Doc. LVII, n. 4-A

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2021

(Articoli 7, comma 2, lettera a), e 10 della legge 31 dicembre 2009, n. 196)

Presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri
(DRAGHI)

Trasmesso alla Presidenza il 15 aprile 2021

(Relatori per la maggioranza: UBALDO PAGANO e PELLA)

NOTA: Il presente stampato contiene i pareri espressi dalle Commissioni permanenti I (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni), II (Giustizia), III (Affari esteri e comunitari), IV (Difesa), VI (Finanze), VII (Cultura, scienza e istruzione), VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici), IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni), X (Attività produttive, commercio e turismo), XI (Lavoro pubblico e privato), XII (Affari sociali), XIII (Agricoltura) e XIV (Politiche dell'Unione europea) e dalla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
La V Commissione permanente (Bilancio, tesoro e programmazione), il 21 aprile 2021, ha deliberato di riferire favorevolmente sul Documento di economia e finanza 2021. In pari data, la Commissione ha chiesto di essere autorizzata a riferire oralmente. Per il testo del Documento di economia e finanza 2021 si rinvia allo stampato Doc. LVII, n. 4.

I N D I C E

PARERI AI SENSI DELL'ARTICOLO 118-BIS DEL REGOLAMENTO Pag. 5
I 
COMMISSIONE (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)  »  7
II 
COMMISSIONE (Giustizia)  » 10
III 
COMMISSIONE (Affari esteri e comunitari)  » 12
IV 
COMMISSIONE (Difesa)  » 14
VI 
COMMISSIONE (Finanze)  » 16
VII 
COMMISSIONE (Cultura, scienza e istruzione)  » 20
VIII 
COMMISSIONE (Ambiente, territorio e lavori pubblici)  » 21
IX 
COMMISSIONE (Trasporti, poste e telecomunicazioni)  » 22
X 
COMMISSIONE (Attività produttive, commercio e turismo)  » 23
XI 
COMMISSIONE (Lavoro pubblico e privato)  » 25
XII 
COMMISSIONE (Affari sociali)  » 28
XIII 
COMMISSIONE (Agricoltura)  » 31
XIV 
COMMISSIONE (Politiche dell'Unione europea)  » 35
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI  » 38
Pag. 5

PARERI AI SENSI DELL'ARTICOLO 118-BIS DEL REGOLAMENTO

Pag. 7

I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)

(Relatore: CECCANTI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La I Commissione,
   esaminato, per i profili di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4 e Annesso);
   rilevato come, unitamente al DEF, il Governo abbia presentato, ai sensi dell'articolo 6 della legge n. 243 del 2012, una Relazione al Parlamento con la quale richiede di elevare il limite di indebitamento netto e di saldo netto da finanziare per quest'anno e di modificare il sentiero di rientro verso l'Obiettivo di medio termine (OMT) per i prossimi anni;
  evidenziato, sotto il profilo macroeconomico, come il DEF 2021 evidenzi che l'andamento dell'economia italiana e internazionale continua ad essere condizionato dall'emergenza sanitaria da COVID-19;
  rilevato, in particolare, come il 2020 si sia chiuso con una caduta del PIL pari all'8,9 per cento in termini reali e al 7,8 per cento in termini nominali, in linea con quanto previsto nella Nota di aggiornamento del DEF (NADEF) e non lontano da quanto prospettato nel DEF 2020;
   considerato che, anche in conseguenza del crollo del PIL, il rapporto fra lo stock di debito pubblico e il prodotto ha subìto un aumento al 155,8 per cento, rispetto al valore del 134,6 per cento registrato nel 2019;
   evidenziato peraltro come gli interventi di politica economica nel 2020 abbiano comportato complessivamente una spesa pari a 108 miliardi (6,5 per cento del PIL), oltre agli ulteriori interventi di sostegno all'economia riguardanti la moratoria su prestiti e mutui bancari in essere e le garanzie dello Stato sull'erogazione di nuovi prestiti;Pag. 8
   rilevato come la previsione macroeconomica tendenziale del DEF 2021 incorpori gli effetti del Piano di ripresa e resilienza (PNRR), nonché del recente «decreto-legge sostegni», con una previsione di crescita annua del PIL per il 2021 pari al 4,1 per cento, mentre nello scenario programmatico il tasso di crescita del PIL sarebbe pari al 4,5 per cento nel 2021, al 4,8 per cento nel 2022 e al 2,6 per cento nel 2023;
   rilevato, quanto alla strategia di rientro del debito, come il DEF prefiguri un'impostazione della politica di bilancio espansiva nel prossimo biennio, tramite un forte impulso agli investimenti, per poi intraprendere un graduale percorso di consolidamento fiscale dal 2024 in poi, a condizione che le ipotesi epidemiche e sulle condizioni di contesto internazionale dello scenario di base restino valide, con un traguardo del 3,0 per cento di deficit per il 2025 e un rapporto fra debito lordo della pubblica amministrazione e PIL verso il livello pre-crisi (134,6 per cento) per la fine del decennio;
   sottolineato inoltre come, grazie anche alle notevoli misure di stimolo introdotte con il predetto «decreto-legge sostegni», nonché alla spinta agli investimenti pubblici e privati fornita dal PNRR, il PIL, nel già citato scenario tendenziale, salirebbe comunque del 4,3 nel 2022, del 2,5 per cento nel 2023 e del 2,0 per cento nel 2024;
   sottolineata, a tale riguardo, l'esigenza di rafforzare le iniziative per uscire dalla crisi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, dalla campagna di vaccinazione, all'impulso alla ricerca medica e al rafforzamento del Sistema sanitario nazionale, nonché, in campo economico, dai sostegni e ristori al rilancio degli investimenti e dello sviluppo con il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) finanziato dal Next Generation EU (NGEU) e da ulteriori risorse nazionali;
   condivisa la necessità che il notevole stimolo al rilancio dell'economia fornito dal PNRR sia integrato da ulteriori interventi che rafforzino la capacità di risposta dell'economia nella fase di ripresa, in primo luogo attraverso l'accesso alla liquidità e capitalizzazione e il sostegno al mercato del lavoro, all'occupazione e al ricollocamento dei lavoratori;
   considerato che, grazie al nuovo scostamento di bilancio proposto dalla Relazione annessa al DEF 2021, potrà essere utilizzato un ammontare di risorse superiore a quanto prefigurato nella NADEF e nella legge di bilancio 2021, atteso che il PNRR in senso stretto sarà dotato di circa 222 miliardi, cui si aggiungono gli strumenti del Next Generation EU e le risorse nazionali, per un totale di circa 237 miliardi;
   evidenziato in tale contesto come, al fine di perseguire gli obiettivi di ripresa economico – sociale del Paese sia imprescindibile realizzare le riforme di contesto previste dal PNRR, che riguardano in particolare la pubblica amministrazione, la giustizia, la concorrenza e la revisione del sistema fiscale;
   evidenziato inoltre, per quanto concerne i profili di stretta competenza della I Commissione, come il DEF sottolinei opportunamente l'esigenza di procedere speditamente sul terreno delle riforme di contesto previste dal PNRR e che riguardano in particolare la pubblica amministrazione;
   preso atto della decisione del Governo di non inserire quest'anno nel DEF il PNR (Programma nazionale di riforma) previsto dai regolamenti del Semestre europeo e dalla normativa nazionale, e di procedere successivamente alla trasmissione al Parlamento del solo PNRR, il quale sarà poi presentato alla Commissione europea nei termini previsti;
   rilevato come il DEF 2021 preannunci l'integrazione delle risorse relative ai rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021 del personale dipendente delle amministrazioni statali (per circa 0,2 miliardi Pag. 9dal 2021) e l'autorizzazione di nuove assunzioni nelle amministrazioni dello Stato e negli enti pubblici (per circa 0,6 miliardi nel quadriennio 2021-2024);
   segnalato altresì come, nell'ambito degli interventi in materia di ordine e sicurezza pubblica, il DEF contempli lo stanziamento di risorse aggiuntive per spese di personale (circa 0,4 miliardi nel periodo 2021-2024) e per gli investimenti (0,3 miliardi nel periodo considerato a fronte di corrispondenti stanziamenti di bilancio per circa 15,6 miliardi nel periodo 2021-2035);
   richiamato quindi come il DEF indichi 22 disegni di legge collegati alla decisione di bilancio nel periodo 2022-2024, tra i quali alcuni disegni di legge che investono i profili di competenza della I Commissione, in materia di:
    «Riordino della disciplina in materia di prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»;
    «Disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione»;
    «Implementazione delle forme di raccordo tra amministrazioni centrali e regionali, anche la fine della riduzione del contenzioso costituzionale»;
    «Revisione del testo unico dell'ordinamento degli enti locali»,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) si segnala l'opportunità che il Governo verifichi l'effettiva necessità di presentare alle Camere un numero particolarmente ampio di provvedimenti collegati, indicati dal DEF nel numero di 22, in ragione delle possibili difficoltà che ciò potrebbe determinare sui lavori delle stesse Camere, procedendo a tal fine a una più chiara individuazione degli interventi effettivamente prioritari anche al fine di un utilizzo più razionale, e quindi di una valorizzazione, dell'importante strumento normativo dei provvedimenti collegati;
   b) si segnala l'esigenza di individuare adeguate modalità di coinvolgimento del Parlamento rispetto alle problematiche che avrebbero dovuto essere oggetto del PNR, il quale quest'anno non è stato inserito nel DEF, in considerazione della prossima trasmissione del PNRR alle Camere.

Pag. 10

II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)

(Relatrice: SIRACUSANO)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La II Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di Economia e Finanza 2021 e Annesso (Doc. LVII, n. 4, e Annesso);
   considerato che:
    analogamente a quanto avvenuto per il 2020, il documento di Economia e Finanza 2021 presenta solamente due sezioni: la prima, denominata «Programma di stabilità dell'Italia», che recepisce il documento programmatico in materia di finanza pubblica che i singoli Stati membri dell'Unione devono sottoporre annualmente alle Autorità europee in base alle regole del Patto di stabilità e crescita; la seconda, denominata Analisi e tendenza della finanza pubblica, che contiene informazioni relative agli andamenti macroeconomici e di finanza pubblica nel periodo di riferimento;
    il Governo ha ritenuto di non inserire la terza sezione che recepisce il Programma nazionale di riforme (PNR), stante che le riforme occupano un ruolo centrale nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che ad esse dedica una specifica sezione;
    per tale motivo, e in forza del Regolamento dell'Unione Europea 2021/241 che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, l'Esecutivo ha infatti ritenuto che in questa occasione il PNRR possa integrare il Programma nazionale di riforma previsto dai regolamenti del Semestre Europeo e dalla normativa nazionale;
    condiviso il piano di rilancio del Paese avanzato dal Governo, caratterizzato Pag. 11da uno shock positivo di investimenti pubblici e di incentivi agli investimenti privati, alla ricerca e sviluppo, alla digitalizzazione e all'innovazione;
    condivisa altresì l'esigenza manifestata dal Governo di procedere speditamente sul terreno delle riforme di contesto previste dal PNRR, che riguardano in particolare, tra l'altro, la giustizia;
    apprezzato che il DEF, a completamento della manovra di bilancio 2022-2024, indica quali collegati alla decisione di bilancio, il disegno di legge recante misure per l'efficienza della giustizia mediante il potenziamento dei sistemi del processo telematico civile, penale e minorile, il disegno di legge delega della riforma della giustizia tributaria e il disegno di legge in materia di titolo universitari abilitanti;
    richiamato, con riguardo alle priorità del settore della giustizia nell'ambito del Next Generation EU, il parere espresso dalla Commissione Giustizia sul Piano nazionale di ripresa e resilienza nella seduta dello scorso 23 marzo;
    ribadito che, al fine di un processo di ripresa del Paese, un sistema giudiziario efficiente, sia con riferimento alla durata del processo civile sia con riferimento alla ragionevole durata del processo penale, è fondamentale per un'economia che favorisca gli investimenti e l'imprenditoria,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

Pag. 12

III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)

(Relatrice: BERLINGHIERI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La III Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII n. 4 e Annesso);
   preso atto del fatto che la struttura del DEF 2021 presenta una significativa differenza rispetto a quello degli anni fino al 2019 poiché non reca il Programma nazionale di riforma (PNR), in quanto, in linea con la normativa comunitaria, il Governo procederà, successivamente, alla trasmissione del solo PNRR che sarà presentato alla Commissione europea nel termine previsto del 30 aprile prossimo;
   atteso che, oltre alle risorse del Next generation EU, il PNRR potrà contare su una disponibilità di fondi nazionali che lungo il periodo 2021-2026 porterà il perimetro complessivo del Piano a 222 miliardi, di cui circa 169 miliardi saranno aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente. A tali risorse si aggiungeranno circa 15 miliardi netti provenienti dalle altre componenti del NGEU, quale il REACT-EU;
   per quanto attiene allo scenario economico internazionale, il DEF evidenzia che le prospettive degli scambi internazionali sono state profondamente modificate dal diffondersi della pandemia all'inizio del 2020 e i relativi effetti sulle politiche dei diversi Paesi appaiono ancora incerti;
   secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, la flessione dell'economia globale sarebbe pari al 3,3 per cento nel 2020 dopo l'espansione del 2,8 per cento registrata nel 2019. La riduzione del commercio mondiale riflette, non solo la marcata ciclicità di tale variabile durante le fasi recessive del ciclo economico, ma Pag. 13anche la peculiarità della crisi innescata dal Covid-19, che ha determinato interruzioni nelle catene mondiali di produzione e un incremento dei costi del commercio a causa delle misure di contenimento dei contagi;
   evidenziato come il DEF prefiguri, pertanto, nel medio termine una moderazione della crescita globale che si attesterebbe al 3,3 per cento e prospetti una crescita più vivace nelle economie emergenti, che si espanderebbero del 6,7 per cento quest'anno e del 5 per cento nel 2022, rispetto a quelle avanzate, per le quali l'espansione sarebbe pari al 5,1 per cento nel 2021 e al 3,6 per cento nel 2022;
   in relazione al quadro previsionale interno, nello scenario programmatico già l'anno prossimo il PIL arriverebbe a sfiorare il livello del 2019. Infatti, dopo la caduta dell'8,9 per cento registrata nel 2020, il PIL recupererebbe del 4,5 per cento quest'anno e del 4,8 per cento nel 2022, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell'1,8 per cento nel 2024, evidenziando tassi di incremento mai sperimentati nell'ultimo decennio;
   rilevato che il DEF evidenzia l'alto livello raggiunto dal rapporto deficit/PIL, pari all'11,8 per cento, dovuto tuttavia principalmente a misure di natura temporanea, nonché alla caduta del PIL stesso, cui dovrebbe seguire un progressivo rientro nei prossimi anni, che già nel 2024 si avvicinerebbe alla soglia del 3 per cento, grazie ad una graduale discesa del deficit della PA;
   quanto al posizionamento commerciale del nostro Paese, il DEF rileva che l'avanzo commerciale è stato pari a 63,6 miliardi (in aumento rispetto ai 56 miliardi registrati nel 2019), rimanendo tra i più alti in Europa in rapporto al PIL, dopo Germania, Paesi Bassi e Irlanda. Tenendo conto della quota sulle esportazioni complessive, la riduzione delle vendite di beni all'estero in media d'anno ha riguardato tutti i principali partner commerciali tra cui gli Stati Uniti, la Francia e la Germania;
   rilevato che le prospettive per il 2021 appaiono più favorevoli soprattutto in relazione alla ripresa dell'attività economica e del commercio mondiale: l'andamento del commercio estero italiano è infatti rimasto favorevole in gennaio e in particolare verso i Paesi europei mentre le prime indicazioni del commercio extra-UE per febbraio prefigurano una riduzione delle esportazioni accompagnato da un rimbalzo delle importazioni;
   sottolineata l'esigenza di potenziare il complesso delle misure a sostegno dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese, così come espresso nel parere approvato da questa Commissione il 18 marzo 2021 sulla proposta di PNRR, assicurando finanziamenti strutturali adeguati e rafforzando gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese;
   preso atto positivamente dell'impegno, ribadito nel DEF, ad un progressivo adeguamento agli standard internazionali e alla normativa nazionale di riferimento delle risorse per l'Aiuto pubblico allo sviluppo, proseguendo un percorso di avvicinamento all'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile;
   richiamata l'esigenza di assicurare, con una prospettiva pluriennale, graduali incrementi degli stanziamenti assegnati alle amministrazioni dello Stato per interventi di cooperazione allo sviluppo, in linea con quanto previsto dall'articolo 30 della legge n. 125 del 2014, con particolare riferimento alle risorse assegnate al MAECI per attività di cooperazione allo sviluppo,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

Pag. 14

IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)

(Relatore: DE MENECH)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La IV Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4, e annesso) nelle sedute del 20 e 21 aprile 2021;
   rilevato che:
    il DEF 2021 è composto solamente dalle prime due sezioni, relative al Programma di stabilità e all'Analisi della finanza pubblica, mentre il Programma nazionale di riforme non è stato presentato dal Governo, essendo integrato nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da inviare alla Commissione europea entro il 30 aprile;
    il Documento sottolinea, in primo luogo, come a causa del perdurare della crisi pandemica che continua a condizionare pesantemente la vita economica e sociale del Paese e del mondo intero, il Governo ritiene necessario rafforzare la spinta ad uscire dalla crisi attraverso tutti gli strumenti a disposizione, sia in campo sanitario, sia in campo economico;
    particolare importanza riveste, in tale contesto, l'intenzione del Governo di continuare a varare misure di sostegno e ristoro ai settori più colpiti dalla crisi pandemica, insieme al rilancio degli investimenti e dello sviluppo da attuarsi prevalentemente con il Piano di ripresa e resilienza finanziato dal Next Generation EU e da ulteriori risorse nazionali;
    sul lato della spesa corrente della pubblica amministrazione il Documento in esame evidenzia l'aumento delle risorse destinate al personale, tra cui anche quello delle Forze armate e di sicurezza impegnate nell'ambito del contrasto all'emergenza Pag. 15Covid-19, l'incremento della spesa legata alla possibilità di fruire della corresponsione di un bonus per l'acquisto di servizi di assistenza dei figli da parte, tra gli altri, del personale del comparto sicurezza e difesa, nonché il rifinanziamento dei fondi per la funzionalità delle Forze armate e delle Forze di polizia impegnate nelle operazioni di contrasto all'emergenza epidemiologica;
    esaminato, altresì, l'annesso relativo alla relazione del Governo sullo scostamento dai livelli d'indebitamento previsti, ai sensi dell'articolo 81, secondo comma, della Costituzione,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

Pag. 16

VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)

(Relatore: MARATTIN)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La VI Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4 e Annesso);
   rammentato preliminarmente che l'andamento dell'economia italiana – così come di quella internazionale – continua ad essere fortemente condizionato dall'emergenza sanitaria connessa all'epidemia da COVID-19 e dalle conseguenti misure sanitarie e di chiusura di molteplici attività; tale situazione ha determinato nel corso del 2020 una sensibile diminuzione del PIL, che ha registrato una caduta pari all'8,9 per cento in termini reali e al 7,8 per cento in termini nominali, con una contrazione che si stima sia proseguita anche nel primo trimestre del 2021; il rapporto fra lo stock di debito pubblico e il prodotto interno lordo ha quindi subito, nell'anno 2020, un'impennata al 155,8 per cento, dal 134,6 per cento del 2019;
   rammentato altresì che gli interventi di politica economica nel 2020 hanno comportato complessivamente una spesa pari a 108 miliardi di euro (pari al 6,5 per cento del PIL); specifici interventi di sostegno all'economia hanno riguardato la moratoria su prestiti e mutui bancari in essere e le garanzie dello Stato sull'erogazione di nuovi prestiti, determinando una crescita del credito all'economia malgrado la crisi; in materia fiscale meritano di essere ricordate le sospensioni e le proroghe dei termini di adempimenti fiscali e contributivi (per circa 15,4 miliardi di euro) e la cancellazione del saldo IRAP 2019 e della prima rata di acconto 2020 (per complessivi 3,9 miliardi di euro);
   preso atto che, stante la perdurante emergenza sanitaria, il Documento afferma Pag. 17la necessità di rafforzare la spinta ad uscire dalla crisi attraverso tutti gli strumenti a disposizione, ivi compresi – in campo economico – i sostegni e ristori al rilancio degli investimenti e dello sviluppo con il Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), finanziato dal Next Generation EU (NGEU) e da ulteriori risorse nazionali; contestualmente per l'attuazione del Piano si evidenzia la necessità di talune semplificazioni normative e riforme, tra cui quella fiscale, e i relativi meccanismi della riscossione;
   evidenziato inoltre come, al fine di adottare provvedimenti d'urgenza che rechino nuove misure di sostegno e di rilancio dell'economia, è annessa al DEF una Relazione al Parlamento con la quale il Governo richiede di elevare di circa 40 miliardi di euro il limite di indebitamento netto e di saldo netto da finanziare per l'anno 2021 e di modificare il sentiero di rientro verso l'Obiettivo di Medio Termine (OMT) per i prossimi anni; si tratta in particolare – con riferimento ai profili fiscali e finanziari – di risorse destinate a sostenere i titolari di partite IVA e le imprese, anche mediante sgravi di imposta per i costi fissi, la proroga della garanzia dello Stato sui prestiti e la moratoria sui crediti alle piccole e medie imprese (PMI), il rinnovo dei rinvii e delle esenzioni di imposta, nonché l'innalzamento del limite alle relative compensazioni;
   valutato come tale politica di bilancio espansiva dovrebbe consentire di raggiungere il 3 per cento di deficit nel 2025 e un rapporto fra debito lordo della PA e PIL verso il livello pre-crisi (134,6 per cento) per la fine del decennio, anche grazie alla razionalizzazione della spesa corrente e alle risorse derivanti dal contrasto all'evasione fiscale, determinandosi in tal modo un tasso di crescita del PIL pari al 4,5 per cento nel 2021 e al 4,8 per cento nel 2022, che si stabilizzerebbe intorno al 2 per cento negli anni successivi;
   rilevata inoltre l'opportunità di adottare con determinazione una strategia che miri a superare l'attuale divario del cosiddetto gender pay gap – vale a dire la differenza di retribuzione tra uomini e donne a parità di ruolo – e ad attivare politiche rivolte all'occupazione femminile e all'incentivazione dell'imprenditoria femminile, anche attraverso un accesso privilegiato al credito, considerato che, come riportato nel Documento, le donne sono una delle categorie più colpite dagli effetti economici della pandemia;
   preso atto infine che il Governo dichiara quali collegati alla decisione di bilancio specifici provvedimenti, recanti la delega per la riforma fiscale, la delega per la riforma della giustizia tributaria, la delega per il riordino del settore dei giochi, la semplificazione e il riordino in materia di start-up e PMI innovative, nonché la revisione organica degli incentivi alle imprese;
   rammentato che la 6a Commissione Finanze e Tesoro del Senato delle Repubblica e la VI Commissione Finanze della Camera dei deputati hanno avviato l'11 gennaio scorso una indagine conoscitiva sulla Riforma dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario, nel corso della quale sono stati sinora auditi circa 60 soggetti, in rappresentanza delle istituzioni fiscali e finanziarie nazionali ed internazionali, delle imprese, dei lavoratori, delle associazioni di categoria coinvolte e di numerosi esperti della materia,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) il disegno di legge delega sulla riforma fiscale, annunciato dal Governo per la seconda metà dell'anno in corso, in uno spirito di piena collaborazione su un tema di così grande valenza politica, tenga adeguatamente conto delle risultanze dell'indagine conoscitiva in corso di svolgimento presso le Commissioni riunite Finanze di Senato e Camera; in particolare, Pag. 18la predetta riforma fiscale, nell'affrontare il complesso del prelievo, sia improntata alla semplificazione del sistema e alla riduzione complessiva della pressione fiscale;
   b) la predisposizione del disegno di legge delega sulla giustizia tributaria, per la quale il Governo ha recentemente insediato una Commissione interministeriale, tenga conto dei progetti di legge presentati in Parlamento sulla materia e preveda fin da subito il più ampio coinvolgimento delle Commissioni competenti, soprattutto con riguardo al tema della professionalizzazione dei giudici tributari;
   c) contestualmente all'avvio della riforma fiscale si intraprenda:
    1) un organico processo di riforma strutturale della riscossione, con particolare riferimento alla valutazione dei crediti fiscali inesigibili attualmente affidati all'agente della riscossione e a tutti gli interventi normativi e amministrativi che consentano una gestione moderna, efficiente ed efficace dell'attività, volta a favorire la compliance nel rapporto fisco/contribuente, la riduzione del tax gap, la lotta all'evasione, nonché la dilazione delle somme dovute, sospese e/o non riscosse a causa della pandemia;
    2) un organico processo di semplificazione fiscale e di riduzione degli oneri amministrativi a carico dei contribuenti che sfrutti i processi di innovazione e digitalizzazione prevedendo in particolare il rafforzamento dei servizi per i cittadini (sportello virtuale) attraverso l'implementazione di nuovi canali di comunicazione da parte dell'Agenzia delle entrate e il potenziamento dei servizi di assistenza volti a fornire risposte in tempo reale ai contribuenti su tematiche generali che sfruttino il servizio chat o i software di intelligenza artificiale per dare risposta ai quesiti più comuni;
   d) si metta in atto nel corso del 2021 una duplice azione volta a ristabilire e favorire condizioni di stabilità finanziaria delle imprese, messe duramente alla prova dalla pesante fase recessiva innescata dalla pandemia. Tale azione dovrebbe nel breve periodo essere rivolta alla proroga della moratoria sui prestiti bancari e delle garanzie pubbliche alla concessione di credito messe in campo nel 2020 e ad un phasing out graduale che non ne comprometta la reale efficacia; dall'altra parte, dovrebbero essere messe in atto subito misure volte a ristabilire l'equilibrio finanziario nel medio periodo, tra cui:
    1) il rafforzamento dell'Aiuto alla crescita economica (ACE), anche attraverso un aumento del tasso di rendimento nozionale soprattutto per le piccole e medie imprese e la trasformazione delle eventuali eccedenze in crediti di imposta da utilizzare in compensazione di tutti i tributi;
    2) il rafforzamento degli incentivi – monetari e non – per la quotazione sui mercati azionari a partire dall'estensione del credito d'imposta per i costi riguardanti l'offerta pubblica IPO a tutte le società che optano per la quotazione in borsa e alle piattaforme di equity crowdfunding;
    3) il potenziamento delle operazioni di capitalizzazione delle imprese, ampliandone la platea anche tramite investimenti nel capitale di fondi di private equity, banche, offerta pubblica iniziale (IPO) e quotazione sul mercato azionario dedicato alle PMI, nell'ottica di garantire sostenibilità e ottimizzazione della struttura finanziaria delle imprese nella fase di ripresa post-pandemica;
    4) la proroga dell'entrata in vigore (e/o la modifica sostanziale) del Codice della crisi d'impresa;
    5) la razionalizzazione e il rafforzamento del complesso di incentivi al venture capital, alla capitalizzazione delle piccole e medie imprese e alle start-up;
    6) il rafforzamento dei Piani individuali di risparmio (PIR) – sia nella versione «ordinaria» che in quella «alternativa» Pag. 19– tramite il graduale incremento delle soglie previste nonché attraverso l'estensione agli investimenti dei fondi pensione e delle casse di previdenza;
    7) il rafforzamento e lo sviluppo dei mercati di capitale alternativi al canale bancario come fonte di finanziamento per le imprese e il potenziamento del settore Fintech a servizio dell'economia reale;
    8) il rafforzamento della possibilità di riconoscere fino al 30 giugno 2021 la garanzia della SACE in favore di banche, istituzioni finanziarie e altri soggetti che sottoscrivono in Italia prestiti obbligazionari o altri titoli di debito emessi dalle imprese, rimuovendo i vincoli normativi e amministrativi introdotti nella prima fase di applicazione della misura e che ne stanno determinando in ultima analisi la relativa inefficacia;
    9) l'adeguamento dei termini per la realizzazione degli interventi del Patrimonio Rilancio alle nuove scadenze definite dalla Commissione europea nella cornice del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato;
    10) la promozione di politiche a livello comunitario volte a rafforzare la struttura patrimoniale delle imprese non finanziarie e a consolidare i debiti del settore privato determinati dalla pandemia, anche con riferimento alle filiere che caratterizzano il tessuto produttivo italiano.

Pag. 20

VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)

(Relatrice: DI GIORGI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La VII Commissione,
   esaminati, per le parti di propria competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4) e l'annessa Relazione al Parlamento ai sensi dell'articolo 6, comma 4, della legge 24 dicembre 2012, n. 243;
   richiamati i pareri espressi dalla Commissione alla Commissione Bilancio il 29 settembre 2020, sullo schema di relazione sulle priorità per l'utilizzo delle risorse europee del Recovery Fund, e il 23 marzo 2021 sulla proposta di Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Doc. XXVII, n. 18);
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente osservazione:
   è indispensabile, per lo sviluppo economico e sociale del Paese, che gli incrementi di risorse finanziarie disposti nel corso dell'emergenza pandemica a favore dei settori della cultura, dello spettacolo, dell'istruzione, dell'università, della ricerca scientifica, dell'editoria e dello sport siano resi permanenti e strutturali, con l'obiettivo di tendere progressivamente verso l'allineamento della spesa statale in questi settori alla spesa media dei Paesi europei.

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VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)

(Relatrice: VALBUSA)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La VIII Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4 e Annesso);
   premesso che:
    il DEF 2021 si concentra sugli scenari macroeconomici e di finanza pubblica per il 2021-2023 e non è accompagnato dal Programma Nazionale di Riforma (PNR), che, nella forma del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), sarà oggetto di trasmissione successiva e presentato alla Commissione europea nel contesto del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza;
    non sono stati trasmessi i prescritti documenti allegati, di diretto interesse per la VIII Commissione Ambiente, quali la «relazione sullo stato di attuazione degli impegni per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra» (c.d. allegato Kyoto), di cui all'articolo 10, comma 9, della legge n. 196 del 2009; il rapporto sugli indicatori di benessere equo e sostenibile, previsto dall'articolo 10, comma 10-bis, della medesima legge, e l'allegato «Strategie per una nuova politica della mobilità in Italia» (c.d. allegato infrastrutture), predisposto ai sensi dell'articolo 10, comma 8, della legge n. 196/2009;
   rilevata la centralità del tema – ribadito già in premessa del Documento – di conseguire una crescita non meramente quantitativa, ma rispettosa dell'ambiente e compatibile con i target di riduzione dell'inquinamento fissati dal Green Deal europeo, data anche la pressante esigenza di contrastare i cambiamenti climatici;
   preso atto favorevolmente che la strategia di uscita dalla crisi e di ritorno allo sviluppo delineata dal Documento si baserà su un forte impulso agli investimenti pubblici e privati «senza precedenti nella storia recente», per il quale sarà necessario semplificare la normativa sulle opere pubbliche;
   preso atto dei contenuti dell'Annesso,
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PARERE FAVOREVOLE

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IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)

(Relatrice: BRUNO BOSSIO)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La IX Commissione,
   esaminati, per i profili di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4) e Annesso;
   rilevato che il documento non è corredato dalla relazione sullo stato di avanzamento degli interventi infrastrutturali, prevista dall'articolo 201, comma 6, del codice dei contratti pubblici e dall'articolo 10, comma 8, della legge di contabilità e finanza pubblica (cd. Allegato infrastrutture);
   preso atto dei chiarimenti del Governo in base ai quali il previsto Allegato infrastrutture potrà essere presentato al Parlamento una volta approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che verrà inviato alla Commissione europea entro il 30 aprile 2021,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente condizione:
   la relazione sullo stato di avanzamento degli interventi infrastrutturali, prevista dall'articolo 201, comma 6, del codice dei contratti pubblici (cd. Allegato infrastrutture), sia tempestivamente trasmessa alle Camere in modo da consentirne l'esame da parte delle competenti Commissioni parlamentari.

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X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attività produttive, commercio e turismo)

(Relatore: BINELLI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La X Commissione,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4 e Annesso);
   preso atto, in generale, che il Documento di economia e finanza evidenzia come l'economia globale continui ad essere fortemente condizionata dall'epidemia causata dal COVID-19, a causa della recrudescenza dei contagi a partire dai mesi autunnali del 2020 e che l'attività economica globale, dopo un recupero superiore alle attese nei mesi estivi, ha fortemente rallentato nel IV trimestre risentendo della nuova ondata pandemica;
   preso altresì atto, in particolare, che il Documento di economia e finanza, richiamando le stime ufficiali dell'ISTAT, evidenzia come il PIL abbia registrato nel 2020 una caduta pari all'8,9 per cento in termini reali che rappresenta una contrazione dell'attività economica senza precedenti in tempi di pace;
   considerato che il settore maggiormente colpito dalla crisi è quello dei servizi che patisce una riduzione del valore aggiunto molto ampia (-8,1 per cento) e che, a differenza dall'industria, a fine 2020 molti raggruppamenti del terziario hanno continuato ad arretrare, attestandosi profondamente al di sotto rispetto dei livelli pre-crisi facendo registrare arretramenti sostenuti che vanno dal -16,0 per cento di settori quali il commercio, il trasporto e l'immagazzinaggio e i servizi di alloggio e ristorazione al -14,6 per cento delle attività artistiche, di intrattenimento e divertimento;
   evidenziato che il quadro macroeconomico programmatico per gli anni 2021 e Pag. 24successivi, presentato nel Documento di economia e finanza, tiene conto delle misure che saranno presentate a fine aprile con il prossimo Decreto cosiddetto sostegni, a seguito del nuovo scostamento da 40 miliardi, e della versione finale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prevede un ammontare complessivo di 237 miliardi, comprensivo degli ulteriori canali nazionali di finanziamento di circa 30,5 miliardi;
   considerato che in vista della probabile sospensione del Patto di Stabilità e Crescita anche nel 2022, il Documento di economia e finanza prefigura una modifica al sentiero di rientro dell'indebitamento netto della PA, ritenendo il Governo opportuno posporre il traguardo del 3,0 per cento di deficit al 2025 (rispetto al 2023 previsto dalla NADEF 2020), per sostenere un notevole sforzo di investimento e rigenerazione del Paese;
   ricordato che il Documento di economia e finanza riporta altresì l'entità della manovra di bilancio per il 2021, che ha determinato complessivamente un indebitamento netto di circa altri 24,5 miliardi nel 2021 e di 11,8 miliardi nel 2022, un miglioramento di 3,6 miliardi nel 2023 e un ulteriore peggioramento di 12,2 miliardi nel 2024;
   evidenziato che, secondo il Documento in esame, nello scenario programmatico, la crescita del PIL reale è prevista pari al 4,5 per cento nel 2021, 4,8 per cento nel 2022, 2,6 per cento nel 2023 e 1,8 per cento nel 2024;
   evidenziato altresì che, secondo il Documento in esame (che tuttavia non tiene conto degli effetti sulla crescita delle riforme previste dal PNRR), il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, nella sua versione definitiva, avrebbe un impatto espansivo in confronto allo scenario tendenziale soprattutto nei primi due anni dell'orizzonte di previsione tale che il PIL nello scenario programmatico recupererebbe i livelli pre-crisi nel terzo trimestre del prossimo anno, per poi mantenersi su livelli superiori per tutto l'orizzonte di previsione;
   preso atto che nel corso dei primi mesi del 2021 sono stati prorogati alcuni interventi già precedentemente disposti e sono state adottate ulteriori misure per attutire le ricadute socio economiche sui settori produttivi e sui lavoratori e fronteggiare l'emergenza sanitaria e che i provvedimenti con carattere di urgenza complessivamente comportano un nuovo indebitamento netto di circa 32 miliardi nel 2021;
   sottolineato che il documento preannuncia, per quanto di specifico interesse della X Commissione, che oltre metà delle risorse stanziate nel 2021 saranno destinate a sostenere i titolari di partite IVA e le imprese impattate dalla crisi e che saranno inoltre adottate misure per aiutare le imprese a coprire parte dei costi fissi, con sgravi e crediti di imposta, che verrà sostenuta l'erogazione del credito alle piccole e medie imprese (PMI), che la scadenza del regime di garanzia dello Stato sui prestiti sarà prorogata dal 30 giugno a fine anno, che anche la moratoria sui crediti alle PMI sarà estesa nel tempo, che saranno reintrodotti rinvii ed esenzioni di imposta già attuati con precedenti provvedimenti nel corso del 2020 e che sarà altresì innalzato il limite alle compensazioni di imposta;
   preso atto che il documento preannuncia altresì l'intezione del Governo di presentare alcuni disegni di legge collegati alla decisione di bilancio concernenti, tra le altre materie, semplificazione e riordino in materia di start-up e PMI innovative, revisione organica degli incentivi alle imprese, disposizioni per lo sviluppo delle filiere e per favorire l'aggregazione tra imprese nonché un DDL di revisione del decreto legislativo 10 febbraio 2010, n. 33 (codice della proprietà industriale),
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PARERE FAVOREVOLE

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XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)

(Relatore: CAPARVI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La XI Commissione,
   esaminato, per quanto di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (DOC. LVII, n. 4) e il relativo Annesso;
   preso atto che il Documento di economia e finanza (DEF) non contiene, secondo quanto previsto in via generale dalla normativa nazionale, lo schema del Programma nazionale di riforma (PNR), in quanto, ai sensi dell'articolo 18, comma 3, del Regolamento (UE) 2021/241, sarà presentato alle Istituzioni europee un unico documento integrato che comprenderà il Piano per la ripresa e la resilienza (PNRR), che sarà definito nei prossimi giorni, e il PNR;
   considerato che il DEF reca un aggiornamento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, che prospetta uno scostamento rispetto ai precedenti obiettivi, nei termini riportati nella relazione presentata ai sensi dell'articolo 6 della legge 24 dicembre 2012, n. 243, annessa al Documento;
   tenuto conto dei dati economici relativi al 2020, che certificano le conseguenze drammatiche della pandemia da COVID-19, che, specialmente per quanto riguarda il mercato del lavoro, sono state in parte attutite dai provvedimenti assunti dal Governo;
   ricordato che le misure messe in campo per contrastare gli effetti dell'epidemia nel settore del lavoro ammontano complessivamente a 29,8 miliardi di euro nel 2020, a 2,5 miliardi di euro nel 2021, e a 0,3 miliardi di euro nel 2023, dei quali circa 18,5 miliardi di euro nel 2020 e 1,3 miliardi di euro nel 2021 sono stati destinati Pag. 26agli ammortizzatori sociali, mentre 9,2 miliardi di euro nel 2020 sono stati destinati all'attribuzione di indennità una tantum in favore dei lavoratori autonomi, dei lavoratori dipendenti del settore del turismo, degli operai agricoli che presentano particolari requisiti, dei professionisti titolari di partita IVA, dei lavoratori iscritti al fondo pensioni dello spettacolo e di quelli domestici;
   considerato che nell'anno 2020 il tasso di occupazione si è collocato al 57,5 per cento, tornando sui livelli del 2017, con una contrazione dell'occupazione più diffusa tra le donne, per le quali la riduzione del tasso di occupazione è stata del 3,4 per cento, per un totale di 338 mila occupate, mentre per gli uomini la diminuzione è stata del 2,3 per cento, per complessivi 309 mila occupati;
   osservato altresì che la riduzione dell'occupazione ha riguardato maggiormente i lavoratori non dipendenti, per i quali la contrazione è stata del 4,1 per cento, rispetto ai lavoratori dipendenti, per i quali il calo è stato del 2,4 per cento, e che, nell'ambito dei lavoratori dipendenti, i più colpiti sono stati i lavoratori con contratti a tempo determinato, per i quali la riduzione del tasso di occupazione è stata pari al 12,1 per cento, mentre per gli addetti a tempo indeterminato il calo è stato pari allo 0,42 per cento;
   rilevato che il tasso di disoccupazione è, invece, diminuito nel 2020 di 0,7 punti percentuali, collocandosi al 9,3 per cento per effetto del minor tasso di partecipazione al mercato del lavoro indotto dalla pandemia, che ha fatto registrare una riduzione del 10 per cento del numero dei soggetti in cerca di occupazione e dell'incremento del 5,6 per cento del numero di inattivi;
   osservato che, anche per l'anno in corso, le previsioni tendenziali, che tengono conto anche degli effetti del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, attualmente all'esame del Senato della Repubblica, risentono del perdurare dell'emergenza sanitaria, anche se le prospettive sono sensibilmente migliorate, anche per effetto del progresso della campagna di vaccinazione e dei possibili sviluppi sul piano delle terapie;
   rilevato che il DEF prevede una crescita tendenziale dell'occupazione in termini di unità di lavoro armonizzate del 3,5 per cento nel 2021, del 3,9 per cento nel 2022, del 2,2 per cento nel 2023 e dell'1,7 per cento nel 2024, mentre, in termini di forza lavoro, nel 2021 prospetta un calo dell'1,2 per cento, al quale farebbe seguito un aumento del 2,9 per cento nel 2022, del 2,1 nel 2023 e dell'1,6 per cento nel 2024;
   preso atto che il tasso di disoccupazione tendenziale salirebbe nel 2021 al 9,9 per cento per poi diminuire progressivamente al 9,5 per cento nel 2022, all'8,8 per cento nel 2023 e all'8,2 per cento nel 2024;
   preso atto che la previsione tendenziale dell'andamento dei redditi da lavoro pubblico incorpora gli effetti dei rinnovi contrattuali del triennio 2019-2021, in relazione ai quali si assume un'attività contrattuale limitata nell'anno in corso, la sottoscrizione di una quota rilevante di contratti nel 2022 e il completamento della tornata contrattuale nel 2023;
   tenuto conto che, pertanto, per la spesa per redditi da lavoro dipendente si stima in via tendenziale una crescita dell'1,8 per cento nel 2021, del 5,4 per cento nel 2022 e un calo dello 0,9 per cento nel 2023 e dell'1,3 per cento del 2024;
   considerato che, sul piano programmatico, le previsioni scontano anche gli effetti di ulteriori interventi che il Governo metterà in campo nei prossimi giorni, tra i quali un nuovo pacchetto di misure di sostegno e rilancio, da adottare successivamente all'autorizzazione da parte delle Camere dello scostamento dagli obiettivi di bilancio, e l'adozione della versione finale del PNRR, che amplia le risorse complessive previste;
   preso atto che, per effetto dello scostamento proposto, l'indebitamento nel 2021 si incrementerebbe di 40 miliardi di Pag. 27euro, che aumenterebbero a 43 miliardi di euro in termini di fabbisogno e a 50 miliardi di euro in termini di saldo netto da finanziare, mentre un ulteriore incremento dell'indebitamento si registrerebbe negli anni successivi, con valori che vanno dai 6 miliardi di euro del 2022 ai 2,42 miliardi di euro del 2034;
   osservato che la versione definitiva del PNRR si baserà su un ammontare di risorse pari a 191,5 miliardi di euro, dei quali 68,9 miliardi corrispondono a sovvenzioni e 122,5 miliardi a prestiti e che, grazie alle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione e del fondo di investimenti complementare, di prossima istituzione, le risorse destinate al PNRR aumentano a 222 miliardi di euro, che – unitamente agli altri strumenti previsti dal pacchetto Next Generation EU – raggiungono un totale di circa 237 miliardi di euro;
   rilevato che le risorse rivenienti dallo scostamento saranno destinate, oltre che alle spese per gli interessi derivanti dal maggiore disavanzo, a un nuovo decreto-legge in materia di sostegno e di rilancio dell'economia di prossima adozione, con il finanziamento, in particolare, di misure a favore dei titolari di partite IVA e delle imprese impattate dalla crisi da COVID-19, della proroga delle indennità a favore dei lavoratori stagionali e di nuove misure a favore dei giovani;
   preso atto che, secondo il quadro previsionale programmatico, il PIL reale crescerebbe del 4,5 per cento nel 2021, del 4,8 nel 2022, del 2,6 per cento nel 2023 e dell'1,8 per cento nel 2024, raggiungendo solo nel terzo trimestre del 2022 i valori registrati nel 2019;
   osservato che la previsione di miglioramento delle grandezze relative al mercato del lavoro sarebbe superiore rispetto allo scenario tendenziale, in quanto, in termini di unità di lavoro, la crescita dell'occupazione sarebbe pari al 4,9 per cento nel 2021, al 4,7 per cento nel 2022, al 2,3 nel 2023 e all'1,6 nel 2024, mentre, in termini di forza lavoro, nel 2021 si registrerebbe un calo dell'1 per cento e una crescita del 3,2 per cento nel 2022, del 2,1 per cento nel 2023 e dell'1,6 per cento nel 2024;
   considerato che, sul piano programmatico, il tasso di disoccupazione sarebbe pari al 9,6 per cento per l'anno in corso, al 9,2 per cento per il 2022, all'8,5 per cento per il 2023 e all'8 per cento per il 2024;
   apprezzata l'intenzione del Governo di adottare, attraverso disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica, provvedimenti in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, in materia di aggiornamento e riordino della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di salario minimo e rappresentanza delle parti sociali nella contrattazione collettiva;
   richiamate le osservazioni contenute nel parere sulla proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), espresso dalla Commissione nella seduta dello scorso 16 marzo;
   rilevato che, al fine di sostenere la ripresa occupazionale nella fase di superamento dell'emergenza sanitaria da COVID-19, appare necessario che le amministrazioni pubbliche assicurino un ulteriore miglioramento dei tempi di pagamento dei debiti commerciali e garantiscano il pagamento dello stock di debito residuo;
   considerato che, anche in relazione ai riflessi dei processi di transizione digitale sull'occupazione, appare necessario dare seguito agli impegni contenuti nelle mozioni Invidia 1-00377, Lollobrigida 1-00384, Capitanio 1-00385 e Mandelli 1-00388, approvate dall'Assemblea della Camera dei deputati nella seduta del 27 ottobre 2020, con le quali si è chiesto di integrare il Documento di economia e finanza pubblica con indicazioni relative all'indice di digitalizzazione e innovazione Desi,
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PARERE FAVOREVOLE

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XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)

(Relatore: STUMPO)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La XII Commissione,
   esaminato, per quanto di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (DOC. LVII, n. 4) e il relativo Annesso;
   premesso che:
    il documento in oggetto non contiene lo schema del Piano nazionale di riforma (PNR), che sarà presentato nei prossimi giorni, unitamente al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR);
    il documento richiama i numerosi interventi effettuati nel settore della salute, legati all'attuale emergenza da Covid-19, a partire da quelli adottati nel 2020, per i quali sono stati complessivamente stanziati 8,2 miliardi per tale anno e 4,6 miliardi per le annualità successive, seguiti da interventi introdotti con la manovra di finanza pubblica per il triennio 2021-2023, che ha incrementato nel 2021 il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale di 1 miliardo e ha finanziato l'adozione di un piano strategico nazionale per la somministrazione dei vaccini e per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2 nonché l'acquisto di vaccini anti SARS-CoV-2 e di farmaci per la cura dei pazienti affetti da COVID-19;
    tra i disegni di legge collegati alla manovra di bilancio 2022-2024 è ricompreso anche quello relativo alle misure di attuazione del Patto per la salute e per il potenziamento dell'assistenza territoriale;
    per quanto concerne le politiche sociali, si richiamano nel documento gli interventi adottati nel 2020 per sostenere le famiglie durante l'emergenza sanitaria, pari complessivamente a 7,2 miliardi per il Pag. 29periodo 2020-2024, quelli diretti a consentire l'assistenza dei figli in conseguenza dei provvedimenti di chiusura dei servizi dell'infanzia e delle scuole, per tutelare i lavoratori durante i periodi trascorsi in quarantena e garantire l'assistenza ai familiari di lavoratori con disabilità (3 miliardi nel 2020) nonché l'istituzione del Reddito di emergenza e, per quanto riguarda i provvedimenti adottati nel corso del 2021, il rifinanziamento dei fondi per il reddito di cittadinanza (1 miliardo) e per il reddito di emergenza con ampliamento della platea dei beneficiari (circa 1,5 miliardi);
    la legge di bilancio 2021 ha previsto risorse per complessivi 8 miliardi nel 2022 e 7 miliardi dal 2023, destinate al finanziamento della delega per la riforma fiscale e l'introduzione dell'assegno unico universale e, contestualmente, il fondo per l'assegno universale e i servizi alla famiglia è stato incrementato per circa 2,6 miliardi nel 2021;
    tra i disegni di legge collegati alla manovra di bilancio 2022-2024 è ricompreso anche quello recante la legge quadro per le disabilità;
    occorre assicurare continuità, anche dopo il superamento dell'emergenza pandemica, all'incremento delle risorse destinate al sistema sanitario, al fine di superare definitivamente la stagione dei tagli che ne hanno compromesso la capacità di risposta;
    le politiche per contenere le gravose conseguenze sociali della diffusione del Covid-19 devono garantire la piena tutela delle persone particolarmente penalizzate soprattutto attraverso lo stanziamento di risorse adeguate,
    è necessario tenere conto del contesto in cui s'inserisce il nuovo quadro programmatico delineato dal DEF, determinato anche in relazione a due interventi imminenti: un complesso di ulteriori misure di sostegno e rilancio, da emanare successivamente all'autorizzazione ad un nuovo scostamento di bilancio da parte delle Camere, e l'adozione della versione finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che costituisce il presupposto per l'attivazione delle risorse europee;
    la Commissione Affari sociali ha indicato le priorità da perseguire mediante l'utilizzo delle risorse derivanti dall'attuazione del PNRR, nei settori della tutela della salute e delle politiche sociali, nel parere espresso alla Commissione Bilancio il 23 marzo 2021, cui ha fatto seguito l'approvazione, da parte dell'Assemblea, delle risoluzioni al riguardo nella seduta del successivo 31 marzo;
    è evidente che occorre assicurare altre risorse, diverse da quelle derivanti dal PNRR – che peraltro si concentrano principalmente sugli investimenti in conto capitale e meno sulla parte corrente – per la realizzazione di una serie di ulteriori interventi, indicati di seguito come osservazioni,
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PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   si valuti l'opportunità di:
    incrementare le risorse destinate al piano per il recupero delle liste di attesa già finanziato con il decreto-legge n. 104 del 2020, con riferimento agli screening e alle prestazioni sanitarie non erogate durante la pandemia, al fine di assicurare i livelli essenziali di assistenza a coloro che a causa della pandemia non hanno potuto ricevere le prestazioni necessarie;
    potenziare la ricerca sanitaria, promuovendo lo sviluppo e il finanziamento di progetti negli ambiti delle malattie rare e dei tumori rari, dei farmaci oncologici innovativi e delle altre terapie innovative e sostenendo la realizzazione di infrastrutture dedicate alla ricerca pubblica-privata, all'attrazione degli investimenti, all'ammodernamento degli impianti produttivi esistenti Pag. 30e al trasferimento tecnologico necessario ai fini della produzione di farmaci, vaccini e terapie innovative nel territorio nazionale;
    aggiornare il Piano oncologico nazionale, fermo oramai da diversi anni, anche alla luce delle disponibilità economiche assicurate dal Piano europeo di lotta contro il cancro;
    rafforzare i sistemi di prevenzione, garantendo l'ammodernamento tecnologico e l'implementazione degli screening diagnostici innovativi, anche in ambito oncologico, al fine di assicurare una diagnosi tempestiva, migliorando le prospettive di cura, la qualità di vita dei pazienti e riducendo i costi sanitari e sociali associati alle patologie;
    incrementare le risorse destinate allo screening neonatale esteso (SNE) per garantire la possibilità di ampliamento, su tutto il territorio nazionale, del panel ad ulteriori patologie e delle risorse necessarie per assicurare equo accesso alle nuove terapie avanzate a tutti i pazienti che risultino eleggibili;
    porre in atto le misure per migliorare i tempi attualmente impiegati per l'autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), attraverso la dotazione congrua di personale o l'attivazione di una partnership virtuosa tra l'AIFA e le università, operare una semplificazione delle strutture e delle procedure inerenti alle attività dei Comitati etici nonché delle procedure e della modulistica per la ricerca clinica;
    dare completa attuazione al decreto di aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA), risalente al 2017, attraverso l'adozione del cosiddetto decreto tariffe e del nomenclatore tariffario;
    sostenere il disagio neuropsicologico determinato dalla pandemia, anche attraverso l'offerta di consulenza psicologica da effettuare su richiesta dei medici di medicina generale o dei pediatri di libera scelta;
    incrementare le risorse destinate alle politiche di sostegno alle famiglie e alla natalità, stanziando i fondi necessari ai fini dell'adozione e implementazione del Family Act;
    definire i livelli essenziali di assistenza (LEP) come presupposto volto a garantire l'erogazione di prestazioni omogenee su tutto il territorio nazionale.

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XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)

(Relatore: VIVIANI)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La XIII Commissione,
   esaminato, per i profili di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4, e Annesso);
   premesso che:
    l'andamento dell'economia italiana e internazionale, fortemente condizionata dall'epidemia da COVID-19 e dalle conseguenti misure restrittive adottate, ha fatto registrare, secondo le stime ufficiali dell'Istat, una caduta del PIL, per l'anno 2020, pari all'8,9 per cento in termini reali, in linea con quanto previsto a settembre 2020 nella Nota di Aggiornamento del DEF, che aveva rivisto al ribasso le stime alla luce del peggioramento del contesto economico internazionale;
    l'andamento del PIL risulta determinato principalmente dal crollo della domanda interna e, in particolare, dalla contrazione dei consumi delle famiglie (- 7,8 per cento), che hanno subìto una flessione particolarmente marcata soprattutto nella prima parte dell'anno;
    gli investimenti, nel 2020, hanno subìto un calo significativo (-9,1 per cento), con specifico riferimento a quelli i relativi a mezzi di trasporto, macchinari e attrezzature;
    molti raggruppamenti del terziario, tra i quali segnatamente la ristorazione (- 16 per cento), hanno fatto rilevare una riduzione del valore aggiunto molto ampia, attestandosi profondamente al di sotto dei livelli antecedenti alla crisi;
    anche il mercato del lavoro, nel corso del 2020, ha risentito delle conseguenze dell'emergenza sanitaria e delle misure di contrasto adottate, facendo registrare Pag. 32il numero degli occupati una riduzione del 2 per cento, con una più marcata diminuzione degli indipendenti;
   rilevato che:
    il quadro macroeconomico programmatico per gli anni 2021 e successivi, presentato dal documento in esame, tiene conto delle misure che saranno presentate a fine aprile con il prossimo decreto c.d «Sostegni», a seguito del nuovo scostamento da 40 miliardi, e della versione finale del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che prevede un ammontare complessivo di 237 miliardi, comprensivo degli ulteriori canali nazionali di finanziamento di circa 30,5 miliardi;
    in considerazione della probabile sospensione del Patto di Stabilità e Crescita anche nel 2022, il documento prefigura anche una modifica al sentiero di rientro dell'indebitamento netto della PA, ritenendo opportuno il nuovo Governo posporre il traguardo del 3,0 per cento di deficit al 2025, rispetto al 2023 previsto dalla NADEF 2020, per sostenere un notevole sforzo di investimento e rigenerazione del Paese;
    la manovra delineata nel nuovo «Decreto Sostegni», grazie all’ ulteriore scostamento, è volta principalmente a finanziare investimenti pubblici con risorse aggiuntive rispetto a quelle previste con il PNRR;
    in particolare, oltre metà delle risorse stanziate nel 2021 saranno destinate a sostenere i titolari di partite IVA e le imprese che più hanno subìto gli effetti della crisi;
    il decreto, inoltre, prorogherà le indennità a favore dei lavoratori stagionali, introdurrà nuove misure a favore dei giovani e incrementerà le risorse per il PNRR non coperte da prestiti e sussidi del RRF, attraverso la creazione di un Fondo di investimento complementare di durata decennale;
    saranno, infine, coperte le somme del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) trasferite ai programmi del PNRR;
    il potenziamento del PNRR, nello scenario programmatico, avrebbe un impatto notevolmente espansivo in confronto allo scenario tendenziale soprattutto nei primi due anni dell'orizzonte di previsione, laddove la crescita del PIL reale dovrebbe risultare pari al 4,5 per cento nel 2021, 4,8 per cento nel 2022, 2,6 per cento nel 2023 e 1,8 per cento nel 2024;
    l'obiettivo perseguito dall'Esecutivo è quello di promuovere una forte spinta alla crescita economica e sociale del Paese, una crescita non meramente quantitativa, ma rispettosa dell'ambiente, compatibile con i target di riduzione dell'inquinamento fissati dal Green Deal europeo, in grado di offrire maggiori opportunità di lavoro e sviluppo ai giovani e di ridurre i gap territoriali e di genere;
    si tratta, in tutta evidenza, di un piano di rilancio, di uno shock positivo di investimenti pubblici e incentivi agli investimenti privati, alla ricerca e sviluppo, alla digitalizzazione e all'innovazione, senza precedenti nella storia recente;
   considerato che:
    la manovra prefigurata nel nuovo Decreto Sostegni, che prevede, tra le altre misure, interventi su costi fissi, accesso alla liquidità e sostegno alla ricapitalizzazione delle imprese, dovrà garantire auspicabilmente la tenuta economica anche delle imprese agricole, cui dovranno essere destinate, in un'ottica di lungo periodo, risorse adeguate per promuoverne il processo di innovazione e transizione ecologica, in linea con gli obiettivi del PNRR;
    nello specifico, in favore delle imprese del settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, dovrebbero essere introdotte specifiche misure dirette a favorire la digitalizzazione, l'applicazione di tecnologie innovative nei processi di produzione, anche attraverso il trasferimento di know how dai centri di ricerca alle aziende, e l'ammodernamento di macchinari, impianti e stoccaggi;Pag. 33
    analogamente, nell'ottica di promuovere la transizione ecologica e la sostenibilità ambientale delle produzioni agroalimentari, dovrebbero essere attuati interventi volti a promuovere il rinnovo del parco mezzi circolanti, delle imbarcazioni adibite alla pesca nonché dei macchinari agroforestali;
    andrebbero altresì introdotte linee di intervento dirette a favorire l'efficientamento energetico delle imprese del settore agricolo e della pesca, in modo da migliorarne le performance climatiche e ambientali, nonché misure volte a razionalizzare e ottimizzare il sistema delle filiere agroalimentari attraverso un approccio coerente con gli obiettivi dell'economia circolare e della bioeconomia;
   ritenuto che:
    nel quadro degli interventi delineati dal DEF dovrebbero essere previste specifiche misure, attualmente finanziate solo attraverso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), per il rimboschimento e la tutela del patrimonio boschivo del nostro Paese; ciò al fine di prevenire gli incendi, di promuovere lo stoccaggio della CO2 nonché lo sviluppo dell'economia circolare;
    correlativamente, dovrebbero, inoltre essere messi in atto interventi diretti a garantire la salubrità dell'ambiente forestale e incrementare l'efficientamento delle infrastrutture idriche primarie dell'intero territorio nazionale;
   osservato che:
    al fine di incrementare l'efficienza e la competitività delle imprese del comparto agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, andrebbero incluse nel DEF specifiche linee di azione volte a rafforzare il sistema logistico e le infrastrutture, in modo da migliorare l'approvvigionamento delle materie prime, il trasporto e la movimentazione dei prodotti agroalimentari e potenziare, conseguentemente, le opportunità di export per le piccole e medie imprese;
    coerentemente agli obiettivi di inclusione e coesione declinati nel PNRR, dovrebbero trovare spazio adeguato, nella complessiva strategia prefigurata dal DEF, anche interventi diretti a rafforzare la resilienza e la vitalità delle aree interne e rurali, attraverso la creazione di nuove opportunità imprenditoriali, in modo da incrementarne l'attrattività e contrastarne lo spopolamento, così come specifiche misure dirette a promuovere e sostenere l'imprenditoria femminile e giovanile nel settore agricolo;
   ritenuto, infine, che:
    dovrebbero essere messi in atto interventi diretti a promuovere il consumo di prodotti agroalimentari tipici della dieta mediterranea, anche al fine di contrastare l'introduzione di sistemi di etichettatura fuorvianti per i consumatori, come il Nutri-score;
    andrebbe adeguatamente rafforzato il sistema previdenziale dei lavoratori del comparto della pesca, sensibilmente colpito dalle ricadute negative dell'emergenza pandemica, a causa della crisi del canale Horeca;
    occorrerebbe prevedere incisive misure di sostegno in favore delle imprese che operano negli ambiti della multifunzionalità agricola, quali l'agriturismo, l'ittiturismo, l'ippoturismo, l'enoturismo, delle quali è necessario promuovere il rilancio, anche alla luce della loro rilevanza strategica a fini occupazionali, sociali e ricreativi,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   si valuti l'opportunità di prevedere, nel documento in esame, specifiche linee di intervento dirette a:
    1) relativamente alle imprese del settore agricolo, della pesca e dell'acquacoltura, incentivare e facilitare l'utilizzo Pag. 34degli strumenti offerti da ISMEA per sostenere l'accesso al credito;
    2) favorire, con riferimento alle medesime imprese, la digitalizzazione, l'applicazione di tecnologie innovative nei processi di produzione, anche attraverso il trasferimento di know how dai centri di ricerca alle aziende, e l'ammodernamento di macchinari, impianti e stoccaggi;
    3) promuovere il rinnovo del parco mezzi circolanti, delle imbarcazioni adibite alla pesca nonché dei macchinari agroforestali;
    4) favorire l'efficientamento energetico delle imprese del settore agricolo, con particolare riferimento al settore zootecnico e a quello della pesca;
    5) nell'ottica di favorire la transizione ecologica e l'efficientamento energetico delle imprese, prevedere linee di intervento in favore delle energie rinnovabili che limitino il consumo di suolo agricolo;
    6) razionalizzare e ottimizzare il sistema delle filiere agroalimentari, attraverso un approccio coerente con gli obiettivi dell'economia circolare e della bioeconomia;
    7) tutelare il patrimonio boschivo del nostro Paese, garantire la salubrità dell'ambiente forestale, anche in relazione al determinante ruolo svolto in relazione al dissesto idrogeologico, e sostenere le imprese che operano nella filiera del legno;
    8) potenziare le infrastrutture idriche primarie dell'intero territorio nazionale;
    9) rafforzare il sistema logistico e le infrastrutture per le imprese che operano nel settore agroalimentare, in modo da migliorare l'approvvigionamento delle materie prime, il trasporto e la movimentazione delle merci;
    10) incrementare l'attrattività e l'inclusività delle aree interne e rurali attraverso la creazione di nuove opportunità imprenditoriali, al fine di contrastarne la marginalizzazione e lo spopolamento;
    11) promuovere la creazione di imprese agricole a conduzione femminile e favorire l'imprenditoria agricola giovanile;
    12) favorire il raggiungimento degli obiettivi della strategia europea per la biodiversità, anche attraverso il contributo della ricerca, in particolare per la riduzione dell'uso di input chimici e per lo sviluppo dell'agricoltura biologica, anche attraverso forme di agevolazione o finanziamento, e delle filiere sostenibili;
    13) promuovere il consumo di prodotti agroalimentari tipici della Dieta Mediterranea, con particolare riferimento a quelli biologici, anche al fine di contrastare l'introduzione di sistemi di etichettatura fuorvianti per i consumatori, come il Nutri-score;
    14) potenziare, entro un'ottica di sostenibilità sociale, il sistema di tutele dei lavoratori agricoli, rafforzare il sistema previdenziale dei lavoratori del comparto della pesca, sensibilmente colpito dalle ricadute negative dell'emergenza pandemica a causa della crisi del canale Horeca, e migliorare le condizioni dei delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali, anche estendendo la Rete del lavoro agricolo di qualità;
    15) sostenere le imprese che operano negli ambiti della multifunzionalità agricola, quali l'agriturismo, il pescaturismo, l'ittiturismo, l'ippoturismo, l'olioturismo e l'enoturismo, al fine di promuoverne e valorizzarne i prodotti agroalimentari tipici e rilanciare l'intero settore;
    16) sostenere i progetti territoriali di Food policy, i distretti rurali e i biodistretti;
    17) promuovere azioni volte a favorire la ricomposizione fondiaria, anche mediante riutilizzo delle terre incolte e abbandonate, al fine di incrementare la redditività delle imprese agricole.

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XIV COMMISSIONE PERMANENTE
(Politiche dell'Unione europea)

(Relatrice: GALIZIA)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La XIV Commissione,
   esaminato il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4, e Annesso);
   rilevato che quest'anno tale documento non risulta corredato del Programma nazionale di riforma (PNR), in quanto il Governo ha ritenuto che in questa occasione la sezione relativa alle riforme del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) possa assorbire e integrare il PNR previsto dai regolamenti del semestre europeo e dalla normativa nazionale: in linea con l'articolo 18, paragrafo 3 del Regolamento (UE) n. 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, il Governo procederà, successivamente, alla trasmissione del solo PNRR;
   preso atto del rallentamento della crescita prospettato nel quadro macroeconomico tendenziale rispetto a quanto previsto dalla Nota di aggiornamento al DEF 2020 (NADEF), connesso al verificarsi dello scenario avverso relativo all'evoluzione della pandemia, e della conseguente necessità di imprimere un rafforzamento al trend di crescita, come prefigurato nel quadro macroeconomico programmatico, che prevede un incremento del PIL del 4,5 per cento per l'anno in corso e del 4,8 per cento per il 2022, del 2,6 per cento nel 2023 e dell'1,8 nel 2024;
   considerato che tale rafforzamento della crescita, prospettato nel quadro macroeconomico programmatico, sarebbe raggiunto grazie a una manovra indicata nel DEF che prevede tre linee di azione: a) un nuovo pacchetto di misure di sostegno e rilancio, di prossima approvazione e immediata attuazione; b) maggiori risorse per investimenti previsti a corredo della Pag. 36versione finale del PNRR; c) un più prolungato sentiero di rientro dell'indebitamento netto della PA, reso necessario dalla più lunga durata della crisi pandemica rispetto alle ipotesi sottese alla NADEF 2020;
   considerata la conseguente richiesta formulata dal Governo al Parlamento per un nuovo scostamento di bilancio pari, in termini di indebitamento netto, a circa 40 miliardi per l'anno in corso, cui si aggiungono per gli anni successivi circa 75 miliardi spalmati su un arco temporale che va dal 2022 al 2034, per un ammontare annuo che oscilla, al netto della spesa per interessi, tra i 4 e i 6,5 miliardi all'anno;
   rilevato che tale scostamento sarà utilizzato, nel breve periodo, per finanziare nuove misure di sostegno, da adottarsi mediante un provvedimento di urgenza, finalizzato a proseguire l'erogazione di ristori, ad aiutare le imprese a coprire parte dei costi fissi, a continuare a sostenere la liquidità per le piccole e medie imprese (PMI), a proseguire gli interventi di sospensione e agevolazione fiscale, di erogazione delle indennità a favore dei lavoratori stagionali e di sostegno degli enti territoriali, nonché a introdurre nuove misure a favore dei giovani, quali ad esempio uno sgravio fiscale sull'accensione di nuovi mutui per l'acquisto della prima casa;
   preso atto che lo scostamento richiesto consentirà di incrementare le risorse per il finanziamento degli interventi programmati nella versione finale del PNRR non coperti da prestiti e sussidi del RRF, con la creazione di un Fondo di investimento complementare che avrà una durata decennale, destinato a finanziare i progetti presentati dalle amministrazioni che, seppur riconosciuti prioritari, risultano eccedere l'ammontare complessivo delle risorse europee destinate all'Italia;
   preso atto altresì dell'impegno del Governo, indicato nel DEF in coerenza con quanto emerso nel dibattito parlamentare in occasione dell'esame della proposta di PNRR, a prevedere la copertura finanziaria del reintegro delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) trasferite ai programmi del medesimo PNRR al fine di garantire l'addizionalità degli interventi da realizzare nelle aree svantaggiate del Paese;
   considerato con favore che le linee di intervento sopra descritte appaiono recepire indicazioni espresse dalla XIV Commissione, con particolare riferimento all'opportunità di finanziare comunque gli investimenti ritenuti strategici che non trovino opportuna collocazione nel PNRR o che non rientrino nel perimetro delle risorse finanziarie europee destinate al suo finanziamento, nonché alla necessità di reintegro delle risorse del FSC assorbite dal PNRR, al fine di garantire l'addizionalità della quota di interventi del PNRR attribuita alle regioni del Mezzogiorno;
   considerata altresì con favore la rimodulazione degli andamenti programmatici di finanza pubblica, che delineano con maggiore gradualità il percorso di rientro del deficit e del debito, consentendo in tal modo di approntare, nell'immediato, gli indispensabili interventi di sostegno all'economia colpita dalla crisi in atto, e di delineare al contempo i necessari interventi strategici per favorire di rilancio della crescita del Paese;
   rilevato che il descritto scenario programmatico di finanza pubblica, pur costituendo uno scostamento dal percorso di convergenza verso l'obiettivo di bilancio di medio termine e ferma restando la garanzia della necessaria sostenibilità della finanza pubblica nel medio periodo, non risulta in conflitto con le regole europee, beneficiando dell'attuale stato di attivazione della clausola di salvaguardia generale (CGS) del Patto di Stabilità e Crescita (PSC), ai sensi degli articoli 5.1 e 9.1 del Regolamento europeo n. 1466/97;
   richiamata la necessità di procedere, prima della disattivazione della citata CGS, a una ambiziosa revisione delle regole di bilancio europee al fine di assicurare Pag. 37margini di azione più ampi alla politica fiscale nella sua funzione di stabilizzazione anticiclica, come peraltro già indicato in diverse risoluzioni del Parlamento italiano che hanno impegnato il Governo a promuovere una revisione del PSC, che tenga conto delle conseguenze della pandemia e delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascuno Stato membro, affiancando alle regole di stabilità di bilancio criteri di sostenibilità ambientale e sociale per favorire una crescita duratura, sostenibile e inclusiva;
   sottolineata, altresì, l'opportunità di estendere la riflessione sulle regole fiscali alla necessità di individuare strumenti di gestione comune almeno del maggior debito dovuto alla pandemia che ne favoriscano, a livello europeo, il progressivo riassorbimento, al fine di evitare il rischio che il relativo peso, distribuito peraltro in modo diseguale tra gli Stati membri, possa minare la sostenibilità della finanza pubblica dei singoli Paesi, rendere più complessa l'applicazione di regole fiscali comuni, aumentare le divergenze economiche tra i diversi territori o persino compromettere la tenuta stessa del sistema europeo nel suo complesso,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con le seguenti osservazioni:
   a) in considerazione dell'attuale stato di attivazione della clausola di salvaguardia generale (CGS) del Patto di Stabilità e Crescita (PSC) – che consente agli Stati membri di deviare temporaneamente dal percorso di aggiustamento verso l'obiettivo di medio termine ma che non sospende l'applicazione del PSC, né le procedure del semestre europeo in materia di sorveglianza fiscale – valuti la Commissione di merito, tenuto conto degli atti di indirizzo che hanno impegnato l'Esecutivo, l'esigenza di segnalare al Governo di adoperarsi nelle competenti sedi europee, affinché venga promossa una revisione del PSC, che tenga conto delle conseguenze della pandemia e delle esigenze di ripresa socio-economica in ciascun Stato membro, affiancando alle regole di stabilità di bilancio criteri di sostenibilità ambientale e sociale per favorire una crescita duratura, sostenibile e inclusiva;
   b) considerata la mancata presentazione, a corredo del Documento di Economia e Finanza, del Programma Nazionale di Riforma, valuti la Commissione di merito l'opportunità di individuare le modalità con le quali assicurare che il Governo fornisca al Parlamento un quadro organico ed esaustivo delle riforme strutturali che il Paese necessita, non potendo ritenersi sufficiente limitare tale quadro alle sole riforme finanziariamente correlate all'attuazione del PNRR o a questo direttamente connesse in quanto oggetto delle raccomandazioni europee, tra cui, a titolo esemplificativo, la complessiva riforma fiscale o quella inerente all'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP).

Pag. 38

COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI

(Relatore: FEDERICO)

parere sul

Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4)

  La Commissione parlamentare per le questioni regionali,
   esaminato, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza (DEF) 2021 (Doc. LVII, n. 4 e Annesso);
   rilevato che:
    il DEF opportunamente delinea una politica economica espansiva nel 2021, 2022 e nel 2023; un percorso moderato di rientro dall'indebitamento verrà avviato nel 2024, quando infatti il dato tendenziale e quello programmatico del rapporto deficit/PIL verranno a convergere; il percorso di rientro si rafforzerà a partire dal 2025, anno in cui il documento stima il ritorno a un rapporto deficit/PIL del 3 per cento mentre il rapporto debito/PIL dovrebbe rientrare ai livelli precrisi (134,6 per cento) verso la fine del decennio;
    merita apprezzamento l'inserimento tra i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica sia del disegno di legge recante disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, sia del disegno di legge in materia di implementazione delle forme di raccordo tra amministrazioni centrali e regionali, anche al fine della riduzione del contenzioso costituzionale; con riferimento a quest'ultimo appare opportuno che il provvedimento contenga, come già emerso nel corso dell'attività conoscitiva della Commissione, l'individuazione di apposite sedi di confronto «pre-contenzioso» tra Stato e altri livelli territoriali di governo in modo da incentivare la soluzione in tali sedi delle controversie; pure da apprezzare è l'inserimento tra i provvedimenti collegati anche del disegno di legge di revisione del testo unico dell'ordinamento degli enti locali (decreto legislativo n. 267 del 2000);Pag. 39
    nella sua audizione di fronte alle Commissioni bilancio di Camera e Senato, la Conferenza delle regioni e delle province autonome ha rilevato come a partire dal 2019 il contributo delle amministrazioni locali alla crescita reale degli investimenti delle pubbliche amministrazioni è tornato ad essere positivo ( 8,4 per cento); in questo quadro, le regioni e le province autonome si propongono quindi come soggetti attuatori e programmatori per l'attuazione del PNRR;
    anche l'ANCI ha evidenziato l'aumentata capacità di spesa dei comuni, che hanno aumentato del 2,3 per cento i pagamenti, portando a circa 10 miliardi di euro la spesa erogata, dopo l'aumento del 14 per cento registrato nel 2019; per rafforzare questa tendenza l'ANCI propone tra le altre cose semplificazioni al codice degli appalti; l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, a regime e non solo in fase emergenziale; la riduzione strutturale degli interessi sul debito degli enti locali; un'ampia semplificazione degli strumenti di programmazione degli enti locali, in parte anticipata per gli enti di minore dimensione; lo snellimento dei monitoraggi sui fatti finanziari e sulle opere pubbliche; l'allentamento dei vincoli sulle assunzioni di personale qualificato;
    l'andamento positivo degli investimenti è stato sottolineato infine, con riferimento alle province, anche dall'UPI; l'UPI richiede quindi interventi straordinari di rafforzamento della capacità amministrativa delle Province, con agevolazioni per l'assunzione di funzionari altamente qualificati per la gestione delle funzioni relative alla progettazione, agli appalti e all'utilizzo dei fondi europei e alla digitalizzazione; l'UPI richiede anche di lavorare per dare certezza istituzionale alle province, dopo la riforma del 2014, in modo da valorizzarle come istituzioni di semplificazione e di investimento a supporto del sistema di governo locale;
    sono da condividere in particolare, in vista dell'attuazione del PNRR, le richieste di incentivare le assunzioni di personale da parte delle amministrazioni degli enti territoriali; al riguardo si sottolinea però l'esigenza di incentivare in particolare le assunzioni di personale specializzato nell'utilizzo dei fondi europei e nelle relative procedure di controllo,
  esprime

PARERE FAVOREVOLE

  con la seguente condizione:
   provvedano le Commissioni di merito, nel riferire sul documento alle Assemblee di Senato e Camera, a tenere nella massima considerazione le proposte avanzate dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, dall'ANCI e dall'UPI con particolare riferimento all'esigenza di incentivare le assunzioni, da parte degli enti territoriali, di personale specializzato nell'utilizzo dei fondi europei e nelle relative procedure di controllo;

  e con la seguente osservazione:
   valutino le Commissioni di merito l'opportunità di, nel riferire sul documento alle Assemblee di Senato e Camera, rilevare l'esigenza che, nell'ambito della predisposizione del disegno di legge collegato per la riduzione del contenzioso costituzionale tra Stato e enti territoriali, siano individuate apposite sedi di confronto «pre-contenzioso» tra Stato e altri livelli territoriali di governo in modo da incentivare la soluzione in tali sedi delle controversie.