XVI LEGISLATURA


Resoconto sommario dell'Assemblea

Seduta n. 30 di martedì 8 luglio 2008

Pag. V

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ANTONIO LEONE

La seduta comincia alle 10,35.

La Camera approva il processo verbale della seduta di ieri.

I deputati in missione sono sessanta.

Sull'ordine dei lavori.

FABIO EVANGELISTI (IdV). Richiamate le disposizioni di cui agli articoli 24 e 49 del Regolamento della Camera, ribadisce le motivazioni sottese alla contrarietà, manifestata dal suo gruppo nella Conferenza dei presidenti di gruppo, alla preannunziata decisione del Presidente di applicare, nell'ambito del vigente calendario, il contingentamento dei tempi alla fase successiva alla discussione sulle linee generali del cosiddetto lodo Alfano.

ANTONELLO SORO (PD). Nel lamentare la sostanziale rivoluzione in atto delle procedure parlamentari, che giudica fortemente lesiva delle prerogative del Parlamento, ricorda che in proposito il Presidente della Repubblica ha già interessato i Presidenti delle Camere sul possibile intasamento dei lavori parlamentari, atteso l'ennesimo inserimento nell'agenda dei lavori del cosiddetto lodo Alfano. Invita quindi il Presidente della Camera a svolgere in modo adeguato la sua funzione di garanzia nei confronti dell'attività posta in essere dall'opposizione.

BRUNO TABACCI (UdC). Nel sottolineare la rilevanza delle questioni sollevate dai deputati Soro ed Evangelisti, manifesta preoccupazione per una forzatura che rischia di subordinare il rispetto delle regole al perseguimento di interessi particolari. Auspica dunque un ripensamento al riguardo.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Riterrebbe opportuno che il Presidente della Camera rendesse note le ragioni sottese all'applicazione del contingentamento dei tempi di esame del disegno di legge recante disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti della alte cariche dello Stato.

PRESIDENTE. Precisa che gli aspetti di carattere regolamentare relativi al contingentamento dei tempi di esame del richiamato disegno di legge potranno essere affrontati dalla Giunta per il Regolamento, convocata per le 13 di oggi. In ordine alle questioni di natura strettamente politica, assicura che riferirà al Presidente della Camera, pur ricordando che la questione è stata già affrontata in sede di Conferenza dei presidenti di gruppo.

BENEDETTO DELLA VEDOVA (PdL). Giudicate particolarmente gravi e lesive della dignità parlamentare le dichiarazioni rese dal deputato Di Pietro, invita la Presidenza ad attivarsi affinché in futuro non abbiano a ripetersi analoghe intemperanze parlamentari.

PRESIDENTE. Assicura che riferirà al Presidente della Camera.

Pag. VI

Seguito della discussione del documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013 (doc. LVII, n. 1).

Nella seduta del 7 luglio 2008 è iniziata la discussione.

FRANCESCO NUCARA (Misto). Chiede che la Presidenza autorizzi la pubblicazione del testo del suo intervento in calce al resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. Lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.

FRANCO NARDUCCI (PD). Osserva che il DPEF in discussione, sul quale manifesta un orientamento nettamente contrario, delinea una strategia di politica economica inadeguata ad affrontare i problemi del Paese e particolarmente penalizzante per le fasce più deboli della popolazione. Ricorda, inoltre, che le predette misure comporteranno il peggioramento di un quadro economico che il precedente Esecutivo aveva contribuito a migliorare. Lamenta, in particolare, la riduzione degli stanziamenti destinati al Ministero degli affari esteri ed il conseguente ridimensionamento dei servizi resi agli italiani residenti all'estero. Evidenzia infine l'inasprimento della pressione fiscale che deriverà dalla manovra economica, in contrasto con le promesse fatte in campagna elettorale.

ROBERTO OCCHIUTO (UdC). Ribadisce preliminarmente che il suo gruppo eserciterà un'opposizione non pregiudiziale, sostenendo tutte le iniziative volte a soddisfare i reali interessi dei cittadini e contribuendo a ricercare, attraverso una corretta dialettica parlamentare, ogni possibile soluzione ai gravi problemi che affliggono il Paese. In tale ottica, auspica che anche la Presidenza della Camera si attivi affinché il Parlamento, respinte le logiche della ricerca del consenso e del rifiuto di un serio confronto, che sembrano ispirare l'azione del Governo, possa discutere con il necessario approfondimento la manovra di finanza pubblica per il prossimo triennio. Manifesta, quindi, contrarietà al documento di programmazione economico-finanziaria in discussione, complessivamente caratterizzato dalla mancanza di un approccio strutturale ai problemi della crescita dell'economia italiana e della difesa dei redditi delle famiglie.

ROSA MARIA VILLECCO CALIPARI (PD). Espresso, anche a nome del suo gruppo, un giudizio nettamente critico, dal punto di vista del metodo e del merito, sulla manovra economico-finanziaria predisposta dal Governo, lamenta che sono state stravolte le regole che disciplinano la sessione di bilancio e, di conseguenza, risultano fortemente lese le prerogative parlamentari. Richiama quindi le principali ragioni di contrarietà al documento in discussione, che non affronta il nodo del recupero del potere di acquisto dei salari, ma, al contrario, aumenta la pressione fiscale e riduce gli investimenti, penalizzando in modo particolare il comparto della difesa.

ROBERTO ROLANDO NICCO (Misto-Min.ling.). Giudicato positivamente il tentativo di introdurre una diversa impostazione della sessione di bilancio, con l'anticipazione di larga parte della manovra, concorda sui principali obiettivi del documento in discussione, come il pareggio di bilancio nel 2011, il contrasto alla speculazione finanziaria ed il riassetto della pubblica amministrazione. Esprime, altresì, perplessità per la mancata riduzione della pressione fiscale e per le disposizioni inserite negli allegati sui trasporti ed infrastrutture, peraltro in assenza di un'adeguata concertazione con le regioni. Preannunzia, infine, che la sua componente politica si riserva di valutare la posizione da assumere sulla base dei chiarimenti che saranno forniti in merito ai rilievi formulati.

GIANPIERO BOCCI (PD). Nel rilevare il carattere contraddittorio, rispetto al programma elettorale della maggioranza, delle misure contenute nel documento diPag. VIIprogrammazione economico-finanziaria in discussione, preannunzia che il suo gruppo esprimerà su di esso un voto contrario, anche in considerazione dell'assoluta mancanza di una complessiva strategia politica volta a dare risposta alla domanda di rilancio delle infrastrutture trasportistiche e, in particolare, di un serio piano aeroportuale, di investimenti per interventi infrastrutturali nel Mezzogiorno, nonché di una riforma del trasporto pubblico locale atta ad evitare la congestione della rete viaria.

AMEDEO LABOCCETTA (PdL). Dichiarata la sostanziale disponibilità ad accogliere eventuali proposte migliorative dell'opposizione al testo in discussione, purché coerenti con i vincoli europei e con le linee di politica economica del Governo, rileva la difficoltà e la complessità del quadro macroeconomico in atto, anche alla luce del contesto sovranazionale e delle responsabilità imputabili al Governo Prodi, attesa la formale inesistenza del cosiddetto extragettito. Sottolinea quindi la necessità di ridare fiducia al sistema economico nazionale e di avviare una profonda riforma della pubblica amministrazione, in grado di aumentare l'efficienza anche tramite l'eliminazione degli sprechi e la riduzione delle spese pubbliche.

MARIO CAVALLARO (PD). Nell'osservare preliminarmente che il DPEF in discussione, sul quale esprime un giudizio negativo, delinea sostanzialmente obiettivi generici, senza peraltro individuare soluzioni concrete ai problemi del Paese, lamenta la inadeguatezza degli interventi prospettati in materia di giustizia, nonché l'assenza di investimenti nel comparto della sicurezza e la mancata previsione della riforma delle professioni.

GIAN LUCA GALLETTI (UdC). Nel manifestare preoccupazione per i contenuti sia del documento di programmazione economico-finanziaria in discussione sia del provvedimento d'urgenza all'esame del Parlamento, che anticipa larga parte della manovra finanziaria riferita al prossimo triennio, giudica condivisibile l'obiettivo del pareggio di bilancio entro il 2013; evidenzia tuttavia la necessità che tale risultato sia conseguito, in difformità dall'impostazione che caratterizza la manovra di finanza pubblica predisposta dall'Esecutivo, mediante una coraggiosa politica di riduzione delle imposte e di sostegno agli investimenti in conto capitale, finalizzata ad attivare un circolo virtuoso in grado di determinare una crescita del PIL nazionale e di evitare un ulteriore arretramento dell'Italia rispetto agli altri Paesi europei.

ELISABETTA ZAMPARUTTI (PD). Nel manifestare l'apprezzamento dei deputati radicali eletti nel Partito Democratico per l'anticipo della manovra economica e per il conseguimento dell'obiettivo del pareggio di bilancio nel triennio, osserva che gli interventi delineati non prevedono la diminuzione della pressione fiscale e lo stanziamento di risorse a favore della ripresa economica. Richiama quindi gli aspetti di maggiore criticità presenti nel testo, sottolineando la necessità di affrontare adeguatamente la questione dell'occupazione femminile e di prevedere l'innalzamento dell'età pensionabile al fine di potenziare le strutture sociali al servizio della persona.

LINDA LANZILLOTTA (PD). Giudica negativamente i contenuti del documento di programmazione economico-finanziaria, privo di una complessiva visione strategica e di misure relative a riforme e liberalizzazioni necessarie per la crescita dell'economia italiana. Osserva inoltre che nel predetto documento non viene prospettata la promessa riduzione della pressione fiscale né si prevedono adeguate misure a favore del Mezzogiorno, della scuola e del comparto sicurezza. Stigmatizza altresì gli interventi relativi alla pubblica amministrazione, di cui pure il suo gruppo auspica la riforma, che rischiano di intaccare in modo indiscriminato le retribuzioni dei pubblici dipendenti. Esprime inoltre un giudizio critico sul tentativo di innovazione delle procedure proprie della sessione di bilancio, cui conPag. VIIIsegue una sostanziale deresponsabilizzazione delle diverse amministrazioni. Giudica, infine, impossibile, stante le prospettive indicate nella manovra economica, l'introduzione di una riforma in senso federale del sistema fiscale.

MARCO BELTRANDI (PD). Rileva preliminarmente la duplice anomalia consistente nella compressione del ruolo del Parlamento e nello svuotamento del significato del documento di programmazione economico-finanziaria, dovuto alla contestuale predisposizione dei provvedimenti attuativi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI

MARCO BELTRANDI (PD). Nel manifestare preoccupazione per le misure recate dal provvedimento d'urgenza che anticipa una parte consistente della manovra finanziaria, segnatamente per i tagli nei settori della difesa, dell'interno e della giustizia, preannunzia il voto contrario del suo gruppo sulla risoluzione di approvazione del DPEF in discussione.

MAURIZIO LUPI (PdL). Sottolineata la necessità di un confronto costruttivo di merito tra le forze parlamentari sui problemi reali del Paese, manifesta apprezzamento per la decisione di anticipare la manovra economica tramite la presentazione del DPEF in discussione. Nel ritenere che i provvedimenti delineati rechino misure idonee a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2011, anche attraverso una riduzione della spesa pubblica ed una semplificazione della burocrazia, richiama i punti cardine dell'azione di Governo - quali il federalismo fiscale, lo sviluppo delle imprese e della rete infrastrutturale, nonché l'attenzione costante al tema della famiglia - auspicando che lo stesso possa raggiungere concretamente tali obiettivi con un'adeguata capacità decisionale.

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione.
Avverte che sono state presentate le risoluzioni Baretta n. 6-00001, Di Pietro n. 6-00002, Lo Monte n. 6-00003, Cicchitto n. 6-00004 e Galletti n. 6-00005.

GABRIELE TOCCAFONDI (PdL), Relatore per la maggioranza. Giudica non condivisibili le critiche rivolte alla contestuale presentazione del DPEF e di un decreto-legge che anticipa larga parte della manovra economica, atteso che tale procedura rappresenta una innovazione positiva. Ricorda inoltre che il documento in discussione si colloca in una linea di continuità con gli impegni assunti dal precedente Governo, anche in sede europea, e conferma il tasso di inflazione programmata già previsto nel DPEF dello scorso anno. Sottolinea, infine, che il prioritario obiettivo di ridurre il deficit dei conti pubblici costituisce il presupposto indispensabile per la successiva attuazione di misure di carattere espansivo.

PIER PAOLO BARETTA (PD), Relatore di minoranza. Rileva che il dibattito sul documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013 non ha fugato le preoccupazioni manifestate dai gruppi dell'opposizione in merito allo scarto tra i problemi del Paese e le opzioni di politica economica del Governo. In particolare, ritiene inidonea a rilanciare l'economia la scelta di affrontare soltanto il problema del deficit di bilancio, operando tagli nei settori «sensibili» della sicurezza, del Sud e della finanza locale, omettendo di prevedere interventi in favore della crescita e della salvaguardia del potere d'acquisto delle famiglie e senza assegnare carattere prioritario alla riduzione delle imposte e alla fissazione di un adeguato tasso di inflazione programmata.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Nel ringraziare i deputati intervenuti nella discussione, ritiene che, rispetto al passato, il documento in esame sia più conciso e rechi misure immediatamente realizzabili, manifestando peraltro soddisfazione per la sostanziale condivisione dell'obiettivo delPag. IXpareggio di bilancio entro il 2011. Richiamati quindi i dati relativi alla problematicità della situazione economica internazionale, sottolinea la necessità di avviare un serio processo di riduzione della spesa pubblica e, al contempo, di adottare oculate misure di rilancio dell'economia. Osservato infine che la riduzione dei livelli di tassazione dipenderà dalle aspettative relative all'auspicato sviluppo economico del Paese, ricorda che il tasso di inflazione programmata è calibrato sulla base delle aspettative reali. Esprime infine rammarico per il lavoro intenso cui è sottoposto il Parlamento a causa della presentazione di provvedimenti che, tuttavia, giudica urgenti e non rinviabili.

PRESIDENTE. Rinvia il seguito del dibattito al prosieguo della seduta.

La seduta, sospesa alle 13,15, è ripresa alle 17,10.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE GIANFRANCO FINI

I deputati in missione alla ripresa pomeridiana della seduta sono sessantuno.

Sull'ordine dei lavori e per richiami al Regolamento.

PRESIDENTE. In risposta ai rilievi critici avanzati in ordine all'operato della Presidenza della Camera per quanto riguarda l'anticipo dell'esame del disegno di legge in materia di sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato, segnatamente con riferimento al fatto che la modifica del calendario dei lavori richiesta dal Governo sia stata disposta dal Presidente in assenza della prescritta maggioranza dei tre quarti dei componenti la Conferenza dei presidenti di gruppo, nonché con riferimento alla ristrettezza dei tempi di esame, ricorda che il Regolamento attribuisce espressamente al Governo la facoltà di indicare proposte di modifica al calendario dei lavori dell'Assemblea e che per tali proposte si applica la stessa procedura prevista con riferimento all'adozione del calendario per la quale, in assenza della prescritta maggioranza dei tre quarti, provvede il Presidente della Camera. Ricordati altresì i numerosi precedenti in materia, precisa che, nel caso in specie, ha registrato gli orientamenti maggioritari in seno alla Conferenza dei presidenti di gruppo ed ha conseguentemente rimodulato il calendario dei lavori, con riserva di riconvocare la Conferenza dei presidenti di gruppo, con ciò escludendo qualsiasi violazione sia del Regolamento sia della prassi applicativa.
In merito alla questione della ristrettezza dei tempi di esame in Commissione del disegno di legge n. 1442, rileva che il Regolamento prevede espressamente che il termine di due mesi dall'inizio dell'esame in sede referente per l'inserimento dell'argomento in Assemblea possa essere derogato qualora la Commissione abbia già concluso l'esame ovvero su accordo unanime della Conferenza dei presidenti di gruppo.
Richiama infine le ragioni per le quali la Presidenza ritiene di dover confermare, anche alla luce delle determinazioni della Giunta per il Regolamento, riunitasi questa mattina, nonché sulla base dei precedenti e della prassi consolidata, il contingentamento dei tempi del dibattito relativo al disegno di legge in materia di sospensione dei processi penali per le alte cariche dello Stato. Avverte infine che la Conferenza dei presidenti di gruppo è nuovamente convocata per le 18,30 di oggi per procedere ad ulteriori riflessioni in merito al contingentamento dei tempi, pur respingendo qualsiasi ipotesi di presunta lesione, nella decisione adottata dalla Presidenza, delle prerogative parlamentari.

DARIO FRANCESCHINI (PD). Esprime stupore per il modo burocratico con il quale il Presidente ha assunto una decisione implicante gravi conseguenze politiche e che rappresenta una brutta pagina nella storia del Parlamento. Nel ritenere altresì che il cosiddetto lodo Alfano sia inPag. Xcontrasto con lo spirito che ha animato i padri costituenti, lamenta che il Presidente, venendo meno al suo ruolo di garanzia, ha compiuto una scelta strumentale alla volontà del Governo di introdurre nell'ordinamento una norma che rappresenta - a suo giudizio - un'inaccettabile forzatura, peraltro prevedendo tempi di esame eccessivamente ristretti rispetto alla rilevanza della materia oggetto del predetto provvedimento.

PIER FERDINANDO CASINI (UdC). Nell'auspicare che prevalga uno spirito di reciproca lealtà, rileva che dal punto di vista politico la maggioranza si è assunta la responsabilità della scelta - peraltro a suo giudizio non condivisibile - di considerare prioritaria la calendarizzazione del cosiddetto lodo Alfano. Giudica altresì corretta sul piano regolamentare la decisione assunta dalla Presidenza in ordine alla procedura da seguire per l'esame del medesimo provvedimento.

MASSIMO DONADI (IdV). Nel prendere atto che l'avvio della legislatura ha visto la maggioranza impegnata esclusivamente su provvedimenti legati alle esigenze patrimoniali e giudiziarie del Presidente del Consiglio, ritiene che la decisione di esaminare immediatamente il cosiddetto lodo Alfano costituisca un colpo di mano, del quale invita la maggioranza ad assumersi la responsabilità. Stigmatizzato inoltre lo stravolgimento del calendario dei lavori dell'Assemblea al solo fine di tutelare il Presidente del Consiglio, ritiene che il Presidente della Camera abbia compiuto una scelta di parte; preannunzia pertanto iniziative della sua parte politica volte a contrastare - in Parlamento e nel Paese - l'approvazione del predetto provvedimento.

ITALO BOCCHINO (PdL). Ritiene che il deputato Franceschini abbia reso affermazioni offensive nei confronti del Presidente della Camera, il quale ha applicato il disposto regolamentare sulla base della prassi e dei precedenti. Ricordato altresì che rientra tra le prerogative del Governo proporre modifiche del calendario dei lavori dell'Assemblea, rileva che l'operato dell'opposizione è condizionato dall'atteggiamento delle sue frange più estreme, che appare ispirato al cosiddetto antiberlusconismo.

ROBERTO COTA (LNP). Ritiene che il cosiddetto lodo Alfano debba essere affrontato con celerità, rilevando che le strumentali polemiche sollevate dall'opposizione tendono a sviare l'attenzione dalle reali esigenze del Paese, quali le necessarie misure per restituire il potere d'acquisto ai salari o per garantire la sicurezza dei cittadini. Richiama, quindi, la proposta emendativa presentata dal suo gruppo volta ad istituire un Fondo speciale per garantire alle Forze dell'ordine la possibilità di operare secondo i principi contenuti nel decreto-legge in materia di sicurezza.

FABIO EVANGELISTI (IdV). Richiamati gli articoli 24 e 49 del Regolamento, ricorda talune affermazioni rese in passato dal Ministro Vito, che suffragano le tesi sostenute oggi dall'opposizione. Ribadisce, altresì, le ragioni per le quali ritiene che, nell'ambito del vigente calendario dei lavori dell'Assemblea, non si dovrebbe applicare al cosiddetto lodo Alfano il contingentamento dei tempi di esame nella fase successiva alla discussione sulle linee generali.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Parlando per un richiamo al Regolamento, auspica che nell'imminente riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo il Presidente della Camera riconsideri le decisioni assunte relativamente al cosiddetto lodo Alfano, anche alla luce della pronunzia della Corte costituzionale su analogo provvedimento approvato in passato dal Parlamento.

PRESIDENTE. Osserva che dalla comunicazione precedentemente resa risulta chiaramente che la Presidenza non ha in alcun modo leso i diritti dell'opposizione né espropriato la Camera delle sue prerogative,Pag. XIma si è attenuta ad un criterio di assoluta imparzialità. Rileva altresì il carattere politico dei rilievi formulati dal deputato Franceschini, che ritiene assolutamente non giustificati dalle proprie decisioni.

Seguito della discussione del documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni 2009-2013 (doc. LVII, n. 1).

Nella parte antimeridiana della seduta si è conclusa la discussione ed hanno avuto luogo le repliche.

PRESIDENTE. Avverte che la risoluzione Lo Monte n. 6-00003 è stata ritirata dai presentatori e che è stata presentata una nuova formulazione della risoluzione Cicchitto n. 6-00004.

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Accetta la risoluzione Cicchitto n. 6-00004 (Nuova formulazione).

(Dichiarazioni di voto)

BRUNO TABACCI (UdC). Rileva il sostanziale svuotamento della discussione sul documento di programmazione economico-finanziaria in esame, sul quale esprime forti perplessità in quanto privo di misure idonee a favorire lo sviluppo economico del Paese ed un'effettiva riduzione della spesa pubblica.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ROSY BINDI

BRUNO TABACCI (UdC). Dichiara, quindi, il voto contrario del suo gruppo sulla risoluzione di approvazione del DPEF.

MAURIZIO FUGATTI (LNP). Manifestato apprezzamento per la decisione di anticipare la manovra economica tramite la presentazione del DPEF in esame, che reca misure idonee a raggiungere il pareggio del bilancio nel 2011, giudica condivisibili gli interventi volti a diminuire la tassazione nei confronti delle famiglie e delle imprese. Esprime, quindi, soddisfazione per la preannunciata riforma in senso federale del sistema fiscale, che da tempo ha connotato l'azione della sua parte politica.

Decorrono da questo momento i termini regolamentari di preavviso per eventuali votazioni elettroniche.

RENATO CAMBURSANO (IdV). Ribadito il giudizio fortemente critico sul DPEF in esame, che non affronta i nodi fondamentali della bassa crescita del Paese e della caduta verticale del potere d'acquisto dei salari, rileva l'evidente penalizzazione delle famiglie derivante dalla fissazione dell'inflazione programmata all'1,7 per cento. Manifesta, in particolare, un orientamento contrario alle misure contenute nel documento che si traducono in tagli ai comparti dell'istruzione, della giustizia e della sicurezza.

CARMELO LO MONTE (Misto-MpA). Nel ricordare la difficile congiuntura economica in atto nel Paese, sottolinea la necessità di prevedere più incisivi interventi volti al potenziamento infrastrutturale del Mezzogiorno, auspicando altresì l'avvio di un tavolo di consultazione permanente tra le forze di maggioranza. Dichiara, infine, il voto favorevole della sua componente politica sulla risoluzione accettata dal Governo.

MICHELE VENTURA (PD). Nel ritenere che gli interventi delineati nel DPEF non rispondono alle reali priorità del Paese, riguardanti lo sviluppo economico ed il potere d'acquisto dei redditi di lavoratori e pensionati, considera inaccettabile la fissazione dell'inflazione programmata all'1,7 per cento. Espressa, quindi, preoccupazione per la caduta degli investimenti nel medio periodo, giudica contraddittori con gli obiettivi del Governo i tagli delle risorse del comparto sicurezza.

Pag. XII

GIULIANO CAZZOLA (PdL). Nel ritenere che la contestuale presentazione del documento di programmazione economico-finanziaria e della manovra di finanza pubblica rappresentino la realizzazione del processo di innovazione promesso al Paese in campagna elettorale dall'attuale Esecutivo, a seguito del quale si raggiunge l'obiettivo del pareggio del bilancio, osserva che le scelte compiute dal Governo valorizzano il ruolo del DPEF, rendendone credibili le finalità, con ciò rispondendo alle critiche espresse in precedenza in ordine allo «scollegamento» esistente tra DPEF e manovra di finanza pubblica. Dichiara, infine, a nome del suo gruppo, voto favorevole sulla risoluzione presentata dalla maggioranza ed accettata dal Governo.

PRESIDENTE. Avverte che è stata chiesta la votazione nominale.

La Camera, con votazione nominale elettronica, approva la risoluzione Cicchitto n. 6-00004 (Nuova formulazione).

PRESIDENTE. Avverte che si intendono conseguentemente precluse le restanti risoluzioni presentate.

Seguito della discussione delle mozioni Vico n. 1-00007, Raisi n. 1-00020, Polledri n. 1-00021 e Anna Teresa Formisano n. 1-00022: Iniziative in materia di marchio d'origine ed etichettatura dei prodotti.

Nella seduta del 7 luglio 2008 si è svolta la discussione sulle linee generali.

PAOLO ROMANI, Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Esprime parere favorevole sulle mozioni Vico n. 1-00007 e Raisi n. 1-00020, nonché sulle mozioni Polledri n. 1-00021 e Anna Teresa Formisano n. 1-00022, purché riformulate.

MASSIMO POLLEDRI (LNP) e ANNA TERESA FORMISANO (UdC). Accettano le riformulazioni dei rispettivi documenti di indirizzo proposte dal rappresentante del Governo.

(Dichiarazioni di voto)

ANNA TERESA FORMISANO (UdC) e MASSIMO POLLEDRI (LNP). Chiedono che la Presidenza autorizzi la pubblicazione del testo della rispettive dichiarazioni di voto in calce al resoconto della seduta odierna.

ENZO RAISI (PdL) e LUDOVICO VICO (PD). Si riservano di consegnare eventualmente il testo scritto delle rispettive dichiarazioni di voto, che chiedono sia pubblicato in calce al resoconto della seduta odierna.

PRESIDENTE. Lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti.

La Camera, con votazioni nominali elettroniche, approva le mozioni Vico n. 1-00007, Raisi n. 1-00020, Polledri n. 1-00021, nel testo riformulato, e Anna Teresa Formisano n. 1-00022, nel testo riformulato.

Nuova convocazione della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi per la sua costituzione.

PRESIDENTE. Comunica che, nella seduta di mercoledì 25 giugno 2008, la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi non ha potuto procedere alla propria costituzione.
D'intesa con il Presidente del Senato, la predetta Commissione è stata pertanto nuovamente convocata per giovedì 10 luglio 2008, alle 8,30.

Nuova convocazione della Delegazione presso l'Assemblea parlamentare della NATO per la sua costituzione.

PRESIDENTE. Comunica che, nella seduta di giovedì 26 giugno 2008, la DelegazionePag. XIIIpresso l'Assemblea parlamentare della NATO non ha potuto procedere alla propria costituzione.
D'intesa con il Presidente del Senato, la predetta Delegazione è stata pertanto nuovamente convocata per giovedì 10 luglio 2008, alle 8,30.

Sull'ordine dei lavori.

GIANCARLO LEHNER (PdL). Chiede all'Assemblea un segnale di solidarietà a seguito dell'atto vandalico compiuto a Levico Terme contro un monumento intitolato alle vittime italiane del comunismo e delle foibe.

ROBERTO GIACHETTI (PD). Precisa che, a differenza di quanto sostenuto dal Presidente della Camera, nel corso del dibattito incidentale precedentemente svoltosi sono state formulate osservazioni di carattere regolamentare e non solo politico.

PRESIDENTE. Assicura che riferirà al Presidente della Camera le osservazioni dei deputati Lehner e Giachetti.
Avverte altresì che lo schema recante la ripartizione dei tempi per l'esame del disegno di legge n. 1442 sarà pubblicato in calce al resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno della seduta di domani.

PRESIDENTE. Comunica l'ordine del giorno della seduta di domani:

Mercoledì 9 luglio 2008, alle 15.

(Vedi resoconto stenografico pag. 67).

La seduta termina alle 19,30.