Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento bilancio
Titolo: Rilancio economico e sociale, contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale - D.L. 223/2006 - A.S. 741 - Parte seconda - Esame in sede referente
Riferimenti:
AC n. 1475/XV   DL n. 223 del 04-LUG-06
Serie: Progetti di legge    Numero: 28    Progressivo: 1
Data: 25/07/2006
Descrittori:
CONCORRENZA   EVASIONI FISCALI
PIANI DI SVILUPPO   SPESA PUBBLICA
Organi della Camera: V-Bilancio, Tesoro e programmazione
VI-Finanze
Altri riferimenti:
AS n. 741/XV     


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

 

Rilancio economico e sociale, conteni­mento e razionalizzazione della spesa pubblica, interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale

D.L. 223/2006 - A.S. 741

Esame in sede referente

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 28/1

Parte II

 

25 luglio 2006


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dipartimento Bilancio e politica economica

 

SIWEB

 

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File: D06223b.doc


I N D I C E

Esame in sede referente

Commissione 5a (Bilancio)

§      Seduta del 12 luglio 2006 (antimeridiana)3

§      Seduta del 12 luglio 2006 (pomeridiana)4

§      Seduta del 13 luglio 2006. 9

§      Seduta del 18 luglio 2006 (antimeridiana)23

§      Seduta del 18 luglio 2006 (notturna)130

§      Seduta del 19 luglio 2006 (pomeridiana)157

§      Seduta del 19 luglio 2006 (notturna)186

§      Seduta del 20 luglio 2006 (antimeridiana)221

§      Seduta del 20 luglio 2006 (pomeridiana)266

§      Seduta del 20 luglio 2006 (notturna)298

§      Seduta del 21 luglio 2006. 336

§      Seduta del 25 luglio 2006 (1° pomeridiana)543

 


Esame in sede referente


BILANCIO (5ª)

mercoledì 12 luglio 2006

8ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

IN SEDE REFERENTE

(741) Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all' evasione fiscale

(Esame e rinvio)

 

Il senatore, relatore, RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) procede ad illustrare i caratteri generali del provvedimento in esame. Richiamando le finalità del decreto-legge concernenti l’aumento della concorrenza, il risanamento dei conti pubblici e il contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione fiscale, sottolinea l’opportunità di un confronto con riferimento alle misure relative all’imposta di valore aggiunto sugli immobili nonché ai discussi profili di retroattività. Sottolinea quindi la necessità di tenere nella dovuta considerazione le osservazioni svolte dal Garante per la privacy, illustrate nel corso delle audizioni tenute in sede informale sul provvedimento in esame, con particolare attenzione alle previsioni di invio di dati all’Agenzia delle entrate anche laddove tali dati siano già conoscibili dall’amministrazione. Il provvedimento risponde poi all’esigenza di impedire che siano portate a compimento quattro procedure di infrazione avviate dalle istituzioni comunitarie e che espongono l’Italia al rischio di sanzioni, nonché all’intento di evitare comportamenti speculativi connessi all’annuncio di norme in materia fiscale, evidenziando gli effetti della ripresa connessa agli interventi di liberalizzazione sul piano del risanamento. Condividendo la necessità di concertazione, rileva che il provvedimento costituisce un primo passo in direzione di più ampie ed organiche riforme, in particolare nei settori dei servizi pubblici locali, delle grandi reti energetiche e delle professioni. Con riferimento allo stato dei conti pubblici e alle recenti polemiche sull’esigenza del varo di una manovra correttiva, sottolinea l’importanza di intervenire in materia di debito pubblico e di avanzo primario ed in tal senso precisa che l’ammontare della manovra correttiva avrà il maggiore impatto non tanto nel 2006 quanto nell’esercizio del 2007 trattandosi di interventi strutturali, anche per la chiara posizione di contrarietà del Governo a misure di condono. Per una più puntuale disamina dei profili tecnici del provvedimento in esame rinvia ad una relazione più ampia sui singoli temi del decreto-legge, che deposita agli atti della Commissione.

 

Il presidente MORANDO, dopo aver fatto presente che presso gli uffici è disponibile una tabella fornita dalla Ragioneria generale finalizzata ad una più puntuale lettura dell’articolo 25 del provvedimento, rinvia alla seduta pomeridiana per il seguito dell’esame del provvedimento.


BILANCIO (5ª)

mercoledì 12 luglio 2006

9ª Seduta (pomeridiana)

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

IN SEDE REFERENTE

 

(741) Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all' evasione fiscale

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta antimeridiana.

 

Il presidente MORANDO, ricordando che nella precedente seduta il relatore Ripamonti ha svolto l’esposizione introduttiva sul provvedimento in esame, dichiara aperta la discussione generale.

 

Prende quindi la parola il senatore VEGAS (FI), per esprimere i propri dubbi in merito alla sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza, prescritti dall’articolo 77 della Costituzione, relativamente al decreto-legge in conversione. Come riportato da notizie di stampa, infatti, il vice Ministro dell’economia e delle finanze Visco ha preannunciato che il Governo, sulla base di nuove verifiche e informazioni, apporterà significative modifiche al medesimo decreto-legge, in particolare alle disposizioni concernenti l’IVA sulle cessioni immobiliari. Se ciò fosse confermato, si tratterebbe evidentemente di un unicum, poiché le modifiche riguarderebbero non una parte marginale, ma essenziale del provvedimento: il ripensamento del Governo dimostrerebbe quindi, da una parte, il carattere non urgente delle suddette disposizioni, dall’altra, l’eccessiva precipitazione e approssimazione con la quale l’attuale Esecutivo ha proceduto alla loro emanazione. Inoltre, è ormai venuta meno anche la giustificazione sulla necessità di procedere immediatamente ad una manovra di correzione "pesante" dei conti pubblici: infatti, il decreto-legge in titolo ha effetti molto limitati su questo versante, e sia la Commissione ministeriale presieduta dal professor Faini, di verifica dei conti pubblici, sia lo stesso Ministro dell’economia e delle finanze Padoa-Schioppa hanno molto ridimensionato le cifre indicate in un primo momento.

Riguardo poi al contenuto del provvedimento, osserva che lo stesso è composto per circa un terzo da misure di liberalizzazione dei mercati e di correzione degli andamenti di finanza pubblica, mentre i due terzi, cioè la parte preponderante, riguardano interventi fiscali che modificano profondamente l’attuale quadro normativo, anche in senso retroattivo, creando turbativa e confusione presso i contribuenti e i mercati finanziari. Per quanto concerne la liberalizzazione nel campo della distribuzione dei farmaci, di cui all’articolo 5, essa appare di portata molto più limitata di quanto propagandato dal Governo, e si risolverà più che altro in misure a favore delle strutture della grande distribuzione e della distribuzione organizzata, sia perché incentrata solo sui cosiddetti "farmaci da banco", sia perché viene anche soppresso l’obbligo dei grossisti di detenere almeno il 90 per cento delle specialità in commercio, ciò che avrà ripercussioni sull’assortimento dei medicinali. Analoghe perplessità esprime sulle norme concernenti le licenze per il servizio di taxi, di cui all’articolo 6, che sembrano preludere piuttosto ad una riorganizzazione del settore a vantaggio di società professionali. In merito all’articolo 7, che elimina l’esclusività a favore dei notai dei passaggi di proprietà dei veicoli, ricorda con perplessità che, in passato, il Ministero dell’economia e delle finanze si era dichiarato contrario in quanto tali norme avrebbero fatto venire meno il gettito derivante da tali operazioni incamerato dai notai. In merito all’articolo 8, concernente l’eliminazione dell’esclusiva tra compagnie assicurative ed agenti di vendita, ritiene invece opportuno accogliere alcune delle proposte di modifica suggerite dai rappresentanti delle categorie interessate, nel corso delle audizioni informali tenute davanti agli Uffici di presidenza integrati dai rappresentanti dei Gruppi delle Commissioni riunite finanze e bilancio del Senato. Analoga valutazione formula sull’articolo 10, comma 5, che impone l’adeguamento simultaneo dei tassi debitori e creditori senza tenere conto della loro diversa dinamica. Segnala poi la necessità di ripensare sia l’articolo 13, in materia di servizi pubblici locali in-house, onde evitare problemi funzionali per gli enti territoriali, sia l’articolo 20, posto che i tagli apportati per decreto al Fondo per l’editoria possono impattare sulla capacità finanziaria di tutti gli organi di stampa, mentre appare assolutamente ingiustificata la decurtazione delle risorse del Servizio nazionale della protezione civile. Dopo aver quindi richiamato l’immotivata modifica al regime dei contributi per le spese di giustizia amministrativa, di cui all’articolo 21, si sofferma sull’articolo 25 che apporta una serie di tagli agli stanziamenti delle amministrazioni centrali dello Stato. Si tratta di una misura che sembra riprodurre il meccanismo, spesso criticato in passato, del cosiddetto "decreto tagliaspese", apportando modifiche non per via legislativa, come sarebbe stato invece auspicabile, ma solo in via amministrativa, senza peraltro tenere conto della quota rilevante di spese obbligatorie e quindi immodificabili che sono coperte da quegli stanziamenti, tra cui spese di funzionamento di varie amministrazioni (Corpo nazionale dei vigili del fuoco, difesa, beni culturali e altre). Chiede quindi approfondimenti sul meccanismo, inconsueto, con cui opera la decurtazione, ovvero l’accantonamento e la resa indisponibile di quota parte degli stanziamenti, anziché la semplice riduzione diretta. Analoghe perplessità suscita poi la previsione dell’articolo 33, che (fatte salve alcune categorie) elimina la possibilità della permanenza in servizio fino a 70 anni per i dipendenti pubblici: infatti, la relazione tecnica adduce i risparmi derivanti dal minor trattamento economico da corrispondere ai dipendenti più giovani assunti in sostituzione di quelli più anziani, andati in pensione, ma non tiene conto del costo che graverà contestualmente sul bilancio dello Stato per le pensioni da pagare a questi ultimi.

Infine, sofferma la sua attenzione sulle disposizioni fiscali del provvedimento, in particolare, quelle dell’articolo 35, commi 8, 9 e 10, in materia di IVA sulle cessioni e locazioni di immobili, alle quali si attribuisce valore retroattivo. L’incoerenza di tali norme, dimostrata dallo stesso ripensamento del Governo, ha nel frattempo prodotto una serie di turbative presso i contribuenti e fenomeni speculativi sui mercati finanziari, penalizzando soprattutto i risparmiatori che hanno investito in fondi immobiliari. Evidenzia quindi il carattere inutilmente penalizzante di tali misure che incidono sulla ricchezza immobiliare di molte famiglie italiane e che, quand’anche motivate con l’intento di recuperare gettito, sono in realtà irrilevanti in termini di indebitamento netto valido ai fini del trattato di Maastricht, in quanto interventi una tantum. Sempre in tema di IVA, censura il comma 1 dell’articolo 36, in quanto aumenta l’aliquota a carico delle imprese che operano nel settore della fornitura e distribuzione di energia, diversa dalle fonti rinnovabili (ossia la maggior parte degli operatori), che si traduce in un aumento diretto dei loro costi, nonché quella a carico delle industrie del settore dolciario, in gran parte italiane, mentre non vengono colpite le imprese produttrici di gelati, in gran parte di proprietà straniera. Richiama poi le norme di cui all’articolo 37, comma 18, in materia di rilascio delle partite IVA che pone una serie di inutili costi e appesantimenti burocratici, scoraggiando l’iniziativa imprenditoriale. Si sofferma poi sulle norme di cui all’articolo 37, comma 38, che intervengono in via retroattiva sul trattamento fiscale delle donazioni, alterando ancora una volta un corretto rapporto tra fisco e cittadini e incentivando atteggiamenti di elusione ed evasione fiscale. Infine, rileva che la norma di cui all’articolo 37, commi 53 e 55, che consentono ai contribuenti di denunciare e pagare l’imposta comunale sugli immobili (ICI) direttamente in sede di dichiarazione dei redditi, pur in sé apprezzabile, ha in passato incontrato la ferma opposizione dei comuni, timorosi di perdere il controllo sulle dichiarazioni e sui versamenti della relativa imposta.

Chiede infine al Governo di chiarire se, in un leale spirito di collaborazione, intenda assicurare tempi certi all’esame parlamentare ovvero se sia intenzionato a porre fin da subito la questione di fiducia, sottolineando che tale passo, seppure legittimo, rischierebbe di non apportare quelle correzioni che appaiono essenziali per garantire le finalità di risanamento dei conti pubblici e di sviluppo dell’economia prefissate dal Governo.

 

Il senatore ENRIQUES (Ulivo) rileva il carattere ampio ed organico del provvedimento in esame ed i presupposti di necessità ed urgenza del medesimo, richiamando in particolare i trasferimenti ad Anas S.p.A. e a Ferrovie dello Stato S.p.A., nonché il rifinanziamento del Fondo di solidarietà sociale, cui il Governo ha dato opportunamente priorità. Con riferimento alla prima parte del decreto-legge relativa agli interventi di liberalizzazione, è emerso da più parti, infatti, anche nelle audizioni informali svolte fino a ieri, la necessità di provvedere con urgenza. Richiamando la stretta connessione del provvedimento con le linee espresse nel Documento di programmazione economico-finanziaria, si sofferma quindi sulla riduzione, operata dall’articolo 25 del decreto-legge, degli stati di previsione della spesa delle amministrazioni, rilevando l’opportunità di avere chiarimenti in ordine al meccanismo giuridico-amministrativo ivi previsto e ai suoi effetti concreti. Con riferimento poi alle disposizioni di natura fiscale con finalità antielusiva, sottolinea come le misure adottate risultino suffragate da studi e riflessioni da tempo condivise da molti economisti. Nell’esprimere un generale apprezzamento del provvedimento nel suo complesso, esprime rammarico per la mancanza nel testo del decreto-legge di norme relative ad edifici storici vincolati dalle belle arti.

 

Il senatore BALDASSARRI (AN), nel richiamare le osservazioni critiche operate dal senatore Vegas, che pienamente condivide, sottolinea anzitutto la non coincidenza tra il titolo recato dal provvedimento ed i suoi contenuti. In particolare, rileva la natura prettamente fiscale del provvedimento, solo residualmente riferito alla materia del sostegno allo sviluppo e delle infrastrutture. Evidenzia quindi la mancanza di impatto in termini di finanza pubblica della manovra sull’esercizio per l’anno 2006 e formula osservazioni fortemente critiche in ordine alla sussistenza dei presupposti di necessità ed urgenza che non appaiono sottostare al decreto. I saldi sintetici recati dalla relazione tecnica al provvedimento, prevedono infatti una effettiva incidenza sugli esercizi 2007, 2008 e 2009 che avrebbe dovuto spingere il Governo a presentare un ordinario disegno di legge. Sottolinea poi che i trasferimenti ad Anas S.p.A. e Ferrovie dello Stato S.p.A. attengono a fabbisogno di cassa e non a profili di competenza per cui non si rende necessaria l’adozione di una manovra correttiva, risultando a tali fini sufficiente l’emanazione di decreti da parte del Ministro dell’economia e delle finanze. Il provvedimento non costituisce dunque una manovra correttiva per l’anno 2006 e crea un precedente idoneo a determinare un vulnus nell’ambito del ricorso alla decretazione d’urgenza da parte del Governo. Nel richiamare i contenuti delle audizioni svolte in sede informale, ove è stata evidenziata una condivisione da parte delle categorie interessate delle finalità del provvedimento ma non dei contenuti del medesimo, evidenzia l’introduzione di vincoli piuttosto che di norme di liberalizzazione. In merito ai temi della solidarietà sociale, sottolinea poi l’esiguità dei fondi stanziati. Inoltre, con particolare riferimento alla parte fiscale del provvedimento emerge l’inattendibilità della relazione tecnica elaborata dal Governo, che renderebbe necessaria una nuova e più compiuta effettuazione delle stime economiche e fiscali, anche alla luce dei dati emersi in sede di audizioni. Richiama, al riguardo, la rilevante entità degli effetti connessi al recupero pregresso dell’IVA, stimabile per un importo di 13-14 miliardi di euro, nonché la questione dell’andamento in borsa dei titoli immobiliari, sottolineando l’opportunità di un monitoraggio anche a tutela dei risparmiatori. Ritiene pertanto che prima di passare al merito del provvedimento siano affrontate le questioni connesse alla sussistenza dei presupposti di necessità ed urgenza con particolare riguardo alle operazioni relative ad Anas S.p.A. e Ferrovie dello Stato S.p.A., agli interventi in materia di Fondo sociale di solidarietà, nonché a questioni come quella delle licenze ai tassisti, attesa l’incertezza sui tempi di adeguamento a tale riforma da parte dei Comuni che denota ancora una volta la mancata incidenza immediata del provvedimento.

 

Il senatore MORGANDO (Ulivo), lasciando ad altri senatori dei Gruppi di maggioranza interventi più mirati al merito del provvedimento in esame, ritiene opportuno limitare il proprio ad alcune considerazioni politiche di carattere generale. Sottolinea anzitutto che, da cinque anni si è di fronte ad un cambiamento della legislazione che da ordinaria si è trasformata in legislazione d’urgenza nonostante la amplissima maggioranza che sosteneva il Governo che ha operato tale cambiamento. Ciò ha profondamente inciso nei rapporti tra Governo e Parlamento, peggiorando una dialettica che la maggioranza che ha vinto le ultime elezioni vuole ripristinare nella fisiologia della norma costituzionale. Non appaiono pertanto condivisibili le obiezioni del senatore Baldassarri che critica la manovra in esame in quanto presentata al Parlamento con decreto-legge. In secondo luogo, sottolinea come il provvedimento operi nella direzione di rendere concreta una promessa contenuta nel programma dell’Ulivo e che ha connotato il dibattito in campagna elettorale, ovvero quello, di intervenire su alcune distorsioni dell’andamento della finanza pubblica accompagnando gli interventi di tipo strutturale, finalizzati ad un miglioramento dell’avanzo primario, fortemente peggiorato negli ultimi anni, ad interventi di stimolo alla crescita economica. Sottolinea pertanto come il provvedimento in esame non si limiti a correggere alcuni aspetti strutturali dell’economia di bilancio ma segni un’inversione di tendenza rispetto alle scelte della passata legislatura. Il terzo elemento da mettere in luce è il carattere riformatore del disegno di legge che introduce processi di liberalizzazione come cuore politico della manovra. In questo senso, ancorché l’entità di tali processi non abbia un carattere dirompente rispetto agli assetti esistenti, esso ha tuttavia suscitato apprezzamenti in molti settori del mondo economico e sociale. Nel provvedimento sono inoltre contenuti interventi di carattere sociale che rappresentano un punto di rottura rispetto al recente passato e ciò è vero non soltanto in relazione a taluni temi, come quello del sostegno alla famiglia e al mondo giovanile, ma anche in relazione ad alcuni settori dei servizi pubblici, come quello relativo alle società Anas e Ferrovie dello Stato. A tale riguardo, peraltro, dichiara di dissentire dalle affermazioni del senatore Baldassarri che giudica tali interventi inutili in quanto relativi soltanto ai fabbisogni di cassa. Infine, in relazione alla parte fiscale del provvedimento, esprime un giudizio molto positivo sulle audizioni informali svolte nelle giornate di lunedì e martedì, in quanto esse hanno messo in luce aspetti critici su cui il Governo si è già dichiarato disponibile a rivedere la normativa. Ritiene tuttavia che, a prescindere da tali aspetti, vi fosse, oggettivamente, la necessità di una rimessa appunto del settore delle entrate assai poco curato nella passata legislatura.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.


BILANCIO (5ª)

giovedì 13 luglio 2006

10ª Seduta

Presidenza del Presidente

MORANDO

indi del Vice Presidente

FORTE

 

IN SEDE REFERENTE

 

(741) Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all' evasione fiscale

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta pomeridiana di ieri con la prosecuzione della discussione generale.

 

Il senatore FERRARA (FI), richiamando l’esposizione introduttiva svolta dal relatore Ripamonti sul disegno di legge in esame, rileva come, nonostante le dichiarazioni propagandistiche del Governo di centro-sinistra, esso non si configuri né come una manovra di risanamento dei conti pubblici, né tanto meno di strumento per il rilancio dello sviluppo economico. Si tratta infatti di un coacervo di misure volte solo a reperire risorse per il rifinanziamento di ANAS S.p.A. e Ferrovie S.p.A., mentre gli altri interventi appaiono vuoti ed incoerenti: dalle misure fiscali, che denunciano un intento "classista" ed inutilmente vessatorio nei confronti delle categorie produttive del Paese, agli interventi pseudo-liberisti che non realizzano alcuna vera concorrenza nei mercati. E’ certamente vero che l’Italia ha bisogno di una seria riforma liberalizzatrice in molti settori, al pari dei Paesi più avanzati e più ricchi di esperienza in materia di libertà dei mercati. Il recupero di questo gap, tuttavia, richiederebbe non interventi calati dall’alto come quello proposto, ma misure che favoriscano la dinamica spontanea dei mercati, sia dal lato dell’offerta che da quello della domanda. Invece, il Governo, anziché agire sui grandi comparti produttivi, si è limitato ad intervenire su settori marginali, solo per assecondare in maniera demagogica le classi sociali che lo hanno votato, penalizzando invece il resto della società civile e delle categorie produttive. Sempre sul piano generale, sottolinea come, nei fatti, il provvedimento determini un aumento netto della pressione fiscale pari ad almeno 1 punto percentuale di PIL che, secondo il Governo, dovrebbe dare un aumento dello stesso PIL pari all’1,8 per cento nel prossimo anno, il che appare improbabile, così come poco convincente è la tesi secondo cui sarebbe un impatto limitato solo ad alcuni settori. Gli interventi fiscali, peraltro, sono la parte preponderante del provvedimento, che dovrebbe dare, secondo la relazione tecnica, un gettito aggiuntivo nel 2006 di circa 3.500 milioni di euro, di cui più della metà attraverso revisioni del regime IVA. Il Vice Ministro dell’economia e delle finanze Visco ha però dichiarato la sua intenzione di modificare questa parte, per tenere conto di "nuove informazioni": ciò che compromette la possibilità stessa di valutare il provvedimento. Le reazioni del mondo imprenditoriale, inoltre, sono tutte negative: lo dimostra la stagnazione prodottasi nell’attività aziendale, dove le scorte di magazzino si stanno accumulando e gli scambi commerciali, specie con l’estero, sono ormai in diminuzione, come pure le nuove assunzioni. Ciò ha peraltro vanificato gli effetti positivi che aveva invece cominciato a produrre, in termini di rilancio dell’economia, la politica del precedente Governo di centro-destra. Sul fronte poi delle presunte liberalizzazioni, evidenzia come si tratti di operazioni di mera facciata: ad esempio, nel settore farmaceutico non si capisce perché ci si sia limitati ai farmaci da banco e perché si siano voluti favorire gli esercizi della grande distribuzione, anziché sfruttare la presenza capillare delle farmacie italiane per incrementare realmente l’offerta di medicinali e comunque, adottando un approccio più graduale. Anche sul fronte delle liberalizzazioni dei servizi professionali, ricorda che anche il Governo di centro-destra aveva messo appunto strumenti normativi che, consentendo un incremento dell’offerta dei servizi stessi in modo non vessatorio, registravano l’accordo degli stessi professionisti e contemperavano le esigenze del mercato. Altrettanto propagandistica appare poi la misura concernente il settore della panificazione dove si sarebbe potuto intervenire in maniera più organica con un normale disegno di legge. Per quanto concerne i presunti risparmi di spesa pubblica derivanti dai tagli alle amministrazioni centrali dello Stato, evidenzia che si tratta dell’ennesima ripetizione di misure già adottate in passato e che, giustamente, erano state criticate anche dal centro-sinistra, in quanto hanno più volte dimostrato la loro inefficacia, non potendo comprimersi più di tanto la dinamica delle spese di funzionamento di tali enti. Infine, censura le misure fiscali che, riducendo la possibilità di ammortamento delle imprese, in particolare per quanto concerne i costi relativi ai beni immateriali, si traducono in una fortissima penalizzazione della loro redditività e capacità di investimento. Conclusivamente, considera incoerente e demagogico il provvedimento in esame, che lungi dal conseguire gli obiettivi dichiarati, si configura come inutilmente vessatorio e burocratico nei confronti dei cittadini.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) evidenzia come l’aspetto più pregevole del disegno di legge n. 741 sia proprio la sua articolazione, che disegna l’avvio di un processo virtuoso di correzione dei conti pubblici, di recupero della base imponibile e di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale da un lato, e di liberalizzazione dei mercati dall’altro. In particolare tale ultimo aspetto appare una decisa inversione di tendenza dopo le vuote e demagogiche promesse fatte dal centro-destra nella passata legislatura. Punto qualificante del provvedimento è proprio l’avvio di una nuova politica di riforme, richiamata anche nel Documento di programmazione economico-finanziario (DPEF) e incentrata sui tre pilastri della crescita, del risanamento finanziaria e dell’equità sociale, che saranno perseguiti non separatamene ma congiuntamente. Respinge quindi tutte le critiche di demagogia rivolte al provvedimento stesso, che appare invece serio e rigoroso, come testimoniato anche dall’ampio consenso espresso da molte delle categorie interessate, anche nel corso delle audizioni informali svolte qualche giorno fa. Naturalmente, non sono mancate anche critiche e proposte di modifica, ma si è trattato di interventi costruttivi, nell’ottica del miglioramento delle norme proposte dal Governo e non di una opposizione preconcetta. Invece i senatori dell’opposizione si sono finora limitati a considerazioni generiche che denunciano un’evidente difficoltà politica. E’ chiaro che le disposizioni concernenti le liberalizzazioni sono solo l’inizio di un processo più lungo che non si esaurisce con questo provvedimento: già il DPEF anticipa la volontà del Governo e della sua maggioranza di intervenire in altri settori, anche più importanti, quali l’energia, i trasporti e i servizi pubblici locali. Tuttavia, anche gli interventi contenuti nel disegno di legge n. 741 sono assai rilevanti, tanto che proprio ieri il Governatore della Banca d’Italia ha espresso un giudizio positivo sulle misure adottate. In particolare è proprio il comparto dei servizi, nelle sue varie articolazioni, uno dei più importanti dell’economia del Paese, per ricchezza prodotta e per numero di addetti: al riguardo, evidenzia la necessità di ulteriori interventi per completare il processo di riforma, specialmente per le professioni, come quella legale, al fine di regolare meglio le modalità di accesso e di praticantato dei giovani. Fa poi presente che molte delle misure del provvedimento rimediano direttamente ai guasti creati dal centro-destra nella scorsa legislatura, ad esempio con i tagli agli stanziamenti di ANAS S.p.A. e di Ferrovie dello Stato S.p.A.: contesta quindi l’asserzione del senatore Baldassarri, secondo cui si trattava solo di tagli di cassa che non incidevano sulle dotazioni di competenza. Per quanto concerne poi le misure fiscali, si tratta di norme di riordino che non configurano affatto una "stangata", sebbene relativamente all’IVA si impongano degli interventi correttivi, peraltro già preannunciati dal Vice Ministro Visco. Conclusivamente, ritiene si tratti di un provvedimento serio e meditato, caratterizzato da misure strutturali che dispiegheranno i loro effetti ancora meglio negli anni futuri e sulle quali si potranno apportare miglioramenti e correzioni, ma senza tuttavia stravolgere gli obiettivi di fondo. Del resto, il Paese ha già espresso il proprio apprezzamento per le disposizioni proposte, ciò che costituisce motivo di rinnovato impegno per tutte le forze politiche.

 

Il senatore AZZOLLINI (FI) sottolinea come il provvedimento in esame abbia un impatto estremamente limitato in termini di correzione degli andamenti di finanza pubblica: per il 2006, infatti, vi è solo un miglioramento di 57 milioni di euro sul saldo netto da finanziare. Il Governo aveva affermato che la manovra avrebbe dovuto risanare conti pubblici dissestati, le cifre reali, tuttavia, smentiscono completamente tale assunto, dimostrando che gli scopi del disegno di legge in esame sono in realtà altri. Per quanto concerne la composizione della manovra, ben i tre quarti sono costituiti da maggiori entrate, che determinano un aumento netto della pressione fiscale: ciò appare difficilmente conciliabile con l’obiettivo più volte ribadito da parte del Governo di voler incrementare il PIL nel corso dei prossimi esercizi. Sottolinea, infatti, che per raggiungere tassi di sviluppo dell’economia paragonabili a quelli di altri Paesi industrializzati, quali gli Stati Uniti (che hanno un tasso di crescita del PIL pari al 5 per cento nel primo trimestre di quest’anno e al 3,7 su base annua), occorrerebbe piuttosto ridurre la spesa pubblica corrente, per liberare risorse da destinare alla crescita. Il Governo di centro-sinistra, invece, aumenta la pressione fiscale e sottrae risorse alle imprese, rischiando così un effetto depressivo anche maggiore di quanto indicato nella relazione tecnica, e considerato che il Vice Ministro Visco ha affermato che il gettito effettivo delle norme fiscali contenute nel decreto-legge potrebbe essere più alto di quello ivi riportato. Chiede quindi al Governo di produrre una nuova relazione tecnica sul provvedimento in esame che tenga conto delle nuove informazioni acquisite, posto che quella originariamente presentata è ormai inutilizzabile. Sul tema delle liberalizzazioni ritiene che le misure contenute nel decreto-legge in conversione incidano in misura superficiale, senza favorire un reale aumento della competitività del Paese: peraltro, molti dei settori interessati presentano già una pluralità di offerta e le misure adottate sembrano favorire in certi casi solo la grande distribuzione a scapito del commercio a dettaglio. Per quanto concerne le professioni, ritiene demagogiche le disposizioni introdotte, specie nel campo della professione legale, dove non si tiene conto delle profonde trasformazioni intervenute negli ultimi anni. L’abrogazione delle tariffe minime, peraltro ormai scarsamente applicate nella pratica, sembra piuttosto preludere ad una reviviscenza della vecchia "quota lite", favorendo nei fatti i grandi studi professionali, a scapito dei piccoli professionisti, specialmente giovani, che pure hanno sempre svolto una utile funzione, in particolare nei confronti dei clienti più modesti economicamente. Dopo aver criticato l’ennesima modifica della disciplina nel settore dei giochi, dichiara di non comprendere l’aumento dell’aliquota IVA sulle imprese del settore dolciario, trattandosi di un comparto importante dell’economia italiana che risulta fortemente penalizzato dalla concorrenza internazionale. Altrettanto penalizzante ritiene la norma che prevede, ai fini dell’applicazione dell’agevolazione relativa alla detrazione IRPEF per la ristrutturazione edilizia, l’obbligo di indicare separatamente in fattura la quota relativa al costo del lavoro dell’impresa edilizia. Si tratta di un’inutile appesantimento burocratico, che non ha effetti di gettito e che rende invece inapplicabile una norma. Stigmatizza quindi la norma che esclude l’ammortamento dei terreni e delle relative pertinenze su cui insistono fabbricati strumentali delle aziende. Si tratta di una norma iniqua, anche per l’effetto retroattivo, che reca un danno enorme ai bilanci delle aziende, stravolgendo tutte le previsioni sull’andamento prospettico dei costi e ricavi aziendali già effettuati in passato. Alla stessa stregua giudica negativamente l’equiparazione, in termini fiscali, delle società a responsabilità limitata alle società di persone: si tratta di una norma dannosa che scoraggia l’iniziativa imprenditoriale, facendo venire meno la tradizionale separazione tra la responsabilità patrimoniale dei soci persone fisiche e quella dell’ente sociale come persona giuridica. Infine, richiama tutti gli obblighi di comunicazione dei dati dei contribuenti e degli utenti posti a carico delle imprese, di vari comparti, nelle loro transazioni commerciali: oltre a configurare una chiara violazione della privacy, essi rappresentano un notevole aggravio in termini burocratici e un forte aumento dei costi delle imprese, che si pone in netto contrasto con gli obiettivi di semplificazione e di sviluppo economico propagandati dal Governo.

 

Il senatore ALBONETTI (RC-SE) richiama le finalità del decreto-legge di tutela dei consumatori attraverso l’immissione di elementi di maggiore concorrenza nel mercato italiano e pone all’attenzione il tema delle regole nel mercato, recentemente richiamato nel dibattito economico, quale profilo strettamente connesso alla realizzazione di una maggiore informazione dei consumatori, ricordando al riguardo gli interventi in campo sociale operati dal provvedimento e lo stanziamento dei 300 milioni di euro per il Fondo di solidarietà in linea con le suddette finalità. Nel rinviare all’esame degli emendamenti la disamina più approfondita di specifici temi, esprime perplessità con riferimento al tenore degli articoli 12 e 13 del decreto che meritano un maggiore approfondimento e un chiarimento per la loro rilevante portata, nonché in merito agli elementi di retroattività che vanno attentamente valutati. Si sofferma, infine, sul tema del gettito previsto in materia di giochi per cui è prevista una valorizzazione del made in Italy nella gestione del settore, per il quale si pone tuttavia un’esigenza di destinare i maggiori introiti (per un importo stimato di 350 milioni di euro) anche a finalità sociali.

 

Il senatore AUGELLO (AN) sottolinea la valenza mediatica del decreto-legge grazie al quale sono stati posti in sordina altri provvedimenti in discussione all’interno della maggioranza. Evidenzia un deficit di concertazione emerso anche in sede di audizioni informali delle categorie interessate dal decreto nonché gli effetti di agitazione dei mercati azionari sortiti dall’entrata in vigore del provvedimento. Chiede poi chiarimenti in merito all’articolo 35, comma 12, del decreto laddove si prevede l’obbligatoria tenuta di conti correnti bancari o postali da parte dei professionisti. Ferma restando l’esigenza di avvalersi di mezzi che consentano la tracciabilità dei pagamenti, si pone infatti un problema di deroga alla generale disciplina civilistica di estinzione dei debiti attraverso la moneta. Al riguardo, sottolinea la necessità di ottenere un parere preventivo della Banca centrale europea (BCE) alla luce dell’articolo 105 del Trattato UE, data l’incidenza sul sistema della moneta comune, prima della conclusione dei lavori della Commissione. In ordine ai profili fiscali, richiamando l’intervento del senatore Azzollini relativo all’articolo 36, comma 7, sui fabbricati strumentali, esprime ulteriori perplessità in merito al comma 15 della medesima disposizione, laddove viene abrogata la riduzione dell’imposta di registro all’1 per cento per i terreni di aree industriali con l’effetto di decuplicare i costi di investimento per effetto dell’aumento dell’imposta di registro e di conseguente disincentivo allo sviluppo; in merito poi all’articolo 28, si prevede una riduzione della cosiddetta "diaria di trasferta" che può avere effetti distorsivi, soprattutto in relazione ad alcune categorie di soggetti come quelli della difesa in campo internazionale. Alla luce del quadro esposto, ferma restando la necessità del richiamato parere della BCE nonché i dubbi sui profili di necessità ed urgenza sottesi all’adozione del decreto-legge, ritiene necessario un ripensamento complessivo della normativa anche con riferimento ai profili di retroattività che dovrebbero essere espunti dalla normativa.

 

La senatrice RAME (Misto-IdV), dopo aver ricordato la propria partecipazione ai lavori di un gruppo di studio costituito per un approfondimento delle diverse materie oggetto di proposte di riforma economica e sociale, richiama gli obiettivi del rilancio economico connessi alla liberalizzazione in conformità ai principi comunitari, in un ottica sempre più aderente al principio della autoregolamentazione tra domanda e offerta. Si sofferma quindi sull’articolo 2 del decreto relativo alla abrogazione delle tariffe minime dei liberi professionisti e all’abrogazione del divieto di pubblicità degli stessi, evidenziando che il carattere complessivamente positivo della misura non esclude la necessità di prestare attenzione ai possibili effetti sull’organizzazione degli studi professionali che, per rispettare le esigenze di ridurre e razionalizzare costi, diverranno sempre più grandi e competitivi, con politiche di riduzione dei costi che non sempre avvantaggeranno i giovani; richiama al riguardo l’attenzione sul problema dei limiti numerici di accesso alle professioni ad esempio per i notai, che costituisce il primo vincolo da eliminare, in quanto ostacolo alla libera circolazione dei servizi, anche alla luce del richiamo in tal senso operato dalla Commissione europea.

In linea con le finalità di tutela del consumatore potrebbero peraltro introdursi meccanismi di valutazione e certificazione della capacità professionale. Richiama infine l’attenzione sull’art. 27 del decreto, contenente la riduzione del limite di spesa per le consulenze a favore della pubblica amministrazione, che risulta una misura non sufficiente, e che si espone a possibili meccanismi elusivi. Sottolinea quindi un problema di insufficienza di risorse delle Amministrazioni per la formazione del personale e la necessità di una semplificazione, anche mediante la predisposizione di un bando di gara unico, che permetta la riduzione del contenzioso e conseguentemente delle spese.

 

Il senatore CICCANTI (UDC), ricordando l’effetto mediatico del provvedimento, richiama le osservazioni già svolte dai senatori dell’opposizione in merito alla discussa sussistenza dei presupposti di necessità ed urgenza, in particolare dal senatore Baldassarri, anche alla luce della mancanza di effetti della manovra correttiva sull’anno 2006. Evidenzia quindi che il tema delle liberalizzazioni richiede cambiamenti di tipo politico e strutturale, da attuarsi mediante processi più approfonditi rispetto alla decretazione d’urgenza, il cui uso è stato peraltro stigmatizzato in passato dall’attuale maggioranza. Sottolineando l’assenza di concertazione con le categorie interessate, si sofferma poi sulla riforma delle professioni, evidenziando in particolare che l’abolizione dei minimi tariffari per gli avvocati risulta misura inadeguata e con possibili effetti distorsivi, che rende peraltro di fatto inapplicabile la normativa del relativo ordine professionale ed il codice deontologico. In riferimento all’articolo 2, si pone inoltre un problema per le professioni con rilievo pubblicistico, ad esempio in materia di collaudo, che necessita di un’attenta riflessione. Con riferimento alla liberalizzazione nelle attività commerciali, evidenzia quindi che la libertà di insediamento si presenta idonea a determinare un rischioso stravolgimento delle attuali reti commerciali e formula critiche in materia di liberalizzazione nella vendita dei farmaci, in particolare per quanto attiene alla creazione di catene commerciali di farmacie senza la previsione di limiti, evidenziando che solo una minima percentuale di farmaci è interessata dalla riforma in esame. Critica inoltre la previsione del mandato plurimo agli agenti assicurativi, mentre riconosce la positività della disciplina del decreto in materia di divieto di modifica delle clausole unilateralmente poste dagli istituti bancari. Con riferimento all’articolo 13 e alla riforma relativa alle società pubbliche o miste per la produzione di beni e servizi strumentali, invita a un più complessivo ripensamento della disciplina. Evidenzia che il decreto consiste in realtà in una manovra fiscale e realizza un appesantimento burocratico i cui esiti sono da verificare in termini di compensazione tra costi e benefici. Formula poi osservazioni critiche anche con riguardo agli effetti retroattivi che risultano in contrasto con i principi di certezza del diritto e con lo statuto del contribuente. Il decreto mira infatti a creare un maggiore gettito e non realizza una razionalizzazione, ponendo inoltre un aggravio sanzionatorio sul piano penale piuttosto che amministrativo. Si sofferma quindi sulla riforma in materia di beni immobiliari, evidenziando che la trasformazione dal regime IVA ad imposta di registro comporta un maggiore onere che risulta già percepito dal mercato attesa la perdita del 7,6 per cento recentemente registrata dai titoli immobiliari in borsa. Stigmatizza inoltre i profili di sostanziale retroattività introdotti dal regime transitorio dell’articolo 35, comma 9, del decreto e sottolinea il problema di reperimento di liquidità che si pone per le società tenute ad effettuare il pagamento previsto entro la scadenza di dicembre dell’anno in corso, che pone una questione di effetti sul mercato dell’offerta e di tutela dei risparmiatori. In merito all’esenzioni IVA, sottolinea l’esigenza di un’apposita consultazione ed autorizzazione delle istituzioni europee, in particolare della Commissione europea, essendo la materia di competenza comunitaria. In relazione poi all’obbligo di tenuta dei conti correnti bancari da parte dei liberi professionisti stigmatizza la discriminazione di questi ultimi rispetto ad altre categorie titolari di partita IVA, riconoscendo che la tracciabilità integrale determina tuttavia una forte burocratizzazione. Richiamando la molteplicità delle tematiche meritevoli di approfondimento quali gli studi di settore, la trasmissione telematica dei dati da parte dei commercianti e la duplicazione delle banche dati, si sofferma sulle misure di razionalizzazione della spesa pubblica, evidenziando gli effetti di disfunzione superiori ai benefici della riduzione delle spese per consulenze e convegni delle amministrazioni, soffermandosi sul taglio del 10 per cento delle spese sui consumi intermedi. La previsione degli accantonamenti costituisce in realtà una riduzione indiscriminata di spesa priva di selettività, i cui effetti si riverberanno in termini di costi sulle famiglie, sui diritti sociali, sulle politiche di orientamento e formazione, attesi i tagli delle dotazioni di Guardia di finanza e Vigili del fuoco, dei mezzi operativi in dotazione alle forze di pubblica sicurezza, sui fondi per la difesa e per il ministero dell’ambiente. Propone, infine, lo stralcio del Titolo I del decreto fatta salva la parte relativa ai contratti bancari, dichiarando la posizione contraria della propria parte politica sul testo all’esame.

 

Il presidente MORANDO (Ulivo) interviene sottolineando anzitutto, come le obiezioni avanzate dal senatore Baldassarri sull’adozione di un decreto-legge per intervenire sui conti pubblici non rappresenti un’eccezione nell’ambito delle scelte operate dagli Esecutivi degli anni precedenti. Ricorda a tale riguardo che, proprio connesso all’ultima finanziaria del Governo di centro-destra, lo scorso anno fu presentato un decreto-legge i cui effetti iniziavano a partire dal gennaio successivo. Tali scelte non vanno pertanto giudicate solo sul piano metodologico ma sulla coerenza a raggiungere gli obiettivi che si prefiggono. Per quanto riguarda invece il merito del provvedimento sottolinea come da molte parti dell’opposizione siano intervenute critiche di inconsistenza e inefficacia sia sul piano finanziario che su quello delle liberalizzazioni. La sua opinione è che tutta la polemica sia fondata su un equivoco che è quello della natura dell’allarme che il Ministro dell’economia e delle finanze ha lanciato all’atto del suo insediamento. Tale allarme, infatti, non era incentrato come molti hanno creduto di comprendere, sul rapporto deficit-PIL ma piuttosto sui fondamentali dell’economia: in primo luogo la mancata crescita dei fattori di produzione che, ad eccezione del fattore lavoro che cresce poco e comunque meno che negli altri Paesi europei, tendono a decrescere in un contesto di crescita globale del commercio mondiale; in secondo luogo, sull’azzeramento dell’avanzo primario nel 2006 (iniziato alla fine degli anni ’90) e in terzo luogo sulla crescita dei tassi di interesse a livello internazionale e le loro conseguenze sulla nostra economia, condizionata da un forte debito pubblico. L’allarme del Ministro si concentrava dunque sull’andamento di questi aspetti fondamentali dell’economia. In questo contesto si è ritenuto, pertanto, che ci fosse bisogno di un intervento legislativo immediato, non finalizzato alla sola e disperata riduzione dell’indebitamento, come si era fatto in precedenza, ma piuttosto, con l’individuazione di norme che implicassero una inversione di tendenza attraverso un intervento dal lato dell’offerta. Questa è anche la ragione dell’assenza di misure una tantum nel provvedimento. Ricordando come, almeno in Italia, gli interventi dal lato dell’offerta e delle liberalizzazioni siano state bagaglio culturale più della sinistra che della destra, sottolinea come tutte le obiezioni avanzate sul Capo I delle liberalizzazioni prese singolarmente siano giuste ma si rivelino false se si considera la manovra nel complesso. Tali norme, oltre a rappresentare un punto di rottura con il passato recente affermano il principio delle liberalizzazioni come dato politico portante della filosofia del Governo e della sua ispirazione economica. E’ vero che il campo delle liberalizzazioni è ben più ampio di quello toccato dal provvedimento ma appare poco ragionevole confutare l’inizio di questo processo per sottolineare che bisogna farne di ben più approfonditi ed in settori molto più vasti, in un futuro sempre procrastinato. Concorda anche sul fatto che il Governo debba raccogliere la sfida della liberalizzazione nel settore delle utilities, ferma restando tuttavia la necessità di contemperare il rispetto della concorrenza con quello delle dimensioni di soggetti che possano competere sul piano globale. Ritiene comunque che qualche precisazione dell’articolo 13 sia necessaria a chiarire la portata della norma.

Il Capo II contiene poi norme volte a rafforzare gli effetti della finanziaria in vigore e da questo punto di vista ritiene necessario approfondire, sul piano metodologico, l’utilità, per il futuro, di adottare tagli trasversali su una legge di carattere formale come quella che contraddistingue il bilancio italiano. Esprimendo quindi un giudizio favorevole su alcune norme come quelle relative al rifinanziamento delle società ANAS e Ferrovie dello Stato sottolinea come per quanto quantitativamente limitata la manovra tenda a recuperare aspetti di qualità nelle aspettative dei mercati. In merito poi all’articolato del provvedimento, esprime qualche perplessità sul comma 5 dell’articolo 10 che ritiene scarsamente efficace e difficilmente applicabile. Chiede poi al Governo di sapere quale sia la ratio dell’aumento dell’IVA su taluni prodotti dolciari che rischia di penalizzare un settore produttivo importante dell’economia del Paese, mentre esprime apprezzamento per le posizioni espresse dall’associazione dei panificatori in merito alla necessità di liberalizzare interamente il settore nel senso da loro indicato. Infine, per la parte dell’articolato concernente la manovra fiscale si dichiara in attesa dell’emendamento governativo che correggerà la norma riguardante l’IVA sugli immobili, ma, non può non sottolineare il perdurante errore (già fatto dal passato Esecutivo) di non riportare l’IVA sulle ristrutturazioni edilizie all’aliquota agevolata.

 

La senatrice RUBINATO (Aut), dichiarando di condividere le posizioni espresse dal presidente Morando sulle considerazioni generali relative alla necessità del provvedimento, sottolinea come le ragioni di urgenza siano ben documentate tanto nella relazione di accompagnamento del provvedimento quanto nella relazione tecnica. Il Paese si aspettava un provvedimento di questo segno. Tale passaggio, infatti, ancorché non epocale, è tuttavia molto importante per la sensazione di movimento che esso imprime ad un Paese stagnante da anni. Ritiene, infatti, che gli effetti positivi da esso indotti, non saranno soltanto quelli contabilizzati ma anche quelli indiretti, derivanti da una maggiore libertà nel mercato. Questo vale anche per le professioni ed in particolare per quella a cui lei appartiene, gli avvocati, che devono ragionare razionalmente e raccogliere la sfida lanciata dal Governo su efficienza e competizione. Dichiara inoltre di non condividere affatto l’idea da qualcuno propalata di "oppressione fiscale" perché l’efficienza che si vuole imporre nel mercato e nella macchina dello Stato va esattamente nel senso opposto. Ritiene inoltre apprezzabile la parte fiscale, che opera razionalmente su alcuni settori, piuttosto che con l’adozione di condoni che hanno connotato le politiche fiscali nella precedente legislatura. Un tema su tutti ritiene poi di dover sottolineare, ovvero, quello della partecipazione degli enti locali al contenimento della spesa. Se, sul piano etico, il passaggio normativo contenuto nel provvedimento appare apprezzabile, sottolinea, tuttavia, l’iniquità della norma su cui si appoggia, ovvero quella contenuta nel comma 198 della legge finanziaria 2006. Ritiene, pertanto, che anche in questo settore, il Governo, proprio per non penalizzare gli enti locali più virtuosi, debba raccogliere la sfida di un metodo concertativo con le autonomie locali e di una approfondita verifica degli effetti nefasti del sopra ricordato comma 198 sugli enti locali medesimi. Esprime, infine, qualche perplessità sull’articolo 37, comma 55, in merito ai sistemi di riscossione dell’ICI sottolineando che il pagamento dell’imposta attraverso il modello F24 potrebbe creare problemi di cassa ai Comuni e diminuire la loro capacità di controllo sull’evasione dell’imposta medesima se non con una comunicazione tempestiva delle sue variazioni.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) annuncia anzitutto che il suo Gruppo presenterà emendamenti migliorativi su un provvedimento che ritiene debole e dannoso tanto nei confronti dei risparmiatori quanto dei contribuenti e che interviene, come stabilito nell’articolo 1, per dar conto ai rilievi dell’Autorità garante della concorrenza. Nel merito del provvedimento ritiene che il Capo I, concernente le liberalizzazioni, contenga alcune norme molto discutibili e per giunta di scarsa efficacia, che potrebbero, per taluni aspetti, ledere il Titolo V della Costituzione come nel caso dei taxi. Esprime quindi forti perplessità sull’efficacia di alcune norme concernenti il settore degli ordini professionali che, in taluni casi, come in quello dell’abolizione della tariffa minima, può provocare molti più danni di quanti non siano gli ipotetici benefici della manovra stessa. Nel dichiarare di condividere molte delle critiche espresse nelle audizioni informali dai rappresentanti delle professioni, annuncia sin d’ora la presentazione, da parte del suo Gruppo, di un disegno di legge finalizzato ad una riforma organica del settore. Forti critiche esprime quindi in relazione alle norme concernenti la distribuzione commerciale delle quali non coglie il disegno generale. A tale riguardo chiede quale sia, per esempio, la ragione di intervenire sul settore della panificazione e quali saranno gli effetti della liberalizzazione della commercializzazione dei farmaci da banco se non quelli di fare gli interessi della grande distribuzione. Esprime quindi forti perplessità anche in merito all’articolo 13 concernente le liberalizzazioni delle utilities e invoca la liberalizzazione delle concessioni relative alla distribuzione del gas. Esprime quindi un giudizio negativo sull’articolo 16 chiedendo quale sia la ragione dell’esclusione degli interventi infrastrutturali del Comune di Milano. Mentre ritiene opportuno avere chiarimenti sui finanziamenti alle società ANAS e Ferrovie dello Stato, esprime il proprio avviso favorevole sull’articolo 27 che prosegue la politica iniziata dal precedente Governo. Annuncia infine che il Gruppo della Lega Nord Padania darà battaglia sulle norme contenute nell’articolo 35 in quanto nascondono una vera e propria tassa patrimoniale e impongono gabelle al tessuto produttivo del Paese con l’unica ragione di far cassa. Annuncia infine, sin d’ora, emendamenti volti alla tassazione di proventi derivanti dall’attività di società domiciliate in Lussemburgo e che prevedano multe pesanti per i soggetti che abusivamente operano nel settore dell’intermediazione immobiliare.

 

Il senatore LUSI (Ulivo), dopo aver consegnato agli atti della Commissione un intervento scritto sui singoli temi del provvedimento, per agevolare i tempi della discussione, esprime il proprio avviso favorevole su un provvedimento che interviene su ampi segmenti della vita produttiva nazionale e su comparti ove la pressione di interessi corporativi è da sempre stata fortissima. Da decenni la classe politica avrebbe dovuto e potuto intervenire per rimuovere tali resistenze, ma ne è mancato il coraggio. Fa presente quindi che oggi si fanno i conti con una realtà economica e produttiva che impone quella coraggiosa scelta per anni rinviata..

 

Il senatore TECCE (RC-SE) esprime apprezzamento per il carattere serio ed approfondito della discussione nell’ambito della Commissione, favorito anche dai preziosi spunti di riflessione forniti dalle audizioni delle categorie interessate dal provvedimento in esame. Osserva che la manovra coniuga saggiamente rigore finanziario e sviluppo economico, introducendo reali principi di liberalizzazione e di concorrenza: proprio la liberalizzazione favorisce l’apertura dei mercati e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, incentivando anche, auspicabilmente, un aumento della domanda e dei consumi. Ovviamente, le disposizioni introdotte nel provvedimento in esame sono solo un primo segnale in questa direzione, al quale dovrà seguire un processo più organico di riforma, specie nei settori chiave. Ciò nonostante, appaiono eccessive le critiche dell’opposizione su questo versante, anche per la presunta interferenza nelle competenze degli enti territoriali: sono certamente possibili miglioramenti e correzioni, ad esempio, per cercare di venire incontro alle richieste delle regioni e degli enti locali ai fini del rinvio del termine di scioglimento di alcune Commissioni consultive nei settori del commercio, ma è importante conservare l’impianto del provvedimento. Si sofferma quindi sul tema delle professioni, osservando che il provvedimento non mette in discussione le modalità di accesso alle stesse, ma favorisce piuttosto l’esercizio con modalità alternative, soprattutto di tipo associativo, sulle quali si può comunque intervenire con ulteriori miglioramenti e approfondimenti. Richiama poi la richiesta, avanzata anche dalle associazioni del settore della panificazione, di una nuova e più flessibile disciplina sulle attività di somministrazione di cibi e bevande, sottolineando che un’eventuale revisione della normativa del settore richiederebbe comunque un atto di indirizzo complessivo a tutte quante le regioni, posto che, nel processo di attuazione delle riforme di liberalizzazione già introdotte anni fa dal precedente Governo di centro-sinistra, molte regioni hanno regolato la materia in modo assai diverso, creando sperequazioni tra le diverse parti del Paese e riproducendo, talvolta, forme di chiusura dei mercati che andavano in senso opposto all’intento del legislatore. Si sofferma poi su un’altra norma contenuta nel decreto-legge in conversione, laddove si prevede un ampliamento del sistema informativo sui prezzi dei prodotti agroalimentari, mettendo a disposizione delle regioni, delle province e dei comuni le banche dati dei Ministeri dello sviluppo economico e delle politiche agricole, alimentari e forestali. Ciò appare assolutamente apprezzabile, ampliando l’informazione dei consumatori e quindi la loro capacità di confronto e di scelta tra le diverse offerte merceologiche, nonché favorendo l’eliminazione di pratiche speculative. Richiama quindi quelle disposizioni del decreto-legge che più hanno destato perplessità tra gli osservatori, a cominciare dal carattere retroattivo delle disposizioni in materia di IVA sulle cessioni immobiliari, per le quali condivide la necessità di una profonda revisione, nonché le disposizioni in materia di servizi pubblici locali, anch’esse, forse, affrettate e certamente da rivedere in una logica più organica e di confronto con gli enti locali. A tal fine, preannuncia a nome della propria parte politica la presentazione di emendamenti volti a sopprimere il relativo articolo 13 del citato decreto-legge in conversione. Sempre in tema di normativa che incide sugli enti locali, non ha osservazioni sull’articolo 15, in materia di servizio idrico integrato, trattandosi di mera proroga di termini, mentre preannuncia la presentazione di emendamenti volti a sopprimere la prima parte del comma 1 dell’articolo 30, posto che la sanzione ivi indicata appare inutilmente penalizzante nei confronti delle autonomie locali e, peraltro, non tiene conto del meccanismo sanzionatorio già previsto dalla legge finanziaria 2006. Avanza peraltro dubbi sulla quantificazione del relativo gettito come indicata nella relazione tecnica del disegno di legge n. 741. Viceversa, condivide la seconda parte del medesimo comma 1 sulla necessità di costituire un tavolo tecnico di confronto tra le amministrazioni centrali e quelle locali, auspicando più in generale che il Governo tenga adeguatamente conto delle segnalazioni e delle osservazioni formulate dagli enti territoriali.

 

Il senatore BALDASSARRI (AN), a integrazione dell’intervento svolto nella seduta di ieri, esprime apprezzamento per il metodo del confronto introdotto dal presidente Morando nella discussione sul provvedimento in titolo. Dichiara altresì di condividere la necessità di soffermare l’attenzione, ai fini di coniugare sviluppo economico e risanamento finanziario del Paese, non tanto sul rapporto deficit-PIL, quanto piuttosto sulla produttività dei fattori, sull’avanzo primario e sul rapporto debito pubblico-PIL. Dissente, tuttavia, su alcune analisi dello stesso presidente Morando in merito agli strumenti per rilanciare la produttività dei fattori, citando al riguardo l’esperienza di altri paesi. Contemporaneamente, condivide la necessità di incidere positivamente sulle aspettative degli operatori, al fine di rilanciare l’economia, ma osserva che proprio il provvedimento in esame contraddice smaccatamente tale assunto, posto che la retromarcia del vice Ministro Visco in tema di IVA sulle cessioni immobiliari interviene dopo gli effetti negativi prodotti sulle imprese del settore dalle misure precedentemente annunciate. Dopo aver rilevato la contraddizione tra gli obiettivi di risanamento del deficit, confermati ancora una volta dal vice Ministro Visco nella giornata di ieri, e l’impatto invece modestissimo delle disposizioni del provvedimento (appena 57 milioni di euro sul saldo netto da finanziare del 2006), critica ancora una volta l’uso dello strumento del decreto-legge, che a differenza di quanto fatto dal precedente Governo di centro-destra, nel caso attuale non aveva i requisiti di necessità ed urgenza prescritti dall’articolo 77 della Costituzione, ma serviva solo a ricompattare politicamente la maggioranza divisa del centro-sinistra, impedendo tuttavia un serio confronto parlamentare su argomenti così rilevanti.

 

Il presidente MORANDO dichiara quindi conclusa la discussione generale.

 

Prende la parola, in sede di replica, il sottosegretario GIARETTA, il quale ringrazia preliminarmente la Commissione per l’ampio e proficuo dibattito svolto sino ad ora. Con riferimento alle critiche avanzate dall’opposizione sul provvedimento in esame, per la parte concernente le misure di liberalizzazione dei mercati, rileva il carattere contraddittorio delle argomentazioni addotte, basate su due osservazioni evidentemente inconciliabili, ossia da un lato il presunto carattere insufficiente delle misure introdotte, dall’altro, l’eccessiva invadenza delle stesse su tutti i settori dell’economia. Ricorda che l’introduzione di misure di liberalizzazione dei mercati, di incentivazione della concorrenza e di trasparenza nei meccanismi di formazione dei prezzi sono obiettivi che figurano al primo punto del Piano per l’innovazione, la crescita e l’occupazione (PICO) sottoscritto dall’Italia in ambito comunitario per l’attuazione della cosiddetta "Agenda di Lisbona". Dopo aver sottolineato che nei prossimi giorni verrà in Italia una delegazione dell’Unione europea proprio per verificare lo stato di attuazione del PICO, evidenzia che tale piano, e quindi le misure di liberalizzazione dei mercati, sono state elaborate dal precedente Governo di centro-destra, per cui non si capisce la reale motivazione delle critiche avanzate. Le disposizioni introdotte in materia dal provvedimento in esame sono dunque giustificate, anche per rispondere alle segnalazioni dell’Autorità antitrust e dell’Unione europea, che si collocano nell’ambito di un programma più ampio ed organico, delineato nel DPEF appena presentato alle Camere e per il quale ci sono già una serie di disegni di legge che intervengono in settori specifici. Invita quindi l’opposizione a collaborare in maniera costruttiva in questo processo, mentre respinge con fermezza le insinuazioni secondo cui le misure proposte nel disegno di legge n. 741 sarebbero volte a colpire solo certi settori e certe categorie produttive, in quanto politicamente più distanti dal Governo e dalla maggioranza di centro-sinistra. Con riferimento alla necessità di intervenire per accrescere la produttività dei fattori, come precondizione per un reale rilancio della competitività italiana, concorda sul principio, ma evidenzia che mentre in alcuni settori, segnatamente il mercato del lavoro, negli ultimi anni si è realizzata una vera e propria rivoluzione e un’ampia liberalizzazione (ancorché con forme ed esiti talvolta criticabili), altri mercati dei fattori produttivi, quali quelli dell’offerta di servizi, sono rimasti pervicacemente chiusi a qualsiasi forma di concorrenza, postulando quindi un intervento forte di liberalizzazione. Contesta, quindi, le critiche sull’uso dello strumento del decreto-legge, in quanto era necessario ed urgente intervenire per dare un segnale forte di discontinuità all’Unione europea e ai mercati, sia sul fronte dei conti pubblici che delle liberalizzazioni, adottando misure strutturali. Nel caso delle liberalizzazioni, si è voluto, in primo luogo, garantire l’effettiva apertura di una serie di mercati, prevedendo contestualmente strumenti sanzionatori a carico degli operatori che non si fossero adeguati, rimediando quindi ad una carenza (quella appunto delle sanzioni) che in passato aveva reso inefficaci anche le segnalazioni e gli interventi normativi più puntuali. Peraltro, sottolinea che il Governo è intervenuto in misura moderata, nel senso di privilegiare l’attivazione di processi spontanei di evoluzione da parte dei mercati, evitando cioè atteggiamenti dirigistici e rispettando altresì il principio della sussidiarietà nei rapporti con gli altri livelli di Governo periferico. Al di là delle misure specifiche, conta certamente il risultato concreto e quindi il Governo è senz’altro disposto ad accogliere proposte di modifica e di miglioramento delle disposizioni previste nel decreto-legge in conversione, senza però rinunciare agli obiettivi di fondo. Così appare ingiustificato, ad esempio, non poter elevare il numero delle licenze di taxi nelle città ove ve ne sia bisogno, così come non si possono condividere le restrizioni all’accesso alla professione di farmacista per i giovani laureati, a vantaggio delle rendite di posizione godute dagli attuali titolari o dai loro familiari, ai sensi della vigente normativa. Analogamente, richiama le norme in materia di esercizio associato delle professioni, che avranno anch’esse un impatto positivo sul mercato. Conclusivamente, ribadisce la disponibilità a verificare, anche con il concorso dell’opposizione, le segnalazioni e le proposte di miglioramento avanzate su varie parti del provvedimento, ad esempio, al fine di garantire una reale apertura di certi mercati ovvero la funzionalità dei servizi pubblici locali in sede di riordino. Tuttavia, sottolinea la volontà del Governo non solo di tutelare gli interessi dei settori e delle professioni già consolidate, ma anche di rispondere alle istanze altrettanto legittime degli altri settori della società, al fine di valorizzare al massimo le tante opportunità che il Paese potrebbe offrire.

 

Il sottosegretario SARTOR interviene in sede di replica, ringraziando anzitutto la Commissione per il prezioso apporto fornito ai lavori. Con riferimento alle critiche avanzate dall’opposizione sulla sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza del decreto-legge in conversione, evidenzia che questi ultimi derivano dalla natura stessa di primo atto di indirizzo adottato dal Governo Prodi in materia di politica economica. Esso interviene sul fronte dello sviluppo economico, rifinanziando gli interventi infrastrutturali già in cantiere di ANAS S.p.a. e di Ferrovie dello Stato S.p.a., in tema di equità sociale, attraverso le misure di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, nonché in materia di risanamento finanziario. A quest’ultimo riguardo richiama gli impegni assunti dall’Italia nei confronti della Commissione europea e la necessità di stabilizzare rapidamente l’andamento del rapporto tendenziale debito-PIL; inoltre, lo stesso rifinanziamento delle spese per investimento di ANAS e Ferrovie dello Stato rientra nell’ambito degli obiettivi di risanamento, per cui la manovra esposta nel provvedimento è pienamente coerente anche con le indicazioni della due diligence svolta dalla cosiddetta Commissione Faini. In questo senso, la portata della manovra contenuta nel decreto-legge in conversione è superiore ai 57 milioni di euro cifrati nella relazione tecnica come impatto sui saldi 2006, trattandosi di un valore netto che, senza le precedenti specificazioni, appare incompleto.

Contesta poi le critiche circa le previsioni assunte dal Governo sulla crescita del PIL, anche con riferimento alla distinzione tra prodotto effettivo e prodotto potenziale: si tratta di stime forse prudenti, ma certamente realistiche e ben fondate. Per quanto riguarda poi i timori espressi in taluni interventi circa effetti traslativi delle misure fiscali a danno di soggetti diversi da quelli formalmente incisi dal provvedimento, evidenzia che le misure in questione vanno a colpire essenzialmente rendite di posizione con finalità antielusive e antievasive, per cui tale rischio appare assai remoto. Anche le misure di liberalizzazione dei mercati avranno un effetto positivo sull’economia, spesso sottovalutato, in quanto contribuiranno ad aumentare l’offerta di prodotti e servizi ai consumatori, che saranno quindi messi in grado di scegliere in maniera più razionale e vantaggiosa. Ribadisce poi la disponibilità del Governo a rivedere e migliorare quelle disposizioni che possono avere carattere problematico, in primo luogo l’IVA sulle cessioni immobiliari, proprio al fine di evitare una tassazione eccessiva. Analogamente, in materia di IVA sull’industria dolciaria, si terrà conto delle proposte miranti ad ampliare la base imponibile, in luogo dell’aumento dell’aliquota. Un discorso più articolato richiede poi la questione dell’eliminazione dell’ammortamento dei terreni sui quali insistono i fabbricati aziendali: se il principio dell’ammortamento è quello di predisporre nei bilanci delle aziende i fondi necessari a compensare il progressivo deterioramento tecnico-economico dei cespiti aziendali, avendo i terreni una utilità pluriennale virtualmente infinita, appare corretto introdurre limitazioni in tale senso, posto che, comunque, il valore più rilevante per le aziende è quello del fabbricato. Per quanto concerne poi la decurtazione degli stanziamenti di bilancio delle amministrazioni centrali dello Stato di cui all’articolo 25 del provvedimento in esame, concorda sulla inefficacia di tagli di tipo indiscriminato, ossia orizzontale, operati sulle dotazioni finanziarie ai fini di contenimento della spesa, laddove sarebbero invece necessarie analisi di carattere funzionale sulle necessità delle singole amministrazioni. Proprio per tale motivo, il suddetto articolo interviene in modo innovativo, rendendo indisponibili le somme così da lasciare alla discrezionalità dei singoli dicasteri la scelta di come allocare le riduzioni nell’ambito degli importi complessivamente indicati, secondo criteri di efficacia e di efficienza. Anche i tagli apportati alle dotazioni del Servizio nazionale della protezione civile sono stati fatti con criteri di ragionevolezza, tali da non compromettere il corretto funzionamento del Servizio. Per quanto concerne invece le spese per consulenze, le decurtazioni operate appaiono certamente giustificate e vogliono comunque dare un primo segnale di un cambiamento di rotta da parte di tutte le amministrazioni coinvolte. Relativamente alle critiche sulle sanzioni a regioni ed enti locali in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di risparmio fissati dalla legge finanziaria 2006, precisa che non vi sono intenti punitivi, in quanto la norma si configura come una disposizione "ponte" tra la vecchia disciplina del Patto di stabilità interno, incentrata solo sul rispetto dei tetti di spesa, e la nuova regolamentazione che sarà invece introdotta con riferimento ai saldi complessivi di bilancio. Anche in tal caso il Governo è comunque disponibile ad accogliere suggerimenti di modifica tendenti ad evitare penalizzazioni agli enti "virtuosi". Infine, condivide la necessità prospettata dal presidente Morando di favorire lo sviluppo delle infrastrutture portuali, per cui occorrerà comunque intervenire in una fase successiva con provvedimenti ad hoc.

 

Interviene incidentalmente il senatore FERRARA (FI) per segnalare al Governo l’esigenza di rivedere la norma di cui all’articolo 35, comma 12, che impone l’obbligo di apertura di un conto corrente bancario per l’attività professionale di esercenti arti e professioni, in quanto, oltre ad essere costituzionalmente discutibile, rappresenta un aggravio di costi e fonte di discriminazioni per i soggetti interessati.

 

Il relatore, senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), intervenendo in sede di replica, ringrazia tutti coloro che sono intervenuti per la ricchezza degli argomenti svolti e per l’importante contributo alla discussione. Dati i chiarimenti già forniti dai due Rappresentanti del Governo in sede di replica, si limita a sottolineare che vi sarà certamente un impegno da parte delle forze di maggioranza a intervenire su due importanti questioni emerse dal dibattito e dalle audizioni informali, la prima relativa all’IVA sugli immobili e la seconda relativa alle questioni richiamate dal Garante della privacy in ordine alle informazioni che i cittadini debbono all’Amministrazione finanziaria. Riguardo alla prima questione, fa presente al senatore Baldassarri che non esiste alcun "falso" nella relazione tecnica, ma piuttosto un errore di calcolo che non può certo rappresentare una pregiudiziale alla prosecuzione della discussione sul provvedimento. In relazione agli aspetti della privacy vi sarà uno sforzo per contemperare le esigenze di una efficace lotta all’evasione e all’elusione fiscale con quelle del diritto alla riservatezza dei cittadini. Riguardo poi al proficuo confronto tra il senatore Baldassarri e il presidente Morando sui fondamentali dell’economia, fa presente la necessità di ricordare che negli ultimi anni vi è stato un aumento enorme della spesa pubblica, la quale ha inesorabilmente prosciugato l’avanzo primario e ciò rappresenta il fallimento delle politiche economiche del precedente Esecutivo. Dichiara poi di non condividere alcune delle obiezioni relative, per esempio, alla liberalizzazione della commercializzazione dei farmaci da banco in quanto l’intervento è graduale e prevede la presenza di un farmacista nei luoghi dove i farmaci saranno venduti. Dichiara inoltre che si procederà ad un aggiustamento dell’IVA sui dolciumi e ritiene si debba intervenire anche sul ripristino delle agevolazioni dell’IVA per le ristrutturazioni edilizie. Infine, fa presente di non poter considerare seriamente tutte le lamentele sulla cosiddetta oppressione fiscale se non accompagnate da prese di posizione credibili sulla necessità, non solo morale, ma civile nei riguardi dello Stato e della collettività, di pagare le tasse. Il dato dell’evasione fiscale nel Paese ha infatti proporzioni impressionanti, tali da non poter essere ignorate. Auspica quindi, data la volontà della maggioranza di Governo di tenere aperto con l’opposizione un fruttuoso dialogo sul provvedimento, un contributo fattivo da parte di quest’ultima.

 

Il presidente MORANDO ricorda che il termine per la presentazione degli emendamenti scade lunedì 17 luglio 2006, alle ore 10,30.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 


BILANCIO (5ª)

martedì 18 luglio 2006

11ª Seduta (antimeridiana)

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

IN SEDE REFERENTE

 

(741) Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all' evasione fiscale

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nella seduta del 13 luglio scorso.

 

Il presidente MORANDO invita anzitutto il Governo all’illustrazione degli emendamenti dal medesimo presentati riferiti al Titolo I del decreto-legge, precisando, al riguardo, che sarà fissato un termine congruo per la presentazione dei sub-emendamenti. Saranno poi illustrati quelli presentati dai senatori.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP), dopo aver sottolineato la necessità di tempi congrui per la presentazione dei sub-emendamenti, richiama all’attenzione l’opportunità di tenere conto dei pareri forniti dalle Commissioni di merito competenti per materia in relazione al testo del decreto.

 

Il senatore VEGAS (FI) chiede se gli emendamenti presentati dal Governo, attesa la rilevanza del decreto, siano stati approvati dal Consiglio dei Ministri ovvero proposti dal Ministero dell’economia.

 

Il sottosegretario SARTOR chiarisce che gli emendamenti sono stati presentati dal Ministero dell’economia previa adozione di una procedura di consultazione all’interno del Governo.

 

Il PRESIDENTE propone dunque la fissazione alle ore 15 della giornata odierna del termine per la presentazione dei sub-emendamenti.

 

La Commissione conviene.

 

Il senatore Antonio BOCCIA (Ulivo), nell’esprimere il proprio apprezzamento per l’attività del Presidente e della Commissione finalizzata ad ottenere la tempestiva presentazione degli emendamenti da parte del Governo entro la giornata odierna, richiama l’opportunità di tenere conto della discussione in Assemblea inerente ai presupposti di necessità ed urgenza prevista per le ore 16,30 di oggi, facendo presente la rilevanza del voto in Commissione, atteso che la giurisprudenza della Giunta per il Regolamento richiama ad un particolare rigore rispetto ad integrazioni successive di provvedimenti su cui sia già stato dato il voto in relazione ai presupposti di necessità ed urgenza.

 

Dopo taluni chiarimenti in merito all’emendamento riferito all’articolo 29 forniti, su richiesta del senatore EUFEMI (UDC), dal senatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), il quale chiarisce che l’emendamento deve intendersi a propria firma e non a firma del relatore, il PRESIDENTE chiarisce che si è in attesa della relazione tecnica prevista, a termini di Regolamento, per gli emendamenti governativi che presentino una portata di natura finanziaria riferiti ai Titoli II e III del decreto e, che per tale ragione si procederà con l’illustrazione degli emendamenti governativi riferiti al Titolo I del decreto.

 

Il sottosegretario GIARETTA procede, quindi, ad illustrare gli emendamenti presentati dall’Esecutivo soffermandosi sull’emendamento 2.1000, che precisa la questione delle tariffe obbligatorie e sul 2.2000, che precisa l’ambito delle attività di pubblicità e le modalità con cui si interviene in materia di società di persone e associazioni tra professionisti, prevedendo la necessità di forma scritta, a pena di nullità, per i patti, di quota-lite, tra avvocati e clienti. Gli emendamenti riferiti all’articolo 3 chiariscono, all’esito delle consultazioni delle categorie, le attività commerciali di cui al decreto legislativo n. 114 del 1998, l’emendamento 3.4000 precisa l’ambito delle vendite promozionali, mentre gli emendamenti 3.5000 e 3.6000 intervengono in materia di consumo immediato di prodotti di gastronomia presso gli esercizi commerciali. L’emendamento 4.1000 dispone l’individuazione del responsabile delle norme qualitative, igienico-sanitarie e di sicurezza per le attività del panificatore. L’emendamento 5.1000 prevede poi la comunicazione al Ministero della salute e alla Regione ai fini di una mappatura degli esercizi di vendita dei farmaci; la proposta 5.2000 rafforza il profilo dell’assistenza da parte di personale specializzato nella vendita dei farmaci, mentre l’emendamento 5.3000 fornisce precisazioni sulle categorie interessate dalla riforma. Illustra poi l’emendamento 5.4000 che riscrive il comma 6 dell’articolo 5 del decreto in materia di periodo di transizione. L’emendamento 6.1000, all’esito del confronto con le categorie interessate, riscrive la disposizione con riferimento alla questione del divieto delle licenze, individuando strumenti alternativi quali la turnazione integrativa, la possibilità di bandire concorsi straordinari da parte dei Comuni che lo ritengano necessario, la possibilità di tariffe predeterminate e di forme innovative di servizio all’utenza nonché la istituzione di un comitato permanente di monitoraggio con finalità di controllo. Illustra di seguito gli emendamenti 7.1000, 8.1000, 8.2000 e 10.1000, soffermandosi su quest’ultimo, che provvede alla parziale riscrittura della disposizione in materia di condizioni nei contratti bancari ed in particolare in materia di tassi di interesse debitori e creditori e rafforza tra l’altro la facoltà del cliente di recedere senza spese. Prosegue con l’illustrazione degli emendamenti 14.1000 e 14.2000 che prevedono un ampliamento delle competenze dell’Autorità garante per la concorrenza. Deposita infine la relazione tecnica del Governo ove si attesta che dalle proposte emendative in esame non derivano conseguenze di ordine finanziario.

 

Il PRESIDENTE invita i senatori ad illustrare gli emendamenti.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) illustra l’emendamento x1.0.1 e riformula parzialmente l’emendamento x1.0.2 nel testo 2 (pubblicato in allegato al resoconto della seduta).

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP) illustra gli emendamenti 1.2 (testo 2) e 1.0.1 sottolineandone l’importanza ai fini di una valutazione positiva anche da parte del Governo.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 1.0.2.

 

Si danno per illustrati i restanti emendamenti riferiti all’articolo.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 2.12, sottolineando che lo stesso risulta quasi totalmente assorbito dalla proposta di Governo con riferimento alla lettera b), mentre le altre parti tengono conto dei vincoli comunitari nonché delle esigenze di tutela connesse all’avvio di nuove professioni e introducono un riferimento alle attività di tipo interdisciplinare.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) illustra gl’emendamento 2.25, chiedendo se lo stesso possa ritenersi assorbito dagli emendamenti governativi.

 

Il senatore D'ONOFRIO (UDC) illustra l’emendamento 2.5, esprimendo la necessità di un ripensamento complessivo della normativa in materia di professioni intellettuali ed evidenzia, a riguardo, la necessità di tenere conto del parere espresso dalla Commissione giustizia competente per materia. Sottolinea che risulta opportuno salvaguardare il carattere professionale di tali attività rispetto alla valuta di attività di tipo meramente economico.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) illustra l’emendamento 2.33, che mira a recepire i contenuti del parere della Commissione giustizia e ad allineare la disciplina agli indirizzi espressi dal Parlamento europeo, preannunciando l’accantonamento ove si pervenisse all’approvazione dell’emendamento governativo di analogo tenore.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) riformula l’emendamento 2.39 nel 2.39 (testo 2), sostituendo nel capoverso comma 2-bis le parole da "l’ordine" fino a "albo professionale" con "presso il Ministero della salute, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, un registro dei dottori in chiropratica" con la conseguente sostituzione della parola "albo" con la parola "registro" in ogni parte dell’articolo.

 

Il senatore EUFEMI (UDC) illustra l’emendamento 2.40, richiamando la necessità di recepire i contenuti della direttiva Bolkstein e stigmatizza la mancata previsione di pareri sul testo da parte della Commissione affari regionali nonché della Commissione politiche dell’Unione europea; illustra l’emendamento 2.45 finalizzato all’attuazione della normativa già introdotta con la legge n. 196 del 1997 con riferimento alle società tra professionisti.

 

Il senatore CASTELLI (LNP) formula osservazioni critiche sul lavoro della Commissione alla luce della probabile posizione della fiducia da parte del Governo sul decreto in esame. Illustra poi l’emendamento 2.0.1, richiamando la necessità di considerare i pareri espressi dalle Commissioni competenti per materia ed in particolare dalla Commissione giustizia, i cui rilievi non risultano attualmente recepiti dagli emendamenti governativi. Formula osservazioni critiche sul tenore dell’articolo 2 del testo ed evidenzia che l’emendamento 2.0.1 intende rispettare gli orientamenti espressi dal Ministro della giustizia, nonché ridisciplinare in modo organico la materia.

 

Si intendono illustrati tutti gli altri emendamenti riferiti all’articolo 2.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 3, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 3.21, auspicandone l’accoglimento, in quanto ritiene le precisazioni ivi previste particolarmente opportune per quelle categorie merceologiche che possono determinare nocumento per la salute.

 

Il senatore Paolo FRANCO (LNP) illustra dettagliatamente l’emendamento 3.0.1, volto a tutelare la posizione delle microaziende che operano nel campo dei prodotti alimentare tipici e di qualità. Osserva infatti che senza la precisazione di cui al comma 2 dell’articolo 3-bis, oggetto dell’emendamento, le piccole aziende troverebbero poco conveniente effettuare campagne di promozione quali le degustazioni.

 

Si intendono illustrati gli altri emendamenti riferiti all’articolo 3.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 4, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 4.3, volto ad alleviare le difficoltà applicative connesse all’articolo 4 del decreto-legge, anche in considerazione delle diverse discipline vigenti nelle varie regioni.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 4.19, volto a fissare regole più precise per disciplinare l’attività di panificazione, attraverso la fissazione dei requisiti obbligatori per il pane fresco, nell’interesse dei consumatori e delle produzioni di qualità.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) illustra l’emendamento 4.34, domandando alcuni chiarimenti al rappresentante del Governo in ordine alle differenze rispetto all’emendamento 4.2000.

 

Dopo che il sottosegretario GIARETTA ha fornito i chiarimenti richiesti, con particolare riguardo alle differenze che sussistono tra somministrazione e semplice possibilità di consumare i prodotti sul posto, il senatore LUSI ritira l’emendamento 4.34.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 4.37, auspicandone l’accoglimento.

 

Si intendono illustrati tutti gli altri emendamenti riferiti all’articolo 4.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 5, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 5.2, che rappresenta, a suo avviso, un equilibrato contemperamento tra le esigenze di liberalizzazione e quelle di tutela della professionalità dei farmacisti, senza tuttavia sconvolgere l’impianto complessivo del decreto-legge.

 

Il senatore CICCANTI (UDC) fa suo l’emendamento 5.3 auspicandone l’accoglimento. Pur apprezzando infatti lo sforzo migliorativo compiuto dal Governo con l’emendamento 5.2000, ritiene necessario prevedere espressamente una disciplina apposita per i medicinali senza obbligo di prescrizione.

 

L’emendamento 5.4 viene dato per illustrato.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 5.5, richiamando l’attenzione sui farmaci senza obbligo di prescrizione, che pur essendo rimborsati, non possono essere tuttavia pubblicizzati. Tale proposta, è volta a lasciare alle farmacie l’esclusiva nella vendita di tali prodotti, prevedendo altresì la possibilità di introdurre confezioni per un numero ridotto di unità posologiche.

 

Interviene brevemente il senatore FERRARA (FI), che ritiene di condividere la logica di tale proposta emendativa. In tal modo, inoltre, si potrebbe evitare di introdurre obbligatoriamente la figura del farmacista anche negli altri esercizi commerciali, che costituirebbe a suo avviso un limite proprio al processo di liberalizzazione che il Governo intende introdurre.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra brevemente l’emendamento 5.10.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 5.30, volto a tutelare l’indipendenza dei farmacisti scongiurando il rischio che le farmacie possano essere soggette al controllo di soggetti economici di più ampie dimensioni.

 

Il senatore BODINI (Ulivo) illustra l’emendamento 5.32, osservando al riguardo che la portata innovativa di tale proposta deve ritenersi ormai riferita essenzialmente al comma 5 dell’articolo 5 del decreto-legge, in quanto, per i commi 6 e 7, il Governo ha già provveduto a presentare specifiche proposte di modifica.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 5.39, anch’esso volto - come il precedente emendamento 5.30 - a tutelare la posizione di indipendenza degli esercizi farmaceutici.

 

Il presidente MORANDO, nell’invitare il relatore ed il Governo a valutare con attenzione tutte le proposte di tenore simile o analogo a quella testé illustrata, ritiene tuttavia che esse soffrono di una forte indeterminatezza nella definizione dei mercati di riferimento.

 

Il senatore ALBONETTI (RC-SE) illustra l’emendamento 5.57, volto a tutelare l’interesse dei consumatori ad una corretta informazione sui prodotti farmaceutici.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) illustra gli emendamenti 5.60 e 5.61, chiedendo ai rappresentanti del Governo di esprimersi in merito.

 

Il sottosegretario GIARETTA assicura che il Governo esprimerà compiutamente il proprio avviso in sede di formulazione dei pareri.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento 5.0.1, richiamando l’attenzione del Governo sulla difficile situazione nella quale si trovano attualmente le cosiddette farmacie rurali o di montagna, che svolgono un ruolo di servizio pubblico e che, tuttavia, si trovano spesso a dover affrontare difficoltà economiche connesse alla scarsità del bacino di utenza.

 

Il senatore ALBONETTI illustra l’emendamento 5.0.2 volto ad adeguare la normativa nazionale in ordine al sistema dei costi e dei prodotti farmaceutici alle norme comunitarie.

 

Si intendono illustrati tutti gli altri emendamenti riferiti all’articolo 5.

 

Poiché tutti gli emendamenti riferiti all’articolo 6 sono dati per illustrati, si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 7, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA illustra l’emendamento 7.1, ricordando come già nel corso della passata legislatura si fosse ampiamente discusso della necessità di liberalizzare maggiormente il sistema dei trasferimenti di proprietà dei veicoli. A tale discussione aveva fatto seguito l’introduzione di una norma della legge finanziaria per il 2005, che avrebbe dovuto poi trovare attuazione con un decreto di natura non regolamentare. Osserva pertanto che tale proposta emendativa, in linea con l’impostazione seguita dal precedente Governo, prevede che la competenza ad autenticare gli atti di trasferimento non sia ristretta agli uffici comunali ma venga altresì estesa ai funzionari del pubblico registro automobilistico gestito dall’ACI e dai titolari delle agenzie automobilistiche autorizzate.

 

Il senatore ALBONETTI illustra l’emendamento 7.3 auspicandone l’accoglimento.


Il senatore POLLEDRI illustra gli emendamenti 7.5 e 7.6.

 

Tutti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 7 sono dati per illustrati.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 8, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore POLLEDRI illustra l’emendamento 8.18, richiamando l’attenzione sul serrato confronto che nel corso della precedente legislatura si aprì con riguardo all’introduzione dell’indennizzo diretto nelle assicurazioni. Tale proposta è volta ad inserire alcune precisazioni nelle clausole anticoncorrenziali in tema di responsabilità civile, per fornire un quadro di certezze sia per le agenzie di assicurazione che per gli assicurati.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) illustra l’emendamento 8.0.1, volto a precisare i limiti e le condizioni entro i quali rendere operante il sistema dell’indennizzo diretto nelle assicurazioni. Richiama pertanto l’attenzione del Governo su tale proposta emendativa, che ritiene tanto più necessaria ove si consideri che il codice delle assicurazioni risulta già in vigore con un’unica eccezione degli articoli riferiti all’indennizzo diretto, che debbono ancora essere attuati.

 

Tutti gli altri emendamenti all’articolo 5 si intendono illustrati.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 9, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA illustra l’emendamento 9.4 volto ad assicurare la comunicazione dei dati concernenti i prezzi all’ingrosso e al dettaglio dei prodotti agroalimentari.

 

Il senatore POLLEDRI illustra l’emendamento 9.5, che prende spunto da alcuni disegni di legge presentati nella scorsa legislatura in ordine all’indicazione dei prezzi all’origine e al consumo dei prodotti agricoli ed agroalimentari, con ricadute a suo avviso positive sia sul versante della trasparenza che dell’applicazione delle norme fiscali.

 

Poiché si intendono illustrati tutti gli altri emendamenti riferiti all’articolo 5, si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 10, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore FERRARA illustra l’emendamento 10.10 auspicandone l’accoglimento, in quanto con tale proposta si richiede non solo la comunicazione per iscritto delle modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali praticate dalla banche, ma altresì una loro chiara evidenziazione in tali comunicazioni.

 

Il senatore ALBONETTI illustra l’emendamento 10.0.2, volto ad introdurre un termine di sospensione nelle azioni esecutive promosse per crediti gravati dall’anatocismo, anche in considerazione degli orientamenti giurisprudenziali sul punto.

 

Poiché si intendono illustrati tutti gli altri emendamenti riferiti all’articolo 10 si passa a quelli relativi all’articolo 11.

 

Il senatore POLLEDRI illustra l’emendamento 11.5, il cui accoglimento ritiene necessario per assicurare una maggior tutela nei confronti dei consumatori.

 

Tutti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 11, sono dati per illustrati.

 

Si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 12, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore POLLEDRI illustra l’emendamento 12.2, richiamando l’attenzione della Commissione sui possibili profili di incostituzionalità connessi all’articolo 12 del decreto-legge, con particolare riguardo al riparto di competenze delineato dall’articolo 117 della Costituzione.

 

Il senatore FERRARA illustra l’emendamento 12.3 auspicandone l’accoglimento, in quanto ritiene che un sistema di rilevazione delle infrazioni per il quale viene escluso l’obbligo di dimostrare l’impossibilità di contestarle, rappresenterebbe un significativo vulnus nei confronti dei diritti dei cittadini.

 

Poiché tutti gli altri emendamenti all’articolo 12 si intendono illustrati, si passa all’illustrazione degli emendamenti riferiti all’articolo 13, nonché di quelli volti ad aggiungere un ulteriore articolo dopo di esso.

 

Il senatore LUSI, nel prendere atto con favore delle proposte emendative presentate dal Governo, ritira la propria firma all’emendamento 13.1.

 

Il sottosegretario GIARETTA precisa di voler riformulare parzialmente l’emendamento 13.1000 in tal senso: alla lettera e) sopprimere le parole: "procedure di"; sostituire la parola: "aggiudicazione" con la parola: "aggiudicazioni" e la parola: "bandite" con la seguente "disposta" (13.1000, testo 2).

 

Il senatore TECCE (RC-SE) illustra l’emendamento 13.4, auspicando una attenta riflessione su di esso da parte del Governo.

 

Il presidente MORANDO propone di sospendere i lavori. Propone altresì di anticipare la seduta della sottocommissione per i pareri, già prevista per la fine della seduta, alle ore 15 di oggi e proseguire quindi i lavori della Commissione.

 

La Commissione conviene.

 

La seduta, sospesa alle ore 14,05, riprende alle ore 15,10.


Il presidente MORANDO ricorda che la Commissione deve completare l’illustrazione degli emendamenti relativi all’articolo 13 del disegno di legge in esame, ovvero recanti articoli aggiuntivi dopo lo stesso.

 

Il senatore FERRARA (FI) illustra l’emendamento 13.6, che rafforza peraltro la disciplina sui servizi pubblici locali proposta dal Governo con l’articolo 13 del testo, precisando che le società a capitale interamente pubblico o misto che producono beni o servizi di pubblica utilità possono rendere tali servizi esclusivamente nei confronti degli enti che hanno originariamente partecipato alla loro costituzione, escludendo così la possibilità che altri enti pubblici o privati, subentrando successivamente nelle medesime società di servizi, possano aggirare surrettiziamente l’espresso divieto sancito dal testo (tranne nell’ipotesi di partecipazione ad una gara ad evidenza pubblica comunitaria). Sottolinea la rilevanza della norma introdotta dall’emendamento, posto che il settore dei servizi pubblici locali rappresenta uno dei comparti strategici dove intervenire per una effettiva liberalizzazione che non sia limitata a settori più marginali, come i taxi o quello farmaceutico.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra quindi l’emendamento 13.8, che fa salva la disciplina di settore dei servizi pubblici locali, nonché introduce un periodo transitorio per i contratti già in essere e per consentire agli enti pubblici interessati di cedere le relative partecipazioni nelle società di servizi pubblici locali. Illustra quindi l’emendamento 13.9, analogo al precedente, nonché la proposta 13.10, che limita l’applicazione della disciplina del testo alle società di servizi partecipate da enti pubblici in misura superiore al 50 per cento, in quanto quelle potenzialmente più distorsive della concorrenza. Si sofferma infine sull’emendamento 13.26, anch’esso analogo al 13.8.

 

Il senatore FERRARA (FI) richiama quindi, in sede di illustrazione, l’emendamento 13.0.3, che interviene ampliando la platea dei soggetti che possono costituire e gestire istituti di patronato e di assistenza sociale, introducendo la portabilità, da parte del lavoratore, dell’eventuale contributo pensionistico del datore di lavoro e, infine, prevedendo meccanismi di trasparenza in materia di contributi associativi versati dai lavoratori sulla base di convenzioni stipulate tra enti previdenziali e associazioni sindacali e professionali.

 

Essendo stati dati per illustrati i restanti emendamenti riferiti all’articolo 13, ovvero recanti articoli aggiuntivi dopo lo stesso, si passa all’illustrazione delle proposte relative all’articolo 14.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra l’emendamento soppressivo 14.1, sottolineando l’opportunità di eliminare l’articolo 14 del disegno di legge in esame, in quanto attribuisce un eccessivo potere discrezionale all’Autorità antitrust, che potrebbe comminare sanzioni anche assai gravose sulla base di semplici sospetti ovvero di "un sommario esame". Ciò comporta di fatto la rinuncia del Governo ad esercitare una funzione di indirizzo in materia di politica economica e contrasta con i principi di liberalizzazione rivendicati dallo stesso Governo, ad esempio in materia di energia.

 

I restanti emendamenti all’articolo 14 sono dati per illustrati, per cui si passa all’esame delle proposte concernenti l’articolo 15, ovvero volte ad inserire articoli aggiuntivi dopo quest’ultimo.

 

Il senatore FERRARA (FI) interviene in sede di illustrazione sull’emendamento 15.1, ritenendo inopportuna un’ulteriore proroga della riforma del sistema idrico integrato, in quanto si tratta di un settore strategico in tema di liberalizzazione, sul quale il Governo dovrebbe intervenire, anziché limitarsi a settori più marginali.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) illustra la proposta emendativa 15.0.1, volta a prorogare i termini per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas a favore dei Comuni che hanno già avviato le procedure di gara ovvero presentano particolari esigenze.

 

Su richiesta del senatore LEGNINI (Ulivo), in qualità di proponente, la Commissione conviene poi di spostare gli emendamenti 15.0.2 e 15.0.3 con riferimento al successivo articolo 18, trattandosi di una collocazione più consona in ragione della materia trattata.

 

I restanti emendamenti all’articolo 15 (compresi quelli recanti articoli aggiuntivi) sono infine dati per illustrati.

 

Il presidente MORANDO, aderendo alle segnalazioni di alcuni commissari dell’opposizione, propone di ammettere con riserva gli emendamenti del Governo riferiti ai Titoli II e III del disegno di legge in esame, ancorché ancora privi di relazione tecnica, in modo da consentire ai senatori interessati di formulare i relativi subemendamenti, il cui termine di presentazione potrebbe essere fissato per oggi alle ore 21. Resta inteso che i suddetti emendamenti potranno essere votati solo quando il Governo avrà presentato la relativa relazione tecnica, come previsto dalla legge di contabilità e dal Regolamento del Senato. Inoltre, ove il Governo dovesse presentare ulteriori emendamenti nel prosieguo dell’iter, si riserva di valutare l’opportunità di fissare un nuovo termine per la presentazione dei relativi subemendamenti.

 

La Commissione conviene con la proposta del Presidente.

 

Si passa quindi all’espressione dei pareri del relatore e del Governo in merito agli emendamenti concernenti l’articolo 1.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) invita i proponenti al ritiro degli emendamenti x1.0.1, 1.1 e 1.2, esprimendo parere contrario ove invece ne venga chiesto il mantenimento. Si rimette poi al Governo per quanto concerne l’emendamento x1.0.2 (testo 2), mentre esprime parere contrario su tutti i rimanenti emendamenti relativi all’articolo 1, inclusi quelli recanti articoli aggiuntivi.

 

Il sottosegretario GIARETTA esprime parere conforme al relatore. In particolare, per quanto riguarda la proposta x1.0.2 (testo 2), pur condividendone lo spirito, invita i proponenti a ritirarla e a trasformarla in un ordine del giorno che il Governo potrebbe senz’altro accogliere. Analogamente, invita al ritiro le proposte x1.0.1, 1.1 e 1.2, dichiarandosi contrario qualora ne venga chiesto il mantenimento. Relativamente all’emendamento 1.3, esprime parere favorevole a correzione che alla fine, le parole da "in quanto" fino ad "attuazione", vengano sostituite dalle seguenti: "in conformità agli Statuti speciali". Si esprime poi in senso contrario sulle proposte 1.0.1 e 1.0.2, in materia di etichettatura di origine dei prodotti e di tutela del made in Italy, osservando che le norme, ancorché condivisibili nello spirito, rischierebbero di accrescere il contenzioso già instaurato dall’Italia nei confronti dell’Unione europea sulla medesima materia. Invita pertanto al ritiro degli emendamenti, per riformularli come ordine del giorno.

 

Si passa quindi al voto.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo), accogliendo l’invito del relatore e del rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, ritira l’emendamento x1.0.1, nonché l’emendamento x1.0.2 (testo 2), che trasforma nell’ordine del giorno 0/5a/741/7 (pubblicato in allegato al resoconto della seduta odierna).

 

Intervengono quindi il RELATORE, che esprime parere favorevole sul suddetto ordine del giorno, nonché il sottosegretario GIARETTA, che dichiara di accogliere il medesimo ordine del giorno.

 

Previa verifica del prescritto numero di senatori, l’ordine del giorno 0/5a/741/7, posto ai voti, viene quindi approvato.

 

Dopo che il senatore POLLEDRI (LNP) è intervenuto in dichiarazione di voto favorevole sull’emendamento 1.2, la suddetta proposta viene messa in votazione e, infine, respinta.

 

La senatrice RUBINATO (Aut) aderisce all’invito del sottosegretario Giaretta e riformula conseguentemente l’emendamento 1.3 in un nuovo testo (testo 2).

 

Il senatore FERRARA (FI) aggiunge la firma al suddetto emendamento 1.3 (testo 2), sul quale dichiara il proprio voto favorevole.

 

Con il parere favorevole del relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) e del sottosegretario GIARETTA, la proposta 1.3 (testo 2) viene infine posta ai voti e approvata.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP), in riferimento all’invito del sottosegretario Giaretta, conferma la richiesta di votazione degli emendamenti 1.0.1 e 1.0.2, pur riservandosi di valutare l’eventuale presentazione di uno o più ordini del giorno sulla stessa materia.

 

In esito a distinte votazioni, vengono pertanto respinti gli emendamenti 1.0.1 e 1.0.2.

 

Si passa quindi all’espressione dei pareri del relatore e del Governo sugli emendamenti concernenti l’articolo 2 e su quello volto ad inserire un articolo aggiuntivo dopo lo stesso.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) invita al ritiro dell’emendamento 2.5, esprimendosi in senso contrario in caso di mantenimento dello stesso. Pur condividendo l’esigenza di disciplinare in maniera organica la questione delle tariffe professionali al fine di tener conto delle differenze esistenti tra i diversi settori, ritiene opportuno rinviare il tutto ad una successiva riforma generale delle professioni, già da tempo preannunciata. Incidentalmente, osserva che alcune osservazioni di tenore analogo sono contenute nel parere reso dalla Commissione giustizia del Senato, ma ritiene che le stesse non possano essere accolte, onde evitare uno snaturamento dell’impianto fissato dal Governo nel disegno di legge in esame. In merito all’emendamento 2.12, fa presente che la lettera b) può ritenersi assorbita dall’emendamento 2.1000 del Governo, mentre si pronuncia in senso contrario, invitando al ritiro, sulle parti relative alle lettere a) e c). Esprime quindi parere favorevole sugli emendamenti 2.1000 e 2.2000 del Governo, mentre è contrario agli emendamenti 2.25 e 2.26, per i quali invita i proponenti al ritiro, essendo gli stessi peraltro assorbiti dalle proposte presentate dal Governo. Si rimette poi al Governo sugli emendamenti 2.34 e 2.39 (testo 2). Avendo poi i senatori EUFEMI (UDC) e BALDASSARRI (AN) riformulato, rispettivamente, gli identici emendamenti 2.40 e 2.38 in un testo corrispondente al citato emendamento 2.39 (testo 2), il RELATORE si rimette anche per le suddette proposte al parere del Governo. Si dichiara altresì contrario sulle proposte identiche 2.44 e 2.45 (invitando al ritiro), nonché su tutti i restanti emendamenti relativi all’articolo 2 e sull’emendamento aggiuntivo 2.0.1.

 

Il sottosegretario GIARETTA osserva che l’attuale disciplina relativa alle professioni prevede una serie di vincoli e regole per l’accesso alle professioni stesse, per le tariffe minime e per la pubblicità dei servizi. Tali regole, peraltro non presenti in altri paesi o settori, sono giustificate sulla base delle asimmetrie informative tra professionisti e utenti, sulla base della necessità di garantire la pubblica fede in materie certamente delicate nonché sulla base del carattere di pubblica utilità di molti servizi prestati. Tuttavia, se sono certamente necessarie delle regole, queste non devono diventare strumento per l’annullamento di ogni forma di concorrenza e per lo sfruttamento di rendite di posizione. L’articolo 2 del disegno di legge in esame, eliminando le tariffe minime obbligatorie per i servizi professionali, introduce un primo ma indispensabile elemento di concorrenza in tali mercati: peraltro, ritiene che alcune delle motivazioni addotte (ad esempio dagli avvocati) a favore del mantenimento delle tariffe minime, quali la necessità di tutelare la dignità della professione intellettuale e la qualità della prestazione, siano poco convincenti, potendo tali obiettivi essere perseguiti con altri strumenti. Ribadisce quindi la volontà del Governo di perseguire tale strada, al fine di consentire un’effettiva concorrenza nel settore e un abbassamento delle tariffe, a vantaggio soprattutto dei clienti meno organizzati o di più modeste dimensioni economiche e degli stessi giovani professionisti che intendono affacciarsi sul mercato.

 

In considerazione dell’imminente inizio dei lavori in Assemblea, il presidente MORANDO propone di rinviare il seguito dell’esame alla successiva seduta, già convocata per oggi alle ore 21.

 

La Commissione conviene con la proposta del Presidente ed il seguito dell’esame viene quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 16,30.

 

Allegato

 

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 741

 

x1.0.1

VITALI, LEGNINI, ENRIQUES

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Delega al Governo per l'emanazione di un regolamento per la disciplina dei veicoli destinati a persone invalide)

1. Il Governo è delegato ad emanare, a norma dell'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita l'A.N.C.I., un regolamento per la disciplina della circolazione dei veicoli adibiti al trasporto di persone invalide, sulla base dei seguenti criteri direttivi:

a) individuazione dei veicoli e determinazione del contrassegno speciale o altro dispositivo di individuazione di cui devono essere muniti per fruire delle agevolazioni di circolazione stradale. Il contrassegno deve essere del tipo conforme alle disposizioni comunitarie;

b) determinazione di procedure semplificate per ottenere le autorizzazioni in deroga e il contrassegno per i veicoli;

c) revisione ed armonizzazione delle disposizioni contenute negli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503, nell'articolo 188 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e nell'articolo 381 del relativo regolamento di esecuzione approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, sulla base delle mutate esigenze degli utenti interessati;

d) competenze dei comuni per il rilascio delle autorizzazioni e dei contrassegni e validità dei medesimi sul territorio nazionale;

e) costituzione di una banca dati, per fini di controllo, da istituirsi con Decreto del Ministro dei trasporti d'intesa con l'Anci, gestita senza oneri per lo Stato a cura e spese dei comuni interessati con una convenzione tra il Ministero competente e l'Anci stessa;

f) individuazione degli organi sanitari deputati a determinare i casi di invalidità che richiedono il rilascio del contrassegno;

g) individuazione ed adeguamento della segnaletica stradale necessaria per favorire il transito e la sosta dei veicoli autorizzati.

2. Il regolamento di cui al comma 1 è emanato sentita la Conferenza Unificata di cui all'articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281».

 

x1.0.2 (testo 2)

LEGNINI

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge, il Governo, con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, procede all'individuazione delle disposizioni di legge e dei regolamenti statali abrogati dagli articoli 2 e 3 ed apporta ai regolamenti stessi le modifiche rese necessarie dalle abrogazioni intervenute».

 

x1.0.2

LEGNINI

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

1. Al fine di migliorare la qualità della legislazione, il Governo è delegato a emanare, entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, nelle materie di cui agli articoli 2 e 3 del decreto-legge n. 223 del 2006, attenendosi ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) i decreti elencano le disposizioni delle leggi statali abrogate dagli articoli 2 e 3 citati;

b) i decreti apportano alle leggi di cui alla lettera a) le modificazioni di coordinamento formale e sostanziale rese necessarie dalle abrogazioni intervenute.

2. Nel medesimo termine di cui al comma 1, il Governo, ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, elenca le disposizioni dei regolamenti statali abrogate dagli articoli 2 e 3 citati e apporta ai regolamenti stessi le modifiche rese necessarie dalle abrogazioni intervenute».

 

1.1

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1 apportare le seguenti modificazioni:

– dopo il numero «11» aggiungere il seguente «24»;

– dopo le parole «cittadino consumatore» aggiungere le seguenti «la protezione dell'affidamento del pubblico»;

– aggiungere infine le seguenti parole «compatibilmente con l'esigenza di protezione dei diritti fondamentali».

 

1.2

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, sopprimere le parole da: «dell'Autorità», fino alle parole: «di settore».

 

1.3 (testo 2)

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, BOSONE, MOLINARI, MONTALBANO, NEGRI, PERRIN, RUBINATO, TONINI, FERRARA

Dopo il comma 1, aggiungere infine il seguente:

«1-bis. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano in conformità agli statuti speciali.


1.3

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MOLINARI, MONTALBANO, PERRIN, TONINI

Dopo il comma 1, aggiungere infine il seguente:

«1-bis. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano in quanto compatibili con i rispettivi statuti speciali e le relative norme di attuazione».

 

1.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo l'articolo 1, aggiungere il seguente:

«Art. 1-bis.

(Etichettatura di orgine dei prodotti)

1. Alla presentazione in dogana i beni introdotti in Italia, destinati ad essere utilizzati sia come materie prime, sia come semilavorati, sia come beni finiti, provenienti, direttamente o indirettamente, da Paesi e territori estranei all'Unione europea devono essere accompagnati dalla etichettatura di origine, consistente nella attestazione della provenienza e dell'origine degli stessi, con indicazione specifica per ciascuna fase del processo di produzione, lavorazione, trasformazione o commercializzazione, del luogo e dello stabilimento relativi. Ai fini di cui al primo periodo, si intende per merce fabbricata nell'Unione europea quella con un processo produttivo realizzato nel territorio di un Paese dell'Unione in misura non inferiore al 90 per cento del complesso del ciclo di produzione, lavorazione, trasformazione fino all'introduzione in commercio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le specifiche tecniche dell'attestazione di cui al primo periodo, in maniera tale da assicurare costantemente la tracciabilità della produzione e dell'origine dei beni interessati, nel senso sopra indicato. In caso di beni confezionati separatamente, l'attestazione di cui al primo periodo deve essere riportata distintamente sulla singola unità di prodotto separatamente confezionata per la commercializzazione in Italia, senza possibilità di essere rimossa o alterata in ogni fase successiva di manipolazione del bene fino all'immissione in commercio in Italia».

 

1.0.2

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo l'articolo 1, inserire il seguente:

«Art. 1-bis.

(Etichettatura di origine dei prodotti e tutela del «made in Italy»)

1. Alla presentazione in dogana i beni introdotti in Italia, destinati ad essere utilizzati sia come materie prime, sia come semilavorati, sia come beni finiti, provenienti, direttamente o indirettamente, da Paesi e territori estranei all'Unione europea devono essere accompagnati dalla etichettatura di origine, consistente nella attestazione della provenienza e dell'origine degli stessi, con indicazione specifica per ciascuna fase del processo di produzione, lavorazione, trasformazione o commercializzazione, del luogo e dello stabilimento relativi. Ai fini di cui al primo periodo, si intende per merce fabbricata nell'Unione europea quella con un processo produttivo realizzato nel territorio di un Paese dell'Unione in misura non inferiore al 90 per cento del complesso del ciclo di produzione, lavorazione, trasformazione fino all'introduzione in commercio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono stabilite le specifiche tecniche dell'attestazione di cui al primo periodo, in maniera tale da assicurare costantemente la tracciabilità della produzione e dell'origine dei beni interessati, nel senso sopra indicato. In caso di beni confezionati separatamente, l'attestazione di cui al primo periodo deve essere riportata distintamente sulla singola unità di prodotto separatamente confezionata per la commercializzazione in Italia, senza possibilità di essere rimossa o alterata in ogni fase successiva di manipolazione del bene fino all'immissione in commercio in Italia.

2. È istituito il marchio ''prodotto italiano di qualità'' per designare i prodotti ad elevato valore aggiunto che si distinguono per le caratteristiche di elevata professionalità e di creatività nel processo produttivo.

3. È istituito il marchio ''full made in Italy'' per designare le produzioni realizzate interamente sul territorio italiano. Ai fini del presente comma, un determinato prodotto si intende interamente realizzato sul territorio italiano quando il disegno, la progettazione, le lavorazioni ed il confezionamento sono compiuti interamente sul territorio italiano.

4. L'utilizzo dei marchi di cui ai commi 2 e 3 è condizionato alla piena osservanza della vigente normativa in materia di produzione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti interessati, nonché alle disposizioni in materia di tutela delle condizioni di lavoro, per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative alla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro. Nei confronti dell'impresa responsabile di utilizzo abusivo di alcuno dei marchi previsti dal presente articolo, sono revocate tutte le agevolazioni eventualmente godute in base alla legge a partire dalla data di primo utilizzo del marchio.

5. Le disposizioni di attuazione dei commi 2 e 3 sono adottate con decreto del Ministero dello sviluppo economico, sentite le organizzazioni di categoria imprenditoriali ed artigiane maggiormente rappresentative. L'efficacia delle disposizioni del presente articolo è subordinata all'approvazione da parte della Commissione europea».

 

2.1

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE

Sopprimere l'articolo 2.

 

2.2

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Sopprimere l'articolo 2.

 

2.3

POLLEDRI, CASTELLI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere l'articolo.

 

2.4

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Sopprimere l'articolo.

 

 

2.5

D'ONOFRIO, CICCANTI

L'articolo 2 è sostituito dal seguente:

Art. 2.

(Disposizioni urgenti per la tutela della concorrenza nel settore dei servizi professionali)

1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato e in attuazione di quanto disposto dall'articolo 117 della Costituzione in materia di professioni, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari difformi a quanto stabilito nei commi successivi:

2. a) Nel rispetto del principio di libera determinazione del compenso tra le parti di cui all'articolo 2233 del codice civile, le tariffe, previa istruttoria con i soggetti interessati e con le associazioni che nel proprio statuto prevedono specificatamente la tutela dei consumatori, sono stabilite nell'interesse generale con decreto del Ministro competente, su proposta dei rispettivi Consigli Nazionali, sentito il Consiglio di Stato.

b) Le tariffe prevedono livelli massimi e minimi, inderogabili, per le prestazioni che incidono su interessi generali costituzionalmente rilevanti. Sono nulli i patti difformi laddove prevedano una riduzione superiore al venti per cento del compenso previsto sulla base dei livelli tariffari.

c) Sono fatte salve le disposizioni che stabiliscono tariffe, aliquote, tabelle di compensi e corrispettivi per attività professionali, settori ovvero materie determinati.

3. a) L'attività libero professionale ed intelletuale, in qualunque modo esercitata, può essere oggetto di pubblicità informativa.

b) Il codice deontologico stabilisce le modalità con cui tale pubblicità può essere resa dagli iscritti.

4. A) La professione è esercitata, sulla base dei requisiti stabiliti dagli ordinamenti di categoria, in forma individuale nonché, sotto la responsabilità e direzione personale del professionista, in forma associata e societaria.

B) La società che ha per oggetto l'esercizio di una professione deve costituirsi secondo il tipo denominato «STP-Società tra professionisti», che è regolato dalle disposizioni del titolo II del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96.

C) Le società tra professionisti possono essere costituite nella forma di società cooperativa a mutualità prevalente regolata a condizione che:

a) ove i soci esercitino una professione di interesse generale, la costituzione sia consentita dall'ordinamento di categoria;

b) i soci non professionisti siano ammessi in numero tale da non poter conseguire, anche indirettamente, il controllo della società;

c) in tutti gli atti ed i documenti della società e comunque ove indicati nei rapporti con i terzi, i soci non professionisti indichino, accanto al proprio nome, la qualifica di «socio non professionista», salva diversa disposizione dei singoli ordinamenti di categoria.

D) Alla società costituita ai sensi della lettera C) del presente comma si applicano, per quanto compatibili, le disposizioni del titolo II del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96; non si applicano il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 e le altre disposizioni che disciplinano le procedure concorsuali.

E) L'incarico professionale conferito alla società può essere eseguito solo dai soci in possesso dei requisiti per l'esercizio della prestazione professionale richiesta. In ogni caso, le prestazioni che la legge riserva a una o più categorie possono costituire oggetto esclusivamente della società costituita dai professionisti appartenenti alla medesima categoria. Gli articoli 2 e seguenti della legge 23 novembre 1939, n. 1815, sono abrogati. È abrogato l'articolo 24 della legge 7 agosto 1997, n. 266.

5. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti.

6. Le disposizioni deontologiche e pattizie e i codici di autodisciplina che contengono le prescrizioni di cui al comma l sono adeguate, anche con l'adozione di misure a garanzia della qualità delle prestazioni professionali, entro il 1º gennaio 2007. In caso di mancato adeguamento, a decorrere dalla medesima data le norme in contrasto con quanto previsto dal comma l sono in ogni caso nulle.

7. Le associazioni che nel proprio statuto prevedono specificatamente la tutela dei consumatori sono tenute ad indicare il numero complessivo dei rispettivi associati.

 

2.6

BULGARELLI, PECORARO SCANIO

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 2. – 1. In conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché al fine di assicurare agli utenti un'effettiva facoltà di scelta nell'esercizio dei propri diritti e di comparazione delle prestazioni offerte sul mercato, dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

a) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e i criteri per la determinazione degli onorari delle prestazioni;

b) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, ferma restando la necessità di adottare il tipo della società semplice e della società in nome collettivo; che il professionista non può essere socio di più di una società o associazione; che la specifica prestazione deve essere resa sotto la direzione e responsabilità del socio-amministratore iscritto all'albo competente, il cui nome è preventivamente comunicato al cliente; che la società sia costituita nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 1, commi 1 e 2, della legge 23 novembre 1939, n. 1815; il rispetto delle norme deontologiche che stabiliscono, nell'interesse della clientela, le incompatibilità a necessaria garanzia di integrità ed autonomia nei rapporti di collaborazione integrata tra le diverse categorie.

2. Sono fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni reso nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o in rapporto convenzionale con lo stesso, nonché le eventuali tariffe massime prefissate in via generale a tutela degli utenti.

3. Entro sei mesi dalla entrata in vigore dei decreti di cui al comma 1 gli Ordini e Collegi adottano gli atti necessari a dare attuazione, per quanto di competenza, ai principi di cui al presente articolo, dandone comunicazione all'amministrazione vigilante.

4. Entro dodici mesi dalla entrata in vigore del presente decreto il Governo è delegato a emanare, sentiti gli ordini e collegi interessati, uno o più decreti legislativi al fine di riordinare le disposizioni legislative e regolamentari che stabiliscono le tariffe professionali nel rispetto dei seguenti criteri e principi:

a) le tariffe obbligatorie, fisse o minime, possono essere stabilite con riferimento alle sole prestazioni che sono oggetto di riserva di competenze ovvero che incidono su interessi generali;

b) il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi può essere abolito per le prestazioni che non sono oggetto di riserva di competenze ovvero che non incidono su interessi generali;

c) sono, in ogni caso, fatte salve le tariffe che regolano i servizi professionali soggetti alle procedure di evidenza pubblica.

 

2.7

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 1, sostituire le parole da: «che prevedono» a: «professionisti» con le seguenti: «, fatta eccezione per quelle riguardanti l'esercizio dell'attività d'avvocato, che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obbiettivi perseguiti;

b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni. Sono altresì abrogate le disposizioni che determinano o comportano il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interprofessionale da parte di professionisti attraverso società di persone o associazioni fra loro costituite,».

 

2.8

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1 dopo le parole: «professionali e intellettuali» aggiungere le seguenti: «non riservate».

 

2.9

POLLEDRI, CASTELLI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

 

2.10

DE ANGELIS

Al comma 1 sopprimere la lettera a).

 

2.11

SCARABOSIO

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

 

2.13

MANZIONE

Al comma 1, la lettera a) è sostituita con la seguente:

«a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime, ad esclusione di quelle stabilite con decreto ministeriale a tutela della dignità della professione intellettuale e della qualità delle prestazioni, nonché delle prestazioni giudiziali degli avvocati;».

 

2.14

RAME

Al comma 1, la lettera a) è sostituita dalla seguente:

«a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime. Permane il divieto di cui all'art. 2233, terzo comma, del codice civile;».

 

2.1000/1

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 2.1000, sostituire le parole da: «lettera a)» alla fine con le seguenti:

Sostituire le parole da: «che prevedono» a «professionisti» con le seguenti: «, fatta eccezione per quelle riguardanti l'esercizio dell'attività d'avvocato, che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali: a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obbiettivi perseguiti; b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni. Sono altresì abrogate le disposizioni che determinano o comportano il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interprofessionale da parte di professionisti attraverso società di persone o associazioni fra loro costituite,».

 

2.1000

Il Governo

Al comma 1, lettera a), le parole: «la fissazione di tariffe obbligatorie» sono sostituite con le seguenti: «l'obbligatorietà di tariffe».

 

2.15

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1, lettera a), sopprimere le parole da: «ovvero» fino alla fine.

2.16

MANZIONE

Al comma l, lettera a), sopprimere le seguenti parole: «ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti».

2.17

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole da: «ovvero» a: «perseguiti;» con le seguenti: «, con eccezione per quelle riguardanti l'esercizio dell'attività d'avvocato;».

2.18

LUSI

Al comma 1, lettera a), dopo la parola: «perseguiti», è aggiunto il seguente periodo: «i minimi tariffari sono mantenuti per le prestazioni giudiziali degli avvocati e stabiliti con decreto del Ministero della giustizia».

 

2.19

POLLEDRI, CASTELLI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

 

2.20

SCARABOSIO

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

 

2.2000/1

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 2.2000, dopo la parola: «modifiche:» inserire la seguente lettera:

«0.a) al comma 1, alla lettera a) dopo la parola: «minime» aggiungere le seguenti: «, con eccezione per quelle riguardanti l'esercizio di attività dell'avvocato»;

alla lettera b), sostituire le parole: «anche parziale» con le parole: «fermi i limiti stabiliti da disposizioni deontologiche o pattizie e da codici di autodisciplina»;

alla lettera c) sostituire le parole: «da parte di società di persone o associazioni fra professionisti» con le seguenti: «da parte di professionisti attraverso società di persone o associazioni tra loro costituite»;

al numero 2-bis sopprimere le parole: «se non redatti in forma scritta».

 

2.2000

Il Governo

Apportare le seguenti modifiche:

«a) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

''b) il divieto, anche parziale, di svolgere pubblicità informativa circa i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, nonché il prezzo e i costi complessivi delle prestazioni;'';

b) al comma 1, la lettera c) è sostituita dalla seguente:

''c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l'oggetto sociale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una società e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.'';

c) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

''2-bis. All'articolo 2233 del codice civile, il terzo comma è sostituito dal seguente:

'' Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti.'';».

 

2.21

RAME

Al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

«b) il divieto anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, e il corrispettivo delle prestazioni. Le modalità di diffusione dei messaggi pubblicitari e la tipologia degli stessi sono disciplinate e tipizzate per ogni categoria professionale nell'ambito del codice di autodisciplina di ogni singola attività professionale e intellettuale. In mancanza di un codice di autodisciplina si applicano le regole dettate per attività qualificate assimilabili da apposito decreto del Ministro per lo sviluppo economico da emettersi il 31 dicembre 2006;».

 

2.22

MANZIONE

Sostituire la lettera b) con la seguente:

«b) il divieto di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni».

 

2.23

MANZIONE

Sostituire la lettera b) con la seguente:

«b) il divieto di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto, ad eccezione che per le prestazioni giudiziali degli avvocati;».

 

2.24

LEGNINI

Al comma 1, lettera b), sopprimere le parole: «anche parziale» e aggiungere, in fine, il seguente periodo: «La pubblicità deve rispondere a requisiti di serietà e veridicità del messaggio».

 

2.25

LUSI

Al comma 1, lettera b), le parole: «, anche parziale,» sono soppresse; allo stesso comma, dopo la parola: «prestazioni» è aggiunto il seguente periodo: «fermo restando che la pubblicità dei professionisti deve rispondere a caratteristiche di serietà e veridicità del messaggio».

 

2.26

MANZIONE

Al comma 1, lettera b) sopprimere le parole: «anche parziale».


2.27

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 1, alla lettera b) sostituire le parole da: «anche parziale» con le seguenti: «fermi i limiti stabiliti da disposizioni deontologiche o pattizie e da codici di autodisciplina».

 

2.28

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 1, lettera c), sostituire le parole da: «da parte di società di persone o associazioni di professionisti» con le seguenti: «da parte di professionisti attraverso società di persone o associazioni fra loro costituite,».

 

2.29

LUSI

Al comma 1, lettera b), alla fine del periodo, aggiungere il seguente: «ad eccezione delle prestazioni giudiziali degli avvocati».

 

2.30

SCARABOSIO

Al comma 1, sopprimere la lettera c).

 

2.31

RAME

Al comma 1, alla lettera c), in fine, sono aggiunte le seguenti parole: «, a cui si aggiunge, in via sussidaria, la responsabilità patrimoniale della società o dell'associazione;».

 

2.32

RAME

Al comma 1, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera:

«d) la fissazione di parametri numerici predeterminati quale limite all'accesso ed all'esercizio delle attività sopra citate.

La disciplina della formazione, dell'accesso e dell'esercizio della professione medica sarà adeguata ai principi citati entro tre anni dalla entrata in vigore della presente legge di conversione, prevedendo la possibilità di conseguire una specializzazione medica mediante il tirocinio anche presso medici specializzati esercenti attività libero professionale».

 

2.33

LEGNINI

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere a) e b) non si applicano all'attività di assistenza e difesa in giudizio resa dagli avvocati».

 


2.34

MANZIONE

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. La pubblicità dei professionisti deve rispondere a caratteristiche di serietà e veridicità del messaggio».

 

2.35

LUSI

Al comma 2, dopo la parola: «salve», sono aggiunge le seguenti: «le tariffe previste da leggi speciali in materia di lavori pubblici, ».

 

2.36

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 2, dopo la parola: «riguardanti», aggiungere le seguenti: «l'esercizio della professione di avvocato e».

 

2.37

PERRIN

Dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«In considerazione delle esigenze di sicurezza degli utenti dei relativi servizi professionali, sono altresì fatte salve le disposizioni riguardanti l'esercizio delle professioni di guida alpina e maestro di sci».

 

2.38 (testo 2)

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

«2-bis. È istituito, presso il Ministero della salute, senza oneri per il bilancio dello Stato, un registro dei dottori chiropratici. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità».

 

2.38

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

«2-bis. È istituito l'ordine professionale dei chiropratici, incaricato della tenuta del relativo albo professionale. L'iscrizione al suddetto albo è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle organizzazioni con le strutture del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità».

 

2.39 (testo 2)

LUSI

Dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. È istituito, presso il Ministero della salute, senza oneri per il bilancio dello Stato, un registro dei dottori chiropatici. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. Il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità.»

 

2.39

LUSI

Dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. È istituito l'ordine professionale dei chiropratici, incaricato della tenuta del relativo albo professionale. L'iscrizione al suddetto albo è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. Il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità.»

 

2.40 (Testo 2)

EUFEMI

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

«2-bis. È istituito, presso il Ministero della salute, senza oneri per il bilancio dello Stato, un registro dei dottori chiropratici. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità».

 

2.40

EUFEMI

Dopo il comma 2, sono aggiunti i seguenti:

«2-bis. È istituito l'ordine professionale dei chiropratici, incaricato della tenuta del relativo albo professionale. L'iscrizione al suddetto albo è consentita a coloro che sono in possesso di diplomi di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente della durata di cinque anni rilasciato in Italia o in paesi nei quali la professione chiropratica è riconosciuta. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previste dall'ordinamento.

2-ter. Il regolamento di attuazione della presente legge è emanato entro sei mesi dalla data della sua entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della sanità».

 

2.41

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Sopprimere il comma 3.

 

2.42

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Sopprimere il comma 3.

 

2.43

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 3, sostituire le parole da «1º gennaio 2007» al termine con le seguenti: «30 giugno 2007».

 

2.44

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

«3-bis. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge 7 agosto 1997, n. 266, è sostituito dal seguente:

''2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e, per quanto di competenza, del Ministro della Salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente Decreto, sono stabiliti i requisiti per l'esercizio in forma associata delle attività di cui all'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815, tenendo conto dei seguenti criteri:

a) facoltà di utilizzare le forme societarie previste dai Titoli V e VI del Libro V del Codice Civile a condizione che i soci professionisti detengano la maggioranza nell'assemblea e nel consiglio di amministrazione;

b) iscrizione della società all'Ordine professionale sulla base dell'attività prevalente svolta;

c) indicazione nello statuto delle garanzie a tutela dei clienti;

d) salvaguardia della facoltà di scelta del singolo protessionista da parte del cliente;

e) stipula di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile''».

 

2.45

EUFEMI

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

«3-bis. Il comma 2 dell'articolo 24 della legge 7 agosto 1997, n. 266, è sostituito dal seguente:

''2. Ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e, per quanto di competenza, del Ministro della Salute, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente Decreto, sono stabiliti i requisiti per l'esercizio in forma associata delle attività di cui all'articolo 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815, tenendo conto dei seguenti criteri:

a) facoltà di utilizzare le forme societarie previste dai Titoli V e VI del Libro V del Codice Civile a condizione che i soci professionisti detengano la maggioranza nell'assemblea e nel consiglio di amministrazione;

b) iscrizione della società all'Ordine professionale sulla base dell'attività prevalente svolta;

c) indicazione nello statuto delle garanzie a tutela dei clienti;

d) salvaguardia della facoltà di scelta del singolo professionista da parte del cliente;

e) stipula di un contratto di assicurazione per la responsabilità civile''».

 

2.46

MENARDI

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

«3-bis. Al comma 2, dell'articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sostituire le parole: ''Il 30 per cento della tariffa professionale'', con le seguenti: ''Il 30 per cento del valore della prestazione professionale calcolata in base ai parametri del libero mercato''».

 

2.0.1

POLLEDRI, CASTELLI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Dopo l'articolo 2, aggiungere i seguenti:

«Art. 2-bis.

1. Il Governo è delegato ad adottare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti la riforma organica della disciplina delle professioni intellettuali, con l'osservanza dei principi e criteri direttivi di cui al comma 2 e agli articoli 1-ter, 1-quater, 1-quinquies. La riforma, nel rispetto ed in coerenza con la normativa comunitaria ed in conformità ai principi ed ai criteri direttivi previsti dalla presente legge, realizza il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti. I decreti legislativi previsti dal presente comma sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e successivamente trasmessi al Parlamento, ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni competenti, resi entro il termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza degli stessi. Qualora detto termine venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto dal primo periodo del presente comma o successivamente, la scadenza di quest'ultimo è prorogata di trenta giorni.

2. Nell'esercizio della delega di cui al comma 1, il Governo, in attuazione degli articoli 33, comma 5, 35, 41 e 117 della Costituzione ed in coerenza con la normativa comunitaria, disciplinando l'esercizio e le forme organizzative in materia di professioni intellettuali si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) garantire il libero esercizio delle professioni intellettuali esercitate in qualunque modo e forma, anche subordinata o collettiva previsti, al fine di tutelare gli interessi pubblici generali che la presente legge ad esse ricollega ed allo scopo di garantire alla persona la qualità e la correttezza della prestazione professionale richiesta;

b) provvedere affinché le professioni intellettuali siano svolte secondo modalità che garantiscano il rispetto dei principi della personalità della prestazione professionale, del pluralismo, dell'indipendenza, della responsabilità diretta ed individuale del professionista, secondo regole di deontologia legittimamente stabilite;

c) individuare i criteri per garantire la libera competizione professionale, secondo canoni compatibili con la natura delle prestazioni professionali e con l'organizzazione delle professioni intellettuali, nel rispetto dell'articolo 41 della Costituzione;

d) valorizzare la rilevanza economica e sociale della professione;

e) tutelare gli interessi generali connessi con il corretto esercizio della professione e quindi l'affidamento della clientela e della collettività;

f) garantire l'indipendenza di giudizio e l'autonomia del professionista;

g) favorire il pieno sviluppo della persona umana, la sua libertà e dignità, nonché l'effettiva partecipazione dei professionisti all'organizzazione economica, politica e sociale del Paese;

h) disciplinare i requisiti per l'iscrizione agli albi professionali sulla base dell'esame di Stato e del relativo percorso formativo;

i) disciplinare il riconoscimento da parte dello Stato delle professioni non di interesse generale e la organizzazione delle relative associazioni di natura privata nel rispetto degli articoli 4, 33, 35, 41 e 17 della Costituzione, prevedendo il diritto dei professionisti a ottenere il riconoscimento pubblico delle professioni che non sono disciplinate da disposizioni normative e da ordinamenti professionali;

l) disciplinare condizioni e limiti per il riconoscimento pubblico, individuando le soglie di rilevanza soggettiva e oggettiva, che devono essere rispettate in relazione al settore economico di riferimento della attività ed escludendo che possa essere considerata professione un'attività regolamentata o tipica delle professioni di interesse generale;

m) prevedere che il potere di riconoscimento delle professioni, anche relativamente alla verifica della permanenza dei requisiti, spetti al Ministero della giustizia, di concerto con i Ministeri che hanno competenza sugli interessi e il settore economico di riferimento della professione, acquisito il parere obbligatorio del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro;

n) prevedere, altresì, che la vigilanza sull'esercizio della professione spetti ai Ministeri che hanno competenza sugli interessi ed il settore economico di riferimento della professione, mentre quella sugli ordini e sulle associazioni riconosciute e registrate spetti al Ministero della giustizia, che deve effettuare periodiche verifiche;

o) ai fini dell'esercizio del potere di riconoscimento di cui alle lettere precedenti, il Ministero della giustizia svolge, anche sentendo i soggetti interessati, un'istruttoria in modo da:

1) accertare i requisiti per il riconoscimento da parte dello Stato delle professioni nonché la loro organizzazione in ordini ovvero in associazioni;

2) accertare il possesso dei requisiti stabiliti ai sensi della lettera q) da parte delle associazioni costituite da professionisti che presentano la domanda di iscrizione al relativo registro istituito presso il Ministero della giustizia;

3) verificare la permanenza dei requisiti di cui ai punti precedenti;

4) acquisire i pareri obbligatori del Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e sentiti, nel caso, i sindacati, gli Ordini e le Associazioni rappresentative dei professionisti interessati;

p) stabilire i requisiti richiesti alle associazioni per l'iscrizione nel registro e ai professionisti per l'iscrizione alle associazioni, nonché per l'ottenimento dell'attestato circa la qualificazione professionale degli associati nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

1) l'esistenza di uno statuto dell'associazione che preveda espressamente come scopo quello di dare evidenza ai requisiti professionali degli iscritti verso la collettività e quindi:

1.1) che garantisca un ordinamento interno a base democratica;

1.2) che escluda ogni fine di lucro e preveda attività che comunque siano compatibili con le finalità della presente legge;

1.3) che determini l'ambito della professione;

1.4) che preveda l'elaborazione e l'adozione di un codice deontologico, nonché la stipulazione di adeguate forme di assicurazione per la responsabilità professionale;

2) la disponibilità da parte dell'associazione di adeguate strutture organizzative per verificare il possesso, da parte dei richiedenti, dei requisiti per l'iscrizione all'associazione e curare la determinazione dei livelli di qualificazione professionale, la verifica della professionalità degli associati, il relativo aggiornamento professionale nonché l'effettiva applicazione in sede disciplinare del codice deontologico;

3) la previsione di un limite temporale di validità dell'attestato di cui alla lettera q) del presente articolo;

q) stabilire che, con decreto ministeriale, sia istituito presso il Ministero della giustizia il registro delle associazioni e siano individuate le modalità di tenuta del registro medesimo;

r) prevedere che coloro che esercitano una professione per la quale è necessaria l'iscrizione all'albo siano organizzati in Ordine professionale, con compiti di rappresentanza istituzionale, ferme restando le funzioni di rappresentanza proprie dei sindacati relativamente ai rispettivi iscritti;

s) prevedere che l'Ordine professionale, quale ente pubblico non economico, abbia autonomia patrimoniale finanziaria, determini con statuto e regolamenti la propria organizzazione nel rispetto delle disposizioni della presente legge. Lo statuto ed i regolamenti sono approvati dal Ministero della giustizia, ovvero dal Ministero competente che esercita compiti di vigilanza sugli ordini;

t) disciplinare che la vigilanza sull'attività e la gestione degli ordini professionali sia affidata al Ministero della giustizia, salvo attribuire eventuali specifici compiti di controllo e di vigilanza ad altri Ministeri, in relazione alla specificità delle singole professioni, prevedendo che:

1) le deliberazioni dell'Assemblea nazionale concernenti l'approvazione dello statuto e del codice deontologico e le loro variazioni, nonché le deliberazioni del Consiglio nazionale concernenti l'approvazione dei regolamenti, siano inviate al Ministro della giustizia, il quale può richiederne il riesame;

2) i provvedimenti relativi all'aggiornamento professionale siano altresì notificati al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca scientifica che può richiederne il riesame;

u) prevedere che il Consiglio nazionale dell'ordine possa essere sciolto con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro vigilante, in caso di grave violazione di legge o impossibilità di funzionamento;

v) prevedere che i consigli degli ordini locali possano essere sciolti con decreto del Ministro vigilante, previo parere del Consiglio nazionale dell'Ordine, in caso di grave violazione di legge o di impossibilità di funzionamento;

z) prevedere che l'accesso all'esercizio delle professioni intellettuali sia libero, senza vincoli di predeterminazione numerica, previo superamento dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio delle professioni per le quali la legge richiede l'iscrizione in appositi albi o elenchi;

aa) prevedere la possibilità di terminare preventiva mente il numero di coloro che possono conseguire l'abilitazione all'esercizio di particolari attività professionali che comportano lo svolgimento di pubbliche funzioni;

bb) prevedere che lo svolgimento dell'attività professionale debba essere preceduto da un adeguato ed effettivo tirocinio, stabilendo la necessità di un equo compenso per il tirocinante, al quale non si applicano le norme sul contratto di lavoro per i dipendenti di studi professionali;

cc) stabilire l'obbligo per gli ordini di emanare un codice deontologico, valido per tutti gli iscritti e gli organi territoriali del medesimo ordine, secondo regole idonee a garantire la correttezza e la qualità della prestazione professionale, nonché secondo i principi dettati dalle leggi che regolano ciascun ordinamento di categoria;

dd) prevedere che l'ordinamento di categoria determini le sanzioni disciplinari nel caso di violazione delle leggi e del codice deontologico, nonché le condizioni e le procedure con le quali l'iscritto può essere sospeso in via cautelare dall'esercizio della professione;

ee) prevedere che le tariffe professionali, stabilite nell'interesse generale con decreto del Ministro della giustizia o comunque del Ministro competente, su proposta dei rispettivi Consigli nazionali, sentito il Consiglio di Stato, fissino livelli massimi, nonché livelli minimi inderogabili;

ff) prevedere che, per le professioni organizzate in associazioni, il compenso della prestazione sia stabilito su accordo delle parti;

gg) stabilire in materia di assicurazione professionale che gli ordinamenti di categoria e gli statuti delle associazioni prevedano:

1) che il professionista sia tenuto a stipulare in forma individuale o collettiva idonea polizza assicurativa per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale propria e dei propri dipendenti o collaboratori, i cui estremi, incluso il massimale deve rendere noti al cliente al momento dell'assunzione dell'incarico;

2) il ricorso, in via prioritaria, a forme collettive di copertura assicurativa, stabilendo che ciascun ordine o associazione assuma le deliberazioni necessarie per l'attuazione di tale obbligo;

3) in ogni caso, una specifica disciplina agevolativa in ordine alle modalità di attuazione della copertura assicurativa per quel che riguarda la fase di avvio dell'attività professionale;

4) i termini minimi di copertura e le caratteristiche essenziali delle polizze assicurative da rischio professionale;

5) che i codici deontologici degli ordini e delle associazioni prevedano le conseguenze disciplinari della mancata stipulazione della polizza assicurativa, salvo che i consigli nazionali di ordini od associazioni non abbiano sottoscritto una polizza collettiva;

hh) prevedere che gli ordini professionali si organizzino mediante loro statuti, in conformità alle norme dello Stato che disciplinano l'accesso alle professioni;

ii) prevedere che l'Ordine professionale si articoli in:

1) Consiglio nazionale dell'Ordine, che assume la denominazione di Consiglio nazionale dell'Ordine della categoria, con i compiti di cui alla successiva lettera pp);

2) Ordini territoriali, che assumono la denominazione di: ''Ordine'' della categoria secondo l'organizzazione territoriale prevista dal relativo ordinamento, con i compiti di cui alla successiva lettera nn);

ll) prevedere che all'Ordine professionale non si applichino la legge 21 marzo 1958, n. 259, e successive modificazioni, il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

mm) prevedere che l'Ordine territoriale sia così articolato:

1) Consiglio: è composto da un numero di consiglieri in rapporto al numero degli iscritti all'albo; è eletto dall'Assemblea ogni quattro anni; il mandato dei consiglieri può essere rinnovato per non più di tre volte consecutive dall'entrata in vigore del decreto legislativo. Il Consiglio nomina le cariche, elegge il Presidente, che ha la rappresentanza legale dell'Ordine, e può delegare singole funzioni ad uno o più consiglieri, ferma restando la responsabilità dell'intero Consiglio;

2) Assemblea: ne fanno parte gli iscritti all'albo; elegge il Consiglio ed il Collegio dei revisori; approva il bilancio preventivo e quello consuntivo; esprime il parere sugli altri argomenti sottoposti dal Consiglio; esercita ogni altra funzione attribuita dall'ordinamento di categoria;

3) Collegio dei revisori: è composto, in relazione al numero degli iscritti all'albo, da uno a tre membri nominati fra gli iscritti all'elenco dei revisori; è eletto dall'Assemblea ogni tre anni; controlla la tenuta dei conti e la gestione del bilancio; il mandato dei revisori può essere rinnovato per non più di due volte consecutive;

nn) prevedere che al Consiglio dell'Ordine territoriale spettino i seguenti compiti:

1) garantire l'osservanza dei principi della presente legge nel proprio ambito di competenza territoriale;

2) la tenuta e l'aggiornamento dell'albo e la verifica periodica della sussistenza dei requisiti per l'iscrizione dandone comunicazione al Consiglio nazionale;

3) la determinazione, nel rispetto del bilancio preventivo, del contributo obbligatorio annuale da corrispondere da ogni iscritto per il finanziamento dell'Ordine territoriale, nonché la percezione del contributo medesimo, mediante riscossione diretta ovvero con procedure esattoriali;

4) la vigilanza sul corretto esercizio della professione e il conseguente potere disciplinare sugli iscritti;

5) la formulazione di pareri in materia di liquidazione dei compensi ai agli iscritti all'Ordine;

6) l'esperimento, su richiesta, del tentativo di conciliazione fra gli iscritti ed i clienti che, in caso di controversie sui compensi, possono farsi assistere anche da associazioni di consumatori;

7) la formulazione di pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni territoriali su materie di interesse locale;

8) ogni altra funzione attribuita dall'ordinamento di categoria o delegata dal Consiglio nazionale;

oo) prevedere che il Consiglio nazionale sia così articolato:

1) Consiglio: è composto da un numero di consiglieri in rapporto al numero degli Ordini territoriali, con le modalità stabilite dallo Statuto di ciascun Ordine; è eletto dall'Assemblea degli Ordini territoriali ogni cinque anni; il mandato dei consiglieri può essere rinnovato per non più di tre volte consecutive dall'entrata in vigore del decreto legislativo. Il Consiglio nomina le cariche, elegge il Presidente, che ha la rappresentanza legale del Consiglio nazionale, e può delegare singole funzioni a uno o più consiglieri, ferma restando la responsabilità del Consiglio;

2) Assemblea nazionale: ne fanno parte i soggetti indicati nello statuto di ciascuno Ordine; elegge il Consiglio nazionale; approva il bilancio consuntivo e preventivo e, su proposta del Consiglio nazionale, approva lo statuto ed il codice deontologico e loro variazioni;

3) Collegio dei revisori: è composto da tre membri nominati fra gli iscritti all'elenco dei revisori; è nominato dal Ministero della giustizia ogni quattro anni; controlla la tenuta dei conti e la gestione del bilancio; il mandato dei consiglieri può essere rinnovato per non più di due volte consecutive;

pp) prevedere che al Consiglio nazionale spettino i seguenti compiti:

1) vigilare sul rispetto dei principi della presente legge;

2) svolgere i compiti ad esso assegnati dalla legge in attuazione di obblighi comunitari;

3) giudicare dei ricorsi avverso i provvedimenti adottati dall'Ordine territoriale, anche in funzione di giudice speciale qualora operante prima del gennaio 1948, secondo le norme dei rispettivi ordinamenti e nel rispetto degli articoli 24 e 111 della Costituzione;

4) esercitare funzioni di coordinamento degli Ordini territoriali;

5) designare i rappresentanti della categoria presso commissioni ed organi di carattere nazionale ed internazionale;

6) formulare pareri richiesti dalle pubbliche amministrazioni;

7) determinare le indennità dei consiglieri al fine di assicurare lo svolgimento del mandato senza pregiudizio economico nonché, sulla base di bilanci di previsione approvati dall'Assemblea nazionale, la misura del contributo obbligatorio annuale per lo svolgimento dei compiti di cui alla presente legge che deve essere corrisposto dall'Ordine territoriale previa esazione dagli iscritti agli albi, nonché percepire il contributo medesimo, mediante riscossione diretta ovvero con procedure esattoriali;

8) la determinazione degli standard qualitativi propri delle prestazioni professionali;

9) adottare i regolamenti ad esso delegati dall'ordinamento di categoria;

10) coordinare l'aggiornamento professionale;

11) assicurare la compiuta informativa al pubblico in ordine alle modalità di esercizio della professione;

12) ogni altra funzione attribuita dall'ordinamento di categoria per lo svolgimento dei compiti istituzionali;

qq) prevedere l'istituzione di organismi di coordinamento regionale degli Ordini territoriali, ove questi non siano organizzati esclusivamente su base nazionale o regionale;

rr) garantire che i consigli nazionali, i coordinamenti regionali ed i consigli locali dell'ordine, anche di professioni diverse, possano definire reciproci rapporti con accordi di programma di cui all'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241;

ss) prevedere che gli ordini curino l'aggiornamento periodico obbligatorio degli iscritti, organizzando appositi corsi e seminari, anche d'intesa con altre amministrazioni pubbliche, con università e istituzioni scientifiche e casse di professionisti;

tt) prevedere che le procedure elettorali garantiscano la trasparenza delle operazioni, la partecipazione degli iscritti e la tutela delle minoranze;

uu) prevedere che ciascun ordinamento professionale regoli il procedimento disciplinare garantendo, sulla base dei principi di cui all'articolo 111 della Costituzione e di quelli del codice di procedura civile:

1) la contestazione degli addebiti;

2) il diritto di difesa;

3) la distinzione fra le funzioni istruttorie e giudicanti;

4) la motivazione delle decisioni e pubblicità del provvedimento;

5) la facoltà dell'esponente di partecipare al procedimento;

vv) prevedere che l'esercizio della professione, in qualunque modo e forma, possa essere oggetto di pubblicità informativa e non comparativa e che sia consentita la pubblicità delle attività professionali esclusivamente nelle forme previste dagli ordinamenti professionali e dagli statuti delle associazioni, in particolare dal codice deontologico.

Art. 2-ter.

1. Il Governo è delegato, con i decreti di cui all'articolo 1-bis, ad adeguare l'ordinamento di categoria delle professioni indicate nell'allegato A, anche al fine di procedere alla unificazione tra ordini relativi a professioni le cui attività riguardano uno stesso settore economico o sociale nonché al riordino degli albi al fine di inserire le professioni di cui all'allegato B laddove venga accertata la omogeneità dei percorsi formativi.

Art. 2-quater.

1. Il Governo definisce, con i decreti di cui all'articolo 1-bis, un regime agevolato dei requisiti organizzativi stabiliti ai sensi dell'articolo 1-bis a favore delle associazioni iscritte, alla data di entrata in vigore della presente legge, alla Banca dati del CNEL, istituita ai sensi dell'articolo 17 della legge 30 dicembre 1986, n. 936, dal Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro alla data di entrata in vigore della presente legge, che riguardino professioni che abbiano ottenuto il riconoscimento pubblico ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1-bis.

2. In ogni caso, le associazioni di cui al presente articolo sono tenute ad adeguarsi ai requisiti stabiliti ai sensi dell'articolo 1-bis entro e non oltre cinque anni dalla entrata in vigore della presente legge, pena la cancellazione dal registro. A tal fine le associazioni in possesso dei requisiti stabiliti ai sensi dell'articolo 1-bis sono tenute a presentare apposita domanda d'iscrizione almeno sei mesi prima del termine innanzi stabilito.

3. In sede di prima applicazione ai professionisti che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano iscritti alle associazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento di cui al presente titolo non è richiesto il possesso del titolo di studio universitario, o equiparato, ai fini del mantenimento dell'iscrizione all'associazione.

Art. 2-quinquies.

1. Il Governo è delegato, con i decreti di cui all'articolo 1-bis, a riordinare la normativa in materia di agevolazioni e incentivi alle attività economiche, nel rispetto dei principi comunitari di settore, al fine di valorizzare la rilevanza economica e sociale delle libere professioni.

 

 

Allegato A

1) agenti di cambio

2) agrotecnici e agrotecnici laureati

3) architetti, pianificatori territoriali, paesaggisti, conservatori, architetti iuniores e pianificatori iuniores

4) assistenti sociali specialisti e assistenti sociali

5) attuari e attuari iuniores

6) avvocati

7) biologi e biologi iuniores

8) chimici e chimici iuniores

9) consulenti del lavoro

10) dottori agronomi e forestali, agronomi e forestali, zoonomi, biotecnologi agrari

11) dottori commercialisti

12) farmacisti

13) geologi e geologi iuniores

14) geometri e geometri laureati

15) giornalisti

16) infermieri professionali, assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia

17) ingegneri civili e ambientali, ingegneri industriali, ingegneri dell'informazione, ingegneri civili e ambientali iuniores, ingegneri industriali iuniores, ingegneri dell'informazione iuniores

18) medici chirurghi, odontoiatri

19) notai

20) ostetriche

21) periti agrari e periti agrari laureati

22) periti industriali e periti industriali laureati

23) psicologi e dottori in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro e dottori in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità

24) tecnici di radiologia medica

25) ragionieri

26) spedizionieri doganali

27) veterinari

Allegato B

1) podologo

2) fisioterapista

3) logopedista

4) ortottista, assistente di oftalmologia

5) terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva

6) tecnico della riabilitazione psichiatrica

7) terapista occupazionale

8) educatore professionale

9) tecnico audiometrista

10) tecnico sanitario di laboratorio biomedico

11) tecnico di neurofisiopatologia

12) tecnico ortopedico

13) tecnico audioprotesista

14) tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare

15) igienista dentale

16) dietista

17) tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro».

 

3.1

POLLEDRI, FRUSCIO, FRANCO PAOLO

Sopprimere l'articolo.

 

3.2

LEGNINI

Al comma 1, dopo le parole: «della Costituzione» aggiungere le seguenti: «ferma restando la potestà legislativa e programmatoria delle regioni, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,».


3.1000

Il Governo

Al comma 1, alinea, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite con le seguenti: «le attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.3

TECCE

Al comma 1, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite dalle seguenti: «le attività commerciali di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.4

GARRAFFA, LEGNINI

Al comma 1, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite dalle seguenti: «le attività commerciali di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.5

LEGNINI, GARRAFFA

Al comma 1, sostituire le parole: «di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande,» con le seguenti: «disciplinate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, dalla legge 25 agosto 1991, n. 287, nonché dalle leggi regionali approvate nelle rispettive materie,».

 

3.6

LEGNINI, GARRAFFA

Al comma 1, alla lettera a), dopo la parola: «ovvero» aggiungere la seguente: «il» e dopo le parole: «degli alimenti» inserire il seguente periodo: «Spetta alle regioni individuare i percorsi formativi che assicurino il possesso dei detti requisiti. L'iscrizione nel registro degli esercenti il commercio per la somministrazione di alimenti e bevande ottenuta entro il 4 luglio 2006, ovvero l'attestazione del possesso del requisito inerente la frequenza con esito positivo dei corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, aventi ad oggetto l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, o il superamento, dinanzi all'apposita commissione costituita presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell'esame di idoneità all'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande costituiscono comunque requisito valido ai fini dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande;».

 

3.2000

Il Governo

Al comma 1, lettera a) le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono sostituite con le seguenti: «fatti salvi quelli riguardanti il settore alimentare e della somministrazione degli alimenti e delle bevande».

 

3.7

GARRAFFA

Al comma 1, lettera a), le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono sostituite dalle seguenti: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute, la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, la sicurezza e l'informazione del consumatore nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.8

GARRAFFA

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono aggiunte le seguenti: «nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.9

TECCE

AI comma 1, lettera a) dopo le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono aggiunte le seguenti: «nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.10

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera b).

 

3.11

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera c).

 

3.3000

Il Governo

Al comma 1, lettera c), sono aggiunte le seguenti parole: «, fatta salva la distinzione tra settore alimentare e non alimentare».

 

3.12

GARRAFFA

Al comma 1, lettera c) dopo le parole: «esercizi commerciali;» inserire le seguenti: « , nell'ambito del settore alimentare e di quello non alimentare. È fatta salva la possibilità per le Regioni di prevedere limitate diversificazioni merceologiche all'interno del solo settore non alimentare;».

 

3.13

PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera d).

 

3.14

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI, NARDINI

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

 

3.15

GARRAFFA

Al comma 1, alla lettera d), dopo le parole: «sub regionale;» inserire le seguenti: «, concepite al fine di impedire concentrazioni in capo a singole insegne o gruppi commerciali.»

 

3.16

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera e).

 

3.4000

Il Governo

Al comma 1, lettera e), sopprimere la seguente parola: «generali».

 

3.17

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera f).

 

3.5000

Il Governo

Al comma 1, lettera f). dopo la parola «temporale» inserire le seguenti: «o quantitativo» e, in fine, aggiungere le seguenti: «tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti».

 

3.18

GARRAFFA

Al comma 1, lettera f) dopo le parole: «esercizi commerciali;» inserire le seguenti: « , fatta salva la facoltà per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano di impedire l'effettuazione delle vendite promozionali nei periodi immediatamente precedenti le vendite di fine stagione.»

 

3.19

TECCE

AI comma 1, lettera f) aggiungere in fine le seguenti parole: «tranne che nei periodi concomitanti e immediatamente precedenti l'effettuazione dei saldi di fine stagione».

 

3.20

GARRAFFA

Al comma 1, lettera f) aggiungere in fine le seguenti parole: «tranne che nei periodi concomitanti e immediatamente precedenti l'effettuazione dei saldi di fine stagione».

 

3.6000

Il Governo

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

«g) il divieto o l'ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l'esercizio commerciale, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie».

 

3.21

SCHIFANI, POSSA, TOMASSINI, CENTARO, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al comma 2, dopo le parole: «le disposizioni», inserire le seguenti: «finalizzate al perseguimento di obiettivi di difesa della salute pubblica, nonché quelle che».

 

3.22

LEGNINI

Al comma 2, dopo le parole: «le disposizioni» inserire le seguenti: «finalizzate al perseguimento di obiettivi di difesa della salute pubblica nonchè quelle».

 

3.23

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto e alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, alle imprese artigiane di produzione alimentare, iscritte all'albo di cui dell'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti, è consentito attrezzare locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, allo scopo di consentire ai clienti la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, nonché di bevande ed alimenti accessori anche non di propria produzione, essendo a tal fine esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.»

Conseguentemente al comma 3, dopo le parole: «di cui al comma 1», inserire le seguenti: «e 2-bis» e al comma 4, dopo le parole: « di cui al comma 1» inserire le seguenti: «e 2-bis».

 

3.24

PERRIN

Il comma 4 è sostituito dal seguente:

«4. Le regioni e gli enti locali adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari ai principi di cui al comma 1 entro il 1º gennaio 2008».

 

3.25

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Al comma 4, dopo le parole: «Le regioni e gli enti locali» inserire le seguenti: «, fatte salve le proprie prerogative di valutazione in merito alle valutazioni sull'impatto urbanistico, ambientale e di conformità ai piani urbani della mobilità, nonché di tutela delle botteghe storiche e delle produzioni di qualità,».

 

3.26

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:

«4-bis. All'articolo 9 del Decreto legislativo del 31 marzo 1998 n. 114 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

''6. Al rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento, nella misura massima del 50% della superficie di vendita, e per una sola volta, delle grandi strutture di vendita, anche in forma di centro commerciale, già attive da almeno 5 anni, e per le quali l'ampliamento richiesto sia compatibile con gli strumenti urbanistici vigenti al momento di entrata in vigore della presente norma, non si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi 3 e 4. Il rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento della superficie di vendita è subordinato al versamento da parte dell'interessato di un contributo straordinario determinato dal comune competente per territorio non inferiore a 500 euro al metro quadro e non superiore a 1000 euro al metro quadro».

 

3.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

3.0.2

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

3.0.3

CICCANTI, FORTE

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

4.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere l'articolo 4.

 

4.2

MENARDI

Sopprimere l'articolo 4.

 

4.3

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al comma 1, le parole: «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2008».

 


4.4

MANTICA

Al comma 1, le parole: «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2008».

 

4.5

GARRAFFA, ROSSA

Al comma 2, sostituire il secondo periodo con il seguente: «La dichiarazione deve essere corredata:

a) dall'attestazione della frequenza con esito positivo di un corso professionale inerente la produzione di pane e prodotti da forno istituito o riconosciuto dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Il requisito professionale è comunque riconosciuto a chi abbia frequentato in proprio, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, l'attività di panificazione o a chi abbia prestato opera, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l'attività di panificazione, in qualità di dipendente qualificato addetto alla produzione o, se trattasi di coniuge o parente o affine entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS;

b) dall'attestazione del possesso dei requisiti igienico-sanitari inerenti locali, attrezzature, emersioni in atmosfera, nonché dei requisiti urbanistico-edilizi».

 

4.6

BARBATO

Al comma 2 sostituire il secondo periodo con il seguente: «La dichiarazione deve essere corredata dall'autorizzazione della competente Azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico sanitari e dall'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, dal titolo abilitativo edilizio e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.7

MORGANDO

Al comma 2, le parole: «La dichiarazione deve essere corredata dalla autorizzazione della competente azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari», sono sostituite dalle seguenti: «La dichiarazione deve essere corredata dalla registrazione in autocertificazione del rispetto dei requisiti igienico-sanitari prevista dal regolamento comunitario n. 852 del 29 maggio 2004».

 

4.8

VITALI, LEGNINI, ENRIQUES

Al comma 2, le parole: «La dichiarazione deve essere corredata dalla autorizzazione della competente azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari», sono sostituite dalle seguenti: «La dichiarazione deve essere corredata dalla registrazione in autocertificazione del rispetto dei requisiti igienico-sanitari prevista dal regolamento comunitario n. 852 del 29 maggio 2004».

 

4.9

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER

Al comma 2 dopo le parole: «alle emissioni in atmosfera», sostituire il restante articolo con le seguenti: «dal titolo abilitativo edilizio e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.10

BALDASSARRI, MENARDI, AUGELLO, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «dal titolo abilitativo edilizio», aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.11

LEGNINI

Al comma 2, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione» e aggiungere, in fine le seguenti parole: «, da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.12

RUBINATO

Al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» inserire le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione,». Inoltre, dopo le parole: «agibilità dei locali» inserire le seguenti: «e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.13

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione».

4.14

CICCANTI

Al comma 2, dopo le parole: «di agibilità dei locali» aggiungere il seguente periodo: «di agibilità dei locali, da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materia prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.15

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE, EUFEMI

Al comma 2, dopo le parole: «agibilità dei locali» aggiungere le seguenti: «da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.16

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «agibilità dei locali» aggiungere le seguenti: «e dell'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.1000/1

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, BUCCICO, PARAVIA

All'emendamento 4.1000, dopo le parole: «norme vigenti» aggiungere le seguenti: «rispetto delle regole di buona pratica professionale».

 

4.1000

Il Governo

Al comma 2 sono aggiunte le seguenti parole: «, nonchè dall'indicazione del nominativo del responsabile dell'attività produttiva, che assicura l'utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.17

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI, NARDINI

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovraintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.18

MENARDI

Alla fine del comma 2, aggiungere il seguente periodo: «La dichiarazione di inizio attività deve essere corredata anche dall'autorizzazione della Camera di commercio che valuta ed accerta l'idoneità e la conformità dei requisiti strutturali, dei locali, delle macchine e degli impianti, nonché i requisiti di professionalità dell'operatore».

 

4.2000/1

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, BUCCICO, PARAVIA

All'emendamento 4.2000, sopprimere le parole da: «con l'esclusione» fino a: «somministrazione».

 

4.2000

Il Governo

Dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. È comunque consentita ai titolari di impianti di cui al comma 2 l'attività di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie».

 

4.19

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.20

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di «pane fresco» da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.21

EUFEMI

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.22

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di consentire ai consumatori una chiara identificazione nel mercato dei diversi prodotti della pianificazione e delle modalità di lavorazione adottate, la denominazione ''pane fresco'' è riservata in via esclusiva, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di libera circolazione delle merci e di mutuo riconoscimento, al pane caratterizzato dai seguenti requisiti:

a) posto in vendita al consumatore finale entro e non oltre due giorni a decorrere dal completamento del processo produttivo;

b) prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate alla conservazione, a partire dalle materie prime fino alla completa cottura finale;

c) ottenuto per cottura di impasti che non hanno subìto surgelazione, congelamento o altro tipo di processo finalizzato alla conservazione prolungata dell'impasto stesso e tale, per sua natura, da costituire interruzione del processo produttivo, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione».

 

4.23

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede, con proprio provvedimento, a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) i requisiti minimi di qualificazione professionale necessari per l'avvio dell'attività, a tutela della salute dei consumatori e dell'igiene degli alimenti;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle diverse tipologie panarie esistenti a livello territoriale».

 

4.24

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Il titolare, oppure il collaboratore familiare, socio o lavoratore dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante, che presta in misura prevalente la propria opera nell'ambito dello stesso impianto, sovrintendendo e coordinando la produzione del pane e degli impasti da pane in tutte le sue fasi, deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:

1) aver conseguito un diploma biennale presso una scuola professionale di panificazione con praticantato di almeno un anno presso un'impresa di panificazione;

2) aver prestato la propria opera per almeno tre anni presso imprese di panificazione con la qualifica di operaio panettiere qualificato o superiore;

3) aver esercitato per almeno tre anni l'attività di panificazione in qualità di collaboratore familiare o socio prestatore d'opera con mansioni di carattere produttivo».

 

4.25

GARRAFFA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Il titolare, oppure il collaboratore familiare, socio o lavoratore dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante, che presta in misura prevalente la propria opera nell'ambito dello stesso impianto, sovrintendendo e coordinando la produzione del pane e degli impasti da pane in tutte le sue fasi, deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:

1) aver conseguito un diploma biennale presso una scuola professionale di panificazione con praticantato di almeno un anno presso un'impresa di panificazione;

2) aver prestato la propria opera per almeno tre anni presso imprese di panificazione con la qualifica di operaio panettiere qualificato o superiore;

3) aver esercitato per almeno tre anni l'attività di panificazione in qualità di collaboratore familiare o socio prestatore d'opera con mansioni di carattere produttivo».

 

4.26

MENARDI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. L'utilizzo della denominazione di panificio è riservato esclusivamente all'impresa di panificazione che attiva un impianto di panificazione e che per struttura ed organizzazione del lavoro è in grado di esercitare, nel proprio ambito, l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime fino alla cottura completa del pane stesso. La denominazione di forno di qualità è riservata in via esclusiva al panificio, definito come sopra, che applica nel proprio ambito produttivo specifici disciplinari di produzione la cui applicazione volontaria è convalidata da un ente istituzionalmente competente o da un ente certificatore».

 

4.27

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

«3-bis. Alle imprese di panificazione, consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione ove sussistano strutture adeguate. In assenza dei requisiti strutturali previsti per la somministrazione e fatto salvo il rispetto delle condizioni igenico-sanitarie, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di propria produzione».

 

4.28

FORMISANO

Dopo il comma 4, aggiungere i seguenti:

«5. In tutti i luoghi ove si venda pane nell'area di vendita di tale articolo è fatto obbligo all'esercente di esporre un cartello con l'indicazione di ''Pane fresco'' limitatamente al pane avente le seguenti caratteristiche:

a) posto in vendita al consumatore finale entro e non oltre la giornata nella quale è stato prodotto;

b) prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate alla conservazione, a partire dalle materie prime fino alla completa cottura finale;

c) ottenute per cottura di impasti che non hanno subìto surgelazione, congelamento o altro tipo di processo finalizzato alla conservazione prolungata dell'impasto stesso e tale, per sua natura, da costituire interruzione del processo.

La violazione di tale norma, accertata da qualunque organo ufficiale di vigilanza, importa la chiusura temporanea dell'esercizio per un giorno (fino a sette in caso di recidiva) ed è comminata dal Prefetto.

6. Ove sussistano adeguate strutture e fatto salvo il rispetto dei requisiti previsti dalla vigente legislazione è consentito alle imprese di panificazione l'esercizio dell'attività di somministrazione dei propri prodotti. In assenza dei requisiti strutturali previsti per la somministrazione e fatto salvo il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di propria produzione».

 

4.29

MENARDI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:

«4-bis. Al fine di rendere chiare e inequivocabili al momento dell'acquisto le caratteristiche del prodotto e di distinguere in modo trasparente il pane fresco da quello a media e lunga conservazione o ottenuto per completamento di cottura di impasti conservati, la denominazione di pane fresco è riservata in via esclusiva al pane caratterizzato dai seguenti requisiti:

a) posto in vendita al consumatore finale entro e non oltre la giornata nella quale è stato completato il processo produttivo;

b) prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate alla conservazione, a partire dalle materie prime fino alla completa cottura finale;

c) ottenuto per cottura di impasti che non hanno subito surgelazione, congelamento o altro tipo di processo finalizzato alla conservazione prolungata dell'impasto stesso e tale, per sua natura, da costituire interruzione del processo produttivo».

 


4.30

GARRAFFA, ROSSA

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. Nei panifici, fermi restando i requisiti igienico-sanitari, è permesso il consumo immediato degli alimenti di cui è consentita la produzione, a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzate, fatta eccezione per mensole, piani d'appoggio, stoviglie e posateria a perdere. Gli stessi limiti valgono per gli esercizi di vicinato, di cui all'articolo 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nei quali è consentito il consumo immediato dei prodotti di cui all'articolo 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77».

 

4.31

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria. Fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.32

BARBATO

Dopo il comma 4, inserire il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.33

LOSURDO, BALDASSARRI, MENARDI, AUGELLO, SAIA, ALLEGRINI, DE ANGELIS

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.34

LUSI, RUBINATO, MORGANDO

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.35

RUBINATO, MORGANDO

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.36

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE, EUFEMI

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove queste ultime non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igienico-sanitarie».

 

4.37

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. È consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione nell'osservanza delle disposizioni normative vigenti e sempre che sussistano strutture adeguate. Ove non sussistano, è comunque consentito il consumo immediato dei prodotti di produzione propria, fatta salva l'osservanza delle condizioni igenico-sanitarie».

 

4.38

LEGNINI

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:

«4-bis. Ove sussistano strutture adeguate e fatto salvo il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione vigente, alle imprese di panificazione è consentito l'esercizio dell'attività di somministrazione».

 

5.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Sopprimere l'intero articolo.

 


5.2

SCHIFANI, TOMASSINI, BIANCONI, CARRARA, COLLI, GHIGO, LORUSSO, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 5. - (Interventi urgenti nel campo della distribuzione dei farmaci). – 1. Gli esercizi commerciali di cui all'articolo 4, comma 1, lettere d), e) ed j), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché le strutture commerciali esistenti lungo le autostrade (autogrill), le stazioni ferroviarie e gli aeroporti possono vendere al pubblico farmaci da banco (OTC) e di automedicazione dei quali sia prevista la possibilità di esposizione al pubblico, di acquisto in modalità «self-service» e di effettuare comunicazione pubblicitaria.

2. La vendita dei farmaci di cui al comma 1. è consentita durante il normale orario di apertura dell'esercizio commerciale, limitatamente ad un elenco di farmaci predisposto annualmente dalla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) entro il 30 settembre e con vigenza dal 1º gennaio dell'anno Successivo. Sono vietati i concorsi, le operazioni a premio, le vendite sotto costo ed ogni forma di promozione che incentivi l'utilizzo del farmaco; è altresì vietato differenziare il prezzo a seconda del cliente, inserendo i farmaci in azioni commerciali indirizzate a particolari categorie, come ad esempio i soci nel caso di alcune tipologie di esercizio commerciale, oppure i portatori di particolari ''carte fedeltà''.

3. I criteri adottati da AIFA per la stesura della lista di prodotti vendibili liberamente ovunque devono escludere i farmaci che per la loro forma farmaceutica, per il contenuto in principio attivo, per il dosaggio della singola unità posologica, per il numero di unità posologiche contenute in una singola confezione o per la somma di questi fattori possano coni portare rischi nella loro utilizzazione o per i quali le norme vigenti abbiano introdotto limitazioni all'utilizzo per determinate categorie di persone o per classi di età.

4. Alla lettera b) del comma 1 dell'art. 105 del decreto legislativo 24.04.2006, n, 219, è aggiunto il seguente periodo: ''Dall'obbligo di chi commercia all'ingrosso farmaci di detenere almeno il 90 per cento delle specialità in commercio, sono esclusi i farmaci di cui al comma 1., dei quali sia prevista la libera vendita e dei quali sia consentita la pubblicità''.

5. Il comma 1) dell'articolo 7 della legge 08.11.1991, n. 362, è così sostituito:

''La titolarità dell'esercizio della farmacia privata è riservata a persone fisiche, in conformità alle disposizioni vigenti ed a società tra farmacisti. Sono fatti salvi i diritti delle società di persone e delle società cooperative a responsabilità limitata che gestiscono farmacie da una data anteriore a quella di entrata in vigore della presente legge''.

Il comma 2) dello stesso articolo è così sostituito:

''Le società di cui al comma 1) possono gestire un numero massimo di tre farmacie. Sono soci della società farmacisti iscritti all'Albo di una delle province della regione in cui ha sede la società, in possesso del requisito dell'idoneità professionale prevista dall'articolo 12 della legge 02.04.1968, n. 475 e successive modificazioni''.

Al comma 1, lettera a), dell'articolo 8 della medesima legge è soppressa la parola: '' distribuzione''.

6. Sono abrogati i commi 5), 6) e 7) dell'art. 7 della legge 08.11.1991, n. 362.

Dal comma 9), del medesimo articolo vengono eliminate tutte le frasi successive alla parola ''acquisizione''.

7. All'articolo 100 del decreto legislativo 24.04.2006 il testo del comma 2) è sostituito dal seguente:

«2. Le attività di distribuzione all'ingrosso di medicinali e quella di fornitura al pubblico di medicinali infarmacia sono tra loro incompatibili se svolte dal medesimo soggetto imprenditoriale; tali attività sono incompatibili tra loro anche se svolte da società formalmente differenti, ma riconducibili ad uno stesso gruppo economico od imprenditoriale».

 

5.3

FORTE, MANINETTI

Al comma 1 le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

Conseguentemente:

Al comma 2 sono soppresse le parole: «con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine».

Al comma 3, dopo le parole «sul prezzo» aggiungere le seguenti: «dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica».

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

«3-bis. L'Agenzia Italiana del Farmaco classifica come medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP) i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia e stabilisce le modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, necessarie al fine di consentire la vendita dei medicinali di automedicazione negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 

5.4

BARBATO

Al comma 1 sostituire le parole «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» con le seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

Conseguentemente:

– al comma 2 dell'articolo 5 del decreto-legge sopprimere, dopo le parole: «apposito reparto,» le parole: «con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine.»;

– al comma 3 dell'articolo 5 del decreto-legge aggiungere, dopo le parole: «confezione del farmaco», le parole: «senza obbligo di prescrizione»;

– all'articolo 5 del decreto-legge, dopo il comma 3 aggiungere il seguente comma:

«3-bis: L'Agenzia Italiana del Farmaco riclassifica i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia, e stabilisce eventuali modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, al fine di consentirne la vendita negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 

5.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Al comma 1 le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

Conseguentemente:

– al comma 2 sono soppresse le parole «con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine»;

– al comma 3, dopo le parole «sul prezzo» aggiungere le seguenti: «dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica».

Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

«3-bis. L'Agenzia Italiana del Farmaco classifica come medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP) i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia e stabilisce le modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, necessarie al fine di consentire la vendita dei medicinali di automedicazione negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 

5.6

CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1 sostituire le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» con le seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, letto c-bis) della legge 24 dicembre 1993 n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

Conseguentemente: al comma 2 sopprimere le seguenti parole: «con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine.»;

al comma 3, dopo le parole «confezione del farmaco» aggiungere le seguenti: «senza obbligo di prescrizione».

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente comma:

«3-bis. L'agenzia italiana del farmaco riclassifica i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia, e stabilisce eventuali modifiche di confezionamento, anche riferite ad un numero ridotto di unità posologiche, al fine di consentirne la vendita negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 


5.7

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Al comma 1 sostituire le parole da: «di cui all'articolo 9 bis» fino a: «prescrizione medica» con le seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537,».

Conseguentemente:

– al comma 2 sopprimere le parole: «con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine.»;

– al comma 3 aggiungere dopo le parole: «confezione del farmaco» le seguenti parole: «senza obbligo di prescrizione».

Dopo il comma 3 inserire il seguente:

«3-bis. L'Agenzia Italiana del Farmaco riclassifica i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia, e stabilisce eventuali modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, al fine di consentirne la vendita negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

5.8

FORTE, MANINETTI

Al comma 1, le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

5.9

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Al comma 1, le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

 

5.10

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Al comma 1 le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

 

5.11

CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1, le parole da: «di cui all'articolo 9-bis» fino a: «prescrizione medica» sono sostituite dalle seguenti: «di cui all'articolo 8, comma 10, lettera c-bis) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, come modificato dall'articolo 1, comma 166, della legge 30 dicembre 2004, n. 311».

 

5.1000

Il Governo

Al comma 1, dopo le parole: «a prescrizione medica» inserire le seguenti: «previa comunicazione al Ministero della salute e alla Regione in cui ha sede l'esercizio e».

5.12

GARRAFFA

Il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. La vendita di cui al comma 1 è consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale, in una parete della sua superficie ben definita e distinta dagli altri reparti con l'assistenza di uno o più laureati in farmacia nel caso di vendita di farmaci non sostenibili da pubblicità. Nel caso di vendita di farmaci sostenibili da pubblicità, l'operatore commerciale è comunque tenuto a mettere a disposizione dei consumatori nei pressi degli scaffali espositivi, tutte le adeguate istruzioni sull'utilizzo dei medicinali in vendita nell'esercizio, in modo che siano pubblicamente e facilmente consultabili. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi a oggetto farmaci».

 

5.13

GARRAFFA

Sostituire il comma 2 con il seguente:

«2. La vendita di cui al comma 1 è consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale e deve essere effettuata nell'ambito di un apposito reparto, della cui gestione rispondono uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine, la cui presenza nell'esercizio non è comunque richiesta ma il cui nominativo è previamente comunicato al Comune. Il titolare dell'esercizio è tenuto a mettere a disposizione dei clienti ogni pertinente informazione circa l'impiego dei prodotti di cui al primo comma ed a consentire la consultazione immediata del responsabile del reparto. Sono, comunque, vietati i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci».

 

5.14

TONINI

Sostituire il comma 2 con il seguente:

«2. La vendita di cui al comma 1 è consentita durante l'orario di apertura dell'esercizio commerciale, in una parte della superficie ben definita e distinta dagli altri reparti, con l'assistenza di uno o più farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine. Sono, comunque, vietati il self service, i concorsi, le operazioni a premio e le vendite sotto costo aventi ad oggetto farmaci.».

 

5.15

FORTE, MONACELLI

Al comma 2, dopo le parole: «apposito reparto,» inserire le seguenti: «dotato di cassa dedicata al pagamento dei farmaci,», e dopo la parola: «l'assistenza», inserire la seguente: «continuativa».

 

5.16

BAIO DOSSI, MARINO, BASSOLI, BINETTI, BODINI, IOVENE, SERAFINI

Al comma 2, dopo le parole: «apposito reparto,» inserire le seguenti: «dotato di cassa dedicata al pagamento dei farmaci,» e dopo la parola: «assistenza» inserire la seguente: «continuativa».

5.2000/1

LOSURDO, CURSI, ALLEGRINI, DE ANGELIS, BUCCICO, PARAVIA

Sopprimere l'emendamento.

 

5.2000

Il Governo

Al comma 2 le parole: «con l'assistenza» sono sostituite dalle seguenti: «alla presenza e con l'assistenza personale e diretta al cliente».

 

5.17

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER

Al comma 2, dopo la parola: «assistenza» inserire la seguente: «continuativa».

 

5.18

GARRAFFA

Dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

«2-bis. I prodotti di cui al comma 1 possono, altresì, essere posti In vendita negli esercizi commerciali o nei reparti dei medesimi gestiti da soggetto provvisto:

a) del diploma universitario in tecniche erboristiche di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 6 giugno 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41, del 19 febbraio 1996;

b) del diploma di specializzazione in scienza e tecnica delle piante officinali o in farmacognosia;

c) del diploma di erborista di cui all'articolo 6 della legge 6 gennaio 1931, n. 99.

2-ter. Nel caso di comunicazione di avvio di un esercizio di vicinato presentata al Comune da farmacista abilitato all'esercizio della professione ed iscritto al relativo ordine, al fine di accompagnare alla vendita di merci comuni il commercio dei prodotti di cui al primo comma, l'interessato, qualora i prodotti in vendita appartengano al settore alimentare, deve attestare il possesso dei pertinenti requisiti professionali, previsti dalle legislazioni regionali in materia di commercio al dettaglio. Lo stesso requisito deve essere posseduto in caso di richiesta di autorizzazione per una media o grande struttura di vendita».

 

5.19

MORGANDO

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Al fine di incentivare il livello di offerta a vantaggio del consumatore e di armonizzare gli orari delle farmacie territoriali con quelli degli esercizi commerciali di cui al comma 1, sono eliminati:

a) il limite massimo delle ore di apertura settimanale delle farmacie territoriali;

b) i giorni di chiusura obbligatoria domenicale o per festività;

c) il limite minimo di ferie annuali;

d) l'uniformità negli orari di apertura a livello regionale».

 

5.20

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. I reparti degli esercizi commerciali di cui al comma 1 destinati alla vendita di farmaci devono possedere tutti i requisiti strutturali, funzionali ed organizzativi previsti dalla normativa vigente per i servizi di farmacia e sono responsabili della corretta conservazione dei medicinali dal momento della consegna da parte del distributore fino all'acquisto da parte dei privati».

 

5.21

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di consentire la completa tracciabilità dei farmaci venduti al di fuori delle farmacie, gli esercizi commerciali di cui al comma 1 provvedono a trasmettere alla Banca dati centrali istituita presso l'Agenzia italiana del farmaco, secondo le procedure e le modalità fissate dal decreto ministeriale 15 luglio 2004, tutti i dati e le informazioni atti a consentire il monitoraggio delle confezioni dei medicinali all'interno del sistema distributivo».

 

5.22

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. La vendita delle confezioni monodose o delle confezioni contenenti una singola unità posologica di cui all'articolo 1-ter del decreto legge 27 maggio 2005 n. 87, limitatamente ai farmaci individuati al comma 1, è consentita negli esercizi commerciali anche al di fuori degli appositi reparti di cui al comma precedente».

 

5.23

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, FERRANTE

Al comma 3, dopo le parole: «sul prezzo» sono inserite le seguenti: «dei farmaci senza obbligo di prescrizione medica».

Conseguentemente, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

«3-bis. Il Ministero della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, classifica come medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP) i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia e stabilisce le modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, opportune al fine di consentire la vendita dei medicinali di automedicazione negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 

5.3000

Il Governo

Al comma 3 dopo le parole: «sulla confezione del farmaco» sono inserite le seguenti: «rientrante nelle categorie di cui al comma 1».

 

5.24

BODINI, MARINO, BAIO DOSSI, BASSOLI, BINETTI, IOVENE, SERAFINI

Dopo il comma 3 inserire i seguenti:

«3-bis. Per le farmacie rurali l'IVA su tutti i farmaci vendibili senza obbligo di presentare ricetta medica è ridotta al 4%. Il relativo minor costo va automaticamente a ridurre il prezzo indicato sulla confezione.

3-ter. All'onere derivante dall'attuazione del comma 3-bis, valutato in 100.000 euro in ragione d'anno a decorrere dall'anno 2006, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008 nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente denominata ''Fondo speciale'', dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio».

 

5.25

CICCANTI, FORTE, MONACELLI

Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Per le farmacie rurali l'IVA su tutti i farmaci vendibili senza obbligo di presentare ricetta medica è ridotta al 4%, il relativo minor costo va automaticamente a ridurre il prezzo indicato sulla confezione».

 

5.26

BOSONE, MONTALBANO, BODINI, RUBINATO

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente comma:

«3-bis. Il Ministro della salute, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, riclassifica i medicinali senza obbligo di prescrizione e i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia, e stabilisce eventuali modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche, al fine di consentirne la vendita negli esercizi commerciali di cui al comma 1».

 

5.27

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MOLINARI, MONTALBANO

Dopo il comma 3 inserire il seguente:

«3-bis. Nella Provincia di Bolzano è fatta salva la vigente normativa in materia di bilinguismo e di uso della lingua italiana e tedesca per le etichette e gli stampati illustrativi delle specialità medicinali e dei preparati galenici come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 15 luglio 1985, n. 575».

 

5.28

MONACELLI, CICCANTI, FORTE

Dopo il comma 3 aggiungere:

«3-bis. L'Agenzia Italiana del farmaco classifica come medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP) i medicinali di automedicazione che, per le loro caratteristiche e le cautele d'uso richieste, devono essere dispensati dal farmacista in farmacia e stabilisce le modifiche di confezionamento, anche riferite a un numero ridotto di unità posologiche».

 

5.29

FORTE, MONACELLI

Sopprimere il comma 4.

 

5.30

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Sopprimere i commi 5 e 6.

 

5.31

SCARABOSIO

Sopprimere il comma 5.

 

5.32

VITALI, BODINI, ENRIQUES

Sostituire i commi 5, 6 e 7 con i seguenti:

«5. Alla legge 8 novembre 1991, n. 362, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 7:

1) i commi 1,2,3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:

''1. La titolarità dell'esercizio delle farmacie private è riservata a persone fisiche, a società di persone, di capitali e a società cooperative.

2. Le società di cui al comma 1 hanno per oggetto esclusivo la gestione di farmacie e di attività ad essa strumentali, connesse e complementari.

3. La direzione delle farmacie private è, in ogni caso, affidata ad un farmacista abilitato all'esercizio della professione ed iscritto al relativo ordine, che ne è responsabile.

4. I direttori di farmacie private, qualora si verifichino a loro carico le condizioni previste dal comma 2 dell'articolo 11 della legge 2 aprile 1968, n. 475, sono temporaneamente sostituiti da altri farmacisti abilitati all'esercizio della professione ed iscritti al relativo ordine.'';

2) al comma 8 sono soppresse le seguenti parole: ''salvo quanto previsto ai commi 9 e 10'';

3) i commi 11, 12 e 14 sono abrogati;

b) all'articolo 8:

1) al comma 1, il capoverso e la lettera a) sono sostituiti dai seguenti:

«1. La titolarità dell'esercizio delle farmacie private di cui all'articolo 7, è incompatibile:

a) con qualsiasi altra attività esplicata nel settore della produzione e informazione scientifica del farmaco.»;

2) al comma 1, la lettera b) è abrogata;

3) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti:

«1-bis. Le società per la gestione di farmacie comunali, anche se costituite prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, possono esercitare o continuare a esercitare tale attività anche se svolgono direttamente l'attività di distribuzione e di intermediazione del farmaco ovvero se alle stesse partecipano imprese che, in base allo statuto, svolgono o possono svolgere le dette attività.

1-ter. I farmacisti titolari di farmacie private possono esercitare o continuare a esercitare tali farmacie pur essendo soci, anche prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, di società di capitali o di società cooperative, che svolgono le attività di distribuzione e di intermediazione del farmaco».

6. Sono abrogati i commi 5, 6, 7, e 10 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, nonché i commi 2 e 3 dell'articolo 112 del Testo Unico delle leggi sanitarie approvato con r.d. 27 luglio 1934, n. 1265.

7. All'articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, il comma 2 è soppresso».

 

5.33

Il Relatore

Al comma 5, dopo la parola: «distribuzione» inserire il segno di interpunzione: «, ».

 

5.34

LEGNINI, GALARDI, GARRAFFA

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

«5-bis. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro farmacie''».

Conseguentemente, al comma 6, sopprimere la parola: «5».

 

5.35

SCARABOSIO

Sopprimere il comma 6.

 

5.4000/1

LOSURDO, CURSI, PARAVIA, BUCCICO

All'emendamento 5.4000 apportare le seguenti modificazioni:

a) al capoverso 6-bis, sostituire il comma 9 con il seguente:

«9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di otto anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione».

b) dopo il capoverso 6-bis aggiungere il seguente:

«6-ter. La proprietà delle farmacie può appartenere anche a società di persone o di capitali, sia private che pubblico/private, i cui azionisti possono essere, nel caso di persone fisiche, farmacisti o non, fermo restando che la direzione delle farmacie e la distribuzione del farmaco siano riservati esclusivamente ai farmacisti».

 

5.4000/2

LOSURDO, CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, BUCCICO, PARAVIA

All'emendamento 5.4000, capoverso 6-bis, sostituire il comma 9 con il seguente:

«9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società dì cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di otto anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione».

 

5.4000

Il Governo

Il comma 6 è sostituito dal seguente:

«6. Sono abrogati i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362».

Dopo il comma 6 è inserito il seguente:

«6-bis. I commi 9 e 10 dell'articolo 7, della legge 8 novembre 1991, n. 362, sono sostituiti dai seguenti:

«9. A seguito di acquisto a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa cede la quota di partecipazione nel termine di due anni dall'acquisto medesimo.

10. Il termine di cui al comma 9 si applica anche alla vendita della farmacia privata da parte degli aventi causa ai sensi del dodicesimo comma dell'articolo 12 della legge 2 aprile 1968, n. 475, e successive modificazioni».

 

5.36

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, PETERLINI, PINZGER, FERRANTE

Il comma 6 è sostituito dai seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di tre farmacie''.

''6-bis. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

6-ter. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.37

BARBATO

Il comma 6 è sostituito con i seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro farmacie''.

6-bis. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

6-ter. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in un società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dall'acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.38

FORTE, MANINETTI

Il comma 6 è sostituito dai seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di 4 farmacie''.

6-bis. Sono abrogati i comma 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

6-ter. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizioni a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.39

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Il comma 6 è sostituito dai seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di 4 farmacie''.

6-bis. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

6-ter. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

«9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina, di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.40

CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Sostituire il comma 6 con i seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma I può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro fannacie''.

6-bis. Sono abrogati i commi 6 e 7 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362.

6-ter. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

«9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre amù dall'acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più di uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra glia venti causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''»

 

5.41

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Sostituire il comma 6 con il seguente:

«6. All'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 sono apportate le seguenti modificazioni:

''a) il comma 5 è sostituito dal seguente:

'5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro farmacie.';

b) i commi 6 e 7 sono abrogati;

c) il comma 9 è sostituito dal seguente:

'9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dall'acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più di uno essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione.'''».

 

5.42

TONINI

Il comma 6 è sostituito dai seguenti:

«6. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna delle società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro farmacie ubicate nella provincia dove ha sede legale''. Sono abrogati i commi 7, 9 e 10 del medesimo articolo 7.»

 

5.43

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Al comma 6, sopprimere la parola: «5».

Conseguentemente, dopo il comma 6, inserire il seguente:

«6-bis. il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di quattro farmacie.''».

 

5.44

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Al comma 6 sopprimere la parola «5».

Conseguentemente, dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

«6-bis. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di 4 farmacie.''».

5.45

CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 6 sopprimere la parola «5».

Conseguentemente, dopo il comma 6, aggiungere il seguente:

«6-bis. Il comma 5 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''5. Ciascuna società di cui al comma 1 può essere titolare dell'esercizio di non più di 4 farmacie.''».

 

5.46

FORTE, MANINETTI

Al comma 6 sopprimere le parole: «9 e 10».

Conseguentemente dopo il comma 6 aggiungere il seguente:

«6-bis. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n.362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.47

MONACELLI, CICCANTI

Al comma 6 sopprimere le parole: «9 e 10».

Dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

«6-bis. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più di uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.48

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Al comma 6, sopprimere le parole: «9 e 10».

Conseguentemente, dopo il comma 6, inserire il seguente:

«6-bis. il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362 è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dall'acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più di uno essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.49

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Al comma 6 sopprimere le parole: «9 e 10».

Conseguentemente, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

«6-bis. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. ln caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. ln caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.50

CURSI, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 6 sopprimere le parole: «9 e 10».

Conseguentemente, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente:

«6-bis. Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dalla acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».


5.51

BINETTI, MARINO, BODINI, BAIO DOSSI, IOVENE, BASSOLI, SERAFINI, MONTALBANO, BOSONE

Al comma 6, sopprimere la parola: «, 9» e aggiungere infine il seguente periodo: «Il comma 9 dell'articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, è sostituito dal seguente:

''9. A seguito di acquisizione a titolo di successione di una partecipazione in una società di cui al comma 1, qualora vengano meno i requisiti di cui al secondo periodo del comma 2, l'avente causa deve cedere la partecipazione nel termine di tre anni dall'acquisizione. Nel caso in cui gli aventi causa siano più d'uno, essi provvedono alla nomina di un rappresentante comune nei rapporti con la società. In caso di conflitto tra gli aventi causa, il tribunale competente per territorio provvede alla nomina di un curatore preposto alla gestione della partecipazione. In caso di mancata ottemperanza al disposto del presente comma, il socio avente causa perde i diritti connessi alla partecipazione''».

 

5.52

SERAFINI, BINETTI, MARINO, BODINI, BASSOLI, BAIO DOSSI, IOVENE, MONTALBANO, BOSONE

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

«6-bis. All'articolo 12, comma 13, della legge 2 aprile 1968, n. 475 le parole: ''un anno'' sono sostituite dalle seguenti: ''tre anni''».

 

5.53

IOVENE, MARINO, MONTALBANO, BOSONE, BASSOLI, BAIO DOSSI, SERAFINI, BINETTI, BODINI

Dopo il comma 6, inserire il seguente:

«6-bis. Ciascun farmacista può partecipare ad un massimo di tre società di cui all'articolo 7, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 362».

 

5.54

SCARABOSIO

Sopprimere il comma 7.

 

5.5000

Il Governo

Il comma 7 è sostituito dal seguente:

«7. Il comma 2 dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 è abrogato».

 

5.55

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Sostituire il comma 7 con il seguente:

«7. Il comma 2 dell'articolo 100 del Decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 è abrogato».

 

5.56

VITALI, ENRIQUES

Sostituire il comma 7 con il seguente:

«7. Il comma 2 dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, è soppresso.»

 

5.57

EMPRIN GILARDINI, ALLOCCA, TECCE, ALBONETTI, ALFONZI

 

Dopo il comma 7, aggiungere i seguenti:

«7-bis. In relazione a quanto previsto dal presente articolo, al fine di provvedere, in seguito ad una più vasta diffusione sul mercato di prodotti farmaceutici, alla migliore informazione possibile a tutela della salute pubblica, il Ministero della salute, di intesa con le regioni, promuove una campagna istituzionale finalizzata ad informare i cittadini sul migliore uso dei farmaci di automedicazione nella cura delle patologie minori.

7-ter. Per l'attuazione del comma 7-bis è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui ai decorrere dall'anno 2007.«

Conseguentemente, all'articolo 28, sostituire le parole: «20 per cento» con le seguenti: «30 per cento».

 

5.58

BASSOLI, SERAFINI, MARINO, BAIO DOSSI, BODINI, BINETTI, IOVENE

Dopo il comma 7, inserire il seguente:

«7-bis. Le Regioni e le aziende sanitarie locali possono stipulare specifici accordi o convenzioni in materia di distribuzione diretta con i farmacisti, ovvero con i farmacisti e le associazioni che rappresentano le aziende distributrici del farmaco».

 

5.59

RAME

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

«7-bis. È abrogato il punto 5, del comma 3 dell'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 1998, n. 371».

 

5.60

LUSI

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

«7-bis. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge 26 luglio 2005, n. 149, sono soppresse le seguenti parole: ''sulla base della sua specifica competenza professionale'' e ''su richiesta del cliente''; al comma 2 del medesimo articolo, dopo la parola ''essere'', aggiungere le parole: ''sempre esposte in modo oggettivamente''».

 

 

 

5.61

LUSI

Dopo il comma 7, aggiungere il seguente:

«7-bis: Al comma 4, aggiungere, in fine, il seguente periodo: ''Le farmacie che operano gli sconti sui farmaci senza obbligo di prescrizione medica (SOP) e sui farmaci di automedicazione debbono darne comunicazione al pubblico attraverso l'affissione di un avviso all'esterno della farmacia stessa''».

 

5.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, GABANA

Dopo l'articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

1. Alle farmacie con fatturato annuo in regime di Servizio Sanitario Nazionale non superiore ad Euro 260.000 al netto dell'IVA non si applica la percentuale di sconto prevista dall'art. 1, comma 40, legge 23 dicembre 1996 n. 662 (misure di razionalizzazione della finanza pubblica).

2. Alle farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'art. 2, legge 8 marzo 1968, n. 221 con fatturato annuo in regime di Servizio Sanitario Nazionale non superiore ad euro 390.000 al netto dell'IVA, non si applica la percentuale di sconto prevista dall'art. 1 comma 40 legge 23 dicembre 1996 n. 662.

3. Alle farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'art. 2 legge 8 marzo 1968 n. 221, con fatturato annuo in regime di Servizio Sanitario Nazionale compreso tra euro 390.000 al netto dell'IVA e 750.000, si applica la percentuale di sconto ex art. 1 comma 40 legge 23 dicembre 1996 n. 662, pari al 2%.

4. Alle farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'art. 2 legge 8 marzo 1968 n. 221, con fatturato annuo in regime di Servizio Sanitario Nazionale compreso fra euro 750.000 superiore al netto dell'IVA ed euro 1.000.000, si applica la percentuale di sconto ex art. 1 comma 40, legge 23 dicembre 1996 n. 662, pari al 4%.

5. Al comma 40 dell'art. 1 legge 662 del 1996 è abrogato il seguente periodo: «Per le farmacie rurali che godono dell'indennità di residenza ai sensi dell'art. 2 legge 8 marzo 1968 n. 221 e successive modificazioni, con fatturato non superiore a lire 750.000.000, restano in vigore le quote di sconto di cui all'art. 2, comma 1 della legge 28 dicembre 1995 n. 549».

Conseguentemente sopprimere l'articolo 16.

 

5.0.2

EMPRIN GILARDINI, ALLOCCA, TECCE, ALBONETTI, ALFONZI

Dopo l'articolo 5, aggiungere il seguente:

«Art. 5-bis.

(Razionalizzazione del sistema dei costi dei prodotti farmaceutici)

1. Al decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, all'articolo 3, dopo il comma 7, è aggiunto il seguente:

''7-bis. Al fine di adeguare progressivamente la durata della copertura brevettuale complementare a quella prevista dalla normativa comunitaria le disposizioni di cui alla legge 19 ottobre 1991, n. 349, ed al regolamento (CEE) n. 1768/1992 del Consiglio, del 18 giugno 1992, trovano attuazione attraverso una riduzione della 'protezione complementare' pari ad un anno nel 2006 e a due anni per ogni anno solare, a partire dal 1º gennaio 2007, fino al completo allineamento alla normativa europea. Le aziende che intendono produrre specialità farmaceutiche al di fuori della copertura brevettuale possono avviare la procedura di registrazione del prodotto contenente il principio attivo in anticipo di un anno rispetto alla scadenza della copertura brevettuale complementare del principio attivo''».

 

6.1

FLUTTERO, CURTO

Sopprimere l'articolo.

 

6.2

SCARABOSIO

Sopprimere l'articolo.

 

6.1000

Il Governo

Sostituire l'articolo 6 con il seguente:

«Art. 6. – (Interventi per il potenziamento del servizio di taxi). – 1. Al fine di assicurare per il servizio di taxi il tempestivo adeguamento dei livelli essenziali di offerta del servizio taxi necessari all'esercizio del diritto degli utenti alla mobilità, in conformità al principio comunitario di libera concorrenza ed a quello di libertà di circolazione delle persone e dei servizi, nonché la funzionalità e 1'efficienza del medesimo servizio adeguati ai fini della mobilità urbana ai sensi degli articoli 43, 49, 81, 82 ed 86 del Trattato istitutivo della Comunità europea e degli articoli 3,11, 16, 32, 41 e 117, comma secondo, lettere e) ed m) della Costituzione, i comuni, sentite le commissioni consultive di cui all'articolo 4, comma 4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21, ove funzionanti, o analogo organo partecipativo, possono:

a) disporre turnazioni integrative in aggiunta a quelle ordinarie, individuando idonee forme di controllo sistematico circa l'effettivo svolgimento del servizio nei turni dichiarati. Per l'espletamento del servizio integrativo di cui alla presente lettera, i titolari di licenza si avvalgono, in deroga alla disciplina dì cui all'articolo 10 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, di sostituti alla guida in possesso dei requisiti stabiliti all'articolo 6 della medesima legge. I sostituti alla guida devono espletare l'attività in conformità alla vigente normativa ed il titolo di lavoro deve essere trasmesso al comune almeno il giorno precedente all'avvio del servizio;

b) bandire concorsi straordinari in conformità alla vigente programmazione numerica, ovvero in deroga ove la programmazione numerica manchi o non sia ritenuta idonea dal comune ad assicurare un livello di offerta adeguato, per il rilascio, a titolo gratuito o a titolo oneroso, di nuove licenze da assegnare ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dall'articolo 6 della medesima legge, fissando, in caso di titolo oneroso, il relativo importo ed individuando, in caso di eccedenza delle domande, uno o più criteri selettivi di valutazione automatica o immediata, che assicurino la conclusione della procedura in tempi celeri. I proventi derivanti sono ripartiti in misura non inferiore al1'80 per cento tra i titolari di licenza di taxi del medesimo comune; la restante parte degli introiti può essere utilizzata dal comune per il finanziamento di iniziative volte al controllo e al miglioramento della qualità degli autoservizi pubblici non di linea e alla sicurezza dei conducenti e dei passeggeri, anche mediante l'impiego di tecnologie satellitari;

c) prevedere il rilascio ai soggetti in possesso dei requisiti stabiliti dall'articolo 6 ed in prevalenza ai soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della medesima legge, di titoli autorizzatori temporanei o stagionali, non cedibili, per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell'utenza;

d) prevedere in via sperimentale l'attribuzione, prevalentemente a favore di soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e c) della medesima legge, della possibilità dì utilizzare veicoli sostitutivi ed aggiuntivi, per l'espletamento di servizi diretti a specifiche categorie di utenti. In tal caso, l'attività dei sostituti alla guida deve svolgersi secondo quanto previsto dalla lettera a);

e) prevedere in via sperimentale forme innovative di servizio a1l'utenza, con obblighi di servizio e tariffe differenziati, rilasciando a tal fine apposite autorizzazioni ai titolari di licenza del servizio di taxi o ai soggetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e c), della medesima legge;

f) prevedere la possibilità degli utenti di avvalersi di tariffe predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti;

g) istituire un comitato permanente di monitoraggio del servizio di taxi al fine di favorire la regolarità e l'efficienza dell'espletamento del servizio e di orientare costantemente le modalità di svolgimento del servizio stesso alla domanda effettiva, composto da funzionari comunali competenti in materia di mobilità e di trasporto pubblico e da rappresentanti delle organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative, degli operatori di radiotaxi e delle associazioni degli utenti.

2. Sono fatti salvi il conferimento di nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica ed il divieto di cumulo di più licenze al medesimo intestatario, ai sensi della legge 15 gennaio 1992, n. 21, e della disciplina adottata dalle regioni».

 

6.3

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI

Sostituire l'articolo 6 con il seguente:

«Art. 6. – (Modifiche ed integrazioni alla legge 15 gennaio 1992, n. 21 in materia di trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea). – 1. Alla legge 15 gennaio 1992, n. 21, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 4, dopo il comma 2, aggiungere i seguenti:

''2-bis. Le Province, nell'ambito di una Conferenza di servizi, convocata ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n.241, sentite le rappresentanze delle categorie interessate, d'intesa con i comuni, determinano i criteri necessari a stabilire il fabbisogno locale dei servizi di taxi e di noleggio con conducente e per stabilire, nei regolamenti di cui all'articolo 5, il numero dei veicoli e dei natanti necessari per l'espletamento dei servizi medesimi. Qualora, entro tre mesi dalla data di convocazione della Conferenza di cui al presente comma, i Comuni non provvedono all'adeguamento del numero delle licenze alla programmazione stabilita, le Provincie provvedono al rilascio delle autorizzazioni necessarie.Province e Comuni, provvedono alla revisione dei criteri, del relativo fabbisogno di licenze e alla verifica dell'organizzazione del servizio ogni tre anni.

2-ter. I criteri di cui al comma 2-bis devono essere stabiliti sulla base dei seguenti parametri:

1) la popolazione residente;

2) l'estensione territoriale;

3) l'intensità dei flussi turistici;

4) la presenza di case di cura, di soggiorno, di strutture ospedaliere;

5) la presenza di poli generatori di mobilità;

6) l'offerta di altri servizi pubblici di trasporto;

7) il numero delle licenze e delle autorizzazioni già rilasciate'';

b) all'articolo 5, al comma 1, dopo la lettera d), inserire la seguente:

''d-bis) l'obbligo della installazione dell'apparecchio radio sulle vetture adibite al servizio taxi''.

c) all'articolo 10, al comma 1, dopo la lettera e) aggiungere la seguente:

''e-bis.) per apposite turnazioni integrative, previste dai singoli enti locali.

d) all'articolo 10, sostituire il comma 3, con il seguente:

''3. Il rapporto di lavoro con il sostituto alla guida è regolato con contratto di lavoro subordinato secondo le normative vigenti, e deve essere trasmesso all'amministrazione vigilante entro le 24 ore del giorno precedente il servizio.'';

e) all'articolo 11, sostituire il comma 2 con il seguente:

''2. Il prelevamento dell'utente e l'inizio del servizio sono effettuati con partenza dal territorio del comune che ha rilasciato la licenza e l'autorizzazione, per qualunque destinazione previo assenso del conducente per le destinazioni oltre il limite comunale o comprensoriale, fatto salvo quanto disposto dal comma 5 dell'articolo 4''.

f) all'articolo 12, dopo il comma 5 inserire il seguente:

''5-bis. Al fine di consentire un adeguato controllo del rispetto degli obblighi previsti dalla presente legge, l'esercente il servizio di noleggio con conducente è tenuto ad installare a bordo dell'autovettura un apposito congegno meccanico sigillato, cosiddetto cronotachigrafo, nel quale inserire un documento di viaggio.'';

g) dopo l'articolo 12, aggiungere il seguente:

''Art. 12-bis.

(Documento di viaggio)

1. Il documento di viaggio deve essere numerato progressivamente e vidimato dal comune che ha rilasciato l'autorizzazione.

2. Nel documento di viaggio devono essere riportati tutti i dati relativi al titolare dell'autorizzazione, al conducente ed al suo orario di servizio, al mezzo utilizzato per il noleggio, all'ubicazione della rimessa, nonché il nominativo del singolo utente.

3. Nel documento di viaggio devono essere registrati automaticamente !'orario di inizio e fine servizio ed il chilometraggio relativo all'inizio e alla conclusione del servizio presso l'autorimessa''».

 

6.4

D'AMICO

Sostituire l'articolo 6 con il seguente:

«Art. 6. – (Deroga al divieto di cumulo di licenze per il servizio di taxi). – 1. Al fine di assicurare agli utenti del servizio taxi una maggiore offerta, in linea con le esigenze della mobilità urbana, all'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

''2-bis. Entro il 1º gennaio 2007, ogni comune rilascerà un'ulteriore licenza taxi a ciascun soggetto che risulti titolare di licenza taxi alla data del 1º ottobre 2006. I beneficiari di dette ulteriori licenze potranno cederle, a titolo oneroso o gratuito, senza rispettare i vincoli di cui alla presente legge, ovvero goderne avvalendosi di conducenti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 6 della presente legge, il cui contratto di lavoro subordinato deve essere trasmesso all'amministrazione vigilante entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del servizio. È fatta salva la possibilità di conferire nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica''.

2. All'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

''4-bis. I comuni possono altresì rilasciare titoli autorizzatori temporanei, cedibili con le modalità di cui al precedente comma 2-bis, per fronteggiare eventi temporanei''».

 

6.5

D'AMICO

Sostituire l'articolo 6 con il seguente:

«Art. 6. - (Deroga al divieto di cumulo di licenze per il servizio di taxi). – 1. Al fine di assicurare agli utenti del servizio taxi una maggiore offerta, in linea con le esigenze della mobilità urbana, ed al fine di accrescere il grado di concorrenza nel settore, all'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

''2-bis. Le licenze taxi già rilasciate consentono ciascuna l'esercizio di due vetture. Le licenze relative all'esercizio del secondo taxi possono essere cedute anche separatamente dalla licenze relativa al primo taxi. Il titolare della licenza originaria può altresì utilizzare la licenza all'esercizio della seconda vettura avvalendosi di conducenti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 6 della presente legge, il cui contratto di lavoro subordinato deve essere trasmesso all'amministrazione vigilante entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del servizio. È fatta salva la possibilità di conferire nuove licenze secondo la vigente programmazione numerica''.

2. All'articolo 8 della legge 15 gennaio 1992, n. 21, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

''4-bis. I comuni possono altresì rilasciare titoli autorizzatori temporanei, cedibili con le modalità di cui al precedente comma 2 bis, per fronteggiare eventi temporanei''».

 

6.6

Il Relatore

Al comma 1, alinea, sostituire la parola: «aggiunto» con la seguente: «inserito».

 

6.7

EUFEMI

Sostituire la rubrica con la seguente:

«(Strumenti a disposizione dei Comuni per il potenziamento del servizio taxi e per favorire l'accesso all'attività ai giovani».

Al punto 1, nelle modifiche all'art. 8 della legge 15 gennaio 1992, n 21 eliminare le parole che vanno da: ''nonché concorsi riservati'' fino a: ''mantengono una sola licenza'' e sostituirle con le parole: ''anche a titolo oneroso''.

Prima delle parole ''In ogni caso i titolari di licenza devono'' aggiungere una nuova frase cosi definita ''In presenza della eventuale attivazione di concorsi pubblici a titolo oneroso per il rilascio di nuove licenze l'importo sarà predefinito a livello territoriale sentita apposita Commissione paritetica composta da rappresentanti delle Amministrazioni Comunali, Associazioni di Categoria Taxi e dell'utenza. Tale Commissione avrà inoltre anche poteri deliberativi circa il monitoraggio dell'andamento del servizio''».

Aggiungere un comma 2, cosi descritto: ''All'articolo 9 della Legge 15 gennaio 1992, n 21, la lettera i) del punto 1 è così sostituita 'sia titolare di licenza o di autorizzazione da due anni' ''.

Aggiungere un comma 3, cosi definito: ''All'articolo 10 della Legge 15 gennaio 1992, n 21 al punto 1 dopo la lettera p) sono aggiunte le lettere:

'q) per necessità operative temporalmente predefinite a fronte di eventi particolari previsti e normati fra la categoria taxi e le Amministrazioni comunali'.

'r) per garantire la copertura di una fascia oraria non assolvibile direttamente dal titolare di una licenza e favorire la crescita professionale di nuovi operatori'''».

 

6.8

STRACQUADANIO, CUTRUFO, ROTONDI

Al comma 1, primo periodo, sono soppresse le parole: «e 2», conseguentemente al comma 2, quarto periodo sono soppresse le parole: «ovvero avvalersi di conducenti iscritti nel ruolo di cui all'articolo 6, il cui contratto di lavoro subordinato deve essere trasmesso all'amministrazione vigilante entro le ore 24 del giorno precedente il servizio».

 

6.9

PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI, DE PETRIS

Al comma 1, capoverso «2-bis», secondo periodo, aggiungere il seguente: «L'ulteriore 5 per cento dei proventi derivanti dall'assegnazione delle nuove licenze a titolo oneroso è ripartito tra i titolari di licenza taxi del medesimo comune che mantengono una sola licenza e che abbiano acquisito la propria licenza da meno di dodici mesi dall'entrata in vigore della presente norma».

 

6.10

PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI, DE PETRIS

Al comma 1, capoverso «2-bis», secondo periodo, aggiungere il seguente: «Non è ammessa l'assegnazione di un numero licenze superiore a cinque in capo ad un medesimo soggetto».

 

6.11

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1 dopo il penultimo periodo è aggiunto il seguente: «fornitori del servizio di taxi, già in possesso di una licenza, possono avvalersi di un secondo conducente, appartenente al proprio nucleo familiare, con cui avvicendarsi alla guida dell'auto, al fine di rendere i turni e gli orari di lavoro maggiormente flessibili».

 

6.12

DONATI, DE PETRIS, BULGARELLI, PECORARO SCANIO, SILVESTRI

Al comma 1, dopo le parole: «eventi straordinari» inserire il seguente periodo: «. Per quanto previsto al presente comma i Comuni devono richiedere l'utilizzo di autoveicoli a basso impatto ambientale alimentati a gas, gpl, energia elettrica o biocarburanti».

 

6.13

DONATI, DE PETRIS, BULGARELLI, PECORARO SCANIO, SILVESTRI

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

«1-bis. I trasporti di linea passeggeri accessibili al pubblico di cui al comma 1 devono essere a basso impatto ambientale alimentati a gas, gpl, energia elettrica o biocarburanti».

 

7.1

SCHIFANI, PASTORE, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Sostituire l'articolo 7 con il seguente:

«1. L'autenticazione degli atti e delle dichiarazioni aventi ad oggetto l'alienazione o la costituzione di diritti di garanzia sui veicoli è effettuata dai dirigenti del comune di residenza del venditore, ai sensi dell'articolo 107 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dai funzionari di cancelleria in servizio presso gli uffici giudizi ari appartenenti al distretto di corte d'appello di residenza del venditore, dai funzionari degli uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonché dai funzionari del pubblico registro automobilistico gestito dall'Automobile Club d'Italia (ACI) o dai titolari delle agenzie automobilistiche autorizzate ai sensi della legge 8 agosto 1991, n. 264, presso le quali è stato attivato lo sportello telematico dell'automobilista di cui all'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, gratuitamente, o da un notaio iscritto all'albo.

2. Il comma 391 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, è abrogato».

 

7.1000

Il Governo

1. Al comma 1 dopo le parole: «l'autenticazione» sono inserite le seguenti: «della sottoscrizione».

 

7.2

MANZIONE

All'articolo 7, comma 1, sostituire le parole: «beni mobili registrati» con le seguenti: «veicoli».

 

7.3

ALFONZI, ALLOCCA, TECCE, ALBONETTI

Al comma 1, dopo le parole: «agli uffici comunali» aggiungere le seguenti: «che a tal fine devono essere dotati, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica, di adeguate dotazioni strutturali ed organiche».

 

7.4

Il Relatore

Al comma 1, dopo le parole: «di cui all'articolo 2 del» inserire le seguenti: «regolamento di cui al».

 

7.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, dopo le parole: «decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358,» aggiungere le seguenti: «nonché ai funzionari del Ministero dei trasporti e ai funzionari dell'Automobile Club d'Italia competenti,».

 

7.6

PIROVANO, POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, dopo le parole: «n. 358» aggiungere: «funzionari di cancelleria dei tribunali, funzionari del dipartimento per i trasporti e funzionari del PRA».

 

7.7

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:

«2-bis. I soggetti che hanno ricevuto o autenticato gli atti di cui al comma l, hanno l'obbligo di trascrivere gli stessi presso il Pubblico registro automobilistico nel più breve tempo possibile.

2-ter. All'articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, dopo la lettera c) é aggiunta la seguente lettera:

c-bis) Presso ogni notaio o studio notarile associato e presso ogni associazione tra notai del distretto, costituita per regolamentare il servizio inerente l'autenticazione di atti relativi ad autoveicoli e simili».

 

7.8

THALER AUSSERHOFER, PERRIN

Dopo il comma 2 inserire i seguenti:

«2-bis. I soggetti che hanno ricevuto o autenticato gli atti di cui al comma l, hanno l'obbligo di trascrivere gli stessi presso il Pubblico registro automobilistico nel più breve tempo possibile.

2-ter. All'articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, dopo la lettera c) è aggiunta la seguente:

''c-bis) presso ogni notaio o studio notarile associato e presso ogni associazione tra notai del distretto, costituita per regolamentare il servizio inerente l'autenticazione di atti relativi ad autoveicoli e simili''».

 

7.9

MANZIONE

Dopo il comma 2, inserire i seguenti:

«2-bis. I soggetti che hanno ricevuto o autentkato gli atti di cui al primo comma, hanno l'obbligo di trascrivere gli stessi presso il Pubblico registro automobilistico nel più breve Tempo possibile.

2-ter. All'articolo 2 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358) dopo la lettera c) è aggiunta la seguente lettera:

d) presso ogni notaio o srudia notarile assocbto e presso ogni associazione tra notai del distrcttot costituita per regolamentare il servizio inerente l'autenticazione di atti relativi ad autoveicoli e simili».

 

7.10

SCHIFANI, VENTUCCI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Per l'offerta di contratti relativi all'assicurazione r.c. auto, l'intermediario deve rilasciare preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciutegli dall'impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L'informazione deve essere affissa nei locali in cui l'intermediario opera e deve risultare nella documentazione rilasciata al contraente».

 

7.11

TECCE

Aggiungere in fine il seguente comma:

«2-bis. All'articolo 2556 del codice civile viene aggiunto il seguente comma: ''Nel caso di imprese soggette all'iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2, comma 1, primo capoverso del Decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999 n. 558, i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda possono essere redatti sotto forma di scrittura privata non autenticata''».

 

7.12

GARRAFFA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. All'articolo 2556 del codice civile è aggiunto il seguente comma:

''Nel caso di imprese soggette all'iscrizione nella sezione speciale dello registro delle imprese di cui all'articolo 2, comma 1, primo capoverso del Decreto del Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999 n. 558, i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento dell'azienda possono essere redatti sotto forma di scrittura privata non autenticata''».

 

8.1

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Sopprimere l'articolo.

 

8.2

CICCANTI, FORTE

Sostituire l'articolo 8, con il seguente:

«Art. 8.

(Clausole anticoncorrenziali in tema di Assicurazioni)

1. In conformità al principio comunitario della concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, dalla data di entrata in vigore del presente decreto è fatto divieto alle compagnie assicurative e ai loro agenti di vendita di stipulare nuove clausole contrattuali di distribuzione esclusiva.

2. Le clausole contrattuali che impegnano, in esclusiva, uno o più agenti assicurativi, o altro distributore di servizi assicurativi, ad una o più compagnie assicurative individuate, sono nulle secondo quanto previsto dall'articolo 1418 del codice civile. Le clausole sottoscritte prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono fatte salve fino alla loro naturale scadenza, e, comunque, non oltre il 1º gennaio 2007.

3. Sono, altresì, nulli, ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile, le clausole, i patti e le intese che consentono agli intermediari di non applicare i prezzi minimi o gli sconti massimi uniformemente a tutti i consumatori.

4. Fatto salvo quanto disposto dai comma 2 e 3, l'imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva, o la violazione dell'uniforme trattamento dei consumatori, comporterà l'applicazione, da parte dell'ISVAP, di una sanzione amministrativa di e 1.000.000,00, per ciascuna violazione, e, in caso di recidiva, la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa alla compagnia mandante».

 

8.3

TECCE, ALBONETTI, BONADONNA, ALLOCCA

Sostituire l'articolo 8, con il seguente:

«Art. 8.

(Clausole anticoncorrenzisli in tema di assicurazioni)

1. In conformità al principio comunitario della concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e 86 del Trattato istitutivo della Comunità Europea, dalla data di entrata in vigore del presente decreto è fatto divieto alle compagnie assiourative e ai loro agenti di vendita di stipulare nuove clausole contrattuali di distribuzione esclusiva.

2. Le clausole contrattuali che impegnano, in esclusiva, uno o più agenti assicurativi, o altro distributore di servizi assicurativi, ad una o più oompagnie assicurative Individuate, sono nulle secondo quanto previsto dall'articolo 1418 del codioe civile. Le clausole sottoscritte prima della data di entrata in vigore del presente decreto sono fatte salve fino allalcro naturale scadenza, e, comunque, non oltre il 1º gennaio 2007.

3. Sono, altresì, nulli, ai sensi dell'articolo 1418 del codice civile, le clausole, i patti e le intese che consentono agIi Intermediari di non applicare i prezzi minimi o gli sconti massimi uniformemente a tutti i consumatori.

4. Fatto salvo quanto disposto dai commi 2 e 3, l'imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva, o la violazione dell'uniforme trattamento dei consumatori. comporterà l'applicazione, da parte deIl'ISVAP, di una sanzione amministrativa di e 1.000.000,00, par ciascuna violazione, e, in caso di recidiva, la revoca dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività assicurativa alla compagnia mandante».

 

8.4

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al primo comma, sostituire le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «dal 1º gennaio 2009».

Sostituire l'ultimo periodo del comma 2 con i seguenti: «Per i rapporti di agenzia che contengano le clausole di cui sopra, le parti attivano una procedura, che deve concludersi entro il 31 dicembre 2008, per la rinegoziazione dei rapporti stessi relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto. Qualora, a tale scadenza, le parti non abbiano raggiunto un accordo, il rapporto agenziale, relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilit civile auto, si risolve di diritto senza preavviso. In quest'ultimo caso, agli agenti spettano le indennità di risoluzione previste dagli articoli da 25 a 27 dell'Accordo nazionale agenti».

 

8.5

MANINETTI, CICCANTI

Al primo comma, sostituire le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «dal 1º gennaio 2009».

Sostituire l'ultimo periodo del comma 2 con il seguente: «Qualora entro la suddetta data, le parti non abbiano raggiunto un accordo, il rapporto agenziale, relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto, si risolve di diritto senza preavviso. In quest'ultimo caso, agli agenti spettano le indennità di risoluzione previste dagli articoli da 25 a 27 dell'Accordo nazionale agenti».

 

8.6

PETERLINI

Al primo comma, sostituire le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «dal 1º gennaio 2009».

 

8.7

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Al comma 1, sostituire le parole: «dalla data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «a partire dalla data del 2 gennaio 2007» e conseguentemente, al comma 2, all'inizio, premettere le parole: «Successivamente dalla data del 2 gennaio 2007» e, ancora conseglientemente, al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: «della data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «del 2 gennaio 2007».

 

8.8

LEGNINI

Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «e di imposizione di prezzi minimi o di sconti massimi».

 

8.1000/1

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 8.1000, dopo le parole: «comma 1» aggiungere le seguenti: «sostituire le parole: ''dalla data di entrata in vigore del presente decreto'' con le seguenti: ''a partire dalla data del 2 gennaio 2007'' e conseguentemente, al comma 2, all'inizio, premettere le parole: ''Successivamente dalla data del 2 gennaio 2007'' e, ancora conseguentemente, al comma 2, secondo periodo, sostituire le parole: ''della data di entrata in vigore del presente decreto'' con le seguenti: ''del 2 gennaio 2007'', nonché,».

 

8.1000

Il Governo

Al comma 1 dopo le parole: «prezzi minimi o di sconti massimi per l'offerta» inserire le seguenti: «ai consumatori».

 

8.9

RUBINATO

Al comma 1, sopprimere le parole: «relative all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto».

Conseguentemente:

– al comma 2, sopprimere le parole «relativi al ramo responsabilità civile auto»;

– al comma 3, sopprimere le parole «relativamente all'assicurazione obbligatoria per responsabilità civile auto»;

– sostituire la rubrica dell'articolo con la seguente: «Clausole anticoncorrenziali in tema di assicurazoni».

 

8.10

LEGNINI

Al comma 1, aggiungere in fine le seguenti parole: «nonché per l'offerta delle altre polizze emesse dalle compagnie di assicurazione».

Conseguentemente, alla rubrica aggiungere le seguenti parole: «e di altre polizze assicurative».

 


8.11

RUBINATO

Al comma 2, sostituire le parole: «1º gennaio 2008» con le seguenti: «1º gennaio 2007».

 

8.12

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 2 sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Per i rapporti di agenzia che contengano le clausole di cui sopra, le parti attivano una procedura, che deve concludersi entro il 31 dicembre 2007, per la rinegoziazione dei rapporti stessi relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto. Qualora, a tale scadenza, le parti non abbiano raggiunto un accordo, il rapporto agenziale, relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto, si risolve di diritto senza preavviso. In quest'ultimo caso, agli agenti spettano le indennità di risoluzione previste dagli articoli da 25 a 27 dell'Accordo nazionale agenti».

 

8.13

PETERLINI

Al comma 2 sostituire l'ultimo periodo con il seguente: «Per i rapporti di agenzia che contengano le clausole di cui sopra, le parti attivano una procedura, che deve concludersi entro il 31 dicembre 2007, per la rinegoziazione dei rapporti stessi relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto. Qualora, a tale scadenza, le parti non abbiano raggiunto un accordo, il rapporto agenziale, relativamente all'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile auto, si risolve di diritto senza preavviso. In quest'ultimo caso, agli agenti spettano le indennità di risoluzione previste dagli articoli da 25 a 27 dell'Accordo nazionale agenti».

 

8.14

MORGANDO

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Per l'offerta di contratti relativi all'assicurazione r.c. auto, l'intermediario deve rilasciare preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciutegli dall'impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L'informazione deve essere affissa nei locali in cui l'intermediario opera e deve risultare nella documentazione rilasciata al contraente».

 

8.15

D'AMICO, MORGANDO

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Per l'offerta di contratti relativi all'assicurazione r.c. auto, l'intermediario deve rilasciare preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciutegli dall'impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L'informazione deve essere affissa nei locali in cui l'intermediario opera e deve risultare nella documentazione rilasciata al contraente».

 

8.16-bis

SCHIFANI, VENTUCCI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Per l'offerta di contratti relativi all'assicurazione r.c. auto, l'intermediario deve rilasciare preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciutegli dall'impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L'informazione deve essere affissa nei locali in cui l'intermediario opera e deve risultare nella documentazione rilasciata al contraente».

 

8.16

PETERLINI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Per l'offerta di contratti relativi all'assicurazione r.c. auto, l'intermediario deve rilasciare preventiva informazione al consumatore sulle provvigioni riconosciute gli dall'impresa o, distintamente, dalle imprese per conto di cui opera. L'informazione deve essere affissa nei locali in cui l'intermediario opera e deve risultare nella documentazione rilasciata al contraente».

 

8.2000

Il Governo

Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

«3-bis. All'articolo 131 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n, 209, dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. I preventivi e le polizze indicano, in modo evidenziato, il premio di tariffa, la provvigione dell'intermediario, nonché lo sconto complessivamente riconosciuto al sottoscrittore del contratto.».

 

8.17

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 3 inserire il seguente:

«3-bis. All'articolo 150, primo comma, del decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modifiche:

a) alla lettera d) sono aggiunte le seguenti parole: ''ivi comprese le spese sostenute dal danneggiato per assistenza legale o consulenza professionale'';

b) dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:

''f) la definizione dei rapporti con le imprese di autoriparazione abilitate ai sensi di legge secondo parità di condizioni di concorrenza, precludendo ogni di forma di determinazione, anche indiretta, di tariffe massime o di sconti e ferma restando la libertà di scelta, da parte del danneggiato, di imprese di autoriparazione abilitate di propria fiducia''».

 

8.18

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

«3-bis. All'articolo 150, primo comma, del Decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modifiche:

a) alla lettera d) sono aggiunte le seguenti parole: ''ivi comprese le spese sostenute dal danneggiato per assistenza legale o consulenza professionale'';

b) dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:

f) la definizione dei rapporti con le imprese di autoriparazione abilitate ai sensi di legge secondo parità di condizioni di concorrenza, precludendo ogni di forma di determinazione, anche indiretta, di tariffe massime o di sconti e ferma restando la libertà di scelta, da parte del danneggiato, di imprese di autoriparazione abilitate di propria fiducia''».

 

8.19

EUFEMI

Dopo il comma 3 inserire il seguente:

«3-bis. All'articolo 150, primo comma, del Decreto legislativo 2 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modifiche:

a) alla lettera d) sono aggiunte le seguenti parole: ''ivi comprese le spese sostenute dal danneggiato per assistenza legale o consulenza professionale'';

b) dopo la lettera e) è aggiunta la seguente:

''f) la definizione dei rapporti con le imprese di autoriparazione abilitate ai sensi di legge secondo parità di condizioni di concorrenza, precludendo ogni di forma di determinazione, anche indiretta, di tariffe massime o di sconti e ferma restando la libertà di scelta, da parte del danneggiato, di imprese di autoriparazione abilitate di propria fiducia''».

 

8.0.1

LEGNINI

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

«Art. 8-bis.

1. All'articolo 149 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2:

1) dopo le parole: ''o del conducente'' sono aggiunte le parole: ''ove l'entità del risarcimento non sia superiore a trentamila euro'';

2) dopo il primo periodo è aggiunto il seguente: ''È in ogni caso dovuto il rimborso delle spese legali e di consulenza medico-legale eventualmente sostenute'';

3) il secondo periodo è soppresso.

b) al comma 3 sono aggiunte infine le seguenti parole: '', formulando offerta scritta, entro 30 giorni dalla richiesta dell'assicurato''».

 

8.0.2

LEGNINI

Dopo l'articolo 8, aggiungere il seguente:

«Art. 8-bis.

1. Al comma 1, dell'articolo 150 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, dopo la lettera e), è inserita la seguente:

''e-bis) l'assicurato, all'atto della sottoscrizione del contratto di assicurazione, può optare per il risarcimento in forma specifica del danno derivante dalla circolazione stradale. In tal caso l'assicurato ha diritto ad una riduzione sul costo della polizza assicurativa''».

 

9.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, sostituire il secondo periodo con il seguente: «2-quater. Al fine di garantire l'informazione al consumatore riguardo all'andamento dei prezzi all'ingrosso ed al dettaglio dei prodotti agro-alimentari il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ed il Ministero dello sviluppo economico definiscono, di concerto, le modalità per porre a disposizione delle amministrazioni regionali, provinciali e comunali i collegamenti ai sistemi informativi loro afferenti ed al database nazionale denominato area prezzi della Borsa merci telematica italiana».

 

9.2

Il Relatore

Al comma 1, capoverso «2-quater», dopo le parole: «Ministero delle politiche agricole» sopprimere il segno di interpunzione: «,».

 

9.3

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, terzo periodo, sostituire le parole: «anche mediante la pubblicazione sul sito Internet e la stipula di convenzioni gratuite con testate giornalistiche ed emittenti radio televisive» con le seguenti: «secondo le modalità ritenute più efficaci, purché senza ulteriori oneri per le amministrazioni interessate».

 

9.4

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al capoverso «2-quinquies», aggiungere alla fine i seguenti periodi: «È assicurata in ogni caso la comunicazione dei dati concernenti i prezzi all'ingrosso e al dettaglio dei prodotti agro-alimentari mediante richiesta e trasmissione telefonica via dati. La trasmissione è assicurata mediante tutti i gestori del servizio di telefonia operanti, secondo l'utenza del richiedente, e senza costi aggiuntivi a carico del richiedente medesimo ulteriori rispetto all'ordinario servizio assicurato dal gestore del servizio di telefonia di riferimento».

 

9.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. Al fine di assicurare la libera concorrenza e, conseguentemente, di favorire il contenimento dei prezzi al consumo dei prodotti agro-alimentari, nonché per consentire l'aggiornamento e la revisione annuale degli studi di settore delle relative filiere è fatto obbligo, per tutti i prodotti agro-alimentari, di riportare il prezzo all'origine, corrisposto al produttore in tutte le fatture di vendita, fino a quella finale. È fatto altresì obbligo di indicare, con la medesima evidenza, per tutti i prodotti agro-alimentari esposti per la vendita al dettaglio, sia il prezzo unitario di vendita, sia il prezzo unitario all'origine, quale risulta dalle rispettive fatture di acquisto. La violazione delle disposizioni di cui al presente comma comporta l'applicazione della sanzione di cui al comma 3 dell'articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114.»

 

10.1000/1

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 10.1000, capoverso art. 118, comma 1, sopprimere le parole: «qualora sussista un giustificato motivo» e conseguentemente, al comma 2 dopo le parole: «contrattuali», aggiungere le parole: «, se comportante maggiori oneri o costi o trattamento deteriore o meno favorevole per il cliente,» e ancora conseguentemente, dopo il comma 2 aggiungere il seguente:

«2-bis. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano anche nel caso in cui le modifiche sono determinate da giustificato motivo, ma in tale caso i termini nelle stesse indicati sono rispettivamente di cinque e dieci giorni».

 

10.1000

Il Governo

Sostituire l'articolo 10 con il seguente:

«Art. 10. – (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). 1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente:

''Art. 118. – (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). – 1. Nei contratti di durata può essere convenuta la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto qualora sussista un giustificato motivo.

2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente, secondo modalità immediatamente comprensibili, con preavviso minimo di trenta giorni, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda dal contratto entro 60 giorni. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

3. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente.

4. Le variazioni dei tassi di interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassì debitori che quelli creditori, e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio ai clienti.

5. In ogni caso il cliente ha facoltà di recedere dal contratto senza penalità e senza spese di chiusura».

 

10.1

BENVENUTO, THALER AUSSERHOFER

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 10.

(Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari)

1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente: 1. Se nei contratti di durata è convenuta, ai sensi dell'articolo 117, comma 5, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto, le variazioni sfavorevoli sono comunicate espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili. Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, tale facoltà può essere esercitata, con preavviso minimo di trenta giorni, ovvero senza preavviso, limitatamente alle condizioni economiche del rapporto, quando ricorra un giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore.

2. In caso di variazioni contrattuali sfavorevoli di tipo generalizzato, la comunicazione di cui al comma 1 può essere pubblicizzata nei modi e nei termini stabiliti dalla Banca d'Italia.

3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, ovvero dalla pubblicizzazione di cui al precedente comma, il cliente ha diritto di recedere senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci se pregiudizievoli per il consumatore».

 

10.2

CURTO, FLUTTERO, BALBONI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 10.

(Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari)

1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente: 1. Se nei contratti di durata è convenuta, ai sensi dell'articolo 117, comma 5, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto, le variazioni sfavorevoli sono comunicate espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili. Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. tale facoltà può essere esercitata, con preavviso minimo di trenta giorni, ovvero senza preavviso, limitatamente alle condizioni economiche del rapporto, quando ricorra un giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore.

2. In caso di variazioni contrattuali sfavorevoli di tipo generalizzato, la comunicazione di cui al comma 1 può essere pubblicizzata nei modi e nei termini stabiliti dalla Banca d'ltalia.

3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, ovvero dalla pubblicizzazione di cui al precedente com ma, il cliente ha diritto di recedere senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci se pregiudizievoli per il consumatore».

 

10.3

EUFEMI

Sostituire l'articolo con il seguente:

«Art. 10.

(Condizioni contrattuali dei conti correnti bancari)

1. L'articolo 118 del decreto legislativo 10 settembre 1993, n. 385, è sostituito dal seguente: 1. Se nei contratti di durata è convenuta, ai sensi dell'articolo 117, comma 5, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto, le variazioni sfavorevoli sono comunicate espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili. Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, tale facoltà può essere esercitata, con preavviso minimo di trenta giorni, ovvero senza preavviso, limitatamente alle condizioni economiche del rapporto, quando ricorra un giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore.

2. In caso di variazioni contrattuali sfavorevoli di tipo generalizzato, la comunicazione di cui al comma 1 può essere pubblicizzata nei modi e nei termini stabiliti dalla Banca d'Italia.

3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, ovvero dalla pubblicizzazione di cui al precedente comma, il cliente ha diritto di recedere senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci se pregiudizievoli per il consumatore».

 

10.4

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

All'articolo 10, nella rubrica, sostituire le parole: «conti correnti» con la seguente: «rapporti».

 

10.5

EUFEMI

Nella rubrica dell'articolo 10 sostituire le parole: «conti correnti» con la parola: «rapporti».

 


10.6

D'AMICO

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. L'articolo 118 del decreto legislativo 1º settembre 1993 n. 385 è sostituito dal seguente:

«Art. 118. - (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). – 1. Se nei contratti di durata è convenuta, ai sensi dell'articolo 117, comma 5, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto le variazioni sfavorevoli sono comunicate espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili. Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206, tale facoltà può essere esercitata, con preavviso minimo di trenta giorni, ovvero senza preavviso, limitatamente alle condizioni economiche del rapporto, quando ricorra un giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore».

 

10.7

EUFEMI

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. L'articolo 118 del decreto legislativo 10 settembre 1993 n. 385 è sostituito dal seguente:

«Art. 18. - (Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali). – 1. Se nei contratti di durata è convenuta, ai sensi dell'articolo 117, comma 5, la facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni di contratto le variazioni sfavorevoli sono comunicate espressamente al cliente per iscritto, secondo modalità immediatamente comprensibili. Qualora il cliente rivesta la qualità di consumatore ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206, tale facoltà può essere esercitata, con preawiso minimo di trenta giorni, ovvero senza preavviso, limitatamente alle condizioni economiche del rapporto, quando ricorra un giustificato motivo, dandone immediata comunicazione al consumatore.

2. In caso di variazioni contrattuali sfavorevoli di tipo generalizzato, la comunicazione di cui al comma 1 può essere pubblicizzata nei modi e nei termini stabiliti da.

3. Entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, ovvero dalla pubblicizzazione di cui al precedente comma, il cliente ha diritto di recedere senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l'applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

4. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le prescrizioni del presente articolo sono inefficaci, se pregiudizievoli per il consumatore».

 

10.8

Il Relatore

Al comma 1, alinea, dopo le parole: «118 del» inserire le seguenti: «testo unico di cui al».

 

10.9

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1, sopprimere le parole: «qualora sussista un giustificato motivo» e conseguentemente, al comma 2, dopo la parola: «contrattuali» aggiungere le parole: «, se comportante maggiori oneri o costi o trattamento deteriore o meno favorevole per il cliente,» e, ancora conseguentemente, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

«3-bis. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 si applicano anche nel caso in cui le modifiche sono determinate da giustificato motivo, ma in tale caso i termini nelle stesse indicati sono rispettivamente di cinque e dieci giorni».

 

10.10

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al capoverso «articolo 118», apportare le seguenti modificazioni:

a) al comma 1 aggiungere alla fine le seguenti parole: «nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 1341 del codice civile»;

b) sostituire il comma 2 con il seguente: «2. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata al cliente per iscritto, con preavviso minimo di trenta giorni, e con la esplicitazione, con caratteri evidenti e in testa alla comunicazione, della seguente dicitura: ''Attenzione: proposta di modifica unilaterale del contratto – il cliente confronti le analoghe clausole contrattuali praticate dalle altre banche concorrenti''».

 

10.11

LEGNINI

Sopprimere il comma 5.

 

10.12

D'AMICO

Sostituire il comma 5 con i seguenti:

«5. Anche al di fuori delle ipotesi di cui ai commi precedenti, il cliente ha sempre diritto a recedere dai contratti di dutata, con preavviso di trenta giorni, senza penalità e spese di chiusura.

6. Con deliberazione del Comitato lnterministeriale per il Credito e il Risparmio saranno disciplinate le modalità tese a garantire la portabilità del numero di conto corrente bancario».

 

10.13

MORGANDO, D'AMICO

Al comma 5, sopprimere le parole: «e in pari misura».

 

10.14

STIFFONI, POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo il comma 5, aggiungere il seguente:

«5-bis. Le violazioni di cui al presente articolo sono punite con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro 15.000».

 

10.0.1

TECCE, ALBONETTI, ALFONZI, ALLOCCA

Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:

«Art. 10-bis.

(Abbassamento dei limiti di trasferibilità degli assegni bancari)

1. Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

«1-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 1991, n.143, convertito con modificazioni dalla legge 5 luglio 1991, n.197, ai commi 1 e 2, le parole: ''12.500 euro'' sono sostituire dalle seguenti: ''2.500 euro''».

 

10.0.2

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI, BONADONNA, NARDINI

Dopo l'articolo 10, aggiungere il seguente:

Art. 10-bis.

(Sospensione delle azioni esecutive promosse per crediti gravati dall'anatocismo)

1. Fino al 31 gennaio 2007 sono sospese tutte le esecuzioni giudiziarie nei confronti dei debitori inadempienti verso le banche nel caso in cui il montante debitorio non sia stato depurato dall'anatocismo. Allo scadere di detto termine gli atti di precetto sono rinnovati sulla base dei nuovi conteggi depurati dall'anatocismo».

 

11.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere l'articolo 11.

 

11.2

GARRAFFA

Al comma 1, prima delle parole: «Sono soppresse» inserire le seguenti: «A decorrere dal 1º gennaio 2007».

 

11.3

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Sopprimere il comma 2.

 

11.4

Il Relatore

Ai commi 2, 4 e 5, sostituire le parole: «Camere di commercio» con le seguenti: «camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura».

 

11.5

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere il comma 3.

 

11.6

Il Relatore

Al comma 3, dopo le parole: «dall'articolo 1 del» inserire le seguenti: «regolamento di cui al» e sostituire le parole: «7 ottobre 1993, n. 589» con le seguenti: «21 febbraio 1990, n. 300, e successive modificazioni».

 

11.7

GARRAFFA

Dopo il comma 4, inserire il seguente:

«4-bis. La soppressione delle Commissioni di cui ai commi 1, 2 e 4 decorre a partire dal 1º gennaio 2007».

 

11.8

GARRAFFA

Al comma 5, le parole: «non possono fare parte i rappresentanti di categorie aventi interesse diretto nella specifica materia oggetto di rilevazione» sono sostituite dalle seguenti: «possono fare parte rappresentanti delle categorie aventi interesse diretto nella specifica materia oggetto di rilevazione ai soli fini della indicazione di fatti e pratiche economiche e negoziali da cui sono desumibili gli usi. Ai comitati partecipano anche rappresentanti di categorie aventi interessi contrapposti, con particolare riferimento ai consumatori.

 

12.1

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI

Sopprimere l'articolo.

 

12.2

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «i comuni» inserire le parole: «, tenendo conto della normativa regionale,».

 

12.3

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al comma 2, sopprimere il terzo periodo.

 

12.4

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 2, sopprimere l'ultimo periodo.

 

12.5

TREU

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Fatte salve le altre disposizioni di legge in materia di navigazione, chiunque nell'ambito della Laguna di Venezia, violi i provvedimenti dell'autorità, in materia di circolazione acquea, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. In caso di superamento dei limiti massimi di velocità si applica il fermo amministrativo dell'unità da 7 a 30 giorni. Sono confermati inoltre i provvedimenti del Commissario di Governo al Traffico Acqueo nella laguna di Venezia ai sensi dell'Ordinanza del Ministero dell'interno 27 dicembre 2001, n. 3170».

 

12.6

BARBOLINI

Dopo il comma 2, inserire i seguenti:

«2-bis. Al comma 132 dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, dopo le parole: ''dipendenti comunali'' sono aggiunte le parole: '', di società partecipate del Comune aventi ad oggetto la gestione della viabilità e della sosta''.

2-ter. Fermo quanto disposto dall'articolo 68, legge 23 dicembre 1999 n. 488, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. (Legge finanziaria 2000), il comma 133 dell'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127, recante Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo, si interpreta nel senso che le funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta attribuite al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone di cui al comma 133, citato, non devono intendersi limitare alle aree oggetto di concessione, ma devono ritenersi estese a tutte le strade del territorio comunale. Le medesime funzioni del personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico di persone devono ritenersi attribuite ai dipendenti di società partecipate del Comune aventi ad oggetto la gestione della viabilità e della sosta».

 

13.1

LUSI, RUBINATO, BOSONE, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Sopprimere l'articolo.

 

13.2

VITALI, ENRIQUES

Sopprimere l'articolo.

 

13.3

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Sopprimere l'articolo.

 

13.4

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI

Sopprimere l'articolo.

 

13.5

PERRIN

Sostituire il comma 1 con il seguente:

«1. Al fine di evitare alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato e di assicurare la parità degli operatori, le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi a rilevanza economica, strumentali all'attività di tali enti, nonché, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, debbono operare esclusivamente con gli enti costituenti ed affidanti e non possono svolgere prestazioni a favore di altri soggetti pubblici o privati in affidamento diretto».

 

13.6

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

sostituire il comma 1, con il seguente:

«1. In attesa della compiuta riforma della disciplina dei servizi pubblici locali, di cui al titolo V del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e al fine della effettiva realizzazione di condizioni di Iiberalizzazione, evitando alterazioni o distorsioni della concorrenza e del mercato, assicurando parità di accesso al mercato per tutti gli operatori, le società a capitale interamente pubblico o misto, costituite per la produzione di beni e servizi di pubblica utilità o strumentali all'attività di pubbliche amministrazioni, nonché, nei casi consentiti dalla legge, per lo svolgimento esternalizzato di funzioni amministrative di loro competenza, possono rendere prestazioni esclusivamente nei confronti degli enti che hanno partecipato alla loro costituzione. Le medesime società non possono partecipare ad altre società o enti e possono svolgere prestazioni in favore di altri soggetti pubblici o privati diversi dagli originari costituenti, anche qualora questi ultimi siano subentrati nella medesima compagine sociale successivamente alla sua costituzione, indipendentemente dall'ammontare del relativo valore, esclusivamente in seguito ad affidamento mediante gara ad evidenza pubblica comunitaria».

 

13.7

LUSI

All'inizio del comma 1, inserire le parole: «Fermo restando quanto previsto dalle discipline di settore dei servizi pubblici locali».

 

13.8

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1 premettere le seguenti parole: «Fermo restando quanto previsto dalle discipline di settore dei servizi pubblici locali» e al comma 3 sostituire il primo periodo con i seguenti: «I contratti per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto proseguono fino alla naturale scadenza, con esclusione di ogni proroga e rinnovo. Le partecipazioni acquisite per le attività di cui al precedente periodo devono essere cedute entro dodici mesi dalla scadenza dei relativi contratti».

 

13.9

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, premettere le seguenti parole: «Dalla data dell'entrata in vigore del presente decreto».

Conseguentemente al comma 3, sostituire il primo periodo con i seguenti: «I contratti per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto proseguono fino alla naturale scadenza, con esclusione di ogni proroga e rinnovo. Le partecipazioni acquisite per le attività di cui al precedente periodo devono essere cedute entro dodici mesi dalla scadenza dei relativi contratti».

 

13.10

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Al comma 1, sostituire le parole: «a capitale interamente pubblico o misto» con le seguenti: «in cui la quota di capitale pubblico è superiore al 50 per cento».

 

13.11

RUBINATO

Al comma 1, sostituire la parola «misto» con la seguente: «maggioritario».

 

13.12

MOLINARI, RUBINATO, BOSONE, ROSSI PAOLO

Al comma 1, dopo la parola: «costituite» inserire le seguenti: «o successivamente allo scopo partecipate».

 

13.13

BRUTTI PAOLO

Al comma 1, dopo le parole «per la produzione di beni e servizi» inserire «non aventi rilevanza imprenditoriale o industriale».

 

13.1000/1

LEGNINI

All'emendamento 13.1000, alla lettera a) sostituire le parole: «in favore di tali enti ed in funzione della loro attività» con le seguenti: «privi di rilevanza economica ed industriale».

 

13.1000

Il Governo

L'articolo 13 è casi modificato:

«a) al comma 1 le parole «strumentali all'attività di tali enti» sono sostituite dalle seguenti: «in favore di tali enti ed in funzione della loro attività»;

b) al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: ''possono cedere'' sono inserite le seguenti: ''nel rispetto delle procedure ad evidenza pubblica,'';

c) al comma 3 è aggiunto il seguente periodo: ''I contratti relativi alle attività non cedute o scorporate ai sensi del periodo che precede perdono efficacia alla scadenza del termine indicato nel primo periodo del presente comma'';

d) al comma 4 dopo le parole ''l contratti conclusi'' sono inserite le seguenti: '', dopo l'entrata in vigore del presente decreto,'';

e) al comma 4 è aggiunto il seguente periodo: ''Restano validi, fatte salve le prescrizioni di cui al comma 3, i contratti conclusi dopo l'entrata in vigore del presente decreto, ma in esito a procedure di aggiudicazione bandite prima del predetto momento''».

 

13.14

BRUTTI PAOLO

Al comma 1 sostituire le parole: «strumentali all'attività di tali enti» con le seguenti «strumentali all'attività degli enti costituenti».

 

13.15

BRUTTI PAOLO

Al comma 1 dopo le parole: «attività di tali enti» aggiungere «e che abbiano queste attività in affidamento diretto».

 

13.16

LEGNINI

Al comma 1, dopo le parole: «all'attività di tali enti» aggiungere le seguenti: «privi di rilevanza economica».

 

13.17

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Al comma 1, dopo le parole: «tali enti,» sono inserite le seguenti: «esclusi i servizi di pubblica utilità,».

 

13.18

VITALI, ENRIQUES

Al comma 1, dopo le parole: «di loro competenza» inserire le seguenti: «ad esclusione dei servizi pubblici locali».

 

13.19

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Al comma 1, dopo le parole: «di loro competenza» inserire le seguenti: «, nell'ambito di tali servizi o funzioni,»

 

13.20

MOLINARI, RUBINATO, BOSONE, ROSSI PAOLO

Al comma 1, sostituire la parola: «costituenti» con la parola: «partecipanti».

 

13.21

DIVINA

Al comma 1 dopo le parole: «debbono operare esclusivamente con gli enti costituenti ed affidanti» aggiungere le seguenti: «o loro enti strumentali, anche di diritto privato purché compatibili con il diritto comunitario»

 

13.22

DIVINA

Al comma 1 dopo le parole: «e non possono partecipare ad altre società o enti» aggiungere le seguenti: «per lo svolgimento di attività non consentite da questo articolo».

 

13.23

TONINI

Al comma 1, dopo le parole: «debbono operare esclusivamente con gli enti costituenti ed affidanti» aggiungere le seguenti: «o loro enti strumentali, anche di diritto privato purché compatibili con il diritto comunitario.»

 

13.24

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Al comma 1, dopo le parole: «società o enti» aggiungere le seguenti: «aventi lo stesso oggetto sociale del servizio svolto in esclusiva».

 

13.25

TONINI

Al comma 1, dopo le parole: «e non possono partecipare ad altre società od enti» aggiungere le seguenti: «per lo svolgimento di attività non consentite da questo articolo».

 

13.26

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 1, aggiungere in fine il seguente periodo: «Restano escluse dal campo di applicazione del presente articolo la gestione delle reti e l'erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica disciplinate dalle disposizioni di settore e da quelle di attuazione di specifiche normative comunitarie».

 

13.27

RUBINATO

Al comma 1, dopo le parole: «non possono partecipare ad altre società o enti.» inserire le seguenti: «Le società che svolgono l'attività di intermediazione finanziaria prevista dal decreto legislativo 1º settembre 1993 n. 385 sono escluse dal divieto di partecipazione ad altre società od enti».

 

13.28

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Sopprimere il comma 2.

 

13.29

Il Relatore

Al comma 2, sostituire le parole: «predette società» con le seguenti: «società di cui al comma 1».

 

13.30

PERRIN

Sostituire il comma 3 con il seguente:

«3. Al fine di assicurare l'effettività delle precedenti disposizioni, le società di cui al comma l cessano entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le attività non consentite. A tale fine possono cedere le attività non consentite a terzi ovvero scorporarle, anche costituendo una separata società da collocare sul mercato, secondo le procedure del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, entro ulteriori ventiquattro mesi».

 

13.31

VITALI, ENRIQUES

Sostituire il comma 3 con il seguente:

«3. Al fine di assicurare l'effettività delle precedenti disposizioni, gli affidamenti delle attività non consentite alle società di cui al comma 1 devono cessare entro il 31 dicembre 2011, senza possibilità di proroga o rinvio. A tal fine, entro la medesima data, le attività non consentite possono essere cedute a terzi ovvero scorporate, effettuando la separazione contabile e gestiònale, anche costituendo una separata società da collocare sul mercato, secondo le procedure del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474».

 

13.32

BOSONE, RUBINATO, ROSSI PAOLO, MOLINARI, PETERLINI, PINZGER

Sostituire il comma 3 con il seguente:

«3. Le disposizioni di cui al comma 1 hanno validità a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, fatte salve le operazioni contrattuali e societarie già perfezionate o in corso di perfezionamento a tale data».

 

13.33

LUSI

Al comma 3, primo periodo, sostituire le parole da: «Al fine di» a «non consentite» con le seguenti: «I contratti per lo svolgimento delle attività di cui al comma 1 in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto proseguono fino alla naturale scadenza, con esclusione di ogni proroga e rinnovo. Le partecipazioni acquisite per le attività di cui al precedente periodo devono essere cedute entro dodici mesi dalla scadenza dei relativi contratti».

 

13.33-bis

FORMISANO

Al comma 3 sostituite le parole: «cessano entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto» con le seguenti: «cessano entro il 1º gennaio 2011».

 

13.34

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Al comma 3 sopprimere le parole: «anche costituendo una separata società da collocare sul mercato».

 

13.35

LUSI

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. Al fine di salvaguardare la trasparenza delle spettanze dei lavoratori, con decreto dirigenziale del Ministero del lavoro e dell'Economia sono stabiliti, entro 120 giorni dall'approvazione della presente legge e sentite le associazioni di categoria, i contenuti dei prospetti paga, comunque denominati. Nei cedolini paga devono essere indicati tutti i dati relativi all'attività del lavoratore, quali: la data di assunzione, l'inquadramento, nonché gli scatti di anzianità. Deve altresì essere specificata la data della maturazione dello scatto successivo, le ferie godute e da godere, la banca ore (Rol), la documentazione delle presenze, i totali imponibili progressivi dell'anno agli effetti previdenziali e fiscali, il Trattamento di fine rapporto maturato ed ogni altra indicazione ritenuta necessaria al fine della chiarezza e trasparenza del cedolino medesimo».

 

13.36

LUSI

Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:

«4-bis. I gestori o le aziende esercenti pubblici servizi hanno l'obbligo di indicare nelle fatture o bollette di pagamento, comunque denominate, la misura degli interessi, in ragione d'anno, dovuti dagli utenti in caso di ritardato o mancato pagamento. Tali interessi non possono essere superiori, in ragione d'anno, al tasso pronti contro termine fissato dalla Banca centrale europea aumentato di due punti percentuali. Le disposizioni contenute nel presente comma non si applicano ai grandi e medi utenti».

 

13.37

DIVINA

Aggiungere infine il seguente comma:

«4-bis. Le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e dell'articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266».

 

13.38

TONINI

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:

«4-bis. Le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione ai sensi degli articoli 8 e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e dell'articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266.»

 

13.0.1

MORGANDO

Dopo l'articolo 13, aggiungere il seguente:

«Art. 13-bis.

(Trasferimenti alle Regioni per la concessione di incentivi alle imprese)

1. Sono prorogati fino al 31 dicembre 2006 i trasferimenti di risorse finanziarie alle Regioni, in attuazione dell'articolo 7 della legge 59/97, limitatamente alla quota destinata all'esercizio delle funzioni in materia di incentivi alle imprese, stabilita con DPCM del 26 maggio 2000. Fino alla medesima data, le risorse finanziarie di cui al presente comma non sono considerate ai fini della determinazione delle aliquote e compartecipazioni di cui agli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56».

 

13.0.2

CICCANTI

Dopo l'articolo 13, aggiungere il seguente:

«Art. 13-bis.

(Trasferimenti alle Regioni per la concessione di incentivi alle imprese)

1. Sono prorogati fino al 31 dicembre 2006 i trasferimenti di risorse finanziarie alle Regioni, in attuazione dell'articolo 7 della legge 59/97, limitatamente alla quota destinata all'esercizio delle funzioni in materia di incentivi alle imprese, stabilita con DPCM del 26 maggio 2000. Fino alla medesima data. le risorse finanziarie di cui al presente comma non sono considerate ai fini della determinazione delle aliquote e compartecipazioni di cui agIi articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56».

 

13.0.3

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Dopo l'articolo 13, aggiungere i seguenti:

«Art. 13-bis.

(Norme per la liberalizzazione dell'attività di patronato e assistenza sociale)

1. Alla legge 30 marzo 2001, n. 152 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'articolo 2 è aggiunto il seguente comma:

«2-bis. Possono altresì costituire e gestire istituti di patronato e di assistenza sociale le associazioni di consumatori, di liberi professionisti, di consulenti del lavoro, di quadri e dirigenti nonché i consorzi di cooperative e mutue purchè rispondano ai requisiti indicati nelle lettere b), c), d) di cui al comma 1 del presente articolo;

b) all'articolo 5 è aggiunto il seguente comma:

''1-bis. Analoga possibilità, alle medesime condizioni, è concessa ai soggetti di cui al comma 2-bis dell'articolo 2'';

c) all'articolo 13 è aggiunto il seguente comma:

''9-bis. In vista di una ristrutturazione dei relativi criteri e modalità, per gli anni 2006-2007-2008, il finanziamento delle attività e dell'organizzazione degli istituti di patronato e diassistenza sociale è corrisposto in misura dell'ammontare spettante nel 2005''.

Art. 13-ter

(Norme per la libertà di scelta del lavoratore in materia di previdenza complementare)

1. L'ultima parte del comma 10 dell'articolo 8 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 dalle parole: ''Nel caso in cui'' alle parole ''predetti contratti o accordi'' è sostituito come segue:

''Nel caso in cui il lavoratore intenda contribuire ad una forma pensionistica, di cui agli articoli 3, 12 e 13 del presente decreto legislativo, e qualora abbia diritto, a qualunque titolo, ad un contributo affluisce alla forma pensionistica prescelta dal lavoratore stesso o alla quale egli intenda trasferirsi ovvero alla quale il contributo debba essere conferito ai sensi del numero 2''.

Art. 13-quater.

(Norme in materia di riscossione dei contributi associativi)

1. All'articolo 26 della legge 30 maggio 1970 , n. 300 è aggiunto il seguente comma:

''Le convenzioni stipulate tra gli enti previdenziali e le associazioni sindacali e professionali per la riscossione dei contributi associativi, in forma diretta e con ritenuta sulle prestazioni, sono di carattere oneroso e devono prevedere, a pena di nullità, criteri di validità temporanea delle deleghe sottoscritte''».

 

14.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere l'articolo 14.

 

14.2

AUGELLO, SAIA

Sopprimere l'articolo 14.

 

14.3

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

Sopprimere il comma 1.

 

14.4

Il Relatore

Al comma 1, all'alinea, dopo le parole: «capo II» inserire le seguenti: «del titolo II»; al capoverso art. 14-ter, sostituire le parole: «Art. 14-ter» con le seguenti: «Art. 14-ter» e, al medesimo capoverso, al comma 1, dopo le parole: «articoli 2 o 3» inserire le seguenti: «della presente legge» e, al comma 2, sostituire le parole: «un sanzione» con le seguenti: «una sanzione».

 

14.5

MANZIONE

Al comma 1, capoverso: «Art. 14-bis» dopo le parole: «deliberare l'adozione di misure cautelari», aggiungere le parole: «nel rispetto dei diritti fondamentali riconosciuti ai soggetti esercenti la libera professione ed ai loro enti rappresentativi».

 

14.6

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1, capoverso: «Art. 14-bis», comma 2, sostituire le parole: «sono applicabili per un determinato periodo di tempo e, se necessario e opportuno, possono essere rinnovate» con le seguenti: «possono essere soggette ad immediata impugnazione, sono applicabili per un limitato periodo di tempo e non possono essere in ogni caso rinnovate o prorogate».

 

14.7

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Al comma 1, capoverso: «Art. 14-bis», al comma 3, sostituire le parole: «3 per cento del fatturato» con le seguenti: «1 per cento del fatturato».


14.1000/1

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 14.1000, dopo le parole: «al comma 1» aggiungere le seguenti: «l'articolo 14-bis della legge 10 ottobre 1990, n. 287, ivi richiamato è soppresso e».

 

14.1000/2

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 14.1000, dopo le parole: «al comma 1,» aggiungere le seguenti: «capoverso 14-bis, comma 2, sostituire le parole: ''sono applicabili per un determinato periodo di tempo e, se necessario e opportuno. possono essere rinnovate'' con le seguenti: ''possono essere soggette ad immediata impugnazione, sono applicabili per un limitato periodo di tempo e non possono essere in ogni caso rinnovate o prorogate e''».

 

14.1000/3

CARUSO, BUCCICO, VALENTINO, BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, PONTONE

All'emendamento 14.1000, dopo le parole: «al comma 1,» aggiungere le seguenti: «capoverso 14-bis, comma 3, sostituire le parole: ''3 per cento del fatturato'' con le seguenti: ''1 per cento del fatturato, e''».

 

14.1000

Il Governo

L'articolo 14 è così modificato:

«Al comma 1, le parole da: ''articolo 14-ter. - (Impegni)'' fino a: ''senza accertare l'illecito'' sono sostituite dalle seguenti: ''articolo 14-ter. (Impegni) – 1. Entro tre mesi dalla notifica dell'apertura di un'istruttoria per l'accertamento della violazione degli articoli 2 o 3 o degli articoli 81 o 82 del Trattato CE, le imprese possono presentare impegni tali da far venire meno i profili anticoncorrenziali oggetto dell'istruttoria. L'Autorità, valutata l'idoneità di tali impegni, può, nei limiti previsti dall'ordinamento comunitario, renderli obbligatori per le imprese e chiudere il procedimento senza accertare l'infrazione'';

Al comma 2 le parole: ''può essere ridotta in misura non superiore alla metà.'' sono sostituite dalle seguenti: ''può non essere applicata ovvero ridotta''».

 

14.8

Il Relatore

Al comma 2, capoverso 2-bis, sostituire le parole: «''2-bis» con le seguenti: «2bis».

 

14.2000

Il Governo

Dopo l'articolo 14, inserire il seguente:

«Art. 14-bis.

(Integrazione dei poteri dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni)

1. Ferme restando le competenze assegnate dalla normativa comunitaria e dalla legge 10 ottobre 1990 n. 287 all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la presentazione di impegni da parte delle imprese interessate è parimenti ammessa nei procedimenti di competenza dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in cui occorra promuovere la concorrenza nella fornitura delle reti e servizi di comunicazione elettronica e delle risorse e servizi correlati, ai sensi del decreto legislativo del 1 agosto 2003, n. 259, salva la disciplina recata dagli articoli 17 e seguenti del medesimo decreto per i mercati individuati nelle Raccomandazioni comunitarie relative ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche.

2. Nei casi previsti dal comma 1, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, qualora ritenga gli impegni proposti idonei ai fini rispettivamente indicati, può approvarli con l'effetto di renderli obbligatori per l'impresa proponente. In caso di mancata attuazione degli impegni resi obbligatori dall'Autorità trovano applicazione le sanzioni previste dalle discipline di settore. Qualora la proposta di impegno provenga da un'impresa incorsa in illecito non ancora punito, l'Autorità tiene conto dell'attuazione dell'impegno da essa approvato ai fini della decisione circa il trattamento sanzionatorio applicabile al caso concreto».

 

15.1

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Sopprimere l'articolo.

 

15.2

Il Relatore

Al comma 1, dopo le parole: «15-ter, del» inserire le seguenti: «testo unico di cui al».

 

15.3

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA, BORNACIN

Al comma 1, sostituire le parole: «31 dicembre 2007» con le seguenti: «31 dicembre 2006, relativamente al solo servizio idrico integrato al 31 dicembre 2007».

 

15.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo l'articolo 15, aggiungere il seguente:

«Art. 15-bis.

1. Al decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, i commi da 1 a 3 dell'articolo 23 sono sostituiti con i seguenti:

''1. Il termine del periodo transitorio previsto dall'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, è prorogato al 31 dicembre 2006, tale periodo può essere prolungato per i periodi stabiliti al comma 7 del medesimo articolo 15, qualora si verifichi una delle condizioni indicate.

2. I termini di cui al comma 1 non si applicano ai comuni che hanno avviato la procedura di gara per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas entro il 31 dicembre 2005.

3. I termini di cui al comma 1 possono essere ulteriormente prorogati di un anno, con atto dell'ente locale affidante o concedente, per comprovate e motivate ragioni di pubblico interesse.

4. Sono fatte salve le disposizioni di cui al comma 9 dell'articolo 15 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, nonché la facoltà di riscatto anticipato durante il periodo transitorio, di cui al comma 1, se prevista nell'atto di affidamento o di concessione''».

 

15.0.2

ANGIUS, GALARDI, LEGNINI

Dopo l'articolo 15, inserire il seguente:

«Art. 15-bis.

(Interventi per la soluzione di crisi industriali nel territorio della provincia de L'Aquila)

1. Al fine di concorrere alla soluzione delle crisi industriali, gli interventi di cui all'articolo 11, comma 8, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono estesi all'intero territorio della provincia de L'Aquila.

2. Per il finanziamento degli interventi di cui al comma 1, da realizzarsi nel territorio della provincia de L'Aquila, è concesso un contributo di 10 milioni di euro per l'anno 2006.

3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata dalle tabelle D ed F della legge 23 dicembre 2005, n. 266».

 

15.0.3

ANGIUS, LEGNINI, GALARDI

Dopo l'articolo 15, inserire il seguente:

«Art. 15-bis.

(Interventi per la soluzione di crisi industriali nel territorio delle province de L'Aquila e di Chieti)

1. Al fine di concorrere alla soluzione delle crisi industriali, gli interventi di deindustrializzazione di cui all'articolo 11, comma 8, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono estesi anche alle aziende operanti nelle aree di crisi del comparto elettronico delle province de L'Aquila e di Chieti.

2. Per il finanziamento degli interventi di cui al comma 1, da realizzarsi nel territorio delle province de L'Aquila e di Chieti, è concesso un contributo di 15 milioni di euro per l'anno 2006.

3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 61, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, come rideterminata dalle tabelle D ed F della legge 23 dicembre 2005, n. 266».

 

0/5/741/7

LEGNINI

La Commissione Bilancio,

in sede di esame del disegno di legge n. 741, «Conversione in legge de decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale»,

premesso che:

l'articolo 2 abroga le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono con riferimento alle attività libero professionali e intellettuali:

a) la fissazione di tariffe obbligatorie fisse o minime ovvero il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi perseguiti;

b) il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni;

c) il divieto di fornire all'utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti;

l'articolo 3, a sua volta, prevede l'abrogazione delle disposizioni legislative e regolamentari statali di disciplina del settore della distribuzione commerciale incompatibili con quanto previsto dallo stesso articolo;

la mancata elencazione delle disposizioni abrogate comporterà serie difficoltà ricognitive ed interpretative per gli operatori del settore, per la pubblica amministrazione e per i consumatori,

impegna il Governo:

a procedere, al fine di migliorare la qualità della legislazione, all'individuazione delle disposizioni di legge e dei regolamenti statali abrogati dagli articoli 2 e 3 e ad apportare ai regolamenti stessi le modifiche rese necessarie dalle abrogazioni intervenute, in occasione dell'emanazione della legge di semplificazione per l'anno corrente o di altro provvedimento legislativo.

 


BILANCIO (5ª)

martedì 18 luglio 2006

12ª Seduta (notturna)

Presidenza del Presidente

MORANDO

 

IN SEDE REFERENTE

 

(741) Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all' evasione fiscale

(Seguito dell'esame e rinvio)

 

Riprende l’esame sospeso nell’odierna seduta antimeridiana.

 

Il presidente MORANDO dichiara che sono stati presentati dal Governo due ulteriori emendamenti, il 21.2000 e 22.2000 per i quali sarà possibile presentare subemendamenti entro le ore 10 di domani mattina.

 

Il sottosegretario SARTOR conferma che tali due emendamenti sono gli ultimi presentati da parte del Governo in Commissione e risultano già contenuti nel relativo fascicolo.

 

Il senatore VEGAS (FI) esprime perplessità in ordine all’ammissibilità di tali emendamenti con particolare riferimento al 22.2000, ricordando che la giurisprudenza parlamentare risulta rigorosa nel richiedere la necessaria omogeneità tra proposte emendative e testo di riferimento.

 

Il PRESIDENTE, preannunciando il proprio orientamento favorevole all’accoglimento dell’osservazione del senatore Vegas con la conseguente richiesta di ritiro dei suddetti emendamenti da parte del Governo, si riserva comunque un ulteriore approfondimento sul punto, in particolare rileva che il comma 3 dell’emendamento 22.2000 potrebbe presentare profili di attinenza.

Cede dunque la parola al rappresentante del Governo ai fini dell’espressione del parere sugli emendamenti riferiti all’articolo 2 del decreto.

 

Il sottosegretario GIARETTA, nel formulare un generale orientamento per la conferma del tenore del testo dell’articolo 2 come formulato, esprime parere contrario sugli emendamenti da 2.1 a 2.12, precisando che la lettera b) di quest’ultimo risulta assorbita dall’emendamento del Governo mentre la lettera c) appare nelle proposte emendative del Governo più puntualmente formulata, mentre non può trovare accoglimento in riferimento allo svolgimento di attività interdisciplinari da parte dei professionisti.

 

Il senatore FERRARA (FI) rileva a riguardo che la lettera a) costituiva il tratto più importante della proposta emendativa, che non risulta contenuto nell’emendamento del Governo.

 

Il sottosegretario GIARETTA esprime quindi parere contrario in ordine al subemendamento 2.1000/1, nonché sugli emendamenti da 2.15 a 2.19 e sul subemendamento 2.2000/1. Esprime parere favorevole sugli emendamenti 2.1000 e 2.2000 del Governo mentre invita al ritiro dell’emendamento 2.21 perché parzialmente assorbito dall’emendamento del Governo.

Invita quindi a ritirare l’emendamento 2.22 o in alternativa esprime parere contrario.

Esprime parere contrario sull’emendamento 2.23, mentre invita al ritiro delle proposte 2.24 e 2.25. Esprime parere contrario sugli emendamenti da 2.26 a 2.30 mentre invita al ritiro del 2.31 perché le società di persone prevedono un regime di responsabilità patrimoniale in capo ai soci. Esprime parere contrario sugli emendamenti 2.32, 2.33 (di cui il relatore aveva chiesto l’accantonamento), 2.34, 2.35, 2.36, 2.37. In merito alla riformulazione proposta con l’emendamento 2.39 (testo 2) ritiene opportuna una valutazione in sede di Commissione competente per materia per cui invita al ritiro. Esprime infine parere contrario sugli emendamenti da 2.40 a 2.43, mentre invita al ritiro del 2.0.1 altrimenti il parere è contrario.

 

La senatrice RAME (Misto-IdV) ritira quindi gli emendamenti 2.21 e 2.31.

 

Il senatore LUSI (Ulivo) ritira l’emendamento 2.25 e il senatore LEGNINI (Ulivo) ritira l’emendamento 2.24 e, dopo averlo fatto proprio, l’emendamento 2.34.

 

Il PRESIDENTE dà la parola al relatore Ripamonti ricordando che questi si era rimesso al parere del Governo relativamente agli emendamenti 2.35, 2.36 e 2.37 sui quali il Governo ha espresso parere contrario.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), nel prendere atto del parere del Governo, dichiara che le questioni in esame meritano un ulteriore approfondimento per cui chiede l’accantonamento di tutti gli emendamenti relativi alle professioni per procedere su questi nella giornata di domani.

 

Il PRESIDENTE, preso atto della richiesta del relatore e rilevate le esigenze di una maggiore riflessione sul punto alla luce delle incisive modifiche proposte nel parere della Commissione giustizia, propone l’accantonamento degli emendamenti riferiti all’articolo 2.

 

La Commissione conviene.

 

Si procede di seguito con l’esame degli emendamenti riferiti all’articolo 3.

 

Il sottosegretario GIARETTA precisa anzitutto che la formulazione dell’emendamento 3.6000 del Governo contiene un errato riferimento all’esercizio "commerciale" che deve invece intendersi "di vicinato". Chiede pertanto l’acquisizione di tale modifica (3.6000 testo 2).

 

Il PRESIDENTE dà quindi la parola al relatore Ripamonti per la formulazione del parere sugli emendamenti all’articolo 3.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) esprime parere contrario sull’emendamento 3.1, mentre invita al ritiro dell’emendamento 3.2 o in alternativa parere contrario. Esprime parere favorevole sul 3.1000 del Governo mentre esprime parere contrario sugli emendamenti 3.3, 3.4 e il 3.5. Esprime parere contrario sull’emendamento 3.6 e favorevole sul 3.2000, mentre sull’emendamento 3.7 formula parere contrario. Esprime poi parere contrario sugli emendamenti 3.10, 3.11 e 3.12, mentre il parere è favorevole sul 3.3000. Esprime parere contrario sugli emendamenti da 3.13 a 3.17 e favorevole sull’emendamento 3.4000.

L’emendamento 3.5000 su cui esprime parere favorevole assorbirebbe gli emendamenti 3.18 e 3.19 sui quali si esprime con parere contrario come sull’emendamento 3.20.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) ritira l’emendamento 3.5 e, dopo averlo fatto proprio, l’emendamento 3.20.

 

Il senatore TECCE (RC-SE) ritira gli emendamenti 3.9 e 3.19.

 

Sull’emendamento del Governo 3.6000 (testo 2) il RELATORE esprime parere favorevole chiedendo tuttavia chiarimenti al Governo sulle possibili conseguenze della norma sugli artigiani rispetto alla disciplina urgente. Esprime poi parere contrario sull’emendamento 3.21, identico al 3.22.

Sull’emendamento 3.23 il parere è contrario ove non ritirato; il parere è contrario poi sugli emendamenti 3.24, 3.26, 3.0.1, 3.0.2 e 3.0.3, mentre sull’emendamento 3.25 si rimette al Governo.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) ritira l’emendamento 3.22.

 

Il sottosegretario GIARETTA esprime parere contrario sugli emendamenti 3.1 e 3.4, mentre invita al ritiro del 3.2 in quanto l’articolo 3 non mette in discussione le competenze regionali ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, invita pertanto il presentatore a formulare un ordine del giorno. Esprime quindi parere contrario sugli emendamenti 3.3, 3.4 e 3.6.

Esprime parere contrario su tutti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 3 e sugli aggiuntivi, mentre in ordine all’emendamento 3.6000 (testo 2) il Governo chiarisce che per le attività artigianali è già possibile il consumo in loco dei prodotti.

 

Il senatore ALBONETTI (RC-SE) ritira l’emendamento 3.14 che viene però fatto proprio dal senatore POLLEDRI (LNP) che lo mantiene.

 

Si passa quindi al voto sugli emendamenti relativi all’articolo 3, ovvero recanti articoli aggiuntivi dopo lo stesso.

 

Posto ai voti, viene respinto l’emendamento 3.1.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) chiede l’accantonamento dell’emendamento 3.2, in quanto appare necessaria una revisione sul testo dell’articolo 3 proposto dal Governo, al fine di garantire la possibilità delle regioni di legiferare in tema di distanze minime tra esercizi commerciali, e mantenere una distribuzione ordinata degli stessi, soprattutto per quanto riguarda la grande distribuzione.

 

Intervengono il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com), che si dichiara contrario alla proposta di accantonamento, nonché il sottosegretario GIARETTA, il quale si pronuncia invece in senso favorevole, pur osservando che le regioni conserverebbero comunque lo strumento della programmazione urbanistica.

 

La Commissione conviene infine di accantonare l’emendamento 3.2.

 

Posto ai voti, risulta approvato l’emendamento 3.1000 e, conseguentemente, sono dichiarati assorbiti gli emendamenti 3.3 e 3.4.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) dichiara di ritirare l’emendamento 3.6.

 

Il senatore FERRARA (FI) interviene in dichiarazione di voto contraria sull’emendamento 3.2000 del Governo, in quanto sopprime inspiegabilmente il riferimento alle esigenze di tutela della salute e di tutela igienico-sanitaria degli alimenti, in nome di una malintesa ed incoerente forma di liberismo nel settore alimentare.

 

Il sottosegretario GIARETTA chiarisce che la formulazione contenuta nell’emendamento 3.2000 inserisce solo un riferimento tecnicamente più preciso al settore alimentare e della somministrazione degli alimenti e delle bevande, per i quali restano comunque ferme tutte le vigenti disposizioni di carattere igienico-sanitario.

 

Dopo un intervento del senatore BALDASSARRI (AN), che si dichiara insoddisfatto della risposta del rappresentante del Governo, l’emendamento 3.2000 viene posto ai voti ed approvato. Risultano pertanto assorbiti gli emendamenti 3.7 e 3.8.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) dichiara il proprio voto favorevole sull’emendamento 3.10, rilevando che l’abolizione delle distanze minime obbligatorie tra attività commerciali reca gravi danni al settore, riducendo il valore delle licenze commerciali e favorendo la grande distribuzione, danno dei piccoli esercizi.

 

Posti separatamente ai voti, gli emendamenti 3.10 e 3.11 vengono respinti, mentre viene approvato l’emendamento 3.3000. Con successive, distinte votazioni, sono quindi altresì respinti gli emendamenti 3.12 e 3.13.


Il senatore ALBONETTI (RC-SE) si dichiara contrario all’emendamento 3.14, facendosi convinto, sulla base dei chiarimenti resi dal sottosegretario Giaretta, che il testo dell’articolo 3 non comprometterebbe comunque la capacità programmatoria delle competenti amministrazioni in materia commerciale.

 

Posti separatamente ai voti, sono quindi respinti gli emendamenti da 3.14 a 3.16.

 

Il senatore FERRARA (FI) contesta la formulazione della proposta 3.4000 del Governo, che sembra restringere la capacità delle amministrazioni di intervenire in maniera organica con divieti "generali".

 

A un intervento del senatore BALDASSARRI (AN), che condivide le perplessità del senatore Ferrara, replica il presidente MORANDO, che osserva che l’emendamento sembra andare piuttosto verso un ampliamento della capacità di intervento delle amministrazioni.

 

In esito a separati scrutini, viene quindi approvato l’emendamento 3.4000, nonché respinto l’emendamento 3.17 e approvata la proposta 3.5000. Infine, risulta respinto l’emendamento 3.18.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) si pronuncia in senso contrario sull’emendamento del Governo 3.6000 (testo 2), in quanto mantenendo l’obbligo di autorizzazioni preventive per il servizio assistito di somministrazione di cibi e bevande penalizza i piccoli esercizi a vantaggio della grande distribuzione.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) si dichiara favorevole alla suddetta proposta 3.6000 (testo 2), in quanto delinea con maggiore precisione le diverse tipologie di esercizi commerciali.

 

Il senatore FERRARA (FI) ritiene che l’esclusione di autorizzazioni preventive per il consumo immediato possa disincentivare gli esercizi interessati dal garantire la sussistenza dei necessari requisiti e strutture.

 

Il senatore MORGANDO (Ulivo) sottolinea come la lettera g) inserita dalla proposta 3.6000 (testo 2) al comma 1 dell’articolo 3 del disegno di legge in esame, sia semplicemente coerente con l’impianto generale del provvedimento, volto appunto a ridurre al minimo la necessità delle autorizzazioni preventive.

 

L’emendamento 3.6000 (testo 2), posto ai voti, viene quindi approvato.

 

Il senatore FERRARA (FI) raccomanda l’approvazione dell’emendamento 3.21, volto a garantire l’effettiva tutela della salute pubblica e rispetto al quale non si comprendono i pareri contrari del relatore e, soprattutto, del Governo.

 

Il sottosegretario GIARETTA precisa che l’emendamento 3.21, pur condivisibile nel merito, reca tuttavia una formulazione suscettibile di alterare il necessario e delicato equilibrio tra competenze statali e regionali nel settore in cui interviene l’articolo 3 del disegno di legge in esame, per cui non può essere accettata.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) ritiene che l’articolo 3 del provvedimento in esame alteri pesantemente l’equilibrio tra competenze statali e regionali in campo commerciale, tanto che alcune regioni hanno già sollevato conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

 

Con successive, separate, votazioni, viene quindi respinto l’emendamento 3.21 e successivamente gli emendamenti da 3.23 a 3.0.3.

 

Si passa quindi all’espressione dei pareri del relatore e del Governo sugli emendamenti relativi all’articolo 4.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) formula parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all’articolo 4, invitando in particolare al ritiro degli emendamenti 4.12 e 4.37. Si dichiara in senso contrario sugli emendamenti 4.19 (identico a 4.20 e 4.21) e 4.22, mentre esprime parere favorevole sul successivo 4.23, che verte sulla stessa materia e presenta una formulazione più esaustiva, sulla quale ritiene pertanto che potrebbe registrarsi un’ampia convergenza di tutte le forze politiche. Esprime infine parere favorevole sulle proposte 4.1000 e 4.2000 del Governo.

 

Il sottosegretario GIARETTA esprime avviso conforme al relatore, invitando al ritiro della proposta 4.7. Si pronuncia in senso favorevole sugli emendamenti del Governo 4.1000 e 4.2000, confermando altresì il parere contrario sulle identiche proposte 4.19, 4.20 e 4.21, nonché sulla proposta 4.22, invitando nel contempo i firmatari ad aderire all’emendamento di analogo tenore 4.23, sul quale esprime invece parere favorevole.

 

Il senatore LEGNINI (Ulivo) ritira la proposta 4.11, in quanto assorbita nella sostanza dagli emendamenti del Governo, nonché l’emendamento 4.38.

 

Il senatore TECCE (RC-SE) ritira l’emendamento 4.17.

 

Il senatore MORGANDO (Ulivo), accogliendo l’invito del sottosegretario Giaretta, ritira la proposta 4.7.

 

Si passa quindi alla votazione.

 

Con separati scrutini sono respinti gli emendamenti restanti da 4.1 a 4.16, nonché il subemendamento 4.1000/1, mentre risulta approvato l’emendamento 4.1000 del Governo.

 

Con ulteriori, distinte votazioni, sono altresì respinte le proposte 4.18 e 4.2000/1, mentre viene approvato l’emendamento 4.2000 del Governo.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) chiede che si faccia luogo alla votazione per parti separate sugli emendamenti 4.19, 4.20 e 4.21 di analogo contenuto.

 

Il presidente MORANDO concorda con la proposta, rilevando che su alcune parti dei citati emendamenti, in particolare le lettere a) e c), potrebbe registrarsi un’ampia condivisione tra maggioranza ed opposizione.

 

Il senatore BALDASSARRI (AN) propone di non procedere alla votazione per parti separate, evidenziando che l’opposizione potrebbe accettare la soppressione della lettera b) nei citati emendamenti, ove il Governo e la maggioranza accettassero il mantenimento della lettera d).

 

Il sottosegretario GIARETTA condivide la cancellazione della lettera b), mentre si dichiara contrario alla conservazione della lettera d). Quest’ultima, infatti, imponendo l’adozione della dicitura espressa di "pane conservato", potrebbe esporsi alla censura della Commissione europea, laddove la scelta del Governo di precisare semplicemente la definizione di "pane fresco", di cui alla lettera c), appare una formulazione più idonea.

 

Il relatore RIPAMONTI (IU-Verdi-Com) concorda con l’avviso del sottosegretario Giaretta.

 

Il senatore CICCANTI (UDC) si dichiara favorevole alla lettera b), ritenendo essenziale il mantenimento di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale per gli addetti alle imprese del settore della panificazione. Analogamente, si dichiara favorevole anche alla lettera d), in quanto fondamentale per la tutela dei consumatori, indipendentemente dalle pressioni provenienti dalla Commissione europea.

 

Il senatore BALDASSARRI (AN) ribadisce la disponibilità a cassare la lettera b) degli emendamenti 4.19, 4.20 e 4.21 solo a condizione di mantenere la lettera d), al fine di garantire la trasparenza di scelta per i consumatori ed evitare indebiti vantaggi competitivi alla grande distribuzione a scapito dei piccoli panificatori.

 

Il senatore Antonio BOCCIA (Ulivo) osserva che le questioni testé evidenziate in merito al carattere problematico delle lettere b) e d) appaiono fondate e meritevoli di approfondimento. Propone pertanto di procedere alla votazione della sola lettera c), accantonando nel contempo le lettere b) e d), in vista anche di una eventuale riformulazione più compatibile con i vincoli comunitari.

 

Il senatore MORGANDO (Ulivo) concorda con la proposta del senatore Boccia, pur rilevando che, una volta fissata la denominazione di "pane fresco" di cui alla lettera c), potrebbe essere risolta anche la questione del "pane conservato" di cui alla lettera d).

 

Anche il senatore CICCANTI (UDC) concorda con la proposta del senatore Boccia.

 

La Commissione conviene infine di procedere alla votazione per parti separate sull’emendamento 4.19. Risultano approvate, oltre al capoverso 2-bis, le lettere a) e c), mentre sono accantonate le lettere b) e d) e gli emendamenti dal 4.20 al 4.23.

 

Con successive, separate, votazioni sono respinti gli emendamenti da 4.24 a 4.33 (essendo stata la proposta 4.34 già ritirata nella seduta antimeridiana di ieri).

 

La senatrice RUBINATO (Aut) ritira l’emendamento 4.35.

 

Il senatore FERRARA (FI) interviene sull’emendamento 4.37, identico al 4.36, sottolineando l’esigenza di prevedere espressamente la possibilità dell’attività di somministrazione diretta di cibi e bevande a favore dei panifici, come richiesto dalle associazioni di categoria. Contesta quindi le disposizioni introdotte dal Governo con l’emendamento 4.2000, che escludono invece tale possibilità, lasciando solo quella del consumo immediato già prevista dalla legislazione vigente. Ciò contravviene agli impegni presi con le associazioni di categoria e agli stessi propositi di liberalizzazione del settore propagandati in queste settimane.

 

Il senatore BALDASSARRI (AN) concorda con le osservazioni del senatore Ferrara.

 

Il senatore POLLEDRI (LNP) aggiunge la sua firma all’emendamento 4.37.

 

Il senatore CICCANTI (UDC), in qualità di firmatario dell’identico emendamento 4.36, segnala che l’esclusione della possibilità di somministrazione assistita da parte dei panifici avvantaggia in maniera ingiustificata gli esercizi della grande distribuzione.

 

Posti congiuntamente ai voti, gli emendamenti 4.36 e 4.37 sono infine respinti.

 

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

 

La seduta termina alle ore 23,05.


Allegato

 

EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE N. 741

 

 

3.1

POLLEDRI, FRUSCIO, FRANCO PAOLO

Sopprimere l'articolo.

 

3.2

LEGNINI

Al comma 1, dopo le parole: «della Costituzione» aggiungere le seguenti: «ferma restando la potestà legislativa e programmatoria delle regioni, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114,».

 

3.1000

Il Governo

Al comma 1, alinea, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite con le seguenti: «le attività commerciali, come individuate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e di somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.3

TECCE

Al comma 1, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite dalle seguenti: «le attività commerciali di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.4

GARRAFFA, LEGNINI

Al comma 1, le parole: «le attività economiche di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande» sono sostituite dalle seguenti: «le attività commerciali di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, nonché la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.5

LEGNINI, GARRAFFA

 

Al comma 1, sostituire le parole: «di distribuzione commerciale, ivi comprese la somministrazione di alimenti e bevande,» con le seguenti: «disciplinate dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, dalla legge 25 agosto 1991, n. 287, nonché dalle leggi regionali approvate nelle rispettive materie,».

 

 

3.6

LEGNINI, GARRAFFA

Al comma 1, alla lettera a), dopo la parola: «ovvero» aggiungere la seguente: «il» e dopo le parole: «degli alimenti» inserire il seguente periodo: «Spetta alle regioni individuare i percorsi formativi che assicurino il possesso dei detti requisiti. L'iscrizione nel registro degli esercenti il commercio per la somministrazione di alimenti e bevande ottenuta entro il 4 luglio 2006, ovvero l'attestazione del possesso del requisito inerente la frequenza con esito positivo dei corsi professionali istituiti o riconosciuti dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano, aventi ad oggetto l'attività di somministrazione di alimenti e bevande, o il superamento, dinanzi all'apposita commissione costituita presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell'esame di idoneità all'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande costituiscono comunque requisito valido ai fini dell'esercizio dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande;».

 

3.2000

Il Governo

Al comma 1, lettera a) le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono sostituite con le seguenti: «fatti salvi quelli riguardanti il settore alimentare e della somministrazione degli alimenti e delle bevande».

 

3.7

GARRAFFA

Al comma 1, lettera a), le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono sostituite dalle seguenti: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute, la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, la sicurezza e l'informazione del consumatore nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.8

GARRAFFA

Al comma 1, lettera a), dopo le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono aggiunte le seguenti: «nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.9

TECCE

AI comma 1, lettera a) dopo le parole: «fatti salvi quelli riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti» sono aggiunte le seguenti: «nonché quelli riguardanti la somministrazione di alimenti e bevande».

 

3.10

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera b).

 

3.11

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera c).

 

3.3000

Il Governo

Al comma 1, lettera c), sono aggiunte le seguenti parole: «, fatta salva la distinzione tra settore alimentare e non alimentare».

 

3.12

GARRAFFA

Al comma 1, lettera c) dopo le parole: «esercizi commerciali;» inserire le seguenti: «, nell'ambito del settore alimentare e di quello non alimentare. È fatta salva la possibilità per le Regioni di prevedere limitate diversificazioni merceologiche all'interno del solo settore non alimentare;».

 

3.13

PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera d).

 

3.14

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI, NARDINI

Al comma 1, sopprimere la lettera d).

 

3.15

GARRAFFA

Al comma 1, alla lettera d), dopo le parole: «sub regionale;» inserire le seguenti: «, concepite al fine di impedire concentrazioni in capo a singole insegne o gruppi commerciali.»

 

3.16

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera e).

 

3.4000

Il Governo

Al comma 1, lettera e), sopprimere la seguente parola: «generali».

 

3.17

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER, MONTALBANO, PERRIN

Al comma 1 sopprimere la lettera f).

 

3.5000

Il Governo

Al comma 1, lettera f). dopo la parola «temporale» inserire le seguenti: «o quantitativo» e, in fine, aggiungere le seguenti: «tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti».

 

3.18

GARRAFFA

Al comma 1, lettera f) dopo le parole: «esercizi commerciali;» inserire le seguenti: «, fatta salva la facoltà per le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano di impedire l'effettuazione delle vendite promozionali nei periodi immediatamente precedenti le vendite di fine stagione.»

 

3.19

TECCE

AI comma 1, lettera f) aggiungere in fine le seguenti parole: «tranne che nei periodi concomitanti e immediatamente precedenti l'effettuazione dei saldi di fine stagione».

 

3.20

GARRAFFA

Al comma 1, lettera f) aggiungere in fine le seguenti parole: «tranne che nei periodi concomitanti e immediatamente precedenti l'effettuazione dei saldi di fine stagione».

 

3.6000 (testo 2)

Il Governo

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

«g) il divieto o l'ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l'esercizio di vicinato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie».

 

3.6000

Il Governo

Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

«g) il divieto o l'ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l'esercizio commerciale, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie».

 

3.21

SCHIFANI, POSSA, TOMASSINI, CENTARO, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al comma 2, dopo le parole: «le disposizioni», inserire le seguenti: «finalizzate al perseguimento di obiettivi di difesa della salute pubblica, nonché quelle che».

 

3.22

LEGNINI

Al comma 2, dopo le parole: «le disposizioni» inserire le seguenti: «finalizzate al perseguimento di obiettivi di difesa della salute pubblica nonché quelle».

 

3.23

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto e alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, alle imprese artigiane di produzione alimentare, iscritte all'albo di cui dell'articolo 5 della legge 8 agosto 1985, n. 443, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti, è consentito attrezzare locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, allo scopo di consentire ai clienti la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, nonché di bevande ed alimenti accessori anche non di propria produzione, essendo a tal fine esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.»

Conseguentemente al comma 3, dopo le parole: «di cui al comma 1», inserire le seguenti: «e 2-bis» e al comma 4, dopo le parole: « di cui al comma 1» inserire le seguenti: «e 2-bis».

 

3.24

PERRIN

Il comma 4 è sostituito dal seguente:

«4. Le regioni e gli enti locali adeguano le proprie disposizioni legislative e regolamentari ai principi di cui al comma 1 entro il 1º gennaio 2008».

 

3.25

DONATI, DE PETRIS, BULGARELLI, PECORARO SCANIO, SILVESTRI

Al comma 4, dopo le parole: «Le regioni e gli enti locali» inserire le seguenti: «, fatte salve le proprie prerogative di valutazione in merito alle valutazioni sull'impatto urbanistico, ambientale e di conformità ai piani urbani della mobilità, nonché di tutela delle botteghe storiche e delle produzioni di qualità,».

 

3.26

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE

Dopo il comma 4 aggiungere il seguente:

«4-bis. All'articolo 9 del Decreto legislativo del 31 marzo 1998 n. 114 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

''6. Al rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento, nella misura massima del 50% della superficie di vendita, e per una sola volta, delle grandi strutture di vendita, anche in forma di centro commerciale, già attive da almeno 5 anni, e per le quali l'ampliamento richiesto sia compatibile con gli strumenti urbanistici vigenti al momento di entrata in vigore della presente norma, non si applicano le disposizioni di cui ai precedenti commi 3 e 4. Il rilascio dell'autorizzazione all'ampliamento della superficie di vendita è subordinato al versamento da parte dell'interessato di un contributo straordinario determinato dal comune competente per territorio non inferiore a 500 euro al metro quadro e non superiore a 1000 euro al metro quadro».

 

3.0.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

3.0.2

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

3.0.3

CICCANTI, FORTE

Dopo l'articolo 3, è inserito il seguente:

Art. 3-bis.

(Regole di tutela della concorrenza e dei consumatori nel settore della produzione alimentare)

1. Al fine di garantire la tutela della concorrenza e dei consumatori, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, assicurando condizioni di omogeneità e di parità di accesso delle imprese al mercato, l'esercizio delle attività di produzione alimentare è subordinato al possesso di appositi requisiti di qualificazione professionale, riguardanti la tutela della salute e la tutela igienico-sanitaria degli alimenti, da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico. Entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare il possesso dei predetti requisiti.

2. Al fine di assicurare ai consumatori condizioni adeguate di accessibilità all'acquisto ed alla degustazione di prodotti alimentari, nel rispetto della tutela della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, le imprese di produzione alimentare, di cui al primo comma, che effettuano la vendita diretta dei propri prodotti possono attrezzare i locali adiacenti a quelli di produzione, o superfici pertinenti aperte al pubblico, per consentire ai clienti la degustazione e la consumazione sul posto dei medesimi prodotti, ivi compresi altri alimenti e bevande in via meramente strumentale rispetto al consumo dei prodotti alimentari dell'impresa, e sono esonerate dall'applicazione delle disposizioni vigenti concernenti le attività economiche di distribuzione commerciale e di somministrazione di alimenti e bevande.

 

4.1

POLLEDRI, FRANCO PAOLO, FRUSCIO

Sopprimere l'articolo 4.

 

4.2

MENARDI

Sopprimere l'articolo 4.

 

4.3

SCHIFANI, CANTONI, ALBERTI CASELLATI, SACCONI, AZZOLLINI, BONFRISCO, FERRARA, TADDEI, VEGAS, AMATO, ASCIUTTI, BALDINI, BARBA, BARELLI, BETTAMIO, BIANCONI, BIONDI, BURANI PROCACCINI, CAMBER, CARRARA, CASOLI, CENTARO, CICOLANI, COLLI, COMINCIOLI, COSTA, D'ALI', DELL'UTRI, FAZZONE, FIRRARELLO, GENTILE, GHEDINI, GHIGO, GIULIANO, GRILLO, GUZZANTI, IANNUZZI, IORIO, IZZO, LORUSSO, LUNARDI, MALAN, MALVANO, MARINI GIULIO, MAURO, MORRA, NESSA, NOVI, PALMA, PASTORE, PERA, PIANETTA, PICCIONI, PICCONE, PISANU, PITTELLI, POSSA, QUAGLIARIELLO, REBUZZI, SCARABOSIO, SCARPA BONAZZA BUORA, SCOTTI, STANCA, STERPA, TOMASSINI, VENTUCCI, VICECONTE, VIZZINI, ZICCONE

Al comma 1, le parole: «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2008».

 

4.4

MANTICA

Al comma 1, le parole: «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1º gennaio 2008».

4.5

GARRAFFA, ROSSA

Al comma 2, sostituire il secondo periodo con il seguente: «La dichiarazione deve essere corredata:

a) dall'attestazione della frequenza con esito positivo di un corso professionale inerente la produzione di pane e prodotti da forno istituito o riconosciuto dalle Regioni o dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Il requisito professionale è comunque riconosciuto a chi abbia frequentato in proprio, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, l'attività di panificazione o a chi abbia prestato opera, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l'attività di panificazione, in qualità di dipendente qualificato addetto alla produzione o, se trattasi di coniuge o parente o affine entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'INPS;

b) dall'attestazione del possesso dei requisiti igienico-sanitari inerenti locali, attrezzature, emersioni in atmosfera, nonché dei requisiti urbanistico-edilizi».

 

4.6

BARBATO

Al comma 2 sostituire il secondo periodo con il seguente: «La dichiarazione deve essere corredata dall'autorizzazione della competente Azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico sanitari e dall'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, dal titolo abilitativo edilizio e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.7

MORGANDO

Al comma 2, le parole: «La dichiarazione deve essere corredata dalla autorizzazione della competente azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari», sono sostituite dalle seguenti: «La dichiarazione deve essere corredata dalla registrazione in autocertificazione del rispetto dei requisiti igienico-sanitari prevista dal regolamento comunitario n. 852 del 29 maggio 2004».

 

4.8

VITALI, LEGNINI, ENRIQUES

Al comma 2, le parole: «La dichiarazione deve essere corredata dalla autorizzazione della competente azienda sanitaria locale in merito ai requisiti igienico-sanitari», sono sostituite dalle seguenti: «La dichiarazione deve essere corredata dalla registrazione in autocertificazione del rispetto dei requisiti igienico-sanitari prevista dal regolamento comunitario n. 852 del 29 maggio 2004».

 

4.9

PETERLINI, PINZGER, THALER AUSSERHOFER

Al comma 2 dopo le parole: «alle emissioni in atmosfera», sostituire il restante articolo con le seguenti: «dal titolo abilitativo edilizio e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.10

BALDASSARRI, MENARDI, AUGELLO, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «dal titolo abilitativo edilizio», aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione dal permesso di agibilità dei locali, e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.11

LEGNINI

Al comma 2, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione» e aggiungere, in fine le seguenti parole: «, da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.12

RUBINATO

Al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» inserire le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione,». Inoltre, dopo le parole: «agibilità dei locali» inserire le seguenti: «e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.13

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «titolo abilitativo edilizio» aggiungere le seguenti: «e di idoneità tecnica relativamente all'attività di panificazione».

 

4.14

CICCANTI

Al comma 2, dopo le parole: «di agibilità dei locali» aggiungere il seguente periodo: «di agibilità dei locali, da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materia prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.15

CICCANTI, MANINETTI, RUGGERI, FORTE, EUFEMI

Al comma 2, dopo le parole: «agibilità dei locali» aggiungere le seguenti: «da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.16

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, SAIA

Al comma 2, dopo le parole: «agibilità dei locali» aggiungere le seguenti: «e dell'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovrintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.1000/1

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, BUCCICO, PARAVIA

All'emendamento 4.1000, dopo le parole: «norme vigenti» aggiungere le seguenti: «rispetto delle regole di buona pratica professionale».

 

4.1000

Il Governo

Al comma 2 sono aggiunte le seguenti parole: «, nonchè dall'indicazione del nominativo del responsabile dell'attività produttiva, che assicura l'utilizzo di materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.17

TECCE, ALBONETTI, ALLOCCA, ALFONZI, NARDINI

Al comma 2, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «da quelli relativi alla idoneità strutturale dei locali, delle macchine, degli impianti finalizzati all'attività di panificazione e dall'indicazione del nominativo del responsabile di panificazione che sovraintende e coordina la fase produttiva, al fine di garantire il rispetto delle regole di buona pratica professionale, l'utilizzo delle materie prime in conformità alle norme vigenti, l'osservanza delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza dei luoghi di lavoro e la qualità del prodotto finito».

 

4.18

MENARDI

Alla fine del comma 2, aggiungere il seguente periodo: «La dichiarazione di inizio attività deve essere corredata anche dall'autorizzazione della Camera di commercio che valuta ed accerta l'idoneità e la conformità dei requisiti strutturali, dei locali, delle macchine e degli impianti, nonché i requisiti di professionalità dell'operatore».

 

4.2000/1

LOSURDO, ALLEGRINI, DE ANGELIS, BUCCICO, PARAVIA

All'emendamento 4.2000, sopprimere le parole da: «con l'esclusione» fino a: «somministrazione».

 

4.2000

Il Governo

Dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. È comunque consentita ai titolari di impianti di cui al comma 2 l'attività di vendita dei prodotti di propria produzione per il consumo immediato, utilizzando i locali e gli arredi dell'azienda con l'esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l'osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie».

 

4.19

POLLEDRI, FRANCO PAOLO

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.20

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di «pane fresco» da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.21

EUFEMI

Dopo il comma 2, è inserito il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole ed il Ministro della salute, previa intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome, emana un decreto ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) il possesso di appositi requisiti di qualificazione tecnico-professionale da parte di un addetto dell'impresa designato in qualità di responsabile tecnico con il compito di sovrintendere e coordinare il ciclo produttivo nelle sue fasi;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle tipologie panarie esistenti a livello territoriale;

d) l'adozione della dicitura ''pane conservato'' con l'indicazione dello stato o del metodo di conservazione utilizzato, delle specifiche modalità di confezionamento e di vendita, nonché delle eventuali modalità di conservazione e di consumo».

 

4.22

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, inserire il seguente:

«2-bis. Al fine di consentire ai consumatori una chiara identificazione nel mercato dei diversi prodotti della pianificazione e delle modalità di lavorazione adottate, la denominazione ''pane fresco'' è riservata in via esclusiva, nel rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di libera circolazione delle merci e di mutuo riconoscimento, al pane caratterizzato dai seguenti requisiti:

a) posto in vendita al consumatore finale entro e non oltre due giorni a decorrere dal completamento del processo produttivo;

b) prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate alla conservazione, a partire dalle materie prime fino alla completa cottura finale;

c) ottenuto per cottura di impasti che non hanno subìto surgelazione, congelamento o altro tipo di processo finalizzato alla conservazione prolungata dell'impasto stesso e tale, per sua natura, da costituire interruzione del processo produttivo, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione».

 

4.23

DE PETRIS, PECORARO SCANIO, BULGARELLI, SILVESTRI, DONATI

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e con il Ministro della salute, previo parere della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede, con proprio provvedimento, a disciplinare:

a) la denominazione di ''panificio'' da riservare alle imprese che svolgono l'intero ciclo di produzione del pane, dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale;

b) i requisiti minimi di qualificazione professionale necessari per l'avvio dell'attività, a tutela della salute dei consumatori e dell'igiene degli alimenti;

c) la denominazione di ''pane fresco'' da riservare al pane prodotto secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento, alla surgelazione o alla conservazione prolungata delle materie prime, dei prodotti intermedi della panificazione e degli impasti, fatto salvo l'impiego di tecniche di lavorazione finalizzate al solo rallentamento del processo di lievitazione, da porre in vendita entro un termine che tenga conto delle diverse tipologie panarie esistenti a livello territoriale».

 

4.24

BALDASSARRI, AUGELLO, SAIA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Il titolare, oppure il collaboratore familiare, socio o lavoratore dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante, che presta in misura prevalente la propria opera nell'ambito dello stesso impianto, sovrintendendo e coordinando la produzione del pane e degli impasti da pane in tutte le sue fasi, deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:

1) aver conseguito un diploma biennale presso una scuola professionale di panificazione con praticantato di almeno un anno presso un'impresa di panificazione;

2) aver prestato la propria opera per almeno tre anni presso imprese di panificazione con la qualifica di operaio panettiere qualificato o superiore;

3) aver esercitato per almeno tre anni l'attività di panificazione in qualità di collaboratore familiare o socio prestatore d'opera con mansioni di carattere produttivo».

 

4.25

GARRAFFA

Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

«2-bis. Il titolare, oppure il collaboratore familiare, socio o lavoratore dell'impresa di panificazione designato dal legale rappresentante, che presta in misura prevalente la propria opera nell'ambito dello stesso impianto, sovrintendendo e coordinando la produzione del pane e degli impasti da pane in tutte le sue fasi, deve essere in possesso di almeno uno dei seguenti requisiti soggettivi:

1) aver conseguito un diploma biennale presso una scuola professionale di panificazione con praticantato di almeno un anno presso un'impresa di panificazione;

2) aver prestato la propria opera per almeno tre anni presso imprese di panificazione con la qualifica di operaio panettiere qualificato o superiore;

3) aver esercitato per almeno tre anni l'attività di panificazione in qualità di collaboratore familiare o socio prestatore d'opera con mansioni di carattere produttivo».