Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Servizio Studi - Dipartimento ambiente
Titolo: Rendiconto 2006 Assestamento 2007 - AC 3169 e 3170
Riferimenti:
AC n. 3169/XV   AC n. 3170/XV
Serie: Progetti di legge    Numero: 274    Progressivo: 8
Data: 22/10/2007
Organi della Camera: VIII-Ambiente, territorio e lavori pubblici


Camera dei deputati

XV LEGISLATURA

 

 

 

 

 

SERVIZIO STUDI

Progetti di legge

 

 

 

 

 

 

Rendiconto 2006

Assestamento 2007

A.C. 3169 e A.C. 3170

Commissione Ambiente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

n. 247/8

 

 

22 ottobre 2007


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SIWEB

 

 

I dossier dei servizi e degli uffici della Camera sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. La Camera dei deputati declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge.

 

 

File: Am0113

 


INDICE

PARTE I – Rendiconto 2006 (A.C. 3169)

1. Funzioni e disciplina del Rendiconto generale dello Stato  3

§      1.2. La riclassificazione del Bilancio dello Stato  6

2. Il disegno di legge recante il Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2006 (A.C. 3169)14

3. Il giudizio di parificazione della Corte dei conti sul Rendiconto finanziario per il 2006  17

4. I risultati di finanza pubblica nel 2006  21

5. I saldi del conto del bilancio  24

§      5.1 I saldi di competenza  24

§      5.2 I saldi di cassa  25

§      5.3 I risultati di competenza a raffronto con il livello dei saldi fissato nella legge finanziaria: serie storica  26

6. La gestione di competenza  28

§      6.1 Entrate finali29

§      6.2 Spese finali31

§      6.3 Spese per rimborso prestiti ed entrate da accensione di prestiti32

Tavole riepilogative  33

PARTE II - Assestamento 2007 (A.C. 3170)

1. L’assestamento del bilancio dello Stato  45

§      1.1 Funzione dell’assestamento del bilancio dello Stato  45

§      1.2 La struttura e il contenuto del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l’esercizio 2007  46

2. I saldi del bilancio dello Stato risultanti dal ddl di assestamento  49

3. Le variazioni di competenza  53

4. Le modifiche introdotte dal Senato  57

Tavole riepilogative  65

Ministero delle infrastrutture

RENDICONTO   75

§      Dati di sintesi75

§      Analisi per centri di responsabilità  76

§      Analisi per unità previsionali di base  77

§      La Relazione della Corte dei conti78

ASSESTAMENTO   81

§      Le variazioni proposte per l'esercizio 2007  81

Ministero dell’ambiente, della tutela  del territorio e del mare

RENDICONTO   85

§      Dati di sintesi85

§      Analisi per centri di responsabilità  86

§      Analisi per unità previsionali di base  86

§      La Relazione della Corte dei conti87

ASSESTAMENTO   91

§      Le variazioni proposte per l'esercizio 2007  91

Ministero dell’economia e delle finanze

RENDICONTO   95

§      U.P.B. relative alla Protezione civile  95

§      U.P.B. inerenti la difesa dell’ambiente e le infrastrutture  95

§      U.P.B. relative all’Anas  96

ASSESTAMENTO   97

Appendice

Corte dei Conti. Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario (Stralcio)

§      Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare  101

§      Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti (Nota metodologica)101

§      Ministero delle infrastrutture  101

 

 


PARTE I – Rendiconto 2006
(A.C. 3169)


1. Funzioni e disciplina del Rendiconto generale dello Stato

Il Rendiconto generale dello Stato è lo strumento attraverso il quale il Governo, alla chiusura del ciclo di gestione della finanza pubblica (anno finanziario) adempie all'obbligo costituzionale di rendere conto al Parlamento dei risultati della gestione finanziaria.

La disciplina del rendiconto generale dello Stato è dettata dagli articoli da 21 a 24 della legge n. 468/1978; in particolare, l’articolo 22 stabilisce che il rendiconto generale dello Stato è costituito da due parti:

1)   il conto del bilancio, che espone l’entità effettiva delle entrate e delle uscite del bilancio dello Stato rispetto alle previsioni approvate dal Parlamento;

2)      il conto del patrimonio, che espone le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato.

L’esposizione dettagliata delle risultanze della gestione è fornita, su appositi stampati, dal conto del bilancio, che risulta costituito dal conto consuntivo dell’entrata e, per la parte di spesa, dal conto consuntivo relativo a ciascun Ministero.

A seguito della riforma del bilancio, di cui alla legge n. 94/1997 e al D.Lgs. 279/1997, anche i conti consuntivi sono redatti per unità previsionali di base, che costituiscono oggetto di decisione parlamentare.

 

Le unità previsionali di base sono ripartite per centri di responsabilità amministrativa, ed evidenziano l’insieme delle risorse finanziarie affidate alla gestione di un unico centro di responsabilità. L’individuazione dei centri di responsabilità amministrativa viene effettuata in modo che la struttura del bilancio dello Stato corrisponda all’organizzazione dell’amministrazione statale.

 

Per ciascuna unità previsionale di base vengono esposti i risultati relativi alla gestione dei residui, alla gestione di competenza e alla gestione di cassa.

La gestione di competenza evidenzia l’entità complessiva degli accertamenti di entrata e degli impegni di spesa effettuati nel corso dell’esercizio finanziario.

La gestione di cassa evidenzia, per la parte di entrata, le somme riscosse e versate nella tesoreria dello Stato e, per la parte di spesa, i pagamenti compiuti dalle amministrazioni statali.

Nella gestione dei residui vengono registrate le operazioni di incasso e di pagamento effettuate in relazione ai residui (rispettivamente, attivi e passivi) risultanti dagli esercizi precedenti.

 

Un apposito allegato tecnico, predisposto per ogni conto consuntivo, espone i risultati disaggregati per i singoli capitoli che sono compresi in ciascuna unità previsionale di base. A seguito della riforma del bilancio, infatti, la ripartizione delle unità previsionali in capitoli viene demandata ad atto amministrativo; i capitoli, peraltro, rimangono la voce contabile fondamentale ai fini della gestione e rendicontazione.

 

In un’apposita appendice del conto del bilancio i dati di consuntivo della spesa sono classificati, con riferimento a ciascun Ministero, per funzioni-obiettivo, attraverso le quali si evidenziano le finalità della spesa medesima.

 

La classificazione per funzioni obiettivo è articolata su quattro livelli, di cui i primi tre sono definiti in base alla classificazione COFOG (SEC95) adottata in sede comunitaria, mentre il quarto livello, relativo alle “missioni istituzionali”, indica gli obiettivi perseguiti da ciascuna amministrazione.

La ripartizione per “funzioni-obiettivo” di 1° livello delle spese complessive (spese finali + rimborso prestiti) è articolata in 10 voci:

Funzioni-obiettivo – 1° livello

1.

Servizi generali delle pubbliche amministrazioni

2.

Difesa

3.

Ordine pubblico e sicurezza

4.

Affari economici

5.

Protezione dell’ambiente

6.

Abitazioni e assetto territoriale

7.

Sanità

8.

Attività ricreative, culturali e di culto

9.

Istruzione

10.

Protezione sociale

 

A fini conoscitivi, le previsioni del bilancio sono classificate, oltre che in relazione all’analisi funzionale (ripartizione delle spese per funzioni-obiettivo), anche in relazione all’analisi economica (ripartizione delle entrate e delle spese per categorie).

A tale riguardo, a partire dalla legge di bilancio per il 2000, è stata introdotta, in sostituzione delle tradizionali categorie, una classificazione economica degli stanziamenti di spesa elaborata secondo i criteri di contabilità nazionale previsti dal SEC95.

La nuova classificazione economica delle spese finali del bilancio dello Stato, è articolata in 19 voci di 1° livello, di cui 12 di parte corrente e 7 di conto capitale, così definite:


 


Spese finali: Classificazione per Categorie economiche – Sec95

Titolo I – Spese correnti

Categoria 1

Redditi da lavoro dipendente

Categoria 2

Consumi intermedi

Categoria 3

Imposte pagate sulla produzione

Categoria 4

Trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche

Categoria 5

Trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private

Categoria 6

Trasferimenti correnti a imprese

Categoria 7

Trasferimenti correnti a estero

Categoria 8

Risorse proprie CEE

Categoria 9

Interessi passivi e redditi da capitale

Categoria 10

Poste correttive e compensative

Categoria 11

Ammortamenti

Categoria 12

Altre uscite correnti

Titolo I – Spese in conto capitale

Categoria 21

Investimenti fissi lordi e acquisti di terreni

Categoria 22

Contributi agli investimenti ad amministrazioni pubbliche

Categoria 23

Contributi agli investimenti ad imprese

Categoria 24

Contributi agli investimenti a famiglie e istituz. sociali private

Categoria 25

Contributi agli investimenti a estero

Categoria 26

Altri trasferimenti in conto capitale

Categoria 31

Acquisizioni di attività finanziarie

Per quanto riguarda le entrate, la tradizionale classificazione per categorie è la seguente:

Entrate finali: Classificazione per Categorie economiche

Titolo I – Entrate Tributarie

Categoria I

Imposte sul patrimonio e sul reddito

Categoria II

Tasse e imposte sugli affari

Categoria III

Imposte sulla produzione, consumi e dogane

Categoria IV

Monopoli

Categoria V

Lotto, lotterie ed altre attività di giuoco

Titolo II - Entrate Extratributarie

Categoria VI

Proventi speciali

Categoria VII

Proventi dei servizi pubblici minori

Categoria VIII

Proventi dei beni dello Stato

Categoria IX

Prodotti netti di aziende autonome e utili di gestione

Categoria X

Interessi su anticipazioni e crediti vari del tesoro

Categoria XI

Recuperi, rimborsi e contributi

Categoria XII

Partite che si compensano nella spesa

Titolo III – Alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali e riscossione di crediti

Categoria XIII

Vendita di beni ed affrancazione di canoni

Categoria XVI

Ammortamento di beni patrimoniali

Categoria XV

Rimborso di anticipazione e di crediti vari del tesoro

Si segnala che la rilevanza dei saldi del bilancio dello Stato come indicatori di finanza pubblica è andata negli anni progressivamente attenuandosi, anche in ragione dell’importanza che ha assunto, per il rispetto dei vincoli europei, il saldo dell’indebitamento netto riferito al conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche[1].

 

Nell’ambito del conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, si è ridotto peraltro il peso del bilancio dell’amministrazione statale in conseguenza del massiccio trasferimento di funzioni e competenze alle autonomie territoriali, in atto dalla seconda metà degli anni Novanta e poi tradottosi a livello costituzionale nella riforma del titolo V.

1.2. La riclassificazione del Bilancio dello Stato

Nel corso del 2007 è stato svolto un ampio dibattito[2] che è sfociato nell’avvio di un processo di riforma degli strumenti e delle procedure di finanza pubblica, che ha investito vari aspetti della problematica, dal potenziamento degli strumenti per il monitoraggio degli andamenti della finanza pubblica, alla modifica delle modalità con le quali si predispongono le manovre di Bilancio, sino alla riclassificazione del Bilancio dello Stato, anche in funzione di un vasto programma di analisi, valutazione e riqualificazione della spesa pubblica (cd. spending review).

 

In tale ambito, la       Legge finanziaria per il 2007[3] ha predisposto una serie di strumenti finalizzati ad avviare una riforma dei bilanci pubblici, a potenziare il monitoraggio sugli andamenti di finanza pubblica e a consentire il controllo della spesa pubblica, quali:

-        la Commissione tecnica per la finanza pubblica[4] (CTFP), cui sono stati assegnati compiti di studio e analisi, al fine di formulare proposte per accelerare il processo di armonizzazione e di coordinamento della finanza pubblica e di riforma dei bilanci delle amministrazioni pubbliche; con specifico riferimento al Bilancio dello Stato, alla Commissione è stato assegnato il compito di disegnare una diversa classificazione della spesa, anche mediante ridefinizione delle unità elementari ai fini dell'approvazione parlamentare, finalizzata al miglioramento della scelta allocativa e ad una efficiente gestione delle risorse, rafforzando i processi di misurazione delle attività pubbliche e la responsabilizzazione delle competenti amministrazioni;

-        un apposito Servizio studi nell’ambito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, con finalità di raccordo alla Commissione tecnica (comma 476), ed il rafforzamento delle attività e degli strumenti di analisi e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica già esistenti, anche con il potenziamento ed il collegamento delle strutture di supporto del Parlamento (comma 481);

-        un programma straordinario di analisi e valutazione della spesa delle amministrazioni centrali (cd. spending review), affidato al Ministro dell'economia,volto a superare un approccio puramente incrementale nelle decisioni di allocazione di Bilancio, riesaminando in modo sistematico l’insieme dei Programmi di spesa in atto e valutando la loro corrispondenza agli obiettivi originari ed alle nuove priorità nell’azione di Governo, al fine di migliorare l’efficienza organizzativa e la qualità dei servizi offerti dallo Stato.

 

Ulteriori passi verso la riforma del Bilancio e un processo sistematico di analisi e valutazione della spesa sono stati:

-        la presentazione da parte del Ministro dell’economia al Consiglio dei Ministri e alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato degli “Orientamenti del MEF in materia di struttura del Bilancio e valutazione della spesa” (Gennaio 2007);

-        l’indicazione da parte del Presidente del Consiglio dei Dicasteri che avvieranno la spending review: Giustizia, Interni, Istruzione, Infrastrutture e Trasporti, (Aprile 2007);

-        la pubblicazione della Circolare del MEF per la predisposizione del Bilancio per l’anno 2008, recante una prima ipotesi di riclassificazione del Bilancio dello Stato (7 Giugno 2007) e della Direttiva del Presidente del Consiglio recante le modalità per la presentazione della legge finanziaria[5](3 agosto 2007);

-        la presentazione di un prima relazione sui risultati del programma di analisi e valutazione della spesa e sulle conseguenti iniziative di intervento: “Libro verde sulla spesa pubblica” (6 settembre 2007).

Per quanto attiene al dibattito svoltosi sul versante parlamentare, si ricorda che in data 13 febbraio 2007, che le Commissioni Bilancio della Camera e del Senato hanno deliberato lo svolgimento di un'indagine conoscitiva congiunta sulle linee di riforma degli strumenti e delle procedure di Bilancio[6].

In coerenza con il dibattito sviluppatosi e con agli impegni assunti in sede parlamentare, il Governo ha ritenuto opportuno, ai fini della predisposizione del Bilancio di previsione a legislazione vigente per il prossimo anno e per il triennio 2008-2010, procedere ad una profonda revisione in senso funzionale del sistema di classificazione del Bilancio dello Stato, volta a rendere il Parlamento e i cittadini più informati circa l’insieme complessivo delle risorse disponibili per perseguire specifiche finalità pubbliche.

 

Il disegno di legge del Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2008 presentato al Senato (A.S. 1818), reca pertanto una nuova articolazione del Bilancio dello Stato, relativa agli stati di previsioni della spesa, in 34 missioni, divisein 168 programmi.

 

La revisione operata è avvenuta a legislazione vigente, salvaguardando lo schema giuridico previsto dalla citata legge di riforma del 1997, ma capovolgendone l’impostazione.

La normativa vigente prevede infatti una struttura del Bilancio dello Stato imperniata, per ogni stato di previsione della spesa, sui centri di responsabilità amministrativa (aspetto organizzativo), sulle unità previsionali di base (aspetto contabile) e sulla classificazione per funzioni obiettivo (aspetto funzionale).

Con il disegno di legge di Bilancio per l’anno 2008 si passa invece da uno schema basato sulle Amministrazioni e sulle sottostanti unità organizzative, ad una struttura che pone al centro le funzioni da svolgere, individuando le grandi finalità perseguite nel lungo periodo con la spesa pubblica (le Missioni), e come esse si realizzano concretamente attraverso uno o più Programmi di spesa.

Senza tralasciare gli aspetti contabili e organizzativi, il Governo ha inteso privilegiare il contenuto funzionale della spesa, al fine di rendere il Bilancio più trasparente, evidenziando in maniera più chiara il legame tra risorse stanziate e azioni perseguite erendendo per tale via più agevole la misurazione e laverifica degli obiettivi raggiunti, in una rinnovata logica di risultato e responsabilizzazione delle Amministrazioni.

La riclassificazione del Bilancio è stata attuata, come accennato, all’interno della struttura attuale del Bilancio dello Stato, il quale, ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 468 del 1978, si articola in stati di previsione, corrispondenti, per quanto riguarda la spesa, ai Ministeri.

Per quanto concerne gli stati di previsione della spesa, la riorganizzazione si fonda su una classificazione delle risorse finanziarie secondo due livelli di aggregazione: 34Missioni, a loro volta articolate in 168 “Programmi.

 

Le Missioni rappresentano le funzioni principali e gli obiettivi strategici perseguiti con la spesa pubblica. Sono una rappresentazione politico-istituzionale del Bilancio, volta a rendere più trasparenti i grandi aggregati di spesa e a meglio comunicare le direttrici principali dell’azione amministrativa delle singole Amministrazioni.

Le Missioni non corrispondono alla ripartizione degli stati di previsione, nel senso che vi sono numerosi ministeri che partecipano a più di una Missione istituzionale e che vi sono Missioni istituzionali affidate alla responsabilità di più ministeri. Esse possono essere pertanto ministeriali o trasversali a più Dicasteri (interministeriali), a seconda dell’attuale ripartizione di funzioni, superando, come accennato, l’approccio tradizionale che articola la spesa pubblica secondo l’organizzazione amministrativa del Governo.

 

Rispetto alla classificazione funzionale della spesa applicata sino al Bilancio 2007, basata per i primi tre livelli sulla classificazione COFOG (classification of functions of government) - ossia sulla classificazione delle funzioni di Governo previste dal SEC/95 ed elaborata in sede OCSE - e per il quarto livello sulle Missioni istituzionali, espressive delle realtà funzionali del nostro Paese, il nuovo concetto di missione, introdotto per il Bilancio 2008, si avvicina al primo livello della classificazione COFOG (Divisioni), avente lo scopo di confrontare macroaggregati e consentire una rappresentazione sintetica della spesa pubblica. Di converso, se ne allontana per la maggiore capacità esplicativa, considerato che la classificazione in Missioni in oggetto ha ricondotto a funzioni primarie dello Stato italiano attività che, nella classificazione COFOG, vengono considerate al secondo (Gruppi) o al terzo (Classi) livello; nel contempo, non fa riferimento ad alcune funzioni di primo livello COFOG che hanno scarsa capacità esplicativa ( come ad esempio gli "Affari economici").

 

La nuova struttura prevede inoltre due Missioni trasversali, presenti in tutti i Ministeri: "Fonde da ripartire" e "Servizi istituzionali e generali". La missione "Fondi da ripartire" raccoglie alcuni fondi di riserva e speciali, che non hanno, in sede di predisposizione della legge di Bilancio di previsione, una collocazione specifica, ma la cui attribuzione è demandata ad atti e provvedimenti successivi adottati in corso di gestione. La seconda - "Servizi istituzionali e generali" - raggruppa le spese di funzionamento dell'apparato amministrativo, le quali sono trasversali a più finalità e non attribuibili puntualmente alle singole Missioni. Rientrano, in particolare, in tale categoria le spese per "l'indirizzo politico" e per "gli affari generali".

 

Ogni missione si realizza concretamente attraverso uno o più Programmi[7].

 

I 168 Programmi individuati rappresentano “aggregati omogenei di attività svolte all’interno di ogni singolo Ministero, per perseguire obiettivi ben definiti nell’ambito delle finalità istituzionali, riconosciute al Dicastero competente”.

Essi sono prevalentemente di competenza di un unico Ministero, anche se non mancano Programmi condivisi tra più Amministrazioni.

Il Programma trova la sua base normativa nell’art. 2, comma 2, della legge 468/78, come modificato dalla legge n. 94/97, e rappresenta il fulcro della nuova classificazione proposta, in quanto, ad avviso del Governo, costituisce un livello di aggregazione sufficientemente dettagliato da consentire all’organo politico di poter scegliere chiaramente l'impiego delle risorse tra scopi alternativi, ma non così circoscritto da ostacolare il superamento, in prospettiva, dell'attuale rigidità del Bilancio.

 

I nuovi Programmi derivano sostanzialmente dall'aggregazione delle attuali Missioni istituzionali (4° livello funzionale successivo ai tre livelli della classificazione COFOG), in modo da identificare aggregati più ampi e significativi rispetto a quelli esistenti.

 

Per ogni Ministero esistono due Programmi trasversali, dove vengono allocate le “spese indirette”, non attribuibili ex ante ai Programmi, e le spese di "indirizzo politico", collegati entrambi alla corrispondente Missione "Servizi istituzionali e generali", sopra richiamata.

 

Ogni programma si compone a sua volta di "Macroaggregati", che costituiscono le nuove unità fondamentali di voto nell’esame parlamentare del disegno di legge di Bilancio e corrispondono alle voci dell’attuale terzo livello delle unità previsionali di base, previsto dall’articolo 1, comma 4, del decreto legislativo n. 279/1997.

I macroaggregati evidenziano le risorse attribuite e gestite dal Centro di responsabilità; i Centri di responsabilità vengono pertanto collocati al di sotto dei macroaggregati, per consentire l'evidenziazione degli stanziamenti di Missioni, Programmi e unità previsionali di base, assegnati agli stessi Centri di responsabilità, secondo le schema seguente:

 

-       Missioni

-       Programmi

-       Macroaggregati (unità di voto parlamentare)

Per la Spesa corrente

-       Funzionamento

-       Interventi

-       Trattamenti di quiescenza, integrativi e sostitutivi

-       Oneri del debito pubblico

-       Oneri comuni

Per la Spesa in conto capitale

-       Investimenti

-       Altre spese in c/capitale

-       Oneri comuni

Rimborso di prestiti

-       Rimborso del debito pubblico

-       Centro di responsabilità amministrativa

 

Nell'allegato tecnico al Bilancio, il quale è comprensivo anche dei capitoli sottostanti a ciascun Centro di responsabilità amministrativa, la struttura contabile, per ogni stato di previsione, alla luce della nuova classificazione, è quindi la seguente:

 

SPESE

§      Primo livello di aggregazione :

-       34 Missioni

§      Secondo livello di aggregazione

-       168 Programmi

Terzo livello di aggregazione

-       9 Macroaggregati ( unità previsionale di base – unità di voto Parlamentare) per i tre titoli della spesa, di cui n. 5 per la spesa corrente, n. 3 per la spesa in conto capitale, n. 1 per rimborso di prestiti, per ciascun programma.

   Quarto livello di aggregazione

-       Centri di responsabilità amministrativa

-       Capitoli

 

A seguito della riclassificazione, le unità di voto per il 2008 afferenti la spesa presentano una riduzione rispetto alle unità di voto 2007, passando da 1656 per il 2007, a 690 per il 2008, con una diminuzione del 60 per cento circa.

 

Tale diminuzione è ascrivibile al fatto che le poste 2008 da sottoporre al voto delle Camere sono, come detto, i macroaggregati, ossia le unità previsionali di base al III livello (spese di funzionamento, spese per interventi, spese di investimento, ecc.) mentre, fino alla redazione del Bilancio di previsione 2007, le unità di voto erano rappresentate dalle unità previsionali di base al IV livello, determinate con riferimento ad aree omogenee di attività, anche a carattere strumentale, scaturenti dall'articolazione delle competenze istituzionali di ciascun Ministero.[8]

 

I macroaggregati sono a loro volta articolati in centri di responsabilità.

 

L’articolazione del Bilancio per centri di responsabilità è prevista dalla vigente legislazione la quale, all’articolo 2, comma 2, della legge n. 468 del 1978 prevede l’articolazione per “centri di responsabilità amministrativa, cui è affidata la relativa gestione”. Il principio è confermato dall’articolo 1 del D.Lgs. n. 297 del 1997, il quale prevede che le unità previsionali di base costituiscono “l’insieme organico delle risorse finanziarie affidate alla gestione di un unico centro di responsabilità amministrativa”.

 

Nell’ambito della riclassificazione operata il collegamento con il Bilancio gestionale è comunque assicurato mediante la ripartizione dei capitoli per Missioni e Programmi. La legge di Bilancio, definitivamente approvata, sarà infatti accompagnata, conte di consueto, dal cosiddetto "Bilancio per capitoli", pubblicato con apposito Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze a norma dell'art. 1, comma 2, L. 94/1997.

Il Bilancio gestionale continuerà ad essere strutturato per Centri di responsabilità e, nell’ambito degli stessi, per Missioni, Programmi, macroaggregati e capitoli, a loro volta disaggregati in ulteriori entità contabili, costituite dai piani gestionali.

 

Da ultimo, si ricorda che nel quadro della riclassificazione del Bilancio dello Stato sopra descritta, riferita in particolare al versante della spesa, si é operata anche la revisione dello stato di previsione dell'entrata, al fine di armonizzarlo alla nuova struttura, migliorando nel contempo il livello qualitativo delle informazioni fornite dal documento.

La nuova classificazione dell'entrata è articolata su quattro livelli di aggregazione.

 

Nel primo livello si ha una suddivisione per i quattro titoli:

 

1) entrate tributarie;

2) entrate extra tributarie;

3) entrate derivanti da alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e dalla riscossione di crediti;

4) entrate derivanti dall'accensione di prestiti.

 

Al secondo livello è stata introdotta la distinzione tra entrate ricorrenti ed entrate non ricorrenti, di particolare rilevanza per la finanza pubblica ai fini della valutazione, per il rispetto del Patto di Stabilità e crescita, dei conti pubblici (in particolare dell’indebitamento strutturale, al netto del ciclo e delle una tantum) da parte dei competenti organismi comunitari.

Nel terzo livello è evidenziata la tipologia dell'entrata: per le tributarie, le voci sono costituite dai tributi più importanti (IRE, IRES, IVA), ovvero raggruppamenti di tributi aventi caratteristiche analoghe (ad esempio, imposte sostitutive, imposte sui generi di monopolio, ecc.); per i restanti titoli, è indicata la tipologia del provento per aggregati più o meno ampi (ad esempio, proventi speciali, redditi da capitale, entrate derivanti da servizi resi dall' amministrazione statale, ecc.).

Per il quarto livello, nelle entrate tributarie si distinguono gli introiti relativi ai singoli tributi in " entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione" ed "entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo", come già previsto nella struttura in essere nel Bilancio di previsione 2007. La suddivisione in parola consente di individuare, tra le entrate relative ad un determinato tributo o aggregato di tributi, la quota che si riferisce ai versamenti effettuati spontaneamente dai contribuenti dalla quota correlata all'attività di accertamento e controllo svolta dagli uffici finanziari, finalizzata alla lotta all'evasione. Nei restanti titoli, al quarto livello, che rappresenta le poste da sottoporre al voto delle Camere, vengono indicate le voci di dettaglio dei proventi che rientrano nelle tipologie di introiti individuate al terzo livello.

 


2. Il disegno di legge recante il Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2006 (A.C. 3169)

L’articolo 1 del disegno di legge dispone l’approvazione del Rendiconto generale delle amministrazioni dello Stato e dei rendiconti delle amministrazioni e delle aziende autonome secondo le risultanze indicate negli articoli successivi.

 

Gli articoli da 2 a 5 espongono i risultati complessivi relativi alle amministrazioni dello Stato per l’esercizio finanziario 2006.

 

In particolare, l’articolo 2 espone i risultati delle entrate:

-          totale degli accertamenti di entrata: 662.170 milioni di euro;

-          totale dei residui attivi alla fine dell’esercizio 2006: 134.449 milioni di euro;

-          totale delle somme versate: 610.416 milioni di euro.

 

L’articolo 3 espone i risultati delle spese:

-          totale degli impegni di spesa: 630.714 milioni di euro:

-          totale dei residui passivi alla fine dell’esercizio 2006: 120.875 milioni di euro;

-          totale dei pagamenti: 617.951 milioni di euro.

 

L’articolo 4 espone il risultato della gestione di competenza, pari a un avanzo di 31.456 milioni di euro, derivante dalla differenza tra il totale di tutte le entrate accertate[9] e il totale di tutte le spese impegnate[10].

 

L’articolo 5 espone la situazione finanziaria del conto del Tesoro, che evidenzia, al 31 dicembre 2006, un disavanzo di 318.673 milioni di euro, derivante dall’avanzo della gestione di competenza relativo all’esercizio 2006, sommato al disavanzo del conto del Tesoro al 31 dicembre 2005. Quest’ultimo dato viene calcolato in base alla rideterminazione, nel corso della gestione 2006, dei residui attivi e dei residui passivi lasciati dall’esercizio 2005.

 

L’articolo 6 reca l’approvazione dell’allegato previsto dall’articolo 9 della legge n. 468/1978, contenente l’elenco dei decreti del Presidente della Repubblica, adottati su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, con i quali sono stati effettuati, nel corso dell’esercizio 2006, i prelevamenti dal “Fondo di riserva per le spese impreviste”.

L’allegato indica altresì, per ciascun decreto di prelevamento, le spese per le quali sono state utilizzate le somme prelevate, specificando l’amministrazione e l’unità previsionale di base destinataria del prelievo.

Nel complesso il totale dei prelevamenti effettuati dal Fondo risulta pari a 259 milioni di euro in competenza e in cassa.

 

Con l'articolo 7 viene proposta la sanatoria per le eccedenze di impegni e di pagamenti risultate in sede di consuntivo, rispettivamente sul conto della competenza, sul conto dei residui e sul conto della cassa. Le eccedenze sono indicate per unità previsionale di base di riferimento e corrispondono a quelle rilevate dalla Corte dei conti nella decisione sul rendiconto generale dello Stato.

Le eccedenze di spesa sono state complessivamente pari a 4.040 milioni di euro in conto competenza, a 85 milioni di euro in conto residui e a 3.447 milioni di euro in conto cassa.

 

Si indicano di seguito le eccedenze di maggiore consistenza in conto competenza, in conto residui e in conto cassa:

-          Ministero dell’economia e delle finanze, UPB 3.1.6.1, “Pensioni privilegiate”, eccedenza pari a 30,2 milioni di euro (competenza e cassa);

-          Ministero dello sviluppo economico, UPB 1.1.1.0, “Funzionamento” del centro di responsabilità “Gabinetto e uffici di diretta collaborazione del ministro”, eccedenza pari a 2,1 milioni di euro (competenza) e 1,6 milioni di euro (cassa); UPB 2.1.1.0, “Funzionamento” del centro di responsabilità “Dipartimento per il mercato”, eccedenza pari a 1,5 milioni di euro (competenza) e 0,344 milioni di euro (cassa);

-          Ministero della giustizia, UPB 4.1.1.0, “Funzionamento” del centro di responsabilità “Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria”, eccedenza pari a 3,1 milioni di euro (competenza);

-          Ministero degli affari esteri, UPB 5.1.1.1, “Uffici centrali” del centro di responsabilità “Direzione generale del personale”, eccedenza pari a 5,9 milioni di euro (competenza) e 5,9 milioni di euro (cassa);

-          Ministero dell’istruzione, UPB 7.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 437,5 milioni di euro (competenza) e 439,8 milioni di euro (cassa); UPB 8.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 207,9 milioni di euro (competenza) e 207,5 milioni di euro (cassa); UPB 10.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari 234,3 milioni di euro (competenza) e 234,5 milioni di euro (cassa); UPB 15.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 253,4 milioni di euro (competenza) e 255,3 milioni di euro (cassa); UPB 19.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 301,9 milioni di euro (competenza) e 298 milioni di euro (cassa); UPB 20.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 403,9 milioni di euro (competenza) e 404,2 milioni di euro (cassa); UPB 24.1.1.2, “Strutture scolastiche”, eccedenza pari a 335,7 milioni di euro (competenza) e 336,2 milioni di euro (cassa);

-          Ministero dell’interno, UPB 3.1.1.1, “Spese generali di funzionamento”, eccedenza di 36,4 milioni di euro (competenza);

-          Ministero delle politiche agricole, UPB 2.1.1.0, “Funzionamento” del centro di responsabilità “Dipartimento delle filiere agricole e agroalimentari”, eccedenza pari a 1,2 milioni di euro (competenza);

-          Ministero della salute, UPB 2.1.2.12, “Indennizzi alle vittime di trattamenti da emoderivati”, eccedenza pari a 3,4 milioni di euro (competenza); UPB 4.1.1.0, “Funzionamento” del centro di responsabilità “Dipartimento della prevenzione e comunicazione”, eccedenza pari a 2,7 milioni di euro (competenza);

-          Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, UPB 1.1.6.2, “Gestioni previdenziali”, eccedenza pari a 10,1 milioni di euro (competenza); UPB 1.4.2, “Lotterie nazionali”, eccedenza pari a 498,3 milioni di euro (competenza).

 

L’articolo 8 espone la situazione, al 31 dicembre 2006, del patrimonio dello Stato (conto generale del patrimonio), da cui risultano attività per un totale di 566.935 milioni di euro e passività per un totale di 1.985.816 milioni di euro.

 

Gli articoli da 9 a 18 espongono i dati relativi ai conti consuntivi delle aziende e amministrazioni autonome (Istituto agronomico per l’Oltremare, Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, Archivi notarili, Fondo edifici di culto), indicando per ciascuna il totale delle entrate e il totale delle spese.

 


3. Il giudizio di parificazione della Corte dei conti sul Rendiconto finanziario per il 2006

Il Rendiconto generale dello Stato, predisposto dal Ministro dell’economia e delle finanze entro il mese di giugno dell'esercizio successivo a quello di riferimento, è trasmesso alla Corte dei conti per il giudizio di parificazione (art. 23 della legge n. 468/1978). Successivamente, il Rendiconto viene presentato al Parlamento attraverso apposito disegno di legge (art. 24), unitamente al giudizio della Corte ed alla relazione da questa predisposta.

Oggetto del giudizio di parificazione da parte della Corte dei conti è la verifica di conformità dei dati sulla gestione finanziaria contenuti nel rendiconto con le scritture contabili in possesso della Corte [11]. La Corte verifica inoltre la conformità dei dati sulle entrate e sulle spese agli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione. Qualora si registrino eccedenze di spesa, la Corte formulerà giudizio di parificazione con riserva di sanatoria delle stesse in sede di legge di approvazione del rendiconto[12].

 

La Corte dei conti, a Sezioni riunite, con decisione del 27 giugno 2007, ha disposto la parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2006.

La Corte ha dichiarato regolare il conto del bilancio e i conti allegati per l’esercizio 2006.

Sono stati peraltro esclusi dal giudizio di regolarità:

I)          per quanto concerne il conto dell’entrata:

a)      le voci di bilancio concernenti i residui attivi relativi ad alcuni capitoli (indicati negli allegati da B1 a B7), per i quali emergono discordanze tra il conto consuntivo e i conti periodici definitivi;

b)      le somme riscosse e versate in conto residui di cui agli allegati G1-G2 e H1-H2, che espongono, rispettivamente, riscossioni e versamenti netti negativi imputabili a residui di segno negativo;

c)      le risultanze relative alle somme rimaste da versare, come esposte all’allegato 23 del conto consuntivo;

d)      la classificazione delle somme residue da riscuotere relative alle entrate extratributarie da parte delle amministrazioni diverse da quella tributaria, riportata all’allegato 24 al conto consuntivo;

 

II)         per quanto concerne il conto della spesa:

a)      le eccedenze di spesa relative alla gestione di competenza, dei residui e di cassa riscontrate con riferimento alle UPB indicate nell’allegato L, in cui si riportano i capitoli che registrano spese effettuate in mancanza di stanziamenti di bilancio. Tali spese si sono verificate nei ministeri dell’economia, dello sviluppo economico, del lavoro, della giustizia,degli affari esteri, dell’istruzione, dell’interno, dell’ambiente, delle infrastrutture, delle comunicazioni,della difesa, delle politiche agricole, dei beni culturali, della salute e del commercio internazionale, nonché dell’amministrazione dei monopoli di Stato;

Per tali eccedenze sussiste l’esigenza di specifica sanatoria legislativa: a ciò provvede l’articolo 7 del disegno di legge di rendiconto.

b)      le UPB che comprendono capitoli (indicati in dettaglio nell’allegato M) per i quali non è stato possibile esprimere il giudizio di parificazione per mancato visto e registrazione dei decreti di accertamento dei residui da parte della Corte, a causa della mancata conclusione del procedimento di controllo ovvero perché i decreti medesimi non sono pervenuti.

 

La Corte dei conti ha dichiarato altresì la regolarità del conto del patrimonio per l’esercizio 2006 e dei conti delle amministrazioni ed aziende autonome ad esso allegati, ad eccezione delle poste e degli allegati riportati nell’allegato P.

 

La Corte rileva, inoltre, la mancata corrispondenza tra alcuni conti consuntivi e gli stati di previsione della spesa approvati con la legge di bilancio 2006[13], per effetto della normativa sul riordino delle competenze delle Amministrazioni centrali dello Stato che, a sua volta, non ha trovato compiuta rispondenza nelle intervenute variazioni di bilancio. Pur non incidendo sulla regolarità del Rendiconto, tali incongruenze attenuano, secondo la Corte, la leggibilità e la chiarezza delle scritture contabili nonché il nesso tra bilancio e organizzazione amministrativa, voluto dalla legge di riforma del 1997[14]. Rileva, inoltre, il disallineamento tra il conto generale del patrimonio e la nuova organizzazione delle amministrazioni centrali dello Stato,[15] sottolineando l’esigenza che siano adottate le misure necessarie, organizzative e contabili, onde prevenire analoghe negative ricadute sul conto del bilancio, nonché sul conto generale del patrimonio per il 2007.

Quanto al conto del bilancio, si sottolinea la necessità che l’allegato recante l’esposizione delle regolazioni contabili e debitorie, che viene presentato alla Corte, sia redatto in modo da consentire un collegamento diretto con i pertinenti capitoli di entrata e di spesa e da evidenziare le cause di formazione delle regolazioni stesse.

Da ultimo, la Corte ha rilevato la non corrispondenza fra l’importo dei residui finali riportati nel Rendiconto ed il corrispondente importo ottenuto sottraendo dai residui iniziali i versamenti in conto residui dell’anno ed aggiungendo i residui di competenza, segnalando l’urgente necessità che si provveda a correggere e, in ogni caso, ad analiticamente e compiutamente spiegare le incongruenze di cui agli allegati D1, D2, E1 ed E2.

 

Da ultimo, si ricorda, in linea generale, che nella relazione al giudizio di parificazione del Rendiconto[16], il relatore Presidente di Sezione ha osservato come la contabilizzazione nel 2006 di poste straordinarie (i rimborsi dell’Iva sulle autovetture aziendali a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea e la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della TAV) imponga una lettura attenta dei risultati di finanza pubblica dell’Italia. Al lordo di tali contabilizzazioni, infatti, il disavanzo del 2006 risulterebbe il più elevato dell’area europea (4,4 per cento del Pil), mentre escludendo i due fattori straordinari – come appare più corretto sia per il confronto internazionale sia per l’analisi delle tendenze strutturali – il rapporto indebitamento/Pil discende al 2,4 per cento, quindi molto al di sotto della soglia critica. Al netto delle poste straordinarie relative ai conti dell’Italia anche il disavanzo dell’area dell’euro si riduce all’1,3 per cento del Pil. Anche l’avanzo primario, pressoché azzerato nel 2005, è tornato su valori positivi prossimi a quelli di cinque anni prima, superando il 2 per cento del prodotto. Ad avviso del suddetto relatore, si tratta quindi di un risultato particolarmente significativo nella strategia di riduzione del debito pubblico, impegno prioritario dei prossimi anni ma che ha mostrato segni di cedimento già dal 2004. Il rapporto debito/Pil è, infatti, ancora aumentato dal 106,2 al 106,8 per cento, mantenendosi, peraltro, quasi un punto al disotto della stima del DPEF del luglio 2005. I favorevoli risultati conseguiti sul fronte dei saldi di finanza pubblica non consentono, tuttavia, alla Corte di esprimere un giudizio positivo sulle modalità attraverso le quali gli stessi sono stati conseguiti. La contrazione delle spese in conto capitale, ed in particolare degli investimenti pubblici, ha accentuato il divario negativo dell’Italia in tema di infrastrutture, “con conseguenze non lievi sullo sviluppo economico e sulla competitività del nostro apparato produttivo”. Le indicazioni della Corte riguardano un’attenta riconsiderazione delle cause degli insuccessi in tema di controllo della spesa, un richiamo alla trasparenza e veridicità dei conti pubblici nazionali, le criticità manifestate nelle politiche di gestione del personale pubblico, le difficoltà di contenimento della spesa corrente per la finanza locale, la necessità di stabilizzare la spesa sanitaria, “snodo fondamentale per il governo della finanza decentrata”, la delicata materia della spesa previdenziale e la necessità di procedere ad una revisione periodica dei coefficienti a salvaguardia di un sistema di welfare più adeguato. In materia di entrate, infine, la Corte attende di verificare “il grado di permanenza del maggior gettito derivante dalla lotta all’evasione” e segnala con preoccupazione le resistenze incontrate dai nuovi studi di settore.

Nel proprio intervento il Procuratore generale ha invece segnalato, tra l’altro, il permanere di un alto tasso di illegalità “che si concreta in sperperi, sprechi e illecite appropriazioni ai danni dell’Erario”, sottolineando come allarmi il diffuso stato d’emergenza che percorre settori quali l’ambiente, i rifiuti, le riserve idriche, lo stato del territorio, l’ordine pubblico, l’istruzione, la giustizia e la ricerca scientifica.

 


4. I risultati di finanza pubblica nel 2006

Nel corso del 2006 si è registrata una ripresa dell’economia europea che ha fatto segnare un incremento del PIL più alto (2,7%) rispetto a quello raggiunto l’anno precedente (1,4%), riducendo in tal modo lo scostamento negativo rispetto alla media degli altri paesi industrializzati.

 

Dopo un quinquennio di crescita sostanzialmente piatta (0,7 per cento la media 2001-2005), nel 2006 l’economia italiana ha mostrato una forte ripresa. Infatti, la crescita del PIL è risultata pari all’1,9 per cento[17].

Tale crescita è stata trainata principalmente dalla domanda interna, con un contributo di 0,5 punti percentuali dato dagli investimenti e di 0,9 punti percentuali dai consumi delle famiglie. Inoltre, grazie al forte incremento delle esportazioni in volume, anche la domanda estera netta è tornata a fornire un contributo positivo (0,3 punti percentuali).

 

Per quanto concerne la finanza pubblica, il valore dell’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche è stato per il 2006 di 64.743 milioni di euro[18], superiore di 6.029 milioni all’indebitamento netto del 2005: in termini di rapporto percentuale al PIL esso si colloca al 4,4 per cento contro il 4,1 per cento del 2005.

 

A questo peggioramento hanno contribuito alcune uscite per oneri straordinari pari a 29.666 milioni. Si tratta, in gran parte, del riflesso sull’indebitamento del 2006 di oneri legati a situazioni determinatesi nel corso dei precedenti esercizi riguardo:

§      i rimborsi di IVA sulle auto aziendali, dovuti dallo Stato in base alla Sentenza della Corte di giustizia europea del 14 settembre 2006;

§      la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società TAV, per il finanziamento dell’Alta Velocità, in conseguenza dell’accollo diretto per 12.950 milioni del debito di Infrastrutture SpA (ISPA) disposto dalla Legge Finanziaria del 2007.

 

Connesso, invece, ad un intervento normativo intervenuto nel 2006, è l’onere, anch’esso di natura una tantum, originato dalla retrocessione alla società di cartolarizzazione dei crediti di contributi sociali dovuti dai lavoratori agricoli, la cui riscossione era stata temporaneamente sospesa per legge.

 

Al netto di tali oneri, l’indebitamento netto sarebbe stato pari al 2,4% del PIL (-35.838 milioni di euro).

 

Nel 2006 si è inoltre registrata una riduzione dell’avanzo primario dello 0,2% del PIL[19] (dai 4,7 miliardi di euro nel 2005 ai 2 miliardi di euro nel 2006).

Anche in tal caso tuttavia l’avanzo primario, al netto dei suddetti oneri straordinari, sarebbe risultato pari al 2,1 % del PIL(31.714 milioni di euro).

 

Per quanto concerne gli interessi passivi, nel 2006 hanno contribuito le minori operazioni di swap, il cui importo è risultato pari a 563 milioni nel 2006, contro un ammontare di 2.387 milioni del 2005. Tali variazioni hanno comportato la riduzione dal 40 al 39,9 dell’incidenza sul Pil delle spese correnti al netto degli interessi e l’aumento dal 4,5 al 4,6 per cento dell’incidenza degli interessi passivi al Pil.

 

Il risparmio delle Amministrazioni pubbliche, dato dal saldo delle partite correnti è tornato, dopo un triennio, ad essere positivo e pari a 19.005 milioni, grazie all’aumento delle imposte correnti, sia dirette (+12,4 per cento) che indirette (+7,8 per cento).

 

Le uscite di parte corrente hanno registrato un tasso di crescita del 3,7 per cento; il loro rapporto sul Pil, stabile rispetto al 2005, è risultato pari al 44,5 per cento. Tale risultato deriva da aumenti del 3,6 per cento delle uscite correnti al netto degli interessi cresciuti del 5,2 per cento dopo un triennio di trend decrescente.

 

Riguardo ai diversi aggregati di spesa corrente si segnala che: i redditi da lavoro dei dipendenti pubblici sono cresciuti del 4,1 per cento riflettendo, tra l’altro, alcuni rinnovi contrattuali e correlata corresponsione di arretrati, tra cui quelli delle regioni e degli enti locali, della sanità, degli enti di ricerca e dell’università; i consumi intermedi hanno registrato una diminuzione dello 0,8 per cento, contro una crescita del 5 per cento dell’anno precedente. Nel complesso, le spese per consumi finali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate del 3,1 per cento, rispetto alla crescita del 5,2 per centoregistrata nel 2005. Le prestazioni sociali in natura (che includono prevalentementespese per assistenza sanitaria in convenzione) sono cresciute del 3,4 per cento, rispetto ad una crescita del 5,6 per cento dell’anno precedente.

Le spese in conto capitale sono aumentate per effetto della registrazione degli oneri straordinari sopra indicati (+54,2 per cento). Al netto di tali oneri la crescita sarebbe stata del 2,3 per cento, contro una crescita del 5,3 per cento dell’anno precedente. La sola spesa per investimenti è aumentata dell’1,7 per cento, contro lo 0,4 per cento registrato nel 2005. Sul tasso di crescita degli investimenti diretti incide peraltro la riduzione dell’11 per cento per quelli realizzati dallo Stato.

 

Per quanto concerne le entrate, su un valore complessivo di accertamenti di entrata pari a 662.170 milioni di euro, gli accertamenti relativi a entrate tributarie sono risultati pari a 429.363 milioni di euro, evidenziando un aumento di 51.509 milioni di euro rispetto al 2005. In rapporto al Pil l’incidenza è risultata pari al 42,7 per cento.

 

Per quanto concerne i saldi relativi ai conti di cassa, il fabbisogno del settore statale, al lordo delle regolazioni debitorie, al termine dell’esercizio 2006 è risultato pari a 34.608 milioni di euro (2,3% del PIL). Il dato risulta inferiore di circa 25.400 milioni di euro rispetto a quello dell’esercizio precedente (60.036 milioni).

Il fabbisogno del settore pubblico, al lordo delle regolazioni debitorie, nel 2006 si è attestato intorno ai 54.908 milioni di euro, con una diminuzione di 19.690 milioni di euro rispetto al 2005 (74.598 milioni).

 

Il valore del rapporto debito/PIL a fine 2006 si è attestato al 106,8 per cento, con un aumento di circa 0,6 punti percentuali rispetto al 2005, quando tale rapporto raggiunse il 106,2% del PIL.

In valori assoluti il debito pubblico è aumentato da 1.511.210 a 1.575.447 milioni di euro.


5. I saldi del conto del bilancio

Nelle tavole seguenti sono esposti i saldi del bilancio dello Stato registrati a consuntivo nel 2006, sia in termini di competenza che di cassa, posti a confronto con le previsioni iniziali di bilancio e con quelle definitive, nonché con i saldi relativi all’esercizio precedente.

5.1 I saldi di competenza

(dati in milioni di euro)

 

2005

2006

Differenza 2006/2005

 

Consuntivo

Previsioni iniziali

Previsioni definitive

Consuntivo

Saldo netto da finanziare

-35.209

-43.741

-45.004

12.949

+48.158

Risparmio pubblico (saldo corrente)

1.509

-11.353

-8.512

49.983

+48.474

Saldo primario

35.461

27.659

30.689

83.750

+48.289

Ricorso al mercato

-203.523

-232.666

-234.129

-150.671

+52.852

N.B.:              Dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili.

 

Il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato per il 2006, per quanto riguarda la gestione di competenza, risulta pari (al lordo delle regolazioni debitorie e contabili) a 12.949 milioni di euro, con un miglioramento di 48.158 milioni di euro rispetto al saldo registratosi nel 2005. Il risultato mostra, altresì, un miglioramento rispetto alle previsioni iniziali (-43.741 milioni) e rispetto a quelle definitive (-45.004 milioni).

 

Al netto delle regolazioni contabili e debitorie, pari a 7.843 milioni di euro, il saldo netto da finanziare nel 2006 assume un valore pari a 20.792 milioni di euro, migliore di 51.010 milioni di euro rispetto a quello registrato nel 2005 (pari a -30.218 milioni di euro).

Il valore del saldo netto da finanziare, come determinato dai risultati di gestione, rientra pertanto nel limite massimo di 41.000 milioni di euro, fissato, al netto delle regolazioni debitorie (pari a 7.077 milioni di euro), dalla legge finanziaria per il 2005 (legge n. 366/2005).

 

Il saldo corrente (risparmio pubblico) nel 2006 si è mantenuto positivo, risultando pari a 49.983 milioni di euro, superiore rispetto all’anno passato, in cui il saldo era risultato pari a 1.509 milioni di euro.

Il risparmio pubblico registra un miglioramento rispetto sia alle previsioni iniziali che a quelle definitive (-8.512 milioni di euro) che ne indicavano un valore negativo.

L’avanzo primario di bilancio, pari a 83.750 milioni di euro, è aumentato di 48.289 milioni di euro rispetto a quello registrato nel 2005 (35.461 milioni di euro).

 

Il ricorso al mercato si è attestato a 150.671 milioni di euro, evidenziando un miglioramento di 52.852 milioni di euro rispetto al 2005. Il risultato è migliore anche rispetto alle previsioni iniziali e definitive (-234.129 milioni di euro).

Anche il valore del ricorso al mercato nei risultati di gestione risulta pertanto inferiore al limite massimo, pari a 244.000 milioni di euro, fissato dalla legge finanziaria per il 2006 (legge n. 366/2005).

 

In linea generale, i saldi del bilancio dello Stato hanno registrato un miglioramento sia rispetto ai risultati dell’anno precedente, sia rispetto alle previsioni iniziali e definitive.

5.2 I saldi di cassa

(in milioni di euro)

 

2005

2006

Differenza 2006/2005

 

Consuntivo

Previsioni iniziali

Previsioni definitive

Consuntivo

Saldo netto da finanziare

-48.836

-72.614

-76.074

-31.513

17.323

Risparmio pubblico (saldo corrente)

-16.414

-36.592

-37.647

4.552

20.966

Saldo primario

21.416

-1.274

-327

38.838

17.422

Ricorso al mercato

-222.853

-261.539

-266.645

-189.662

33.191

N.B.:              Dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili.

 

Come già osservato con riferimento alla gestione di competenza,anche in termini di cassa, i saldi nel 2006 risultano migliori rispetto ai risultati dell’esercizio 2005.

 

In termini di cassa, il saldo netto da finanziare è risultato pari a 31.513 milioni di euro, con un miglioramento di 17.323 milioni di euro rispetto al risultato raggiunto l’anno precedente (48.836 milioni di euro).

 

Al netto delle regolazioni debitorie e contabili, pari a 6.029 milioni di euro, il saldo netto da finanziare è risultato pari a 25.484 milioni. Rispetto all’anno precedente, in cui si evidenziava un saldo netto da finanziare in termini di cassa pari a 47.259 milioni di euro, si registra pertanto un miglioramento di 21.775 milioni di euro.

 

Il risparmio pubblico evidenzia un valore positivo di 4.552 milioni di euro, segnando un miglioramento pari a 20.966 milioni di euro rispetto al corrispondente valore del 2005.

 

Anche l’avanzo primario, che si attesta, al lordo delle regolazioni debitorie, a 38.838 milioni di euro, risulta maggiore di 17.422 milioni di euro rispetto al risultato raggiunto nell’esercizio finanziario precedente.

 

Il ricorso al mercato ammonta a 189.662 miliardi di euro, evidenziando un miglioramento di oltre 33.191 milioni di euro rispetto al dato del 2005.

 

Anche i saldi di cassa a consuntivo risultano migliori delle previsioni, sia iniziali che definitive. In particolare, rispetto alle previsioni definitive di cassa, il saldo netto da finanziare risultante a consuntivo evidenzia un miglioramento di 44.561 milioni di euro. Analogamente, il risparmio pubblico mostra un miglioramento di 42.199 milioni e il ricorso al mercato un miglioramento di 76.983 milioni di euro.

5.3 I risultati di competenza a raffronto con il livello dei saldi fissato nella legge finanziaria: serie storica

Ai sensi dell’art. 11, comma 3, lettera a), della legge 468/1978, e successive modificazioni, nella legge finanziaria viene stabilito il livello massimo, in termini di competenza, del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario.

Nella tabella seguente sono riportati, in termini di competenza, i dati a raffronto tra i valori del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario fissati dalla legge finanziaria ed i risultati di consuntivo registrati in ciascuno degli anni del periodo 1994-2006 (dati in milioni di euro, competenza).

 


 

Saldo netto da finanziare

Ricorso al mercato finanziario

 

L. finanziaria

Consuntivo

Differenza

L. finanziaria

Consuntivo

Differenza

1994

79.196

71.059

-8.137

152.200

133.391

-18.809

1995

86.803

73.273

-13.530

192.406

170.424

-21.982

1996

82.788

64.770

-18.018

190.159

162.656

-27.504

1997

55.909

21.725

-34.183

190.418

134.258

-56.160

1998

60.222

43.547

-16.675

221.973

214.184

-7.789

1999

63.618

29.814

-33.805

199.869

206.604

+6.735

2000

58.336

16.312

-42.024

181.173

181.735

+558

2001

55.958

32.775

-23.183

235.091

219.059

-16.032

2002

47.806

43.941

-3.865

224.636

234.733

+10.097

2003

53.960

32.122

-21.838

283.000

262.916

-20.084

2004

61.996

21.156

-40.840

267.000

214.084

-52.916

2005

57.494

35.209

-22.285

245.000

203.523

-41.447

2006

48.077

12.949

-35.128

246.000

150.671

-95.329

N.B.:     I dati sono al lordo delle regolazioni debitorie; a tal fine, relativamente alle disposizioni della legge finanziaria, si considera la somma del livello massimo del saldo netto da finanziare, indicato al netto delle regolazioni debitorie, e dell’importo delle regolazioni medesime. Per quanto riguarda il ricorso al mercato, i dati sono al lordo dell'indebitamento all'estero. I dati di consuntivo sono riferiti alla gestione (differenza tra accertamenti di entrata e impegni di spesa).

 

Il raffronto fra il valore del livello massimo del saldo netto da finanziare contenuto nella legge finanziaria ed il valore corrispondente risultante dal consuntivo, evidenzia come, a partire dal 1994, i valori di consuntivo si siano costantemente mantenuti inferiori ai “tetti” stabiliti con la legge finanziaria.

 

Il ricorso al mercato, a consuntivo, è risultato inferiore al valore stabilito dalla legge finanziaria negli anni 1994-1998; una eccedenza del risultato di consuntivo rispetto al limite posto nella legge finanziaria si è invece registrata nel biennio 1999-2000. Per quanto riguarda gli ultimi quattro anni, fatta eccezione per il 2002 in cui si evidenzia un’eccedenza pari a 10.097 milioni di euro, il ricorso al mercato tende di nuovo a registrare un valore inferiore al tetto stabilito dalle leggi finanziarie.

 

Al netto delle regolazioni debitorie, il raffronto tra il valore del livello massimo del saldo netto da finanziare contenuto nella legge finanziaria ed il valore di saldo risultante dal consuntivo è riportato nella tabella seguente, con riferimento agli ultimi cinque anni (dati in milioni di euro):

 

 

Saldo netto da finanziare

 

L. finanziaria

Consuntivo

Differenza

2001

38.218

16.685

-21.533

2002

33.157

35.356

+2.199

2003

48.200

30.971

-17.229

2004

54.600

15.680

-38.920

2005

50.000

30.218

-19.428

2006

41.000

20.792

-20.208

6. La gestione di competenza

L’analisi della gestione di competenza relativa all’esercizio finanziario 2006 fa riferimento, per la parte “Entrate”, agli accertamenti, e, per la parte “Spese”, agli impegni.

I dati sono posti a raffronto, nella tavola che segue, con le previsioni iniziali (A), come risultanti dal bilancio di previsione per il 2006, e con le previsioni definitive (B), nonché con i risultati relativi all’esercizio finanziario precedente.

 

(dati in milioni di euro)

 

2005

2006

Differenza
2006/2005

Variazioni %
2006/2005

 

Consuntivo

Previsioni iniziali
(A)

Previsioni definitive
(B)

Consuntivo

(C)

Differenza
(*)
(C-B)

Entrate tributarie

377.854

388.072

402.348

429.363

27.015

51.509

13,6

Entrate extratributarie

44.105

28.730

28.698

48.759

20.061

4.654

10,6

Totale entrate correnti

421.959

416.801

431.045

478.122

47.077

56.163

13,3

Alienaz., ammort., riscoss.

10.075

1.874

3.332

1.921

-1.411

-8.154

-80,9

Entrate finali

432.034

418.675

434.377

480.043

45.666

48.009

11,1

Accensione prestiti

195.379

232.666

235.595

182.127

-53.468

-13.252

-6,8

Entrate complessive

627.413

651.341

669.972

662.170

-7.802

34.757

5,5

Spese correnti

420.449

428.154

439.558

428.139

-11.419

7.690

1,8

Spese conto capitale

46.794

34.262

39.824

38.954

-870

-7.840

-16,8

Spese finali

467.243

462.416

479.382

467.094

-12.288

-149

0,0

Rimborso prestiti

168.313

188.925

189.124

163.620

-25.504

-4.693

-2,8

Spese complessive

635.556

651.341

668.506

630.714

-37.792

-4.842

-0,8

Risparmio pubblico (Saldo corrente)

1.509

-11.353

-8.512

49.983

58.495

48.474

-

Saldo netto da finanziare

-35.209

-43.741

-45.004

12.949

57.953

48.158

-

Saldo primario

35.461

27.659

30.689

83.750

53.061

48.289

-

Ricorso al mercato

-203.523

-232.666

-234.129

-150.671

83.458

52.852

-

(*)     Maggiori o minori entrate - economie o maggiori spese.

N.B.:  Dati al lordo delle regolazioni debitorie.

 

L’entità complessiva degli accertamenti di entrata (comprensivi delle entrate per accensione di prestiti) è risultata, nel 2006, pari a 662.170 milioni di euro, con una evoluzione positiva rispetto al 2005 (+34.757 milioni di euro).

 

L’incidenza del totale delle entrate rispetto al PIL è pari al 42,7 per cento.

Gli impegni di spesa assunti nel 2006 ammontano complessivamente (incluse le spese per rimborso prestiti) a 630.714 milioni di euro e rappresentano il 42,9% del PIL. Rispetto ai risultati dello scorso anno, la gestione presenta un complessivo decremento degli impegni di spesa di -4.842 milioni.

 

Il saldo netto da finanziare, pari a 12.949 milioni di euro, corrisponde alla differenza tra un ammontare complessivo degli accertamenti di entrata finali di 480.043 milioni di euro e un ammontare complessivo degli impegni di spesa finali di 467.094 milioni di euro.

 

Rispetto al consuntivo 2005, si evidenzia un incremento dell’entità complessiva degli accertamenti relativi alle entrate finali di complessivi 48.009 milioni di euro, riconducibile per la maggior parte all’aumento degli accertamentirelativi alle entrate tributarie (+51.509 milioni di euro).

 

Gli impegni per spese finali assunti complessivamente nel 2006 evidenziano, rispetto all’anno precedente, una leggera diminuzione di 149 milioni di euro, dovuto essenzialmente alla diminuzione degli impegni relativi a spese di partecapitale di oltre 7.800 milioni di euro, che ha compensato pressoché interamente l’aumento degli impegni di spesa di parte corrente.

 

Gli accertamenti per entrate finali rilevati nel consuntivo 2006 risultano superiori in misura considerevole sia alle previsioni iniziali che a quelle definitive, mentre il dato di consuntivo degli impegni relativi alle spese finali si dimostra inferiore alle previsioni definitive.

 

In particolare, per quanto concerne le entrate finali, i risultati evidenziano un incremento rispetto alle previsioni definitive pari a 45.666 milioni di euro.

Dal lato delle spese finali, il consuntivo 2006 ha fatto registrare una diminuzione pari a 12.288 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive.

 

I complessivi accertamenti di entrata (662.170 milioni) e i complessivi impegni di spesa (630.714 milioni) manifestano entrambi una riduzione rispetto alle previsioni definitive (-7.802 milioni di euro per quanto concerne le entrate complessive e -37.792 milioni per quanto riguarda le spese complessive).

6.1 Entrate finali

Come già accennato, le entrate finali (tutte le entrate del bilancio dello Stato, tranne quelle derivanti dall’accensione di prestiti) hanno registrato, rispetto al 2005, un incremento di 48.009 milioni di euro.

 

Più in particolare, su un valore complessivo di accertamenti di entrata pari a 662.170 milioni di euro, gli accertamenti relativi a entrate tributarie sono risultati pari a 429.363 milioni di euro, evidenziando un aumentodi 51.509 milioni di euro rispetto al 2005.

Anche dal confronto tra i risultati e le previsioni si rileva che le entrate tributarie accertate sono risultate maggiori di 27.015 milioni di euro rispetto alle previsioni iniziali e di 41.291 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive, evidenziando pertanto un buon andamento delle entrate.

 

Anche per quanto riguarda gli accertamenti relativi alle entrate extratributarie, si è registratounvalore superiore rispetto all’esercizio finanziario 2005. In particolare, le entrate extratributarie accertate sono stati pari a 48.759 milioni di euro, con un incremento, rispetto all’esercizio 2005,di 4.654 milioni di euro, pari al 10,6%. Le entrate extratributarie registrano una evoluzione positiva sia rispetto alle previsioni iniziali (+20.029 milioni di euro), sia rispetto alle previsioni definitive, (+20.061 milioni).

 

Gli accertamenti per entrate derivanti da alienazione e ammortamento di beni patrimoniali e riscossione di crediti,pari a 1.921 milioni di euro sono invece risultati in diminuzione rispetto al 2005, di 8.154 milioni di euro (-80,9%).

 

Nell’ambito delle entrate tributarie, la variazione degli accertamenti rispetto al 2005 ha interessato, in particolare, le imposte sul patrimonio e sul reddito, che hanno evidenziato, rispetto al 2005, un aumentodi 32.793 milioni di euro,raggiungendo accertamenti pari a 222.658 milioni di euro (+14.010 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive).

Anche gli accertamenti concernenti la categoria del lotto, lotterie e altre attività di gioco hanno evidenziato un leggero aumento rispetto al 2005, di 588 milioni di euro (+5,9%), attestandosi a 10.781 milioni di euro, inferiori di 136 milioni di euro rispetto alle previsioni definitive.

Le tasse e imposte sugli affari, invece, hanno fatto registrare accertamenti pari a 156.305 milioni di euro (+17.187 milioni rispetto al 2005) (cfr. la Tavola I riportate in Appendice).

 

Relativamente all’andamento delle singole imposte, nell’esercizio finanziario 2006 risultano aumentati sia gli accertamenti relativi all’IRE (ex IRPEF), da 139.283 milioni a 155.344 milioni di euro (+16.061 milioni di euro), sia quelli relativi all’IRES (ex IRPEG),aumentati da 36.305 milioni a 43.556 milioni di euro (+7.251 milioni di euro).

Anche gli accertamenti relativi all’IVA risultano incrementati di 14.587 milioni di euro rispetto al 2005, risultando pari a 129.512 milioni di euro, a fronte di 114.925 milioni di euro di accertamenti relativi all’esercizio 2005 (cfr. la Tavola II riportate in Appendice).

 

Per le entrate extratributarie si segnalano, soprattutto, sia l’aumento dei recuperi, rimborsi e contributi (+3.057 milioni di euro), che hanno fatto registrare nel 2006 accertamenti pari a 26.032 milioni di euro, sia la riduzione di 1.612 milioni che riguarda la voce degli interessi su anticipazioni e crediti che passano da 9.524 milioni nel 2005 a 7.912 milioni.

6.2 Spese finali

La gestione 2006 ha dato luogo ad impegni di spesa relativi ad operazioni finali (tutte le spese del bilancio dello Stato tranne quelle relative al rimborso di prestiti giunti in scadenza nell’esercizio di riferimento) per 467.094 milioni di euro, con un andamento in lieve diminuzione (-149 milioni di euro rispetto al 2005.

Rispetto alle previsioni definitive, gli impegni finali denotano invece una diminuzione di 12.288 milioni di euro.

 

Gli impegni relativi ad operazioni finali sono riconducibili per 428.139 milioni di euro a spese correnti, che risultano incrementate rispetto al 2005 di 7.690 milioni di euro(+1,8%), e per 38.954 milioni a spese in conto capitale (che presentano, invece, rispetto al 2005 una riduzione di 7.840 milionidi euro, (-16,8%).

 

Tra le spese correnti hanno evidenziato aumenti, rispetto all’esercizio 2005, sia i trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche, che si sono attestati a 182.512 milioni di euro (+7.227 milioni rispetto al 2005), sia le spese per redditi da lavoro dipendente (+6.470 milioni di euro, per un totale di 88.213 milioni).

Un incremento rispetto al 2005 hanno anche registrato le spese per interessi passivi (+130 milioni di euro), risultate pari, nel 2006, a 70.801 milioni di euro.

 

Hanno, invece, evidenziato una diminuzione rispetto all’esercizio precedente le spese per consumi intermedi, passate da 12.782 milioni nel 2005 a 12.163 milioni nel 2006, con una riduzione di 619 milioni (inferiori anche alle previsioni definitive di 430 milioni di euro).

 

Relativamente alle spese in conto capitale, che registrano una contrazione di 7.840 milioni di euro rispetto al 2005, diminuiscono sia gli investimenti fissi lordi, pari a 4.138 milioni (-2.032 milioni rispetto al 2005), sia i contributi agli investimenti alle amministrazioni pubbliche che si attestano a 14.769 milioni di euro, con una riduzione rispetto al 2005 di 1.999 milioni di euro.

Aumentano invece i contributi agli investimenti ad imprese, che registrano un valore di 10.107 milioni nel 2006, con un aumento di 1.874 milioni di euro rispetto al 2005 (8.233 milioni).

Gli impegni di spesa per gli altri trasferimenti in conto capitale presentano una diminuzione da 8.730 milioni nel 2005 a 8.626 milioni di euro.

6.3 Spese per rimborso prestiti ed entrate da accensione di prestiti

Per quanto concerne la spesa per rimborso prestiti, i relativi impegni, pari a 163.620 milioni di euro, hanno registrato una diminuzione rispetto al dato del 2005 di 4.693 milioni di euro (il rimborso prestiti nel 2005 era stato pari a 168.313 milioni di euro).

Gli accertamenti di entrata derivanti da accensioni di prestiti sono stati pari a182.127 milioni di euro, con una diminuzione di 13.252 milioni di euro rispetto all’esercizio 2005, nel quale tali accertamenti erano stati pari a 195.379 milioni di euro.


Tavole riepilogative

Rendiconto 2006


 

Tavola i - Andamento delle entrate finali per categorie economiche e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(Competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

CATEGORIE

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

I -                    Imposte sul patrimonio e sul reddito

185.455

191.970

45,0

189.302

189.865

43,9

208.648

222.658

46,4

II -                   Tasse e imposte sugli affari

133.048

137.846

32,3

141.102

139.118

32,2

144.491

 156.305

32,6

III -       Imposte sulla produzione, consumi e dogane

27.440

27.904

6,5

30.032

 29.658

6,9

29.108

 29.676

6,2

IV -      Monopoli

 9.112

8.726

2,0

 9.457

9.020

2,1

9.183

9.943

2,1

V -       Lotto, lotterie ed altre attività di giuoco

 9.901

13.617

3,2

11.538

 10.193

2,4

10.917

 10.781

2,2

Totale Entrate Tributarie

364.956

380.063

89,1

381.431

377.854

87,5

402.347

429.363

89,4

VI -      Proventi speciali

703

650

0,2

670

 795

0,2

608

 772

0,2

VII -     Proventi dei servizi pubblici minori

 7.135

6.098

1,4

 6.994

6.943

1,6

5.408

7.267

1,5

VIII –    Proventi dei beni dello Stato

442

443

0,1

653

 327

0,1

392

 293

0,1

IX -      Prodotti netti di aziende autonome e utili di gestione

 2.426

3.013

0,7

 2.426

3.019

0,7

4.075

4.109

0,9

X -       Interessi su anticipazioni e crediti vari del tesoro

 2.334

5.197

1,2

 5.850

9.524

2,2

5.134

7.912

1,6

XI -      Recuperi, rimborsi e contributi

13.521

18.421

4,3

10.968

 21.478

5,0

11.071

 26.032

5,4

XII -      Partite che si compensano nella spesa

 2.004

1.893

0,4

 1.859

2.019

0,5

 2.011

2.374

0,5

Totale Entrate Extratributarie

28.565

35.715

8,4

29.420

44.105

10,2

28.699

48.759

10,2

XIII -     Vendita di beni ed affrancazione di canoni

14.116

 10.664

2,5

12.272

5.631

1,3

 1.025

 223

0,0

XIV -    Ammortamento di beni patrimoniali

795

 163

0,0

833

 163

0,0

840

 163

0,0

XV -     Rimborso di anticipazioni e crediti vari del Tesoro

201

 165

0,0

 3.281

4.281

1,0

 1.467

1.535

0,3

Totale Alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali
e riscossione crediti

15.112

10.992

2,6

16.386

10.075

2,3

3.332

1.921

0,4

Totale Entrate Finali

408.633

426.770

100

427.237

432.034

100

434.378

480.043

100


Tavola II - Andamento delle principali imposte e loro incidenza percentuale sulle entrate tributarie

(Competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

 

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

 

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

entrate tributarie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di cui:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ire (ex irpef)

133.816

134.108

35,3

145.648

139.283

36,9

147.292

155.344

36,2

ires (ex irpeg)

28.289

30.374

8,0

28.410

36.305

9,6

40.492

43.556

10,1

ilor

143

355

0,1

531

239

0,1

165

339

0,1

imposte sostitutive

14.803

17.018

4,5

12.381

11.162

3,0

16.205

19.104

4,4

ritenute a titolo di imposta definitiva

843

852

0,2

829

1.036

0,3

1.148

1.398

0,3

iva, di cui

104.874

107.113

28,2

112.168

114.925

30,4

119.083

129.512

30,2

- scambi interni ed intracomunitari

93.209

95.324

25,1

99.239

102.432

27,1

104.671

115.063

26,8

- importazione

11.665

11.789

3,1

12.929

12.493

3,3

14.412

14.449

3,4

altri introiti diretti

1.927

1.853

0,5

1.039

1.258

0,3

1.904

2.736

0,6

condoni e sanatorie, di cui:

8.493

8.830

2,3

514

851

0,2

1.782

278

0,1

. - su tributi diretti

5.635

7.409

1,9

464

582

0,2

1.442

180

0,0

. - su tributi indiretti

2.858

1.421

0,4

50

269

0,1

340

98

0,0

lotto, lotterie e giuochi

9.900

13.617

3,6

11.538

10.193

2,7

10.917

10.781

2,5

accisa e imposta erariale di consumo su:

27.271

27.670

7,3

29.946

29.284

7,8

29.027

29.473

6,9

- olii minerali

21.241

21.467

5,6

23.327

22.028

5,8

22.390

22.219

5,2

- altri prodotti

6.030

6.203

1,6

6.619

7.256

1,9

6.637

7.254

1,7

imposte sui generi di monopolio

9.101

8.725

2,3

9.454

9.014

2,4

9.181

9.940

2,3

imposte sugli affari

1.205

1.235

0,3

1.546

1.454

0,4

1.431

2.122

0,5

altri tributi indiretti

24.291

28.313

7,4

27.428

22.850

6,0

23.720

24.780

5,8

totale entrate

364.956

380.062

100

381.432

377.854

100

402.347

429.363

100


 

Tavola III – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

Dati di competenza
(milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)


STATO DI PREVISIONE

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Economia e finanze

273.183

249.994

55,8

287.417

 271.123

58,0

274.247

 260.673

55,8

Sviluppo economico

6.775

6.736

1,5

 4.250

4.248

0,9

 3.439

3.402

0,7

Lavoro e politiche sociali

66.368

 66.312

14,8

68.956

 68.864

14,7

 72.866

 72.103

15,4

Giustizia

7.832

7.700

1,7

 7.655

7.425

1,6

 8.155

7.983

1,7

Affari esteri

2.338

2.156

0,5

 2.511

2.340

0,5

 2.283

2.129

0,5

Istruzione

51.860

 51.964

11,6

51.604

 51.835

11,1

 53.841

 57.046

12,2

Interno

26.898

 26.700

6,0

26.749

 25.581

5,5

 28.311

 27.971

6,0

Ambiente e tutela mare

1.431

1.414

0,3

 1.376

1.357

0,3

 1.199

1.187

0,3

Infrastrutture

8.780

8.080

1,8

 7.779

7.414

1,6

 8.040

7.885

1,7

Comunicazioni

361

 352

0,1

396

 384

0,1

271

 259

0,1

Difesa

21.203

 21.064

4,7

21.335

 21.276

4,6

 20.533

 20.398

4,4

Politiche agricole

1.571

1.460

0,3

 1.767

1.687

0,4

 1.715

1.645

0,4

Beni e attività culturali

2.390

2.594

0,6

 2.392

2.263

0,5

 2.210

2.152

0,5

Salute

 1.422

1.399

0,3

 1.497

1.446

0,3

 1.576

1.568

0,3

Trasporti

-

 -

-

-

 -

-

 3

 2

0,0

Università e ricerca

-

 -

-

-

 -

-

690

 688

0,1

Commercio internazionale

-

 -

-

-

 -

-

 2

 2

0,0

Totale spese finali

472.412

447.925

100

485.684

467.243

100

479.381

467.093

100

 


 

Tavola IV – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

Autorizzazioni di cassa
(milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)


STATO DI PREVISIONE

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Economia e finanze

280.328

 248.306

56,3

294.810

 259.894

57,4

284.178

 258.193

56,2

Attività produttive

 5.894

3.232

0,7

 4.678

3.503

0,8

 3.544

2.514

0,5

Lavoro e politiche sociali

69.823

 66.170

15,0

71.130

 67.390

14,9

 73.978

 71.456

15,5

Giustizia

 7.926

7.109

1,6

 7.848

7.440

1,6

 8.354

7.702

1,7

Affari esteri

 2.397

2.238

0,5

 2.478

2.270

0,5

 2.320

2.082

0,5

Istruzione

53.809

 52.570

11,9

52.726

 51.696

11,4

 55.861

 57.379

12,5

Interno

28.128

 25.587

5,8

28.772

 25.981

5,7

 28.356

 26.971

5,9

Ambiente e tutela mare

 1.996

1.308

0,3

 1.846

1.391

0,3

 1.667

1.136

0,2

Infrastrutture

10.436

7.045

1,6

 8.773

5.713

1,3

 9.810

6.134

1,3

Comunicazioni

480

 357

0,1

390

 340

0,1

286

 268

0,1

Difesa

21.813

 21.509

4,9

22.242

 21.959

4,9

 21.191

 20.957

4,6

Politiche agricole

 2.629

1.693

0,4

 2.287

1.523

0,3

 2.197

1.438

0,3

Beni e attività culturali

 3.623

2.347

0,5

 2.491

2.147

0,5

 2.435

1.901

0,4

Salute

 2.241

1.593

0,4

 2.097

1.333

0,3

 2.055

1.523

0,3

Trasporti

-

 -

-

-

 -

-

 2

 2

0,0

Università e ricerca

-

 -

-

-

 -

-

233

 145

0,0

Commercio internazionale

-

 -

-

-

 -

-

 2

 1

0,0

Totale spese finali

491.523

 441.064

100

502.568

 452.580

100

496.469

 459.802

100


 

Tavola V – Evoluzione delle spese finali per funzioni-obiettivo ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 


FUNZIONI-OBIETTIVO

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

1 -   Servizi generali delle pubbliche amministrazioni

229.823

208.143

46,5

238.537

226.306

48,4

234.367

225.326

48,2

2 –  Difesa

20.975

20.813

4,6

20.976

20.770

4,4

19.291

19.319

4,1

3 -   Ordine pubblico e sicurezza

22.182

21.884

4,9

22.526

21.971

4,7

23.717

23.437

5,0

4 -   Affari economici

55.247

53.857

12,0

52.891

51.164

11,0

50.450

48.272

10,3

5 -   Protezione dell'ambiente

2.223

2.188

0,5

2.067

2.016

0,4

1.866

1.833

0,4

6 -   Abitazioni e assetto territoriale

1.658

1.592

0,4

1.841

1.649

0,4

1.973

1.891

0,4

7 -   Sanità

9.975

9.069

2,0

14.970

14.636

3,1

11.910

11.706

2,5

8 -   Attività ricreative, culturali e di culto

14.469

14.651

3,3

14.797

12.675

2,7

12.798

9.832

2,1

9 –  Istruzione

49.128

49.203

11,0

49.242

49.441

10,6

52.651

55.848

12,0

10-  Protezione sociale

66.732

66.525

14,9

67.837

66.615

14,3

70.360

69.629

14,9

Totale spese finali

472.412

447.925

100

485.684

467.243

100

479.383

467.093

100

 

 


 

Tavola VI – Evoluzione della spesa finale per categorie ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)


CATEGORIE

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Redditi da lavoro dipendente

79.686

 79.487

17,6

82.601

 81.743

17,5

 85.642

 88.213

18,9

Consumi intermedi

14.072

 13.769

3,0

13.198

 12.782

2,7

 12.593

 12.163

2,6

Imposte pagate sulla produzione

 4.374

4.339

1,0

 4.414

4.391

0,9

 4.667

4.844

1,0

Trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche

169.319

 168.059

37,2

177.800

 175.285

37,5

183.939

 182.512

39,1

Trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private

 4.159

4.102

0,9

 4.218

3.862

0,8

 4.920

4.668

1,0

Trasferimenti correnti a imprese

 5.467

5.248

1,2

 5.074

4.875

1,0

 4.739

4.598

1,0

Trasferimenti all'estero

 1.671

1.505

0,3

 1.704

1.615

0,3

 1.739

1.576

0,3

Risorse proprie cee

14.750

 14.138

3,1

15.700

 14.480

3,1

 15.850

 14.577

3,1

Interessi passivi e redditi da capitale

75.120

 60.964

13,5

76.413

 70.671

15,1

 75.695

 70.801

15,2

Poste correttive e compensative

50.973

 47.662

10,6

51.824

 49.294

10,5

 46.750

 43.274

9,3

Ammortamenti

794

 163

0,0

833

 18

0,0

840,0

163,0

0,0

Altre uscite correnti

 3.478

1.125

0,2

 4.094

1.433

0,3

 2.184

 751

0,2

Totale spese correnti

404.491

 391.594

86,7

437.873

 420.449

90,0

439.558

 428.140

91,7

Investimenti fissi lordi e acquisti di terreni

 5.763

5.659

1,3

 6.199

6.170

1,3

 4.196

4.138

0,9

Contributi agli investimenti ad amministrazioni pubbliche

19.515

 19.139

4,2

16.931

 16.768

3,6

 14.817

 14.769

3,2

Contributi agli investimenti ad imprese

11.852

 11.705

2,6

 8.383

8.233

1,8

 10.223

 10.107

2,2

Contributi agli investimenti a famiglie e istituzioni sociali private

115

 115

0,0

122

 122

0,0

130

 130

0,0

Contributi agli investimenti a estero

263

 252

0,1

404

 396

0,1

399

 399

0,1

Altri trasferimenti in conto capitale

 4.989

4.445

1,0

 9.215

8.730

1,9

 9.190

8.626

1,8

Acquisizioni di attività finanziarie

 6.052

6.049

1,3

 6.557

6.375

1,4

868

 784

0,2

Totale spese conto capitale

61.602

 60.036

13,3

47.811

 46.794

10,0

 39.823

 38.953

 8,3

Totale spese finali

466.093

 451.630

100

485.684

 467.243

100

479.381

 467.093

100


 

Tavola VII – Andamento delle U.P.B. (III livello) ed incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

U.P.B. (III livello)

RENDICONTO 2004

RENDICONTO 2005

RENDICONTO 2006

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Funzionamento

82.568

 82.027

18,2

83.642

 82.498

17,7

 87.774

 90.325

19,3

Interventi

245.659

 240.088

53,2

254.709

 248.126

53,1

257.142

 250.540

53,6

Oneri comuni

18.714

 15.601

 3,5

21.396

 17.378

 3,7

 17.330

 14.856

 3,2

Trattamenti di quiescenza

 1.159

1.258

 0,3

 1.081

1.169

 0,3

 1.164

1.187

 0,3

Oneri del debito pubblico

75.763

 61.587

13,6

77.045

 71.278

15,3

 76.147

 71.232

15,3

Totale spese correnti

404.491

 391.594

86,7

437.873

 420.449

90,0

439.557

 428.140

91,7

Investimenti

45.440

 44.789

 9,9

44.904

 44.253

 9,5

 36.509

 36.098

 7,7

Altre spese in conto capitale

182

 182

 0,0

362

 243

 0,1

492

 413

 0,1

Oneri comuni

 2.927

2.393

 0,5

 2.545

2.298

 0,5

 2.823

2.444

 0,5

Totale conto capitale

61.603

 60.036

13,3

47.811

 46.794

10,0

 39.824

 38.955

8,3

Totale spese finali

466.093

 451.630

100

485.684

 467.243

100

479.381

 467.095

100

 


 

PARTE II - Assestamento 2007
(A.C. 3170)


1. L’assestamento del bilancio dello Stato

1.1 Funzione dell’assestamento del bilancio dello Stato

L’articolo 17 della legge n. 468/1978 prevede l'istituto dell'assestamento di bilancio per consentire un aggiornamento, a metà esercizio, degli stanziamenti del bilancio dello Stato, anche sulla scorta della consistenza dei residui attivi e passivi accertata in sede di rendiconto dell'esercizio scaduto al 31 dicembre precedente.

 

Sotto questo profilo, il disegno di legge di assestamento si connette funzionalmente con il disegno di legge di rendiconto relativo all’esercizio precedente: l’entità dei residui, sia attivi che passivi, sussistenti all’inizio dell’esercizio finanziario, che al momento dell’elaborazione e approvazione del bilancio di previsione è stimabile solo in misura approssimativa, viene, infatti, definita in assestamento sulla base delle risultanze del rendiconto.

 

Più in generale, con il disegno di legge di assestamento le previsioni di bilancio sono adeguate in relazione:

 

a)      per quanto riguarda le entrate, all’eventuale revisione delle stime del gettito;

b)      per quanto riguarda le spese aventi carattere discrezionale, ad esigenze sopravvenute;

c)      per quanto riguarda la determinazione delle autorizzazioni di pagamento (in termini di cassa), alla consistenza dei residui accertati in sede di rendiconto dell’esercizio precedente.

 

Per quanto riguarda le previsioni di entrata, poiché esse sono il frutto di una valutazione di carattere tecnico, eventuali modifiche possono essere determinate dall’evoluzione della base imponibile e dagli effetti derivanti dall’applicazione della normativa vigente.

 

In riferimento alle variazioni di spesa, la legge di assestamento presenta il medesimo vincolo che sussiste per il bilancio di previsione, cioè il rispetto della legislazione sostanziale vigente.

Non possono pertanto essere modificati, in sede di assestamento, gli stanziamenti di spesa direttamente determinati da norme vigenti.

 

Va infine ricordato che, ai sensi del comma 2 dell’articolo 17 della legge n. 468/1978, anche dopo l’approvazione della legge di assestamento possono essere presentate al Parlamento, comunque entro il 31 ottobre, ulteriori variazioni delle dotazioni di competenza e di cassa per l’esercizio in corso.

1.2 La struttura e il contenuto del disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per l’esercizio 2007

L’articolo 1 del disegno di legge di assestamento dispone l’approvazione delle variazioni alle previsioni del bilancio dello Stato per il 2007 (approvato con la legge n. 298/2006), indicate nelle annesse tabelle.

Le tabelle si riferiscono allo stato di previsione dell’entrata, agli stati di previsione della spesa dei singoli Ministeri e ai bilanci delle Amministrazioni autonome.

 

Il disegno di legge di assestamento, infatti, contiene, sia per lo stato di previsione dell’entrata che per ciascuno degli stati di previsione dei Ministeri di spesa, le proposte di variazione degli stanziamenti di bilancio in termini di competenza e di cassa, che vengono effettuate tramite il disegno di legge medesimo e che costituiscono oggetto di approvazione da parte del Parlamento.

 

In allegato al disegno di legge è invece evidenziata, a fini conoscitivi, sia per lo stato di previsione dell’entrata che per gli stati di previsione della spesa, l’evoluzione, in termini di competenza e di cassa, delle singole poste di bilancio, per effetto sia delle variazioni apportate in forza di atti amministrativi fino al 31 maggio, sia delle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento medesimo.

 

Per ciascuna U.P.B. si indicano, inoltre, le variazioni che si registrano nella consistenza dei residui, in linea con le risultanze definitive esposte nel Rendiconto dell’esercizio precedente. A partire dalla previsione iniziale, le eventuali variazioni intervenute per atto amministrativo o proposte con il disegno di assestamento determinano, per ciascuna U.P.B., la previsione assestata.

 

Le variazioni disposte in bilancio nel periodo gennaio-maggio con atto amministrativo derivano dall’applicazione di nuovi provvedimenti legislativi intervenuti successivamente all’approvazione del bilancio (per le quali il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con proprio decreto, le conseguenti variazioni), oppure dall’applicazione di procedure previste dalla normativa contabile.

La maggior parte delle variazioni apportate con atto amministrativo non ha effetto sui saldi (variazioni compensative)perché si tratta o dello spostamento di somme tra capitoli di spesa, oppure di modifiche della stessa entità ma di segno contrario dell’entrata e della spesa.

Le variazioni compensative dipendono:

 

-       dall’utilizzo dei fondi speciali recanti gli accantonamenti di parte corrente e in conto capitale destinati alla copertura di provvedimenti legislativi da approvare nel corso dell’esercizio finanziario;

-       dai prelievi dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine (ivi compresi i prelievi necessari alla reiscrizione dei residui passivi perenti di conto corrente[20]);dal fondo di riserva delle spese impreviste (articoli 7 e 9 della legge n. 468/1978); dal fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa (di cui all’articolo 9-bis della legge n. 468/1978, inserito dall'articolo 8 della legge n. 94/1997), nonché dal fondo di riserva per l’integrazione delle autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente inserite nella Tabella C della legge finanziaria (di cui all’articolo 9-ter della legge n. 468/1978, inserito dall’art. 2 della legge n. 208/1999);

-       dalla reiscrizione dei residui passivi perenti di conto capitale, mediante prelievo dall’apposito fondo di cui all’art. 8 della legge n. 468/1978;

-       dalla riassegnazione ai capitoli di spesa di somme affluite all'entrata nei primi cinque mesi dell’anno in corso, in base alla procedura disciplinata con D.P.R. 10 novembre 1999, n. 469[21].

 

Tra le variazioni delle dotazioni di bilancio apportate con atti amministrativi hanno invece natura non compensativa, e incidono quindi sui saldi di bilancio:

 

-       le riassegnazioni ai capitoli di spesa di somme affluite in entrata nell’ultimo bimestre (periodo 1° novembre-31 dicembre) dell’anno precedente, ai sensi di quanto previsto dall’art. 2, comma 2, del citato D.P.R. n. 469/1999;

-       gli slittamenti di copertura, vale a dire l’utilizzo di quote dei fondi speciali stanziate nel bilancio di previsione per l’esercizio precedente e non utilizzate entro il termine di tale esercizio, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 5, della legge n. 468/1978[22];

-       il trasporto all’esercizio in corso di titoli di spesa rimasti insoluti alla chiusura dell'esercizio precedente, con la conseguente integrazione delle autorizzazioni di cassa, ai sensi dell’articolo 17, ultimo comma, della legge n. 468/1978[23].

 

L’articolo 2 si riferisce allo stato di previsione del Ministero dell’interno. In particolare, viene introdotto il comma 4-bis all’articolo 8 della legge di bilancio per il 2007, con il quale si autorizza il Ministero dell’economia a riassegnare con propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, le somme versate all’entrata del bilancio dello Stato derivanti dall’incremento di cinquanta centesimi di euro a passeggero dell’addizionale sui diritti d’imbarco sugli aeromobili, avvenuto in applicazione dell’articolo 1, comma 1328 della legge finanziaria 2007 (l. n. 296 del 2006).

 

Il comma 1328 dell’articolo 1 della legge finanziaria 2007 prevede, al fine di ridurre il costo a carico dello Stato del servizio antincendi negli aeroporti, il suddetto incremento di 50 centesimi a passeggero dell’addizionale sui diritti d’imbarco e l’istituzione di un apposito fondo con dotazione di 30 milioni di euro, alimentato dalle società aeroportuali in proporzione al traffico generato. Il suddetto comma prevede altresì la ripartizione del fondo tra le u.p.b del centro di responsabilità Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile dello stato di previsione del Ministero dell’Interno, sulla base di decreti del Ministero dell’Interno, da comunicare al Ministero dell’economia, anche con evidenze informatiche, nonché alle commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei Conti.

 

L’articolo 3 dispone l’approvazione degli allegati 1 e 2 del disegno di legge, nei quali sono contenute le modifiche all’elenco delle unità previsionale di base e all’elenco delle funzioni-obiettivo individuate nel bilancio di previsione per il 2007.


2. I saldi del bilancio dello Stato
risultanti dal ddl di assestamento

La relazione al disegno di legge di assestamento del bilancio dello Stato per il 2007 (A.S. 1679) evidenzia, sulla base delle previsioni assestate poste a confronto con le previsioni iniziali, un miglioramento del saldo netto da finanziaree degli altri saldi del bilancio.

 

I dati che seguono si riferiscono al contenuto del disegno di legge originario presentato al Senato, non tenendo pertanto conto delle modifiche apportate nel corso dell’esame presso l’altro ramo del Parlamento, che sono invece specificamente analizzate nel paragrafo 4 del presente dossier (cfr.oltre).

 

Si ricorda, altresì, che tali dati non incorporano gli effetti del decreto-legge n. 81/2007[24] in materia finanziaria, il quale ha utilizzato a copertura degli oneri da esso recati, una parte delle maggiori entrate tributarie (+7.403 milioni di euro) rispetto alle previsioni del bilancio dello Stato 2007 iscritte nel disegno di legge di assestamento.

a) I saldi di competenza

(dati in milioni di euro)

 

Rendiconto 2006

Previsioni iniziali 2007

Variazioni per atto amministrativo

Variazioni proposte ddl assestamento

Previsioni assestate 2007

Saldo netto da finanziare

20.792

-22.972

-52

4.218

-18.806

Risparmio pubblico

55.763

15.607

104

4.389

20.100

Saldo primario

91.592

51.078

-52

5.583

56.609

Ricorso al mercato (*)

-150.671

-224.591

-52

5.333

-219.310

N.B.:  Dati al netto delle regolazioni debitorie e contabili. I dati di rendiconto sono riferiti alla gestione.

(*)         Il ricorso al mercato è al lordo delle regolazioni debitorie.

 

In termini di competenza, le previsioni assestate per il 2007,risultanti delle variazioni apportate per atto amministrativo fino al 31 maggio scorso e da quelle proposte con il disegno di legge di assestamento presentato al Senato, determinano, rispetto alle previsioni iniziali di bilancio, una riduzione del saldo netto da finanziare,al netto delle regolazioni debitorie e contabili, da 22.972 milioni di euro a 18.806 milioni di euro, con un miglioramento di circa 4.166 milioni di euro.

 

Si rammenta, come sopra accennato, che tale dato non tiene conto degli effetti recati dal citato decreto legge n. 81/07, i cui oneri, per un importo pari a 4.131 milioni di euro per l’anno 2007, sono stati coperti utilizzando quota parte delle maggiori entrate tributarie registrate in corso d’anno ed iscritte nel disegno di legge in esame[25].

Occorre inoltre rilevare che, tenendo conto della variazioni apportate nel corso dell’esame presso il Senato - che hanno comportato una revisione delle previsioni in conto competenza relative sia alle entrate (+ 5.978 milioni di euro) che alle spese (- 2.032 milioni di euro) - il saldo netto da finanziare registra, rispetto alle previsioni contenute nel disegno di legge di assestamento, un ulteriore miglioramento di 8.010 milioni di euro. Anche in tal caso, tuttavia, tale miglioramento risulta in gran parte ridimensionato a seguito delle misure adottate dal Governo con il decreto legge n. 159/07, collegato alla manovra di finanza pubblica [26] (sul punto cfr. oltre, il par.4).

 

In particolare, le entrate finali, come determinate sulla base delle previsioni contenute nel disegno di legge, risultano pari a 439,9 miliardi di euroe registrano un aumento di7,6 miliardi di euro rispetto alle previsioni iniziali di bilancio (432,3 miliardi di euro).

Le spese finali, sulla base delle previsioni assestate, ammontano a circa458,7 miliardi di euroa fronte di una previsione iniziale di 455,3 miliardi di euro(+3,4 miliardi di euro).

Al lordo delle regolazioni debitorie, pari a 9.310 milioni di euro, il saldo netto da finanziare si attesta a 28.116 milioni di euro (rispetto a una previsione iniziale di 32.237 milioni di euro).Esso risulta dalla differenza tra entrate finali pari a 470,4 miliardi di euro e spese finali pari a 498,5 miliardi di euro.

 

Il valore del saldo netto da finanziare che si determina sulla base delle previsioni contenute nel disegno di legge di assestamento risulta quindi inferiore al limite massimo stabilito dalla legge finanziaria per il 2007[27], che lo ha fissato in 29.000 milioni di euro.

 

La tavola seguente riepiloga i valori del limite massimo del saldo netto da finanziare fissato dalla legge finanziaria, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, del saldo risultante dal bilancio di previsione e di quello derivante dalle variazioni proposte con il disegno di legge di assestamento, a raffronto con il dato di consuntivo. La tabella è redatta al netto delle regolazioni debitorie, fatta eccezione per i risultati relativi agli anni 1996-1997, in quanto il rendiconto di quegli anni fornisce soltanto dati al lordo di tali regolazioni.

Evoluzione del saldo netto da finanziare nel ddl di assestamento

(miliardi di lire – milioni di euro, competenza)

Anno

Legge finanziaria

Legge di bilancio

Ddl di assestamento

Consuntivo

Limite massimo

Regolazioni debitorie

miliardi di lire

1996

147.900

12.400

147.738

147.277

125.412 (*)

1997

91.500

16.754

91.457

99.576

42.066 (*)

1998

87.800

28.807

87.740

84.040

46.398

1999

60.700

33.267

60.590

57.932

30.188

2000

79.500

33.454

78.666

72.820

12.581

milioni di euro

2001

38.218

17.740

38.136

43.087

16.685

2002

33.157

14.649

32.763

36.155

35.356

2003

48.200

5.760

47.764

56.105

30.971

2004

54.600

7.396

53.873

62.223

15.680

2005

50.000

7.494

48.643

51.102

30.218

2006

41.000

7.077

36.664

38.463

36.114

2007

29.000

9.310

22.972

18.806

 

N.B.:        Dati al netto delle regolazioni debitorie e contabili. I dati di consuntivo sono riferiti alla gestione.

(*)                           Per i consuntivi 1996 e 1997, i dati sono al lordo delle regolazioni debitorie e contabili.

 

In corrispondenza con l’evoluzione del saldo netto da finanziare, le previsioni assestate evidenzianoanche un miglioramento, rispetto alle previsioni iniziali, del saldo corrente (risparmio pubblico) e del saldo primario (differenza tra entrate finali e spese finali al netto della spesa per interessi).

In particolare, il saldo corrente passa dalla previsione iniziale di + 15.607 milioni di euro ad una previsione assestata pari a + 20.100 milioni di euro, con un miglioramento di 4.493 milioni di euro.

 

Rispetto alle previsioni iniziali, l’avanzo primario passada 51.078 milioni di euro a 56.609 milioni di euro (+ 5.531 milioni di euro).

 

Il ricorso al mercato (che risulta dalla differenza tra le entrate finali e il totale delle spese, incluse quelle relative al rimborso di prestiti), evidenzia un miglioramento di 5.281 miliardi di euro, passando da 224.591 milioni di euro a 219.310 milioni di euro(il dato comprende anche le regolazioni debitorie).

 

Anche il valore del ricorso al mercato che si determina sulla base delle previsioni assestate risulta pertanto inferiore al limite massimo stabilito dalla legge finanziaria per il 2007 in 240.500 milioni di euro (compreso l’indebitamento all’estero per un importo non superiore a 4.000 milioni).

b)        I saldi di cassa

(dati in milioni di euro)

 

Rendiconto 2006

Previsioni iniziali 2007

Variazioni per atto amministrativo

Variazioni proposte ddl assestamento

Previsioni assestate 2007

Saldo netto da finanziare

 -25.484

-61.691

2.840

-1468

-60.319

Risparmio pubblico

10.450

-16.758

5.241

216

-11.301

Saldo primario

44.865

12.362

3.269

45

15.676

Ricorso al mercato (*)

-189.662

-263.310

-634

-2.257

-266.201

N.B.:  Dati al netto delle regolazioni debitorie e contabili.

(*)         Il ricorso al mercato è al lordo delle regolazioni debitorie.

 

In termini di cassa, il saldo netto da finanziare, al netto delle regolazioni debitorie e contabili, si attesta a 60.319 milioni di euro, con una riduzionedi 1.372 milioni rispetto alle previsioni iniziali (61.691 milioni di euro).

Anche il saldo corrente (risparmio pubblico) in termini di cassa mostra un miglioramento, passando da un valore negativo di 16.758 milioni di euro ad unvalore negativo di 11.301 milioni di euro.

Il saldo primario, che già nelle previsioni iniziali evidenziava un valore positivo di 12.362 milioni di euro, nelle previsioni assestate evidenzia un miglioramento passando a 15.676 milioni di euro.

Il ricorso al mercato in termini di cassa, che nel bilancio di previsione era quantificato in 263.310 milioni di euro, sale, nelle previsioni assestate, a 266.200 milioni di euro (al lordo delle regolazioni debitorie), con un peggioramento di circa 2.891 milioni di euro.


3. Le variazioni di competenza

Nella tavola seguente è esposto il quadro analitico, in termini di competenza, al netto delle regolazioni debitorie e contabili e dei rimborsi IVA, delle previsioni iniziali contenute nel bilancio per l’esercizio in corso, delle variazioni intervenute mediante atti amministrativi, delle variazioni proposte dal disegno di legge e delle previsioni assestate come risultanti dal disegno di legge originario presentato al Senato. Il complesso delle previsioni assestate, comprensive delle variazioni introdotte durante l’esame presso il Senato, è invece indicato nel paragrafo 6 e nelle tabelle riepilogative allegate al presente dossier.

 

I dati che seguono sono posti altresì a raffronto con i risultati di consuntivo relativi all’anno 2006, come esposti nel disegno di legge di Rendiconto (A.C. 3169).

 

Variazioni al bilancio 2007 - Competenza

(milioni di euro)

 

Rendiconto 2006

Previsioni iniziali
2007

Variazioni
per atto amministrativo

Variazioni proposte ddl assestamento

Previsioni assestate 2007

                                   Entrate

Entrate finali:

459.681

432.304

141

7.437

439.882

- Entrate tributarie

 

404.669

0

7403

412.072

- Entrate extratributarie

 

25.497

141

33

25.671

- Alienazione, ammortamento

 

2.139

0

0

2.139

                                   Spese

Spese finali:

438.889

455.277

193

3.219

458.689

-Spese correnti netto interessi

 

340.508

37

1.683

342.228

- Interessi

 

74.050

0

1.365

75.415

- Spese conto capitale

 

40.719

155

171

41.045

Rimborso prestiti

 

189.099

3.500

-1.405

191.194

 

 

 

 

 

 

Saldo netto da finanziare

20.792

-22.973

-52

4218

-18.807

Risparmio pubblico

55.763

15.608

104

4389

20.101

Avanzo primario

91.592

51.077

-52

5.583

56.608

Ricorso al mercato (*)

-150.671

-224.591

-52

5.333

-219.310

N.B:   Dati al netto delle regolazioni debitorie, contabili e rimborsi IVA. I dati di rendiconto 2006 sono riferiti alla gestione.

(*)     Il ricorso al mercato è al lordo delle regolazioni debitorie.

 

Negli allegati al disegno di legge di assestamento (A.C. 3170/I-II-III) sono esposte, a fini conoscitivi, le variazioni agli stanziamenti di bilancio determinate da atti amministrativi e intervenute nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 maggio 2006.

 

In termini di competenza, le variazioni conseguenti ad atti amministrativi adottati nei primi cinque mesi dell’esercizio finanziario hanno determinato:

a)        un incremento delle entrate finali di 141 milioni di euro, totalmente risultante da un aumento delle entrate extra tributarie;

b)        una riduzione delle spese finali di 193 milioni di euro, dovuto essenzialmente alle spese correnti al netto degli interessi (+37 milioni di euro) e alle spese in conto capitale (+155 milioni di euro).

 

Come indicato, le variazioni conseguenti ad atti amministrativi adottati sulla base della legislazione vigente nei primi cinque mesi dell’esercizio finanziario sono esposte, negli allegati al disegno di legge di assestamento, a scopo meramente conoscitivo.

Sono invece oggetto di approvazione parlamentare le variazioni alle previsioni di bilancio che il Governo propone con il disegno di legge di assestamento.

 

Per quanto riguarda le entrate, il disegno di legge di assestamento registra un incrementodelle entrate tributarie di 7.403 milioni di euro così ripartito: 5.038 milioni relativo alle imposte dirette e 2.365 milioni per quelle indirette.

Per quanto concerne le altre entrate, il disegno di legge in esame apporta una variazione in aumento di 33 milioni di euro, unicamente riferite alle entrate extratributarie.

 

Come sarà indicato più analiticamente in seguito, le modifiche approvate al disegno di legge nel corso dell’esame presso il Senato hanno introdotto variazioni in aumento delle previsioni di entrata, adeguandole all’andamento particolarmente positivo del gettito tributario derivante dall'autoliquidazione delle imposte sui redditi (cfr. oltre il paragrafo 4).

 

Per quanto concerne le variazioni proposte nel disegno di legge di assestamento relativamente alle spese finali, essecomportano un incremento complessivo di 3.219 milioni di euro.

Tale variazione risulta da un aumento delle spese correnti al netto degli interessi per 1.683 milioni di euro, della spesa per interessi di 1.365 milioni di euro e della spesa in conto capitale per 171 milioni di euro.

 

L’aumento delle spese correnti interessa, in particolare, le dotazioni relative a:

 

-          trasferimenti correnti alle autonomie territoriali per 1.265 milioni di euro, di cui:

-          trasferimenti alle Regioni (+1.213 milioni di euro), determinati per la gran parte dalle maggiori occorrenze necessarie per le regolazioni contabili delle entrate erariali della Sicilia e della Sardegna (+ 856 milioni);

-          trasferimenti ai Comuni (+52 milioni di euro)

-          trasferimenti per redditi da lavoro dipendente (+335 milioni di euro), consistenti principalmente nell’incremento dei capitoli delle retribuzioni del comparto scuola (+192 milioni);

-          consumi intermedi (+485 milioni di euro);

-          trasferimenti correnti a famiglie, imprese ed estero per complessivi 208 milioni di euro, consistenti principalmente in maggiori risorse assegnate agli istituti di patronato, alle scuole private e agli enti e associazioni fruitici dei finanziamenti derivanti dal fondo del 5 per mille;

-          trasferimenti correnti a imprese (+66 milioni di euro).

 

Nell’ambito della spesa in conto capitale si registra, invece, un aumento di 171 milioni di euro, ascrivibile per la gran parte all’aumento degli investimenti fissi dei Ministeri e dei crediti di imposta alle imprese (+215 milioni di euro) e solo in piccola parte ai contributi ad investimenti all’estero (+12 milioni), mentre diminuiscono contemporaneamente i contributi agli investimenti ad amministrazioni locali (-55 milioni di euro circa).

Le variazioni rispetto alle dotazioni del bilancio 2007 delle singole categorie di spesa sono evidenziate nella tabella seguente (dati di competenza):


 

CATEGORIE

Legge Bilancio
2007

Atti amministrativi

Ddl assestamento

Assestato
2007

Redditi da lavoro dipendente

84.870

566

335

85.771

Consumi intermedi

9.904

364

485

10.753

Imposte pagate sulla produzione

4.575

2

-91

4.485

Trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche

187.635

1.130

1374

190.140

Trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private

3.916

58

91

4.065

Trasferimenti correnti a imprese

5.727

-63

66

5.730

Trasferimenti all'estero

1.758

136

51

1.945

Risorse proprie cee

17.400

0

0

17.400

Interessi passivi e redditi da capitale

74.050

0

1365

75.415

Poste correttive e compensative

15.648

2

-672

14.978

Ammortamenti

841

0

0

841

Altre uscite correnti

8.234

-2157

44

6.120

Totale spese correnti

414.558

37

3048

417.643

Investimenti fissi lordi e acquisti di terreni

5.746

-80

92

5.757

Contributi agli investimenti ad amministrazioni pubbliche

17.573

0

-55

17.518

Contributi agli investimenti ad imprese

7988

30

123

8.141

Contributi agli investimenti a famiglie e istituzioni sociali private

91

0

0

91

Contributi agli investimenti a estero

203

139

12

354

Altri trasferimenti in conto capitale

8.749

66

0

8.815

Acquisizioni di attività finanziarie

370

0

0

370

Totale spese conto capitale

40.720

155

171

41.045

Totale spese finali

455.278

192

3.219

458.688

N.B:         Dati al netto delle regolazioni debitorie, contabili e rimborsi IVA.

 


4. Le modifiche introdotte dal Senato

In sede di esame presso il Senato sono stati approvati due emendamenti del Governo che complessivamente hanno comportato una revisione al rialzo delle previsioni in conto competenza relative alle entrate (+ 5.978 milioni di euro) e una riduzione delle previsioni relative alle spese (-2.032 milioni di euro).

A seguito di tali modifiche, il saldo netto da finanziare registra, rispetto alle previsioni contenute nel disegno di legge di assestamento, un miglioramento di 8.010 milioni di euro[28].

 

Si illustrano di seguito le previsioni assestate definitive, comprensive delle variazioni approvate nel corso dell’esame al Senato rispetto alle previsioni iniziali nel disegno di legge in esame (dati in euro).

 

 

 

DDL

Modifiche parlamentari

Assestamento

emendato

 

ENTRATA

 

 

 

1.1.1.1

Ire – Entrate derivanti dall’ attività ordinaria di gestione

3.333.180.000

- 4.240.000.000

- 906.820.000

1.1.1.2

Ires- Entrate derivanti dall’ attività ordinaria di gestione

1.182.650.000

6.289.000.000

7.471.650.000

1.1.4.1

Imposte sostitutive - Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

366.300.000

2.197.000.000

2.563.300.000

1.1.5.1.

Ritenute a titolo di imposta definitiva - Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

102.000.000

- 274.000.000

- 172.000.000

1.1.7.1

Altri introiti diretti – Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

- 51.130.000

- 51.000.000

- 102.130.000

1.1.7.2

Altri introiti diretti – Entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo

104.000.000

- 694.000.000

- 590.000.000

1.1.8.1

Iva su scambi interni e intracomunitari – Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

2.432.730.000

3.580.000.000

6.012.730.000

1.1.11.1

Iva su importazioni – Entrate derivanti dall’ attività ordinaria di gestione

- 821.000.000

- 851.000.000

- 1.672.000.000

1.1.12.1

Accisa e imposta erariale di consumo sugli oli minerali - Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

130.100.000

- 827.000.000

- 696.900.000

1.1.13.1

Accisa e imposta erariale di consumo su altri prodotti - Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

4.770.000

- 107.000.000

- 102.230.000

1.1.14.1

Imposte sui generi di monopolio - Entrate derivanti dall’attività ordinaria di gestione

- 56.000.000

396.000.000

340.000.000

1.1.15.1

Tasse e imposte sugli affari, su atti concernenti il demanio ed il patrimonio dello Stato. Entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione.

211.610.000

308.000.000

519.610.000

1.1.20.1

Altri tributi indiretti. Entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione

755.290.000

188.000.000

943.290.000

1.1.20.2

Altri tributi indiretti. Entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo

0

64.000.000

64.000.000

 

 

 

 

 

 

SPESA

 

 

 

 

Tabella 2: Ministero dell’econo­mia e finanze

 

 

 

2.1.5.3

Fondi da ripartire per oneri di personale

17.457.830

+ 901.798

18.359.628

3.1.2.22

Servizio del gioco del lotto

- 702.000.000

- 750.000.000

- 1.452.000.000

4.1.2.8

Risorse proprie Unione europea

0

- 1.300.000.000

- 1.300.000.000

4.1.5.10

Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine

0

- 15.080.098

- 15.080.098

4.2.3.1

Risanamento e ricostruzione zone terremotate

0

- 20.000.000

- 20.000.000

6.1.2.4

Devoluzione canoni sulle radioteleaudizioni

- 35.000.000

+35.000.000

0

 

Tabella 6: Ministero degli affari esteri

 

 

 

4.1.1.0

 Funzionamento

0

+25.000

25.000

6.1.1.2

Uffici all'estero

598.338

+ 5.145.000

5.743.338

6.1.5.4

Fondo di riserva consumi intermedi

6.500.000

- 4.910.000

1.590.000

6.1.5.5

Fondo per il rafforzamento delle misure di sicurezza

6.480.000

- 6.480.000

0

8.1.1.1

Uffici centrali

1.000.000

+ 2.100.000

3.100.000

8.1.1.2

Uffici all'estero

0

+ 500.000

500.000

8.2.3.1

Beni mobili

0

+ 500.000

500.000

8.2.3.2

Informatica di servizio

1.200.000

- 500.000

700.000

10.1.1.1

Uffici centrali

100.000

+ 720.000

820.000

10.1.2.1

Promozione e relazioni culturali

6.000.000

+ 400.000

6.400.000

11.1.1.0

Funzionamento

38.000

+ 2.500.000

2.538.000

 

Tabella 8: Ministero dell’interno

 

 

 

3.1.6.2

Altri trattamenti

0

+ 889.345

889.345

4.1.2.8

Fondo di solidarietà per i reati di tipo mafioso

0

+ 10.000.000

10.000.000

5.1.1.1

Spese generali di funzionamento

60.640.917

- 10.000.000

50.640.917

5.1.1.3

Mezzi operativi e strumentali

27.038.085

+ 10.000.000

37.038.085

5.1.6.3

Altri trattamenti

0

- 1.022.592

-1.022.592

 

Tabella 9: Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio

 

 

 

3.2.3.1

Piani disinquinamento

0

+ 1.293.000

1.293.000

7.2.3.3

Risanamento e valorizzazione del territorio

0

+ 2.840.300

2.840.300

 

Tabella 10: Ministero delle infrastrutture

 

 

 

3.2.3.4

Risanamento e ricostruzione zone terremotate

0

+ 20.000.000

20.000.000

 

Tabella 12: Ministero della difesa

 

 

 

1.1.1.0

Funzionamento

0

- 661.675

-661.675

2.1.1.1

Spese generali di funzionamento

1.000

+ 40.815

41.815

2.1.1.2

Spese generali di funzionamento di onoranze ai caduti in guerra

0

- 69.313

-69.313

2.1.1.3

Magistratura militare

0

+ 705.988

705.988

3.1.1.1

Spese generali di funzionamento

20.761.600

- 47.215.815

-26.454.215

3.1.1.4

Mezzi operativi e strumentali

9.190.000

- 47.191.571

-38.001.571

3.1.6.1

Indennità

0

+ 133.247

133.247

4.1.1.1

Spese generali di funzionamento

7.283.011

+ 47.550.000

54.833.011

4.1.1.4

Mezzi operativi e strumentali

11.324.175

+ 1.859.400

13.183.575

5.1.1.1

Spese generali di funzionamento

0

+ 28.041.571

28.041.571

5.1.1.2

Mezzi operativi e strumentali

1.876.000

+ 14.919.100

16.795.100

6.1.1.1

Spese generali di funzionamento

0

 - 23.050.000

-23.050.000

6.1.1.4

Mezzi operativi e strumentali

7.171.000

+ 43.221.500

50.392.500

7.1.1.1

Spese generali di funzionamento

0

- 6.300.000

-6.300.000

 

Tabella 13: Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali

 

 

 

3.1.1.0

Funzionamento

20.000.000

+ 4.000.000

24.000.000

3.1.2.1

Enti e istituti di ricerca, informazione, sperimentazione e controllo

0

- 9.750.000

-9.750.000

3.1.2.7

Restituzione e rimborsi di imposte

5.800.000

- 5.600.000

200.000

5.1.1.1

Spese generali di funzionamento

136.140

+ 7.350.000

7.486.140

5.1.2.4

Interventi-Economia montana e forestale

0

+ 4.000.000

4.000.000

 

Tabella 18: Ministero della solidarietà sociale

 

 

 

2.1.1.0

Funzionamento

1.000.000

+ 45.000

1.045.000

 

Sulla base di quanto affermato dal Governo in sede di presentazione delle proposte di variazione formulate nel corso dell’esame al Senato, si osserva che le principali revisioni operate sul versante delle entrate riguardano:

 

-       le ritenute IRE.Le previsioni concernenti le ritenute da lavoro dipendente sono state emendate al ribasso rispetto a quanto previsto dal disegno di legge di assestamento, per riflettere il differente andamento del gettito effettivo rispetto alle stime, il quale, nei primi otto mesi dell’anno, è cresciuto meno di quanto si stimasse (nel quadro macro fornito dal DPEF 2008-2011) potessero crescere i redditi da lavoro dipendente.

-       Il gettito dell’autoliquidazione IRE, IRES ed IVA su scambi interni. In sede di DPEF 2008-2011, le stime relative a tali imposte erano fortemente influenzate dagli effetti stimati della sentenza “IVA auto aziendali” e dai provvedimenti associati.

Tali provvedimenti recepivano le disposizioni della sentenza e prevedevano in relazione tecnica minori entrate IVA su scambi interni pari a 5,2 miliardi di euro, compensati da minori deduzioni per le imposte dirette che portavano maggiori entrate nel versamento dei saldi di autoliquidazione per IRE, IRES e IRAP. Tali provvedimenti avevano l’effetto di deprimere il gettito IVA atteso ed aumentare il gettito da autoliquidazione a saldo rispetto ai trend storici di stima con effetti neutrali sul gettito totale.

Sulla base del gettito osservato nel periodo gennaio-agosto, è stata rivista verso l’alto la stima del gettito IVA su scambi interni (+ 3.580 milioni), e al ribasso quella del gettito da autoliquidazione IRPEF. In particolare, per l’IRE la revisione più consistente è avvenuta sul saldo, la cui stima iniziale risentiva dell’effetto stimato della sentenza “IVA auto aziendali”. Per l’IRES, e al rialzo il gettito IRES (+ 6.289 milioni di euro) la revisione è stata effettuata per riflettere pienamente gli straordinari andamenti del gettito registrati, sia in sede di saldo e di primo acconto tra giugno e luglio, sia dei versamenti effettuati in settembre.

A tal proposito, il Governo[29] ha osservato che a fronte di un previsione di crescita delle entrate IRES di circa il 27 percento annuo, già incorporata nella stima di base per tutti i contribuenti IRES, si sono verificati versamenti eccezionali di alcuni grandi contribuenti privati, alcuni dei quali hanno presentato tassi di crescita annuali dei propri versamenti superiori al 400 percento. La gran parte di tali contribuenti hanno versato il proprio saldo e acconto per la prima volta in settembre. I risultati di tali versamenti sono stati disponibili per il Governo solo alla fine del mese di settembre, di qui la presentazione del secondo emendamento del Governo, che ha comportato un ulteriore incremento della previsione dell’entrata relativa a tale tributo di 900 milioni di euro, sia in termini di cassa che di competenza.

 

Si ricorda che la somma di 5.978 milioni di euro, risultante dalle suddette maggiori previsioni di entrata introdotte nel corso dell’esame al Senato, è stata interamente utilizzata a parziale copertura delle misure recate dal decreto legge n. 159 del 1° ottobre 2007[30], collegato alla manovra di finanza pubblica.

 

Per quanto riguarda la spesa, e in particolare lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, le variazioni apportate nel corso dell’esame al Senato riguardano:

 

§      l’adeguamento del Fondo unico di amministrazione del personale dei dipartimenti del Ministero dell’economia e delle finanze in relazione alle quote variabili relative all’attività di assistenza fiscale svolta nel corrente anno prestata a favore dei dipendenti delle Amministrazioni statali;

§      la riduzione concernente il servizio del gioco del lotto, volta ad adeguare lo stanziamento al prevedibile andamento del gioco stesso, in relazione all’ammontare delle regolazioni contabili da considerare in entrata del bilancio dello Stato per garantire la lordizzazione del gettito, considerato che una parte delle vincite viene direttamente erogata alla fonte (dai tabaccai) e quindi viene a ridursi l’ammontare delle somme versate;

§      la riduzione di 1.300 milioni di euro della spesa relativa all’u.p.b concernente le risorse proprie dell’Unione europea, derivante dalla rideterminazione delle quote richieste dalla Commissione UE quale contributo al bilancio comunitario per il corrente anno.

A tal proposito, si segnala che anche la somma di 1.300 milioni risultante dalla previsione di una minore spesa per il contributo italiano al bilancio comunitario è stata interamente utilizzata dal citato decreto – legge n. 159 del 1° ottobre 2007a copertura delle misure da questo introdotte.

§      la riduzione del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine per importo che non compromette le prevedibili occorrenze di utilizzo (-15 milioni di euro) a fronte della quale vengono proposti incrementi negli stati di previsione del Ministero dell’economia e finanze (adeguamento del fondo unico di amministrazione, per +901.798 euro), del Ministero dell’interno (Fondo di solidarietà per i reati di tipo mafioso, per +10 milioni), del Ministero dell’ambiente (risanamento e valorizzazione del territorio, per +2,8 milioni di euro) e del Ministero della solidarietà sociale (lavoro straordinario, per +45.000 euro);

 

Per lo stato di previsione del Ministero degli affari esteri le modifiche sono volte a promuovere variazioni di natura compensativa mediante riduzione del Fondo di riserva per consumi intermedi (- 4,9 milioni di euro) e del Fondo per il rafforzamento delle misure di sicurezza (-6,5 milioni di euro) iscritti nello stesso stato di previsione, e un contestuale incremento di alcuni capitoli di spesa, onde consentire un tempestivo utilizzo delle risorse da parte dei singoli centri di responsabilità.

 


Per lo stato di previsione del Ministero dell’interno, le modiche proposte hanno:

§      apportato variazioni di natura compensativa fra settori di spesa (pari a 10 milioni di euro) al fine di attenuare le criticità di ambiti, quali il funzionamento dei presidi dell’arma dei carabinieri dislocati sul territorio;

§      determinato il trasferimento di una quota parte delle risorse allocate presso il Ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza - a favore del Dipartimento dei Vigili del fuoco, Soccorso pubblico e difesa civile del medesimo stato di previsione, e a favore del Centro di responsabilità “Segretario generale del Ministero della difesa”, in modo tale da assicurare una pertinente gestione dei fondi per la successiva erogazione degli stessi ai familiari superstiti delle vittime del dovere;

§      destinato, a favore delle vittime dei reati di tipo mafioso, proventi derivanti dai beni confiscati alla criminalità organizzata.

 

Per lo stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le variazioni apportate dal Senato sono state giustificate dalla necessità di garantire il pagamento di impegni indifferibili già assunti in materia di risanamento e valorizzazione del territorio, relativi a somme andate in economia per mero errore materiale determinato dal malfunzionamento del sistema informativo.

 

Per lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture, la variazione viene proposta per trasferire dallo stato di previsione del Ministero dell’economia e finanze le risorse autorizzate per l’anno 2007 dalla legge finanziaria 2007 (articolo 1, comma 1010) per il completamento degli interventi per la ricostruzione delle zone terremotate del Belice.

 

Per lo stato di previsione del Ministero della difesa, le variazioni apportate dal Senato hanno comportato una variazione tendente ad attenuare le criticità di molti degli ambiti organizzativo funzionali attinenti:

§      alla manutenzione dei mezzi e dei sistemi d’arma. In particolare, a fronte di una riduzione delle risorse per il vettovagliamento, legata alla diminuzione dei militari in servizio quotidianamente, si è reso necessario un adeguamento degli stanziamento di alcuni capitoli relativi al mantenimento di mezzi e sistemi in dotazione alle forze armate;

§      al necessario riallineamento delle previsioni di spesa tra i capitoli stipendiali del personale militare e civile;

§      alla corretta allocazione delle risorse finanziarie relative alle spese per l’esercizio e la manutenzione dei velivoli adibiti al trasporto aereo civile di Stato;

§      alle spese generali per il funzionamento degli uffici.

Per quanto concerne lo stato di previsione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, sono state operati aumenti degli stanziamenti di competenza per spese di funzionamento ed interventi di economia montana e forestale e riduzione di u.p.b concernenti enti e istituti e restituzione e rimborsi di imposte.

 

Infine, per lo stato di previsione del Ministero della solidarietà sociale, le variazioni in aumento delle spese di funzionamento sono finalizzate al pagamento del lavoro straordinario svolto dal personale, tenuto conto delle maggiori esigenze connesse alla recente istituzione del dicastero.

 


Tavole riepilogative

Assestamento 2007


Tavola i – Andamento delle entrate finali per categorie economiche e incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(Competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

 

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO 2007 EMENDATO

 

Previoni Definitive

Consuntivo

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

i - imposte sul patrimonio e sul reddito

208.648

222.658

46,4

226.109

49,2

-

0,0

ii - tasse e imposte sugli affari

144.491

156.305

32,6

154.141

33,6

-

0,0

iii - imposte sulla produzione, consumi e dogane

29.108

29.676

6,2

29.169

6,4

-

0,0

iv – monopoli

9.183

9.943

2,1

9.861

2,1

-

0,0

v - lotto, lotterie ed altre attività di giuoco

10.917

10.781

2,2

12.320

2,7

-

0,0

totale entrate tributarie

402.347

429.363

89,4

431.600

94,0

 445.005

93,4

vi - proventi speciali

608

772

0,2

648

0,1

-

0,0

vii - proventi dei servizi pubblici minori

5.408

7.267

1,5

4.546

1,0

-

0,0

viii - proventi dei beni dello stato

392

293

0,1

645

0,1

-

0,0

ix -  prodotti netti di aziende autonome e utili di gestione

4.075

4.109

0,9

3.690

0,8

-

0,0

x -   interessi su anticipazioni e crediti vari del tesoro

5.134

7.912

1,6

4.532

1,0

-

0,0

xi - recuperi, rimborsi e contributi

11.071

26.032

5,4

9.172

2,0

-

0,0

xii - partite che si compensano nella spesa

2.011

2.374

0,5

2.263

0,5

-

0,0

totale entrate extratributarie

28.699

48.759

10,2

25.496

5,6

25.671

5,4

xiii - vendita di beni ed affrancazione di canoni

1.025

223

0,0

1.272

0,3

-

0,0

xiv - ammortamento di beni patrimoniali

840

163

0,0

841

0,2

-

0,0

xv -      rimborso di anticipazioni e crediti vari del tesoro

1.467

1.535

0,3

26

0,0

-

0,0

Totale alienazione ed ammortamento di beni patrimoniali e riscossione crediti

3.332

1.921

0,4

2.139

0,5

5.639

1,2

Totale entrate finali

434.378

480.043

100

459.235

100

476.315

100


Tavola II – Andamento delle principali imposte e loro incidenza percentuale sulle entrate tributarie

(Competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

 

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO 2007 EMENDATO

 

Previsioni Definitive

Consuntivo

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

Entrate tributarie

 

 

 

 

 

 

 

di cui:

 

 

 

 

 

 

 

ire (ex irpef)

 147.292

 155.344

36,2

 161.332

37,4

 160.425

36,1

ires (ex irpeg)

 40.492

 43.556

10,1

 46.921

10,9

 54.393

12,2

ilor

 165

 339

0,1

 85

0,0

 85

0,0

imposte sostitutive

 16.205

 19.104

4,4

 13.625

3,2

 16.188

3,6

ritenute a titolo di imposta definitiva

 1.148

 1.398

0,3

 1.297

0,3

 1.125

0,3

iva, di cui

 

 

 

 

 

 

 

- scambi interni ed intracomunitari

 104.671

 115.063

26,8

 110.835

25,7

 116.848

26,3

- importazione

 14.412

 14.449

3,4

 15.962

3,7

 14.290

3,2

altri introiti diretti

 1.904

 2.736

0,6

 2.787

0,6

 2.095

0,5

condoni e sanatorie, di cui:

 

 

 

 

 

 

 

- su tributi diretti

 1.442

 180

0,0

 62

0,0

 63

0,0

- su tributi indiretti

 340

 98

0,0

 3

0,0

 1

0,0

lotto, lotterie e giuochi

10.917

 10.781

2,5

 12.320

2,9

 12.115

2,7

accisa e imposta erariale di consumo su:

 

 

 

 

 

 

 

- olii minerali

22.390

 22.219

5,2

 22.298

5,2

 21.601

4,9

- altri prodotti

6.637

 7.254

1,7

 6.792

1,6

 6.690

1,5

imposte sui generi di monopolio

9.181

 9.940

2,3

 9.860

2,3

 10.200

2,3

imposte sugli affari

1.431

 2.122

0,5

 2.278

0,5

 2.798

0,6

altri tributi indiretti

23.720

 24.780

5,8

 25.145

5,8

 26.088

5,9

Totale

402.347

429.363

100

 431.602

100

 445.005

100


Tavola III – Evoluzione della spesa finale dei singoli stati di previsione ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

STATO DI PREVISIONE

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO 2007 EMENDATO

 

Previoni Definitive

Consuntivo

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

economia e finanze

 274.247

 260.673

55,8

 292.379

59,1

 290.308

58,5

sviluppo economico

 3.439

 3.402

0,7

 6.361

1,3

 6.451

1,3

lavoro e politiche sociali

 72.866

 72.103

15,4

 56.015

11,3

 56.855

11,5

giustizia

 8.155

 7.983

1,7

 7.774

1,6

 7.816

1,6

affari esteri

 2.283

 2.129

0,5

 2.238

0,5

 2.455

0,5

istruzione

 53.841

 57.046

12,2

 42.174

8,5

 42.396

8,5

interno

 28.311

 27.971

6,0

 24.662

5,0

 25.204

5,1

ambiente e tutela mare

 1.199

 1.187

0,3

 1.409

0,3

 1.428

0,3

infrastrutture

 8.040

 7.885

1,7

 4.079

0,8

 4.106

0,8

comunicazioni

 271

 259

0,1

 310

0,1

 328

0,1

difesa

 20.533

 20.398

4,4

 20.195

4,1

 21.487

4,3

politiche agricole

 1.715

 1.645

0,4

 1.677

0,3

 1.728

0,3

beni e attività culturali

 2.210

 2.152

0,5

 1.970

0,4

 1.985

0,4

salute

 1.576

 1.568

0,3

 1.342

0,3

 1.348

0,3

trasporti

 3

 2

0,0

 3.890

0,8

 3.948

0,8

università e ricerca

 690

 688

0,1

 11.037

2,2

 11.102

2,2

solidarietà sociale

-

-

 

 16.960

3,4

 17.282

3,5

commercio internazionale

 2

 2

0,0

 256

0,1

 262

0,1


Tavola IV – Le spese complessive per funzioni-obiettivo ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

SPESE FINALI PER FUNZIONI-OBIETTIVO

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO 2007 EMENDATO

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

1 -Servizi generali delle pubbliche amministrazioni

234.367

225.326

48,2

441.682

64,6

445.383

64,8

2 –       Difesa

19.291

19.319

4,1

18.124

2,7

19.679

2,9

3 -Ordine pubblico e sicurezza

23.717

23.437

5,0

20.681

3,0

20.977

3,1

4 -Affari economici

50.450

48.272

10,3

55.412

8,1

55.138

8,0

5 -Protezione dell'ambiente

1.866

1.833

0,4

1.615

0,2

1.557

0,2

6 -Abitazioni e assetto territoriale

1.973

1.891

0,4

1.607

0,2

1.608

0,2

7 -Sanità

11.910

11.706

2,5

13.106

1,9

13.064

1,9

8 -Attività ricreative, culturali e di culto

12.798

9.832

2,1

11.741

1,7

10.289

1,5

9 –       Istruzione

52.651

55.848

12,0

50.176

7,3

50.517

7,3

10- Protezione sociale

70.360

69.629

14,9

69.617

10,2

69.472

10,1

Spese complessive

479.383

467.093

100

683.761

100

687.684

100


Tavola V – Evoluzione della spesa finale per categorie ed incidenza percentuale sul bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

CATEGORIE

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO
EMENDATO 2007

Previsioni definitive

Consuntivo

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

Redditi da lavoro dipendente

85.642

 88.213

18,9

 84.870

17,2

 85.720

17,3

Consumi intermedi

12.593

 12.163

2,6

 9.904

2,0

 10.813

2,2

Imposte pagate sulla produzione

4.667

 4.844

1,0

 4.575

0,9

 4.488

0,9

Trasferimenti correnti ad amministrazioni pubbliche

183.939

 182.512

39,1

 188.305

38,1

 191.079

38,5

Trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private

 4.920

 4.668

1,0

 3.906

0,8

 4.075

0,8

Trasferimenti correnti a imprese

 4.739

 4.598

1,0

 5.727

1,2

 5.730

1,2

Trasferimenti all'estero

 1.739

 1.576

0,3

 1.758

0,4

 1.945

0,4

Risorse proprie cee

 15.850

 14.577

3,1

 17.400

3,5

 16.100

3,2

Interessi passivi e redditi da capitale

 75.695

 70.801

15,2

 74.050

15,0

 75.415

15,2

Poste correttive e compensative

 46.750

 43.274

9,3

 45.739

9,2

 44.428

8,9

Ammortamenti

840,0

163,0

0,0

 841

0,2

 841

0,2

Altre uscite correnti

 2.184

 751

0,2

 8.234

1,7

 6.105

1,2

Totale spese correnti

 439.558

 428.140

91,7

 445.309

90,0

 446.739

90,0

Investimenti fissi lordi e acquisti di terreni

 4.196

 4.138

0,9

 5.746

1,2

 5.759

1,2

Contributi agli investimenti ad amministrazioni pubbliche

 14.817

 14.769

3,2

 16.452

3,3

 17.501

3,5

Contributi agli investimenti ad imprese

 10.223

 10.107

2,2

 7.938

1,6

 8.140

1,6

Contributi agli investimenti a famiglie e istituzioni sociali private

 130

 130

0,0

 91

0,0

 91

0,0

Contributi agli investimenti a estero

 399

 399

0,1

 203

0,0

 354

0,1

Altri trasferimenti in conto capitale

 9.190

 8.626

1,8

 17.499

3,5

 17.535

3,5

Acquisizioni di attività finanziarie

 868

 784

0,2

 1.490

0,3

 370

0,1

Totale spese conto capitale

39.823

38.953

8,3

49.419

10,0

49.750

10,0

Totale spese finali

479.381

467.093

100

494.728

100

496.489

100


Tavola VI – Andamento delle U.P.B. (III livello) ed incidenza percentuale sulle spese finali del bilancio dello Stato

(competenza – milioni di euro – dati al lordo delle regolazioni debitorie e contabili)

 

U.P.B. (III LIVELLO)

RENDICONTO 2006

BILANCIO 2007

ASSESTATO 2007 EMENDATO

Previsioni definitive

Impegni di spesa

%

Legge Bilancio

%

ddl assestato
emendato

%

Funzionamento

87.774

90.325

19,3

81.045

16,4

83.173

16,8

Interventi

257.142

250.540

53,6

257.571

52,1

259.770

52,3

Oneri comuni

17.330

14.856

3,2

30.949

6,3

26.688

5,4

Trattamenti di quiescenza

1.164

1.187

0,3

1.104

0,2

1.104

0,2

Oneri del debito pubblico

76.147

71.232

15,3

74.640

15,1

76.005

15,3

Totale spese correnti

439.557

428.140

91,7

445.309

90,0

446.740

90,0

Investimenti

36.509

36.098

7,7

36.683

7,4

37.014

7,5

Altre Spese in conto capitale

492

413

0,1

122

0,0

122

0,0

Oneri comuni

2.823

2.444

0,5

12.614

2,5

12.613

2,5

Totale conto capitale

39.824

38.955

8,3

49.419

10,0

49.749

10,0

Totale spese finali

479.381

467.095

100

494.728

100

496.489

100


 

Ministero delle infrastrutture

 


RENDICONTO

Dati di sintesi

Le risorse finanziarie del Ministero delle infrastrutture nel 2006 sono risultate, per quanto attiene agli stanziamenti di competenza, pari a 8.040,0 milioni di euro, con un incremento complessivo rispetto al consuntivo 2005 (7.779,4 milioni di euro) di 260,6 milioni, pari al 3,3%.

Le previsioni definitive relative alle autorizzazioni di cassa si sono invece attestate sul valore complessivo di 9.810,0, facendo quindi registrare un aumento rispetto al consuntivo 2005 (8.772,8 milioni di euro) di 1.037,2 milioni, pari all’11,8%.

 

Il confronto con le previsioni iniziali (contenute nello stato di previsione approvato con la legge n. 267/2005) evidenzia variazioni ancora più accentuate. Si registra, infatti, un incremento di 914,4 milioni di euro (+12,8%) in termini di competenza e di 1.456,9 milioni di euro (+17,4%) in termini di cassa.

Dati di consuntivo e confronto con esercizio precedente e previsioni iniziali  (milioni di euro)

 

Valore assoluto

Variaz. 2006/2005

Variaz. 2006/previs. 2006

Competenza

8.040,0

+260,6

+914,4

Spese correnti

3.154,6

 

+215,0

Spese in c/capitale

4.885,4

 

+699,3

Cassa

9.810,0

+1.037,2

+1.456,9

Spese correnti

3.309,2

 

+267,9

Spese in c/capitale

6.500,8

 

+1.189,0

 

I dati riportati nella tabella precedente consentono anche di analizzare le variazioni registrate con riferimento ai titoli di spesa, il che evidenzia come tali variazioni siano ascrivibili in misura preponderante alle spese in conto capitale.

Il complesso dei residui passivi accertato alla fine del 2006 (11.302,9 milioni di euro) è decisamente superiore al volume di quelli accertati l’anno precedente (+1.232,3 milioni di euro, pari al 12,2%).

L’ammontare dei residui accertati al 31 dicembre 2006 deriva, per un importo di 4.833,7 milioni di euro, pari al 42,8% del totale, dalla formazione di nuovi residui nel corso dell’esercizio. Tale percentuale risulta superiore a quella registrata nel corso dell’esercizio precedente (38,8%).

Analisi per centri di responsabilità

Nella successiva tabella si evidenziano gli importi relativi ai residui ed alle previsioni definitive di competenza e di cassa al 31 dicembre 2006 dei Centri di responsabilità del Ministero delle infrastrutture.

(milioni di euro)

Centri di responsabilità

Residui

Competenza

Cassa

Gabinetto e Uffici di diretta collab. all’opera del Ministro

886,1

801,7

911,5

Coord. Sviluppo del territorio, personale e affari generali

629,1

665,3

1.162,3

Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori pubblici

4.018,9

1.872,5

2.362,1

Navigazione e trasporto marittimo ed aereo

2.093,5

1.606,5

1.758,0

Trasporti terrestri

3.550,7

2.485,0

2.980,1

Capitanerie di porto

124,0

602,1

628,9

Consiglio superiore LL.PP.

0,5

6,8

7,1

TOTALE

11.302,9

8.040,0

9.810,0

Nota. Le righe con sfondo grigio sono relative a centri di responsabilità inerenti materie di competenza esclusiva della IX Commissione (Trasporti), che qui si riportano solo per completezza. In realtà anche i centri di responsabilità Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro e Coordinamento, Sviluppo del territorio, politiche del personale e affari generali contengono U.P.B. di competenza - almeno in parte - della IX Commissione, ma in questi casi risulta difficile scorporare quanto di competenza dell’VIII Commissione e quanto di competenza della IX Commissione.

 

I centri di responsabilità indicati nelle righe con lo sfondo grigio sono quelli che, in attuazione del DL n. 181/2006 (che ha disposto la scissione del precedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti), fanno capo al Ministero dei trasporti.

 

In relazione alla classificazione delle spese in base ai centri di responsabilità, la percentuale maggiore dello stanziamento di competenza, relativamente alle materie di competenza della VIII Commissione (Ambiente), è assorbita dal centro di responsabilità Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori pubblici  (pari al 23,3%). La quota destinata a tale centro di responsabilità ha subito un deciso incremento rispetto all’esercizio precedente (+16,7%).

Anche relativamente all’entità dei residui la quota maggiore afferisce al citato centro di responsabilità, per il quale, alla fine dell’esercizio 2005, si registrano 4.018,9 milioni di euro, pari al 35,6% del totale, con un incremento deciso rispetto all’esercizio precedente (+20,3%).

 

Analisi per unità previsionali di base

Un’analisi dettagliata delle unità previsionali di base rivela che una parte consistente degli stanziamenti di competenza è attribuita alle seguenti U.P.B.:

- 1.2.10.2 Fondo opere strategiche                        763,4 milioni di euro;

- 2.2.3.7 Interventi per Venezia[31]                         369,8 milioni di euro;

- 3.1.2.1 Sostegno accesso locazioni abitative[32]  320,7 milioni di euro;

- 3.2.3.1 Edilizia di servizio[33]                                  246,6 milioni di euro;

- 3.2.3.5 Edilizia abitativa[34]                                    613,9 milioni di euro;

- 3.2.3.8 Opere stradali[35]                                       214,4 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda i residui al 31 dicembre 2005, una parte consistente di essi risulta attribuita alle seguenti U.P.B.:

- 1.2.10.2 Fondo opere strategiche                                  870,2 milioni di euro;

-3.1.2.1 Sostegno accesso locazioni abitative                           310,7 milioni di euro;

- 3.2.3.1 Edilizia di servizio                                     624,5 milioni di euro;

- 3.2.3.5 Edilizia abitativa                                                  717,8 milioni di euro;

- 3.2.3.20 Fondo per Roma Capitale                               569,5 milioni di euro.


La Relazione della Corte dei conti

La Relazione della Corte dei conti sul consuntivo della gestione amministrativa e finanziaria del Ministero delle Infrastrutture del 2006 evidenzia come - a seguito della separazione del Ministero da quello dei trasporti ad opera del decreto-legge n. 181 del 2006 – non sia stato agevole scomporre i due Ministeri sia nell'esame dell'attività svolta sia nei profili finanziari. Ciò anche “tenendo conto che quando è intervenuta la separazione si era appena completata l'opera di «ricostruzione» di un insieme unitario, così come unitaria è stata la gestione per la prima metà dell'anno”.

Pertanto, nell’auspicio di una più definitiva sistemazione nel 2007, per il 2006 la situazione resta caratterizzata da una certa fluidità, la quale ha conseguentemente condizionato lo svolgimento delle stesse attività istituzionali del Ministero.

È prevedibile, secondo la Corte, che tale fase di assestamento e riorganizzazione si prolunghi ulteriormente.

La Corte rileva poi alcune criticità soprattutto all’interno del Centro di responsabilità (C.d.R.) n. 1 “Gabinetto”. Esso in particolare comprende alcune attività che dovrebbero essere  più correttamente imputate ad altri C.d.R.

A tale C.d.R. sono, peraltro, attribuite ingenti risorse che riguardano il finanziamento delle opere infrastrutturali, come si desume dai capitoli di bilancio di sua pertinenza, tra i quali figura il capitolo 7060 relativo ai fondi della legge n. 443 del 2001, cd. legge obiettivo. Al riguardo la Corte ha espresso le proprie perplessità rilevando come l'attuale collocazione, in particolare del capitolo 7060 nel C.d.R. "Gabinetto", contrasti con il principio della separazione tra l'azione di indirizzo politico amministrativo e l'attività di gestione.

A seguito di tali osservazioni il Ministro, pur lasciando questo capitolo in capo al C.d.R. n. 1, ha disposto, in sede di direttiva annuale per il 2007, che le risorse finanziarie in esso contenute siano assegnate, sulla base delle contribuzioni finanziarie deliberate dal CIPE, ai titolari degli altri Centri di Responsabilità competenti per materia. Tale assegnazione è effettuata con provvedimento adottato dal Ministro che deve essere sottoposto agli organi di controllo.

In particolare nella deliberazione n. 12/2007/G[36], la Corte (Sezione centrale di controllo) ha dichiarato "non conformi ai canoni della regolarità contabile le informazioni espresse dal sistema informativo RGS-Consip per quel che concerne il capitolo 7060, C.d.R. 0001 - Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera del Ministro - unità 486 del Ministero delle Infrastrutture ed in particolare la registrazione dei pagamenti dei titoli analiticamente individuati nell'allegato S alla relazione per complessivi 220 milioni di euro". A seguito dell'indagine, le cui risultanze sono state approvate con detta Deliberazione, è stata evidenziata l'impropria allocazione contabile del capitolo 7060 nel Titolo II della spesa dei bilancio dello Stato, riguardando, le operazioni ivi gestite, rate di rimborso di mutui e di prestiti piuttosto che trasferimenti ad enti beneficiari. Ciò, anche in considerazione dei riflessi sul calcolo dell'indebitamento e sulle risultanze della contabilità nazionale.

Carente è risultata l’informazione contabile circa la stratificazione delle risorse da utilizzare e in corso di utilizzazione, al fine di poter valutare la reale capacità di impiego dei fondi, operazione indispensabile per misurare la efficacia dell'attività di realizzazione dei programmi.

Sono emersi elementi sintomatici di mera formalità degli impegni, quasi che gli stessi consistano in semplici accantonamenti, piuttosto che in debiti puntuali assunti per evitare che le risorse non utilizzate tempestivamente siano sottratte definitivamente alla realizzazione del programma.

Nella Deliberazione n. 12/2007/G è stato anche posto l'accento sulla mancata ricognizione, da parte dei Ministero, delle opere già realizzate e della corretta stima dei fabbisogno residuale da finanziare. La contribuzione alle progettazioni preliminari risulta non conforme alle buone regole di amministrazione.

Scarsa si è dimostrata, infine, la capacità di monitoraggio del Ministero dovuta, in parte, all'assenza di strumenti coercitivi nei confronti di amministrazioni e soggetti beneficiari non di rado riottosi ad una trasparente gestione delle risorse messe a loro disposizione. Le criticità di cui ha sofferto il Ministero si ritrovano negli enti su cui esso esercita la sua vigilanza in particolare per quanto riguarda l'ANAS.

La Corte osserva, inoltre, come le ripetute manovre di contenimento della spesa, a partire soprattutto dalla legge finanziaria per il 2005 (con la fissazione dell'incremento lineare del 2%) fino al decreto legge n. 223 dei 2006, abbiano determinato un rallentamento del programma di spesa per investimenti e creato criticità gestionali a seguito della riduzione delle risorse disponibili, aggravando nello stesso tempo la situazione debitoria delle strutture sia centrali che periferiche.

L'insufficienza delle risorse ha prodotto conseguenze anche sulla gestione del capitolo 1690 "Fondo nazionale per il sostegno e l'accesso alle abitazioni in locazione". II ritardo nell'impegno (solo alla fine dell'anno) delle risorse stanziate su tale capitolo ha determinato l'erogazione dei fondi nell'esercizio successivo, utilizzando la cassa 2007, con evidente disagio per i beneficiari finali che dispongono di redditi modesti.

Particolari criticità riguardano poi il ridimensionamento del programma infrastrutturale previsto dalla "legge-obiettivo", che ha subito una revisione sia nei tempi che nelle modalità di attuazione degli interventi con una riduzione delle disponibilità finanziarie, a seguito dell'impostazione data dal nuovo Governo e che è ampiamente illustrata nell'Allegato II al DPEF. Tra gli interventi considerati non più prioritari rientra la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, per il quale la Corte auspica che le competenti autorità adottino misure necessarie per evitare ricadute negative sulla finanza pubblica.

La Corte valuta, invece, positivamente l’affidamento ai Provveditori delle opere pubbliche delle funzioni dei commissari straordinari, ai sensi della legge-obiettivo, al fine di valorizzare le figure professionali del Ministero presenti nel territorio, ottenendo, in tal modo, un risparmio di risorse finanziarie, in quanto non sono stati previsti ulteriori compensi.

Inoltre, la Corte prende atto del fatto che lo stesso Ministro delle infrastrutture abbia effettuato un autonomo intervento correttivo, annullando una serie di decreti riguardanti incarichi di studio o di ricerca, conferiti negli anni 2005 e 2006 "a soggetti estranei all'Amministrazione, in carenza dei relativi presupposti". II Ministro motiva la sua decisione, tra l'altro, con la considerazione che è dubbio che l'oggetto degli incarichi rientrasse nelle competenze delle strutture ministeriali e che l'Amministrazione non avrebbe tratto alcuna utilità dai contenuti degli studi e delle consulenze conferiti.


ASSESTAMENTO

Le variazioni proposte per l'esercizio 2007

Lo stato di previsione del Ministero delle infrastrutture per l'esercizio 2007, approvato con la legge 27 dicembre 2006, n. 298, reca spese iniziali per complessive 4.079,3 milioni di euro in conto competenza e 5.916,1 milioni di euro in conto cassa, suddivisi nel seguente modo:

Previsioni iniziali e variazioni per centro di responsabilità                     (milioni di euro)

Centri di responsabilità

Competenza

Var.

Cassa

Var.

Gabinetto e Uffici di diretta collab. all’opera del Ministro

1.019,5

-

1.019,5

-

Coord. Sviluppo del territorio, personale e affari generali

957,7

3,4

1.795,3

17,1

Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori pubblici

2.095,1

-

3.094,3

162,3

Consiglio superiore LL.PP.

7,0

-

7,0

-[37]0,0

TOTALE

4.079,3

3,4

5.916,1

179,4

 

La stessa tabella evidenzia le variazioni apportate dal disegno di legge di assestamento, che sono tuttavia estremamente contenute per quanto riguarda la competenza (solamente 3,4 milioni di euro, pari allo 0,1%), mentre per la cassa si ha un incremento più marcato, seppure comunque modesto (+179,4 milioni di euro, pari al 3,0%).

 

Le variazioni relative alle autorizzazioni di cassa sono concentrate nell’U.P.B. 3.1.2.1 Sostegno all’accesso alle locazioni abitative (contenuta nel centro di responsabilità Infrastrutture stradali, edilizia e regolazione dei lavori pubblici), rispetto alla quale si ha un incremento di 150 milioni di euro (pari all’83,6% della variazione totale).

Essendo tale U.P.B. di parte corrente, si spiega il prevalere delle variazioni nelle spese correnti, come evidenziato dalla tabella seguente.

 

Previsioni iniziali e variazioni per tipologia delle spese                                               (milioni di euro)

 

Competenza

Var.

Cassa

Var.

Spese correnti

630,6

3,4

753,7

155,6

Spese in conto capitale

3.448,7

-

5.162,4

23,9

TOTALE

4.079,3

3,4

5.916,1

179,4

 

 

 

 


Ministero dell’ambiente, della tutela
del territorio
e del mare


RENDICONTO

Dati di sintesi

Le risorse finanziarie del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio nel 2006 sono risultate, per quanto attiene agli stanziamenti di competenza, pari a 1.199,4 milioni di euro, con una riduzione complessiva rispetto al consuntivo 2005 (1.375,6 milioni di euro) di 176,2 milioni, pari al 12,8%.

Le previsioni definitive relative alle autorizzazioni di cassa si sono invece attestate sul valore complessivo di 1.667,4, con una riduzione rispetto al consuntivo 2005 (1.846,3 milioni di euro) di 178,9 pari al 9,7%.

 

Il confronto con le previsioni iniziali (contenute nello stato di previsione approvato con la legge n. 267/2005) evidenzia, invece, come si sia registrato un incremento di 143,5 milioni di euro (+13,6%) in termini di competenza e di 178,5 milioni di euro (+12%) in termini di cassa.

Dati di consuntivo e confronto con esercizio precedente e previsioni iniziali  (milioni di euro)

 

Valore assoluto

Variaz. 2006/2005

Variaz. 2006/previs. 2006

Competenza

1.199,4

-176,2

+143,5

Spese correnti

409,0

 

+37,8

Spese in c/capitale

790,3

 

+105,7

Cassa

1.667,4

-178,90

+178,5

Spese correnti

433,5

 

+41,0

Spese in c/capitale

1.233,9

 

+137,5

 

I dati riportati nella tabella precedente consentono anche di analizzare le variazioni registrate con riferimento ai titoli di spesa, il che evidenzia come tali variazioni siano ascrivibili in misura preponderante alle spese in conto capitale.

Il complesso dei residui passivi accertato alla fine del 2006 (1.986,3 milioni di euro) è leggermente inferiore al volume di quelli accertati l’anno precedente.

L’ammontare dei residui accertati al 31 dicembre 2006 deriva, per un importo di 516,8 milioni di euro, pari al 26% del totale, dalla formazione di nuovi residui nel corso dell’esercizio. Tale percentuale risulta inferiore a quella registrata nel corso dell’esercizio precedente (32%).

Analisi per centri di responsabilità

Nella successiva tabella si evidenziano gli importi relativi ai residui ed alle previsioni definitive di competenza e di cassa al 31 dicembre 2006 dei centri di responsabilitàdel Ministero dell’ambiente.

(milioni di euro)

Centri di responsabilità

Residui

Competenza

Cassa

Gabinetto e Uffici di diretta collab. all’opera del Ministro

770,6

335,9

521,5

Protezione della natura

106,5

154,2

185,3

Qualità della vita

479,7

142,9

190,1

Ricerca ambientale e sviluppo

212,6

99,4

161,9

Salvaguardia ambientale

116,4

43

81,8

Difesa del suolo

104,9

288,6

357,8

Servizi interni del Ministero

195,5

135,3

169,1

TOTALE

1.986,3

1.199,4

1.667,4

 

In relazione alla classificazione delle spese in base ai centri di responsabilità, la percentuale maggiore dello stanziamento di competenza, pari al 28%, è assorbita dal centro Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro che, rispetto all’anno precedente, registra un incremento consistente nella dotazione di competenza (+81,1 milioni di euro, pari al 31,8%) e, in modo ancora più accentuato, nelle autorizzazioni di cassa (+196,1 milioni di euro, pari al 60,3%).

Si ricorda che, nell’esercizio precedente, il centro di responsabilità con lo stanziamento di competenza più rilevante era il centro Difesa del suolo, che ha visto nel corso dell’esercizio 2006 una diminuzione di circa il 15% (pari a circa 50 milioni di euro), finendo così per essere scavalcato dal Gabinetto.

Anche l’analisi dei residui evidenzia la prevalenza del centro di responsabilità Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro, per il quale l’entità dei residui a fine esercizio si attesta a 770,6 milioni di euro, pari al 38,8% del totale.

Analisi per unità previsionali di base

Un’analisi dettagliata delle unità previsionali di base rivela che le U.P.B. che presentano gli stanziamenti di competenza più consistenti sono le seguenti:

- 1.2.3.1 Programmi di tutela ambientale                         319,5 milioni di euro;

- 4.1.2.2 Accordi ed organismi internazionali[38]                  87,0 milioni di euro;

- 6.2.3.2 Difesa del suolo                                                  141,3 milioni di euro;

- 6.2.3.5 Opere idrauliche e sistemazione del suolo        110,9 milioni di euro;

- 7.1.2.1 e 7.2.3.2 APAT                                                                83,3 milioni di euro.

 

Per quanto riguarda i residui al 31 dicembre 2006, una parte consistente di essi risulta attribuita alle seguenti U.P.B.:

- 1.2.3.1 Programmi di tutela ambientale                           767,1 milioni di euro;

- 3.2.3.1 Piani di disinquinamento                                       219,4 milioni di euro;

- 4.2.3.16 Inform. e monitoraggio in materia ambientale    133,0 milioni di euro;

- 7.1.2.1 e 7.2.3.2 APAT                                                                83,3 milioni di euro.

La Relazione della Corte dei conti

La Relazione della Corte dei conti sul consuntivo della gestione amministrativa e finanziaria del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare del 2006 rileva come il continuo processo di riorganizzazione in corso da qualche anno, con la conseguente ridefinizione delle competenze interne e con l'altrettanto conseguente aggregazione e disaggregazione degli uffici, abbia determinato una situazione di oggettiva "instabilità operativa".

Analizzando, invece l’ecobilancio predisposto dal Ministero in occasione della legge di bilancio del 2006, con il quale si vuole offrire, nell'ambito del bilancio dello Stato, un quadro di sintesi delle spese previste per la protezione dell'ambiente nel suo insieme, la Corte sottolinea una crescita notevole, nel 2006, delle risorse da destinare alla riduzione dell'inquinamento, mentre risultano considerevolmente ridotte le risorse da destinare al trattamento dei rifiuti e delle acque reflue.

Dal punto di vista della gestione contabile, la Corte individua alcuni profili di criticità in merito, soprattutto, a due capitoli, il 7090 “Fondo per la difesa del suolo”e il 7082 “Accordi di programma Kyoto”.

Per quanto riguarda il capitolo 7090, uno degli elementi di criticità è rappresentato dal complesso procedimento di ripartizione[39] che fa sì che le risorse vengano distribuite non prima del mese di luglio, come si è verificato anche per il 2007, “con conseguenze sul piano gestionale poiché il ritardo genera difficoltà per l'assunzione di impegni in limine con ripercussioni sulla chiarezza e correttezza degli atti presupposti sui quali vengono, spesso, formulate osservazioni dagli organi di controllo con nuovi ritardi …..”.

Un altro profilo di criticità relativo al capitolo 7090 deriva dal fatto che al procedimento di ripartizione partecipa lo stesso Centro di Responsabilità "Gabinetto", con una decisione del Ministro, e “ciò potrebbe porsi in contrasto con il principio della separazione tra indirizzo politico e amministrazione, sancito dall'art. 14 del d.lgs. n. 165 del 30 marzo 2001”. Va infine considerato che le risorse derivanti dal capitolo 7090 affluiscono anche a capitoli facenti capo allo stesso C.d.R. "Gabinetto".

In merito al capitolo 7082 sul quale sono gestite le risorse destinate alla realizzazione degli interventi previsti dagli accordi di programma tra Stato e Regioni, da programmi nazionali, regionali e attuativi degli impegni di Kyoto, la Corte ricorda come esso, oltre allo stanziamento iniziale, venga alimentato in corso d'anno dal riparto del Fondo investimenti (cap. 7090) ed auspica, al riguardo, l’emanazione di un apposito atto integrativo alla direttiva generale per l'azione amministrativa, al fine di attribuire tali risorse in maniera specifica, indicando gli obiettivi politici ad esse riferibili.

II bilancio del Ministero contempla, inoltre, alcuni capitoli promiscui con scarsi riflessi sulla trasparenza del bilancio stesso.

 

Si segnalano in particolare i seguenti capitoli: il capitolo 7954, inserito nell'UPB 4.2.3.16, le cui risorse derivano dai c.d. Fondi strutturali; a carico di tale capitolo, di conto capitale, sono imputate anche spese di parte corrente, quali le missioni legate all'assistenza tecnica; il capitolo 1083, sul quale vengono stanziati i fondi per far fronte alle spese di attuazione di programmi strategici di comunicazione ambientale, e che prevede anche le spese per il funzionamento del Comitato per la comunicazione ambientale; la relativa gestione viene demandata alla D.G. Protezione della natura senza una specifica indicazione degli obiettivi; e il già citato capitolo 7082.

La relazione della Corte riporta, infine, un’analisi dettagliata dei risultati dell’attività gestionale in relazione alle priorità politiche ed agli obiettivi strategici individuati nei documenti di programmazione e nella nota preliminare del bilancio di previsione del Ministero del 2006.

Dalla analisi condotta dal Servizio di controllo interno, è emerso che la prima rilevante criticità è legata alle limitazioni di stanziamenti in favore dei Centri di Responsabilità previsti nella legge finanziaria, che hanno comportato problemi nella gestione soprattutto per le spese di funzionamento.

Inoltre, a causa del cambiamento della compagine governativa, sono stati stralciati alcuni obiettivi operativi già fissati, ovvero sono state sospese alcune attività già intraprese, soprattutto in relazione all’attuazione del d.lgs. n. 152 del 2006. In ogni caso, l'insediamento del nuovo Governo ha coinciso con un periodo di stasi ed assestamento delle attività ministeriali.

Inoltre l'avvio di una generale fase di revisione e riorganizzazione del Dicastero, peraltro ancora in corso, e la ridefinizione degli indirizzi relativi alle missioni istituzionali ed ai programmi di attività delle strutture ministeriali, hanno concorso al rallentamento della realizzazione degli obiettivi.

In ogni caso, pure a fronte delle difficoltà organizzative riscontrate all'interno del Centri di Responsabilità, spesso costretti a fare ricorso a convenzioni con enti o soggetti esterni per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali, nel complesso può affermarsi che i risultati sono stati in parte raggiunti.

La Corte ha posto poi l’accento, per la portata generale che riveste, sulla problematica ancora non risolta concernente l’attuazione del Codice ambientale, sollecitando l’emanazione sia dei decreti ministeriali attuativi (dopo la dichiarazione di inefficacia di quelli adottati lo scorso anno) e delle norme correttive e integrative dell'originario decreto legislativo, in quanto la mancanza di un idoneo e completo strumento legislativo sta creando ulteriori ostacoli al perseguimento degli obiettivi relativi alla tutela dell'ambiente, oltre a generare uno stato di incertezza operativa all'interno delle Direzioni generali. Sollecita, inoltre, in considerazione della ripartizione delle competenze previste dall'art. 117 del titolo V della Costituzione, un coinvolgimento delle Regioni nella formulazione della normativa riguardante la tutela ambientale.

Un'altra problematica sulla quale si è soffermata la Corte è quella dei rifiuti. La Sezione constata che il Codice ambientale ha prodotto un affievolimento del rigore cui era improntato il d.lgs. n. 22 del 1997; richiama inoltre l’indagine sulla gestione dell'emergenza rifiuti solidi urbani effettuata dai Commissari straordinari del Governo.

La Corte evidenzia inoltre che l'assetto organizzativo dell'emergenza rifiuti ha perso gli originali caratteri della precarietà ed eccezionalità e si è venuto configurando come una complessa e duratura organizzazione extra ordinem, che si è affiancata a quella ordinaria, paralizzandone spesso l'operatività. Ciò ha portato all'adozione di regimi commissariali derogatori anche per situazioni di pericolo determinate sostanzialmente da inefficienze, ritardi e imprevidenza degli ordinari apparati amministrativi.

Sottolinea, infatti la Corte che “la presenza di più organi (quello straordinario e quelli ordinariamente competenti) nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti comporta inevitabilmente, se prolungata nel tempo, problemi di attribuzioni, con il rischio di gravi vuoti nella copertura del ciclo dei rifiuti, che richiede, per il suo successo, al contrario, una vera e stringente integrazione delle sue varie fasi”. Sottolinea poi l'inerzia commissariale nel non affrontare le cause del mancato decollo della raccolta differenziata, con provvedimenti chiari nei confronti delle autorità competenti e, per quel che riguarda gli impianti, il fatto che essi risultano ancora, in buona parte, non realizzati. Infine risulta assai debole l’organizzazione tecnico-amministrativa dei Commissariamenti e scarsamente incisiva l'attività di vigilanza e di controllo esercitata, solo a partire dagli ultimi anni, dal Dipartimento della protezione civile e dal Ministero dell'ambiente.

Tra le criticità riscontrate all’interno delle diverse Direzioni generali (D.G.), si ricordano quelle relative alla D.G. “Qualità della vita”, in quanto riguardano principalmente la mancata definizione dell'assetto normativo derivante dalla riforma del d.lgs. n. 152 del 2006, che si riflette in maniera particolare nel campo delle acque, dei rifiuti, delle procedure attinenti al recupero del danno ambientale nonché nel settore delle bonifiche. Ulteriori intralci all'attività amministrativa sono legati alla difficoltà di dare attuazione alle previsioni finanziarie legate agli accordi con le regioni (Accordi di programma quadro ed integrativi), sottoscritti in relazione alle tematiche "acque" e "rifiuti".

Per quanto riguarda la D.G.Salvaguardia ambientale”, le maggiori criticità incontrate si riferiscono, oltre alla scarsità di risorse umane e finanziarie, alle difficoltà di coordinamento con le strutture scientifiche operanti in raccordo con il Ministero quali APAT, ENEA e CNR, che dovrebbero supportare la Direzione relativamente ai temi di alta valenza tecnico-scientifica, nonché a quelle relative allo scambio dei dati con le Regioni e le Province, finalizzato all'acquisizione in tempo reale dei dati territoriali necessari per espletare i procedimenti di VIA, VAS e IPPC.

Per quanto riguarda la D.G.Servizi interni”, notevoli criticità hanno caratterizzato l'attività della Direzione per quanto concerne il Protocollo informatico, il cui obiettivo è stato conseguito nella misura del 40% a causa della mancata definizione delle preliminari azioni organizzative.

Nell'ambito delle proprie competenze la D.G. Servizi interni cura la vigilanza sull'APAT, il cui processo di costituzione ha formato oggetto di apposita indagine da parte della Corte. A conclusione della relazione vengono evidenziate criticità in relazione a tale processo di costituzione, reso laborioso dal concorso di più circostanze sia nella fase di definizione dei contenuti dello statuto sia in quella degli adempimenti finalizzati al funzionamento a regime. Ulteriori problematiche poste in evidenza nella relazione riguardano il personale.


ASSESTAMENTO

Le variazioni proposte per l'esercizio 2007

Lo stato di previsione del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare per l'esercizio 2007, approvato con la legge 27 dicembre 2006, n. 298, reca spese iniziali per complessive 1.409,3 milioni di euro in conto competenza e 1.842,4milioni di euro in conto cassa, suddivisi nel seguente modo:

Previsioni iniziali e variazioni per centro di responsabilità                         (milioni di euro)

Centri di responsabilità

Competenza

Var.

Cassa

Var.

Gabinetto e Uffici di diretta collab. all’opera del Ministro

575,6

1,7

708,2

61,3

Protezione della natura

151,4

0,9

169,5

27,9

Qualità della vita

105,0

0,3

187,5

3,1

Ricerca ambientale e sviluppo

315,2

0,5

379,2

3,6

Salvaguardia ambientale

105,2

4,0

145,1

8,8

Difesa del suolo

42,4

0,3

111,5

0,4

Servizi interni del Ministero

114,5

3,1

141,5

19,4

TOTALE

1.409,3

10,9

1.842,4

124,5

 

La stessa tabella evidenzia le variazioni apportate dal disegno di legge di assestamento, che sono tuttavia estremamente contenute per quanto riguarda la competenza (solamente 10,9 milioni di euro, pari allo 0,8%), mentre per la cassa si ha un incremento decisamente più marcato (+124,5 milioni di euro, pari al 6,8%).

 

Quasi la metà delle variazioni relative alle autorizzazioni di cassa sono concentrate nell’U.P.B. 1.2.3.1 Programmi di tutela ambientale (contenuta nel centro di responsabilità Gabinetto e uffici di collaborazione all’opera del Ministro), rispetto ai quali si ha un incremento di 59 milioni di euro (pari al 47,4% del totale).

Essendo tale U.P.B. collocata all’interno delle spese in conto capitale, si spiega il prevalere delle variazioni in tale tipo di spese, come evidenziato dalla tabella seguente.

 

 

Previsioni iniziali e variazioni per tipologia delle spese                                               (milioni di euro)

 

Competenza

Var.

Cassa

Var.

Spese correnti

387,8

10,9

401,9

28,1

Spese in conto capitale

1.021,5

-

1.440,6

96,4

TOTALE

1.409,3

10,9

1.842,4

124,5

 


Ministero dell’economia e delle finanze


RENDICONTO

Nell'ambito dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze sono di competenza dell'VIII Commissione il centro di responsabilità Servizi tecnici nazionali, nonchéalcune U.P.B. all’interno dei centri di responsabilità Tesoro e Servizio per la gestione delle spese residuali relative alla protezione civile, alla protezione dell’ambiente e del territorio ed alle infrastrutture.

Riguardo al Centro di responsabilità Servizi tecnici nazionali gli stanziamenti di competenza e di cassa risultano nulli. Lo svuotamento delle risorse attribuite a tale centro di responsabilità deriva dal fatto che i servizi tecnici sono stati incardinati nell’ambito dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT), in virtù del disposto dell’art. 38, comma 3, del decreto legislativo n. 300 del 1999.

U.P.B. relative alla Protezione civile[40]

 

La somma deglistanziamenti definitivi di competenza delle U.P.B. relative alle attività di protezione civile ammonta, nell'esercizio 2006, a 1.648,2 milioni di euro, con un decremento di 261 milioni di euro rispetto allo stanziamento dell'anno precedente (1.909,2 milioni di euro), pari al 13,7%. Per le previsioni definitive di cassa si osserva un andamento analogo, con una riduzione leggermente più contenuta. Tali previsioni sono, infatti, pari a 1.649,6 milioni di euro, con un decremento di 229 milioni di euro rispetto al 2005 (1.878,6 milioni di euro), pari al 12,2%.

I residui passivi accertati al 31 dicembre 2006, pari a 555 milioni di euro, rimangono pressoché invariati rispetto all’esercizio precedente.

U.P.B. inerenti la difesa dell’ambiente e le infrastrutture

 

Si segnalano le U.P.B. relative alla protezione dell’ambiente cui afferiscono le risorse più rilevanti in termini di stanziamenti di competenza:

- 3.2.3.12 Calamità naturali e danni bellici                            206,4 milioni di euro;

- 3.2.3.30 Interventi per Venezia                                           129,2 milioni di euro;

- 3.2.3.44 Giochi olimpici invernali (Torino 2006)                 150,8 milioni di euro;

- 3.3.9.4 - Mutui diversi (Giubileo 2000)[41]                             128,1 milioni di euro;

 

Per quanto attiene ai residui gli importi più rilevanti riguardano le seguenti U.P.B.:

- 3.2.3.8 Edilizia abitativa                                                        88,4 milioni di euro;

- 3.2.3.12 Calamità naturali e danni bellici                            158,4 milioni di euro;

- 3.2.3.30 Interventi per Venezia                                           159,4 milioni di euro;

- 4.2.3.1 Risanamento e ricostruzione zone terremotate     135,1 milioni di euro;

U.P.B. relative all’Anas

In seguito alla trasformazione dell’Anas in S.p.A., disposta dall’art. 7 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, l’apporto al capitale sociale dell’Anas figura, a partire dall’esercizio 2003, nel capitolo 7372 (all’interno dell’U.P.B. 3.2.3.48 Anas dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze), per il quale si ha uno stanziamento di competenza di 100 milioni di euro (che corrisponde all’importo indicato nel settore 16 – Interventi per la viabilità ordinaria, speciale e di grande comunicazione della tabella F della legge finanziaria per il 2006, legge n. 266/2005) ed un ammontare di residui pari a 5.705,1 milioni di euro.

Si ricorda, inoltre, che, all’interno dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, compare anche l’U.P.B. 3.1.2.45 Anas, con 282 milioni di euro, che contiene un solo capitolo, relativo ai corrispettivi da erogare all’Anas per i servizi resi, in base al contratto di programma. Si segnala, inoltre, che all’interno dell’U.P.B. 3.3.9.4 - Mutui diversi, figura anche il capitolo 9531 (quote di capitale comprese nelle rate di ammortamento delle operazioni finanziarie attivate per la realizzazione di opere stradali da parte dell’Anas) con 180 milioni di euro.


ASSESTAMENTO

Relativamente allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, non vi sono variazioni proposte dal disegno di legge di assestamento che riguardano U.P.B. di interesse dell’VIII Commissione, ad eccezione dell’unità previsionale 3.2.3.35 Prevenzione inquinamento atmosferico e acustico per la quale si registra un incremento nelle autorizzazioni di cassa pari a 31 milioni di euro, a fronte di una previsione iniziale - recata dalla legge di bilancio per il 2007 – di soli 5,6 milioni di euro.


Appendice

 

 




1     A differenza dei saldi del bilancio dello Stato, l’indebitamento netto si riferisce alle operazioni di entrata e di spesa effettuate dal complesso delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, amministrazioni locali, enti previdenziali ed assistenziali) e non soltanto dall’amministrazione statale.

Il conto economico delle amministrazioni pubbliche viene inoltre elaborato secondo le regole di contabilità nazionale, sulla base del criterio di competenza economica.

Le previsioni e i risultati del bilancio dello Stato, invece, sono invece determinati con riferimento ai criteri di competenza giuridica e di cassa.

[2]     Si veda, al riguardo, il dossier del Servizio Studi, Documentazioni e ricerche, “Il dibattito sulla riforma degli strumenti e delle procedure di bilancio”, n. 73.

[3]    Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 474-481.

[4]    Istituita dalla Legge finanziaria per il 2007, è stata costituita con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 16 marzo 2007.

[5]    In base a tale atto di indirizzo, al fine di razionalizzare il processo di formazione del disegno di legge finanziaria, i singoli Dicasteri sono stati chiamati a formulare le proprie proposte - sulla base della nuova classificazione del Bilancio in Missioni e Programmi - distinte per programma e a indicare, in ordine di priorità, le opzioni di riallocazione di risorse all’interno dello stesso stato di previsione, specificando altresì gli obiettivi che si intendono perseguire.

[6]    Si rinvia, al riguardo, al citato dossier del Servizio Studi, Documentazioni e ricerche, “Il dibattito sulla riforma degli strumenti e delle procedure di bilancio” n. 73.

[7]    Ciascuna missione è di norma suddivisa in più Programmi, ma non mancano Missioni (Missione n. 25 – Politiche previdenziali – Missione n.31 - Turismo) che consistono in un unico programma.

[8]    Si ricorda che la tabella 4 del disegno di legge di Bilancio per il 2008 reca il prospetto che per ogni Ministero mette a confronto le unità previsionali di base, presenti nel disegno di Bilancio di previsione 2008, con le unità previsionali di base esposte nel Bilancio di previsione 2007.

[9]    Dato dal totale tra somme versate, somme rimaste da versare e somme rimaste da riscuotere.

[10]   Dato dal totale tra somme pagate e somme rimaste da pagare.

[11]    In particolare, l'istruttoria del giudizio di parificazione è volta ad accertare se i dati siano conformi, sul versante dell'entrata, ai dati contenuti nei conti periodici e nei conti riassuntivi generali trasmessi alla Corte dalle varie amministrazioni e, sul versante delle spese, alle scritture tenute dalla Corte stessa (per gli impegni di spesa assoggettati al controllo preventivo di legittimità) ovvero alle scritture che le ragionerie centrali (adesso uffici centrali del bilancio) sono tenute ad inviare alla Corte (anche attraverso il sistema informativo di collegamento diretto).

[12]    A rigore, sono da ritenersi sanabili con l'approvazione del disegno di legge di rendiconto unicamente quelle eccedenze relative ad impegni (o pagamenti) che oltrepassano i limiti dell'autorizzazione contenuta nel bilancio di previsione, ma che comunque risultano conformi alle leggi di merito che dispongono la spesa. Diverso è il caso di eccedenza in violazione non solo della legge formale di bilancio, ma anche della legge sostanziale che dispone la spesa. In tal caso, il giudizio contabile si concluderà con una decisione di parificazione parziale del rendiconto e la sanatoria in sede di approvazione del rendiconto non sembra legittima, dovendosi allo scopo far ricorso ad apposita norma di legge sostanziale.

[13]    Legge 23 dicembre 2005, n. 267.

[14]    Legge 3 aprile 1997, n. 94 e decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279.

[15]    Di cui al decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito con modificazioni nella legge 17 luglio 2006, n. 233.

[16]    Si veda il comunicato stampa sul sito internet della Corte: www.corteconti.it.

[17]   Per quanto concerne il PIL nominale, nel 2006 si è registrato in Italia un aumento del 3,7% e si è attestato, in valore assoluto, a 1.475,4 miliardi di euro.

[18]    I dati sono tratti dalla Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica.

Si ricorda che l’indebitamento netto è il saldo del conto economico delle amministrazioni pubbliche e rappresenta il parametro di riferimento per il rispetto dei vincoli derivanti, a livello comunitario, dal Trattato CE e dal Patto di stabilità. A differenza dei saldi del bilancio dello Stato, l’indebitamento netto si riferisce, pertanto, alle operazioni di entrata e di spesa effettuate dal complesso delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, amministrazioni locali, enti previdenziali ed assistenziali) e non soltanto dall’amministrazione statale. Il conto economico delle amministrazioni pubbliche, inoltre, viene elaborato secondo le regole di contabilità nazionale, sulla base del criterio di competenza economica. Le previsioni e i risultati del bilancio dello Stato, invece, sono determinati con riferimento ai criteri di competenza giuridica e di cassa

[19]    Il saldo primario è risultato pari allo 0,1 per cento del Pil a fronte dello 0, 3 per cento registrato nel 2005.

[20]    La perenzione dei residui, vale a dire l’eliminazione contabile dal bilancio non implica il venir meno dell’obbligazione assunta per contratto o in compenso di opere prestate o di lavori e di forniture eseguiti; nel momento in cui deve essere effettuato il relativo pagamento, le somme di volta in volta occorrenti vengono prelevate dal fondo in questione con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e reiscritte nei capitoli pertinenti (la procedura è stata disciplinata con D.P.R. 24 aprile 2001, n. 270).

[21]   Recante “Norme di semplificazione del procedimento per il versamento di somme all'entrata e la riassegnazione alle unità previsionali di base per la spesa del bilancio dello Stato, con particolare riferimento ai finanziamenti dell'Unione europea, ai sensi dell'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59”.

[22]    Ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 5, della legge n. 468/1978, le quote dei fondi speciali di parte corrente e, se non corrispondono a progetti di legge già approvati da un ramo del Parlamento, di quelli di parte capitale non utilizzate entro l'anno cui si riferiscono costituiscono economie di bilancio. Tuttavia, nel caso di spese corrispondenti ad obblighi internazionali ovvero ad obbligazioni risultanti dai contratti del pubblico impiego o dalla disciplina del trattamento economico e normativo del personale dipendente da pubbliche amministrazioni non compreso nel regime contrattuale, la copertura finanziaria prevista per il primo anno resta valida anche dopo il termine di scadenza dell'esercizio a cui si riferisce purché il provvedimento risulti presentato alle Camere entro l'anno ed entri in vigore entro il termine di scadenza dell'anno successivo. Le economie di spesa da utilizzare a tal fine nell'esercizio successivo formano oggetto di appositi elenchi trasmessi alle Camere a cura del Ministro dell’economia e delle finanze entro il 25 gennaio; detti elenchi vengono, altresì, allegati al conto consuntivo del Ministero dell’economia e delle finanze.

[23]    Ai sensi dell’articolo 17, ultimo comma, della legge n. 468/978, il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad integrare, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, le dotazioni di cassa in correlazione al trasporto all'esercizio successivo di titoli di spesa rimasti insoluti alla chiusura dell'esercizio precedente, limitatamente a quei capitoli di spesa le cui dotazioni di cassa non presentino, nelle more dell'assestamento, sufficienti disponibilità per il pagamento dei titoli trasportati.

[24]    Recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria”.

[25]    Si ricorda che sulla base delle indicazioni della relazione tecnica al suddetto D.L. n.81/07, le maggiori entrate tributarie (pari a 7.403 milioni di euro per l'anno 2007) sono state utilizzate per 4.131 milioni a copertura degli oneri recati dal decreto-legge e per 3.219 milioni a copertura di maggiori spese iscritte nel disegno di legge di assestamento.

[26]    In particolare, il citato decreto legge n. 159 del 1° ottobre2007 ha utilizzato a parziale copertura degli oneri da esso recati 5.978 milioni di euro di maggiori entrate e 1300 milioni di euro di minori spese, iscritte nel disegno di legge assestamento a seguito delle modifiche apportate nel corso dell’esame presso il Senato (cfr. oltre, il par. 4 del presente dossier).

[27]   Cfr. articolo 1, comma 1, della legge n. 296/2006.

[28]    Tale dato non tiene conto degli effetti del decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, collegato alla manovra di finanza pubblica, il quale ha utilizzato la somma di 5.978 milioni di euro di maggiori entrate e di 1.300 milioni di minori spese per il contributo italiano al bilancio comunitario – iscritte nel ddl di assestamento nel corso dell’esame presso il Senato - a parziale copertura delle misure da questo introdotte (cfr.oltre).

[29]    Come risulta dalla relazione e dalle dichiarazioni formulate in sede di presentazione degli emendamenti presentati dal Governo al Senato.

[30]    Recante “Interventi urgenti in materia economico-finanziaria, per lo sviluppo e l'equità sociale”.

[31] Si ricorda che gli stanziamenti inclusi in tale U.P.B. non esauriscono il totale delle risorse destinate agli interventi per la salvaguardia della città di Venezia, poiché occorre anche considerare i relativi stanziamenti ascritti ad U.P.B. dei ministeri dell’economia e dell’ambiente.

[32] La quasi totalità dello stanziamento fa capo al capitolo 1690 Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione.

[33] La maggior parte dello stanziamento è assorbita dal capitolo 7341 Spese per la costruzione, sistemazione, manutenzione e completamento di edifici pubblici statali, altri immobili demaniali, ed edifici privati destinati a sede di uffici pubblici statali nonché di altri immobili di proprietà dello Stato e di altri enti pubblici (144,8 miloni di euro). Si ricorda che nella medesima U.P.B. figura anche il capitolo 7340 Spese per immobili demaniali o privati in uso alla Presidenza della Repubblica, al Parlamento, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, alla Corte costituzionale e ad altri organismi internazionali con uno stanziamento di 54,1 milioni di euro.

[34] La quasi totalità dello stanziamento fa capo al capitolo di nuova istituzione 7438 Contributi in conto capitale destinati al programma “Contratti di quartiere II”, che reca uno stanziamento pari a 572,6 milioni di euro.

[35] La maggior parte dello stanziamento di competenza è assorbita dal capitolo 7145 Fondo per la realizzazione di interventi in favore del sistema autostradale, che reca uno stanziamento pari a 129,3 milioni di euro.

[36]http://209.85.135.104/search?q=cache:_V9mbNYDGw8J:www.corteconti.it/wfprog/GetURL.exe%3FID%3D48716%26type%3D1+12/2007/G+corte+dei+conti&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it 

[37] Il valore preciso è 0,036, che viene indicato come 0,0 essendo i valori della tabella troncati ad un solo decimale.

[38] Gran parte dello stanziamento, pari a 68 milioni di euro, insiste sul capitolo 2212 Spese per la partecipazione dell’Italia ai fondi internazionali previsti nell’ambito della convenzione ONU sui cambiamenti climatici e nel Protocollo di Kyoto.

[39] Per la ripartizione del Fondo per gli investimenti ai sensi dell'art. 46, co. 1, della legge n. 448 del 2001, è prevista l'emanazione di apposito decreto del Ministro dell'economia, previa richiesta del Ministro competente e parere delle commissioni parlamentari.

[40]   Le U.P.B. relative alla Protezione civile sono collocate all’interno dei due centri di responsabilità Tesoro (si tratta delle U.P.B. 3.1.5.15 e 3.2.10.3) e Servizio per la gestione delle spese residuali (U.P.B. 12.2.3.11).

[41] L’importo indicato si riferisce unicamente al Capitolo 9516 ”Quote di capitale comprese nelle annualità quindicennali dovute per il finanziamento degli interventi connessi alla celebrazione del Giubileo dell’anno 2000”.