XVIII LEGISLATURA


Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 491 di mercoledì 21 aprile 2021

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ROBERTO FICO

La seduta comincia alle 10,05.

PRESIDENTE. La seduta è aperta.

Invito il deputato segretario a dare lettura del processo verbale della seduta precedente.

ANDREA DE MARIA , Segretario, legge il processo verbale della seduta di ieri.

PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni, il processo verbale si intende approvato.

(È approvato).

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Berlinghieri, Berti, Enrico Borghi, Maurizio Cattoi, Davide Crippa, Daga, Delmastro Delle Vedove, Dieni, Giachetti, Grande, Invernizzi, Lorefice, Molinari, Montaruli, Mura, Nardi, Occhiuto, Pastorino, Perantoni, Polidori, Rotta, Serracchiani, Vito e Zoffili sono in missione a decorrere dalla seduta odierna.

I deputati in missione sono complessivamente 103, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna (Ulteriori comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato A al resoconto della seduta odierna).

Preavviso di votazioni elettroniche (ore 10,10).

PRESIDENTE. Poiché nel corso della seduta potranno aver luogo votazioni mediante procedimento elettronico, decorrono da questo momento i termini di preavviso di cinque e venti minuti previsti dall'articolo 49, comma 5, del Regolamento.

Sospendo pertanto la seduta, che riprenderà alle ore 10,30.

La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,30.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Il deputato Barelli ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori.

PAOLO BARELLI (FI). Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per informare i colleghi che il testo del decreto, che credo sia oggi in approvazione al Consiglio dei Ministri, riguardando le aperture - in generale questo è l'argomento - presenta il fatto che in “zona gialla” potranno riaprire - c'è anche la scansione dei termini e dei tempi - fin dal 15 maggio, le attività sportive, fra le altre, all'aperto; dal 1° giugno, viene indicato che possono aprire le palestre, insieme ad altre molteplici attività, tutte al chiuso, mi riferisco alle palestre al chiuso, ma non c'è menzione assoluta delle piscine al coperto. Tutto questo lascia veramente perplessi, in quanto era stato indicato anche dal Presidente Draghi come bisognasse cambiare sistema, dare date certe e dare agli operatori economici e, in questo caso, gli operatori sportivi date certe.

Ora, è chiaro ed evidente che, durante l'estate, i cittadini potranno andare a fare il bagno al mare, nelle piscine scoperte e quant'altro e fare attività ludica, sportiva e motoria all'aperto; non si capisce come mai siano indicati i tempi dell'apertura delle scuole, del trasporto pubblico, delle attività termali, degli alberghi, dei cinema e dei teatri e vengano dimenticate, spero solo dimenticate, ma non credo, le piscine al coperto. In Italia ci sono circa 4 milioni di cittadini che frequentano le piscine in maniera non solo agonistica, ma in ambito ludico; è chiaro ed evidente che tutto deve essere attivato e praticato in sicurezza, in quanto siamo in un periodo di pandemia, ma tutto deve essere equipollente alle varie categorie di rischio. Non si comprende come possa essere interpretato - non so da chi, se dal Governo o dal CTS, non lo so - che, in presenza di qualche migliaio di litri di acqua clorata, vi siano rischi superiori a quelli di altre attività; tutto questo appare incomprensibile.

Non si comprende come - e termino, Presidente -, all'interno delle scuole, i bravissimi maestri, professori, bidelli e dirigenti scolastici possano garantire le distanze e, quindi, l'incolumità dal virus e questo non possa essere previsto all'interno delle piscine coperte, dove la tutela, il controllo e la verifica sono completamente garantiti (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

È chiaro ed evidente che siamo in un momento di difficoltà; è chiaro che, in un impianto dove possono entrare 100 persone, sarebbe corretto che ve ne sia un numero inferiore; si possono aumentare i ricicli dell'aria, si possono fare tante cose, come la Federazione Italiana Nuoto, e non solo, ha già indicato. Per cui, Presidente, le chiedo se può prevedere la presenza del Ministro della Salute o di qualche suo sottosegretario per dare risposta al grido di allarme di centinaia e centinaia di migliaia di operatori sportivi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena (A.C. 2945-A?).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 2945-A: Conversione in legge del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena.

Ricordo che, nella seduta di ieri, è stato da ultimo respinto l'articolo aggiuntivo 1.0200 Mollicone.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 2945-A?)

PRESIDENTE. Passiamo all'articolo aggiuntivo 1.0204 Mollicone.

Ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto, il deputato Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Inizio dall'appello accorato del collega Barelli, il collega di Forza Italia, forza che è all'interno della maggioranza, perché l'emendamento di Fratelli d'Italia, guarda caso, come i molti che abbiamo presentato anche ieri e che questa Aula ci ha bocciato, riguarda proprio le aperture, le riaperture del circuito sportivo, delle palestre, dei centri sportivi, delle associazioni sportive e delle piscine, anche alla luce dello studio irlandese che ci dice che il cloro uccide il virus.

Questo mi dà anche la stura per chiedermi, chiedervi e chiedere al Governo che senso abbia la permanenza di un CTS, di un Comitato tecnico-scientifico che, in questa nuova edizione, nel Governo Draghi, ha un solo virologo (nella precedente edizione neanche un virologo) e tutta l'Italia è ostaggio delle linee guida stabilite da questo sedicente Comitato tecnico-scientifico. Quindi, siamo qui per solidarizzare e manifestare, anche in maniera più forte e veemente, rappresentando l'opposizione a questo Governo, a questo Comitato tecnico-scientifico e a questa narrazione, a differenza del collega Barelli, la volontà di unirci nella richiesta delle riaperture delle piscine, dei centri sportivi e delle palestre, di un circuito che questa gestione e in particolare la gestione del Ministro Speranza ha affamato.

L'emendamento in questione riconosce proprio un contributo a fondo perduto, nel limite massimo di 500 milioni per l'anno 2021 e di 500 milioni per il 2022 alle imprese del settore sportivo, le stesse che sono affamate: le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive dilettantistiche, le società dell'impiantistica sportiva e tutti gli operatori sportivi in genere.

Rappresentante del Governo, lo sport è salute e anche economia; dai dati contenuti nel rapporto del Comitato olimpico nazionale italiano sui numeri dello sport riferito al 2018, pre-COVID, risulta che le società iscritte al registro presso il CONI sono 110.409, per capire l'entità del fenomeno, mentre i rapporti di affiliazione che caratterizzano lo sport dilettantistico sono 139 mila; nelle università lo sport non è più un valore e le eccellenze sono rarità; l'intero sistema sportivo non esiste nell'agenda di alcun Governo e devo dire, colleghi, che leggere questa mattina l'intervista del Ministro Vezzali, del sottosegretario Vezzali, neanche Ministro, allo Sport, mi ha dato un po' di stupore, perché noi, da opposizione patriottica quale siamo, le abbiamo augurato subito buon lavoro, le abbiamo messo a disposizione il nostro sostegno in Commissione, chiamandola in audizione perché sostenesse il circuito sportivo e non possiamo accettare che, con queste riaperture farsa, su cui questo Governo si sta caratterizzando, il sottosegretario allo Sport rilasci un'intervista su questioni rispettabilissime, ma personali e sulle riaperture citi solo un passaggio che cito letteralmente: è tempo che riaprano le strutture sportive. Lo sappiamo, sottosegretario Vezzali, ma lei ha la delega allo sport e se non va e non sale in pedana, per usare una metafora, per incrociare con il CTS e imporre linee guida che siano sostenibili per il circuito sportivo, per le palestre che sono rimaste chiuse, per tutti gli abbonati alle palestre che, quando rientreranno, giustamente, non vorranno pagare la stagione sportiva non usufruita, creando ovviamente altro danno agli imprenditori sportivi e ai gestori, sottosegretario Vezzali, ci dica cosa sta facendo per farle riaprire e che senso abbia riaprire le palestre il 1° giugno quando sappiamo che la stagione sportiva al chiuso è completata. Per quanto riguarda lo sport in generale, lo sport è benessere e rafforza il sistema immunitario; è dimostrato anche dai virologi, che ormai sono opinionisti in TV, che fare sport all'aria aperta non crea e non genera contagio…

PRESIDENTE. Concluda, onorevole.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Per cui, concludo chiedendo anche alla maggioranza, alla componente di centrodestra della maggioranza, di non limitarsi agli appelli in Aula; colleghi, vi stimiamo, siamo insieme al governo delle regioni e dei comuni, ma basta appelli alla ragionevolezza, fate valere il vostro peso all'interno della maggioranza e votate i nostri emendamenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ruffino. Ne ha facoltà.

DANIELA RUFFINO (MISTO-C!-PP). Grazie, Presidente. La lettura dei giornali della mattinata credo abbia fatto riflettere sia i parlamentari che, immagino, i sindaci e anche i nostri concittadini sul tema delle palestre e delle piscine. Ieri sera, in un bellissimo servizio, c'era un ristoratore disperato che diceva: che cosa succederà quando pioverà e io avrò la gente a cena nel dehors? Li manderò via e chi pagherà la cena?

Allora, signor Presidente, a lei e per suo tramite al Governo, dico che credo ci debba essere un momento di riflessione. E dai ristoranti passo alle palestre, passo alle piscine. Mi soffermo sulle palestre e sulle piscine, ma hanno già approfondito i colleghi. Ci chiediamo dove stanno andando i nostri ragazzi. L'ho già detto in quest'Aula in questi giorni quando non c'era la scuola ed ora che è terminata la scuola. Guardate, non riescono più a stare a casa, vanno in giro nelle strade, nelle piazze, nei parchi, spesso senza mascherine. Se ci fossero le palestre aperte, molto probabilmente potrebbero raccogliere questa fascia di popolazione che, esattamente per oltre un anno, è stata privata dell'attività fisica.

Ma c'è un'altra fascia che è stata privata dell'attività fisica e che ne ha bisogno quanto i ragazzi, se forse non di più, ed è quella legata alla terza età. Non possiamo pensare che possano andare ogni mattina nei parchi, fosse mai possibile, magari con la terra umida, persone che hanno 70-80 anni. Questa attività fisica è quella che molto probabilmente riesce a riportarci in equilibrio.

Ma al di là delle considerazioni psicologiche, non ci sono considerazioni che tengano nella maniera più assoluta, né tecniche, né scientifiche, sulla riapertura delle palestre e delle piscine, tenendo conto - e termino, Presidente – che, se qualcuno vorrà andare a visitare questi spazi, si renderà conto che i gestori hanno già predisposto tutto, come per tutte le altre attività aperte in Italia, per il rispetto delle regole e quindi della salute. Nessuno vuol fare passi indietro. Vogliamo fare passi avanti, ma questi passi debbono essere condotti dal buon senso. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Cambiamo!-Popolo protagonista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Tasso. Prego, ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE-PSI). Grazie, Presidente. Io chiedo il permesso ai colleghi di Fratelli d'Italia di poter sottoscrivere questo emendamento perché mi vede in prima linea in questa azione di aiuto verso le associazioni sportive, essendo anche un dirigente di una federazione sportiva nazionale.

Noi abbiamo sempre dichiarato che lo sport fa bene, lo sport è fondamentale per la salute, che fare sport riduce l'impatto economico sul sistema sanitario, però poi, quando dobbiamo concretizzare questi slogan, ci fermiamo, perché, in effetti, lo sport è fermo da oltre un anno praticamente. Io penso alle palestre, che hanno sostenuto notevoli costi per potersi adeguare alle indicazioni, ai protocolli, alle misure che sono state indicate. Hanno perduto praticamente tutta la loro clientela e sappiamo benissimo in un ambito commerciale, in un ambito promozionale, in un ambito sportivo, quanto sia difficile adesso recuperare questa clientela che poi è gran parte della propria economia.

Poi, non capisco perché sui tavoli tecnici dove si è andati a discutere non si sia mai presa in considerazione la differenza fra attività e attività, palestra e palestra. Se io sono titolare di una palestra di svariati metri quadri di estensione, ma perché con i dovuti accorgimenti, in piena sicurezza, in piena consapevolezza, in piena responsabilità, non si deve consentire l'accesso a queste strutture ad un numero limitato di fruitori? E poi vi è la cosiddetta modalità one to one - e concludo Presidente - con l'istruttore e con lo sportivo che accede a questi servizi. Perché non considerare la possibilità di far lavorare anche in questa modalità? Ecco, io queste cose non le capisco, ma comunque ripeto che, se ottengo la concessione da parte di Fratelli d'Italia a sottoscrivere questo emendamento, allora sarò onorato di farlo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Prisco, a titolo personale. Prego, un minuto.

EMANUELE PRISCO (FDI). Grazie, Presidente. Oltre a sottoscrivere l'emendamento del collega Mollicone, che pone un tema giusto, corretto e un pochino più ampio, approfitto di questo emendamento per segnalare l'importanza del tema che Fratelli d'Italia ha posto già nella giornata di ieri e che oggi, con la sua autorevolezza, non solo di parlamentare, ma anche di presidente della Federazione, il collega Barelli ha rappresentato. E, forse, varrebbe la pena provare a utilizzare questo provvedimento normativo per riscrivere una norma che consenta agli impianti natatori in sicurezza di riaprire. L'abbiamo rappresentato in più circostanze e più volte…

PRESIDENTE. Grazie.

EMANUELE PRISCO (FDI). …dietro a questo mondo – e concludo Presidente, credo che sia un tema di interesse dell'Aula e credo che il tema sia…

PRESIDENTE. Grazie (Commenti del deputato Prisco). Ha chiesto di parlare il deputato Vinci. Prego, un minuto.

GIANLUCA VINCI (FDI). Faremo più interventi sui prossimi emendamenti. Questo è un tema del quale il Governo si è totalmente dimenticato. Ci sono molte persone che vivono, lavorano con le associazioni sportive dilettantistiche e questo emendamento richiama anche le società impiantistiche. Infatti, dietro il mondo dello sport c'è tutto un indotto di persone che lavorano, che vivono su queste attività, che producono anche reddito e dimenticarsene nel momento in cui vi è una pandemia come questa - e vi è un ordine da parte del Governo di non svolgere più queste attività che sono ferme perché ci sono stati dei DPCM e ci sono dei decreti-legge che bloccano questo tipo di attività - dimenticarsene e non pensare a un indennizzo e quindi a consentire a queste società di superare questa difficoltà, arrivare fra due mesi, sei mesi, un anno a sopravvivere invece che a dover chiudere i propri bilanci in perdita…

PRESIDENTE. Concluda.

GIANLUCA VINCI (FDI). …e dover chiudere, è assolutamente una stupidaggine.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Silvestri. Prego.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere questo emendamento. Noi con questo emendamento andiamo a chiedere di dare un contributo a fondo perduto a quelle attività che, purtroppo, è un anno che vediamo che sono chiuse: piscine, centri sportivi, palestre. Vede, noi anche nello scorso provvedimento, quello sul riordino dei Ministeri, abbiamo chiesto di istituire un Ministero dello sport perché lo sport è importante, lo sport non è solo salute, è anche aggregazione ed è fondamentale soprattutto per i nostri ragazzi, i nostri bambini, che attualmente vivono questo periodo in solitudine.

Quindi, noi chiediamo di accettare questo emendamento per dare modo a queste attività di poter ripartire perché in questo anno stanno affrontando delle gravi difficoltà. C'è bisogno dell'aiuto di tutti e soprattutto il Governo si dovrebbe mettere una mano sulla coscienza per queste attività che stanno soffrendo da un anno. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Montaruli. Prego.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Presidente, io credo che questo emendamento del collega Mollicone - e che ha di fatto raccolto il consenso anche di altri esponenti di questo Parlamento, ma non appartenenti a Fratelli d'Italia - debba invitare il Governo ad una riflessione aggiuntiva. Si parla di temi seri e, in particolare, della necessità di dare un supporto concreto ad un settore che è rimasto chiuso quasi ininterrottamente per un anno; quasi ininterrottamente perché tre sono stati di fatto i mesi in cui il mondo dello sport ha potuto lavorare; ma tre mesi che, come è risaputo, sono tre mesi già abbastanza piatti, per così dire, per quelle attività. Ecco, quando noi ci raffrontiamo a questo mondo dello sport per dare un sostegno, allora…

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). …bisogna passare dalle parole ai fatti. L'emendamento prevede un sostegno concreto, dilazionato nel tempo e credo questo sostegno concreto sia assolutamente…

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Maschio. Prego.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Noi abbiamo insistito più volte, in questi mesi, per cercare di far comprendere come sia totalmente assurdo e ingiustificato l'intento di questo Governo e del precedente, di continuare a tenere chiuse le attività sportive. Fra l'altro, l'annunciata apertura al prossimo 1° giugno - cioè quando solitamente la stagione delle palestre è praticamente quasi conclusa - significa condannare queste attività fino a settembre, di fatto, a non poter fatturare nulla. A fronte di questo, cioè aver messo in ginocchio tutto il comparto dello sport, delle scuole di danza e di tutte le attività motorie, non sono stati finora stanziati fondi adeguati per ristorare.

PRESIDENTE. Concluda.

CIRO MASCHIO (FDI). Quindi, questo emendamento propone di stanziare 500 milioni per il 2021-2022 per…

PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Noi continuiamo, sottosegretario, a raccontare quelli che sono i disagi che ci vengono raccontati quando andiamo fuori, quando riusciamo a parlare con i cittadini, con gli imprenditori, con persone che hanno semplicemente voglia di tornare a vivere, ma, soprattutto, di tornare a lavorare. Allora, abbiamo trasformato queste istanze in emendamenti, affinché ci fosse la presa di coscienza da parte di questo Governo e da parte di quest'Aula, di quelle che sono le vere emergenze in Italia. Noi riteniamo che ci siano delle chiusure che non prendono in considerazione le varie tipologie di attività che vengono effettuate; ci sono delle chiusure assolutamente irrazionali e che non hanno portato alcun beneficio, neanche da un punto di vista sanitario. Allora, lì dove si può riaprire…

PRESIDENTE. Concluda.

YLENJA LUCASELLI (FDI). …abbiamo la necessità di farlo, ovviamente in sicurezza, ovviamente tutelando la salute, e dando l'opportunità a tutte le...

PRESIDENTE. Grazie. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario, ancora una volta parliamo della situazione disastrosa e allarmante delle palestre e delle piscine. Questo emendamento, giustamente, chiede uno stanziamento di 500 milioni per il 2021 e una cifra congrua, sempre di 500 milioni, per il 2022, per dare un po' di respiro a queste palestre. Sono comunque delle persone che hanno investito in sicurezza, per poter adeguare le palestre ai protocolli. Quindi, oltre al danno la beffa: queste risorse sono state spese proprio pensando che l'attività in sicurezza potesse essere autorizzata; e, invece, no, niente; nonostante questi investimenti, che hanno riguardato macchinari, spogliatoi, docce e tutti i settori delle palestre, queste palestre sono rimaste chiuse. Quindi, chiediamo di votare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferro. Ne ha facoltà.

WANDA FERRO (FDI). Grazie, Presidente. Riprendiamo la maratona, sospesa ieri sera alle 23. Forse questo è l'unico posto dove è consentito ormai uno sport, che però non è lo sport che auspicavamo, rispetto alla riapertura delle attività - che in qualche modo hanno fino ad oggi del resto contrassegnato nessun contagio in nessuna struttura sportiva - e, soprattutto, dopo mesi di lunghe chiusure, che hanno messo in ginocchio gli operatori che devono pagare ovviamente i costi fissi, dalle bollette piuttosto che ai tanti fitti.

Io credo che ci dovrebbe essere un ripensamento, rispetto a quello che lo sport significa in questo momento di pandemia, non soltanto benessere fisico, ma psichico, dei quali ovviamente tutti hanno bisogno, e sfatare quello che un po' iniziamo veramente a credere: che da Conte a Draghi nulla cambia in tutto e per tutto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Non comprendere che, in un momento di emergenza sanitaria, lo sport è salute è miope e, da un certo punto di vista, anche poco intelligente. In un momento in cui le persone rischiano di finire negli ospedali e abbiamo difficoltà a gestire la sanità, tenere le persone impossibilitate a fare sport e attività fisica complica solo le condizioni di salute del popolo degli italiani, aumenta le difficoltà sanitarie, a prescindere dagli interessi dei gestori delle palestre, a prescindere dalle persone che vogliono andare in palestra a sfogarsi.

È un interesse pubblico! È interesse dello Stato riuscire a tenere le persone, il popolo italiano, più in salute possibile, perché c'è una pandemia. E lo sport è salute. Tenere chiusi i luoghi dove si può fare sport, pensando che questo possa difendere la salute, vuol dire non capire niente…

PRESIDENTE. Concluda.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). …né di sport né di interesse pubblico.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove: si intende vi abbia rinunziato. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Presidente, sottosegretario, penso che in quest'Aula siano arrivati a tutti dei messaggi dei titolari di palestre e centri sportivi, che ieri seguivano il dibattito in quest'Aula. E vi hanno chiesto: adesso cosa farete? Voterete o no l'emendamento di Fratelli d'Italia? Un emendamento che non è politico, non è ideologico, ma chiede semplicemente sostegni, perché i titolari di palestra sono alla fame, come i centri di danza, i centri sportivi. E quali aiuti hanno ricevuto in cambio delle chiusure? Nessuno. State facendo fallire tante imprese, fatte da ragazzi che hanno fatto della propria passione il proprio lavoro con tanti sacrifici. Nonostante forse voi prendiate questi nostri interventi come demagogici o forse per altri scopi, sono fatti semplicemente perché, quando usciamo da qua, abbiamo la faccia e il coraggio di andare da queste persone nei loro centri e prenderci le nostre responsabilità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Intanto, intervengo per sottoscrivere questo emendamento e, poi, così come già anche altri gruppi hanno verificato e considerato, per l'esigenza di questa iniziativa attraverso questo emendamento. Infatti, è non rendersi conto che una società, una comunità, sta in piedi anche grazie alle associazioni sportive dilettantistiche e alle società sportive dilettantistiche, che nel corso degli anni si sono costruite con tanta fatica, impegno, sacrificio e passione da parte degli operatori. In qualche modo, per un anno e mezzo, noi stiamo dicendo loro: tenete chiuso e smontiamo tutto quello che era quella struttura di supporto alle nostre comunità. Ecco, se noi andiamo a scardinare, senza dare una possibilità di poter continuare quelle attività, così importanti e preziose per le nostre comunità sociali, davvero non riusciamo a vedere un futuro di queste comunità, perché la salute è legata allo sport e, soprattutto, al tempo libero dei nostri giovani.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Vede, giustamente si parla delle Olimpiadi invernali del 2026 – anzi, sotto il profilo infrastrutturale, se ne parla poco -, si parla degli Europei di calcio, si parla della Super League, ma tutti quanti si dimenticano di quel mondo fatto di associazioni sportive dilettantistiche, di società sportive dilettantistiche, di società per l'impiantistica sportiva, che vivono o di impresa veramente coraggiosa, soprattutto in questo momento, o comunque di volontariato. Noi, con questo emendamento, chiediamo di erogare e di elargire a questo settore, così duramente colpito e penalizzato, un contributo a fondo perduto, spalmato sul 2021 e sul 2022, per 500 milioni all'anno. Sarebbe un segnale di grande attenzione per il mondo dello sport dilettantistico.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente. Sottoscrivo questo emendamento e mi permetta di dire che questa crisi penalizza in maniera inequivocabile due settori: ristorazione e sport. Abbiamo capito che la ristorazione la penalizzate per motivi ideologici (vecchi evasori, che vanno perseguitati, non risarciti e via dicendo).

Lo sport. Nel caso di specie, visto che vi siete preoccupati delle grandi società della Superlega in questi giorni, vi volete preoccupare di chi invece esercita esclusivamente un volontariato sociale? Siamo ai limiti della funzione sociale, cioè un importante ammortizzatore sociale che tiene lontani i ragazzi dalle tentazioni. Allora, anziché dargli un sostegno, gli date l'obbligo di adeguarsi ai protocolli, di rimanere chiusi e, oltretutto, non li risarcite, perché, come dice qualcuno dall'altra parte dell'emiciclo, sono lavoretti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Ne ha facoltà.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). L'anno scorso le palestre sono state riaperte a metà maggio e, da metà maggio in poi, non si è assistito ad alcuna crescita di contagi, anzi è stato il periodo in cui maggiormente si è registrato un crollo di quei contagi. Quest'anno state riuscendo a fare peggio ipotizzando di aprire a giugno, ben sapendo che non c'è alcuna correlazione tra la frequentazione di quei posti e i contagi. Potenziate il trasporto pubblico, mettete in sicurezza le scuole, garantite che lo Stato faccia quel che deve fare e non scaricate la responsabilità su imprenditori che invece hanno dimostrato di poter riaprire in sicurezza, senza alcuna ricaduta concreta in ordine al contagio. Assumersi le proprie responsabilità è quello per cui è stato votato, da parte di qualcuno, questo Governo in quest'Aula. Fratelli d'Italia non intende essere complice di scelte che non hanno alcuna evidenza scientifica. Vanno riaperti immediatamente e questa richiesta di Fratelli d'Italia va in quella direzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cirielli. Prego.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Grazie, Presidente. Ovviamente sottoscrivo questo emendamento. Per la verità, Fratelli d'Italia più che di ristori vorrebbe parlare di aperture. Riteniamo che l'idea stessa di ristorare qualcuno che sia stato costretto con forza e con prepotenza a chiudere dallo Stato sia un retaggio di una cultura sovietica che non ci appartiene; ma visto che il danno lo avete fatto e siete stati in questi due anni come le cavallette, peggio dell'epidemia, per alcuni settori - in maniera particolare per quello dello sport - riteniamo che almeno dobbiate assumervi la responsabilità economica di questo disastro. È un disastro che va ben oltre, è stato già detto. I giovani: io voglio parlare ancora una volta del tema delle piscine ed è vergognoso quello che avete fatto ai giovani, soprattutto della pallanuoto…

PRESIDENTE. Concluda.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). …che per anni si sono allenati senza alcun rischio, perché il cloro uccide tutti i virus; li avete costretti a fermarsi. Vergognatevi!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.0204 Mollicone, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 1).

Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo 1.019 Bellucci.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, facciamo silenzio!

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Con questo emendamento volevamo cogliere l'attenzione dell'Aula e anche del rappresentante del Governo in merito ai lavoratori fragili. Sappiamo che questa pandemia da Coronavirus ha colpito in particolare i più fragili, ne ha compromesso la vita, l'esistenza da un punto di vista sociale e affettivo, ma anche lavorativo. E, allora, su questo Fratelli d'Italia è voluta intervenire chiedendo al Governo di poter introdurre misure che garantiscano o il diritto al lavoro oppure il diritto alla salute, nel caso in cui il lavoro non venga garantito, a fronte comunque di una condizione di pericolosità.

In questo emendamento noi parliamo e ci soffermiamo su persone con particolare fragilità, grave fragilità. Facciamo riferimento anche all'articolo 3, comma 3, della legge n. 104 e, quindi, con questo ci prendiamo cura e attenzione di coloro i quali, in questi mesi, purtroppo, non hanno avuto la possibilità di recarsi al lavoro, non perché volessero astenersi, non perché volessero sottrarsi al loro dovere, ma magari perché in quei luoghi di lavoro non c'erano quelle sicurezze. A volte i luoghi pubblici o anche quelli privati non sono stati neanche adeguatamente sostenuti ad introdurre tutti i dispositivi perché la protezione venisse assicurata. E, allora, in questo quei lavoratori o si sono dovuti astenere dal lavoro oppure avevano l'altra ardua scelta di dover mettere a rischio la propria salute. Lei capisce, rappresentante del Governo, che questa è un'alternativa impossibile. “Delle due l'una” non è una strada da percorrere, né l'una né l'altra, perché nel primo caso la salute sarebbe stata compromessa, nel secondo caso la possibilità di costruire autonomamente, attraverso la dignità del lavoro, sarebbe stata preclusa.

E allora con questo emendamento noi chiediamo che sia ripristinato il diritto al lavoro, la giustizia, in termini giuslavoristici, e la possibilità quindi per questi lavoratori di vedersi riconosciute quelle assenze ugualmente come ricovero ospedaliero e quindi non avendo un impatto nella diminuzione delle previdenze; e, quindi, degli aspetti economici che gli vengono riconosciuti, perché quei lavoratori, laddove si sono assentati, sono stati costretti ad assentarsi. Non è una scelta, non è una libera scelta in quel caso di non recarsi al lavoro, ma è un'eventualità ineludibile.

Fra l'altro, hanno caricato sulle loro spalle quella protezione, perché la messa a rischio della loro salute - oltre ovviamente a cagionare un danno incredibile dal punto di vista personale e anche familiare, ai cari che vedono la persona afflitta da una problematica così importante come il Coronavirus - dall'altra parte, avrebbe anche caratterizzato un aumento della spesa sanitaria, perché più persone noi abbiamo da curare e più persone inevitabilmente gravano dal punto di vista sanitario, occupano spazi nei reparti d'urgenza, posti letto, e quindi ingolfano quella macchina ospedaliera che è ancora così precaria, purtroppo.

E, allora, nel momento in cui si sono assentati non hanno protetto soltanto loro stessi, non hanno protetto soltanto la loro famiglia, ma hanno anche protetto la comunità a cui appartengono e l'hanno sollevata da un rischio ulteriore. Ed è per questo che difendiamo questo emendamento, perché quelle assenze non possono diventare lo strumento attraverso il quale andare a ledere il diritto ad un trattamento economico al 100 per cento e all'integrità di quei permessi previsti dalla legge n. 104, che gli sono riconosciuti.

Per questo chiediamo al Governo di ripensare rispetto all'accoglimento di questo provvedimento, chiediamo all'Aula di votare a favore, perché la priorità di uno Stato deve essere sempre quella di prendersi cura dei più fragili e, insieme ai bambini, cioè quindi alle persone portatrici di diritto e che non hanno la possibilità di difendersi direttamente, i più fragili per noi certamente sono le persone con disabilità, le persone con malattie croniche, che sono in una condizione di protezione e di essere protetti da parte dello Stato. Quindi, chiediamo di poter avere un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Prisco. Prego.

EMANUELE PRISCO (FDI). Oltre a sottoscrivere l'emendamento, approfitto anche per scusarmi con la Presidenza dell'intemperanza di prima, ma mi pareva un concetto, mi pareva un tema serio sul quale si è forse sorvolato troppo velocemente.

Questo tema invece che pone la collega Bellucci è un tema molto serio.

Si tratta non solo di difendere il lavoro e di un'attenzione sociale, preso atto del fatto che ormai abbiamo maturato la convinzione, anche scientificamente supportata, che per rinforzare la rete di protezione dal coronavirus e dalla pandemia, bisogna proteggere da un lato gli anziani e, dall'altro, le persone fragili, che quando questi si sono assentati o si assentano dal lavoro, difendono e tutelano se stessi e difendono e tutelano la comunità in cui vivono, e per questo non debbono pagare anche un prezzo ulteriore, oltre alla propria fragilità, anche in termini di diritti del lavoro. Per questo, vi chiediamo di accogliere questo emendamento, che è un emendamento di civiltà (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Vinci. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VINCI (FDI). Grazie Presidente, è da oltre un anno che viviamo questa pandemia, che il Governo tutti i giorni ci dice che la situazione è drammatica, che ci sono delle problematiche per tenere aperte le attività, che bisogna fare degli sforzi e, quando andiamo a chiedere con un emendamento che i dipendenti privati siano in qualche modo tutelati, che le persone fragili che non possono recarsi al lavoro perché hanno delle problematiche siano tutelate e non perdano il posto di lavoro, ma soprattutto siano comunque retribuite, ci viene detto di “no”. Non si capisce questo “no” a cosa sia dovuto. Non è la prima volta che emendamenti dello stesso tipo, a protezione di disabili e di categorie in difficoltà, viene rigettato. In una situazione di emergenza come questa, le prime persone da difendere sono proprio quelle fragili, ma qui sembra che la maggioranza, da questo punto di vista, non ci senta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Silvestri. Ne ha facoltà.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie Presidente, chiedo di poter sottoscrivere l'emendamento della collega Bellucci e la ringrazio per l'esposizione che ha fatto. In questo anno, come è stato detto, si è sempre parlato della tutela dei più fragili, degli anziani e, comunque, di tutelare la salute. Dal nostro punto di vista, questo emendamento, oltre ad essere di buonsenso, è anche fondamentale perché, comunque, questi lavoratori fragili non hanno scelto di non andare a lavorare, di non poter lavorare, ma purtroppo sono costretti a causa delle loro patologie. Quindi, il riconoscere assenze equiparate al ricovero ospedaliero è una misura di buonsenso, Governo, sottosegretario. Quindi, noi chiediamo al Governo di ripensarci e di approvare questo emendamento per dare anche una possibilità e una speranza a questi lavoratori, che, oltre al fatto di avere delle patologie e, quindi, soffrire e avere anche la paura di contrarre il COVID, hanno anche la paura di vivere in questa situazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie Presidente, questo emendamento tocca un tema veramente importante, perché stiamo parlando delle persone fragili e delle persone che curano o sono al fianco delle persone fragili con le quali hanno a che fare tutti i giorni. E allora non permettere loro alcuna garanzia nei momenti di assenza dal lavoro è veramente un qualcosa che va a penalizzare chi è già più penalizzato da questa emergenza COVID.

Io credo che meriterebbe, questo emendamento, un ripensamento reale e serio e di buonsenso da parte del Governo. Io faccio un appello ai colleghi della “maggioranza minestrone”, che sono un po' forse distratti rispetto a questa tematica: come fate a dire a un genitore di una persona estremamente fragile, che non ha le condizioni di sicurezza, che ha dovuto di fatto subire, per esempio, una riduzione di stipendio, se il proprio figlio o se stesso non sono stati messi in sicurezza dal datore di lavoro e lo Stato li lascia da soli?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ciro Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Questo emendamento, che ovviamente sottoscrivo, proroga la validità delle disposizioni in materia di tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato, specificando che i periodi di assenza non si sostituiscono ai permessi ex legge n. 104 e che, per i lavoratori fragili per i quali non sia possibile o consentito svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero.

Ho voluto citare in modo preciso e tecnico la descrizione per cercare di far comprendere come avere attenzione e sensibilità, in un momento come questo, a tutela delle categorie più fragili, sia un atto dovuto e sia un segno di sensibilità, da parte di Fratelli d'Italia, con un emendamento costruttivo proporre una misura del genere, che ci stupirebbe la maggioranza non volesse accogliere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie Presidente, questa pandemia ha insegnato ai lavoratori italiani nuove forme di lavoro, rispetto alle quali è stato necessario reinventare nuove modalità, ma soprattutto reinventare nuovi cuscinetti e ammortizzatori. E allora, secondo quello che Fratelli d'Italia ha cercato di esprimere attraverso i propri emendamenti, ampiamente discussi anche in Commissione, abbiamo cercato di dare una visione più ampia a quello che il provvedimento, secondo noi, non tratta in maniera adeguata ed approfondita. E allora abbiamo ritenuto assolutamente doveroso nei confronti dei lavoratori del settore privato specificare che i periodi di assenza non possono sostituirsi ai permessi ex legge n. 104 e che, soprattutto nel caso di lavoratori fragili, quando non è possibile svolgere la prestazione, c'è la necessità di un ammortizzatore sociale vero.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie Presidente, sottosegretario, questo emendamento è molto importante e andrebbe approvato proprio perché parla dei diritti dei lavoratori. Quindi, vediamo se almeno, quando si parla dei diritti dei lavoratori, la coscienza di quest'Aula riesce a cambiare idea su questa proposta. Qui si introducono misure di diritto al lavoro e alla salute. Questi lavoratori, se hanno fatto delle assenze sul lavoro, non lo hanno fatto per pigrizia o per noncuranza, ma lo hanno fatto perché costretti. C'erano tanti motivi e ci sono tuttora, in questa pandemia, che hanno costretto i fragili, le persone più fragili, a non poter accedere ai posti di lavoro. Ci sono luoghi non sicuri, in cui i protocolli di sicurezza non funzionavano; pertanto, per tutelare la propria salute, questi lavoratori non hanno potuto accedere al posto di lavoro. Quindi, queste assenze devono essere riconosciute, devono essere valutate, così come sono. Cerchiamo di approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ferro. Ne ha facoltà.

WANDA FERRO (FDI). Grazie Presidente, ovviamente ho sottoscritto l'emendamento a prima firma Bellucci e mi chiedevo, in questa fase, chi può, come categoria, non essere definito fragile. Ma in questo caso parliamo di chi è più fragile rispetto agli altri, di chi, come lavoratore, avrebbe la necessità di tutele rispetto a delle assenze che non possono essere certamente paragonate o sostituite dalla ex legge n. 104. Uno Stato forte è certamente uno Stato che riesce, in qualche modo, a trattare la fragilità e a sostenerla rispetto a delle sfide. La proposta, come dicevo, è una proposta sensata, una proposta che dovrebbe vedere la giusta attenzione da parte del Governo, anche perché, in questa fase, io credo che ci sia anche la necessità di essere uno Stato che guarda ai fragili con la giusta attenzione, anche per avere quella fiducia che spesso i cittadini perdono. È proprio vero…

PRESIDENTE. Concluda.

WANDA FERRO (FDI). …che la fiducia, Presidente, è facile da rompere e semplice, in qualche modo…

PRESIDENTE. Grazie.

Ha chiesto di parlare il deputato Tasso. Ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE-PSI). Grazie Presidente, anche in questo caso chiedo il permesso di sottoscrivere questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), anche perché in passato, nei miei interventi in quest'Aula, ho sempre sostenuto la causa dei lavoratori fragili, dei lavoratori che debbono seguire terapie salvavita e sono affetti da malattie croniche o rare. In questo caso, io in questo emendamento ravviso degli elementi necessari al raggiungimento di che cosa? Del riconoscimento che esistono questi lavoratori fragili, che spesso devono scegliere tra il lavorare e, quindi, correre dei seri pericoli per la propria salute, oppure morire di fame, perché, nel tragico gioco del comporto, rischiano di superare le ore previste e, quindi, avere decurtazione di stipendio fino, addirittura, al licenziamento.

Quindi, quando leggo che bisogna sostituire al comma della legge del 24 aprile 2020, n. 27, la dicitura “diciotto giornate fino al 30 giugno”, invece che delle dodici giornate previste nei mesi di maggio e giugno del 2020, allora vi ravviso un elemento di buonsenso e un elemento, come dicevo prima, necessario. Così come inserire, dopo le parole “terapie salvavita”, le parole “o da malattie croniche o rare” è un altro elemento necessario per dare giustizia, sostegno e riconoscimento a questi lavoratori, che già, quotidianamente, devono combattere una grande battaglia per la conservazione della salute.

Poi, per quanto riguarda il periodo di comporto, mi sono mi sono già espresso. Bisogna, secondo me, intervenire con grande sensibilità, con grande consapevolezza su questo elemento per evitare che debbano scegliere, come ho detto prima, se lavorare e, quindi, correre rischi per la salute oppure andare incontro a serie difficoltà economiche. Pertanto, io voterò favorevolmente questo emendamento, avendo richiesto la sottoscrizione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Continua a mancare il buonsenso da parte del Governo su emendamenti che, come è evidente, migliorerebbero la vita degli italiani e che non hanno alcun rischio di complicare la salute degli italiani. Allora, noi continuiamo a non capire perché si continuano a fare iniziative che complicano la vita e non servono alla salute. Non c'è uno solo di questi emendamenti in cui il Governo può dire che è contrario perché è pericoloso per gli italiani, non c'è alcun pericolo. Il pericolo c'è sui mezzi di trasporto pubblici che non avete rafforzato, il pericolo c'è perché non state tutelando gli anziani, il pericolo c'è perché avete, magari, nascosto i report o il pericolo c'è perché, magari, avete ben pensato di non aggiornare il piano pandemico quando doveva essere aggiornato. Il pericolo, in Italia, è dato dalle scelte sbagliate del Governo. I cittadini italiani sono responsabili e voi continuate a criminalizzare chi non ha colpe.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. È incomprensibile, soprattutto da questo Governo sbilanciato nettamente a sinistra, che neanche un emendamento a favore dei lavoratori dipendenti venga accolto. Qui chiediamo semplicemente, con questo emendamento, di consentire ai lavoratori dipendenti, per i quali non sia possibile svolgere in sicurezza attività lavorativa in modo agile, di equiparare l'assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero e, ancora, di non costringere i lavoratori a usare la legge n. 104 quando hanno una patologia o debbono stare al fianco di familiari con patologia. È incomprensibile come ogni volta che si parli di lavoro, financo per i lavoratori dipendenti, questa sinistra di Governo sia sorda e accolga con indifferenza le proposte di Fratelli d'Italia. Vi invitiamo a ripensarci per un residuo senso di onestà intellettuale e coerenza con la vostra storia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Presentiamo questo emendamento anche alla luce delle difficoltà, visto che non avete fatto niente per mettere in sicurezza i trasporti e, adesso, inaugurate anche questo pass che andrà a gravare. Per esempio, se da Piacenza devo andare in Lombardia, devo pagare ogni giorno, magari ogni settimana, un tampone a 50-70 o 80 euro. Io ero il primo a chiedere i controlli nei porti e negli aeroporti, ma non da regione a regione o per chi viaggia in aereo o in treno. E questi lavoratori dovranno decidere se sborsare i soldi, se andare in un luogo sicuro, se prendere mezzi sicuri o, sennò, essere licenziati o, comunque, pagare di tasca propria tutte queste inefficienze che il Governo sta mettendo in campo. Purtroppo, dovete capire che ci sono anche imprenditori in difficoltà che più di chiudere, più di mettersi in sicurezza, rischiano sulla propria pelle di prendersi questo COVID maledetto. Allora, mettetevi una mano sulla coscienza e andategli incontro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere questo emendamento e, di nuovo, sottoporlo all'Aula, ma mi rendo conto che su qualsiasi proposta fin qui fatta da ieri, a oltranza, di natura assolutamente concreta e di buonsenso rispetto a tantissime tematiche che riguardano i nostri cittadini ci sia proprio questo muro, questa indifferenza, questa non attenzione, anche in questo caso, quando si parla di lavoratori dipendenti fragili. Cioè, chiediamo loro di scegliere tra il diritto alla salute e il diritto a lavorare e, se questa cosa non viene fatta, o rischiano la vita oppure rischiano lo stipendio o, addirittura, il posto di lavoro. Questo è inaccettabile da un Governo e un Parlamento seri che pensano ai bisogni dei propri italiani (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. A me sembra abbastanza chiaro che il gruppo di Fratelli d'Italia pretenda attenzione e rispetto su un tema così delicato da parte del Governo, perché qui stiamo parlando del sostegno ai lavoratori fragili e, quindi, dei diritti che da ciò ne conseguono per i lavoratori con particolari fragilità. Ci rendiamo perfettamente conto di essere entrati con emendamenti precisi, puntuali, dettagliati, con dovizia di particolari, che raccontano le difficoltà dei lavoratori fragili in questo mondo del lavoro e in quel vasto e complicato campo dei permessi retribuiti, in cui è sempre molto complicato, direi quasi un'impresa, individuare gli aventi diritto a determinati permessi o ai congedi o a quant'altro. Noi chiediamo - e concludo - che i periodi di assenza non sostituiscano i permessi ex lege n. 104 e che per i laboratori fragili per i quali non sia possibile o non sia consentito svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile - e concludo - il periodo di assenza sia equiparato al ricovero ospedaliero.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente. Sottoscrivo questo emendamento. Qui, in realtà, il discorso che noi stiamo portando avanti - e l'ha detto bene la collega Ferro, mi voglio riallacciare - è solamente, senza entrare nello specifico, capire che tipo di Stato vogliamo essere, che tipo di approccio vogliamo avere e come ci vogliamo relazionare rispetto alle fragilità. E, allora, non possiamo, poi, scandalizzarci quando vediamo, nei servizi televisivi, situazioni paradossali di gente che vive grandi difficoltà di fragilità oggettiva, che, poi, non viene aiutata e sostenuta da noi. È chiaro, ci sono mille situazioni: noi dobbiamo essere bravi a saperle individuare e a saper tutelare chi vive questa fragilità. Lo Stato gli deve essere vicino, gli deve essere amico, gli deve essere sostegno, gli deve essere un amico fedele.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Ne ha facoltà.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. In una fase in cui, come veniva giustamente illustrato dalla collega Bellucci, lo Stato deve necessariamente assistere tutti i cittadini che si trovano in una situazione di bisogno, particolare attenzione e particolare esigenza di tutela devono essere rivolte a quelle persone che hanno delle fragilità a prescindere dal momento attuale, che ora vengono amplificate e vengono ulteriormente evidenziate. È questo il compito dello Stato, cioè essere dalla parte di chi è più debole, di chi è più fragile. Non essere forte con i deboli e debole con i forti, magari invocando controlli a tappeto nei confronti di chi già è predisposto nel rispetto di regole e girandosi dall'altra parte nei confronti di chi, invece, con condotte costantemente lesive dell'interesse pubblico, mette in atto delle circostanze, evidentemente, non compatibili. Lo Stato deve ulteriormente implementare le risorse in favore di queste persone e questo emendamento che Fratelli d'Italia pone nella disponibilità dell'Aula va in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cirielli. Ne ha facoltà.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Grazie, Presidente. Appare davvero incredibile come non ci sia la sensibilità di tutelare i dipendenti in una situazione così grave e, purtroppo, è capitato di frequente che persone che avessero familiari anziani ammalati di COVID e soli non si siano potute allontanare per effetto di una mancata previsione normativa. Tutti questi scienziati che vediamo spesso per TV e, abbiamo scoperto, persino pagati per partecipare alle trasmissioni pubbliche, non hanno saputo pensare una cosa così banale.

Ecco, c'è questa occasione, un emendamento, l'opposizione che collabora, che vota gli scostamenti e, poi, un muro di gomma impenetrabile, con una saccenza e una presunzione, alla luce del disastro che è di fronte agli occhi di tutti: economia fallita, epidemia che dilaga, tutti quelli a rischio stanno morendo, che dovrebbero consigliare umiltà che è quella che vi manca.

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi in dichiarazioni di voto, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.019 Bellucci, con parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 2).

Passiamo all'emendamento 1.018 Bellucci.

Ha chiesto di intervenire la deputata Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie Presidente. In continuità con l'emendamento che abbiamo proposto poc'anzi, presentiamo questo, che riguarda sempre i lavoratori fragili e fragilità. In particolare vorrei sottolineare come noi chiediamo l'introduzione di una misura strutturale, cioè non di una misura a singhiozzo, che viene prorogata e che lascia anche i lavoratori continuamente nell'incertezza se questa tutela verrà garantita oppure no. Perché – vedete - lo stato di angoscia, di preoccupazione è legato al Coronavirus e, quindi, alle conseguenze che questo crea all'interno delle famiglie stesse, non solo dei lavoratori con disabilità o con grave fragilità, ma coinvolge anche la comunità a cui appartengono, che necessita di un intervento stabile. Questo si potrebbe fare perché già con le fasi che abbiamo vissuto, con i cambi di Governo, i cambi di Ministri, di sottosegretari c'è stata la preoccupazione che anche ciò che di buono è stato fatto, permanesse, ma, soprattutto, che il tanto anche inadeguato trovasse delle risposte. Allora introdurre una misura, come abbiamo fatto attraverso questo emendamento, che non dà una scadenza, se non quella della fine della condizione che caratterizza le preoccupazioni da contagio da Coronavirus, rende possibile sentire uno Stato affidabile e sicuro che, sulla base della pandemia che si sta vivendo e, quindi, ancora della non immunità di gregge, bensì di un virus che circola e che colpisce, in particolare, abbiamo visto, le persone in condizione di estrema fragilità, di grave fragilità, possa vedere quelle misure accompagnare quelle persone dando anche una certezza e, quindi, un'affidabilità.

E' per questo che abbiamo sentito il bisogno di presentare questo emendamento. Sappiamo e siamo consapevoli che alcune delle nostre richieste sono state recepite nel tempo, magari in alcuni casi con dei ritardi, sono state anche proposte nel passato da Fratelli d'Italia, che ha inteso stimolare il Governo per poter proporre giusti provvedimenti.

L'abbiamo visto anche, per esempio, con la campagna vaccinale, quando vi abbiamo sottolineato come la raccomandazione, in prima fase proposta dal Ministro della Salute Speranza, non fosse sufficiente ad includere tutti quei fragili che avevano necessità di ricevere la vaccinazione. Ci siamo uniti in questo anche ai migliori esempi che ci sono nella maggioranza, che hanno visto che le nostre richieste erano assolutamente dovute e di buonsenso. Infatti abbiamo portato il Ministro della Salute a fare una seconda raccomandazione che riguardasse anche con tutti coloro i quali erano stati esclusi, compresi i caregiver.

Allora è proprio nel solco di questa sensibilità, di quest'attenzione, dell'essere noi portavoce di richieste che provengono da quelle categorie, da quelle persone più fragili, che vi chiediamo, in questo caso, di introdurle nei provvedimenti stabilmente, come è stato fatto in passato, su nostra sollecitazione, come è stato fatto anche in questa fase, sempre nel confronto democratico fra maggioranza e opposizione, quando viene proposto. Anche in questo caso vogliamo essere pungolo per il Governo, per la maggioranza per introdurre stabilmente misure che garantiscano al lavoratore fragile la possibilità di assentarsi per giusta causa, cioè per protezione della propria salute non pagandone un prezzo, il prezzo di veder diminuiti i propri emolumenti, il prezzo di veder diminuiti i propri permessi, il prezzo di non recarsi al lavoro.

Crediamo che la stabilità di questa misura possa dare quella sicurezza e quel conforto, che aiutano in un momento di così grande afflizione e preoccupazione. E' per questo che chiediamo al Governo di potere recepire, in questo caso, quello che anche in passato ha fatto e di dare stabilità alle persone in condizioni di fragilità. Grazie e spero che vogliate votare a favore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Prisco. Ne ha facoltà.

EMANUELE PRISCO (FDI). Grazie Presidente. Innanzitutto per sottoscrivere l'emendamento della collega Bellucci che, come quello precedente, pone un tema molto serio: che uno Stato debba rappresentarsi - soprattutto è emerso con forza durante questa pandemia- nella tutela di chi è più fragile. La proposta, che va nell'ottica di rendere stabili quei provvedimenti dove talvolta si è arrivati anche con ritardo ma, forse, anche determinato dell'emergenza in cui ci siamo trovati, credo che meriti un'attenzione da parte dell'Aula - e concludo Presidente - stabilizzando quelli che sono stati i provvedimenti sporadici a tutela delle persone fragili nel mondo del lavoro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Vinci. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VINCI (FDI). Grazie Presidente. Voglio sottoscrivere anch'io questo emendamento. Mi chiedo: questo non era il Governo che ha istituito nuovamente il Ministro per le Disabilità, quello che doveva occuparsi delle persone più deboli e più fragili? Io mi chiedo, e si chiedono anche gli italiani, cosa stia facendo questo Governo per questo tipo di categorie, ce lo chiediamo qui dentro tutte le volte che proponiamo qualcosa a favore dei soggetti più fragili, perché, puntualmente, ci viene rigettato. Allora questo non è soltanto un problema di quest'Aula, ma se non interviene il Parlamento e queste persone, magari, verranno o licenziate o si troveranno senza lavoro, il problema finirà nelle aule dei tribunali, davanti al giudice del lavoro. Cosa facciamo intasiamo i nostri tribunali con altre cause perché il Parlamento non è stato in grado di decidere cosa si fa delle persone fragili che non possono recarsi al lavoro? Non siamo in grado di legiferare? Allora che il Governo lo dica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestri. Ne ha facoltà.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie Presidente. Chiedo di sottoscrivere questo emendamento. Siamo ancora qui a parlare dei lavoratori fragili, categoria che non possiamo dimenticare, come è stato detto anche prima per l'altro emendamento, lo ribadiamo anche adesso. In quest'anno si è sempre parlato di tutelare le persone fragili, tutelare gli anziani, tutelare le persone con patologie. Però bisogna tutelare anche il lavoro delle persone fragili perché il lavoro è un diritto.

Quindi, questo Governo deve dare un aiuto, una garanzia, magari approvando questo emendamento, a quelle persone che, purtroppo, sono costrette ad assentarsi dal lavoro a causa delle loro patologie e quindi chiediamo al sottosegretario e al Governo un ripensamento su questo emendamento e, magari, dare un parere favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Io voglio rivolgere una domanda, devo dire, retorica a questo Governo: che cosa state facendo voi per questi lavoratori fragili e, in particolare, quante volte, quante volte devono pagare i danni di questa pandemia e delle misure che voi non adottate a loro sostegno? Molti aspettano ancora di essere vaccinati e la pandemia colpisce innanzitutto loro; se si assentano dal lavoro per giusta causa vengono penalizzati. Scusate, ma una mano sulla coscienza forse è ora di mettersela. È troppo facile, usciti da quest'Aula, parlare costantemente di persone fragili e, poi, venire in quest'Aula, davanti a un emendamento serio, di buon senso, concreto, come questo di Fratelli d'Italia, e dire di no.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mollicone. Ne ha facoltà.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). Grazie, Presidente. Continuo la battaglia, accanto alla collega Bellucci, con Fratelli d'Italia. Chiedo di sottoscrivere questo emendamento e sottolineo, anche con gli emendamenti precedenti, quanto sia sincero e convinto il confronto con le associazioni di categoria che difendono i lavoratori fragili e tutti i malati esposti alle malattie anche più rare. Ebbene, come maggioranza avete tentato di fare qualcosa nel decreto-legge Sostegni, all'articolo 15, ma, in realtà, vi siete limitati a dare dei termini a un problema che non può avere termini. In generale, la battaglia di Fratelli d'Italia, accanto ai fragili, è determinata, non si fermerà a questo provvedimento e procederà, assolutamente, anche in tutti gli altri provvedimenti, perché è una battaglia di civiltà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Io posso capire - ma non condividere, ovviamente - che nella seduta di ieri, nella prima parte, ci fosse una chiusura da parte della maggioranza agli emendamenti di Fratelli d'Italia, perché alcuni di quelli erano più tipici di una dialettica parlamentare tra maggioranza e opposizione. Tuttavia, se già era incomprensibile il “no” ad alcune delle nostre richieste di ieri sulle palestre, sulle attività sportive, sui ristoratori, eccetera, oggi il “no” della maggioranza sarebbe incomprensibile e sarebbe anche grave, perché si tratta, in questo caso, di emendamenti a tutela di lavoratori fragili per chiedere che la loro assenza, quando non può essere sostituita dalla modalità di lavoro agile, possa essere equiparata al ricovero ospedaliero. È un fatto di coscienza e un fatto di buon senso (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Tasso. Ne ha facoltà.

ANTONIO TASSO (MISTO-MAIE-PSI). Grazie, Presidente. Anche in questo emendamento, che chiedo ai colleghi di poter sottoscrivere, si parla di lavoratori fragili e in questa categoria io inserirei anche i fibromialgici che, da tempo, chiedono un riscontro, un riconoscimento per la loro situazione (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Lo chiedono a gran voce e credo sia arrivato il momento di prestare attenzione e prestare ascolto alle loro esortazioni. Non si tratta, accogliendo questo emendamento, di dare ragione a una parte politica o ad altri colleghi parlamentari, si tratta di prestare attenzione a un problema reale che esiste e di cui dobbiamo farci carico. In questo emendamento c'è anche un riferimento, in particolare, al settore privato, con il quale non posso che essere d'accordo. Quindi, ottenuto il permesso di sottoscriverlo, voterò favorevolmente (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Continuiamo a raccontare a quest'Aula quelle che, secondo Fratelli d'Italia, sono proposte che hanno una validità ed è la validità di rispondere alle aspettative che in questo momento ci sono da parte di tutti gli italiani. Riteniamo che, lì dove si continui a parlare di fragilità e si continui a parlare di necessità, che in questo momento sono più che mai cogenti e alle quali, più che mai ora, bisognerebbe dare delle risposte, non si possa prescindere dalla valutazione del contenuto di questo emendamento. Abbiamo davvero difficoltà a comprendere come mai il Governo, all'interno del dibattito della Commissione e ancora in quest'Aula assolutamente sorda a quelle che sono le esigenze degli italiani, non riesca a capire che in questo momento, che è assolutamente diverso da tutti quelli che abbiamo vissuto sino ad oggi, c'è la necessità di dare risposte diverse.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, questo emendamento è connesso, nel merito e nel contenuto, a quello precedente. Si parla dei diritti dei lavoratori e ben ha detto la collega Bellucci che si tratta di dare stabilità e di strutturare questa misura. Quindi, chiediamo che le persone più fragili possano avere più stabilità; questa è una situazione anche di sicurezza e di tranquillità mentale, fondamentale per chi ha dovuto, per un anno, superare insidie e affrontare periodi molto duri. Quindi, garantiamo la possibilità di un'assenza, in qualche modo giustificata, viste le situazioni di emergenza e visto che quest'assenza non è sicuramente determinata da pigrizia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, a noi pare che questi emendamenti, che vanno nel senso anche di una difesa dei più deboli, non solo a parole ma nei fatti, meriterebbero non solo attenzione ma condivisione, perché non possiamo dimenticare che, quando parliamo, come si è parlato in più occasioni, di fragilità, queste persone fragili non possono essere tali solo perché così definite e non perché vengono adeguatamente assistite anche in quella normativa che ne tutela fino in fondo i diritti.

Presidente, è molto facile dire belle parole e poi non concludere mai nulla coi fatti. Gli emendamenti di Fratelli d'Italia non sono emendamenti di vetrina, sono emendamenti di sostanza, quella sostanza che ci fa stare, oggi, dalla parte dei più deboli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Donzelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie, Presidente. Non comprendo il motivo per cui la maggioranza resti immobile anche rispetto all'ipotesi di tutelare i soggetti deboli nel loro lavoro, nel momento in cui risulta evidente a tutti che è proprio questo quello che è stato sbagliato nell'approccio alla pandemia: non avete tutelato i soggetti fragili. Era molto più semplice gestire questa pandemia tutelando i soggetti fragili e stabilendo dei protocolli per poter permettere agli altri di vivere e lavorare in sicurezza. Avete scelto di chiudere tutti e non tutelare i fragili; così si sono intasati gli ospedali, così a distanza di un anno abbiamo gli stessi morti dell'anno precedente e le persone continueranno a morire finché non tutelerete le persone fragili. Non basta chiudere gli italiani, anzi, abbiamo visto che a chiudere gli italiani non si ferma il virus e i morti arrivano perché non tutelate le persone fragili.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie, Presidente. Ieri, Fratelli d'Italia ha proposto una serie di emendamenti a tutela delle filiere che voi sciaguratamente avete chiuso, a tutela delle partite IVA, dei commercianti e dei ristoratori. Oggi, Fratelli d'Italia propone una serie di emendamenti a tutela dei lavoratori dipendenti fragili. Strano Governo, in tempi di mascherina, il Governo Draghi, è un Governo che ha messo, ieri, il bavaglio e la mascherina alla destra che non ha tutelato le categorie dei produttori e delle partite IVA.

E' un Governo che, oggi, ha messo il bavaglio alla sinistra, che non ha neanche più il coraggio di tutelare i lavoratori dipendenti. Fratelli d'Italia rimane quel partito interclassista nazionale che tutela chiunque in Italia si ostina a produrre ricchezza e a lavorare nella trincea dell'economia nazionale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Deidda. Prego.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Bene ha fatto il collega Tasso - e lo ringrazio anche a nome di Fratelli d'Italia - a capire lo spirito dei nostri emendamenti, che non vogliono essere emendamenti di bandiera, non vogliono essere emendamenti ideologici, ma cerchiamo solamente di contribuire a farvi capire che, fuori da questo palazzo, ci sono situazioni veramente drammatiche. E bene ha fatto a ricordare i pazienti affetti da fibromialgia: il 12 maggio si celebrerà la giornata dove tutti i comuni aderiranno all'associazione, all'Unione dei pazienti fibromialgici d'Italia per colorare di viola i palazzi comunali e i monumenti. Loro sono delle vittime invisibili di questa pandemia e noi dobbiamo cercare con questi emendamenti di aiutarli a uscire senza paura per affrontare il mondo del lavoro e la vita reale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Ciaburro. Prego.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Intervengo per chiedere di sottoscrivere l'emendamento Bellucci e per sottoporre di nuovo all'Aula, in continuità con l'emendamento precedente, quella che è la richiesta di questo emendamento, che sostanzialmente chiede di rendere la misura strutturale, stabile per quei lavoratori fragili che non devono essere messi nella condizione di dover scegliere tra quel diritto sacrosanto di proteggere la vita loro e di chi sta loro vicino, della comunità, e invece il diritto al lavoro. Ecco, se le norme in tempo normale erano quelle fino a prima della pandemia, stabili e di consuetudine, oggi in tempi straordinari dobbiamo assolutamente capire quei bisogni e correggere anche le norme affinché possano essere più vicine alle esigenze di questi lavoratori. Ecco, è già stato detto anche dai colleghi: dalle parole bisogna passare ai fatti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Butti, prego.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. Noi stiamo tentando di parlare della condizione dei lavoratori dipendenti fragili, però ci rendiamo conto che forse non vi è una reale consapevolezza sul numero di soggetti che pure lavorano e alimentano il nostro mondo del lavoro, che hanno queste caratteristiche. Stiamo parlando di persone immunodepresse, stiamo parlando di persone con disabilità e che, proprio per questo, sono forse anche più esposti alle insidie delle malattie, in questo caso del virus.

Ebbene, non per tutte queste persone il regime dello smart working è accessibile o è accettabile e, quindi, noi chiediamo che per i lavoratori fragili - e concludo - per i quali non sia possibile svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, quel periodo sia un periodo di assenza equiparato al ricovero ospedaliero.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bignami. Prego.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. Anche in questo caso, Fratelli d'Italia evidentemente realizza una proposta finalizzata a migliorare un contesto in cui è necessario sostenere chi maggiormente è esposto ed è a rischio anche per gli effetti conseguenti alla diffusione di una epidemia le cui ricadute certo si riverberano su tutto il popolo italiano ma che con questa particolare categoria di persone ha evidentemente un'esigenza di maggior tutela.

Ed è anche questa una proposta che, a nostro modo di vedere, in larga parte raccoglie quelle che erano le esigenze e le istanze già rappresentate da ampie parti della maggioranza in passato e che speriamo vogliano trovare coerenza in un voto da parte dell'Aula in accoglimento di un emendamento che ci pare francamente dettato più dal buon senso che da eventuale connotazione di posizione politica.

PRESIDENTE. Se nessun altro chiede d'intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo 1.018 Bellucci, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 3).

Passiamo all'emendamento Sapia 2.201. Ha chiesto di parlare il deputato Sapia, prego.

FRANCESCO SAPIA (MISTO-L'A.C'È). Grazie, Presidente. Intervengo sugli emendamenti presentati all'articolo 2: lavoro agile e congedi. Gli emendamenti hanno inteso sotto l'aspetto motivazionale apportare ulteriori ed innovativi benefici ai lavoratori dipendenti, genitori di figli comunque in età minorile, con la previsione di cumulare il beneficio per tutti i lavoratori dipendenti, anche in regime di part-time in presenza di figli con gravi disabilità, in modo da favorire una più completa assistenza nonché una più congrua ristorazione sul piano economico in un periodo caratterizzato, non solo dalla precarietà sanitaria, ma da quella lavorativa ed economica.

Presidente, in Commissione la risposta del Governo dei migliori è stata la stroncatura delle proposte emendative, in netto contrasto pertanto con il buonismo mediatico che connota lo stesso Governo e la eterogenea maggioranza che lo sostiene.

La formulazione fredda, asettica e meramente burocratica del testo originario del decreto-legge in argomento è lo specchio lampante, Presidente, al di là dell'ossessiva ricerca di audience, della lontananza di questa compagine governativa dai bisogni reali della gente, in primis dai lavoratori e dalle persone fragili e vulnerabili, in un contesto politico generale che ha svilito delle proprie prerogative l'istituto parlamentare riducendolo a rango notarile, in nome di una governabilità trasversale, confusa, pasticciata ed inconcludente. Grazie (Applausi dei deputati del gruppo Misto-L'Alternativa c'è).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Baroni, a titolo personale.

MASSIMO ENRICO BARONI (MISTO-L'A.C'È). Grazie, Presidente. Questo emendamento è piuttosto importante perché riapre la questione di come il Governo abbia gestito il cambiamento di assetto che le chiusure fatte a causa della pandemia hanno avuto e l'impatto che hanno avuto sulle famiglie e sui minorenni. Già non è stato fatto nulla a livello di sostegno e di salute mentale da parte del Governo per sostenere appunto psicologicamente questi nuclei familiari; qui si chiede semplicemente che i genitori possano avere un'estensione delle prerogative nello stare accanto ai loro figli nei momenti di massima difficoltà. Non dare una spiegazione in merito a questo emendamento è veramente un peccato che, a mio avviso, porterete sulla coscienza (Applausi dei deputati del gruppo Misto-L'Alternativa c'è).

PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.201 Sapia, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 4).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.73 Rizzetto.

Ha chiesto di parlare il deputato Rizzetto. Ne ha facoltà. Deputato Rizzetto?

WALTER RIZZETTO (FDI). Presidente, mi scusi, chiedo scusa, avevo capito un altro numero. Grazie, Presidente. Dunque, sottosegretario, il problema rispetto a quanto abbiamo vissuto in Commissione, ovvero, come lei ricorderà, un'ampia mole di lavoro - perlomeno una sufficiente mole di lavoro - rispetto al lavoro in modalità agile, secondo noi, non vi è stata un'estrinsecazione, così come la politica in questo momento avrebbe dovuto fare.

Lei ricorderà perfettamente, sottosegretario, e colleghi, quanto il lavoro agile, ad esempio, vada ad accavallarsi con il sistema dei congedi, nel senso che molto spesso queste famiglie non sono famiglie che possono permettersi di restare a casa qualche mese, pur non lavorando.

Lei saprà perfettamente che con questo tipo di nuova modalità ci sono anche sconti rispetto allo stipendio mensile dei lavoratori: non tutti prenderanno in questo caso il 100 per cento dello stipendio, ma si arriverà al 90, all'80 per cento. Sotto questo punto di vista, avremmo dovuto intersecare molto meglio i congedi parentali con il lavoro agile, cosa che a noi non sembrava innovativa, ma che evidentemente alla maggioranza sembrava un qualcosa di talmente innovativo che non è stato accettato. Non è stata fatta passare nessuna proposta emendativa sotto questo punto di vista.

Ora il lavoro agile - o parafrasando e sforzando un po' questa terminologia, quello che fondamentalmente qualcuno chiama “lavoro intelligente”, “smart working” o qualcosa del genere - ancora ad oggi non è raggiunto come obiettivo e come scopo. Il cosiddetto lavoro intelligente non è esattamente - anzi non è sicuramente - quello che oggi noi stiamo prorogando sino a settembre, sino ad ottobre di quest'anno. Oggi noi parliamo, sottosegretario, in materia giuslavoristica di una remotizzazione dei posti di lavoro. Si tratta di prendere una struttura informatica, quale potrebbe essere un device, un computer o degli strumenti, portarli a casa - o, se il lavoratore già ce li ha, lasciarli a casa del lavoratore stesso - e cercare evidentemente, insomma, di poter fargli fare qualche pratica da casa. Questo non è lavoro agile, questo non è smart working, questo non è fondamentalmente il futuro del nostro lavoro, che, se sotto alcuni punti di vista evidentemente potrebbe essere una grandissima opportunità per il futuro, sotto molteplici punti di vista non è ancora normato. Tant'è vero che, assieme alla collega Lucaselli piuttosto che con il gruppo parlamentare di Fratelli d'Italia, Fratelli d'Italia ha portato a cercare di calendarizzare una proposta di legge proprio su questo tema.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FABIO RAMPELLI (ore 12,06).

WALTER RIZZETTO (FDI). Secondo me, da questi emendamenti, come ieri ricordato, dobbiamo iniziare a prevenire quello che potrebbe essere un grande problema, rispetto alle dinamiche lavorative e soprattutto di welfare, oserei dire, che dall'autunno di quest'anno potremmo andare a vivere e a far vivere ai nostri lavoratori. La postazione, in termini di prestazione lavorativa, deve essere svolta in modo, chiamiamolo, agile, soprattutto in questo momento, garantendo i diritti sia dei datori di lavoro - è evidente - sia dei lavoratori stessi, quando parliamo, ad esempio, di diritto alla disconnessione, piuttosto che di tutta una serie di tutele e di garanzie che evidentemente devono esserci. Quando noi andiamo fondamentalmente a parlare di sopprimere le parole “svolge la prestazione di lavoro in modalità agile o”, andiamo ad abrogare un passaggio che va esattamente a tutela dei lavoratori. Lo rinnovo: ne abbiamo parlato e ne abbiamo discusso anche e soprattutto in Commissione. Lo si ricordava prima, tra l'altro, con un collega: se in una fase di dibattito degli emendamenti stessi poteva essere interessante andare a definire meglio quello che era l'articolo 1, tanto meglio oggi - considerato che l'articolo 2 è persistente rispetto alle dinamiche del lavoro - dovremmo andare ad ampliare la discussione, in modo sicuramente molto più importante di come non lo stia facendo soltanto in quest'Aula Fratelli d'Italia. Perché, vedete, ad un certo punto qualche collega di Fratelli d'Italia prima ha dichiarato una cosa, sulla quale io sono perfettamente d'accordo: quando si parla di diritti dei lavoratori…

PRESIDENTE. Concluda.

WALTER RIZZETTO (FDI). …sembra che qua dentro la sinistra vada a dimenticarsene e sembra che, virtuosamente, soltanto Fratelli d'Italia, soprattutto rispetto a questo provvedimento, parli dei diritti degli stessi. Chiediamo, quindi, un approfondimento importante…

PRESIDENTE. Ha esaurito il suo tempo.

WALTER RIZZETTO (FDI). La ringrazio e concludo. Chiediamo un approfondimento importante, qualora non dovesse essere possibile in questa fase emendativa, almeno nella prossima.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Prisco: rinuncia.

Ha chiesto di parlare il deputato Vinci, per un minuto, a titolo personale. Sta arrivando, lo aspettiamo. Prego, a lei la parola.

GIANLUCA VINCI (FDI). Grazie, Presidente. Sembra incomprensibile non approvare un emendamento come questo che chiedo anche di sottoscrivere -, perché da troppo tempo sentiamo parlare di lavoro agile o smart warking, come una forma di “non lavoro”. Fino a quando questo “non lavoro” viene detto in un bar, viene detto che tanto si è a casa e non si fa nulla, è un conto. Ma, quando in un'Aula parlamentare si chiede di consentire ai genitori di assistere i propri figli, magari in quarantena, e ci viene risposto che, se i genitori si trovano già in smart working, quindi a casa - quindi a detta della maggioranza a non fare nulla -, possono assistere i propri figli, anche senza altre misure, quindi senza dover stare a casa dal lavoro, significa non aver capito che chi è a casa e lavora da casa deve comunque lavorare, essere impegnato; ha degli obblighi che devono essere rispettati, quindi non c'è la possibilità di cura della propria famiglia e dei propri figli. Se non si capisce questo, non si è capito quello che stiamo facendo da un anno, cioè consentire ai lavoratori di lavorare da casa, non di bivaccare da casa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Rachele Silvestri, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie Presidente, anch'io chiedo di sottoscrivere questo emendamento, perché in quest'anno abbiamo imparato a conoscere la modalità di lavoro agile oppure smart working. Però, come stava dicendo il mio collega Vinci or ora, lavoro agile non significa stare a casa a non far nulla e, quindi, potersi occupare dei bambini, perché chi ha dei bambini e sta a casa sa quante difficoltà affronta nell'aiutare i bambini nella DAD, quindi a stare lì e metterli davanti a un computer.

Quindi, se si sta a lavorare in smart working oppure con il lavoro agile, non c'è possibilità di stare anche ad aiutare i bambini perché o si lavora oppure si va in soccorso ai bimbi. Quindi, con questo emendamento chiediamo proprio questo cioè consentire anche ai genitori che hanno la possibilità di lavorare da casa di usufruire del congedo e del bonus babysitting.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli a titolo personale per un minuto. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). I bambini non sono un soprammobile davanti ad un iPad e la scuola non è semplicemente ascoltare una lezione. La ratio è che i genitori siano a casa quando i ragazzi sono in DAD perché diano loro un supporto e i genitori, comunque, non sono dei semplici custodi. Nel momento in cui sanno che i propri figli sono costretti alla DAD, con tutte le ripercussioni del caso, sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista della loro istruzione, è un loro dovere star loro a fianco. Chiedere invece che possano lavorare, senza considerare la sovrapposizione del tempo del lavoro con quello in cui devono essere a supporto dei propri figli, denota come questa maggioranza “minestrone” non abbia realmente a cuore soprattutto il bene dei più piccoli, delle persone che, insieme alle persone fragili, hanno subìto maggiormente la devastazione a causa delle restrizioni e dei provvedimenti che avete adottato per la pandemia.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mollione a titolo personale per un minuto. Prego, a lei la parola.

FEDERICO MOLLICONE (FDI). L'emendamento del collega Rizzetto, che chiedo di sottoscrivere, va ad evidenziare quello che accade all'interno delle nostre case. Ovviamente non è una situazione assolutamente “agile”, per usare un gioco di parole, molto spesso - abbiamo visto anche servizi giornalistici su questo - i genitori si devono dividere tra un telefonino e un vecchio PC e dare il tablet ai figli per permettere di seguire la scuola. Questo attiene molto anche al divario digitale e sappiamo che, nel Centro-Sud in particolare, la scuola digitale a distanza è fallita in molti comuni. Sono tutte iniziative a sostegno di quelle famiglie che hanno magari una situazione domestica difficile, esposta e sensibile dal punto di vista sociale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Lucaselli, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Lo abbiamo già detto ieri e lo ribadiamo oggi: noi abbiamo la necessità di rivedere il modo in cui alcune cose vengono interpretate nel nostro Paese e, indubbiamente, il lavoro è una di queste. Abbiamo imparato nuove forme di lavoro, ma soprattutto abbiamo imparato che tutto ciò che è nuovo deve in qualche modo trovare il proprio riscontro in un provvedimento normativo. È per questo che abbiamo portato all'attenzione in Commissione - ma lo avevamo già fatto da tempo, dall'inizio della pandemia - l'importanza di disciplinare in maniera corretta lo smart working, il lavoro agile, di occuparci di quanti utilizzano queste nuove forme di lavoro in una società che, inevitabilmente, dopo la pandemia è già cambiata e continuerà a cambiare.

PRESIDENTE. Non essendovi altre richieste di intervento, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.73 Rizzetto, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 5).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.34 Frassinetti. Ha chiesto di parlare la deputata Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Questo emendamento, che si incentra sulla possibilità di dare il congedo parentale anche al coniuge quando c'è una situazione di lavoro agile, non può non imporre una riflessione doverosa sui motivi per i quali esiste questa emergenza. Questi motivi sono rappresentati dalla didattica a distanza in primis, un modo di fare scuola che è stato ormai consueto in questo ultimo anno, non solo nelle scuole superiori, dove è perdurato più tempo, ma anche nelle scuole dell'infanzia e nelle primarie. Si tratta di bambini, di minori molte volte proprio piccolissimi che hanno bisogno di cura, di attenzione ma anche di guida didattica. I genitori hanno dovuto quindi colmare delle lacune anche da un punto di vista didattico, nonostante gli insegnanti abbiano fatto veramente di tutto per cercare di non interrompere il filo tra la scuola e le famiglie, ma certamente voi capirete che non è bastato. Son dovuti intervenire i genitori e le famiglie, soprattutto per i bambini delle primarie, per poterli introdurre alla didattica a distanza, attivando il computer e cercando di mantenere l'attenzione del bambino che, naturalmente, dopo un tot di tempo è ovvio ed endemico che si stacchi e si distragga; quindi, una cura intensa e continua.

Perciò, come si fa a non calcolare o a non calcolare diversamente il lavoro da remoto da quello in presenza. È chiaro che un genitore che deve effettuare queste mansioni di cura continua non può sicuramente dedicarsi anche al lavoro, nonostante stia facendo lavoro agile. Si tratta di assicurare, Presidente, un equilibrio sostenibile tra la cura e il lavoro rispetto all'obiettivo che è quello di assicurare ai figli adeguate cure. Oltretutto, esiste un pericolo, esiste il rischio della depressione; ormai questo è un dato acclarato da tutti. I minori, ma non solo, anche gli studenti delle superiori hanno manifestato in questo periodo tantissimi disturbi, oltre che disturbi alimentari anche una depressione generalizzata. Quindi, la funzione del genitore deve essere anche quella di porre attenzione nel curare e portare avanti un sostegno non solo didattico ma anche familiare, di affetto e di equilibrio. Secondo il testo da voi individuato ci sarebbe questo congedo ma non se uno dei due genitori lavora da casa. Secondo voi, la prestazione in modo agile sarebbe meno onerosa di quella in presenza. Lavorare da casa, come dicevo prima, è sicuramente molto difficile in certe condizioni. Io penso per esempio a un insegnante che debba fare didattica a distanza ai suoi alunni e, nello stesso tempo, curare il proprio bambino mentre effettua a sua volta la didattica a distanza. Ci sono delle situazioni veramente al limite della fattibilità. Io penso che con una normale cognizione della questione si possa capire che non è possibile.

Quindi, non si tutelano in questo modo i lavoratori, si lede il diritto di tutela dei minori, il diritto alla genitorialità e alla crescita serena dei figli. Quindi, chiedo all'Aula di votare questo emendamento perché tutti voi conoscete la problematica inerente alla didattica a distanza, tutti voi sapete che fatica hanno fatto le famiglie e le donne, soprattutto, che molte volte hanno perso anche la loro occupazione per seguire i loro figli. Non approvare questo emendamento, impedendo ai lavoratori di continuare a conciliare la cura dei loro figli con il lavoro, sarebbe veramente grottesco e un brutto segnale (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Complimenti per la puntualità millimetrica. Ha esaurito i cinque minuti al secondo zero.

Ha chiesto di parlare la deputata Wanda Ferro a titolo personale per un minuto. Prego, ne ha facoltà.

WANDA FERRO (FDI). Grazie Presidente. Vorrei rinnovare l'appello avanzato dalla collega Frassinetti al Governo rispetto ad un emendamento importante che parla del rapporto e dell'equilibrio sostenibile fra cura e lavoro, soprattutto nel momento in cui ci siano e si debbano garantire e assicurare ai figli cure giuste. Parto dal presupposto che abbiamo fino ad oggi, in questa lunga maratona, raccolto un mare di “no”: “no” ai ristoratori, “no” ai bar, “no” agli impianti sportivi, “no” ai teatri, “no” ai servizi alla persona, “no” alla famiglia, e sono convinta che arriveremo a fine decreto con altrettanti “no”. La cosa che maggiormente mi stupisce e mi dispiace nello stesso tempo, non è certamente il “no” dei pentastellati, ma di una sinistra che secondo me inizia ad essere sempre più lontana dai bisogni reali del Paese. Io spero che il sottosegretario che…

PRESIDENTE. Concluda.

WANDA FERRO (FDI). … è rientrato anche oggi per ascoltare con attenzione possa fare una giusta riflessione, perché - lo dicevo stamattina - la fiducia nei cittadini è sempre minore, è facile da rompersi, è semplice da perdere ma è difficile da recuperare: provateci!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Donzelli. Ne ha facoltà. Prego, dalla tribuna, a lei la parola.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). Grazie Presidente. Continuiamo a portare problemi concreti e dispiace vedere che da parte della maggioranza ci sia questo silenzio e che il Governo non risponda nel merito; sembra che si stia arrecando disturbo all'Aula, che invece dovrebbe occuparsi degli italiani. In realtà, stiamo ponendo dei problemi concreti: bocciate gli emendamenti senza spiegare minimamente i motivi per cui non siete d'accordo. Non credo che ciò sia rispettoso nemmeno per voi stessi, oltre che per quest'Aula. Credo che nel momento di una pandemia e di un'emergenza simile sia utile e doveroso dare risposte agli italiani e spiegare perché si bocciano proposte così di buonsenso, così utili e non strumentali, ma chiaramente mirate a modificare errori che avete fatto, delle sviste che ci sono state. Per carità, può capitare a tutti, ma…

PRESIDENTE. Concluda.

GIOVANNI DONZELLI (FDI). … se fate degli errori e grazie agli emendamenti dell'opposizione potete rimetterci mano, non capiamo perché state perdendo così quest'occasione.

PRESIDENTE. La ringrazio. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Delmastro Delle Vedove. Ne ha facoltà. Prego, a lei la parola.

ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI). Grazie Presidente. Il collega Donzelli ha formulato una domanda retorica all'emiciclo: come fate a pensare di far ripartire l'Italia, se la tenete chiusa? Come fate a pensare di dare sostegno a questa Nazione, se chiudete le filiere produttive? La risposta, indirettamente, per il suo tramite, Presidente, la voglio dare io al collega Donzelli, perché domani, quando analizzeremo il DEF, scopriremo qual è la vostra chiave di volta per rilanciare l'Italia; perché a pagina 130 del DEF c'è vergognosamente scritto che l'Italia ripartirà perché questo Governo ha in mente di aumentare di un terzo il flusso dei migranti che pagheranno le pensioni agli italiani. Una cosa scandalosa che, da sola, qualifica un Governo che non ha nessuna prospettiva di difesa della produzione italiana, difesa delle categorie produttive, difesa dei lavoratori, ma come sempre pensa solo ai migranti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Deidda. Il deputato Deidda è in Aula o in Transatlantico? Dov'è? E' decaduto.

Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, la deputata Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie Presidente. E' quasi mortificante continuare a parlare ad un'aula sorda, sottoponendo però, invece, bisogni vitali, necessari, essenziali, per i nostri italiani. Questo è l'ennesimo emendamento che chiedo di sottoscrivere, che pone di nuovo l'attenzione a tutta una categoria, a quello che si è determinato attraverso questo lavoro agile. Precedentemente sono state ampiamente argomentate quelle che sono le decisioni da prendere per questa tipologia nuova di lavoro a distanza, in remoto, che chiaramente non può essere discussa qui in modo così approfondito, ma sicuramente ci sarà modo, se c'è la volontà, di affrontarlo, entrando proprio nel merito di tutte quelle che sono le sfaccettature, così come si anticipava per quello che riguardava la disconnessione. Noi abbiamo creato in questa fase…

PRESIDENTE. Concluda.

MONICA CIABURRO (FDI). … sovrapposizioni di compiti, competenze e ruoli alle famiglie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie Presidente. Questo emendamento della collega Frassinetti, che peraltro chiedo di sottoscrivere, cerca meritoriamente di assicurare ai figli adeguate cure, normando il congedo anche per chi può lavorare a distanza. Ma fa di più, in quanto tenta anche di assicurare un equilibrio sostenibile tra la cura ai figli e il lavoro dei genitori, quei genitori che sono stati messi anch'essi a dura prova in questa fase sanitaria emergenziale, un po' per il funzionamento a singhiozzo della scuola, un po' per l'insegnamento con la didattica a distanza, un po' per la chiusura degli asili e anche per l'obbligata distanza dei bambini per i noti motivi, ad esempio, dai nonni. Tra i genitori ci sono le mamme e, come è stato ricordato le donne sono quelle che, in termini di occupazione, hanno pagato di più la crisi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Bignami. Ne ha facoltà. Sta arrivando dal Transatlantico; questo è l'ultimo intervento e poi si vota, ne do il preavviso.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. Anche con questo emendamento Fratelli d'Italia intende evidenziare l'esigenza di rendere più sicuro e più fruibile, in un ambito evidentemente di efficienza, lo strumento del lavoro agile, proprio per garantire a quelle famiglie che si trovino esposte, come purtroppo anche in queste ore in diverse realtà sta accadendo, la necessità di coniugare gli ambiti familiari e le esigenze educative di figli che devono continuare a essere limitate nella fruizione degli ambiti scolastici, con le possibilità, però, di compiere effettivamente il proprio lavoro in un contesto che evidentemente non penalizzi né la personalità, né i contesti familiari. E', pertanto, un emendamento che va nella direzione di accogliere le istanze segnalate da più parti del centrodestra, ma che è oggi evidentemente sono sostenute soltanto da Fratelli d'Italia, per garantire appunto uno strumento ulteriore, con un potenziamento che, di certo, andava realizzato probabilmente all'inizio di questa situazione in cui l'Italia si trova esposta, ma che anche oggi può avere un'effettiva utilità nelle ricadute concrete (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.34 Frassinetti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 6).

Passiamo all'emendamento 2.33 Bucalo.

Ha chiesto di parlare la deputata Bucalo. Ne ha facoltà.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. Con questo emendamento, Fratelli d'Italia cerca di limitare la grande criticità prevista in questo provvedimento, ossia di dire al dipendente, al lavoratore, al genitore di figlio minore di anni 14 che si da il congedo solo nel caso in cui questi non possa lavorare da remoto: tutto ciò è grave. E' grave perché, prioritariamente, si va a ledere quello che è il diritto ai congedi. La ratio del provvedimento dei congedi è quella di consentire al genitore di esercitare il proprio diritto genitoriale e si basa sull'astensione facoltativa dal lavoro, proprio per accudire i propri figli, anche perché ciò è anche oneroso. Allora, tutto questo si lede e si lede un grande diritto conquistato per tutelare la famiglia. Inoltre, noi stiamo dicendo che il lavoro da remoto è meno oneroso del lavoro in presenza. Tutto ciò è sbagliato, perché il lavoro è lavoro e non consente di tutelare, di accompagnare i nostri figli in questo percorso di vita. Vede, sottosegretario, la DAD è stato un momento tragico sia per i genitori, sia per i nostri figli: è stato sconvolto il modo di lavorare da parte dei genitori e il modo anche di vivere la scuola da parte dei bambini. Abbiamo figli sempre più isolati, sempre più chiusi, con tanti stress. Allora, in questo momento è importante la presenza dei genitori per accompagnare soprattutto i figli minori di anni 11, un'età particolare, un'età dove il bambino va a formarsi. Noi, insomma, mettiamo alla stretta il genitore, mettiamo il genitore a scegliere: o vai a lavorare o vai a scegliere il congedo. Tutto questo è sbagliatissimo ed ecco perché, con questo emendamento, noi abbiamo previsto che, fino all'età degli anni 11, i genitori devono sempre avere la possibilità di scegliere il congedo anche se hanno la possibilità di lavorare in remoto o se non la hanno. Infatti, questo provvedimento apparentemente tutela i lavoratori genitori, perché così come è previsto, invece, va a ledere il diritto alla genitorialità e alla crescita serena dei figli e il rischio enorme è che si avranno sempre più bambini isolati, sempre più bambini staccati dalla vita reale e genitori sempre più fragili.

Quindi, chiedo veramente al Governo un ripensamento su questo decreto, anche perché di questa problematica del lavoro da remoto è importante discuterne e discuterne seriamente, perché non corrisponde a quello che è il lavoro agile previsto dalla normativa, perché non ci sono orari flessibili, perché non è previsto un accordo reale con il datore di lavoro. Avete visto come è stato formulato e attuato il lavoro da remoto in questo periodo della pandemia, con orari ben fissi. Prendo l'esempio di un lavoratore docente: come fa, essendo sempre in DAD, ad accudire i propri figli? Quindi, ancora una volta io la esorto, sottosegretario, a prendere in considerazione questo emendamento perché va realmente a tutelare la famiglia e la cura dei figli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Trancassini. Ne ha facoltà, per un minuto.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Io, sottosegretario, come lei, ho passato tutta la notte a cercare di dare una spiegazione al termine dell'emendamento “sovrabbondante”, ma io sono arrivato alla conclusione che è per me inspiegabile, così come il giallo rafforzato, praticamente, quindi qualcuno poi me lo spiegherà. Io credo che questo sia un altro esempio di una proposta sensata e della capacità di Fratelli d'Italia di scendere in concreto. Il tema del congedo parentale è un tema molto complesso, molto difficile. Io mi auguro che, grazie all'emendamento della collega Bucalo, lei e la maggioranza riuscirete a farne tesoro - magari subito, ma questo significherebbe stravolgere quello che sta accadendo in quest'Aula, cioè la totale sordità nei confronti delle proposte di Fratelli d'Italia e mi auguro che, almeno nel futuro, questo emendamento e quello che questo emendamento rappresenta venga accolto dalla maggioranza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Marco Silvestroni. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie Presidente. Come si fa a non approvare questa proposta emendativa, che chiaramente sottoscrivo convintamente, perché la riformulazione che propone del comma 2 va nella direzione di un equilibrio sostenibile tra cura e lavoro rispetto all'obiettivo di assicurare ai figli cure adeguate, soprattutto per la prima infanzia e per l'età scolare. Per cui, chiedo l'approvazione di questo emendamento, che è sicuramente di buon senso.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mauro Rotelli. Ne ha facoltà, per un minuto.

MAURO ROTELLI (FDI). Presidente grazie, sarò ancora più veloce. Sottosegretario, buongiorno. Ci ritroviamo anche questa mattina con questa serie di emendamenti. Il mio intervento è per sottoscrivere l'emendamento della collega Bucalo, in una situazione su un tema che è particolarmente complicato e difficile da normare. Sappiamo perfettamente che non è dietro l'angolo la soluzione, ma che sicuramente questa vicenda della pandemia ha proposto delle problematiche e delle difficoltà che fino ad ora non si erano palesate. Quindi, Presidente, l'invito è quello a sostenere questi prossimi emendamenti che ha presentato il gruppo di Fratelli d'Italia per rendere più comoda e agevole la vita, già molto difficile, delle famiglie italiane e degli studenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare a titolo personale il deputato Osnato. Ne ha facoltà, per un minuto. Il deputato Osnato non è presente e non lo vediamo neanche in Transatlantico; sta entrando, però, chiedo scusa, poiché si tratta di interventi praticamente programmati, chiedo un po' di concentrazione ai deputati interessati a intervenire.

A lei la parola, deputato Osnato.

MARCO OSNATO (FDI). Presidente, se lei ha il programma, allora se me lo fornisce, così mi aiuta, perché io non ce l'ho. Comunque, detto questo, la ringrazio dell'opportunità…

PRESIDENTE. La lista degli interventi è stata data dal gruppo di Fratelli d'Italia; è qui presente.

MARCO OSNATO (FDI). Io non ce l'ho. Credo, comunque, che sia molto interessante l'emendamento che la collega Bucalo ha presentato e che riguarda un tema che si intreccia con altri ambiti, ovvero quello della scuola, che, secondo noi, anche in modo inopportuno, è stata tenuta troppo chiusa.

Mi riferisco anche al fatto che si è dovuto accedere alla didattica a distanza che, purtroppo, non è stata implementata nel modo più opportuno dal Governo, dai vari Governi che si sono succeduti e dai Ministeri, provocando scompensi nell'assunzione delle informazioni degli studenti, i quali hanno bisogno il più possibile di un sostegno dei genitori nell'applicazione di questa didattica a distanza. Quindi, con questo emendamento si chiedono dei congedi parentali che siano adeguati alla difficoltà di seguire le persone per la didattica a distanza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Cirielli. Per cosa, scusi?

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Prego, a lei la parola.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Io, ovviamente, non voglio dare responsabilità a lei, ma è evidente che c'è una responsabilità dell'organizzazione dell'Aula. Se l'opposizione è costretta ad avere un numero limitato di deputati all'interno dell'Aula e li ha sparsi tra le varie zone, è evidente che ha una difficoltà oggettiva, poi, a intervenire. Quindi, la prego di parlare con il Presidente della Camera per verificare se si possono organizzare diversamente i lavori (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) e mettere in condizione democraticamente l'opposizione di poter fare il proprio lavoro e non essere costretta a correre o informarsi prima di quando può intervenire. è un tema di funzionamento democratico dell'Aula e la prego in questo senso di riferire al Presidente della Camera.

PRESIDENTE. La ringrazio, deputato Questore Cirielli. Lei sa che questa è una competenza non tanto della Presidenza in quanto tale, tanto meno della Presidenza di turno - informerò il Presidente Fico delle sue obiezioni -, quanto dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori. Tuttavia, gli interventi, di fatto, possono considerarsi programmati. Non è una osservazione che ho fatto a caso, quindi, se collaboriamo alle condizioni date, visti i protocolli anti-COVID, si può cercare di essere tutti un po' più collaborativi.

Ha chiesto di parlare, a titolo personale, la deputata Mantovani. Ne ha facoltà, per un minuto.

LUCREZIA MARIA BENEDETTA MANTOVANI (FDI). Grazie Presidente. Tornando sull'emendamento proposto dalla collega Bucalo, è un emendamento che opera nella direzione di un'effettiva tutela del minore e di una valorizzazione della genitorialità. Si garantisce, infatti, il diritto di astenersi dal lavoro ad uno dei genitori in caso di figli conviventi di età compresa tra gli 11 e 14 anni, quando non ci sono le condizioni per lo svolgimento del lavoro in modalità agile. Un emendamento di questo tipo è meritevole di attenzione, poiché andrebbe a normare una zona lasciata grigia dalla disposizione in esame. Quindi, io chiedo di sottoscriverlo, sperando in un ripensamento sul parere da parte del Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.33 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 7).

Passiamo all'emendamento 2.112 Montaruli.

Ha chiesto di parlare la deputata Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Questo emendamento si colloca nuovamente in merito alla parte del provvedimento dedicata ai congedi parentali ed è, in realtà, uno di una serie di emendamenti che critica fortemente il vostro approccio nei confronti delle famiglie che sono state costrette ad accudire i propri figli in DAD. La DAD è già una privazione di libertà.

Io mi sono molto spaventata quando membri di questo Governo, membri autorevoli di questo Governo avevano detto che volevano istituzionalizzare tutto ciò che è distanza, sia nel lavoro agile, ma anche nelle forme di didattica a distanza. E il lavoro agile, in particolare, non è sempre una vittoria, come in questo caso, dove diventa una necessità quando i ragazzi sono privati del diritto all'istruzione, perché questo è. Un iPad non potrà mai compensare quello che dà una scuola, che non è soltanto un edificio scolastico all'interno del quale degli insegnanti impartiscono delle nozioni, ma è un luogo dove ci sono lezioni, anche di vita, dove i ragazzi sono impegnati in una socialità che determina in maniera fondamentale il loro percorso evolutivo, la loro crescita, il modo in cui diventeranno classe dirigente, innanzitutto, prima ancora, di essere delle persone, ora dei bambini, ma, domani, degli uomini e delle donne.

Essere in DAD costringe, quindi, i genitori non a osservarli mentre sono davanti ad un computer, ma a dargli un vero e proprio supporto, un supporto che diventa fondamentale e che sostituisce, di fatto, le figure di coloro che a scuola vengono incontrate e che determinano, con la relazione personale, la crescita, quel percorso che ho anzidetto. Questo fa un genitore quando ha un proprio figlio in DAD: è il compito non solo di accudirlo e di controllare che non si faccia male davanti al computer, ma di essergli di supporto nelle tante difficoltà che ha nel relazionarsi ad un iPad per provare ad imparare, da un iPad e dall'insegnante che c'è dietro, qualcosa.

Questo emendamento è volto ad applicare il gioco del “tetris” - perché questo è stato, voi avete condannato le famiglie a un vero e proprio gioco del “tetris”, per cui chi chiede il congedo non poteva chiedere il lavoro agile, chi aveva il lavoro agile, se l'altro compagno aveva il lavoro agile, non lo poteva chiedere e tutta una serie di incastri su cui si sono scervellate le famiglie italiane -, nostro malgrado, anche ai genitori che hanno figli con meno di 16 anni e, cioè, a prevedere che non siano penalizzati nella retribuzione quei genitori costretti a rimanere a casa proprio perché hanno un figlio tra i 14 e 16 anni in DAD.

Probabilmente, questo emendamento non sarebbe stato necessario un anno fa, perché un anno fa si diceva: non è necessario, perché i ragazzi, a 16 anni, sono già grandi. No, però, abbiamo privato i ragazzi di 16 anni oggi di un anno di vita e due anni scolastici. Quindi, non è la stessa situazione di un anno fa e, quindi, è giusto paragonare, parificare un ragazzo di sedici anni ad uno di 14 anni sotto il piano dei diritti. Ed avere un genitore a casa che non è penalizzato nella retribuzione è un diritto, nel momento in cui questa richiesta avviene per stargli vicino. Io non le voglio elencare i dati drammatici che arrivano sulla salute mentale, sui disagi, soprattutto da un punto di vista psicologico, o disagi legati all'alimentazione dei ragazzi adolescenti, ma, a fronte di quei dati, se non volete fare attività concrete, sia in termini di prevenzione sia in termini di cura, almeno abbiate la decenza di non penalizzare, dal punto di vista retributivo, i genitori di questi ragazzi, che hanno il dovere di stargli al fianco (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Trancassini. Ne ha facoltà, per un minuto.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario Costa, la didattica a distanza, lo smart working, il coprifuoco, le chiusure delle attività vanno tutte in una direzione: la scorciatoia che ha scelto il Governo per non misurarsi con sfide importanti, epocali, così come hanno fatto le altre Nazioni.

Noi non abbiamo mai condiviso questa scelta di chiusura, però, ora che c'è, bisogna avere anche la capacità e l'umiltà di scendere nel concreto e ovviare a quelle storture che questo emendamento a prima firma della collega Montaruli cerca di evitare perché, accogliendo questo emendamento, si evita che un lavoratore o una lavoratrice, nel momento in cui sta a casa, rischia di fare male sia il proprio lavoro e sia il proprio lavoro, tra virgolette, di educatore, di genitore…

PRESIDENTE. Concluda,.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). …un caso concreto che, mi auguro, verrà preso in considerazione della sua maggioranza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni, a titolo personale. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie Presidente. Con questo emendamento, illustrato dalla collega Montaruli, si parla di diritti: sicuramente diritto all'istruzione e alla scuola, ma di diritti per quanto riguarda i genitori, soprattutto per il genitore lavoratore dipendente, che ha un figlio di 16 anni. Questa proposta emendativa, che sottoscrivo convintamente in quanto dispone la possibilità di astenersi dal lavoro nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modo agevole, è un emendamento di buonsenso, di civiltà. Credo che debba essere approvato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Mauro Rotelli a titolo personale. Ne ha facoltà, per un minuto.

MAURO ROTELLI (FDI). Grazie Presidente. Allora, emendamento 2.112 della collega Montaruli, a cui pongo la mia firma. E' praticamente, sottosegretario, portare esattamente le stesse possibilità ai genitori di un ragazzo sedicenne, esattamente come quelli di un ragazzo quattordicenne. L'abbiamo già detto prima negli interventi del precedente emendamento: sono tutta una serie di iniziative e suggerimenti che il gruppo di Fratelli d'Italia pone all'attenzione del Presidente dell'Aula e del Governo, per provare a intercettare e a risolvere problemi pratici con pratiche condivise e con modalità che possono essere adottate immediatamente, attraverso il voto di questo emendamento della collega Montaruli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Albano a titolo personale. Ne ha facoltà, per un minuto.

LUCIA ALBANO (FDI). Grazie Presidente, per sostenere e sottoscrivere questo emendamento della collega Montaruli, che è nella linea della tutela della famiglia in un momento difficile come quello che stiamo vivendo; famiglia che è attualmente l'unico garante dei servizi sociali, l'unico garante della cura e dell'assistenza dei più fragili. La situazione prospettata è quella nella quale il lavoro non può essere svolto in modalità agile anche per i figli minori di 16 anni. La situazione è delicata, è una situazione che richiede tutele, ricordiamoci che stiamo parlando di ragazzi in obbligo scolastico e che devono, comunque, frequentare le lezioni sempre da remoto, sempre in DAD, che sono davanti ad una iPad, che in questo momento -quando riescono esservi - stanno dimostrando importanti fragilità. Ecco, riguardiamo, rivediamo…

PRESIDENTE. Concluda.

LUCIA ALBANO….la possibilità di approvare, di cambiare il parere su questo importante emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Bond. Ne ha facoltà.

DARIO BOND (FI). Vorrei chiedere la sottoscrizione dell'emendamento: è un problema vero sia del genitore, ma anche del ragazzo che, a distanza, cerca un po' di istruzione.

PRESIDENTE. La ringrazio deputato Bond. Ultimo intervento, poi si vota così i deputati sanno che devono prepararsi.

Ha chiesto di parlare il deputato Osnato, a titolo personale. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie Presidente. Ancora sul tema di contemperare le esigenze lavorative con quelle familiari e con quelle della didattica dei giovani italiani, che sono stati un po' frastornati dalle modalità della didattica a distanza. C'è talvolta l'impossibilità per il lavoratore, o la non volontà del datore di lavoro, di fornire al lavoratore la possibilità di fare il lavoro agile e, quindi, noi chiediamo che, nel caso ci sia la presenza di uno studente a casa che abbia sedici anni, possa restare a casa per poter aiutare lo studente a poter svolgere la didattica a distanza, perché evidentemente è difficile con gli strumenti che ….

PRESIDENTE. Concluda.

MARCO OSNATO (FDI). … grazie ai sacrifici dei docenti, sono stati messi a disposizione, poter essere consci che l'apprendimento è svolto nel migliore dei modi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.112 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 8).

Passiamo all'emendamento 2.111 Montaruli.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Montaruli. Ne ha facoltà, per cinque minuti.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie Presidente. E' evidente che in questo momento questo emendamento si va a collocare, nuovamente, nell'ambito degli emendamenti già presentati da Fratelli d'Italia per quella parte del provvedimento che riguarda i genitori che si sono trovati costretti ad affrontare la DAD dei propri figli, ad accudirli e ad essergli di supporto. Allora, con questo emendamento noi chiediamo, sostanzialmente, che anche per tutti i ragazzi al di sotto dei 16 anni, i genitori possano chiedere il lavoro a distanza, anche allorquando l'altro coniuge svolge lavoro a distanza, perché le ragioni che determinano il lavoro a distanza per un genitore, non devono escludere il diritto anche per l'altro genitore di beneficiare della stessa modalità.

Lo dico perché - l'ho già detto nell'illustrazione degli emendamenti precedenti - voi avete concepito il genitore come quello che guarda il bambino, il ragazzo e finisce lì. Addirittura tra i 14 e i 16 anni c'è di fatto una decurtazione, una penalizzazione dello stipendio e della retribuzione. In questo caso si dice: no, impediamo che si abbia la penalizzazione, permettiamo che ci sia una situazione in cui il genitore può accedere al lavoro a distanza e permettiamo che i genitori siano due a potervi accedere, in modo da unire le forze all'interno della famiglia, per essere un giusto riferimento, un giusto supporto al ragazzo che, al di sotto dei 16 anni, è costretto a stare con la didattica a distanza. E' un emendamento di buonsenso il nostro, è una richiesta che, peraltro, va incontro alla richiesta di tante famiglie che si sono trovate spaesate da questa preclusione, una preclusione che non ha assolutamente un senso. Essere in lavoro a distanza non significa essere in una situazione in cui si è in grado, al 100 per cento, di dar conto al proprio figlio: o si lavora, o si accudisce la prole, a meno che voi non immaginiate questi ragazzi come dei soprammobili. Ma i ragazzi non sono dei soprammobili, i ragazzi hanno bisogno di un supporto e non sono sempre del tutto autonomi davanti ad un iPad nell'imparare le elezioni, perché un conto è usare l'iPad per giocare con le applicazioni, un conto è usare l'iPad, il computer per essere collegati con un insegnante che ti fa una lezione, un'interrogazione e che svolge il proprio lavoro di istruttore, di insegnante, di persona che ti istruisce e ti educa.

Ecco, è una differenza fondamentale. Allora, penalizzare i genitori in questo modo, chiedendo che alternativamente possano beneficiare del lavoro a distanza, mette veramente in seria difficoltà tantissime famiglie, una seria difficoltà che noi vogliamo arginare. È una richiesta che, come ho già detto, viene da tantissime associazioni, è una richiesta che viene anche, in tanti casi, dagli stessi ragazzi che non vogliono vedere sacrificati i propri genitori in una lotta tra poveri all'interno della coppia, per chi deve stare a casa ad accudire i propri figli, non facendo tra l'altro quel lavoro, ma dovendo lavorare e, al tempo stesso, fare il genitore.

Rispetto a tutto questo, il Governo deve veramente dare un segnale di discontinuità e prendere un provvedimento che sia contrario. Il vostro “no” al nostro emendamento non si comprende, il vostro “no” al nostro emendamento, come il “no” che avete già detto anche su questa materia, è un “no” contro le famiglie, è un “no” contro i ragazzi, è un “no” anche contro il senso della scuola.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, per un minuto, il deputato Trancassini. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie, Presidente. I temi che vengono affrontati da questi emendamenti - lo dico ai sottosegretari presenti - parlano, raccontano e cercano di intervenire su un fenomeno che credo che sia altrettanto grave rispetto a quello del COVID e, cioè, sul disagio giovanile che è diventato una vera e propria emergenza; ormai, c'è la sindrome della capanna, della prigione, i ragazzi si chiudono in casa e non sappiamo quanti e quali drammi si porteranno dietro e quale sarà, nel tempo, il risvolto di questa situazione.

Allora, con questo mio breve intervento voglio sottolineare che, come con la campagna di vaccinazione, in cui la differenza la fa il tempo, anche rispetto a quello che mettiamo in campo rispetto ai nostri giovani la differenza la fa il tempo.

Quindi, mi auguro che ci sia, da parte vostra, attenzione nei confronti di questi e di altri emendamenti, ma che ci sia soprattutto attenzione a questa materia per avere un'efficace e tempestiva risposta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni, per un minuto, a titolo personale. Ne ha facoltà.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie, Presidente. Chiaramente si parla di disagio giovanile ma si parla anche di disagio genitoriale, da parte dei genitori, per cui sottoscrivo questa proposta emendativa che chiedo di approvare, perché chiede che il genitore di figlio convivente minore di 16 anni, lavoratore dipendente, possa svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, sempre e non esclusivamente alternativamente all'altro genitore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rotelli, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

MAURO ROTELLI (FDI). Grazie, Presidente. Rifacendomi ai due interventi dei colleghi che mi hanno preceduto, sottosegretaria, ricordo che il collega Trancassini parlava dei tempi e della velocità; spesso e volentieri, la sensazione è stata che l'attività governativa, non soltanto di questo Esecutivo, ma anche dei precedenti, sia stata quella di rincorrere quelle che erano le emergenze del virus. Mi veniva quasi da sorridere quando ho sentito il collega Silvestroni che parlava di possibilità di lavoro agile: purtroppo, in questo ultimo periodo, di agile e di facile c'è stato ben poco. Da parte nostra, l'impegno è quello di aver portato in Aula, attraverso questi emendamenti che sono uno di fila all'altro, una serie di proposte concrete e pratiche, che poniamo alla vostra attenzione, affinché questa presunta agilità e, soprattutto, l'impegno della velocità nell'utilizzo del tempo possano essere impegnati nella maniera migliore possibile.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rizzetto, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). Grazie, Presidente. Buongiorno, sottosegretario. Penso che, per l'ennesima volta, sia una proposta assolutamente interessante quella che oggi Fratelli d'Italia porta in Aula, dopo averla portata in Commissione. Come lei sicuramente sa, mi riferisco alla possibilità per un genitore, seppure un genitore di minore di 16 anni, di lavorare da casa, perché lei sa che c'è un grande tema rispetto alla possibilità o meno da parte delle aziende di consentire ai lavoratori di svolgere il cosiddetto lavoro da casa; secondo noi, un ragionamento molto importante che, se non fatto oggi, si dovrà fare, rispetto ed in pancia ai prossimi provvedimenti, sarà proprio quello di estendere la possibilità ad ambo i genitori di svolgere questa attività che fondamentalmente aiuta, soprattutto in questo drammatico momento, le famiglie, gli studenti, le persone ed i propri figli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare - ed è l'ultimo intervento programmato, poi si vota - la deputata Lucia Albano, per un minuto, a titolo personale. Ne ha facoltà.

LUCIA ALBANO (FDI). Presidente, sottosegretario, ci siamo resi conto - ormai, è evidente - che qualsiasi proposta venga fatta dal gruppo di Fratelli d'Italia, come tale, per sua stessa natura, non viene ascoltata e presa in considerazione da questo Governo.

Ricordo a me stessa e all'Aula che gli adolescenti di età sotto i 16 anni, in particolare, ma non solo, se vivono in famiglie numerose, sono in una situazione di grande fragilità; ricordiamo che sono sempre in obbligo scolastico, ma spesso hanno vissuto questi anni, questi due anni scolastici in modo difficile; sono disorientati, non hanno vissuto una relazione stabile con i docenti e con i loro compagni: quando andava bene erano davanti ad un iPad, altrimenti erano completamente soli. Spero che questo periodo che abbiamo vissuto e stiamo vivendo ci abbia permesso di maturare la convinzione che per rinforzare la rete sociale è necessario rinforzare e sostenere la famiglia.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.111 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 9).

Passiamo all'emendamento 2.36 Bucalo.

Ha chiesto di parlare la deputata Bucalo. Ne ha facoltà, per cinque minuti.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. Con questa proposta emendativa, Fratelli d'Italia vuole dare una maggiore tutela ai genitori singoli, separati o divorziati, oppure in caso di presenza di figli con disabilità. Viviamo una situazione economica difficile che, purtroppo, è dovuta anche alla crisi pandemica. Con un lavoro spesso precario, queste persone, per lo più donne, devono pensare da sole a dare il supporto ai propri figli, assistere i figli in DAD, andare a lavorare e non smettere mai di far sentire ai propri figli la vicinanza e la comprensione di questo momento; perché, come ho già detto prima, sottosegretario, e lo ribadisco, la DAD è stata un momento tragico e lo è ancora, ha sconvolto la vita delle famiglie, dei nostri figli, dei nostri bambini. Ecco perché, in questo momento, noi dobbiamo essere sempre più vicini a quelli che sono soli, a quelli che vivono ancora di più questo momento tragico, perché separati o perché hanno in casa un figlio con disabilità.

Più della metà di queste persone ha paura anche di pensare di sostenere una spesa extra - la rottura della macchina, la spesa più banale che ci può essere - e quindi diminuire l'unico reddito su cui loro possono fare affidamento, portandolo, così come previsto, al 50 per cento, è veramente un dramma, cioè si rischia veramente di non riuscire a portare avanti, a sostenere la propria famiglia, a pagare l'affitto, a pagare le bollette. Pensiamo invece a tutti i casi in cui ci sono le separazioni dove l'altro coniuge non riesce a dare il contributo previsto perché è stato licenziato, quindi non può assistere i propri figli; questi sono tutti casi che dovevano essere previsti in questo provvedimento, se questo provvedimento aveva ed ha la finalità di tutelare la famiglia e il lavoratore. Quindi, vi chiedo veramente di prestare attenzione a questo emendamento perché quelli che pagheranno il prezzo più alto come sempre sono le donne. Non abbandoniamo le donne madri, vi prego. È importante approvare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trancassini a titolo personale per un minuto. Ne ha facoltà.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie Presidente. Signor sottosegretario, come vede sono temi importanti: il tema dei genitori separati, divorziati, i temi della disabilità. In questi mesi tutti quanti, lei come noi, siamo stati oggetto di confronto con i cittadini che ci hanno raccontato centinaia e centinaia di casi particolari che sfuggivano ai decreti, alle norme che man mano venivano messe in campo. In questa situazione la politica dà il meglio di sé, che è la fase dell'ascolto, però, purtroppo, sottosegretario, se la fase dell'ascolto poi non diventa la fase del confronto e se la fase del confronto non diventa la fase dell'emendamento accolto, tutto questo diventa un esercizio sterile. Non facciamo che anche questa volta sia così.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni per un minuto. Ne ha facoltà.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Presidente, anche questo è un emendamento accoglibilissimo, o no? Si evince dall'emendamento che probabilmente c'è stata una mancanza di attenzione nella stesura del decreto, ma se non vengono accolti neanche emendamenti che portano alla luce delle mancanze del decreto, effettivamente il confronto che si deve fare sugli emendamenti in Aula non ha assolutamente nessun tipo di senso. Questo è un emendamento di civiltà, di solidarietà nei confronti di quei genitori singoli, separati o divorziati che hanno dei figli, in questo caso con disabilità. Allora, non riempiamoci sempre la bocca di solidarietà e di sensibilità se poi non si accolgono emendamenti che non sono strumentali, ma che sono migliorativi di un decreto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rotelli a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

MAURO ROTELLI (FDI). Presidente, sarò anche più breve. Intanto la ringrazio e saluto nuovamente la sottosegretaria Nisini che adesso sta seguendo questa parte della discussione in Aula. Sottosegretario, avrà notato come nell'ultima serie di emendamenti che il gruppo ha presentato, il gruppo di Fratelli d'Italia, abbiamo provato a puntare il faro e accendere una luce su una serie di particolari necessità. Non credo che siano necessità non conosciute da parte del Governo ma, molto probabilmente, se noi le portiamo in Aula è perché queste necessità forse non sono state risolte fino in fondo. Sappiamo - e lo risottolineo - che purtroppo, soprattutto in passato, abbiamo rincorso il virus e le necessità che ne derivavano dallo stesso.

Sarebbe importante trovare risposta ad alcune di queste iniziative che vengono portate in Aula per invertire questa tendenza e quindi fare in modo che, andando incontro a queste esigenze, si possano dare risposte alle famiglie, ai genitori separati e a chi ha bambini o ragazzi con disabilità a casa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rizzetto, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). Grazie, Presidente Rampelli. Sottosegretario, questa è una proposta emendativa che evidentemente va a sottolineare ancora una volta il tema dei genitori separati, dei diritti rispetto ai genitori separati. È un tema che evidentemente non ha ancora trovato sbocco rispetto alle proposte politiche di questo Paese. È un tema importantissimo perché, come lei sa meglio di me, attiene - lo rinnovo - alla sfera dei diritti personali nei confronti dei propri figli, nei confronti della propria famiglia o ex famiglia in questo caso. Ancora una volta, riteniamo che questo sarà un tema di prossimo dibattito politico quando e qualora in seno a questo provvedimento non si trovi una risposta.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare - ed è l'ultimo intervento programmato, poi si vota e lo dico soprattutto a coloro i quali stanno in Transatlantico così si organizzano - il deputato Osnato a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie Presidente. Come ha visto, mi sono uniformato ai suoi desiderata e quindi sono contento di poter illustrare la mia opinione riguardo a questa opportunità che la collega Bucalo ci dà per tutelare ancora i giovani con disabilità, soprattutto in situazioni in cui la famiglia è purtroppo, per ragioni che non stiamo qui a indagare, non è più una famiglia unita ma è una famiglia magari con genitori separati o divorziati, quindi non c'è la possibilità di concordare all'interno le situazioni di tutela e di assistenza. Quindi, chiediamo con questa possibilità di dare una maggior tutela e quindi fornire un ulteriore supporto normativo e regolamentare alle esigenze della crescita dei nostri figli, in questo caso di coloro che hanno avuto delle disabilità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.36 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 10).

Passiamo all'emendamento Montaruli 2.113, che ha chiesto di parlare.

A lei la parola, deputata Montaruli.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Presidente, io prego l'attenzione del Governo su questo emendamento che fissa un principio molto semplice: se io, Stato, costringo un genitore a stare a casa e a chiedere il congedo per assistere il proprio figlio, che è sua volta privato del diritto di andare a scuola ed è limitato in un percorso educativo che si fa soltanto più in DAD, allora perché la mia retribuzione deve essere ridotta? Con questo emendamento si chiede che nei casi previsti da questo provvedimento, al genitore sia concesso chiedere il congedo parentale, cioè la retribuzione sia al 100 per cento, sia piena. È un diritto di tutti i genitori lavoratori che si sono visti sacrificati i diritti a loro volta dei propri figli: ma dov'è la sinistra che doveva stare al fianco dei lavoratori? Dove sono quelle donne soprattutto, che ultimamente hanno chiesto - e hanno fatto bene anche - nell'ambito del Recovery un rafforzamento del congedo parentale anche attraverso il Giusto Mezzo? Dove siete, visto che avevate detto che questa era una battaglia anche vostra? Dove siete? Con questo emendamento non volete fare la retribuzione al 100 per cento? Volete farla al 90?

Fatela, ma francamente incrementatela perché i genitori lavoratori sono ingiustamente penalizzati su più fronti perché vedono il proprio figlio sacrificato del diritto alla scuola, perché devono confondere il lavoro con il loro ruolo di essergli di supporto, perché devono assentarsi dal lavoro e, comunque, chi vive il mondo del lavoro sa che assentarsi dal mondo del lavoro implica di per sé, in molti casi, una penalizzazione, già solo per il fatto che ti sei assentato, per una questione di concorrenza che c'è nel mondo del lavoro. E voi, nonostante tutto questo sia una scelta obbligata, quindi, non una scelta, ma una necessità, chiedete che la retribuzione venga addirittura decurtata. Fratelli d'Italia chiede che la retribuzione non sia decurtata a tutti quei genitori che hanno dovuto chiedere il congedo. E lo chiede in linea con tante battaglie condotte, come ho sentito anche in questi giorni e in questi mesi, in relazione al Recovery, da tante donne femministe che siedono dall'altra parte dell'emiciclo. Allora, chiedo che francamente ci sia un atto di coerenza rispetto a questo emendamento e non si vada a penalizzare il genitore lavoratore con la riduzione della retribuzione; ci sia un atto di coerenza e la retribuzione venga formulata e riconosciuta nella maniera più ampia possibile. Più ampia possibile! Perché questo è il diritto di ogni lavoratore che si è visto sacrificato davanti ad un'emergenza, davanti ad una situazione senza precedenti, come quella della pandemia. Già chiedete che possa richiedere il congedo chi non è in situazioni particolari. L'abbiamo già detto prima: l'altro genitore non doveva avere praticamente il lavoro a distanza o altro. Benissimo, già la richiesta del congedo è assai limitata e ha dei requisiti oggettivi e, secondo me, peraltro ingiusti, ma va bene, avete continuato su questa linea e tenete su questa linea. Ma, vivaddio, almeno non penalizzateli dal punto di vista della retribuzione. Questa è una battaglia di civiltà! Questa è una battaglia a tutela dei diritti dei lavoratori! Mi stupisco! Mi stupisco e mi scandalizzo, sinceramente, nel vedere il silenzio di una parte di questo emiciclo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) rispetto a questo tema. Se foste stati la sinistra di un tempo, avreste dovuto alzare voi il tono su questo argomento! Ma avete abbandonato completamente le famiglie, i lavoratori, le fasce più deboli e chi si trova sempre in una situazione di difficoltà. Avete privilegiato la vostra poltrona, rispetto alle persone che hanno veramente bisogno. È francamente non accetto…

PRESIDENTE. Concluda.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Soprattutto da donna, avendo sentito nelle ultime settimane tutte le filippiche su come doveva essere rafforzato il congedo parentale, non accetto che non ci sia una parola di indignazione dall'altra parte su questo tema. Questo è il momento per essere coerenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, il deputato Trancassini. Ne ha facoltà, per un minuto.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Grazie Presidente. C'è poco da aggiungere a quanto detto dalla bravissima collega Montaruli, che, sottolineando questo aspetto e questa problematica dell'indennità al 100 per cento per il congedo parentale, in realtà poi mette a nudo anche l'ipocrisia della sinistra. Allora, Presidente, sottosegretaria, mi permetta di fare una considerazione di carattere generale, ovviamente chiedendo prima di sottoscrivere l'emendamento e chiedendo che venga accolto. Ma quanto è importante che in quest'Aula vi sia Fratelli d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)? Quanto è importante questa voce fuori dal coro che, da ieri a oggi, tocca argomenti importanti, argomenti che la gente ci chiede tutti i giorni?

PRESIDENTE. Concluda.

PAOLO TRANCASSINI (FDI). Vivaddio che c'è l'opposizione e vivaddio che c'è questa voce. Sarebbe bellissimo se venisse anche ascoltata dalla maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Silvestroni. Ne ha facoltà, per un minuto.

MARCO SILVESTRONI (FDI). Grazie Presidente. Mi associo chiaramente alle dichiarazioni della collega Montaruli, quando richiamava l'attenzione della sinistra che ormai non rappresenta più quel mondo, il mondo dei diritti, il mondo del lavoro. Probabilmente, nelle alleanze che ha scelto di fare, ha perso la sua identità.

Con Fratelli d'Italia abbiamo chiesto e chiediamo di approvare - e chiaramente sottoscrivo - questo emendamento che parla di portare l'indennità al 100 per cento, anziché al 50 per cento come è previsto nel decreto, per quanto riguarda i periodi di astensione dal lavoro, previsti, come ho detto, nel decreto. Anche questo è un emendamento di civiltà e chiedo di votarlo anche se non sarò ascoltato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Trizzino. Ne ha facoltà.

GIORGIO TRIZZINO (MISTO). La ringrazio, Presidente. Voglio riflettere sul fatto che ciò a cui, in queste quarantotto ore, abbiamo assistito è una situazione veramente paradossale che non ha nulla a che fare con un dibattito politico democratico. È evidente ed è sotto gli occhi di tutti che stiamo discutendo di un decreto che ormai è superato. È una monopolizzazione dell'opposizione, dovuta a dinamiche diverse, esterne da quelle del dibattito che è in corso. Io ritengo che lo stato di emergenza che vive il Paese in questo momento non ci consenta assolutamente un'ulteriore perdita di tempo, come quella che sta avvenendo in queste ore. Io credo che vi sia la necessità che qualcuno abbia il coraggio di dirlo (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Concluda.

GIORGIO TRIZZINO (MISTO). Ne va di mezzo la salute dei cittadini, caro Presidente, e vorrei che ognuno facesse i conti con la propria coscienza…

PRESIDENTE. Deve concludere, perché ha finito il suo tempo.

GIORGIO TRIZZINO (MISTO). …soprattutto l'opposizione in questo momento (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Rotelli. Ne ha facoltà, per un minuto. Aspetti, deputato Rotelli, aspettiamo che si faccia un po' di ordine. Ha chiesto di parlare, prima di lei, per richiamo al Regolamento - che ha precedenza - il deputato Rizzetto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). La ringrazio Presidente, articoli 8 e seguenti. Io vorrei capire - ritengo non soltanto a nome di Fratelli d'Italia, ma a nome di quel testo che si chiama Regolamento parlamentare - a che titolo il collega Trizzino è intervenuto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), perché non ha citato minimamente l'emendamento a cui si fa riferimento e avrebbe dovuto, da Regolamento, Presidente, andare a citare un articolo dello stesso per poter contestare o meno - in questo caso legittimamente - quanto Fratelli d'Italia sta portando avanti a testa alta da oltre quarantotto ore in Aula, alla Camera dei Deputati (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Considerato poi che, sulla scorta di quanto ho appena ascoltato, ci sono dei partiti politici che hanno abbandonato ogni lotta nei confronti della famiglia, nei confronti dei lavoratori, nei confronti della scuola (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), nei confronti di tutto quello che stiamo vivendo terribilmente, drammaticamente, nel nostro Paese. Quindi, farci dare lezioni da un deputato…

PRESIDENTE. Deputato Rizzetto…

WALTER RIZZETTO (FDI). …che non ricorda - concludo Presidente - nemmeno a quale articolo afferisce la sua poco, in questo caso, virtuosa argomentazione, ebbene, noi lo rigettiamo completamente al mittente, oltre che chiedere in questo caso alla Presidenza di chiedere - lo rinnovo - a che articolo il collega Trizzino faceva riferimento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. La ringrazio per essere tornato sul richiamo al Regolamento nella parte finale del suo intervento. Mi corre l'obbligo di dare delle spiegazioni. Il deputato Trizzino ha svolto una dichiarazione di voto e aveva a disposizione un minuto. Avrebbe potuto anche fare - ne avrebbe avuto pieno titolo e diritto - un richiamo sull'ordine dei lavori e sviluppare il suo ragionamento per un tempo più ampio. Nessuno penso possa sindacare il contenuto di una dichiarazione di voto, fermo restando i confini della decenza e del rispetto reciproco, che non mi risulta siano stati oltrepassati, fermo restando la durezza, diciamo così, delle sue valutazioni di carattere politico.

Ha chiesto di parlare il deputato Rotelli, a titolo personale, per un minuto. Ne ha facoltà.

MAURO ROTELLI (FDI). Grazie Presidente. Mi dispiace per questa evidente perdita di tempo che abbiamo dovuto sopportare dopo l'intervento del collega Trizzino e vorrei ritornare alle cose serie, sottosegretario. In maniera particolare, questo emendamento della collega Montaruli parla di congedo parentale e della possibilità di riconoscere il 100 per cento di quelli che sono i fondi.

Il suo appassionato intervento determina e descrive due situazioni. La prima è quella di una necessità di dare delle risposte non più simili a quelle dell'anno scorso, ma, purtroppo, dopo un anno di stress e di pandemia, le necessità sono diventate altre; e, soprattutto, quella di rendere il Governo di questa Nazione credibile rispetto a dei sacrifici che vengono richiesti e a dei contributi che devono essere - come ha detto la collega Montaruli - del cento per cento rispetto al sacrificio che viene richiesto alle famiglie, ai ragazzi, ai genitori, in questo caso ai lavoratori.

Quindi, al di là di quelle che sono le polemiche, io ritengo, Presidente, che la presenza di un'opposizione all'interno dell'Aula sia anche molto utile per portare non soltanto la voce di tante categorie ma anche di casi come questi, che sono all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sarebbe il turno del collega Rizzetto, che ha parlato sul richiamo al Regolamento: vuole fare l'intervento che le compete? Un minuto, a titolo personale, su questo emendamento.

WALTER RIZZETTO (FDI). Andando nello specifico rispetto a questo emendamento, Presidente e colleghi, l'emendamento della collega Montaruli va a trovare la sua origine rispetto al decreto legislativo del 26 marzo 2001, n. 151, poi modificato con le modifiche che sono state apportate con il decreto legislativo n. 80 del 2015, che parla di congedo parentale. Tanto per essere chiari, siamo completamente sul pezzo rispetto al fatto che, oggi, genitori che non possono stare a casa ma debbono stare a casa perché c'è un'emergenza epidemiologica importante, non riescono ad incamerare tutto lo stipendio a fine mese e, secondo noi, è scandaloso: semplicemente questo. Allora, va considerato che il congedo parentale è un istituto che esiste; lo sapranno i colleghi che entro i primi 30 giorni di vita del nascituro, di colui che nasce, effettivamente c'è un congedo parentale retribuito al cento per cento, ma quella è una possibilità rispetto alle famiglie. Oggi, invece, che trattasi di un obbligo perché le persone non possono andare a lavorare, perché c'è un'epidemia in corso, riteniamo sia giusto dare loro il cento per cento almeno del proprio stipendio (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Osnato, a titolo personale, per un minuto. È l'ultimo intervento prima della votazione dell'emendamento 2.113. Prego, ne ha facoltà.

MARCO OSNATO (FDI). Grazie Presidente. Nelle politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia il congedo parentale è un architrave ed è un architrave importante che non può essere sminuito con una trattativa economica al ribasso. Noi crediamo che se c'è la necessità e la possibilità di accedere a questo congedo parentale, deve essere al cento per cento, ed è questa la proposta di questo emendamento. Una proposta seria, concreta, una proposta plausibile e fattibile, come tutte le proposte che ha presentato Fratelli d'Italia in tutto il dibattito (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Lo dico a chi magari non è così avvezzo a studiare provvedimenti, che è stato eletto per caso, che è qui per caso, che non sa cosa deve fare qui, se non con l'unico obiettivo di arrivare all'ora di pranzo al ristorante che ha tanto sminuito prima, quando si credeva portatore di interessi universali (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Ecco, la differenza è che noi continuiamo a rappresentare interessi diffusi, mentre altri sono qui per caso e sono la causa di questo danneggiamento, nell'interesse degli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.113 Montaruli, con il parere contrario di Commissioni, Governo e V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 11).

Sospendiamo, a questo punto, l'esame del provvedimento che riprenderà alle ore 16.

Annuncio dell'elezione del segretario della Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria.

PRESIDENTE. Comunico che la Commissione parlamentare di vigilanza sull'anagrafe tributaria ha proceduto, in data odierna, all'elezione del segretario, in sostituzione del deputato Camillo D'Alessandro, dimessosi dalla Commissione.

È risultata eletta la deputata Carla Cantone.

A questo punto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 15 per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

La seduta, sospesa alle 13,35, è ripresa alle 15.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANDREA MANDELLI

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderanno la Ministra per il Sud e la coesione territoriale, il Ministro della Transizione ecologica, il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali e la Ministra per le disabilità.

Invito gli oratori ad un rigoroso rispetto dei tempi, anche considerata la diretta televisiva in corso.

(Chiarimenti in merito alla quota di risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di alcuni fondi europei da destinare al Mezzogiorno – n. 3-02208)

PRESIDENTE. Passiamo alla prima interrogazione all'ordine del giorno Bartolozzi ed altri n. 3-02208 (Vedi l'allegato A).

La deputata Giusi Bartolozzi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione, per un minuto. A lei, onorevole.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Grazie, Presidente Mandelli. Ministro Carfagna, era del 19 maggio 2020, al question time, la mia interrogazione al Ministro Provenzano, il suo predecessore, per avere informazioni sul rispetto della “clausola del 34 per cento”. Eravamo fortemente preoccupati, Ministro Carfagna, perché allora si parlava addirittura di sospenderla. Circolava una bozza di lavoro che venne apostrofata dal Ministro Provenzano come un mero esercizio tecnico ma, di fatto, il precedente Governo nel vecchio Piano di ripresa e resilienza qualifica il Sud come un obiettivo trasversale, nulla di più.

Nuova maggioranza, nuovo Governo, lei al Ministero da due mesi; operazione trasparenza, “capitolo Sud” e quel 34 per cento che diventa 40 per cento. Ministro, da qui la domanda: rispetto alle risorse del Next Generation EU, i 237 miliardi, le chiediamo di sapere se, dentro la quota del 40 per cento di risorse del PNRR, ci siano o meno, e quindi se siano aggiuntive o meno, le risorse a valere sulle linee del React-EU e del Fondo di coesione (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Maria Rosaria Carfagna, ha facoltà di rispondere.

MARIA ROSARIA CARFAGNA, Ministra per il Sud e la coesione territoriale. Grazie Presidente. Grazie, onorevole Bartolozzi, il quesito posto da lei e dagli onorevoli interroganti mi consente di chiarire dinanzi al Parlamento quali strumenti consideriamo parte della strategia di ripresa dei prossimi anni, quale sia la loro entità e qual è il peso assorbito territorialmente dal Mezzogiorno. Il Governo italiano si trova oggi a gestire la programmazione di quattro grandi piani: il PNRR, del valore complessivo di 223 miliardi, che poggia su due gambe, una gamba europea e una gamba nazionale, finanziato per 191 miliardi circa dalle risorse europee, e per la restante parte da fondi nazionali; il React-EU, da 13 miliardi e mezzo circa; la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027, che assegna all'Italia circa 43 miliardi di euro, più altri 40 di cofinanziamento nazionale e regionale, con un aumento del 27 per cento rispetto alle risorse della precedente programmazione; la programmazione 2021-2027 del Fondo di sviluppo e coesione, da usare con il riparto 80 per cento al sud e 20 al resto del Paese. Tutti questi strumenti sono distinti, per quanto siano complementari. La percentuale del 40 per cento di risorse del PNRR che, grazie al lavoro di ricognizione, difesa e nuova progettazione realizzata dal Governo è destinata al Mezzogiorno, non comprende il programma React-EU ma solo i 223 miliardi. È un concetto che ho spiegato più volte, ma vedo che c'è ancora tanta confusione su questo punto e quindi vi ringrazio per l'opportunità che mi date di chiarirlo. Il React-EU è uno strumento autonomo, che peraltro assegna al Sud più del 64 per cento delle sue risorse: 8,4 miliardi su 13,5 miliardi totali. Le risorse del React-EU saranno erogate nel 2021 e nel 2022 per progetti da realizzare entro il 2023. Allo stesso modo, l'uso del Fondo di sviluppo e coesione non contribuisce a determinare il 40 per cento, perché i 15 miliardi circa di euro - cifra ribadita anche ieri dal Ministro dell'Economia, Daniele Franco - di Fondo di sviluppo e coesione, temporaneamente assorbiti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, saranno progressivamente reintegrati nel Fondo a mano a mano che verranno realizzate le linee di intervento a cui tali risorse sono assegnate. Come si è detto, il Fondo di sviluppo e coesione sarà poi reintegrato nelle sue disponibilità: questo abbiamo chiesto e questo siamo riusciti ad ottenere. Una volta reintegrate, le risorse potranno poi essere pienamente destinate al loro scopo originale e cioè la coesione territoriale e la riduzione dei divari sociali ed economici del nostro Paese (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. L'onorevole Bartolozzi ha facoltà di replicare, per due minuti.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Grazie, Presidente. Grazie Ministro Carfagna, noi ci credevamo e ci crediamo in quell'“operazione trasparenza” che lei ha lanciato già a febbraio del 2021, quando ha preso possesso del Ministero. E allora, apprezziamo oggi le sue parole, Ministro. Su quella cifra consistente, la linea del React-EU di circa 47 miliardi, il fatto che 13,5 vadano all'Italia è un grandissimo successo e che, di quei 13,5 miliardi, 8 vadano al Mezzogiorno è un grandissimo risultato, Ministro. Noi, in relazione alla clausola raggiunta, apprezziamo oggi l'ennesimo suo chiarimento per il fatto che sicuramente le linee di intervento del React-EU e dei fondi non sono assorbite in quella risorsa, in quella quota, in quell'obiettivo del 40 per cento, ma sono risorse aggiuntive. Noi confidiamo, Ministro - e in questo siamo sicuri che lei riuscirà - che quel 40 per cento sia oltrepassato e che si arrivi a molto di più di quel 40 per cento. Confidiamo in lei e confidiamo nei suoi colleghi di Governo per questa grandissima e importante battaglia per il Mezzogiorno. Chiudendo Ministro, oltre ad aver apprezzato il suo lavoro in questi soli due mesi, l'altro grande risultato che il suo Ministero, con la sua guida, ha portato avanti è sicuramente un'interlocuzione particolare con la Commissione europea. Non è un caso che noi abbiamo percepito la quota più rilevante di risorse e che, soprattutto, abbiamo comunicato il 9 aprile la programmazione di questi fondi, tramite l'interlocuzione che lei ha avuto con la Ferreira, con la rappresentante a livello di Commissione europea. Quindi, è una modalità di operare che ci convince e per la quale, Ministro, lei troverà sempre il gruppo di Forza Italia a suo supporto (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

(Iniziative volte al rilancio infrastrutturale ed economico del Mezzogiorno, nell'ambito degli interventi inclusi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche tramite la semplificazione delle procedure amministrative e il coinvolgimento dei privati – n. 3-02209)

PRESIDENTE. L'onorevole Vitiello ha facoltà di illustrare l'interrogazione Migliore ed altri n. 3-02209 (Vedi l'allegato A) , di cui è cofirmatario.

CATELLO VITIELLO (IV). Grazie Presidente. Onorevole Ministra, premesso che la quota più consistente del Recovery Fund è stata assegnata in ragione del divario esistente fra il Nord e il Sud Italia, che è ormai assodato che la spesa di investimento effettuata nel Mezzogiorno garantisce la crescita di tutto il Paese, che le risorse destinate al Sud, già incrementate anche grazie al suo lavoro dal 34 al 40 per cento, siamo preoccupati che non siano ancora sufficienti per colmare quel divario, che occorrono progetti concreti per lo sviluppo di trasporti e infrastrutture, come l'Alta velocità e l'ammodernamento dei porti, solo per farle qualche esempio, per aumentare la competitività dell'Italia nel Mediterraneo e, infine, premesso che la trasformazione urbana sarà un volano straordinario per il rilancio produttivo, turistico e occupazionale - e penso al Grande progetto Pompei, che interessa in particolare il mio territorio, ma anche a Taranto o a Bagnoli - riteniamo opportuno chiederle oggi quali misure intende adottare per rendere immediatamente cantierabili gli interventi citati, semplificare le procedure e superare le ataviche difficoltà che hanno impedito in passato lo sviluppo del Mezzogiorno.

PRESIDENTE. La Ministra per il Sud e la coesione territoriale, Maria Rosaria Carfagna, ha facoltà di rispondere.

MARIA ROSARIA CARFAGNA, Ministra per il Sud e la coesione territoriale. Grazie, signor Presidente. Signori deputati, onorevole Vitiello, come ho avuto occasione di evidenziare, la soglia del 40 per cento della quota Sud al Mezzogiorno è per noi un punto di partenza, non di arrivo. In tutte quelle linee di intervento per le quali l'assorbimento delle risorse è dato da meccanismi competitivi automatici sarà cruciale - ci stiamo lavorando - un'opera di riforma, semplificazione burocratica e irrobustimento della capacità della pubblica amministrazione, tale da mettere gli enti locali e le imprese del Sud nelle condizioni di operare ad armi pari con i loro omologhi del Centro-Nord. Ben nove componenti, sulle sedici totali, hanno una quota Sud superiore al 40 per cento, di cui tre superiore o prossima al 50 per cento. Quelle su cui bisogna ancora lavorare sono essenzialmente due: la componente 3 della Missione 1, turismo e cultura, e la componente 3 della Missione 2, efficientamento energetico e riqualificazione degli edifici. Uno degli asset invece più significativi del Piano nazionale di ripresa e resilienza - come ricordava l'onorevole Vitiello - è lo sviluppo delle infrastrutture del Mezzogiorno, dall'Alta velocità ai porti, passando per la logistica integrata. Il Piano destina al Mezzogiorno su questo oltre 14 miliardi e mezzo di euro, cui si aggiungono circa un miliardo e mezzo di interventi speciali per le ZES e per la viabilità delle aree interne, previsti dalla componente della Missione 5, di diretta competenza del Ministero per il Sud. Nell'ambito della riqualificazione urbana e della trasformazione urbana, guardiamo gli interventi del PNRR in un'ottica integrata rispetto ai tanti strumenti disponibili, a cominciare dai fondi nazionali per la coesione e dai fondi strutturali.

In questo ambito, nel protocollo che il Ministro per il Sud ha siglato con Cassa depositi e prestiti prevediamo un intervento dedicato all'housing sociale per le principali aree periferiche delle metropoli italiane.

Per quanto concerne Taranto, intendo convocare, a strettissimo giro, il tavolo istituzionale a cui sto lavorando da diverse settimane, ma non prima di aver definito i progetti per la città, tra i quali, quelli riferiti ai Giochi del Mediterraneo, al rilancio delle bonifiche e al recupero turistico e culturale.

Con la stessa rapidità, in accordo con il Ministro Franceschini, intendo procedere alla stipula del cosiddetto CIS (Contratto istituzionale di sviluppo “buffer zone” di Pompei), che possa accompagnare gli interventi di ristrutturazione, già realizzati per il sito archeologico, con una rete di infrastrutture e di servizi capaci di trattenere, per un tempo più adeguato, i turisti nella zona. Sull'area orientale di Napoli invece - e concludo - occorre una riflessione specifica e, soprattutto, una visione strategica. E' nostra intenzione irrobustire con nuovi progetti ed è: l'ecosistema dell'innovazione di San Giovanni a Teduccio, ma anche dare, finalmente, avvio al progetto del Polo Agritech perso l'ex Manifattura Tabacchi. Nell'area orientale di Napoli insiste una parte rilevante delle aree della zona economica speciale ed è qui che è importante lavorare per l'attrazione e la localizzazione di nuovi investimenti sia produttivi che logistici; lo faremo, innanzitutto, grazie alla riforma dello strumento delle ZES, che affida al commissario poteri più incisivi e snellisce le procedure burocratiche, irrobustendo gli strumenti di credito d'imposta per chi investe.

PRESIDENTE. L'Onorevole Migliore ha facoltà di replicare.

GENNARO MIGLIORE (IV). Grazie signor Presidente. Grazie signora Ministro. Sono soddisfatto del suo intervento e delle delucidazioni che ci ha dato, anche perché la nostra preoccupazione è non risiede all'interno dell'ambito territoriale del Mezzogiorno, ma è necessariamente un punto di intervento e un punto di sviluppo di tutto il Paese. Sappiamo perfettamente che, senza un intervento deciso nel Mezzogiorno anche rispetto alla capacità di moltiplicazione della redditività degli investimenti nel Sud, anche il nostro Paese non riuscirà a ripartire. Per questo motivo noi abbiamo molto insistito sulla semplificazione e sulla possibilità di avere sul modello, per esempio del ponte di Genova, o del “decreto Semplificazioni”, che è stato approvato l'anno scorso, una canale preferenziale anche in termini progettuali. Noi abbiamo bisogno di questi protocolli e spero che, dopo la firma del suo Ministero con Cassa depositi e prestiti, anche la regione Campania e anche altre regioni lo sottoscrivano, in modo tale da garantire un'accelerazione e un investimento su questi driver fondamentali.

Dei due filoni che lei ha ricordato debbano essere implementati, per quanto riguarda i fondi al Mezzogiorno, proprio per il turismo, con il Grande Progetto Pompei, che riguarda tutta l'area fino a Torre Annunziata, Castellammare, non solamente la città di Pompei, per la transizione energetica e per la transizione ecologica, che investirà soprattutto Napoli est, riteniamo vi possano essere progetti di carattere nazionale e, quindi, un laboratorio straordinario per il nostro Paese. Questa collocazione del Mezzogiorno al centro del Mediterraneo lo può far diventare la nuova piattaforma logistica produttiva e anche turistica, rispetto a quelle che sono le ambizioni di un Paese che vuole rinascere dopo la pandemia e costruire il proprio futuro a partire da chi, in questo momento, è più indietro, ma può diventare rapidamente un esempio per tutti (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

(Iniziative di competenza per evitare la localizzazione di un'ampia infrastruttura elettrica nella Piana del Sele, al fine di non comprometterne la vocazione agricola, turistica e produttiva – n. 3-02211)

PRESIDENTE. L'onorevole Conte ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02211 (Vedi l'allegato A).

FEDERICO CONTE (LEU). Grazie Presidente. Signor Ministro, la linea elettrica sottomarina, il cosiddetto collegamento est del Tyrrhenian link, sarà lunga 480 chilometri e partirà dalla località Fiumetorto in Sicilia, per giungere alla località Torre Tuscia Magazzeno nel salernitano in Campania; di lì, con una scelta singolare, attraverso cavi interrati per circa 20 chilometri, dovrebbe giungere nel centro della Valle del Sele, tra i comuni di Eboli e Battipaglia, ove la società Terna intende realizzare i due impianti: uno di 20 mila metri quadrati di superficie per lo smistamento, e l'altro, di 60 mila metri quadrati, per la conversione dell'energia elettrica; il primo in zona agricola, il secondo, addirittura, nell'area dell'ex mercato ortofrutticolo.

Allora, il quesito è: che cosa intende fare il suo Ministero per individuare una diversa collocazione di questi impianti, che non pregiudichi la notevole vocazione agricola, turistica e produttiva di questa area omogenea.

PRESIDENTE. Il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CINGOLANI, Ministro della Transizione ecologica. Gli interroganti attirano l'attenzione su un progetto infrastrutturale contenuto nel PNIEC, trasmesso alla Commissione europea in attuazione del Regolamento europeo 1999/2018. In questo ambito c'era un progetto relativo al collegamento elettrico via cavo HVDC, quindi, alta tensione in corrente continua di tipo doppio bi-terminale tra la penisola italiana, la Sicilia e la Sardegna che è stato chiamato “Tyrrhenian link”. Nell'ultimo piano di sviluppo presentato dal gestore del sistema elettrico Terna (PdS 2020), si evidenzia che tale intervento è utile in particolare ad incrementare la stabilità e la sicurezza della rete e rafforzare i collegamenti tra isole e continente, promuovendo lo sviluppo di fonti rinnovabili, assicurando loro una maggiore integrazione della rete per ridurre l'overgeneration e garantire l'adeguatezza delle isole in previsione del phase-out del carbone. Queste le motivazioni.

Attualmente il progetto “Tyrrhenian link” è sottoposto alla consultazione pubblica, secondo le modalità previste dal Regolamento (UE) n. 347/2013, come previsto dal decreto-legge n. 76 del 2020, “decreto Semplificazioni”, per i progetti attuativi del PNIEC. Il gestore Terna sta svolgendo le attività previste dal piano di consultazione approvato dal MiSE nel gennaio 2021. Al termine della consultazione la stessa Terna dovrà inviare al Ministero della Transizione ecologica una relazione sugli esiti, che dovranno essere approvati dalla conferenza di servizi preliminare indetta dal Ministero ed alla quale parteciperanno le amministrazioni coinvolte nel successivo iter di autorizzazione di competenza del MiTE. Solo dopo questa fase preliminare potrà essere avviato il procedimento di autorizzazione unica del progetto, ai sensi del decreto-legge n. 239 del 2003, nell'ambito del quale verranno raccolti tutti i nulla osta e le intese eventualmente necessarie all'autorizzazione ed alla realizzazione dell'opera. L'attività di consultazione e informazione al pubblico, svolte da Terna tra febbraio e marzo 2021, si sono svolte con modalità compatibili all'emergenza sanitaria in corso, compresa la partecipazione del pubblico e delle associazioni territoriali. Per quanto riguarda la localizzazione delle stazioni, sia di conversione che di smistamento, al nostro Ministero risulta che Terna non abbia individuato impedimenti di carattere tecnico allo sviluppo di due nuove ipotesi di localizzazione che, al momento, sono in fase di approfondimento e che consistono: per la stazione di conversione in due aree idonee site nel comune di Eboli, ex mercato ortofrutticolo e aree insediamenti produttivi del comune; per la stazione di smistamento nelle immediate vicinanze della linea aerea esistente fra Montecorvino e Laino.

Per dare un'idea sono circa una 200 metri per 300 e l'altra, circa, 100 per 150. Questo giusto per darvi un'idea di massima delle dimensioni che sono consistenti con le aree che ci diceva, onorevole.

In ultimo, si osserva che non sono, fino ad ora, emerse incompatibilità con la realizzazione, già programmata, del terminale meridionale di Battipaglia della linea ferroviaria ad alta velocità e capacità e, comunque, se dovessero emergere in seguito ostacoli e interferenze, ovviamente, si dovrà avviare la ricerca di apposite soluzioni.

Per quanto riguarda gli impatti sulla salute pubblica dei campi elettromagnetici, ecco, posso garantire che tutti gli interventi in corrente alternata dovranno essere realizzati nel rispetto delle normative vigenti, in particolare Terna è tenuta al rispetto degli obiettivi di qualità che sono fissati dall'articolo 4, del DPCM del 2003, che sono quelli standard per i campi elettromagnetici. Per gli interventi in corrente continua - notoriamente non producono campi elettromagnetici, eventualmente solo campi magnetici - le analisi sono condotte dal CESI (Centro elettrotecnico sperimentale italiano) su interventi di similare potenza e forniscono valori inferiori rispetto al limite stabilito dalla raccomandazione europea del 1999. Inoltre, durante l'iter di autorizzazione, dovrà essere acquisito il parere del Ministero della Salute, quindi, speriamo, con questo, di aver risposto, almeno in questa fase primaria.

PRESIDENTE. L'onorevole Conte ha facoltà di replicare.

FEDERICO CONTE (LEU). Grazie mi compiaccio Ministro che la mia interrogazione è arrivata tempestiva, però le devo segnalare alcuni elementi ulteriori. La consultazione a cui lei fa riferimento ha interessato, tanto per avere un dato, circa 150 persone, fonti Terna, su una popolazione di oltre 100 mila abitanti. Al centro della Valle del Sele, dove dovrebbero essere ubicati questi due impianti, si infligge, se così dovesse andare, io auspico di no, una ferita insanabile per la vocazione agrituristica di quella area che meriterebbe una considerazione rispetto alle Missioni 1 e 2 del PNRR di riconversione ecologica e di realizzazione della digitalizzazione della filiera agroalimentare.

Di qui, l'importanza in quell'area, l'area dell'ex mercato ortofrutticolo, della realizzazione di un polo agroalimentare programmato e finanziato dalla giunta regionale Bassolino qualche anno fa; le hanno dato un'informazione sbagliata, si tratta di un'area esattamente finitima a quella dove dovrebbe essere realizzata la stazione meridionale della linea Napoli-Reggio Calabria dell'alta velocità e capacità ferroviaria, che entra a pieno titolo, secondo la progettazione di RFI, nel PNRR. Per cui non metto in discussione la meritorietà dell'iniziativa infrastrutturale, ma la sua realizzazione rischia di essere una grande contraddizione sul piano esecutivo. Quell'area è stata già ferita in passato da una scellerata gestione del Piano integrato di gestione dei rifiuti solidi urbani; è un'area ferita, per la quale io credo che il suo Ministero, per questo costituito, dovrebbe realizzare un piano di tutela e valorizzazione. Si tratta dell'area omogenea nella quale insiste Paestum, col suo polo archeologico, e che è l'anticamera del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

(Iniziative di competenza in ordine alla situazione ambientale del territorio toscano, in particolare della provincia di Pisa, in relazione ad una recente inchiesta giudiziaria sul trattamento degli scarti derivanti dalla lavorazione delle pelli – n. 3-02212)

PRESIDENTE. L'onorevole Ziello ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02212 (Vedi l'allegato A).

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Grazie Presidente. Signor Ministro, la scorsa settimana, in Toscana, in particolare nella provincia di Pisa, il comune di Santa Croce sull'Arno è stato completamente stravolto e sconvolto da un gravissimo scandalo giudiziario. Infatti, la direzione distrettuale antimafia di Firenze ha scoperchiato, con una grande operazione antimafia, un sistema criminale dedito alla gestione e allo smaltimento di rifiuti tossici in modo completamente illecito. All'interno di questa inchiesta sono coinvolti il sindaco di Santa Croce sull'Arno, del Partito Democratico, un consigliere regionale del Partito Democratico, nonché ex presidente della provincia di Pisa, l'attuale capo di gabinetto del presidente della regione Toscana e un certo Francesco Lerose che, secondo gli inquirenti, è collegato alla 'ndrangheta. Si parla esattamente di 8 mila tonnellate di Keu che, di fatto, è un rifiuto che viene prodotto attraverso l'elaborazione degli smaltimenti delle concerie e che è stato utilizzato in modo completamente illecito all'interno di tantissimi lotti del territorio della provincia di Pisa. Ed è proprio per questo che la interrogo, per sapere quali iniziative urgenti intenda intraprendere per difendere il suolo, il sottosuolo e l'acqua della città di Pisa e della sua provincia.

PRESIDENTE. Il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha facoltà di rispondere.

ROBERTO CINGOLANI, Ministro della Transizione ecologica. Grazie, Presidente. Stiamo parlando di rifiuti derivanti dal trattamento di fanghi prodotti dalla lavorazione di pelli animali presso un impianto di produzione di materiali riciclati che, miscelati con altri inerti, li classificava come materiali primi per l'edilizia, cosa che, evidentemente, non era. Anticipo che il generale Ferla me ne ha comunicato, all'alba della mattina stessa in cui è iniziata tutta l'operazione, i dettagli, quindi, come da regolamento, abbiamo avuto modo di seguirne attentamente tutto lo sviluppo.

È emerso, dalle indagini in corso, che si tratta di un materiale prodotto dalla ditta Lerose che contiene una cenere di fanghi (Keu), che è stata utilizzata presso l'area di urbanizzazione denominata Green Park del comune di Pontedera. Questi fatti sono stati accertati dall'ARPA Toscana che, in varie occasioni, ha provveduto ad informare l'autorità giudiziaria, stante le caratteristiche non adeguate di questi materiali ai fini di un utilizzo diretto o alla dispersione in ambiente.

A seguito di questi accertamenti, presso l'area Green Park, è stato avviato un procedimento di bonifica per una parte della lottizzazione adibita a viabilità di cantiere e si è, attualmente, in attesa della rimozione della fonte primaria di contaminazione e della messa in sicurezza di emergenza.

Per quanto riguarda l'altra area sotto indagine, l'ex Vacis, l'ARPA di Pisa ha richiesto l'indagine ambientale che viene normalmente prevista nelle riqualificazioni di aree industriali. In questo caso, i campionamenti relativi a riporti terreni ed acque sotterranee che sono stati oggetto di monitoraggio trimestrale per un anno sono risultati nei limiti. Tuttavia, in sede di sopralluogo, in una zona ristretta dell'area in questione, è stato accertato l'utilizzo di un materiale riciclato che presentava, almeno a vista, le medesime caratteristiche già riscontrate presso il cantiere Green Park del materiale prodotto dall'impianto Lerose.

Pertanto, sono stati disposti ulteriori accertamenti su questo materiale che, tuttavia, è risultato, in generale, conforme ai parametri di riferimento. Dalle analisi del campione, però, è emerso il superamento dei limiti per quanto riguarda l'antimonio e il cromo, la cui origine, ovviamente, è da stabilire. L'ARPAT ha svolto anche le indagini sul materiale utilizzato per la realizzazione della pista presso l'aeroporto di Pisa, su segnalazione della sezione di Polizia giudiziaria della procura di Firenze. È così emerso che il sottofondo della pista era stato realizzato, utilizzando, fra l'altro, il materiale della ditta Lerose contenente Keu.

All'esito di un campionamento effettuato in contraddittorio con ARPAT nel novembre del 2020 è, inoltre, emerso che il materiale riciclato e utilizzato in questo modo rappresentava una potenziale fonte di contaminazione.

Per quanto riguarda il depuratore di Aquarno, che è l'ultima parte di questa storia, si osserva che già nel maggio 2018 il NOE di Firenze è stato delegato dalla direzione distrettuale antimafia della procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze a compiere le indagini nell'ambito della gestione del comparto concero toscano, situato tra le province di Pisa e Firenze. Nel corso di questa indagine è stato accertato che ingenti quantitativi di rifiuti liquidi e fanghi industriali contaminati venivano convogliati nel sistema di depurazione del Consorzio Aquarno ed allontanati sotto forma di fanghi di trattamento dal medesimo impianto senza alcun tracciamento di quantità, qualità e natura. Si stima che il materiale in tal modo conferito fuori dalle regole del settore ammontasse a circa 200 mila tonnellate l'anno.

Dalle indagini è inoltre emerso che la ditta Lerose mescolava il Keu con altri rifiuti inerti, producendo materiali per l'edilizia e le costruzioni, il che consentiva di smaltire illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti in siti non idonei per i livelli presenti di contaminazione del cromo e degli altri inquinanti. Per l'appunto, in data 15 aprile 2021, il personale dell'Arma dei carabinieri ha dato esecuzione all'operazione “Keu”, con l'impiego di 200 militari. Oltre alle misure cautelari eseguite a carico dei vari indagati, sono stati compiuti una sessantina di perquisizioni, numerosi sequestri e ispezioni di impianti, anche attraverso il campionamento, da parte di vari consulenti ambientali. Devo segnalare che le relative risultanze investigative, nonché gli sviluppi e gli accertamenti ancora in corso, sono coperti da segreto istruttorio da parte della magistratura inquirente. Vi assicuro che il Ministero che rappresento seguirà l'evoluzione della vicenda con tutta l'attenzione che merita.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole Ziello.

EDOARDO ZIELLO (LEGA). Grazie Ministro. Sono soddisfatto per la sua risposta, perché dimostra che ha un grande impegno nel seguire un disastro ambientale che c'è stato per colpa dell'avidità di pochi e per colpa della sete di potere di pochi e che ha danneggiato un intero comparto economico, perché adesso le concerie di Santa Croce hanno un grandissimo problema di immagine, Ministro. La prego anche di valutare di recarsi sul territorio per dare un segnale forte che lo Stato c'è, che difende gli imprenditori perbene che lavorano con la schiena dritta e che respinge totalmente ogni tentativo di gestione e di utilizzo illecito di rifiuti tossici, come emerge da questa inchiesta.

Le intercettazioni che riguardano alcuni esponenti che ho citato poc'anzi sono gravissime, perché dimostrano che c'è una grande collusione del sistema politico con certe associazioni a delinquere che hanno danneggiato totalmente questa parte di territorio. Si rischia di perdere, nel comune di Santa Croce, 6 mila posti di lavoro, perché le grandi firme, con il danno di immagine che ha subito il comune, rischiano di andar via e di non utilizzare più la grande professionalità degli artigiani di Santa Croce e dell'intero comprensorio del cuoio che dobbiamo difendere come Stato. Questa inchiesta, infine, spazza via ancora una volta tanta ipocrisia, tanti bei proclami che sono stati fatti da questi personaggi che si riempivano la bocca di marce della legalità, di tutela dell'ambiente e, poi, sono finiti all'interno di una mega inchiesta di antimafia e di danneggiamento ambientale. Siamo garantisti, ma fessi, no.

Pertanto, signor Ministro, la ringrazio e spero veramente di vederla sul territorio per dare questo grande segnale di vicinanza alla provincia di Pisa e alla sua città (Applausi dei deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

(Tempi di adozione dei decreti attuativi previsti dalla legge di bilancio per il 2021 in materia di esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti – n. 3-02213)

PRESIDENTE. L'onorevole Pallini ha facoltà di illustrare l'interrogazione Amitrano ed altri n. 3-02213 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

MARIA PALLINI (M5S). Grazie, Presidente, grazie, Ministro. Le partita IVA si trovano in una condizione, davvero, di molta difficoltà; noi abbiamo il dovere di aiutare questi lavoratori autonomi e liberi professionisti che cercano soprattutto un diritto che spetta a tutti quanti loro. Noi chiediamo, come MoVimento 5 Stelle, in base alla legge di bilancio dell'anno scorso e che ha istituito un fondo per esonerare parzialmente dal versamento dei contributi previdenziali dovuti agli autonomi e ai professionisti iscritti all'INPS, la possibilità di decreti attuativi che devono essere erogati in questo momento.

Quindi le chiedo, Ministro, se e in quali tempi lei intenda completare l'iter per l'adozione di questi decreti attuativi, e, quindi, aiutare finalmente questi lavoratori che hanno bisogno di essere aiutati.

PRESIDENTE. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, ha facoltà di rispondere.

ANDREA ORLANDO, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Grazie, signor Presidente. Gli onorevoli interroganti ci richiamano sull'adozione del decreto attuativo previsto dalla legge di bilancio 2021, all'articolo 1, commi 20 e 22, che indubbiamente è atteso dalle categorie interessate. I lavoratori autonomi e i professionisti hanno subito in maniera drammatica l'impatto della crisi e il conseguente blocco delle attività produttive, una forte riduzione dell'orario di lavoro e una perdita di reddito più grave rispetto ai lavoratori dipendenti, e queste sono soltanto le conseguenze più evidenti. C'è un pezzo di lavoro autonomo, in parte significativamente femminile, che è precipitato in una situazione di povertà improvvisa. Il Governo è assolutamente consapevole che occorre fornire sostegno a queste categorie e per questo è stato previsto l'esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti che hanno subito un calo dei fatturati.

Con il “decreto Sostegni” è stato inoltre finanziato il fondo finalizzato alla realizzazione di tale misura con risorse pari a 1.500 milioni di euro, per un totale di 2.500 milioni di euro per l'anno 2021. Per quanto riguarda l'adozione del decreto attuativo, è già terminata la prevista fase di consultazione e confronto con i soggetti istituzionali, risultando anche proficua l'interlocuzione con l'AdEPP, l'Associazione degli enti previdenziali privati. Si tratta di un provvedimento particolarmente complesso in quanto è necessario definire procedure diverse per categorie molto eterogenee tra loro di lavoratori: quelli iscritti alle gestioni speciali, i lavoratori iscritti alla gestione separata, i soci lavoratori di società e i professionisti componenti di studi associati, i professionisti iscritti alle casse previdenziali e, infine, i medici, infermieri e altri professionisti e operatori già collocati in quiescenza a cui siano stati conferiti incarichi di lavoro autonomo o di collaborazione coordinata e continuativa per far fronte all'emergenza epidemiologica.

Sono già in fase di valutazione le osservazioni espresse sullo schema di provvedimento dalla Ragioneria generale dello Stato. Conclusa questa fase istruttoria, che prevede anche il parere dell'INPS, il testo del decreto attuativo verrà sottoposto all'esame definitivo del Ministero dell'Economia e delle finanze per l'acquisizione del concerto. Mi impegno pertanto a monitorare l'iter del provvedimento al fine di giungere in tempi brevi all'adozione definitiva del decreto. Voglio sottolineare che ho dato particolare impulso all'attività di monitoraggio e di velocizzazione delle procedure per la definizione dei provvedimenti attuativi di norme primarie: dal momento del mio insediamento sino ad oggi ho firmato 13 decreti attuativi rispetto ai 35 definiti nel corso dell'intera XVIII legislatura. Ritengo, infatti, fondamentale questa attività per la realizzazione delle politiche del mio Dicastero e per l'attuazione del programma di Governo. In una prospettiva più ampia, che guardi oltre l'emergenza, occorre poi considerare con particolare attenzione il lavoro autonomo nell'ambito delle riforme strutturali che devono accompagnare la fase della ripartenza e riattivare il percorso dello sviluppo, in particolare per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali. Sono convinto, infatti, della necessità di avviare un confronto che sia efficace e produca degli effetti anche sull'estensione dell'equo compenso e sulla possibilità di estendere strumenti e tutele anche ad alcune tipologie di lavoratori autonomi che oggi non sono ricompresi in essi.

PRESIDENTE. L'onorevole Amitrano ha facoltà di replicare.

ALESSANDRO AMITRANO (M5S). Grazie, Presidente. Signor Ministro, non credo di essere il solo in quest'Aula a pensare che, quando in un anno, nel 2020, quasi 900 partite IVA al giorno sono state costrette alla chiusura, ci troviamo di fronte a un significativo problema, che riguarda soprattutto, come anche lei ha affermato, le donne possessori di partita IVA, perché sono svantaggiate, soprattutto in questo momento storico, a causa anche del preminente carico di cura familiare che per nostra cultura viene assegnato loro. Sicuramente noi abbiamo oggi un'occasione, cioè abbiamo 2.500 milioni, come ci ha detto, tra legge di bilancio che abbiamo fatto con il Governo Conte 2 e “decreto Sostegni”, che potrebbero davvero aiutare queste partite IVA in un momento di grande difficoltà. Mi rendo perfettamente conto che non è chiaramente un percorso facile, ci vuole una grande cooperazione anche con l'AdEPP, con tutte le casse private, perché parliamo di tantissimi professionisti, di lavoratori autonomi che rappresentano mondi e categorie diverse, però c'è la necessità di andare molto più veloci dei tempi abitudinari che abbiamo all'interno delle nostre istituzioni e che oggi non ci possiamo più permettere. Siamo in una fase di pandemia terribile, per cui accorciare al massimo i tempi di realizzazione dei decreti attuativi - mi fa molto piacere aver appreso della sua velocizzazione nella firma dei decreti - diventa oggi fondamentale. Facciamolo a partire da questo, a partire dalle partite IVA, a partire dai lavoratori che sono in difficoltà. Noi, come MoVimento 5 Stelle, stiamo cercando di sostenere le partite IVA anche nel “decreto COVID”, è un tema a cui teniamo particolarmente; per cui, la prego, attenzioniamolo e veramente realizziamolo immediatamente.

(Iniziative per il potenziamento dei centri per l'impiego nell'ambito della strategia di rilancio dell'occupazione dopo la pandemia – n. 3-02214)

PRESIDENTE. L'onorevole Soverini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02214 (Vedi l'allegato A).

SERSE SOVERINI (PD). Grazie, Presidente. Grazie, Ministro. Noi, come lei, condividiamo la preoccupazione che ci possa essere una ripresa che non sia accompagnata da un adeguato rialzo del livello di occupazione. Siamo anche d'accordo con la sua strategia di dare una risposta basata sul potenziamento dei centri per l'impiego, la revisione dell'assegno di ricollocazione e la promozione di patti territoriali per la formazione, questi molto importanti, finalizzati a ricollocare i lavoratori nei distretti e nei settori più dinamici. Una strategia che lei dovrà concordare, come è sua intenzione, con gli assessori regionali per renderla più efficace e tempestiva. In questo contesto ci teniamo a segnalarle la rilevanza dei centri per l'impiego, che hanno superato anni di disinteresse e che sono ancora fermi per quanto riguarda il loro potenziamento. Vorremmo, in particolare, segnalarle che vanno superate le criticità e i ritardi con cui si sta procedendo all'assunzione di 11.600 nuovi addetti dei centri per l'impiego, stabilita da una legge del 2019, e, in tale prospettiva, è condivisibile l'obiettivo di coinvolgere e riconoscere la professionalità dei 2.800 navigator. Le chiediamo quali iniziative intenda adottare nello specifico su questo tema e come intenda portare avanti la strategia organica con le regioni e gli assessori regionali.

PRESIDENTE. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, ha facoltà di rispondere.

ANDREA ORLANDO, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Ringrazio l'onorevole Viscomi e l'onorevole Soverini per aver sollevato una tematica che è oggetto del presente atto, cioè la ripartenza del Paese strettamente connessa al rilancio dell'occupazione, soprattutto di un'occupazione che sia di qualità e che risponda alle esigenze dell'innovazione, della transizione ecologica, della transizione digitale. A questo fine credo che sia indispensabile in primo luogo rafforzare le strutture pubbliche dei centri per l'impiego quali punti di riferimento territoriale fondamentali. L'obiettivo è quindi quello di superare eventuali ritardi e criticità, completando il rafforzamento infrastrutturale e tecnologico. Negli anni recenti sono stati fatti notevoli investimenti per rafforzare questi centri: è certamente un'occasione quindi storica per l'assunzione di oltre 11 mila operatori, da completarsi entro il 2021, e, parallelamente, ci sono risorse rilevanti, fino a 50 milioni di euro, che le regioni possono utilizzare per la formazione degli operatori presenti, oltre che dei nuovi. La rete pubblica potrà così disporre delle necessarie competenze per una presa in carico qualificata che individui in maniera puntuale il fabbisogno formativo. Inoltre, ogni sforzo deve essere, credo, fatto perché la rete pubblica stessa possa operare in sintonia e piena collaborazione con quella privata, nell'ottica di un'azione orientata innanzitutto ai risultati. Come è noto, con il “decreto Sostegni” i contratti dei 2.680 navigator in scadenza il 30 aprile sono stati in quest'ottica prorogati sino al 31 dicembre. La loro attività nei centri per l'impiego costituirà titolo preferenziale nei concorsi pubblici delle regioni e degli enti e agenzie regionali. Il completamento in tempi rapidi di questo processo credo sia fondamentale perché le strutture territoriali siano in grado di erogare le politiche attive del lavoro necessarie per far fronte agli effetti della pandemia sul mercato, in particolare dopo il blocco dei licenziamenti che verrà rimosso. È necessario, quindi, costruire un sistema che sostenga attivamente i disoccupati, li prenda in carico, dia loro formazione mirata e che abbia al centro la personalizzazione degli interventi per una loro ottimale ricollocazione. Nell'ottica di valutare l'attuazione dei piani regionali di rafforzamento, ho avviato un tavolo con tutti gli assessori regionali competenti; è emersa da questo confronto l'opportunità di procedere a incontri bilaterali per approfondire le questioni specifiche di ciascun territorio.

Si inaugura in questo modo un metodo nuovo di lavoro che ha come obiettivo quello di favorire il più possibile la condivisione dei problemi ma anche la valorizzazione delle opportunità che emergono sul territorio regionale, in maniera da preparare al meglio la riforma delle politiche attive del lavoro. Credo si debbano avere indirizzi chiari e condivisi a livello centrale nell'ottica dei livelli essenziali delle prestazioni e sostenere i territori perché sentano proprie le politiche che si devono attuare. Tutto questo non mi fa nascondere il fatto che ci sono ritardi comprensibili, dovuti alla pandemia, e ritardi meno giustificabili. Sono iniziati questi incontri e, per quanto riguarda le specifiche e immediate iniziative per l'occupazione, sono allo studio misure per incentivare le assunzioni di disoccupati con contratti di lavoro stabili nella fase di ripresa delle attività dopo l'emergenza. Tali misure sono finalizzate a garantire alle imprese la flessibilità necessaria per gestire la delicata fase della ripartenza e ai lavoratori un percorso di formazione e di reinserimento in grado di accompagnarli nelle transizioni occupazionali verso un impiego stabile.

PRESIDENTE. L'onorevole Viscomi ha facoltà di replicare.

ANTONIO VISCOMI (PD). Grazie per la risposta, signor Ministro, e grazie, prima ancora, per l'impegno profuso per costruire in tempo utile non solo e neppure tanto una azione ma piuttosto un modello di intervento sistemico in grado di contrastare il rischio delle severe conseguenze avverse sull'occupazione che potrebbero paradossalmente conseguire al contenimento epidemico e alla conseguente ripresa dell'attività produttiva. Vi è una sostanziale convergenza di valutazione sul fatto che il superamento del blocco dei licenziamenti, oggi ancorato alla partecipazione aziendale a programmi di protezione sociale, possa immediatamente provocare un aggravamento, per estensione e intensità, della crisi occupazionale; ciò, a motivo sia della cessazione dell'attività aziendale sia dalla loro radicale ristrutturazione nella prospettiva della transizione ecologica e digitale sostenuta dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Proprio per questo è da apprezzare la prospettiva da lei espressa oggi, ma già anticipata nelle sue azioni da qualche tempo, sulla necessità di implementare, in un contesto così complesso, un adeguato sistema integrato dei servizi per l'impiego capace di coniugare l'urgenza di ricollocazione professionale dei lavoratori con l'esigenza di sostenere le imprese nel loro posizionamento competitivo e di farlo in virtù dell'azione convergente di una rete diversificata di attori pubblici e privati. Mai più, signor Ministro, politiche passive di mero sostegno reddituale camuffate da politiche attive e sempre più, invece, politiche proattive di attivazione di chi cerca lavoro in mercati transizionali in cui il bene più importante è dato da ciò che, una volta, si chiamava mestiere e, oggi, invece dovremmo chiamare competenza, professionalità, skill: sono proprio queste a sostenere la necessaria innovazione di processo e di prodotto del sistema produttivo. Per questo è giusto il suo impegno a rafforzare le strutture pubbliche che operano nel mercato del lavoro, per questo è necessario anche affinare, precisandolo, l'aspetto della governance multilivello dei sistemi in questione. Concludo, dicendo che è certo necessario ribadire il principio di leale collaborazione fra Stato e regioni per via del sistema delle Conferenze, ma credo opportuno ricordare anche che lo stesso principio di sussidiarietà impone all'autorità centrale di farsi carico dei temi e dei problemi quando questi non possono essere adeguatamente trattati a livello inferiore. C'è dunque una responsabilità di indirizzo e coordinamento che mi pare sia nelle sue intenzioni assumere responsabilmente e fino in fondo, e per questo la ringrazio.

(Iniziative di competenza volte a scongiurare casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza, in relazione a recenti inchieste giudiziarie che vedono coinvolti cittadini extracomunitari – n. 3-02215)

PRESIDENTE. L'onorevole Paola Frassinetti ha facoltà di illustrare l'interrogazione Lollobrigida ed altri n. 3-02215 (Vedi l'allegato A), di cui è cofirmataria.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente, Ministro, la Procura di Genova ha aperto un'inchiesta sull'illecita percezione del reddito di cittadinanza da parte di 500 immigrati che non avevano diritto di richiederla. Gli immigrati, supportati da alcuni Caf e patronati, hanno tra l'altro dichiarato il falso con un'autocertificazione, sostenendo di essere in Italia da almeno dieci anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. Per questo si chiede al Governo quali misure intenda adottare affinché siano scongiurati in futuro casi di indebita percezione del reddito di cittadinanza.

PRESIDENTE. Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Andrea Orlando, ha facoltà di rispondere.

ANDREA ORLANDO, Ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Il quesito pone il tema dei controlli sui requisiti di accesso al reddito di cittadinanza e sui requisiti tutti per il reddito di cittadinanza. Ai sensi dell'articolo 5, comma 5 del decreto-legge n. 4 del 2019, mentre i requisiti economici sono verificati prima dell'avvio dell'erogazione del beneficio, gli altri requisiti autodichiarati, tra cui in particolare quello di residenza, si considerano posseduti sino a quando non intervenga una comunicazione contraria da parte delle amministrazioni competenti alla verifica degli stessi. Questa previsione normativa consente la tempestiva erogazione del beneficio, ad esempio, nei casi in cui la verifica del requisito di residenza in Italia per almeno dieci anni, per cittadini che hanno cambiato più volte il comune di residenza, richieda dei tempi lunghi, dovendosi procedere a ritroso con la consultazione dei comuni di precedente residenza fino al raggiungimento del periodo richiesto. In merito all'affermazione, riportata dal quesito, che gli enti locali, cui spetta il compito di controllare l'essenziale requisito della residenza, hanno l'obbligo di eseguire controlli su un minimo del 5 per cento dei percettori si precisa che i controlli sui requisiti di residenza e cittadinanza sono invece previsti per la totalità dei richiedenti la misura, mentre può essere limitata al 5 per cento la sola verifica sull'effettiva composizione del nucleo familiare rispetto a quanto comunicato ai fini ISEE. Voglio altresì ricordare che la norma attribuisce all'INPS il compito di verificare i requisiti autocertificati in domanda. Al riguardo, alla luce delle frodi riscontrate, l'Istituto in accordo con il Ministero vigilante ha recentemente introdotto dei controlli preventivi volti a segnalare ai comuni le situazioni sospette, identificate sulla base dell'interrogazione dell'anagrafe dell'Agenzia delle entrate. Nel caso i controlli diano esito negativo entro 30 giorni, la domanda non viene accolta; nel caso in cui non si fosse provveduto a completare l'accertamento nei termini previsti, la domanda viene accolta sulla base di quanto auto dichiarato e ai comuni è comunque data l'indicazione di procedere prioritariamente con la verifica dei requisiti per i nuclei segnalati. Sono assolutamente e naturalmente da stigmatizzare i casi di indebita acquisizione del beneficio del reddito ed è doverosa l'azione di controllo conseguente. Occorre però riflettere sulla portata che la misura ha assunto, in particolare nel corso della crisi emergenziale. Come è noto, infatti, dai dati diffusi dall'INPS risulta che una crescita significativa dei nuclei familiari percettori del reddito e di pensione di cittadinanza si è manifestata in questi mesi. Indubbiamente la misura ha funzionato come rete di protezione sociale per un'ampia categoria di soggetti e per le loro famiglie, costituendo spesso un argine per le nuove povertà indotte dalla crisi. È comunque opportuno valutare in maniera sistematica l'impatto e le possibili distorsioni che in fase applicativa si possono verificare. È per questo che è istituito il Comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza, con l'obiettivo di valutare la resa dell'istituto e di individuare le azioni necessarie per collegarlo più efficacemente al sistema delle politiche attive del lavoro.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole Cirielli.

EDMONDO CIRIELLI (FDI). Signor Ministro, noi ovviamente non possiamo essere soddisfatti anche perché lei, semplicemente e in maniera, mi consenta, un po' banale, ci ha riportato quello che prevede la norma; ma la conoscevamo già. Il tema è che la norma non ha impedito questa frode, non ha impedito peraltro una frode da parte di extracomunitari che non hanno nulla, non sono titolare di nulla e, quindi, l'azione penale non porterà certamente a recuperare il maltolto. Il tema di fondo è che probabilmente lei è anche in difficoltà, perché il suo partito ha votato contro questo reddito di cittadinanza che rimane, non per quanto riguarda Fratelli d'Italia ma come dato di fatto, diseducativo sul piano sociale, perché spinge le persone a non lavorare, e criminogeno, perché procura queste truffe che, ormai, sono divenute la regola. È uno spreco di risorse enormi dal punto di vista economico, tolte al rilancio dell'economia, alla costruzione di infrastrutture, al supporto al lavoro vero e quindi, magari, a sgravi per l'assunzione e ad altre politiche attive del lavoro. Sappiamo bene che, di fatto, è stato concepito come un voto di scambio di Stato da una parte politica che ha costruito la sua fortuna su questo aspetto; ma è una fortuna che spesso i percettori oggi non riconoscono più. D'altro canto, sta diventando anche incentivante per l'immigrazione economica sapere che in Italia si arriva, si può imbrogliare facilmente con un'autocertificazione e si può avere un reddito di cittadinanza che non si restituirà mai. Infatti, queste persone non sono titolari o proprietarie di nulla, quindi lo Stato non potrà rivalersi nei loro confronti con un processo penale. Tutto questo spinge tantissime persone da tutte le .parti del mondo a venire in Italia. Quindi, credo che il Governo da questo punto di vista, speriamo con una nuova maggioranza, sia coerente con i suoi impegni e voglia cambiare questa vergognosa norma.

(Iniziative per l'incremento delle risorse del fondo per le non autosufficienze e per il monitoraggio sul suo utilizzo, anche alla luce di una recente vicenda che ha interessato il comune di Roma – n. 3-02210)

PRESIDENTE. L'onorevole Angiola ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02210 (Vedi l'allegato A).

NUNZIO ANGIOLA (MISTO-A-+E-RI). Grazie, Presidente. Come è noto le risorse del Fondo nazionale per le non autosufficienze sono destinate in misura esclusiva per una quota non inferiore al 50 per cento a favore delle persone in condizioni di disabilità gravissima. Ma cosa è successo al comune di Roma? Che è previsto un contributo di 700 euro per i caregiver familiari, ma in base ad una apposita graduatoria, come è giusto che sia. Mille e cinquecento persone, e quindi famiglie, sono rimaste fuori senza preavviso e senza apparenti motivazioni. Cosa abbiamo notato? Che manca nella graduatoria la colonna riguardante i punteggi dei destinatari ed, inoltre, si specifica sul sito che, per l'ottenimento di questo beneficio, viene data priorità all'assenza di altri servizi e prestazioni sociali e socio-sanitari attivati nell'ambito del PAI (Piano assistenziale individuale). E' ovvio che si aggrava la situazione già pesante di talune le persone colpite da disabilità gravissima. Bene, chiediamo al Ministro se è a conoscenza di questa situazione e cosa intenda fare: se, per esempio, intende mettere mano all'entità delle risorse, monitorare l'utilizzo di questi fondi. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. La Ministra per le Disabilità, Erika Stefani, ha facoltà di rispondere. A lei, signora Ministro.

ERIKA STEFANI, Ministra per le Disabilità. Grazie, Presidente. Ringrazio l'onorevole interrogante per il quesito posto. Preciso fin da subito che il Fondo per le non autosufficienze è istituito presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e, in tal senso, mi sono avvalsa di alcuni elementi forniti dal Ministero stesso per preparare questa risposta. Occorre poi evidenziare che con la Legge di bilancio 2019 sono stati stanziati ulteriori 50 milioni di euro rispetto allo stanziamento iniziale di 571 milioni di euro e con il decreto-legge n. 34 del 2020, cosiddetto “rilancio”, vi è stato un incremento di ulteriori 70 milioni - sto parlando sempre del Fondo. Complessivamente, pertanto, la dotazione è stata incrementata fino a 668 milioni per il 2021, 667 milioni per il 2022 e 665 per il 2023. Il trend di incremento delle risorse finanziarie del Fondo, che è stato inaugurato anche dal mio predecessore, l'onorevole Fontana, è un segnale positivo nella prospettiva di arrivare a una dotazione sufficientemente capiente.

Occorre preliminarmente chiarire, poi, il quadro delle competenze in materia, che a seguito della riforma del Titolo V del 2001, secondo cui in capo allo Stato residua il potere di definire i livelli essenziali delle prestazioni. In tale contesto il Fondo nazionale per le non autosufficienze trova la sua ragion d'essere, proprio nel fine di garantire l'attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali da garantire su tutto il territorio nazionale, con riguardo alle persone non autosufficienti, come indicato dall'articolo 1, comma 1264 della legge n. 296 del 2006.

Tanto precisato, si rileva che, nei limiti dell'ammontare delle risorse disponibili assegnate, la regione è chiamata a individuare i criteri in base ai quali identificare le priorità nell'accesso, fermo restando che con risorse proprie potrà integrare o differenziare la prestazione, così come potrà modularla, riducendola in caso di un'offerta integrata di servizi anche a valere sulle risorse del FNA.

In relazione al caso riportato in premessa dall'interrogante, che ringrazio per la segnalazione, ho provveduto ad acquisire informazioni dettagliate anche dal comune di Roma, atteso che, come è noto, il Governo si limita a ripartire le risorse del fondo, che vanno destinate nel rispetto delle linee guida. Il comune di Roma ha precisato che, essendo state modificate le linee guida della regione Lazio con DGR 395/2020, per l'anno 2021 non è stato possibile procedere all'applicazione dei punteggi, come avveniva nelle annualità precedenti, e pertanto l'elenco progressivo approvato da Roma Capitale è il risultato delle linee guida regionali, secondo l'assunto del comune di Roma. Le domande sono state pari a 3165. Per erogare un contributo minimo di 700 euro per il contributo di cura, 800 euro per l'assegno di cura, sarebbe stato necessario un importo di circa 26 milioni e 900 mila euro, a fronte di una disponibilità, da parte della regione Lazio, di soli 12 milioni e 600 mila euro. Tale disponibilità ha consentito, quindi, di erogare il beneficio a soli 1508 cittadini. Il comune ha precisato che saranno disponibili a breve ulteriori risorse per 4,7 milioni dalla regione e 2 milioni di residui passivi del bilancio del comune per poter ulteriormente procedere allo scorrimento dell'elenco di persone con disabilità.

Quanto alla problematica e monitoraggio sull'utilizzo delle risorse da parte della regione e degli enti locali, allo stato attuale, il Ministero del Lavoro ha già emanato un nuovo decreto di riparto per il 2021, che potrebbe così consentire alle regioni di rivedere i criteri di attribuzione delle risorse in termini maggiormente inclusivi, aumentando quindi la platea dei beneficiari. La ringrazio.

PRESIDENTE. L'onorevole Angiola ha facoltà di replicare.

NUNZIO ANGIOLA (MISTO-A-+E-RI). Grazie, Presidente. Sono parzialmente soddisfatto, Presidente, della risposta fornita dalla Ministra e apprezziamo sicuramente l'interesse e l'impegno per il potenziamento delle risorse dei fondi a disposizione su questa misura particolare, che riguarda persone affette da gravissima disabilità, e quindi anche i loro familiari e i loro caregiver.

Certo, stiamo parlando di responsabilità che non riguardano il Ministro, ma riguardano il comune di Roma capitale. Ma comprendiamo bene che si tratta di situazioni che rischiano di mettere in difficoltà tantissime persone già stremate e tante famiglie che stanno accusando i colpi della pandemia. Resto un po' perplesso nel sentire che non è stato possibile procedere all'applicazione dei punteggi. Questo è un fatto che va approfondito. Se non vengono dati i punteggi, il procedimento di assegnazione dei fondi sicuramente non è così rigoroso come dovrebbe essere. Così come apprezziamo il fatto che si debbano potenziare le risorse, come dicevo prima, anche tramite l'utilizzo di residui, benché non è che i bisogni delle persone estremamente disabili, con gravi disabilità e gravissima disabilità, possono essere appesi ai residui. Spesso e volentieri, signor Presidente, la gente si ritrova in queste situazioni e assiste incredula, perché troppo spesso ci troviamo di fronte a situazioni di incapacità gestionali, di mancanza di trasparenza, pubblicazione di elenchi senza la spiegazione in merito all'esclusione, e da risorse cronicamente insufficienti. Completo dicendo che continueremo a vigilare sulla corretta erogazione di questi strumenti, non solo a Roma, ma anche in tutta Italia.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata.

Sospendo la seduta, che riprenderà alle ore 16,05.

La seduta, sospesa alle 16, è ripresa alle 16,05.

Missioni.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 46, comma 2, del Regolamento, i deputati Berlinghieri, Brescia, Casa, Cirielli, Comaroli, Corda, Del Barba, Delmastro Delle Vedove, Gregorio Fontana, Frusone, Gebhard, Giachetti, Invernizzi, Lapia, Lorefice, Magi, Montaruli, Mura, Muroni, Occhionero, Paita, Parolo, Perantoni, Serracchiani, Silli, Tasso e Zoffili sono in missione a decorrere dalla ripresa pomeridiana della seduta.

I deputati in missione sono complessivamente 102, come risulta dall'elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell'allegato A al resoconto della seduta odierna.

Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Riprendiamo il seguito della discussione del disegno di legge n. 2945-A. Ricordo che, nella parte antimeridiana della seduta, è stato da ultimo respinto l'emendamento 2.113 Montaruli.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 2945-A?)

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento 2.35 Bucalo, a pagina 6 del fascicolo.

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto la deputata Carmela Bucalo. Ne ha facoltà.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. L'emergenza pandemica che in questi mesi ha colpito duramente le famiglie ha pesantemente inciso sulla loro situazione economica e lavorativa. La pandemia da COVID non è solo un'emergenza sanitaria, ma costituisce una grave crisi economica e anche una crisi del mercato del lavoro. Molti hanno perso il lavoro o hanno avuto una riduzione delle ore lavorative. L'Istat dichiara che gli occupati sono diminuiti di 101 mila unità, un numero tragico, e diventa ancora più tragico perché il 98 per cento riguarda il mondo femminile, vittime sacrificali di questo momento tragico.

Credetemi, sentire alle mie spalle le parole del collega Trizzino che dice che noi di Fratelli d'Italia ci dovremmo vergognare perché stiamo sfruttando questo momento, la disperazione di queste persone, non è un'offesa per noi, è uno schiaffo a milioni di famiglie (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Famiglie costrette ad andare anche alla Caritas per dare sostentamento alla famiglia; vi è chi va a vivere con i genitori perché non riesce più a pagare gli affitti.

Allora, dico all'onorevole Trizzino: chiedo io scusa per lui a queste famiglie, perché non ci sono parole. Non ci sono parole per definire questa sua insensibilità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Cosa significa che questo provvedimento è già passato? Quindi, non si può più parlare, non si può più evidenziare che esistono queste situazioni così tragiche, non si può più combattere per ottenere giustizia per queste famiglie?

E, allora, ritorno al contenuto di questo emendamento che prevede - così come ha già esposto in modo brillante la mia collega Montaruli - l'indennità almeno all'80 per cento dello stipendio. Attenzione, stiamo parlando di stipendi che hanno una media di 1.500 euro al mese e il 50 per cento sono solo 750 euro; e si esclude anche il rateo della tredicesima o altre gratificazioni. Attenzione, vi prego, si rischia veramente di ridurre molte famiglie alla soglia della povertà. Ecco perché vi chiedo un'attenzione particolare a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente. Sottoscrivo l'emendamento della collega Bucalo, che ringrazio anche per l'intervento forte che ha svolto. Noi non crediamo che stiamo perdendo tempo, anzi, se gli italiani potessero ascoltare i problemi che stiamo ponendo, probabilmente sono quelli della loro quotidianità, come quello che poniamo con questo emendamento, Presidente.

Facciamo una riflessione semplice: chi vive con 1.200 euro al mese è un eroe; è un eroe. Se questi 1.200 li riduciamo a 600, è impossibile; è impossibile! Per noi sono calcoli, sono numeri, ma per queste persone è la sopravvivenza, è la dignità; la dignità di non dover elemosinare o cercare altre strade. Per cui è chiaro che noi continuiamo a porre questi problemi, lo facciamo perché almeno queste voci non rimangano inascoltate.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Grazie, Presidente. In riferimento a questo emendamento - che chiedo di poter sottoscrivere - che ci è stato illustrato con passione dalla collega Bucalo, vorrei aggiungere che vedersi ridurre addirittura del 50 per cento il proprio reddito che, nella stragrande maggioranza dei casi, non è poi un reddito particolarmente dimensionato verso l'alto, peraltro a causa di situazioni non dipendenti dalla propria volontà, è un grosso problema.

Oggi il congedo parentale vede una riduzione del 50 per cento - e vado alla conclusione - della retribuzione. Noi chiediamo semplicemente di portarla all'80 per cento, allineandola così all'indennità di maternità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Sottosegretario, Fratelli d'Italia con l'emendamento della collega Bucalo - che chiedo di sottoscrivere - pone di nuovo l'attenzione su quella che è una emergenza, una necessità di moltissime famiglie italiane.

Ecco, con questo emendamento non si fa altro che chiedere di aumentare dal 50 per cento all'80 per cento l'indennità per il congedo, per cui oggi purtroppo siamo fermi soltanto al 50 per cento. Come sottolineavano i miei colleghi Butti e Caiata, questi redditi già alla fonte sono molto bassi: se andiamo ancora a decurtarli del 50 per cento per una necessità di seguire la propria famiglia e una facoltà di poter usare questo strumento, o non c'è la possibilità di accedere a questo strumento proprio perché altrimenti poi non si possono mantenere le proprie famiglie oppure si deve rischiare, come si diceva, di ricorrere alla Caritas o ad altri strumenti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, stupisce abbastanza che un emendamento di questo tipo non venga valutato positivamente da tutti coloro i quali abitualmente dicono di voler essere vicino alle famiglie, agli ultimi, a coloro i quali sono in situazioni di disagio. Infatti, questo non è un emendamento che chissà cosa sconvolge; dice semplicemente di adeguare all'80 per cento quel limite oggi indicato nel 50 e che già vale per l'indennità di maternità.

Quindi, un atto di giustizia sociale si direbbe, e non si vede per quale ragione quindi si debba registrare un'opposizione silenziosa, non di merito ma di principio, ad un emendamento che invece - questo sì - è di principio e di merito perché aiuta il merito tramite il principio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. La collega Bucalo ha ben spiegato il senso di questo emendamento. Un emendamento che chiede semplicemente un aumento, dal 50 all'80 per cento, dell'importo per persone che sono in difficoltà; che sono in difficoltà per seguire i loro figli, che sono in difficoltà perché non hanno la possibilità di recarsi al lavoro senza poter lasciare in custodia e in sicurezza i figli minori.

Il buonsenso dovrebbe guidare la scelta di appoggiare un emendamento di questo genere. Quindi, chiediamo all'Aula di analizzarlo bene e di votarlo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.35 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 12).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.116 Montaruli. Ha chiesto di parlare l'onorevole Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente, questo emendamento è l'emendamento della riduzione del danno, ma può essere anche l'emendamento con il quale si può arrivare ad un punto d'incontro, perché è una via di mezzo per non umiliare la retribuzione giornaliera di chi è costretto a stare a casa per sostenere il proprio figlio in DAD. Allo stesso tempo, prevede un incremento della retribuzione, rispetto a quel 50 per cento, fino al 70 per cento, in modo che vi sia, quantomeno, una certa gratificazione per il genitore lavoratore costretto a questa situazione derivante dalla DAD e, in generale, dai provvedimenti legati alla pandemia che ogni famiglia sta vivendo. Aumentare dal 50 al 70 per cento non è esattamente la richiesta di Fratelli d'Italia, perché la richiesta di Fratelli d'Italia è di riconoscere l'intera retribuzione. E' un fatto di principio - l'ho detto nel precedente intervento - però, ci dà, quantomeno, la possibilità di venirci incontro. Allora, se da parte vostra, c'è la volontà di dare un segnale ai genitori lavoratori e, allo stesso tempo, di dialogare con l'opposizione, questo emendamento è confezionato perché voi non possiate dire di no e possiate, al contrario, direi di sì, venire incontro e far comprendere che i vostri “no” non sono “no” aprioristici, non tanto a Fratelli d'Italia, ma a tutti coloro che sono in difficoltà e, soprattutto, ai lavoratori, ma sono “no” che, invece, si possono trasformare in “sì”, perché è una proposta di buon senso che tiene in considerazione anche le esigenze di questo Governo, dichiarate da questi banchi. Allora, prego veramente i membri del Governo, che sono attenti alle nostre istanze e che ci stanno ascoltando, di fare una riflessione, perché, a seguito di questo emendamento, non potete dire che stiamo facendo un'attività ostruzionistica: no, questa è un'attività propositiva. Avete avuto l'emendamento in cui chiedevamo il 100 per cento dell'indennità. Questo è un emendamento che vi viene incontro. Fate lo stesso passo nei confronti degli italiani. Fate lo stesso passo nei confronti delle famiglie. Fate lo stesso passo nei confronti dei ragazzi in DAD che meritano di vedere i propri genitori gratificati anche da un punto di vista lavorativo e retributivo. Fate un vostro passo nei confronti dei genitori lavoratori e avrete fatto un passo, piccolo, in avanti, ripeto, un passo piccolo in avanti per venire incontro ad una difficoltà oggettiva. Noi siamo nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti; andare addirittura a dire a un genitore lavoratore che, per stare a casa, deve avere la decurtazione dello stipendio, francamente, è qualcosa di ignobile, ripeto, ignobile; al 50 per cento gli date la retribuzione per le giornate mancate. E' veramente un qualcosa di scandaloso. Non solo c'è la crisi economica, non solo c'è la crisi sanitaria, non solo c'è la crisi di nervi che incombe, ma voi ci mettete anche il carico da novanta! Allora fate questa correzione, fate questa correzione di buonsenso, ascoltate una proposta di Fratelli d'Italia tra le tante, ne potete scegliere tante, ma almeno questa, questa che vi viene incontro, ascoltatela, non c'è alcuna ragione perché voi insistiate nel dire di “no” alla decurtazione della retribuzione giornaliera, perché un genitore è stato costretto da voi, ripeto, da voi è costretto, è stato costretto da voi e da nessun altro, a stare a casa! Se costringete una persona a rinunciare al lavoro, allora gli dovete dare il giusto sostegno: il giusto sostegno è dargli una retribuzione più congrua, un riconoscimento della giornata lavorativa più congruo di quello che, invece, volete riconoscergli con questo provvedimento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie, Presidente, sottoscrivo anche questo emendamento che ha lo stesso animo di quello precedente, di cui abbiamo appena parlato, però, approfittiamo di questo minuto per ribadire ulteriormente e con più forza il concetto che ho provato ad esprimere precedentemente: è solo una questione di dignità.

Stiamo parlando di redditi che non sono i redditi sfarzosi di chi naviga nell'oro. Stiamo parlando di redditi minimi, che garantiscano livelli minimi di sussistenza dignitosa. Quindi, quel numero - che per noi è un numero -, 50 o 70 per cento, sono quei 200 o 300 euro in più al mese che possono cambiare la vita di chi li percepisce e credo che andrebbero trattati con più attenzione, soprattutto, con più rispetto da parte di chi ha detto che questa è una semplice attività ostruzionistica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Butti. Ne ha facoltà.

ALESSIO BUTTI (FDI). Presidente, grazie. Abbiamo tentato con l'80 per cento proposto nell'emendamento precedente dalla collega Bucalo, ma l'avete bocciato. Ora ritentiamo con la collega Montaruli, alla ricerca di una, chiamiamola così, mediazione, del 70 per cento, ma siamo anche disposti a rinunciare alla primogenitura di questa importante battaglia politica, sociale ed economica a vantaggio della famiglia, basta che, alla famiglia, come diceva poco fa l'onorevole Caiata, venga restituita la dignità. Perché quello che è certo è che le famiglie italiane non possono essere ridotte in povertà, sotto lo sguardo, peraltro, di un Governo assente e al telefono e comunque di uno Stato che non rispetta i loro bisogni.

La famiglia rappresenta - e ho concluso - il fulcro del nostro sistema sociale, educativo e anche economico: crolla la famiglia, crollano anche i consumi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro, per un minuto. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Ecco un altro emendamento sempre sul tema dei congedi parentali. Abbiamo provato a partire dal 100 per cento riconosciuto, poi declinato all'80 per cento, per arrivare a questo che chiede di pervenire almeno a una mediazione al 70 per cento. Ecco, i congedi parentali non possono essere la difficoltà di nuovo, soprattutto delle donne - perché sono loro che utilizzano maggiormente questo strumento - di trovarsi di fronte alla scelta di dovere nei confronti dei propri figli, di badare e di curarsi di loro e, dall'altra parte, però dover rinunciare a una parte dello stipendio significativa, perché se rimane al 50 per cento, è tagliato di netto. Probabilmente, prendere il reddito di cittadinanza darebbe più sostegno (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, questo emendamento ha un pregio, soprattutto di chiarezza, perché evidentemente qualcuno pensa che il congedo parentale non sia un diritto, ma sia un regalo che si fa a qualcuno. Non è così e soprattutto non è così in questa fase, laddove il congedo parentale viene ad assumere un valore significativo per riuscire a superare una situazione di complessa vicenda sanitaria, tenendo presente che alle famiglie in questo momento, per ragioni proprie sanitarie, è venuto a mancare un appoggio naturale - almeno per molte di loro - che erano i nonni e le nonne, che sono stati praticamente allontanati dai nuclei familiari proprio perché soggetti più deboli e più esposti alla pandemia. Allora, questo emendamento va proprio nel segno di tenere unito il nucleo familiare, che è già stato forzatamente delimitato dalla pandemia stessa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Anche questo emendamento tratta il tema dei congedi parentali. Ecco, io volevo fare una riflessione sul quantum, in quanto il congedo parentale viene naturalmente dichiarato dal Governo come un metodo e una misura importante per aiutare le famiglie in sofferenza, però bisogna anche capire il quantum, a quanto ammonta questo congedo parentale perché altrimenti diventa una presa in giro, perdonatemi. Quindi, anche qui si chiede un aumento, ma non si chiede un aumento in modo demagogico, tanto così per far qualcosa di ostativo, si chiede perché veramente c'è bisogno di questa differenza, perché passare dal 50 al 70 per cento per una famiglia può veramente fare la differenza. Ecco il senso e l'animo col quale Fratelli d'Italia chiede questi aumenti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.116 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 13).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.61 Sapia, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 14).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.200 Barzotti. Ha chiesto di parlare l'onorevole Davide Crippa. Ne ha facoltà.

DAVIDE CRIPPA (M5S). Grazie, Presidente. Questo emendamento - stiamo parlando del 2.200, a prima firma della collega Barzotti e sottoscritto, a nome di tutto il gruppo parlamentare, da me - pone una questione che abbiamo affrontato all'interno delle Commissioni congiunte, affari sociali e lavoro. Avevamo detto che attendevamo un impegno concreto del Governo in questo senso e che avremmo presentato, come accordo anche all'interno delle Commissioni, affari sociali e lavoro, un emendamento, che è stato sottoscritto da parte di tutte le forze politiche presenti nelle Commissioni. Quello che noi abbiamo chiesto al Governo è un impegno chiaro su questo tema, cioè che nel prossimo “decreto Sostegni” si dia una risposta certa a tutte le famiglie. Mi spiego: oggi purtroppo arriviamo a testimoniare come, all'interno di questo decreto, si prevedono importantissime misure a sostegno dei servizi di didattica a distanza, laddove ci sono famiglie con minori, che necessitano quindi che un genitore sia a casa durante il percorso di studi, oppure qualora il minore sia in quarantena obbligatoria per aver contratto il COVID, oppure perché in isolamento, in quarantena perché all'interno della classe, ad uno studente è stato diagnosticato il COVID. Segnalo una disparità di trattamento, nel senso che abbiamo delle coperture specifiche per i lavoratori dipendenti che permettono un congedo in ragione di quarantena obbligatoria o di didattica a distanza, con congedi che possono arrivare fino al 50 per cento dello stipendio. Noi avevamo ipotizzato anche un tetto stipendiale simile a quella che è la NASpI per incominciare a ricostruire le risorse economiche per far sì che le famiglie dei lavoratori autonomi e delle partite IVA potessero avere un contributo per gestire i propri figli in questo contesto. Qualcuno dirà: c'è il bonus baby-sitter, ma io segnalo che, se ho il figlio in quarantena, non posso far venire la baby-sitter a casa mia. Quindi, del bonus baby-sitter non ne posso usufruire; inoltre, il bonus baby-sitter attualmente ha un valore estremamente basso a settimana, che non si equipara al 50 per cento del congedo di un lavoratore dipendente. Questa era l'intenzione che avevamo espresso, insieme anche alle forze di opposizione, e il collega Rizzetto aveva sottoscritto l'emendamento in Commissione, prima che fosse, di comune accordo, ritirato per una presentazione chiara in Aula del problema e, ovviamente, una sottoscrizione in questo caso.

Ci rendiamo ben conto che su questo decreto le risorse economiche non ci sono per affrontare questo problema, ma vogliamo avere la certezza che queste risorse siano impiegate nel prossimo “decreto Sostegni” per sostenere in maniera equiparabile tutte le famiglie, sia quelle con figli di lavoratori dipendenti, sia quelle con figli di lavoratori autonomi e partite IVA. Ciò, in particolar modo, in questo momento - e chiudo Presidente - per alcuni settori, come nel ramo edilizio, o magari come nel caso di un geometra, di un architetto e di un ingegnere, i quali anche sono abbastanza impegnati, in una logica di ripresa delle attività economiche dell'edilizia, per cui stare a casa 15 giorni, in quarantena obbligatoria, per assistere un figlio, vuol dire, di fatto, non poter andare a fare i sopralluoghi in cantiere e quant'altro; sto facendo, ovviamente, un esempio. Però credo sia estremamente importante cercare di analizzare come nel prossimo decreto noi vogliamo avere delle risposte chiare di un impegno concreto a dare un contributo economico diretto a chi si intesta, lavoratore autonomo o partita IVA, di stare a casa e di gestire i figli, perché altre soluzioni tecnicamente non sono possibili; come abbiamo detto, la babysitter non è possibile chiamarla. In questo senso, noi ritireremmo l'emendamento se vediamo che, da parte del Governo, ci sia un interesse ad accettare un ordine del giorno, in questo senso vincolante; ovviamente è aperto ad una sottoscrizione da parte di tutti i gruppi, perché tutti i gruppi hanno espresso la medesima tematica durante la discussione in Commissione. Pertanto noi ritireremo l'emendamento per presentare un ordine del giorno estremamente vincolante nel prossimo decreto, con un impegno economico (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Onorevole Crippa, quindi lei ritira l'emendamento 2.200 e lo trasforma in un ordine del giorno e quindi aspettiamo il parere del Governo?

DAVIDE CRIPPA (M5S). Io chiedo al Governo se prende un impegno di un ordine del giorno chiaro su questo tema, noi lo avremmo ritirato; chiedevo al Governo un'interlocuzione in questo senso.

PRESIDENTE. Sottosegretario? Chiede di parlare la relatrice? Onorevole Mura a lei la parola.

ROMINA MURA, Relatrice per la XI Commissione. Grazie, Presidente. L'intervento del collega Crippa riporta qui in Aula una discussione importante che abbiamo fatto in occasione dei lavori nelle Commissioni congiunte Affari sociali e Lavoro sul tema di ampliare le possibilità di accesso in termini di servizi, così come in termini di risorse, anche per i lavoratori autonomi e per le partite IVA. Durante i lavori delle Commissioni, rispetto a questo tema, si è registrata una condivisione pressoché unanime di tutti i gruppi, nel senso che, preso atto dell'impossibilità di attivare in questa fase questo ampliamento per la mancanza di risorse, la richiesta che arrivava da tutti i gruppi della Commissione era, appunto, quella di provare a individuare - anzi di assumere l'impegno ad individuare - le risorse nei prossimi decreti. In questo senso, io mi sento di chiedere al collega Crippa di ritirare l'emendamento per presentare un ordine del giorno, ovviamente, chiedendo al Governo di assumere un impegno in tal senso.

PRESIDENTE. Il Governo?

TIZIANA NISINI, Sottosegretario di Stato per il Lavoro e le politiche sociali. Il Governo, nel ribadire l'invito al ritiro dell'emendamento, è favorevole all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Quindi l'emendamento è ritirato. Ha chiesto di intervenire sull'ordine dei lavori l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Signor, Presidente, faccio mio l'emendamento testé ritirato dal collega Crippa e non voglio essere scortese nel momento in cui dico che, facendolo mio, se dovesse essere rigettato, si porrebbe poi la preclusione ad un'eventuale approvazione dell'ordine del giorno al riguardo. Proprio perché il collega Crippa ha presentato in modo direi sufficientemente esaustivo il tema, e poiché il collega Rizzetto, che testé interverrà per illustrare l'emendamento fatto proprio dal gruppo di Fratelli d'Italia, ritiene che vi siano le condizioni per votare in quest'Aula l'emendamento, mi sia consentito di dire, proprio in relazione ad un dovuto rapporto di cortesia parlamentare, che, a mio avviso, sarebbe meglio che il Governo rivedesse il parere, nel senso di esprimere parere favorevole e si potesse procedere; diversamente - torno a ripetere - noi facciamo proprio questo emendamento, per il quale, signor Presidente, le faccio presente che si iscrive per l'illustrazione il collega Rizzetto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire per illustrare l'emendamento 2.200, in dichiarazione di voto, l'onorevole Rizzetto.

WALTER RIZZETTO (FDI). La ringrazio, Presidente. Vedete, colleghi, chi ha partecipato ai lavori di Commissione la scorsa settimana rispetto a queste proposte emendative, sottosegretario, ha imparato e ha messo in campo, addirittura, un nuovo istituto all'interno dell'Aula della Camera dei deputati; abbiamo raggiunto delle vette altissime, abbiamo raggiunto dei risultati incredibili, abbiamo cambiato quasi le sorti di questa legislatura - mi permetta l'ironia, sottosegretario - e perché? Perché, addirittura, come lei ricorderà, abbiamo approvato l'istituto dell'ordine del giorno vincolante. Ora, non serve che io ricordi l'allora Vice Ministro dell'Economia Fassina, che vedo qui di fronte a me, quando all'epoca disse in Sala del Mappamondo - mi pare che possa confermarmelo - che un ordine del giorno non si rifiuta a nessuno. Su questo tema, per suo tramite, collega Fassina, abbiamo istituito, durante i lavori di Commissione, l'ordine del giorno vincolante, che non esiste: non esiste un ordine del giorno vincolante (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Il collega Stumpo se lo ricorda e abbiamo fatto anche un po' di ironia in quel momento rispetto all'ordine del giorno vincolante, tanto è vero che io, in risposta anche a quanto ricordava l'ex esponente del MoVimento 5 Stelle, ora al gruppo misto, accusando Fratelli d'Italia di fare un'opposizione sterile, su cose - guarda caso - che non hanno più attinenza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia), questa roba qui ha un'attinenza quotidiana con le partite IVA, con gli autonomi, con le persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Questo perché, sottosegretario, se queste persone, già prima dell'emergenza pandemica, si rompevano un braccio non andavano a lavorare per tre mesi e non fatturavano (ora peggio con l'emergenza dovuta al COVID). Ecco, quindi, che l'emendamento Barzotti e Crippa è un emendamento che noi abbiamo sottoscritto, collega Trizzino, in Sala del Mappamondo, perché è una cosa che attiene nel qui e nell'ora, rispetto alle nostre migliaia di partite IVA: non è fuffa! Allora, al netto del fatto che non siamo stati convinti da questo nuovo istituto dell'ordine del giorno vincolante, chiediamo, a questo punto, che l'Aula intera si prenda un impegno rispetto ai nostri professionisti, rispetto alle nostre partite IVA, perché, colleghi, io ho come l'impressione che ci sia, anche in seno a questa crisi pandemica, un'Italia a due velocità: l'Italia dei garantiti e l'Italia di coloro che possono fallire e a nessuno gliene frega nulla (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Questo è il vero problema! Tant'è vero che allo stesso collega Crippa io dissi di ripresentarlo pure in Aula, tanto vedrete che sarà bocciata questa proposta emendativa. Mi risulta che nel prossimo decreto, quando di solito uno dice “farò, dirò, proporrò”, vuol dire che non si ha voglia di farlo. Allora, risolviamo, sottosegretario, qui ed ora il problema, perché da quanto ho capito, nei lavori sia di Commissione, sia di Aula al decreto 44, oggi in analisi e all'esame del Senato, non c'è alba, non esiste orizzonte rispetto a partite IVA e rispetto a professionisti. Dopodiché, chiaramente, il prossimo decreto - il 44 - arriverà qui alla Camera dei deputati e, su di una base preventiva di lavoro di Commissione e postumo di Aula, vedrete che qualcuno ci dirà che non c'è più spazio per fare degli emendamenti.

Così passeremo all'altro decreto e passeremo ancora ad un altro decreto sino ad arrivare alla legge di stabilità di fine anno, laddove forse qualcosa, qualcuno si inventerà. Allora, siccome non facciamo un'opposizione insulsa, sotto questo punto di vista, ma facciamo un'opposizione di buon senso - termine tanto abusato in questi giorni, in questo caso, secondo me, invece, è giusto utilizzarlo -, sottoscriviamo, Presidente, la proposta emendativa della collega Barzotti e del collega Crippa perché ci sembra doveroso dare una risposta, non domani, ma oggi, ai professionisti e alle partite IVA che non vedono purtroppo alcun futuro innanzi a loro. Fratelli d'Italia da questo punto di vista c'è e ci sarà (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Carnevali. Ne ha facoltà.

ELENA CARNEVALI (PD). Grazie, Presidente. Io spero che quest'Aula abbia, davvero, un rigurgito di saggezza e che faccia proprio quel detto, a mio giudizio, molto saggio, che il meglio è nemico del bene. Allora, a noi stanno a cuore realmente il bene e le ragioni di un emendamento che, peraltro, abbiamo anche, come Partito Democratico, discusso e presentato nelle Commissioni e per il quale, giustamente - per ragioni di carattere economico, perché le cifre viaggiano oltre i 200 milioni di euro e siccome nessuno stampa moneta, neanche il Governo -, bisogna attendere uno scostamento che ancora non abbiamo per poter trovare le coperture per soddisfare le giuste esigenze e i rilievi che sono stati, peraltro, ben delineati e descritti, non solo nell'emendamento, ma nella discussione che abbiamo fatto, perché l'obiettivo che abbiamo tutti a cuore è quello di difendere i professionisti e i professionisti più fragili dal punto di vista proprio della professione, della dimensione economica, in questo momento di pandemia.

Io penso che ci sia una prova provata di chi ha avuto a cuore l'interesse dei lavoratori autonomi, perché per la prima volta nella storia della nostra Repubblica abbiamo difeso i lavoratori autonomi con ammortizzatori che non hanno mai avuto prima, nella storia e, allora, se questo interesse diventa un bene comune di quest'Aula, io credo che non ha proprio alcun senso rivendicare, tra l'altro scientemente, con la sottoscrizione, l'impedimento del poter ritirare l'emendamento; si arriva così ad annullare la possibilità di vedersi un ordine del giorno favorevole da parte del Governo che tutti, indistintamente, anche con la forza di opposizione, possiamo far assumere come impegno al Governo, perché, non oggi, ora, che non si può, ma domani per adesso, che si può, ci sia un impegno vero, reale, fattibile e concreto.

Ecco, queste sono le ragioni per cui io credo che con un po' di reminiscenza, un po' di interesse comune, un po' di desiderio di dare, soprattutto, quella protezione che tutti rivendichiamo per i lavori più fragili, indipendentemente dal tipo di rapporto di lavoro, diventi un patrimonio di quest'Aula e non una contrapposizione o una bandiera che francamente è una bandiera di tutti e non è una bandiera di qualcuno (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Moretto. Ne ha facoltà.

SARA MORETTO (IV). Grazie, Presidente. Intervengo su questo emendamento 2.200, anticipando un ragionamento che sarà altrettanto valido per l'emendamento 2.30 a mia prima firma che interviene sullo stesso argomento. È evidente che, se motivi di copertura hanno limitato l'importo del bonus che è il principale oggetto dell'emendamento in discussione, gli stessi motivi hanno limitato anche i confini della platea dei beneficiari di questo strumento di supporto alle famiglie. Ebbene, io credo che sia emerso chiaramente durante la discussione in Commissione, ma anche in questi giorni di dibattito in Aula, che da parte nostra, vogliamo sia chiaro e che resti agli atti, sosteniamo da sempre che non deve esserci differenza tra genitori lavoratori in questa pandemia, né tra autonomi e dipendenti, né, tanto meno, tra categorie di lavoratori. Le famiglie hanno vissuto momenti di grande difficoltà, difficoltà di organizzazione, legati al mantenimento del lavoro, alla cura dei figli; ci sono genitori lavoratori che non hanno potuto assentarsi dal lavoro in molto casi perché era il proprio lavoro, l'unica fonte di reddito per la famiglia, altri hanno potuto svolgere il lavoro agile che, chiariamolo una volta per tutte, non significa non lavorare, non aver nulla da fare per potersi dedicare al 100 per cento e pienamente alla cura dei figli in DAD o in quarantena che fosse, per noi il lavoro agile è a pieno titolo un lavoro che impegna i genitori e che, quindi, richiede l'intervento di ulteriori sostegni. Di fronte a questo ragionamento che ci vede assolutamente convinti e impegnati e avendo colto, in Commissione, ma mi pare di capire anche oggi dal Governo, l'impegno che la Ministra Bonetti sta mettendo in queste ore per cercare di allargare, potenziare e rendere davvero adeguato questo strumento del bonus per quelle che sono le reali esigenze delle famiglie italiane, per questa logica, noi riteniamo che sia assolutamente da riconoscere l'impegno che si assume formalmente il Governo, oggi, in quest'Aula, impegnandosi a valutare ad accogliere un ordine del giorno che verta su questi temi e che impegni il Governo in vista del prossimo “decreto Sostegni 2”. Sappiamo che c'è un lavoro in corso; da parte nostra ci sarà il massimo impegno e il massimo sollecito, affinché questa misura, che è stata introdotta durante la prima fase di emergenza anche e soprattutto con grande impegno da parte della Ministra Bonetti, sia una misura buona, che va sostenuta, che deve durare fino al termine della pandemia e che deve essere più aderente alle esigenze delle famiglie. Con questi obiettivi, noi riteniamo di accogliere l'invito e, quindi, sulla stessa logica che ha posto il collega Crippa, di poter ritirare anche il successivo emendamento 2.30, per lavorare su un ordine del giorno, ma sapendo di lavorare da qui fino al prossimo decreto, affinché in quel testo ci sia, già in origine, una soluzione a questo problema e una misura davvero più efficace di quella che è scritta in questo decreto. Quindi, anticipo già che ritirerò l'emendamento 2.30 a mia prima firma (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Massimo Enrico Baroni. Ne ha facoltà.

MASSIMO ENRICO BARONI (MISTO-L'A.C'È). Grazie, Presidente. Mi duole constatare due ordini di rilevazioni in questo momento; nel momento in cui il collega Crippa ha illustrato in maniera direi egregia questo emendamento, che è concreto, di buonsenso e su cui già c'era stato un lavoro ampio e condiviso in Commissione, c'è stato addirittura un'auto suggerimento, come se Crippa stesse interloquendo con se stesso, rispetto alla possibilità di ritirarlo e di presentare un ordine del giorno, come prevedono le liturgie di questo Parlamento. È stato semplicemente incredibile che il Governo, assente a se stesso, non abbia minimamente colto la questione e come, al di là dell'interlocuzione positiva, proattiva, di una maggioranza che sta cercando comunque di smuovere anche alcuni elementi problematici di questo Stato, che sono i grand commis di Stato, abbiamo stanziato soldi per la Ragioneria generale dello Stato, qui c'è un parere negativo da parte di questa stessa Ragioneria generale dello Stato, c'è una maggioranza che si è schierata a favore di questo emendamento e una sottosegretaria, come se fosse qui per caso, che a un certo punto ha capito che doveva intervenire per dire che in effetti era possibile presentare un ordine del giorno, permettendo all'opposizione, che sta facendo ostruzionismo, di appropriarsi delle verdi praterie che si sono create. Io direi che dal punto di vista del merito noi sottoscriviamo l'emendamento, perché in effetti, qui, credo che il Governo si debba dare veramente una svegliata, dal punto di vista del metodo questo ha dell'incredibile rispetto alla mancanza di rispetto che il Governo ha dimostrato nei confronti di questo Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo Misto-L'Alternativa c'è).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Davide Crippa. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Ha già parlato.

PRESIDENTE. Il Governo ha riaperto la discussione, onorevole Lollobrigida. Prego, onorevole Crippa.

DAVIDE CRIPPA (M5S). Grazie, Presidente. Sarò breve onde evitare di essere assimilato a chi oggi ci ha portato in questa discussione con dei tempi estremamente lunghi e complicati (Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). È evidente che come forza di maggioranza…

PRESIDENTE. Onorevole Crippa, si rivolga a me, per piacere.

DAVIDE CRIPPA (M5S). Io mi stavo rivolgendo a lei, tant'è che ho detto “non voglio infastidire i colleghi che”, ma mi sono rivolto ovviamente a lei. Ovviamente, nell'intento di presentare questo emendamento e di chiedere l'ordine del giorno, un calcolo delle probabilità del fatto che Fratelli d'Italia, durante un percorso come quello che ci ha portato ad oggi, lo sottoscrivesse, lo facesse proprio, sta nelle logiche delle statistiche. Davo l'1 per cento che non lo sottoscrivesse e il 99 che lo sottoscrivesse. Questo ovviamente perché immaginare che il comportamento che invece è stato assolutamente leale e corretto all'interno dell'andamento dei lavori in Commissione, dove si è evidenziato, cari colleghi, che - tra l'altro avete presentato un emendamento molto simile, a firma della collega Bellucci - il Parlamento in questo senso è molto sensibilizzato in maniera trasversale.

Credo sia ovviamente nelle facoltà di una forza di minoranza sottoscrivere un emendamento ritirato in Aula, però all'interno di quest'Aula noi ci dobbiamo raccontare, come è stato detto da chi mi ha preceduto, che questo emendamento ha la necessità di una copertura finanziaria non irrilevante, perché altrimenti lo avremmo già approvato. È un emendamento che ha 226 milioni circa di copertura, e quindi il nostro intento, e l'ordine del giorno che volevamo presentare andava proprio in questo senso, era che il testo originale del nuovo “decreto Sostegni” contenesse già da subito questa misura, riprendendo anche quello che diceva poco fa la collega Moretto. E' evidente, infatti, che attendere 60 giorni per la conversione vuol dire che per 60 giorni queste famiglie non avrebbero questo aiuto.

Allora, per questo ho rinnovato la richiesta - ma questo ovviamente lo lascio sempre alla facoltà della minoranza – rispetto all'emendamento 2.200 che, se non ho compreso male, da oggi sarà a firma Rizzetto; il nostro gruppo, ovviamente, consapevole di un costo economico di 200 e passa milioni, presenterà, cercherà di presentare un ordine del giorno specifico sull'inserimento nel prossimo “decreto Sostegni” di una misura chiara su questo punto sin da subito.

Pertanto, in questo senso, noi quell'emendamento, come abbiamo bocciato altri per carenza di copertura, pur essendo estremamente importanti e rilevanti, non possiamo sostenerlo oggi, se vogliamo che nemmeno i sussidi che sono contenuti all'interno di questo decreto, che a quel punto farebbero un giro al Senato con un emendamento contenuto scoperto, per cui poi verrebbe stralciato dal Senato, ritorna qua in una terza lettura, vuol dire far perdere eventualmente anche a chi ha già diritto all'interno di questo decreto di ottenere quelle risorse. Io non me la sento (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)! Mi sento, invece, di dire a tutto l'arco parlamentare di agire in maniera unitaria, come è stato fatto nella legge di stabilità, creando un fondo per gli autonomi di cui abbiamo chiesto conto poco fa anche in question time per le misure attuative, e lo abbiamo fatto tutti insieme, all'unanimità. Ma credo sempre che purtroppo ci sia un atteggiamento che, anche in questo caso, poteva andare in linea con quello che è stato fatto a dicembre nella legge di stabilità. L'unanimità si occupava finalmente delle partite IVA e dei lavoratori autonomi. Questa rimane la nostra posizione; altre posizioni sono legittime, per quanto riguarda la minoranza, ma le vedo sempre più strumentali (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmieri. Ne ha facoltà.

ANTONIO PALMIERI (FI). Grazie, Presidente. Mi scuso per la posizione verticalmente svantaggiosa per voi. Due considerazioni su questo importante emendamento. La prima è questa: Forza Italia già durante le ultime settimane di vita del Governo Conte-bis ha portato con forza il tema della necessità di non creare platee di garantiti e platee di non garantiti nel nostro Paese. Quindi, da questo punto di vista, sulla tematica avanzata dal collega Crippa e dal MoVimento 5 Stelle noi già in Commissione, ma, come ho detto, già nei mesi scorsi, abbiamo posto con forza il tema e non possiamo che ritrovarci concordi.

Mi rivolgo, Presidente, tramite lei, al collega Foti, al quale mi lega un'antica e consolidata amicizia. Il mio invito, collega Foti, è a tenere conto che non siamo nelle circostanze consuete di un rapporto normale, per così dire, tra maggioranza e opposizione. A me è capitato negli scorsi anni di fare esattamente la manovra - chiamiamola così - che lei e il suo gruppo avete appena fatto, perché ci sta, è nella logica dell'opposizione; e aggiungo che non ho nulla da rimproverare a Fratelli d'Italia, non abbiamo niente da rimproverare a chi svolge il proprio compito di opposizione. Però, dicevo, è cambiato il contesto; il contesto non tanto e soltanto di questa, per così dire, strana maggioranza, ma è cambiato il contesto con il quale ci stiamo confrontando nei confronti del Paese. Su questo tema, sul quale siamo realmente d'accordo tutti, sul quale, come ha ricordato il collega Crippa, in Commissione ci siamo trovati tutti concordi nel fatto che con questo veicolo non c'era l'opportunità di fare gol, ma c'è stato in Commissione e adesso ribadito, al di là della formulazione inesistente, come diceva Rizzetto, e l'ordine del giorno è vincolante, però c'è un impegno politico che il Governo prende davanti all'intero Parlamento.

Credo che non soltanto noi della maggioranza siamo tenuti, ma volentieri, a dare credito all'impegno preso dal Governo, ma sarebbe un'ulteriore sottolineatura della bontà della vostra attività di opposizione se voi tornaste indietro, tornaste sui vostri passi con saggezza, accettando l'idea avanzata da Crippa dell'ordine del giorno e condividendo tutti insieme questa opportunità. Poi, se così non sarà, avete ancora più fiato da dare alle vostre trombe. Spero e naturalmente sono convinto del fatto che tutti insieme suoneremo le trombe del fatto che finalmente tutti in Italia, tutte le famiglie con figli piccoli saranno garantite, che sia un lavoratore dipendente oppure no. E con questa perorazione, rivolta, tramite il Presidente Mandelli, al collega Foti e al suo gruppo, termino il mio intervento ribadendo naturalmente la posizione di Forza Italia sia sul tema in generale, come detto all'inizio del mio intervento, sia sul fatto che anche noi accediamo alla versione e alla modalità dell'ordine del giorno (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Siragusa. Ne ha facoltà.

ELISA SIRAGUSA (MISTO). Grazie, Presidente. Allora, chiedo di sottoscrivere questo emendamento e voglio fare una considerazione: veramente credo si sia arrivati a un punto di follia, dove si presentano gli emendamenti per finta (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Siamo da due giorni in Assemblea a discutere 50 emendamenti tutti con parere contrario, bocciati uno dopo l'altro: primo bocciato, secondo bocciato, terzo bocciato. Non si stanno bocciando solo gli emendamenti dell'opposizione, ma addirittura la maggioranza presenta emendamenti che ritira e probabilmente voterà contro i propri stessi emendamenti. Siamo alla follia (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)! Questa è una mancanza di rispetto verso tutta l'Assemblea, tutti i cittadini, tutta l'Italia. Non è l'opposizione che sta facendo perdere tempo, siete voi che state facendo perdere tempo a noi e agli italiani (Applausi dei deputati dei gruppi Misto e Fratelli d'Italia)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Grazie, Presidente. Credo che vada fatto un po' di ordine su quello che è il ruolo del Parlamento, perché ogni tanto si sentono esternazioni che sembrano svilire il ruolo di questa Assemblea. Noi abbiamo scelto di non entrare in un Governo di salvezza nazionale, così si è definito, ma dall'inizio abbiamo detto che siamo disponibili a contribuire attivamente alla costruzione di atti concreti a tutela e difesa degli interessi degli italiani. Questa fattispecie si configura esattamente in questa vicenda con riguardo a un emendamento che ringrazio il collega Crippa di aver presentato con il suo gruppo. Ci è capitato più volte di ricevere sottoscrizioni a nostri emendamenti da parte di altre forze politiche quando abbiamo trovato convergenza sui problemi concreti e sulle soluzioni per affrontarli.

E allora non c'è nulla di strano che in un atto come quello presentato dal Governo si vada verso una convergenza su un qualsiasi atto; non credo che sia un'anomalia, credo che il contenuto prevalga sulla firma. Il collega Foti ha fatto proprio l'emendamento perché ci sono scritte cose che condividiamo, questo può avvenire tra maggioranza e opposizione.

Sulla vicenda delle coperture - e qui chiudo - è evidente che ci sono voci sulle quali è facile trovare 226 milioni di euro per coprire una cosa che è necessario ed impellente di immediatamente attuabile, per esempio il cashback: togliamoli da lì, è semplice, è facile e immediato. L'ultimo degli argomenti è questo: se ci si fida di un Governo e c'è uno scostamento che si voterà tra qualche ora, non c'è bisogno di ordini del giorno, né di emendamenti, eventualmente. Se però la maggioranza ha necessità di presentare un emendamento, non votarlo e poi fare un ordine del giorno che chiama vincolante, magari c'è anche una mancanza di fiducia del Governo. Noi non ci fidiamo del Governo e lo diciamo con chiarezza, per questo vogliamo votare e voteremo questo emendamento in quest'Aula e crediamo irresponsabile per chi l'ha presentato non fare la stessa cosa non difendendo un sacrosanto principio che ha messo nero su bianco (Applausi dei deputati del gruppo fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Giachetti per un richiamo al Regolamento.

ROBERTO GIACHETTI (IV). Grazie, Presidente, mi riferisco all'articolo 88, comma 2. Vorrei premettere che io, Presidente, non mi sento di dare lezioni politiche a nessuno perché sono stato tante volte all'opposizione e ho chiaramente utilizzato tutti gli strumenti che l'opposizione ha avuto modo di utilizzare per contrastare il Governo. Vorrei fare una piccola riflessione a tutti noi: siamo in una situazione particolare, dove c'è praticamente una maggioranza di 500 persone e c'è un'opposizione di 36 persone. Fare la morale politica a chi fa l'opposizione essendo in 36 mi sembra un tantino azzardato. Magari potremmo usare gli strumenti perché se non avessimo voluto mettere questo nelle condizioni nelle quali ci troviamo bastava - lo sanno tutti quelli che “macinano” il Regolamento - semplicemente ritirare l'emendamento prima dell'inizio della seduta. Però, signor Presidente, vorrei anche rivolgermi attraverso di lei all'onorevole Foti e venire al richiamo al Regolamento. L'onorevole Foti è come me un vecchio deputato ed è sicuramente più abile di me a leggere il Regolamento scegliendo le righe.

L'articolo del Regolamento, a proposito di ordini del giorno, dice che non possono essere presentati ordini del giorno che riproducano emendamenti o articoli aggiuntivi respinti. Poi l'onorevole Foti si è dimenticato di leggere la parte successiva che dice: “(…) in tal caso, il Presidente, data lettura dell'ordine del giorno e sentito uno dei proponenti, può dichiararlo inammissibile”, ripeto: può dichiararlo inammissibile. Ma l'articolo aggiunge: “(…) se il proponente insiste e il Presidente ritenga opportuno consultare l'Assemblea, questa decide, senza discussione, per alzata di mano”, il che vuol dire che non c'è un automatismo. Siccome lei ha letto le prime tre righe, io volevo leggere anche le altre. Non c'è un automatismo di inammissibilità. Dico questo e concludo il richiamo al Regolamento, precisando che ovviamente è tutto nella discrezionalità del Presidente quando ci troveremo ad affrontare l'argomento. Anche se ovviamente non la condivido, stando in maggioranza, la battaglia di opposizione portata anche all'estreme conseguenze, io la rispetto molto. Mi azzardo a dire, e me ne piglio la personale responsabilità, che anche le ragioni di questa durezza non mi trovano totalmente estraneo nella comprensione di quello che sta accadendo e forse più di uno si dovrebbe porre questo tipo di problema. Onorevole Lollobrigida, lei non c'era, ma l'onorevole Foti c'era quando è stato in maggioranza e sa perfettamente quali sono le dinamiche e io capisco perfettamente anche l'evidenza di mettere in difficoltà una maggioranza così ampia in un'occasione del genere, però poi per me politicamente c'è sempre un punto di caduta. Per la questione delle coperture, voi potete essere d'accordo o meno, ma questo è il fatto, c'è un parere contrario del Governo e, quindi, esprimeremo un voto contrario su un argomento sul quale siamo tutti d'accordo. Non arrivo a dire che questo quasi quasi precluderebbe addirittura, ma metterebbe in imbarazzo il Governo nel fare una norma che prende le mosse da una bocciatura in Parlamento. Faccio semplicemente un appello; per quanto mi riguarda, piena dignità politica essendo perfettamente consapevole che il Regolamento vi permette di fare tutto questo. Mi domando, onorevole Foti, e mi domando adesso presidente Lollobrigida, se per una volta, in una dinamica di opposizione assolutamente legittima, non valga la pena, anche per l'opposizione, fare una riflessione sul punto di caduta. Dico ciò perché questa cosa, lo sappiamo perfettamente, anche grazie a questo dibattito, impegnerà il Governo. Se possiamo fare un passo in avanti su questa cosa che sta a cuore a tutti - mantenendo l'opposizione su tutto il resto -, magari incamerando un ripensamento su una giusta battaglia parlamentare, probabilmente facciamo un bene alla Nazione (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per un minuto, a titolo personale, l'onorevole Foti.

TOMMASO FOTI (FDI). Signor Presidente, ringrazio i colleghi per gli appelli che hanno rivolto al gruppo di Fratelli d'Italia il quale, vorrei farlo presente, non è però aduso chiedere di sottoscrivere ordini del giorno o emendamenti ritirati. Noi abbiamo sempre rispettato i presentatori e siamo anche convinti, me lo consenta il collega Crippa, che se non avesse voluto che ciò accadesse oggi, già il collega Giachetti ha detto cosa faceva: all'inizio di seduta ritirava l'emendamento. Nel momento in cui l'emendamento è all'attenzione dell'Aula, il Parlamento ha il diritto-dovere di esaminarlo, di votarlo, di apprezzarlo o di respingerlo a seconda dei casi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Sicuramente, mi sia consentito di dire - non potete pretendere – che, esercitando un legittimo ruolo di opposizione, abbiamo presentato una serie di emendamenti che sono stati tutti respinti senza discussione. Questo è l'unico emendamento, collega Crippa, sul quale vi siete degnati di intervenire; ciò, significa che il dibattito in questa sede c'è stato su questo tema perché noi abbiamo fatto proprio il vostro emendamento, diversamente neppure questo ci sarebbe stato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Aggiungo, a proposito degli ordini del giorno, che il Governo, per dire la verità, avrebbe riaperto la discussione e non in modo limitativo. Comunque, mi permetto di dire, signor Presidente, che nel momento in cui siamo in questa sede e vi è un emendamento e vi è la possibilità di approvarlo, voi presentate un ordine del giorno, udite, udite, vincolante, collega Giachetti: io non ho mai sentito la dizione nel Regolamento e fuori dal Regolamento di un ordine del giorno vincolante, tutti gli ordini del giorno se non sono a valutare l'opportunità di dovrebbero essere vincolanti. Purtroppo in questa sede gli ordini del giorno presentati, soprattutto dall'opposizione, manco vengono esaminati nella loro pienezza (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E allora non ci si può chiedere di fare ciò che avete voluto che succedesse perché troppo tempo avete avuto a disposizione per ritirarlo. Sapevate benissimo da ieri che noi avremmo discusso tutti gli emendamenti anche autolimitandoci, ma nel momento in cui vi è la possibilità concreta di risolvere un problema su cui vi è una convergenza generale non diteci che il problema era di coperture. Anche perché, signor Presidente, e vorrei che questo rimanesse a verbale, non compete al Governo dire se vi è o non vi è copertura finanziaria perché questo è un alibi che non possiamo accettare. Voi sapete benissimo che se questo emendamento venisse approvato, in dieci minuti si può stabilire la copertura finanziaria dell'emendamento e il 13 di maggio questo emendamento diventerebbe legge (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti, ho inteso il suo intervento sull'ordine dei lavori, perché l'onorevole Rizzetto aveva già preso la parola dopo l'intervento del Governo. Ha chiesto di parlare a titolo personale, per un minuto questa volta, l'onorevole Montaruli, che rinuncia.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.200 Barzotti, con il parere contrario delle Commissioni e del Governo.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 15).

Avverto l'Assemblea che gli articoli aggiuntivi 2.02 Siragusa e 2.01 Termini sono stati ritirati dalle presentatrici.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.102 Bellucci.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie Presidente. Per buona pace del MoVimento 5 Stelle e anche del collega Crippa, Fratelli d'Italia continua a sottolineare quelle che sono le necessità e le urgenze rispetto ai buoni provvedimenti che devono essere introdotti dal Governo e da questo Parlamento, anche perché questa è l'unica occasione che abbiamo. Fra l'altro, molti tempi sono stati talmente contingentati, come per esempio quelli legati al PNRR, che evidentemente ogni qualvolta a Fratelli d'Italia viene data l'occasione e lo spazio di un confronto democratico noi non abbiamo solamente il diritto di utilizzarlo: noi, innanzitutto, abbiamo il dovere di farlo, perché siamo chiamati a rispondere, in quanto rappresentanti del popolo italiano, rispetto alle richieste che vengono poste alla nostra attenzione. Le famiglie, le imprese, le mamme, i papà, le associazioni di categoria, i gruppi di rappresentanza, i corpi intermedi ci chiedono questo e se noi non lo facciamo, ovviamente siamo colpevoli e manchevoli. Gli emendamenti che fino a oggi abbiamo proposto sono il tentativo di portare la vostra attenzione temi legati a richieste che arrivano sui nostri tavoli, che arrivano alle nostre mail, che arrivano attraverso telefonate, in maniera accorata. Allora, quando ci accusate di occupare troppo tempo, troppo spazio, di lasciarvi qui seduti per ore a doverci ascoltare, noi stiamo facendo semplicemente il nostro dovere e voi state facendo semplicemente il vostro dovere: siete chiamati qui a fare questo, a dare vita a un confronto democratico, a dare vita al Parlamento (si chiama così non a caso). La democrazia si esplica attraverso il dialogo: il parlare, ma anche l'ascolto dovrebbe essere fondamentale. Quindi, un po' mi permetto di dire che vi dovreste vergognare quando prendete la parola e ci accusate di tediarvi troppo, perché quelle che vi tediano - ricordatevelo - sono richieste di italiani che si sentono inascoltati.

Anche in questo caso, su questo emendamento che abbiamo proposto, noi vi chiediamo di poter aumentare il numero di giorni di permessi riconosciuti a coloro i quali si trovano in condizioni di difficoltà per la legge n. 104, perché hanno bisogno di più giorni. Quindi, su questo, chiedevamo un aumento, un allargamento, a fronte delle emergenze e delle difficoltà che si trovano ad affrontare. Anche questo è un emendamento di buonsenso che vuole diminuire le diseguaglianze che stanno attanagliando la nostra Italia, perché sappiamo bene come il Coronavirus ha aumentato le diseguaglianze e le ha aumentate perché ha piegato di più la vita dei più fragili. Allora, certo, richiamiamo la vostra attenzione oggi in questo provvedimento, perché vorremmo che da subito ci fosse un'approvazione da parte del Parlamento, un accoglimento da parte del Governo, ma comunque perché delle nostre parole speriamo e auspichiamo che rimanga traccia nelle vostre menti e che voi possiate farne tesoro successivamente. Certo, non ci arrenderemo, perché la nostra speranza è fatta dell'indignazione per le cose che non vanno e per il coraggio che continuiamo ad avere nel tentativo di cambiarle. Ci volete togliere questo? Soprattutto non lo togliete a noi, lo togliete al popolo italiano, che nei suoi rappresentanti vede questa possibilità e questo dovere.

Io capisco che il MoVimento 5 Stelle ha tradito tutto di quello che aveva detto: parlava di onestà, onestà, onestà e l'ha buttata nel cestino; capisco che si è dimenticato di tante affermazioni come quella “Niente alleanze!”; capisco che ancora mette in discussione il limite dei due mandati; capisco che ha tradito la TAV, la TAP, lo streaming, che addirittura ha proposto lui stesso il segreto di Stato sul COVID-19, sui documenti. Noi, invece, pensiamo che la coerenza sia da difendere e quindi continueremo a difendere i valori in cui crediamo, quindi la democrazia e la difesa dei più fragili.

PRESIDENTE. Grazie onorevole…

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Quindi, mi dispiace ma vi dovremo ancora tediare (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Grazie Presidente. Per tediare per un minuto, continuando quello che ha detto la mia collega Bellucci, che ringrazio perché ha dato una lezione di quello che dovrebbe avvenire in quest'Aula. Noi stiamo parlando di problemi delle persone, di quello che vivono nelle case. Cerchiamo di dare voce a questo e sentirsi additati di voler perdere tempo è sinceramente deprimente, anche perché vedere tutti impegnati a consultare i cellulari mi farebbe venir voglia di chiedere cosa ci sia più importante di quello che stiamo facendo noi, cioè di prendersi cura e cuore di tutti gli italiani e delle loro necessità. Per cui, ancora una volta, ancora un emendamento che sottoscrivo per chiedere attenzione per i disabili, per i fragili, perché possano avere più giornate a disposizione, perché in questo momento la fragilità si accentua e noi dobbiamo accentuare, se siamo uno Stato civile, l'attenzione nei loro confronti (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie Presidente. È per consolare anche l'onorevole Crippa che allungo anch'io i tempi lunghi e complessi che ha definito. Orgogliosamente ritengo che facciamo questo perché attraverso questi tempi portiamo in quest'Aula, dove ci dovrebbe essere il confronto di cui parlava l'onorevole Bellucci, il rispetto delle esigenze e dei problemi degli italiani: se in quest'Aula non si deve parlare degli italiani ditemi dove dobbiamo farlo!

Questo emendamento per l'ennesima volta fa emergere quella che è una necessità in tempi straordinari: se la legge n. 104 andava bene con le giornate prima della pandemia, è chiaro, quasi automatico e scontato, che debbano essere aumentate perché i bisogni sono aumentati.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà. No, rinuncia.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie Presidente. Dietro al contenuto di questo emendamento, che all'apparenza è molto formale e esplicita un linguaggio molto tecnico, troviamo, invece, nella sostanza e nella forma, dei concetti chiari e condivisibili: aggiungere i benefici di cui ai commi da 1 a 4, cumulandoli con i permessi retribuiti relativamente alla legge n. 104. Quindi, in sintesi, è un modo per aiutare le persone con disabilità perché, oltre ai permessi retribuiti di cui all'articolo 33, avrebbero anche i benefici. Quindi, non facciamoci ingannare dalla complessità di questa formula un po' burocratica: andiamo al cuore della sostanza e approviamo questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.102 Bellucci, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 16).

Passiamo all'emendamento 2.117 Montaruli. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Grazie, Presidente. Devo dire che la formulazione dell'articolo 2 di questo provvedimento è perversa. È perversa perché costringe i genitori di ragazzi in DAD a dover rispondere a dei requisiti differenti e a dover, peraltro, scegliere alternativamente quale genitore dovrà beneficiare di quelle che voi ponete quasi come regalie che fate ai genitori stessi. Addirittura, tra i tanti atti di benevolenza di questo Governo verso i genitori che hanno i ragazzi in DAD, per quelli che si trovano nella malaugurata circostanza di avere un figlio di 14 anni e un giorno, ma minore degli anni 16, voi prevedete che si possano astenere dal lavoro senza ricevere la retribuzione: c'è il congedo parentale a zero. Avete cioè studiato una nuova formula, per cui si possano assentare dal proprio posto di lavoro, non per scelta ma per dovere, per costrizione da parte vostra, e voi non solo non riconoscete loro il 50 per cento della retribuzione, ma proprio non riconoscete loro niente. Essi devono quindi rinunciare al lavoro per colpa dello Stato e lo Stato non riconosce loro alcuna, alcuna, alcuna retribuzione, e questo perché? Semplicemente perché il loro figlio ha quattordici anni e un giorno. Ma, perversione per perversione, chiedete che questo meccanismo venga applicato alternativamente ai due genitori, cioè se uno è in smart working, allora l'altro non si può astenere dal lavoro neanche senza retribuzione: ma vi rendete conto di cosa state dicendo alle famiglie italiane? Vi rendete conto che questa è una beffa nei confronti delle famiglie italiane?

Con questo emendamento, che mi vede prima firmataria, entrambi i genitori hanno il diritto di potersi astenere dal lavoro, di svolgere il lavoro a distanza, insomma di usufruire di quelle che sono le vostre gentili concessioni anche quando hanno un figlio di età superiore ai 14 anni e minore di 16. Sostanzialmente, questo emendamento ripercorre l'emendamento che avevamo già presentato in cui chiedevamo di parificare tutti i genitori, a prescindere dall'età. Perché vi chiediamo questo? Perché, a differenza di un anno fa, ai nostri ragazzi, ai nostri adolescenti – ricordiamo che, in questa ipotesi, si tratta di ragazzi tra i 14 e 16 anni -, a causa delle vostre attività restrittive, avendo tolto loro il diritto alla scuola e la possibilità di fare sport, nonché la socialità, avete mangiato un anno di vita e due anni scolastici, e non potete ritenere che gli adolescenti di un anno fa siano nella medesima situazione in cui sono adesso. Quindi, il supporto nei loro confronti non è un optional, non è un vezzo, non è un capriccio, ma un dovere. È un obbligo di chiunque voglia esercitare la propria potestà nei confronti di un minore in maniera seria, in maniera concreta, facendo il proprio ruolo di genitore in maniera compiuta, non accettando il fatto che i propri figli siano guardati, usati, visti, trattati, da questo Governo come se fossero delle statuine che devono rimanere davanti a un iPad, a un computer, ad ascoltare la lezione del loro insegnante, come se la scuola fosse soltanto questo. Per garantire un supporto come quello che sarebbe giusto nei confronti dei ragazzi adolescenti è necessario che un genitore, purtroppo, vi si dedichi anche nelle ore di DAD, quindi è quasi impossibile farlo dovendo lavorare, perché solo voi riuscite a avere la capacità di essere sia in un posto di lavoro sia a controllare i figli. Gli italiani questa dote, purtroppo, non possono averla, oppure, se ce l'hanno, la esercitano con mille sacrifici e il sacrificio è quello di permettere a entrambi i genitori di esercitare tale diritto (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Un altro emendamento, che chiedo di sottoscrivere, della collega Montaruli, che fa emergere questo bisogno; di nuovo, una cosa molto semplice, molto lineare, di principio e di diritto verso questi genitori. Nella sostanza, si tratta di questo: consentire gli stessi strumenti ad entrambi i genitori, che possono essere il congedo parentale o il lavoro a distanza - ripeto, a entrambi i genitori - in modo che possano accedere a questi strumenti, non solo alternativamente. Come diceva giustamente e bene la collega, il dono dell'ubiquità non si ha e se si è a casa con il lavoro a distanza, si sta già facendo qualcosa, si sta già lavorando: come si fa contemporaneamente a seguire il proprio lavoro e a seguire il proprio figlio?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Foti, che rinuncia. Ha chiesto di parlare l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Mi riporto all'intervento della collega Montaruli e lo condivido in toto, ovviamente. L'emendamento ha un uno schema molto chiaro e, alle volte, le parole sono anche portatrici di simboli: guardate la differenza che c'è tra “uno dei genitori alternativamente all'altro” e “i genitori hanno diritto”. Basterebbe leggere queste parole per capire che c'è un senso, che c'è una consequenzialità nel dire che entrambi i genitori hanno diritto. Quindi, basta anche fermarsi a questa a questa frase per capire che non è logico il fatto che ci sia questa preclusione, perché molte volte, come è già stato detto e ribadito, dover curare i minori, anche se si lavora da remoto, è un impegno gravoso, e di questo bisogna tenere conto.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.117, Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 17).

Passiamo all'emendamento 2.106 Bellucci. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellucci.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente. Devo dire che sono rimasta basita quando ho letto la previsione della esclusione del riconoscimento economico per quei genitori che erano nella condizione di dover rimanere a casa con figli di 14, 15, 16 anni, legati al COVID.

Sono rimasta basita perché mi sono chiesta come possa essere venuto in mente al legislatore di precludere a uno di quei genitori di prendersi cura del bene più prezioso, non solo per quella famiglia, non solo per quei genitori ma, in realtà, per tutti noi. Infatti, quei piccoli - più o meno piccoli, di 8, 9, 10, 11 fino ad arrivare ai 15, 16 anni - hanno bisogno di amorevoli cure e della presenza di adulti che possano guidarli.

Fra l'altro, proprio in questi mesi abbiamo visto su articoli di giornali, ma anche nelle trasmissioni, denunce da parte di neuropsichiatri infantili, di psicologi - ad esempio presso il Bambin Gesù o anche il Gaslini di Genova - che chiedevano aiuto, perché le problematiche legate a disturbi d'ansia, disturbi del comportamento, ad attacchi di panico, a depressioni fino ad arrivare ad atti di autolesionismo e tentati suicidi, in questi mesi di pandemia sono aumentate. Il Bambin Gesù ci ha raccontato come ha visto aumentare del 30 per cento, durante i mesi di pandemia, i ricoveri per atti di autolesionismo e tentati suicidi nel reparto di neuropsichiatria infantile. Il Gaslini ha sottolineato come siano aumentate del 71 per cento le problematiche a carico di minori sopra i sei anni e, quindi, anche riguardanti i quattordicenni, i quindicenni, i sedicenni, per disturbi d'ansia, depressione, attacchi di panico e disturbi del comportamento.

Abbiamo un problema notevole legato alla didattica a distanza, quindi legato all'isolamento in cui vivono questi ragazzi, che, fra l'altro, sono quelli che hanno subito di più anche la privazione della scuola rispetto ai bambini più piccoli come quelli delle scuole primarie.

Allora, immaginare che, da una parte, quel minore debba stare a casa, non per sua scelta ma perché c'è qualcosa legato al COVID - come la quarantena, piuttosto che la chiusura e il lockdown e quindi la chiusura delle scuole - e pensare, quindi, che a fronte di questa decisione che va oltre sé e oltre il libero arbitrio, poi quel minore debba essere lasciato solo (perché non sempre le famiglie hanno la possibilità di permettersi una sostituzione con un altro adulto oppure comunque con una baby sitter, ancor di più quando si tratta di quarantena), come si fa?

Come si fa a chiedere a un adulto di occuparsi di un minore che magari è contagioso? Ebbene, in quei casi, avete posto le condizioni e state ponendo le condizioni che i genitori abbiano una falsa alternativa: o stare a casa e rinunciare a quel supporto economico che gli permette di dare un qualche tipo di stabilità alla propria famiglia, oppure dover andare al lavoro per mettere il pane in tavola, ma, dall'altro lato, rischiare che quel minore stia ancor più male di quanto non sta e che, magari, come accade, venga adescato attraverso la rete da orchi che si approfittano di lui. Sapete che in questi mesi gli aumenti dei reati di pedopornografia sono stati agghiaccianti? La Polizia postale - non Fratelli d'Italia, quindi non è una costruzione di Fratelli d'Italia - ha sottolineato - e Fratelli d'Italia raccoglie ciò e quindi lo riporta alla vostra attenzione - come siano aumentati del 110 per cento i reati per pedopornografia.

Allora, io mi chiedo: come si può immaginare che quel minore, in quell'età così critica dell'adolescenza, possa essere lasciato solo a misurarsi con le angosce legate al COVID, all'isolamento, alla privazione della propria vita sociale e, oltretutto, davanti a un computer, in una rete che è piena anche di pericoli ancora di più a quell'età? E' agghiacciante! Quindi, vi chiedo di votare a favore (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Caiata. Ne ha facoltà.

SALVATORE CAIATA (FDI). Intervengo per continuare quello che stava dicendo la collega Bellucci. A questi ragazzi abbiamo tolto la scuola, giustamente o ingiustamente, ma comunque l'abbiamo tolta, quindi abbiamo tolto loro gli insegnanti, la socialità, i compagni; abbiamo tolto loro lo sport, giustamente o ingiustamente, ma abbiamo tolto lo sport e quindi le ore di svago, le uscite, lo stare con gli amici. Adesso gli vogliamo togliere anche un genitore? E' tutto molto complicato. E' sempre una questione di soldi, ma non possiamo permetterci di lasciare questi ragazzi completamente soli o costringere i genitori a decidere se continuare a portare a casa lo stipendio, oppure occuparsi dei loro ragazzi. Noi siamo perché i ragazzi stiano con i genitori e non con Tik Tok.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Come ha illustrato molto bene la collega Bellucci nell'emendamento che chiedo di sottoscrivere, per l'ennesima volta si denuncia a quest'Aula quella che è la situazione reale in cui si trovano ad operare le famiglie, soprattutto, nei confronti di quello che tutti, a parole, definiamo il bene più prezioso, sia nostro, delle nostre famiglie, ma anche della nostra Italia, perché rappresentano il nostro futuro. Abbiamo rubato - rubato - due anni della vita scolastica, soprattutto in quella fascia di età dove si forma la personalità, dove si forma il senso civico, che non si forma certamente davanti a un monitor di un computer; anzi, dietro di esso si nascondono pericolosissime insidie che hanno portato a quei fenomeni di cui parlava la collega precedentemente.

Allora, in questo momento, andare incontro alle famiglie, che sono la prima cellula della società, significa accogliere questo emendamento e riconoscere attraverso il congedo parentale un reddito dignitoso, in modo che possano davvero non dover scegliere se badare ai figli con quella responsabilità, senso del dovere e amorevoli cure, piuttosto che andare a lavorare e garantire invece il sostentamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Presidente, questo emendamento è molto importante perché parla degli adolescenti sopra i 14 anni. Paradossalmente, si vuole escludere dalla cura la categoria più colpita. Voi sapete che le scuole superiori sono quelle che sono state maggiormente chiuse, voi sapete che i casi di depressione sono proprio nella fascia tra i 14 e i 17 anni, voi sapete che i disturbi alimentari sono proprio nella fascia tra i 15 e i 17 anni. Allora, mi chiedo perché dovrebbe essere precluso ai genitori il fatto di assistere e di stare con i ragazzi di un'età così delicata, ragazzi che sono stati, per lo più, per troppo tempo in DAD.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.106 Bellucci, con parere contrario di Commissioni, Governo e V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 18).

Colleghi, con riferimento all'organizzazione dei lavori sul decreto-legge COVID, mi pare che sia stata raggiunta un'intesa, nel senso di concludere nella seduta odierna, entro le 19, le votazioni sugli emendamenti e rinviare l'esame del provvedimento alla seduta di domani, a partire dalle ore 16,30, per l'esame degli ordini del giorno, limitatamente alle fasi dell'illustrazione, del parere del Governo e delle indicazioni di voto riferite al complesso degli ordini del giorno, senza la previsione di votazioni.

L'esame del provvedimento sarà quindi rinviato alla seduta di martedì 27 aprile, a partire dalle ore 15,30 con priorità rispetto agli altri disegni di legge di conversione per le votazioni sugli ordini del giorno, le dichiarazioni di voto finale e la votazione finale, prevista entro le ore 18,30.

Sempre secondo la medesima intesa, gli ulteriori argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta odierna si intendono rinviati alla seduta di martedì 27 aprile, in cui saranno collocati immediatamente prima della mozione recante iniziative volte al superamento delle barriere architettoniche, atteso il rinvio ad altro calendario della proposta di legge n. 1825, in materia di agricoltura contadina, in accoglimento alla richiesta formulata dal presidente della Commissione agricoltura, con lettera in data odierna, e sulla base delle intese intercorse tra tutti i gruppi. Così rimane stabilito.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.37 Frassinetti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 19).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.109 Varchi, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 20).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.38 Bucalo. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bucalo. Ne ha facoltà.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. Questo emendamento ridà giustizia ad un categoria di personale, quello del comparto scuola, che è stato ingiustamente lasciato fuori dal godimento del bonus previsto in questo provvedimento. Una categoria che ha dato e dà ancora, con grande sacrificio, prestazioni per garantire l'apertura delle scuole, come i collaboratori scolastici, che proprio per il tipo di lavoro, non possono svolgere la propria attività da remoto e quindi hanno, fin dall'inizio, fin dal primo periodo di chiusura, anche nelle zone rosse lavorato - e lo continuano ancora a fare –: aprire, pulire e tenere a disposizione delle famiglie, degli studenti, quando è possibile, e di tutti una grande istituzione come quella scolastica. Eppure è stata dimenticata in questo provvedimento, così come è stata dimenticata l'altra categoria, i docenti di sostegno, che anche nelle zone rosse adesso svolgono il proprio servizio con grandi sacrifici, anche togliendo tanto ai figli, alla propria famiglia, per garantire quella che è l'inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità. E allora io chiedo al Governo un atto, un atto nei confronti di queste categorie, di accettare di votare questo emendamento perché ridà dignità ad un comparto che è stato sempre, dall'inizio di questa emergenza, sempre presente con grande dignità e con grande senso del dovere a prestare il proprio servizio.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Mura. Ne ha facoltà.

ROMINA MURA, Relatrice per la XI Commissione. Grazie, Presidente. Rispetto all'oggetto dell'emendamento Bucalo e quindi all'ampliamento della platea dei beneficiari del bonus babysitting, io ritengo che le argomentazioni appena poste, che in Commissione sono state anch'esse oggetto di approfondito confronto fra tutti i gruppi politici, meritino attenzione, in particolare rispetto - come ha detto bene lei anche in questo intervento - agli assistenti didattici e agli insegnanti di sostegno, per cui io chiederei alla collega di ritirare l'emendamento e di presentare un ordine del giorno, perché credo che il tema debba andare all'attenzione del Governo ed essere prioritario nei prossimi interventi che faremo.

PRESIDENTE. Onorevole Bucalo?

CARMELA BUCALO (FDI). Sì, accolgo l'invito da parte della relatrice di ritirare questo emendamento e mi rivolgo al sottosegretario, a cui chiedo di dare risposte con un ordine del giorno su questo argomento, che sia un chiaro impegno da parte del Governo nei confronti di una categoria così importante.

PRESIDENTE. Va bene. Quindi, l'emendamento 2.38 Bucalo è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.120 Montaruli. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Montaruli. Ne ha facoltà.

AUGUSTA MONTARULI (FDI). Presidente, grazie di avermi dato la parola. Questo emendamento si colloca nuovamente nell'ambito del provvedimento che vuole stare al fianco dei genitori dei ragazzi che sono in DAD. Lo fa peraltro anche prevedendo una sorta di bonus per il pagamento delle babysitter, peccato che questo bonus è assolutamente insufficiente. Che cosa prevede quindi il nostro emendamento? Il nostro emendamento prevede che la somma disponibile per le famiglie sia aumentata, si passi da 100 a 250 euro. Ora, io mi chiedo: come fate a pensare che, con 100 euro di aiuto, le famiglie possano dare una risposta alla necessità di seguire i propri figli in DAD attraverso il babysitting? Io non ho figli - per carità - però so più o meno i costi di una babysitter: con 100 euro quante ore ci fate? Ma sapete le ore di un ragazzo in DAD e le ore invece che coprite con 100 euro? Sono pochissime in proporzione, sono una proporzione minuscola, anzi quasi al limite dell'offesa e ciò denota l'incapacità e l'impreparazione nel sapersi rapportare con questi dati.

Allora, bisogna essere un pochino più concreti, bisogna, se si vuole, se questo è realmente lo spirito della norma, se si vuole andare incontro ai genitori costretti a rinunciare a una parte del proprio stipendio per andare ad assumere delle babysitter e quindi riconoscere loro un contributo perché abbiano un supporto terzo per cui guardare i propri figli e prendersene cura, anche a seguito dell'obbligo della DAD, allora bisogna che, se lo spirito è questo, si dia un contributo congruo, altrimenti, quello che è uno spirito meritorio, diventa una presa in giro, e noi non possiamo permettere che nessuna famiglia, in un momento così drammatico in cui si affronta, da un lato l'emergenza sanitaria, ma anche la crisi economica, si senta beffata da parte dello Stato e dal Governo. Non possiamo permetterlo.

Io invito, veramente, il Governo a riflettere sulla disparità tra il costo che avete calcolato per un babysitter e il numero di ore necessario in DAD, è enorme. Qua non si tratta di chiedere la babysitter per andare al cinema, qua si tratta di chiamare la babysitter per coprire le ore di DAD, cioè le ore in cui il bambino è costretto a stare a casa, mentre i genitori lavorano. Costretto, perché si tratta di costrizione e quello che fa il genitore è un dovere, a questo dovere il genitore vuole adempiere, ma, per adempiere, deve essere supportato. Allora, non li supportate con i congedi, non li supportate con una adeguata normativa relativa al lavoro a distanza, perché prevedete l'alternativa all'interno della coppia, cioè madre padre devono litigare tra di loro su chi decide per andare a fare il lavoro a distanza, non li supportate neanche nel contributo economico per pagare il babysitter, francamente, la cifra di 100 euro mi sembra veramente irrisoria, capiamo le ristrettezze di bilancio e, infatti, l'aumento che abbiamo previsto è minimo, perché si passa da 100 a 250 euro e, comunque, 250 euro non sarebbero sufficienti, ma sarebbe un grandissimo passo in avanti, quel passo in avanti di cui abbiamo bisogno e di cui hanno bisogno tutti gli italiani per riacquisire un minimo di fiducia, dopo averla persa in maniera completa nei vostri confronti. Non soltanto nei vostri confronti quale entità politica, ma nei confronti di tutte le istituzioni. Lo Stato deve stare al fianco delle famiglie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bucalo a titolo personale. Ne ha facoltà.

CARMELA BUCALO (FDI). Grazie, Presidente. Questo emendamento è di buonsenso e va anche a tutelare sempre quello che è la famiglia. L'onorevole Montaruli ha chiesto che invece di 100 euro vengano riconosciute 250 euro. Sappiamo tutti - chi ha figli - che pagare le spese per una baby-sitter 100 euro sono irrisorie e, soprattutto, se si hanno più figli, quindi è solo un piccolo contributo. Ecco che in questo momento, così particolare per le famiglie, dove si vive una situazione economica drammatica, chiediamo una attenta considerazione e, quindi, una approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Silvestri. Ne ha facoltà.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie Presidente. Chiedo di sottoscrivere l'emendamento della collega Montaruli. Come ha appena spiegato lei, si è cercato, con questa misura, il bonus babysitter, di fare una cosa buona, però anche questa è stata fatta a metà, perché, come giustamente ricordava la collega, la DAD e la cura dei bambini non è un'ora al giorno, sono molte, molte ore e poi c'è bisogno, comunque, di un aiuto costante, quindi, avere una cifra di 100 euro, come giustamente ha detto la collega, sembra quasi una presa in giro, quindi, chiediamo al Governo di ripensarci e di cercare di aiutare queste famiglie che, oltre a essere, comunque, già in difficoltà, almeno non prenderle in giro sotto questo punto di vista.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maschio, che non vedo. Si intende, quindi, che abbia rinunciato.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.120 Montaruli , con parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 21).

Ha chiesto di parlare l'onorevole Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, è accaduto, anche in questa circostanza, che il collega Ciro Maschio, peraltro claudicante per un incidente che ha avuto da tempo, era fuori dall'Aula nel suo posto assegnato. Ora il tempo per entrare deve essere garantito. Come ha visto il segretario esterno presente in Aula, il collega voleva intervenire, si è lanciato quando l'ha chiamato, ma il tempo di arrivare non gli è stato dato, quindi, chiederei alla Presidenza di tener conto che, o si garantisce la presenza dei colleghi parlanti all'interno dell'Aula, cioè quelli di Fratelli d'Italia, o se non è possibile farlo, si aspetta il tempo necessario per raggiungere l'Aula dei colleghi che intendono intervenire.

PRESIDENTE. Ha ragione, ho aspettato qualche minuto, aspettando un gesto, perché so che anche l'onorevole Bignami spesso si esibisce nei 100 metri di corsa, ma non mi hanno dato nessun segnale, se no, senza problemi onorevole Lollobrigida, avrei aspettato, non c'era nessuna difficoltà.

Passiamo all'emendamento 2.107 Bellucci. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Bellucci per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie, Presidente, anche qui insistiamo sulla questione di dare un supporto alle famiglie per poter, effettivamente, pagare un aiuto a casa, nel caso in cui si debbano trovare nella condizione di non potersi prendere cura dei propri figli. Perché sapete sì avete immaginato una misura economica è vero, 100 euro, però quando la misura economica non è sufficiente, non ha capienza per poi poter garantire quel supporto, quell'assistenza a casa attraverso una babysitter, allora cade nel vuoto. Immagino sappiate bene che in questo periodo di pandemia le persone che svolgono questa importante funzione, che si prendono cura dei bambini, dei ragazzi al posto dei genitori, hanno visto aumentare i loro emolumenti, quindi i loro riconoscimenti economici. Se prima della pandemia il costo per una babysitter era “x” adesso è “x” più le condizioni economiche che vengono richieste a fronte del COVID-19.

Tutto è aumentato, tutto è stato reso più difficile per le famiglie e, quindi, dovreste sapere quanto è impossibile oggi trovare un aiuto con una previsione di 100 euro. E' per questo che vi abbiamo proposto degli emendamenti, per correggere quello che è un errore, perché è come non mettere nella condizione la famiglia di poter offrire al proprio figlio quell'aiuto. Anche in questo caso vi abbiamo indicato una misura, ve ne abbiamo indicate tante. La collega prima proponeva 250 euro, ci riproviamo con 200 euro, sapendo che non saranno sufficienti, purtroppo, neanche a garantire quella presenza, ma quando si inseriscono dei provvedimenti economici per supportare la famiglia, la genitorialità, quindi, la natalità sapete bene perché lo dice l'Istat che avere un figlio oggi in Italia è un indice di povertà. Questo a fronte di misure economiche pro famiglia che non sono state mai proposte in questi decenni. Oggi il Parlamento si sta occupando del Family Act, dell'assegno per figli a carico e avete visto anche come Fratelli d'Italia non ha mai fatto mancare il suo appoggio.

L'abbiamo fatto come forza di opposizione, fedeli a quella promessa che avevamo fatto agli italiani e che abbiamo ribadito qui in Parlamento, che laddove fossero arrivati in Aula dei provvedimenti giusti noi li avremmo votati, anche come forza di opposizione, perché quello che ci interessa non è avere dei Ministeri, dei sottosegretariati, non è questo, ma è far sì che le famiglie possano essere messe nella condizione di continuare a vivere e non solo di sopravvivere.

Ebbene, il nostro voto c'è sempre stato per appoggiare dei provvedimenti del Governo e della maggioranza che vedevamo giusti e per difendere i valori in cui crediamo e, allora, anche in questo caso, di certo, non ci potevamo esimere dal difendere quei valori e, quindi, dall'inserire delle misure economiche di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e anche alla natalità efficaci, efficienti e che mettessero al primo posto il valore della famiglia e della natalità. È per questo che, quindi, mettiamo nelle vostre mani questo emendamento, con un aumento del supporto economico per le babysitter da 100 euro a 200 euro; quindi, con un raddoppio. Crediamo che anche in questo caso si tratti di un emendamento di buonsenso, assolutamente proporzionale al carico economico e di cure che stanno svolgendo oggi le famiglie. Quindi, chiediamo un voto favorevole da parte dell'Aula e un accoglimento da parte del Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Vinci. Ne ha facoltà.

GIANLUCA VINCI (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere anch'io questo emendamento. Ci troviamo davanti a un Governo che continua a parlare di pandemia e di emergenza, che continua a dire che sostiene il lavoro e che sostiene le famiglie, non parla più di tanto di natalità, ma Fratelli d'Italia, sì, e ci troviamo davanti a un bonus baby-sitting di 100 euro. Allora, con 100 euro tu ci fai qualcosa se hai nonni a casa che ti possono comunque tenere i bambini o comunque qualcuno che riesce a darti una mano. Se una persona si trova sola perché magari è separata o divorziata oppure perché si trova in una provincia lontana dai propri cari, con 100 euro non riesce assolutamente a fare nulla. Quindi, perché abbiamo proposto l'aumento a 200 euro? Per rendere indipendenti anche le persone che si trovano in difficoltà e che non hanno altri aiuti dalla famiglia oppure dai genitori che, per non contrarre il COVID, non vogliono stare a contatto con dei nipoti piccoli. È un'indegnità che non venga approvato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Maschio. Ne ha facoltà.

CIRO MASCHIO (FDI). Grazie, Presidente. Questa volta ho trovato ospitalità sui banchi, quindi, non sono stato costretto a fare le tremila siepi per arrivare in tempo. Questo emendamento è assolutamente chiaro, semplice, concreto e costruttivo; propone di, al comma 6, modificare le parole: “100 euro settimanali” con: “ 200 euro settimanali”. Quindi, è inutile parlare di favorire la didattica a distanza, di favorire il lavoro agile, di favorire le famiglie, di predisporre delle misure di sostegno se, poi, concretamente, questo non avviene. C'è un modo molto semplice per dimostrare se alle parole seguano i fatti ed è: le risorse per sostenere questi fatti. Le chiacchiere in questo caso stanno a zero, si passa da 100 a 200 euro e si corrisponde un bonus per il baby-sitting alle famiglie che può realmente metterle in condizione di sostenere le difficoltà del momento, altrimenti si parla, ma non si risolvono i problemi di tante famiglie.

PRESIDENTE. Onorevole Maschio, le ho dato qualche secondo in più, così per recuperare l'intervento di prima.

Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.107 Bellucci, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 22).

Passiamo all'emendamento 2.108 Lucaselli.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Lucaselli, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà

Forse è meglio cambiare microfono, onorevole Lucaselli, magari funziona meglio.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Grazie, Presidente. Noi abbiamo posto l'attenzione su tutte quelle che sono le esigenze reali, le esigenze delle famiglie e le esigenze delle mamme lavoratrici, che sono state quelle maggiormente e più fortemente penalizzate durante tutto il periodo della pandemia. Abbiamo cercato di indicare quelle che secondo noi erano delle proposte organiche all'interno di questo provvedimento, ma che, soprattutto, potevano dare delle risposte concrete a chi ha vissuto quotidianamente e quotidianamente si è dovuto confrontare con i temi più difficili della pandemia e cioè la gestione di quello che succede anche all'interno delle proprie abitazioni e delle proprie case, perché, per ogni ragazzo che è rimasto in DAD, c'è stato un genitore che ha dovuto rinunciare al lavoro. Tendenzialmente, lo sappiamo, e questi sono i dati che leggiamo anche dalle analisi Istat, quel genitore è stato, proprio, la mamma lavoratrice. Milioni di donne in questo anno hanno rinunciato alla propria carriera, hanno rinunciato alle proprie ambizioni, pur di poter portare avanti il percorso formativo dei propri figli, cosa che, all'interno della casa e di fronte a un computer, questo lo sappiamo tutti, è veramente molto, molto complessa.

Con questo emendamento, noi abbiamo chiesto che il bonus baby-sitting venisse ampliato e venisse riconosciuto per ogni figlio minore a carico. Lo abbiamo fatto perché, sottosegretario, noi riteniamo davvero che ci sia la necessità di un costante controllo sui minori che sono di fronte al computer, non solo per un tema di sicurezza, ma per una difficoltà oggettiva, perché noi abbiamo avuto non soltanto liceali, ma anche ragazzi più piccoli, delle scuole medie, e ancora più piccoli, delle scuole elementari, costretti davanti a un computer per tantissime ore. Chi è mamma, chi è genitore sa qual è la difficoltà nel tenere un bambino di fronte allo strumento elettronico per così tanto tempo, cercando anche di focalizzare l'attenzione di un bimbo a cui viene naturale distrarsi.

Allora, riteniamo che l'aiuto che deve essere dato alle famiglie non può essere un aiuto una tantum, non può essere un aiuto a pioggia, deve essere invece sistematico, perché deve rientrare in quella nuova organizzazione di famiglia, in quella nuova organizzazione di lavoro, in quella nuova organizzazione di vita alla quale la pandemia ci ha costretti. Riteniamo che ogni figlio debba essere considerato all'interno dei calcoli dei bonus baby-sitting. Quando abbiamo discusso questo emendamento in Commissione, ci è stato detto che questa valutazione non poteva essere fatta per un motivo economico; ci è stato detto che i soldi per questo non c'erano e, allora, ritorniamo su uno dei grandissimi temi: il problema non è soltanto fare debito, il problema non è soltanto aumentare il debito italiano, il problema è anche capire come si sceglie di distribuire quelle risorse, come si sceglie di investire nel futuro degli italiani.

Noi di Fratelli d'Italia riteniamo che investire su una donna che lavora, su un papà che lavora, investire sulla cultura dei nostri figli sia il bene principale, l'unico che possa garantire la prosecuzione della cultura italiana, del nostro essere italiani, ma soprattutto della famiglia italiana. È per questo motivo che ritroviamo veramente disconnesso dalla realtà il motivo della assenza di fondi, quando sappiamo bene che ci sono 5 miliardi del cashback che non hanno assolutamente dato alcun frutto, se non a chi, di fatto, la carta di credito o il bancomat li può utilizzare. Nelle condizioni italiane in questo momento, con oltre due milioni di italiani in più nella fascia di povertà assoluta, credo che sia veramente una misura ultronea, che non va sicuramente a vantaggio dei più deboli.

Quindi, sicuramente le risorse si potevano trovare, sicuramente le risorse si possono ritrovare nello scostamento che c'è da domani. Mi permetta solo un'ultimissima cosa, Presidente: il sottosegretario si è impegnato in Commissione affinché questo sia uno dei punti da trattare anche con il Governo per misure successive. Credo alla posizione del sottosegretario, so che è molto convinta su questa posizione; mi auguro, però, che davvero ci sia questa volontà.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Silvestri. Ne ha facoltà.

RACHELE SILVESTRI (FDI). Grazie, Presidente. Chiedo di sottoscrivere l'emendamento Lucaselli e volevo solamente puntualizzare una cosa di cui forse ci siamo dimenticati: in Italia la famiglia italiana è formata da più di un figlio, di solito due o anche tre. Quindi, attualmente, in questo anno le famiglie hanno attraversato un periodo in cui avevano la mattina entrambi i figli in DAD, quindi avevano entrambi i bambini. Io l'ho vissuto in prima persona perché ho due nipoti, uno all'asilo nido e uno alle elementari, e bisognava seguirli entrambi per le lezioni. Ciò non è stato semplice, soprattutto per i bambini piccoli, perché devi stare attento a guardare che non si distraggano; quindi, noi siamo per il discorso di aumentare per ogni figlio, per ciascun figlio. Penso che sia una proposta di buonsenso, e quindi chiediamo al Governo di ripensarci.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.108 Lucaselli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 23).

Passiamo all'emendamento 2.30: onorevole Moretto, ho inteso che lei lo ritira? Onorevole Moretto, mi perdoni, scusi, l'emendamento 2.30 si intende che lo ritira? Sì.

Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, solo per farlo mio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Rizzetto. Ne ha facoltà.

WALTER RIZZETTO (FDI). Sulla scorta di quello che abbiamo vissuto prima sull'emendamento della collega del MoVimento 5 Stelle e del collega Crippa, nel senso che, come abbiamo mantenuto in questo caso la firma e la votazione su quella proposta emendativa, facciamo lo stesso sull'emendamento 2.30, che il collega Foti ha giustamente fatto proprio. Di fatto, ci sembra un emendamento che va nello stesso solco dell'emendamento Crippa, dell'emendamento Bellucci piuttosto che, in questo caso, dell'emendamento a firma Moretto, Noja e D'Alessandro, e ci sembra un emendamento assolutamente da votare. È votabile perché, come prima ricordato, questo è un Parlamento che oggi, di fatto, si va a scordare delle partite IVA, si va a scordare dei lavoratori autonomi. Giustamente, la collega Moretto va a certificare che gli autonomi non iscritti all'INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle casse, per i figli conviventi minori di dieci anni diventano beneficiari. Quindi, questo è un ennesimo passaggio interessante rispetto a coloro che, di fatto, sono autonomi. Abbiamo in parte raccolto anche l'accorato appello del collega di Italia Viva, del collega Giachetti prima. L'unica cosa a cui dobbiamo necessariamente fare un cenno è esattamente questa, ovvero, quando sia il collega Crippa, sia il collega Giachetti prima quasi ci indicano la via per un ritiro, allora, signori, non c'è nessun ritiro da dover fare in questo senso per non mettere in imbarazzo la maggioranza. C'è semplicemente una cosa di buon senso - e per l'ennesima volta lo ripetiamo oggi - da fare oggi, per cui, una volta che questo emendamento verrà bocciato in Aula, semplicemente la maggioranza mette lo stesso tipo di emendamento in quello che oggi viene discusso al Senato e la cosa viene fatta: non c'è nessun imbarazzo da parte dell'Esecutivo, da parte della maggioranza, da parte dei proponenti nel poterlo fare.

Non è che se oggi bocciamo una proposta emendativa, allora il Governo ha delle difficoltà al Senato o alla Camera per poter far passare una norma che di fatto tutto il Parlamento vuole, ma che, guarda caso, soltanto Fratelli d'Italia si prende la responsabilità di fare proprio e di votare, perché delle due l'una, Presidente: o coloro che propongono questo emendamento non si fidano dell'Esecutivo ed arrivano in Aula sino in fondo, senza ritirarlo prima dell'inizio o contemporaneamente all'inizio dei lavori d'Aula; oppure, altrimenti noi non pensiamo che i colleghi siano così sprovveduti da non pensare che, ad esempio, un'opposizione responsabile in questo caso - devo dirlo - come Fratelli d'Italia, può fare proprio un emendamento buono, un emendamento interessante, dimostrando che, sotto questo punto di vista, c'è un'eterogenesi rispetto al fine di questa proposta che una forza politica come Fratelli d'Italia fa propria e invita gli altri a votare.

Infatti, qui non stiamo parlando di un qualcosa che, come l'articolo 1, scadeva il 6 di aprile; stiamo parlando di quello che domani mattina e domani sera dovranno mettere sul piatto le persone che fanno i professionisti, le partite IVA, coloro che hanno delle evidenti difficoltà con i congedi, coloro che hanno delle evidenti difficoltà a lasciare a casa dei figli che devono fare didattica a distanza, ma loro devono andare a lavorare. È una questione di sopravvivenza! Quindi, Fratelli d'Italia, coerentemente con quanto fatto con l'emendamento precedente e sulla scorta dell'emendamento Bellucci che, tra l'altro, è in mezzo a queste due proposte emendative, fa propria questa proposta e, senza alcun tipo di timore, ne propone il voto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sapia. Ne ha facoltà.

FRANCESCO SAPIA (MISTO-L'A.C'È). Grazie, Presidente. Intervengo per sottoscrivere, come L'Alternativa c'è, quindi tutti i componenti, l'emendamento 2.30. È risaputo, Presidente, che ormai questo Governo è lontano dalle esigenze dei cittadini, a tal punto che si presentano gli emendamenti e poi li ritirano. Questa è una cosa vergognosa, Presidente! Noi sottoscriviamo l'emendamento e voteremo favorevolmente (Applausi dei deputati del gruppo Misto-L'Alternativa c'è).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.30 Moretto fatto proprio dal deputato Foti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 24).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.39 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 25).

Passiamo all'emendamento 2.41 Frassinetti.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frassinetti. Ne ha facoltà.

PAOLA FRASSINETTI (FDI). Grazie, Presidente. Con questo emendamento si chiede che chi lavora in modalità agile, da remoto, possa avere il bonus per la baby sitter. L'importo - lo abbiamo detto negli interventi precedenti - è abbastanza risibile, perché con 100 euro alla settimana si può fare veramente poco, però le motivazioni che sottendono a questo emendamento sono, invece, le stesse che hanno accompagnato un po' questa giornata che abbiamo trascorso qui per cercare di convincere la maggioranza che chi è a casa ad accudire i figli ha bisogno di un supporto economico maggiore.

Quindi, è un discorso lineare, un discorso che si rende anche logico, viste alcune mozioni sulla scuola che sono passate con voto unanime di tutti, da cui si evinceva che la didattica a distanza pone dei grossi problemi, da cui si evinceva che le famiglie hanno dovuto sopportare gravi sacrifici e, in particolare, le donne hanno rischiato, e rischiano tuttora, di perdere l'occupazione perché devono accudire i minori e, comunque, stare insieme e seguire i figli adolescenti.

Quindi, fermo restando che ci sembrava che questo fosse un sentimento comune a tutta la maggioranza, invece quando, nero su bianco, vengono formulati e presentati gli emendamenti, questo non accade. Io, quindi, voglio evidenziare questa contraddizione, che mi sembra grave, perché almeno qualche emendamento bandiera, qualche emendamento simbolo poteva essere approvato.

E così ci ritroviamo a parlare di questo bonus, che, ovviamente, non può essere erogato a chi rimane a lavorare da remoto, pur sapendo che - e lo si diceva anche prima - il lavoro da remoto non è sicuramente meno impegnativo del lavoro in presenza, soprattutto, per chi deve accudire dei figli e, magari, deve anche aiutarli ed assisterli nella didattica a distanza.

Se un bambino frequenta le primarie, è evidente che ha un bisogno continuo di assistenza, anche da un punto di vista tecnico-informatico, perché non è in grado di gestire il computer da solo. Quindi, basterebbe questo ragionamento logico, che è generalizzato (cioè, è capitato sicuramente a tutti), per capire che un bambino da solo non può accedere alla DAD e disconnettersi quando vuole. Questa è la normalità triste della quotidianità delle famiglie italiane con figli minori, adolescenti, con figli che vanno a scuola in questo periodo.

Quindi è evidente che, invece di essere solamente presenti con le parole, alle volte, anche i fatti fanno la differenza, e l'avrebbero fatta la differenza, in questo caso, se ci fossero state maggiori risorse.

Abbiamo visto, prima, tanti emendamenti che chiedevano di passare dal 50, al 70, all'80 per cento e che, quindi, incidevano sulle misure, incidevano sul quantum, per cui la quantità è importante in questo caso; casi in cui, magari, la cassa integrazione non arriva o, se ci sono dei genitori autonomi, hanno la serranda del negozio chiuso, dello studio chiuso. Quindi, ancora una volta, Fratelli d'Italia, con coerenza, chiede di venire incontro alle famiglie italiane approvando questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, a titolo personale, l'onorevole Lucaselli. Ne ha facoltà. Manteniamo il microfono di prima, onorevole Lucaselli, così siamo più sicuri, grazie.

YLENJA LUCASELLI (FDI). Sì, grazie Presidente, dovrebbe funzionare questo. Allora, il punto sul quale noi cerchiamo di focalizzare l'attenzione di quest'Aula, dei parlamentari di quest'Aula e, soprattutto, del Governo è la necessità di dare respiro all'economia italiana e l'economia italiana passa dai piccoli lavoratori, passa dalle partite IVA, passa dai piccoli imprenditori. Ne discuteremo domani, quando avremo l'opportunità di dibattere sul Documento di economia e finanza, sullo scostamento, sull'utilità della spesa, ma, soprattutto, della spesa buona, e questa non è una posizione di Fratelli d'Italia, è la posizione del Presidente Draghi. Riteniamo che questo emendamento vada assolutamente in quell'ottica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Deidda. Ne ha facoltà.

SALVATORE DEIDDA (FDI). Grazie, Presidente. Sottoscrivo l'emendamento della collega e ribadisco, comunque, la necessità che prendiate coscienza che, bocciando tutti i nostri emendamenti, non fate un servizio al Paese. Io spero - e adesso lo vedremo anche con gli ordini del giorno - che rispetterete la promessa e l'impegno, perché, quando io sento parlare qualcuno di ordine del giorno vincolante, in tre anni, che ce ne fosse uno, un ordine del giorno che è stato seguito dal Governo, dai vari Governi anzi, dalle varie maggioranze. Non uno! Ma quanti di voi si lamentano, qui fuori, descrivendo quando il Governo viene e vi dice “a valutare l'opportunità di”. Ma, voi stessi della maggioranza, incominciate a fare un pensiero veramente sul rapporto fra parlamentare e Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.41 Frassinetti, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 26).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.40 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 27).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.42 Bucalo, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 28).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.121 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 29).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.103 Bellucci.

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie Presidente. In Italia è indubbio che, nelle situazioni di fragilità, di malattia o anche in quelle felici, come la progettazione di avere un figlio, in queste condizioni, vi sono dei lavoratori di serie A e dei lavoratori di serie B, perché, proprio quando si è più fragili o si è attanagliati da una malattia come il cancro oppure, invece, da una bella notizia come un figlio, i lavoratori autonomi sono quelli che meno di tutti vengono garantiti e, in alcuni casi, non vengono assolutamente garantiti. Allora, ci sorprendiamo un po' su come mai la maggioranza tratti la nostra attenzione quasi come se fosse una sfida, quasi come se volessimo utilizzarla contro qualcuno o contro questa maggioranza un po' rabberciata. In realtà, vogliamo soltanto continuare anche in questa occasione, come abbiamo fatto da tempo, a sottolinearvi che ci sono dei lavoratori che vengono discriminati e che non sono nelle condizioni di vivere la loro vita parimenti ad altri e questi sono i lavoratori autonomi, quegli uomini e quelle donne che scelgono di basare la propria professione su una libera iniziativa e di mettere in campo tutte le loro energie, le migliori energie, perché certamente vivono nel solco della meritocrazia: un lavoratore autonomo, se riesce a farcela, è perché è più bravo, più capace, più capace nel dare un servizio puntuale, competente e anche con una tempistica più veloce. Quei lavoratori, che pensiamo che costituiscano una delle parti migliori della nostra Italia, di certo non possono essere lasciati soli nei momenti di fragilità e nei momenti come quelli della pandemia.

Prima la collega che mi ha preceduto, del PD, ha sottolineato bene come, in questi decenni, i lavoratori autonomi non avessero ricevuto alcun tipo di attenzione. Ebbene, questo dovrebbe fermare a riflettere il PD, il MoVimento 5 Stelle, Italia Viva e anche i colleghi, che ben lo sanno, di Forza Italia e della Lega, perché il fatto che, in questi anni, non ci siano state politiche serie di aiuto e di sostegno a queste categorie di lavoratori è una cosa che dovrebbe far vergognare e che dovrebbe, invece, sollecitare qualsiasi Parlamento e qualsiasi Governo a porvi rimedio. Io ho conosciuto delle donne malate di cancro che, nel momento in cui avevano il tumore, non avevano la possibilità di scegliere così facilmente se rimanere a casa o continuare a lavorare. Ho visto quelle donne infilarsi una parrucca e, con estrema dignità e orgoglio, andare a guadagnarsi il pane ogni giorno in cui era permesso loro di riuscire a farlo. Magari si assentavano per cinque o sei giorni, perché la chemio le metteva in condizioni di non potersi neanche alzare dal letto, ma poi non indugiavano a continuare a costruire la loro vita, il loro futuro, la loro professione e, se avevano dei figli, a dargli del pane da mangiare. Quindi, memore di quelle donne che ho conosciuto, di cui conosco i volti, i nomi e i cognomi, non smetterò mai - e noi di Fratelli d'Italia non smetteremo mai - di chiedere per quei lavoratori autonomi dignità, rispetto e, quindi, un'indennità (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia) nel caso in cui si debbano trovare nella condizione di stare a casa perché i loro figli sono in quarantena per COVID o perché c'è il lockdown. Ci dovrebbe essere un sussulto da parte di quest'Aula e di tutti i parlamentari, perché oggi chi è stato discriminato così tanto non dovrebbe proprio più esserlo.

Quindi, continuiamo a difendere questo emendamento e continuiamo a chiedervi di avere quel sussulto di dignità, di sensibilità e di vicinanza a chi fino ad oggi ha pagato davvero troppo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente. Ecco un ennesimo emendamento da sottoporre all'Aula ma, a questo punto, mi chiedo a cosa serva parlare se non c'è nessuno che ascolta. La comunicazione avviene quando c'è un'emittente e anche una ricevente, ma questo Governo non vuole ricevere, e lo sta dimostrando in tutti i modi rispetto ad esigenze e bisogni dei nostri italiani, sotto ogni forma e sotto ogni profilo. Sono tutti emendamenti volti a migliorare i provvedimenti perché, se questo Governo sta dimostrando una capacità, è quella di mettere in campo misure, manifestando la volontà di fare spot, etichette rispetto a tantissime esigenze, ma poi vediamo che, nella concretezza, nell'operatività e nella realtà dell'utilizzo, quelle misure sono o farlocche o non sono corrispondenti ai reali bisogni. E, quindi chiediamo davvero, in un sussulto di dignità, di orgoglio e di coscienza rispetto a queste famiglie e a tutti i nostri italiani, in un momento così difficile e straordinario, di rivedere il parere almeno su questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di intervenire, passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.103 Bellucci, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 30).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.105 Bellucci, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 31).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bellucci 2.104. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bellucci. Ne ha facoltà.

MARIA TERESA BELLUCCI (FDI). Grazie Presidente, questo emendamento, che riguarda i caregiver familiari, quindi, coloro che si prendono cura di un familiare grave e fragile - parliamo di papà, di mamme, di fratelli, di sorelle, di mogli, di mariti che spesso sono costretti a rinunciare alla loro vita, al loro lavoro, per prendersi cura di chi ha bisogno di un'assistenza continuativa -, è l'esempio classico di come gli ordini del giorno che vengono accolti dal Governo, in realtà, non diventano impegni assunti e, quindi, fatti concreti nella vita delle persone che hanno bisogno di attenzione. Perché sui caregiver familiari, Fratelli d'Italia ha proposto aiuti e il riconoscimento del valore economico e sociale di quello che fanno in numerose occasioni, in particolare in quest'anno di pandemia. In maniera accorata, vi abbiamo chiesto di poter pensare ad un'indennità, perché queste persone, lo ribadisco, mamme, papà, fratelli, sorelle, genitori, hanno riempito il vuoto lasciato dalle istituzioni. L'assistenza domiciliare è stata negata, quindi c'era ancora più bisogno della loro presenza di quanto ce ne sia stata in passato, in maniera massiva. La chiusura della scuola, i lockdown hanno reso ancora più necessaria la loro vicinanza a quei figli che rimanevano soli a casa. Le conseguenze della pandemia hanno piegato quelle famiglie, mi permetto di dire, più di chiunque altro. Già vivono una vita di sacrifici, a volte di stenti, perché le terapie per far migliorare quei figli, quel marito o quella moglie, sono così ingenti e non riconosciute dai servizi pubblici che, spesso, devono attingere ad ogni loro risorsa: devono vendere una casa, se ce l'hanno, o, addirittura, aprire finanziamenti e contrarre debiti, per garantire cure che arrivano, addirittura, fino a 3 mila euro al mese! E tutto questo, con un unico obiettivo: quello di poter assicurare una evoluzione, l'acquisizione di una competenza in più, la possibilità di migliorare nella patologia di cui sono afflitti i loro cari. Io ho conosciuto e ho ascoltato le storie di quelle donne e di quegli uomini. Mi hanno detto che per loro è addirittura una chimera pensare di andare a mangiare una pizza, cioè prendersi quell'ora di lontananza per poter dedicare uno spazio a sé. Non riescono a farlo, perché non c'è uno Stato vicino che si prende cura del loro caro quando loro non ci sono. Donne e uomini che hanno dovuto licenziarsi, perché lo stipendio, di certo, non gli poteva garantire di andare a pagare quell'assistenza che lo Stato non dava. Allora, hanno dovuto rinunciare a lavorare, perché, da una parte, lo Stato non c'era, e, dall'altra, lo stipendio non era sufficiente per il pagamento di cure esterne. Quindi, hanno rinunciato ad investire sul proprio presente e futuro e, anche qui, per riempire l'assenza di uno Stato. Da tanto tempo si sta pensando a quel riconoscimento economico che deve essere garantito ai caregiver familiari e ancora non è così. Allora, chiediamo, ancora una volta, per l'ennesima volta, che, almeno in questa fase di particolare crisi caratterizzata dal Coronavirus, ci possa essere un'attenzione per quegli uomini e quelle donne, riconoscendogli fino a 5 mila euro nell'anno e, in quest'anno del 2021. Non è minimamente, ripeto, minimamente paragonabile a quello che hanno fatto, in termini di cura, di dedizione, di amore e di sostituzione di uno Stato che li ha lasciati e li sta lasciando soli. Quindi, vi chiediamo di poter votare a favore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ciaburro. Ne ha facoltà.

MONICA CIABURRO (FDI). Grazie, Presidente, sottosegretario, il tema che pone questo emendamento della collega Bellucci, che chiedo di sottoscrivere, sottolinea un aspetto che riveste non meno importanza rispetto ai precedenti affrontati. Tratta proprio della figura del caregiver: la persona che, con amorevoli cure, assiste un familiare.

Come giustamente sottolineato, questa persona si trova nella situazione di dover rinunciare alla propria attività professionale, al reddito del suo lavoro, proprio perché quel reddito non coprirebbe minimamente il dover assumere una persona che faccia il lavoro che lei non può fare. Allora si trovano costretti ad abbandonare il lavoro e si trovano ad accudire, a tempo pieno, i familiari. Riconoscere 5 mila euro in un anno a queste persone non sono nulla rispetto a quello che costerebbe al Servizio sanitario nazionale. Ciò detto, vedete di modificare questo parere, perché ce n'è bisogno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.104 Bellucci, con parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 32).

Passiamo all'emendamento 2.122 Montaruli. Ha chiesto di intervenire, per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

TOMMASO FOTI (FDI). Presidente, con questo si chiude l'esame degli emendamenti del gruppo di Fratelli d'Italia. Io penso che sia la miglior chiusura, perché questo è un emendamento che si rivolge ai giovani. I giovani che sono stati i grandi dimenticati di questa crisi pandemica e che noi invece riteniamo debbano essere assistiti per quello che non è solo un problema sanitario, ma anche un problema che deriva da una mancanza di socializzazione, che caratterizza la giovane età e che, proprio la pandemia, ha impedito di poter realizzare o completare come nel passato. Aggiungo anche che questa è l'occasione per ringraziare dell'impegno tutti i colleghi di Fratelli d'Italia che si sono impegnati in una battaglia che non è stata una perdita di tempo, perché noi abbiamo parlato di riaprire le palestre, abbiamo parlato di dare una apertura ai ristoranti, ai bar, alle pasticcerie, abbiamo parlato di stare vicino alle famiglie in questo momento difficile, abbiamo cercato di porre un insieme di temi sensibili, che sono i temi di tutti i giorni, che sono i temi della gente che ancora oggi spera e non dispera. Allora, Presidente, io penso di poter dire che alcune accuse che ci sono state rivolte sono state ingenerose, perché vi è modo e modo di praticare, non l'ostruzionismo, ma il confronto parlamentare. Vi è un modo che può essere quello di prendere ogni e qualsiasi emendamento anche cambiando 10, 20, 30 volte soltanto un numero e, invece, quello di porre sul tavolo i temi che sono i temi di tutti i giorni, che sono i temi che non soltanto noi che siamo in questa parte dell'Aula, ma tutti i colleghi dell'Aula avvertono, perché l'opinione pubblica glieli pone quando escono di qui. Non si può essere sordi, non si può essere ciechi, non si può essere muti di fronte a questa situazione.

Noi ci siamo fatti carico di portare in quest'Aula quelli che sono non soltanto i temi della gente, ma anche le soluzioni a quei temi, a quei problemi, a quelle situazioni in cui le persone oggi vivono e vivono anche a volte in una situazione tragica, perché non è bello per nessuno dopo anni e anni di attività, non riuscire a poter riaprire la propria azienda, non è bello per nessuno, dopo anni e anni di attività, non poter avere davanti la certezza di un futuro, ma, dirò di più, non è bello soprattutto per coloro i quali, magari, avevano iniziato la loro attività alla fine del 2019 o, addirittura, all'inizio del 2020, e si sono trovati travolti da quella che è una delle più grandi crisi, sotto il profilo sanitario, che si siano verificate negli ultimi cinquant'anni. E, allora, Presidente, noi rivendichiamo come Fratelli d'Italia un impegno che continuerà nella giornata di domani con l'illustrazione degli ordini del giorno, perché vogliamo credere e vogliamo sperare che questo nostro dialogo, anche se oggi è stato un dialogo tra sordi, anche se ieri è stato un dialogo tra sordi, alla fine, lasci qualcosa anche al Governo, lasci qualcosa anche alla maggioranza e nei prossimi provvedimenti quelle buone idee che noi abbiamo rappresentato possano essere adeguatamente rappresentate in provvedimenti di legge (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.122 Montaruli, con il parere contrario delle Commissioni, del Governo e della V Commissione (Bilancio).

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.

La Camera respinge (Vedi votazione n. 33).

Essendo stati ritirati, come preannunciato, gli articoli aggiuntivi 2.02 Siragusa e 2.01 Termini, si è così concluso l'esame degli emendamenti. Interrompiamo a questo punto l'esame del provvedimento che riprenderà nella seduta di domani, giovedì 22 aprile, a partire dalle 16,30, per lo svolgimento degli interventi per l'illustrazione degli ordini del giorno, l'espressione del parere da parte dei rappresentanti del Governo e lo svolgimento degli interventi per dichiarazione di voto sul complesso degli ordini del giorno.

Sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori l'onorevole Lollobrigida. Ne ha facoltà.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA (FDI). Presidente, io volevo intervenire sull'ordine dei lavori, perché apprendiamo dalle agenzie che c'è in Consiglio dei Ministri una discussione aperta. Io spero davvero che le notizie che giungono dal Consiglio dei Ministri siano poi confermate così come quello che viene sottolineato dalle agenzie e, cioè, un atto di coraggio da parte dei colleghi della Lega rispetto al decreto-legge Aperture e rispetto al coprifuoco che è davvero inutile e inspiegabile come atto; che venga mantenuto il coprifuoco alle 22 è davvero inspiegabile per tante ragioni, una delle quali ovviamente è l'aver concentrato la riapertura di una serie di attività in orari che prevedrebbero, poi, con il coprifuoco presente, una aggregazione sistematica nei teatri e nei ristoranti in una fascia oraria precisa. Allora, voglio fare pubblicamente un ringraziamento agli amici della Lega se verranno confermate le posizioni dei Ministri e un invito ai colleghi di Forza Italia di fare lo stesso, dimostrando, come sempre, una coerenza del centrodestra che ritroviamo in atti sostanziali di interesse generale per la collettività, per le nostre imprese e per le nostre aziende. Mi auguro che si possa tramutare almeno in un segnale rispetto a una questione che è davvero inutile, come il coprifuoco. Quindi, il mio è ovviamente un appoggio parlamentare a questa azione che i colleghi Ministri del centrodestra stanno sostenendo al Governo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Interventi di fine seduta.

PRESIDENTE. Passiamo agli interventi di fine seduta. Ha chiesto di parlare l'onorevole Trano. Ne ha facoltà.

RAFFAELE TRANO (MISTO-L'A.C'È). Presidente, onorevoli colleghi, ci troviamo ancora in una fase critica della pandemia e a creare grande apprensione sono le mutazioni del virus…

PRESIDENTE. Onorevole, mi permetta di fermarla. Se i colleghi lasciano intervenire l'onorevole Trano, che ha diritto di fare il suo intervento in un'Aula quanto meno attenta. Mi scusi, onorevole, se ricomincia da capo mi fa una cortesia.

RAFFAELE TRANO (MISTO-L'A.C'È). Grazie, Presidente. Ci troviamo ancora in una fase critica della pandemia e a creare grande apprensione sono le mutazioni del virus. Per la cosiddetta variante inglese gli esperti sostengono che il distanziamento necessario non è più di un metro, ma di due metri: un particolare che sconvolge il sistema messo a punto quest'anno per garantire sicurezza nelle scuole. Chiedo dunque ai Ministri della Salute e dell'Istruzione di riferire a quest'Aula cosa stanno facendo per rendere realmente sicuri gli edifici scolastici e tutelare la salute degli alunni, dei loro familiari e del personale scolastico. Mi risulta infatti che alcune ASL, dopo aver esposto il problema alle prefetture, per evitare la chiusura degli istituti scolastici hanno dato delle prescrizioni relative all'aumento dell'areazione e delle altre misure igieniche; misure insufficienti di fronte alle varianti e neppure prese in tutto il Paese. E qui arriviamo a un secondo problema: dopo oltre un anno dall'inizio dell'emergenza Coronavirus non ci sono neppure regole certe e uniformi sulle chiusure delle classi in caso di contagio, ogni ASL decide autonomamente. Speravo in un cambio di passo con il nuovo Governo, ma si va avanti come prima e tutto questo non è accettabile, soprattutto da parte di chi sostiene che la scuola è centrale e non si può più fare ricorso alla DAD. La ripartenza così si allontana e intanto l'Italia è in ginocchio (Applausi dei deputati del gruppo Misto-L'Alternativa c'è).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bartolozzi. Ne ha facoltà.

GIUSI BARTOLOZZI (FI). Grazie, Presidente. La solita maratona oratoria, otto giorni, trenta uffici di presidenza, Commissione d'inchiesta, sistema Palamara. Presidente, stiamo rasentando veramente il ridicolo perché da interlocuzioni che oggi ho avuto con componenti della nuova maggioranza di sinistra, Presidente, del Partito Democratico e del MoVimento 5 Stelle, mi sento dire che la Commissione non deve insediarsi perché questo Parlamento non è adeguato ad affrontare un tema così sensibile. Presidente, il ricordo mi ritorna al 2011, quando un consigliere, anzi l'allora presidente dell'ANM, esponente di punta di Area, oggi attuale componente del CSM, capo delegazione di Area, attribuì al Governo Berlusconi la mancanza di una legittimità morale per fare la riforma sulla giustizia. Ecco, noi di Forza Italia patenti su legittimità morale e lezioni di moralità non ne accettiamo da nessuno. Quindi, Presidente, questo Parlamento, che è espressione del popolo italiano, ha un dovere, lo stabilisce l'articolo 82: la Commissione d'inchiesta va insediata, va insediata subito per fare ciò che il CSM non riesce a fare. Noi continueremo ogni seduta di Aula a sollecitare i colleghi ad adempiere a quello che riteniamo essere un loro dovere istituzionale (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Battilocchio. Ne ha facoltà. Prima di dargli la parola, però, pregherei l'Aula di essere un po' più rispettosa degli oratori.

ALESSANDRO BATTILOCCHIO (FI). Grazie, Presidente. Partecipo volentieri a questa maratona oratoria promossa dalla collega Bartolozzi relativa alla Commissione d'inchiesta sull'uso politico della magistratura. Un'inchiesta giudiziaria è tanto più forte, accettata e rispettata quanto più forte, rigoroso e lineare è il rispetto della legge che essa si impone, senza prevaricazioni, arbitri, forzature ed eccessi di sorta. Non c'è consenso popolare, sostegno politico, campagna di stampa che possa giustificare qualsiasi distacco dai princìpi garantiti dalla Costituzione e fissati dalla legge: non sono parole mie, ma il lungimirante grido d'allarme indirizzato ai parlamentari in quest'Aula da Bettino Craxi nel suo ultimo discorso del 29 aprile 1993 (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente). Da allora sul tema un assordante, fastidioso, insopportabile silenzio. Su questa proposta, soprattutto dopo le rivelazioni clamorose di Palamara, che quantomeno vanno approfondite, riscontrate e verificate, la domanda che rivolgo a quest'Aula è semplice e diretta: se non ora, quando (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole D'Ettore. Ne ha facoltà.

FELICE MAURIZIO D'ETTORE (FI). Grazie, Presidente. Intervengo, insieme ai colleghi di Forza Italia, sempre sul tema dell'istituzione della Commissione di inchiesta sull'uso politico della giustizia - l'uso politico della giustizia, questo è il termine esatto e la definizione esatta -, su cui noi, nelle Commissioni, abbiamo chiesto, con una proposta di legge di tutto il gruppo di Forza Italia, di muovere verso la chiarezza, verso la trasparenza, verso l'accertamento che è fatto all'interno del Parlamento. Una Commissione che consenta di accertare fatti dopo le rivelazioni di Palamara, che sono fatti sui quali non ci sono più dubbi, alcuni sono fatti cosiddetti notori, nessuno li ha contestati.

E ho sentito in questi giorni, da parte di alcuni esponenti anche della stessa attuale maggioranza, affermazioni del tutto fuori luogo rispetto ai lavori che abbiamo svolto nelle Commissioni, dove è stata incardinata la nostra proposta di legge. Ogni ritardo non è più giustificabile né, tanto meno, la magistratura può reagire di fronte a una autonomia del Parlamento in una scelta relativa ad un'inchiesta (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente)! Ed è normale che ciò avvenga, perché altre Commissioni di inchiesta in Parlamento si occupano di questioni anche sottoposte ad indagini giudiziarie, tante altre Commissioni di inchiesta: la Commissione banche, la Commissione sul caso Rossi, tante altre, sul caso Forteto. E, quindi, noi vogliamo semplicemente chiarire, all'interno del Parlamento, in un dibattito chiaro e trasparente, nel rispetto a tutte le regole e di tutte le garanzie, quello che è avvenuto, in questi anni, con la giustizia e quale è stato l'uso della giustizia, anche a fini politici. Credo che questa sia una necessità per il Paese, per l'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha facoltà.

GIORGIO TRIZZINO (MISTO). Grazie, Presidente. Mi rivolgo proprio a lei, perché nel calendario della seduta del 25 gennaio era stata inserita, in discussione generale, la mozione sull'assistenza ai malati terminali, le cure palliative, proprio nel periodo COVID. Come lei sa, a causa della crisi di Governo, il giorno successivo non si si sono potute effettuare le dichiarazioni di voto e il voto relativo. Ho visto nel calendario, fino a giugno, che, praticamente, non è stata calendarizzata: abbiamo tante mozioni, anche la cui discussione generale non era stata svolta, che sono state, appunto, messe in calendario. Allora, io chiedo a quest'Aula e, ancor prima a lei, nel ruolo che ricopre, di garanzia istituzionale, di calendarizzare quanto prima la mozione sulle cure palliative, non per un mio capriccio personale - lei lo comprenderà bene -, ma per fornire al Paese un ulteriore strumento di tutela della dignità della fine della vita. Io non vorrei, con rammarico, immaginare che questo tema è negletto dalla discussione dell'Aula proprio perché vengono anteposte altre tematiche, certamente, di rilievo minore. Mi appello a lei perché questo non accada.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Trizzino, ne prendo sicuramente nota.

Ha chiesto di parlare l'onorevole Carnevali. Ne ha facoltà.

ELENA CARNEVALI (PD). Grazie, signor Presidente. Prendo la parola per chiedere al Premier Draghi, che da due mesi affronta, alla guida del Governo, la grande sfida dell'uscita dalla pandemia e la messa a sistema di un sistema efficace di campagna vaccinale e le politiche necessarie per la rinascita di questo Paese, e, insieme a lui, alla consigliera delegata del Segretario generale e della Commissione, di valorizzare pienamente, totalmente, in modo definitivo, i progetti del cosiddetto Progetto Bellezz@. Sono 273 i progetti selezionati, per 150 milioni di euro di investimenti, per permettere il recupero, la ristrutturazione e una vita nuova a patrimoni e beni inutilizzati, siano essi pubblici o resi pubblici come bene comune e fruibile.

Cinque Governi e un cambio di competenze, di strutture tecniche, non hanno di certo agevolato la conclusione dell'iter dei progetti selezionati, che, però, hanno comportato, per gli enti locali e per i soggetti in partnership, la predisposizione dei progetti esecutivi, gli incarichi ai professionisti, le anticipazioni finanziarie, che pesano sui bilanci degli enti pubblici e sui possibili impegni per le imprese e per le opere messe a bando. Solo 44, su questi 273, sono quelli che ora hanno visto la chiusura dell'iter e una tranche di finanziamento, mentre gli altri ancora attendono la conclusione dell'iter amministrativo, di autorizzazione, di certificazioni dagli altri enti dello Stato, la cui assenza diventa un elemento ostativo per il finanziamento definitivo e la conclusione dell'opera.

Per tutte queste ragioni, rivolgo a lei il mio appello accorato, a nome del Partito Democratico, per i tanti comuni italiani, affinché la nuova consigliera D'Avena e la commissione, dopo il lavoro del consigliere Renna, possano arrivare in tempi brevi e in modo efficace alla conclusione definitiva e positiva, come risposta agli oltre 200 comuni che attendono da tempo. Di quali iniezioni di fiducia, di cui ci ha parlato il Premier Draghi più volte giustamente richiamate, noi abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno di vedere fiducia anche per un iter e un esito positivo per quelle opportunità che il Progetto Bellezz@ contiene in sé (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bella. Ne ha facoltà. Lei, con quel microfono, non è fortunato, onorevole Bella. Passiamo all'onorevole Rizzetto, così lei cambia microfono con calma e le do la parola dopo.

Onorevole Rizzetto, se non le spiace anticipiamo il suo intervento. Prego.

WALTER RIZZETTO (FDI). No, anzi grazie Presidente. Vede, Presidente, è notizia di qualche ora fa, di qualche giorno fa, che Poste Italiane, di fatto, va a proporre un ribasso rispetto a un suo fornitore storico, ovvero un fornitore che fornisce a Poste Italiane le buste per la corrispondenza. Andando a ribassare, a proporre il ribasso rispetto a quanto detto, di fatto Poste Italiane va a privilegiare circuiti e mercati esteri rispetto al nostro Paese, aziende che possono presentare qualsiasi tipo di ribasso - lo rinnovo -, probabilmente estere, dall'altra parte del mondo, aziende che in quel caso non andranno - tra l'altro, visto un costo così basso - a includere standard ambientali sufficienti, aziende che molto probabilmente si fanno beffe dei diritti dei lavoratori. Ora, Presidente, Poste Italiane - e mi riferisco al rapporto che Poste Italiane ha con la Blasetti SpA, fornitore di Poste Italiane da oltre vent'anni - è partecipata da Cassa depositi e prestiti al 35 per cento, e al 29 per cento dal Ministero dell'Economia e delle finanze. È come se lo Stato italiano obbligasse a una delocalizzazione, mandando a casa un'azienda che fedelmente, da oltre vent'anni, fa il suo lavoro e il suo dovere.

Presidente, io ho scritto al Ministro Orlando - e vado a concludere - e chiederò un colloquio e scriverò al Ministro Giorgetti perché noi non possiamo permetterci che in questo caso lo Stato italiano vada a delocalizzare un asset così strategico e così importante e nei confronti di un'azienda che ha sempre fatto il suo lavoro e che semplicemente, perché un player come Poste cerca di dire: abbassiamo il prezzo in termini di compravendita delle buste, dovremo rivolgerci ad altri mercati e, purtroppo, a mercati esteri. Le buste di Poste Italiane restino in Italia!

PRESIDENTE. Riproviamo con l'onorevole Bella. Prego, onorevole, ha facoltà di parlare.

MARCO BELLA (M5S). Con questo microfono, si sente?

PRESIDENTE. Sì, con questo la sentiamo. Prego, onorevole Bella.

MARCO BELLA (M5S). Grazie della sua pazienza, Presidente. Intervengo in quest'Aula ancora per parlare di un tema che mi sta molto a cuore, che è quello delle scuole. Infatti, la regione Puglia ha emanato un'ordinanza la quale prevede la didattica a distanza su richiesta delle famiglie per il periodo che va dal 7 al 30 aprile. Questa ordinanza viene giustificata dalla difficile situazione epidemiologica e, in effetti, Presidente, è vero: la Puglia è al secondo posto in Italia per numero di contagi per 100 mila abitanti, subito dopo la Valle d'Aosta, che è una regione particolare per numero di abitanti e dimensione territoriale, e subito prima della Campania, un'altra regione che ha chiuso per moltissimo tempo le scuole. Un caso? L'OMS raccomanda che le scuole siano le ultime a chiudere e le prime a riaprire, per i gravi danni che la chiusura causa agli studenti, alle studentesse e alle loro famiglie e per il fatto che questa misura serve a poco per controllare la pandemia. Secondo fonti di stampa, la stessa regione Puglia, nella persona del suo presidente Michele Emiliano, avrebbe, però, mandato una lettera al Ministro Speranza chiedendo la riapertura di moltissime attività commerciali a partire dal 26 aprile, nonostante la complessa situazione sul fronte contagi. Non c'è competizione tra la chiusura delle scuole e le anche importantissime attività commerciali. Semplicemente, la chiusura delle scuole serve in modo marginale a controllare la pandemia. Allora, io chiedo, in quest'Aula: ma qual è la priorità che si dà alla scuola nella regione Puglia? Lo chiedo al governatore Emiliano e all'amico e collega assessore Pier Luigi Lopalco.

Osservo che, nonostante la Puglia sia tra le regioni che, più di tutte, ha chiuso le scuole, continua ad avere un'incidenza così alta di contagi. Io, da parlamentare, vorrei sapere perché e immagino che lo vorrebbero sapere anche i cittadini pugliesi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Sgarbi. Ne ha facoltà.

VITTORIO SGARBI (M-NCI-USEI-R-AC). Dopo il clamoroso intervento del leader dei 5 Stelle, possiamo rovesciare il termine di questa richiesta relativa all'uso politico della giustizia in un uso giudiziario della politica; è il dato che dovrebbe convincere una parte di quelli che sono contrari alla Commissione in questo Parlamento, che sono il blocco 5 Stelle-PD; i 5 Stelle non possono più avere remore nel chiedere una Commissione che è evocata nello stesso ragionamento del presidente Grillo; per quello che riguarda, invece, il PD vorrei dire, in un breve elenco, che chiedo chiarezza per quanti politici sono stati colpiti dalla magistratura nella loro funzione. Chiarezza per Penati; chiarezza per Lucano; chiarezza per Soru; chiarezza per Bassolino; chiarezza per Lorenzetti; chiarezza per Catiuscia Marini; chiarezza per Roberto Racinaro, illustre rettore, indagato e arrestato ingiustamente; chiarezza per Fabio Sturani; chiarezza per Luciano D'Alfonso; chiarezza per il sottosegretario Barracciu; chiarezza per Franco Alfieri; chiarezza per l'onorevole Bonifazi; chiarezza per Luca Lotti; chiarezza per Piero Fassino indagato per turbativa d'asta per il Salone del Libro di Torino.

Ecco, in tutte queste indagini c'è un'azione non contro un reato, ma contro un politico che è indagato per la sua stessa funzione, dai rimborsi parlamentari finiti a Torino, a Genova come abbiamo visto (mi riferisco ai rimborsi regionali), ad una serie di indagini che sono del tutto estranee alla sostanza del fatto e attaccano un politico per una ragione che va interpretata nella Commissione che dovrà fare chiarezza, chiarezza per gli uomini del PD, colpiti politicamente (Il deputato Sgarbi cade in prossimità della sua postazione al termine del suo intervento)!

PRESIDENTE. È scivolato, onorevole Sgarbi? La soccorriamo…(Gli assistenti parlamentari prestano soccorso). Come va, onorevole Sgarbi? La portiamo in infermeria, per un controllo? Mi fa piacere che esca con le sue gambe. Onorevole Sgarbi, se ha bisogno…

Ordine del giorno della prossima seduta.

PRESIDENTE. Comunico l'ordine del giorno della prossima seduta.

Giovedì 22 aprile 2021 - Ore 9:

(ore 9, con votazioni non prima delle ore 14,30)

1. Discussione del Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII, n. 4).

Relatori: UBALDO PAGANO e PELLA, per la maggioranza; LUCASELLI, di minoranza.

(ore 16,30)

2. Seguito della discussione del disegno di legge:

Conversione in legge del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30, recante misure urgenti per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e interventi di sostegno per lavoratori con figli minori in didattica a distanza o in quarantena. (C. 2945-A?)

Relatori: MURA, per la XI Commissione; NOVELLI, per la XII Commissione.

La seduta termina alle 19,20.

SEGNALAZIONI RELATIVE ALLE VOTAZIONI EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Nel corso della seduta sono pervenute le seguenti segnalazioni in ordine a votazioni qualificate effettuate mediante procedimento elettronico (vedi Elenchi seguenti):

nelle votazioni nn. 4 e 5 la deputata Quartapelle Procopio ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 12 i deputati Madia e Stefani hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 13 i deputati De Maria e Maraia hanno segnalato che non sono riusciti ad esprimere voto contrario;

nella votazione n. 14 il deputato Maraia ha segnalato che non è riuscito ad esprimere voto contrario;

nelle votazioni nn. 14 e 27 il deputato Sgarbi ha segnalato che non è riuscito ad astenersi dal voto;

nella votazione n. 32 la deputata Bilotti ha segnalato che non è riuscita ad esprimere voto contrario.

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE MEDIANTE PROCEDIMENTO ELETTRONICO

INDICE ELENCO N. 1 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 1 AL N. 13)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
1 Nominale Ddl 2945-A - art. agg. 1.0204 410 407 3 204 52 355 81 Resp.
2 Nominale art. agg. 1.019 437 432 5 217 46 386 80 Resp.
3 Nominale art. agg. 1.018 449 446 3 224 50 396 80 Resp.
4 Nominale em. 2.201 444 442 2 222 54 388 79 Resp.
5 Nominale em. 2.73 437 428 9 215 45 383 78 Resp.
6 Nominale em. 2.34 434 429 5 215 48 381 78 Resp.
7 Nominale em. 2.33 405 402 3 202 48 354 78 Resp.
8 Nominale em. 2.112 404 395 9 198 47 348 78 Resp.
9 Nominale em. 2.111 387 382 5 192 44 338 77 Resp.
10 Nominale em. 2.36 403 390 13 196 41 349 77 Resp.
11 Nominale em. 2.113 390 380 10 191 38 342 78 Resp.
12 Nominale em. 2.35 347 340 7 171 31 309 89 Resp.
13 Nominale em. 2.116 386 379 7 190 41 338 86 Resp.

F = Voto favorevole (in votazione palese). - C = Voto contrario (in votazione palese). - V = Partecipazione al voto (in votazione segreta). - A = Astensione. - M = Deputato in missione. - T = Presidente di turno. - P = Partecipazione a votazione in cui é mancato il numero legale. - X = Non in carica.
Le votazioni annullate sono riportate senza alcun simbolo. Ogni singolo elenco contiene fino a 13 votazioni. Agli elenchi é premesso un indice che riporta il numero, il tipo, l'oggetto, il risultato e l'esito di ogni singola votazione.

INDICE ELENCO N. 2 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 14 AL N. 26)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
14 Nominale em. 2.61 391 385 6 193 41 344 86 Resp.
15 Nominale em. 2.200 437 434 3 218 57 377 84 Resp.
16 Nominale em. 2.102 414 410 4 206 46 364 83 Resp.
17 Nominale em. 2.117 410 406 4 204 48 358 83 Resp.
18 Nominale em. 2.106 415 408 7 205 42 366 83 Resp.
19 Nominale em. 2.37 435 429 6 215 46 383 83 Resp.
20 Nominale em. 2.109 433 429 4 215 47 382 83 Resp.
21 Nominale em. 2.120 430 425 5 213 48 377 82 Resp.
22 Nominale em. 2.107 424 417 7 209 44 373 82 Resp.
23 Nominale em. 2.108 425 423 2 212 45 378 82 Resp.
24 Nominale em. 2.30 419 417 2 209 45 372 82 Resp.
25 Nominale em. 2.39 421 418 3 210 44 374 81 Resp.
26 Nominale em. 2.41 416 410 6 206 43 367 81 Resp.


INDICE ELENCO N. 3 DI 3 (VOTAZIONI DAL N. 27 AL N. 33)
Votazione O G G E T T O Risultato Esito
Num Tipo Pres Vot Ast Magg Fav Contr Miss
27 Nominale em. 2.40 413 410 3 206 46 364 81 Resp.
28 Nominale em. 2.42 408 404 4 203 44 360 81 Resp.
29 Nominale em. 2.121 422 419 3 210 44 375 81 Resp.
30 Nominale em. 2.103 415 413 2 207 47 366 81 Resp.
31 Nominale em. 2.105 416 412 4 207 45 367 81 Resp.
32 Nominale em. 2.104 404 399 5 200 45 354 81 Resp.
33 Nominale em. 2.122 403 397 6 199 43 354 81 Resp.