Camera dei deputati - XV Legislatura - Dossier di documentazione (Versione per stampa)
Autore: Ufficio Rapporti con l'Unione Europea
Titolo: Attività dell'Unione europea - La riforma del settore dello zucchero
Serie: Bollettino tematico    Numero: 10
Data: 29/05/2007
Descrittori:
INDUSTRIA ALIMENTARE   ZUCCHERI

 

ATTIVITA’ DELL’UNIONE EUROPEA

 

La riforma del settore dello zucchero  

Camera dei Deputati

Segreteria generale

Ufficio rapporti con l’Unione europea

 

La Commissione europea ha presentato, il 7 maggio 2007, una comunicazione1 volta a modificare il regime di ristrutturazione del settore dello zucchero, adottato nel 2006, al fine di ridurre a livelli sostenibili la produzione saccarifera dell’Unione europea.

In particolare, con la comunicazione, sono state presentate dalla Commissione:

·         una proposta di regolamento, che modifica il regolamento (CE) n. 320/2006 sull’istituzione di un regime temporaneo di ristrutturazione dell’industria saccarifera nella Comunità europea;

·         una proposta di regolamento, che modifica il regolamento (CE) n. 318/2006 sull’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero.

 

-    Esiti della riforma del 2006

Oltre ad una riduzione del prezzo dello zucchero, pari al 36%, e al pagamento di aiuti disaccoppiati (slegati cioè dalla produzione) agli agricoltori, l’elemento chiave della riforma del settore dello zucchero, adottata dall’Unione europea nel 2006, è stata l'introduzione di un Fondo di ristrutturazione, finanziato dai produttori di zucchero, per fornire un sostegno al processo di ristrutturazione necessario per rafforzare la competitività del settore. Veniva infatti offerto ai produttori che, dopo l’attuazione della riforma, non sarebbero più risultati produttivi, un incentivo finanziario per abbandonare il settore. L’obiettivo era la riduzione della quota di produzione di circa 6 milioni di tonnellate, in modo da riportare il mercato in equilibrio, dopo un periodo di transizione di quattro anni.

Nel corso del primo anno di applicazione (2006-2007)2, il piano di ristrutturazione ha portato alla rinuncia di circa 1,5 milioni di tonnellate di quota (1,15 di zucchero e 0,35 di inulina).

L’Italia ha rinunciato a circa 0,78 milioni di tonnellate di quote (pari a circa il 67% del quantitativo di quote cedute da tutti gli Stati membri) chiudendo complessivamente tredici dei diciannove zuccherifici presenti sul territorio nazionale.  

Le tonnellate di quota revocata sono state compensate, nel caso di smantellamento totale degli impianti di produzione, con 730 EUR/t in provenienza dal Fondo di ristrutturazione, e lo stesso compenso è previsto per la campagna 2007/08. Per le successive campagne di commercializzazione sono previste compensazioni inferiori: l'aiuto alla ristrutturazione si riduce, infatti, a 625 EUR/t per il 2008/09 e a 520 EUR/t per il 2009/10, quarta ed ultima campagna. Le imprese saccarifere che non sono in grado di produrre ad un prezzo di circa 400 EUR/t dovrebbero quindi, secondo la Commissione,  approfittare dell'aiuto alla ristrutturazione.

Purtroppo, nel corso del secondo anno (2007-2008) del regime di ristrutturazione, i produttori hanno rinunciato solo a 0,7 milioni di tonnellate di zucchero, cifra ben al di sotto dell'obiettivo di 5 milioni di tonnellate che si era posto la Commissione, e notevolmente inferiore a quanto necessario per equilibrare il mercato. Prevedendo quindi un'offerta eccedentaria di oltre 4 milioni di tonnellate, la Commissione ha deciso di presentare le proposte attualmente in discussione per incentivare la rinuncia ad ulteriori quote. 

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1  COM(2007)227.

2 Secondo il regolamento (CE) n. 318/2006 relativo all’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero, le quote sono adattate nel febbraio precedente per ciascuna campagna di commercializzazione 2007/2008, 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011.

 

-    Le modifiche proposte

1) Modifiche al regolamento (CE) n. 320/2006

Al fine di rendere il regime di ristrutturazione più attraente, viene proposto di mantenere al 10% lapercentuale dell’aiuto da versare ai coltivatori ed ai fornitori dei macchinari, aggiungendo però un complemento d’aiuto speciale per i coltivatori, che potrà essere versato retroattivamente, per evitare di penalizzare coloro che hanno rinunciato in precedenza alle loro quote: per la campagna di commercializzazione 2008/2009, i coltivatori riceveranno quindi un pagamento aggiuntivo di 237,5 euro per tonnellata di quota revocata dall’industria saccarifera.

Viene proposto di dare la possibilità ai produttori di barbabietole di richiedere direttamente, per la campagna di commercializzazione 2008/2009, l’aiuto al Fondo di ristrutturazione (attualmente le domande sono sottoposte allo Stato membro interessato dalle imprese che presentano un piano di ristrutturazione elaborato in consultazione con i coltivatori) a condizione che essi rinuncino alle quote concordate negli  accordi contrattuali della campagna precedente con le imprese saccarifere: di conseguenza lo Stato membro ridurrà la quota dell’impresa con la quale il produttore era vincolato contrattualmente. Tale misura è limitata ad una riduzione fino ad un tetto del 10% della quota attribuita all’impresa interessata: di conseguenza lo Stato membro accetterà le domande dei produttori, applicando il principio “primo arrivato, primo servito”.

Tali modifiche dovrebbero cominciare ad applicarsi a partire dalla campagna di commercializzazione 2008/2009.

2) Modifiche al regolamento (CE) n. 318/2006

Per quel che concerne un eventuale ritiro supplementare dal mercato nell’autunno 2007, viene previsto di integrare nel regolamento i criteri  fissati dal regolamento (CE) n. 290/2007, del 16 marzo 2007, che stabilisce  per la campagna di commercializzazione 2007/2008 una percentuale di ritiro pari al 13% ed una serie di deroghe per le imprese e gli Stati membri che hanno già rinunciato ad un determinato livello di produzione. Viene proposta, altresì, la soppressione della disposizione secondo la quale i bisogni di approvvigionamento tradizionale delle raffinerie sono ridotti, in caso di ritiro dal mercato. Tali modifiche dovrebbero cominciare ad applicarsi dalla campagna di commercializzazione 2007/2009.

Inoltre, qualora entro il 2010 la rinuncia alle quote risulti ancora insoddisfacente, la Commissione propone che il livello di riduzione obbligatoria delle quote possa variare a seconda della percentuale di quota cui ciascuno Stato membro ha rinunciato nell’ambito del regime di ristrutturazione.

-    Sviluppi futuri

La Commissione ritiene che le modifiche proposte dovrebbero consentire la rinuncia a quote pari a circa 3,8 milioni di tonnellate di zucchero, in aggiunta ai 2,2 milioni di tonnellate già abbandonate, ed auspica che il Consiglio e il Parlamento europeo possano adottare le misure proposte al massimo entro il mese di ottobre.

-    Iter delle proposte

Il Consiglio agricoltura del 7 maggio 2007 ha svolto una prima discussione sulle proposte della Commissione. Nel corso del dibattito la delegazione francese, sostenuta dalle delegazioni di alcuni Stati membri (Spagna, Austria, Polonia e Belgio), avrebbe lamentato la scelta, effettuata dalla Commissione, di non inserire nelle attuali proposte alcun elemento riguardante il commercio con i paesi ACP, mentre resta fissata al 1° gennaio 2008 l’apertura del mercato comunitario a tutti i prodotti provenienti da tali paesi, senza dazi doganali né limitazioni di contingenti, salvo che per il riso e lo zucchero, che beneficerebbero di periodi transitori.

Da parte loro, secondo notizie di stampa, alcune associazioni europee di produttori di zucchero avrebbero avanzato, il 10 maggio 2007, una richiesta alla Commissione, volta all’inclusione nelle proposte di riforma di alcuni elementi relativi all’incentivazione alla riduzione delle quote, all’uguaglianza di trattamento, alla sussidiarietà e ad altre correzioni tecniche. 

Le proposte, che seguono la procedura di consultazione, verranno esaminate dal Parlamento europeo presumibilmente nella sessione del 25 settembre 2007.

NOTA: Ulteriori informazioni e documenti possono essere richiesti all’Ufficio rapporti con l’Unione europea

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XV legislatura – Bollettino tematico n. 10, 29 maggio  2007