compiti di utilità pubblica a favore delle comunità locali. In merito alla flagranza differita, conferma l’opportunità di bilanciare, con una formazione più sicura della prova, fondata sul materiale videofotografico e abbandonando l’incertezza degli "altri elementi oggettivi", la contestuale elevazione del limite temporale, da 36 a 48 ore. Osserva, al riguardo, che proprio il caso di Catania ha confermato il valore investigativo, davvero notevole delle prove videofotografiche.

 Quanto ai minimi di pena in caso di violenza e resistenza a pubblico ufficiale egli comprende le riserve su tale misura, considerata in sostanza di tipo surrogatorio, ma richiama l’attenzione anche sull’esigenza di corrispondere a una comprensibile sensibilità diffusa tra le forze dell’ordine: tuttavia il Governo è disponibile, ad esempio, a limitare la pena più elevata ai casi inerenti alle manifestazioni sportive. Esprime perplessità, invece, sull’ipotesi di ripristinare il reato di oltraggio, prospettata dal senatore Mantovano, anche perché considera contraddittorio criticare come incongrua una pena più elevata per la violenza e la resistenza a pubblico ufficiale e invocare al contempo una figura un poco desueta come l’oltraggio.

 In merito all’impiego dei cosiddetti steward, condivide l’esigenza di definire con maggiore cura i requisiti da prescrivere, ma osserva che il tema della vigilanza privata e della sicurezza sussidiaria è ben più ampio e rilevante, confermando comunque l’impegno del Governo in proposito.

 Sull’articolo 8 precisa, replicando al senatore Casson, che la proposizione da questi criticata ha l’intento di determinare la cessazione di tutti i rapporti economici tra le società di calcio e le organizzazioni dei tifosi, che spesso dissimulano relazioni non proprio virtuose. Infine, conferma il proposito di recuperare quella parte del disegno di legge ordinario che, anche in armonia con le indicazioni del senatore D’Onofrio, intende propiziare la diffusione della cultura sportiva. In tal senso è orientata una proposta emendativa del Governo.

 

 Il presidente SALVI rinvia quindi il seguito dell'esame.

 

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

 

 Il presidente SALVI convoca per le ore 11 di domani, mercoledì 28 febbraio 2007, un comitato ristretto composto dai relatori e da due rappresentanti, uno per Commissione, di ciascun Gruppo parlamentare, aperto anche ai rappresentanti del Governo.

 Sconvoca la seduta prevista per le ore 10, anticipa alle ore 14,30 quella prevista per le ore 15,30 e convoca una ulteriore seduta giovedì 1° marzo 2007 alle ore 8,30.

 

 Le Commissioni riunite concordano.

 

 La seduta termina alle ore 16,50.

 


COMMISSIONI 1a e 2a RIUNITE
1ª (Affari Costituzionali)
2ª (Giustizia)

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO 2007

7a Seduta

 

 

 

Presidenza del Presidente della 2ª Commissione

SALVI

 

 Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia Scotti.

 

 La seduta inizia alle ore 14,35

 

IN SEDE REFERENTE

 

(1314) Conversione in legge del decreto-legge 8 febbraio 2007, n. 8, recante misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche

(Seguito e conclusione dell'esame)

 

 

Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

 

 Si procede alla trattazione degli emendamenti, pubblicati in allegato al resoconto della seduta.

 

 Il senatore SINISI (Ulivo), relatore per la 1a Commissione, riferisce sul lavoro svolto dal comitato ristretto, nella riunione di oggi: in particolare, si è convenuto sull’opportunità di individuare una diversa formulazione per il comma 1 dell’articolo 7, che insieme al relatore Di Lello Finuoli si accinge a presentare (7.100), tale da assorbire la gran parte degli emendamenti riferiti allo stesso articolo. Allo stesso modo, l’emendamento 2.0.400, sottoscritto da entrambi i relatori, risolve le questioni sottese a un gran numero di emendamenti in merito all’impiego dei cosiddetti steward per la sicurezza interna degli stadi. Rimane aperta, peraltro, la questione posta dall’emendamento 7.6 del senatore Mantovano, rivolto a reintrodurre, limitatamente ai casi di impiego delle forze di polizia in funzione di ordine e sicurezza pubblica, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Si è inteso rimettere al Governo, inoltre, un chiarimento sull’articolo 6, di cui non si comprende la finalità né l’utilità, con particolare riguardo alla funzione delle misure di prevenzione personali e di quelle patrimoniali.

 

 Interviene quindi il senatore MANTOVANO (AN), che a tale ultimo riguardo osserva come le misure di prevenzione patrimoniali presuppongono l’applicazione di una misura di prevenzione personale che nel caso in questione non è affatto definita.

 

 Il senatore SAPORITO (AN), a sua volta, mentre dichiara di apprezzare il lavoro svolto in sede ristretta, osserva che alcune questioni vanno ancora approfondite.

 

 In parziale dissenso, il senatore MANTOVANO (AN) ritiene tuttora prevalenti le questioni irrisolte. Illustra, quindi, l’emendamento 1.12, ritenendo che la soluzione indicata dall’emendamento dei relatori 2.0.400 è in linea di principio condivisibile, ma richiede un’integrazione che assicuri almeno l’immediata applicabilità della misura, prescrivendo requisiti minimi per gli addetti alla sicurezza, da individuare in quelli prescritti per le guardie particolari giurate, come propone il suo emendamento.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) precisa che l’emendamento 2.0.400 è il risultato di una mediazione tra diverse sollecitazioni ricavabili da più emendamenti ed è fondato sulla scelta di non intraprendere in questa sede una qualsiasi qualificazione giuridica degli addetti alla sicurezza interna degli stadi. Si preferisce, al contrario, demandare al Governo tale definizione, rinviando nel contempo a una normativa più generale la disciplina della cosiddetta sicurezza sussidiaria.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) dichiara di apprezzare l’emendamento 2.0.400, riservandosi però di presentare in Assemblea un ordine del giorno diretto a impegnare il Governo per una regolamentazione compiuta e tempestiva della materia.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) chiede un chiarimento sulle funzioni attribuite al prefetto, con l’emendamento 2.0.400, in merito alle comunicazioni delle società, di cui al comma 2.

 

Dopo una ulteriore discussione, nella quale intervengono il relatore SINISI (Ulivo), il senatore BIANCO presidente della 1a Commissione, il presidente SALVI, il sottosegretario SCOTTI e i senatori CENTARO (FI) e ZICCONE (FI), MANTOVANO (AN) e SAPORITO (AN), CASSON (Ulivo) e VILLONE (Ulivo), i relatori risolvono di integrare l’emendamento con la prescrizione secondo la quale il prefetto dispone il divieto di impiegare persone prive dei requisiti di legge comunicandolo alle società (2.0.400 testo 2).

 

Il senatore MANTOVANO (AN) illustra quindi l’emendamento 2.3, diretto a delineare una misura di polizia piuttosto che di carattere giurisdizionale.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) osserva che l’emendamento può produrre l’effetto di limitare la possibilità di applicazione, fondato com’è, in sostanza, su una nozione di abitualità ed escludendo, pertanto, la riferibilità a singoli episodi.

 

Si procede quindi ai pareri sugli emendamenti all’articolo 1 del decreto-legge.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sull’emendamento 1.8, chiede di accantonare momentaneamente l’emendamento 1.11, da trattare insieme agli altri emendamenti sullo stesso argomento e invita i proponenti a ritirare i restanti emendamenti.

 

 Il sottosegretario SCOTTI si pronuncia in senso conforme, esprimendo un parere favorevole anche sull’emendamento 1.10 del relatore Di Lello Finuoli.

 

Il senatore MAFFIOLI (UDC) sottoscrive gli emendamenti del senatore Eufemi e li ritira.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

Il senatore BIANCO (Ulivo) ritira l’emendamento 1.5, il senatore D'ONOFRIO (UDC) gli emendamenti 1.13 e 1.14 e il senatore MANTOVANO (AN) l’emendamento 1.6.

 

Verificata la presenza del prescritto numero di senatori, è posto ai voti e approvato l’emendamento 1.8. L’emendamento 1.9 è assorbito.

 

Approvato l’emendamento 1.10, è accantonato l’emendamento 1.12.

 

Il senatore MANTOVANO (AN) insiste per la votazione dell’emendamento 1.12 che, con il parere contrario dei relatori e del Governo, è poi respinto dalle Commissioni.

 

Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 2 del decreto-legge.

 

Il relatore SINISI (Ulivo) esprime un parere favorevole sull’emendamento 2.5, purché sia integrato prevedendo che il provvedimento va notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale. Esprime un parere favorevole sull’emendamento 2.8, che viene sottoscritto anche dal senatore Pastore. Il parere del relatore è favorevole anche sull’emendamento 2.10, a condizione che la misura della sanzione pecuniaria sia modulata da un minimo di 10.000 a un massimo di 40.000 euro. Esprime parere favorevole sull’emendamento 2.14 e sull’emendamento 2.15, ma limitatamente al primo periodo. Il parere è positivo anche sull’emendamento 2.27, da riformulare però in riferimento alla "sede operativa". Propone di accantonare momentaneamente l’emendamento 2.300. Ritiene che tutti gli altri emendamenti all’articolo 2, inerenti alla sicurezza interna degli stadi, siano da ritenere compresi nella disciplina definita dall’emendamento aggiuntivo 2.0.400: pertanto invita i proponenti a ritirarli.

 

Il sottosegretario SCOTTI condivide l’opinione del relatore Sinisi e si dichiara favorevole all’emendamento 2.1 del relatore Di Lello Finuoli.

 

L’emendamento 2.1 è approvato.

 

L’emendamento 2.2 è ritirato, il 2.3 respinto.

 

Il senatore CENTARO (FI) ritira l’emendamento 2.4, mentre il senatore MANTOVANO (AN) presenta il 2.5 (testo 2), che viene poi approvato.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira. Il senatore MANTOVANO (AN) ritira l’emendamento 2.7, le Commissioni approvano il 2.8. Ritirato il 2.9, il 2.10 viene riformulato dal senatore PASTORE (FI), che lo ha sottoscritto (2.10 testo 2). Le Commissioni approvano il nuovo testo. Il 2.39 è assorbito, il 2.13 ritirato e il 2.14 approvato. Ritirati gli emendamenti 2.40 e 2.41, il senatore PASTORE (FI) sottoscrive l’emendamento 2.15 e lo riformula, limitandolo al primo periodo (2.15 testo 2). L’emendamento è poi approvato. Il senatore CENTARO (FI) riformula l’emendamento 2.27, che viene approvato dalle Commissioni (2.27 testo 2).

 

Sono quindi momentaneamente accantonati gli emendamenti diretti a introdurre disposizioni aggiuntive inerenti alla sicurezza interna degli stadi.

 

Viene posto in votazione, e approvato, l’emendamento dei relatori 2.0.400 (testo 2). È approvato anche il 2.0.1.

 

I restanti emendamenti all’articolo 2 s’intendono preclusi, assorbiti o ritirati.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 3.

 

 La senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) propone una riformulazione del suo emendamento 3.5 nell'emendamento 3.5 (testo 2).

 

 Il senatore SAPORITO (AN) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Castelli, mentre il senatore CENTARO (FI) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Palma.

 

 Il senatore CENTARO (FI) riformula il suo emendamento 3.4 nell'emendamento 3.4 (testo 2).

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 3.11.

 

 Posto ai voti con il parere contrario del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è respinto l'emendamento 3.1, risultando altresì ritirati gli emendamenti 3.2 e 3.3.

 

 Posti ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO, sono approvati gli emendamenti 3.11, 3.4 (testo 2), 3.5 (testo 2), 3.6 e 3.8.

 

 Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira l'emendamento 3.9 riservandosi di formularne un nuovo testo per l'esame in Assemblea.

 

 Risultano pertanto preclusi o assorbiti i restanti emendamenti.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 4.

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 4.1, risultando altresì ritirati i restanti emendamenti.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 5.

 

 Il senatore CENTARO (FI) chiede di aggiungere la propria firma agli emendamenti presentati dal senatore Palma e propone di riformulare l'emendamento 5.2 nell'emendamento 5.2 (testo 2), che posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato.

 

 Risulta ritirato l'emendamento 5.1.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 6.

 

 Sull'emendamento 6.1 interamente abrogativo dell'articolo 6 del decreto-legge, il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) si rimette alla valutazione del Governo, il quale a sua volta preferisce rimettersi alle decisioni dell'Assemblea, trattandosi di materia di competenza del Ministero dell'interno.

 

 Dopo un breve intervento del senatore CENTARO (FI) che rileva il carattere simbolico di una disposizione che, salvo ipotesi residuali, difficilmente potrà trovare applicazione nel contesto delle violenze poste in essere nell'ambito di manifestazioni sportive, la senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) non insiste per la votazione sull'emendamento 6.1 riservandosi di approfondire la questione durante l'esame in Assemblea.

 

 Si passa quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 7.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) presenta alla Commissione l'emendamento 7.200 che costituisce il frutto della convergenza dei diversi orientamenti emersi in materia di aggravante speciale dei reati di violenza, minaccia o resistenza ad un pubblico ufficiale chiedendo ai presentatori dei restanti emendamenti di ritirarli.

 

 Posto ai voti con il parere favorevole del relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) e del rappresentante del GOVERNO è approvato l'emendamento 7.200, risultando ritirati, preclusi o assorbiti i restanti emendamenti ad eccezione dell'emendamento 7.6.

 

 Il senatore MANTOVANO (AN) illustra l'emendamento 7.6, ricordando come nella scorsa legislatura sia stato soppresso l'articolo 341 del codice penale, che disciplinava l'oltraggio a pubblico ufficiale, fattispecie ormai perseguibile unicamente a querela di parte.

 Tale decisione, che nasceva dalla consapevolezza che la norma puniva pesantemente anche comportamenti di lieve entità e favoriva atteggiamenti prevaricatori, ha però fatto venir meno qualsiasi possibilità di tutela della dignità delle forze dell'ordine, quali rappresentanti dello Stato, anche in circostanze in cui gli atteggiamenti oltraggiosi finiscono per determinare un incitamento alla violenza.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) osserva come la soppressione dell'articolo 341 fu approvata nel 1999, a larghissima maggioranza, a seguito di un dibattito parlamentare particolarmente articolato ed approfondito. Pur comprendendo quindi gli obiettivi che inducono il senatore Mantovano a proporne il parziale ripristino in una nuova formulazione, egli ritiene incongrua la sede dell'approvazione del disegno di legge di conversione, ritenendo invece opportuno che la questione sia discussa in una sede che consenta un più sereno approfondimento.

 

 Il sottosegretario SCOTTI si rimette alla Commissione.

 

 Il senatore PASTORE (FI), nel condividere l'emendamento, segnala però al senatore Mantovano l'opportunità di sopprimere il secondo comma, dal momento che la previsione ivi contenuta appare contraddittoria con la formulazione generale della norma.

 

 Concorda il senatore ZICCONE (FI), il quale ritiene che peraltro vada soppresso anche il comma 4, essendo già autonomamente sanzionata la fattispecie della violenza o minaccia a pubblico ufficiale.

 

 Dopo un intervento favorevole del senatore CENTARO (FI), il senatore VILLONE (Ulivo) invita il senatore Mantovano a riflettere sui rischi connessi all'approvazione senza un'adeguata riflessione di una norma che rischia di introdurre una formulazione dell'oltraggio al tempo stesso così penetrante e così restrittiva da lasciare privi di tutela gli appartenenti alle forze dell'ordine in altre situazioni, che pure sarebbero meritevoli di attenzione.

 

 Concordano la senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE) e il senatore BIANCO (Ulivo).

 

 Dopo che il senatore MANTOVANO (AN) ha ribadito come la fattispecie da lui proposta si muova sulla stessa falsariga di quella testè approvata dalla Commissione con la modifica del comma dell'articolo 7, il relatore SINISI (Ulivo) lo invita a soprassedere alla votazione in modo da consentire un approfondimento della questione in Assemblea.

 

 Poichè il senatore MANTOVANO (AN) insiste per la votazione, l'emendamento, posto ai voti, non è accolto.

 

 Il relatore DI LELLO FINUOLI (RC-SE) invita al ritiro tutti gli emendamenti.

 

 Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 8.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) invita i proponenti a ritirare le rispettive modifiche. Nello stesso senso si pronuncia il sottosegretario SCOTTI.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive gli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira i suoi emendamenti, invitando a considerare nell’ambito dell’emendamento 11.0.2 (testo 2), la proposta, contenuta nell’emendamento 8.8, di coinvolgere in qualche forma le società sportive nella promozione e divulgazione dei principi della cultura sportiva.

 

 Il senatore MAFFIOLI (UDC) sottoscrive l’emendamento 8.0.1 e lo ritira.

 

 Quanto agli emendamenti riferiti all’articolo 9, il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sul 9.9, purché la nuova misura sia fissata in un minimo di 40.000 e in un massimo di 200.000. Invita a ritirare gli altri emendamenti.

 

 Dello stesso avviso si dichiara il sottosegretario SCOTTI, a nome del Governo.

 

 Il senatore SAPORITO (AN) aggiunge la sua firma agli emendamenti del senatore Castelli e li ritira.

 

 Il senatore D'ONOFRIO (UDC) riformula l’emendamento 9.9 nel senso indicato dal relatore (9.9 testo 2). L’emendamento viene quindi approvato.

 

 Si procede all’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 10.

 

 Il relatore SINISI (Ulivo) esprime parere favorevole sull’emendamento 10.1 e invita i rispettivi proponenti a ritirare il 10.4 e il 10.5.

 

 Il sottosegretario SCOTTI esprime lo stesso parere, dichiarandosi favorevole anche all’emendamento 10.3 del relatore Di Lello Finuoli.

 

 

 L’emendamento 10.1 è approvato, il 10.2 resta assorbito, il 10.3 è approvato e il 10.4 è ritirato dalla senatrice Maria Luisa BOCCIA (RC-SE).

 

 Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive l’emendamento 10.5 e lo ritira preannunciandone la trasformazione in un ordine del giorno per la discussione in Assemblea.

 

 Su invito del relatore SINISI(Ulivo), ha lo stesso esito l’emendamento 11.1.

 

Si procede all’esame degli emendamenti 1.11 e 2.300, già accantonati. Il relatore SINISI (Ulivo) e il rappresentante del GOVERNO si dichiarano favorevoli.

 

Per ragioni di coordinamento, il senatore BIANCO (Ulivo) riformula l'emendamento 1.11, in un testo che assorbe il 2.300 (1.11 testo 2). Il 2.300 è pertanto ritirato. L'emendamento 1.11 (testo 2) è approvato.

 

L’emendamento 11.0.1 è assorbito.

 

Il senatore SAPORITO (AN) sottoscrive l’emendamento 11.0.3 e lo ritira.

 

Il senatore D'ONOFRIO (UDC) ritira gli emendamenti 11.0.4 e 11.0.5, insistendo perché nell’emendamento del Governo 11.0.2 (testo 2) sia contemplato un riferimento alle società sportive nella promozione dei valori olimpici.

 

L’emendamento 11.0.2 (testo 2) del Governo è riformulato dal sottosegretario SCOTTI, recependo le condizioni poste dalla Commissione bilancio nel proprio parere (11.0.2 testo 3).

 

Il relatore SINISI (Ulivo), rispondendo al senatore D’Onofrio osserva che i riferimenti, contenuti nell’emendamento del Governo, sia al CONI sia alle associazioni dovrebbero soddisfare l’esigenza prospettata dallo stesso senatore.

 

L’emendamento viene quindi approvato, con il parere favorevole dei relatori.

 

Quanto agli ordini del giorno G/1314/1/1-2 e G/1314/2/1-2, i relatori si dichiarano favorevoli e il rappresentante del Governo disponibile ad accoglierli.

 

Infine le Commissioni riunite convengono di affidare ai relatori il mandato a riferire in Assemblea per la conversione in legge del decreto-legge, con le modifiche accolte nel corso dell’esame, richiedendo l’autorizzazione a svolgere una relazione orale.

 

 La seduta termina alle ore 16,30.


EMENDAMENTI E ORDINI DEL GIORNO AL DISEGNO DI LEGGE (AL TESTO DEL DECRETO-LEGGE)

1314

 

 

 

1.1

EUFEMI

Al comma 1, dopo le parole: «non a norma» aggiungere le seguenti: «per ogni tipo di manifestazione sportiva».

1.2

CASTELLI

Al comma 1, ultimo periodo, sostituire le parole: «1, 2 e 4» con le seguenti: «1 e 2».

1.3

CASTELLI

Al comma 1, in fine, aggiungere le seguenti parole: «e sarà dotato di posti a sedere numerati in settori con capienza non superiore ai 100 spettatori, accessibili da tutti i lati per mezzo di corridoi di larghezza non inferiore a 2 metri, anche al fine di consentire l'agevole accesso ad ogni posto numerato disponibile».

1.4

CASTELLI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis) Il comma 4 dell'articolo 1-quater del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28 è soppresso.»

1.5

BIANCO

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

«1-bis. Le disposizioni di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003. n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n. 88, a partire dal 1º luglio 2007, si applicano agli impianti sportivi di capienza potenziale superiore a 10.000 posti, senza che abbiano rilievo al riguardo eventuali limitazioni derivanti da vincoli di agibilità o disposizioni amministrative».

1.13

D'ONOFRIO

AI comma 2, capoverso «7-bis» dopo il primo periodo aggiungere il seguente: «Nel caso di competizioni sportive che riguardano squadre della stessa città o della stessa provincia, il prefetto può definire procedure di vendita dei titoli di accesso diverse, atte ad evitare il contatto tra i sostenitori delle due squadre nello stesso settore».

1.6

MANTOVANO

Al comma 2, nel capoverso 7-bis sostituire le parole: «in numero superiore a dieci» con le seguenti: «in numero superiore a cinque».

1.14

D'ONOFRIO

AI comma 2, capoverso «7-bis» sostituire la parola: «dieci» con la seguente: «cinque».

1.7

EUFEMI

Al comma 2, capoverso «7-bis» sostituire la parola: «dieci» con la seguente: «cinque».

1.8

BIANCO

Al comma 2, capoverso «7-bis», la parola: «dieci» è sostituita dalla seguente: «quattro».

1.9

PALMA

Al comma 2, capoverso «7-bis», le parole: «in numero superiore a dieci» con le seguenti: «in numero superiore a tre».

1.10

DI LELLO FINUOLI

Al comma 3, dopo le parole: «come introdotto dal comma 2» inserire le seguenti: «del presente articolo».

1.11 (testo 2)

BIANCO

Dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n.88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto non costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso che omette di osservare le disposizioni di cui al commi 3-bis e 3-ter è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli dì accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater. In caso di violazione, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale o operativa la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 20.000 a 100.000 euro».

1.11

BIANCO

Dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:

«3-bis. La richiesta di acquisto dei titoli di accesso agli impianti sportivi di cui all'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n.28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003 n.88, è corredata dalla presentazione di un valido documento di identità per ogni intestatario di ciascun titolo.

3-ter. Il personale addetto agli impianti sportivi di cui al comma 3-bis accerta la conformità dell'intestazione del titolo di accesso alla persona fisica che lo esibisce, richiedendo la esibizione di un valido documento di identità, e negando l'ingresso in caso di difformità, nonché a coloro che sono sprovvisti del documento.

3-quater. Salvo che il fatto non costituisca reato, il personale addetto alla vendita ed al controllo dei titoli di accesso che omettono di osservare le disposizioni di cui al commi 3-bis e 3-ter sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 a 20.000 euro.

3-quinquies. È fatto divieto alle società sportive o concessionarie del servizio di vendita e controllo dei titoli dì accesso di adibire a tale servizio personale nei cui confronti il prefetto abbia irrogato la sanzione amministrativa di cui al comma 3-quater».

1.12

MANTOVANO

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

«4. Sono abilitati a svolgere le attività previste dall'articolo 1-quater del decreto legge n. 28 del 2003, nonché a garantire il rispetto della disciplina di utilizzo dell'impianto, degli obblighi e dei divieti previsti in concomitanza degli eventi sportivi, i soggetti in possesso della qualifica di guardia particolare giurata. Nell'adempimento di tali compiti detti soggetti rivestono la qualifica di pubblico ufficiale. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dell''Interno, di concerto con il Ministro della Giustizia, il Ministro delle Politiche Giovanili e le Attività Sportive, il Ministro delle Infrastrutture ed il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Locali, emana un decreto di disciplina della formazione di tali soggetti, nonché delle specifiche mansioni da affidare loro».

2.1

DI LELLO FINUOLI

Al comma 1, lettera a), numero 1), sostituire le parole: «ed all'articolo 6-bis» con le seguenti: «all'articolo 6-bis».

2.2

BOCCIA MARIA LUISA, VANO, GRASSI, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, lettera a), sopprimere il numero 2).

2.3

MANTOVANO

Al comma 1, lettera a), sostituire il n. 2 con il seguente:

«2) Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di coloro che, per il loro comportamento debba ritenersi, sulla base di elementi di fatto, che siano dediti alla partecipazione a episodi di violenza in occasione o a causa delle manifestazioni sportive, o comunque ad atti che pongano in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse.»

2.4

CENTARO

Al comma 1, lettera a), numero 2), sostituire le parole da: «risulta avere tenuto» fino a: «a causa di manifestazioni sportive», con le seguenti: «compie atti idonei diretti in modo non equivoco alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive».

2.5 (testo 2)

MANTOVANO

Al comma 1,dopo la lettera a),inserire la seguente:

«a-bis) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

''1-bis. Il divieto di cui al comma precedente può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età. Il provvedimento va notificato a coloro che esercitano la potestà genitoriale».

2.5

MANTOVANO

Al comma 1, lettera a), dopo il numero 2), aggiungere il seguente:

«3) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

''1-bis. Il divieto di cui al comma precedente può essere disposto anche nei confronti di soggetti minori di 18 anni che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età».

2.6

CASTELLI

Al comma 1, lettera b), sostituire le parole: «non possono avere durata inferiore a tre mesi» con le seguenti: «non possono avere durata inferiore a sei mesi».

2.7

MANTOVANO

Al comma 1, lettera b) sostituire le paroIe: «inferiore a tre mesi e superiore a tre anni» con le atre: «inferiore a due anni e superiore a dieci anni».

2.8

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera b) sostituire le paroIe: «tre mesi»» con le altre: «un anno» e le parole: «tre anni» con le parole: «cinque anni».

2.9

MANTOVANO

Al comma 1, dopo la lettera b), inserire la seguente:

«b-bis). Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente: ''5-bis. Se il divieto di cui al comma 1 è disposto nei confronti si soggetti minori, la durata non può essere inferiore a un anno e superiore a 5 anni''».

2.10 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera c) sostituire le paroIe: «da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti: «da uno a tre anni e con la multa da 10.000 a 40.000 euro».

2.10

PALMA

Al comma 1, lettera c) sostituire le paroIe: «da sei mesi a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti: «da uno a tre anni e con la multa non inferiore a 10.000 euro».

2.39

D'ONOFRIO

AI comma 1, lettera c), sostituire la cifra: «10.000» con la seguente: «40.000».

2.11

CASTELLI

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole: «e con la multa fino a 10.000 euro» con le seguenti parole: «e con la multa da 10.000 a ventimila euro».

2.13

MANTOVANO

Al comma 1, lettera d), le parole: «da sei mesi a sette anni» sono sostituite dalle parole: «da tre anni a dieci anni».

2.14

PALMA, CENTARO

Al comma 1, d), sostituire le parole: «da sei mesi a sette anni» con le altre: «da due a otto anni».

2.40

D'ONOFRIO

AI comma 1, lettera d), sopprimere le parole: «può disporre».

2.12

CASTELLI

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: «e può disporre» con le seguenti: «e dispone».

2.41

D'ONOFRIO

Al comma 1, lettera d), sostituire le parole: «la pena accessoria di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettera a),» con le seguenti: «le pene accessorie di cui all'articolo 1, comma 1-bis, lettere a) e b),».

2.15 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Al comma 1, lettera d), dopo le parole: «25 giugno 1993, n.205 » aggiungre le altre: «Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo.».

2.15

PALMA

Al comma 1, lettea d), dopo le parole: «25 giugno 1993, n.205 » aggiungre le altre: «Il capo della sentenza non definitiva che dispone il divieto di accesso nei luoghi di cui al comma 1 è immediatamente esecutivo. Avverso tale immediata esecuzione può essere avanzata entro dieci giorni dal deposito della sentenza richiesta di sospensione al giudice dell'impugnazione. Il giudice dell'impugnazione decide nei trenta giorni successivi».

2.16

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis: Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, aggiungere in fine: ''Possono essere incaricati dei compiti di cui sopra solo ed esclusivamente persone in possesso dei requisiti per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria. Le società sportive che non rispettino tale disposizione, saranno soggette ad una sanzione amministrativa di 10.000 euro per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse. Inoltre, ai fini della concessione della licenza di durata triennale, tali incaricati dovranno aver raggiunto la maggiore età ed essere in possesso degli attestati di qualifica rilasciati dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Chiunque svolga le attività previste e regolamentate in questa legge senza licenza prefettizia sarà punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro per ogni servizio svolto non in regola e con il diniego del rilascio della licenza per tre anni a far data dall'ultimo servizio irregolare contestato''».

2.17

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di quelli incaricati di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni''».

2.18

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di quelli incaricati di fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi''».

2.19

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, dopo le parole: ''manifestazioni sportive'', inserire le seguenti: ''e di allontanare dall'impianto sportivo lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva, segnalandolo alla competente autorità di polizia''».

2.20

CASTELLI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. Le mansioni di cui all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, così come introdotto dall'articolo 1 comma 4 lettera c) della legge 17 ottobre 2005, n. 210, sono svolte solo ed unicamente da persone maggiorenni, in possesso di tutti i requisiti richiesti dall'articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in possesso di una polizza assicurativa RCT per l'eventuale risarcimento dei danni causati alle persone durante l'esercizio del loro lavoro e opportunamente formate nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Alle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui sopra personale privo dei requisiti sopra menzionati, sarà irrogata dal Prefetto della provincia in cui le medesime società hanno la sede legale, la sanzione amministrativa di e 10.000 per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse.»

2.21

CASTELLI

Sostituire il comma 2, con il seguente:

«2. Le mansioni di cui all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, introdotto dall'articolo 1, comma 4, lettera c) della legge 17 ottobre 2005, n. 210, sono svolte, solo ed unicamente, da persone in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla normativa per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria, allegato al presente decreto. Alle società sportive che abbiano incaricato dei compiti di cui sopra personale privo dei requisiti richiesti dalla normativa per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria, sarà irrogata dal Prefetto della Provincia in cui le medesime società hanno la sede legale, la sanzione amministrativa di e 10.000 per ogni persona non in regola. Sarà altresì imposto lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse».

2.22

MANTOVANO

Al comma 2, prima delle parole: «all'articolo 6-quater della legge 13 dicembre ...» inserire il seguente:

«Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n.401, l'ultimo periodo è casi sostituito: ''Tali incaricati devono possedere ì requisiti di idoneità per svolgere lalunzione di guardia particolare giurata''».

Conseguentemente, al nuovo comma 1-bis dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, le parote da: «requisiti morali» a: «1931 n. 773» sono sostituite dalle parole: «requisiti di cui al comma precedente».

2.42

D'ONOFRIO

AI comma 2, sostituire il capoverso 1-bis con i seguenti:

«1-bis. Con decreto del Ministro dell'interno, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalità per la realizzazione di corsi di formazione per gli addetti alla incolumità pubblica negli impianti sportivi, e definite le deleghe ad essi concesse dall'autorità di polizia per richiamare, identificare e per trattenere, sulla base di elementi oggettivi, le persone che si rendono responsabili di atti contrari ai regolamenti vigenti in materia di sicurezza degli impianti sportivi e dei reati di cui alla presente legge.

1-ter. Nei confronti delle società sportive che abbiano incaricato addetti all'incolumità pubblica degli impianti sportivi, persone prive dei requisiti e deli'abilitazione di cui al comma precedente, è irrogata dal prefetto della provincia in cui le medesime società risiedono, ovvero in cui hanno la sede legale, la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80.000 a 400.000 euro».

2.23

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, sopprimere la parola: «morali»

2.24

PALMA

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «articolo 11 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza» sono aggiunte le parole: «o che comunque siano state denunciate o condannate, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive» le parole: «da 20.000 a 100.000 euro» sono sostituite dalle parole: «non inferiore a 40.000 euro e non superiore a 100.000 euro».

2.25

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «n. 773», introdurre le seguenti: «e che non siano in possesso di un attestato di qualifica rilasciato da un istituto sportivo regionale o la società o enti pubblici e privati autorizzati».

2.26

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, dopo le parole: «n. 773», introdurre le seguenti: «e che non abbiano frequentato con successl un apposito corso di preparazione e formazione professionale».

2.27 (testo 2)

CENTARO, PASTORE

Al comma 2, capoverso 1-bis, sopprimere le parole: «risiedono, ovvero in cui» e dopo la parola: «legale» inserire la seguente: «o operativa»

2.27

CENTARO

Al comma 2, capoverso 1-bis, la parola: «risiedono» è sostituita dalle seguenti: «svolgono la loro attività».

2.28

CASTELLI

Al comma 2, sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000 euro» con le seguenti: «di euro 10.000 per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse».

2.200

D'ONOFRIO

Al comma 2, sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 80.000 a 400.000».

2.29

CASTELLI

Al comma 2, dopo le parole: «100.000 euro.» aggiungere le altre: «In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva le persone di cui al comma 1 devono fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato».

2.30

CASTELLI

Al comma 2, capoverso 1-bis, aggiungere, in fine: «Gli incaricati di cui al comma 1 non possono portare né utilizzare armi proprie e improprie all'interno della struttura sportiva».

2.31

CASTELLI

Al comma 2, dopo il capoverso 1-bis, inserire il seguente:

«1-ter. Gli incaricati di cui al comma l devono essere in possesso della qualifica di addetto alla sicurezza, rilasciata dopo una valutazione della preparazione teorica in tema di diritto e procedura penale nelle materie attinenti le mansioni da svolgere, norme comportamentali nelle relazioni con l'utenza pubblica, principi fondamentali in materia di sostanze alcoliche e stupefacenti e riconoscimento dei loro sintomi, interventi di primo soccorso e attivazione di procedure di pubblica incolumità, nonché di un esame pratico su tecniche di autodifesa».

Conseguentemente, al medesimo articolo, primo periodo, sostituire le parole: «è aggiunto» con le seguenti: «sono aggiunti».

2.32

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto, in fine, il seguente:

''l-bis: Gli incaricati di cui al comma l collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell 'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un 'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell 'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse. Tali incaricati non possono portare ed utilizzare armi proprie o improprie all 'interno della struttura sportiva e sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell 'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifìzi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all'interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verifìcare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine».

2.33

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, secondo periodo, aggiungere prima del punto: ''e devono essere in possesso dell'attestato di qualifica rilasciato dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria composto da un rappresentante delle strutture sportive del territorio, due rappresentanti delle società sportive lega calcio di cui uno in rappresentanza delle società professionistiche e uno in rappresentanza del mondo dilettantistico, due rappresentanti delle agenzie di sicurezza e da due rappresentanti delle questure dei rispettivi territori regionali, che a turno partecipano alle riunioni''».

2.34

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, al comma 1, secondo periodo, aggiungere prima del punto: ''e non possono portare ed utilizzare armi proprie o improprie all'interno della struttura sportiva''».

2.35

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto infine il seguente:

''1-bis. Gli incaricati di cui al comma l sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori alloro arrivo all'interno della struttura e facilitame l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine».

2.36

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, è aggiunto, infine, il seguente:

''1-bis. Gli incaricati di cui al comma 1 collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse''».

2.37

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989, n. 401, dopo il comma 1, sono aggiunti, in fine, i seguenti:

''1-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi e i compiti di cui al comma l sono svolti da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria, che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica.

1-ter. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

1-quater. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

1-quinques. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza ali 'interno dell 'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini''».

2.38

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. All'articolo 6-quaterdella legge 13 dicembre 1989, n. 401, comma 1, sopprimere la parola: ''morali''».

2.0.2

CASTELLI

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 2-bis.

(Compiti degli addetti alla sicurezza)

1. Gli addetti alla sicurezza collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell 'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un 'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell 'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse.

2. Gli addetti alla sicurezza sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell 'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva;

c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all'interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persista nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell 'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine.

3. Gli addetti alla sicurezza non possono portare ed utilizzare armi proprie e improprie all''interno della struttura sportiva».

2.0.1

BIANCO

Dopo l'articolo, aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Divieto di manifestazioni esteriori)

''1. È fatto divieto di esporre negli impianti sportivi striscioni, cartelli, simboli, emblemi, nonchè di svolgere rappresentazioni esteriori anche verbali relativamente ad organizzazioni di sostenitori i cui partecipi siano stati condannati per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive. Salvo che non costituisca più grave reato la violazione del suddetto divieto è punita con l'arresto da tre mesi ad un anno.

2. Il rifiuto di rimuovere o di cessare le manifestazioni esteriori di cui al comma 1, nonché di cui all'articolo 2 comma 1 del decreto legge 26 aprile 1993 n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993 n. 205, a richiesta della forza pubblica costituisce il reato di cui all'articolo 337 del codice penale.

3. All'articolo 2 comma 1 del decreto legge 26 aprile 1993 n. 122, convertitom con successive modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993 n. 205, le parole ''fino a tre anni e con la multa da lire 200.000 a lire 500.000'' sono sostituite dalle parole ''da uno a cinque anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro''».

2.0.400 (testo 2)

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Dopo l'articolo aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi).

''1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione in legge del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del Regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso infruttuosamente il termine il decreto può essere egualmente emesso.

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1, comunicano i nominativi del personale da impiegare nei predetti servizi al Prefetto della Provincia che, se constata la mancanza dei requisiti per taluni soggetti, ne dispone il divieto di impiego comunicandolo alle società''».

2.0.400

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Dopo l'articolo 2 aggiungere il seguente:

«Art. 2-bis.

(Norme sul personale addetto agli impianti sportivi).

''1. Con decreto del Ministro dell'interno, da emanarsi entro sessanta giorni dalla conversione in legge del presente decreto, sono stabiliti i requisiti, le modalità di selezione e la formazione del personale incaricato dei servizi di controllo dei titoli di accesso agli impianti sportivi, nonché di instradamento degli spettatori e di verifica del rispetto del Regolamento d'uso degli impianti medesimi. Il medesimo decreto stabilisce le modalità di collaborazione con le forze dell'ordine. Il decreto è sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti che vi provvedono entro sessanta giorni. Decorso infruttuosamente il termine il decreto può essere egualmente emesso.

2. Le società sportive e incaricate dei servizi di cui al comma 1, comunicano al Prefetto della Provincia i nominativi del personale impiegato nei predetti servizi''».

3.11

CENTARO

Al comma 1, capoverso, primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi», sono aggiunte le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva,».

Conseguentemente sopprimere il secondo periodo.

3.1

MANTOVANO

AI comma 1, capoverso 1, sopprimere le parole: «in modo da creare un pericolo per le persone».

3.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, nel pnmo periodo, alla parola: «pericolo», premettere la seguente: «concreto».

3.3

CASTELLI

Al comma 1, dopo le parole: «con la reclusione da uno a quattro anni» aggiungere le seguenti parole: «e con la multa da 5.000 a 10.000 euro».

3.4 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Ai commi 1 e 2, dopo le parole: «precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva» aggiungere le parole: «, a condizione che i fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa».

3.4

PALMA

Al comma 1 capoverso, 4 dopo le parole: «precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva» aggiungere le parole: «,a condizione che detti fatti avvengano in relazione alla manifestazione sportiva stessa».

3.5 (testo 2)

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, il penultimo periodo è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata se dal fatto deriva un ritardo rilevante dell'inizio, la sospensione, l'interruzione o la cancellazione della manifestazione sportiva».

3.5

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 1, il penultimo periodo è sostituito dal seguente: «La pena è aumentata se dal fatto deriva la cancellazione della manifestazione sportiva».

3.9

D'ONOFRIO

AI comma 1 dopo le parole: «un danno alle persone» aggiungere le seguenti: «o alle cose».

3.6

CENTARO

Al comma 2, capoverso, primo periodo, dopo le parole: «nelle immediate adiacenze di essi», aggiungere le seguenti: «nelle ventiquattro ore precedenti o successive allo svolgimento della manifestazione sportiva,».

Conseguentemente sopprimere il secondo periodo.

3.7

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 2, capoverso 1, nel primo periodo, sostituire le parole: «è trovato in possesso di» con le seguenti: «consapevolmente detiene».

3.10

D'ONOFRIO

Al comma 2 sostituire le parole: «da 500 a 2.000» con le seguenti: «da 2.000 a 8.000».

3.8

CASTELLI, SAPORITO

All'articolo 3, comma 2, sostituire le parole: «e con la multa da 500 a 2.000 euro» con le seguenti parole: «e con la multa da 1.000 a 5.000 euro».

4.1

DI LELLO FINUOLI

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «all'articolo 6-ter ed all'articolo 6, commi 1 e 6», inserire le seguenti: «della presente legge,».

4.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, sopprimere le lettere b) e c).

4.3

CASTELLI

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

b) al comma 1-ter, sostituire le parole: «sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerge inequivocabilmente il fatto,» con le seguenti parole: «sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi oggettivi dai quali emerge con evidenza il fatto,» e le parole: «entro le trentasei ore» con le seguenti parole: «entro cinquantadue ore».

4.4

CASTELLI

Al comma 1, sostituire la lettera b) con la seguente:

b) al comma 1-ter, sostituire le parole: «sulla base di documentazione video fotografica dalla quale emerge inequivocabilmente il fatto,» con le seguenti parole: «sulla base di documentazione video fotografica o di altri elementi dai quali emerge il fatto,» e le parole: «entro le trentasei ore» con le seguenti parole: «entro quarantotto ore».

Art. 5

5.1

PALMA

Al comma 1, sostituire le parole: «non inferiore a tre mesi e non superiore a due anni» con le altre: «non inferiore a sei mesi e non superiore a due anni».

5.2 (testo 2)

PALMA, CENTARO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole «sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro» sono sostituite dalle parole: «sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 500 euro».

5.2

PALMA

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«All'articolo 1-septies, comma 2, del decreto legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole «sanzione amministrativa pecuniaria da 30 a 300 euro» sono sostituite dalle parole: «sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore a 500 euro».

Art. 6

6.1

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Sopprimere l'articolo.

Art. 7

7.1

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 7.

(Modifiche all'articolo 339 del codice penale)

1. All'articolo 339 del codice penale, dopo il secondo comma, è aggiunto il seguente: ''Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche, salvo che il fatto costituisca più grave reato, nel caso in cui la violenza o la minaccia sia commessa mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, in modo da creare concreto pericolo alle persone.''».

7.8

D'ONOFRIO

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 7.

1. Dopo l'articolo 336 del codice penale è aggiunto il seguente:

''336-bis. Chiunque in occasione di tumulti o manifestazioni sportive cagiona ad un pubblico ufficiale una lesione superiore a venti giorni o una lesione grave o gravissima di cui all'articolo 583 è punito con la reclusione da nove a diciotto anni''».

7.2

PALMA

Sopprimre il comma 1.

7.200

DI LELLO FINUOLI, SINISI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. Dopo l'articolo 583-ter del codice penale, aggiungere il seguente articolo:

''583-quater. (Lesioni gravi o gravissime in occasione di servizi di ordine pubblico). Chiunque procuri ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico lesioni gravi o gravissime è punito con le pene rispettivamente previste dall'articolo 583 aumentate della metà'».

 Conseguentemente, sostituire la rubrica con la seguente:

Art. 7

(Modifiche al codice penale in materia di lesioni personali a pubblico ufficiale nonché in materia di violenza e resistenza a pubblico ufficiale).

7.3

EUFEMI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. All'articolo 339 del codice penale, dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

''2-bis. Chiunque, durante tumulti o manifestazioni sportive, causa lesioni ad un pubblico ufficiale superiore a venti giorni ovvero una lesione grave o gravissima previste dall'articolo 583 del codice penale, è punito con la reclusione da 9 a 18 anni''».

7.7

D'ONOFRIO

Al comma 1 premettere il seguente comma:

«01. Dopo l'articolo 336 del codice penale è aggiunto il seguente:

''336-bis. Chiunque in occasione di tumulti o manifestazioni sportive cagiona ad un pubblico ufficiale una lesione superiore a venti giorni o una lesione grave o gravissima di cui all'articolo 583 è punito con la reclusione da nove a diciotto anni''.

7.4

CENTARO

Al comma 1, sostituire le parole: «della reclusione da cinque a quindici anni» con le seguenti: «della reclusione da sette a dieci anni».

7.5

CENTARO

Sostituire il comma 2 con il seguente:

«2. All'articolo 339, secondo comma, del codice penale, dopo le parole: «di armi», sono aggiunte le seguenti: «ovvero il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone,».

7.6

MANTOVANO

Dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

«2-bis. Dopo l'articolo 340 del codice penale è aggiunto l'articolo 341:

Articolo 341 - (Oltraggio a un pubblico ufficiale) – 1. Chiunque offende l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale, in presenza di lui e a causa o nell'esercizio delle funzioni di ordine e sicurezza pubblica nelle quali è impegnato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

2. La stessa pena si applica a chi commette il fatto con qualunque tipo di comunicazione scritta, anche telematica, diretta al pubblico ufficiale, a causa delle sue funzioni.

3. La pena è della reclusione da uno a quattro anni se l'offesa consiste nell'attribuzione di un atto determinato.

4. Le pene sono aumentate quando il fatto è commesso con violenza o minaccia. ovvero quando l'offesa è recata in presenza di una o più persone».

Conseguentemente: 2-ter. Al comma 1 dell'articolo 6-quater della legge 13 dicembre 1989 n. 401 le parole «articoli 336 e 337 del codice penale» sono sostituite dalle parole «articoli 336, 337 e 341 del codice penale».

8.1

CASTELLI

Al comma 1, sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «È parimenti vietato alle società sportive fornire sostegno di qualsiasi natura, diretta o indiretta, ai propri sostenitori in occasione di manifestazioni sportive, ovvero ad associazioni o club dei quali gli stessi sostenitori facciano parte».

8.6

D'ONOFRIO

Al comma 1 aggiungere in fine le seguenti parole: «, salvo per quelle di cui al successivo comma 4.».

8.2

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. Le società calcistiche che abbiano fornito sostegno di qualsiasi natura ai propri sostenitori in occasione di manifestazioni sportive, ovvero ad associazioni o club dei quali gli stessi sostenitori facciano parte, sono tenute al risarcimento degli eventuali danni causati da tali sostenitori, Inoltre, qualora sia pronunciata sentenza di condanna nei confronti dei soggetti di cui al periodo precedente, sono altresì obbligate, in caso di insolvibilità del condannato, al pagamento di una somma pari all'ammontare della multa o dell'ammenda inflitta».

8.7

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 50.000 a 200.000» con le seguenti: «da 200.000 a 800.000».

8.3

CASTELLI

Al comma 3, aggiungere, in fine: «Inoltre, verranno ritenute responsabili dei danni causati dai propri sostenitori e costrette quindi al pagamento della multa o dell'ammenda inflitta ai propri tifosi, in caso di insolvibilità dei condannati».

8.8

D'ONOFRIO

Sostituire il comma 4 con il seguente: «4. In deroga al divieto di cui al comma 1 è consentito alle società sportive stipulare con associazioni legalmente riconosciute, aventi tra le finalità statutarie la promozione e la divulgazione dei valori e dei principi della cultura sportiva e della non violenza e della pacifica convivenza, coma sanciti dalla Carta olimpica e non aventi tra i suoi associati persone a cui è stato notificato il divieto di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge 13 dicembre 1989 , n.401 e successive modificazioni, contratti e convenzioni in forma scritta aventi ad oggetto progetti di interesse comune per la realizzazione delle predette finalità».

8.4

CASTELLI

Dopo il comma 4, inserire i seguenti:

«4-bis. Allo scopo di favorire il rispetto reciproco tra gli spettatori, fra gli atleti e fra quanti agiscono nel contesto sportivo ed incoraggiare una maggiore partecipazione attiva nello sport e al fine di promuovere l'ideale sportivo mediante campagne educative e informative, sostenendo la sportività in special modo presso i giovani, le società calcistiche si impegnano a collaborare con le istituzioni locali per attuare provvedimenti adeguati in materia sociale ed educativa, tenendo conto anche del potenziale contributo dei mass media, per prevenire il manifestarsi di atti violenti in concomitanza di manifestazioni sportive.

4-ter. In particolare, le società si impegnano a mettere in atto politiche volte alla sensibilizzazione dei giovani, promovendo una incontri e occasioni di scambio di opinioni ed eventi che vedano coinvolte le società sportive con i loro atleti, dirigenti, allenatori, addetti ai servizi di sicurezza, i rappresentanti dei mass-media e i tifosi, da tenersi preferibilmente all'interno delle strutture sportive, facilitando e sviluppando in tal modo l'accesso agli impianti sportivi per gli studenti e gli abitanti della collettività locale».

8.5

CASTELLI

Dopo l'articolo 8, inserire il seguente:

«Art. 8-bis.

(La gestione dell'ordine e della sicurezza pubblica)

1. Il servizio d'ordine all''interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta.

2. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell 'esercizio delle proprie funzioni.

3. Gli addetti alla sicurezza collaborano con le Forze di polizia e le altre unità addette a servizi di sicurezza e incolumità prima, durante e dopo lo svolgimento dell'incontro sportivo, riguardo alle disposizioni da prendere per controllare la folla, affinché siano applicati i regolamenti pertinenti, grazie ad un'azione concertata e si tengono in contatto diretto con gli agenti di polizia impegnati nella sicurezza dell'area esterna alla struttura sportiva per coordinare azioni comuni allo scopo di prevenire e controllare la violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive e al termine delle stesse.

4. Gli addetti alla sicurezza sono impegnati in particolar modo a:

a) fare rispettare il regolamento dell'impianto con particolare attenzione a al possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, alla turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, al possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, allo stato di ubriachezza in stato pubblico, al lancio o tentativo di lancio di oggetti, al lancio o tentativo di invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) allontanare dall'impianto sportivo e segnalare alla competente autorità di polizia lo spettatore il cui comportamento abbia turbato l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva. c) accogliere e instradare gli spettatori al loro arrivo all''interno della struttura e facilitarne l'uscita;

d) monitorare la densità del pubblico garantendo la separazione tra gli spettatori delle diverse tifoserie con l'obbligo di allontanamento dall'impianto nel caso in cui lo spettatore persisto nell'inneggiare o indossare colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto.

e) attivare, qualora ve ne fosse bisogno, le procedure di pubblica incolumità;

f) verificare, alla vigilia degli incontri sportivi, la predisposizione di tutte le misure organizzative dell'evento e superare contingenti situazioni di criticità che potrebbero minare il regolare svolgimento della manifestazione;

g) coordinarsi con le forze dell'ordine.

5. Gli addetti alla sicurezza non possono portare ed utilizzare armi proprie e improprie all'interno della struttura sportiva.

6. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

7. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini.

8. Il ruolo dello addetti alla sicurezza può essere ricoperto esclusivamente da persone in possesso dei requisiti per il riconoscimento del personale di polizia ausiliaria. Le società sportive che non rispettino tale disposizione, saranno soggette ad una sanzione amministrativa di 10.000 euro per ogni persona non in regola e lo svolgimento di tre partite di calcio a porte chiuse.

9. La qualifica di addetto alla sicurezza è rilasciato valutata la preparazione teorica in tema di diritto e procedura penale nelle materie attinenti le mansioni da svolgere, norme comportamentali nelle relazioni con l'utenza pubblica, princìpi fondamentali in materia di sostanze alcoliche e stupefacenti e riconoscimento dei loro sintomi, interventi di primo soccorso e attivazione di procedure di pubblica incolumità, nonché un esame pratico su tecniche di autodifesa.

10. Chiunque svolga le attività previste e regolamentate in questa legge senza licenza prefettizia sarà punito con la sanzione amministrativa da 5.000 a 30.000 euro per ogni servizio svolto non in regola e con il diniego del rilascio della licenza per tre anni a far data dall'ultimo servizio irregolare contestato».

8.0.1

EUFEMI

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

«Art. 8-bis.

1. All'articolo 164, comma 2, del Codice penale dopo il n. 2) aggiungere il seguente n. 3):

''Per i reati di cui al decreto legge 8 febbraio 2007, n. 8''».

9.1

CASTELLI

Al comma 1, dopo la parola: «responsabili», inserire le seguenti: «della sicurezza, del regolare e ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo, nonché».

9.9 (testo 2)

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 40.000 a 200.000».

9.9

D'ONOFRIO

AI comma 3 sostituire le parole: «da 20.000 a 100.000» con le seguenti: «da 80.000 a 400.000».

9.2

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta e impegnati nel far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni».

9.3

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni».

9.4

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono stilare il regolamento dell'impianto, dotarsi di addetti alla sicurezza, cooperare con le forze dell'ordine, far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza».

9.5

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono stilare il regolamento dell'impianto sportivo che deve prevedere:

a) l'indicazione del rispetto delle norme di sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva e, in particolare, la punibilità del possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, la turbativa dell'ordine pubblico, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, il possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, stato di ubriachezza in stato pubblico, lancio di oggetti, invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) l'obbligo di allontanamento dall'impianto dello spettatore che inneggi o indossi i colori diversi da quelli della squadra per cui ha dichiarato la preferenza al momento dell'acquisto del biglietto;

c) la previsione dell'allontanamento dall'impianto sportivo e la segnalazione alla competente autorità di polizia nel caso in cui lo spettatore con il suo comportamento si accinga a turbare l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva».

9.6

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e ai servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini».

9.7

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis). L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante».

9.8

CASTELLI

Dopo il comma 3, inserire il seguente:

«3-bis). È compito delle società ca1cistiche vigilare sulle dichiarazioni dei propri tesserati e sugli atteggiamenti tenuti in campo dai propri giocatori, prevedendo apposite sanzioni per coloro che istigano, con fatti o con parole, atteggiamenti violenti.»

9.0.1

CASTELLI

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Il ruolo delle società calcistiche in ambito di sicurezza negli stadi)

1. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono:

a) stilare il regolamento dell'impianto di cui comma 5;

b) dotarsi di addetti alla sicurezza di cui ai commi 6, 7, 8 e 9;

c) cooperare con le forze dell'ordine;

d) far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza.

2. Le forze dell'ordine interverranno solo in casi estremi, lasciando il controllo degli spalti all'interno degli impianti sportivi agli addetti alla sicurezza e all'auto-responsabilizzazione dei tifosi, concentrandosi sul controllo dell'area esterna allo stadio. L'onere di tale servizio è a totale carico della società sportiva ospitante la manifestazione.

3. È compito delle società calcistiche vigilare sulle dichiarazioni dei propri tesserati e sugli atteggiamenti tenuti in campo dai propri giocatori, oltre che prevedere sanzioni per coloro che istigano atteggiamenti violenti.

4. L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante.

5. Il regolamento dell'impianto sportivo deve prevedere:

a) l'indicazione del rispetto delle norme di sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva e, in particolare, la punibilità del possesso di sostanze alcoliche o artifizi pirotecnici, la turbativa dell'ordine pubblico e, violenza o minaccia di violenza a danno di persone o cose, il possesso o il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere, stato di ubriachezza in stato pubblico, lancio di oggetti, invasione di campo, urla o cori ingiuriosi;

b) la previsione dell'allontanamento dall'impianto sportivo e la segnalazione alla competente autorità di polizia nel caso in cui lo spettatore con il suo comportamento si accinga a turbare l'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva.

6. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria (Corevass) che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica.

7. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

8. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve fermare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed per la contestazione del reato.

9. Qualora la società sportiva abbia elementi per ritenere che la sicurezza e l'ordinato svolgimento della manifestazione siano minacciati è tenuta ad intensificare la presenza degli addetti alla sicurezza all'interno dell'impianto e a segnalare all'autorità di pubblica sicurezza e i servizi di Polizia ogni informazione utile alla prevenzione dei disordini».

9.0.2

CASTELLI

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

«Art. 9-bis.

(Il ruolo delle società calcistiche in ambito di sicurezza negli stadi)

1. Le società calcistiche ospitanti sono responsabili della sicurezza, del regolare e dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva all'interno dell'impianto sportivo. L'ordine e la sicurezza pubblica sono assicurati dalle società sportive professionistiche ospitanti senza oneri per lo Stato. A tal fine devono:

a) stilare il regolamento dell'impianto;

b) dotarsi di addetti alla sicurezza di cui al comma 3;

c) cooperare con le forze dell'ordine;

d) far fronte alle manifestazioni di violenza e ai disordini sia all'interno dell'impianto sportivo sia nei luoghi di sua pertinenza.

2. Le forze dell'ordine interverranno solo in casi estremi, lasciando il controllo degli spalti all'interno degli impianti sportivi agli addetti alla sicurezza e all'auto-responsabilizzazione dei tifosi, concentrandosi sul controllo dell'area esterna allo stadio. L'onere di tale servizio è a totale carico della società sportiva ospitante la manifestazione.

3. Il servizio d'ordine all'interno degli impianti sportivi è svolto da addetti alla sicurezza alle dipendenze e sotto la responsabilità delle società di calcio, opportunamente formati nel loro addestramento dalle apposite istituzioni sportive regionali e/o da società o enti pubblici e privati che ne facciano opportuna richiesta, comunque coordinati dal Comitato regionale di vigilanza per i servizi di sicurezza ausiliaria (Corevass) che provvederà a rilasciare i relativi attestati di qualifica. Gli addetti alla sicurezza hanno il compito di far rispettare le regole dell'impianto sportivo, anche al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni. In caso di violazione al regolamento dello stadio ovvero di turbativa dell'ordinato svolgimento della manifestazione sportiva l'addetto alla sicurezza deve firmare il responsabile dell'infrazione ed accompagnarlo nell'area riservata alle forze dell'ordine per la sua identificazione ed alla contestazione del reato.

4. L'onere del mantenimento della sicurezza pubblica e i costi delle forze dell'ordine impegnate nel corso della manifestazione sportiva è a completo carico della società calcistica ospitante».

10.1

BIANCO

Al comma 1, al capoverso 5-bis, sostituire le parole: «possono provvedere» con le seguenti: «provvedono».

10.2

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma l, capoverso 5-bis, nel primo periodo, sostituire la parola: «possono» con la seguente: «devono».

10.3

DI LELLO FINUOLI

Al comma l, capoverso 5-bis, secondo periodo, sostituire la parola: «convoca» con le seguenti: «e convoca» .

10.4

BOCCIA MARIA LUISA, GRASSI, VANO, GAGGIO GIULIANI

Al comma 1, capoverso 5-bis, gli ultimi due periodi sono sostituiti dai seguenti: «La conferenza si pronuncia entro le successive quarantotto ore. In difetto di provvedimento espresso, l'istanza di rilascio del titolo abilitativo si intende ad ogni effetto respinta».

10.5

CASTELLI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«Nell'ambito di un programma di ristrutturazione finalizzato a dotare gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale di infrastrutture in grado di rispondere ad esigenze strutturali e funzionali e a ragioni di sicurezza, nonché a ragioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per la promozione delle attività di solidarietà e per il sostegno alle politiche per i giovani, la società sportiva professionistica che intenda intraprendere l'attività di costruzione o ristrutturazione di impianti sportivi, oltre alle disposizioni previste dal decreto ministeriale 18 marzo 1996, »Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi« così come modificato dal Decreto 6 giugno 2005, deve tenere conto dei seguenti criteri:

a) diversificazione delle attività all'interno della struttura;

b) capienza non superiore ai 40.000 posti a sedere;

c) posti a sedere numerati in settori con capienza non superiore ai 100 spettatori accessibili da tutti i lati per mezzo di corridoi di larghezza non inferiore a 2 metri;

d) possibilità di accedere agevolmente in ogni posto dello stadio;

e) previsione di un sistema di telecamere a circuito chiuso e di una centrale operativa in un locale con vista sullo stadio dove sono visibili le varie inquadrature delle telecamere;

f) previsione di box esclusivi per seguire gli incontri in posizione particolarmente privilegiata;

g) previsione di sale polivalenti, palestre, servizi commerciali differenziati e spazi destinati ad altre attività, diverse da quella sportiva, con caratteristiche di organicità funzionale e strutturale;

h) massima adattabilità alle riprese televisive».

11.1

CASTELLI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis). Allo scopo di agevolare l'attuazione di un piano strategico di ristrutturazione che permetta di dotare gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale di infrastrutture in grado di rispondere a esigenze strutturali e funzionali nell'ambito del programma di valorizzazione dei beni immobili e di sicurezza degli impianti sportivi, nonché l'allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale, sportivo, ricreativo, per la promozione delle attività di solidarietà e per il sostegno alle politiche per i giovani, le società di calcio professionistiche che intendano realizzare nuovi impianti sportivi o ristrutturare strutture già esistenti possono applicare la procedura di cui all'art. 153 e seguenti del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Nei casi di cui al presente comma, al fine di implementare le strutture sportive con funzioni di interesse sociale, culturale e ricreativo, i Comuni possono modificare la destinazione d'uso degli immobili previsti dai propri strumenti urbanistici utilizzando le procedure acceleratorie di cui all'art. 1 della legge 3 gennaio 1978, n. 1».

11.0.1

PALMA

Dopo l'articolo, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

1. All'articolo 1-quater n. 1 del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, dopo le parole: «sono numerati» sono aggiunte le parole: «e nominativi, e non possono essere venduti o ceduti se non previa esibizione di documento d'identità».

2. Dopo l'articolo 1-quater n. 1 del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, è inserito il seguente articolo 1-quater-bis.

«Art. 1-quater-bis. – 1. Chiunque pone in vendita o cede i titoli di accesso di cui al comma 1 senza aver accertato l'identità del soggetto acquirente o ceduto mediante l'esibizione del documento d'identità è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a 20.000 euro e non superiore a 40.000 euro. La disposizione non si applica se il venditore o il cedente ha comunicato alla società organizzatrice il nominativo del soggetto cui ha venduto o ceduto il titolo di accesso e gli estremi del relativo documento di identità.

2. La pena di cui al comma 1, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni di cui al capo III e IV del titolo VII del codice penale, si applica anche ai soggetti che a qualsiasi titolo entrano in possesso del titolo di accesso previa esibizione di un documento d'identità falso».

 

11.0.2 (testo 2)

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 9, comma 3, dopo le parole: ''nonché il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori'' sono aggiunte le seguenti: ''e il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi'';

b) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

c) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

d) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive. Con decreto del Ministro delle comunicazioni è istituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, al quale il Ministero delle comunicazioni fornisce supporto organizzativo e logistico mediante le proprie risorse strumentali e di personale, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato. Ai componenti del Comitato non spettano compensi né rimborsi spese. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive designa un terzo dei componenti del Comitato medesimo.»;

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

f) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, riferendo i poteri del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi''».

11.0.2 (testo 3)

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

b) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

c) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive.

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

e) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo''».

11.0.2

Il Governo

Dopo l'articolo, inserire i seguenti:

«Art. 11-bis.

(Iniziative per promuovere i valori dello sport)

1. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, con il Ministro dell'università e della ricerca e con il Ministro delle politiche per la famiglia predispone un programma di iniziative nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nelle università e nei luoghi ove si svolge attività sportiva a livello giovanile, con l'obiettivo di promuovere l'adesione e la partecipazione ai valori ed ai principi fondamentali della cultura sportiva, come sanciti dalla Carta Olimpica. Al medesimo fine il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive ed il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali assicurano, insieme al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), la definizione delle opportune forme di intesa con le regioni e gli enti locali; il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive promuove la realizzazione di specifiche azioni ed iniziative, essenzialmente rivolte ai giovani, con le associazioni riconosciute e sostenute dalle organizzazioni sportive nazionali ed internazionali.

Art. 11-ter.

(Estensione delle misure strutturali ed organizzative agli impianti minori)

1. Al comma 1 dell'articolo 1-quater del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, le parole ''di capienza superiore alle 10.000 unità'' sono sostituite dalle seguenti: ''di capienza superiore alle 7.500 unità''.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a decorrere dall'inizio della stagione calcistica 2007-2008.

Art. 11-quater.

( Modifiche al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177)

1. Al Testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 9, comma 3, dopo le parole: ''nonché il Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione TV e minori'' sono aggiunte le seguenti: ''e il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi'';

b) la rubrica del Capo II del Titolo IV è così modificata: ''Tutela dei minori e dei valori dello sport nella programmazione televisiva'';

c) la rubrica dell'articolo 34 è così modificata: ''Disposizioni a tutela dei minori e dei valori dello sport'';

d) all'articolo 34, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

''6-bis. I soggetti di cui al comma 3, nelle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, in particolare calcistici, sono tenuti all'osservanza di specifiche misure, individuate con Codice di autoregolamentazione recepito con decreto del Ministro delle comunicazioni di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive e con il Ministro della giustizia, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, previo parere della Commissione parlamentare di cui alla legge 23 dicembre 1997, n. 451, anche al fine di contribuire alla diffusione tra i giovani dei valori di una competizione sportiva leale e rispettosa dell'avversario, per prevenire fenomeni di violenza o di turbativa dell'ordine pubblico legati allo svolgimento di manifestazioni sportive. Con decreto del Ministro delle comunicazioni è istituito il Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi, al quale il Ministero delle comunicazioni fornisce supporto organizzativo e logistico mediante le proprie risorse strumentali e di personale, senza ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato. Il Ministro per le politiche giovanili e le attività sportive designa un terzo dei componenti del Comitato medesimo.»;

e) All'articolo 35, comma 2, le parole «per un periodo da uno a dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «per un periodo da tre a trenta giorni»;

f) all'articolo 35, dopo il comma 4, è inserito il seguente:

''4-bis. In caso di inosservanza delle disposizioni del Codice adottato ai sensi del comma 6-bis dell'articolo 34, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 4 del presente articolo, riferendo i poteri del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione TV e minori al Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di commento degli avvenimenti sportivi''».

11.0.3

CASTELLI

Dopo l'articolo 11, inserire il seguente:

«Art. 11-bis.

(Attività di sicurezza private)

1. Il Titolo IV del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modifiche, è sostituito dal seguente:

Titolo IV

(Delle attività di sicurezza private)

Art. 133.

1. I locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo, gli enti pubblici e privati, in occasione di manifestazioni pubbliche, possono destinare personale dipendente e personale esterno all'ingresso e all'interno dei locali e delle manifestazioni pubbliche, al fine di coadiuvare le Forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

2. Le società sportive devono destinare, in ottemperanza alle normative in materia , personale dipendente e personale esterno all'ingresso degli stadi con mansioni di controllo afflusso e deflusso degli utenti, accompagnamento ai posti numerati e rispetto delle regole interne stabilite dall'impianto sportivo, al fine di coadiuvare le forze dell'ordine nell'esercizio delle proprie funzioni.

3. Le agenzie di sicurezza private e chiunque eserciti le mansioni di cui al presente titolo non possono eccedere le attribuzioni previste nel medesimo titolo, né portare ed utili