ATTO SENATO

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA   4/02113

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Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 19
Seduta di annuncio: 307 del 22/05/2025
Firmatari
Primo firmatario: ALOISIO VINCENZA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 22/05/2025
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
PIRONDINI LUCAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
LOPREIATO ADAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
FLORIDIA BARBARAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
NATURALE GISELLAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
NAVE LUIGIMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
GAUDIANO FELICIAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
CATALDI ROBERTOMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025
GUIDOLIN BARBARAMOVIMENTO 5 STELLE22/05/2025


Destinatari
Ministero destinatario:
  • PROTEZIONE CIVILE E LE POLITICHE DEL MARE
Attuale delegato a rispondere: PROTEZIONE CIVILE E LE POLITICHE DEL MARE delegato in data 22/05/2025
Stato iter:
19/12/2025
Partecipanti allo svolgimento/discussione
RISPOSTA GOVERNO19/12/2025
MUSUMECI NELLOMINISTRO SENZA PORTAFOGLIO  - ( PROTEZIONE CIVILE E LE POLITICHE DEL MARE )
Fasi iter:

RISPOSTA PUBBLICATA IL 19/12/2025

CONCLUSO IL 19/12/2025

Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02113
presentata da
VINCENZA ALOISIO
giovedì 22 maggio 2025, seduta n.307

ALOISIO, PIRONDINI, LOPREIATO, FLORIDIA Barbara, NATURALE, NAVE, GAUDIANO, CATALDI, GUIDOLIN - Al Ministro per la protezione civile e le politiche del mare - Premesso che:

i Campi Flegrei sono una caldera di circa 13 chilometri di diametro, costituita da una vasta depressione di origine vulcanica che si è formata a seguito di grandi eruzioni esplosive avvenute nel passato, di cui si conservano ancora evidenze nel paesaggio. Questa caldera attualmente si presenta come un sistema altamente attivo, dove la presenza di fumarole, sorgenti termali, anomalie di pressione e sismicità di diversa natura testimoniano che il magma e i gas magmatici sono presenti e in movimento sotto la superficie;

i Campi Flegrei costituiscono uno dei più complessi e pericolosi sistemi vulcanici attivi del pianeta, unitamente al Vesuvio, rappresentando una sfida di natura scientifica, tecnica e gestionale di fondamentale importanza per la sicurezza della popolazione residente nell'area metropolitana di Napoli e delle zone circostanti. Nonostante l'attività di monitoraggio sia stata intensificata nel corso degli ultimi anni, la rete presenta ancora lacune in termini di copertura;

in data 11 maggio 2025, il Ministro dell'università e della ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato un decreto che ripartisce la nuova annualità del fondo per gli enti di ricerca, prevedendo uno stanziamento complessivo di 94 milioni di euro. In particolare, sono stati stanziati 6 milioni di euro per l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, risorse destinate a rafforzare le infrastrutture di ricerca per il monitoraggio in tempo reale dei segnali sismici e lo studio dei terremoti;

a seguito dello stanziamento, il Ministro ha dichiarato alla stampa: "i nostri Enti di Ricerca sono gioielli, un vanto per l'Italia, un riferimento scientifico a livello internazionale. Noi abbiamo la responsabilità di far sì che queste eccellenze possano crescere e proseguire nel percorso intrapreso. È necessario poter garantire risorse per nuovi progetti, finanziare infrastrutture sempre più complesse, sostenere le tecnologie più avanzate. Il nuovo finanziamento di 94 milioni del Fondo dell'edilizia e di ammodernamento delle infrastrutture di ricerca va in questa direzione";

tuttavia, al netto di quella che agli interroganti appare propagandistica comunicazione governativa, occorre precisare che tali fondi, sebbene siano stati ufficialmente assegnati, non costituiscono un intervento straordinario o emergenziale, bensì rientrano nelle risorse ordinarie previste dalla legge di bilancio per il 2021 e assegnate annualmente. Ciò significa che il potenziamento di cui si parla non rappresenta una risposta politica coraggiosa, ma la normale gestione delle risorse pubbliche per un sistema che, per sua stessa natura, richiede investimenti costanti e adeguati a mantenere gli standard di sicurezza e di monitoraggio richiesti;

il rischio, quindi, è che si continui a considerare l'operazione come un mero adempimento amministrativo, senza affrontare in modo strutturale le criticità. È necessario, invece, che si passi da una logica di interventi puntuali e di breve termine a una strategia di potenziamento. Si ritiene, dunque, fondamentale che si passi da un approccio reattivo a uno scientifico, investendo maggiormente nella ricerca, con una pianificazione che garantisca risorse stabili e durature nel tempo, per migliorare la gestione del rischio, capace di rispondere con efficienza e tempestività alle emergenze, minimizzando così i rischi per la vita umana e il patrimonio culturale e naturale di quest'area;

inoltre, la vulnerabilità di molte delle strutture edilizie presenti nella zona impone l'adozione di un approccio integrato, che coinvolga non solo il monitoraggio continuo e avanzato del sistema vulcanico, ma anche interventi strutturali e di miglioramento della resilienza degli edifici e del territorio. Più specificamente, urge una massiccia ricognizione approfondita delle costruzioni presenti, realizzando un'indagine sistematica che coinvolga più livelli di analisi: dalla mappatura delle deformazioni del suolo e delle faglie attive, fino alla valutazione accurata della vulnerabilità strutturale degli edifici;

dunque, è fondamentale intervenire sul patrimonio edilizio, rafforzando le strutture più vulnerabili e migliorando la loro capacità di resistere a eventi sismici e a deformazioni del suolo, partendo dagli edifici ad alta priorità di intervento: quelli storici, pubblici, scolastici, sanitari e residenziali più datati o costruiti in modo non conforme alle normative antisismiche;

considerato che, a parere degli interroganti, un elemento chiave per la sicurezza dell'area è la formazione e la sensibilizzazione della popolazione: è necessario, pertanto, implementare programmi di educazione civica sul rischio vulcanico e sismico, organizzare esercitazioni periodiche di evacuazione e rafforzare le capacità di risposta delle istituzioni pubbliche e, sul fronte gestionale, soprattutto migliorare le capacità di analisi e di comunicazione delle istituzioni preposte, atteso che le ultime esercitazioni hanno palesato una gestione del tutto insufficiente, coinvolgendo un numero risibile di cittadini,

si chiede di sapere:

quali siano le strategie e le azioni concrete che il Ministro in indirizzo intenda adottare nel breve e nel lungo termine per potenziare il sistema di monitoraggio dei Campi Flegrei e quali piani di investimento siano previsti per il loro miglioramento e ampliamento;

quali interventi di rafforzamento e messa in sicurezza siano stati pianificati e quali siano in corso di realizzazione per gli edifici storici, pubblici e privati nelle zone a maggiore rischio di instabilità o di danno in caso di crisi vulcanica;

quali iniziative di formazione e sensibilizzazione della popolazione siano state attuate o siano in programma per aumentare la consapevolezza del rischio e migliorare la risposta collettiva in caso di emergenza;

quali strumenti di collaborazione internazionale o di partecipazione a programmi europei siano stati attivati per reperire fondi, condividere best practice e tecnologie innovative nella gestione del rischio vulcanico.

(4-02113)


Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 123.
all'Interrogazione a risposta scritta 4-02113

Risposta. - A fronte dell'intensificarsi del fenomeno bradisismico nell'area dei Campi Flegrei e nell'ottica di un rafforzamento delle azioni di prevenzione svolte dal sistema nazionale della protezione civile, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 5 ottobre 2023, ha adottato il decreto-legge n. 140 del 2023, successivamente convertito con modificazioni dalla legge n. 183 del 2023. Il provvedimento normativo ha previsto, in primo luogo, la predisposizione di un piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate direttamente interessate dal fenomeno bradisismico e delle conoscenze sulla pericolosità locale, rivolto al patrimonio edilizio pubblico e privato, finalizzato a supportare strategie di riqualificazione sismica dell'edilizia esistente e ad individuare priorità di intervento sul patrimonio privato e pubblico. Il piano straordinario è stato approvato il 26 febbraio 2024 con decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare e si compone di misure di prevenzione strutturale e non strutturale, secondo una precisa strategia di potenziamento delle conoscenze e riduzione della vulnerabilità del costruito: a) uno studio di microzonazione sismica di livello 3; b) un'analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia privata, finalizzata all'individuazione di idonee misure di mitigazione e alla stima del relativo fabbisogno finanziario; c) un'analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia pubblica e, all'esito, un primo piano di misure per la mitigazione; d) un programma di implementazione del monitoraggio sismico e delle strutture.

Relativamente allo studio di microzonazione sismica, il piano assegna, da un lato, alla Regione Campania il compito di affidare l'incarico per l'espletamento delle indagini geotecniche e geofisiche nel territorio dei tre comuni e, dall'altro, ai Comuni quello di affidare a professionisti esterni la redazione degli studi relativi alle indagini. Le attività di monitoraggio, coordinamento e verifica della qualità degli studi nonché l'esecuzione di indagini o elaborazioni di particolare difficoltà tecnica o importanza sono affidate ai centri di competenza CNR-IGAG e INGV.

Per quanto concerne l'analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia privata, sono state previste due fasi ricognitive della vulnerabilità. Una prima ricognizione preliminare delle caratteristiche edilizie, classificazione della vulnerabilità speditiva con individuazione delle aree da sottoporre ad approfondimenti conoscitivi (fase 1), e una ricognizione di dettaglio delle caratteristiche edilizie e costruttive degli edifici da sottoporre a sopralluogo di dettaglio (scheda CARTIS-edificio) (fase 4), previa acquisizione delle istanze dei cittadini per i sopralluoghi di dettaglio (fase 3). Il piano prevede che gli esiti delle valutazioni di vulnerabilità (fase 6) siano trasmessi ai cittadini. La prima ricognizione, terminata nel mese di giugno 2024, in anticipo rispetto alle previsioni del piano, ha portato alla schedatura di 9.078 edifici ordinari e all’elaborazione di una mappa areale che fornisce la probabilità di concentrazione di edifici vulnerabili all'interno di celle di 250 metri di lato. I risultati dell'analisi a scala territoriale sono stati successivamente trasmessi dal Dipartimento della protezione civile ai tre Comuni e alla Regione alla fine del mese di ottobre 2024 allo scopo di avviare con celerità la seconda ricognizione, nelle more di uno stanziamento dedicato alla riqualificazione sismica dell'edilizia ordinaria.

Successivamente, la legge n. 207 del 2024 ha disposto lo stanziamento di 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2025 al 2029 per la concessione di contributi a favore di interventi di riqualificazione sismica del patrimonio edilizio ad uso residenziale dell'area dei Campi Flegrei (detta zona d'intervento) a maggiore vulnerabilità. Tali contributi, nell'ambito delle risorse stanziate pari a 100 milioni di euro, sono concessi nel limite massimo del 50 per cento del costo da sostenere e ritenuto ammissibile. Gli esiti delle analisi di vulnerabilità, previsti dalla norma come propedeutici alla richiesta di contributo, sono connessi ai sopralluoghi di approfondimento conoscitivo sugli edifici privati (avviati a marzo 2025 e conclusi il 12 settembre). Complessivamente sono state presentate dai cittadini 1.372 istanze di sopralluogo, delle quali circa due terzi ricadenti in celle ad alta e media concentrazione di edifici vulnerabili.

Anche con riguardo alla misura relativa all’"analisi della vulnerabilità sismica dell'edilizia pubblica e primo piano di misure per la relativa mitigazione", il piano straordinario prevede diverse fasi connesse alla realizzazione di un programma di verifiche tecniche degli edifici di proprietà pubblica non dotati di tale verifica e alla definizione e realizzazione di un primo e secondo programma di interventi, con priorità per gli edifici scolastici e per gli edifici ospitanti minori. Con l'adozione del successivo decreto-legge n. 76 del 2024 sono state previste modifiche alla disciplina della misura, in ragione del trasferimento delle competenze relative all'attuazione degli interventi del primo e del secondo programma del decreto-legge n. 140 del 2023 nell'alveo delle competenze di un commissario straordinario, cui sono stati conferiti poteri straordinari per l'attuazione di programmi di interventi urgenti di riqualificazione sismica degli edifici pubblici nell'area dei Campi Flegrei. È rimasta invece in capo al Dipartimento della protezione civile l'attuazione del piano di verifiche sismiche previsto dal piano straordinario, a supporto della definizione degli ulteriori programmi di intervento da parte del commissario straordinario. Per quanto attiene alle verifiche tecniche degli edifici pubblici, che ammontano complessivamente a 92, alla data del 15 settembre 2025 sono state consegnate 44 verifiche tecniche (di cui 25 incluse nell'elenco delle 26 verifiche prioritarie individuate dal commissario straordinario) in corso di istruttoria come previsto dal piano straordinario.

Con riferimento alle attività di monitoraggio sismico e delle strutture in area flegrea finalizzate ad acquisire dati sullo scuotimento del suolo e sul comportamento degli edifici, le attività condotte dal Dipartimento riguardano il potenziamento della rete accelerometrica nazionale (RAN), il potenziamento della rete di monitoraggio sismico delle costruzioni, denominata osservatorio sismico delle strutture (OSS), nonché il potenziamento della rete accelerometrica esistente dell'INGV-OV.

Per completezza si fornisce nel seguito una sintesi dello stato di avanzamento delle ulteriori attività di prevenzione non strutturale previste dal decreto-legge n. 140 del 2023, con particolare riferimento alle attività di comunicazione, formazione ed esercitazione. Il 23 novembre 2023, con delibera n. 679 della Giunta regionale, è stato approvato il piano di comunicazione alla popolazione concernente il potenziamento e lo sviluppo di iniziative già avviate nell'area interessata ovvero l'avvio di nuove iniziative, tenendo conto delle esigenze delle persone con disabilità. Questo piano prevede una pluralità di iniziative. Nel mese di marzo 2025, grazie alle organizzazioni di volontariato all'uopo attivate, è iniziata la distribuzione della versione aggiornata del kit "Io non rischio scuola", denominata "Speciale Campania".

In merito alle iniziative di formazione attuate per aumentare la consapevolezza del rischio e migliorare la risposta collettiva in caso di emergenza, la Regione e il Dipartimento hanno progettato e condiviso le attività formative rivolte ai volontari e quelle rivolte ai dirigenti, funzionari e dipendenti addetti al servizio nazionale della protezione civile, ivi inclusi anche i dirigenti scolastici. In totale sono stati formati più di 500 volontari: 290 appartenenti alle organizzazioni di volontariato della zona rossa e 216 alle organizzazioni di volontariato della Provincia di Napoli. La formazione rivolta ai dirigenti, funzionari e dipendenti addetti al servizio nazionale della protezione civile ha visto lo svolgimento, allo stato, di tre edizioni del corso: il 28 marzo 2024 (circa 279 discenti), l’11 aprile 2024 (circa 390 discenti) e il 30 settembre 2024 (circa 210 discenti). Sono stati, ad oggi, formati circa 880 partecipanti. Sono state, inoltre, erogate le seguenti attività formative: per i centri operativi comunali; giornata di approfondimento teorico-pratica sulle attività della "funzione censimento danni e salvaguardia dei beni culturali", svoltasi il 18 settembre 2024 presso il COC di Pozzuoli; beni culturali e salvaguardia beni mobili, svolto dal 1° al 4 ottobre 2024 presso il castello Aragonese di Baia (Bacoli). Sono allo stato in fase di programmazione ulteriori cicli formativi rivolti ai volontari e funzionari pubblici nonché uno specifico modulo di formazione obbligatoria destinato ai docenti.

Con riferimento alle attività esercitative, il decreto-legge n. 140 del 2023 ha previsto l’elaborazione da parte del Dipartimento della protezione civile di uno specifico piano speditivo di emergenza. L'elaborazione si è conclusa il 12 dicembre 2023 con la trasmissione del piano da parte del Dipartimento a tutti gli enti e le amministrazioni territoriali interessati e con la pubblicazione sul sito web dipartimentale. Il medesimo decreto-legge ha previsto che questa pianificazione fosse testata mediante attività esercitative del servizio nazionale della protezione civile. A tale riguardo, si può fare riferimento all'esercitazione svoltasi il 22 aprile 2024 con attività sia per posti di comando sia su scala reale che hanno consentito la sperimentazione della pianificazione speditiva di emergenza per l'area del bradisismo in relazione ai primi due scenari operativi. La seconda esercitazione si è svolta il 25 e il 26 giugno 2024 permettendo la sperimentazione della pianificazione speditiva di emergenza per l'area del bradisismo in relazione al terzo scenario operativo, La terza esercitazione (EXE Flegrei 2024) si è svolta dal 9 al 12 ottobre 2024. Quest'ultima esercitazione ha interessato: tutti i comuni della zona rossa e tre comuni ospitanti le aree d'incontro; 67 fra enti e amministrazioni; 700 persone tra operatori, tecnici e funzionari delle strutture operative, delle istituzioni territoriali, dei centri di competenza e degli enti gestori dei servizi essenziali e della mobilità; oltre a 1.000 volontari delle organizzazioni nazionali e locali. Si è registrata la partecipazione all'esercitazione di più di 1.500 cittadini della zona rossa e oltre 1.000 cittadini sono poi saliti a bordo dei 47 autobus utilizzati per simulare l'evacuazione assistita. È stata, inoltre, registrata una significativa partecipazione internazionale con 64 delegati provenienti da 38 Paesi. Il 28 e il 29 maggio 2025 si è svolta un'esercitazione di tipo discussion based exercise (DBX) che ha avuto l'obiettivo di analizzare l'approccio adottato durante le attività di verifica visiva effettuate dai dirigenti scolastici sugli edifici scolastici in occasione del sisma del 13 maggio 2025.

Preme, a questo punto, soffermarsi sulla disamina delle misure adottate in relazione agli effetti dell'evento sismico verificatosi il 20 maggio 2024 per la riparazione degli edifici danneggiati, nonché a sostegno dei territori e delle popolazioni interessate. In particolare, per quanto riguarda le misure legate al patrimonio edilizio, il decreto-legge n. 76 del 2024 ha stanziato oltre 400 milioni di euro nel periodo 2024-2029 per la predisposizione e attuazione di uno o più programmi di interventi urgenti di ripristino e di riqualificazione sismica degli edifici pubblici e delle infrastrutture. I primi programmi sono stati approvati con decreto del Ministro per la protezione civile nel febbraio 2025. Il medesimo decreto-legge ha attribuito alle competenze del commissario straordinario l'esecuzione di interventi urgenti di ripristino e riqualificazione sismica degli edifici scolastici danneggiati e sgomberati per inagibilità in forza di provvedimenti adottati dalle competenti autorità in conseguenza dell'evento sismico, stanziando, per l'anno 2024, 15 milioni di euro. Al riguardo, il commissario ha adottato l'ordinanza n. 2 del 22 ottobre 2024, prevedendo l'avvio degli interventi su quattro edifici scolastici ricadenti nel comune di Pozzuoli. Inoltre, il decreto-legge n. 76 del 2024 ha previsto misure urgenti per la riparazione e la riqualificazione sismica degli edifici privati residenziali danneggiati dal sisma del 20 maggio 2024 e sgomberati per inagibilità in esecuzione di provvedimenti adottati dalle competenti autorità entro il 3 luglio 2024. Allo scopo è stata autorizzata la spesa di euro 20 milioni per l'anno 2024 e di euro 15 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026.

Occorre fare riferimento anche alle misure avviate in forza del decreto-legge n. 65 del 2025, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 101 del 2025, per fronteggiare gli effetti degli eventi sismici del 13 e 15 marzo 2025. Invero, il decreto-legge ha individuato, a fronte dell'evoluzione del fenomeno bradisismico in atto nell'area dei Campi Flegrei, ulteriori misure a sostegno del territorio. In particolare, sono state dettate disposizioni con riguardo: a) alla sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi nonché in materia contrattuale per l'area; b) alla riparazione e alla riqualificazione sismica degli edifici residenziali inagibili in conseguenza degli eventi sismici, mediante contributi, a valere su apposito fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per l'anno 2025 e di 15 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027; c) all'estensione dei contributi per l'autonoma sistemazione dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, sia stata sgomberata per inagibilità in esecuzione di provvedimenti adottati dalle competenti autorità in conseguenza degli eventi sismici del 13 e 15 marzo 2025.

Per completezza di informazione, si segnalano di seguito i progetti di collaborazione internazionale nella gestione del rischio vulcanico di interesse per l'area dei Campi Flegrei: a) progetto GOBEYOND (Horizon Europe), attualmente in corso, che mira a sviluppare una piattaforma innovativa basata sull'intelligenza artificiale per migliorare la gestione del rischio legato ai pericoli naturali. L'area di Pozzuoli è uno dei siti “pilota” chiave del progetto, il che permette un'applicazione diretta e una validazione delle soluzioni proposte in un contesto vulcanico complesso; b) ROADMAP2, Solutions explorer, che rappresenta un prezioso strumento per la raccolta e la condivisione di buone pratiche relative alla gestione del rischio, inclusa specificamente quella vulcanica; c) progetto MIA-VITA (7° programma quadro), che ha riunito un consorzio di istituzioni europee per migliorare le capacità di monitoraggio, modellazione e valutazione dell'attività vulcanica, con l'obiettivo di affinare la previsione delle crisi eruttive e la valutazione del rischio; d) "programma per il rafforzamento della governance in materia di riduzione del rischio ai fini di protezione civile", a valere sul PON governance e capacità istituzionale 2014-2020 e concluso il 21 novembre 2022, aveva tra i suoi obiettivi primari il miglioramento della programmazione e il rafforzamento delle diverse fasi del processo di realizzazione degli interventi. Questo programma mirava specificamente alla riduzione del rischio sismico e vulcanico ai fini di protezione civile, contribuendo a ottimizzare le procedure e l'efficacia delle azioni sul territorio nazionale.

Infine, si rileva che il Dipartimento “Casa Italia” della Presidenza del Consiglio dei ministri ha avviato un percorso di interlocuzioni con la Banca europea per gli investimenti finalizzato al reperimento di risorse che possano concorrere ad alimentare la provvista necessaria a finanziare gli interventi sull'edilizia pubblica e privata nell'area, correlati all'intensificarsi del fenomeno bradisismico. A conclusione dell' iter istruttorio, ad inizio del mese di novembre 2025, la BEI ha approvato un finanziamento fino a 1,4 miliardi di euro a favore della Repubblica italiana per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture situati nella zona dei Campi Flegrei, colpiti dagli eventi sismici che interessano l'area dal maggio 2024.

Da quanto sopra si evince l'ampio spettro di azioni messe in campo dal Governo, dal 2023 ad oggi, per il potenziamento delle misure di prevenzione nell'area dei Campi Flegrei, nell'ambito di un disegno unitario e di una precisa strategia tesa a fornire, nel breve periodo, misure di sostegno anche per la riduzione della vulnerabilità del costruito e, nel lungo periodo, ad aumentare la resilienza della comunità anche attraverso una maggiore conoscenza e consapevolezza dei rischi con cui la stessa comunità è chiamata a convivere.

MUSUMECI SEBASTIANO Ministro per la protezione civile e le politiche del mare

16/12/2025

Classificazione EUROVOC:
EUROVOC (Classificazione automatica provvisoria, in attesa di revisione) :

gestione

infrastruttura economica

patrimonio architettonico

politica della ricerca

programma comunitario

sisma

vulcanologia

centro di ricerca

gas naturale

tecnologia

eruzione vulcanica